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OB J

Mensile d’attualità e di approfondimento Anno III - N. 3 - Marzo 2008 DISTRIBUZIONE GRATUITA

MILANO

Perchè? Spedizione in a.p. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 1 DCB Milano

Si continua a morire: nei cantieri, nelle fabbriche. Ogni giorno. ALL’INTERNO

G

Milano: le scuole cadono a pezzi

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Case di riposo: liste d’attesa infinite

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Consumi: risparmi e solidarietà

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Omeopatia: molto più che una moda


SOMMARIO JOB MILANO

Sommario

JOB MILANO

Direttore editoriale Piero Piccioli Direttore responsabile Mauro Cereda Progetto grafico Angelo Rainoldi

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DI TUTTO UN PO’

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STORIA DI COPERTINA Morti bianche: la strage infinita.

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Editore e pubblicità CALENDARIO srl via Tortona, 72 - Milano tel. 022363964 fax: 022663776 calendario@agenziacalendario.it

ATTUALITÀ Edilizia scolastica: attenzione! Caduta muri.

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ATTUALITÀ Case di riposo: anche il nonno può attendere.

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Editing EDITRE srl via Tortona, 72 - Milano tel 0245478923 fax 0245478930 jobmilano@editre.it

ATTUALITÀ Gruppi d’acquisto: risparmiosi e solidali.

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MESTIERI Insegnanti d’asilo: vice mamme con la laurea.

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Redazione: J. Macchi, C. D’Antonio

D&R CONSUMI Carte fedeltà: Fidaty, ma non troppo.

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Impaginazione: D. Cutri, S. Lana

D&R LEGALE Maternità: mamme resistete. Non dimettetevi.

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Hanno collaborato: D. Bianchi, T. Di Buono, C. Corbari, M. Finizio, R. Giuly, M. Guidi, A. Jeri, G. La Rocca, A. Loconsolo, G. Mangone, M. Quarato, V. Vita, P. Zani

D&R SICUREZZA Cambia il direttore e scatta il mobbing.

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D&R FISCO Ristrutturazione e 730: detrazione del 36% in dieci anni.

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D&R PREVIDENZA Riunire tutta la contribuzione. Si può, grazie alla “totalizzazione”.

Stampa SIES S.p.A. via Santi, 87 Paderno Dugnano (Mi)

IL DOPOJOB

Distribuzione EDITRE srl

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Reg. Trib. di Milano n.293 del 26/04/2006

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Responsabile trattamento dati, legge 675/96: Mauro Cereda

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OMEOPATIA Il boom dei rimedi naturali.

CINEMA Meno male che c’è il call center.

MUSICA Porte aperte alla Scala.

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Scrivi e manda le tue foto a jobmi@editre.it www.jobmilano.it fax 0245478930

TEATRI & MOSTRE Spirito e dignità del popolo Masai.

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LIBRI Intervista a Andrea Vitali.

www.jobmilano.it

JOB MILANO ALLA RADIO Case di riposo: rette alte e liste d’attesa infinite, a “Marconi radio aperta”, lunedì 17 marzo, dalle 9 alle 12. Conduce Fabio Pizzul

fm 94.8

Musica & Notizie

www.radiomarconi.fm n. 3 - marzo 2008 -

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DI TUTTO UN PO’ OB J MILANO

CI HA SCRITTO Più frutta e verdura per i bimbi e meno pubblicità Chi volesse divertirsi ad entrare nel sito di Milano Ristorazione www.milanoristorazione.it scoprirebbe con sgomento che negli ultimi periodi la produzione di pieghevoli, gadgets e materiale informativo sta crescendo a dismisura. Questo è appena avvenuto ad esempio con il progetto frutta, vincente progetto pilota portato avanti da MIRI stessa per un anno, che è riuscito a risolvere l’annoso problema del rifiuto, innalzando il consumo di frutta dal 20/25% (dati comuni all’intera città per tutti i tipi di scuole) al 90/95% , attraverso la distribuzione di frutta porzionata a merenda. Nonostante vane promesse, Milano Ristorazione ha coscientemente deliberato di togliere ai 400 bambini, la merenda di frutta a cui si erano abituati e che richiedevano pure al pomeriggio, preferendo invitarli a tornare al consumo di merendine. Ha deciso che era meglio tornare a buttare via il 90% della frutta distribuita. Ha preferito il raggiungimento di risultati molto più bassi, pur di non rinunciare al benefico ritorno di immagine dei nuovi costosissimi pieghevoli colorati e fustellati. Da una sommaria analisi dei costi appare chiaro che la distribuzione di frutta porzionata a tutte le scuole che lo richiederebbero è decisamente inferiore al budget stanziato per la produzione di tutti i materiali illustrativi che sempre più spesso arrivano nelle nostre 80.000 case e che vengono metodicamente cestinati. È inutile che Milano Ristorazione, nascondendosi dietro l’immagine di un noto dietologo come presidente, proclami campagne contro l’obesità e l’educazione alimentare per poi sottomettersi alle leggi di mercato prediligendo unicamente i propri interessi. Sarebbe più coerente, più apprezzato dalle famiglie e nell’ottica di trasparenza e collaborazione con i genitori che tanto proclama, che avesse il coraggio di portare avanti le proprie idee senza tanti mascheramenti. Molte sono le Commissioni Mensa che hanno già espresso queste obiezioni ma sono tutte state abilmente zittite. Vorrei che Milano Ristorazione umilmente riflettesse su possibili alternative a questa politica ritenuta sbagliata da tutti i fruitori del servizio, in quanto con le notevoli capacità e competenze di cui dispone sarebbe in grado certamente di risolvere brillantemente la questione salvando capra e cavoli, anzi bimbi e frutta!

SICUREZZA Sono i vigili del fuoco di Milano e provincia . In 850 (appena 135 per turno) devono sorvegliare un territorio vasto e complesso. Rischiando ogni giorno la pelle e alla fine del mese portano a casa dai 1200 ai 1400 euro.

Pochi e

Svolgono una professione pericolosa e di grossa responsabilità, ma sono pagati poco, molto meno dei loro colleghi europei. Non solo, spesso sono costretti a fare i salti mortali per coprire i buchi di orgaStefania Magni - Milano nico e garantire, comunque, la sicurezza e la tranquillità dei cittaScrivete a jobmilano@editre.it, o a Job Milanodini. Sono i vigili del fuoco di Mivia Tortona 72 - 20144 Milano (fax 0245478930), lano e provincia. «Attualmente» oppure collegatevi al sito www.jobmilano.it spiega Giovanni Pace, segretario

ACCADDE IERI 3 MARZO 1938 – MILANO – NASCE IL REGISTA BRUNO BOZZETTO. I suoi fantasiosi cortometraggi narrano le vicende del Sig. Rossi, alienato omino piccoloborghese. Dirige anche i lungometraggi "West and soda" (1965), "Vip, mio fratello superuomo" (1968), "Allegro ma non troppo" (1977). "Mistertao", cortometraggio del 1990, gli vale l'Orso d'oro al festival di Berlino.

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3 MARZO 2007 – MILANO – MUORE BENITO LORENZI.

Soprannominato "Veleno" per la lingua tagliente da buon toscanaccio. Nato a Borgo a Buggiano (Pistoia) il 20 dicembre 1925, protagonista di due scudetti ha giocato con l'Inter 314 partite segnando 143 gol. 3 MARZO 2007 – MILANO – MUORE OSVALDO CAVANDOLI. Fumettista, creatore de La Linea. Il suo Mister Linea, omino stilizzato “senza inizio e senza fine”, negli anni 70 di-

generale della Cisl Vigili del fuoco «il Comando può contare su circa 850 uomini, suddivisi in quattro turni che operano nelle 24 ore. Di fatto, considerando le assenze per malattia e riposo compensativo, mediamente sono operativi circa 135 vigili per turno. Pochi per un’area urbanizzata e ricca di attività produttive come il milanese». Sul territorio sono ubicate 13 sedi di

Tratto dalla Rassegna eventi storici di “Calendario” venta una star di Carosello, testimonial per il marchio Lagostina. 9 MARZO 1908 – MILANO - NASCE L’INTERNAZIONALE. Da una scissione del "Milan Cricket and Football Club", un gruppo di soci dà vita al "Foot-Ball Club Internazionale Milano", la seconda squadra di calcio della città. Il nuovo sodalizio sportivo nasce per permettere anche ai calciatori stranieri di giocare in Italia.

15 MARZO 1738 – MILANO – NASCE CESARE BECCARIA.

Illuminista, appartenente al cenacolo del “Caffè”, è celebre in tutt'Europa per il libro "Dei delitti e delle pene" (1764). Beccaria muore a Milano il 28 novembre 1794. 16 MARZO 1993 – MILANO - MUORE LO SCRITTORE GIOVANNI TESTORI. Poeta, narratore, drammaturgo, critico d'arte e giornalista, redattore della rivista 'Paragone' e collaboratore del Corriere della Sera. Nato a Novate

Milanese il 12 maggio 1923, Celebri i suoi testi teatrali. 25 MARZO 1968 – MILANO - INCIDENTI IN LARGO GEMELLI.

Migliaia di studenti raggiungono in corteo un sit-in davanti all'università Cattolica di Milano, nella quale è in corso un'occupazione capeggiata da Mario Capanna, ma la polizia carica i giovani provocando numerosi feriti.


JOB MILANO

e malpagati

 SCONTENTI

Non si trattano così le cassiere (e non solo) Ho letto la storia della commessa dell’Esselunga di viale Papiniano che prima è stata costretta a farsi la pipì addosso, perché non riusciva a lasciare la cassa, e poi è stata aggredita negli spogliatoi del supermercato. Voi cosa ne pensate? Alfredo Caro signor Alfredo, non sappiamo quanto lei conosca la storia sindacale di Esselunga, ma possiamo garantirle che la nostra organizzazione di categoria (FisascatCisl) ha lottato in questa azienda per il rispetto dei diritti e la dignità dei suoi dipendenti e per raggiungere traguardi importanti su materie come i turni di lavoro, le pause, la riduzione degli orari... Ho fatto questa premessa per entrare nel vivo della sua domanda. No! Noi non tollereremo mai atteggamenti e comportamenti che calpestano i diritti e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, o che mettono in discussione conquiste contrattuali e civili quali le pause di lavoro e quelle fisiologiche. Alla lavoratrice in questione va, dunque, tutta la nostra solidarietà e sostegno per ciò che le è capitato. In quanto all'aggressione subita negli spogliatoi, crediamo che sia giusto attendere il responso della magistratura. È comunque un episodio sconcertante e imbarazzante che dovrebbe far riflettere tutti!Esselunga commetterebbe un grave errore se non si rendesse disponibile ad affrontare con il sindacato, e non attraverso le pagine a pagamento dei quotidiani, l'origine del problema e la sua soluzione. Negli anni non si contano gli scontri con l’azienda, ma anche gli accordi raggiunti. Non conosciamo nessun dipendente che voglia danneggiare Esselunga! Ne conosciamo tantissimi, invece, che vorrebbero essere riconosciuti nelle cose più semplici e razionali: come dipendenti e come persone. Vede, signor Alfredo, bisogna far capire al dottor Caprotti (padre e padrone di Esselunga) che, al giorno d’oggi, neanche la sua azienda può fare a meno di buona pubblicità e che non è un bel sentire che nei suoi supermercati le cassiere sono costrette a farsela addosso... Gilberto Mangone - Segretario Cisl Milano

infophoto (3)

Agenziafotogramma

La situazione è critica e le denunce si succedono da tempo ma senza risposte soddisfacenti. La media europea è di un vigile ogni 1500 abitanti, a Milano sono quattro volte di meno. Non va meglio sul fronte degli stipendi: un capo squadra da noi guadagna 1400 euro, i colleghi europeo di pari grado almeno 2500 euro.

ESSELUNGA DI VIALE PAPINIANO

servizio, cinque in città, il resto in provincia. «Oggi» continua Pace «la media europea è di un pompiere per 1.500 abitanti. Questo significa che a Milano abbiamo un quarto del personale rispetto a quel valore. Non so se mi spiego...». La situazione è critica. E lo è ancora di più se si passa al capitolo stipendi. In Italia un vigile del fuoco appena assunto guadagna

circa 1.200 euro al mese, mentre un capo squadra o capo reparto intorno ai 1.400 euro. Nel resto d’Europa la busta paga media si aggira, invece, sui 2500-3000 euro. Grossomodo il doppio. Una bella differenza.

PETIZIONE DI CGIL, CISL E UIL. FIRMA ON-LINE AL SITO WWW.CISLMILANO.IT

Buste paga e pensioni più pesanti, fisco più equo

Agenziafotogramma

Cgil, Cisl e Uil hanno indetto, in tutta Italia, una raccolta di firme a sostegno della piattaforma unitaria "Per valorizzare il lavoro e far crescere il

Paese", varata a Milano il 24 novembre 2007. L’iniziativa - che ha come slogan “Meno tasse, più salari e più pensioni” - ha l’obiettivo di porre all’attenzione del dibattito politico i prob l e m i (economici soprattutto) che, oggi più che

mai, toccano da vicino moltissimi lavoratori e pensionati e moltissime famiglie della penisola. Questa “battaglia” è diventata una mobilitazione permanente con momenti di pressione in diversi capoluoghi e continuerà per tutta la durata della campagna elettorale. Numerosi gazebo sono stati e verranno allestiti nelle piazze delle principali città italiane. Qui sarà possibile firmare la

petizione e ricevere materiali informativi sui contenuti della piattaforma: fisco, politica dei redditi, pensioni, lotta all'inflazione, contrattazione, salute e sicurezza sul lavoro. Le firme raccolte verranno poi spedite a tutte le forze politiche. È, infatti, opinione del sindacato che non sia necessario attendere l'esito delle elezioni per discutere lo scottante tema dell'impoverimento delle retribuzioni e de-

gli assegni previdenziali. Poichè si tratta di un'emergenza sociale riconosciuta da tutti, è necessario che chi si candida al governo del Paese si assuma fin da ora l'impegno ad affrontare e risolvere questo grave problema. Oltre che presso i gazebo che verranno allestiti anche a Milano, è possibile firmare la petizione direttamente on-line, collegandosi al sito internet della Cisl di Milano all’indirizzo www.cislmilano.it.

