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INDICE 03

INDICE

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EDITORIALE

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COLOPHON ICE SCULPTURES NUOVA CONSAPEVOL

EZZA

BEAUTIFUL CONSPI

RACY

LE DUE FACCIE DI UN PARADISO ANIMAL HEART A TAVOLA CON VANE SSA ANDRIEUX CHI É CAJA KOOPMA N? TALKING WITH CAJA SCHÖPF CHECK OUT: GIRLS VIDEOPART SHOP REWIEV: 100ONE-FAMILY DISORIENTED GIRL S

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Editoriale

Disorientamento, smarrimento, turbamento. Sinonimi che descrivono lo stato dell‘umanità. Un blackout generale in cui ognuno cerca la propria strada, una propria dimensione. Per me, un progetto in cui riconoscersi. Disoriented è una donna curiosa, con delle passioni forti che spesso la sopraffanno. Le stesse la portano al dolore fisico, e allo sconforto. Le stesse poi le ridonano il sorriso. Questo magazine è dedicato a tutte voi, che come me, vorreste veder crescere questa scena per arrivare al livello degli altri paesi intorno a noi. Ma come la sottoscritta non volete leggere solo di questo, perchè il vostro spirito è sempre alla ricerca di nuovi stimoli. Eleonora

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COLOPHON Direttore Responsabile Marco Sampaoli marco@snowpark.it Direttore Editoriale Eleonora Raggi eleonora@disoriented.it Graphics Liane Stadler info@linienwerk.com Hanno collaborato Eleonora Raggi, Giorgia Zamboni, Ilenia Cavallini, Spacejunk Fotografi Eleonora Raggi, Richard Walch Vanella Andrieux, Lozza, Spacejunk Traduzioni a cura di Angela Salvaterra angela.salvaterra@yahoo.it Direttore Pubblicità Marco Sampaoli marco@snowpark.it 0039 . 340 . 3285569 disoriented è edito dalla Johnson Web srl, Via Valparaiso 4, Milano

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Foto: Lozza for O‘Neill

ICE

SCULPTURES text: Eleonora Raggi | pics: Lozza, O‘Neill

Scegliere di cambiare le modalità con cui giocare insieme alla natura. Portare dei top rider e freeskier nel cuore della Svizzera, per l‘esattezza a Davos, aggiungere un concept e un fotografo creativo per realizzare qualcosa di tremendamente sublime!

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Foto: O‘Neill Foto: O‘Neill

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Non si tratta del classico shooting, niente kicker squadrato, ma tre giorni di lavoro con cinque scultori professionisti e tanta neve nei giorni successivi per creare due opere che avrebbero fatto da cornice alle action dei rider. Da una parte le sembianze di Gian Simmen e dall‘altra un‘ allucianzione composta da lettere in 3D resa ancora più suggestiva dalle luci che Lozza ha previsualizzato. A questo punto il sole tramonta e il gioco può cominciare con Virginie Faivre, Jean Jacques Roux, Steve Krijbolder, Erik Haugo, e Nadja Purtschert che per un‘intera nottata hanno spinto il loro riding nel cuore della Svizzera. Se questo articolo vi avesse incuriosito potete vedere il video della session clikkando su www.oneill.com

Un‘atleta di origini Svizzere che durante le ultime stagioni ha portato alta la bandiera del progresso nel freeski femminile. Candide Thovex è il suo mito personale, i contest la spingono a oltre i limiti e il backcountry è il suo habitat. Ha passato le ultime stagioni filmando per Snowhite, progetto video dedicato al mondo femminile in cui si riconosce e che sostiene.

Ma chi è la skier nella foto d‘apertura? Virginie Faivre un‘atleta di origini Svizzere che durante le ultime stagioni ha portato alta la bandiera del progresso nel freeski femminile. Candide Thovex è il suo mito personale, i contest la spingono a oltre i limiti e il backcountry è il suo habitat. Ha passato le ultime stagioni filmando per Snowhite, progetto video dedicato al mondo femminile in cui si riconosce e che sostiene.


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Foto: Eleonora Raggi


Una nuova consapevolezza sta nascendo... text: Giorgia Zamboni

C‘è una nuova coscienza che sta nascendo.

per indossare quelli della spietata manager che

Nasce dal cervello umano, ci impone delle

piscia in piedi come un uomo, oppure la fem-

domande, ci induce al bisogno di risposte.

mina in tutti i sensi e a tutti i costi, capace di

Qualcosa nell‘aria. Un cambiamento, lento e

assumersi le responsabilità della sua femmini-

sottile, che dà origine a un nuovo modo di

lità e accettarne le conseguenze, tutte. Ma la

pensare, di veder le cose. Una nuova cosci-

donna non è questo. O meglio è anche questo,

enza femminile. La donna prima dell‘uomo ha

ma molto altro. Non neghiamoci la possibilità

imparato ad adattarsi ai cambiamenti, al punto

di essere ciò che siamo, bambine, ragazze,

che ne è diventata artefice. Oltre al coraggio

donne. Diverse dai bambini-ragazzi-uomini con

di affrontare il naturale evolversi delle cose,

cui condividiamo la vita. Diverse da loro, non

il genere femminile ha dalla sua un potere più

migliori, né peggiori. Ma in grado come loro

grande. La femminilità. Che non è solo seduzi-

di pensare alla grande, scalare le montagne, su-

one, come vogliono farci credere da secoli, ma

perare i confini. E complici. Senza chiuderci in

è qualcosa di più profondo. Un senso innato,

stereotipi che non ci appartengono oggi come

composto semi-chimico di sensibilità, intuizi-

forse non ci sono appartenuti mai. Perché sia-

one, empatia. Ci hanno fatto credere per anni

mo liberi di pensare, agire, rischiare ed essere.

che se volevamo arrivare da qualche parte, nel

Una nuova consapevolezza sta nascendo, nelle

lavoro soprattutto, avremmo dovuto scegliere

donne, come negli uomini. Quella di non essere

tra due identità. La donna in carriera, pronta

più disposti a farci rinchiudere nelle gabbie di

a dismettere i panni della dolce mogliettina

genere. In nessuna gabbia.

