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ANNO VI NUMERO 9 SETTEMBRE 2011

ME MENSILE D’ATTUALITÀ E APPROFONDIMENTO

i Viaggi di Job

Un last minute o un giro del mondo non importa LA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE VIENE PRIMA DI TUTTO.

La promessa è che Milano non si fermerĂ , nonostante i tagli del Governo e, come sostiene, i ‘buchi’ lasciati dalla Moratti. Dopo gli aumenti del biglietto del tram e dell’Irpef, dopo il piazza pulita nelle municipalizzate, ora la cittĂ  si aspetta i fatti.

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Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1 comma 1, DCB Milano

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Dopo com ali polit ere ento ed entra in , insegna abbracc era in gente enti soci mom niversitĂ  raccogli to io e men e volontar di tutti, urgo patriarcaro di Igien i dovrĂ  a )rib rettore all’U. compon . e mol sacerdoz parenti le man covo entramb studia la ezia sseto, malattia. un cent pazienti, territorio arcives amanzi. prete, di Gro iarca di Ven in tutta stringevariarca, la vo Âżgure, ne!â€? e Tett ni di medici, mentre Il nuo “Pat vescovo nse, patr tto, inseritoanche la suae si speg - gli di due i Martini seg ti, ò: al che a dei “1o i salu ente grid etto l’ereditĂ  i cardinal Lateraneo innanzitu segnato re logico una stellterminare: ettarci nuitĂ  risp Iorte ha un pazi è come amate: o asp Ăˆ uom Tuella che grande rigo hi comuni.e lasciò stella è piĂš ore e disconti to a mentale non lo tua DobbiamitĂ  o di ta a luog i, com con un realtĂ , inale del SigninuerĂ  di Cris la uomo itĂ  mai lega 360 grad i, è Il card la luce della l’aiuto continu stolato? l’annuncio in Milano , cont vita, -, ond intervent E con presenti, go, a disse loro apo inuitĂ  è Dio che è sul metodo una proI al dialo nei suoi aspetti della i Tui malattia. della i tuoi amic o ad La contpopolo di sarĂ , sarĂ  ona ognunoe Aperto sottolinea re tutti gli il no l’uom se ci ogni pers di tutti re!â€?. tutto pastorale, spesso a valorizza che aiuta stero ontinuitĂ , rio di lli esi 2011 a brilla izion mini disc dioc prop attento na, Tue trad suo la stile settembre e nel esta sulla eduto nel grate, ‌ sullo vita umapiĂš vero. prec percepir a di Mal sua potrĂ  vo che s’innlo hanno essere o nativo po' casa IarĂ  Iatic le che non nuo un end e ro un Ess e è giĂ  semplice duto in tutte o di colo sset anche milanes un uomo a Gro 'è acca è tto Scola ientarsi comben inseritosuo impa è il ad amb i dove si o per situazion lo ricordan ra anco i.it

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Scuola: si riparte, come sempre nel caos

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RELIGIONI numero 02 - febbraio 2011

Qui ci vuole un nuovo welfare La crisi, e ora anche la manovra del Governo, ha pesantemente colpito i bilanci familiari. Meno lavoro, meno reddito, tasse e servizi piÚ cari. In una parola meno sicurezza. Questo non riguarda solo le fasce sociali tradizionalmente deboli. Stiamo assistendo a un rapido scivolamento verso il basso di quello che un volta era considerato il ceto medio: nÊ ricco nÊ povero, comunque in grado di guardare avanti e puntare a un miglioramento della propria posizione economica e sociale. Oggi non è piÚ cosÏ: il potere di acquisto di questa fascia di popolazione è notevolmente diminuito. Quelli che prima non pesavano (o pesavano relativamente) oggi sono diventati dei problemi all’ordine del JLRUQRODFDVDODVDOXWHOœLVWUX]LRQHGHL¿JOL Un cambiamento epocale che non si è ancora assestato a cui, però, bisogna iniziare a dare una risposta. Bisogna iniziare a pensare e a progettare uno stato sociale con caratteristiche nuove, diverse dal passato. Un nuovo welfare che tenga conto dei soggetti deboli e debolissimi della società e del nuovo disagio. Un sistema di servizi alla persona e alla famiglia che non si riduca all’assistenzialismo, che veda la partecipazione di tutti: pubblico e privato, istituzioni e parti sociali. Che partendo dalle esigenze della crisi sappia rimotivare un ceto sociale che noi della Cisl rappresentiamo ampiamente e che a sua volta rappresenta la spina dorsale della nostra società. Danilo Galvagni – segretario generale Cisl Milano

IL CASO il dopo

Milano, in quanti modi si possono interpretare le famose "libertĂ  di culto" di cui si va tanto Âżeri?

MOSCHEA SĂŒ, DOVE E COME

IL FATTO

di MAURO CEREDA mauro.cereda@jobedi.it E quante sono le moschee? A Milano ci sono una ventina di centri islamici. Alcuni sono recenti, altri risalgono anche a 30 anni fa. Ve ne sono di molto piccoli. Il problema è che sono scollegati e divisi tra di loro. Adesso stiamo cercando di fare una mappatura. Comunque è improprio parlare di moschee‌ In che senso? Nel senso che in Italia di vere e proprie moschee, strutturate architettonicamente anche con minareto e cupola, ce ne sono solo due: a Segrate e Roma. Quella di Segrate poi è una moschea funebre. Ăˆ molto piccola e vi si celebrano i funerali. A pregare i fedeli vanno in un capannone vicino. In Italia si contano circa 750 luoghi

Moschea si, moschea no. A Milano quando si parla di Islam gli animi si scaldano. Soprattutto in politica. In questi anni il dibattito si è radicalizzato fra chi ha cavalcato la paura e il teorema musulmano=terrorista e chi si è riempito la bocca di parole come integrazione, amicizia, all’insegna di un generico “volemose beneâ€?. Chi si è trovato in mezzo (Chiesa ambrosiana compresa) e ha cercato di affrontare in modo serio il nodo della convivenza tra comunitĂ  e fedi differenti non è stato ascoltato, con il risultato che i problemi sono ancora tutti sul piatto. Paolo Branca – docente di Lingua e letteratura araba e Islamistica all’UniversitĂ  Cattolica e membro del Comitato per l’Islam italiano istituito dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni – questo mondo lo conosce molto bene. Professore, quanti sono i musulmani a Milano? Si parla di circa 100mila persone, ma si tratta di una realtĂ  molto variegata. Quando pensiamo ai musulmani pensiamo genericamente agli arabi, ma a Milano ci sono anche bengalesi, senegalesi, turchi, pachistani, bosniaci... La comunitĂ  piĂš numerosa è quella egiziana, seguita da quella marocchina: il contrario di ciò che si registra in Italia. Di questi, quanti frequentano i luoghi di preghiera? DifÂżcile dirlo. Se intendiamo le persone che frequentano i centri di culto organizzati siamo attorno al 10 per cento. Però molti pregano in casa, magari perchĂŠ la moschea è lontana o è gestita in prevalenza da una comunitĂ  diversa dalla propria. www.jobnotizie.it

Paolo Branca, docente all'Università Cattolica di Milano di Lingua e letteratura araba e Islamistica è membro del Comitato per l'Islam italiano, istituito dal ministro dell'Interno Roberto Maroni.

di culto, ma sono ricavati in garage, palestre, capannoni e altri edi¿ci attrezzati in qualche modo. Questo la dice lunga sul fatto che il problema non è mai stato affrontato in modo serio. Veniamo a Milano: meglio una grande moschea o tante piccole moschee di quartiere? Io penso che sia prioritario regolarizzare i luoghi di culto esistenti. Se poi un domani, in vista dell’Expo, si vorrà realizzare una moschea monumentale, vedremo‌Non è una cosa immediata e non mi sembra che

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tutte le comunitĂ  musulmane spingano in questo senso. Poi bisognerĂ  stabilire dove farla, chi mette i soldi (il Comune credo che al massimo possa concedere il terreno) e, soprattutto, chi dovrĂ  gestirla. Questo è davvero un problema: le diverse realtĂ  islamiche dovranno mettersi d’accordo, darsi uno statuto con delle regole. Oggi non saprei con chi parlare di grande moschea. Ăˆ possibile tracciare un identikit delle comunitĂ  musulmane milanesi? Ăˆ difÂżcile, dentro c’è di tutto. Ci sono centri in cui se sei occidentale non ti fanno neanche entrare e altri molto aperti, che svolgono attivitĂ  con altre realtĂ  sociali come gli scout e collaborano con le parrocchie vicine. Ma i giornali non ne parlano. Varrebbe la pena di far emergere queste differenze. Si dĂ  dell’Islam una lettura superÂżciale che non corrisponde alla realtĂ . Ăˆ anche un problema di conoscenza reciproca. Certo, dopo l’11 settembre sono state organizzate iniziative come le “moschee aperteâ€?, ma è ancora troppo poco rispetto a quanto sarebbe necessario. C’è un problema culturale piĂš grosso che andrebbe gestito nelle scuole e negli oratori, dove ci sono i giovani. Con la giunta Pisapia l’approccio alla questione sarĂ  diverso rispetto al passato? Diciamo che nel passato si è fatto Âżnta che il problema non ci fosse, salvo cavalcarne alcuni aspetti. Si è scelta la politica dello struzzo, quindi non c’è stata nessuna politica. Ma la realtĂ  non può essere fermata, va affrontata. L’impressione è che la nuova amministrazione voglia farlo. Ăˆ un passo avanti, ma non sarĂ  una passeggiata. Comunque anche il nuovo cardinale Scola, come il suo predecessore Tettamanzi, è molto sensibile a questi temi. Da patriarca di Venezia ha parlato apertamente di meticciato. Siamo una realtĂ  meticcia ormai, bisogna prenderne atto. Uno sforzo dovranno, però, farlo anche le comunitĂ  islamiche. Dovranno impegnarsi, fare un po’ di autocritica. Oggi sono troppo divise e il Comune fatica a trovare un interlocutore unico. Dovranno aprirsi di piĂš, farsi conoscere, fare uno sforzo verso l’interazione, senza la "g": non parlo necessariamente di integrazione. Dovranno cioè cercare di vivere la propria religiositĂ  in modo piĂš adeguato alla realtĂ  in cui sono inserite.



IL LIBRO

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di MAURO

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LA SCUOLA

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CULTURA

Per aggiornamenti

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dai uomo si e non è Scola ma scruta gli pastorale. evidenza ministero preconfezionati, che con ha programmi dalla realtà Cacciari fa guidare di fronte. di Veneziaapprezzamento le con si pone il sindaco di grande L’ex (tra cui si rapporterà parole

Come socialiâ€? avuto editoriale “parti sono per Scola. e le direttore Press di sociali delle le parti nata istituzioni di Milano? Donadoni, e Marcianum con tutteattenti ai bisogni sindacato) e Don Roberto editrice ambienti valorizzato interventi civili, casa I suoi stati puntualiHa sempre ai localititoli conta della (www.marcianumpress.it), istituzioni legata ha 200 sempre l’amicizia con le Venezia e molto XVI) componenti. suoi oltre varie l’armonia a coltivarebene primo (tra i nel 2005 Benedetto della cittĂ  il per promosso sempre sempre di papal’ex patriarca di Milano, ecclesiastici insieme tutti testi invitandopensando dello stare anche da vicino arcivescovo il sollecitando civica, insieme, conosciutoe nuovo con tutti. possibile, Scola. presenterebbe dell’essere lagunare Angelo comunee a confrontarsi allo sviluppo come nel il bene cardinale dei giovani, per alla formazione, Roberto, ai milanesi? a coinvolgersi a Malgrate soprattutto Don attento Scola nato una famiglia essenziale Paese. umano Ăˆ stato cardinaleScola è due Âżgli, in socialista nevralgica del nostromilanesi di del capitale Carlo, la mamma Angelo ai il futuro secondo Il padre fede inviata particolare componentee per 1941, in il camionista una riceve di saluto l’economia poverissima. “Chiedo degli anziani, faceva donna con lettera ed Angelo Nella ha scritto: bambini, nenniano,era una poveri educazione piĂš dei leggere Scola e profonda.prima dei Regina frequentae sua la preghiera dobbiamo semplice da lei la la preghiera, ammalati, al Come per degli il chierichetto, proprio impara pastorale i di lavoro e facendo visita emarginatiâ€?. religiosa parole? sua si ammazza ha incontrato gli nella le elementari queste dimora, la parrocchia, Classico Il padre Dopo Âżssa i malati il liceo Il cardinale di Venezia i Âżgli. l’oratorio. i senza nelle frequenta studiare patriarcato fare i poveri, i tossicodipendenti, cardinale Scola gli anzianifragilitĂ  futuro malati, le medie, di Lecco. della che il ad un incontroa psichici, infatti extracomunitari, il mondo Manzoniquel territorio, e quelli partecipa allora inizia particolare, di aids riposo. Per Ăˆ li, in le visite. Nel 1958 e da totalmente di ad di case un’attenzione per si forma. Giussani in maniera iscrive di nessuno profondamente Per si arcivescovo don che ha avuto suo in provincia con delegato ne è uscitoalle lacrime. con a Cristo maturitĂ  il nuovo farĂ  il Scola, Malgrate, di Milano, non ha incontri Âżno parole guardare Dopo la Angelo è nato a Il 25 settembre avuto alla Cattolica. molto Da questi commosso Milano, nel 1941. al Politecnico diversa. sempre spirituale ÂżlosoÂża lavora e studia dalla e Lecco, in Diocesi. segnato,persone ha questo lasciandosiil Ingegneria Fuci, per studiare a partiretutte le ingresso teologico affetto al della è proprio in queste a lascerĂ  far parte episodio: ed vocazione del a un presso di Dio, un contenuto ed immediato tempo, Diventa Entra la sua ha dimostrato e culturali Ricordo a Marghera, presenti il popolo stesso scopre seminario. diventa forte spontaneo nello che politiche in Erano visita comune, Dopo abbracciare. insegna, sociali gente era in momento ed entra mentale. volontari. tutti, raccogliere all’UniversitĂ  e di molto patriarca di Igiene dovrĂ  a Friburgo, componenti sacerdozio rettore parenti le mani studia la un centropazienti, territorio. arcivescovo entrambe la malattia prete, di Grosseto, di Venezia. in tutta sua stringeva di Âżgure, e Tettamanzi. medici, mentre patriarca inserito la Il nuovo di due “Patriarca, si spegne!â€?. vescovo Martinidei segni al gli e anche gridò: stella che “No i saluti, l’ereditĂ  i cardinali Lateranense, logico rispetto innanzitutto, una forte ha segnato aspettarci un paziente amate: è piĂš è come lo lasciò terminare: Ăˆ uomoquella che grande rigore comuni. e a discontinuitĂ  mentale non come tua stella Dobbiamo o di con un legata a luoghi realtĂ , del Signore di Cristo la della gradi, è uomo mai Il cardinale luce l’aiuto continuitĂ  continuerĂ  vita, a 360 interventi, -, la in Milano E con presenti, è l’annuncio della disse loro apostolato? che è sul metodo, una profonditĂ  qui malattia. al dialogo,nei suoigli aspetti ad di Dio sarĂ  della i tuoi amici ognuno La continuitĂ  Aperto sottolinea tutti l’uomo il popolo se ci sarĂ , persona di tutti tutto pastorale spesso a valorizzareche aiutano di ogni 2011 a brillare!â€?. ministero tradizione, discontinuitĂ , quelli attento la diocesi stile proprionel suo nel sulla settembre sullo vita umana, preceduto percepire s’innesta piĂš vero. di Malgrate, sua‌ potrĂ  che hanno essere nativo po' casa non farĂ  fatica le che lo e un nuovo Essendo è giĂ  un in tutte di coloro semplice anche milaneseun uomo accaduto Grosseto è com'è inserito a impatto Scola si è ben per il suo ad ambientarsi dove

