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APRILE / MAGGIO 2011 / ITALY € 4.50 davide frassine / grind / ph.romanello

Anno X bimestrale / Swiss chf 10.00 / Canton Ticino chf 10.50 / E € 7.00 / AT € 7.50 / D € 9.50 Poste Italiane Spa sped. in abb. post. D. L. 353/2003 (conv. in L. 27.02.2004 n°46) art. 1 comma 1 / DCB Milano


DIRETTORE RESPONSABILE CRISTIANO ZANNI / c r i s t i a n o z @ h i p o w. c o m CAPO REDATTORE ALESSANDRO REDAELLI / a l e r @ 6 a m . i t ART DIRECTOR MATTEO DI NISIO / m a t t e o d @ 6 a m . i t IN REDAZIONE JACOPO ATZORI / j a c o p o @ 6 a m . i t FOTOGRAFI SENIOR CRISTIAN ‘OSDE’ BENZONI, ENRICO RIZZATO & FEDERICO ROMANELLO TESTATA w w w. l u c a b a r c e l l o n a . c o m HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO TESTI / JULIAN DYKMANS, DAVIDE MARTINAZZO & ROBERTA TRABATTONI IMMAGINI / ERIC ANTOINE, ALBERTO CHIMENTI, SEAN CRONAN, GIULIA FIORINELLI, JOE HAMMEKE, ROBERTA MACCECHINI, BEATRICE SUGLIANI & FEDERICO TOGNOLI

EDITORE E PUBBLICITÀ Johnsons Media - Via Valparaiso 4 - 20144 Milano Tel +39 02 43990087 Fax +39 02 48022901 info@hipow.com - www.johnsonsmedia.it AMMINISTRATORE DELEGATO Cristiano Zanni - cristianoz@hipow.com SERVIZI GENERALI Luisa Pagano - luisap@hipow.com DISTRIBUTORE ESCLUSIVO PER L’ITALIA A&G Marco - Via De Amicis 53 - 20123 Milano DISTRIBUTORE ESCLUSIVO PER L’ESTERO Johnsons International News Italia - Via Valparaiso 4 - 20144 Milano SERVIZI ABBONAMENTI E ARRETRATI Johnsons Media - Via Valparaiso 4 - 20144 Milano Tel +39 02 43990087 Fax +39 02 48022901 adv@jmag.it

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Dovrà essere pesente la seguente dicitura: MODALITÀ DI PAGAMENTO Bonifico Bancario intestato a: JOHNSONS MEDIA Via Valparaiso 4 - 20144 Milano BANCA INTESA COORDINATE BANCARIE: IT 67 O 03069 09529 072402650199 / e-mail: adv@jmag.it

6:00AM è una testata della casa editrice Johnsons Media che pubblica anche gli annuari: Surfing (surf, windsurf, kite), Snowb (snowboard) e le riviste Funboard (windsurf), Surf Latino (surf), Sup Time (stand up paddle), Kite Magazine Stance (kite), 4Skiers (sci freestyle), Entry (snowboard), Girland (girlie action sport). Registrzione tribunale di Milano n°661 del 23/11/2001. Periodicità bimestrale: febbraio/marzo, aprile/maggio, giugno/luglio, agosto/settembre, ottobre/novembre, dicembre/gennaio. Codice ISSN 1593-7011. Registrzione ROC n.11243. Stampa Alfaprint - via Bellini, 24 - Busto Arsizio (VA). Prezzo di una copia Italia: 4,50 euro. Abbonamento annuale Italia (6 numeri): 18,00 euro. Tutti i diritti 6:00AM sono riservati e appartengono a Johnsons Media. Nessuna parte di 6:00AM può essere riprodotta in alcun modo senza la preventiva autorizzazione di Johnsons Media. Testi, disegni e immagini non saranno restituiti se non espressamente richiesti. L’editore è a disposizione degli aventi diritto nei casi in cui, nonostante le ricerche, non sia stato possibile raggiungere il detentore del diritto di riproduzione di eventuali testi e immagini. L’editore e gli autori non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per incidenti o conseguenti danni che derivino o siano causati dall’utilizzo improprio delle informazioni contenute in questa rivista. Poste Italiane Spa - sped. in abb. post. - D.L. 353/2003 (Conv. L. 27.02.2004, n° 46), Art. 1 comma 1, DC B Milano.


contents mauro caruso / sw bs kickflip / milano gratosoglio photo / alessandro redaelli

8 • contents • 6:00AM skateboard culture magazine

10 14 22 26 28 30 32 34 36

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waiting room facilities / product behind / jarne verbruggen insider / giulio sertori report neighborhoods / mario marinelli sound / those furious flames worldwide connection / sydney our thing / strange skateboards

38 40 46 58 70 80 84 94 96

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report profile / brandon westgate interview / andrea colzani california / immigration office tour / antiz hobo the last call focal plane display snapshot


WORD • alessandro redaelli • PHOTO • osde

Non si era fatto convincere da quelli che sostenevano di avere la formula ‘esatta’ dello skateboarding, pensando che la presunzione porta al pregiudizio, ed il pregiudizio rovina il sapore di qualunque cosa, anche della vita stessa. Si era preoccupato di non lasciare traccia evidente del suo passaggio, di non inquinare, di essere giusto ed onesto. Quasi sempre. Era stato vegetariano, pacifista, hippie, rapper e straight edge ma non aveva mai dimenticato la sua tavola a rotelle ed il viaggio che aveva deciso di affrontare su di essa.

AVEVA TANTO AMATO LO SKATEBOARDING... AVEVA LASCIATO L’ITALIA ALLA RICERCA DI QUELLE EMOZIONI CHE VEDEVA DIPINTE NELLE RIVISTE O IMPRESSE NEI VIDEO DI QUELL’AMERICA CHE SEMBRAVA NON FERMARSI MAI....

10 • waiting room

Aveva assaporato la meraviglia del viaggio e della condivisione di intenzioni e di affetti: miscela che lo skateboarding esprime nella sua forma più squisita. Aveva attraversato le difficoltà della vita con il sorriso sulle labbra pensando solo al prossimo flip, alla prossima scalinata ed al prossimo boato degli amici per un trick chiuso.

Anche quando il mondo sembrava essere tutto contro di lui e gli anni sembravano appesantire troppo le sue gambe, lui non aveva mai mollato... Convinto che la sua rotta fosse proprio lo skateboard, il filo a piombo della sua esistenza. La domanda di chi legge è giusta e ponderata: ma lui chi?

Ma, sapete, lui non aveva mai voluto far sapere troppo su di se, timido e moderato aveva accettato di essere pubblico solo quando il suo operato fosse stato davvero meritevole ed a patto che si parlasse strettamente di skateboarding, questo è chiaro. Ebbene, fatto è, che la sua identità risulta di poca importanza dato che lui in realtà lo conosciamo tutti. Forse l’abbiamo visto proprio ieri al park sotto casa e sicuramente lo vedremo anche oggi a prescindere da dove avrà luogo la nostra session. Lui sarà lì dietro l’angolo pronto a gridare per il primo trick potente che vedrà chiudere, pronto a guidare la macchina per portarvi al prossimo spot, pronto a chinarsi con una telecamera in mano e ad aspettare in religioso silenzio che l’alchimia dello skateboarding si compia ancora una volta. A pensarci bene; chiunque di noi può essere lui. La primavera è arrivata, uscite a skateare cazzo!!!


PRODUCT > 2011 |

BLIND 8.25 jake duncombe wizard blast-distribution.it

CLICHÉ 8.0 carbon light blast-distribution.it

DARKSTAR 7.875 greg lutzka vigor blast-distribution.it

JART 8.0 logo jartskateboards.com

JART 8.125 logo jartskateboards.com

JART 7.75 ivan rivado jartskateboards.com

JART 8.10 bastien salabanzi jartskateboards.com

STRANGE 8.0 pierre strangeboards.com

ELEMENT 8.125 mark appleyard apples elementskateboards.com

ELEMENT 7.785 mark appleyard highlight elementskateboards.com

ELEMENT 8.0 ray barbee ascention elementskateboards.com

ELEMENT 7.75 chad tim tim highlight elementskateboards.com

ELEMENT 8.125 darrel stanton highlight elementskateboards.com

PLAN B 8.25 pat duffy debris planbskateboards.com

PLAN B 8.0 paul rodriguez calvera planbskateboards.com

PLAN B 8.25 danny way evil planbskateboards.com

ENIMOL 8.0 bear enimol.tumblr.com

ENIMOL 8.10 squid enimol.tumblr.com

14 // 6:00AM Skateboard Culture Magazine


A4 DISTRIBUTION Tel 0342 683494 www.a4distribution.it


OLLIE TRANSFER > JARNE VERBRUGGEN | word & photo // Osde

22 // 6:00AM Skateboard Culture Magazine


Ma chi è sto mezzo matto? Come direbbe ‘il matte’... Mezzo, perchè in effetti a statura siamo messi un po’ male, matto perchè la sera che l’ho conosciuto la sua euforia era fin troppo riconoscibile in mezzo ad un gruppo che già ne stava abusando... La scorsa estate, durante un tour in Olanda con gli Warriors, ci ha deliziato con la sua presenza Jarne Verbruggen, skater diciassettenne belga che per i suoi meriti sulla tavola fa parte del team Element Europe. E quali gran meriti aggiungerei! Controllo impressionante e duttilità su ogni tipo di terreno, sorriso sulle labbra e voglia di divertirsi e di skateare, questo è quello che mi

ha trasmesso in un paio di giornate trascorse con lui. Il giorno prima di tornare nella sua madre patria, Jarne si ritrova senza soldi, quelli per il viaggio di ritorno. I due suoi compagni d’avventura decidono quindi di proporgli un trick da chiudere con la promessa di pagargli le spese del rientro... Detto e praticamente fatto...

