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AUX Aud$ 9,00 - AUT Á 6,00 - BE Á 5,50 - F Á 8,00 - D Á 7,00 - LUX 5,50 - PTE CONT. Á 5,00 - UK £ 4,50 - E Á 5,00 - USA $ 9,00 - CH CT CHF 7,00 - RC CHINA - HONG KONG

GENNAIO FEBBRAIO MARZO 2014 ANNO IV NUMERO 13 | Á3,00

CASA CASTIGLIONI MUSEI.MOSTRE. STUDIO MUSEO CASA CASTIGLIONI> VITRA DESIGN MUSEUM. LIGHTOPIA> TRIENNALE DESIGN MUSEUM. PIERO FORNASETTI. 100 ANNI DI FOLLIA PRATICA> VAN GOGH ALIVE> DESIGN<DESIGNER. INGO MAURER. MULTIPLI DI LUCE> RODOLFO DORDONI PER MINOTTI> IN TAVOLA. LA NUOVA RICHARD GINORI ACQUISITA DAL MARCHIO GUCCI> I MARCHESI ANTINORI IN CHIANTI CLASSICO> TOPGOURMET. EATALY ALTI CIBI BARI JOHNSONS INTERNATIONAL NEWS ITALIA WWW.OGGETTIDESIGNMAGAZINE.IT


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PALLADIAN COLLECTION

WEDGWOOD È DISTRIBUITA IN ESCLUSIVA IN ITALIA DA B.MORONE www.bmorone.it


OGGETTI DESIGN MAGAZINE STUDIO MUSEO CASA CASTIGLIONI MILANO

STUDIO MUSEO ACHILLE CASTIGLIONI In queste pagine: lampada “Taccia” di Flos, design Achille e Pier Giacomo Castiglioni (1958), poltrona “Sancarlo” di Tacchini, design Achille Castiglioni (1982) e poltrona “Cubo” di Meritalia, design Achille e Pier Giacomo Castiglioni (1957), nella versione color rosso. La mostra “Casa Castiglioni” è in calendario fino al 22 febbraio 2014 presso lo Studio Museo di Milano, in piazza Castelllo 27.

Casa Castiglioni Milano GLI OGGETTI ICONA DEI FRATELLI CASTIGLIONI RIVIVONO NEGLI SPAZI DELLA “CASA MUSEO ACHILLE CASTIGLIONI” DI MILANO, UN’OCCASIONE DA NON PERDERE PER RISCOPRIRE LA STAGIONE D’ORO DEL MIGLIOR DESIGN INDUSTRIALE ITALIANO TESTO ROSSELLA CRIPPA FOTO ARCHIVIO STUDIO MUSEO ACHILLE CASTIGLIONI / FEDERICO AMBROSI 32

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MUSEI & MOSTRE OGGETTI DESIGN MAGAZINE VITRA DESIGN MUSEUM

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32 38 VITRA DESIGN MUSEUM. LIGHTOPIA In queste pagine: sopra, “Lighting concept”, design Ingo Maurer (1968), per la stazione di Westfriedhof della metropolitana di Monaco di Baviera, installazione situata nella sezione ‘Living in Lightopia’, foto Markus Tollhopf. Nella pagina a destra, “Chromosaturation”, design Carlos Cruz-Diez (2010), foto Carlos-Cruz&Adagp, Paris 2013, situata nella sezione ‘Colour, Space, Movement’.

Vitra Design Museum. Lightopia LA MOSTRA “LIGHTOPIA” RACCONTA IL LIGHTING DESIGN CON OLTRE 300 OPERE E INSTALLAZIONI, DALL’INTRODUZIONE DELLA PLASTICA E DELLE LAMPADE ALOGENE FINO ALLA TECNOLOGIA OLED TESTO ROSSELLA CRIPPA FOTO COURTESY VITRA DESIGN MUSEUM

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OGGETTI DESIGN MAGAZINE TRIENNALE DESIGN MUSEUM MILANO

TRIENNALE DESIGN MUSEUM PIERO FORNASETTI. 100 ANNI DI FOLLIA PRATICA La mostra promossa da Silvana Annicchiarico, direttore del Triennale Desig Museum, si compone di oltre 700 pezzi provenienti per la maggior parte dall’ Archivio curato da Barnaba Fornasetti, curatore della mostra, che prosegue ancora oggi l’attività avviata dal padre. Straordinaria e imperdibile, “100 anni di follia pratica” riflette appieno il mondo onirico di Piero Fornasetti che sempre esce “Dai confini del solito” per entrare nella dilatazione alchemica e caleidoscopica della sua eclettica visione artistica che lo ha messo in grado di realizzare tutti gli elementi del suo poliedrico corredo immaginario. In calendario fino al 9 febbraio 2014. Catalogo di Corraini

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MUST. Acciaio Nuova area permanente Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci Milano Studio Museo Achille Castiglioni La mostra Casa Castiglioni MACRO. VII Enel Contemporanea Museo di Arte Contemporanea Roma Installazione di Toshiko Horiuchi Macadam Vitra Design Museum. Lightopia Triennale Design Museum Milano Piero Fornasetti 100 anni di follia pratica Van Gogh Alive. The Experience La Fabbrica del Vapore Milano

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Fornasetti 100 anni di follia pratica LA TRIENNALE DI MILANO RENDE OMAGGIO A UNO DEGLI ARTISTI PIÙ ANTICONFORMISTI DEL NOVECENTO ITALIANO, ATTRAVERSO UNA MOSTRA INEDITA CHE RACCOGLIE OLTRE MILLE OGGETTI PROVENIENTI DALL’ ARCHIVIO CURATO DA BARNABA FORNASETTI TESTO ROSSELLA CRIPPA FOTO ARCHIVIO TRIENNALE DESIGN MUSEUM / COURTESY FORNASETTI / F. MARCHESI

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OGGETTI DESIGN MAGAZINE FABBRICA DEL VAPORE MILANO

VAN GOGH ALIVE. THE EXPERIENCE In queste pagine: autoritratti di Vincent Van Gogh realizzati in diversi momenti della sua vita. Una mostrafuori dagli schemi per un artista fuori dagli schemi. Un modo multimediale per addentrarsi in alta definizione negli spazi magici di una mente geniale e tormentata

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Carlo Scarpa Met di New York Baccarat 1764. Two Hundred and Fifty Years IED Milano Roma Venezia Como Alias e iittala Shop in shop a Milano Zanetto arte Nuovi percorsiw Vivawood Liberi di esprimersi News Designer

Van Gogh Alive. The Experience PRESSO LA FABBRICA DEL VAPORE A MILANO, UNA MOSTRA IN CUI I CAPOLAVORI DEL GENIO OLANDESE PRENDONO VITA IN UNA VIBRANTE SINFONIA DI LUCI, COLORI E SUONI TESTO OMBRETTA BERTINI FOTO ARCHIVIO FABBRICA DEL VAPORE MILANO

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Sommario

G e n n a i o Fe b b r a i o M a r z o 2 0 1 4 N . 1 3


OGGETTI DESIGN MAGAZINE FOCUS ON CARTIER

Cartier Crash Design Jean-Jacques Cartier (1967) Nato nel 1967, a Londra, in piena epoca Swinging London, l’orologio Crash veicola lo spirito effervescente e spensierato di una stagione intrisa di libertà, cristallizzando l’incontro tra il grande rappresentante dell’orologeria di forma e quella corrente di gioiosa trasgressione pop che rivoluzionò ogni conformismo. La storia vuole che un cliente avesse riportato a Cartier un orologio incidentato per farlo riparare e che Jean-Jacques Cartier, all’epoca alla guida di Cartier Londres, fosse rimasto affascinato dalla forma della cassa, al punto di volerla riprodurre così com’era. Crash: il nome giusto per esprimere l’impatto, l’anticonformismo e la libertà creativa! Cartier si diverte a rivoluzionare e sovvertire le convenzioni, a introdurre humour ed eleganza nell’universo della precisione e dell’accuratezza orologiera. Con il suo quadrante asimmetrico, altresì evocatore della distorsione e dell’incidente, l’orologio Crash diventa con il passare del tempo un modello ambito dai collezionisti in edizioni molto limitate e conteso da un’élite di intenditori agli occhi dei quali rappresenta un’icona seventies underground. È la nascita di un mito. Oggi l’orologio Crash è protagonista di un’edizione limitata di quattro nuovi modelli arricchiti per la prima volta da un raffinato bracciale costituito da gocce in oro bianco o rosa. In una versione ancora più preziosa, il bracciale è interamente tempestato di diamanti. Con uno sguardo rivolto al suo anno di nascita, questo orologio leggendario e iper-esclusivo è realizzato in 267 esemplari numerati per i modelli con bracciale in oro e in 667 esemplari numerati per i modelli con bracciale pavé. Autentico oggetto del desiderio, più unico che raro, Crash è disponibile solo in alcune boutique Cartier selezionate. www.cartier.it


www.cartier.it FOTO ALI MAHDAVI© CARTIER 2012


OGGETTI DESIGN MAGAZINE DESIGN<DESIGNERS

DESIGN<DESIGNERS Ingo Maurer Multipli di luce L’ILLUMINAZIONE COME STRUTTURA, SENSAZIONE, POESIA. I DIVERSI VOLTI DELLA LUCE NELL’OPERA DI INGO MAURER, DESIGNER-OUTSIDER LONTANO DAI COMPROMESSI TESTO OMBRETTA BERTINI FOTO ARCHIVIO INGO MAURER /TOM VACK MILAN /ANTOINE BOOTZ

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INGO MAURER In queste pagine: nel 2006 è stato conferito a Ingo Maurer il titolo di Dottore Honoris Causa dal Royal College of Art di Londra e nel 2011 il Premio Compasso d‘Oro per la carriera dall’ADI. Nello showroom di Monaco di Baviera “studio.showroom.werkstatt.atelier+shop” è presente tutta la lighting collection composta di oltre 100 prodotti.

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IN TAVOLA

OGGETTI DESIGN MAGAZINE DESIGN<DESIGNERS

RODOLFO DORDONI In queste pagine: un ritratto del designer Rodolfo Dordoni (photo by Federico Cedrone) e, a destra, divano componibile della collezione “White” realizzata per Minotti (2013).

Ingo Maurer Multipli di luce Rodolfo Dordoni per Minotti

Rodolfo Dordoni per Minotti DIRETTORE CREATIVO DI MINOTTI, L’ARCHITETTO FIRMA LA COLLEZIONE 2013 DI IMBOTTITI E MOBILI DESTINATI A CLIENTI SOFISTICATI E CONSAPEVOLI. TRA NUOVI TESSUTI ED ECHI DEGLI ANNI ‘70 TESTO A CURA DI OMBRETTA BERTINI FOTO ARCHIVIO MINOTTI 89

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OGGETTI DESIGN MAGAZINE ANTINORI NEL CHIANTI CLASSICO

Marchesi Antinori nel Chianti Classico Alessi Affinità conviviali Richard Ginori Collezioni 2014 Carlo Moretti Fabbrica d’autore Modigliani New Design CREA87 La Regalina VIDIVI Qualità e design tutti italiani Eataly Bari Dove nasce l’agricoltura

IN CASA 142 148

L’Oca Nera Atmosfere d’eleganza Lladrò Belle de Nuit

GIOIELLERIE 152 158

MARCHESI ANTINORI

Marchesi Antinori nel Chianti classico CANTINA, MUSEO E RISTORANTE: LE TRE NUOVE REALTÀ DI MARCHESI ANTINORI, DA SEICENTO ANNI AL VERTICE DELLA PRODUZIONE ENOLOGICA ITALIANA TRA ARTE, NATURA E SAPIENZA VINICOLA TESTO A CURA DI OMBRETTA BERTINI FOTO ARCHIVIO MARCHESI ANTINORI

Giovanni Raspini Via Porta Rossa Firenze Gioielleria Marono Marano di Napoli

In queste pagine: la parte esterna della “Cantina ipogea”, architettura d’avanguardia opera dello studio Archea Associati, con l’ingegnerizzazione di Hydea, ricavata in una collina panoramica a San Casciano Val di Pesa. Qui sopra, il Marchese Piero Antinori con le tre figlie Albiera, Allegra e Alessia (da destra), ritratti nella “Vinsantaia”. 95

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BY SHOP 164 166 170

OGGETTI DESIGN MAGAZINE IN TAVOLA

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Eataly Bari Dove nasce l’agricoltura EATALY BARI OSPITA SU DUE PIANI AFFACCIATI SUL MARE 15 LUOGHI DI RISTORAZIONE, UN GRANDE MERCATO CON LE MIGLIORI ECCELLENZE REGIONALI ITALIANE, DUE AULE DIDATTICHE, UN CENTRO CONGRESSI E UNA LOUNGE DI BANCA POPOLARE DI BARI

In queste pagine: il progetto propone ristorantini tematici e informali con terrazze affacciate sul mare dedicati a pasta e pizza, carne, pesce, verdure, fritto e salumi & formaggi. La rosticceria, la piadineria firmata dai fratelli Maioli, il laboratorio di produzione dedicato al “Mozzarella Show” e l’aperitivo Vino Libero completano l’offerta gastronomica. Non mancano la caffetteria Illy, la gelateria alpina Lait e la pasticceria firmata da Luca Montersino.

TESTO A CURA DI ROSSELLA CRIPPA FOTO ARCHIVIO EATALY BARI / CLAUDIA DEL BIANCO

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Alessi Super & Popular Hotel Details Expo Show MESSE FRANKFURT Ambiente 2014 Interior Lifestyle Tokyo Interior Lifestyle Shanghai Indirizzi Aziende

Sommario

G e n n a i o Fe b b r a i o M a r z o 2 0 1 4 N . 1 3


Trimestrale n.13 Gennaio Febbraio Marzo 2014 REDAZIONE EDITORE Direttore Responsabile Stefania Bosco di Camastra s.bosco@johnsons.it Relazioni Esterne Paolo Poma p.poma@johnsons.it Redazione Ombretta Bertini o.bertini@johnsons.it Rossella Crippa r.crippa@johnsons.it Grafica Editoriale Maria Laura Braghetto redazione@johnsons.it

Johnsons International News Italia Srl Via Valparaiso, 4 20144 Milano Tel 02 4398 2263 Fax 02 4391 6430 Presidente e Amministratore Delegato Achille Palma Vice Presidente Tiziano Magni Produzione Gionata Caimi Distributore Esclusivo Edicola Italia Press - Di Distribuzione Stampa e Multimedia Srl 20090 Segrate (MI)

Collaboratori in Redazione Peppa Buzzi pepperbi@libero.it Mariella Orlando Alessandro Guerrato Paola De Toma Olga Di Bartolo

Distributore Esclusivo Estero Johnsons International News Italia Srl Via Valparaiso, 4 20144 Milano

Trend Tessuti Nena Mazza n.mazza@johnsons.it

Servizio Abbonamenti Johnsons International News Italia Srl Via Valparaiso, 4 20144 Milano

Fotografi Foto Archivio Aziende

Logo Testata Glocal Design, Biella

Stampa Speed Graph Srl Olginate (Lecco)

La rivista è sfogliabile sul sito

www.oggettidesignmagazine.it Autorizzazione del Tribunale di Milano n. 662 del 21/12/2010. Poste Italiane S.p.A. Spedizione in A.P.-D.L. 353/2003(conv. 27/02/2004 L .n.46) art. 1, comma 1, LO/MI.

ALESSI Orologi da polso “Record”, design Achille Castiglioni (2002), in acciaio inossidabile18/10 con cinturino in nylon nero. 20

Ai sensi degli Art.7 e 10 del decreto Legislativo 196/2003 Vi informiamo che i Vostri dati personali sono trattati da Johnsons International News Italia S.r.l., Via Valparaiso 4, 20144 Milano, Titolare del trattamento, e che le finalità del trattamento dei Vostri dati sono l’invio del presente periodico e/o di eventuali proposte di abbonamento, e/o l’elaborazione a fini statistici e/o la trasmissione di iniziative editoriali e/o commerciali di Johnsons International News Italia S.r.l.. I Vostri dati saranno trattati con le finalità sopra esposte dalle seguenti categorie di incaricati: addetti all’Ufficio Abbonamenti e Diffusione, addetti al confezionamento e alla spedizione, addetti alle attività di Marketing, addetti alle attività di redazione. Vi ricordiamo che in ogni momento avete diritto di ottenere l’aggiornamento, la rettifica, l’integrazione e la cancellazione dei Vostri dati inviando una richiesta scritta a Johnsons International News Italia S.r.l. - Responsabile Trattamento Dati -, Via Valparaiso 4, 20144 Milano. Tutti i diritti di riproduzione in qualsiasi forma, compresa la messa in rete, che non siano espressamente per fini personali o di studio, sono riservati. Per qualsiasi utilizzo che non sia individuale è necessaria l’autorizzazione scritta da parte di Johnsons International News Italia S.r.l., Via Valparaiso 4, 20144 Milano. Iva assolta dall’editore Art. 74 Dpr 633/72 e successive modifiche I comma lettera C. Esente da bollo Art. 6 II comma Dpr 642/72.

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HEREND È DISTRIBUITA IN ESCLUSIVA IN ITALIA DA B.MORONE www.bmorone.it


“WING”

David Trubridge è distribuito da B.Morone di Milano www.bmorone.it


“SOLA”

Unità luminose scomponibili dell’installazione “Icarus” design David Trubridge acquisita nel 2012 dal Centre Pompidou di Parigi


OGGETTI DESIGN MAGAZINE METROPOLITAN MUSEUM OF ART DI NEW YORK

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opo il grande successo di pubblico e critica, la mostra “Carlo Scarpa. Venini 1932-1947” curata da Marino Barovier si trasferisce al Metropolitan Museum of Art di New York (MET) con il nuovo titolo “Venetian Glass by Carlo Scarpa: The Venini Company, 1932-1947”. Aperta al pubblico fino al 2 marzo 2014, l’esposizione mantiene la logica espositiva dell’originale ed è allestita cronologicamente rispettando la suddivisione in tipologie differenziate per tecnica di esecuzione e per tessuto vitreo, dai vetri sommersi alle murrine romane, dai corrosi ai vetri a pennellate. “Venetian Glass by Carlo Scarpa” illustra l’opera dell’architetto e designer Carlo Scarpa (1906–1978) dal 1932, quando, non ancora trentenne, fu nominato direttore artistico di Venini da Paolo Venini, fondatore delle omonime Vetrerie. Scarpa lavora fino al 1947 in stretto contatto con i maestri vetrai e con lo stesso Venini, creando più di venticinque diversi stili, che aprono la strada a nuove tecniche,

forme e colori entrati nella storia del vetro, rielaborando e modernizzando l’antica tradizione del vetro soffiato. La mostra presenta i risultati di questa collaborazione unica, quasi 300 opere selezionate che illustrano lo straordinario contributo di Carlo Scarpa all’arte del vetro veneziano. La mostra di New York è organizzata da Nicholas Cullinan, curatore del dipartimento di Arte Moderna e Contemporanea al Metropolitan Museum of Art, con l’assistenza di Mary Clare McKinley, ed è la prima esposizione mai organizzata al Metropolitan Museum of Art dedicata esclusivamente al vetro. L’evento di partenza, “Carlo Scarpa. Venini 1932 – 1947” aveva inaugurato durante l’agosto 2012 le attività espositive de “Le Stanze del Vetro” nell’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, un progetto culturale pluriennale avviato da Pentagram Stiftung e Fondazione Giorgio Cini per lo studio e la valorizzazione dell’arte vetraria veneziana del Novecento. www.metmuseum.org www.cini.it

Carlo Scarpa al MET di New York LA MOSTRA “CARLO SCARPA. VENINI 1932 -1947” AL METROPOLITAN MUSEUM DI NEW YORK RADDOPPIA IL SUCCESSO DI QUELLA DE “LE STANZE DEL VETRO” DI FONDAZIONE GIORGIO CINI TESTO OMBRETTA BERTINI FOTO ARCHIVIO METROPOLITAN MUSEUM OF ART NEW YORK /CARLO SCARPA

CARLO SCARPA. VENINI 1932-1947 In questa pagina: in alto a sinistra, un punto espositivo della mostra di Carlo Scarpa al Metropolitan Museum of Art di New York con una selezione di vasi in vetro soffiato creati per Vetrerie Venini; al centro, vasi “battuti” e, sopra, uno scorcio della mostra. Qui a sinistra, vaso murrina e vaso “Macchie” a decorazione astratta. In basso da sinistra, vasi incisi e ritratto di Carlo Scarpa con il maestro vetraio Arturo Biasutto presso le Vetrerie Venini.