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I GRUPPI DI AUTO MUTUO AIUTO



preside senza istituti con molti tempo, tanto riparte dopo ruolo L'anno precari. in e 3milanovità positive, immissioni amministrativo Ma le 2.190 personale contratto. con ci sono: 3.400 pieno a Milano, ¿nalmenteil caos? a tempo e tecnicoa risolverele scuole 20% e del è no: 455 Basterà (circa di sostegno. in piÚ ci sono docenti in piÚ 2mila La rispostasi riducono 3.600 quest'anno 4mila primaria in regione oltre nella medie oltre sul fronte (da primarie mancano - c.dantonio@jobedi.it i 120mila),e nelle Cosa succede nelle meno. a Se aumentano in 419mila)255mila). E solo D'ANTONIO da 35.235 a riempire. piÚ Nell'infanzia (quota calano 19mila come insegnanti oltre si sa di CHRISTIAN situazione A

9.400), e da insegnanti? e non della a oltre 5 opzioni. l'anno appare 9.300 nella primaria tutto a domandare alunni ha almeno di sostegno 33.811 nella media. degli un esercito si provala risposta per i docenti alunni per Gelmini, di è del l'aumento in piÚ, docenti 188.885 critica, la criticità riforma il taglio 4mila in e la media della restrittiva con mille Poi c'è Alle superiori (sono amari. Milano scolastico pochi, effetto a 21. disagi specie ragazzi) manovra frutti piÚ critico nell'anno piÚ alunni riparte che sono è salita Il lungo con la i suoi 350mila un concorso (che crea docenti iscritti di oltre In totale, alunni insegnanti pieno presidi. Con il numero coniugato sta dandoin Lombardia alta di meno di Poi si sono in meno. del tempo governo,scolastico media piÚ si aumenterà frattempo? lavorano la penuria la E nel lombarde 2011/2012 ma di sostegno. città), L'anno che ha al massimo anni. docente pieno, personale, dice cosÏ (+1,12%), tra 2 delle scuole pubblico con Milano a un un tempo un privilegio, (-2,7%). di dirigentidue terzi ¿gure part-time di assegnati presidi, preside di un a preoccuparsi tornato che Ci sono rette da questo: un s'inizia impoverimento mancano sembra di insegnamento. fredde frangente la reggenzadi orari E la cultura? le ore che sono Succede Le scuole l'inglese a de¿nire alle cifre progressivo avere in un calano del pubblica. Oltre Frigerio.accetta di accavallamento come il ministero avviene non esitano di un scuola full time assicurato di un decreto poi in meno della plesso il pubblici. Il tutto gli operatori Con da luglio) 20% le Con rischipaga? Nessuno, dell'offerta che hanno (ben il scuole non dei mezzi fare altro. Chi anche è legge in ruolo del previsto. (che molte del totale lombarde e impegni.solo i bigliettiche possono qualche migliore scorso immissioni A Milanoe o svolgere E in il 34% che ¿no a alle sono rimborsa i vicepresidi inglese, Se aule scorso). maggio da tempo. in piÚ costringerà era vera con proceduto docenti (ata) con dell'anno insegnarenormale. vedeva lavoro, Ci sono Questo al risparmio piene si è 2.190 la però. non si si potrà di studi alunni sono a disagi. veci, fa. La corsa fare il doppio come perchè di lavorano amministrativo 25 un corso ospitare facile pensare per i casi tempo docenti a educativo, da oggipersonale è permettere ed possono persone, af¿ancamento questi 3.400 certo 30 di si può di un docente. oltre amministrativo contratto. parlare cospicui, non Per non scuola un supplente è proprio basta i numeri sembrino non dif¿cili. scuola 2011 pagare Non scuola insegnanti nella settembre della degli 10mila Nonostante piÚ (sopra il tagliovicino alle quest'annobimbi in I tagli la situazione 3mila quest'anno.In 2 anniè stato A Milano ci sono rosea. supplenze non lavoreranno delle dell'infazia Scuola in Lombardia Cisl In 2mila unità. c'è la questione di in 3mila per Frigerio E poi Rita conteggiate sono ci spiega che Milano

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Scuola: si riparte, come sempre nel caos

l'artista

A Palazzo Reale le suggestioni di CĂŠzanne settembre

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U\TLYVMLIIYHPV

Il metodo applicato al disagio lavorativo. Alla Clinica del lavoro lo si usa per combattere lo stress

Nascono nel 1935 in America per aiutare gli alcolisti, si sviluppano poi in Europa estendendo il campo d'azione a molteplici campi come i disturbi d'ansia, gioco d'azzardo, handicap, depressione ÂżQRDGDIIURQWDUHLOWHPD di costante attualitĂ  della disoccupazione.

U\TLYVMLIIYHPV

Come se lo spiega? Questo dipende anche molto dal fatto che negli ultimi anni l’Italia ha perso una sua credibilità internazionale. Non c’è troppo da meravigliarsi se osservatori internazionali o un’opinione pubblica di un Paese lontano migliaia di chilometri dal nostro, possano non avere le idee chiare su certe questioni. Lo stesso Lula, sentendo che un giorno si e uno no il premier italiano attacca i magistrati, tanto d’aver detto a Obama che da noi c’è una quasi dittatura dei giudici, può essere stato fuorviato. La perdita di credibilità all’estero può giocare anche questi brutti scherzi. A proposito di terrorismo rosso: Battisti sostiene che in Italia, negli anni ’70, si combatteva una sorta di guerra civile. E che lui è un perseguitato politico. In Italia non c’è stata alcuna guerra civile. C’è stata una frangia di eversori che seguiva una propria linea per arrivare alla presa del potere, credendosi avanguardia di chissà chi. La magistratura ha fatto la sua parte, senza leggi eccezionali, istruendo processi giusti, nel pieno rispetto dei diritti delle difese. Battisti continua a dichiararsi innocente, anche con una certa spavalderia, almeno a leggere certe recenti interviste. Lei nel libro gli consiglia di tornare in Italia e consegnarsi alla giustizia. Conferma la sua visione? Io ho scritto che se fossi nei suoi panni lo farei. Gli conviene (avendo già scontato 6 anni e mezzo di carcere, in caso di buona condotta e di ravvedimento potrebbe godere di vari bene¿ci e sconti nel giro di pochi anni, ndr) e sarebbe una forma di rispetto verso i famigliari delle vittime.

cari tanto i paesaggi nei quadri è infatti d.bianchi@gmail.it ritroviamo propongono che BIANCHI e che L’esposizione sia biograÂżche, al pittore di DANIELA soprattutto alle paretiÂť. tappe tanto appesi secondo i luoghi importanza, nella suddivisa geograÂżche: sia una grande prevalentediverse il nelle il criterio ricoprono potevano opere che facesse morte, da diventare delle Reale. Non voleva Paul affrescò nature Aix non distribuzione scriveva sua ad si giovane padre di Palazzo le celebri ÂŤSuo e allora il sale di casa quanto inoltre, quali Cpzanne in naturail ÂŤTutto cono, le pareti ZufÂż, delle pittore mancare, dimostrargli di Stefano nel 1904:sfera, il letteralmente per a proposito la Bernard racconta scientiÂżco a dipingere dopo en ProvenceCosĂŹ secondoimparare a Emile e consulente dell’autunno: semplici,vorrĂ Âť. come sbagliavaÂť. si modellaBisogna Âżgure si dell’arte piĂš attese Midi ha du artista storico cilindro. fugace di queste quello che mostre base la grande tutto cosĂŹ alla una delle - Les Ateliers sulla fare questo una famiglia a CĂŠzanne si potrĂ  non facile solo dopo protagonista un allontanandosi unico e onori Contrapponendosidell’Impressionismo, di carriera fama pur appartenendo ÂŤIl diventando di lavorare,per “immergersiâ€? incomprensione di cui un inizio che, per le immediatezza riceverĂ  creatore, scelse ebbe causa dell’ affreschi da Parigi della Francia. ricca, a pittore sua arte del suo il dott. gli di “Ciclo fondamentale Midi di il nome una delle soprattutto E proprio volutamente del a sottolineare la morte riferimento sotto di natura condizione da del Novecento. del padre. nella punto - tiene messo in Cpzanne che vanno costituiscono curata di che sopra, stagioniâ€? visitatoreè inoltre Avanguardie esposizione, 4 en Provence, collaborazione di delle di questa ZufÂż le passeggiate di Aix retroproiezioni con la da Comune novitĂ  rivivere nei dintorni di Palazzo Chiappini e prodotta Rud\ faceva al supporto alla Cultura, provenienti Coutagne opere illustrano Denis Assessorato grazie che godeva il Milano Skira: cinquanta famiglia agiatezza, dove del mondo, e In una notevole musei in Provenza, Reale di potĂŠ frequentare gli studi dai maggiori dopo di Cpzanne CĂŠzanne Paul scuole: 1844 al 1849, l’attivitĂ  dal le migliori al pensionato primari al 1852 nel Collège entrò - dove dal 1849 Joseph,oggi Mignet Saint umanistica. mentre Bourbon fu un'istruzione del 1906, l'artista ricevette Nell'ottobre all'aperto, temporale. da un contadino, dipingeva sorpreso da un scoperto, a casa carretto e in preda Riportato su un pochi semicosciente morĂŹ dopo, polmonite,giorni al Salon a violenta del 1907 dedicata gli fu Nel febbraio d'Automne, retrospettiva che segnò un'imponente di nuovi commemorativa, generazione cui Picasso un'intera artisti (traanche le basi pose le strade e aprĂŹ artistiche e Modigliani), del Cubismo del Novecento. alle avanguardie

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SOCIETĂ€

al 02 - febbraio ottobre numero Dal 20 personale 2012 francese 26 febbraiodel pittore

NI DI ESTIOZO REALE LE SUGG PALAZ NE A CÉZAN

AIUTATI CHE IL GRUPPO T'AIUTA

La ricostruzione smonta le tesi dei difensori dell'ex terrorista rosso dei Pac fuggito in Brasile.

di MAURO CEREDA m.cereda@jobedi.it

Bernard-Henry LÊvy, hanno sostenuto per anni il contrario. Come mai Battisti ha goduto di tante protezioni? Evidentemente c’è un problema di disinformazione e di incrostazioni ideologiche antiche. In questi casi, su vicende processuali cosÏ aggrovigliate, è facile che si diffondano idee sbagliate o notizie non veritiere tra chi non è ben informato. Le obiezioni dei difensori di Battisti sono infondate. E il libro, carte alla mano, lo dimostra. Però lo stesso ex presidente brasiliano Lula ha rigettato la domanda di estradizione avanzata dall’Italia.

IL CALDO AUTUNNO DI GIULIANO

IL PERSONAGG

Moschea sÏ, moschea no, moschea dove. Libertà di culto e integrazione. Il dibattito è aperto.

La promessa è che Milano non si fermerĂ , nonostante i tagli del Governo e, come sostiene, i ‘buchi’ lasciati dalla Moratti. Dopo gli aumenti del biglietto del tram e dell’Irpef, dopo il piazza pulita nelle municipalizzate, ora la cittĂ  si aspetta i fatti.

TA RVIS INTE NDACO AL SI

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BATTISTI, COLPEVOLE AL DI LĂ€ DI OGNI DUBBIO Cesare Battisti è colpevole, al di lĂ  di ogni ragionevole dubbio. Lo dicono le carte processuali che lo hanno condannato all’ergastolo, smentendo il castello di bugie costruito dall’ex terrorista dei Pac (Proletari armati per il comunismo), oggi riparato in Brasile, e dal gruppo di intellettuali (italiani e non) che lo ha difeso e protetto in tanti anni di latitanza all’estero (in Messico, Francia e, appunto, Brasile). Non è un perseguitato politico, ma un assassino che ha sulla coscienza (come esecutore materiale e mandante morale) quattro omicidi e altri reati perpetrati durante gli “Anni di piomboâ€?. A fare chiarezza sulla vicenda è un agile (nel senso che si legge bene) libro (Il caso Battisti, Garzanti), scritto dall’ex magistrato Giuliano Turone, presentato al Festivaletteratura chiusosi di recente a Mantova. Lei ha studiato i 53 faldoni dei processi: un lavoro enorme. Si, ho voluto ricostruire la storia offrendo ai lettori le informazioni necessarie per consentire loro di farsi un’idea personale su quanto accaduto. Chi leggerĂ  il libro si renderĂ  conto che i processi cui è stato sottoposto Battisti (in contumacia, ndr.) sono stati equi. Lo ha detto anche la Corte europea dei diritti dell’uomo. Le sue colpe sono state provate da sentenze divenute deÂżnitive. Eppure molte persone, penso ad esempio alla scrittrice Fred Vargas o al Âżlosofo

Un last minute o un giro del mondo non importa LA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE VIENE PRIMA DI TUTTO.

CHIESA

SOCIETĂ€ GIULIANO TURONE

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SOMMARIO

IL PUNTO

ANNO VI NUMERO 9 SETTEMBRE 2011

MENSILE D’ATTUALITÀ ME E APPROFONDIMENTO

di DANIELA BIANCHI d.bianchi58@gmail.com

I gruppi di auto mutuo aiuto: dagli alcolisti anonimi, al disagio lavorativo.