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COPERTINA OB J INCIDENTI SUL LAVORO SI CONTINUA A MORIRE. QUEST’ANNO COME IL PRECEDENTE, OGNI GIORNO. QUESTO NONOSTANTE L’INDIGNAZIONE, LA RABBIA, LA PROTESTA. E LE LEGGI, CHE CI SONO, MA CHE PUNTUALMENTE NON SONO RISPETTATE.

La strage INFINITA di MARCO GUIDI

 Di lavoro si continua a morire. A Molfetta, teatro di una strage che ha ucciso nei primi giorni di marzo cinque persone alla Truck Center, azienda che si occupa del lavaggio di cisterne, così

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come a Milano. Basta sfogliare le pagine dei giornali per aggiornare quotidianamente la lista delle tragedie, senza considerare la lunga serie di incidenti che non arrivano alle cronache dei giornali. L’ultima morte bianca nel capoluogo lombardo è di gio-

vedì 6 marzo. Carlo Pistoni, 55 anni, è stato travolto da un treno in corsa poco prima dell’una di notte in via Cristina Belgioioso, mentre lavorava sulla linea Torino-Milano. Era capocantiere nella ditta Costruzioni Linee Ferroviarie spa di Bologna. Abitava nel-

la provincia di Parma, era venuto a Milano per aprire un cantiere sulla massicciata ferroviaria. Non ha mai fatto ritorno a casa. Un convoglio in transito lo ha agganciato e trascinato via. Inutili i soccorsi del 118. Pistoni è morto quasi subito. Con lui il

bilancio dei caduti sul lavoro in Lombardia nei primi tre mesi del 2008 è salito a otto. Perché si muore ancora sul lavoro? Perché si fa fatica a garantire standard di sicurezza accettabili ai lavoratori? Una risposta l’ha fornita Fabrizio Gatti sull’Espresso


MILANO

IL PUNTO

Agenziafotogramma

Vittime predestinate

dello scorso 21 febbraio. «In fondo la salute di un lavoratore a paga globale, in base alle tabelle applicate dai tribunali del Nord-est, costa poco: 44 euro al giorno per un’invalidità totale. Molto meno di un buon paio di scarponi da cantiere», scrive il giornalista famoso per le sue inchieste scottanti. Il senso è chiaro: alle aziende costa quasi meno risarcire un infortunato che assicurare ai dipendenti buone condizioni di sicurezza. Anche perché quasi ovunque ciò che interessa è produrre sempre di più, non preservare la salute di chi lavora. E nel 2008 il trend non sembra invertirsi. Così come era capi-

tato nel 2007. In Lomabrdia, l’ultima a morire lo scorso anno era stata Wu Xaiofeng, cinese di 44 anni. Venne

schiacciata da un muletto a mezzogiorno dello scorso 31 dicembre mentre stava raggiungendo gli spogliatoi dopo

Quando al mattino uomini e donne escono di casa per andare al lavoro, è certo che almeno tre di loro non vi faranno ritorno. La drammatica contabilità degli infortuni non lascia scampo. È possibile evitarli? Le strade sono note: più controlli, più formazione, più repressione. Si devono affrontare problemi organizzativi, normativi e culturali. Con un solo obiettivo: la drastica riduzione degli incidenti. Ma il cammino da compiere è ancora lungo. “Progetto infortuni zero” è lo strumento che le organizzazioni sindacali stanno cercando di attuare in alcuni luoghi di lavoro, ma con risultati incerti, nonostante una relativa riduzione delle morti bianche. «Zero infortuni? Noi lo speriamo fortemente, ma una distrazione è sempre in agguato». È il fatalismo che spesso permea l’approccio dei titolari d’impresa. Una sorta di rassegnazione all’incidente considerato una sorta di fattore ineludibile. Ma “zero infortuni” non può essere solo uno slogan. «Se non fosse un obiettivo concreto vuol dire che dobbiamo mettere in conto che io o un mio compagno prima o poi siamo destinati a farci male o anche morire». È la lucida constatazione di un delegato sindacale. Ci sono voluti sette morti perché le vittime del lavoro tornassero a fare notizia. Il tragico incidente alla Thyssen-Krupp di Torino – cui ora si è aggiunto quello di Molfetta con i suoi cinque caduti - ha rappresentato una sorta di drammatico spartiacque tra il silenzio e la consapevolezza. Sette morti per uscire dalle pagine interne delle cronache locali e diventare coscienza diffusa. Eppure basterebbe sommare i morti di due giorni per ottenere lo stesso numero di vittime. Giorno dopo giorno, nel 2007 si è arrivati a 1.105 infortuni mortali. Una strage. Avvenuta in gran parte nel silenzio. Troppa indifferenza ha sempre circondato questi avvenimenti, quasi fossero morti naturali. Un necessario tributo da pagare al progresso. Che non è più possibile accettare. Costantino Corbari

 TRE AL GIORNO

Agenziafotogramma

e

JOB

Sono le lavoratrici e i lavoratori vittime di incidenti sul lavoro, una strage che sembra inarrestabile. Nel 2007 le morti bianche in Lombardia sono state 209 e gli incidenti oltre 154mila. Un pò meno rispetto all’anno precedente ma ancora tanti.L’indifferenza dell’intera società nei confronti di questa tragedia nazionale è troppa.Non bastano l’indignazione e la rabbia quando gli incidenti più clamorosi arrivano sulle prime pagine dei giornali e, poi, tutto torna come prima.

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COPERTINA OB J MILANO

aver appena finito il suo turno di lavoro nella sede del gruppo Masotina a Corsico. L’unica donna dei 209 morti sul lavoro in Lombardia nel 2007. Il triste primato, come naturale che sia dato il bacino, spetta alla provincia di Milano. Nel 2007 i morti sul lavoro sono stati 50, gli infortuni 49.731 sui 154.280 totali in Lombardia. La nota positiva sta nel miglioramento

rispetto ai dati 2006. Calano gli infortuni (meno 3359) e soprattutto il numero delle vittime (meno 32,4 per cento). Una tendenza che si riscontra anche a livello regionale, sebbene con minor margine. Gli infortuni scendono da 157.968 a 154.280, i morti da 232 a 209. Fanno eccezione, nel numero degli incidenti, le province di Bergamo, Cremona, Lodi e Pavia.

Mentre quelle di Mantova, Como e Varese, pur avendo registrato meno infortuni, hanno visto aumentare il numero degli episodi mortali negli ultimi dodici mesi. Il mese più infausto è luglio, con 33 infortuni mortali, mentre il settore più a rischio è quello dell’edilizia, seguito a ruota da quello delle aziende meccaniche e dei trasporti. I

I numeri

PROVINCE BERGAMO BRESCIA COMO CREMONA LECCO LODI MANTOVA MILANO PAVIA SONDRIO VARESE LOMBARDIA ITALIA

CASI MORTALI

INFORTUNI

3 34 11 18 5 5 19 50 12 2 18 209 1.105

20.113 25.022 8.545 7.895 5.410 3.488 8.904 49.731 7.485 3.302 14.385 154.280 909.618

periodo gennaio - dicembre 2007, denunciati all’Inali* Lombardia * I dati sono da considerare provvisori e suscettibili di successivi aggiustamenti Fonte: Cisl Lombardia

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Un titolo sui gio Cosa succede alle famiglie dei morti sul lavoro o a chi è rimasto invalido? I tempi della giustizia e dei risarcimenti sono lunghi, lunghissimi. Ma non solo: passati i momenti dell'indignazione e della solidarietà spesso cala il silenzio, di tutti. Il silenzio a volte fa male. Molto male. «Tutti mi dicono di avere pazienza, ma io sono stanca di attendere risposte che non arrivano mai». Lo sa bene Anna Gandiolo di Gerenzano, paesino nei dintorni di Saronno, quanto fa male essere dimenticati. Dimenticati dagli amici, dall’azienda del marito, dalle istituzioni, dalla s t a m p a . Dimenticati da tutti, dopo che tutti, giornali in testa, si erano interessati alla tua storia. Anna ha solo trent’anni. La mattina dello scorso 10 ottobre una telefonata le ha rovinato la vita. «Signora, Roberto è morto», dice la voce dall’altra parte del telefono. Roberto Moroni, suo marito, era capotreno alle Ferrovie Nord. Una caduta mentre il treno stava ripartendo dal-

la stazione di Novate Milanese gli è costata la vita. «È stato l’inizio di un incubo». Anna è rimasta sola. «Le F.N. hanno contribuito alle spese per il funerale. E poi non si sono fatte più sentire». Una manciata di banconote e via. Come se bastasse a compensare la perdita dell’amore della tua vita. «Il Pubblico ministero sta ancora indagando sull’incidente. L’avvocato dice che i tempi sono lunghi, allora ho provato io a contattare le F.N. per sapere come sono andate le cose, ma loro non sanno fare altro che scusarsi. Zero spiegazioni, zero aiuti». La politica non fa meglio. Dal comune di Gerenzano sono arrivate le condoglianze di rito e nient’altro. Quando gli eventi non attirano più l’attenzione dei media finisce così. Nel nulla. La mancanza di Roberto pesa come un macigno nel cuore. Ma c’è qualcosa che fa più male. Sapere che la morte cancella tutto ciò che di buono fa un uomo nella vita. «Mi viene da pensare che siamo come numeri. Contiamo solo quando serviamo l’azienda. Di noi, del nostro essere uomini, non importa a nessuno», conclude Anna. Va un po’ meglio a Fabio Pradella, 24 anni, dipendente dell’Unibios di Trecate. Nel suo stesso stabilimento, nel maggio scorso, è morto suo padre Marco, travolto da un’esplosione durante la chiusura di una centrifuga utilizzata nel pro-

«Siamo stati dimenticati dall’azienda dalle istituzioni, dalla stampa».


JOB MILANO

STORIE

Angeli senza le ali

ornali, poi il nulla

Infophoto

Riflessioni e numeri sul tema lavoro

cesso di lavorazione dell’acido colico. Da quel giorno Fabio ha lasciato gli impianti. L’Unibios gli ha trovato un altro lavoro meno pericoloso in azienda. «La ditta è stata vicina a me e alla mia famiglia (madre e un altro fratello di 22 anni

ndr). Si informano spesso su come va», dice oggi il giovane. Anche la città si è stretta attorno ai Pradella. «Perfino il sindaco si è offerto di aiutarci. Ma ce la caviamo bene da soli e abbiamo declinato», spiega con orgoglio Fabio. L’unico punto

interrogativo riguarda l’iter processuale. «Il nostro legale parla di anni prima di arrivare a una conclusione». Chissà poi se basterà una sentenza per mettere la parola fine a certe disgrazie. Per chi rimane solo, infatti, forse non finiranno mai.

«In nessun luogo» scrive il presidente della Repubblica Giorgio Napoletano nella prefazione «i lavoratori possono essere trattati come numeri». Il più delle volte, tuttavia, le vittime degli infortuni sul lavoro sono quasi anonime, i loro nomi restano solo un giorno nelle pagine interne dei giornali di provincia, quasi fossero morti naturali. Solo di rado, nei casi di incidenti eclatanti, che coinvolgono più lavoratori, i grandi mezzi di comunicazione paiono assumere consapevolezza di un fenomeno drammatico e, quasi sempre, evitabile. Le pagine di questo volume, che si sofferma in particolare sulla Lombardia, intendono dare un volto alle vittime di questa tragedia, raccontare le loro vite, ricordare il loro lavoro, le loro speranze, la famiglia , gli amici. Per contrastare l’idea dell’inevitabilità di questi incidenti occorre una diversa cultura del lavoro, fondata sul rispetto della vita e sul primato di chi lavora. Perché ciò accada è necessario, come testimoniano i titolari d’impresa Steno Marcegaglia e Claudio De Albertis, oltre ai rappresentanti per la sicurezza e ai sindacalisti qui intervistati, fare più informazione, formazione, controlli.

Angeli senza ali Autore: C. Corbari, A. Corti Editore: Edizioni Lavoro, 2008 Pagine: 180 Prezzo: 11 euro

SERVIZI DI RICOLLOCAZIONE PROFESSIONALE Presente in Italia dal 1991, DBM è l’azienda leader in Italia nella ricollocazione professionale di operai, impiegati, quadri e dirigenti, attività per la quale siamo accreditati dal Ministero del Lavoro (n. Prot. 950/RP). Con il Ns. Ufficio di Milano (sede centrale) supportiamo operai, impiegati, quadri e dirigenti espulsi, o a rischio di espulsione dalle aziende - a seguito di operazioni di riorganizzazione, di crisi aziendale o altre cause - a ricollocarsi in una nuova azienda. Oltre a Milano siamo presenti nelle seguenti sedi: Turate (CO), Bologna, Brescia, Gallarate (VA), Genova, Padova, Roma, Torino Negli ultimi 7 anni abbiamo seguito la ricollocazione di più di 5.000 persone in tutta Italia con una percentuale di successo pari al 97% ed un tempo medio di ricollocazione pari 3-4 mesi. I Ns. Programmi individuali di ricollocazione professionale consentono in ogni caso una copertura del servizio per 12 mesi e sono distinti in base alla qualifica professionale del lavoratore. Garantiamo, inoltre, una ripresa dell’assistenza nella ricerca di una nuova attività lavorativa nei seguenti casi: mancato superamento della prova in un contratto a tempo indeterminato; mancata stabilizzazione di un contratto a tempo determinato; fino ad 1 anno per chi ha scelto un’attività in proprio sotto la guida dei Ns. consulenti. Per i lavoratori in mobilità appartenenti al settore del Commercio (aziende fino ai 49 dipendenti) o ad aziende fino a 15 dip. i Ns. servizi sono finanziati da fondi pubblici. Un Referente d’Area DBM incontrerà il lavoratore interessato ad approfondire tutti gli aspetti relativi ai Ns. servizi. L’incontro ha anche lo scopo di analizzare la situazione personale del lavoratore ed è privo di qualsiasi onere per il richiedente.

