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France, les Armée, Josephine Anno 8 - Numero 20

£1,40 in Francia

PARIGI- Sono qui riportate quattro diverse storie su quattro diversi soldati con gradi differenti. I quattro giornalisti raccontano come hanno vissuto i diversi avvenimenti accaduti sotto il potere e la supremazia di Napoleone Bonaparte. Tutti gli articoli, con gli argomenti sopra citati si basano su dei diari smarriti dai servitori della patria e ritrovati dagli informatori di questa. Ogni giornalista si è basato sulle proprie conoscenze generali e sugli avvenimenti accaduti in questo periodo e ha, infine, sviluppato un articolo di giornale. Sono riportate sensazioni ed emozioni vissute nei momenti di svago e di pausa tra una battaglia e l’altra, come le idee del primo console ci hanno influenzato, come una battaglia ci abbia portato alla rovina e come un’altra nazione ci vede nel campo di battaglia. Vogliamo mostrarvi il vero Napoleone, vogliamo farvi capire chi è quest’uomo, che per la sua idea di protagonismo e di prevaricazione, ci ha portati alla rovina tornando così a rivivere il Terrore, un momento tragico per la nostra nazione che si ripete nuovamente. Vedremo ancora connazi-

onali imprigionati inutilmente? Vedremo ancora giovani uomini partire in guerra e abbandonare le proprie famiglie? Speriamo di no. Speriamo che dopo la caduta di Napoleone ci sia una coscienza diversa che non ci riporti a commettere gli stessi errori che hanno portato a inutili spargimenti di sangue e alla distruzione di famiglie, tutto per le idee imperialistiche di un folle. Potrete scoprire che anche lui era un uomo con le sue debolezze che dimostrò di essere un genio in campo militare, in quanto concentrava su di se tutto il potere imperialistico conquistato senza guardare in faccia il suo nemico. Tuttavia, riesce sempre a mantenere il suo popolo in uno stato di quiete emanando delle leggi a primo impatto favorevoli. La sua ambizione, di spingersi sempre oltre il limite, lo ha portato, il 18 giugno, ha perdere la sua battaglia determinante. Dopo un lungo periodo si grande potere e supremazia Napoleone Bonaparte fu sconfitto per la mancanza di uomini a lui fedeli. La sua ossessione al perfezionismo e al previcare su tutto lo ha portato a rafforzare la sua egemonia.

giovedì 20 giugno 1815

PARIGI- Ho letto delle memorie, in un diario di un Tirailleur (soldato di étile, appartenente ai reggimenti della Guardia Imperiale), riguardanti la vita di Napoleone Bonaparte. Narra che era solito accompagnare il primo console nelle sue notti di divertimento dopo le grandi battaglie. E’ un uomo potente e valoroso che ha però, come tutti, le sue debolezze, che riesce a nascondere utilizzando il suo potere e la sua astuzia. Ho avuto conferma che ama molto le donne, ma si è innamorato solo di poche, le quali sono diventate loro mogli o rimaste amanti predilette. Sì, Napoleone è molto attivo al di fuori del matrimonio; dotato in questa materia di un senso morale piuttosto convenzionale ed ipocrita, considera legittimo per un sovrano, come lui, godere di scappatelle più o meno occasionali con giovani e belle signore, e al contempo ritiene altamente immorale che la cosa sia compiuta senza le opportune precauzioni al fine di mantenerla riservata. Forse non tutti sanno che Bonaparte si è da poco risposato; ebbene, dopo aver divorziato da Giuseppina Tascher de la Pagerie, vedova Beauharnais si è sposato con Maria Luisa d’Asburgo-Lorena. Divorziò da Giuseppina perchè non gli diede un erede cosa che invece riuscì con Maria Luisa. Gira voce che la sua amante prediletta sia Giuseppina Grassini, contralto lombarda. Il soldato, però, scrive di sospetti sulla vita sessuale di Napoleone: potrebbe essere omosessuale??? E’ noto che all’interno delle regge ci sono delle promiscuità e che si pratica l’incesto, come affermò, a suo tempo, René Hébert che presentò alla corte un’accusa di incesto contro Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena. Questo potrebbe essere una testimonianza a favore del soldato, un fatto che rafforza tale dubbio è che Napoleone ha abolito le disposizioni contro l’omosessualità lo scorso mese, quindi fra adulti consenzienti e in pri-