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OGGETTI DESIGN MAGAZINE ANNIVERSARI

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ltre trecento fra immagini, fotografie d’epoca, disegni e dedicate ai Romanov, per i quali ardeva il cosiddetto “forno documenti inediti provenienti dai preziosi archivi della dei russi”, e le meraviglie prodotte per le esposizioni universali, Maison Baccarat, oggetto di un recente e accurato Baccarat inaugura le sue prime collaborazioni con i grandi intervento di ri-catalogazione. Un libro per celebrare designer internazionali, che danno un impulso decisivo alla i 250 anni della cristalleria più famosa di Francia, costituita diversificazione della sua produzione. Un pantheon dove si nel 1764 da Re Luigi XV e divenuta nei secoli il simbolo della susseguono le figure più originali e visionarie della scena artistica migliore artigianalità d’oltralpe, portata avanti per generazioni del XX secolo, come Robert Rigot, Roberto Sambonet, Van Day dal savoir faire di vetrai, tagliatori, incisori e doratori, fra cui Truex e Thomas Bastide, fino ad arrivare agli anni Novanta, un “Maître d’Art” e ben ventidue “Meilleurs Ouvriers de France”, quando Catherine Noll ed Evelyne Julienne disegnano le prime l’onorificenza assegnata ai migliori artigiani, il numero più collezioni di bijoux, o ai più recenti anni Duemila, l’inizio di un alto tra i marchi del lusso francese. Presentato ufficialmente a sodalizio con l’eclettico designer olandese Marcel Wanders, che Milano dal nuovo CEO di Baccarat, Daniela Riccardi, il volume disegna la collezione “United Crystal Woods”, ma soprattutto con contiene rare testimonianze degli esclusivi ordini commissionati l’estro ludico e irriverente di Philippe Starck, scelto per ideare da re, emiri, maraja e presidenti. Senza contare i tributi ai la decorazione della “Maison Baccarat” a Parigi, in Place des protagonisti del jet set internazionale, come il servizio per lo Etats-Unis, leggendaria residenza di 3.000 mq appartenuta alla yacht di Aristotele Onassis, le bottiglie per il matrimonio di Grace Viscontessa Marie-Laure de Noailles, cui segue nel 2008 la sede di Kelly e Ranieri di Monaco, il piatto decorato con disegno di stoffa Mosca. Regalo ideale per i tutti cultori del bello, la pubblicazione e forbici per Mademoiselle Chanel e poi ancora tanti, tantissimi “Baccarat 1764. Two Hundred and Fifty Years” segna l’inizio servizi su misura per un’aristocrazia del gusto priva di frontiere dei festeggiamenti previsti per tutto il 2014 e anticipati, lo e nazionalità. Dopo le grandi committenze dell’Ottocento per scorso giugno, dall’apertura dell’imponente flagship store le famiglie reali di tutto il mondo, fra cui spiccano le creazioni Baccarat su Madison Avenue a New York. www.baccarat.com

Baccarat 1764 Two Hundred and Fifty Years EDITO DA RIZZOLI NEW YORK, QUESTO VOLUME ANTICIPA I FESTEGGIAMENTI PER I 250 ANNI DI BACCARAT, LA CRISTALLERIA PIÙ FAMOSA DI FRANCIA COSTITUITA NEL 1764 DA RE LUIGI XV TESTO ROSSELLA CRIPPA FOTO ARCHIVIO BACCARAT

I 250 ANNI DI BACCARAT In questa pagina: qui a sinistra, Daniela Riccardi, CEO di Baccarat, durante l’incontro con i giornalisti e gli invitati alla presentazione del libro edito per i 250 anni della Maison. A destra, la mise en scène allestita per l’occasione con candelabri, bugie, gioielli, bicchieri, piatti e vasi Baccarat, tra cui, in primo piano, la storica collezione di bicchieri in cristallo “Harcourt 1841” . 26


Foto Alvise Silenzi RitrAtelier

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www.martafrasi.com


OGGETTI DESIGN MAGAZINE MUSEO DELLA SCIENZA E DELLA TECNOLOGIA DI MILANO

MUST. NUOVA AREA ACCIAIO In questa pagina: realizzata in collaborazione con il “Gruppo Arvedi”, eccellenza italiana riconosciuta a livello internazionale, la mostra permanente dedicata all’acciaio si articola fra oggetti storici, exhibit interattivi, schermi in alta definizione e installazioni “Samsung”, partner tecnologico del museo, che ha introdotto la sua tecnologia più avanzata per consentire all’acciaio di prendere vita su schermi in alta definizione, offrendo ai visitatori un’esperienza coinvolgente e interattiva.

MUST. Acciaio Nuova area permanente INAUGURATA AL MUST DI MILANO L’ESPOSIZIONE PERMANENTE DEDICATA ALL’ACCIAIO, CON UN ALLESTIMENTO MULTIMEDIALE PROGETTATO CON SAMSUNG E LO STUDIO N!03 TESTO ROSSELLA CRIPPA FOTO ARCHIVIO MUST - MUSEO DELLA SCIENZA E DELLA TECNOLOGIA

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l “Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci” di Milano è stata aperta una nuova area espositiva per scoprire come nasce, cosa diventa e qual è il futuro dell’acciaio, un materiale antico e innovativo che ha dato forma al nostro mondo. Realizzata in collaborazione con il “Gruppo Arvedi”, nella persona di Giovanni Arvedi, Presidente del Gruppo siderurgico cremonese, eccellenza italiana riconosciuta a livello internazionale, la mostra permanente dedicata all’acciaio si articola fra oggetti storici, exhibit interattivi, schermi in alta definizione e installazioni, all’interno di uno spazio scenografico allestito grazie all’esperienza dello studio N!03, dove coesistono la dimensione storica e la realtà tecnologica, la cultura e l’innovazione. Oggi indispensabile nelle sue innumerevoli forme e caratteristiche, l’acciaio è un materiale dalle mille vite, usato nella realizzazione dei mezzi di trasporto, dalle automobili ai grandi Boeing, essenziale per l’edilizia come per la produzione e il trasporto di energia,

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per lo sviluppo dell’industria chimica, della petrolchimica, dell’industria meccanica e di quella manifatturiera. Per non dimenticare tutti quei prodotti di uso quotidiano, dal ferro da stiro alla graffetta, di cui ormai non possiamo più fare a meno. Grazie alla nuova Area acciaio, il museo milanese arricchisce così il suo già considerevole patrimonio sulla storia della siderurgia, fatto di testimonianze, oggetti e riferimenti che raccontano delle maggiori industrie metallurgiche, come la ricostruzione dell’impianto Falck di Vobarno (1860), il forno Stassano (1910), il maglio Galperti (1740), fino al laminatoio Mannesmann (1909) proveniente da uno stabilimento Dalmine. Partner tecnologico del museo, “Samsung” porta la sua tecnologia più avanzata per consentire all’acciaio di prendere vita in modo non convenzionale, offrendo ai visitatori un’esperienza coinvolgente e interattiva che getta uno sguardo nella direzione della sostenibilità ambientale, del riutilizzo e del riciclo del materiale metallico. www.museoscienza.org


Collezione B black design Josef Hoffmann (1912)

LOBMEYR È DISTRIBUITO IN ESCLUSIVA IN ITALIA DA B.MORONE www.bmorone.it


OGGETTI DESIGN MAGAZINE STUDIO MUSEO CASA CASTIGLIONI MILANO

Casa Castiglioni Milano GLI OGGETTI ICONA DEI FRATELLI CASTIGLIONI RIVIVONO NEGLI SPAZI DELLA “CASA MUSEO ACHILLE CASTIGLIONI” DI MILANO, UN’OCCASIONE DA NON PERDERE PER RISCOPRIRE LA STAGIONE D’ORO DEL MIGLIOR DESIGN INDUSTRIALE ITALIANO TESTO ROSSELLA CRIPPA FOTO ARCHIVIO STUDIO MUSEO ACHILLE CASTIGLIONI / FEDERICO AMBROSI 32


STUDIO MUSEO ACHILLE CASTIGLIONI In queste pagine: lampada “Taccia” di Flos, design Achille e Pier Giacomo Castiglioni (1958), poltrona “Sancarlo” di Tacchini, design Achille Castiglioni (1982) e poltrona “Cubo” di Meritalia, design Achille e Pier Giacomo Castiglioni (1957), nella versione color rosso. La mostra “Casa Castiglioni” è in calendario fino al 22 febbraio 2014 presso lo Studio Museo di Milano, in piazza Castelllo 27. 33


OGGETTI DESIGN MAGAZINE STUDIO MUSEO CASA CASTIGLIONI MILANO

CASA CASTIGLIONI In queste pagine: tavolino “Mate” di De Padova, design Achille Castiglioni (1992), servizio “Tea for Two” di Alessi, design Achille Castiglioni (2001), radiofonografo “RR226” di Brionvega, design Achille e Pier Giacomo Castiglioni (1965) e seduta “Polet”, design Achille Castiglioni (1992), oggi fuori produzione. 34


A cura di Giovanna Castiglioni e Marco Marzini, l’esposizione racconta alcuni progetti dei fratelli Castiglioni che hanno fatto la storia del design italiano, collocati nel loro reale contesto d’uso

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l sogno in un cassetto: mettere a disposizione del pubblico oggetti dei Castiglioni che rivivano in uno spazio abitativo, per condividere un modo di progettare, di fare, di vivere e usare gli oggetti. Mostra itinerante nata nel 2011 nell’ambito di AbitaMi, un’iniziativa di Fiera Milano, “Casa Castiglioni” fa ritorno nella città meneghina e approda negli spazi dell’omonima Fondazione in piazza Castello. Dopo Roma, Mantova e Palermo, è la volta dello storico studio di architettura, trasformato in museo dal 2006 e oggi meta di creativi, studenti universitari, semplici appassionati. “Se non siete curiosi, lasciate perdere. Se non vi interessano gli altri, ciò che fanno e come agiscono, allora quello del designer non è un mestiere per voi”,

affermava, acuto e ironico, il maestro Achille Castiglioni. Con un allestimento essenziale, dinamico e interattivo, a cura di Giovanna Castiglioni e Marco Marzini, l’esposizione presenta alcune delle icone che hanno fatto la storia del design italiano, accanto ad oggetti anonimi di ieri e di oggi, inseriti nel loro reale contesto di utilizzo. Si potranno così rivedere gli oggetti per la casa progettati per Alessi, come il cucchiaio per barattoli “Sleek”, il portacenere “Spirale” o l’orologio “Firenze”; gli apparecchi illuminanti disegnati per Flos, come la lampada “Arco” che vanta imitazioni in tutto il mondo; i tavolini “Mate”, “Mini Mate” e l’intramontabile “Scrittarello” per De Padova; il tutto sulle note della musica diffusa dal radiofonografo “RR226” di Brionvega. 35


OGGETTI DESIGN MAGAZINE STUDIO MUSEO CASA CASTIGLIONI MILANO

CASA CASTIGLIONI In queste pagine: sopra, da sinistra, edizioni in vendita nella libreria Corraini all’interno dello studio museo; tavolo da lavoro “Scrittarello” di De Padova (1996), lampada “Ipotenusa” di Flos (1975), design Achille Castiglioni, e sgabello “Mezzadro” di Zanotta, design Achille e Pier Giacomo Castiglioni (1957); libreria “Ripiani Appesi”, design Achille e Pier Giacomo Castiglioni (1957), e miniatura di Achille Castiglioni. Qui a destra, libri di Corraini Edizioni, lampada “Boalum” di Artemide, design Livio Castiglioni e Gianfranco Frattini (1970), particolare del radiofonografo “RR226”, di Brion Vega, orologio “Firenze” di Alessi, design Achille e Pier Giacomo Castiglioni (1965) e lampada “Grip” di Flos, design Achille Castiglioni (1985).

La mostra “Casa Castiglioni” è stata occasione per avviare importanti rapporti di collaborazione con Yoox Group, il partner globale di internet retail per i principali brand della moda e del design Senza dimenticare poi un oggetto ormai entrato nelle case di tutti, il mitico interruttore rompitratta della VLM, di cui i Castiglioni andavano particolarmente orgogliosi. Grazie a un semplice nastro rosso, lo spazio dello studio museo è organizzato come un vero e proprio alloggio abitativo, pensato per essere vissuto più che contemplato, dove ogni oggetto ha un posto preciso, progettato per quella specifica funzione. Una stanza degli esperimenti, dove tutti sono chiamati a contribuire con ipotesi, domande, dubbi. Un teatro laboratorio che vuole così raccontare, nella maniera più immediata, come il design secondo i Castiglioni dovesse soddisfare anzitutto le esigenze funzionali della vita quotidiana, 36

gli usi e le abitudini, adattandosi a uno spazio domestico in continua evoluzione. “Un buon progetto”, sosteneva del resto Achille, “nasce non dall’ambizione di lasciare un segno, ma dalla volontà di instaurare uno scambio, anche piccolo, con l’ignoto personaggio che userà l’oggetto da voi progettato”. Figli dello scultore milanese Giannino Castiglioni, i fratelli Livio, Pier Giacomo e Achille ne condividono la passione per l’architettura e il lavoro manuale: un patrimonio di conoscenza ed esperienza che per ragioni anagrafiche sarà raccolto soprattutto da Achille, il più giovane dei tre, fondatore insieme a Pier Giacomo dello studio di piazza Castello, vincitore di nove


La Fondazione Achille Castiglioni, istituita nel 2011 per tutelare il patrimonio creativo custodito nello studio museo, vanta come sostenitori Alessi, Brionvega, De Padova, Flos e Relco Group Compassi d’Oro e autore di opere esposte nei più importanti musei del mondo, dal MoMA di New York al Victoria and Albert Museum di Londra, passando per il Vitra Design Museum di Weil am Rhein. Con un successo di pubblico che conta oltre 28.600 visitatori, di cui la metà stranieri, la famiglia Castiglioni è oggi impegnata a rafforzare e promuovere la proposta culturale dello studio museo, attraverso eventi e mostre temporanee, ma soprattutto attraverso un imponente lavoro di catalogazione, archiviazione e digitalizzazione del mondo dentro il quale Achille ha lavorato per più di 60 anni, fatto di progetti, disegni, foto, modelli, film, conferenze, oggetti, libri, riviste. In collaborazione con

la Triennale di Milano, la Fondazione intende così offrire ai visitatori, accanto alla vista degli artefatti e dell’ambiente di lavoro, anche la conoscenza dell’iter progettuale con il quale il maestro ha realizzato le sue opere. L’apertura della mostra “Casa Castiglioni” è stata inoltre l’occasione per presentare due nuove importanti collaborazioni: una con il portale yoox.com, che ha realizzato una vetrina online di oggetti esclusivi tratti dall’archivio Castiglioni, e l’altra con Corraini, che nella piccola libreria presente in Fondazione propone volumi su Castiglioni e una selezione di libri di architettura, design e grafica. www.achillecastiglioni.it 37


OGGETTI DESIGN MAGAZINE MACRO. MUSEO DI ARTE CONTEMPORANEA ROMA

MACRO. ENEL CONTEMPORANEA In questa pagina: installazione “Harmonic Motion/Rete dei draghi”, realizzata dall’artista giapponese Toshiko Horiuchi MacAdam per la VII edizione di “Enel Contemporanea” al Museo MACRO di Roma.

MACRO. Enel Contemporanea PER LA SETTIMA EDIZIONE DI “ENEL CONTEMPORANEA” PRESSO IL MUSEO MACRO DI ROMA, ENEL SCEGLIE L’INSTALLAZIONE DELL’ARTISTA GIAPPONESE TOSHIKO HORIUCHI MACADAM TESTO A CURA DI ROSSELLA CRIPPA FOTO ARCHIVIO MACRO / ENEL CONTEMPORANEA

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iocosa, colorata, interattiva. È un’opera d’arte momenti di laboratorio e di svago - gratuiti e ad accesso tutta da scoprire la grande installazione “Harmonic libero - per stimolare e alimentare la fantasia dei più piccoli. Motion / Rete dei draghi” che l’artista giapponese Su prenotazione, saranno inoltre organizzate anche visite Toshiko Horiuchi MacAdam ha realizzato nella sede guidate all’installazione e alle diverse sale espositive. di via Nizza del MACRO, il Museo d’Arte Contemporanea Sospesa nella grande hall del museo, a rappresentare un di Roma, per la settima edizione di “Enel Contemporanea” ideale fil rouge tra l’edificio storico e la più recente area (www.enelcontemporanea.com), manifestazione a cura museale progettata dall’architetto francese Odile Decq, di Francesco Bonami e fra i più prestigiosi appuntamenti “Harmonic Motion / Rete dei draghi”, si configura così, allo internazionali nel panorama dell’arte moderna, che sarà stesso tempo, quale opera d’arte, scultura tessile e aerea, visibile al pubblico per tutto il 2014. Interamente realizzata e spazio gioco, rete intrecciata e installazione, dove vivere intrecciata a mano, dal sapore tradizionale che rievoca l’antica un’esperienza certamente insolita e sorprendente. Dopo il lavorazione all’uncinetto abbinata a forme contemporanee, successo di “Big Bambú”, l’installazione di Mike+Doug Starn l’opera è un grande e colorato playground interattivo, inaugurata nel 2012 a MACRO Testaccio per i 50 anni di Enel, pensato per gli adulti ma soprattutto per i bambini, dove è che ha raccolto circa 50.000 visitatori, la partnership fra Enel possibile entrare, saltare, rotolare, arrampicarsi, strisciare, e MACRO prosegue dunque anche nel 2014, per continuare appendersi e muoversi attraverso livelli successivi e ad offrire al pubblico emozioni sempre nuove. Grazie a “Enel sovrapposti. Un invito a vivere l’arte da vicino, in un Contemporanea” l’intensità dell’energia, che l’artista ha intreccio fra creazione e gioco, grazie anche alle numerose impiegato con grande passione e dedizione nella costruzione iniziative previste per trascorrere una giornata speciale in dell’opera, diventa così energia e patrimonio condiviso, a famiglia, all’insegna della cultura e del divertimento, con beneficio dell’intera collettività. www.museomacro.org 38


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VITRA DESIGN MUSEUM. LIGHTOPIA In queste pagine: sopra, “Lighting concept”, design Ingo Maurer (1968), per la stazione di Westfriedhof della metropolitana di Monaco di Baviera, installazione situata nella sezione ‘Living in Lightopia’, foto Markus Tollhopf. Nella pagina a destra, “Chromosaturation”, design Carlos Cruz-Diez (2010), foto Carlos-Cruz&Adagp, Paris 2013, situata nella sezione “Colour, Space, Movement”. 40


Vitra Design Museum Lightopia LA MOSTRA “LIGHTOPIA” RACCONTA IL LIGHTING DESIGN CON OLTRE 300 OPERE E INSTALLAZIONI, DALL’INTRODUZIONE DELLA PLASTICA E DELLE LAMPADE ALOGENE FINO ALLA TECNOLOGIA OLED TESTO ROSSELLA CRIPPA FOTO COURTESY VITRA DESIGN MUSEUM 41


OGGETTI DESIGN MAGAZINE VITRA DESIGN MUSEUM

LIGHTOPIA In questa pagina: sopra, da sinistra, lampada “Atollo”, design Vico Magistretti (1977) per Oluce (ph. Spehr), “World Fair Bruxelles, 1958” di Le Corbusier, Jannis Xenakis, Philips Pavilion (ph. The Getty Research Institute, L.A.) e lampada “Taraxacum ’88”, design Achille Castiglioni (1988) (ph. C. Colombo). Sotto, simulazione “NIX” di “realities united” (2005) e film “Inter // States” di Samuel Cockedey (2010).

“Lightopia” è la prima mostra sperimentale dedicata al tema del lighting design fino alla tecnologia OLED, acronimo di Organic Light Emitting Diode ovvero diodo organico a emissione di luce

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el secolo scorso, la luce elettrica ha trasformato le nostre città, ha creato nuovi stili di vita e condizioni di lavoro, è diventata il motore che ha spinto il progresso dell’industria, della medicina e della comunicazione. E se con l’introduzione delle nuove tecnologie il settore della luce artificiale è oggi protagonista di radicali cambiamenti, il Vitra Design Museum di Weil am Rhein (Basilea) presenta la prima mostra sperimentale dedicata al tema del lighting design. Fino al 9 marzo, “Lightopia” è un percorso espositivo dalla società industriale alle visioni di domani, attraverso 300 opere che spaziano dall’arte al design, passando per l’architettura e molte altre discipline. Una linearità cronologica che comincia dall’inventario del nostro spazio ambientale, caratterizzato da una società strettamente dipendente dalla risorsa luminosa, per la trasmissione dei dati digitali come per l’illuminazione di siti produttivi e spazi pubblici. Segue poi una retrospettiva sul progresso dell’illuminotecnica, dove sono analizzati i

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fattori sociali, politici e tecnologici responsabili delle scelte creative dei designer, per esaltare quindi la capacità della luce di definire lo spazio e raccontare delle storie, a partire dai primi spettacoli di corte con suoni e fuochi d’artificio. Infine, nell’ultima sezione della mostra, scopriamo come l’illuminazione stradale inizia a reagire alla luce lunare o come i lampioni possono essere attrezzati con indicatori di movimento, alla ricerca di un equilibrio tra luce naturale e artificiale, tra l’illuminazione generale e quella singola e personalizzata. Insieme a numerose icone della collezione permanente del museo, di cui fanno parte opere di Wilhelm Wagenfeld, Achille Castiglioni, Gino Sarfatti e Ingo Maurer, solo per citarne alcuni, sono perciò apprezzabili anche vere e proprie installazioni, fra le quali la celebre “Light-Space Modulator” di László Moholy- Nagy (1922-30) e la spettacolare ricostruzione di una discoteca del 1968, interamente realizzata in plexiglass traslucido. www.design-museum.de


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Fornasetti 100 anni di follia pratica LA TRIENNALE DI MILANO RENDE OMAGGIO A UNO DEGLI ARTISTI PIÙ ANTICONFORMISTI DEL NOVECENTO ITALIANO, ATTRAVERSO UNA MOSTRA INEDITA CHE RACCOGLIE OLTRE MILLE OGGETTI PROVENIENTI DALL’ ARCHIVIO CURATO DA BARNABA FORNASETTI TESTO ROSSELLA CRIPPA FOTO ARCHIVIO TRIENNALE DESIGN MUSEUM / COURTESY FORNASETTI / F. MARCHESI 46


TRIENNALE DESIGN MUSEUM PIERO FORNASETTI. 100 ANNI DI FOLLIA PRATICA La mostra, promossa da Silvana Annicchiarico, direttore del Triennale Design Museum, si compone di oltre 1.000 pezzi provenienti per la maggior parte dall’Archivio curato da Barnaba Fornasetti, che prosegue ancora oggi l’attività avviata dal padre. In calendario fino al 9 febbraio 2014, “100 anni di follia pratica” riflette appieno il mondo onirico di Piero Fornasetti e propone una dilatazione alchemica e caleidoscopica della sua eclettica visione artistica. Il catalogo è di Corraini Edizioni.

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FORNASETTI. 100 ANNI DI FOLLIA PRATICA In queste pagine: le prime due sale del percorso espositivo, dove è stato ricreato l’ambiente di Piero Fornasetti attraverso il vecchio cavalletto da pittore con il suo autoritratto a olio, schizzi, disegni giovanili, libri dalla biblioteca personale, illustrazioni, oggetti sul tema dei libri e foto dell’epoca, con focus sull’aspetto di stampatore e la sua esperienza nelle arti applicate.