PER APPROFONDIMENTI RIVOLGERSI A:

DBM ITALIA – VIA CAMPANINI, 6 – 20124 MILANO Dott. Giuseppe Pinturo, 02/673971.282, mail: gpinturo@dbmitalia.com


ATTUALITÀ OB J MILANO

EDILIZIA SCOLASTICA LA VICENDA EMBLEMATICA DELL'ELEMENTARE GHERARDINI Gli intonaci rischiano di finire in testa ai bambini e le aule sono spesso allagate. Scarafaggi e topi passeggiano indisturbati nei corridoi. Meno male che ci sono le impalcature a tener su la scuola: quelle interne ce le hanno messe sette anni fa e non le hanno ancora tolte.

Attenzione! Caduta muri

a cura di ANTONELLA LOCONSOLO e MICHELA FINIZIO  Sono pronti ad andare per vie legali i genitori della scuola elementare “Gherardini” di Quarto Oggiaro. Dopo il primo allagamento dello scorso maggio, a quasi un anno di distanza, il Comune non ha ancora stanziato le risorse necessarie per la ristrutturazione dell’edificio. Le aule allagate di via Cittadini sono finite anche su Youtube, sollevando un vero e proprio caso su cui per settimane si è concentrata l’attenzione dei media e degli amministratori. Da quando si sono spenti i riflettori, però, sono stati fatti solo alcuni piccoli interventi per tamponare la situazione di emergenza. Il principa-

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le problema dell’edificio, come in altre vecchie scuole, sono i pluviali. Interni ai muri, intasati e in cattivo stato hanno dato vita alle infiltrazioni. Ora li hanno rifatti all’esterno e hanno reso i bagni agibili, ma restano gravi i problemi di sicurezza. «Dopo l’allagamento» racconta Silvia Musci, presidente del comitato dei genitori «i vigili del fuoco sono intervenuti altre due volte. L’acqua è entrata di nuovo. Oggi i bambini continuano ad andare a lezione col pericolo che cada l’intonaco». La scuola attende da circa sette anni che vengano tolti i ponteggi interni (nella foto), all’ultimo piano si sono formati depositi di gua-

no dei piccioni e a pianterreno le maestre giurano di aver visto scarafaggi e qualche topo. La ristrutturazione della Gherardini, che risale al 1928, era già inserita nel programma triennale delle opere pubbliche del Comune, ma l’intervento era previsto per il 2009. Di fronte alle pagine di denuncia dei giornali le priorità dell’amministrazione sono cambiate e alla fine dell’anno scorso il Consiglio ha votato l’anticipazione dei lavori. Allo stato attuale, però, dev’essere ancora approvato il progetto definitivo, necessario per avviare l’iter della gara d’appalto. Se tutto va bene, il cantiere potrebbe aprire alla fine dell’anno, oppure slittare al 2009.

I genitori dei ragazzi non credono più alle promesse. Il dirigente scolastico, Fausto Caielli, non ha ricevuto più alcuna informazione sull’evoluzione del progetto e si dice preoccupato. «Ci avevano promesso l’inizio dei lavori per giugno» continua la Musci «Ora ci siamo affidati a un avvocato e nei prossimi giorni invieremo una lettera per ottenere risposte concrete. Se parte il provvedimento, l’amministrazione dovrà pagare». Con questa specie di ultimatum i genitori si dicono pronti a portare a termine la loro battaglia. «Chi può permetterselo, porta suo figlio altrove» dichiara Patrizia Quartieri, maestra e consigliere comunale «rimane solo chi non può fare una scelta alter-

nativa, sempre più spesso immigrati. Preoccupa anche l’ipotesi, apparsa in alcune riviste, di cedere i terreni delle scuole a privati che si impegnino a costruire altrove nuovi edifici scolastici». Per l’opposizione le procedure andrebbero velocizzate: l’amministrazione avrebbe potuto approvare il finanziamento entro la fine dell’anno scorso, anche utilizzando i fondi di assestamento del bilancio 2007. I genitori questo lo sanno. E per questo motivo minacciano di riaccendere i toni del confronto con gli amministratori. La pressione dei media e l’attenzione dell’opinione pubblica, in piena campagna elettorale, potrebbe dare una nuova spinta alla burocrazia. 


JOB MILANO

I NUMERI 119 NIDI E MICRONIDI COMUNALI

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MATERNE COMUNALI E STATALI

142

ELEMENTARI STATALI

90

MEDIE STATALI

41

SCUOLE E CORSI CIVICI

7

COLONIE EXTRAURBANE

590

totale

IL PUNTO

Un investimento per il futuro Servizi igienici maleodoranti o non funzionanti, pareti scrostate, aule senza tende alle finestre, pavimentazioni dissestate, serramenti rotti, impianti elettrici non a norma. Non stiamo parlando di edifici dimessi, di periferie abbandonate, di città povere ma delle realtà con cui, quotidianamente, si trovano a fare i conti molte scuole milanesi. Tra le proteste di dirigenti scolastici e genitori, il problema qualche volta affiora sui quotidiani, ma solo quando accadono fatti eccezionali. A dire il vero, a Milano, non è sempre stato così: negli anni ’80 e ’90 la situazione, sia per quanto riguarda la manutenzione che per la fornitura di arredi, era diversa. Nei bagni c’era persino la carta igienica (ora sono le scuole che devono provvedere e i genitori fare collette). La manutenzione ordinaria, gestita dalle Zone, era più efficace. Le Zone erano più piccole, coincidevano grosso modo con i distretti scolastici, e quindi, erano più vicine alle scuole. Avevano strutture proprie e personale (architetti, geometri, artigiani). Poi si è deciso di cambiare sistema e tutto è stato centralizzato a livello cittadino, scelta ritenuta più funzionale ed economica: i risultato sono sotto gli occhi di tutti. Così funziona la manutenzione ordinaria. Quando si passa alla straordinaria con la ristrutturazione di interi edifici, tutto si complica. Stanziamenti importanti da deliberare e conseguenti tempi lunghi per le decisioni e, poi, per l’esecuzione dei lavori. Ci sono poi le scuole prefabbricate degli anni del boom demografico. Costruite per durare non più di vent'anni, stanno per compierne cinquanta e sono ancora lì. Ma niente è eterno e anche quelle, presto o tardi, dovranno essere tutte abbattute e ricostruite: con quali soldi, per il momento, non si sa. La Milano dell'Expo e dei grandi progetti urbanistici dovrebbe tener conto anche dello stato in cui si trova l'edilizia scolastica. L’istruzione è forse il principale investimento per il futuro. (aloc)

 LE AULE I pluviali, intasati e in cattivo stato, stanno rovinando i muri degli edifici.

La spesa ORDINARIA Anno

2008 2009 2010

Costo

188.604.114 205.209.168 247.188.951

Da queste cifre si può ragionevolmente pensare che, in linea con quanto è stato fatto negli anni scorsi, sarà finanziato da un minimo del 10% ad un massimo del 20% . Una su 10 ce la fa, è questa la lotteria delle scuole milanesi che richiedono interventi urgenti (e a volte urgentissimi). Tra le priorità ci sono le scuole costruite negli anni ’60 in “prefabbricato leggero”. Destinate a durare 20 anni, stanno arrivando malridotte al traguardo dei 50. Nel Programma triennale sono indicate con la dicitura “nuova costruzione”: non c’è lifting che valga per questi edifici, non resta che abbatterli e ricostruirli. Sono le medie di via Pizzigoni, via Hermada e via Einstein, le elementari di via Magreglio, via Massaua, via Puglie e via S. Paolino, il complesso scolastico di via Pisa, le materne di via Sulmona, via Ghini, via Martinelli, via S. Abbondio, via Caterina da Forlì.

STRAORDINARIA Anno

2001-2002 2004-2005 2006-2009

Costo

56.000.000 40.000.000 37.700.000

Nel corso degli anni l’andamento della spesa per la manutenzione ordinaria è andato in continuo calando. L’ultima voce poi riguarda un triennio e non più un biennio. Questo significa che, a fronte dei 28 milioni di euro all’anno disponibili nel 2001, nel triennio in corso corrisponde solo una cifra inferiore ai 12 milioni di euro all’anno. La scarsa manutenzione ordinaria crea dei danni che poi vanno a pesare sui bilanci della manutenzione straordinaria. Dati in euro o

IL CASO

Parco Trotter, i soldi ci sono ma non si vedono  «Un groviglio di competenze che non produce nulla di buono». È questa la principale causa del ritardo dei lavori secondo Gabriella Trapella, presidente dell'associazione "La città del sole - Amici del Parco Trotter", una delle mamme che da anni si batte per ottenere la ristrutturazione della scuola. A che punto sono le trattative? Siamo vicini allo sconforto. Un padiglione della scuola media sta per essere riconsegnato dopo una ristrutturazione durata più di 2 anni. Le altre due strutture sono

vecchi prefabbricati costruiti per durare 5 anni, in uso da oltre trent'anni, con i bagni rotti, i tetti che fanno acqua e le grondaie otturate. L'ex convitto, che doveva diventare la scuola media, liberando finalmente i prefabbricati, è un decadente

biglietto da visita della scuola, collocato vicino all'ingresso di viale Padova. Parla a tutti quelli che ci passano davanti di incuria e abbandono. E pensare che erano stati stanziati 8 milioni nIi per ristrutturarlo. Poi questi soldi sono scomparsi e l'edifi-

 IL CONVITTO La facciata com’era e com’è oggi: fatiscente e senza finestre.

cio resta lì. Persino i funzionari del Fai (Fondo per l'ambiente italiano), quando sono venuti a visitare la nostra scuola, sono rimasti impressionati. Anche la Fattoria andrebbe ristrutturata e per farlo erano stati destinati 245.000 euro. Anche questi soldi non si sa dove siano andati a finire, di certo si sa solo che non sono stati spesi qui. E i vostri interlocutori istituzionali cosa vi dicono? Sul parco Trotter si intrecciano le competenze di tre assessorati diversi. L’Istituto Comprensivo

“Casa del Sole – Rinaldi”, cioè la storica scuola all’aperto, dipende dall'assessorato all'Educazione. Il parco dipende dall'assessorato ai Parchi e Giardini e alcune costruzioni sono sotto al Demanio. Senza contare che spesso gli assessori non sanno di che cosa si parla: l’assessore comunale Mariolina Moioli in visita da noi ha affermato che l'ex convitto andrebbe raso al suolo. Peccato che qui dentro tutto, tranne i prefabbricati, sia sotto il vincolo delle Belle Arti! (aloc)

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11


ATTUALITÀ OB J MILANO

INDAGINE DELLA CISL-PENSIONATI SULLE CASE DI RIPOSO IN LOMBARDIA

Anche il nonno può attendere Sono oltre 27mila (ma la cifra è sottostimata) gli iscritti alle liste d'attesa per entrare in una delle 603 residenze sanitarie per anziani della Lombardia. E quando arriva il proprio turno si deve pagare un contributo personale di circa 1.500 euro al mese. di RICCARDO GIULY  Cinquantun euro. Che moltiplicati per 365 giorni diventano 18.615, ovvero 1.551 euro al mese. È questa la cifra media a

carico dei degenti (e quindi delle famiglie) ricoverati nelle Rsa (residenze sanitarie assistenziali) lombarde. Una bella sommetta, equivalente allo stipendio di un operaio specializzato e

al valore di una buona pensione. A fare il punto sulla situazione tra quelle che una volta erano chiamate case di riposo è un rapporto della Cisl regionale, che ha pre-

Quanto costa? Asl Bergamo Brescia Como Cremona Lecco Lodi Mantova Milano città Milano 1 Milano 2 Milano 3 Pavia Sondrio Valcamonica Varese fonte: Cisl Lombardia

TOTALE

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Rette 2007 giornaliere Retta giornaliera media (in euro) min - max (in euro)

Persone in lista d’attesa

42,67 - 48,60 40,12 - 45,94 52,14 - 65,26 44,17 - 46,04 44,98 - 50,80 41,00 - 46,02 41,32 - 44,25 65,42 - 77,22 50,27 - 61,03 58,86 - 66,82 56,14 - 68,01 45,20 - 51,93 34,29 - 39,55 33,28 - 37,29 61,80 - 74,97

45,64 43,02 58,70 45,10 47,89 43,51 42,74 71,32 55,65 62,84 62,07 48,56 36,92 35,28 68,38

2.278 5.508 1.737 2.104 206 2.182 2.597 112 1.953 527 1.803 2.233 1.701 402 2.184

47,44 - 54,91

51,17

27.525

so in esame il periodo 19972007 (“Le politiche socioassistenziali in Lombardia”).

Eppure non bastano Cominciamo dai numeri: le Rsa accreditate in Lombardia sono 603. In dieci anni sono aumentate di 155 unità (+34,59% rispetto a gennaio 1997). In contemporanea sono cresciuti anche i posti letto (+17.425, pari al 47,87%), ma ne mancano ancora 3.441 per raggiungere lo standard previsto dal piano socio-sanitario regionale 2002-2005. Un dato significativo, anche in considerazione del fatto che nello stesso periodo sono diminuiti i posti letto negli ospedali (-19,81%). Nel complesso le persone ospitate nelle case di riposo sono 53.821.

È quasi emergenza Ma il fenomeno più eclatante riguarda le liste di attesa. Secondo l’indagine del sindacato (al 30 luglio 2007) gli anziani che attendono di accedere ad una struttura

sono ben 27.525. Un numero comunque sottodimensionato perché le Asl di Lecco e Milano Città, pur affermando l’esistenza di domande in giacenza non ne indicano la quantità. «La crescita di domanda di posti letto nelle Rsa» osserva Franco Giorgi, segretario della Cisl Lombardia «è indice dell’invecchiamento demografico e della crescente difficoltà delle famiglie a reggere il ruolo dell’assistenza domiciliare delle persone più anziane e fragili». Una questione che, se non affrontata con politiche adeguate, rischia di diventare emergenza. Il progressivo invecchiamento della popolazione è ormai un dato di fatto: le proiezioni demografiche concordano che nel 2030 gli over65 in Italia saranno il 27% del totale. L’aumento dell’età porta con sé l’incremento dei casi di non autosufficienza.