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A BEAUTIFUL CONSPIRACY text & photography: Eleonora Raggi

Chi c‘è dietro le quinte? Un mondo a cui non si pensa spesso e di cui non si parla mai. Le donne che lavorano nel settore sono moltissime, più di quante ci si possa immaginare, è per questo che Disoriented ha deciso di cominciare questo progetto che sarà una rubrica fissa.

Rachele Cantenne Presentati Mi occupo di comunicazione e PR e lo faccio da un paio d‘anni. Ultimo viaggio? Madrid, gennaio scorso, ma ti dico anche il prossimo: NEW YORK! Di cosa non potresti mai fare a meno? Materialmente non c‘è cosa di cui non possa farne a meno, se entriamo in sfere più sensibili credo che non si possa rinunciare alla propria libertà mentale ed intellettuale. Cosa farai stasera? Prima vado al Teatro degli Arcimboldi a vedere la Notte dei Pubblivori, poi raggiungo alcuni amici in un locale di Milano. Cosa indossavi nella foto che ti ho scattato? T-shirt Vans Torn Up, pantalone Vans Ultra Skinny Bright rosso in velluto, perizona e reggiseno La Perla, calzini Vans e le insostituibili Vans Authentic Lo Pro black/black

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Elena De Liberato Presentati Mi occupo di PR e ufficio stampa, faccio questo lavoro da un paio d‘anni. Ultimo viaggio? Londra Di cosa non potresti mai fare a meno? Degli amici. Cosa farai stasera? Vedrò un film e collasserò. Cosa indossavi nella foto che ti ho scattato? Sneakers gravis, pantaloni e maglia H&M, gilet zara (credo), collosciarpa gigante dimensione danza.

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Sara Croce Presentati Sono responsabile dell‘Ufficio Stampa di Spiagames, di conseguenza collaboro con Salomon e seguo il Team Snowboard e Freeski. Mi occupo anche di tutti gli eventi di cui la nostra agenzia gestisce l‘organizzazione... Freeski e Snowboard contest, photoshooting, fiere, raid... Faccio questo lavoro da più di 4 anni... ho iniziato con uno stage in Spiagames appena laureata e poi non mi sono più fermata!

Ultimo viaggio? Brasile, zaino in spalla con una mia amica... un‘avventura indimenticabile! Di cosa non potresti mai fare a meno? Della montagna e della neve. Cosa farai stasera? Una bella cena nella mia nuova „Villa“ con i miei coinquilini ed amici. Cosa indossavi nella foto che ti ho scattato? Pantaloni e style by LECHE. I love Leche!!!!!!

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Jessica vasile Presentati Mi occupo della vendita e dell‘organizzazione dei marchi all‘interno dello showroom. Faccio questo lavoro da 4 anni. Ultimo viaggio? Berlino! Di cosa non potresti mai fare a meno? Nulla in particolare... (risata) Cosa farai stasera? Non so ancora. Cosa indossavi nella foto che ti ho scattato? Ovviamente total look DC.

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Bluedistribution Credo che quest‘azienda conti la più alta percentuale di personale femminile, una volta entrati nella loro sede di Bussolengo è impossibile non notarlo! Per Disoriented hanno posato da destra: Roberta Fino dell‘amministrazione, Alina Rotaru adetta al magazzino, Marisa Cottini e Patrizia Pedretti dell‘amministrazione, Valentina Da Col addetta alle vendite, Roxana Dan addetta al magazzino, Sara Pastorello del marketing, Elisabetta Tibaldi e Alessandra Adami delle vendite, Claudia Martini degli acquisti, Valentina Crivellaro e Daniela Mastrorilli addette alla logistica.

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E C C A F E U D LE O S I D A R A P DI UN

non sorgono ima spiaggia dove ss hi ng lu a un de inuscosi sten ata a causa delle m m A nord di Malindi ia ch sì co , ta ra spiaggia do case né hotel. E’ la osa. che la rendono fam le pagliuzze dorate ni

bo text: Giorgia Zam

i nassa civiltà che dà lla civiltà. Quella ste de del e far ro ler ve vo si fregiano di que ci è passato, un tali a persone che e. Definito, da chiun ion a az ny up Ke cc in l’o ale ed esempio segreto, Che Sh bene incentivando che paradiso tenuto al an ti o ga nt ve pie di im no rni so nioti dia di 300 gio Tra tanti lavori i ke garantisce una me i, fatti condizioni per fare i gioielli...bellissim e de tim ne ot zio do ora ren lav off lla ne re al all’anno, ter è e un go luo se che solo alc cora più magico il con le pietre prezio nque kite. A rendere an (ci a e oc oie ’ep stu All di colo paradiso in grado di dare. no so o nd mo gli “Che Shale”, un pic de a strute lo stipendio medio cco intrecciata, un anni fa) ricordo ch tetti di palma di co si riduceva gaun rno bo gio oi al su i oro n co lav di lvaggia, africani per 8 ore tura elegante e se fronte ne visto il ri giornalieri. Un be ente sulla sabbia di lla am do ett i ch dir po sti a po low n. pochi euro sti li Ju so da in cui già ro kite gestito loro tenore di vita, all’oceano lì il cent li ibi red e, ancora più o inc an ot idi sp ot re qu il Kenya off cono un pasto tis ran ga frutta Ma se da un lato e, e kit legale. Ma quanto surf, surf da onda portante, un’attività im ce dove praticare wind rti ve al rtà ve sta locale a chi luce la profonda po quest’occupazione ie dall’altro mette in nil e mo ch i e es me pa co o di uno splendid ide? Se i preziosi, am pir lla de al ti della popolazione strizza to, sono destina re i suoi bambini e getti di arredamen og gli zi non riesce a sfama go ne un i sono venduti ne nco. Nonostante sia mercato europeo e l’occhio all’uomo bia la: in oi Masai e su i n co , domanda è una so no la , nia ke ldi a molti più so popolo fiero quello lle me da co re ne ssa mu pa im ò è idente pu a tempo, non quale misura l’Occ la sua savana senz sura mi ale qu in te en iltà. fattore e diversam ne be tentazioni della civ gli kenioti. Producono sfruttatore? Gente ingegnosa i che ciò o nd za iliz ut i rat pa dis più tti ge og n vecchi batte costruite co trovano. Come le cia piaghe lle da ssi me che sotto pneumatici. Ma an