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na cascata di piatti sospesi come fossero dei mobiles. Un display di creazioni con il decoro “Tema e Variazioni”, ossia il volto enigmatico della cantante lirica Lina Cavalieri, moderna Gioconda in cui l’artista si imbatte per caso mentre sfoglia una rivista francese del XIX secolo, e sceglie di riportare per il resto della vita su una moltitudine di oggetti, elevandola di fatto a icona della sua arte grafica. In occasione del centenario dalla nascita, Triennale Design Museum presenta la prima grande e inedita mostra in Italia dedicata a Piero Fornasetti, a cura di Barnaba Fornasetti. Un omaggio e un risarcimento, come emerge dalle parole di Silvana Annicchiarico, direttore del museo: “Come d’istinto, Fornasetti sente la complessità e il fascino eclettico della modernità e le dà forma. La rappresenta. La racconta. È uno dei pochi a farlo senza

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pregiudizi, in un Paese conformista come il nostro. Ma proprio per questo, per la sua estraneità al sistema culturale così come si è affermato in Italia fra gli anni Cinquanta e i Sessanta, Fornasetti offre oggi un punto di vista assolutamente originale e un’esperienza imprescindibile. Riaccoglierlo in Triennale è un modo per ribadire, dopo le incomprensioni, gli interdetti e il disinteresse del passato, la sua preziosa e feconda centralità”. Scultore, pittore, stampatore, stilista, artigiano, decoratore, oppositore incallito di epoche d’arte ed etichette, Fornasetti è autore di una delle più ampie collezioni di oggetti e mobili del secolo scorso. Lui, artista anticonformista e visionario, nato in una famiglia della borghesia bene ed espulso da Brera per insubordinazione, è personaggio unico, milanese purosangue e italianissimo nel genio dell’improvvisazione.

Scultore, pittore, stampatore, stilista, artigiano, decoratore, oppositore incallito di epoche d’arte ed etichette, Fornasetti è autore di una delle più ampie collezioni di oggetti e mobili

PIERO FORNASETTI Piero Fornasetti nasce nel 1913 in una agiata famiglia della borghesia milanese. Nel 1930 entra all’Accademia di Belle Arti di Brera per studiare disegno, ma viene espulso per insubordinazione due anni più tardi. Nel 1933 la sua prima esposizione, nell’ambito di una mostra di lavori di studenti all’Università di Milano, mentre al 1940 risale il fatidico incontro con Gio Ponti. Pittore, scultore, decoratore d’interni, stampatore di libri d’arte e creatore di oltre 13.000 oggetti, Fornasetti è autore di una delle più vaste produzioni artistiche del XX sec. 49


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FORNASETTI. 100 ANNI DI FOLLIA PRATICA In queste pagine: sopra, la sala della pittura e, qui a sinistra, quella dedicata ai vassoi. Nella pagina a sinistra, in alto, la sala “Tema e Variazioni” e, sotto, la sala dedicata all’incontro con Gio Ponti, la bicicletta da uomo “Greca”, design Piero Fornasetti (anni ’80), e la sala dei paraventi.In basso, libri e variazioni sui posacenere e alcuni disegni in china su carta.

Un video realizzato da Toni Meneguzzo, un corto in stop motion ottenuto assemblando 4.000 scatti fotografici, offre 102 scene e immagini della casa di Città Studi e dell’Atelier Fornasetti Oltre le avanguardie, Fornasetti comprende prima di poesia, che in Triennale spazia dagli esordi pittorici alla altri che mostrarsi o ritrarsi è il modo d’essere della collaborazione con Gio Ponti, da importanti commissioni modernità, facendosi immortalare, novello Chaplin, in come gli interni del Casinò di Sanremo e dell’Andrea Doria mille ambientazioni differenti: in maschera, dietro una fino ai più difficili anni Settanta, contrassegnati per la maschera, in grisaglia come dentro una vasca da bagno maggior parte dal dogma razionalista e imperante della decorata di farfalle. “Non dimenticherò mai l’emozione “funzionalità”, nell’architettura come nel design, che ha quando, da ragazzo, un mattino d’estate sul lago, per la fatto di Fornasetti una figura marginale senza per questo prima volta la penna cominciò a tracciare il contorno di spegnerne la creatività vulcanica. Una “retro-prospettiva”, una gamba, poi di un corpo, poi di un volto”, si legge fra come l’ha definita il figlio Barnaba Fornasetti, tanto le sue memorie. Una punta di humour, unita alla disciplina completa nella ricostruzione di un percorso ormai storico del rigore e a una fervida immaginazione, che lo hanno quanto rivolta al futuro, che accoglie un migliaio di oggetti reso il re dell’ornamento, promosso a elemento strutturale tra vassoi, portacenere, paraventi e trumeau, piccoli mondi in fase di progettazione. Un decorativismo che non è che contengono continui riferimenti alla contemporaneità, orpello inutile ma invito a pensare, a evadere dalle cose grazie a un metodo di lavoro che agisce sull’immaginario che ci circondano, “troppo meccanizzate e inumane”, per collettivo e lo caratterizza con la propria personalità e riprendere le sue stesse parole. Un universo creativo fatto il proprio carattere. Leggiamo nel volumetto in edizione in egual misura di rigore progettuale, artistico e artigianale, limitata “Certi paraventi sono stati disegnati due volte”, come di fantasia sfrenata, invenzione surrealista e pubblicato da Henry Beyle e contenente citazioni del maestro: 51


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FORNASETTI. 100 ANNI DI FOLLIA PRATICA In queste pagine: sopra, la sala dedicata alle esperienze di stampa e, sotto, piccola wunderkammer con oggetti personali di Piero Fornasetti. Nella pagina a destra, in primo piano, piatto “Tema e Variazioni”, design Piero Fornasetti, e sedia “Lux Gstaad”, design Barnaba Fornasetti (2009); sullo sfondo, uno scorcio della sala dedicata ai portaombrelli.

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PIERO FORNASETTI. 100 ANNI DI FOLLIA PRATICA IL PERCORSO ESPOSITIVO “Immaginazione, fantasia e creatività sono cibi insopprimibili per l’anima e per lo spirito: è un dovere per chi ne ha il darne agli altri, ed è così che la fantasia chiama la fantasia e che la poesia invita alla poesia per tutti, a tempo pieno”. In occasione della mostra, anche un video realizzato da Toni Meneguzzo, un corto in stop motion ottenuto assemblando 4.000 scatti fotografici per un totale di 102 scene, fra riprese di laboratorio e immagini della casa di Città Studi e dell’Atelier Fornasetti. Un esperimento laborioso e di grande artigianalità che riflette appieno il mondo onirico di Fornasetti: “Dai confini del solito” è la dilatazione alchemica e caleidoscopica della visione artistica del maestro, con specchi da cui escono magicamente gli optical, i bicchieri, gli ombrelli, i piatti e molti altri elementi del suo corredo immaginario. www.triennaledesignmuseum.it

Lo studio del pittore-stampatore Le prime due sale ricreano l’ambiente di Fornasetti attraverso il vecchio cavalletto da pittore con il suo autoritratto a olio, schizzi, disegni giovanili e libri dalla biblioteca personale, con focus sull’aspetto di stampatore, determinante per le sue origini creative. La Quadreria La sala presenta una vasta selezione di quadri degli anni ’30, ’40 e ’50, disposti come in una quadreria e raffiguranti nature morte, maschere, ritratti, paesaggi e motivi astratti. Tema e Variazioni Un display di creazioni con decoro “Tema e Variazioni”, ovvero il volto della soprano romana Lina Cavalieri che Piero Fornasetti riporta su una moltitudine di oggetti come piatti, vassoi, tavolini, reggilibri, posacenere. L’incontro con Gio Ponti La sala celebra la collaborazione con Gio Ponti a partire dai foulard come prima esperienza di arte applicata fino ai mobili come trumeau, scrivanie, armadi, sedie e tavoli destinati ad appartamenti privati, navi, sale cinematografiche e negozi. Il corridoio degli autoritratti Ricorrenti nella produzione artistica di Fornasetti, gli autoritratti sono disegnati a matita o china su carta durante l’internamento in Svizzera. La decorazione replicabile Le due sale sono arredate con mobili e oggetti identici nella forma ma diversi nel decoro. I paraventi Elemento architettonico mobile e adatto ai giochi illusionistici, il paravento è uno degli oggetti d’elezione di Fornasetti che, a partire dalla fine degli anni ’40, ne inizia la declinazione di decori e colori. I vassoi Uno scenografico allestimento di oltre un centinaio di vassoi, repertorio straordinario di variazioni. I portaombrelli Una parete composta da portaombrelli cilindrici impilati, con esposizione di alcuni modelli-colore di carta a testimonianza della vulcanica produttività di Fornasetti. I trumeau Originariamente disegnato da Gio Ponti, il mobile viene poi modificato da Fornasetti che per la sua piccola produzione gli conferisce un aspetto più squadrato. I filmati L’ultima sala ospita filmati storici di repertorio e un video surreale di Toni Meneguzzo con musica di Cesare Picco.

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OGGETTI DESIGN MAGAZINE NEWS DESIGN

www.ied.it IED nasce nel 1966 grazie alla felice intuizione di Francesco Morelli ed è oggi un’eccellenza internazionale di matrice completamente italiana, che opera nel campo della formazione e della ricerca, nelle discipline del Design, della Moda, delle Arti Visive e della Comunicazione. IED è un sistema formativo in evoluzione, un laboratorio capace di pensare e ripensarsi con una mission chiara e condivisibile: offrire ai giovani creativi una formazione completa, una “cultura del progetto” che li accompagni per tutta la vita. E proprio per questo suo processo di creazione costante IED è molto più di una scuola: è un centro in cui prendono forma professionalità di nuova generazione, una fucina di idee che sviluppa creatività attraverso l’offerta di molteplici percorsi formativi post diploma, master e di specializzazione.

www.ied.it/Roma IED ha avuto la sua prima sede a Roma nel 1973. Oggi accoglie 1.500 studenti nei due poli di San Giovanni e Testaccio. Il primo include lo storico palazzo sede dei corsi di Visual Communication, attraversato nel suo giardino dall’Acquedotto Felice Claudio e il nuovo edificio che ospita il dipartimento Master, la biblioteca e la scuola di Design. Il polo di via Branca invece, nel vivace quartiere di Testaccio, è sede dei corsi di Moda e Management Lab. IED Roma dispone inoltre di due biblioteche, ciascuna delle quali offre supporti utili all’insegnamento, all’apprendimento e alla ricerca, disponibili alla consultazione e al prestito, secondo le procedure previste dal regolamento.

www.ied.it/Milano IED Milano nasce nel 1966 da un’idea di Francesco Morelli e si inserisce nel contesto culturale e produttivo della città simbolo del made in Italy e del design, delle arti decorative e del prodotto per l’industria. La sede milanese dispone di diversi laboratori di informatica, dotati di tutti i software necessari per poter sviluppare progetti e preparare esami. Inoltre, sono dispobili anche un laboratorio di sartoria e uno di maglieria, spazi adibiti alla creazione e alla sperimentazione di lavorazioni a macchina e a mano. Completano l’offerta: il laboratorio orafo, il laboratorio di accessori, la sala di posa, la sala di registrazione e quella del montaggio video, la camera oscura, il laboratorio di modellistica e il laboratorio di ripresa video.

www.ied.it/Venezia IED Venezia, già presente in laguna dal 2007, acquisisce una nuova posizione di rilievo nel cuore storico della città insediandosi in Palazzo Franchetti. Scuola di creatività, di sperimentazione di nuovi linguaggi e di innovazione, IED trova sede in un luogo in cui per vocazione si promuovono, realizzano e gestiscono attività culturali. Così come la città lagunare e il suo entroterra, forti di un ricco patrimonio storico, culturale e naturalistico, sono anche luoghi dalle solide tradizioni produttive e industriali, così IED Venezia si presenta come centro di cultura del progetto capace di coniugare creatività e visione strategica, attento agli aspetti organizzativi e agli sviluppi manifatturieri.

www.ied.it/Como L’Accademia di Belle Arti Aldo Galli di Como, che fa parte del gruppo IED, rappresenta una realtà di eccellenza nel campo dell’Alta Formazione Artistica a livello nazionale e internazionale. E’ riconosciuta dal MIUR e inserita nel sistema AFAM. Promuove da più di 35 anni importanti opere di restauro nei settori di tele e tavole, lapideo, dipinti murali. Parallelamente al restauro, offre percorsi formativi accademici in Arti Visive e Fashion and Textile Design. Nata nel 1976 come Istituto Superiore di Restauro “Leone Leoni”, sotto la direzione di Aldo Galli ospita nel corpo insegnanti importanti artisti contemporanei tra i quali il pittore, scultore ed incisore Mario D’Anna. 54


OGGETTI DESIGN MAGAZINE DESIGN

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torico marchio di design finlandese del Gruppo Fiskars, iittala ha inaugurato a Milano, in Corso Monforte 19, il suo primo punto vendita e showroom in Italia, nel contesto del flagship store Alias. Con una superficie che si estende su due piani, dove trovano spazio lo shop in shop monomarca e lo showroom dedicato all’esposizione dell’intera collezione del marchio, la prima apertura italiana di iittala è frutto dell’accordo con Alias, importante brand del design made in Italy. “La storia di iittala è del resto fortemente legata all’Italia. Le fondamenta per la nascita del marchio sono state fissate alla Triennale di Milano, dove i nostri padri fondatori hanno ottenuto riconoscimenti e il prestigio internazionale”, afferma il Vice Presidente di iittala, Päivi Paltola-Pekkola, che in sintonia con Alessandra Maggi, Marketing Manager Fiskars Italy, aggiunge: “Tapio Wirkkala, Timo Sarpaneva, Oiva Toikka e Harri Koskinen, nel corso gli anni, hanno lavorato in collaborazione con i maestri vetrai italiani, creando di fatto un collegamento forte e naturale tra i due Paesi, entrambi amanti del design, e contribuendo così al loro sviluppo economico”. Conferma del

successo internazionale di iittala come icona dell’interior design nordico, l’opening milanese sarà seguito dall’inaugurazione di altri punti vendita presso i retailer più prestigiosi e strategici sul territorio nazionale, secondo un piano commerciale che risponde alle esigenze sempre in evoluzione dei consumer. In occasione dell’apertura in Italia, anche la presentazione in anteprima mondiale del nuovo allestimento “Brand Wall”, una prestigiosa installazione realizzata in legno di frassino, dedicata alla storia di iittala e ispirata al Padiglione Finlandese progettato da Alvar Aalto per la Biennale di Parigi nel 1936. “Oltre alla collaborazione con designer di fama internazionale come Alfredo Häberli, questo incontro fa emergere una profonda condivisione di valori fra due aziende che hanno costruito la loro storia attraverso oggetti senza tempo, progettati secondo i canoni estetici della leggerezza formale e della funzionalità”, ha precisato Renato Stauffacher, Presidente di Alias. Con l’ingresso di iittala nei suoi spazi in Corso Monforte, Alias continua così il processo di arricchimento della sua offerta, già cominciato con l’inserimento di selezionati marchi scandinavi come Jorgensen e Borastapeter. www.iittala.com

Alias e iittala Shop in shop in Milano RISULTATO DELL’ACCORDO TRA ALIAS E IITTALA, HA APERTO IL PRIMO SHOWROOM IITTALA IN ITALIA CON L’ANTEPRIMA MONDIALE DELL’ALLESTIMENTO “BRAND WALL” DEDICATO ALLA SUA STORIA TESTO A CURA DI ROSSELLA CRIPPA FOTO COURTESY IITTALA / ALIAS

IITTALA In questa pagina: l’installazione “Brand Wall” di iittala realizzata in legno di frassino, il vaso “Aalto”, design Alvar Aalto (1936), e i servizi tavola/bicchieri “Kartio” e “Teema”.

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OGGETTI DESIGN MAGAZINE ANNIVERSARI

ZANETTO In questa pagina: sopra, “la femme”, scultura in metallo dorato con parti argentate, in rame e smalto, realizzata in soli 12 esemplari. Qui a destra, vassoi in metallo sui temi “Amore” e “Gioia”.

Zanetto arte Nuovi percorsi UN VOLUME MONOGRAFICO HA CELEBRATO I CINQUANT’ANNI DELLA ZANETTO, TRA CREATIVTÀ, ECCELLENZA ARTIGIANALE E RIFLESSIONI SULLE ARTI FIGURATIVE TESTO A CURA DELLA REDAZIONE FOTO ARCHIVIO ZANETTO

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er il cinquantesimo anniversario della sua fondazione avvenuta nel 1963 grazie al genio di Bernardo Zanetto, Zanetto Argenti ha pensato a questa importante ricorrenza come a un giro di boa, un trampolino di lancio verso nuove avventure all’insegna della qualità artigianale e del rifiuto della produzione in serie. Le novità che ha ideato sono il riflesso di questa idea e rappresentano, per un verso, la sintesi delle esperienze trascorse, per l’altro l’avvio di nuovi percorsi. È nato così “zanetto arte”, un libro monografico da regalare a tutti i clienti della Zanetto. Si tratta di un piccolo volume di circa 150 pagine per una storia raccontata soprattutto per immagini, corredate dall’ espressione di alcune idee e di significati che sono emersi via via con sempre maggior chiarezza durante il lavoro di stesura. Come ci racconta Enrico Zanetto, alla guida dell’azienda dal 1983, si tratta di “...punti di vista inusuali, lontani

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dall’opinione dominante, che spero possano solleticare la curiosità e il pensiero di chi avrà la pazienza di leggerci. Ho in mente da tempo questo nuovo sentiero, che sarà un segmento collaterale all’interno del nostro mondo. ‘Arte’ [..] per sottolineare una più stretta contiguità con le classiche arti figurative e plastiche, le cosiddette Arti Maggiori: ho chiamato questa sezione semplicemente ‘zanetto arte’, che nasce dalla mia personale esigenza di allargare lo spazio creativo ed espressivo e sarà una sezione libera, non vincolata da alcuna predefinita cadenza temporale per quanto riguarda l’arco di vita e l’introduzione di nuovi artefatti. Intraprendo con coraggio questo percorso, non avendo alcuna precognizione degli esiti, infondendo passione e capacità creativa, convinto, comunque, di contribuire all’innalzamento del prestigio e dell’immagine aziendale”. Zanetto è distribuita in Italia da B. Morone di Milano. www.zanetto.com www.bomorone.it


OGGETTI DESIGN MAGAZINE FABBRICA DEL VAPORE MILANO

Van Gogh Alive. The Experience PRESSO LA FABBRICA DEL VAPORE A MILANO UNA MOSTRA IN CUI I CAPOLAVORI DEL GENIO OLANDESE PRENDONO VITA IN UNA VIBRANTE SINFONIA DI LUCI, COLORI E SUONI TESTO OMBRETTA BERTINI FOTO ARCHIVIO FABBRICA DEL VAPORE MILANO

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VAN GOGH ALIVE. THE EXPERIENCE In queste pagine: autoritratti di Vincent Van Gogh realizzati in diversi momenti della sua vita. “Van Gogh Alive” è una mostra fuori dagli schemi per un artista “fuori dagli schemi”. Un modo multimediale per addentrarsi in alta definizione negli spazi magici di una mente geniale e tormentata

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OGGETTI DESIGN MAGAZINE FABBRICA DEL VAPORE MILANO

Durante l’inaugurazione gli studenti dello IED hanno presentato un progetto con suoni, immagini e video ispirati a Van Gogh, inaugurando il ciclo di eventi, workshop e laboratori “Van Gogh LAB”

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romossa dal Comune di Milano e prodotta e realizzata insieme a Grande Exhibitions e Perlage Grandi Eventi, “Van Gogh Alive – The Experience” è un’esperienza multimediale destinata a cambiare il nostro modo di percepire l’arte. Oltre 3000 immagini proiettate in altissima definizione grazie all’innovativo sistema SENSORY4 compongono uno straordinario “museo impossibile” in cui intraprendere un viaggio nell’universo creativo e visionario di Van Gogh, tra intensi cromatismi e tumultuose vicende esistenziali. Immagini enormi, nitide e cristalline illuminano schermi e superfici, realizzate su misura per lo spazio della Fabbrica del Vapore. SENSORY4 utilizza infatti un sistema unico che incorpora 40 proiettori ad alta definizione, una grafica multi canale e un suono surround come quello delle

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sale cinematografiche, che gli è valso il plauso come “uno dei più coinvolgenti ambienti multi screen al mondo”. L’alta definizione delle immagini proiettate consente una visione ravvicinata dei dettagli delle opere, della straordinaria tecnica e dell’utilizzo del colore, peculiare e avanguardistico per il suo tempo. “La tavolozza di oggi” scriveva Van Gogh alla sorella Wilhelmina nel 1888, “è assolutamente colorata: celeste, arancione, rosa, vermiglio, giallo vivissimo, verde chiaro, il rosso trasparente del vino, violetto. Ma, pur giocando con tutti questi colori, si finisce con il creare la calma, l’armonia”. Come ha dichiarato l’assessore Filippo Del Corno “questa iniziativa è un’esperienza visiva e divulgativa inedita per avvicinare il pubblico meno abituato a frequentare le sale di mostre e musei al mondo di Van Gogh, al suo immaginario e alle sue


VANG GOGH ALIVE. THE EXPERIENCE In queste pagine: a sinistra, proiezioni delle opere “Contadina che lega un fascio di fieno” e “Due contadini che scavano (alla maniera di Millet)”. Qui a destra, in basso, “Rami di mandorlo in fiore”. La mostra invita in un universo di colori dalla vitalità affascinante, dando corpo alla profezia di Van Gogh per cui “...il pittore dell’avvenire sarà un colorista come ancora non ve ne sono stati”.

Il progetto “Van Gogh LAB”, rivolto a scuole, istituti artistici e accademie, prevede una serie di laboratori sulla figura dell’artista, sull’uso del colore e sul rapporto tra musica e arti visive opere, e costituisce anche un prologo spettacolare della grande vita e delle idee dell’artista. Raccolte dalla cognata di Van Gogh, mostra che Milano dedicherà all’artista olandese nel 2014”. Jo van Gogh-Bonger, il corpus di 902 missive racconta il lavoro Dagli esordi nei Paesi Bassi alla Parigi degli Impressionisti, dell’artista, le sue fonti d’ispirazione, il dramma cupo della follia. fino alla permanenza ad Arles, Saint Rémy e Auvers-sur- “Van Gogh Alive – The Experience”, patrocinata dalla Provincia Oise, dove ha dipinto molti dei suoi capolavori, “Van Gogh di Milano, Assessorato all’Istruzione e all’Edilizia Scolastica, è Alive – The Experience” offre al pubblico un’immersione stata inaugurata il 5 dicembre scorso da una performance live totale nella pittura geniale e controversa dell’artista: da “I realizzata dagli studenti del II anno dei corsi di Illustrazione e mangiatori di patate”, ai celebri “Girasoli”, da “Notti stellate” Animazione, Video Design, Interaction Design e Sound Design allo struggente ultimo quadro, “Campo di grano con corvi”. dello IED (Istituto Europeo Design), che hanno lavorato a un Il percorso attraverso la pittura di Van Gogh, suddiviso in progetto di video mapping audio live partendo dalla partitura “movimenti” come fosse una partitura musicale e arricchito delle Quattro Stagioni di Vivaldi, inserita nella colonna sonora dalla proiezione dei disegni delle sue opere, permettono al della mostra. Video, suoni, animazioni, disegni, colori ed pubblico di conoscere la genesi creativa dei quadri e di alcuni emozioni ispirati all’opera del grande Maestro per dodici “quadri/ brani tratti dalle lettere, in grado di offrire uno spaccato della performances”, tre per ogni stagione. www.vangoghalive.it 65


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Vivawood Liberi di esprimersi NUOVO BRAND DEDICATO ALL’INFANZIA NATO NELLA FALEGNAMERIA DEL CARCERE DI BOLLATE, VIVAWOOD È UN PROGETTO SOLIDALE, ECOLOGICO E DAL DESIGN ACCATTIVANTE TESTO A CURA DI ROSSELLA CRIPPA FOTO ARCHIVIO COPERATIVA E.S.T.I.A.