La disabilità In Lombardia sono tra


JOB MILANO

350mila e 400mila le persone non autosufficienti e la stragrande maggioranza sono anziani: la disabilità, in forme più o meno gravi, coinvolge almeno il 35% degli ultra ottantenni. «Diventa allora prioritaria» sottolinea Tino Fumagalli, segretario generale aggiunto della Fnp, il sindacato dei pensionati della Cisl lombarda «una programmazione socio-sanitaria assistenziale che tenga conto di queste ineludibili cifre, una vera e propria emergenza sociale che se non affrontata per tempo rischia di travolgere tutta la società».

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Rette variabili Tornando al prezzo delle rette, un altro elemento evidenziato dal rapporto (oltre all’onerosità dell’esborso a carico delle famiglie) è la sua variabilità. Nel 2007 la quota giornaliera media era pari a 51,17 euro, ma il costo effettivo cambia molto tra le diverse Asl (dai 35,28 euro della Valcamonica ai 71,32 euro di Milano Città) e tra le sin-

gole Rsa (dai 150 euro della Vitaresidence di Legnano ai 29 euro dell’Ente per anziani di Breno, in Valcamonica). «La crescita dei costi di gestione di queste strutture – si legge nell’indagine - è questione ineludibile. Che la Regione debba pagare di più è chiaro dai dati che presentiamo: se essa è impegnata a coprire il 50% dei costi medi di degenza e ne copre, invece e da anni, il 42-44%, il problema c’è e ha bisogno di trovare rimedio, con gli impegni e le risorse che servono». La variabilità e l’onerosità dei prezzi non sono, però, le uniche criticità del sistema. Un’altra concerne la disomogenea distribuzione territoriale delle Rsa e dei relativi posti letto, che obbliga degenti e famiglie a “migrare” da una provincia all’altra. Emblematica, ad esempio, è l’assenza di strutture nel distretto di Binasco (Mi) o la disponibilità di 1.077 posti in più nel distretto Lomellina (Pv). I

IL PUNTO

Rette troppo alte Intervenga la Regione La situazione è critica. I costi di degenza nelle case di riposo sono troppo alti. Le famiglie non ce la fanno più. In particolare quelle milanesi. La retta media nella Asl Milano Città è la più cara della Lombardia. Un mese di ricovero costa più di 2.100 euro. Chi ha una pensione così alta? E’ ovvio che deve intervenire la famiglia. Ma di questi tempi è dura. Il Comune viene in aiuto a chi ha redditi bassi. Ma non basta. Le famiglie si organizzano come possono, portando il congiunto fuori città. Vanno in provincia a cercare strutture meno care. Ma per l’anziano è un disagio ulteriore, perché è destinato a rimanere sempre più solo. Quanti possono fare 100 chilometri al giorno per andare a trovare il nonno alla casa di riposo? Pochi. La solitudine è un tunnel verso la morte. E come se ne esce? Se possibile, cercando di evitare il ricovero. Ma per fare questo occorre potenziare i servizi sul territorio. Bisogna intervenire con incentivi alle famiglie finalizzati alla regolarizzazione delle badanti. Per abbassare le rette è necessario un maggior impegno da parte della Regione. Ha introdotto un contributo di 0,50 euro al giorno per degente, ma sono soldi che vanno alle strutture, non alle famiglie. Per le famiglie i costi non diminuiscono. Il sindacato chiede l’istituzione di un Fondo nazionale e uno regionale per la non autosufficienza. Il governo ha recepito l’istanza, ha stanziato dei finanziamenti, però manca la legge attuativa del provvedimento. E la Regione non ha fatto nulla. Luigia Alberti, Segretaria generale Fnp Cisl Milano


ATTUALITÀ OB J MILANO

NOI LA SPESA LA FACCIAMO COSÌ \ 1

RISPARMIOSI e solidali

Ogni settimana una trentina di famiglie fanno insieme la lista dei prodotti e poi via, tutti insieme, a fare acquisti direttamente dai produttori. Alla fine il guadagno è di circa il 20%. Ma non c'è solo l'aspetto economico...

di CHRISTIAN D’ANTONIO

 «Ecco la verdura. Mi dà l’ordine per settimana prossima?». Vincenzo Vasciaveo, pensionato di 58 anni, il sabato porta la spesa a domicilio alle anziane del suo quartiere. Frutta, verdura, carne, pane, pasta e olio. Qui a Baggio lo conoscono tutti: ha messo in piedi nel 2001 un “Gruppo di acquisto solidale” (Gas) che oggi conta più di 25 famiglie che a turno si fanno carico dell’organizzazione della spesa per gli altri. Si fa una maxi lista ogni mese, si decidono i quantitativi della provvista e ogni settimana si va a fare acquisti. Partiti come un rifiuto allo strapotere della grande distribuzione, oggi i Gas sono una trentina a Milano e 300 in Italia. Consentono di risparmiare, in media il 20%, perché saltano le intermediazioni della filiera, ovvero tutti i passaggi dal pro-

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duttore al consumatore, ma anche di mangiare più sano e favorire le piccole realtà bioagricole locali. «Il sabato a turno» ci racconta Vasciaveo «uno di noi mette a disposizione la macchina e si va dai produttori a comprare la merce. Questa settimana siamo andati nella piana di Vigezzo, in Piemonte, dove compriamo carne e formaggio. Per la frutta e la verdura invece andiamo a Cisliano, in provincia di Milano, dove c’è la Cascina Forestina». Perché questi gruppi hanno anche una finalità solidale nei confronti di produttori locali: incrementando il loro giro d’affari li si invoglia a continuare a produrre cibi secondo i criteri della bioagricoltura (tutti i fornitori dei Gas sono certificati Aiab, associazione per l’agricoltura biologica). «Stiamo intervenendo con i nostri acquisti» spiega Vasciaveo «anche nel-

la zona a Sud di Milano, dove c’è un parco agricolo di estrema vitalità minacciato dalle imprese di costruzioni».

Come funziona Fin qui tutto fila liscio: contenti i consumatori, che risparmiano, contenti i produttori, che

vendono. «In verità ci diamo dei limiti: non bisogna andare oltre il tetto di 30 famiglie per gruppo e dobbiamo fare in modo che ogni nucleo famigliare possa mettersi a disposizione per tutto quello che c'è da fare». Non si entra nel Gas con la speranza di avere la spesa a

domicilio e basta. «Per le verdure, andiamo di persona a raccoglierle nell’orto così costa meno. Il produttore ha un guadagno del 20% rispetto alla vendita alla grande distribuzione. Risparmiamo la stessa percentuale, rispetto all’acquisto al supermarket». Ovviamente

IL GRUPPO D’ACQUISTO SOLIDALE DI BAGGIO

Dai salami all’energia Il Gas di Baggio si costituisce nell’autunno 2001, con l’adesione allora di una ventina di famiglie o single, sulla base di una carta d’intenti che faceva e fa capo alla rete dei Gas operanti a livello nazionale. L’idea era di privilegiare aziende produttrici a carattere cooperativo di tipo sociale e piccoli produttori biologici certificati o che, comunque, offrivano questa garanzia anche attraverso il controllo diretto. I prodotti iniziali sono stati: pasta, farine, salse e sughi, vino, formaggi, salumi, più raramente carne bovina e frutta. Nel tempo il turn over di famiglie è stato rilevante, grazie alle iniziative a carattere sociale verso il quartiere. L’acquisto della carne è grosso modo annuale, presso un piccolo allevatore d’alta montagna in Piemonte (Ossola). Dallo stesso produttore si comprano formaggio di malga, burro e salumi. Il vino è acquistato nel milanese (S.Colombano) ed è bio. Una o due volte l’anno si acquistano pasta, sughi, farine, certificati bio, da una cooperativa sociale della provincia. Olio della Locride e dell’entroterra ligure. Mele e composte bio, noci e miele del Trentino. Il prossimo obiettivo è l'acquisto a prezzi convenienti dell'energia.


JOB MILANO

COSA SONO

Avanti a tutto GAS

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I Gruppi di acquisto solidale (Gas) sono esperienze di acquisto collettivo, orientate secondo criteri di solidarietà, da parte di cittadini che decidono di incontrarsi per acquistare all'ingrosso e da piccoli produttori gli alimenti. Sono ispirati a un'etica del consumare responsabile, che unisca le persone e favorisca produzioni locali, biologiche e i piccoli produttori: perché più interessati a una relazione diretta, per trovare un canale di vendita alternativo alla grande distribuzione. La condivisione che si crea, invece di rinchiusi seguono le stagioni. E le regole di vicinanza. Milano è vicina alla Liguria: a Baggio, quindi si consuma molto olio ligure. Gli agrumi? «O vengono dalla Calabria, ma è difficile con la distanza controllare che rispettino le regole dell’agricoltura bio. Altrimenti andiamo al Garda, costano di più ma non c’è l’incidenza di inquinamento e il prezzo del trasporto». I Gas, infatti, pensano anche al rispetto dell’ambiente: «Organizziamo corsi su come farsi i detersivi in casa e tendiamo a comprare prodotti fre-

dere ciascuno nel proprio mondo, produce un clima di reciproca fiducia, condizione in cui i problemi che si verificano vengono affrontati apertamente, discussi e risolti insieme, senza fare ricorso ai rapporti di forza tra le parti; gli appuntamenti periodici di redistribuzione dei prodotti tra i membri del gruppo, gli incontri con i produttori, le gite per visitare le aziende del territorio, diventano occasioni di convivialità e contribuiscono a rinsaldare i legami tra le persone e le realtà coinvolte.

schi senza imballaggio».

Dalla teoria alla pratica «Negli ultimi due anni» dice Tommaso Di Buono dell’Adiconsum di Milano «abbiamo avuto un’impennata di richieste su come costituire un gruppo d'acquisto. È uno degli effetti del caro-vita e molti gruppi, anche piccoli su base di quartiere, si sono costituiti informalmente per risparmiare qualcosa sulla spesa al supermercato». Marino Perotta, autore di un libro sui Gas, ha studiato il feno-

meno fin dagli albori: «È necessaria la vicinanza tra i soggetti, la disponibilità di tempo e la fiducia tra le persone. Un gruppo di questo genere non è la soluzione di tutti i problemi ma un buon modo per avere un controllo diretto della propria spesa e garantisce un risparmio. Avvicinando sia la

famiglia che i single spinge a forme di cooperazione». L’attività di un piccolo gruppo di quartiere è anche fondata sulla continua ricerca di fornitori, siti di stoccaggio e nuove risorse. «Mi sembra che in città» rivela Vasciaveo «questa sia l’unica esperienza ad aver avvicinato i giovani. Compriamo la pasta dalle cooperative di Libera Terra, che utilizza i terreni espropriati alla mafia. Cerchiamo associazioni e parrocchie che ci lascino i loro spazi. E questo desta grande interesse». L’unico cruccio a Baggio è il pesce , che non entra nella lista della spesa: «A Milano c’è un grande mercato ma è un alimento che non permette acquisti in anticipo. Però ci rifaremo con l’energia. Stiamo contrattando con una nuova società che con la liberalizzazione potrebbe offrire sconti interessanti per il nostro Gas». I

“Io a fine mese ci arrivo così...”. Raccontateci cosa fate per difendervi dal carovita.

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MESTIERI OB J MILANO

INSEGNANTI D’ASILO

Vice mamme con la laurea di RICCARDO GIULY  I bambini, soprattutto nei primi anni di vita, sono come delle “spugne” che assorbono gli stimoli che ricevono dall’esterno. Se quello del genitore è “il mestiere più difficile del mondo”, pensiamo a quanto deve essere complicato fare l’insegnante di scuola dell’infanzia (che per lavoro educa figli non suoi). Nel senso comune l’immagine di questa figura è ancora associata a quella classica della “maestra d’asilo” . Ma la situazione sta cambiando. Nelle scuole sono ancora presenti molte docenti con in tasca il diploma magistrale (che rimarranno in carica fino alla pensione), ma oggi per ottenere l’abilitazione a insegnare è obbli-

gatoria la laurea. «Quella dell’insegnante di scuola dell’infanzia» osserva la segretaria generale della Cisl scuola di Milano, Rita Frigerio «è una professione molto bella e interessante, che offre molte gratificazioni, soprattutto personali, più ancora che economiche. È una professione di grossa responsabilità, perché si lavora con bambini dai tre ai cinque anni, che si affidano all’insegnante come se fosse la propria mamma. Le prospettive occupazionali sono discrete, tuttavia una giovane che si iscrive adesso all’università deve mettere in conto che nella scuola statale, in assenza di concorso, si entra solo con supplenze e contratti a termine. Diverso è, invece, il caso delle strutture paritarie».

«È una professione bella e interessante e offre molte soddisfazioni personali».

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Sono la versione moderna delle vecchie maestre d'asilo e si occupano dei bimbi dai 3 ai 5 anni, un compito di responsabilità. Buone le prospettive occupazionali.