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photograhpy by Eleonora Raggi

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Guendalina si guarda intorno, vicino a lei VANS bag, ETNIES footwear e IUTER beanie.

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Bunny ci osserva dal VANS Beanie.

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Geltrude indossa le nuove ROXY JBL Headphones.

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Geltrude si interroga. Alla sua destra RIP CURL Scarf e BILLABONG Footwear.

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John John si interroga mentre tasta le cinture Roxy e Iuter Crew.

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Spot osserva la composizione total look ETNIES.

Pink e Spunk flirtano coccolati dagli ELM Company e BILLABONG beanies.

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Berto.

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Roxy Supreme Watch.

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Kira ama il fuxia! DC shoes, SKULLCANDY Lowrider Headphones, DC cap ed ELEMENT scarf.

Black riflette! VANS cap e footwear, LOWLIFE belt.

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Popcorn dall‘alto di un DC boot è pronto all‘attacco.

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Popcorn ancora in posizione d‘attacco sopra il VANS Pow boot.

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Mimmo ha scelto uno stile ricercato, tutto by DC.

Picci annusa l‘aria. BILLABONG scarf, VANS headwear.

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g VANESSA ANDRIEUX A Tavola con

itw: Eleonora Raggi | pics: Vanessa Andrieux

Quando è nato l’amore per la fotografia? Credo sia successo pian piano, più fotografavo più mi piaceva. Come è iniziata la tua carriera nella fotografia? Quando ho finito la scuola non sapevo se volevo ancora studiare e men che meno cosa fare nella vita, l’unica certezza era che non volevo lavorare in un ufficio e che ero innamorata dello snowboard. Il mio migliore amico mi ha suggerito di trasferirmi nelle Alpi e iniziare con un web magazine di snowboard, io mi sarei dovuta occupare delle foto, ed è così che ho iniziato. Dopo qualche anno di gavetta come fotografa in questo settore riesci a conoscere molte persone del campo, dopo il primo periodo abbiamo smesso con il webmagazine per proseguire da sola sulla mia strada.

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Dove è stata pubblicata la tua primissima foto? Credo che le mie prime foto di snowboard siano uscite su una rivista francese che ora non esiste più, si chiamava “Windsurf Neige”. Come hai iniziato a guadagnare soldi con il tuo lavoro? Sono arrivati con gli anni... Come mai hai iniziato con le foto action? Perchè mi piaceva snowboardare e volevo andarci tutti i giorni. Hai mai avuto difficoltà lavorative nel mondo dello snowboard? Non è certo facile crearsi il proprio posto, ci sono molti fotografi e non molti soldi, devi sempre combattere per dimostrare che ti meriti di essere dove sei.


g


Vanessa Andrieux

„I like snowboarding and i wanted to ride everyday.“ Vanessa Andrieux

Vorresti ringraziare lo snowboard per qualcosa? Sì certo, per darmi una vita così bella! Qual è il tuo ricordo più bello legato alla tua professione? Tutti i miei viaggi sono dei bei ricordi, come anche tutti quei giorni in cui c’è una neve perfetta. Il posto più bello in cui il tuo lavoro ti ha portato? Sono appena tornata dalla Nuova Zelanda che è davvero fantastica e poi ho fatto un pò di

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vacanza nelle Fiji, dove ho anche fatto uno shooting per un catalogo estivo, un posto davvero meraviglioso. Un altro paese che mi è proprio piaciuto è stato l’Argentina, è un bel posto e c’è una bella atmosfera. Il peggiore, invece? Sono stata in un resort che era un edificio enorme, tutto era all’interno. La gente ci andava in vacanza ma non usciva mai se non per andare a sciare, non lo capisco, se vai in montagna perchè mai vuoi stare dentro tutto il tempo?


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Vanessa Andrieux

„Take the time to look around you and enjoy what you see.“ Vanessa Andrieux

Hai mai odiato qualcosa? Odio un sacco di cose... odio le persone che non rispettano gli altri, l’inquinamento, la guerra, il fatto che la gente muoia di fame, odio l’ingiustizia e le cose che la gente arriva a fare per i soldi. Nello snowboard odio dover andare con uno zaino enorme quando c’è un sacco di neve, odio gli inverni secchi, e la gente che si lamenta sempre quando invece ha tutto quello che vuole. Hai visto qualche bel film o videopart al femminile? Non ne ho visto nessuno di quest’anno ma ricordo che mi è piaciuto “Roshambo” e “Runway la la land”.

Ci dai i nomi dei rider più influenti del momento? Ragazze: Anne-Flore Marxer, Victoria Jalous, Nicola Thost, Annie Boulanger, Marie-France Roy e Janna Meyen. Ragazzi: ce ne sono così tanti di bravi al momento, che è difficile sceglierne solo pochi.