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e l’ordinamento penitenziario individua il lavoro come uno degli elementi che contribuiscono alla rieducazione della persona, la II Casa di Reclusione di Milano Bollate rappresenta una delle esperienze più innovative compiute in questo campo, distinguendosi per la quantità e la qualità delle attività lavorative promosse sia dentro che fuori dal carcere. Sotto la supervisione educativa e tecnica della cooperativa sociale e.s.t.i.a., dal 2003 impegnata in attività culturali e formative nelle carceri milanesi, la Falegnameria etica di Bollate presenta il nuovo brand di design Vivawood. Una produzione solidale ed ecologica dedicata all’infanzia, con una selezione di giochi,

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giocattoli, arredi e complementi, tutti rigorosamente in legno, disegnati dai Toy Designers della Toy Designer List, istituita e promossa da Assogiocattoli in sinergia con il Corso di Alta Formazione Design del Giocattolo, il coaching di Adam Schillito, le competenze del Polidesign, il sostegno di ADI – Associazione Disegno Industriale. Si viene così a definire una piattaforma collaborativa che riunisce competenze molteplici, in grado di garantire ai prodotti Vivawood, oltre a una evidente valenza sociale, anche una riconosciuta professionalità ed efficienza. Come testimonia del resto la prossima certificazione dell’Istituto Italiano Sicurezza dei Giocattoli. www.cooperativaestia.org


DESIGN E QUALITĂ&#x20AC; ITALIANI

Vetrerie Riunite S.p.A. Via Calcinese, 60 37030 Colognola ai Colli (VR) www.vetridellevenezie.com


Bicchieri Baguette, Full Moon e Euforia


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www.big-game.ch Sobrio, minimal e funzionale, condito da un tocco di humour: è il design firmato Big-Game, giovane collettivo di designer istruiti presso l’Ecole Cantonale d’Art di Losanna. Insieme dal 2004, lo svizzero Grégoire Jeanmonod, il belga Elric Petit e il francese Augustin Scott de Martinville disegnano mobili, lampade e accessori per la casa, spesso ispirati da oggetti recuperati e forme preesistenti. Oltre a sviluppare prototipi e progetti nel loro studio di Losanna, lavorano con marchi del calibro di Galerie Kreo e Moustache, per cui hanno disegnato la sedia “Bold” e la serie di tavoli scatolari “Box”, o più recentemente con Praxis e la giapponese Karimoku. I loro pezzi sono esposti al Museum für Gestaltung di Zurigo e al Centre Pompidou di Parigi.

www.louisecampbell.com È considerata uno dei migliori talenti contemporanei del design danese che, pur rispettando nei connotati tradizionali, contamina con i tratti della sua femminilità e del suo multiculturalismo. Laureata al London College of Furniture, Louise Campbell è un’amante della lentezza, al punto che ogni suo progetto esige una lunga e meticolosa lavorazione nel pieno rispetto dei materiali e dei dettagli: un approccio creativo dal tratto vivace e sperimentale, che genera prodotti resistenti all’usura del tempo. Come la seduta “Prince Chair” prodotta da Hay: un oggetto moderno con riferimenti antichi, nel quale la riproposizione di vecchi merletti si combina con tecniche costruttive altamente tecnologiche.

www.noeduchaufourlawrance.com Designer a 360 gradi, Noè Duchaufour-Lawrance nasce a Mende, nel sud della Francia, dove stimolato dall’ambiente artistico che lo circonda definisce un linguaggio personale caratterizzato da linee morbide, fluide, quasi organiche. Dopo la laurea in scultura del metallo presso la Scuola Nazionale di Arti Applicate e Mestieri e gli studi in design del mobile, nel 2002 diventa direttore artistico per il ristorante Sketch di Soho a Londra, realizzando un progetto audace e innovativo. Eletto “Designer of the Year” nel 2007 per il progetto del salone Maison & Objet, inizia a collaborare con diverse aziende fra cui Zanotta, Cinna, Baccarat e, con il contributo di Brand Image, progetta la nuova immagine delle lounge della business class di Air France.

www.valentinacarretta.it Giovane product e fashion designer, Valentina Carretta si laurea al Politecnico di Milano nel 2006, dopo un’esperienza di studio alla Bauhaus Universität di Weimar. Già nel 2005 comincia la collaborazione con Fabrica nel dipartimento di design, a cui affianca presto l’esercizio della libera professione. Affascinata dalle leggi che regolano la natura e i comportamenti umani, intende il design come un linguaggio che indaga gli usi e costumi del quotidiano. Tra i suoi progetti, i delicati vasi decorativi in vetro soffiato realizzati per la galleria SecondoMe, poetici candelabri e oggetti in ceramica per Roche Bobois, la serie di recipienti dalle forme di animaletto “Fantastico Domestico” per Seletti.

www.jasonmiller.us Ironico e dissacrante, con un gusto per gli oggetti classici rivisitati in chiave contemporanea, Jason Miller è la nuova promessa del design statunitense. In un gioco sottile e divertente, che nelle forme mantiene un contatto costante con gli arredi più consueti, nascono così i piatti di porcellana “Seconds”, nome che in inglese indica la “seconda scelta”, decorati con due serigrafie tradizionali sovrapposte e prodotti dal collettivo newyorkese Areaware. Cui si aggiungono i vasi frantumati e poi ricomposti con le fratture evidenziate dai colori, i tavoli ricoperti di graffiti o quelli ideati per utilizzare apparecchiature elettriche, con le prese integrate nelle gambe. Autore di performance al confine con l’arte contemporanea, Miller vanta collaborazioni con Jeff Koons e Karim Rashid. 76


INGO MAURER LED Wallpaper, design Ingo Maurer e Team (2011), ha ricevuto il premio “Best of Best” istituito tra i vincitori dell’Interior Innovation Award, un premio del Rat für Formgebung (Consiglio tedesco di design). Ha una lunghezza max. di 20 cm e una larghezza di 60 cm. Cinque sono i motivi che si ripetono (64 x 60 cm), ognuno composto da 168 LED, di cui 48 bianchi, 60 blu e 60 rossi. Una striscia ha complessivamente 840 LED, 2,5 A, ca. 60 Watt quando i LED sono regolati al massimo. La carta da parati in fibra può essere accorciata orizzontalmente nei punti in cui inizia un nuovo motivo ed è disponibile in rosso, verde e bianco. Può essere applicata al muro come le carte da parati classiche. Produzione e distribuzione: www.architects-paper.com.

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Ingo Maurer Multipli di luce L’ILLUMINAZIONE COME STRUTTURA, SENSAZIONE, POESIA. I DIVERSI VOLTI DELLA LUCE NELL’OPERA DI INGO MAURER, DESIGNER-OUTSIDER LONTANO DAI COMPROMESSI TESTO OMBRETTA BERTINI FOTO ARCHIVIO INGO MAURER /TOM VACK MILAN /ANTOINE BOOTZ 78


INGO MAURER In queste pagine: nel 2006 è stato conferito a Ingo Maurer il titolo di Dottore Honoris Causa dal Royal College of Art di Londra e nel 2011 il Premio Compasso d‘Oro per la carriera dall’ADI. Nello showroom di Monaco di Baviera “studio.showroom.werkstatt.atelier+shop” è presente tutta la lighting collection composta di oltre 100 prodotti. 79


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INGO MAURER In queste pagine: “Led Wallpaper” Black, design Ingo Maurer e Team (2011), foto Antoine Bootz, e, sul tavolo, “May New Flame” Black, design Moritz Waldemeyer / Ingo Maurer e Team (2012). Nella pagina a sinistra, “Fllying Flames”, design Moritz Waldemeyer / Ingo Maurer e Team (2013), sofisticato sistema di lampadario con candele a LED che consente di comporre molteplici pressoché innumerevoli lampadari a candela personalizzati. Quantità e colore degli Elementi Flame possono essere scelti a piacere.


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arla con semplicità e misurata allegria. In una recente intervista ha dichiarato: “I feel very blessed”. Perché la sua vita, iniziata nel 1932, è tutta all’insegna del successo, un successo non progettato a tavolino, ma che sembra scaturire magicamente da quelle stesse acque del lago di Costanza in cui si specchiava da bambino dalle rive dell’Isola di Reichenau, al confine meridionale della Germania, dov’è nato. Un padre pescatore, poi diventato inventore: quasi una fiaba contemporanea. Ingo Maurer è oggi qualcosa di più di un designer. È un artista autodidatta, un outsider rispetto al mondo del design industriale, uno che lavora attraverso i sensi, a livello delle emozioni, che non produce unicamente design, ma che dà forma a un artefatto. Le sue lampade, i sistemi di illuminazione e gli oggetti luminosi ed iconici sparsi ovunque nel mondo tra musei, installazioni, hotel, showroom e sontuose dimore private prendono sempre forma da un’emozione, una sensazione che poi si evolve in qualcosa di prossimo, e spesso coincidente, con l’arte.

Flying Flames è un nuovo sistema flessibile di lampadario che unisce le sorprendenti candele a LED con un semplice e funzionale elemento downlight fissato al rosone con una calamita

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Nei 700 mq dello Showroom+Shop di Monaco di Baviera si ammira l’opera di 40 anni di lavoro: più di 100 prodotti, prototipi e pezzi unici. E, su richiesta, si organizzano visite per gruppi e studenti 82


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INGO MAURER In queste pagine: il piano inferiore dello Showroom di Monaco di Baviera al 47 della Kaiserstrasse con la serie di lampade alogene a sospensione. In primo piano, “LED Table” in vetro temperato, metallo e LED. Sul soffitto, alogena “Lacrime del pescatore”, composta da 3 reti in nylon di misure differenti e 385 cristalli, design Ingo Maurer (2009). Sulla destra, appesa, lampada “Birdie” (2002) in metallo, 12 lampadine a basso voltaggio, ali in piume d’oca. Nella pagina a destra, lampada “Campari Bar”, design Raffaele Celentano (2013), nuova versione di “Campari Light”, creata per tavoli e bar, con cubetti di ghiaccio in vetro disposti sopra le bottiglie di Campari Soda che riflettono la luce e 10 bottiglie originali di Campari Soda, singolarmente staccabili.

Insieme al suo team gira per il mondo per realizzare i progetti più diversi, e dallo studio indipendente di Monaco, fondato nel 1966, sviluppa le sue idee senza compromessi. Più simile, nelle sue stesse parole, a una manifattura che a uno studio di design, il gruppo dei suoi collaboratori consta di circa 70 persone, sorta di famiglia allargata e super efficiente che gli consente di realizzare i suoi progetti più fantasiosi. Come la lampada “Schmetterling” (“farfalla”), realizzata nel 2011 con Axel Schmid: intorno al bulbo sono sospese, grazie a un filo metallico, diverse tipologie d’insetto tra farfalle e libellule dai colori cangianti, perfettamente identici a quelli naturali, tutte realizzate a mano in edizione limitata. Linee semplici che si incontrano con l’imprevedibile grazia della biologia, il bulbo che splende sulle ali delicate di creature che corteggiano la luce. E se acqua e luce sono gli elementi originari della sua ispirazione, anche il fuoco, per sua natura, occupa un posto importante nel pantheon personale di Ingo Maurer. E così, un anno dopo, ecco “Flying Flames”, realizzato in collaborazione con Moritz Waldemeyer e completato nel 2013. 83


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INGO MAURER In queste pagine: qui sopra, lampada da soffitto per illuminazione indiretta antiabbagliante “Lunatic” in alluminio e acciaio, design Ingo Maurer e Team (2012). Qui a destra, lampada “ManOMan” (2011) in alluminio e acciaio. Nella pagina a destra, “Zak Zarak”, design Lutz Pankow e Ingo Maurer (2012) in alluminio composito, metallo, materiale sintetico, e lampada “Knot”, design Ingo Maurer e Team (2013), in poliamide, acciaio e alluminio: ogni nodo è prodotto singolarmente con un sofisticato procedimento di stampa in 3D.

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Un sofisticato sistema flessibile di candelieri a LED, unito a un semplice elemento down light, entrambi fissati a un rosone mediante una calamita, che consente di comporre molteplici e pressoché innumerevoli lampadari a candela personalizzati. Ancora una volta ciò che appare semplice è il risultato di un concetto estremamente complesso, sebbene inizialmente istintivo. Una delle ultime realizzazioni è la lampada “Knot”, dall’inconfondibile sagoma annodata. Disponibile in versione da tavolo o a stelo, “Knot” è realizzata in poliamide, acciaio e alluminio. Ogni nodo è prodotto singolarmente con un procedimento di stampa 3D. Anche la carta da parati si anima luminosamente con la collezione “LED Wallpaper”, caratterizzata da motivi futuristici che ricordano chip e circuiti. Ogni rotolo, lungo 320 cm e largo 60 cm, ha cinque rapporti, ognuno dei quali dotato di LED (48 bianchi, 60 blu e 60 rossi) per un totale di 840 LED con 60 Watt. La carta da parati a LED di Ingo Maurer ha ricevuto il riconoscimento “Best of Best” tra i vincitori dell’Interior Innovation Award conferito dal Rat für Formgebung/German Design Council.

L’essenzialità è ancora protagonista con “Light Structure”, prototipo in vetro, acrilico e alluminio a sei tubi a LED, tenuti in tensione da cavi isolati, mentre la fantasia avveniristica si esprime in “Lunatic”, lampada da soffitto in alluminio e acciaio per illuminazione indiretta antiabbagliante. Si torna a un’apparente casualità con “ManOMan”, lampadario arioso e giocoso, un uplight originale da ogni angolo visuale in alluminio, acciaio e materiale sintetico. Un oggetto luminoso e leggero di grande effetto, evoluto a partire dalla sua lampada “Oh Man It’s A Ray!”, dedicata all’estro di Man Ray, la cui prima versione è stata disegnata da Maurer nell’ambito di una realizzazione speciale per gli ambienti di un antico palazzo i cui i soffitti non potevano essere danneggiati per via degli stucchi molto ben conservati. Molti volti di una sola identità, poliedrica e radicale: lontano dalla semplicità e dal funzionalismo del good-design così come dalla funzionalità della “gute Form”, la “buona forma senza tempo” teorizzata dal design degli anni ’50, Ingo Maurer continua a stupire e sedurre, libero da ogni cliché. www.ingo-maurer.com

Più simile a una manifattura che a uno studio di design, il gruppo dei collaboratori di Ingo Maurer a Monaco, una sorta di famiglia allargata e super efficiente, è composto di circa 70 persone

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RODOLFO DORDONI In queste pagine: un ritratto del designer Rodolfo Dordoni (photo by Federico Cedrone) e, a destra, divano componibile della collezione “White” realizzata per Minotti (2013). 86


Rodolfo Dordoni per Minotti DAL 1997 DORDONI COLLABORA CON MINOTTI DEL QUALE È ATTUALE DIRETTORE CREATIVO E RESPONSABILE DEL PROCESSO DI IDEAZIONE E SVILUPPO DI TUTTE LE COLLEZIONI AZIENDALI TESTO A CURA DI OMBRETTA BERTINI FOTO ARCHIVIO MINOTTI 87


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Lo stile unico di Minotti si impone con un linguaggio estetico proprio grazie al suo inesauribile patrimonio di idee e know-how, nel binomio inscindibile fra artigianalitĂ  e avanzata tecnologia

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RODOLFO DORDONI PER MINOTTI In queste pagine: nella pagina a sinistra, in alto, “Raymond Pouf” in metallo cromato e piano laccato con vano portariviste, tavolo “Raymond” e sedia “Owens Chair”. Sotto, vassoi “Mik” rivestiti in cuoio e i diversi colori in cui sono realizzati i “Raymond Pouf”. In questa pagina, qui sopra, copriletto “Rowland” in pelle shearling rasata e, sotto, tavolini della collezione “Raymond”.

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l made in Italy è la formula chiave dell’identità Minotti, azienda di arredi fondata negli anni ’50 a Milano. Un fiore all’occhiello all’interno del design system milanese, che oggi conta sulla leadership dell’architetto e designer Rodolfo Dordoni, che dal 1997 collabora con Minotti del quale è attuale direttore creativo nonché responsabile del processo di ideazione e sviluppo di tutte le collezioni aziendali. È dunque il genio di Dordoni ad animare queste collezioni di complementi casa , ricche di suggestioni dagli anni ’50, ’60 e ‘70, autentico serbatoio progettuale fervido di idee che hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia del design. Confluiscono nella collezione echi dell’architettura “contemporary” americana, la freschezza del design scandinavo, il rigore del razionalismo tedesco, la misurata eleganza della scuola milanese, la capacità di fare una decorazione colta e sofisticata, come si può vedere nel sistema di sedute “White, che definisce una nuova architettura del divano attraverso un’aggregazione di volumi equilibrati, rivestiti in tessuto, pelle o cuoio, o la collezione di tavolini “Raymond”, in metallo cromato dalla forma ellittica, dai toni ispirati al decennio ‘70. Nel 2005 Dordoni, con Alessandro Acerbi e Luca Zaniboni, ha fondato lo Studio Dordoni Architetti, che opera nel campo dell’architettura e dell’interior design in ambito residenziale, commerciale ed allestitivo e cura la progettazione e la realizzazione di ville, abitazioni private, spazi industriali e commerciali, showrooms, stand espositivi, ristoranti e hotel.

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RODOLFO DORDONI PER MINOTTI In queste pagine: sopra, tavolo “Lane”, “Raymond Pouf” e sedia “Owens Chair”. Qui sotto, poltrone “Spencer” e tavolino “Raymond”. Nella pagina a destra, tappeto “Dibbets Rainbow Boreal” e, sotto, “Neto Pouf”.

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All’evoluzione dell’identità del brand Minotti hanno contribuito una sempre più ricca e completa offerta di prodotti, una forte strategia di comunicazione, un’immagine riconoscibile e una distribuzione selezionata e capillare. A questi fattori decisivi per l’affermazione dell’azienda a livello internazionale, si è aggiunta negli ultimi anni una tecnologia di altissimo livello, messa a punto da Minotti Studio, un’equipe di professionisti costantemente impegnati in un’attività di ricerca e sviluppo volta ad individuare per ciascun prodotto le migliori soluzioni sul piano tecnico ed estetico. Questo rapporto creativo con le nuove tecnologie consente a Minotti di offrire un valore aggiunto percepibile in ogni dettaglio costruttivo e rafforza il tradizionale know-how dell’azienda che rifinisce in modo impeccabile ogni singolo prodotto. È proprio questo inscindibile binomio di colta sapienza artigianale e razionalizzazione dei processi produttivi ed organizzativi di natura industriale a fare di Minotti un brand dallo stile unico e sempre più difficile da emulare. www.minotti.com

Esempio di prodotto fortemente tecnologico è la serie di tavoli e tavolini Neto, la cui base è prodotta con poliuretano strutturale Baydur® 60 in stampi realizzati su disegno esclusivo

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OGGETTI DESIGN MAGAZINE IN TAVOLA

RICHARD GINORI Piatti in porcellana delle nuove collezioni “Labirinto” e “Catene” ispirate a disegni di Gio Ponti del 1926.

GUFRAM Tavolo BELLAFORZA! design Denis Santachiara (2013), con struttura treppiedi fissa in metallo verniciato opaco e piano in cristallo trasparente. 92


DESIGN IN TAVOLA 93


OGGETTI DESIGN MAGAZINE ANTINORI NEL CHIANTI CLASSICO

Marchesi Antinori nel Chianti Classico CANTINA, MUSEO E RISTORANTE: LE TRE NUOVE REALTÀ DI MARCHESI ANTINORI, DA SEICENTO ANNI AL VERTICE DELLA PRODUZIONE ENOLOGICA ITALIANA TRA ARTE, NATURA E SAPIENZA VINICOLA TESTO A CURA DI OMBRETTA BERTINI FOTO ARCHIVIO MARCHESI ANTINORI 94


MARCHESI ANTINORI In queste pagine: la parte esterna della Cantina ipogea, architettura d’avanguardia opera dello studio Archea Associati, con l’ingegnerizzazione di Hydea, ricavata in una collina panoramica a San Casciano Val di Pesa. Qui sopra, il Marchese Piero Antinori con le tre figlie, da sinistra, Alessia, Allegra e Albiera, ritratti nella “Vinsantaia”. 95


OGGETTI DESIGN MAGAZINE ANTINORI NEL CHIANTI CLASSICO

MARCHESI ANTINORI In questa pagina: sopra, rampa in acciaio corten dell’atrio d’ingresso della “Cantina Antinori”, che garantisce il collegamento con il livello degli uffici. Sotto, dettaglio della lounge.

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MARCHESI ANTINORI In questa pagina: la “Libreria Antinori” presso la Cantina Antinori. A sinistra, la “Bottega dei sapori” e Piero Antinori con la figlia Albiera. Presso la “Bottega dei sapori” è possibile trovare una selezione di etichette da degustare al bicchiere insieme a prodotti selezionati provenienti dalle numerose fattorie di famiglia.