In Italia il sistema si articola su due pilastri: quello delle scuole statali e quello delle cosiddette paritarie, per lo più comunali o private, ricono-

LA FORMAZIONE

Si può fare anche l'elementare Attualmente il corso è di quattro anni. Il piano di studi prevede un biennio base, al termine del quale si deve scegliere l’indirizzo. Per diventare insegnante di scuola dell’infanzia occorre una laurea in Scienze della formazione primaria. Il corso, a numero chiuso, è organizzato nell’ambito delle facoltà di Scienze della formazione. Dura quattro anni e, a seconda dell’indirizzo intrapreso, abilita all’insegnamento nella scuola dell’infanzia e in quella primaria. Il percorso formativo è regolato con le norme del vecchio ordinamento. «Da tempo» osserva il preside della facoltà di Scienze della formazione dell’Università Cattolica di Milano, Michele Lenoci «si parla di un possibile cambiamento della struttura del

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corso: c’è chi vorrebbe trasformarlo in un 3+2, chi suggerisce di aggiungere un anno e farlo diventare un quinquennio. Al momento non si sa quale ipotesi prevarrà». Il piano di studi si articola su un biennio base, al termine del quale gli studenti devono scegliere l’indirizzo per la scuola dell’infanzia o per quella primaria. La differenza è nelle materie di studio, che nel primo caso vertono sull’area pedagogicapsicologica-filosofica. Oltre alle materie d’aula è molto importante l’attività pratica. Il piano di studi prevede un ampio numero di ore di laboratorio e di tirocinio.

sciute dallo Stato. Le strutture paritarie di ispirazione cristiana sono associate alla Fism (Federazione italiana scuole materne). Secondo i dati del ministero della Pubblica Istruzione (20052006), nelle scuole statali si contano oltre 90mila insegnanti, in quelle paritarie circa 50mila. Il sistema accoglie più di un milione e 660 mila bambini, distribuiti su quasi 25mila sedi. Le assunzioni nelle scuole statali e in quelle paritarie della Fism sono regolate da due contratti di lavoro diversi. Quello per gli insegnanti statali prevede meno ore di servizio e una retribuzione un pò più elevata. Tuttavia il reclutamento è più macchinoso: il posto di ruolo si ottiene solo per concorso, ma al momento non ne sono previsti. Se perdurerà questa situazione, chi si iscrive oggi all’università potrà

ambire a supplenze, inserendosi nelle graduatorie di istituto. Diverso è il caso delle paritarie, che sono libere di assumere chi vogliono, per chiamata diretta: l’unico requisito “tecnico” richiesto  è l’abilitazione.

PER SAPERNE DI PIÙ Molte informazioni utili sugli insegnanti della scuola dell’infanzia si possono trovare su Internet. Ecco una selezione di siti: Cisl Scuola www.cislscuola.it Portali di informazione www.diesse.org - www.edscuola.it Federazione italiana scuole materne www.fism.net Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica www.indire.it Ministero della Pubblica Istruzione www.istruzione.it Casa editrice e portale di informazione www.tecnicadellascuola.it


CONSUMI

CHE USO FANNO LE AZIENDE DELLE CARTE FEDELTÀ?

Fidaty, ma non troppo Sono sempre più diffuse, e non solo nella grande distribuzione. I clienti le sottoscrivono soprattutto per gli sconti e le convenzioni ma c'è anche il problema della privacy e del trattamento dei dati personali.

MILANO

Come tanti, anch’io ho sottoscritto varie carte fedeltà di alcune catene di grandi supermercati perché garantiscono degli sconti. Tuttavia mi chiedo: che uso fanno queste società di tutti i dati raccolti su di me e sulle mie abitudini d’acquisto? Ci sono limiti? E qualcuno può intervenire per fare controlli? Anna Bianco – Milano

Tommaso Di Buono

no mettere il consumatore in condizione di poter scegliere liberamente se e quali trattamenti dati autorizzare. Scelta che non era invece possibile effet-

tuare in alcuni dei moduli esaminati, dove con un'unica firma si aderiva al programma di fidelizzazione, ma si autorizzava anche l'utilizzo dei dati a

fini di marketing. Il nostro ufficio è a disposizione di chi intende segnalare ogni tipo di abuso o ricevere informazioni. I

Segretario generale Adiconsum

ADICONSUM Via Tadino 23 – Milano Tel. 0220525340 adiconsum_milano@cisl.it

Bollette inevase altrui, istruttoria Antitrust Il Garante della concorrenza ha aperto un’istruttoria contro Telecom Italia. Sotto la lente dell’Authority è finita la richiesta, rivolta a chi subentra in un’utenza o chiede un nuova linea, del pagamento delle morosità dei precedenti intestatari del telefono. Secondo il Garante ciò costituirebbe un abuso verso i consumatori poiché si chiede un pagamento a chi non è debitore. La fine del procedimento è attesa addirittura tra un anno.

Non basta il silenzio per negare il permesso

in breve

I Le carte fedeltà sono molto diffuse, soprattutto tra gli operatori economici della grande distribuzione, della telefonia, dei trasporti e dei viaggi. Recentemente il Garante della privacy ha vietato l'uso di dati personali trattati in modo illecito. Innanzitutto è emerso che le società raccolgono troppe informazioni: oltre a nome, cognome, luogo e data di nascita necessari per attribuire sconti, premi o bonus connessi all'uso della carta, richiedono anche titolo di studio, email, professione e numero dei componenti della famiglia. Dati ritenuti non pertinenti ed eccedenti dal Garante che ne ha quindi vietato l'uso e ha ordinato alle società di cancellarli o renderli anonimi. Gli operatori dovranno riformulare l'informativa diffusa ai consumatori per la raccolta del consenso specificando, in particolare, quali dati siano obbligatori e quali invece facoltativi. Dovranno inoltre precisare i diritti (di accesso, rettifica, cancellazione) che la normativa riconosce e chiarire che il consenso per autorizzare l'uso dei dati per altre finalità (marketing, profilazione) è libero. E soprattutto dovran-

JOB

LA DOMANDA

per le vostre domande: jobmimilano@editre.it - fax 0245478930

Un Comune non può respingere con il silenzio la domanda di rilascio del permesso di costruire. Secondo il Tar del Lazio l’amministrazione pubblica è obbligata a pronunciarsi con un provvedimento espresso sulla richiesta della concessione edilizia e non può ricorrere al silenzio per rifiutarla implicitamente. Il silenzio è illegittimo: il cittadino senza un atto esplicito non è posto nelle condizioni di conoscere le motivazioni alla base del rifiuto e di esercitare adeguatamente il diritto di difesa.

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Ho 37 anni, lavoro come segretaria presso un'azienda di 80 dipendenti. Sto per rientrare dopo il congedo per maternità; mi hanno preannunciato che non verrò reinserita nello stesso posto, ma dovrei operare in un altro settore. Ho chiesto come mai e non mi è stata data risposta. Ho comunque chiesto di usufruire di un part-time: la direzione ha posto difficoltà e ho compreso che gradirebbero le mie dimissioni. Come mi devo comportare? Martina Milano

per le vostre domande: jobmilano@editre.it - fax 0245478930

MATERNITĂ€: FANNO DI TUTTO PERCHĂˆ ME NE VADA

Mamme resistete. Non dimettetevi

Le aziende sono sempre meno disposte ad accettare le neo madri. Addirittura pretendono che se ne vadano via spontaneamente. Ăˆ un inaccettabile violazione dei diritti contrattuali.

LA DOMANDA

MILANO

 Le dimissioni devono essere assolutamente volontarie; per questo è prevista la convalida presso la Direzione provinciale del lavoro. La situazione delle madri al rientro del congedo si presenta irta di difficoltĂ . Infatti l'atteggiamento della sua azienda è purtroppo generalizzato. Addirittura molti datori di lavoro “costringonoâ€? alle dimissioni pri-

ma del rientro. La tendenza degli ultimi tre anni si mostra in crescita. Dopo una pausa nell'aumento delle dimissioni entro l'anno dal parto tra il 2005 e il 2006, nel 2007 solo nella provincia di Milano si è pas-

AL 730 A D I U G O T R INSE

B O J fondimento alità e di appro Mensile d’attu rile 2007 Ap 4 N. II Anno GRATUITA DISTRIBUZIONE

Milano 1, comma 1 DCB 04 n°46) art. v. in L. 27/02/20 . 353/2003 (con D.L a.p. in Spedizione

VORO DONNE E LA

re un Decidere di fa cile: si figlio non è fa re se es di ia risch arginate, declassate, em enziate addirittura lic

O T S O P L I O IL BIMBO    

REPORTAGE

    

Corbis

Maria Quarato Ufficio Tecnico-legale

UFFICIO TECNICO-LEGALE CISL Via Tadino 23 - Milano Tel. 0220525320 ut.tadino@cisl.it

I maschi “comandano� sempre

MILANO

 NE ABBIAMO GIÀ PARLATO Nella nostra inchiesta apparsa sul numero 4 dell’aprile 2007 le storie e i dati di un fenomeno purtroppo molto diffuso: se volete saperne di piÚ consultate l’archivio del nosto sito www.jobmilano.it

18 - n. 3 - marzo 2008

sati da 1.716 a 1.922 casi. Inoltre la Direzione provinciale del lavoro stima altre 1.000 dimissioni che gli sono state comunicate (di cui 600 incentivate dalle aziende). Ăˆ evidente che questi dati manifestano una pressione da parte delle imprese che preferiscono “liberarsiâ€? di lavoratrici diventate, secondo loro, “meno disponibiliâ€?. Ăˆ un'ulterio-

Ăˆ in crescita il numero delle dimissioni incentivate dalle aziende.

re prova, che la proclamata responsabilità sociale d'impresa rimane solo un auspicio: troppe aziende rifiutano anche solo l'ipotesi di rinunciare alla totale disponibilità (flessibilità) delle lavoratrici madri: altro che il riconoscimento della funzione sociale della maternità! Ma si può, anzi si deve, resistere alle pressioni, facendo valere i diritti sanciti dalla legge di cui abbiamo già scritto su queste colonne, rivolgendosi alle sedi sindacali. Spetta comunque alla lavoratrice, che decide di abbandonare il lavoro, il pagamento del periodo di preavviso e l'indennità di disoccupazione; ma queste indennità vanno perse se le dimissioni sono presentate dopo il compimento del primo anno del bambino. 

ÂŤLa democrazia non è compiuta quando la metĂ  della popolazione è lasciata fuori dalle strutture di comandoÂť. Lo ha affermato Liliana Ocmin, responsabile del Coordinamento nazionale donne Cisl, commentando i dati contenuti nella nuova relazione della Commissione Europea a proposito del rispetto delle Pari opportunitĂ . ÂŤCiò è inammissibileÂť ha aggiunto ÂŤle nostre economie devono valorizzare appieno tutti i talenti di cui disponiamo se vogliamo affrontare la competizione globaleÂť. Nonostante i progressi registrati di recente, le donne in Europa sono ancora escluse dai vertici della politica e dell'economia. In tutta l'Ue solo il 24% dei parlamentari è “rosaâ€?, rispetto al 16% di dieci anni fa, e analoga è la proporzione di donne che occupano incarichi ministeriali. Nel settore privato gli uomini occupano ancora 9 posti su 10 nei consigli di amministrazione delle grandi imprese e rappresentano i due terzi dei direttori di aziende. Anche nelle organizzazioni di volontariato le donne sono scarsamente presente ai vertici. Secondo l'Istat, sono circa 2 milioni le italiane che svolgono attivitĂ  di volontariato, superando ormai la partecipazione maschile in numerose regioni. Però su 5.000 organizzazioni esaminate, la carica di presidente è ricoperta da un uomo nel 70,3% dei casi e soltanto per il rimanente 29,7% da una donna.

in breve

LEGALE

JOB


per le vostre domande: jobmimilano@editre.it - fax 0245478930

SICUREZZA JOB Ho 45 anni e da sette lavoro in qualità di segretaria del direttore generale per una piccola, ma importante azienda. Finite le ferie, il 20 agosto 2007, tornando al lavoro trovo il clima mutato. È cambiato il direttore generale e da allora c’è una persona di 35 anni molto “rampante”. Continua a riprendermi per la mia “lentezza”, per “non essere mai al posto giusto nel momento giusto”, per la mia pronuncia inglese non corretta” e così via. Tengo a dire che prima ero portata in palmo di mano. Ora anche i colleghi mi evitano e i miei compiti sono stati molto ridimensionati…sento di essere in pericolo e di aver perso il mio ruolo. Temo di poter perdere il mio posto di lavoro.. Sto molto male.. ho voglia di scappare.. posso pensare di essere sottoposta a mobbing? E se fosse così, come mi devo comportare? (lettera firmata)

LA DOMANDA

MILANO

Cantieri irregolari

DOPO LE FERIE, L’AMBIENTE DI LAVORO È CAMBIATO

Cambia il direttore e scatta il mobbing Una situazione tipica di aggressione psicologica di chi vuole indurre un dipendente ad abbandonare il suo posto. Ma si può e si deve reagire, il miglior alleato è il sindacato. I Cara signora, dalle poche cose che lei racconta, credo proprio che si possa parlare di un comportamento mobbizzante messo in atto dal nuovo direttore generale nei suoi confronti. L’atteggiamento del suo capo è fortemente squalificante. La modalità di azione che va sotto il nome di mobbing consiste nel togliere a qualcuno ogni capacità/qualità, nel far credere che non vale niente, che la sua presenza è, oltre che inutile, dannosa. Questo compor-

tamento porta molto spesso la persona a pensare che sia davvero così. L’autostima decresce, il senso di insicurezza aumenta e si comincia a “stare molto male”. A peggiorar le cose, ci sono poi i colleghi che non supportano emotivamente la vittima del mobbing ma, anzi, ne prendono le distanze isolandola. Forti disagi psichici vengono determinati da desideri frustrati di sicurezza, di appartenenza, di identificazione, di relazioni, di rispetto e di prestigio. Chi

subisce il mobbing spesso si ammala nel vero senso della parola. Si ammala perché il suo sistema psichico e di conseguenza il suo organismo sono sottoposti a situazioni reiterate di stress. Man mano che la persona “mobbizzata” accumula un danno psichico sempre più grave, diminuiscono di pari passo le sue capacità di difesa e di reazione utile. A lei, cara signora, e a chi si trova in una situazione simile alla sua, consiglio di uscire allo scoperto e di cer-