vato non è più un delitto. Riflettendo su ciò che accade in questi mesi, corrono notizie su ciò che Napoleone disse a Jean-Jacques Régis de Cambacérès, console subordinato, offendendolo e confermando la sua omosessualità. Che ci siano scomode debolezze da nascondere negl’alti ranghi?? Il soldato, che afferma di essere stato presente nei momenti di svago del primo console, nei suoi scritti, dice che Bonaparte esalta le sue gesta e ricorda sempre a tutti che il suo personaggio storico di ispirazione è Carlo Magno. Riporterà, inoltre, che volesse seguire le orme di quest’ultimo, per diventare così un grande generale per poter porre la gloria e il potere al primo posto nella sua vita. Il soldato lo definisce un uomo ambivalente, con un forte talento militare che aveva la capacità di prevedere le mosse avversarie, la prontezza nelle decisioni e la rapidità nei movimenti. Il giovane parla di risvolte importanti sullo studio e il rinnovamento di strategie militari come la formazione a colonne e l’attacco concentrato in un punto dello schieramento nemico. Napoleone, lo sappiamo, è arrivato in un momento critico, dopo che il paese era invaso da tradimenti e disfatte, lui ha portato innovazione e risanamento, forse è anche questo che lo fa conoscere come un idolo ed esempio per il popolo. La Francia, nel periodo del Terrore, ha dovuto affrontare il decesso di possibili 17.000 traditori condannati a morte, la prigionia tra i 300.000 e i 500.000 uomini e la Convenzione ha dovuto applicare la leva di massa a tutti i celibi tra i 18 e i 25 anni per vincere le guerre in atto. Per sfamare la nostra armata vennero moltiplicate le fabbriche d’armi, tutte le manifatture tessili dovettero lavorare per l’esercito, colmarono i deficit di materiale con requisizioni, di viveri con il razionamento imposto ai civili.

La Convenzione cominciò a creare i primi buchi finanziari e nacquero così i primi problemi economici: l’inflazione, il rialzo dei prezzi e il carovita. Quest’ultimo tolse uomini alla terra e quindi diminuì la produzione, la conseguenza fu l’elevato costo degli alimenti e quindi l’impossibilità per il popolo di acquistarlo. All’ascesa di Napoleone, il risanamento monetario e finanziario divenne uno dei primi punti da affrontare, egli stesso si è impegnato in questo portando avanti ciò che aveva cominciato il Direttorio prima di lui: la riorganizzazione di tutto il sistema delle imposte dirette e indirette e la sistemazione del debito pubblico. Anche Bonaparte sta ostacolando la libertà di pensiero e ogni forma associativa che potrebbe essere fonte di disordine, sta cercando, però, un sistema per eliminare la disoccupazione e il rialzo dei prezzi per i generi di prima necessità. Non notate anche voi che ultimamente ci siano grandi lavori pubblici in atto? Ecco, il nostro console in questo modo si sta impegnando per eliminare i disoccupati. Inoltre, sta cercando di introdurre una nuova idea di pensiero sul rapporto tra imprenditore e gli operai: il primo è superiore ai secondi, ma responsabile dei suoi dipendenti. Il primo console sta cercando di fare della sua nazione e di se stesso, soprattutto, una potenza mondiale, perciò ha già cominciato le sue prime battaglie per conquistare nuovi territori. Ricordiamoci però che dietro ogni conquista, dietro ogni guerra ci sono spese militari e morti che in parte segnano la nostra nazione. Speriamo che in futuro non dovremo affrontare un altro periodo di spargimenti di sangue di Terrore. Laura Pavan