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el 1385 Giovanni di Piero Antinori entrò a far parte dell’Arte Fiorentina dei Vinattieri, dando così inizio ufficiale a una delle dinastie vinicole italiane più illustri: la Marchesi Antinori. Ma era stato l’avo Rinuccio, già due secoli prima, a cominciare a produrre vino. Una tradizione che ha attraversato sei secoli di storia italiana, una realtà consolidata e in continua espansione, come testimoniano le diverse iniziative che ne hanno ulteriormente sancito lo status di eccellenza. Tra queste, la nuova Cantina, unica nel suo genere, costruita con materiali locali nel rispetto per l’ambiente e per il paesaggio toscano. Inaugurata a fine 2012 a San Casciano Val di Pesa, la nuova “Cantina Antinori” è un magnifico correlativo oggettivo della passione della Famiglia Antinori per la terra del Chianti Classico, la conferma dello storico legame con la sua terra d’origine. Uno spazio in cui la funzione produttiva si affianca a quella più spiccatamente culturale per dare la possibilità al vasto pubblico di enoappassionati di entrare in contatto con l’universo Antinori,

di vedere come nasce un vino, dalla vigna alla bottiglia. La struttura della cantina, a basso impatto ambientale e ad alto risparmio energetico, è incentrata sul profondo legame con la terra. Man mano che ci si avvicina appare come una grande collina panoramica, con due fenditure incise nel terreno coltivato a vigneto. Per realizzare un’armonica integrazione con l’ambiente circostante, il progetto si è mantenuto fedele a una sostanziale invisibilità della costruzione, che risulta interamente coperta da un vigneto. Di colore marrone-rosso come le tonalità della terra, la cantina è costruita con materiali naturali quali cotto, legno, corten, vetro. L’innovativa architettura è opera dello studio Archea Associati, con l’ingegnerizzazione di Hydea, in sette anni di lavoro. La cantina si affaccia sulla campagna solo tramite una terrazza circondata dal vigneto stesso, dove la varietà prevalente è il Sangiovese oltre alle altre storicamente coltivate nel Chianti Classico quali Canaiolo, Ciliegiolo, Colorino, Malvasia nera, Mammolo e una piccola parte di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. 97


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MARCHESI ANTINORI In queste pagine: la meridiana progettata dall’artista Rosa Barba nel cortile interno. Nella pagina a destra, dall’alto: vista del cortile interno, con in primo piano l’installazione “Iconostasi” di Yona Friedman; sale del “Museo Antinori”, nato da un’idea del Marchese Piero Antinori, con opere d’arte e torchio progettato da Leonardo, e il “Ristorante Rinuccio 1180”.

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Progettata per mantenere la temperatura ideale per la produzione e la conservazione del vino, la cantina sfrutta le potenzialità del terreno per sviluppare le temperature necessarie per affinare il vino in barrique, senza l’aiuto di impianti di refrigerazione. In questi ambienti avveniristici, ma lambiti dal fascino caldo delle antiche cantine, si producono alcuni dei più grandi “hits” della produzione Antinori: Villa Antinori Chianti Classico, Marchese Antinori Chianti Classico Riserva, Pèppoli Chianti Classico e Vinsanto del Chianti Classico. La struttura, ideata per consentire la vinificazione “per gravità”, cioè in assenza di pompe meccaniche, consente di applicare il metodo della “vinificazione a caduta”, una lavorazione poco traumatica delle uve che ha come risultato un vino più equilibrato ed elegante. La cantina diventa il luogo in cui scoprire il piacere di assistere a ogni fase della produzione: pigiatura, fermentazione, maturazione e affinamento. La vendemmia si trasforma in sontuoso spettacolo in cui si assiste alla creazione del vino, dal momento in cui i cantinieri diraspano i grappoli al trasferimento del mosto nei tini di acciaio inossidabile e, a fermentazione ultimata, nelle botti e barriques e da queste alle bottiglie. Sempre dello stesso complesso fanno parte altre due realtà che non esitiamo a definire “eno-culturali”: il “Museo Antinori” e il ristorante “Rinuccio 1180”, così chiamato in onore del capostipite. Il museo, nato da un’idea del Marchese Piero Antinori, si presenta come uno spazio sospeso nel tempo, in cui, nel solco del secolare mecenatismo fiorentino, l’avanguardia dialoga con la tradizione e le opere di artisti contemporanei con quelle della collezione storica. Un viaggio nel tempo lungo il quale troviamo oggetti unici come il torchio, progetto della scuola di Leonardo, o la selezione di documenti storici e ritratti di famiglia, ma anche i lavori di tre artisti di fama internazionale come Yona Friedman, Rosa Barba e Jean-Baptiste Decavèle, che hanno creato in situ opere attente alle tematiche del paesaggio, della memoria e del territorio. Alla monumentale “Iconostasi” di Yona Friedman, che allude al continuo mutare dell’architettura e al suo potenziale come

Accanto alla storia della famiglia il Museo Antinori propone antichi strumenti di lavorazione del vino e opere di artisti contemporanei: un luogo in cui si rispecchiano passato e futuro esperienza, si collega il film di Jean-Baptiste Decavèle, che crea una narrazione pittorica attraverso le immagini e gli oggetti conservati nelle stanze di Palazzo Antinori a Firenze, mentre l’intervento di Rosa Barba trasforma il cortile in una camera ottica per restituirla come un orologio mistico. La curatrice del Museo, Chiara Parisi, storica dell’arte contemporanea e critica d’arte, collabora a numerose riviste ed è direttrice dei programmi culturali alla Monnaie de Paris, membro del comitato di acquisizione del Frac Franche-Comté e del Premio Italia Arte Contemporanea del Maxxi di Roma. Sul tetto della cantina, in una bella struttura che lascia intravedere le colline punteggiate di oliveti e pievi millenarie, si trova il ristorante “Rinuccio 1180”, in onore di Rinuccio di Antinoro, capostipite della famiglia e primo a produrre vino al Castello di Combiate, nella campagna fiorentina sulla strada per il Mugello. L’ambiente, dotato grandi vetrate, è un invito ad assaporare lo straordinario paesaggio chiantigiano, degustando cibo e vino in giusto connubio e unendo, attraverso i prodotti di questa terra, le sensazioni della vista e del palato. www.antinori.it www.antinorichianticlassico.it 99


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LA FAMIGLIA DEI MARCHESI ANTINORI La famiglia dei Marchesi Antinori si dedica alla produzione vinicola da più di seicento anni, da quando, nel 1385, Giovanni di Piero Antinori entrò a far parte dell’Arte Fiorentina dei Vinattieri. Nel corso della sua lunga storia la Famiglia ha sempre gestito direttamente questa attività con scelte innovative e talvolta coraggiose, mantenendo sempre inalterato il rispetto per le tradizioni e per il territorio. Tradizione, passione e intuizione sono state le qualità trainanti che hanno condotto i Marchesi Antinori ad affermarsi in Italia e nel mondo. Come è solito dire il Marchese Piero: “Le antiche radici giocano un ruolo importante nella nostra filosofia, ma non hanno mai inibito il nostro spirito innovativo”. Ed è proprio con una visione innovativa e lungimirante che la famiglia Antinori ha sentito l’esigenza di perfezionare il processo produttivo, nell’ottica di una continua ricerca di eccellenza qualitativa. Un obiettivo che ha portato alla creazione della nuova “Cantina nel Chianti Classico”, inaugurata nel febbraio 2013 a San Casciano Val di Pesa, nella quale sono stati trasferiti anche gli uffici dal palazzo di famiglia di Firenze, in Piazza Antinori, dando vita a un nuovo capitolo della sua storia.

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MARCHESI ANTINORI NEL CHIANTI CLASSICO In queste pagine: in alto, da sinistra, la Famiglia Antinori con il Marchese Piero e le figlie Albiera, Allegra e Alessia, le salette di degustazione sospese con le vetrate affacciate sulla cantina “Barricaia”, e la “Bottaia”. Al centro, da sinistra, scala elicoidale all’ingresso della tenuta “Marchesi Antinori nel Chianti Classico” e la “Bottaia a barricaia”. Qui a fianco da sinistra, l’”Auditorium”, luogo di confronto e “fermentazione” di idee dove i visitatori, dopo aver osservato i processi di produzione e lavorazione del vino, possono assistere alla proiezione di una serie di cortometraggi, video e filmati delle tenute e delle fattorie Antinori per avere una visione a più ampio raggio del mondo del vino, partendo dalle realtà agricole che sono il vero motore della Famiglia Antinori, e veduta dell’intera struttura dell’edificio, dal lato affacciato sulla campagna toscana in Località Bargino a San Casciano Val di Pesa, progettato dallo studio Archea Associati, con l’ingegnerizzazione di Hydea, realizzato in sette anni di lavoro. 101


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ALESSI Affinità conviviali GLI ACCESSORI PER CHAMPAGNE E VINO DI GIULIO IACCHETTI, LA PRIMA SERIE DI POSATE DI WIEL ARETS, IL BOLLITORE-TEIERA DI NAOTO FUKASAWA E I NUOVI COLORI DELLA LINEA “JOY” TESTO A CURA DI OMBRETTA BERTINI FOTO SANTI CALECA / LEO TORRI / MATTEO CIRENEI ILLUSTRAZIONI MIRO ZAGNOLI+OLIMPIA ZAGNOLI 102


ALESSI In queste pagine: a sinistra, tappo a pressione per vino e champagne in acciaio lucido con corona in gomma interna e anello salvagoccia in acciaio, entrambi della collezione “Noè”, design Giulio Iacchetti (2014). Illustrazioni Miro Zagnoli+Olimpia Zagnoli.

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OGGETTI DESIGN MAGAZINE IN TAVOLA

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e il personaggio di Noè deve la sua celebrità alla costruzione dell’Arca, non tutti sanno che tra le sue passioni l’antico patriarca annoverava quella per il nettare della vite. Ed è il vino, con tutta la sua carica culturale e conviviale, il protagonista della nuova collezione di accessori per vino “Noè” firmata da Giulio Iacchetti, che comprende tappo a pressione, anello salvagoccia, pinza per champagne e portabottiglie modulare. Il tappo, studiato per mantenere inalterate le qualità organolettiche del vino e dello champagne, è prodotto in acciaio lucido con una corona di gomma interna che consente la chiusura tramite pressione ed espansione. Il tappo, la cui forma ricorda il classico

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tappo in sughero che sigilla le bottiglie di champagne, è utilizzabile per la maggior parte delle bottiglie di vino sul mercato e si usa in modo semplice e intuitivo: premendolo e ruotandolo in senso orario per fissarlo e girandolo in senso opposto per sfilarlo. La serie comprende anche uno speciale anello salvagoccia realizzato in acciaio inossidabile a finitura lucida che ricorda, in modo non privo di ironia, il classico anello di fidanzamento con uno sfavillante diamante solitario: un piccolo gioiello per bottiglia, che, infilato sul collo, la impreziosisce. Il diametro dell’anello salvagoccia è stato stabilito sulla base dei modelli di bottiglia generalmente utilizzati dalle case vinicole.


ALESSI In queste pagine: della collezione “Noè”, design Giulio Iacchetti (2014), sistema modulare portabottiglie di vino in resina termoplastica (in questa pagina) e pinza per champagne in acciaio AISI 630 fuso in conchiglia a cera persa e poi lucidato (nella pagina a sinistra). Illustrazioni di Miro Zagnoli+Olimpia Zagnoli.

Il feltro nero che riveste la sua parte interna può essere facilmente rimosso, lavato e riposizionato, permettendone un’agevole manutenzione. Della stessa collezione, il portabottiglie è un sistema modulare per una pratica e corretta conservazione delle bottiglie di vino, concepito come un accessorio funzionale e al tempo stesso come un elemento decorativo da esporre in vista anche sul piano della cucina. Ogni modulo contiene una bottiglia e può essere facilmente montato su altri due moduli grazie alla scanalatura posta lungo la base di ogni elemento. L’accostamento e la sovrapposizione di più elementi consente di creare piccole strutture a parete sviluppabili sia in verticale sia in orizzontale. In ogni confezione sono inseriti sei elementi, che consentono

di creare una struttura piramidale che richiama alla mente l’immagine di un grappolo d’uva capovolto. Realizzato in resina termoplastica, il portabottiglie viene proposto in tre colori: bianco, nero e rosso scuro. Completa la serie “Noè” l’omonima pinza per champagne, che richiama nella forma la sagoma di una bottiglia e che, come il tappo per champagne e l’anello salvagoccia, è proposta nello speciale packaging studiato per gli “Objets-Bijoux” del catalogo Alessi. Strumento irrinunciabile per gli amanti dello champagne, è realizzata in acciaio AISI 630 fuso in conchiglia a cera persa e poi lucidato e permette, con il tronchese posto nella parte superiore, di tagliare la gabbietta metallica che trattiene il tappo e di sbloccarlo, pinzandolo, facilitandone l’espulsione. 105


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ALESSI In questa pagina: il nuovo servizio di posate “eat.it”, design Wiel Arets (2014), in acciaio inossidabile 18/10. Foto ambientata Santi Caleca.

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Il progetto “eat.it” nasce da un disegno simmetrico dove la forma del manico e quella della parte superiore sono equivalenti e contrapposti come nel simbolo matematico dell’infinito Tra le novità per il 2014 fa la sua comparsa anche “eat.it”, il primo servizio di posate dell’architetto olandese Wiel Arets disegnato per il catalogo Alessi, ennesima prova dell’abilità del designer nell’estrarre l’essenza della forma dagli oggetti. Lineare ma non minimale, il progetto di “eat.it” nasce da un disegno simmetrico in cui la forma del manico e quella della parte superiore sono equivalenti e contrapposti come nel simbolo matematico dell’infinito. Il servizio di posate “eat.it”, realizzato in acciaio inossidabile 18/10, oltre ai consueti coltello, forchetta e cucchiaio da tavola, forchetta

e coltello da frutta, cucchiaio da dessert, cucchiaino da caffè e cucchiaino da moka, cucchiaio e forchetta da servizio, pala per torta, forchetta da dolce, cucchiaio da servizio per risotto, comprende il coltello per burro, il mestolo per spaghetti e un inusuale cucchiaio per latte macchiato con un lungo manico che permette di mescolare la bevanda servita nei bicchieri alti. La forma sottile e affusolata delle posate consente di riporle impilandole agevolmente e suggerisce un nuovo e originale modo per apparecchiare il posto tavola con le posate sovrapposte una all’altra. 107


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ALESSI In questa pagina: centrotavola “Joy n.1”, design Claudia Raimondo (2013), nelle due nuove tinte Milky White e Super Black, in acciaio colorato con resina epossidica. Foto di Leo Torri.

Le potenzialità espressive del centrotavola “Joy n.1” disegnato da Claudia Raimondo sono esaltate dai nuovi colori, Milky White e Super Black, sviluppati con l’impiego di nanotecnologie Il centrotavola “Joy n.1”, presentato con successo nel 2013, prende colore con due nuove tinte, Milky White e Super Black, e dà origine ad una piccola serie di oggetti per la tavola: al centrotavola “Joy n.1” si affiancano il cestino “Joy n.11” e il vassoio rotondo “Joy n.3”. Il progetto della serie “Joy”, firmato da Claudia Raimondo, è frutto della ricerca sui materiali e i colori che da anni l’azienda svolge con l’intenzione di coniugare gli aspetti tecnologici e produttivi delle lavorazioni a freddo dei metalli con quelli dei diversi linguaggi espressivi degli autori. Per ottenere l’originale sfaccettatura del centrotavola “Joy n.1” viene impiegato 108

un sofisticato processo di stampaggio a freddo della lastra d’acciaio, realizzato presso gli stabilimenti dell’azienda a Crusinallo. Le potenzialità espressive del centrotavola “Joy n.1” sono esaltate dai nuovi colori, Milky White e Super Black, sviluppati con l’impiego di nanotecnologie. Il Cestino “Joy n.11”, di dimensioni più contenute, è caratterizzato da una elaborata sfaccettatura, ottenuta ridimensionando la texture originale. Simile alle opere di antichi maestri argentieri, “Joy n.11” è disponibile in acciaio inossidabile a finitura lucida, in acciaio colorato Milky White o Super Black e in acciaio dorato che lo rende simile a un piccolo manufatto d’arte orafa.


ALESSI In questa pagina: il nuovo bollitore/teiera con filtro “Cha” (in giapponese significa “tè”), design Naoto Fukasawa (2014), è realizzato in acciaio inossidabile a finitura lucida con manico e pomolo in resina termoplastica. Foto ambientata di Matteo Cirenei.

Dalla forma apparentemente semplice, il bollitore-teiera “Cha” di Naoto Fukasawa sottende uno studio minuzioso di tutti i dettagli che facilitano le operazioni per l’antico rituale del tè Il designer Naoto Fukasawa, già autore per il catalogo Alessi della collezione di pentole “Shiba” (2011), con il progetto “Cha” (2014) rigenera l’antica teiera tradizionale giapponese trasformandola in un raffinato oggetto moderno, d’uso trasversale, che dal piano cottura della cucina può essere portato direttamente in tavola per il servizio. “Cha” – dal giapponese “tè” – è un capiente bollitore/teiera in acciaio inossidabile a finitura lucida, con il fondo in acciaio magnetico per l’impiego su qualsiasi fonte di calore, compresi i piani a induzione. Dotato di un filtro removibile per l’infusione e di un ulteriore filtro

interno all’altezza del becco versatore, “Cha” presenta un coperchio in acciaio inossidabile dotato di pomolo in resina termoplastica nera, che si inserisce nel corpo dell’oggetto, bloccandosi saldamente per evitarne il rovesciamento durante l’utilizzo. Il manico, la cui ampia curvatura permette di impugnare il bollitore/teiera mantenendo la mano al riparo dalla fonte di calore, è realizzato in resina termoplastica nera. Nella posizione verticale agevola l’impugnatura durante il versamento, mentre, posto lateralmente, facilita il riempimento, riducendo così lo spazio d’ingombro. www.alessi.com 109


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RICHARD GINORI In queste pagine: la “Collezione Toscana” su forma Antico Doccia (1740) che racchiude i valori fondativi della Manifattura. È realizzata nei colori azzurro, rosa, verde e giallo. Interamente dipinta a mano, la collezione è disponibile in assortimento tavola, tè e caffè completo. 110


Richard Ginori Collezioni 2014 LE COLLEZIONI RACCONTANO I NUOVI TEMI CHE DOCUMENTANO IL KNOW HOW, LA STORIA, L’ARTE, IL PATRIMONIO CULTURALE RICHARD GINORI. TRA STILE CONTEMPORANEO ED ECCELLENZA ARTIGIANA TESTO A CURA DI ROSSELLA CRIPPA FOTO ARCHIVIO RICHARD GINORI 111


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RICHARD GINORI In questa pagina: “Collezione Toscana” su forma Antico Doccia (1740), con decoro dipinto a mano, realizzata nei colori azzurro, rosa, verde e giallo.

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luoghi dell’immaginario, gli spazi nascosti, le località intime e segrete sono narrati e tratteggiati nella Collezione Toscana con la maestria e l’eccellenza che contraddistinguono Richard Ginori. Dipinti a mano, tecniche di spolvero e di sbozzo, tocchi a pennello danno vita a straordinari paesaggi della realtà desiderata, sognata. Toscana, prendendo vita sulla forma Antico Doccia, la forma signature Richard Ginori per eccellenza nata nel 1740, racchiude in sé i valori fondativi della manifattura e li proietta nel contemporaneo. Azzurro, rosa, verde, giallo, i toni che custodiscono i delicati paesaggi della Collezione Toscana. Interamente dipinta a mano, la Collezione Toscana è proposta in assortimento tavola, tè e caffè completo.

La “Collezione Toscana” prende vita sulla forma “Antico Doccia”, realizzata da Richard Ginori nel 1740, forma per eccellenza che racchiude in sé i valori fondativi della Manifattura

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otivi storici che segnano l’eccellenza della Manifattura Richard Ginori. Il decoro dei paesaggi descrive vedute campestri, close up di natura viva e rigogliosa. Autentica esecuzione a spolvero, la tecnica che prevede la realizzazione su carta lucida del disegno i cui tracciati sono incisi con piccolissimi fori che vengono poi cosparsi di polvere di carbone per lasciarne la sagoma sul piatto. La “Collezione Paesaggio” su forma “Impero”, dipinta a mano, presceglie cromie preziose e delicate. Ogni pezzo è unico e rappresenta un paesaggio diverso. La collezione è realizzata in assortimento tavola, tè e caffè completo.

Ogni elemento della “Collezione Paesaggio” è unico e rappresenta un paesaggio diverso realizzato con l’autentica tecnica dell’esecuzione a spolvero, testimone dell’eccellenza della Manifattura

RICHARD GINORI In questa pagina: “Collezione Paesaggio” su forma Impero, con decoro dipinto a mano, realizzata nei colori turchese, quarzo, citrino, rame, moro, magenta, ottanio e oro.

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RICHARD GINORI In questa pagina: “Collezione Val d’Orcia” su forma Vecchio Ginori, disponibile in assortimento completo tavola, tè e caffè.

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a solarità dei campi estivi e la precisione dei dipinti d’autore racchiuse in una collezione: Val d’Orcia. Con un decoro interpretato da frutti e fiori, un motivo chiave della tradizione Richard Ginori, la “Collezione Val d’Orcia” si plasma sulla forma “Vecchio Ginori”, una forma riconoscibile con lo stesso piacere con cui, in una galleria d’arte, si riconosce l’artista al primo sguardo. Un minuzioso decoro, un racconto naïf, poetico, quasi fiabesco riscritto da Richard Ginori con la Collezione Val d’Orcia. Val d’Orcia prevede un assortimento completo tavola, tè e caffè.

La “Collezione Val d’Orcia” è realizzata su forma “Vecchio Ginori”, esteticamente perfetta e insuperata icona della Manifattura dal 1740, segno tangibile di savoir-faire e grande maestria

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RICHARD GINORI In questa pagina: “Collezione Oro di Doccia” su forma Vecchio Ginori, realizzata nei colori giada, magenta e turchese.

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imboli decorativi intramontabili, figure di galli Ji Ondori, trame armoniche quasi ad evocare la tessitura di tappeti ornamentali celebrano nella “Collezione Oro di Doccia” il valore dell’arte, il senso di continuità con la tradizione e una modernità inaspettata. La forma è “Vecchio Ginori”, eterna bellezza, mentre le finiture realizzate a mano in oro ne regalano preziosità. Turchese e oro, giada e oro, magenta e oro, i toni prescelti per la Collezione Oro di Doccia che prevede un assortimento completo tavola, tè e caffè.

In una modernità inaspettata, l’eccellenza dell’oro si integra nella “Collezione Oro di Doccia” con le figure dei galli, simboli decorativi intramontabili, motivi chiave della tradizione Richard Ginori

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RICHARD GINORI In queste pagine: “Collezione Ciliegie” su forma Vecchio Ginori, disponibile in assortimento completo tavola, tè e caffè.