Skateboard Culture Magazine 6:00AM // 23


GIULIO SERTORI > FILMER |

word // Alessandro Redaelli // photo // Giulia Fiorinelli

Cose da fare diverse dallo skateboarding? Ce n’è di roba! Io principalmente ascolto musica, frequento la mia donna, scatto foto, ogni tanto dipingo e disegno, cazzeggio parecchio con gli amici e poi per far fronte alle spese di Yeah e della vita faccio l’operaio, e devo dire che al contrario di molte persone dopo aver lavorato son più attivo e voglioso di fare. Migliori skater di tutti i tempi? Ce ne sono a palate di skater forti, c’è chi ha inventato trick e dato il via a tutto, poi c’è chi li ha combinati insieme, chi li fa in un modo e chi in un’altro, ti dico chi piace a me perché ora c’è in giro troppa gente forte che fa pesate ma che non trasmette nessun tipo di ‘sentimento’. Jake Johnson, Grant Taylor, Dylan Rieder, Dennis Busenitz, Daniel Lutheran, Nick Trapasso, Bastien Salabanzi, Brandon Westgate, Bobby Puleo, Kenny Reed, Brian Delatorre, Jan Kliewer, Javier Mendizabal, Omar Salazar, Aaron Suski e un’altra valanga di gente che ora non mi viene in mente e che creerebbe una lista noiosa ed infinita... comunque quelli che contano sono gli amici con cui vai a skateare, sono coloro con cui ti senti gasato sempre, anzi di più! Eheheh... Quali sono i migliori filmer di tutti i tempi? Per quanto riguarda lo skate Greg Hunt, Fred Mortagne, Josh Stewart e Pontus Alv, aggiungo Michel Gondry, Anton Corbijn, Danny Perez, Spike Jonze e Patrick Daughters che ogni qualvolta che producono qualcosa rimango sbalordito ed ispirato. I migliori video di sempre? Mind Field di Alien Workshop, Bon Appetit! di Cliché, Sorry di Flip, Good and Evil di Toy Machine, la saga Static, Way Out East di Stereo, Chicagof di Volcom e IPath Preview Summer 2005. La migliore attrezzature per filmare? Si può partire con una semplice videocamera in HD e poi pian piano espandersi con microfono, fish-eye, luce e così via. Alla fine, senza andar a spendere parecchi soldi per una macchina fotografica che filmi da Dio, tra l’altro senza accessori, con un budget umano ti puoi fare un’ottima videocamera alla metà del prezzo (o anche meno) di una professionale. Secondo me se filmare non è il tuo lavoro principale ci si può tranquillamente arrangiare con una telecamera assemblata, certo il fish-eye fatto con lo spioncino della porta è proprio una merda. Raccontaci l’esperienza di filming con Yeah... Si filma un po’ e con chi può, avendo il team diviso tra Roma e Bergamo si può filmare solo una metà del team: il pretenzioso Fabio Colombo, la lanciatissima Lottie Borra, i capelli brillantinati di quel poco ripigliato del Daniele Fenili (tvb) e Igor Cianti che da quest’anno vive a Milano. Fino ad ora abbiamo fatto poche trasferte fuori da Bergamo, ma attualmente abbiamo in mente un po’ di piccoli tour per accumulare del buon materiale e per far uscire il primo video Yeah. Rimane il fatto che filmare per Yeah è una buona cosa, a me piace perché sono in perfetta sintonia con Lorenzo Lupi, siamo ottimi amici e Yeah spacca! Ci consultiamo sempre per sfruttare al meglio il materiale prodotto, cercando sempre di farlo uscire in modo ‘alternativo’ ed ispirato.

26 // 6:00AM Skateboard Culture Magazine

Cosa contiene il tuo zaino fotografico recentemente? Magico set up di Giulio! Canon HV20, Canon DM-50 (microfono), Century 3x Ultra Fisheye HD, torcia a led, manico di alluminio dove si può inserire la torcia (fatto da mio padre), Olympus XA2 (macchina fotografica) e dulcis in fundo la mia attuale super 8 Canon 310xl! Come valuti il livello di filming italiano? Come gli skater italiani hanno alzato il livello di skateing, anche i filmer stanno migliorando, hanno più possibilità di filmare gente brava e questa è cosa buona. Lo stile di filming che viene proposto dal filmer italiano è spesso una copia del trend del momento, cosa che alla fine si riscontra in tutto il mondo. Inizia la moda delle dolly e tutti ad attrezzarsi con le dolly, questo non mi piace, si creano degli standard imposti e pochi osano sperimentare ed uscire dal trend del momento. Alla fine quando uno guarda un video deve riconoscere chi l’ha fatto senza andare a leggere i crediti, nel bene o nel male se questo accade significa che hai un tuo stile, e non una copia. Qui in Italia siamo più fermi sulla copia, anche se ben fatta è lo stesso una copia e a me non piace, mi da anche un po’ fastidio, perché è prendere ispirazione è giusto ma abusarne è sbagliato e noi italiani ci caschiamo spesso... C’è anche da dire che sono pochissimi i filmer che fanno uscire full lenght e molti invece che si limitano a fare report di tour e di contest e questo limita la visione della creatività di chi sta dietro l’obbiettivo. Parlami dell’esperienza americana... Sono stato nel 2007 a San Francisco per ventun deliranti giorni con Jonas, i fratelli Preda, i fratelli Forlani, Kendall e li ci aspettava Sergio (Bergum). Vedere gli spot famosi che hai sempre visto in video o sui giornali e porterli skateare è stato quasi irreale, ti accorgi di come cambiano le cose al di là dell’oceano, li lo skate è normale, spostarsi con lo skate

è normale, la gente quando metti giù lo skate non si gira nemmeno, in Italia per quattro scemi che si muovono con lo skate passi quasi per un delinquente e le volanti della polizia fanno addirittura le retate agli spot (sembra assurdo ma a Bergamo succede). L’America da turista appare veramente una grande opportunità, poi viverci non so, magari è anche peggio dell’Italia, sta di fatto che dopo quella vacanza ne sono uscito una persona diversa, più motivato e felice, consapevole che si può ottenere più di quanto immaginiamo. È parecchio tempo che non esce un full lenght video italiano: vedi delle possibilità nel futuro? Questa moda di fare uscire le videopart in internet sta annoiando, ok è un metodo velocissimo di diffusione, però è anche brutto perché ne escono talmente tante che se non ti ha colpito parecchio il giorno dopo te ne sei già dimenticato. Così si perde anche il gusto di possedere un video e poterlo scambiare con gli amici. D’altro canto la possibilità di fare full lenght in futuro ci sarà, basta sbattersi un po’. Io stesso sto ultimando “4 Seasons – It’s Fescion Weather”, l’ultimo video della Bergamo Fescion, parecchio personale. Le video part sono fatte per stagioni: Primavera, Estate, Autunno, una piccola parte in varie Fabbriche ed Inverno! Le musiche sono eseguite da mio fratello, Mind the Gap e Federico Pezzotta, perciò un bel lavoraccio che racchiude diverse visioni ‘artistiche’ di più persone, altra cosa da dire è la presenza di riprese in pellicola con la Super 8. Inoltre prossimamente uscirà il primo video Yeah chiamato ‘Yunity’. Ci stiamo lavorando! Raccontaci di un fatto divertente che ti è capitato filmando skateboard... Session notturna con Kendall e Sergio (bergum): dopo qualche discesa in strada, la missione era entrare nelle piscine ancora vuote e skateare un bank situato all’interno dell’enorme vasca. Entriamo e le piscine erano già state riempite d’acqua, perciò la session di skate era diventata una session di tuffi acrobatici da varie altezze. Qui segue il colossale tuffo di Sergio dai 5 metri: verticale con a seguire giro di 270° e quindi inevitabile facciata e spanciata dai deliranti effetti! Ahahah!!! Se avete sbatti cercate ‘Back to the Fescion 2 di 6’ e vedrete la session in questione! Ahahah! Saluti, cazzi & mazzi? Saluto e ringrazio Lorenzo, Deiv, Giulia, Daniele, Mad Maschio, Jonas, Michele, Preda Brothers, Forlani Brothers, Sergio, Kendall, Bomboclat, Lottie, Cristiano e Andreia, Isaias, Anna, Vale, Benedetta, Coco, Batta, Giò, Corty, Tiziana, Marco, Albe, Celeste, Miriotide, Massi Baratono, Grinch, Igor, Federici, Cristian, WSC, Kre, Fabio, Cenciarelli, Sergiolino, Edo Paris, i ragazzi di MC, Greta, Falafel, Irene, Picozza, Dogui, Tatiana, Epis Brothers, il Paga, lo Zano, Mocio, Andre, Davidone, Pelota, Pelosa, Mind the Gap, Pezzo, Mio Fratello, i miei Genitori, tutte le persone con cui skateo e filmo, chi crede in me, i vari ex compagni di classe e chi ho dimenticato, grazie per questa pagina e che il ‘Fescion’ sia con voi!!!


BASEL > ESC: ‘GONE FISHING’ | PROMO > AGRI SKATE CAMP |

Durante tutto l’ultimo decennio la scena europea ha potuto contare su di un caposaldo. Ogni anno più di trecento skateboarder da più di venti paesi del mondo si sono dati appuntamento per combattersi il titolo di campione europeo.

Agri Skate Camp, estate 2011: relax a bordo piscina, bagni al mare e tranquille skateate sulla mini rampa in mezzo all’uliveto, si alterneranno a furenti session nei migliori concrete park della penisola… Tutto questo è sinonimo di Agri Skate Camp!!!

L’arena Kunsti in Basilea è stata per dieci anni di fila la casa ed il palcoscenico dell’ESC appunto. Il meraviglioso contest che tutti conosciamo, quello più prestigioso, quello col park più bello, quello con scenografie ogni anno diverse e affascinanti...

L’Associazione ravennate Marianna Skatepark ASD organizza per i mesi estivi del 2011 uno Skate Camp presso un agriturismo situato sulle dolci colline tra Rimini e Cesena, zona ricca di prodotti agricoli e di cultura. Si ospiteranno, per la durata di soggiorni settimanali da giugno ad agosto, giovani skater con età dai 10 ai 18 anni che dormiranno in comode tende attrezzate immerse nel verde della natura. I punti di forza del Camp saranno: il livello organizzativo, la qualità dell’Agriturismo, il mangiare genuino, l’esperienza degli istruttori, la possibilità di fare lezione e skateare ogni giorno in uno dei diversi skatepark tra Romagna e Marche. Con questo contesto è possibile affermare che sarà un’esperienza unica e senza precedenti in Italia.

Oli Buergin, boss del campionato, dichiara che quest’anno le competizioni e gli organizzatori prenderanno una pausa. ‘Gone fishing...’ (siamo andati a pescare) scrive il buon Oli sul sito ufficiale (skateboardeurope.com), e spiega come tutti i coinvolti approfitteranno del break per ricaricarsi e sviluppare nuove idee che sicuramente faranno fiorire il più grande contest europeo in modo ancor più fresco, originale ed elettrizzante per il prossimo anno. La data è già stata dichiarata, dal 9 al 12 agosto dell’anno prossimo: ci si ritroverà più carichi e cresciuti al palaghiaccio di Basilea per l’edizione 2012.

NEWS > MAGENTA SKATEBOARDS | Playwood distribution comincia ad importare in Italia un nuovo marchio, company francese che si sta facendo sentire decisamente, in questo periodo: Magenta Skateboards. Le tavole di Magenta sono di legno made in U.S.A. e la crew di rider è ridotta ma rumorosa: Leo Valls, Vivien Fells e Soy Panday. Magenta propone un gran numero di belle grafiche sia su t-shirt che su tavole e produce ruote di qualità. Stile innovativo per i video, sul sito ufficiale ci si può gustare dei bei clip in notturna girati streettando per le città francesi. ‘La Capsule Magenta’ questo è il nome dei clip, segue quel filone della purezza degli elementi street e quel gusto del cruisin’ continuo e spensierato che si sta riscoprendo sempre di più in questo periodo. Marchio da tener a mente dunque, visto anche il ricco coverage che sta avendo a livello internazionale, sembra promettere una crescita interessante...

