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Europa matrigna

C8 La crescita impossibile Crescita è la ricetta prescritta dai dottori in economia di mercato per salvare capra e cavolo.

Ma la crescita è ancora possibile? Rendite sempre più alte, ma anche famiglie e stato capaci di alti consumi, questo è ciò che i mercati vorrebbero. Ma, come fare per ottenere la classica botte piena e moglie ubriaca? Per i dottori in economia una soluzione esiste: si chiama crescita e tutti la invocano. Se aumenta la produzione, aumenta il gettito fiscale senza necessità di nuove tasse. Alle famiglie rimane abbastanza ricchezza da spendere, allo stato arriva abbastanza denaro per pagare gli interessi e garantire i servizi. I consumi tengono, l’occupazione anche, sta meglio lo stato, stanno meglio le famiglie. Il paese si rimette a correre e tutti vivranno felici e contenti.

Ma esistono le condizioni per crescere? Vari segnali dicono di no. La globalizzazione prima di tutto, perché porta gli effetti fuori dal paese. Non a caso si punta sull’ulteriore riduzione del costo del lavoro come carta vincente per cavalcare la concorrenza globale. Ma l’ostacolo principale è di carattere ambientale. Gli economisti, brava gente, fantasticano di produzione e ricchezza, consumi e investimenti, come se gli oggetti fossero fatti di niente. Ma benché ci vantiamo di avere oltrepassato il confine dell’immaterialità, ogni europeo consuma mediamente 16 tonnellate di materiali all’anno che diventano 51 se consideriamo lo zaino ecologico, ossia i detriti Un’altra e i rifiuti lasciati lungo le filiere produttive. via di uscita E il pianeta non ce la fa più. si impone!

Debito pubblico, se non capisco non pago  

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