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Federico Capelli Tommaso Zago

Concorso Socially Correct Il copyright è un diritto

Titolo: Come sarebbe stato il mondo senza copyright?

. La questione del copyright è complessa e controversa. Molti ragazzi non vedono in esso un diritto fondamentale, non riescono a coglierne il significato giuridico ed economico a tutela dell’arte. Inoltre, la comunicazione fino ad oggi eseguita ha sempre affrontato il tema in modo moralistico ed accusatorio, allontanando le persone dalla comprensione del problema piuttosto che coinvolgendole. Per questi motivi abbiamo cercato di rovesciare l’argomento ed elaborare un concept che facesse riflettere in maniera propositiva, anche emozionando e divertendo, senza mai cadere sulla predica, un tono che impedisce di parlare ai giovani. Molti ragazzi che violano il copyright attraverso l’utilizzo illegale del filesharing si considerano grandi appassionati di musica, cinema e dell’arte in genere. Ecco perché i soggetti della nostra campagna sono eminenti personaggi che hanno fatto la storia dell’arte. Le conseguenze di questa scelta sono, da un lato, l’opportunità di colpire il target principale pur rimanendo comprensibili a più generazioni, dall’altro, far leva sulle emozioni e i sentimenti che le opere di queste icone dell’arte hanno generato nelle persone.


Il concept

Come sarebbe stato il mondo senza copyright? Questa è la domanda centrale attorno alla quale ruotano tutte le proposte creative ideate per la campagna. La logica che sottostà a questa domanda è quella di ribaltare il pensiero di tutte quelle persone che violano il copyright e lo considerano più che un diritto, un privilegio da abolire. Un mondo senza copyright, al contrario di quello che si aspetterebbero queste persone, sarebbe un mondo dove gli artisti non riuscirebbero a provvedere al proprio sostentamento e quindi si dedicherebbero ad un altro mestiere. L’umanità non avrebbe mai conosciuto i capolavori di molti artisti se questi non avessero avuto le risorse per poter offrire la loro vita all’arte. Ecco che allora le risposte a questa domanda sono una serie di immagini di alcuni dei più grandi e noti artisti costretti a lavori comuni e ordinari: Jimi Hendrix fa il bidello in una scuola, Alfred Hitchcock l’idraulico, Andy Warhol il cuoco, Jim Morrison l’autista dell’autobus, Stanley Kubrick ha aperto una catena di autofficine, Elvis Presley fa il barbiere, Salvador Dalì l’orologiaio e George Orwell il fattore. Ovviamente questi mestieri ipotetici sono stati congeniati con ironia ammiccando alle opere artistiche che hanno reso famosi questi personaggi. Inoltre, questa struttura multisoggetto permette di estendere la campagna ad un numero illimitato di artisti famosi nonché di adattarsi molto facilmente alle esigenze di produzione. L’effetto che si desidera ottenere da questa comunicazione è una riflessione. Mostrando al destinatario un mondo alternativo, privo di alcuni dei più grandi artisti, lo si invita a ragionare su come sarebbe stata più povera anche la sua vita: se Hitchcock avesse fatto l’idraulico non avremmo mai potuto vedere “Psycho”, se Hendrix avesse fatto il bidello nessuno avrebbe mai ascoltato “Foxy Lady”, e così via. Questo approccio avvicina il problema del


copyright alla vita di chi ascolta il messaggio e aggira il luogo comune che questa sia una questione che riguarda solo gli artisti ricchi ed affermati. Su questa riflessione interviene l’headline della campagna “Il copyright permette agli artisti di vivere d’arte. RISPETTALO” chiudendo e rafforzando il ragionamento proposto.


STORYBOARD Come sarebbe stato il mondo senza copyright?

Formato: 30” TV Musica: Yann Tiersen “La Noyee”


Inquadratura di un album fotografico, intitolato “La grande storia dell’arte”. Speaker: “Come sarebbe il mondo senza copyright?”

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Il libro si apre, le pagine scorrono velocemente come portate dal vento e si fermano su una fotografia.

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Zoom sulla fotografia, si riconosce Jimi Hendrix. Sotto la foto la didascalia “1967 Jimi Hendrix”.

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Speaker: “1967 Jimi Hendrix non avrebbe scritto Foxy Lady”. La foto si anima, Jimi vestito da bidello scaccia gli scolari dall’aula dicendo: “Fuori che devo pulire!” La scena si congela.


Le pagine dell’album riprendono a muoversi velocemente e si fermano su di un’altra foto.

5 Zoom sulla fotografia, si vede il primo piano di Andy Warhol. Sotto la foto la didascalia “1962 Andy Warhol”.

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Speaker: “1962 Andy Warhol non avrebbe dipinto i barattoli di Campbell’s soup”. La foto si anima si vedeAndy vestito da cuoco. Un cameriere entra in scena e dice: “Andy altri 3 piatti di zuppa al 4!” La scena si congela.

Le pagine dell’album riprendono a muoversi velocemente e si fermano su di un’altra foto.