Hai mai pensato di fare un lavoro più... tradizionale? Bè sì, quando arriverà il momento per il cambiamento e verrà il giorno in cui smetterò di essere sempre “on the road”. Lascio che sia il destino a indicarmi la strada. Un progetto a cui stai lavorando? Per l’inizio della stagione andrò a Saas-Fee, les Diablerets e poi Austria credo. Per il resto aspetteremo la neve e vedremo dove andare. Come vedi lo snowboard femminile? Lo snowboard femminile è cresciuto molto negli ultimi anni, ci sono delle riders veramente valide, anche il livello nei contest si è alzato velocemente. La cosa più difficile dell’essere una donna in questo campo è che noi dobbiamo dimostrare chi siamo 10 volte più di quanto fanno gli uomini per essere rispettate da loro, ma è una bella sfida. Un pensiero libero... Prenditi il tempo per guardare ciò che ti circonda e goditi la vista. Chi vuoi ringraziare? La mia famiglia e mia mamma che mi hanno sempre appoggiato, tutti i miei amici, mio figlio, e tutte le riviste e i marchi che hanno pubblicato i miei lavori.

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„Take the time to look around you and enjoy what you see.“ Vanessa Andrieux

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Caja Koopman Chi é

text & pics Spacejunk | intro: Eleonora | trad: Angela

Caia è rappresentata da Spacejunk, una galleria nata in Francia nel 2003 per promuovere l‘espressione artistica che pone radici nei boardsport. Dagli albori del progetto ad oggi il suo curatore e ideatore, Jerome Catz, è riuscito a consolidare questa struttura e a renderla un punto di riferimento nell‘arte contemporanea. Caia è sicuramente una delle personalità di spicco che potrete incontrare navigando sul sito della galleria. Una mancata prof di matematica che ha votato la sua vita all‘arte, nel suo lavoro le rappresentazioni oniriche si intrecciano con esperienze di vita vissuta. Le abbiamo fatto qualche domanda per entrare più in sintonia con il suo meraviglioso lavoro! Come ti sei avvicinata all’arte? La mia bisnonna era un’artista bravissima, disegnava con me, ho sempre amato disegnare. Al college, lo UCSC, avevo in mente di specializzarmi in matematica ma le lezioni

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di arte mi piacevano talmente tanto che ho deciso di specializzarmi in belle arti. Mi sono laureata con il grande sogno di diventare una rider professionista, ma ho scoperto di essere molto più portata per creare grafiche sulle tavole dei pro. E’ così che ho cominciato la mia carriera da artista, facevo dipinti che diventavano le grafiche per le tavole da snowboard e creavo anche grafiche per T-shirt, soprattutto per marchi di snow o skate, mentre passavo comunque la maggior parte del mio tempo libero a snowboardare o skateare. C‘è qualcuno da cui hai preso ispirazione nel corso della tua carriera? Da piccola i miei genitori mi trascinavano a qualunque museo possibile e così tanti artisti mi hanno ispirato durante il mio percorso, è difficile nominarne solo alcuni. Ma ci sono dei preferiti, tra cui Frida Kahlo, Mark Ryden, Joe Sorren e recentemente Blaine Fontana. I lavori


Foto: spacejunk.tv

di Frida Kahlo mi hanno ispirata a raccontare delle storie in ciò che dipingo, e mi ha anche spinta a includere più elementi personali. Ed erano già anni che scarabocchiavo strane piccole ragazze con delle grandi teste quando ho visto per la prima volta le opere di Mark Ryden. Le sue strane piccole ragazze con le teste enormi hanno come ‘avvalorato’ questi miei soggetti e mi hanno motivata a imparare davvero a dipingere. E grazie a Joe Sorren sono riuscita ad varcare i confini della mia creatività e ‘sciogliermi’ artisticamente, mi ha anche ispi-

rato a dipingere a strati. Recentemente, Blaine Fontana è stato per me un’ispirazione, le sue opere mi motivano a proseguire il mio lavoro e pensare in grande, oltre la tela. Che cosa ti danno i boardsport, in termini di influenze artistiche/culturali? Ero ispirata dalla libertà, dalla creatività e dall’originalità delle grafiche di skate e poi adoravo andare con lo skate, così ne sono stata risucchiata. Occuparmi di skate graphic mi era sembrato il lavoro dei miei sogni a quei tempi.

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Catharsis

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Creare degli artwork per skate e snowboard graphic era un buon modo per far conoscere il mio lavoro. Come succedeva secoli fa nelle rappresentazioni Sacre, ai tuoi personaggi aggiungi degli attributi (come il buco della serratura, uccelli, animali, le radici o la pianta, maschere messicane...), potresti elencarli e spiegare cosa simboleggiano per te? I miei personaggi simboleggiano spesso l’umanità in generale e mi piace rappresentare la relazione tra gli umani e gli altri abitanti di questo pianeta. Ci sono dei simboli ricorrenti che mi aiutano a raccontare storie, come per esempio il teschio, il buco della serratura, le

viti e gli uccelli. Il buco della serratura lo uso come simbolo dell’intelletto umano, e messo su una mano simboleggia il nostro potere di cambiare il mondo che ci circonda in meglio, usando la tecnologia, o in peggio, come è spesso il caso per l’ambiente. Come la figura umana nei miei dipinti spesso simboleggia tutta l’umanità, un uccello è simbolo della natura; gli uccelli tendono ad essere i portavoce di tutte le altre cose viventi. Un tema ricorrente in molte delle mie opere è il rapporto incredibilmente fragile tra l’uomo di oggi con tutta la potenza tecnologica e industriale e la natura attorno ad esso. Mi piace usare una corona come segno di importanza, credo che sia una cosa ignorante elevare in un certo qual