28 // 6:00AM Skateboard Culture Magazine


NEWS > WILD IN THE STREETS 2011 |

photo // Osde Siamo particolarmente felici di potervi comunicare un po’ di novità inerenti alla prossima edizione del Wild in The Streets in occasione del ventuno giugno. La prima importante novità sarà l’inserimento di un contest fotografico. I protagonisti saranno tutti gli skater delle città coinvolte nel progetto. A breve la lista on line... In sostanza la miglior foto prodotta sarà pubblicata su 6:00AM come scatto ufficiale dell’articolo ed inoltre su tutti i siti e social network di riferimento, venendo poi premiata da Bluedistribution con un bel pacco di materiale Emerica! La seconda sarà un cambio di percorso nella storica ‘maratona’ milanese, che vedrà come luogo di incontro Milano Centrale come di consueto ma, a quanto pare, andrà a toccare nuovi spot e nuove realtà urbane. Non ci resta altro che dirvi che 6:00AM sarà coinvolta direttamente nella giornata mondiale dello skateboard con garanzia di supporto all’evento che meglio rappresenta l’essenza dello skateboarding. Vi vogliamo selvaggi come sempre per il Wild in The Streets 2011!

ALE CESANA > RIDING 5BORO |

photo // Alessandro Redaelli Voci dicono che sia avvenuto durante il recentissimo The Last Call, il radicale cambio di sponsor per Alessandro Cesana... Il condor più famoso d’Italia, dopo un’esperienza fantasma con la prematuramente scomparsa ‘Still Skateboards’ (er pezza strikes back), è stato reclutato nelle fila del team Playwood Distribution: lo trovate alla voce 5Boro Skateboards... La casa newyorkese ha un team molto vario e supporta skater di tutto il mondo: dalle Americhe, all’Europa, all’Asia. Siamo rimasti tutti impressionati dall’ultimo clip che il Cesana ha prodotto, quello che raccoglie tutti i suoi ‘bangers’ del 2010 in una sorta di ‘best of’. Probabilmente anche ispirati da quest’ultimo, i ragazzi di Playwood hanno quindi deciso di supportare le sue future scorribande streettaiole, affidandogli l’immagine di un marchio che vanta radici forti nella street culture della East Coast. 5Boro è infatti una delle più riuscite risposte newyorkesi alla leadership californiana sulla scena skateboard made in U.S. Noi tutti speriamo che questa nuova opportunità sia positiva e propizia per il giovane Cesana!

Skateboard Culture Magazine 6:00AM // 29


MARIO MARINELLI > TORINO |

Ciao Mario raccontaci: da quanto tempo vivi a Torino e da quanto la skatei? Vivo a Torino da trent’anni, da tutta una vita, è il posto in cui sono cresciuto. Ho incominciato a conoscerla veramente verso i diciassette anni, e per vari anni l’ho consumata in ogni angolo… Ormai conduco una vita più tranquilla e impegnata, non giro più tanto per la movida, ma Torino è ancora una bomba. Posso dire di aver skateato ogni spot, park, bowl e mini che Torino abbia avuto negli ultimi quindici anni. Piazza Castello never forget! Quali sono i lati positivi e negativi del tipico torinese medio? La precarietà, la diffidenza e lo stress sono cose che rendono negativa la città e quindi il Torinese. Però c’è tanta umiltà, data forse dall’immigrazione subita… E anche gente bella delirante e tante altre cose…

30 // 6:00AM Skateboard Culture Magazine

photo // Alberto Chimenti

Pensi che la tua città abbia abbastanza spot da dare in pasto agli skateboarder? Sì, anche se da svariati anni non sono più usciti sulle riviste… Ma ci sarà un ritorno e Torino si rivaluterà! Andate sempre alla ricerca di nuovi spot o siete piuttosto abitudinari? Non siamo proprio abitudinari… Dipende da quello che uno ha voglia di skateare… Per fortuna tra Torino e provincia ci si riesce a muovere facilmente. La scena è compatta o disgregata nei diversi spot? La scena che intendo io è molto unita. Ci si conosce da una vita… Poi in ogni piccolo park, piccola rampa, piccolo paese, sono nate piccole realtà che stanno incominciando ad integrarsi con noi sempre di più.

Cosa faresti come prima cosa per migliorare la scena torinese? Un mega park al coperto... Tutto free! Raccontaci di un evento che ti lega particolarmente a questa città. Ci sarebbero troppe cose da ricordare e raccontare... In futuro ti vedrai sempre e comunque a Torino? Sì, fino ai quaratacinque, cinquant’anni almeno. Poi voglio sole e mare! Indicaci tre posti sagaci per: skateare, mangiare e fare bordello... In zona centro, per skateare Piazza Castello, Piazza Valdo Fusi, le Porte Palatine… Per mangiare a Torino la sera si fa aperitivo... e poi tutti ai Murazzi! Grazie e a presto! Ciao! A presto!


HARDCORE > THOSE FURIOUS FLAMES |

Introducimi i Those Furious Flames... La band è nata nel 2003 ed è composta da Yann Nick (lead guitar), Joe Napoli (guitar), G.B. (bass), Big Boss (drums) ed io (Yari Copt) alla voce. Dopo ‘She’s Great’ del 2004 e ‘Hot Hot Baby Rock’ del 2008 è uscito nel 2010 l’ultimo album ‘Trip To Deafness’ pubblicato in Italia da Bagana Records ed in Svizzera da 808 Records. Dopo aver suonato in mezza Europa anche con band come i Faith No More, Valient Thorr etc, ci apprestiamo ad un tour in California, nella Federazione Russa e un tour europeo. E nel frattempo stiamo lavorando ad un nuovo album. Quanto c’è di Warriors nei Those Furious Flames? In realtà non tantissimo. Ci sono io. Molti dei Warriors ci seguono ai concerti, alcuni di loro hanno band con le quali a volte suoniamo insieme, e in vari eventi e tour le strade si incrociano e siamo in giro insieme. Poi vabbè Warriors e RnR vanno sempre di pari passo...

32 // 6:00AM Skateboard Culture Magazine

photo // Courtesy of Those Furious Flames

Il classicone: c’è qualcosa del vostro essere skateboarder che ha influenzato la vostra parte di vita da musicisti? E qualcosa che partendo dalla sfera musicale ha influenzato il vostro essere skateboarder? Da skate a musica probabilmente il fatto di cercare di rimanere unici, produttivi e con i piedi per terra. Da musica a skate il fatto di rimanere legati alla scena, a non seguire le tendenze e di superare i propri limiti... non so quanti dei trick più estremi che ho fatto nella mia vita avrei potuto fare senza la giusta colonna sonora nelle mie orecchie... Siete in giro da molto tempo: che vuol dire avere una band nel 2011e come riuscite ad essere attuali? Ci sono band che hanno un loro stampo, funziona e riescono a tirare avanti con successo per anni (vedi AC/DC). Noi siamo una band invece che muta e soprattutto migliora nel tempo. Siamo passati da un veloce punk’n’roll del primo album fino a maturare oggi in un rock potente, compatto e leggermente psichedelico che ci fa creare dei pezzi che sono sempre meglio e mi piace questo: non ti stufi mai di suonare e anche il pubblico è sempre sorpreso quando arriviamo con un pezzo nuovo che è diverso ma fedele al nostro suono personale. A livello di avere una band oggi ci sono solo alcune parole che riassumono il tutto: passione, sacrificio, impegno e lavoro. Chi ha una band oggi lo sa.

Nuove persone da tenere d’occhio sia a livello skateistico che musicale? Bè tutta la nuova generazione è veramente ad un livello altissimo, sia a livello musicale, sia a livello di skate. forse mancano i veri personaggi, qualcuno che salta fuori dalla massa. Ma come detto, con così tanta qualità e quantità è veramente difficile farsi notare oggi. Sappiamo che hai un grande ‘appeal’ con le donne. Questo è perchè sei una rockstar? Ahahah! magari quando ero giovane! Io e parte del gruppo siamo felicemente accoppiati quindi passiamo tutte le eventuali groupie al chitarrista della band che è l’unico giovane e single! ahahah! Cose da fare sempre e cose da non fare mai, prima di un live? Da fare sempre: ascoltare un pezzo dei Led Zeppelin, rilassarsi, berne un paio e andare al cesso... Cose da non fare mai: ubriacarsi troppo, mangiare ad una griglieria ‘a volontà’ a Rotterdam due ore prima del live (vero Panda?), farsi abbattere perchè c’è poco pubblico in sala e distruggere il backstage prima di essere pagati...


CHAT WITH > DIEGO GARCIA DOMINGUEZ - SYDNEY |

chat // Jacopo Atzori // photo // Roberta Maccechini provi un bs tailslide si avvicina un signore di mezza età e ti chiede: “Perché non provi blunt slide!?!”

Dacci un aggiornamento: dove ti trovi e cosa stai combinando nell’altro emisfero? Sono a Sydney: la mia giornata tipo è: mattina lavoro, pomeriggio skateboarding e sera party! Sabato spiaggia... Si suppone che stia finendo l’estate, come stai vivendo le stagioni al contrario? Be’ qui è ‘sciallo’ di giorno e in inverno la minima è di dieci gradi quindi, si può skateare tutto l’anno senza problemi. Come descriveresti il rapporto tra uomo e natura nella ‘selvaggia’ Australia? La città è piena di animali tipo cacatua, opossum, pappagalli colorati, ragni giganteschi, ibis che frugano nei cestini, scarafaggi volanti e super arroganti, pipistrelli grandi come le nostre pantegane milanesi ma con le ali, meduse urticanti, murene nei laghetti, piccoli pinguini e squali nelle spiagge! E tutto questo, in perfetta armonia con i grattacieli... No worries mate! È davvero così selvaggia l’Australia? Sì, fuori dalle città la natura è ostile...

34 // 6:00AM Skateboard Culture Magazine

Abbiamo visto parecchi pro esplosivi nascere nella scena australiana: pensi che ci sia qualcosa in più laggiù in questo periodo? Innanzitutto le città sono skateabilissime e qui tutti, ma proprio tutti, sanno almeno spingersi, la maggior parte usa lo skate come mezzo di trasporto per andare a lavorare o a scuola. Non so bene cosa ci sia in più qui ma vedo che gli skater sono più supportati e il livello medio é molto più alto rispetto al nostro. Skateboard e forze dell’ordine: com’è il binomio australiano? Per quanto mi riguarda non ho avuto alcun problema, sono sempre stato cacciato dagli spot in modo gentile e amichevole, qui con la polizia ci puoi parlare e scherzare tranquillamente, ho visto poliziotti ballare durante le feste e baciare ragazze sconosciute. Wow! Ci sono più obesi o contadini? Dai... smonta qualche luogo comune sull’Australia... Nelle città la gente fa un sacco di sport sia nelle palestre che all’aperto, quindi é vero che si ammazzano di fast food ma compensano con lo sport. I bagnini non sono tipo Mitch di Bay Watch, ma molto più secchi e con una divisa ridicola...