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IL LIBRO

“Chi fa da sĂŠ fa per treâ€?, tutti conosciamo questo antico proverbio che, almeno una volta nella vita, mamme e insegnanti ci hanno ripetuto come un mantra, per incoraggiarci nei momenti in cui pensavamo di non farcela con le nostre sole forze. Ma questa massima popolare trova la sua smentita relativamente a quel fenomeno che va sotto il nome di gruppi di auto mutuo aiuto o piĂš semplicemente gruppi A.M.A. Nel suo testo “ Mutual Help Groupsâ€? del 1980, la studiosa Phyllis Silverman afferma che “la condivisione dell’esperienza è il concetto fondamentale che distingue l’esperienza di auto aiuto. L’auto aiuto si veriÂżca quando chi aiuta e chi è aiutato sono sullo stesso piano e condividono un problema comuneâ€?. Possiamo quindi dire che il cardine fondamentale dell’auto aiuto è la condivisione dell’esperienza tra pari allo scopo di attivare forme di sostegno reciproco. A questo scopo solitamente è prevista la presenza di un conduttore: per usare le parole della drssa Maria Castiglioni, che da anni tiene un corso di formazione sui gruppi di muto aiuto presso la Fondazione Cecchini Pace di Milano, ÂŤIl facilitatore è un mediatore che ha fondamentalmente il compito di agevolare la comunicazione tra i membri del gruppo. Per fare questo occorrono due competenze basilari: la conoscenza delle dinamiche di gruppo e un certo livello di identiÂżcazione con il problemaÂť. Ăˆ poi importante precisare che non si sta parlando di terapia di gruppo,

dove il conduttore è un professionista che stabilisce i tempi, fa domande e decide chi può intervenire, mentre il gruppo di mutuo aiuto è per sua stessa natura “democraticoâ€? e può anche non avere un conduttore , il quale come giĂ  detto, ha la funzione di facilitare la comunicazione. DeÂżnito a grandi linee l’argomento, un cenno sulle origini. U UfÂżcialmente la nascita di questi gr gruppi risale al 1935, anno in cu viene fondata l’associazione cui A Alcolisti Anonimi negli Stati Uniti co l’intento di aiutare i propri con m membri ad uscire dalla propria si situazione di dipendenza. Gli A Alcolisti Anonimi registrarono

UNA REALTĂ€ CONSOLIDATA ÂŤQuando negli anni Novanta organizzavamo i banchetti informativi sull’auto mutuo aiuto, le persone venivamo a chiedere se potevano attivare un ÂżQDQ]LDPHQWR SHU OÂśDFTXLVWR GL DXWRÂŞ cosĂŹ esordisce la dottoressa Mara Mutti, docente alla Cattolica di Brescia e autrice del libro “Esperienze di auto-mutuo-aiuto, nonchĂŠ coordinatrice dell’Associazione A.M.A di Brescia. "In veritĂ  i gruppi A.M.A sono ormai una realtĂ  consolidata, anzi in FRQWLQXDHVSDQVLRQHHQRQVLYHULÂżFDQRSL VLPLOLHTXLYRFL Il libro è stato scritto partendo dal video, allegato al testo, che racconta l’esperienza del gruppo, denominato “La carovanaâ€?, composto da genitori di persone con disagio mentale e vuole essere un piccolo manuale che, oltre ad illustrare le caratteristiche di base del mutuo aiuto, fornisce anche una serie di contatti utili e di LQIRUPD]LRQLSUDWLFKHÂŞ

subito un’ampia diffusione negli Usa e anche in Europa, Italia compresa, dove attualmente sono presenti circa 500 gruppi, con una frequenza media di diverse migliaia di alcolisti. A partire da questo ambito, il modello A.M.A si è esteso a molteplici campi quali i disturbi d’ansia, il gioco d’azzardo, i problemi di coppia, la depressione, l’handicap e tema ormai di costante attualitĂ  la disoccupazione. Un interessante articolo, pubblicato sul numero di “Terre di mezzoâ€? di settembre riporta proprio l’esperienza dell’auto mutuo aiuto vissuta dai lavoratori dell’Ex Eutelia: 375 dipendenti in cassa integrazione di cui quasi la metĂ  aveva presentato scontrini e fatture di psicofarmaci e terapie. Da qui l’attivazione del gruppo, composto da una trentina di lavoratori, ad opera di Massimo Cirri, psichiatra e conduttore di Caterpillar su Radiodue, in collaborazione con la Camera del Lavoro. E nell’ambito del disagio lavorativo non è un caso isolato: la Clinica del lavoro di Milano ha da poco attivato un gruppo di sostegno, a metĂ  tra l’auto aiuto e la classica terapia di gruppo. ÂŤĂˆ un’opportunitĂ  riservata ai pazienti della Clinica- puntualizzano Giovanna Castellini e Giuseppe Leocata - a quelle persone che si rivolgono al nostro servizio in quanto soffrono di stress legato all’attivitĂ  lavorativa: dopo un ‘attenta valutazione proponiamo ai soggetti o una terapia individuale o il gruppoÂť. A testimonianza dell’efÂżcacia di questo strumento, anche il riconoscimento dell’Oms, che considera l'auto aiuto una modalitĂ  per ridare ai cittadini responsabilitĂ  e protagonismo

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chi è... *LXOLDQR7XURQHqVWDWRJLXGLFHLVWUXWWRUHLQLQFKLHVWHGLFULPLQDOLWjPD¿RVD economica ed eversiva. Ha istruito il primo processo sulle attività criminali GL&RVD1RVWUDLQ/RPEDUGLDFKHKDSRUWDWRDOO DUUHVWRGL/XFLDQR/LJJLR Con Gherardo Colombo ha condotto l’inchiesta sulle vicende di Michele 6LQGRQDHVXOO RPLFLGLR$PEURVROLGDFXLYHQQHURVFRSHUWLJOLHOHQFKLGHOOD/RJJLD 3ÊVWDWRSXEEOLFRPLQLVWHURDO7ULEXQDOHLQWHUQD]LRQDOHGHOO $MDSHUO H[,XJRVODYLD ,QVHJQDWHFQLFKHGHOO LQYHVWLJD]LRQHDOO 8QLYHUVLWj&DWWROLFDGL0LODQR www.jobnotizie.it

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Cesare Battisti C B tti ti è copevole. l L’ex magistrato Giuliano Turone non ha dubbi.

DIRETTORE: Piero Piccioli p.piccioli@jobedi.it REDAZIONE: via Tadino, 17 - 20124 Milano 02/36597420 Fax 02/70046866 info@jobedi.it Chrisian D’Antonio, Innocente Somarè (gra¿ca e impaginazione) Sveva Stallone, Benedetta Cosmi COLLABORATORI: Daniela Bianchi, Maurizio Bove, Massimo Casiraghi, Mauro Cereda, Remo Guerrini, Michela Loberto, Maria Quarato EDITORE JOB NETWORK - PROPRIETARIO DELLA TESTATA Cisl Milano Via Tadino, 23 20124 Milano Responsabile trattamento dati, legge 196/03: Piero Piccioli Reg. Trib. di Milano n.293 del 26/04/2006 Iscrizione Roc n. 17405 del 09/08/2008 STAMPA E DISTRIBUZIONE Litosud Srl Via Matteotti, 1 20060 Pessano con Bornago

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il periodico d’informazione della fisascat cisl

il periodico di documentazione della fisascat cisl


CHIESA DI MILANO

IL PERSONAGGIO

Don Roberto Donadoni, che a Venezia ha lavorato con lui, disegna un pro¿lo di Angelo Scola, uomo e pastore.

VI RACCONTO IL V0STRO ARCIVESCOVO di MAURO CEREDA - mauro.cereda@jobedi.it

Don Roberto Donadoni, direttore editoriale della casa editrice Marcianum Press di Venezia (www.marcianumpress.it), nata nel 2005 e molto legata ai locali ambienti ecclesiastici (tra i suoi oltre 200 titoli conta anche testi di papa Benedetto XVI) ha conosciuto da vicino l’ex patriarca della città lagunare e nuovo arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola. Don Roberto, come presenterebbe il cardinale Scola ai milanesi? Angelo Scola è nato a Malgrate nel 1941, secondo di due ¿gli, in una famiglia poverissima. Il padre Carlo, socialista nenniano, faceva il camionista la mamma Regina era una donna con una fede semplice e profonda. Angelo riceve proprio da lei la sua prima educazione religiosa impara la preghiera, frequenta la parrocchia, facendo il chierichetto, e l’oratorio. Il padre si ammazza di lavoro per fare studiare i ¿gli. Dopo le elementari e le medie, Scola frequenta il liceo Classico Manzoni di Lecco. È li, in quel territorio, che il futuro cardinale si forma. Nel 1958 partecipa ad un incontro con don Giussani e da allora inizia a guardare a Cristo in maniera totalmente diversa. Dopo la maturità si iscrive ad Ingegneria al Politecnico di Milano, che lascerà per studiare ¿loso¿a alla Cattolica. Entra a far parte della Fuci, lavora e studia nello stesso tempo, ed è proprio in questo momento che scopre la sua vocazione al sacerdozio ed entra in seminario. Diventa prete, studia a Friburgo, insegna, diventa vescovo di Grosseto, rettore all’Università Lateranense, patriarca di Venezia. È uomo innanzitutto, inserito in tutta la realtà, quella che ha segnato anche la sua vita, uomo con un grande rigore logico e una profondità mai legata a luoghi comuni. Aperto al dialogo, a 360 gradi, come spesso sottolinea nei suoi interventi, è attento a valorizzare tutti gli aspetti della vita umana, quelli che aiutano l’uomo ad essere più vero. Essendo nativo di Malgrate, la diocesi milanese è già un po' casa sua… Scola è un uomo semplice e non farà fatica ad ambientarsi com'è accaduto in tutte le situazioni dove si è ben inserito a Grosseto ancora lo ricordano per il suo impatto

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Angelo Scola, il nuovo arcivescovo di Milano, è nato a Malgrate, in provincia di Lecco, nel 1941. Il 25 settembre farà il suo ingresso in Diocesi.

spontaneo ed immediato a partire dalla gente comune, il popolo di Dio, a tutte le componenti sociali politiche e culturali del territorio. Il nuovo arcivescovo dovrà raccogliere l’eredità di due ¿gure, entrambe molto amate: i cardinali Martini e Tettamanzi. Dobbiamo aspettarci dei segni di continuità o di discontinuità rispetto al loro apostolato? La continuità è l’annuncio di Cristo a tutto il popolo di Dio che è in Milano la discontinuità, se ci sarà, sarà sul metodo, sullo stile proprio di ogni persona ognuno potrà percepire nel suo ministero pastorale un nuovo che s’innesta sulla tradizione, anche di coloro che lo hanno preceduto nel

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ministero pastorale. Scola non è uomo dai programmi preconfezionati, ma scruta e si fa guidare dalla realtà che con evidenza gli si pone di fronte. L’ex sindaco di Venezia Cacciari ha avuto parole di grande apprezzamento per Scola. Come si rapporterà con le istituzioni e le “parti sociali” (tra cui il sindacato) di Milano? I suoi interventi con tutte le parti sociali sono sempre stati puntuali e attenti ai bisogni delle varie componenti. Ha sempre valorizzato e promosso l’armonia con le istituzioni civili, invitando sempre a coltivare l’amicizia civica, pensando sempre il bene primo dell’essere insieme, dello stare insieme per il bene comune possibile, sollecitando tutti a coinvolgersi e a confrontarsi con tutti. È stato attento alla formazione, allo sviluppo del capitale umano soprattutto dei giovani, componente nevralgica essenziale per l’economia e per il futuro del nostro Paese. Nella lettera di saluto inviata ai milanesi Scola ha scritto: “Chiedo in particolare la preghiera dei bambini, degli anziani, degli ammalati, dei più poveri ed emarginati”. Come dobbiamo leggere queste parole? Il cardinale nella sua visita pastorale al patriarcato di Venezia ha incontrato i malati, i poveri, i senza ¿ssa dimora, gli extracomunitari, i tossicodipendenti, i malati di aids e quelli psichici, gli anziani nelle case di riposo. Per il mondo della fragilità ha avuto un’attenzione particolare, infatti non ha delegato nessuno per le visite. Da questi incontri ne è uscito profondamente segnato, commosso ¿no alle lacrime. Per queste persone ha sempre avuto parole con un contenuto teologico e spirituale molto forte ha dimostrato affetto lasciandosi abbracciare. Ricordo un episodio: il patriarca era in visita a Marghera, presso un centro di Igiene mentale. Erano presenti medici, pazienti, parenti e volontari. Dopo i saluti, mentre stringeva le mani di tutti, un paziente gridò: “Patriarca, la malattia mentale è come una stella che si spegne!”. Il cardinale non lo lasciò terminare: “No - gli disse -, la luce della tua stella è più forte della malattia. E con l’aiuto del Signore e di tutti i tuoi amici qui presenti, continuerà a brillare!”.

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5 DOMANDE...

FABIO PIZZUL

Costi della politica: gli inquilini del Pirellone

CONSIGLIERE, SI DIFENDA di MAURO CEREDA mauro.cereda@jobedi.it

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trattamento di Âżne mandato e sul vitalizio. Oggi ogni consigliere, al termine del proprio mandato, riceve un compenso extra a risarcimento dei soldi “persiâ€? negli anni che ha dovuto abbandonare o trascurare la propria attivitĂ  professionale per dedicarsi a quella politica: si parla di circa 50mila euro a testa per una legislatura. Noi ne proponiamo l’eliminazione. Poi chiediamo di rivedere la disciplina del vitalizio. Attualmente ogni consigliere versa una certa cifra a un fondo che gli dĂ  diritto a ricevere un vitalizio (trasmissibile alla moglie in caso di decesso, ndr) giĂ  dopo un solo mandato. Il problema è che il sistema non regge. Ogni anno i consiglieri in carica “paganoâ€? circa 2,5 milioni di euro, ma i vitalizi in vigore costano tre volte tanto. La proposta di legge del Pd prevede di parametrare l’importo del vitalizio a quanto effettivamente versato. Ma fosse per me lo cancellerei del tutto.

Quanto guadagna un consigliere regionale lombardo? La retribuzione varia da persona a persona perchĂŠ si compone di un’indennitĂ  diaria e di un contributo per le spese di trasporto dal Comune di residenza alla sede della Regione. Ipotizzando che un consigliere viva a “Tre Palleâ€?, ovvero il centro abitato lombardo piĂš lontano da Milano, si porterebbe a casa circa 12mila euro netti al mese. Io, abitando poco fuori cittĂ , arrivo al massimo a 9mila euro. Di solito sto sugli 8mila. Mensilmente pubblico l’importo di quanto ricevo, del contributo che verso al partito (1.800 euro) e di eventuali donazioni per beneÂżcenza, sul mio sito: www. fabiopizzul.it.