Troposphere Trouble

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* I dettagli riguardanti tecniche, tirature e dimensioni sono consultabili su www.spacejunk.tv

modo gli umani al di sopra degli altri animali per importanza, perchè credo che tutte le specie siano incredibilmente importanti per il nostro ecosistema. Le rane specialmente sono molto importanti e da osservare, perchè indicano precocemente problemi o cambiamenti nell’ambiente inquanto esseri estremamente sensibili ad esso, quindi mi piace includerle nel mio lavoro. Spesso nelle tue opere si nasconde un messaggio, perchè? Per me è importante esprimere un messaggio perchè dà più sostanza al mio la lavoro, credo che l‘ arte sia migliore se è più di una semplice immagine da guardare, facendo invece riflettere. Spesso porto un messaggio per l’ambiente perchè è qualcosa che mi preoccupa davvero. Se non proteggiamo l’habitat naturale delle specie a rischio sarà troppo tardi e credo che questa sia una nostra responsabilità, dato che abbiamo la tecnologia per impedire che gli animali siano in pericolo o che si estinguano. Senti sempre il bisogno di esprimere un messaggio tramite la tua arte per poter creare? A volte mi sento molto appassionata di qualcosa e questo mi aiuta a creare un’opera più interessante, altre volte posso avere solamente

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un’immagine in testa ma nessun messaggio; quindi no, non sento sempre il bisogno di comunicare un messaggio. Posso anche rappresentare uno stato d’animo o uno sguardo che mi ispira. Vieni presentata come una pittrice onirica, ma nella tua arte c’è anche molto della vita quotidiana, cosa ne pensi? Ho sempre fatto sogni molto vividi e mi piace che in alcuni miei lavori ci sia una vena onirica, ma non è quello il mio obiettivo mentre dipingo, quindi anche molto della vita quotidiana viene incluso. Ciò che dipingo è come uno sguardo su un mondo di personaggi della fantasia, Mi piace lasciare che quel personaggio della mia mente racconti una storia o trasmetta un messaggio, e uso oggetti della vita quotidiana per aiutarlo a farlo. Ti interessa la politica? Sì mi interessa la politica e mi fa sentire frustrata, infuriata e ispirata in egual misura. Mi sento inerme davanti ai potenti che prendono per noi decisioni che ci cambiano la vita, ma credo anche che a informarsi e crearsi un’opinione ci si senta un pochino meno impotenti. Credo che più persone siano coinvolte, meglio sarà per questo paese, perchè la gente deve risvegliarsi da quest’apatia e essere cosciente di come vanno le cose, o almeno provarci.


Hai altri interessi? Mi piacciono cose davvero noiose ora come ora, mi piace fare giardinaggio, passeggiare col mio cane e mo marito e leggere, lo so, proprio noioso! E per un po’ di adrenalina adoro ancora andare in snowboard, andare in neve fresca tra gli alberi, cercare qualche gap e sentire ancora il vuoto sotto di me.

Sembri essere davvero occupata, com’è la tua relazione con il tempo? Non conosco molte culture purtroppo, una pecca degli americani. Sono ferma qui, nella mia bolla sudcaliforniana. Ci sono molte influenze ispaniche e messicane e amo la loro iconografia del Giorno dei Morti, quindi a volte la incorporo nelle mie opere.

C’è qualche altra forma di arte che pratichi? Non so cantare, non so ballare, non potrei suonare uno strumento per salvarmi la vita quindi no, l’unica cosa artistica che faccio è la pittura. Sarei probabilmente diventata un’insegnante di matematica se non fosse stato per la pittura, non che sia una brutta cosa.

La cultura spagnola ha un’influenza particolare sui tuoi lavori? I don’t really know many cultures at all, an American shortfall; I’m stuck in my SoCal bubble. There is a lot of Spanish and Mexican influence here and I love their Day of the Dead iconography so I incorporate that in my work sometime.

Ti piacerebbe lavorare su oggetti tridimensionali? Per esempio i toys, o con il bronzo? Mi piacerebbe molto lavorare su un giocattolo, dev’essere divertente. Spero succeda presto. Mi piacerebbe anche fare un libro un giorno non tanto lontano.

La tua page e quella della tua galleria? www.caiadesign.com www.spacejunk.tv

www.spacejunk.tv

Perilous Sanctuary

Prince of the Hereafter

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Talking with

text: Eleonora Raggi pics: Richard Walch trad: Angela Salvaterra

Skiing is like having holidays all the time, so Che il freeski stia prendendo piede è un dato di fatto, altrettanto scontato è che ci siano delle rider spesse che portano avanti la causa, oggi vi presentiamo una rider che rispecchia perfettamente questo ruolo, ci siamo sedute a tavola con Caja Shopf. E‘ tedesca, ha 24 anni e studia psicologia, Caja è una freeskier di alto livello che potrete incontrare in occasione del suo girlcamp Völkl Young Blood che si svolgerà a breve. Cominciamo da qualcosa di cui non vorresti parlare: il tuo lato peggiore? Cominciamo dal peggiore... so essere veramente impaziente e a volte divento una furia, ma ci sto lavorando parecchio e sono decisamente migliorata.

Il migliore invece? La cosa migliore di me è... bèh, è una domanda difficile, perchè ci sono troppe cose positive (risata). No, a parte gli scherzi, sono una brava organizzatrice e so convincere le persone. E poi sono anche tanto carina e gentile. Quali sono i tuoi resort preferiti? Il resort “di casa” è il Garmisch Partenkirchen, molto bello per fare del freeride. Per andare in park adoro Mayrhofen, è nella Zillertal in Austria, lì si può andare su salti e rail di qualsiasi livello. Curano molto il park e lo tengono proprio bene. Mi piace anche Ehrwald, sempre in Austria. Il park è in mezzo al bosco, il che lo rende perfetto per quando il tempo non è dei migliori. Per fare freeride, il posto migliore è decisamente il famosissimo Arlberg.