Infortuni al femminile Un infortunio sul lavoro su quattro colpisce una donna. Lo rivela l’Inail. Nel 2006 gli infortuni al femminile sono stati quasi 250mila, il 27% del totale. In alcuni settori, però, la percentuale degli incidenti che coinvolgono le donne supera quella maschile. Tra il personale addetto ai servizi domestici 9 infortuni su 10 riguardano colf e badanti, per lo più straniere. Nella sanità i tre quarti degli incidenti hanno delle donne come vittime, in genere infermiere. Nella Pubblica amministrazione, nel settore alberghi e ristoranti e nell'istruzione gli infortuni femminili superano, invece, la metà del totale. La fascia d'età più colpita è quella fra i 35 e i 49 anni. care aiuto presso il medico curante, uno psicologo, il sindacato. Lo faccia. È importante per poter meglio sostenere un peso che, altrimenti, diventerà presto eccessivo e insopportabile. Uscire allo scoperto, le servirà per cercare di analizzare la situazione, stabilire delle “strategie”, poter contare su degli “alleati” che la potranno efficacemente supportare in questo diffi-

in breve

Agenziafotogramma

Nel 60% dei cantieri edili controllati dagli enti e dagli operatori preposti, sono state individuate irregolarità, sia per la presenza di lavoratori in nero, sia per la mancata applicazione delle norme di sicurezza. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Cesare Damiano. ''In 17 mesi – ha osservato - sono state chiuse, grazie ai controlli effettuati, circa 3.042 imprese edili. Naturalmente sono tutt'altro che felice del fatto che si chiudano imprese, ma se il 40% ha poi riaperto vuol dire che si sono ottenuti dei risultati''.

cile percorso di vita. Servirà per non cedere alla depressione, alla passività, alla fuga. I Anna Paola Jeri Psicologa

CENTRO DI ASCOLTO PER LA DIGNITÀ DEL LAVORO Via Tadino 23 - Milano Tel. 0220525341 dignitalavoro@cisl.it

n. 3 - marzo 2008 -

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MILANO

FISCO

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Nel condominio dove abito, lo scorso anno abbiamo deciso di rifare le facciate, chiedendo all’amministratore di predisporre la documentazione per la detrazione del 36%. I lavori sono iniziati a febbraio 2007 e sono terminati a dicembre 2007. Vorrei sapere quali sono i documenti necessari per ottenere la detrazione nel modello 730, considerato che la spesa complessiva era pari a 200.000 euro, e che la mia quota è di 3 millesimi. Francesco R. - Sesto San Giovanni (Mi)

LA DOMANDA

JOB

CASA: RISTRUTTURAZIONI E 730

Detrazione del 36% in dieci anni massimo il giorno stesso dell’inizio, è necessario inviare a mezzo raccomandata, all’Agenzia delle Entrate (Centro operativo di Pescara - Via Rio Sparto, 21 - 65129 Pescara), il modulo di comunicazione di inizio lavori di ristrutturazione edilizia per fruire della detrazione d’imposta ai fini irpef, corredato, in caso di spesa condominiale, della tabella millesimale di riparto della spesa e della copia della delibera assembleare. Si dovrà inoltre procedere all’invio, se previsto dalla norma sulla sicurezza

nei cantieri, della comunicazione alla Asl competente per territorio. I pagamenti delle spese devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale, e le fatture dovranno contenere il costo della manodopera. Per quanto riguarda il singolo condomino, è necessario che la quota di spesa di propria competenza, sia stata pagata entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi nel quale intende fruire della detrazione. Per ottenere la detrazione del

36% della spesa di ristrutturazione a lei spettante, pari a 600 euro, dovrà fornire al Caaf: - copia delle comunicazioni trasmesse (Agenzia delle Entrate e Asl) e ricevute delle raccomandate; - copia dei bonifici; - copia delle fatture; - copia della delibera assembleare e della tabella millesimale di riparto; - ricevute dei pagamenti delle spese condominali di ristrutturazione. Tale documentazione può essere sostituita da una sem-

Famiglie numerose: in busta paga sconti sugli affitti

Dal dicembre 2007 pagamenti in ritardo più salati

È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto attuativo relativo ai nuovi sconti previsti dalla legge Finanziaria per le famiglie numerose e per i canoni di affitto. Tali sconti dovranno essere gestiti dal sostituto di imposta (ente pensionistico o datore di lavoro). Il pensionato o lavoratore dipendente dovrà fare richiesta al proprio sostituto di imposta e riceverà lo sconto fiscale di 1.200 euro, relativo alle famiglie numerose, mese per mese. Per quanto riguarda lo sconto sugli affitti, quest’ultimo sarà riconosciuto in sede di conguaglio.

Il tasso di interesse legale ha subito, a decorrere dal primo gennaio 2008, un incremento di mezzo punto, passando dal 2,5 al 3%. Il provvedimento è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale 291 del 15 dicembre 2007. Tale aumento si ripercuote negativamente sui pagamenti tardivi delle imposte, regolarizzate mediante il ricorso al ravvedimento operoso. È infatti previsto che le somme versate in ritardo siano gravate da un interesse da calcolarsi, applicando la misura del saggio legale, che dal primo di gennaio risulta più oneroso.

20 - n. 3 - marzo 2008

in breve

I Le spese di ristrutturazione edilizia, introdotte dalla legge 449 del 1997, consentono la possibilità di ottenere la detrazione del 36%, da suddividere in 10 anni. Tale suddivisione può essere articolata su 5 anni nel caso in cui il soggetto abbia un’età non inferiore a 75 anni e in 3 anni, nel caso in cui abbia un’età non inferiore a 80 anni. La norma prevede una serie di adempimenti, che il contribuente è tenuto a rispettare, pena la decadenza del beneficio. In particolare, prima di iniziare i lavori, o al

Imagoeconomica

Per ottenerla basta una dichiarazione dell’amministratore del condominio con costo, data di inizio e termine dei lavori.

plice dichiarazione rilasciata dall’amministratore, attestante il rispetto degli adempimenti previsti dalla legge e la quota di spesa imputabile al condomino in relazione ai millesimi di proprietà e agli immobili posseduti dallo stesso. La presenza della dichiarazione dell’amministratore rende più veloce la gestione della dichiarazione dei redditi da parte dei Caaf, in assenza della quale sono costretti ad un controllo di tutta la documentazione sopra menzionata. Gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, inoltre, pur avendone titolo, difficilmente richiedono la copia dei documenti, in presenza della dichiarazione dell’amministratore. Il fac-simile della documentazione è reperibile sul sito: www.cislmilano.it I Vincenzo Vita Responsabile Caaf Cisl

CAAF CISL Via Tadino 23 – Milano Tel. 0220525301 vincenzo.vita@cisl.it


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PREVIDENZA JOB MILANO

RIUNIRE TUTTA LA CONTRIBUZIONE

Si può, grazie alla “totalizzazione” Ma occorre possedere i requisiti necessari: età anagrafica e anzianità contributiva. La domanda va presentata al momento della pensione che verrà calcolata in quote.

LA DOMANDA

Mi chiamo Carlo, sono da poco più di un anno un lavoratore dipendente a tempo indeterminato presso un’impresa edile. Ho 28 anni e prima di occuparmi stabilmente ho lavorato per circa quattro anni come libero professionista (geometra) con regolare iscrizione e versamento di contributi alla Cassa geometri, e per 3 anni come lavoratore para-subordinato (Co.co.co.). L’anno scorso ho cercato di riunire tutta la contribuzione, ma non ci sono riuscito perché mi era stato detto che non avevo almeno sei anni di contribuzione né nella Cassa geometri né nella gestione Inps dei lavoratori para-subordinati. Ho letto che a seguito dell’ultima riforma del welfare ci sarebbero delle novità positive: è vero ? E se sì cosa potrei fare per riunire tutta la contribuzione? Carlo P. - Milano

I Effettivamente la legge 247/2007 (riforma del welfare) ha apportato interessanti novità all’istituto della totalizzazione. Innanzitutto chiariamo che cosa si intende con questo termine. Con totalizzazione si intende la possibilità, per chi ha versato contributi in istituti o casse previdenziali diverse (nel suo caso la Cassa geometri e la gestione speciale Inps), di raggiungere il diritto alla pensione di vecchiaia o di anzianità sommando tutti i vari spezzoni di contribuzione. Secondo questo meccanismo i versamenti contributivi effettuati presso i diversi fondi pensionistici - che non devono, ovviamente, essere coincidenti e che da soli non potrebbero dare diritto alla pensione per mancanza, in ogni singola gestione, dei requisiti mini-

mi - possono essere sommati (ovvero “totalizzati”) in vista di un’unica pensione. Quali sono i requisiti richiesti per la pensione “totalizzata”? Per poter ottenere il trattamento pensionistico ricorrendo alla totalizzazione occorre rispettare alcuni requisiti. Il primo è quello che l’interessato abbia compiuto i 65 anni di età (l’età è identica per uomini e donne) e possa far valere complessivamente 20 anni di contributi oppure, a prescindere dall’età anagrafica, almeno 40 anni di contributi. Il secondo è di possedere gli eventuali altri requisiti, diversi da quelli di età e anzianità contributiva, fissati dalle rispettive casse professionali (ad esempio, la cancellazione dall’Ordine professionale). Le novità introdotte dalla legge di riforma del welfa-

È possibile sommare tutti i contributi versati in istituti o casse diverse.

re sono queste: 1. Ha portato a tre anni il periodo minimo di contribuzione versata in ogni cassa per poter procedere alla totalizzazione (precedentemente il numero di anni minimi era pari a sei – come le era stato giustamente riferito). 2. Viene data facoltà ai lavoratori che si vedranno liquidata la pensione esclusivamente con il sistema contributivo (ovvero quelli che hanno iniziato a versare contributi previdenziali dopo il 1995) di totalizzare tutti i periodi di contribuzione superiori ai tre anni, anche se si è maturato il diritto a pensione in una qualsiasi gestione assicurativa. La domanda andrà presentata all’istituto previdenziale al quale ci si troverà iscritti al verificarsi dei requisiti richiesti (65 anni di età o 40 anni di contributi complessivi) e la pensione verrà calcolata per “quote” (ogni cassa di previdenza liquiderà la sua parte) anche se la pensione sarà erogata

Il 31 marzo prossimo scadrà il temine ultimo per la presentazione delle domande di disoccupazione con requisiti ridotti. Questo termine ha natura “decadenziale” vale a dire che se la domanda verrà presentata in ritardo si decadrà dall’eventuale diritto alla prestazione. Chi ha diritto alla disoccupazione a requisiti ridotti? Tutti i lavoratori che non possono far valere 52 contributi settimanali negli ultimi due anni e hanno lavorato per almeno 78 giornate nell'anno precedente e hanno almeno un contributo accreditato prima del 31 dicembre 2005. L'indennità non è più riconosciuta nei confronti di chi si dimette volontariamente, ma soltanto in caso di licenziamento (fanno eccezione le lavoratrici in maternità). L'indennità è riconosciuta quando le dimissioni derivano da giusta causa (mancato pagamento della retribuzione, molestie sessuali, modifica delle mansioni, mobbing). Qual è l’importo? Per i primi 120 giorni, l'indennità giornaliera non può superare il 35% della retribuzione media giornaliera (la percentuale sale al 40% per i periodi successivi), nei limiti di un importo massimo mensile lordo di 844,06 euro, elevato a 1.014,48 euro per i lavoratori che possono far valere una retribuzione lorda mensile superiore a 1.857,48 euro. L'indennità è pagata dall'Inps con un unico assegno inviato a casa del lavoratore, per un periodo corrispondente alle giornate effettivamente lavorate nell'anno precedente, e comunque per un periodo non superiore a 180 giornate.

in unica soluzione (le casse regoleranno tra loro i “crediti e i debiti”). Nel suo caso specifico, lei potrà quindi “totalizzare” tutta la contribuzione non subito ma al verificarsi dei due requisiti sopraindicati. I

in breve

Imagoeconomica

Disoccupazione con requisiti ridotti

Paolo Zani Responsabile Inas Cisl Milano

INAS CISL Via Benedetto Marcello 18 Tel. 0229525021 milano@inas.it

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VIVERE IL TEMPO LIBERO

OB J MILANO Un giro di affari da 1,2 miliardi di euro. Nella sola Milano sono quasi 500 le farmacie omeopatiche. Poi ci sono i medici, che integrano le terapie 'dolci' con quelle classiche. di GRETA LA ROCCA

Agenziafotogramma

I Prima c’era Ambreck,

Omeopatia

Agenziafotogramma

SALUTE: IL BOOM DEI RIMEDI NATURALI

storica farmacia in corso Buenos Aires, Legnani dalle parti di Conciliazione e poche altre. Oggi sono 8.000 le farmacie con reparti omeopatici in Italia, una su due, e quasi 500 solo a Milano. Vendono tutte le alternative possibili ai rimedi tradizionali, dai granuli e le gocce omeopatiche ai rimedi fitoterapici, ai fiori di Back ai trattamenti di pranoterapia. E se prima pochi erano gli interessati, o semplicemente i curiosi, oggi la domanda è cresciuta tanto da giustificare un aumento continuo dei punti vendita in cui acquistare prodotti naturali: le farmacie, appunto, le parafarmacie, i reparti medicinali dei supermercati. Anche i medici e gli specialisti in grado di prescrivere una terapia alternativa a quella tradizionale si stanno moltiplicando, sono diventati circa 10.000 in Italia. Nonostante il dibattito sull'efficacia o meno, è indiscutibile che la passione per i rimedi dolci è in continua

CHE PASSIONE n. 3 - marzo 2008 -

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OMEOPATIA OB J MILANO

crescita: il 37% ha provato l’omeopatia almeno una volta e il 23% la utilizza regolarmente. Gli effetti sulla spesa, visto che la "mutua non passa" nessuno di questi preparati, sono conseguenti: gli italiani spendono 290 milioni di euro all’anno, 39 pro capite in media, contro i 304 per i farmaci convenzionali. L'omeopatia è scelta anche per i bambini, quasi il 10% fra i 3 e i 5 anni, e per curare il cane, il gatto o il canarino di casa. E così anche il giro d’affari è salito: un fatturato di 122 milioni di euro nel 2000 e di 140 nel 2001, con un incremento del 14,2%. Oggi i prodotti omeopatici coprono l’0,5% delle vendite farmaceutiche mondiali, per un totale di circa 1,2 miliardi di euro l'anno. Guidano la classifica Francia e Germania, dove l'omeopatia si è diffusa già nel secolo scorso, mentre seguono India, Brasile, Italia e Paesi Bassi. Gli italiani ricorrono alla me-

dicina alternativa non solo per curare un raffreddore o le allergie, ma anche per le patologie più gravi. Imprenditrice, libera professionista o commerciante, tra i 33 e i 44 anni, colta e residente al nord è il ritratto dell’italiano medio interessato alla medicina omeopatica; le donne sono in maggioranza, ma anche gli uomini interessati sono in aumento. L’88% di chi è ricorso per la prima volta ai rimedi alternativi ha dichiarato di averne avuto benefici e, pertanto, di averli acquistati di nuovo e oggi li usa regolarmente. Un tempo l’omeopatia era una scelta d’elite, e oggi? Curarsi con l’omeopatia, in effetti, costa: viene praticata spesso privatamente e i rimedi sono a carico del paziente, anche se alcune mutue private, come la Casagit dei giornalisti o l’Enam degli insegnanti di scuole elementari e materne, li rimborsano almeno in parte. Non solo: l’omeopatia in Italia è

più costosa che altrove. In Francia, ad esempio, il popolarissimo Oscillococcinum costa 7,48euro, mentre da noi 14euro. I più fortunati possono acquistarlo a soli 5 euro, se il farmacista d’oltralpe decide di fare uno sconto maggiore alla clientela. I rimedi omeopatici comuni, da banco, non sono cari, non arrivano a superare i 20 euro, ma la cura si prolunga per diversi giorni e, pertanto, spesso una confezione non è sufficiente; e poiché l’omeopatia cura l’intero organismo, il trattamento implica l’integrazione di diversi farmaci e, quindi, un aumento dei costi. E poi c’è la visita. Un consulto omeopatico dura un’ora e mezza, anche due, e il medico arriva a chiedere dai 150 ai 200 euro: ogni caso è unico, la terapia deve essere individualizzata, basandosi più che sui sintomi della malattia, che sono comuni, sulla persona, il suo stile di vita e il suo rapporto con gli altri. 