E non è vero che sono tutti abbronzati, perché il sole è troppo forte e provoca tanti tumori alla pelle, quindi tanti non si espongono... A Sydney il 70% delle persone che vive in centro è asiatica e non so se sia stato un caso, ma la maggior parte degli australiani che abbiamo conosciuto ha origini italiane e sanno dire le solite tre frasi: vaffanculo, ciao bella e buongiorno! Hai creato qualche legame con gli skater del posto? Sei riuscito a rappresentare Milano e l’Italia? Sì, conosco ormai tutta la cricca degli skater, anche se mi sono fatto il mio gruppo. Esco tutti i giorni con quattro australiani, due giapponesi, un thailandese, un cileno, uno spagnolo, etc... Sembra una barzelletta... Rappresentare l’Italia o Milano non lo so... Ma la maggior parte dei miei amici è gasata con Chef e vogliono il mio footage per le loro videopart, e io voglio il loro per la mia! Cosa ti ha affascinato di più della realtà australiana? Gli animali strani e la mentalità della gente, qui son tutti molto più sciallati... dal vestire al relazionarsi, ti capita di parlare con una persona di qualsiasi età al semaforo o di stringere amicizia con il commesso di un negozio, oppure, ancora più assurdo, intanto che

Raccontaci qualche skateboard experience made in Australia... Skateboard experience... troppe non saprei quale scegliere... Invece te ne racconto una che mi è successa al lavoro anche se non è per niente bella... Come tutte le mattine alle sette inizio a pulire i cessi dell’ostello, lavoro molto facile e non così disgustoso come potrebbe sembrare... verso le nove mi accorgo che l’ultimo bagno che mi manca da pulire è ancora occupato, busso e nessuno mi risponde così decido di aprirlo con la master key... Apro la porta e trovo un ragazzo per terra e gli dico: “Wake up asshole!” pensando che fosse ubriaco... anche perché dall’odore che c’era, sembrava che avesse vomitato o si fosse ‘shitted in his pants’. In quel momento passa un’amica dell’ostello e entra nel bagno a vedere che succede e appena lo riesce a vedere in faccia si volta verso di me bianca e mi dice: “Diego, is our manager!” A quel punto entro per guardarlo meglio e vedo che ha la faccia blu con le labbra viola e nel braccio ha ancora la siringa... Cazzo era morto di overdose! Ho fatto chiamare l’ambulanza ma era ormai già troppo tardi, era morto da ore... Nessuno si aspettava o sapeva che lui si facesse e dal quel giorno abbiamo deciso di cambiare casa... E io di cambiar lavoro. R.I.P. J... Qual’è il più grande regalo che ti ha fatto questo viaggio? Tutte le esperienze sia belle che brutte che mi hanno aiutato a crescere come persona... Saluti? My Australian brothers: Connal, Sasha, Simon & JP. My skate gang: Hannes, Rodrigo, Carlos, Simon from Germany, Ayumu, Nacho, Pete, Kei, Robert, Aravin, Motoki, Louis e tutti gli altri skater di Hydepark e Waterloo. Tutti i ragazzi e le ragazze di Asylum! Roby per sopportarmi e per aver scattato una delle mie foto preferite. E 6:00AM team per avermi dedicato uno spazio. Tnx guys Ciao fratello, grazie mille... Ciao hermanitos!!!


ITALIAN RECIPE > STRANGE SKATEBOARDS |

word // Davide Martinazzo

Quali sono state le fondamentali tappe fino ad ora, di questo vostro ‘viaggio’? Trovare così tanti amici lungo la strada. I tour a Praga, Lubjana, Nova Gorizia, Milano e Salento. Aprire la nostra società e gestire Strange quotidianamente. Realizzare i nostri tre video (All Apologies, Strange & Destroy e Strange Video X). Vedere l’entusiasmo nei nostri rider. Com’è nata l’idea ti mettere in piedi una company? L’idea é di Nikof che subito ha trovato come partner Adi Castegna, Paolo Riscica e successivamente me, nel 2003. Credo che all’inizio fosse più un sogno che un idea. Quali sono state le principali difficoltà iniziali? Risponderei facilmente dicendo: i soldi. Ma non solo, nei primi anni era difficile un pò tutto: le tavole le facevamo in Italia ed era complesso reperire il legno giusto, la colla buona. I contatti con l’estero non sono semplici da mantenere; le tavole che ci mandavano non erano sempre buone e prima di lanciarle in produzione dovevamo stare molto attenti. Internet non era come ora, non le vendevi postando un link sulle bacheche, il modo per venderle agli skateshop era quello di prendere la macchina e attraversare l’Italia.

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Pensi che all’estero sarebbe andata diversamente? Penso sarebbe stato diverso solo se mi fossi trovato in una nazione più ricettiva verso lo skateboard. Francia, Spagna e Germania sono da sempre più attente allo skateboard ed hanno dei volumi di mercato diversi. Hanno più skater. Per il resto le difficoltà sarebbero state le stesse. Di chi è la mente creativa della company ed a cosa si ispira? Per molti anni Nikof ha prodotto il 100% delle grafiche. Lui é stato il folle creativo di Strange. Poi negli anni abbiamo iniziato a collaborare con amici grafici, fotografi e artisti che per un motivo o

per un altro hanno incrociato la nostra strada. Nikof si é sempre ispirato alla cultura punk che ci circonda, ha messo sempre un pizzico delle sue origini argentine mescolate al suo diploma di Belle Arti. In questo ultimo anno le cose sono un po’ cambiate e mi sto occupando io della direzione creativa e delle collaborazioni, seguo tutte le fasi del prodotto, che siano tavole o abbigliamento.


2000/2001 • Nicola Favaro assieme ad Adi Castegna danno vita al progetto Strange skateboards: primi esperimenti di tavole fatte in Italia. Paolo Riscica si unisce a Nicola. Adi lascia dopo un anno il progetto. Strange prende forma cominciando ad avere una serie di tavole e le prime t-shirt. Le prime tavole di produzione totalmente italiana vengono messe sul mercato e iniziano ad usarle gli amici che poi si trasformeranno in rider. 2002 • Altre tavole di produzione europea vengono distribuite nel nord Italia. Si mette in cantiere il progetto del primo video. 2003 • Esce il video ‘All Apologies’ diretto da Davide Martinazzo e Matteo Fuga. Rider del team: Luca Basilico, Raffaele Schirinzi, Stefano Brancalion, Simone Carollo, Miha Vogrincic. Il video ha un ottimo impatto e gli skater cominciano a conoscere Strange in tutta Italia. Davide Martinazzo entra in Strange skateboards come Team Manager. Viene notato Fabio Montagner che viene subito reclutato nel team. Nello stesso anno prende forma lo Speed Park di Montebelluna. La produzione di tavole viene spostata in Canada raggiungendo uno standard qualitativo molto alto. 2004 • Il team aggiunge nel rooster dei rider i tre talenti argentini. Bruno Aballay, Mattias Correa e Facundo Stricker. Sempre nello stesso anno entrano nel team Luca Donadini e Erik Petterson. La loro permanenza durerà un anno. Il team và in tour a Praga. Entra nel team Jonathan Gallo. 2005 • Nasce Skate Love srl, società che produce e distribuisce Strange skateboards. Tutti i rider sono sotto per filmare il nuovo video. 2006 • Paolo lascia la società Skate Love.

Cosa volete trasmettere attraverso la vostra immagine? Il fatto che essere ‘Strani’ non é male. Skateare negli anni ‘90 era dura. Eri il peggiore della via e le tipe non ti filavano. La nostra immagine? Abbiamo un immagine? Forse... Il valore che ci piacerebbe far arrivare è che ci si può realizzare nella vita. Il nostro era un sogno ed é diventato realtà. Spero in un futuro in cui gli skaters italiani si stimino tra loro e non guardino solo all’estero. Sento mille volte la frase: “In Europa é diverso...” Perché noi dove viviamo? L’Italia non é Europa? Come pensate sia meglio promuovere il proprio marchio e attraverso quali canali? Stando sulle strade, filmando e producendo sempre video migliori. Una volta fatto questo i Social Network e il passaparola seguono a ruota.

Che tipo di importanza e di supporto date al vostro team? Il team é molto importante, le tavole sono arrivate ad uno standard qualitativo alto e sono tutte molto simili. La differenza la fà chi le skatea e come: il supporto al team é di fornire tavole in quantità e finanziare i tour Strange. Possono esserci dei rimborsi spesa ad esempio ma non é la regola... Vi ho già detto che non siamo ricchi? Che progetti per il futuro prossimo e lontano? Tour, un nuovo sito, un e-commerce, nuovi prodotti, apparel più costruito, migliorare la distribuzione e altri nuovi rider che diano nuovo impulso al team. Filmare tanto ovviamente, è on-line da pochi giorni il nostro nuovo video e stiamo già lavorando al prossimo. Ci stiamo impegnando per farlo uscire prima della fine del mondo: dicono che sia dietro l’angolo, no?

2007 • Il team al completo parte in direzione Puglia per completare le riprese del video. Esce il video Strange & Destroy diretto da Davide Martinazzo e Daniele Zennaro. Rider del team: Simone Carollo, Alessandro Berti, Marco Barozzi, Mattia Turco, Luca Basilico, Jonathan Gallo, Angelo Netto, Fabio Montagner. 2008 • Il team e la company subiscono assestamenti e modifiche. Rider lasciano, rider smettono. Le tavole vengono prodotte in un altro woodshop. 2010 • Skate Love subisce un furto ma nello stesso anno apre un secondo punto vendita Flame Shop. 2011 • Esce il video Strange Video X diretto da Davide Martinazzo e Gianluca Miotto. Rider del team: Fabio Bottelli, Jacopo Picozza, Alessandro Berti, Francesco Marconato, Angelo Netto, Fabio Montagner.

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6:00AM SUPPORT > GRANAT’ ATTACK | HELP US > CREEDENCE PARK | Dopo aver dato una bella ‘bagnata di naso’ ai costruttori di skatepark più illustri, costruendo uno dei migliori D.I.Y. spot della penisola con soli 2000 euro ed attirando l’attenzione del blog europeo insearchofthemiraculous.se, il giovane Kendall (nella foto in versione texas) e il suo socio Seba Rossi, stanno cercando dei fondi per ampliare il Creedence Skatepark... Nelle ultime settimane abbiamo assistito alla ricerca live ed on-line di una betoniera, che alla fine è stata trovata grazie ad una catena di post su Facebook... miracoli dell’era moderna! Chiunque voglia partecipare sia attivamente che finanziariamente, può rivolgersi ai diretti interessati contattando il Creedence Skatepark al suo indirizzo di posta elettronica: creedencediysk8park@gmail.com, oppure digitare Creedence diy Skatepark in Facebook. Se volete visitare di persona lo skatepark, lo troverete in Via dei Platani 22, a Castrezzato in provincia di Brescia.