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Riesci a ritagliarti dei periodi di vacanza? Sciare è come stare sempre in vacanza, quindi è perfetto. Ma in estate metto via gli sci e mi piace andare in bici, fare trekking e nuotare quando sono a casa, nella mia bellissima Bavaria. Abbiamo le montagne e i laghi più belli che ci si possa immaginare. Mi piace anche viaggiare in paesi caldi: quest’estate sono andata in Costa Rica e a Panama con mio fratello, è stato fantastico. Isole, spiagge e panorami stupendi. Prima che inizi l’inverno ho davvero bisogno di sole e di un po’ di tempo senza neve, per rilassarmi prima della stagione invernale. E ovviamente anche per avere una bella tintarella. Quando hai messo gli sci per la prima volta e come è iniziata la tua carriera nel freeski? So sciare da quando avevo quattro anni, quindi un bel po’ direi. Quando ne ho compiuti 14 poi, sono diventata un’adolescente scatenata, (risata), e sono passata allo snowboard per due stagioni. E dopo queste due stagioni di riding sfrenato sono andata al GAP 1328 Summercamp di Zugspitze a Garmisch-Partenkirchen e mi sono fatta prestare un paio di sci twintip dal mio sponsor attuale, Völkl. Mi è piaciuto parecchio e ho deciso di tornare agli sci. Ho conosciuto tutti i freeskiers di Garmisch (Tobi Reindl, Thomas Hlawitschka, etc) e ho iniziato a saltare e gareggiare nei primi contest. Questo nuovo modo di sciare mi piaceva molto e ho deciso di farlo diventare qualcosa più di un hobby. Hai qualche progetto per la prossima stagione? Dato che l’anno scorso è stata una stagione molto tranquilla, per via di un infortunio al ginocchio, voglio tornare a fare tutti i miei tricks per sentirmi di nuovo forte. Voglio assolutamente partecipare ad alcune delle gare principali e fare shooting e filmare molto più che nelle passate stagioni. Ho già in mente qualche viaggetto che voglio fare con Eva Patscheider

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and Lena Stoffel. Un VERO viaggio fra donne, (risata). A novembre e gennaio ci saranno due girlcamp Völkl Young Blood by Caja Schöpf. Dateci un occhio e iscrivetevi, sarà la cosa più cool di sempre www.youngbloodcamps.com. Hai già adocchiato qualche nuova promessa? Ci sono un sacco di ragazze che stanno emergendo adesso, dato che è uno sport giovane. Sono entusiasta all’idea di vedere facce nuove quest’anno, che spaccheranno di brutto (risata). Una ragazza da cui mi aspetto grandi cose è Sara Burke, che era ed è tutt’ora in grande crescita. Altre ragazze con cui adoro


sciare sono Eva Patscheider, dall’Austria e Lena Stoffel, dalla Germania. Raga, siete mitiche! Spaccate! (risata) Come si sta evolvendo la scene femminile? Ha cominciato a crescere molto lentamente, e solo da qualche anno, ora diventa sempre più grande e influente, anno dopo anno. E’ una cosa davvero importante per il nostro sport in generale: se più ragazze gareggiano il livello si alza e i media si interessano sempre più a noi e non solo ai ragazzi. E poi anche sul mercato si nota che l’interesse verso il marketing femminile aumenta sempre più, dato che le donne sono

un grandissimo gruppo di consumatrici. Con la prima edizione del Young Blood Girls Camp di quest’anno abbiamo visto che anche l’industria ha capito quanto siano importanti le donne in questo sport. E’ fantastico e spero che la scena femminile continui a crescere stagione dopo stagione. Donne, compratevi un paio di sci!! Se potessi tornare indietro a qualche contest della scorsa stagione e cambiare qualcosa, quale sarebbe e perchè? Non sarebbe uno solo, sarebbe tutta la stagione 07/08. ho sciato troppo e riposato niente, e troppe volte in brutte condizioni tipo con

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ghiaccio e troppo piano. Le mie ginocchia ne hanno davvero risentito, quindi le stagioni che verranno le affronterò sicuramente in modo diverso. Ascolterò di più il mio corpo in modo da non dover fare più una pausa così lunga. Il mio saggio consiglio a tutti voi è di ascoltare il vostro corpo, ne vale la pena. Hai qualche talento nascosto? Credo di essere una cantante abbastanza brava, ma praticamente sono solo io a pensarla così. La gente mi fa sempre smettere di cantare in macchina, mi chiedo il perchè!? Poi mi piacerebbe essere più brava in surf, sembra uno sport davvero fico. L’estate prossima vorrei fare più downhill, che si bilancia bene con lo sci. Dato che mi interessa molto la fotografia vorrei imparare di più, ma ci vuole molta pratica, tempo ed esperienza. Ah, e mi piacerebbe diventare una birdwatcher migliore, come mio papà... chissà, vedremo.