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Zoom sulla fotografia, si vede il primo piano di Alfred Hitchcock. Sotto la foto la didascalia “1960 Alfred Hitchcock”.

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Speaker: “1960 Alfred Hitchcock non avrebbe diretto Psycho” La foto si anima Alfred vestito da idraulico lavora in un bagno simile a quello di Psycho mentre guarda dentro un tubo l’inquadratura del famoso omicidio nella doccia. La scena si congela.


Il libro si chiude. Speaker : “Il copyright permette agli artisti di vivere d’arte. RISPETTALO”

11 Si vede Jimi Hendrix che impugna il manico della scopa come fosse un microfono e accenna “Foxy Lady”.

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Formato: 30” Radio Titolo: Come sarebbe stato il mondo senza copyright?

Speaker

Attenzione, attenzione

(maschio, annuncio da cinegiornale Luce,

Vi abbiamo liberato dall’oppressione del

spavaldo)

copyright. Abbiamo inviato i nostri arditi scienziati indietro nel tempo e lo abbiamo cancellato.

Da oggi l’arte non si paga.

(il tono di voce si fa indeciso)

Purtroppo qualcosa è cambiato: Jim Morrison nel ‘67 non guadagnava abbastanza e ha trovato impiego come autista dell’autobus.

Sfx (porte dell’autobus che si aprono)

Jim Morrison

Benvenuti a bordo. Io sono Jim e vi

(voce sensuale di Jim Morrison,

guiderò nel deserto in un viaggio che vi

conducente dell’autobus che introduce il

aprirà le porte della mente.

tour ai passeggeri, parla al microfono)

The doors of perception.

Speaker

Il copyright permette agli artisti di

(voce istituzionale femminile)

vivere d’arte. Rispettalo.

Jim Morrison

Signori e signore! Il viaggio è finito! This is the end!


Formato: 30” Radio Titolo: Come sarebbe stato il mondo senza copyright?

Speaker

Attenzione, attenzione

(maschio, annuncio da cinegiornale Luce,

Vi abbiamo liberato dall’oppressione del

spavaldo)

copyright. Abbiamo inviato i nostri arditi scienziati indietro nel tempo e lo abbiamo cancellato.

Da oggi l’arte non si paga.

(il tono di voce si fa indeciso)

Purtroppo qualcosa è cambiato: però a Stanley Kubrick non è andata poi così male. Nel ’61 ha sfondato nel mondo delle riparazioni auto.

Stanley Kubrick

Signori e signore,

(annunciatore di uno spot televisivo

qui è il vostro Stanley che vi offre: con

amatoriale)

ogni treno di gomme un cambio dell’olio gratis. Solo da Officine Arancia Meccanica.

Speaker

Il copyright permette agli artisti di

(voce istituzionale femminile)

vivere d’arte. Rispettalo.

Stanley Kubrick

Ai primi 3 clienti, una settima omaggio all’Overlook Hotel


LA MUSICA SAREBBE LA STESSA SENZA COPYRIGHT?

esley lvis Pr

1956

E

Il copyright permette agli artisti di vivere d’arte. RISPETTALO


IL CINEMA SAREBBE LO STESSO SENZA COPYRIGHT?

ley Stan

61

Ku

19 k c i r b

Il copyright permette agli artisti di vivere d’arte. RISPETTALO


Banner: Medium Rectangle 300 x 250 UAP

1

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AMBIENT MEDIA

La campagna ambient media si sviluppa attraverso 2 fasi: 1. Teaser: diffusione sul territorio urbano di sticker/foto invecchiate (Fig. 1) che riprendono i personaggi famosi impegnati in lavori comuni e inusuali. L’obiettivo di questa fase è quello di creare un alone di curiosità intorno alla campagna. 2. Disseminazione di custodie di CD e DVD vuote con in copertina il simbolo del copyright barrato da una croce rossa (Fig. 2-3), nella facciata interna una scritta varia da supporto a supporto: nel CD musicale verrà scritto “La musica sarebbe la stessa senza copyright?”, nel DVD “Il cinema sarebbe lo stesso senza copyright?”. All'interno un CD o un DVD di cartoncino con sopra raffigurata l'immagine di un personaggio famoso ritratto mentre svolge una professione ordinaria e lo slogan “Il copyright permette agli artisti di vivere d'arte. RISPETTALO” (Fig. 4-5).

Questo tipo di campagna va eseguita nei luoghi più affini al target, ovvero i luoghi di ritrovo dei giovani dai 16 ai 30 anni: i pub, i bar, i cinema, i club, le scuole e le biblioteche. Gli oggetti disseminati nei punti strategici della città hanno il pregio di non passare certamente inosservati dai ragazzi che li trovano e che, ci si augura, li raccolgano. Un altro elemento da tenere in considerazione è lo stile “vintage” delle foto/sticker. Il contenuto divertente unito allo stile in voga può generare, specialmente tra i più giovani, una sorta di “collezionismo” e un possibile riutilizzo degli sticker e dei CD/DVD che generi spontaneamente passaparola.


Fig. 1

Fig. 2

Fig. 3


Fig. 4

Fig. 5


Socially Correct Project