Dopo la prima esperienza dello scorso anno, siamo qui a presentarvi la seconda edizione del Campionato Triveneto di Skateboarding, che prenderà il via a Cittadella (PD) il 9 e il 10 aprile 2011, con l’evento Granat’attack presso il Bulwark Skatepark di Facca di Cittadella.

Per tutte le info scivete a: info@stretsonfiresk8shop.com oppure visitate il sito: www.skateintriveneto.it altrimenti cercate l’evento Granat’attack in Facebook...

WHAT’S NEW > ALL RAMPS | C’è una nuova azienda che si è affacciata nel panorama italiano: un’azienda che si occupa della costruzione di rampe e di skatepark... Un’azienda specializzata nella lavorazione dei metalli che promette di portare modularità, supporto tecnico e versatilità a chiunque decida di rapportarsi con lei.

“All Ramps nasce dalla voglia di fare skateboard: è la risposta materiale alla nostra passione” sostiene Gianluca Porcheddu nel suo comunicato stampa, aggiungendo una vasta quantità di informazioni riguardanti tutte le fasi del suo lavoro. Non vi resta che contattare l’azienda è vedere quello che sanno fare! Skate is all... Skate All! www.all-ramps.com

JART > STAIR WARS | Per tutti gli skateboarder che condividono la passione per la saga più famosa della storia dell cinema, questa news ha un sapore molto particolare... Interessanti novità ci arrivano dalla ‘luna boscosa’ dei Paesi Baschi. È stato recentemente presentato infatti il nuovo contest Europeo di Jart Skateboars: Stair Wars. Il format, unico e molto particolare necessita dunque di una spiegazione approfondita. Il contest avrà come palcoscenico sette nazioni: Italia, Spagna, Francia, Inghilterra, Germania, Norvegia e Belgio e coinvolgerà in maniera diretta gli skateshop ed i loro flow team, ripeto flow team quindi, sono ammessi solo rider amateur. Fase 1 / I singoli skateshop, una volta completata l’iscrizione, dovranno trovare uno spot che metta a disposizione una bella scalinata (da sette scale in su). Questo spot dovra essere un luogo tranquillo, dove sia possibile skateare e filmare indisturbati: questo sarà cruciale per lo svolgimento della seconda fase. Una volta trovato lo spot, il team del negozio dovrà produrre un brevissimo clip che mostri tutti i ‘banger’ prodotti sulla scalinata (un singolo best trick per ogni rider e tutti rigorosamente fatti sulla medesima scalinata). Questi clip verranno giudicate ed i migliori skateshop avranno diritto ad accedere alla fase due.

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Questa prima tappa, coinciderà con la prima gara di transition del circuito, ovvero un contest di mini che si terrà domenica 10 aprile con montepremi di 500 euro!!! E per l’occasione sarà installata una mini con estensione su un lato...

Fase 2 / Basandosi sui clip ricevute, la giuria indicherà gli skateshop qualificati (cinque spagnoli, cinque tedeschi, cinque francesi, tre inglesi, tre norvegesi, tre italiani e tre belgi). A questo punto la ‘Stair Wars Crew’ ed i negozi qualificati, sceglieranno una data per organizzare un contest che avrà luogo sulla scalinata sulla quale si è filmato il clip. Ogni contest avrà un montepremi di 300 euro ed un filmer a disposizione per la promozione dell’evento, spesati da Jart. Da questi contest ne usciranno i rider vincitori, quelli cioè che accederanno alla fase tre. Fase 3 / I vincitori saranno invitati (volo ed alloggio pagati) presso Hondarribia (Spagna) dove avrà luogo la finalissima. Finalissima che oltre ad un montepremi di 4500 euro offrirà una location unica e, a detta degli organizzatori, una grande presenza di pubblico... Oltre alla possibilità di accedere alla finale, i rider vincitori avranno diritto ad una visita esclusiva alla fabbrica di Jart Skateboard, mentre invece lo shop organizzatore dell’evento vincerà una fornitura di tavole personalizzate. L’ evento sarà interamente coperto da una svariata quantità di media in giro per il vecchio continente. 6:00AM sarà invece, insieme alle altre maggiori testate europee, partner ufficiale dell’evento e ‘lo zio’ (Ale Redaelli) farà parte della giuria internazionale insieme ai colleghi dei paesi coinvolti. L’impressione è ottima, voi che dite? Che la forza sia con voi!!!


• bs 50 - 50

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chatting with Davide Martinazzo. photo Sean Cronan

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PARTIAMO CON UN CLASSICO. PER FAVORE INTRODUCITI: NOME, ETÀ, SPONSOR E DA DOVE VIENI... Il mio nome è Brandon Westgate, skateo Zoo York, Emerica, Hubba, Venture, Mob grip, Bones Bearings e CCS. Vivo a Wareham, in Massachusetts... DOVE SEI CRESCIUTO? IN QUALE CITTÀ HAI FREQUENTATO LA SCUOLA? Sono cresciuto in Wareham, in Massachusetts e ho frequentato la Upper Cape Regional Tech. SEI DELLA EAST COAST: QUAL’È LA PIÙ GRANDE DIFFERENZA TRA EST E OVEST? QUALI DIFFERENZE DI VITA E DI SKATEBOARDING? La più grande differenza è probabilmente il clima. La vita è bella su entrambe le coste e la differenza nello skateing penso sia negli spot. Gli spot occidentali sono di solito più lisci e facili di quelli orientali. COSA VUOL DIRE ESSERE PRO PER TE? È un grande onore... SENTI PIÙ PRESSIONE QUANDO ESCI PER SKATEARE O PER FILMARE? VOGLIO DIRE... MOLTA GENTE SI ASPETTA QUALCOSA DA TE... Di solito non penso a questo, sono solo ‘attizzato’ dall’essere fuori a skateare!

• ollie over the rail

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DESCIVI LA TUA GIORNATA TIPO? Mi sveglio, bevo del caffè con la mia ragazza e porto i cani a passeggiare, vado a skateare in giornata e quando torno a casa cucino qualcosa per la cena... Poi di solito mi guardo un film. CHE TIPO DI MUSICA ASCOLTI? Praticamente tutto quello che mi suona bene, non sono schizzinoso e non ho un qualcosa di preferito.

• sopra bs tailslide • destra bs ollie backward nosegrind revert

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TI HO INCONTRATO NEL 2005 DURANTE UNO SKATE TRIP EMERICA IN ITALIA CON LEO E SPANKY: COSA PENSAVI RIGUARDO ALL’ESSERE IN UN ALTRO CONTINENTE, SKATEANDO CON QUEI RAGAZZI? Ero entusiasta di viverla con loro skateando spot pazzeschi, mangiando cibo grandioso e scoprendo il mondo...


QUAL È IL LATO MIGLIORE E IL PEGGIORE DI UNO SKATE TOUR? Mi è piaciuto l’intero viaggiare, così tanti spot spettacolari e momenti divertenti, e ho amato il cibo soprattutto la prima volta che ho mangiato coniglio, era davvero buono. Per me non ci sono mai stati momenti peggiori, ho sempre avuto buoni compagni e vissuto bei periodi. SEI UN MIX DI SUPER POP, TRICK TECNICI E STILE. MA COSA PREFERISCI? BOMB THE HILLS? CURB O GAP? Mi piace semplicemente ollare...

IN TUTTE LE TUE VIDEOPART SKATEI DAVVERO VELOCE E FAI DELLE LINEE ASSURDE IN DOWNHILLS. ‘TO BOMB THE HILLS’ È LA TUA PASSIONE? Già... Mi godo ogni minuto, è come una corsa spensierata per me fare downhill! UN PAIO DI MESI FA EMERICA HA LANCIATO UNA TUA NUOVA VIDEOPART PER IL LANCIO DEL TUO PROMODEL. HAI QUALCHE VIDEOPART SU CUI STAI LAVORANDO O ALTRI PROGETTI DI CUI VUOI PARLARCI? Sto lavorando su una piccola part sullo Street Contest degli X-Games.

È QUESTO IL MOMENTO IN CUI SE VUOI, PUOI DIRE CIAO O RINGRAZIARE QUALCUNO... Voglio ringraziare la famiglia Emerica, la famiglia Zoo, la mia famiglia, Hubba, Venture, Bones Bearings, Mob, e CCS. GRAZIE TANTE BRANDON E SPERIAMO DI RIVEDERTI PRESTO IN ITALIA... Grazie a voi!

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ANDREA COLZANI INTERVIEW

Word / Alessandro Redaelli Photo / Osde

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Andrea Colzani: dati di base... Ciao, sono Andrea Colzani e ho ventun’anni. Vivo a Biassono, un paesino della Brianza vicino a Monza. Descrivimi il periodo della vita che stai attraversando: studio, lavoro e skateboarding. Attualmente sto frequentando il terzo anno di Scienze dei Materiali, che è un misto di fisica e chimica, presso l’università di Milano Bicocca. Ultimamente sono rimasto un po’ indietro con gli esami e sto cercando di studiare ogni giorno per almeno una o due ore, ma con l’arrivo della primavera si fa sempre più difficile... Ma d’altra parte visto che non lavoro, devo studiare altrimenti i miei mi tirano il collo! Ahahah! Ultimamente sono abbastanza contento di come sto skateando anche perché questo inverno è stato mite e sono riuscito a imparare qualche trick, anche grazie al fatto di essere andato a Barcellona per una settimana dopo Natale e aver visto una marea di gente che spacca tantissimo! Cosa significa sudarsi un trick? Be’ penso sia ovvio sudarsi il trick: d’altra parte nessuno nasce imparato e se poi fosse facile non sarebbe così bello... Non trovi? fakie p op sh ove it fa k i e man ny 3 6 0 ° f l i p

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Dai a chi legge dei motivi validi per spingere il tuo tipo di skateboarding? Lo skateboard è bellissimo e quindi è giusto spingerlo in ogni sua forma, puoi fare gap, skateare tecnico come me, girare in bowl o in vert, ma è solo una interpretazione diversa della stessa cosa. Questo è il bello dello skateboarding, infatti è così vario che non si finisce mai di imparare anche perché le possibilità sono infinite! Dipende dai gusti e non devo essere io a convincere qualcuno che skateare tecnico è meglio di skateare in bowl: deve essere lui stesso ad accostarsi o a supportare il modo di skateare più adatto ai propri gusti... Quanto è tirchio il tuo compagno di skateboarding Ale Cesana? Come ti trovi girare e skateare con lui? Ale non è mai stato tirchio con me, magari non spende e spande ogni suo risparmio, ma questa è una cosa tipica di noi brianzoli che ci vuoi fare! È come un fratello per me, lo conosco da quando avevo sette anni perché veniva a giocare sempre nel giardino del mio palazzo; poi a tredici anni ho scoperto lo skate e un pomeriggio l’ho incontrato ed era già capace di skateare. Da lì penso che abbiamo passato insieme a skateare quasi tutti i pomeriggi fino ad oggi, anche se stiamo iniziando ad odiarci anche perché abbiamo lo stesso giro di amici... Ahahah!