Le altre m

10.000

M Medici cche la prescrivono.

1.200

miliardi di euro

SSpesa italiana nnel 2000.

8.000

F Farmacie con reparti omeopatici iin Italia.

(dati Istituto superiore di Sanità, 2002 e indagine ISPO, 2003)

Le più conosciute

86%

AAgopuntura

59%

SShiatsu

83%

Omeopatia O

50%

FFisioterapia

63%

P Pranoterapia

44 %

FFiori di bach

(dati sondaggio Format, 2002)

Le più utilizzate  CHI LA SCEGLIE: Donna, tra i 33 e i 44 anni, colta e residente al Nord.

8%

Omeopatia O ((circa c 5.000.000 ppersone)

7%

M Massaggio e trattamenti nnaturali

5%

LE ORIGINI E IL PRES

to Agenziafo

gramma

Una "moda" che resiste

24 - n. 3 - marzo 2008

L'omeopatia non è una moda passeggera ma, anzi, un intervento sanitario con una storia bicentenaria, che richiede una filosofia di cura specifica tanto nel medico quanto nel paziente. La medicina omeopatica nasce nel 1796 con la pubblicazione da parte del medico tedesco Christian Samuel Hahnemann del “Saggio per un nuovo principio per determinare i poteri curativi dei farmaci” in cui sono riportate la prime osservazioni dell'autore sul tema della similitudine. Nel 1810 Hahnemann completa la prima edizione del-

la sua opera fondamentale “Organon della medicina razionale“ frutto delle sue prove sperimentali. L'omeopatia si fonda sulla similitudine: intende curare il malato sfruttando il fatto, sperimentalmente dimostrato, che un medicinale che ha subito successive diluizioni (quindi portato a concentrazioni infinitesimali) e “dinamizzato” (ossia che ha subito ripetuti scuotimenti) cura quei sintomi che è in grado di provocare quando viene somministrato ad un soggetto sano. Il termine “omeopatia” deriva dal greco “omoios = simile” e “pathos=sofferenza”. La farmacologia omeopatica è costituita da una serie di medicinali, “rimedi”, che provengono dal mondo vegetale, minerale e animale. Il rimedio è detto “unitario” quando contiene un'unica sostanza; è detto invece “complesso”


JOB MILANO

medicine

I L M E D I C O D I FA M I G L I A

65%

I Italiani che conoscono le medicine nnon convenzionali.

37%

I Italiani che le hanno utilizzate almeno uuna volta: (quasi 18.000.000).

23%

F Fitoterapia

I Italiani che le utilizzano rregolarmente.

3%

A Agopuntura

0,4%

SENTE

da due secoli quando contiene più sostanze in formulazione fissa. La medicina omeopatica classica utilizza solo rimedi unitari. La terapia omeopatica agisce in sintonia con la reazione naturale di difesa e di riequilibrio dell'organismo e porta a un miglioramento o ad una guarigione naturale. Nella pratica clinica l’ omeopata, dopo aver formulato una diagnosi medica tradizionale, prende in considerazione i sintomi psichici e fisici del malato e somministra il medicinale più simile ai sintomi del paziente. Livia Mondina (medico omeopata) PER SAPERNE DI PIÙ LE MEDICINE NON CONVENZIONALI IN ITALIA. Storie, problemi e prospettive di integrazione. A cura di Guido Giarelli, Paolo Roberti di Sarsina, Bruno Silvestrini 412 pagine, FrancoAngeli/ Sanità, 2007, 25 euro.

A tipi Altri ddi terapie

«Scelgo in base alla patologia e alla cultura del paziente» La dottoressa Crippa da tre anni associa i prodotti omeopatici a quelli tradizionali in particolare per le malattie cronicizzate. La medicina alternativa può arrivare là dove la cura classica si ferma ed è un’ottima alternativa ogniqualvolta il paziente presenti sintomi quasi cronicizzati: questi principi hanno spinto Angela Crippa, medico di famiglia con una specializzazione in reumatologia e fisiatria, un corso in nutrizione biologia e un diploma in omotossicologia a integrare la medicina tradizionale con l’omeopatia. «L’ ho scoperta tre anni fa» spiega «quando di fronte a patologie non migliorabili con la medicina classica, come ad esempio i sintomi vertiginosi, ho ottenuto risultati» . La dottoressa Crippa si è specializzata in omotossicologia, disciplina che trae origini dall’omeopatia: «Mentre l’omeopatia cura l’organismo, l’omotossicologia riattiva il sistema partendo dall’organo malato». Le persone in età lavorativa con una condizione economica medio-alta sono più interessate alle cure alternative, ma «esistono le eccezioni; alcuni pazienti, che non rientrano in questa classificazione, mi chiedono ri-

medi diversi, spinti dalla ricerca del benessere o dai pochi risultati ottenuti con il percorso tradizionale». La dottoressa in alcuni casi sceglie di integrare l’omotossicologia con la medicina classica, mentre in altri di prescrivere la cura alternativa al posto dei rimedi tradizionali: «La scelta dipende dal sintomo, dalla cultura e dalla condizione economica del paziente. Alcune persone, infatti, hanno problemi di tipo economico, altri invece preferiscono una terapia mutuabile, altri sono aperti e interessati a un percorso di cura nuovo» racconta «tengo a prescriverla alle donne in gravidanza o agli anziani con insufficienza renale». La medicina allopatica è progredita molto, ma per alcuni aspetti può essere sostituita «ad esempio in caso di problema gastroenterico. La cura alternativa aiuta a non diventare schiavi della medicina cronica». Qualora il medico proponga la medicina alternativa «è necessario che spieghi con attenzione i motivi, le modalità e gli obiettivi del rimedio scelto».

L A FA R M A C I S TA

Prima su internet poi in farmacia «Sono sempre di più le persone che arrivano da noi dopo aver raccolto informazioni sul web. La domanda di prodotti omeopatici e naturali è cresciuta notevolmente negli ultimi anni» L’omeopatia è diventata una moda: negli anni l’interesse per la medicina naturale è cresciuto, anche a causa di una ricerca, diventata quasi maniacale, del benessere. La dottoressa Lombardo, medico della storica farmacia “Ambreck”, non ha dubbi: «c’è stato un notevole incremento della medicina alternativa, abbiamo una richiesta molto alta dei prodotti. Forse per i limiti delle cure allopatiche, le persone sono molto spesso insoddisfatte degli effetti collaterali, e sono disposte anche a spendere di più, pur di curarsi in modo naturale e proteggere l’organismo». La curiosità spinge i pazienti a scegliere le cure omeopatiche e cercare dati e notizie soprattutto on-line o sui settimanali femminili, con il rischio di non capire bene di cosa si tratti: «Internet fa da padrone, ma le informazioni in rete non sono sempre corrette e le persone rischiano di fare confusione» precisa la do-

toressa Lombardo «spesso associano alla medicina omeopatica anche la fisioterapia, la quale è differente e non è priva di effetti collaterali. L’omeopatia non altera l’organismo, ma, perché abbia esiti positivi, è necessario che la cura venga applicata in modo corretto. Una cattiva gestione del farmaco non permette di ottenere i risultati desiderati». Prima l’omeopatia si indirizzava a un pubblico limitato di fascia medio-alta: «Oggi è molto richiesta e raggiunge qualsiasi ceto sociale perché il desiderio di stare bene interessa chiunque». La medicina alternativa è più costosa, poiché è difficile inquadrare subito il farmaco omeopatico corretto e la cura omeopatica, per sua caratteristica, comporta più prodotti; cura l’individuo in tutto l’organismo e si interroga sul perché sia nato il problema, non si limita a porvi rimedio.

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JOB AGENDA MILANO

TUTTA LA VITA DAVANTI

Meno male che c'è il call center

Marta ha 25 anni e una laurea con 110 e lode. Ma non trova un lavoro. E deve accettare il posto di telefonista precaria. di GRETA LA ROCCA

I giovani hanno difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro: Paolo Virzì, con una com-

media dai toni grotteschi, ne racconta le paure, le ansie e le speranze in un futuro migliore. Il regista descrive le difficoltà di una

TUTTA LA VITA DAVANTI Regia: Paolo Virzì Interpreti: I. Ragonese, S. Ferilli, V. Mastrandrea, M. Ghini, E. Germano, M. Ramazzotti Genere: commedia Data uscita: 14 marzo Info: www.medusa.it

studentessa modello, che sceglie di dissimulare il suo curriculum pur di essere uguale ai suoi coetanei. Protagonista una venticinquenne laureata con 110 e lode, Marta, costretta ad accettare un lavoro precario e poco incline al suo corso di studi. Viene assunta nel call center di un’azienda che commercializza un elettrodomestico avveniristico, dal design accattivante. E lei avrà il difficile compito di convincere le casalinghe ad

aprire la porta ai venditori di “Multiple”, il rivoluzionario oggetto da cucina. «Trita, frulla, manteca, macina, vaporizza e cuoce. Quattordici funzioni in un solo elettrodomestico, una sola presa, un solo consumo» è il refrain ripetuto dalle 150 ragazze del centro. Nonostante Marta avesse alte ambizioni, riesce ad integrarsi bene nel contesto di lavoro, un ambiente giovane, dinamico e tranquillo. Presto, tuttavia, si renderà conto che i suoi sogni saranno disillusi dalla difficile realtà del precariato. Nel cast nomi noti del cinema italiano: da Sabrina Ferilli, prima telefonista e ora a capo del call-center, a Valerio Mastroandrea, sindacalista della Cgil.

DVD in uscita

ELIZABETH THE GOLDEN AGE

Regia: Shekhar Kapur Interpreti: C. Blanchett, C. Owen, G. Rush Genere: drammatico Data uscita: 13 febbraio Casa editrice: Universal Pictures Prezzo: 19,99 euro

E G L I A LT R I . . .

ODETTE TOULEMONDE Regia: Eric – Emmanuel Schmitt Interpreti: C. Frot, A. Dupontel, J. Weber, Genere: commedia Data uscita: 7 marzo Info: www.videa-cde.it Odette lavora come commessa in un negozio di periferia e vive con i due figli in un alloggio popolare. Balthazar, invece, è uno scrittore di successo, ha sposato una bellissima donna e con lei vive in una casa grande ed elegante. Nonostante le difficoltà economiche, Odette è felice. Balthazar, no. Sono due persone completamente diverse, ma il destino li farà incontrare e cambierà in modo radicale la vita di entrambi.

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QUESTA NOTTE È ANCORA NOSTRA

GRANDE, GROSSO E VERDONE

Regia: Luca Miniero, Paolo Genovese Interpreti: N. Vaporidis, M. Bruno, I. Spada Genere: avventura Data uscita: 19 marzo Info: www.buenavista.it

Regia: Carlo Verdone Interpreti: C. Gerini, C. Verdone, G. Cucciari Genere: commedia Data uscita: 7 marzo Info: www.filmauro.it

Massimo ha 25 anni, molti amici, ma un lavoro poco entusiasmante: è impegnato nella ditta di pompe funebri del padre. Di giorni si annoia, ma di sera coltiva la sua grande passione: incidere un disco. Chicchilitti, un famoso discografico, è disposto a investire su di lui e sul compagno Andrea, purché con i ragazzi duetti una voce femminile. Meglio se bella e di origine etnica, magari cinese.

IL CACCIATORE DI AQUILONI Regia: Marc Forster Interpreti: K. Abdalla, H. Ershadi, S. Toub Genere: drammatico Data uscita: 28 marzo Info: www.filmauro.it Amir, afgano di Kabul, dopo alcuni anni in California, ritorna in Afghanistan, suo paese d’origine, per aiutare l’amico Hassan, figlio del suo servo hazara. Il viaggio diventa l’occasione per ricordare un’amicizia nata sullo sfondo della guerra: la storia si muove lungo trent’anni, dal periodo precedente all'invasione dei sovietici dell'Afghanistan fino all'avvento dei Talebani, dalle violenze subite da Hassan a quelle subite da un intero popolo.

Carlo Verdone riporta sul grande schermo, rivisti e invecchiati, i personaggi di successo dei primi film: da Ivano, coatto in “Viaggi di nozze” e cantante emergente in “Sono pazzo di Irsi Blond”, a Leo, bullo in “Un sacco bello”, all’insopportabile Raniero. Il film è diviso in tre episodi ed è ambientato in Sicilia e a Roma. Nel cast torna Claudia Gerini, affiancata da Geppi Cucciari, Roberto Farnesi e Eva Riccobono.

