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DOSSIER Manette e pallone: da calciopoli al nuovo scandalo “Calcioscommesse”. Autore: Tommaso Rossi

Dopo dello scandalo calcio-scommesse degli anni ’70, resisi conto che il reato di truffa non era facilmente applicabile alla fattispecie in questione, sorse l’esigenza di regolamentare tale ipotesi delittuosa. Con legge n.401/1989 si introdusse la regolamentazione del reato di “frode in competizioni sportive”. Questo reato si configura nell’ipotesi in cui, qualunque soggetto collegato ad una società e capace di determinarne il comportamento, si faccia carico di turbare il regolare svolgimento di una competizione sportiva, al fine di conseguire un vantaggio.


Art. 1, L. n. 401/1989: 1. Chiunque offre o promette denaro o altra utilità o vantaggio a taluno dei partecipanti ad una competizione sportiva organizzata dalle federazioni riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dall’Unione italiana per l’incremento delle razze equine (UNIRE) o da altri enti sportivi riconosciuti dallo Stato e dalle associazioni ad essi aderenti, al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione, ovvero compie altri atti fraudolenti volti al medesimo scopo, è punito con la reclusione da un mese ad un anno e con la multa da lire cinquecentomila a lire due milioni. Nei casi di lieve entità si applica la sola pena della multa. 2. Le stesse pene si applicano al partecipante alla competizione che accetta il denaro o altra utilità o vantaggio, o ne accoglie la promessa. 3. Se il risultato della competizione è influente ai fini dello svolgimento di concorsi pronostici e scommesse regolarmente esercitati, i fatti di cui ai commi 1 e 2 sono puniti con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da lire cinque milioni a lire cinquanta milioni. ***** Il bene giuridico tutelato è quello della regolarità delle competizioni sportive e la genuinità dei loro risultati. La condotta tipica del reato consiste nell’offrire o promettere denaro o altra utilità o vantaggio a taluno dei partecipanti alla competizione ovvero nel compiere altri atti fraudolenti, allo scopo di condizionare il regolare risultato della competizione. Ai sensi del 1° comma, la condotta di reato consiste nell’offerta o promessa di denaro o altra utilità o vantaggio ad uno dei partecipanti alla competizione sportiva. E’ sufficiente che l’offerta o promessa sia giunta alla conoscenza del partecipante affinchè il reato sia consumato. L’accettazione dell’offerta invece da parte dello sportivo va ad intergare il secondo comma. L’elemento psicologico consiste nel dolo specifico, rappresentato dal perseguimento del fine del raggiungimento di un risultato diverso da quello conseguente al leale svolgimento della gara. La disposizione si riferisce unicamente alle”competizioni sportive”, dovendosi intendere solo quelle che presentano connotati agonistici. Il comma 3 disciplina l’ipotesi aggravata, che innalza le pene edittali dell’arresto, da 3 mesi a 2 anni, e della multa, da 5 a 50 milioni di lire- laddove la competizione falsata dalla frode influenzi concorsi pronostici e scommesse regolarmente autorizzate. Sono inoltre previste pene accessorie di durata compresa tra i 6 mesi e i 3 anni in caso di condanna per i reati di cui all’art. 1: il divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive; interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle società sportive. ***** I casi “Calciopoli” e “Gea World”. Nel maggio 2006 è esploso lo scandalo sportivo noto come Calciopoli; il relativo processo penale è in corso aNapoli e dovrebbe arrivare alla sentenza di primo grado entro l’estate, dopo che negli scorsi giorni sono state enunciate le conclusioni del Pubblico Ministero. ***** Ma andiamo con ordine: altra costola dello scandalo esploso nel 2006, relativa alla società GEA Worldsempre con al centro l’ex DG della Juventus Moggi, ha già visto celebrare il processo di primo grado svoltosi presso il Tribunale di Roma, con la condanna dello stesso alla pena di un anno di