Esperienza skatepark di Monza: come è andata la storia con ‘il Riky’ più famoso d’Italia? La storia è un po’ complicata, te la riassumo così: dopo aver visto il park ho insultato il tipo via Facebook, poi attraverso Nico Santambrogio ho scoperto che il tipo aveva un capannone e c’era la possibilità di fare un park coperto. A questo punto sono andato a parlare con Riccardo per aiutarlo a fare un bel park: peccato che il giorno dopo ho scoperto che la sua priorità era di fare una gara in un palazzetto. Da quel giorno sono stato in disparte e ho dato la mia disponibilità a fare il giudice, sperando che la gara si fosse rivelata meno brutta di quel che in effetti è stata. Dopo questa esperienza ho chiuso i rapporti con Riccardo e sono pronto a riaprirli solo in caso della costruzione di uno skatepark serio! Ti sei sentito gabbato dal tipo? Alla fine non mi sembra di essere stato preso per il culo, ma la prossima volta che collaboro con qualcuno voglio più certezze e non tante promesse vane...

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Parlami del rapporto che hai con la tua cassa? La cassa è nata il 20 settembre 2009 subito dopo la mia esperienza berlinese; infatti ad agosto sono stato a Berlino dove molti spot sono stati costruiti dagli skaters, e da lì è nata l’idea. Sin dall’inizio del mio skateboarding ho sempre skateato su strutture costruite da noi come casse e flatbar e non mi sono mai stancato, quindi penso che è da qui che nasce il mio amore per questo tipo di skating, per la mia cassa e per il mio nuovo manny pad... Vivere e skateare in Brianza: yes & not della provincia milanese... Diciamo che l’unica cosa positiva della Brianza sono gli amici e che è vicino a Milano; infatti la Brianza non è brutta in sè, ma lo è in quanto tutta la gente ha una mentalità chiusa, non riesce a vedere oltre il confine del proprio paese e pensa solo ad avere il soldo. Proprio per questo Milano è una salvezza in quanto è un grande città dove si può incontrare tanta gente da tutte le parti del mondo e dell’Italia; inoltre la scena skate di Milano è abbastanza attiva e quindi è sempre bello trovarsi a skateare il sabato pomeriggio in MC!

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L’unica cosa che non mi piace di te è la tua ‘skate attitude’ rabbiosa: arrivo allo spot, provo subito la super tecnicata, non mi viene ed inizio a sclerare. Pensi che io abbia ragione o c’è qualcosa che mi sfugge? È vero, mi incazzo molto facilmente ma è perché tengo molto allo skate e voglio dare sempre il massimo! Poi ultimamente sto cercando di prendere lo skate con più filosofia e meno incazzature, che però ogni tanto sono utili per sfogarsi e anche per imparare qualche trick. Infatti ritengo migliore uno che si incazza perché tiene ad una cosa e vuole farla a tutti costi, piuttosto di uno che molla alla prima difficoltà. Comunque prima di provare trick nuovi mi piace chiudere i trick di base ogni giorno, e penso che questo sia molto importante dato che alla fine tutti i trick sono combinazioni di trick di base!

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La tua videopart ha suscitato interesse un po’ in tutti, anche in qualche nome importante della scena europea: raccontaci un po’ di come è andata la produzione... La videopart in questione è nata un po’ per caso; infatti a fine 2009 Riki P ha preso una nuova videocamera ma ha anche iniziato a lavorare, quindi il tutto è iniziato a maggio 2010 quando le giornate si facevano più lunghe e quando Riki aveva il pomeriggio libero. Sin dall’inizio avevo voglia di tirare fuori una part più bella di quella del Gossip Video e in neanche un mese avevo filmato in pochi pomeriggi una decina di trick. Poi ad agosto siamo andati a Praga dove la part ha iniziato a prendere forma e dove ho fatto i trick che mi piacciono di più della mia part. Tornati in Italia abbiamo filmato un po’ a settembre e un po’ a ottobre sul nuovo manny pad e la parte era praticamente finita; solo che tra una cosa e l’altra l’uscita è stata a febbraio con l’aggiunta di qualche trick filmato con altri amici...

Mi sembra di capire che le Adidas Superstar e la t-shirt no logo non siano proprio una scelta per te, ma più che altro una risposta a buon mercato alla mancanza di sponsor: parlami della tua attuale situazione. Sì è vero, ora come ora non ho sponsor a parte Contest Boardshop (the best skate shop ever), anche se ora ho qualche contatto e spero che presto salti fuori qualcosa di interessante; comunque le Superstar sono le migliori scarpe che io abbia mai skateato e consiglio a tutti di provarle, poi le magliette tinta unita no logo sono le mie preferite, ne ho due cassetti pieni!

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Andrea Colzani fra vent’anni? A skateare con mio figlio in un paese caldo e tranquillo; questa è la mia speranza, poi vedremo... È da parecchio tempo che non si parla più del progetto Gossip Video: sai darci qualche aggiornamento? In realtà non c’è più in progetto un full lenght video che è una cosa troppo impegnativa, ma comunque stiamo skateando sempre tutti insieme e filmando qualcosa, poi quando la parte di qualcuno è pronta la si fa uscire!

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Se non sbaglio sei un local della Society Plaza di Seregno. Parlami un po’ del park e della sua scena: pregi e difetti. Sì, sono un local del park di Seregno e skateo lì quasi tutti i giorni della settimana tranne i week end perché c’è troppa gente. È una fortuna che sia nato un posto così dove beccarsi coi propri amici a ‘sfratellare’ tutto il pomeriggio, anche se il disegno del park non rispecchia molto i miei gusti; è anche per questo che ho messo nella piazzetta sottostante le mie strutture... Grazie al park molti ragazzini hanno iniziato a skateare anche se però non si sono mai staccati da lì e questo lo si vede molto nella loro mancanza di esperienza, speriamo che le cose cambino presto e che arrivi qualche kid che ci apre il culo!

A Praga hai limonato duro, questo è un fatto, ma limoni a parte: qual’è stato il tuo best skate trip? Il mio viaggio più bello è stato a Berlino nel 2009 con Riki P, Ale Biggie e Nico, sia per gli spot ma soprattutto per la compagnia e per la fantastica aria che si respira in città, anche se devo dire che il viaggio a Praga è stato fantastico anch’esso! Penso che Stalin sia lo spot più bello che abbia mai skateato e di sicuro è nella top three di tutti gli spot al mondo!

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Una volta ti ho detto che per ottenere più popolarità dovresti modificare la tua ‘attitude’. Ale Cesana proponeva di incominciare a battersi una bottiglia sul ‘pacco’ in stile Tafazzi. Tu come la vedi? Ah! È vero mi ricordo! Proverò a seguire il consiglio di Ale anche se uno il rispetto deve guadagnarselo per quello che è, e non seguendo la moda del momento che ogni due anni cambia; quindi mi sa che sarò il solito Andrea, nel bene e nel male!

Saluti e ringraziamenti vari? Ringrazio tutta la mia famiglia (gatti compresi), Ale, Ivan, J e la Fra, Alex, Tommy e Laura, Greco, Wil, Jack, Riki P, Guido, Ale Formenti, Mauro, Osde e tutti i miei amici con cui esco a Biassono e dintorni, i boys di Seregno, i ragazzi di MC e tutti gli skater di Milano, Dave e Luca di Contest Boardshop e i miei compagni di università. Sicuramente avrò dimenticato qualcuno e mi scuso in anticipo!

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Skateon the road. Alla conquista del Golden State... E dintorni. · word & photo federico romanello · Volevo partire. Forse è più corretto dire: dovevo. Andare in California, stare un pò a San Francisco, poi scendere a L.A. e stabilirmi là, possibilmente a Venice Beach, dove tutto è nato. Uno dei tanti luoghi comuni sull’America che si sono rivelati essere assolutamente veri. Vivere lì, non starci in vacanza per pochi giorni. Tre mesi. Ho prenotato il biglietto, prima di assicurarmi che non avrei perso il lavoro, o che qualcuno sarebbe venuto con me.

E cosa c’è di meglio per pararsi il culo che organizzare un trip con la redazione per cui lavori? Ho convinto il Simo Verona, non è stato difficile, ho sentito un pò di amici che si sono infottati, ed ecco fatto. La redazione di Skateon.it parte per l’America, per scappare dal freddo inverno italiano e produrre materiale foto e video. SkateOn the road. Che il viaggio cominci.

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| Simone Verona | fs rock

In California tutto è “più”. Le macchine sono più grandi, gli spazi più vasti, i tramonti più rossi. E il cemento più liscio. No, veramente, è incredibilmente liscio. Persino i park do-it-yourself sono lisci più dei concrete europei. Il park di Channel Street, a San Pedro, ne è una delle prove. Ha una forma assurda, è veramente difficile ma super divertente, ci sono pezzi di pool coping a spirale, la famosa porta che si vede in un sacco di video, e dei dislivelli senza senso. L' hanno fatto completamente i local, senza aiuto da parte di nessuno, e l' amministrazione ha riconosciuto il lavoro svolto e l' ha fatto diventare un park “ufficiale”. Da quanto è liscio, il Simo per chiudere il trick in foto ha dovuto comprare un set di ruote più morbide, come usano quasi tutti quaggiù. No, aspettate, le ha comprate perchè si è fatto rubare la tavola davanti casa. Comunque la spesa forzata ha dato i suoi frutti.

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| Carlo Cassan | tailslide

Carlo non ha avuto molta fortuna. C’è chi ha avuto meno fortuna di lui, ovvero Massi con la sua sfida personale coi sedici di Hollywood High, ma questa è un’altra storia. Carlo è stato tre settimane e ha beccato perlopiù pioggia. Ovviamente appena è partito è sbucato il sole e non è più andato via. Il giorno di Natale dovevamo andare in Downtown per skateare gli spot dove di solito ci sono i cecchini che ti aspettano, ma ho pensato bene di andare a surfare la mattina presto, chiudere le chiavi in macchina e perdere tutto il giorno in attesa del soccorso stradale, ovviamente senza essere in grado di avvertire nessuno. Almeno prima di partire da San Francisco eravamo riusciti a skateare questo Jersey.

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Davide Frassine | ollie Come avrete notato, i ditch ci piacciono proprio. Questo è enorme, ha più zone skateabili completamente diverse una dall’altra, tutte accumunate dall’essere difficili da skateare e per niente fotogeniche. Prima di andar via Lerri si è inventato questo ollie in discesa. Sarà la luce, sarà l’albero di sfondo, sarà che ollare in discesa è una bella noia, ma appena mi ha detto cosa voleva fare ho capito che la mission sarebbe andata a buon fine. È ufficiale: a noi gli spot perfetti tipo i set di scale col rail al centro e il pavimento liscio proprio non piacciono. Se poi magari c’è un parcheggio lì accanto non li prendiamo neanche in considerazione...