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Com’è regolata la vostra retribuzione? Con una legge che norma l’indennità dovuta ai consiglieri. E’ tutto riscontrabile sul sito del Consiglio regionale (www. consiglio.regione.lombardia.it). La diaria è ancorata a quella dei parlamentari ed è calcolata a sottrazione, su 18 giorni di presenza effettiva. Per ogni giorno di assenza viene tagliata di un diciottesimo. In genere abbiamo una seduta di consiglio e due riunioni di commissione alla settimana.

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Molti sostengono che lavorate poco. Li meritate questi soldi? Guardi, come in tutti i posti se uno vuole lavorare di lavoro ne ha in abbondanza, anche per 10 e piĂš ore al giorno.

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Tra aula, commissioni, riunioni, incontri, convegni, uscite, momenti da dedicare allo studio, da fare ce n’è e senza guardare l’orologio. Certo, se uno vuole imboscarsi può farlo. Sta tutto alla propria coscienza. In quanto allo stipendio, diciamo che è pari¿cato a quello di un quadro dirigenziale di un’impresa privata.

possibilità di scegliersi il proprio consigliere con le preferenze. Se poi non lo fanno, non possono lamentarsi troppo. Non è tutto calato dall’alto. Oggi a indicare il nome di un candidato sulla scheda è appena il 14% del corpo elettorale. Pochi. Tornando al problema dei costi della politica, dico che un segnale va senz’altro dato.

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Ciò che è discutibile è anche il criterio di selezione della classe politica, quella regionale compresa‌ Sono perfettamente d’accordo. Ma i cittadini, con l’attuale legge elettorale regionale, hanno la

Ecco appunto, parliamone... Il Pd regionale ha depositato una proposta di legge che prevede di tagliare l’indennità dei consiglieri del 10% (Pizzul aveva proposto il 23%, ndr.) e di intervenire sul

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chi è Fabio Pizzul è consigliere regionale del Pd. Nato a Cormons (Gorizia) nel 1965, vive a Carugate con la moglie e quattro ÂżJOL*LRUQDOLVWDGDO ÂżQRDSULPDGLFDQGLGDUVL ha diretto Radio Marconi, emittente della Diocesi di Milano e dei Paolini di Torino. Ha lavorato in Fininvest all’inizio degli anni HSRLSHUDQQLD7HOH Collabora con Telenova. 'DODOqVWDWR SUHVLGHQWHGLRFHVDQR dell’Azione Cattolica.

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LA SCUOLA il dopo

numero 02 - febbraio 2011

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IN ARRIVO UN CARICO PIENO DI... SUPPLENZE DA TAPPARE

L'anno riparte con molti istituti senza preside e 3mila precari. Ma le novità positive, dopo tanto tempo, ci sono: 2.190 immissioni in ruolo a Milano, 3.400 personale amministrativo e tecnico ¿nalmente con contratto. Basterà a risolvere il caos? La risposta è no: le scuole a tempo pieno in regione si riducono del 20% e mancano oltre 3.600 docenti di sostegno. E solo nelle primarie quest'anno ci sono 455 insegnanti in meno.

di CHRISTIAN D'ANTONIO - c.dantonio@jobedi.it Il lungo effetto della riforma Gelmini, coniugato con la manovra restrittiva del governo, sta dando i suoi frutti amari. L'anno scolastico in Lombardia riparte con Milano che ha la media più alta di alunni assegnati a un docente di sostegno. Poi mancano presidi, tempo pieno, personale, l'inglese sembra tornato un privilegio, così come calano le ore di insegnamento. Il tutto avviene in un frangente che anche gli operatori non esitano a de¿nire migliore del previsto. Con un decreto del maggio scorso (che è legge da luglio) si è proceduto alle immissioni in ruolo come non si vedeva da tempo. A Milano da oggi lavorano 2.190 docenti in più e 3.400 personale amministrativo (ata) con contratto.

Non basta Nonostante i numeri sembrino cospicui, la situazione della scuola non è proprio rosea. In 2 anni il taglio degli insegnanti in Lombardia è stato vicino alle 10mila unità. In 2mila non lavoreranno quest'anno. «E poi c'è la questione delle supplenze ci spiega Rita Frigerio di Cisl Scuola Milano «che sono conteggiate in 3mila per

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tutto l'anno e non si sa come riempire». Se si prova a domandare della situazione più critica, la risposta ha almeno 5 opzioni. «A Milano la criticità è per i docenti di sostegno che sono pochi, e la media di alunni per insegnanti è salita a 21». Poi c'è il taglio del tempo pieno (che crea disagi specie in città), la penuria di presidi. Con un concorso pubblico al massimo si aumenterà il numero di dirigenti tra 2 anni. E nel frattempo? «Ci sono due terzi delle scuole lombarde che sono rette da ¿gure part-time» dice Frigerio. Succede questo: un preside di un plesso accetta di avere la reggenza di un altro. Con rischi di accavallamento di orari e impegni. Chi paga? Nessuno, il ministero rimborsa solo i biglietti dei mezzi pubblici. Ci sono i vicepresidi che possono fare le veci, però. Questo era vera ¿no a qualche tempo fa. La corsa al risparmio costringerà questi docenti a fare il doppio lavoro, amministrativo ed educativo, perchè la scuola non si può certo permettere di pagare un supplente di un docente.

I tagli A Milano quest'anno nella scuola dell'infazia ci sono 3mila bimbi in più (sopra

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i 120mila), nella primaria 2mila in più (circa 419mila) e nelle medie oltre 4mila in più (quota 255mila). Cosa succede sul fronte insegnanti? Nell'infanzia aumentano (da 9.300 a oltre 9.400), calano da 35.235 a 33.811 nella primaria e da oltre 19mila a 188.885 nella media. Alle superiori l'aumento degli alunni appare più critico (sono 4mila in più, un esercito di oltre 350mila ragazzi) con mille docenti in meno. In totale, nell'anno scolastico 2011/2012 si sono iscritti più alunni (+1,12%), ma lavorano meno docenti (-2,7%).

E la cultura? Oltre alle cifre fredde inizia a preoccupare poi un progressivo impoverimento dell'offerta della scuola pubblica. Le scuole lombarde che hanno il full time assicurato sono il 34% del totale (ben il 20% in meno dell'anno scorso). E in molte scuole non si potrà insegnare inglese, o svolgere un corso di studi normale. Se aule che possono ospitare 25 alunni sono piene con oltre 30 persone, è facile pensare a disagi. Per non parlare di af¿ancamento per i casi "dif¿cili".

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HANNO DETTO MILANO TRA LE PEGGIORI METE DEI PENDOLARI Nella frattura fra società civile e istituzioni l'unico rapporto che si mantiene saldo è tra i cittadini e i Comuni.

Milano è la capitale del pendolarismo italiano verso le metropoli: oltre 500mila ingressi al giorno, contro Roma a 290mila, Napoli a 249mila e Torino a 242mila. Sono impiegati, insegnanti, studenti e operai (in ordine decrescente) che percorrono in media 24 chilometri. Secondo uno studio Ibm 2011 sulla sofferenza dei pendolari il posto peggiore per lavorare è Città del Messico, seguita da Shenzen e Pechino in Cina e al nono posto, unica metropoli europea, Milano.

ANGELO RUGHETTI Segr. gen. Anci

UNA DONNA SU 7 PERDE IL POSTO DOPO IL PARTO Ho cercato di non tradire la storia di un luogo che ha avvicinato i milanesi al cinema JEAN OUVEL Architetto per la riquali¿cazione dell’Excelsior

Licenziate 4.500 donne contro 1.900 uomini. È colpa dellla maternità, secondo una ricerca Unioncamere. In congedo per i ¿gli ci sono 20mila donne l’anno a Milano e al rientro una su 7 perde il posto. Aumentano del 14% le dimissioni post congedo maternità e non è un bel segnale. A Milano ci sono 772mila occupate, contro oltre 981mila maschi che lavorano. Il divario è grande ancor di più per le prospettive di carriera: solo il 18% dei dirigenti è femmina.

ARRIVA IL BABY 7 MILIARDESIMO

Vogliamo ridurre drasticamente il traf¿co di Milano Ma se si estende Ecopass nessuno sarà penalizzato.

Entro ottobre arriverà Baby 7, il neonato che farà superare alla popolazione mondiale il numero fatidico dei 7 miliardi. Gli studiosi prevedono che nascerà nell’Africa sub-sahariana. I tassi di crescita stimati tra oggi e il 2050 sono irrisori per l’Europa (+1%), contratti per l’Asia dell’Est (paesi come il Giappone arretrano del 4%), mentre c’è un boom nell’Africa orientale (+146%) e nel Medio Oriente (+69%). Nel 2050 saremo in 10 miliardi ad abitare la terra, con in testa l’Asia che ospita oltre il 60% della popolazione mondiale. Gli occidentali saranno sempre più una minoranza.

PIERFRANCESCO MARAN Assessore alla mobilità Milano Serve un modello di sviluppo con al centro la persona, specie quella povera, malata o disagiata. E bisogna superare l'incertezza del precariato e della disoccupazione. PAPA BENEDETTO XVI

CACCIA AI GIOVANI RAGIONIERI Secondo i dati della Camera di Comemrcio di Milano, il diploma più adatto per entrare nel mondo del lavoro è quello di ragioniere con oltre 7.550 richieste pari al 33,9% degli assunti con diploma e al 17% di tutte le assunzioni previste dalle imprese della provincia di Milano. Seguono l’indirizzo meccanico con circa 1.200 richieste (5,2% degli assunti diplomati) e quello informatico con 910 (4,1%).

DILAGA IL MAL DI TABLET

È sempre tangentopoli, c’è una immoralità dilagante, quegli anni non hanno insegnato nulla.

Ci mancava solo il tablet a complicarci la vita (sedentaria) del nuovo millennio. Si è tanto discusso nel passato delle ore trascorse davanti al pc in uf¿cio. Ora è l’i-Pad (e simili) a destare preoccupazione. La European Agency For Safety At Work (l’agenzia europea per la sicurezza sul lavoro) dice: ogni 20 minuti si deve smettere di ¿ssare lo schermo e mettere a fuoco un punto lontano. L’apparecchio non va appoggiato sulle ginocchia per non piegare la testa. Se si consulta il tablet in piedi non si dovrebbe poi piegare la testa, quindi meglio tenerlo in alto, anche a rischio di sembrar ridicoli in pubblico.

DIONIGI TETTAMANZI cardinale

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HANNO FATTO ALER O PRIVATI, SI DECIDE A FINE MESE La gestione delle case popolari di Milano (30mila alloggi occupati e 25mila famiglie in attesa di averne uno) è la patata bollente dell'autunno. A ¿ne mese il Comune deve decidere se confermare l'Aler (società pubblica) o ritornare alla gestione congiunta del patrimonio ai privati, come è stato tra il 2003 e il 2009. «Quell'esperienza si è rivelata fallimentare» dice Leo Spinelli del Sicet «perchè il privato gestisce le case come condomini, pensando a far soldi. Sono aumentati i morosi e c'è poco controllo. Meglio confermare l'Aler».

LAVORO A TEMPO SI RECLUTA ANCHE LA NOTTE Se avete un bar o un esercizio pubblico segnatevi questo indirizzo: infoh24@gigroup.com. Si tratta del nuovo servizio reclutamento anche notturno attivato da Gi Group, l'agenzia di lavoro. Promette di reclutare camerieri, facchini o faccendieri 24 ore al giorno. Segno dei tempi che cambiano, dicono all'agenzia che ha preso spunto da un'idea già collaudata in Nord Europa. In Italia una Àessibilità così non si era ancora mai vista.

ARROTINI E COMPAGNI IN VIA D'ESTINZIONE La Lombardia detiene un triste primato: secondo gli ultimi dati ci sono dei mestieri in via d'estinzione che non verranno mai più recuperati. Esempio: in provincia di Milano resistono 6 spazzacamini e 8 arrotini in tutto. I calzolai, tipicamente associati ai mestieri antichi, non solo resistono ma sono anche folti: in tutta la provincia, capoluogo compreso, ce ne sono 283. Anche dei corniciai non ci si deve preoccupare più di tanto: ce ne sono 110. Se conoscete o avete attività di questo tipo, raccontateci la vostra storia a info@jobedi.it.

LE PICCOLE AZIENDE PER L'EXPO ATTENDONO 36MILA POSTI Il treno dell'Expo potrà costituire un traino per le piccole e medie aziende lombarde, ¿no ad arrivare ad occupare 36mila persone in più. Ma c'è ansia. «Le gare d'appalto saranno af¿date a grandi imprese» ha detto Arnaldo Redaelli, presidente nazionale di Anaepa-Confartigianato «e noi chiediamo che a fronte di appalti con soldi pubblici una parte dei lavori possa essere assegnata alle piccole, come accade all'estero».

UN MARE DI TRAFFICO PER I TAGLI Poco se ne sa ¿n quando non succede. I tagli dell'ultima Finanziaria rischiano di mettere in ginocchio il sistema dei trasporti pubblici lombardi. L'assessore regionale ai Trasporti Raffaele Cattaneo dice: «Sarà garantito la metà del servizio che c'era prima. E quindi un serpentone di 6mila chilometri di auto si riverserà sulle strade lombarde». I lavoratori che si troveranno il bus o treno soppresso saranno quindi costretti a prendere la macchina. Senza parlare del lavoro: solo Trenord avrebbe 1.500 esuberi.

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Billy, la libreria tra le più vendute nella famosa catena Ikea, sarà rivista per le nuove esigenze. Sarà più sottile con sportelli in vetro. Questo perchè i compratori usano sempre meno i libri di carta. Il presidente della Provincia di Milano ha proposto di intitolare la piazza antistante Palazzo Isimbardi, sede dell'ente, ai caduti dell'11 settembre.

In molti ci avevano perso le speranze. Ora il Comune ha fornito una data: il 30 novembre sarà riconsegnata alla città piazza XXV Aprile. Nuovi garage e aree verdi. E il teatro Smeraldo resiste. La Cisl sostiene il festival Tramedafrica: ¿no al 25 settembre a Milano ci sono spettacoli di paesi dell'area subsahariana. E il 20 al teatro Grassi in Cairoli è il turno del libro di Paolo Borgna "Clandestinità (e altri errori di destra e di sinistra)". Marco Bersani, portavoce del Forum Movimenti per l'Acqua ha scritto una lettera a tutti gli Ambiti di territorio ottimali (Ato) chiedendo di tagliare tutte le bollette della fornitura idrica, come indicato nel referendum.