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rmoniosa. Delicata. Trasversale al tempo. Il decoro della “Collezione Ciliegie” trattiene la naturale bellezza dei frutti, le ciliegie. I minuziosi motivi decorativi nei toni del viola narrano la sapiente e antica tecnica di lavorazione creata dai pittori della fabbrica di Doccia nel 1770. La forma prescelta, “Vecchio Ginori”, segno distintivo della Manifattura Richard Ginori nata nel XVIII secolo, testimonia il segno tangibile di savoir-faire, maestria e bellezza eterna. Ciliegie prevede l’assortimento tavola, tè e caffè completo.

In perfetto equilibrio tra estetica e colore, si alternano in differenti posizioni i motivi decorativi sugli elementi della “Collezione Ciliegie”, creata dai pittori della fabbrica di Doccia nel 1770

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CARLO MORETTI In queste pagine: da sinistra, vaso “Singleflower”, decanter, calice da collezione, coppetta della linea “Le diverse”, bicchieri delle linee “Bora” e “I diversi”, tutti della nuova collezione Carlo Moretti 2014. 118


Carlo Moretti Fabbrica d’autore IL CATALOGO DI CARLO MORETTI SI ARRICCHISCE DI NUOVI DECORI IMPRONTATI AI COLORI SIMBOLO DELL’ITALIANITÀ, DECLINATI IN SOLUZIONI ORIGINALI E UNICHE TESTO ROSSELLA CRIPPA FOTO ARCHIVIO CARLO MORETTI 119


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inonimo di contemporaneità nella storia come nelle forme, Carlo Moretti è un’eccellenza italiana, incarnata da uno stile senza tempo aperto a molteplici contaminazioni, capace di accogliere e interpretare con originalità elementi del quotidiano e di imporsi al pubblico per il suo design “organico”, dovuto alla variabilità e complessità del Cristallo di Murano. Con un patrimonio di prototipi ed esemplari unici, che sconfinano nel mondo dell’arte, Carlo Moretti ripropone anche per il 2014 la formula delle “varianti nella costante”, ovvero linee di oggetti che, identici per forma e dimensione, trovano la propria individualità nella diversità dei decori applicati a caldo. Preziosa opportunità

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per i collezionisti di tutto il mondo, i Calici da Collezione ideati nel 1990 da Giovanni Moretti si ispirano al dialogo tra il segno contemporaneo e la tradizione secolare del cristallo soffiato, presentati quest’anno nella nuova versione con murrine, cannette, fasce, anelli e spirali nei colori verde, rosso e bianco, dichiarato simbolo di italianità.

CARLO MORETTI In queste pagine: vasi “Singleflower” della collezione Carlo Moretti 2014. Nella pagina a sinistra, “Calici da Collezione 2014”.

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Formata da piccoli vasi pensati per contenere un solo fiore, anche la linea “Singleflower” si arricchisce nel 2014 di sei nuovi esemplari, sempre in Cristallo di Murano soffiato a bocca e rifinito a mano, oggetti semplici ma preziosi che raccontano i colori della natura. Novità poi anche per la serie “Le diverse”, coppette a sezione ovale dai molteplici utilizzi, e le collezioni di bicchieri “I diversi”, sempre a sezione ovale, e “Bora”, caratterizzati da una sezione ovale irregolare e inclinati come se sospinti dal vento di bora. La trasparenza del cristallo incolore, unita alla suggestione di tinte vivide e alla pienezza del vetro in pasta, disegnano così oggetti unici dall’identità 122


inconfondibile, grazie anche a una tecnica particolare, sinonimo di grande professionalità, che sovrappone strati di vetro in distinti passaggi: processo indispensabile per ottenere lo straordinario effetto di una materia che, giocando con la luce, muta spessore, consistenza ed effetto cromatico. www.carlomoretti.com

CARLO MORETTI In queste pagine: sotto e in basso, coppette “Le diverse” e, nella pagina a sinistra, bicchieri “Bora”, della collezione Carlo Moretti 2014. 123


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MODIGLIANI In queste pagine: servizio da tavola “Frammenti”, bicchieri e calici “Gran Paradiso” e posate “Trevi Ambra”.

Modigliani New Design RICERCA E INNOVAZIONE PER LE NUOVE COLLEZIONI TAVOLA DI MODIGLIANI, DOVE IL DESIGN CREATIVO SI SPOSA PERFETTAMENTE CON LA MIGLIORE TRADIZIONE CERAMICA TESTO ROSSELLA CRIPPA FOTO ARCHIVIO MODIGLIANI 124


La collezione â&#x20AC;&#x153;Frammentiâ&#x20AC;? riprende i decori storici della produzione ceramica toscana, accostati in soluzioni inedite ma armoniose come fosse un ardito tentativo di restauro

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MODIGLIANI In queste pagine: servizio tavola “La Forma del Sogno”, bicchieri “Tivoli” nella versione trasparente e posate “Colonna Zebra”, che giocano con il contrasto cromatico bianco-nero delle ceramiche.

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Nata da un’accurata ricerca e attenzione al design, la collezione “La Forma del Sogno” è realizzata in ceramica modellata a mano ed esaltata dal contrasto cromatico bianco e nero

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el cuore di Roma, di fronte alla scalinata di Piazza di Spagna, la sede creativa di Modigliani è sempre in grande attività. Con un approccio innovativo che guarda al design e alla funzionalità estrema, l’azienda propone a ogni stagione nuove linee e decori, combinando antiche tradizioni e attenzione ai dettagli, fedele alla vocazione di mantenere in Italia tutte le fasi di lavorazione. Fiore all’occhiello della produzione Modigliani, la salvaguardia della migliore qualità artigianale mette al centro l’opera dell’uomo, la manualità e l’esperienza dei suoi artisti, valorizzate da una costante ricerca votata all’innovazione estetica e formale. Caratterizzata da una linea pulita, che gioca con forme morbide e contrasti di colore, la collezione “La Forma del Sogno” è realizzata in ceramica modellata a mano, ideale per una tavola contemporanea dalla forte identità e dai gusti decisi. Una seduzione per gli occhi, che nasce da curve sinuose messe in risalto attraverso l’accostamento del bianco e del nero assoluti. Una proposta raffinata, che si accompagna perfettamente alla trasparenza cristallina dei bicchieri “Tivoli”, dalla

forma ergonomica come le posate “Colonna Zebra”, dove i manici continuano il dialogo cromatico delle ceramiche. Dal connubio fra design estremo e tradizione scaturisce anche la collezione “Frammenti”, dove elementi all’apparenza incompatibili, quasi contrastanti, diventano un concerto armonioso di forme e di decori, pezzi di storia e di memoria che cercano insieme un nuovo percorso comune. Riprendendo i decori storici della produzione ceramica toscana, Modigliani dà vita a un gioco fatto di piccoli frammenti, reinterpretati nel loro significato originario e accostati in soluzioni inedite, come in un ardito tentativo di restauro. Quasi un manifesto culturale, dedicato a un mondo capace di apprendere dal passato e di coniugare le diverse sfaccettature del presente. Una linea assolutamente attuale, eppure dal fascino antico, particolarmente adatta alla tinta dorata che caratterizza le posate “Trevi Ambra” nonché ai bicchieri e ai calici della collezione “Gran Paradiso”, così chiamata grazie alla struttura “craquelé” che trasmette il brivido dei ghiacci, quasi fosse scaturita direttamente dal cuore del massiccio alpino. www.modigliani.it 127


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REGALINA CREA87 In queste pagine: sopra, da sinistra, Antonio Bonaldi, Stefano Visentin e Stefano Bertoncello Collanega al lavoro nel laboratorio artigianale BB1987. I tre artisti hanno dato vita al progetto creativo CREA87.

CREA87 La Regalina PRODOTTA IN PEZZI UNICI, LA “REGALINA” È REALIZZATA ARTIGIANALMENTE DA UN TRIO DI CREATIVI VENETI ACCUMUNATI DALLA PASSIONE PER LA CERAMICA ARTISTICA E LE SUE QUALITÀ NOBILI TESTO ROSSELLA CRIPPA FOTO ARCHIVIO CREA87 128


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REGALINA DI CREA87 In queste pagine: la molteplicità di varianti e decori che caratterizzano la “Regalina”, una moderna rivisitazione del concetto di “caraffa”, prodotta in pezzi unici torniti e modellati a mano. Qui a destra, la “Regalina” che è priva di manico, ma presenta una perfetta impugnatura grazie alla sua forma ergonomica e il nuovo marchio di CREA 87, (argillahotantasete).

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al desiderio di innovare il concetto di “caraffa”, ormai relegata all’artigianato folcloristico, nasce la “Regalina” di CREA87, giovane startup fondata dai tre creativi veneti Antonio Bonaldi, Stefano Bertoncello Collanega e Stefano Visentin. Un progetto di rivisitazione della ceramica popolare, che si prefigge, attraverso l’uso di tecniche e materiali della tradizione, la realizzazione di oggetti ironici e gioiosi, spesso cancellati dall’appiattimento culturale dovuto alla globalizzazione delle produzioni. Con l’obiettivo di offrire al pubblico un prodotto autentico, dotato di una forte identità formale e di senso, la “Regalina” è una caraffa che ha perso il manico ma non l’ergonomia, un oggetto a cui affezionarsi, rigettando la pratica moderna dell’usa e getta. Prodotta nella terra di antica tradizione ceramica di Nove Bassano, la “Regalina”

è tornita a mano e successivamente modellata. Dopo una prima cottura viene immersa nella maiolica, dove si trasforma in una “tela bianca” per dar sfogo alla fantasia. Tecniche miste in continua evoluzione generano quindi pezzi originali e unici, omaggio alla grande tradizione artigiana senza limiti di invenzione, mentre alla cottura finale è affidato il compito di rendere impermeabile la caraffa e brillanti i colori della decorazione. Quasi fosse un essere vivente, fatto di terra, acqua e fuoco, la “Regalina” si iscrive pertanto, insieme al suo laboratorio di produzione BB1987, nel solco di quel movimento dei maker o autoproduttori che oggi sta acquisendo sempre più spazio anche nel campo del design, dove la creazione diviene spesso un processo collettivo, fisico o virtuale. www.crea87.it . Il marchio “Regaline” di CREA87 è distribuito da Morandin Regali. www.morandinregali.com 131


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VIDIVI In queste pagine: nella pagina a sinistra, centrotavola e coppe della collezione “Stella”. Qui sotto, la collezione “Diva” con la nuova brocca della collezione 2014.

VIDIVI Qualità e design tutti italiani VIDIVI VETRI DELLE VENEZIE È IL MARCHIO ITALIANO DI ARTICOLI IN VETRO PER LA TAVOLA E LA CASA CHE SI CONTRADDISTINGUE PER IL SUO ELEVATO CONTENUTO DI DESIGN E QUALITÀ TESTO A CURA DI OMBRETTA BERTINI FOTO ARCHIVIO VIDIVI VETRI DELLE VENEZIE 133


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VIDIVI In queste pagine: nella pagina a sinistra, la nuova collezione “Cuore”. Qui sotto, bicchiere bibita “Esa”, bicchiere acqua “Torcello”, bicchiere vino “Full Moon” e bicchiere liquore “Nadia”.

Il vetro italiano di Vidivi viene universalmente riconosciuto per il suo notevole grado di trasparenza oltre che per la robustezza e la straordinaria brillantezza

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La produzione di Vidivi è presso gli stabilimenti di Vetretrie Riunite, azienda italiana leader nella produzione di vetro di precisione, che fornisce le più importanti aziende a livello mondiale nei settori dell’elettrodomestico, dell’auto e della profumeria. Il marchio Vidivi, distribuito in tutto il mondo nelle principali catene di negozi e department stores, offre anche una vasta gamma di articoli per il canale professionale: linee storiche di punta come “Torcello” e “Papaya” sono presenti in alberghi e compagnie aeree di lusso. Vidivi veste la tavola di tutti i giorni con il suo design inconfondibile, con un’attenzione particolare ai dettagli e prodotti versatili caratterizzati da spessori e ottiche originali. I bicchieri rappresentano il punto focale delle collezioni, con una straordinaria gamma di forme e capienze e una

ricca serie di complementi - brocche, coppe, coppette, piatti, sottopiatti, vasi e centrotavola. Per chi ama il lusso sono disponibili decori in oro e platino, come nelle linee “Essenze”, “Carré Oro” e “Baguette Oro e Platino”. Grazie alla purezza dei materiali utilizzati e ai quotidiani test di controllo qualitativo, il vetro Vidivi risulta brillante, robusto, riciclabile al 100%, utilizzabile in microonde e in lavastoviglie. Tra le novità del 2014 troviamo la linea “Cuore”, composta da coppa, coppetta e piattino; l’icona senza tempo del cuore è stata rivisitata in un design moderno, sottolineato dalla fluida asimmetria del bordo. Altra novità, le cinque linee di bicchieri dal design leggero e originale: “Bellini”, “Rossini”, “Mimosa”, “Tiziano” e “Tintoretto”. Nuove brocche vanno poi ad ampliare le collezioni “Rialto”, “Diva”, “Honey” e “Concerto”. www.vetridellevenezie.com 135


OGGETTI DESIGN MAGAZINE EATALY BARI FIERA DEL LEVANTE

Eataly Bari Dove nasce l’agricoltura EATALY BARI OSPITA SU DUE PIANI AFFACCIATI SUL MARE 15 LUOGHI DI RISTORAZIONE, UN GRANDE MERCATO CON LE MIGLIORI ECCELLENZE REGIONALI ITALIANE, DUE AULE DIDATTICHE, UN CENTRO CONGRESSI E UNA LOUNGE DI BANCA POPOLARE DI BARI TESTO ROSSELLA CRIPPA FOTO ARCHIVIO EATALY BARI / CLAUDIA DEL BIANCO

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EATALY BARI In queste pagine: Eataly a Bari propone ristorantini tematici e informali con terrazze affacciate sul mare dedicati a pasta e pizza, carne, pesce, verdure, fritto e salumi & formaggi. La rosticceria, la piadineria firmata dai fratelli Maioli, il laboratorio di produzione dedicato al “Mozzarella Show” e l’aperitivo “Vino Libero” completano l’offerta gastronomica. Non mancano poi la caffetteria “Illy”, la gelateria alpina “Lait” e la pasticceria curata da Luca Montersino.

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OGGETTI DESIGN MAGAZINE EATALY BARI FIERA DEL LEVANTE

Il gruppo fondato da Oscar Farinetti, che vanta tre nuove aperture a Chicago, Istanbul e Dubai, arriva nel capoluogo pugliese e porta finalmente l’insegna “Eataly Alti Cibi” nel sud Italia

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en 8.000 metri quadri nella parte monumentale della “Fiera del Levante”. È dedicato al tema “Dal Levante nasce l’agricoltura” il nuovo “Eataly Bari” firmato Oscar Farinetti, il primo, e per ora unico, dell’Italia meridionale, sorto in una posizione strategica dal forte valore simbolico, proprio di fronte a quel mare che è stato nei secoli luogo di incontro e di scambio, culturale e alimentare. La Fiera del Levante, nel quartiere Marconi - San Girolamo - Fesca, è del resto tra le più importanti d’Italia e del Mediterraneo, con diverse manifestazioni fieristiche tra cui la Campionaria di settembre, che accoglie ogni anno visitatori ed espositori nazionali ed esteri. Aperto dal martedì alla domenica, Eataly Bari ospita, su due piani affacciati sull’azzurro del mare, 15 luoghi di ristorazione, un grande mercato con le migliori eccellenze regionali italiane, due aule didattiche, un centro congressi e una lounge di Banca Popolare

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di Bari. Guardare, assaggiare e comprare, secondo la consueta filosofia di Eataly. Un investimento di 15 milioni di euro a carico di “Eataly Puglia”, società partecipata da “Eataly Distribuzione” e da tre importanti soci pugliesi: Fabrizio Lombardo Pijola, i fratelli Pasquale, Francesco e Mimmo Casillo del Molino Casillo e Michele Annoscia. Un layout articolato e preciso, che conduce dalla burrata di Andria al capocollo di Martina Franca, dalle orecchiette condite con pomodorini fiaschetto di Torre Guaceto alla zampina, tipica salsiccia pugliese, lungo un percorso del gusto in cui viene toccato praticamente ogni ambito del “mangiar bene e consapevole”, attraverso ristorantini tematici e informali dedicati a pasta e pizza, carne, pesce, verdure, fritto e salumi & formaggi. La rosticceria, la piadineria firmata dai fratelli Maioli, il laboratorio di produzione dedicato al “Mozzarella Show” e l’aperitivo “Vino Libero” completano l’offerta gastronomica. Per un totale di oltre


EATALY BARI In queste pagine: sopra, l’area vendita con il ristorantino del pesce, per assaporare il piatto di “crudo” del giorno e il pescato fresco alla piastra o alla griglia e, qui a destra, la nuova sede di “Eataly Bari” nella parte monumentale della Fiera del Levante. Nella pagina a sinistra, dall’alto, il mercato ortofrutticolo e il ristorantino delle verdure, dove degustare insalate con verdure di stagione, zuppe di cereali e legumi, flan di verdure e il piatto vegetale del giorno; l’area dedicata alla vendita e alla produzione di pasta fresca a cura dello storico pastificio cuneese Michelis; la macelleria e il ristorantino della carne.

1.000 coperti, dimostrazione di come l’alta qualità possa essere coratino, spesso poco apprezzato fuori a causa del gusto sapido alla portata di tutti. Al piano terra, da non perdere la caffetteria e leggermente pizzicante. Ma questi sono pregi, che bisogna Illy, la gelateria alpina Lait e la pasticceria di Luca Montersino, far conoscere e apprezzare: la frittura con quest’olio è davvero popolare chef e maestro pasticcere di origini piemontesi. Fra eccezionale”. Per imparare a riconoscere la freschezza delle materie scaffali e bancarelle, con prodotti provenienti per il 40% dalla prime, le tecniche per conservarle, cucinarle ed esaltarne le qualità Regione Puglia, cui si aggiunge una buona rappresentanza dei organolettiche, ecco dunque una ricca offerta di lezioni di cucina, Presìdi Slow Food, non potevano poi mancare le cosiddette “aree sotto la supervisione di Slow Food e degli chef Pietro Zito e Peppe didattiche emozionali”: luoghi dove soddisfare la vista e il palato Zullo, nelle aule didattiche pensate per accogliere adulti e bambini. fermandosi ad osservare la produzione delle birre artigianali ideate Queste ultime, insieme alla sala congressi e le due terrazze del da Leonardo di Vincenzo, Teo Musso e Sam Calagione, del pane “Tavolo dei fortunati”, sono disponibili per prenotazioni di eventi a legna con il lievito madre naturale o della pasta fatta a mano privati, per festeggiare in compagnia di una cucina fatta di dallo storico pastificio cuneese Michelis. E c’è anche uno spazio ingredienti artigianali e basata su piatti locali e regionali. Novità dove si parlerà di olio d’oliva, degustandone una selezione prima di Eataly Bari, l’area dedicata ai prodotti no food per tavola e di procedere all’acquisto: “La Puglia ha un’eccellenza”, spiega cucina e una zona riservata alla cura del corpo e della casa con Farinetti, “l’olio extra vergine di oliva e in particolare quello profumi, saponi e prodotti di fitocosmesi. www.bari.eataly.it 139


OGGETTI DESIGN MAGAZINE IN CASA

DRIADE 100 PIAZZE In queste pagine: dalla collezione “100 PIAZZE” (Torino, Milano, Vigevano, Firenze, Palmanova, Roma), design Fabio Novembre (2007), vassoi in ottone argentato raffiguranti la “Piazza del Mercato di Lucca”, in questa pagina, e “Venaria Reale”, nella pagina a destra. I complementi tavola di Driade sono distribuiti da B.Morone di Milano. 140


OGGETTI IN CASA 141


OGGETTI DESIGN MAGAZINE IN CASA

L’OCA NERA In queste pagine: lampade piccole e grandi della collezione 2014 “Il colore delle forme”, nelle varianti cromatiche verde e arancio, e tavolini tondi della collezione “Impressioni di stile”. Nella pagina a destra, sgabelli tondi della collezione “Il colore delle forme”, nelle versioni verde, arancio e blu. 142


L’Oca Nera Atmosfere di eleganza RICERCA STILISTICA IN PERFETTA SINTONIA CON LE PIÙ INNOVATIVE TENDENZE DEL DESIGN CONTEMPORANEO QUELLA ESPRESSA DALLE LINEE PER LA CASA FIRMATE L’OCA NERA TESTO ROSSELLA CRIPPA FOTO ARCHIVIO L’OCA NERA

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OGGETTI DESIGN MAGAZINE IN CASA

L’OCA NERA In questa pagina: tavolino tondo e cornici della nuova collezione 2014 “Impressioni di stile”. 144


L’OCA NERA In questa pagina: cornici della collezione “Impressioni di stile” (2014) e lampadario bianco della collezione “Intrecci di stile” 2014.

L’Oca Nera vanta un catalogo ricco di proposte originali ed eterogenee, che personalizzano la casa con un lusso discreto e misurato, capace di riflettere il lifestyle di chi la abita

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ontraddistinto da tinte gioiose e accoglienti, il nuovo mood L’Oca Nera per la casa contemporanea propone per il 2014 la collezione “Il colore delle forme”, che comprende lampade da tavolo in vetro e sughero disponibili nelle versioni verde e arancio e una serie di tre confortevoli sgabelli tondi con seduta imbottita, nei colori verde, arancio e blu. Soluzioni pratiche, originali e divertenti, capaci di rispondere ai più diversi gusti ed esigenze abitative. Da sempre interprete di spazi domestici che si caratterizzano per il lusso discreto e misurato, espresso da oggetti e microarchitetture d’arredo che resistono al tempo,

L’Oca Nera vanta un catalogo ricco di proposte originali ed eterogenee, eppure sintesi di valori comuni come passione, creatività e armonia. Tutti elementi incarnati ad esempio nella collezione “Impressioni di stile”, formata da tavolini tondi con superficie laccata bianco ottico e base in metallo satinato, che appaiono immediatamente familiari e rassicuranti, o nelle cornici da parete di varie fogge e dimensioni. Una bellezza nuda, essenziale e pura, che emerge anche nelle tonalità morbide e naturali scelte per i lampadari in vimini della collezione “Intrecci di stile”, una selezione di elementi aerei e leggeri che ingentiliscono gli ambienti con i loro volumi fluidi. 145


OGGETTI DESIGN MAGAZINE IN CASA

L’OCA NERA In questa pagina: lampada da tavolo in ceramica e plaid della collezione 2014 “Il piacere dell’eleganza”.