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Davide Frassine | Monument valley 50 - 50 Ad un mese e mezzo buono dal nostro arrivo in America abbiamo deciso di avventurarci nel vecchio ovest. Si vede che le ore di macchina giornaliere in giro per LA non ci bastavano. Una settimana tra Death Valley, Las Vegas, Grand Canyon e Monument Valley. L’arrivo in territorio Navajo è stato ovviamente in ritardo rispetto alle nostre previsioni, e visto che ormai si stava facendo buio anzichè visitare la valle siamo andati in cerca di un’accomodation. Le scelte in zona sono solo due, e siamo finiti a dormire in una villetta fighissima con una vista sulle Mesas degna dei migliori film sul Far West. Non abbiamo neanche speso tanto vista la bassa stagione.Davanti alla casa, un rail da sette scale, con rincorsa corta di tavoloni girati dalla parte sbagliata, e atterraggio su terra. Non credo che siano in molti quelli che possono dire di aver skateato di fronte a un panorama del genere. Non potevamo lasciarci scappare l’occasione. Lerri si è svegliato presto, prima di ripartire, ha trovato i pannelli necessari a creare un landing di fortuna, ha lottato contro la rincorsa improponibile, ed ha portato a termine la missione. Adoro i piani ben riusciti.

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sopra

| Fede Romanello | fs rock

Per non farmi mancare niente, prima di tornare in Italia ho passato due settimane in Costa Rica da amici di Viareggio. Abbiamo perlopiù surfato tutti i giorni, ma siamo riusciti a incastrare un paio di skate session. Quella su questa mini è stata l’ultima del viaggio. Per skatearla abbiamo dovuto spalar via 40cm di sabbia, sotto il sole tropicale di mezzogiorno. Lo spot era come sempre impeccabile, cemento grezzissimo con uno scalino nella metà di una transizione, senza coping e con chiodi arrugginiti ovunque. Per rispettare la tradizione di tutto il viaggio, abbiamo fatto tardissimo, il mio compare doveva entrare a lavorare poco dopo aver finito di togliere la sabbia e ho avuto solo tre tentativi per portare a casa questa foto ricordo scattata da Andrea ‘il boss’ Gandini. Il trick si poteva fare meglio, ma va bene lo stesso. Skateare una mini di cemento su una spiaggia tropicale dopo una surf session l’ultimo giorno di viaggio: non potevo chiedere di più.

sinistra

| Louie Barletta | pole jam rock to fakie

Scendendo da San Francisco verso L.A. ci siamo fermati un paio di giorni da Louie Barletta, vecchia conoscenza del Verona. È stato veramente super con noi, la prima sera l’abbiamo passata a giocare coi suoi coinquilini a una strana versione del domino dove prima di chiudere un game devi fare il verso della gallina, a squarciagola. Per la cronaca, ho dominato il gioco, con somma disperazione di sua moglie. E il giorno dopo in giro per spot. Per scattare la foto buona di questo trick gli ho fatto fare mille tentativi, avevo problemi coi flash. È pure caduto in una pozza e si è distrutto il cardigan, dopo averlo già chiuso un po’ di volte. Ma ha continuato finchè non gli ho detto che lo scatto era buono. Altro che gli skater nostrani che se la menano perchè il negozio gli passa le tavole. Il secondo giorno pioveva, e siamo ripartiti per L.A., riproponendoci di tornare indietro a skatearli. Sempre per la cronaca, poi non siamo tornati. Tanto ci sarà una prossima volta.

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Poche ore dopo ero già sull’aereo che mi avrebbe riportato in Italia. A quella casa che ormai casa non lo è più del tutto. Prima ancora di atterrare a Milano avevo già deciso. L’anno prossimo la redazione di Skateon.it sarà costretta a svernare nuovamente in giro per il mondo. Un salto a Venice garantito. È uno sporco lavoro il nostro, ma qualcuno lo deve fare...

the road.

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itw Julian Dykmans photo Joe Hammeke

ANTIZ HOBO TOUR

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72 / ANTIZ HOBO TOUR


ANTIZ HOBO TOUR

Mi piace stare con i miei amici e come direbbe Steve, stay pure, stay poor... Ecco com’è la vita!” Cosa vi ha fatto decidiere che questo sarebbe stato il capitolo finale del tour? Tutte le belle cose hanno una fine. Penso che diremo sempre: essere ‘vagabondo’ è semplicemente non voler sottostare troppo... Quindi cosa ci dobbiamo aspettare di vedere nel libro che racconterà la storia dei tre Hobo tour? Il libro sarà un piccolo buon esempio di un gruppo di ragazzi che viaggiano molto per pochi soldi. Solo per viaggiare e fare esperienze, nuove cose in stile ‘vagabondo’. Belle foto di Loic Benoit, Sem Rubio e Joe Hammeke. Avevate biciclette nei primi due tour, come avete girato questa volta? Il primo tour fu in Andalucia con gli scooter. Poi la crisi ha colpito, quindi biciclette di merda per Berlino. E stavolta eravamo alle basi. Campeggio al giardino di un mio amico, girando col buon vecchio camper. Ha piovuto ogni giorno del tour. La tenda s’è allagata... che sfiga...

ER COMINCIARE FACCIAMO L’APPELLO: CHI È STATO ABBASTANZA CORAGGIOSO DA VAGABONDARE IN BELGIO PER DIECI GIORNI? PRATICAMENTE L’INTERO ANTIZ & EASTPARK TEAM, ECCETTO ARON SWEENEY E GABRIEL ENGELKE. OH, I NOMI... STEVE FORSTNER E MICHEL MAHRINGER DALL’AUSTRIA, JULIAN FURONES DALLA SPAGNA, HUGO LIARD, JULIEN BACHELIER, SAM PARTAIX E REMY TAVEIRA DALLA FRANCIA, SAMU KARVONEN DALLA FINLANDIA, IO (JULIEN) DAL BELGIO E ABBIAMO INCONTRATO PER LA PRIMA VOLTA DALLAS ROCKVAM DAGLI USA PER VEDERE SE HA LO SPIRITO DEL VAGABONDO. INFATTI CE L’HA.

P

precedente / Hugo Liard sinistra / Sam Partaix fs ollie switch 5-0 sopra / Samu Karvonen nose grind

Loic Benoit era entusiasta di essere in ogni singolo tour? O e semplicemente in un vagabondare perpetuo durante tutta la sua vita?! Loic è uno dei membri Antiz originali quindi è naturale che venga in tour con noi, è stato lì per la metà del tour che ha consistito principalmente in giorni piovosi... quindi sarei potuto essere più entusiasta. Sarebbe meglio chiederlo a lui, direbbbe: “Allora fuck no, la mia vita non è una vita da vagabondo, ma Antiz è la mia famiglia, ecco perchè, anche se sono il fotografo principale in carica per ogni Hobotour, mi piace andare e chillare con i miei amici! Dopo dieci anni in tour, molti di essi sono stati molto Hobo style! Lo skateboarding non ha bisogno di tanti soldi, hotel, bei letti, vestiti puliti e gente ricca.

Che diavolo è successo al piede di quel ragazzo, Alex?! È rimasto tutto il resto del tour a spingersi seduto sulla tavola? Poteva guidare dopo? Alex è un nostro amico dell’Austria. È venuto con il suo camper. Il primo giorno, nella difficile bowl di Bruxelles, gli si è girato il piede piuttosto malamente. Niente guida ma molte birre belghe gustate. Alex è una roccia. Gli dobbiamo uno skate trip. Quanti 360° flip sui bank ha fatto Julian nell’intero viaggio? Julian? Sono io... Bè per essere onesto non ne sono sicuro. Crescendo comincio a ricordare sempre di meno dello skateboarding. Ero solito conoscere ogni singolo dettaglio di quello che ho fatto, ho provato... Fammi analizzare il mio cervello. Ovviamente quello in Ostenda, in Belgio, sul nostro blog. Poi, oh sì, quello sul piccolo bank ad Anversa... È tutto penso. Li facevo sotto richieste di Steve... Dovresti guardare la mia part in Antizipated (video Antiz) se ti piacciono i 360° flip to fakie sui bank...

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Dicci tutto quello che riguarda la rissa coi due russi e il piccolo coltello-sandwich di Remy... Allora, era una bella giornata di sole, il gruppo ha cominciato a fare molta roba grossa ed al tramonto ho deciso di portare i ragazzi al Belgium Pub. Abbiamo cominciato con una Triple Westmalle che è una birra di tripla fermentazione al 9%. È molto buona, e da lì abbiamo iniziato ad essere un po’ in ‘stile libero’... Siamo finiti in un posto tipo bar/discoteca malata con musica rock. Qui Steve e Samu hanno rubato una bottiglia di soda che spruzza soda abbastanza forte e hanno cominciato un contest maglietta bagnata tra di loro per motivare le ragazze a buttarsi dentro... Poi Dallas ha vomitato tutto, così Samu, senza maglietta, è andato sul retro per prendere gli attrezzi adatti per pulire tutto.

74 / ANTIZ HOBO TOUR

Sì, i ragazzi Antiz puliscono il loro stesso vomito. Ci dovresti invitare a casa tua, non devi mai preoccuparti di niente. Alla fine della serata, i ragazzi stavano aspettando il bus e Paul, il nostro filmer, era al telefono con la sua ragazza. All’improvviso è stato attaccato da due russi ed è stato colpito in faccia. Sembrava finita lì ma dopo Paul è tornato da loro e ha picchiato il più basso (non l’enorme che lo ha effettivamente colpito) davvero duramente e gli ha praticamente distrutto la faccia. Paul deve aver detto: “vedi com’è essere colpito a caso!?”. In qualche modo la polizia era lì ed i russi hanno sostenuto che li abbiamo aggediti.

sopra / Dallas Rockvam / wallie to boardslide destra / Julian Furones / fs noseslide


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sinistra / Sam Partaix pipe carve sotto / Dallas Rockvam longass bs 5-0

La polizia non si è interessata minimamente e stavamo per andarcene, quando Remy ha tirato fuori il suo piccolo coltello dicendo: “Allora, a voi non interessa eh, e io sto per pugnalare questi tipi allora, e a voi non interessa...” E loro hanno solo detto: “No, non ci interessa...”. Ahahah!!! Oh, quando siamo tornati al van, una ragazza ci ha dato una borsa con dieci lattine di birra che ci aveva appena comprato. Il sogno di una vita... Ci sono stati altri incontri negativi durante il tour? Questo era sicuramente il migliore, e l’unica volta in cui abbiamo fatto festa. La cosa è che la crew aveva grandi speranze di skateare. Quindi visto che pioveva ogni giorno, speravamo che il giorno dopo avrebbe fatto bello... Ma no... Quelle baguette economiche affogate in salsa burger sembravano piuttosto pese. Qual’era il principale piatto ‘Hobo’ che avete mangiato in tour? Quelle erano le migliori. È chiamata ‘Mitraillette’ che vuol dire mitraglietta. Baguette francese (non piccola) con la tua carne scelta, un po’ di insalata, tonnellate di fritti e salsa ovunque. Tre euro e sei a posto!