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INTERVISTA AL SINDACO

STORIA DI COPERTINA

Il bilancio dei primi 100 giorni di governo della città

“LO PROMETTO MILANO NON SI FERMERÀ” “Il Comune, causa la manovra del Governo, rischia di non poter garantire i servizi ai cittadini”. Così il sindaco sintetizza lo stato in cui si trovano le casse di Palazzo Marino. E il peggio deve ancora venire perché i tagli si faranno sentire soprattutto nel 2012, partenza ad handicap, quella dell’amministrazione arancione che tra denunce, aumenti e tagli deve passare ai fatti e attuare quello annunciato nella campagna elettorale. Ce la farà? a cura di PIERO PICCIOLI - p.piccioli@jobedi.it

Partiamo dal problema dei problemi: i soldi. Con la mancata vendita della quota nella Serravalle ci sono altri 170 milioni di euro da trovare. L’assestamento di bilancio che dovrà essere approvato entro la ¿ne del mese permetterà di effettuare solo le spese obbligatorie, tutte le altre non passeranno. In altre parole niente investimenti. Questo signi¿ca Milano si blocca. Quello che aveva promesso ai milanesi in campagna elettorale rimarrà sulla carta? Le dif¿coltà sono evidenti e messe in luce dall’Assessore al Bilancio Bruno Tabacci. La manovra approvata recentemente dal Parlamento inoltre non aiuta. La città però non sarà bloccata, stiamo mettendo in campo tutte le forze possibili per attuare quanto più possibile contenuto nel programma elettorale. Questa Amministrazione ha già contenuto le criticità principali che erano la messa in vendita della quota del 18% della Serravalle (la cui asta è andata deserta). Come prevedete di recuperare le risorse necessarie per andare avanti? Ci sarà l’intervento sull’Ici e come si articolerà? Se, dalle spese degli assessorati, si possono recuperare ancora 150 milioni, signi¿ca che ¿nora si sono sperperati? Non abbiamo sperperato assolutamente niente, voglio ricordare che il bilancio di previsione 2011 non è stato fatto da noi. Anzi stiamo cercando di razionalizzare le spese per garantire l’ef¿cienza dei servizi pur in questa situazione di dif¿coltà di bilancio. Sarete costretti a mettere mano ai ‘gioielli di famiglia’ (le partecipate) e, per fare cassa, vendere almeno parte delle quote, anche se le condizioni di mercato non sono favorevoli? Per quanto riguarda le partecipate quelle strategiche devono essere valorizzate e non

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usate come bancomat o ancor peggio come luoghi dove mettere le persone rimaste senza incarico. La privatizzazione di Sogemi è una decisione già presa e de¿nitiva? Comunque sia non le è sembrato strano che l’assessore D’Alfonso abbia fatto l’annuncio dalle colonne di un giornale? Non c’è ancora una decisione de¿nitiva. Si è aperto il confronto con la proprietà, i sindacati e il Comune. In ogni caso non si tratta di una privatizzazione, bensì di un nuovo piano societario che arriverà in Consiglio comunale a breve per essere discusso. Tengo a precisare che l’assessore D’Alfonso dai giornali non ha fatto nessun annuncio, ha risposto a delle legittime domande. Ora è partito il vero confronto tra le parti, per scegliere e valutare anche per quanto riguarda Sogemi, la soluzione migliore per la società e soprattutto per i cittadini. Lo stesso per MilanoSport, non le sembra quanto meno bizzarro che un assessore critichi pubblicamente una società di cui è diretta responsabile? L’assessore ha criticato MilanoSport per le evidenti carenze della società nell’eroga re i servizi agli utenti, dif¿coltà che si riferiscono proprio alla vecchia gestione. Dopo le dimissioni del presidente è ora pronto il nuovo indirizzo strategico per l’azienda, individuato e concordato con la direzione generale. Voglio sottolineare che questo verrà applicato salvaguardando le persone che lavorano all’interno dell’azienda e mantenendo ferma l’attenzione sui bisogni di chi utilizza i servizi di MilanoSport.

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INTERVISTA AL SINDACO

Faremo di tutto per evitare nuovi aumenti di tariffe e servizi. Vogliamo recuperare i 60 milioni di evasione tassa ri¿uti e senza biglietto sui mezzi).

STORIA DI COPERTINA Atm, come sarà costituito il nuovo Cda e per fare che cosa? Il nuovo Cda sarà costituto entro ottobre e dovrà dare un nuovo impulso al miglioramento dei servizi per quanto riguarda il trasporto pubblico locale. Una volta chiuso il bando, le nomine verranno effettuate anche grazie al lavoro della commissione dei saggi, che esaminerà i curricula pervenuti. Saranno garantiti dunque la massima professionalità e anche in questo caso la massima trasparenza. MilanoRistorazione: a che punto siamo con i nuovi vertici e in che direzione si muoverà la società? Milano Ristorazione si è aperta al confronto con le mamme e i papà delle commissioni mensa dando vita a un tavolo di ascolto e dialogo. Questo è il primo passo di un lungo percorso fondato sulla partecipazione e la trasparenza. Anche da parte della stessa società c’è stato apprezzamento per questo nuovo lavoro fatto di collaborazione che permette di mettere in pratica gli obiettivi con maggiore facilità. Se la sente di promettere ai milanesi che, almeno da qui a tutto il 2012, non ci saranno più aumenti di tariffe e servizi? È il nostro obiettivo, insieme a quello di mantenere e anzi rafforzare i servizi alla città! Il primo passo che abbiamo voluto fare è stato mettere in campo una task force in grado, grazie a controlli incrociati, di recuperare l’evasione ¿scale da chi non paga la Tarsu e le multe Atm per viaggiare sui mezzi pubblici senza titoli di viaggio validi. Un’evasione calcolata in circa 60 milioni di euro all’anno.

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A proposito di aumenti: quello del biglietto del tram è stato mal digerito anche da quella parte della città che ha entusiasticamente sostenuto la sua candidatura e crede in lei. All’interno della sua stessa maggioranza, il presidente della commissione Mobilità Carlo Monguzzi, dice che si poteva fare diversamente. Tutti hanno compreso che era una misura obbligatoria e che già era in previsione nella precedente amministrazione. Abbiamo però aumentato solo i biglietti ordinari, senza ritoccare le tariffe degli abbonamenti mensile e annuale. Inoltre come avevamo promesso in campagna elettorale, in Consiglio comunale si discuterà la delibera che prevede, entro l’anno, la gratuità degli abbonamenti per gli over 65 con reddito Isee inferiore a 16mila euro e l’ampliamento dell’abbonamento studenti ad abbonamento under 26. Servizi sociali. L’assessore Majorino ha dichiarato che quest’anno non saranno toccati e che il prossimo sarà l’anno del rilancio. In quale direzione e con quali soldi? Nonostante i tagli alla manovra manterremo il sostegno a chi è in dif¿coltà e sicuramente saranno mantenuti tutti quei servizi che riguardano i progetti sul sociale, questo evitando qualsiasi tipo di spreco. A novembre, come annunciato dall’Assessore Majorino saranno organizzati gli Stati Generali del Welfare. Casa. Sembra che non ci siano risorse per l’housing sociale e per gli interventi già programmati per l’edilizia popolare. La casa è ancora una priorità della sua giunta? Quali saranno i prossimi interventi concreti?

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STORIA DI COPERTINA la casa sono state accorpate sotto la direzione Casa, mentre prima c’era una suddivisione tra Casa e Urbanistica. Certo, è vero che c’è una carenza di risorse, ma stiamo lavorando per incrementare la realizzazione di housing sociale, grazie anche all’aiuto dei privati, portando avanti i progetti e gli interventi già programmati ma lasciati a metà. Penso agli interventi edilizi in via Beolchi (Trenno) e in via Apelle (zona viale Monza), ¿no ai “vuoti” urbani della zona di via Palla - Lupetta, in pieno centro storico, ci saranno appartamenti e spazi pubblici. Inoltre è nostro obiettivo consegnare ai cittadini che hanno i requisiti le 2mila case popolari ora vuote. Lavoro. Conferma i gli accordi già attivi con le parti sociali per fronteggiare la crisi e innescare lo sviluppo? Quali iniziative operative intende intraprendere la sua amministrazione in questa direzione? La risposta è si! Il protocollo di relazioni tra Comune e sindacati sta per essere rinnovato. Inoltre ci sarà una cabina di regia per quanto riguarda Expo per l’attuazione di tutti quei protocolli già in atto su sicurezza e mercato del lavoro. Inoltre è in partenza la Fondazione Welfare che erogherà microcredito anche a quelle persone in dif¿coltà colpite dalla crisi. Voglio ricordare che tra i soci, oltre a Comune, Camera di Commercio, ci sono anche i sindacati confederali.

8rbanistica: è in grado di de¿nire tempi certi per la revisione e l’approvazione del Pgt (Piano di governo del territorio)? Ci siamo impegnati af¿nché la revisione delle osservazioni sia portata a termine entro la ¿ne dell’anno, per poi arrivare all’approvazione del Pgt a inizio 2012. Da alcuni mesi è a Palazzo Marino: ha trovato qualcosa di buono che ha fatto la precedente amministrazione e che intende sviluppare? Il servizio Bike-mi è un ottimo progetto, ma la precedente amministrazione ha fatto solo un terzo di quanto aveva promesso. Si tratta di un grande strumento per lo sviluppo e la diffusione della mobilità sostenibile, ma ci sono ritardi e inef¿cienze rispetto ad altre città europee. Il nostro compito sarà quello di implementare questo servizio perché anche Milano sia una capitale sostenibile.

Sa cosa ho trovato di buono della vecchia Giunta? Il servizio Bike-mi, di cui però è stato realizzato solo un terzo di quanto promesso.

Tre cose certe che la sua Giunta sarà in grado di realizzare nei prossimi sei mesi? Ne abbiamo citati alcuni prima: i lavori di interventi di housing sociale, le agevolazioni su abbonamenti Atm per over 65 e under 26, ma anche per disoccupati e cassa integrati. La terza cosa certa che faremo sarà terminata piazza XXV aprile dopo anni di disagi per i cittadini. Quattro spazi verdi, una sala conferenza nel primo piano interrato e una nuova sistemazione dell’impianto d’illuminazione. Piazza XXV Aprile cambia così volto in super¿cie e nel sottosuolo.

Presto nuovo protocollo d’intesa tra Comune e sindacati e cabina di regia su Expo. Parte la Fondazione welfare

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RELIGIONI numero 02 - febbraio 2011

IL CASO

il dopo

Milano, in quanti modi si possono interpretare le famose "libertà di culto" di cui si va tanto ¿eri?

MOSCHEA SÌ, DOVE E COME di MAURO CEREDA mauro.cereda@jobedi.it E quante sono le moschee? A Milano ci sono una ventina di centri islamici. Alcuni sono recenti, altri risalgono anche a 30 anni fa. Ve ne sono di molto piccoli. Il problema è che sono scollegati e divisi tra di loro. Adesso stiamo cercando di fare una mappatura. Comunque è improprio parlare di moschee… In che senso? Nel senso che in Italia di vere e proprie moschee, strutturate architettonicamente anche con minareto e cupola, ce ne sono solo due: a Segrate e Roma. Quella di Segrate poi è una moschea funebre. È molto piccola e vi si celebrano i funerali. A pregare i fedeli vanno in un capannone vicino. In Italia si contano circa 750 luoghi Moschea si, moschea no. A Milano quando si parla di Islam gli animi si scaldano. Soprattutto in politica. In questi anni il dibattito si è radicalizzato fra chi ha cavalcato la paura e il teorema musulmano=terrorista e chi si è riempito la bocca di parole come integrazione, amicizia, all’insegna di un generico “volemose bene”. Chi si è trovato in mezzo (Chiesa ambrosiana compresa) e ha cercato di affrontare in modo serio il nodo della convivenza tra comunità e fedi differenti non è stato ascoltato, con il risultato che i problemi sono ancora tutti sul piatto. Paolo Branca – docente di Lingua e letteratura araba e Islamistica all’Università Cattolica e membro del Comitato per l’Islam italiano istituito dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni – questo mondo lo conosce molto bene. Professore, quanti sono i musulmani a Milano? Si parla di circa 100mila persone, ma si tratta di una realtà molto variegata. Quando pensiamo ai musulmani pensiamo genericamente agli arabi, ma a Milano ci sono anche bengalesi, senegalesi, turchi, pachistani, bosniaci... La comunità più numerosa è quella egiziana, seguita da quella marocchina: il contrario di ciò che si registra in Italia. Di questi, quanti frequentano i luoghi di preghiera? Dif¿cile dirlo. Se intendiamo le persone che frequentano i centri di culto organizzati siamo attorno al 10 per cento. Però molti pregano in casa, magari perché la moschea è lontana o è gestita in prevalenza da una comunità diversa dalla propria. www.jobnotizie.it

Paolo Branca, docente all'Università Cattolica di Milano di Lingua e letteratura araba e Islamistica è membro del Comitato per l'Islam italiano, istituito dal ministro dell'Interno Roberto Maroni.

di culto, ma sono ricavati in garage, palestre, capannoni e altri edi¿ci attrezzati in qualche modo. Questo la dice lunga sul fatto che il problema non è mai stato affrontato in modo serio. Veniamo a Milano: meglio una grande moschea o tante piccole moschee di quartiere? Io penso che sia prioritario regolarizzare i luoghi di culto esistenti. Se poi un domani, in vista dell’Expo, si vorrà realizzare una moschea monumentale, vedremo…Non è una cosa immediata e non mi sembra che

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tutte le comunità musulmane spingano in questo senso. Poi bisognerà stabilire dove farla, chi mette i soldi (il Comune credo che al massimo possa concedere il terreno) e, soprattutto, chi dovrà gestirla. Questo è davvero un problema: le diverse realtà islamiche dovranno mettersi d’accordo, darsi uno statuto con delle regole. Oggi non saprei con chi parlare di grande moschea. È possibile tracciare un identikit delle comunità musulmane milanesi? È dif¿cile, dentro c’è di tutto. Ci sono centri in cui se sei occidentale non ti fanno neanche entrare e altri molto aperti, che svolgono attività con altre realtà sociali come gli scout e collaborano con le parrocchie vicine. Ma i giornali non ne parlano. Varrebbe la pena di far emergere queste differenze. Si dà dell’Islam una lettura super¿ciale che non corrisponde alla realtà. È anche un problema di conoscenza reciproca. Certo, dopo l’11 settembre sono state organizzate iniziative come le “moschee aperte”, ma è ancora troppo poco rispetto a quanto sarebbe necessario. C’è un problema culturale più grosso che andrebbe gestito nelle scuole e negli oratori, dove ci sono i giovani. Con la giunta Pisapia l’approccio alla questione sarà diverso rispetto al passato? Diciamo che nel passato si è fatto ¿nta che il problema non ci fosse, salvo cavalcarne alcuni aspetti. Si è scelta la politica dello struzzo, quindi non c’è stata nessuna politica. Ma la realtà non può essere fermata, va affrontata. L’impressione è che la nuova amministrazione voglia farlo. È un passo avanti, ma non sarà una passeggiata. Comunque anche il nuovo cardinale Scola, come il suo predecessore Tettamanzi, è molto sensibile a questi temi. Da patriarca di Venezia ha parlato apertamente di meticciato. Siamo una realtà meticcia ormai, bisogna prenderne atto. Uno sforzo dovranno, però, farlo anche le comunità islamiche. Dovranno impegnarsi, fare un po’ di autocritica. Oggi sono troppo divise e il Comune fatica a trovare un interlocutore unico. Dovranno aprirsi di più, farsi conoscere, fare uno sforzo verso l’interazione, senza la "g": non parlo necessariamente di integrazione. Dovranno cioè cercare di vivere la propria religiosità in modo più adeguato alla realtà in cui sono inserite. settembre 2011


COMUNE DI MILANO

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IL CASO

numero 02 - febbraio 2011

L'apertura ai privati per Sogemi, le dimissioni dei vertici di Milanosport e Milano Ristorazione.