L’OCA NERA In questa pagina: lampade da tavolo in ceramica, plaid e cuscini nei colori bianco e acquamarina della nuova collezione 2014 “Il piacere dell’eleganza”.

S’ispira ai colori del mare la nuova collezione “Il piacere dell’eleganza”, che comprende plaid, cuscini e una serie di tre lampade da tavolo con base in ceramica finemente lavorata Lo spirito cosmopolita e in continua evoluzione de L’Oca Nera si declina inoltre nella nuova collezione per la casa “Il piacere dell’eleganza”, composta da tre lampade di ispirazione marina con base in ceramica finemente lavorata, adatte ai salotti più raffinati e lussuosi come agli ambienti moderni, che

prediligono linee pulite, colori neutri e forme essenziali. Una proposta perfettamente in linea con la filosofia dell’azienda marchigiana, con focus sul dettaglio ricercato e lavorato con passione artigianale, dove l’arte incontra il design per creare scenari di raffinata eleganza e fascino. www.locanera.it 147


OGGETTI DESIGN MAGAZINE IN CASA

Lladrò Belle de Nuit IL FASCINO DEI CLASSICI CHANDELIERS TORNA IN VERSIONE AGGIORNATA NELLA NUOVA COLLEZIONE DI LAMPADE “BELLE DE NUIT”. TRA CLASSICA ALLURE E COLORI CONTEMPORANEI TESTO OMBRETTA BERTINI FOTO ARCHIVIO LLADRÒ 148


LLADRÒ In queste pagine: a sinistra, chandelier in porcellana della nuova linea “Belle de Nuit” e, in questa pagina, lampade da tavolo della stessa collezione.

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OGGETTI DESIGN MAGAZINE IN CASA

LLADRÒ In queste pagine: due chandeliers e lampada da tavolo della collezione “Belle de Nuit” e, a destra, alcune appliques in porcellana della stessa linea in diverse tinte.

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Fantasia e classicità, estro cromatico e forme complesse per questa collezione di Ladrò di lampade e appliques che raccontano la luce nella sua capacità quasi magica di creare atmosfere di charme

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embra uscita da un’aristocratica fiaba l’ultima collezione di lampade di Lladrò, manifattura spagnola leader nella produzione di porcellana d’arte. Ideata dagli artisti di Lladró e realizzata a mano nella Città della Porcellana a Tavernes Blanques (Valencia), la nuova linea per l’illuminazione “Belle de Nuit” - completa di lampade a sospensione, da tavolo e appliques in porcellana disponibili in diversi formati e decorazioni - si ispira ai lampadari classici reinterpretandoli e attualizzandoli grazie alla combinazione perfetta di porcellana e colore. La magia della luce si manifesta in tutto il suo incanto attraverso l’effetto unico dato dalle “litofanie”, in cui la luce, all’interno della porcellana,

anima i sottili decori in rilievo creando un riverbero soffuso dagli effetti suggestivi. L’introduzione del colore costituisce l’aspetto più sorprendente di questa collezione in cui un’atmosfera classica si sposa all’effetto più fresco e contemporaneo dato dalla varietà della gamma di combinazioni e di sfumature espresse in ogni lampada. Una collezione che, aggiungendosi alle linee di lampade da tavolo realizzate con opere già note, testimonia una volta di più la perfezione tecnica e stilistica raggiunta da Lladrò in 60 anni di passione per la porcellana, con opere senza tempo realizzate a mano in ogni fase del processo produttivo, secondo un concept interamente artigianale che ha dato al brand fama mondiale. www.lladro.com 151


OGGETTI DESIGN MAGAZINE BOUTIQUE GIOVANNI RASPINI FIRENZE

BOUTIQUE RASPINI Via Porta Rossa È NEL CUORE DI FIRENZE LA NUOVA BOUTIQUE GIOVANNI RASPINI, CON UN ALLESTIMENTO CHE AFFIANCA CLASSICO E MODERNO E RIPROPONE L’ETERNO DIALOGO FRA IL BIANCO E IL NERO TESTO ROSSELLA CRIPPA FOTO ARCHIVIO GIOVANNI RASPINI 152


BOUTIQUE GIOVANNI RASPINI In queste pagine: il nuovo flagship store Giovanni Raspini a Firenze, in Via Porta Rossa 82R, indirizzo di rigore situato tra Palazzo Ferroni di Ferragamo e Palazzo Strozzi, all’incrocio con Via de’ Tornabuoni. 153


OGGETTI DESIGN MAGAZINE BOUTIQUE GIOVANNI RASPINI FIRENZE

Negozio, showroom, salotto di charme: nel cuore di Firenze c’è un nuovo spazio per ammirare le collezioni Raspini, dall’argenteria ai gioielli, fino agli oggetti realizzati in Bronzobianco

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n via Porta Rossa a Firenze, tra Palazzo Ferroni di sinonimo di una cifra stilistica assolutamente personale Ferragamo e Palazzo Strozzi, Giovanni Raspini ha che nasce quasi cinquant’anni fa in Valdichiana, fra Arezzo, inaugurato il suo nuovo flagship store alla presenza Siena e Firenze, terra ricca di bellezze architettoniche e di personalità della moda e dello spettacolo, ospiti e naturalistiche, culla di una vivacità culturale che nel ’300 ha amici. Nel cuore pulsante del quartiere del lusso, la boutique saputo generare quel rinascimento delle arti e dei mestieri vuole essere un punto di incontro all’insegna della bellezza e ancora oggi considerato il vero inizio dell’età moderna. della cultura, caratterizzata da un arredo personalizzato che Ed è proprio alla grande e più antica tradizione artigiana ripropone l’eterno dialogo fra il bianco e il nero, secondo il che Giovanni Raspini deve la sua inesauribile intelligenza mood preferito dal brand toscano, mentre un prezioso arazzo creativa, ovvero la capacità di interpretare e anticipare gusti del Quattrocento sottolinea la fusione fra classico e moderno. e desideri attraverso la sapiente fusione delle radici plastiche Un allestimento dal design accurato per ospitare le varie dell’arte classica con le esigenze del progetto contemporaneo. linee e collezioni Raspini, dalla famosa argenteria ai gioielli, “Progettare significa guardare avanti”, afferma l’argentiere fino agli oggetti per la casa realizzati nella lega nobile toscano, “così ho selezionato i migliori scultori, modellisti del Bronzobianco. Tutte creazioni di originale eleganza, e tecnici. Da anni vivo e lavoro nella mia casa sulle colline

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La nuova collezione “Pacific Palisade” di Raspini nasce dalla fascinazione di un oceano lontano e impetuoso, dove le dune costiere sono protette da palizzate in legno che diventano opere di land art toscane, una villa del ’500 dove ho costruito il mio atelier, circondato dai miei collaboratori e dalle cose che amo. E fra le cere calde dei modelli, assaporo ogni volta il brivido della creazione”. Uno degli aspetti più affascinanti dell’arte orafa è del resto l’impiego di una sorprendente manualità: grazie al disegno, l’idea primigenia viene così trasformata in un modello tridimensionale in cera, che verrà utilizzato per la successiva fusione. Tecnica antichissima, la fusione a cera persa permette di creare oggetti e gioielli di grande impatto emotivo, attraverso il fuoco e la forza del metallo nobile. Terminata la fase di costruzione vera e propria, tocca quindi alla pulimentatura, alla brunitura per i manufatti in argento, all’incastonatura se il gioiello indossa una pietra. Secondo lo stile inconfondibile di Giovanni Raspini.

GIOVANNI RASPINI In queste pagine: sopra, collezione in argento “Pacific Palisade” e, qui a fianco, ritratto dell’architetto toscano Giovanni Raspini all’opera nel suo studio. Nella pagina a sinistra, l’ingresso del nuovo flagship store Giovanni Raspini in Via Porta Rossa a Firenze, con pavimenti in marmo bianco e nero e inserti color ocra. 155


OGGETTI DESIGN MAGAZINE GIOIELLI

GIOVANNI RASPINI In queste pagine: la nuova collezione “Black Magic” in argento dorato con inserimenti in pietra onice.

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n linea con le tendenze moda 2014 Giovanni Raspini propone un mondo di gioielli dal segno forte e dalla resa plastica sorprendente, nel classico argento lunare o nei caldi riflessi dorati. Il metallo si accompagna a una moltitudine di decori, pietre preziose, cristalli Swarovski e agli immancabili cornetti portafortuna. Protagoniste della nuova campagna pubblicitaria realizzata da Leonardo Beglieri, già autore di importanti shooting per Giovanni Raspini, le nuove collezioni per la prossima primavera estate nascono dalla fascinazione di un oceano lontano (“Pacific Palisade”), dalla classicità di un nastro che si avvolge attorno al braccio, lungo il collo, sulle dita (“Nastro d’Argento”), dall’accostamento inedito dell’argento dorato con la pietra onice (“Black Magic”) o dal mondo colorato del circo (“Circus”). In particolare la linea “Pacific Palisade” attinge all’immaginario delle dune costiere californiane 156

mosse dal vento e protette da tipiche palizzate in legno, che diventano vere e proprie opere di land art dallo stile quasi astratto. Ripercorrendo il successo delle collezioni in argento dorato, con la nuova linea “Black Magic” Giovanni Raspini presenta gioielli pieni di vita, abbelliti dal decoro contemporaneo del pendente a punta e dagli inserimenti in pietra onice: tre bracciali, due collane, due tipi di orecchini e lo straordinario anello a guisa di carena di nave. Per un San Valentino all’insegna del romanticismo, la nuova collezione “Valentine 2014” propone anelli, orecchini, collane, braccialetti e charms in argento e cristalli Swarovski. Una linea senza tempo ispirata al mito di Cupido, fanciullo alato capace di far scoccare l’amore con i suoi dardi, che presenta decori cuoriformi in cristallo rosso fuoco, simbolo di passione, o nella variante trasparente, di purezza e sincerità. www.giovanniraspini.com


GIOVANNI RASPINI In questa pagina: collana, orecchini e anello “Valentine 2014” in argento con cristalli Swarovski, collana e bracciale “Nastro d’Argento” e bracciali a maglie “Chains of Fool”.

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OGGETTI DESIGN MAGAZINE GIOIELLERIE

Gioielleria Marono Napoli L’ULTIMO PROGETTO DELL’ARCHITETTO LEPRERI, TRA ISPIRAZIONI BAROCCHE E UN CUORE ELLITTICO DA CUI AMMIRARE I TOP BRAND DELLA GIOIELLERIA E DELL’OGGETTISTICA TESTO A CURA DI OMBRETTA BERTINI FOTO MASSIMO DELL’AVERSANO

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GIOIELLERIA MARONO In queste pagine: a sinistra, l’imponente lampadario in vetro di Murano che sormonta l’ellisse in vetro che si affaccia sul piano terra. Sopra, uno scorcio del negozio con le vetrine espositive e la scala che conduce al soppalco dedicato alle liste nozze. A lato, il lampadario sospeso sull’apertura ellittica e un ritratto dell’architetto Ulderico Lepreri, progettista e titolare dello Studio Ulderico Lepreri Design Project di Milano, attivo dal 1990 nel settore dei brand del lusso.

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OGGETTI DESIGN MAGAZINE GIOIELLERIE

Questo progetto segue una logica di elastica armonia per spazi emozionali e dinamici, sul modello della seicentesca chiesa borrominiana di Santâ&#x20AC;&#x2122;Ivo alla Sapienza a Roma

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GIOIELLERIA MARONO In queste pagine: a sinistra, ancora due prospettive della scenografica apertura ellittica con parapetto in vetro curvo tra il piano terra e il soppalco, sormontata dal sontuoso lampadario in vetro di Murano. Qui sopra, il bancone del negozio e a lato, da sinistra, vista frontale dell’entrata e dettaglio della galleria espositiva.

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onosciuto per gli straordinari progetti di negozi di gioielleria e oggettistica per i brand del lusso, l’architetto Ulderico Lepreri ha firmato la sua ultima opera, lo scorso settembre, con la progettazione della rinnovata sede della Gioielleria Marono, in Corso Umberto I a Marano di Napoli. I nuovi spazi presentano una prima sezione, esterna, che funge da galleria espositiva, concepita come palcoscenico teatrale in asse con la vista dell’intera galleria, dove è presentata una sintesi dei prodotti proposti. Superata la bussola d’ingresso blindata, il visitatore incontra il banco reception, avvolto da pareti in palissandro che contengono vetrine incassate sotto il piano. Il progetto di visual intende miscelare in modo ritmico l’esposizione di gioielleria e oggettistica, garantendo a ogni azienda autonomia e visibilità: uno spazio di 160 mq dove ogni elemento si plasma armonicamente in una successione di colpi

di scena. Dal punto di vista tecnico la realizzazione è al top: led miscelati a dicroiche e ioduri metallici, fibre ottiche, marmi resinati, legni pregiati, aria condizionata integrata negli arredi. La scala in marmo e vetro che conduce al soppalco si rivela dopo un’attenta esplorazione. Dal soppalco dedicato alle liste nozze si gode di una panoramica del salone principale attraverso una spettacolare foratura ellittica circondata da un parapetto in vetro curvo. La composizione è sormontata da un imponente lampadario in vetro di Murano. Il linguaggio moderno reinterpreta gli apporti progettuali della cultura artigiana del luogo inserendoli in un nuovo strumento espressivo. L’intersezione tra elementi architettonici, stimoli percettivi e prodotti di eccellenza fa della gioielleria Marono un luogo unico, pensato per fornire alla propria clientela un servizio di estrema qualità in un’atmosfera di respiro internazionale. www.uldericolepreri.com 161






OGGETTI DESIGN MAGAZINE HOTEL DETAILS

Hotel Details Expo Show L’EVENTO CONTRACT ITINERANTE DEDICATO A HOSPITALITY E COMFORT BUSINESS TRA DESIGN, FASHION E FOOD & WINE. UN FORMAT INNOVATIVO PER UN’ESPERIENZA DIRETTA TESTO A CURA DI OMBRETTA BERTINI FOTO ARCHIVIO HOTEL DETAILS

HOTEL DETAILS CASTELLO DI MONTEGUFONI In queste pagine: sopra, mappamondi luminosi “Atmosphere”. A destra il Castello di Montegufoni a Montespertoli (Firenze), dove si è tenuto “Hotel Details”. Il Castello è illuminato da Griven, brand di illuminotecnica per eventi, spettacoli e dimore design. A lato, alcuni momenti dell’evento e dettagli della location. 166

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FIERA MILANO >HOMI MILANO IL NUOVO GRANDE MACEF Fiera Milano Rho 19-22 Gennaio 2014

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ALESSI Super&Popular I piccoli capolavori del design

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HOTEL DETAILS Expo Show Castello di Montegufoni Firenze 24-28 Gennaio 2014

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MESSE FRANKFURT >Christmasworld 24-28 Gennaio 2014

OGGETTI DESIGN MAGAZINE BY SHOP

ALESSI In queste pagine: a sinistra, alcuni degli iconici oggetti della selezione “Super & Popular”: oliera della serie “5070” di Ettore Sottsass (1978), grattugia gigante per formaggio e noce moscata “Todo” di Richard Sapper (2004), spremiagrumi in fusione di alluminio lucido “Juicy Salif” di Philippe Starck (1990), miniaspirapolvere a batterie ricaricabili in acciaio inossidabile di Stefano Giovannoni (2004), fruttiera “La stanza dello scirocco” di Mario Trimarchi (2009). A destra uno schizzo di Mario Trimarchi, art director di “Super & Popular”.

Con il 2014 Alessi presenta “Super & Popular”, una selezione di circa 70 oggetti che raccontano alcuni dei migliori progetti della storia di Alessi. Sotto l’art direction di Mario Trimarchi – insieme al suo studio Fragile - l’operazione pone al centro il prodotto prefiggendosi di far conoscere al pubblico questo patrimonio storico, insieme al “backstage” di ogni progetto. I protagonisti della collezione “Super & Popular” hanno attraversato i decenni con la più alta qualità di design e con ininterrotta popolarità. Dalla Caffettiera “9090” di Richard Sapper, compasso d’Oro nel 1979, al Cavatappi “Anna G.” di Alessandro Mendini (1994), dall’intramontabile Cestino a filo (1948) al Bollitore con fischietto a uccellino di Michael Graves (1985), dal vassoio “Girotondo” di King Kong (1989) allo spremiagrumi “Juicy Salif” di Philippe Starck (1990) al Bollitore elettrico “hot.it” di Wiel Arets (2009). Sulle nuove confezioni immagini ambientate collocano i prodotti nel loro contesto e citazioni da parte degli autori invitano ad approfondirne il contenuto attraverso il nuovo mini sito dedicato (www.alessi.com/superandpopular), ricco di filmati, aneddoti e interviste. www.alessi.com

ALESSI Super&Popular UNA SELEZIONE DI OGGETTI CHE HANNO ATTRAVERSATO I DECENNI CON ININTERROTTA POPOLARITÀ E LA PIÙ ALTA QUALITÀ DI DESIGN TESTO A CURA DI OMBRETTA BERTINI IMMAGINI ARCHIVIO ALESSI

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OGGETTI DESIGN MAGAZINE BY SHOP FIERE MESSE FRANKFURT AMBIENTE

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n programma dal 7 all’11 febbraio 2014 alla Fiera di Francoforte, “Ambiente” è la fiera leader internazionale nel comparto dei beni di consumo, la più importante piattaforma per il business ad alto volume al di fuori della Cina. Una manifestazione che ospiterà circa 4.700 espositori, con le migliori novità per la tavola, la cucina, la casa, l’interior design e i complementi d’arredo, i regali e le decorazioni. Prevista nel foyer del padiglione 4.0, la mostra “Solutions” curata dal designer londinese Sebastian Bergne ha selezionato 23 prodotti che si sono distinti per la qualità della prestazione e l’originalità dell’idea, con focus sul segmento casa, cucina e tavola. Un riconoscimento alle innovazioni funzionali, che quest’anno ha premiato soprattutto i prodotti dedicati alla conservazione e al trasporto degli alimenti, segnale di una tendenza sociale verso una sempre maggiore mobilità. Circa il design della mostra speciale, spiega Bergne: “Con l’obiettivo di valorizzare le novità presentate, abbiamo previsto un ambiente espositivo estremamente lineare, dove la funzione di ogni prodotto è illustrata da un breve video clip. Inoltre, i visitatori hanno la possibilità di ritirare e provare personalmente le soluzioni esposte: un’opportunità particolarmente apprezzata in questi ultimi due anni”. Indispensabile fonte di informazione per le attività commerciali orientate al futuro, Ambiente comprende un ricco calendario di eventi collaterali, a cominciare da quelli proposti nella Galleria 1, primo porto di scalo per i visitatori in cerca di tendenze e ispirazione. Trend Show di Ambiente presenta le più importanti tendenze per la tavola, la cucina, l’arredo e il tessile, il comparto regali, risultato delle ricerche dell’ufficio stile bora.herke. palmisano, che per il 2014 ha individuato le quattro tendenze: “Stunning Temper”, “Subtle Spirit”, “Serene Nature” e “Striking Mind”, protagoniste di una mostra supportata da visite guidate giornaliere e un programma di conferenze dedicate. Sempre nella Galleria 1, anche l’assegnazione del “Design Plus Award”, uno dei più importanti riconoscimenti assegnati ai prodotti di design che si sono distinti per l’eccellenza estetica e funzionale, e quella del “German Design Award”, il premio internazionale del Design Council tedesco, attribuito ai migliori progetti nel campo del product and communication design. Ormai una lunga e apprezzata

>Ambiente 7-11 Febbraio 2014

In Galleria sono in mostra gli oggetti scelti da “Design Plus” e le tendenze 2014 individuate dall’ufficio stile bora.herke.palmisano: “Stunning Temper”, “Subtle Spirit”, “Serene Nature” e “Striking Mind”

AMBIENTE 2014 Francoforte CON 4.700 ESPOSITORI DA 81 PAESI E OLTRE 140.000 VISITATORI DA 143 PAESI DEL MONDO, LA FIERA AMBIENTE DI MESSE FRANKFURT CONTINUA LA SUA STORIA DI SUCCESSI INTERNAZIONALI TESTO ROSSELLA CRIPPA FOTO ARCHIVIO AMBIENTE MESSE FRANKFURT 70

tradizione di Ambiente, la promozione dei giovani talenti include eventi come “Talents”, “Next” e “Trendwatcher”, importanti occasioni di incontro per espositori e designer. Il progetto “Next” si rivolge invece alle giovani aziende già attive alla ricerca di un’affermazione più solida, a cui sono riservare le aree Loft (Hall 11.0), Young&Trendy (Hall 11.1) e Carat (Hall 9.3). Un formato già di grande successo è “Trendwatcher”, un programma in collaborazione con Ambiente e Fontys University of Applied Science, una delle poche università al mondo dove gli studenti possono seguire corsi di “trend watching”, trasformandosi per l’occasione in cercatori di tendenze sguinzagliati per i padiglioni della fiera, con un’area riservata nel foyer del padiglione 11.0 dove presentare i risultati della loro attività di ricerca. Infine, segnaliamo nel foyer del padiglione 4.2 l’area “Taste of Italy”, dove selezionate aziende italiane presentano le loro ultime collezioni di servizi e complementi per la tavola in vetro, porcellana e ceramica. www.ambiente.messefrankfurt.com

>Interior Lifestyle Tokyo 4-6 Giugno 2014 171

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>Interior Lifestyle Shanghai 18-20 Settembre 2014

OGGETTI DESIGN MAGAZINE BY SHOP FIERE INTERIOR LIFESTYLE TOKYO

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INDIRIZZI AZIENDE

INTERIOR LIFESTYLE TOKYO In queste pagine: organizzata da Mesago Messe Frankfurt Corp., si svolge ogni anno a Tokyo la prima settimana di giugno. Organizzata da Mesago Messe Frankfurt Corporation presso

Interior Lifestyle Tokyo INTERIOR LIFESTYLE TOKYO E INTERIOR LIFESTYLE LIVING: DUE EVENTI LEADER PER IL GIAPPONE, CHE NEL 2014 È IL PRIMO PAESE EXTRAEUROPEO PARTNER DI “AMBIENTE” A FRANCOFORTE TESTO OMBRETTA BERTINI FOTO ARCHIVIO INTERIOR LIFESTYLE TOKYO MESAGO MESSE FRANKFURT CORP.