L’ULTIMO PADRINO

Regia: Marco Risi Interpreti: M. Placido, D. Pecci, M.Leonardi Genere: thriller Data uscita: 17 marzo Casa editrice: Universal Pictures Prezzo: 17,99 euro

LEZIONI DI CIOCCOLATO

Regia: Claudio Cupellini Interpreti: L. Argentero, V. Placido, N. Marcorè Genere: commedia Data uscita: 17 marzo Casa editrice: Universal Pictures Prezzo: 18,75euro


AGENDA

JOB MILANO

 VADIM REPIN: 36 anni,

Marco Brescia

violinista siberiano. Ha all’attivo premi e riconoscimenti. Ha suonato per il capodanno 2008 a Pechino.

CONCERTO DI BENEFICENZA IL 30 MARZO

Porte aperte alla Scala Un’eccezionale appuntamento permette di assistere alle prove a prezzi abbordabili. È un’occasione per capire come nasce una rappresentazione e per entrare nel tempio della musica. di CHRISTIAN D’ANTONIO  La corsa ai biglietti e i costi proibitivi sono le due cose che vengono in mente appena si pensa di andare alla Scala di Milano. Questo mese un’iniziativa benefica

a favore dell’associazione Ospedale dei bambini Milano Buzzi Onlus si propone di rompere il dogma: alla Scala ci si può andare anche a prezzi contenuti senza lasciarsi intimorire dall’austerità del luogo.

L’appuntamento è per domenica 30 marzo alle 19 per la “prova a porte aperte” della Filarmonica della Scala diretta dal maestro Myung-Whun Chung (biglietti da 5 a 50 euro, sconti per gruppi, info: 02465467467).

Per i cultori il concerto ha anche una chicca, rappresentata dalla partecipazione del violinista Vadim Repin, un musicista siberiano di soli 36 anni che ha al suo attivo numerosi premi e riconoscimenti. Volto noto per le copertine di riviste di settore, ha recentemente avuto l’onore di suonare per il capodanno a Pechino in una nuova music hall costruita

appositamente per la musica classica occidentale. La Filarmonica eseguirà il concerto per violino e orchestra di Beethoven e la Sinfonia n.4 di Cajkovskij. Trattandosi di una prova generale il direttore può interrompere l’esecuzione per perfezionare alcuni passaggi, rendendo il pubblico davvero partecipe della nascita di un’interpretazione musicale. L’evento offre una serata musicale di grande interesse, ma anche un obiettivo di forte rilevanza sociale visto che il ricavato della serata sarà devoluto al progetto “Difendiamo i bambini dalle malattie metaboliche rare”, che si prefigge di contribuire a dotare il laboratorio di screening neonatale dell'Ospedale Vittore Buzzi di Milano di una Tandem mass, la strumentazione che permette di diagnosticare le malattie metaboliche rare già dai primi giorni di vita del bambino, prima che si siano manifestate. Il macchinario servirebbe per diagnosticare le malattie metaboliche rare a tutti i bambini nati in Lombardia, che sono 100 mila all'anno. 

A P P U N TA M E N T I Alex Britti in concerto Nessuno si aspettava che l’inno più sentito per la città di Milano potesse essere scritto da un romano. È capitato con la canzone “Milano” che è in radio in questo periodo, a firma di Alex Britti, che è un omaggio alla nostra città senza retorica e denso di ironico realismo. Il pezzo è il brano di punta del disco Mtv Umplugged che Britti porta in tour questo mese e che farà tappa al teatro Smeraldo (piazza 25 aprile, 10, tel. 0229006767, da 20 a 35 euro). Il concetto del disco è “senza fronzoli” quindi niente schitarrate ma solo strumenti acustici e voci sussurrate. Una dimensione che si confà particolarmente a Britti che, specie all’estero, è considerato un vero virtuoso delle sei corde.

Legends of rock in libreria Ernesto Assante, uno dei massimi critici musicali italiani, ha scritto e raccolto foto per questa pubblicazione della White Star (464 pagg, 38 euro) che raggruppa in immagini e aneddoti le icone del rock mondiale dalla nascita ad oggi. Il genere “giovane” per eccellenza quest’anno compie 50 anni e, nonostante la crisi del disco, continua ad accompagnare la vita e le evoluzioni della cultura popolare. Questo è il libro definitivo per chi vuole saperne di più su Elvis, Beatles, Madonna e Stones. Immagini inedite e dichiarazioni storiche per capire chi, con le 7 note, è riuscito a entrare nella leggenda.

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AGENDA

JOB MILANO

di DANIELA BIANCHI

MAMA MASAI Dove: Fnac, via Torino - tel 02869541 Orario: lun-mart-mercgiov-ven-sab h 9,30-20; dom 10,30-20,00 Biglietto: ingresso libero

 «Trattiamo bene la ter-

DAL 20 MARZO ALLA FNAC DI VIA TORINO

Spirito e dignità del popolo Masai La fotografa svedese Ewa-Mari Johansson presenta le sue fotografie: è un reportage, centrato in particolare sulle donne.

ra su cui viviamo: essa non ci è stata donata dai nostri padri, ma ci è stata prestata dai nostri figli»: con questo proverbio Masai ci fa capire lo spirito e la dignità di questo popolo, ritratto dalla fotografa svedese Ewa-Mari Johansson, le cui immagini sono in mostra alla Fnac di Via Torino. Conosciuta soprattutto per il suo lavoro sulla fotografia d'arte e di moda, la Johansson ha vissuto per quasi due mesi con i Masai, nei loro villaggi in Tanzania situati sulla strada da Dar es Salam a Dodoma. Ne è scaturito un reportage, centrato in particolare sulle donne, colte nelle loro attività quotidiane, mentre si occupano della casa o stendono i panni al sole,

 LA FOTOGRAFA Quaranta scatti in mostra a Milano. Nell’arco del 2008 sarà nelle gallerie fotografiche Fnac d’Italia.

ritratte senza nessuna retorica o pietismo. Alla nitidezza e semplicità delle immagini contribuisce poi la scelta del bianco e nero. Una felice combinazione di una donna che ritrae altre donne, tanto diverse da lei, ci svela così uno spaccato d’Africa a noi pressoché sconosciuto ma tanto affascin a n t e . Particolare non secondario: le foto della mostra sono in vendita e il ricavato è destinato ai villaggi Masài tramite l’Associazione Maasai Swedish Partnership. 

L’autrice ha vissuto per quasi due mesi nei villaggi all’interno della Tanzania.

TEATRI Fino al 6 aprile

IL DUBBIO Di John Patrick Shanley Regia: Sergio Castellitto Interpreti: Stefano Accorsi, Lucilla Morlacchi Teatro: Manzoni, Via Manzoni Alessandro, 4 tel 027636901 Orario: lun-mart-merc-giov-ven-sab h 20,45 dom h 15,30 chiusura per le festività pasquali dal 20 al 26 marzo Biglietto: 34-30 euro “Il dubbio” segna il ritorno sul palcoscenico dopo 12 anni di assenza di Stefano Accorsi, qui nei panni di un sacerdote sospettato di pedofilia: la storia si svolge in una parrocchia del Bronx negli anni ’60, periodo tragico per la storia degli Usa in quanto segnato dall’assassinio di Kennedy. Un’occasione quindi per il pubblico di confrontarsi su un tema delicato come quello della pedofilia, sperimentando attraverso la finzione scenica il clima angosciante che inevitabilmente il solo sospetto di un simile crimine può generare.

Dal 26 marzo 2008

DEFENDING THE CAVEMAN NELLE DATE DEL 2 e 9 APRILE "CAVEMAN" SARA' IN LINGUA ORIGINALE (INGLESE) Di Robert Thomas Regia: Nancy Brilli Interpreti: Maurizio Colombi e John Sloan Teatro: Teatro Derby via Mascagni, 8 - tel. 0276016352 Orario: mart-merc-giov-ven-sab-dom h 21 Biglietto: 20-16 euro Un monologo “preistorico” sulle differenze tra uomo e donna: così può essere definito lo spettacolo “Caveman”, il “one man show” di maggior successo negli Stati Uniti. Portato per la prima volta sulle scene a New York nel 1995, è il risultato di lunghi studi di antropologia, psicologia e naturalmente di preistoria, che forniscono la base “scientifica” per uno spettacolo ironico e divertente sulle dinamiche e le incomprensioni tra i due sessi.

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AGENDA OB J MILANO

LA MODISTA, DI ANDREA VITALI

L'importante è sistemarsi La storia ha come protagonista una donna, bella e seducente, con un marito disperso in Russia, che cerca un altro uomo con cui accasarsi. di RICCARDO GIULY

Chi è

 Un medico di base

Il mondo dell'ambulatorio è quello che per altri scrittori può essere, o essere stato, quello del caffè, un osservatorio, il luogo dove tocco l'umanità, osservo, ascolto, pesco caratteri e modi di dire e di fare. L’ispirazione scatta nei momenti più impensati, quando anche una banale frase apre un varco in una storia. Senza contare che ormai posso fare affidamento su una solida schiera di informatrici che si divertono a raccontarmi aneddoti per vedere poi come li manipolerò. Molti dei suoi libri sono ambientati negli anni ‘30

Il corrispondente dall’estero Autore: Alan Furst Genere: romanzo Editore: Giano Prezzo: 17 euro Parigi, 1938, un uomo viene trovato morto in un albergo. Dietro la sua tragica fine c’è l'Ovra, la polizia segreta del Duce. La vittima era il direttore di "Liberazione", il foglio degli antifascisti italiani in Francia. Lo sostituirà un rifugiato triestino, giornalista della Reuters, sulle cui piste si mettereanno le spie di Francia, Italia e Inghilterra. Un libro appassionante.

30 - n. 3 - marzo 2008

Autore: Andrea Vitali Genere: romanzo Editore: Garzanti Prezzo: 16,60 euro

 Andrea Vitali: nato nel 1956 a Bellano, sul lago di Como, dove è medico di base. Ha pubblicato, tra gli altri, “Una finestra vista lago” (premio Grinzane Cavour 2004), “La figlia del podestà” (premio Bancarella 2006), “Il segreto di Ortelia” (2007). I suoi libri hanno venduto un milione di copie.

diventato scrittore di culto, amato dal pubblico e dalla critica. È Andrea Vitali, in libreria in questi giorni con “La modista”. Come presenterebbe questo nuovo romanzo? “La modista” è innanzitutto una storia, un'altra di quel rosario che ha come epicentro Bellano e la sua geografia. È la storia di questa donna bella, seducente, con un marito disperso in Russia e che mai più ritornerà. Lei sa che le sue grazie sono destinate a sfiorire e prima che ciò accada vuole sistemarsi. Non baderà molto alle regole o alle convenzioni per giungere allo scopo. Ma ce la farà? Questo è un mistero che si svela solo alla fine del racconto. Nel frattempo, sulla scia della vicenda principale, si snodano racconti paralleli, di guardia e ladri appunto, come recita il sottotitolo del libro. Dove trae ispirazione per scrivere? L’attività di medico “aiuta” quella di scrittore?

La modista

del ‘900. Perchè? È un periodo che trovo affascinante, ricco di fantasia, inventiva, anche, a volte, gioia di vivere. Un arco temporale in cui, assente mamma tivù, era necessario inventarsi la vita e da ciò derivano cose molto interessanti. Basterebbe scorrere le pubblicità dell'epoca per rendersi conto di quanto fossero fertili quegli ingegni. Senza contare che alcune delle mie storie sono obbligate a quella scelta temporale per ragioni storiche, si veda ad esempio “La figlia del

Podestà” oppure “Il procuratore”. Ha mai pensato di localizzare una storia lontano da Bellano? Mai. Bellano e la sua geografia sono il teatro, il filo conduttore. Bellano è il vero e unico protagonista seriale di queste storie, è il luogo che meglio conosco al mondo, l'unico direi, e nel quale mi muovo con una discreta sicurezza. E tanta sicurezza fa bene quando scrivo, serve, sembra di avere le spalle coperte. Perché i suoi romanzi piac-

Spingendo la notte più in là

Nostra eccellenza

Autore: M. Calabresi – L. Zingaretti Genere: attualità Editore: Mondadori Prezzo: libro + dvd 19 euro

Autore: M. Cirri F. Solibello Genere: attualità Editore: Chiarelettere Prezzo: 12 euro

La trasposizione del libro in cui Mario Calabresi, figlio del commissario ucciso dai terroristi di Lotta Continua nel 1972, racconta gli “anni di Piombo” visti dalla parte delle famiglie delle vittime. Un libro emozionante, che l’attore Luca Zingaretti ha trasformato in un intenso evento teatrale. Da leggere e da vedere.

Cirri e Solibello, conduttori di Caterpillar, programma di Radio2, raccolgono in queste pagine il ritratto di un'Italia che sembra di fantasia e invece è realtà. Un'Italia matura, consapevole, folle e geniale al tempo stesso, dove il chiacchiericcio della politica televisiva sembra lontano anni luce, dove i problemi si affrontano e si risolvono.

ciono tanto? Bisognerebbe chiederlo ai lettori. Credo che, al pari di altri romanzi che piacciono altrettanto e magari di più, il pregio sia nella volontà di raccontare con leggerezza, che non è superficialità. Raccontare una storia che abbia capo e coda, dentro la quale il lettore si senta bene, coinvolto, addirittura travolto e che, a libro chiuso, ti lasci un mezzo sorriso sul volto per il piacere di aver letto  un libro divertente.

Novità

Dalla parte degli ultimi Autore: Vandana Shiva Genere: attualità Editore: Slow Food Prezzo: 13,50 euro Vandana Shiva si è riconosciuta nelle tematiche sollevate da Slow Food con Terra Madre, l'incontro mondiale delle comunità del cibo. Nel libro ripercorre le esperienze di una vita "dalla parte degli ultimi": le vittorie e le sconfitte di una battaglia per la rinascita dell’agricoltura (nel Terzo Mondo ma non solo) che vale la pena di essere combattuta.



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