Hai in programma di filmare con qualche produzione? Sì, ma siccome è ancora presto non ci sono ancora progetti sicuri. Dipende sempre dagli sponsor e dal tipo di film che vogliono spingere e nel quale vogliono coinvolgermi. Ma qualche progetto andrà in porto di sicuro, ne sentirete parlare! Raccontaci del tuo giorno di riding migliore e peggiore della scorsa stagione. Cominciamo di nuovo dal peggiore. E’ stato il primo giorno che ho messo di nuovo gli sci dopo l’infortunio al ginocchio. Sono arrivata in cima ed ero così motivata e impaziente all’idea di poter finalmente sciare. Alla fine della prima pista mi sono quasi messa a piangere: il mio ginocchio era messo talmente male che per un attimo ho perso la speranza, ma solo per poco. Ho realizzato che mi serviva solo un altro po’ di tempo e allenamento in palestra. Così dopo altri due mesi ho avuto il miglior giorno sugli

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sci di tutta la scorsa stagione. Mi sono svegliata presto, il sole splendeva e c’era un sacco di neve fresca. Avevo paura che il ginocchio mi facesse male di nuovo, invece non è stato così e al contrario è stato un giorno perfetto. E‘ arrivato il momento di qualche domanda random! Quali sono le 3 cose più importanti che hai imparato sul freeski? Sicurezza in te stessa, responsabilità, organizzazione. I tuoi film o video preferiti? Hai visto qualche videoparte femminile? Aestivation II, e la parte di Lena Stoffel. Yeah Lena, ti adoro. Trick preferiti? Mi piacciono molto i 360 safety grab e i 540 mute grab. Cosa cambieresti nel freeskiing? Più park e di livello più alto in Europa, salti più sicuri, un Pipe in Germania, premi più alti per le ragazze! Se avessi potuto vivere in un altra era, quale sarebbe stata? Forse nell’età della pietra, per poter cacciare un mammut.

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Cosa farai dopo la tua carriera di rider? Cercherò un calciatore famoso, lo sposerò e sarò la moglie di un calciatore professionista. (Lunga risata) Se non fossi una sciatrice freestyle professionista, cosa saresti? Di sicuro una fantina professionista, nelle discipline con i salti. Cos’altro fai a parte sciare? Dunque ho studiato psicologia a Innsbruck, bèh a dire il vero sto ancora studiando. Ho finito tutti gli esami e adesso sto scrivendo la tesi di laurea. Dopo che avrò finito magari farò un Master, perchè andare all’università è grandioso, un sacco di tempo per far festa, viaggiare e SCIARE!!! Un grazie a... Alla mia famiglia, i miei amici, i miei sponsor FIAT Freestyle Team, Peak Performance, Völkl Skis, Oakley Eyewear, Marker Bindings, Troyan Gloves, Full Tilt Boots, Sweet Protection, Skull Candy. E un grazie per il supporto anche a Richard Walch e a Lenz e al suo Team di Fürstenfeldbruck.


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CHECK OUT: GIRLS VIDEOPARTS text: Ilenia Cavallini

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STANCE

PEEP SHOW

Il piu‘ pubblicizzato e‘ Stance video prodotto da Stan Evans producer, che raggruppa alcune delle rider piu‘ forti del momento. Alcune parti credo che siano molto interessanti soprattutto in riferimento alla giovane emergente Raewyn Reid. E‘ riuscita a girare in molte location differenti con varieta‘ di trick dalla neve fresca ai rail in soli 28 giorni con uno stile difficile da ritrovare in altre rider. Nel complesso comunque credo che il video sia un passo indietro rispetto ad altri degli anni passati, sia per livello tecnico che come fantasia e precisione delle manovre..Il video puo‘ essere scaricato gratuitamente dal sito ufficiale www.stancemovie.com.

Molto piu‘ interessante soprattutto dal punto di vista dell‘innovazione e‘ PEEP SHOW altro video fatto da rider americane semi sconosciute ai piu‘, ma che hanno saputo veramente dimostrare l‘evoluzione che lo snowboard sta avendo nella scena femminile. Sicuramente non avra‘ la qualita‘ di immagine di altre produzioni piu‘ sponsorizzate ma merita veramente la visione. Tutte le info si trovano sul loro blog: peepshowpresents.blogspot.com


NEVERLAND

ELECTRO

Per quanto riguarda le videoparti piu‘ rilevanti da segnalare in Neverland (Absinthe Films) la parte di Marie France Roy integralmente in neve fresca, breve ma potente e stilosa.. non per niente l‘anno scorso e‘ stata eletta rider femminile dell‘anno da Transworld Snowboarding e Snowboarder Magazine.

Altra parte completamente in fresca e‘ quella di Vera Janssen in Elektro (Alterna Films) segno che anche le ragazze cominciano a trovare un feeling migliore su un terreno non proprio facile.

BLACK WINTER Davvero notevole secondo me la parte di Leanne Pelosi in uno dei video piu‘ belli di quest‘anno: Black Winter (Standard Films) una vera rail woman capace di affrontare strutture molto difficili con trick non banali!

Foto: Eleonora Raggi

In uscita questa stagione ci sono molte video parti femminili nei films di snowboard e alcuni „ all girls movie“ ovvero video totalmente dedicati alle ragazze.

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SHOP REVIEW

100-ONE FAMILY

Disoriented ha deciso di parlare in ogni numero di una negoziante o addetta alle vendite, perchè vogliamo presentarvi quelle realtà dove la donna è una presenza importante, dove vengono promosse le iniziative dedicate a noi. Per queste ragioni oggi parliamo del 100-One, dove Zemira dimostra da anni la sua dedizione agli sport freestyle. Parla Zemi!