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l 2013 ha segnato il grande successo di due importanti fiere, tenutesi entrambe presso il prestigioso quartiere fieristico Tokyo Big Sight: Interior Lifestyle Tokyo, dal 5 al 7 giugno 2013, e IFFT Interior Lifestyle Living, tenutasi dal 6 all’ 8 novembre 2013. E se la prima ha sbaragliato ogni record con 705 espositori (473 interni e 232 dall’estero) da 32 Paesi e 25.456 visitatori da tutto il mondo, anche la seconda ha segnato risultati

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estremamente positivi, con 329 espositori da 12 diversi Paesi, di cui 288 dal Giappone e 41 dall’estero per un totale di 19.268 visitatori. Protagonisti di IFFT Interior Lifestyle Living sono stati i migliori prodotti e le più prestigiose collezioni per l’interior design e la decorazione, l’arredo per ogni ambiente della casa, le carte da parati di ultima generazione, ma anche tappeti, parquet, cucine componibili, illuminazione e accessori. Le tendenze casa

sono state suddivise in quattro sezioni: “Movement”, che presenta i brand più accessibili del design per tutti giorni, “Accent”, con le novità che sanno osare, al di là dei generi e delle forme, “Kitchen Life”, che indaga l’universo cucina come il nuovo fulcro della casa contemporanea, e infine “Everyday”, per un nuovo lifesyle all’insegna della consapevolezza di un bello accessibile. Tra le ulteriori aree di interesse, “Japan Style”, che contestualizza lo stile

nipponico nel mondo contemporaneo, la sezione “Global”, che prende in considerazione le ultime realizzazioni di nazioni emergenti nel campo del design, quali Tailandia e Grecia, e le sezioni “Talents” e “Next”, delle quali la prima mette a confronto i più recenti prototipi dei giovani designers, mentre la seconda è concepita come una sorta di zona franca in cui designers e brand selezionati hanno l’opportunità di stabilire importanti contatti professionali. 173

ByShop

Sommario


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OGGETTI DESIGN MAGAZINE AZIENDE

ALESSI In queste pagine: a sinistra, alcuni degli iconici oggetti della selezione “Super & Popular”: oliera della serie “5070” di Ettore Sottsass (1978), grattugia gigante per formaggio e noce moscata “Todo” di Richard Sapper (2004), spremiagrumi in fusione di alluminio lucido “Juicy Salif” di Philippe Starck (1990), miniaspirapolvere a batterie ricaricabili in acciaio inossidabile di Stefano Giovannoni (2004), fruttiera “La stanza dello scirocco” di Mario Trimarchi (2009). A destra uno schizzo di Mario Trimarchi, art director di “Super & Popular”.

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on il 2014 Alessi presenta “Super & Popular”, una selezione di circa 70 oggetti che raccontano alcuni dei migliori progetti della storia di Alessi. Sotto l’art direction di Mario Trimarchi - insieme al suo studio Fragile - l’operazione pone al centro il prodotto prefiggendosi di far conoscere al pubblico questo patrimonio storico, insieme al “backstage” di ogni progetto. I protagonisti della collezione “Super & Popular” hanno attraversato i decenni con la più alta qualità di design e con ininterrotta popolarità. Dalla Caffettiera “9090” di Richard Sapper, compasso d’Oro nel 1979, al Cavatappi “Anna G.” di Alessandro Mendini (1994), dall’intramontabile Cestino a filo (1948) al Bollitore con fischietto a uccellino di Michael Graves (1985), dal vassoio “Girotondo” di King Kong (1989) allo spremiagrumi “Juicy Salif” di Philippe Starck (1990) al Bollitore elettrico “hot.it” di Wiel Arets (2009). Sulle nuove confezioni immagini ambientate collocano i prodotti nel loro contesto e citazioni da parte degli autori invitano ad approfondirne il contenuto attraverso il nuovo mini sito dedicato www.alessi.com/superandpopular, ricco di filmati, aneddoti e interviste. www.alessi.com

ALESSI Super&Popular SUPER&POPULAR È UNA SELEZIONE DI OGGETTI CHE HANNO ATTRAVERSATO I DECENNI CON ININTERROTTA POPOLARITÀ E LA PIÙ ALTA QUALITÀ DI DESIGN TESTO A CURA DI OMBRETTA BERTINI IMMAGINI ARCHIVIO ALESSI

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OGGETTI DESIGN MAGAZINE HOTEL DETAILS

HOTEL DETAILS CASTELLO DI MONTEGUFONI In queste pagine: sopra, mappamondi luminosi “Atmosphere”. A destra il Castello di Montegufoni a Montespertoli (Firenze), dove si è tenuto “Hotel Details”. Il Castello è illuminato da Griven, brand di illuminotecnica per eventi, spettacoli e dimore design. A lato, alcuni momenti dell’evento e dettagli della location. 166


Hotel Details Expo Show L’EVENTO CONTRACT ITINERANTE DEDICATO A HOSPITALITY E COMFORT BUSINESS TRA DESIGN, FASHION E FOOD & WINE. UN FORMAT INNOVATIVO PER UN’ESPERIENZA DIRETTA TESTO A CURA DI OMBRETTA BERTINI FOTO ARCHIVIO HOTEL DETAILS

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OGGETTI DESIGN MAGAZINE HOTEL DETAILS

Davide Medri

Tea Forte

RC scenografie

Cocomat

ARS Nova

Vibrazioni

Momento d’incontro tra i migliori hotel e resort della Toscana e rinomanate aziende living, Hotel Details è una riuscita sintesi tra esposizione contract d’eccellenza ed evento estetico-scenografico

H

a puntato l’obiettivo su un format innovativo il visual e interior designer Fabio Orsolini, ideatore e direttore artistico dell’evento expo “Home Details”, svoltosi lo scorso 26 ottobre presso il magnifico “Castello di Montegufoni” a Montespertoli, a 20 km da Firenze. Coadiuvato dalle agenzie Sixth Sense, G-Eventi di Marilena Ghizzi e il Gruppo Fo di Fabio Orsolini, questo primo incontro di “Home Details” è stata una vera anteprima per un progetto in cantiere dal 2010, che ha trovato la sua 168

consacrazione con la partecipazione di aziende di alta gamma nel settore living, design e contract, che hanno visto concretizzarsi i proprio valori aziendali in un evento speciale, realizzato con partner di prestigio. Dalla comunicazione mirata a un’esposizione prodotto dal gusto cinematografico, Orsolini ha curato l’immagine delle aziende protagoniste della manifestazione riuscendo al contempo a realizzare un’ambientazione suggestiva dall’impeccabile regia per un’“expo show” che si è trasformata in un evento che non mancherà di ripetersi.


Sia

HOTEL DETAILS

Adriana Lohman

In queste pagine: a sinistra in alto, di “Davide Medri”, catena luminosa in mosaico specchiato e proposte packaging “Tea Forté”. Al centro, di “RC Scenografie”, pannello “Nave con la neve” e ambiente-notte in materiali naturali di “Cocomat”. In basso, parete vegetale stabilizzata di “ARS Nova” e sedute “Vibrazioni Art Design”. In questa pagina, in alto, vasi della collezione SIA Home e, qui a lato, lampadari della lighting designer “Adriana Lohman”. I brand che hanno partecipato al primo evento “Hotel Details”: SIA Home Fashion, Cocomat, Adriana Lohman, 13Ricrea, I Taglietti, Griven, Vibrazioni Art Design, Daniela Di Padova, Davide Medri, RC Scenografie, Sotow, ARS Nova, Atmosphere, Enrico Giacetti, DomoZero, Fogazza, Primaspremitura, Grigolite, Tea Forté, Contrabbando Unchained, e il Gruppo Johnsons che ha presentato l’innovativo servizio di edicola digitale “Media Box”.

In occasione di Hotel Details gli interni del castello di Montegufoni sono stati allestiti e reinterpretati all’insegna della contaminazione stilistica tra industrial design, Art Déco e natural style Toccherà, infatti, più regioni d’Italia, arricchendosi via via di contenuti diversi, mantenendo come obiettivo la presentazione di prodotti e servizi di eccellenza dedicati all’hospitality, con particolare attenzione ai consumatori e agli ospiti internazionali per un’esperienza sempre diversa Una raffinata opera di sensibilizzazione del settore, destinato a migliorare e diversificare la propria immagine attraverso scelte sempre più consapevoli in fatto di comfort ed esclusività. L’esposizione, già nel corso del suo

primo appuntamento, ha raccolto notevoli consensi dalla critica giornalistica, dalle strutture di hotels e dai buyers. Nel corso dell’evento il Gruppo Johnsons ha presentato l’innovativo servizio di edicola digitale “Media Box”, che ha fatto subito parlare di sé. Facilmente installabile presso hotels e resorts, è una piattaforma web che permette agli ospiti di scaricare, tramite la rete Wi-Fi delle strutture, quotidiani e riviste da tutto il mondo direttamente sui dispositivi portatili (tablets, smartphones ecc). www.hoteldetails.it www.johnsonsholding.it 169


OGGETTI DESIGN MAGAZINE BY SHOP FIERE MESSE FRANKFURT AMBIENTE

AMBIENTE 2014 Francoforte CON 4.700 ESPOSITORI DA 81 PAESI E OLTRE 140.000 VISITATORI DA 143 PAESI DEL MONDO, LA FIERA AMBIENTE DI MESSE FRANKFURT CONTINUA LA SUA STORIA DI SUCCESSI INTERNAZIONALI TESTO ROSSELLA CRIPPA FOTO ARCHIVIO AMBIENTE MESSE FRANKFURT 170


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n programma dal 7 all’11 febbraio 2014 alla Fiera di Francoforte, “Ambiente” è la fiera leader internazionale nel comparto dei beni di consumo, la più importante piattaforma per il business ad alto volume al di fuori della Cina. Una manifestazione che ospiterà circa 4.700 espositori, con le migliori novità per la tavola, la cucina, la casa, l’interior design e i complementi d’arredo, i regali e le decorazioni. Prevista nel foyer del padiglione 4.0, la mostra “Solutions” curata dal designer londinese Sebastian Bergne ha selezionato 23 prodotti che si sono distinti per la qualità della prestazione e l’originalità dell’idea, con focus sul segmento casa, cucina e tavola. Un riconoscimento alle innovazioni funzionali, che quest’anno ha premiato soprattutto i prodotti dedicati alla conservazione e al trasporto degli alimenti, segnale di una tendenza sociale verso una sempre maggiore mobilità. Circa il design della mostra speciale, spiega Bergne: “Con l’obiettivo di valorizzare le novità presentate, abbiamo previsto un ambiente espositivo estremamente lineare, dove la funzione di ogni prodotto è illustrata da un breve video clip. Inoltre, i visitatori hanno la possibilità di ritirare e provare personalmente le soluzioni esposte: un’opportunità particolarmente apprezzata in questi ultimi due anni”. Indispensabile fonte di informazione per le attività commerciali orientate al futuro, Ambiente comprende un ricco calendario di eventi collaterali, a cominciare da quelli proposti nella Galleria 1, primo porto di scalo per i visitatori in cerca di tendenze e ispirazione. Trend Show di Ambiente presenta le più importanti tendenze per la tavola, la cucina, l’arredo e il tessile, il comparto regali, risultato delle ricerche dell’ufficio stile bora.herke. palmisano, che per il 2014 ha individuato le quattro tendenze: “Stunning Temper”, “Subtle Spirit”, “Serene Nature” e “Striking Mind”, protagoniste di una mostra supportata da visite guidate giornaliere e un programma di conferenze dedicate. Sempre nella Galleria 1, anche l’assegnazione del “Design Plus Award”, uno dei più importanti riconoscimenti assegnati ai prodotti di design che si sono distinti per l’eccellenza estetica e funzionale, e quella del “German Design Award”, il premio internazionale del Design Council tedesco, attribuito ai migliori progetti nel campo del product and communication design. Ormai una lunga e apprezzata

In Galleria sono in mostra gli oggetti scelti da “Design Plus” e le tendenze 2014 individuate dall’ufficio stile bora.herke.palmisano: “Stunning Temper”, “Subtle Spirit”, “Serene Nature” e “Striking Mind” tradizione di Ambiente, la promozione dei giovani talenti include eventi come “Talents”, “Next” e “Trendwatcher”, importanti occasioni di incontro per espositori e designer. Il progetto “Next” si rivolge invece alle giovani aziende già attive alla ricerca di un’affermazione più solida, a cui sono riservare le aree Loft (Hall 11.0), Young&Trendy (Hall 11.1) e Carat (Hall 9.3). Un formato già di grande successo è “Trendwatcher”, un programma in collaborazione con Ambiente e Fontys University of Applied Science, una delle poche università al mondo dove gli studenti possono seguire corsi di “trend watching”, trasformandosi per l’occasione in cercatori di tendenze sguinzagliati per i padiglioni della fiera, con un’area riservata nel foyer del padiglione 11.0 dove presentare i risultati della loro attività di ricerca. Infine, segnaliamo nel foyer del padiglione 4.2 l’area “Taste of Italy”, dove selezionate aziende italiane presentano le loro ultime collezioni di servizi e complementi per la tavola in vetro, porcellana e ceramica. www.ambiente.messefrankfurt.com 171


OGGETTI DESIGN MAGAZINE BY SHOP FIERE INTERIOR LIFESTYLE TOKYO

INTERIOR LIFESTYLE TOKYO 4 - 6 GIUGNO 2014 In queste pagine: organizzata da Mesago Messe Frankfurt Corp., si svolge ogni anno a Tokyo la prima settimana di giugno presso la sede fieristica “Tokyo Big Sight” nel quartiere Ariake.

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l 2013 ha segnato il grande successo di due importanti fiere, tenutesi entrambe presso il prestigioso quartiere fieristico Tokyo Big Sight: Interior Lifestyle Tokyo, dal 5 al 7 giugno 2013, e IFFT Interior Lifestyle Living, tenutasi dal 6 all’ 8 novembre 2013. E se la prima ha sbaragliato ogni record con 705 espositori (473 interni e 232 dall’estero) da 32 Paesi e 25.456 visitatori da tutto il mondo, anche la seconda ha segnato risultati

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estremamente positivi, con 329 espositori da 12 diversi Paesi, di cui 288 dal Giappone e 41 dall’estero per un totale di 19.268 visitatori. Protagonisti di IFFT Interior Lifestyle Living sono stati i migliori prodotti e le più prestigiose collezioni per l’interior design e la decorazione, l’arredo per ogni ambiente della casa, le carte da parati di ultima generazione, ma anche tappeti, parquet, cucine componibili, illuminazione e accessori. Le tendenze casa


Interior Lifestyle Tokyo INTERIOR LIFESTYLE TOKYO E INTERIOR LIFESTYLE LIVING: DUE EVENTI LEADER PER IL GIAPPONE, CHE NEL 2014 È IL PRIMO PAESE EXTRAEUROPEO PARTNER DI “AMBIENTE” A FRANCOFORTE TESTO OMBRETTA BERTINI FOTO ARCHIVIO INTERIOR LIFESTYLE TOKYO MESAGO MESSE FRANKFURT CORP.

sono state suddivise in quattro sezioni: “Movement”, che presenta i brand più accessibili del design per tutti giorni, “Accent”, con le novità che sanno osare, al di là dei generi e delle forme, “Kitchen Life”, che indaga l’universo cucina come il nuovo fulcro della casa contemporanea, e infine “Everyday”, per un nuovo lifesyle all’insegna della consapevolezza di un bello accessibile. Tra le ulteriori aree di interesse, “Japan Style”, che contestualizza lo stile

nipponico nel mondo contemporaneo, la sezione “Global”, che prende in considerazione le ultime realizzazioni di nazioni emergenti nel campo del design, quali Thailandia e Grecia, e le sezioni “Talents” e “Next”, delle quali la prima mette a confronto i più recenti prototipi dei giovani designers, mentre la seconda è concepita come una sorta di zona franca in cui designers e brand selezionati hanno l’opportunità di stabilire importanti contatti professionali. 173


OGGETTI DESIGN MAGAZINE BY SHOP FIERE MESAGO MESSE FRANKFURT

MESAGO MESSE FRANKFURT “INTERIOR LIFESTYLE TOKYO “IFFT / INTERIOR LIFESTYLE LIVING” Nel 2014 il Giappone è a Francoforte come Paese partner di Ambiente, il primo Paese extraeuropeo a essere stato scelto per questo ruolo in seguito alla mostra “Japan Style” presentata a International Lifestyle Tokyo nel 2013. Come ha dichiarato Detlef Braun, membro del CDA di Messe Frankfurt, “il Giappone è una potente nazione esportatrice, dalla cultura unica e poliedrica. Non vediamo l’ora di presentare il nostro programma congiunto ai visitatori di Ambiente 2014 per dare vita a un frammento di Giappone qui a Francoforte”. Le aziende italiane interessate a partecipare alle prossime edizioni di “Interior Lifestyle Tokyo” (4/6 Giugno 2014) e di “IFFT Interior Lifestyle Living” (26/28 Novembre 2014) si possono mettere in contatto con Messe Frankfurt Italia di Milano .messefrankfurtitalia.it

Con 329 espositori, di cui 288 dal Giappone e 41 dal resto del mondo, “IFFT Interior Lifestyle Living” 2013 si è confermata un appuntamento irrinunciabile per l’intero Estremo Oriente per cultura e design Entrambe le manifestazioni fieristiche rappresentano due fra gli eventi più rilevanti e prestigiosi nel settore design e lifestyle in Estremo Oriente e contano sulla rigorosa organizzazione di Messe Frankfurt, la Fiera di Franconforte responsabile della fiera Ambiente che costituisce, a sua volta, il top in fatto di interior design, complementi di arredo, tableware e regalo. Con ottocento anni di storia e professionalità, Messe Frankfurt è oggi il più importante ente fieristico tedesco con un fatturato di oltre 543 milioni di Euro. Grazie a una rete mondiale composta da 28 società affiliate e 50 sales partner, il gruppo è presente in tutti i mercati più rappresentativi e copre diverse filiere produttive, con un portfolio di oltre 114 fiere. Nel 2013 International Lifestyle Tokyo, il cui enorme successo ha saputo valorizzare la tradizione nipponica e la sua capacità di ricrearsi attraverso il design contemporaneo, ha segnato una pietra miliare in particolare con la mostra “Japan Style”, che ha ottenuto il 174

maggiore riscontro di successo da parte dei visitatori e che il Giappone porta a Francoforte, ad Ambiente 2014, in qualità di Paese partner. Durante l’appuntamento di giugno di Interior Lifestyle Tokyo l’esposizione “Japan Style” ha avuto per tema la tradizionale festa giapponese dell’Ennichi, con la presentazione di oggetti che rappresentano il connubio eccellente tra abilità artigianali nipponiche e il moderno lifestyle. Attraverso “Japan Style” nel 2014 il Giappone si afferma come Paese partner nell’ambito della fiera Ambiente: la produzione nipponica di arredo e design, sia storica sia contemporanea, potrà così essere esplorata da un pubblico europeo e internazionale sempre più attento e curioso nei confronti della raffinata cultura giapponese, che trova proprio nel design un’espressione molto vicina al proprio spirito più autentico, che sa essere al tempo stesso antico e contemporaneo. www.interior-lifestyle.com www.messefrankfurtitalia.it.


Interior Lifestyle China NUMERI POSITIVI E SUCCESSO DI PUBBLICO PER LA FIERA ORGANIZZATA DA MESSE FRANKFURT NEL NUOVO POLO FIERISTICO “SHANGHAI NEW INTERNATIONAL EXPO CENTRE”, DISTRETTO DI PUDONG TESTO A CURA DI OMBRETTA BERTINI FOTO ARCHIVIO MESSE FRANKFURT SHANGHAI INTERIOR LIFESTYLE CHINA

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al 25 al 27 settembre 2013 si è tenuta a Shanghai, presso il Shanghai New International Expo Centre (SNIEC), l’ultima edizione di Interior Lifestyle China. La fiera, che si avvale dell’organizzazione di Messe Fankfurt Shanghai Co Ltd., rappresenta l’evento fieristico più importante in Cina per il settore arredamento per la casa e costituisce un punto di riferimento per gli importatori e operatori locali della fascia medio-alta e per distributori e rappresentanti della GDO. Su una superficie complessiva di 24.600 un totale di 17.015 visitatori da 37 Paesi ha preso visione dei prodotti e dei brand di 282 espositori, che contano quest’anno i nuovi padiglioni di India e Stati Uniti, mentre sono state confermate le presenze di Francia, Germania e della regione di Taiwan. “La nuova location ha giocato un ruolo fondamentale nell’attrarre un maggior numero di visitatori ed espositori” ha dichiarato Wendy Wen, Senior General Manager per Messe Frankfurt (HK) Ltd. “Un luogo ideale per la progressiva espansione di Interior Lifestyle China, che vede una crescita esponenziale di aziende locali e internazionali che ambiscono a entrare nel

mercato cinese.” Ancora una volta sono stati protagonisti prodotti di alta gamma da tutto il mondo, suddivisi nelle tre aree tematiche “Dining” (articoli in vetro, porcellana, ceramica, posateria, utensili per la cucina e altri prodotti per la tavola apparecchiata), “Giving” (idee regalo tra artigianato artistico, candele, fragranze per ambienti, gioielleria, articoli per la scrittura e accessori) e “Living” (complementi d’arredo, illuminazione, prodotti di design, quadri, cornici e tessile per la casa). La fiera ha presentato un ricco programma di eventi collaterali quali “On Design Forum”, “Store of Happiness” (che riflette il tema della fiera nel 2013, “Gift to Life”), “Ambiente Trends” e “32 Talents”. Quest’anno è stato inoltre presentato il “Progetto Italian Lifestyle-Home & Design”: un’area di prestigio dove il Made in Italy ha trovato rilievo all’interno della manifestazione. Il prossimo appuntamento con Interior Lifestyle China sarà dal 18 al 20 settembre 2014. Le aziende italiane interessate a partecipare alla fiera possono mettersi in contatto con Messe Frankfurt Italia di Milano. www.interior-lifestyle.com www.messefrankfurtitalia.it 175


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