ANTIZ HOBO TOUR

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Chi puzzava di più? Chissà come mai Steve puzzava sempre di più. Sai quando è dietro di te su una rampa, voglio dire al big handrail... Fa valige leggere col suo zaino Eastpak sicuramente. Di solito tre magliette per dieci giorni... Si è lavato l’ultimo giorno per incontrarsi con la sua ragazza... Le auguro! Se dovessi aprire il tuo zaino Eastpak in un giorno a caso durante il tour, cosa ci troveresti dentro, quali sono gli ‘Hobo essentials’? Steve è venuto con tre magliette, calze e quello che aveva adosso, probabilmente una tavola di riserva. Ed l’opposto di me che avevo zaino e una valigia enorme con tutto quello che ti puoi immaginare. Sì, anche il deodorante... Non sono ‘un vagabondo’, lo so... Che consiglio daresti ai giovani che sperano di viaggiare con un budget da ‘vagabondo’? Il miglior consiglio di sempre è quello di andare, semplicemente. Viaggiare. In ogni senso del termine. La strada è proprio lì, davanti a te, niente scuse. Poi una volta che sei per la tua strada, se vai con la giusta mentalità, non lamentarti e lava i piatti di chi ti ospita e dovresti andare bene. Ah, anche: muovi il culo e skatea!


Alcune volte vivere la vita ‘vagabonda’ lascia il tuo corpo dolorante e non sempre adatto a skateare al mattino, dato che sarebbe una vergogna andare in un bel posto e non poter sfruttare quegli adorabili spot al meglio. Come ti tieni fisicamente pronto per questo? Onestamente un buon hotel o un pavimento è quasi lo stesso. Quello che ci piace è variare i piaceri! Quando lo spot è bello ti pompi automaticamente e trovi l’energia per la session proprio lì. Alzati e spacca. Per mantenerti fisicamente in forma hai solo bisogno di birre e di uno skateboard.

Avevate qualche piano di riserva in caso di pioggia? Ha piovuto ogni singolo giorno, il piano di riserva erano quattro casse di cara pils. Una lattina economica in Belgio cosa tipo 30 centesimi. Abbiamo comunque skateato ogni giorno: grazie all’amico Phil Zwijsen abbiamo girato in spot coperti, abbiamo cambiato città e ci siamo fatti strada comunque!

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Dopo tre tour, qual’è il migliore e perchè? Per quello ogni skater ha la sua opinione. Personalmente tutti sono stati grandiosi per me, tutte avventure differenti, sicuramente. Farete qualcosa di completamente opposto l’anno prossimo? Tipo l’Antiz Princess Tour... In Hotel da spacconi, skateando solo in spot fatti apposta per voi, o preferite tenerlo ‘classico’ per sempre? L’Antiz Princess Tour mi suona grandioso. Dove firmiamo? Chiunque fosse interssato mi contatti! Chi nel tour si merita una menzione per il trick più peso? Furones ha quasi fatto un kickflip drop suicida sotto il ponte a Anversa...

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Il peggior slam? Alex e il suo piede prendono il primo premio. Miglior costruttore D.I.Y.? Gli skatepark di cemento del Belgio sono quasi tutti Do It Yourself e fatti da skater! È veramente l’Oregon d’Europa. Miglior ‘Casanova’? Conquistare ragazze nonostante l’essere ‘vagabondi’... È divertente ma ogni singolo membro Antiz aveva la fidanzata, quindi ci dispiace ragazze... Il più alcolizzato? Steve non poteva skateare quindi ha vinto. Alex nemmeno quindi pareggiano. Sono entambi austriaci quindi è facile per loro.


Il più coerente? In skateboard? Remy ci ha impressionato abbastanza: in ogni spot si è lacerato.

ANTIZ HOBO TOUR

Il ‘vagabondo’ più pulito? Sfortunatamente sono io... E il più sporco? Steve ha dormito con lo zucchero addosso ovunque senza preoccuparsi di pulirsi e svegliandosi con gli occhi incollati. Sam gli ha tirato lo zucchero perchè Steve cominciava ad essere irritante...

Il ‘vagabondo’ migliore? Dallas è parecchio bravo nel vagabondare... Naturale, direi. Qualche parola conclusiva sugli ultimi tre anni? Sì: grazie ad Eastpak, ad Antiz e a tutti i ‘vagabondi’ intorno al mondo... Andate a beccarvi il blog: tre anni sono bloggati là. Non molto ‘vagabondo’, bloggare, dici? Bè io sono il peggior ‘vagabondo’ che c’è...

sopra / Remy Taveira bs disaster destra / Julian Dykmans nose blunt

ANTIZ HOBO TOUR / 79


Word Alessandro Redaelli / Photo 6:00AM

80 • The Last Call


HE LAST CALL ATTO II, SI POTREBBE RIBATTEZZARE IN ‘LA FIERA COLPISCE ANCORA’ SE QUESTO POTESSE SERVIRE PER INCORAGGIARE E SOSTENERE QUESTO EVENTO... THE LAST CALL SI SPOSTA A MILANO PER METTERE IN ATTO LA SUA EDIZIONE INVERNALE, LA SECONDA, COME DICEVO, UN’EDIZIONE MOLTO IMPORTANTE PER UNA MANIFESTAZIONE CHE HA UN GRAN BISOGNO DI FARSI SPAZIO NEL PANORAMA ITALIANO...

T

Ho sentito parecchie voci nelle settimane succes-

comunque visto parecchi movimenti commerciali

La cosa veramente superlativa di questo trade-

sive all’evento: un nutrito gruppo di espositori si è

negli stand.

show a mio avviso è stato l’impegno da parte di

dichiarato soddisfatto, soprattutto per la buona

A mio parere la miglior cosa è quella di sostenere

tutti: quello delle grandi occasioni. In primis gli

occasione di incontro che la fiera ha creato.

The Last Call cercando di renderlo appetibile ed

organizzatori, che con le poche forze a disposizio-

Qualcuno lamentava il fatto che la fiera non

interessante anche per i gestori delle attività com-

ne hanno reso il tutto funzionale per il miglior

abbia avuto una forte eco commerciale. Io credo

merciali.

svolgimento del programma. Non era facile, e chi

che sia assurdo giudicare questo evento fieristico,

Il contributo delle aziende, dei media e di tutti gli

ci è stato lo può confermare, gestire la convivenza

che è troppo giovane per fornire elementi per una

addetti ai lavori è una condizione pregiudiziale

tra l’esposizione vera e propria ed il continuo sus-

giusta analisi, credo che fosse altrettanto assurdo

per la crescita e lo sviluppo della fiera.

seguirsi di session e best trick sulle strutture pre-

aspettarsi di scrivere ordini milionari, ma ho

senti nella piccola sala del capannone Lambretto.

The Last Call • 81


Simone Verona / fs rock slide

82 • The Last Call


In alcuni momenti della giornata il posto era

di ricreare il luogo dove il nostro giornale va a

Oggi mi sembra che si stia cercando di portare lo

veramente pieno di gente e l’aria era ‘on fire’,

finire, ovvero la vostra cameretta (se non avete la

skateboard ad un livello stabile, persino qui in

sembrava di assistere ad uno skate-rave party

cameretta ma la matrimoniale con la moglie ed

Italia: abbiamo parecchie strutture (skatepark e

dove al posto dei fattoni trovavamo un gruppo di

ancora comprate 6:00AM, tranquilli vuol dire

associazioni), diverse aziende che militano con

skater assatanati che correvano contro il ledge o i

che siete sani e belli).

serietà nel settore ed un numero imprecisato di

bump del caso.

praticanti ed appassionati che seguono con deter-

Magie dello skateboarding: tasto ‘I like’.

Negli ultimi trent’anni il mercato e la popolarità

minazione ogni evento ed attività che si proponga

Secondi, gli espositori che hanno creato il susse-

dello skateboard hanno avuto un andamento a

loro. In sostanza, questo è quello che si è visto al

guirsi di best trick di cui parlavo, uniti a video

dir poco altalenante.

The Last Call, un buon gruppo di persone che si

première, aperitivi ed altri mini eventi nell’evento.

La seconda metà degli anni ‘80 ha visto il picco

dà da fare per concretizzare le basi di un mercato

della popolarità della nostra disciplina.

che per l’ennesima volta cerca di reinventarsi e di

Noi di 6:00AM abbiamo deciso di appoggiare la

In quei giorni, una grandissima percentuale della

migliorarsi, aspirando come sempre a diventare

situazione di delirio, ci siamo etichettati circa 500

popolazione giovanile italiana possedeva uno ska-

solido e duraturo...

birre da offrire al pubblico personalizzandole con

teboard. Ma bastarono meno di dieci anni, per

la nostra nuova testata e varie fotografie, abbia-

ridurre la massa di skateboarder a non più di un

mo deciso di offrire agli avventori uno spazio

centinaio di elementi in tutta la penisola. Fu una

romantico, una piccola isola felice dove riposare e

cosa molto difficile da vivere, soprattutto perchè

riprendere fiato durante la visita: la cameretta

la scomparsa dopo il boom fu drastica, repentina

dello skater. La ‘6:00AM teenager room’ è nata

e assoluta.

dalla incredibile mente di Osde, che ha pensato

The Last Call • 83


VLADIK SCHOLZ / FS FEEBLE / CIPRO PHOTO ERIC ANTOINE

84 / FOCAL PLANE


FOCAL PLANE / 85


86 / FOCAL PLANE


ALE MORANDI / OLLIE / BRESCIA PHOTO FEDERICO TOGNOLI

FOCAL PLANE / 87


NANDO RUSSO / BS TAIL / COSTA RICA PHOTO FEDERICO ROMANELLO

88 / FOCAL PLANE


FOCAL PLANE / 89


90 / FOCAL PLANE


BRANDON WESTGATE / 360째 FLIP / US PHOTO SEAN CRONAN

FOCAL PLANE / 91


92 / FOCAL PLANE


FABIO COLOMBO / NOLLIE FLIP / BERGAMO PHOTO BEATRICE SUGLIANI

FOCAL PLANE / 93


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Photo Luca Chiaudano

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SNAPSHOT

SKATEBOARDERS RANDOM PICS

1 • Dottor Kush Se stai in California e ti senti male, non c’è da preoccuparsi... Vai nel posto giusto e il Dottor Kush ti prescrive la cura: la salvezza per la mia acuta insonnia! Massimiliano Baratono

96 / snapshot / random pics

2 • Home sweet home 20?? Se non mi ricordo la data un motivo ci sarà: se iniziamo a giocare a ‘papaya’ e siete nei dintorni, preparatevi ad una brutta fine... Carlo Cassan

3 • Venice Beach L’ingresso al vero centro di Venice Beach è segnato dalla scritta luminosa sospesa sopra l’incrocio... oltre questo confine si trova tutto il meglio di Venice Beach concentrato intorno alla spiaggia: homeless, crackhead, palestrati, surfisti e tantissimi skater che rientrano generalemente in una di quelle categorie qua sopra. Filippo Luciani si spinge infottato verso Venice Beach, la sua fauna ed il suo skatepark! Simone Verona



6:00AM Skateboard Culture Magazine