SIGNORI, SI VENDE?

di CHRISTIAN D'ANTONIO - c.dantonio@jobedi.it

Un ¿occare di baracconi sul viale del tramonto che è meglio abbandonare agli altri. Sembra questo il leit-motiv della nuova era delle partecipate comunali. Il Comune di Milano è azionista di maggioranza in vari settori, dallo sport alla ristorazione alla logistica. Punti cruciali e dolenti della vita di una città che adesso si devono rivitalizzare. In parte con nuove nomine, come succederà ad Atm il mese prossimo. Finisce l'era del presidente Elio Catania, contestato per i compensi milionari dei vertici ma che consegna una società in attivo. Il problema è un altro: chi verrà dovrà comprare treni per le nuove linee dell'Expo. Con i soldi di chi? Il Comune non ne ha quindi è lecito pensare a un partner privato. Diversa è invece la situazione per le «eventuali» dismissioni del Comune dalle altre attività.

Eventualmente dismetto I sindacati non gradiscono. «Ci piacerebbe discutere preventivamente del destino di tante realtà importanti per la città» dice il segretario Cisl Milano Renato Zambelli «vorrei non avere sorprese del genere da parte di nessuna amministrazione. Ogni cambiamento va valutato». Partiamo da Milano Ristorazione, l'azienda privata con il 99% facente capo al Comune di Milano e l'1% in quota a Sogemi. I pasti serviti nelle mense scolastiche arrivano freddi, una mamma si è fatta dare il contratto della società col Comune e ha scoperto che poco di quello pattuito veniva onorato: dalla qualità dei cibi alla distribuzione delle cucine nelle vicinanze delle scuole. «In più-

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dice Antonella Loconsolo di Retescuole, - la società non contrasta chi non paga, mancano in casa dai 6 ai 9 milioni di pagamenti. Tanto il Comune a loro pagava in base al numero dei pasti consegnati». Il neo sindaco, visto anche il ricorso al Tar dei genitori degli scolari milanesi, ha azzerato i vertici della società. «Ora si attende il nuovo cda, ci sono delle mamme che si sono candidate» dice Loconsolo. Ma di privatizzazione i genitori non vogliono sentir parlare.

Lo sport arranca Milanosport è l'altra partecipata pubblica del Comune. Gestisce impianti ma soprattutto dovrebbe offrire servizi. Il presidente Mirko Paletti si è appena dimesso parlando del rapporto dif¿cile con «il proprietario dell'azienda che non l'ha mai amata», della dif¿coltà di ricevere il contributo sociale per lo sport (ridotto da 7 a 5 milioni in 3 anni). Capriole, insomma, per far quadrare i conti e contenere i prezzi dei servizi tali da giusti¿care lo sport "aperto a tutti". Una linea certa non c'è, ma sono le mosse dell'assessore al Bilancio Bruno Tabacci, che deve "trovare" 300 milioni, subito, lascciano intendere che l'ingresso di soci tecnici ci sarà. «Non chiamateci società che non ha ragione di esistere» diceva il presidente. A Giuseppe Tognacca, segretario della Fisascat-Cisl di Milano, le cose risultano un po' meglio: «Abbiamo avuto un incontro con l'assessore allo Sport, Chiara Bisconti che ci ha escluso uf¿cialmente la volontà di voler af¿dare le attività sportive ai privati.

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Dice che c'è un impegno di un percorso condiviso e che stanno mettendo a punto un piano di sport e benessere per la città». In precedenza la Bisconti si era soffermata sulle garanie lavorative e sui servizi: «Dobbiamo garantire i 140 dipendenti che lavorano nella società e rispettarte gli iscritti ai corsi. Negli eventuali accordi di concessione sarà scritto chiaramente che ci dovranno essere tariffe ridotte e alla portata di tutti».

Il mercato sull'Ortomercato A inizio di settembre l'altro scossone tra le municipalizzate. Riguarda la Sogemi, la società che gestisce trasporti e lavori nell'Ortomercato, a partecipazione comunale. A mezzo stampa il Comune ha fatto sapere che se ce ne fosse stato bisogno la società andava privatizzata. Poi Pisapia ha fermato tutti: confermato il presidente Lugi Predeval, ora si pensa allo spostamento a Rho o Porto di Mare dell' Ortomercato. Perchè un nuovo sito? «Venitevi a fare un giro e capirete» ci ha detto un delegato sindacale. Spesso fatiscente, con pericolo di contaminazione dei cibi, risanare l'area costerebbe ¿no a 100 milioni. «Ci siamo allertati quando abbiamo letto i giornali» dice Paolo Lucca, segretario generale Fit Cisl «per noi l'importante è che i protocolli siglati con noi dalla società restino validi. E cioè più vigilanza, regolarità nelle paghe, lotta al lavoro nero, migliori condizioni di lavoro». Ai sindacati l'assessore al Commercio Franco D'Alfonso ha detto: «Dobbiamo fare un piano quinquennale dei conti, ci sono 4,5 milioni di debiti».

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I GRUPPI DI AUTO MUTUO AIUTO

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SOCIETÀ

numero 02 - febbraio 2011

Il metodo applicato al disagio lavorativo. Alla Clinica del lavoro lo si usa per combattere lo stress

AIUTATI CHE IL GRUPPO T'AIUTA

Nascono nel 1935 in America per aiutare gli alcolisti, si sviluppano poi in Europa estendendo il campo d'azione a molteplici campi come i disturbi d'ansia, gioco d'azzardo, handicap, depressione ¿QRDGDIIURQWDUHLOWHPD di costante attualità della disoccupazione.

di DANIELA BIANCHI d.bianchi58@gmail.com “Chi fa da sé fa per tre”, tutti conosciamo questo antico proverbio che, almeno una volta nella vita, mamme e insegnanti ci hanno ripetuto come un mantra, per incoraggiarci nei momenti in cui pensavamo di non farcela con le nostre sole forze. Ma questa massima popolare trova la sua smentita relativamente a quel fenomeno che va sotto il nome di gruppi di auto mutuo aiuto o più semplicemente gruppi A.M.A. Nel suo testo “ Mutual Help Groups” del 1980, la studiosa Phyllis Silverman afferma che “la condivisione dell’esperienza è il concetto fondamentale che distingue l’esperienza di auto aiuto. L’auto aiuto si veri¿ca quando chi aiuta e chi è aiutato sono sullo stesso piano e condividono un problema comune”. Possiamo quindi dire che il cardine fondamentale dell’auto aiuto è la condivisione dell’esperienza tra pari allo scopo di attivare forme di sostegno reciproco. A questo scopo solitamente è prevista la presenza di un conduttore: per usare le parole della drssa Maria Castiglioni, che da anni tiene un corso di formazione sui gruppi di muto aiuto presso la Fondazione Cecchini Pace di Milano, «Il facilitatore è un mediatore che ha fondamentalmente il compito di agevolare la comunicazione tra i membri del gruppo. Per fare questo occorrono due competenze basilari: la conoscenza delle dinamiche di gruppo e un certo livello di identi¿cazione con il problema». È poi importante precisare che non si sta parlando di terapia di gruppo,

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dove il conduttore è un professionista che stabilisce i tempi, fa domande e decide chi può intervenire, mentre il gruppo di mutuo aiuto è per sua stessa natura “democratico” e può anche non avere un conduttore , il quale come già detto, ha la funzione di facilitare la comunicazione. De¿nito a grandi linee l’argomento, un cenno sulle origini. U Uf¿cialmente la nascita di questi g r gruppi risale al 1935, anno in ccui u viene fondata l’associazione A Alcolisti Anonimi negli Stati Uniti ccon o l’intento di aiutare i propri m membri ad uscire dalla propria ssituazione i di dipendenza. Gli A Alcolisti Anonimi registrarono

UNA REALTÀ CONSOLIDATA «Quando negli anni Novanta organizzavamo i banchetti informativi sull’auto mutuo aiuto, le persone venivamo a chiedere se potevano attivare un ¿QDQ]LDPHQWR SHU O¶DFTXLVWR GL DXWRª così esordisce la dottoressa Mara Mutti, docente alla Cattolica di Brescia e autrice del libro “Esperienze di auto-mutuo-aiuto, nonché coordinatrice dell’Associazione A.M.A di Brescia. "In verità i gruppi A.M.A sono ormai una realtà consolidata, anzi in FRQWLQXDHVSDQVLRQHHQRQVLYHUL¿FDQRSL VLPLOLHTXLYRFL Il libro è stato scritto partendo dal video, allegato al testo, che racconta l’esperienza del gruppo, denominato “La carovana”, composto da genitori di persone con disagio mentale e vuole essere un piccolo manuale che, oltre ad illustrare le caratteristiche di base del mutuo aiuto, fornisce anche una serie di contatti utili e di LQIRUPD]LRQLSUDWLFKHª

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subito un’ampia diffusione negli Usa e anche in Europa, Italia compresa, dove attualmente sono presenti circa 500 gruppi, con una frequenza media di diverse migliaia di alcolisti. A partire da questo ambito, il modello A.M.A si è esteso a molteplici campi quali i disturbi d’ansia, il gioco d’azzardo, i problemi di coppia, la depressione, l’handicap e tema ormai di costante attualità la disoccupazione. Un interessante articolo, pubblicato sul numero di “Terre di mezzo” di settembre riporta proprio l’esperienza dell’auto mutuo aiuto vissuta dai lavoratori dell’Ex Eutelia: 375 dipendenti in cassa integrazione di cui quasi la metà aveva presentato scontrini e fatture di psicofarmaci e terapie. Da qui l’attivazione del gruppo, composto da una trentina di lavoratori, ad opera di Massimo Cirri, psichiatra e conduttore di Caterpillar su Radiodue, in collaborazione con la Camera del Lavoro. E nell’ambito del disagio lavorativo non è un caso isolato: la Clinica del lavoro di Milano ha da poco attivato un gruppo di sostegno, a metà tra l’auto aiuto e la classica terapia di gruppo. «È un’opportunità riservata ai pazienti della Clinica- puntualizzano Giovanna Castellini e Giuseppe Leocata - a quelle persone che si rivolgono al nostro servizio in quanto soffrono di stress legato all’attività lavorativa: dopo un ‘attenta valutazione proponiamo ai soggetti o una terapia individuale o il gruppo». A testimonianza dell’ef¿cacia di questo strumento, anche il riconoscimento dell’Oms, che considera l'auto aiuto una modalità per ridare ai cittadini responsabilità e protagonismo

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Tasse universitarie no problem Ai fini della determinazione dell’importo della

SECONDA RATA la valutazione della condizione economica dello studente viene determinata in base all’Isee (indicatore della situazione economica equivalente) e all’Iseeu (indicatore della situazione economica equivalente dell’università).

Dobbiamo ancora

compilare la dichiarazione Isee!!! Per essere collocato nella giusta fascia di reddito lo studente dovrà munirsi della dichiarazione sostitutiva unica e delle relative attestazioni Isee e Iseeu. Gli operatori del CAAF CISL compileranno gratuitamente la tua dichiarazione Isee e Iseeu. Lo studente che non presenta il modulo d.s.u. e la relativa attestazione Isee e Iseeu verrà automaticamente collocato nella fascia massima di contribuzione

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02.20525899 prenota il tuo appuntamento online su www.cislmilano.it CAAF CISL è convenzionato con: il Politecnico di Milano, l’Università degli Studi Milano Bicocca, l’Università degli studi di Milano e l’Università dell’Insubria.


CONSUMI

Se si presenta una documentazione del danno subìto si può essere risarciti per il blackout di giugno.