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reclusione per violenza privata e l’assoluzione per quanto riguarda l’accusa di associazione a delinquere. Nell’ambito della giustizia sportiva è stato squalificato dalla FIGC per cinque anni (a partire da luglio 2006) con proposta di radiazione. Secondo l’ipotesi accusatoria, fatta propria dal Tribunale con la sentenza di primo grado, Luciano e Alessandro Moggi, nonché Franco Zavaglia, sarebbero stati i promotori del sistema di potere che avrebbe portato la Gea World di cui erano soci ad esercitare una funzione dominante nel mondo del calcio. Nel capo di imputazione si afferma che i tre avrebbero creato la Gea per “acquisire il maggior numero di procure sportive, tramite esse, ottenere un potere contrattuale in grado di incidere in maniera determinante sul mercato calcistico, per condizionare la gestione dei calciatori e, di riflesso, quella di svariate squadre del campionato di calcio”. Il 3 ottobre 2008 è stato rinviato a giudizio insieme ad altri ventiquattro imputati nell’inchiesta. Al relativo processo, l’11 novembre 2008 il PM aveva chiesto una condanna a 6 anni per Moggi per associazione per delinquere finalizzata all’illecita concorrenza tramite minaccia e violenza privata, senza le attenuanti del caso per il pessimo comportamento tenuto in aula. 5 anni di condanna stati richiesti per suo figlio Alessandro L’8 gennaio 2009 la X sezione del tribunale di Roma ha condannato Luciano Moggi a 1 anno e 6 mesi di reclusione per violenza privata nei confronti dei calciatori Manuele Blasi, indotto ad abbandonare ilprocuratore Stefano Antonelli per passare alla Gea, e Nicola Amoruso, anch’egli per fatti relativi alla sua procura. Con Luciano Moggi è stato condannato anche il figlio Alessandro. Ha invece assolto Luciano Moggi, Alessandro Moggi e tutti gli altri componenti della Gea dall’accusa di associazione per delinquere finalizzata all’illecita concorrenza. La sentenza del processo d’appello del 25 marzo 2011 ha ridotto la condanna a un anno di reclusione a causa della prescrizione dei fatti inerenti a Nicola Amoruso, ha inoltre condannato Moggi al risarcimento del danno nei confronti del procuratore Stefano Antonelli e della Figc e ha confermato l’assoluzione per associazione a delinquere. La pena di un anno non verrà comunque scontata in quanto coperta dall’indulto del 2006. D: In cosa consiste il reato di associazione a delinquere (finalizzata all’illecita concorrenza)? R: L’associazione a delinquere, prevista dall’art. 416 c.p., si realizza quando e per il fatto che tre o più persone si riuniscono allo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti. Il reato sussiste al momento stesso in cui l’associazione è costituita senza che sia richiesto l’inizio dell’attività delittuosa. E’ necessario che sussista una minima organizzazione che permetta di realizzare il programma criminoso progettato. In questo caso il reato di associazione a delinquere sarebbe stato finalizzato all’illecita concorrenza: tale reato, previsto dall’art. 513 bis c.p., punisce chi, nell’esercizio di un’attività commerciale, industriale o comunque produttiva, compie atti di illecita concorrenza con violenza e minaccia. D: In cosa consiste il reato di violenza privata? R: Il reato di violenza privata è previsto dall’art. 610 c.p. e sussiste laddove chiunque, con violenza o minaccia, costringa altre persone a fare, tollerare od omettere qualcosa.E’ punito con la reclusione fino a 4 anni (quando non è specificato il minimo, significa che si può partire dalla pena detentiva minima di 15 gg.)Il reato è procedibile d’ufficio ed è anche previsto l’arresto (facoltativo) in flagranza D: Cosa significa che Moggi non sconterà la pena per l’applicazione dell’INDULTO? R: L’indulto ( spesso chiamato “Condono”) è disciplinato dall’art. 174 del Codice penale: è un provvedimento con il quale il Parlamento condona o commuta parte della pena per i reati commessi prima della presentazione del disegno di legge di indulto. Per la sua approvazione è prevista una


maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera. Per l’applicazione dell’indulto è competente il giudice dell’esecuzione, il quale procede senza formalità, secondo la procedura de planoprevista anche per l’amnistia. L’indulto è un provvedimento di indulgenza a carattere generale e si differenzia dall’amnistia perché si limita ad estinguere in tutto od in parte la pena principale, mentre l’amnistia estingue il reato. Diversamente dalla grazia, che è un provvedimento individuale, l’indulto è un istituto di carattere generale e si riferisce a tutti i condannati che si trovino in determinate condizioni di pena. Con lLegge 31 luglio 2006, n. 24 si è stabilita la concessione dell’ indulto, per tutti i reati commessi fino a tutto il 2 maggio 2006, nella misura non superiore a tre anni (anche come residuo di maggior pena) per le pene detentive e non superiore a 10.000 euro per quelle pecuniarie sole o congiunte a pene detentive, salvo una serie di reati di particolare allarme sociale per i quali non si applica. ******* Il 20 gennaio 2009 è iniziato a Napoli il processo di Calciopoli che vede Moggi come imputato e che negli scorsi giorni ha visto i Pubblici Ministeri procedere alla requisitoria finale con richieste di condanna. Una possibile svolta nel processo in corso si è avuta con la scoperta, da parte dei legali di Moggi, e la successiva acquisizione, di nuove intercettazioni in precedenza mai ascoltate. Esse dimostrerebbero infatti l’esistenza di contatti diretti tra dirigenti di altre squadre mai indagati con arbitri e designatori, facendo venir meno l’ipotesi accusatoria di unicità di rapporti tra Bergamo e Pairetto e gli imputati. Per l’ex dg della Juventus, Luciano Moggi, sono stati chiesti cinque anni e otto mesi di reclusione , mentre è stata chiesta la condanna a 5 anni per l’ex designatore arbitrale, Paolo Bergamo, a 4 anni e 6 mesi per l’altro ex designatore Pierluigi Pairetto, a 3 anni per l’ex arbitro Massimo De Santis, ad un anno e 10 mesi per Andrea Della Valle e a 2 anni per Diego Della Valle. Moggi è indicato come capo e promotore di una associazione per delinquere finalizzata alla frode in competizioni sportive (VEDI SOPRA) che avrebbe condizionato per anni gli esiti dei campionati. Sono complessivamente 21 le richieste di condanna e tre quelle di assoluzione sulle quali dovrà pronunciarsi la IX sezione del Tribunale di Napoli presieduta da Teresa Casoria. Le pene più alte sono state chieste per coloro che vengono ritenuti i promotori del sistema “Calciopoli”, ovvero i personaggi considerato organici al sodalizio criminoso: oltre a Moggi i due ex designatori arbitrali Bergamo e Pairetto, l’ex ds del Messina Mariano Fabiani (3 anni e 8 mesi), e l’ex vicepresidente della Figc Innocenzo Mazzini (4 anni). Per altri soggetti di cui è stata chiesta la condanna, tra cui Lotito e i fratelli Della Valle , questi sono accusati di aver preso parte a singole frodi sportive, mentre non viene loro contestato il reato associativo. ****** Il nuovo caso “Calcioscommesse”. Dalla procura di Cremona è partita una nuova inchiesta che sta sconvolgendo il mondo del calcio e dello sport in generale, facendo riemergere l’incubo del Calcioscommesse ormai sopito da anni. L’ipotesi di reato è che sarebbero stati falsati i campionati di serie B e Lega Pro in corso (e forse anche alcune partite di serie A), mediante accordi in campo e negli spogliatoi per condizionare e aggiustare i risultati delle partite, ed addirittura anche ricorrendo a stordire i compagni di squadra non conniventi con tranquillanti, al fine di consentire cospicui guadagni attraverso le scommesse (non clandestine) sui risultati delle partite di calcio, effettuate sul mercato italiano o, più spesso, per non destare sospetti, sui mercati esteri, europei o asiatici. Ex giocatori di serie A, giocatori di serie minori ancora in attività e


dirigenti di società di Lega Pro, sono finiti in manette dopo l’indagine della mobile di Cremona, coordinata dal Servizio centrale operativo: sette in carcere, nove ai domiciliari più 28 indagati in stato di libertà per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva, tra cui Bebbe Signori, Cristiano Doni, Stefano Bettarini, Mauro Bressan, Antonio Bellavista e Vincenzo Sommese. Gli indagati, calciatori e gli ex giocatori professionisti, erano parte integrante di una vera e propria “organizzazione criminale” nella quale ognuno aveva specifici compiti e ruoli, il cui obiettivo era quello di manipolare gli incontri a loro vantaggio.Gli indagati sarebbero anche riusciti a condizionare alcune partite, attraverso accordi verbali e impegni di carattere pecuniario a seguito dei quali l’organizzazione effettuava puntate di consistenti somme di denaro attraverso i circuiti legali delle scommesse sia in Italia sia all’estero. Il gip spiega che gli scommettitori avrebbero puntato sulla serie cadetta e sulla Prima divisione perché sarebbe stato più facile coinvolgere i giocatori. Le loro prestazioni deludenti in campo, infatti, avrebbero dato meno nell’occhio rispetto a quelle dei colleghi di serie A. Al centro dell’inchiesta Signori, “leader indiscusso” e tra gli organizzatori del gruppo di scommettitori “bolognesi”, che pianificavano partite e scommesse. Un altro gruppo di scommettitori abituali, chiamati gli Zingari si era organizzato attorno all’ex giocatore di origine slovacca Almir Gegic (ex compagno di Bressan al Chiasso). Gli Zingari, secondo il gip, “hanno finanziato numerose partite truccate proponendosi, comunque, per finanziarne altre”. Tra i giocatori abituali c’erano anche albanesi e svizzeri. Più un altro gruppo di scommettitori di Milano. Tra gli arrestati anche Marco Pirani, l’odontoiatra anconetano e ritenuto con Erodiani(titolare di una agenzia di scommesse) al vertice del sistema. Il dentista avrebbe prescritto al portiere della Cremonese Paoloni le benzodiazepine da somministrare ad alcuni suoi compagni di squadra in occasione di Cremonese-Paganese del 14 novembre 2010 per alterare lo svolgimento della partita. Il farmaco causò sonnolenza ed affaticamento nei calciatori. Tale condotta, se provata potrebbe configurare altri gravi reati, tra cui le lesioni personali volontarie, poiché alcuni compagni di squadra ebbero dei malori. • D: In cosa consistono le lesioni personali? • R: Il reato di lesioni personali dolose, previsto dall’art. 582 c.p, punisce chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalle quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, con la reclusione da tre mesi a tre anni. La norma tutela l’integrità psico – fisica della persona. Per malattia si deve intende qualsiasi apprezzabile alterazione dell’organismo anche non visibile. Forniremo gli aggiornamenti alla vicenda. Avv.Tommaso Rossi


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