Che eventi organizzate? Qualcosa diretto alle ragazze? Fabio si occupa dell’organizzazione degli eventi e dei contatti con atleti, maestri e promoter con le varie stazione sciistiche dove sponsorizziamo gli snowpark tra cui Monte Bondone, Polsa e Folgaria. Tra gli eventi più importanti c’è sicuramente la collaborazione con la tappa locale del rookie tour, il test materiali i want you, e il camp per ragazze Pimp my riding, il concorso 100-one vs Depero per scegliere le grafiche delle tavole da snowboard con il nostro marchio. Personalmente organizzo il camp PIMP MY RIDING 100-one snowcamp4girlonly che quest’anno è arrivato alla sesta edizione, sponsorizzato e sostenuto storicamente da

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Roxy e Quiksilver e ospitato dagli impianti del Monte Bondone. Quando avete aperto? E dove vi possiamo trovare? Fabio ed io siamo i proprietari del marchio 100one e abbiamo aperto il primo punto vendita 100-one nel 2000, un piccolo passo che ha trasformato la nostra passione in lavoro; si trattava, infatti, di un piccolo punto vendita di 40 mq in una zona periferica di Rovereto… Abbiamo pensato, e continuiamo a farlo, piccoli passi proporzionati ai propri mezzi, il tempo, la costanza e sicuramente il sacrificio poi fanno il resto. Comunque ora i punti vendita di nostra propri-


età sono due, uno a Rovereto in Corso Bettini di circa 250mq con mini pool per gli skater di famiglia e l’altro a Trento in Via Suffragio di 270mq con palco sponsorizzato Gibson e Quiksilver. Ci avvaliamo della collaborazione di un ottimo staff, molto giovane e vario soprattutto per quanto riguarda le attitudini sportive; chi skater, chi snowboarder e chi biker, comunque tutti con tanta voglia di imparare e la cosa soddisfacente è che tutti si sentono e sono parte della nostra famiglia!!( Alessandro Daniel Denis Elisa Mattia Preethy Veronica ). Trattiamo snowboard, DH, BMX, skateboard e streetwear.

Quali brand si possono trovare nel tuo negozio? Cerchiamo di proporre tutti i brand che riteniamo importanti nel nostro settore.Con alcune aziende abbiamo dei rapporti più approfonditi perché con la loro collaborazione riusciamo a proporre, come detto prima, ai nostri clienti e amici numerose attività promozionali che per noi sono molto importanti. Per fare qualche nome Burton, Nitro, Forum, Capita, Libtech, DC, K2, Ride, Drake, Union, 32, Vans, Volcom, Roxy, Quiksilver, Nikita, Giro, Smith, Oakley, Skullcandy, Dakine, Circa, Fallen, DVS, Supra, e tanti altri non meno importanti.

Cosa consigli per l‘inverno come capo must, quello a cui non puoi rinunciare? Oltre alla passione per lo snowboard che è l’elemento essenziale, tutta l’attrezzatura svolge un ruolo molto importante, perciò a tutte coloro che non possono rinunciare allo snowboard anche con situazioni meteo sfavorevoli consiglio di investire nell’ outwear. per esempio, un capo caldo e leggero allo stesso tempo è la down jacket di Roxy modello “Cabin”, giacca in piuma a scacchi , life motive della stagione, oppure un guscio ultra leggero ma super tecnico con doppia laminatura in gore-tex il modello “2L summit” della linea Ak di Burton che è una garanzia a vita. Per quanto riguarda l’hardgoods tutte le aziende propongono delle linee specifiche per le donne e perciò per chi cerca una tavola che asseconda e facilita la snowboardata consentendo al tempo stesso di progredire con estrema facilità,consiglio il modello “Amor” con degli attacchi molto leggeri modello “Keeper” tutto di Forum, mentre per le ragazze più aggressive e che cercano un attrezzo con delle caratteristiche più freestyle ma ugualmente con un buon margine d’errore si può consigliare il modello “Super” di Omatic, sviluppato dalla rider Tara Dakidis e da Jason Brown con degli attacchi Flux modello “Gem” che permettono una trasmissione degli impulsi alla tavola in maniera molto veloce. Qual‘è il trend dell‘inverno? Quest’inverno oltre a riconfermarsi lo stile hippy anni ’80 con relative nuance di colori neon, assistiamo poi al grande ritorno dello scacco o tartan, perciò camicie a cavallo tra lo stile punk e quello grunge, che personalmente prediligo rispetto al punk, perché per me è un ritorno di gioventù ricordando i mitici gruppi di Seattle Pearl Jam, Soundgarden, e gli indimenticabili Nirvana …solo per citare i più conosciuti. Avete un sito? Fate vendita online? Il nostro sito 100-one.com, oltre a pubblicare recensioni inerenti a vari eventi, foto e promozioni particolari, ha uno store online con una selezione di articoli, che a rotazione vengono proposti per la vendita ondine.

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Coverstory Eleonora Raggi

DISORIENTED GIRLS

“La prima copertina, crisi!” Questo è stato il pensiero che mi ha perseguitato per diverso tempo, poi l‘illuminazione, partendo dal presupposto che questo magazine nasce dalle rider per le rider, sarebbe stato giusto includerle partendo dalla prima copertina! Ed eccoci in Val Senales, con un vento terribile e la famosa scala di legno dei Gentlemen! Dopo una giornata di riding non è certo semplice impegnare la mente e passare delle ore al freddo per fare qualcosa del genere. Grazie donne!

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ILARIA COLLINI indossa completo giacca e pantaloni by volcom, volcom headwear, aaa in cerca di sponsor tavole e attacchi

MARTINA JOLE MORO ha in testa un cappellino elm company, cuffie icon soft skullcandy, giacca nitro, pantaloni l1 e tavola cheryl maas by nitro

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ILENIA CAVALLINI e‘ total look by rip curl, inclusa la maschera, mentre tavola e attacchi sono black hole.

JANE BRUNORI al collo porta cuffie lowride skullcandy, maschera oakley, giacca, pantaloni e cappellino by roxy. mentre scarponi, tavola e attacchi by nitro

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YILENIA GIACHETTI completo tecnico by bonfire, maschera salice, scarponi, tavola e attacchi by salomon, al collo anche lei porta le skullcandy special edition in collaborazione con salomon.

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FALL/WINTER 2009/10

Disoriented n.1  

Ideas, Sport, Lifestyle, Art

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