DISSERVIZI, LE POSTE CONCILIANO di MICHELA LOBERTO adiconsumBmilano@cisl.it - tel. 0220525340

Tra il 1° e il 10 di giugno 2011 si sono veri¿cati gravi disservizi negli Uf¿ci Postali. Adiconsum con altre Associazioni Consumatori e Poste Italiane hanno de¿nito una procedura di conciliazione paritetica per la gestione dei reclami inerenti tale periodo. Alla procedura conciliativa, attiva dal 1° luglio 2011, possono accedere tutti i consumatori che, nel periodo in questione, abbiano subìto un danno economico documentato quale l’impossibilità a effettuare un pagamento, di ritirare del contante, di spedire pacchi e corrispondenza tracciabile e, in¿ne, ogni altra controversia che le parti, di comune accordo, possono decidere di valutare. A titolo solo esempli¿cativo e non esaustivo la conciliazione riguarderà il pagamento di utenze e rate pagate in ritardo a causa dei

disservizi, il prelievo di denaro contante destinato a pagamenti improrogabili, l’invio di domande per bandi, concorsi, gare e altro. I consumatori che intendono fare ricorso avranno tempo ¿no al 31 dicembre 2011. Le domande, accompagnate dalla necessaria documentazione comprovante il fatto e i danni subiti potranno essere presentate gratuitamente presso gli uf¿ci postali ovvero presso gli sportelli delle associazioni. La modulistica potrà essere scaricata sia dal sito delle poste (www. posteitaliane.it) sia da quelli delle singole associazioni dei consumatori. Le condizioni La durata delle singole procedure è di 120 giorni, le conciliazioni saranno effettuate secondo l’ordine cronologico di ricezione della domanda, la segreteria tecnica veri¿ca la sola ammissibilità, la commissione paritetica si riunisce

ed esamina le conciliazioni, le riunioni non sono pubbliche e le informazioni sono riservate (il cliente può chiedere di essere ascoltato prima dell’inizio della conciliazione), i conciliatori sottoscrivono un “verbale con una proposta di accordo”, da approvare o respingere da parte del consumatore entro trenta giorni (comunicazione con raccomandata con ricevuta di ritorno). In caso di accettazione la Commissione predispone un “verbale di conciliazione” con ef¿cacia di atto transattivo e vincolante tra le parti. Il rimborso avverrà, entro 60 giorni. Se il consumatore non accetta il risultato raggiunto, la commissione predisporrà un “verbale di mancato accordo”. Il consumatore per accedere alla procedura non deve avere fatto ricorso all’autorità giudiziaria e se intende ricorrervi dopo aver presentato la domanda deve comunicare la rinuncia al procedimento conciliativo.

&DOMANDE RISPOSTE

IMMIGRATI

PREVIDENZA

risponde MAURIZIO BOVE POLITICHE MIGRATORIE 0220525213 maurizio.bove@cisl.it

risponde REMO GUERRINI PATRONATO INAS 0229525021 milano@inas.it

Sono straniero in Italia e ho saputo che ora chi non ha il permesso non è più fuori legge. Ma voglio regolarizzarmi lo stesso, come faccio? A.D. - Milano

Mi mancano circa due anni e mezzo per arrivare al minimo dei 20 anni di contributi versati. Ho 53 anni e non riesco più a trovare lavoro. Conviene fare i versamenti volontari? Anna- Milano

NIENTE MULTE A CHI NON HA IL PERMESSO

I VERSAMENTI VOLONTARI CONVENGONO SEMPRE

Gentile signore, le confermo che, anche a seguito dei numerosi ricorsi patrocinati dalla Cisl di Milano, il reato di clandestinità è ¿nalmente stato dichiarato illegittimo. Questo vuol dire che la condizione di trovarsi in Italia senza permesso di soggiorno non costituisce un reato di natura penale e quindi non può essere più punita nè con la detenzione nè con una sanzione pecuniaria, cioè con una multa. D'altra parte, la normativa italiana in materia di immigrazione continua a non prevedere la possibilità di regolarizzare chi si trova in Italia senza permesso di soggiorno, neppure se questa persona ha un datore di lavoro disposto ad assumerla. L'unica possibilità, per quanto la riguarda, è quella di sperare in una "sanatoria", che però al momento non pare prevista, oppure tentare di rientrare regolarmente in Italia con il prossimo Decreto Flussi. Sperando di essere stato suf¿cientemente chiaro, rimango a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione. Cordiali saluti

Se non paga i due anni e mezzo mancanti per raggiungere il requisito amministrativo per la pensione di vecchiaia perderà anche tutto ciò che ha già versato. L’inps infatti non rimborsa i contributi in caso di mancato raggiungimento del requisito a pensione. Ritengo pertanto importante valutare con attenzione tale opportunità tenendo conto del fatto che il pagamento dei bollettini di versamento volontario può essere diluito nel tempo fino al compimento dell’età e non è necessario pagare l’intero ammontare subito. Qualora l'importo della pensione risultante dal calcolo totale dei contributi sia inferiore al trattamento minimo, può essere concessa una integrazione. Questo aumento viene calcolato non solo considerando il reddito personale ma anche, in caso di soggetti coniugati e non separati legalmente, il reddito coniugale derivante dal cumulo del reddito personale con quello del coniuge. Le ricordo che l'’importo del trattamento minimo per l’anno 2011 è di 468,35 euro. Il Patronato Inas è abilitato all'invio telematico delle domande all'Inps e può verificare con esattezza l'importo spettante. Il servizio è gratuito.

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L’avvio della procedura interrompe i tempi di prescrizione. Per situazioni in cui è impossibile dimostrare il danno, ma i gli utenti hanno comunque subito disagi per i disservizi veri¿catisi, Poste Italiane, su richiesta espressa delle associazioni, si è impegnata a proporre forme di “risarcimento” per i pensionati (età maggiore di 65 anni) che hanno utilizzato gli uf¿ci postali nel periodo 1° - 10 giugno scorso.

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Sono i giorni di inizio giugno in cui si sono verificati pesanti disguidi agli sportelli delle Poste.

di dicembre il termine ultimo per presentare il ricorso per il rimborso

31 3mln

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IN NOSTRI OSTRI SERVIZI via Tadino, 23 - 2014 Milano

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(associazione consumatori) 0220525340 - fax 0229521690 adiconsum_milano@ cisl.it

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risponde MARIA QUARATO UFFICIO TECNICO LEGALE 0220525320 vertenze.milano@cisl.it

Ho lavorato per anni nella stessa azienda; assunto per ben tre volte con contratti a termine. Finalmente poi l'indeterminato con le medesime funzioni. Purtroppo mi sono ammalato (quasi per un mese) e per questo mi hanno licenziato per non aver superato il periodo di prova.

ATTENTI ALLA DURATA DEL PATTO DI PROVA Leggendo il suo caso, appare lampante come un fatto privo di senso imporre un nuovo periodo di prova ad un lavoratore assunto più volte. Nella fattispecie lei ha poi sempre lavorato espletando le stesse mansioni. Questo porta a ritenere che l'azienda aveva evidentemente già ritenuto positivo il suo contributo all'attività lavorativa, altrimenti non l'avrebbe confermato con più contratti nelle sue mansioni. Anche in sede giudiziaria i giudici hanno chiarito che sussistendo tali condizioni non è possibile stabilire un “patto di prova” tra impresa e lavoratore. Il patto di prova serve infatti alle parti per valutare reciprocamente la convenienza di stabilizzare un contratto di lavoro nell’ambito del quale non viene solo accertata la capacità del dipendente riguardo la specifica mansione lavorativa, ma anche la sua personalità in rapporto agli “obblighi di diligenza, disciplina e fedeltà” dovuti all'impresa. Questa valutazione è chiaramente già stata fatta nel corso dei precedenti contratti a tempo determinato; quindi alla luce di queste considerazioni, elaborate dalla giurisprudenza, è chiaro che il suo licenziamento è illegittimo, in quanto è nullo il “patto di prova”. Dovrà quindi impugnare il licenziamento, entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione, inviando una lettera con ricevuta di ritorno al datore di lavoro. Se ha bisogno di aiuto potrà comunque rivolgersi all'ufficio legale del sindacato per ottenere tutto il supporto necessario.

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(sindacato inquilini ) via Tadino, 31-milano. tel.e fax 0229513040 segreteria@cisl.it

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ASSOCIAZIONE per la FAMIGLIA via Felice CasatI, 5-Milano tel e fax 0229403597


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CULTURA

numero 02 - febbraio 2011

Dal 20 ottobre al 26 febbraio 2012 "personale" del pittore francese

LE SUGGESTIONI DI CÉZANNE A PALAZZO REALE di DANIELA BIANCHI d.bianchi@gmail.it «Suo padre non voleva che facesse il pittore e allora il giovane Paul affrescò letteralmente le pareti di casa sua ad Aix en Provence per dimostrargli quanto si sbagliava». Così racconta Stefano Zuf¿, storico dell’arte e consulente scienti¿co di una delle mostre più attese dell’autunno: Cézanne - Les Ateliers du Midi ha come unico protagonista questo grande artista che, pur appartenendo a una famiglia ricca, ebbe un inizio di carriera non facile soprattutto a causa dell’ incomprensione del padre. E proprio gli affreschi di cui sopra, che vanno sotto il nome di “Ciclo delle 4 stagioni” costituiscono una delle novità di questa esposizione, curata da Rudy Chiappini con la collaborazione di Denis Coutagne e prodotta da Comune di Milano Assessorato alla Cultura, Palazzo Reale e Skira: cinquanta opere provenienti dai maggiori musei del mondo, illustrano l’attività di Cézanne in Provenza, dove il

pittore scelse di lavorare, allontanandosi volutamente da Parigi per “immergersi” nella natura del Midi della Francia. «Il visitatore - tiene a sottolineare il dott. Zuf¿ - è inoltre messo in condizione di rivivere le passeggiate che Cézanne faceva nei dintorni di Aix en Provence, grazie al supporto di retroproiezioni

che propongono i paesaggi tanto cari al pittore e che ritroviamo nei quadri appesi alle pareti». L’esposizione è infatti suddivisa secondo tappe sia biogra¿che, sia geogra¿che: i luoghi soprattutto ricoprono una grande importanza, tanto da diventare il criterio prevalente nella distribuzione delle opere nelle diverse sale di Palazzo Reale. Non potevano mancare, inoltre, le celebri nature morte, a proposito delle quali Cézanne scriveva a Emile Bernard nel 1904: «Tutto in natura si modella secondo la sfera, il cono, il cilindro. Bisogna imparare a dipingere sulla base di queste ¿gure semplici, dopo si potrà fare tutto quello che si vorrà». Contrapponendosi così alla fugace immediatezza dell’Impressionismo, la sua arte riceverà fama e onori solo dopo la morte del suo creatore, diventando un punto di riferimento fondamentale per le Avanguardie del Novecento.

l'artista In una famiglia che godeva di notevole agiatezza, Paul Cézanne poté frequentare le migliori scuole: dopo gli studi primari dal 1844 al 1849, dal 1849 al 1852 al pensionato Saint Joseph, entrò nel Collège Bourbon - oggi Mignet - dove ricevette un'istruzione umanistica. Nell'ottobre del 1906, mentre dipingeva all'aperto, l'artista fu sorpreso da un temporale. Riportato a casa da un contadino, su un carretto scoperto, semicosciente e in preda a violenta polmonite, morì pochi giorni dopo, Nel febbraio del 1907 al Salon d'Automne, gli fu dedicata un'imponente retrospettiva commemorativa, che segnò un'intera generazione di nuovi artisti (tra cui Picasso e Modigliani), pose anche le basi del Cubismo e aprì le strade alle avanguardie artistiche del Novecento. www.jobnotizie.it

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CULTURA Foto a destra: il dipinto "Il mare a L'Estaque", che l'artista dipinse nel 1876. Foto sotto: il quadro "I giocatori di carte" (1893-1896). Musée d'Orsay, Parigi. Sul medesimo tema della partita a carte Cézanne dipinse cinque differenti versioni.

PROGRAMMA Cézanne e les Ateliers du Midi Milano Palazzo Reale 20 ottobre 2011-26 febbraio 2012 02 875672 Orari lunedì 14,30-19,30 Mar-merc-ven-dom 9,30-19.30 giovedì e sabato  9,30-22.30 Biglietto 9 euro intero, ridotto 7,50 In occasione della mostra, Skira pubblica, oltre la catalogo, tre volumi: Mi ricordo Cézanne (collana Narrativa) di Emile Bernard, allievo del grande maestro, critico d’arte e testimone di spicco del suo metodo di lavoro e delle sue vicende personali; L’architettura di Cézanne (collana SMS Skira Mini Saggi) di Vittorio Gregotti che ne analizza l’opera dal punto di vista della costruzione architettonica e Le modelle di Paul (collana Skira Kids) di Cristina Cappa Legora, divertente storia dedicata ai visitatori più piccoli.

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NUOVI MEDIA il dopo

GLI ITALIANI E INTERNET numero 02 - febbraio 2011

23 Il rapporto Censis sul 'consumo dei media' rileva un'Italia divisa in due.

PER UNO SU DUE È QUASI AMORE

di BENEDETTA COSMI b.cosmi@jobedi.it Un italiano su due frequenta internet. È questo il dato saliente del 9° Rapporto Censis/Ucsi che misura l'evoluzione dei consumi dei media nel nostro Paese. Cosa signi¿ca e quali conseguenze avrà il superamento della fatidica soglia del 50% di internauti? Lo abbiamo chiesto a Roberto Maragliano che insegna Tecnologie per la formazione degli adulti all'Università Roma Tre. Il suo orientamento di ricerca, sui rapporti fra comnunicazione ed educazione, è documentato nel sito del Laboratorio di Tecnologie Audiovisive, di cui è ideatore e responsabile (http://LTAonline.uniroma3.it). «Ogni volta che leggo dati - commenta Maragliano- di questo tipo mi chiedo "e io dove sto? A quante categorie appartengo?". Se mi iscrivo tra i lettori di libri e quotidiani appartengo alla categoria dei futuri analfabeti, e questo è confermato dai dati che mi riguardano sul fronte web» . Insomma ci dice Maragliano, solo chi abbina

18,2% gli utenti di informazione on-line

e mixa saperi e mezzi tecnologici ha una dieta mediale all'altezza della modernità, altrimenti chi rincorre il nuovo così come chi non sa fronteggiarlo resta ai margini della cultura e del sapere, tanto a nozioni e domande, quanto a cittadinanza e impegno sociale. Se una metà del Paese ha compiuto il salto oltre la soglia del digital divide, che va attenuandosi, il press divide, invece, aumenta. È il nuovo divario tra quanti contemplano nelle proprie abitudini i media a stampa e quanti non li hanno ancora o non li hanno più. Ancora una volta è la fotogra¿a di una società divisa in due. Da una parte, il 54,4% di italiani che si accosta ai mezzi stampa, accompagnato o meno da altri media, (nel 2009 erano il 60,7%). Dall’altra, il 45,6% estraneo a questi media (percentuale che due anni fa era 39,3%). Questa è una novità che la dice lunga: che si tratti di persone che guardano solo la televisione oppure

22,7%

di raf¿nati uenti del sur¿ng su Internet, se leggono qualcosa lo fanno solo attraverso lo schermo. Restando alla tradizione, tengono i libri, con il 56,2% di utenza, ma il dato si spacca tra il 69,5% dei soggetti più istruiti che hanno letto almeno un libro nell’ultimo anno, contro il 45,4% delle persone meno scolarizzate. Gli e-book non decollano (1,7% di utenza). Dato allarmante, piuttosto, è la domanda con cui i ricercatori hanno rilevato questa cifra: basta aver letto un libro in dodici mesi per essere un lettore di libri? Non sono i giovani i meno assidui nella lettura, ma molti dei soggetti, gli stessi, che non hanno accesso al computer. Poi ci sono gli intellettuali, gli accademici, i sociologi assenteisti sui grandi social network, colti ma fuori da circuito dei grandi numeri. Fra i giovani, il Tg è seguito dal 69,2% poco più del 65,7% dei motori di ricerca on-line e dell 61,5% di Facebook.

84%

gli italiani che guardano Youtube

i giovani che frequentano Internet

15,1%

gli anziani (tra i 65/80 anni) che usano la rete fonte: Rapporto Censis 2011

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BRUNO BOZZETT0

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IL PERSONAGGIO

numero 02 - febbraio 2011

È il papà di West and Soda primo lungometraggio a fumetti italiano.

UNA MATITA, ALLEGRA MA NON TROPPO di DANIELA BIANCHI d.bianchi 58@gmail.it

I suoni sono fondamentali e con questo termine intendo riferirmi sia alla musica che agli effetti sonori: la prima racconta quello che l’immagine non arriva a descrivere, soprattutto i sentimenti; i secondi, quelli che comunemente si chiamano rumori, «Mi piace sempre citare questo esempio: in un campo puoi piantare 4 semi o 4000, e se cade anche una sola goccia di pioggia avrà sicuramente maggior fortuna chi ha seminato di più. Io nella vita sono quello che ha piantato 4000 semi». Questa in sintesi la ¿loso¿a di Bruno Bozzetto, che quali¿care con il termine di disegnatore risulta veramente riduttivo: è infatti animatore, regista, sceneggiatore e produttore cinematogra¿co. Da dove nasce la sua passione per l’animazione ? Mio nonno faceva il pittore e quindi la vena artistica in famiglia c’era; io in realtà non ho mai fatto nessuna scuola di disegno: ho frequentato il liceo classico e poi mi sono iscritto all’università alla facoltà di legge. Ma intanto avevo iniziato a coltivare quello che poi è diventato il mio lavoro a tutti gli effetti: pensi che mentre i miei compagni di scuola la sera uscivano io rimanevo a casa a fare disegni e poi a fotografarli, per metterli poi in sequenza e creare il movimento. E così quando questi compagni passavano sotto le mie ¿nestre – da ragazzo abitavo a Milano in Corso Matteotti - vedevano la luce che si accendeva e si spegneva continuamente, segno che ero appunto all’opera. Ci racconti i suoi esordi Il mio primo ¿lm l’ho realizzato nel 1958, a 20 anni, Tapum! La storia delle armi e l’ho portato a Cannes dove ero l’unico italiano presente. Ho presentato poi un mio documentario sugli animali- altra mia grande passione- al National Film Board Festival del Canada, dove ho conosciuto quello che per me è un genio indiscusso, Norman McLaren, regista di ¿lm di animazione, che realizzava le sue creazioni lavorando direttamente sulla pellicola: faceva i disegni sul fotogramma grattando l’emulsione e poi li colorava da solo. Con la penna disegnava anche la colonna sonora: per me conoscerlo è stato veramente una rivelazione. A proposito del suono, quanto è importante nel campo dell’animazione? www.jobnotizie.it

Nato a Milano il 3 marzo 1938, Bruno Bozzetto dimostra un precoce interesse per il cinema, realizzando da studente universitario alcuni cortometraggi d’animazione, molto apprezzati dalla critica internazionale. Il suo primo lungometraggio a disegni animati, West and Soda è del 1965, seguito nel 1968 da Vip mio fratello Superuomo e nel 1976 da Allegro non troppo, il suo capolavoro. Oltre a questi suoi lavori, Bozzetto realizza, fra il 1972 e il 1973, anche brevi ¿OPQRQDQLPDWLLQFXLVLVHUYHGHOODFROODERUD]LRQH del suo allievo e amico Maurizio Nichetti. Fra questi possiamo ricordare Oppio per oppio, La cabina, Happy birthday e Sporting Spider. Il più noto tra i suoi personaggi resta il “Signor Rossi”, protagonista di 3 lungometraggi per la televisione e per il cinema. Nel 2007 l’Universitàdi Bergamo conferisce a Bruno Bozzetto la Laurea Honoris Causa in “Teoria, Tecniche e Gestione delle Arti e dello Spettacolo”.

sono indispensabili per la caratterizzazione dei personaggi. Testimonianza concreta di quanto affermo è il mio ¿lm Allegro ma non troppo, del 1977, dove l’ispirazione parte proprio dalle musiche di Debussy, Dvorak, Ravel, Sibelius, Vivaldi e Stravinskji. E appena realizzato non è stato subito

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distribuito in Italia bensì in America dove si è piazzato tra i primi 50 ¿lm in classi¿ca; solo in seguito è uscito in Italia e questo la dice lunga sul mercato dell’animazione nel nostro paese e non solo in quegli anni. Ci spiega meglio cosa intende dire Da noi continua a valere l’equazione animazione=bambini, prova ne è che i ¿lm a cartoni sono con¿nati nelle sale cinematogra¿che nella fascia oraria tra le 14,30 e le 18. All’estero è diverso e lo vediamo anche dai ¿lm che arrivano soprattutto dall’America, per esempio quelli della Pixar, che raccontano storie che possono piacere anche agli adulti. E poi c’è la rivoluzione del tre D che a me piace molto, soprattutto per le svariate possibilità che offre, anche se però la maggiore spettacolarità che si ottiene va a scapito della poesia: il disegno tre D risulta più “freddo” rispetto al 2 d, di per sé più creativo e caratterizzato da una maggiore “leggerezza”. E l’umorismo, dove lo mettiamo ? Quello non te lo insegna nessuna scuola ed è fondamentale, soprattutto per inventare una storia: a me piace scherzare soprattutto sui difetti della nostra società, sui luoghi comuni e, nello speci¿co, puntare il dito sulla”stupidità” dell’essere umano. A questo proposito ho realizzato i ¿lm ”Europa-Italia” sui comportamenti tipici degli italiani e, sulla scia di questo, “Italia-Germania” dove sottolineo, ovviamente in modo ironico, le differenze di questi due popoli.

Il signor Rossi uno dei personaggi più famosi creati da Bruno Bozzetto

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MUSICA il dopo

RITORNA numero 02 -GIORGIA febbraio 2011

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Un team di lavoro rinnovato e testi più vicini alla nuova vita della cantante. La svolta dance piace al pubblico.

MEGLIO CAMBIARE, NO? di CHRISTIAN D'ANTONIO c.dantonio@jobedi.it

All'ottavo album era tempo di cambiare per Giorgia. La voce più osannata del panorama italiano (tranquilli, non conteggiamo Mina perchè incide solo ma non fa tour) è oggi più libera di sperimentare, a quanto dice. «Ogni cambiamento della vita personale deve riÀettere un cambiamento artistico, altrimenti non sei più credibile quando ti proponi al pubblico» ha detto alla presentazione del suo nuovo disco, Oltre Le Apparenze. I cambiamenti a cui allude sono l'amore con il suo compagno Emanuel Lo (che scrive con lei quasi tutti i pezzi del nuovo lavoro) e il

loro ¿glio Samuel, nato lo scorso anno. «Il diventare mamma mi ha fatto vedere le cose in maniera diversa per tutta la duranta della lavorazione del disco. Ovviamente le mie priorità sono cambiate ma ¿nalmente mi sono approcciata alla musica nella maniera che volevo». Se si ascoltano i due brani di punta del disco effettivamente c'è la sensazione che lo spirito di libertà espressiva sia prevalso sulla notoria concentrazione e attenzione all'estensione vocale che la cantante romana aveva avuto ¿nora. Non che abbia smesso di stupire con la propria voce cristallina. Ma Il Mio Giorno Migliore è proprio un ritronello dance che in pochi si aspettavano dalla Whytney Houston italiana. E l'altro pezzo lanciato per l'autunno, È l’Amore Che Conta è il vero piatto forte di tutto il disco, con arrangiamenti di classe, scrittura internazionale (Busbee, il coautore, frequenta Timbaland e Katy Perry). «Poi c'è il pezzo che Lorenzo Jovanotti ha scritto per me, un tipico testo rap che a primo ascolto mi ha messo in crisi. Era così lontano dal mio mondo che pensavo di non poterlo cantare».

Com'è possibile, proprio lei che anni fa accettò per Fiorello di cantare l'elenco telefonico in una trasmissione in diretta? E mentre lancia un disco, Giorgia lancia anche un modo di pensare e vivere ecologico che piace molto ai suoi fedelissimi. «Ho scelto lo styling della copertina del disco personalmente. Mi sono af¿data a Vivienne Westwood prima di tutto perchè è geniale, ma anche perchè era una delle poche icone della moda che fa veramente cose ecologiche. Dalle cinture alle scarpe, tutto in silicone profumato e per me è importante rimanere fedele a questa ¿loso¿a». Anche la versione "¿sica" del suo disco è ecocompatibile: tutto in cartone riciclato. Al momento la cantante pensa al ritorno sulle scene dal vivo «perchè è quella la mia dimensione, il disco e le interviste sono per lavoro, il live è da dove sono partita». L'ultima volta in pubblico, Giorgia ha affrontato il San Siro riempito per Amiche Per L'Abruzzo. «Ora penso con ansia alle prime date della ripresa: il 21 gennaio al Palalottomatica di Roma e il 24 al Forum di Milano. Voglio avere tempo per collaudare tutto».

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GIULIANO TURONE

24

IL LIBRO

numero 02 - febbraio 2011

La ricostruzione smonta le tesi dei difensori dell'ex terrorista rosso dei Pac fuggito in Brasile.

BATTISTI, COLPEVOLE AL DI LĂ€ DI OGNI DUBBIO di MAURO CEREDA m.cereda@jobedi.it

Cesare Battisti è colpevole, al di lĂ  di ogni ragionevole dubbio. Lo dicono le carte processuali che lo hanno condannato all’ergastolo, smentendo il castello di bugie costruito dall’ex terrorista dei Pac (Proletari armati per il comunismo), oggi riparato in Brasile, e dal gruppo di intellettuali (italiani e non) che lo ha difeso e protetto in tanti anni di latitanza all’estero (in Messico, Francia e, appunto, Brasile). Non è un perseguitato politico, ma un assassino che ha sulla coscienza (come esecutore materiale e mandante morale) quattro omicidi e altri reati perpetrati durante gli “Anni di piomboâ€?. A fare chiarezza sulla vicenda è un agile (nel senso che si legge bene) libro (Il caso Battisti, Garzanti), scritto dall’ex magistrato Giuliano Turone, presentato al Festivaletteratura chiusosi di recente a Mantova. Lei ha studiato i 53 faldoni dei processi: un lavoro enorme. Si, ho voluto ricostruire la storia offrendo ai lettori le informazioni necessarie per consentire loro di farsi un’idea personale su quanto accaduto. Chi leggerĂ  il libro si renderĂ  conto che i processi cui è stato sottoposto Battisti (in contumacia, ndr.) sono stati equi. Lo ha detto anche la Corte europea dei diritti dell’uomo. Le sue colpe sono state provate da sentenze divenute deÂżnitive. Eppure molte persone, penso ad esempio alla scrittrice Fred Vargas o al Âżlosofo

Bernard-Henry LÊvy, hanno sostenuto per anni il contrario. Come mai Battisti ha goduto di tante protezioni? Evidentemente c’è un problema di disinformazione e di incrostazioni ideologiche antiche. In questi casi, su vicende processuali cosÏ aggrovigliate, è facile che si diffondano idee sbagliate o notizie non veritiere tra chi non è ben informato. Le obiezioni dei difensori di Battisti sono infondate. E il libro, carte alla mano, lo dimostra. Però lo stesso ex presidente brasiliano Lula ha rigettato la domanda di estradizione avanzata dall’Italia.

Come se lo spiega? Questo dipende anche molto dal fatto che negli ultimi anni l’Italia ha perso una sua credibilità internazionale. Non c’è troppo da meravigliarsi se osservatori internazionali o un’opinione pubblica di un Paese lontano migliaia di chilometri dal nostro, possano non avere le idee chiare su certe questioni. Lo stesso Lula, sentendo che un giorno si e uno no il premier italiano attacca i magistrati, tanto d’aver detto a Obama che da noi c’è una quasi dittatura dei giudici, può essere stato fuorviato. La perdita di credibilità all’estero può giocare anche questi brutti scherzi. A proposito di terrorismo rosso: Battisti sostiene che in Italia, negli anni ’70, si combatteva una sorta di guerra civile. E che lui è un perseguitato politico. In Italia non c’è stata alcuna guerra civile. C’è stata una frangia di eversori che seguiva una propria linea per arrivare alla presa del potere, credendosi avanguardia di chissà chi. La magistratura ha fatto la sua parte, senza leggi eccezionali, istruendo processi giusti, nel pieno rispetto dei diritti delle difese. Battisti continua a dichiararsi innocente, anche con una certa spavalderia, almeno a leggere certe recenti interviste. Lei nel libro gli consiglia di tornare in Italia e consegnarsi alla giustizia. Conferma la sua visione? Io ho scritto che se fossi nei suoi panni lo farei. Gli conviene (avendo già scontato 6 anni e mezzo di carcere, in caso di buona condotta e di ravvedimento potrebbe godere di vari bene¿ci e sconti nel giro di pochi anni, ndr) e sarebbe una forma di rispetto verso i famigliari delle vittime.

chi è... *LXOLDQR7XURQHqVWDWRJLXGLFHLVWUXWWRUHLQLQFKLHVWHGLFULPLQDOLWjPD¿RVD economica ed eversiva. Ha istruito il primo processo sulle attività criminali GL&RVD1RVWUDLQ/RPEDUGLDFKHKDSRUWDWRDOO DUUHVWRGL/XFLDQR/LJJLR Con Gherardo Colombo ha condotto l’inchiesta sulle vicende di Michele 6LQGRQDHVXOO RPLFLGLR$PEURVROLGDFXLYHQQHURVFRSHUWLJOLHOHQFKLGHOOD/RJJLD 3ÊVWDWRSXEEOLFRPLQLVWHURDO7ULEXQDOHLQWHUQD]LRQDOHGHOO $MDSHUO H[,XJRVODYLD ,QVHJQDWHFQLFKHGHOO LQYHVWLJD]LRQHDOO 8QLYHUVLWj&DWWROLFDGL0LODQR www.jobnotizie.it

26

settembre 2011


job-settembre2011  

al pittore e che ritroviam i musei del mondo, illustrano commem orativa, che segnò del capitale umano soprattu nennian o, aceva il camionis...

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