PARIGI- Ieri, dopo lunghe battaglie, Napoleone venne sconfitto a Waterloo. Solo oggi si riescono a contare le vittime ritrovate sulle strade, tra questi ci sono persone innocenti come: uomini, donne e bambini, civili che appartenevano al popolo. Oggi personalmente sono andato in mezzo alla gente e le condizioni di queste povere persone sono disastrose: case e vie distrutte dai bombardamenti e dal fuoco, il popolo straziato dal dolore e sconvolto, donne in preda al panico dai vestiti sgualciti e sporchi, soldati mutilati e accasciati al suolo sporchi di sangue e terra. La prima impressione dopo ieri è stata molto forte in quanto i Francesi, nonostante la caduta di Napoleone, continuano a sostenerlo con grande patriottismo. Qui a Parigi sui muri degli edifici sono ancora appesi manifesti e contrassegnati dallo stemma reale che richiama l’adulazione e la devozione al primo console. La popolazione riconosce ancora l’autorità di Bonaparte, ma non sono ancora arrivati a capire che oltre a ritrovarsi senza più nulla, tra poco arriveranno gli avversari a toglierli l’indipendenza facendo diventare tutto una profonda dittatura, inizieranno ad arrivare i limiti, le costrizioni e si andrà a perdere quel patriottismo che adesso si sente nell’aria. Mentre camminavo sul campo di battaglia, inciampai in un diario. Lo raccolsi e iniziando a sfogliarlo lessi le memorie di un soldato di nome Victor Hugo, Cuirassier (cannoniere, soldato di élite, appartenente ad un reggimento di cavalleria pesante). Il diario inizia raccontando il fermento dei giorni antecedenti la battaglia, lo svolgimento di essa e i giorni successivi. Narra della sua visione sulla guerra che ha portato un’infinita disperazione per la perdita dei propri cari e una povertà senza limiti, soprattutto per i contadini che si sono ritrovati senza terre e senza cibo. Questa battaglia andata perduta, significa la compres-

sione dei sentimenti nazionali e di quelle conquiste civili che la Rivoluzione e dello stesso avevano o ridestati o rafforzati. Inoltre, questa guerra pone fine alla serie di guerre in atto da tempo nel continente fin dai tempi della Rivoluzione Francese; termina la carriera politica e militare di Napoleone e ora inizia un periodo di pace fino al termine del XIX secolo. Il soldato afferma che questa guerra, toccherà in maniera molto pesante i contadini e la loro vita, in quanto una parte del loro raccolto spetterà sempre ai sovrani, si incrementeranno le tasse per riuscire a risanare i 3 miliardi di indennità di guerra. I lati negativi del suo sistema si manifestarono in piena luce; ma ben presto apparvero nuove problematiche che dall’opera sua erano state sanate o tenute a bada. Il cannoniere preannuncia un periodo di forte crisi dovuta hai sotterfugi per vincere quest’ultima. Proprio per questo motivo il popolo non riuscirà mai più ad avere un minimo di benessere in quanto inizieranno le confische, gli esoneri, i saccheggi e la politica interna ed esterna verranno allo scoperto. Anche con questo minimo periodo di pace, Hugo, afferma che il ceto più compromesso, dopo averli visti correre spaesati, disperati e in preda al panico, sono i contadini. Gli agricoltori si troveranno senza terre, senza cibo con cui sfamarsi, dovranno comprare questi a prezzi rialzati e dovranno pagare tasse elevate per risanare il debito di guerra per aver sostenuto le idee di un egocentrico Napoleone. I contadini moriranno dalla fame e dalle malattie portate dalla guerra e dal lavoro a cui saranno costretti ad adempiere. Il mio pensiero da giornalista è che ritorneremo molto presto al periodo che abbiamo lasciato alle spalle: il Terrore. Jessica Bergamo


PARIGI- Leggendo un articolo sul giornale locale di Londra, ho letto la testimonianza di un soldato inglese che raccontava,in un diario, la sua vita a quell’epoca nella battaglia di Waterloo. Iniziava narrando della sua partecipazione nell’esercito inglese, eravamo abbastanza numerosi però la “Grande Armeé” spaventava chiunque facesse parte di uno schieramento avversario. Le tecniche in battaglia dei francesi risultavano molto efficaci,soprattutto la formazione a quadrato e il battaglione a nove compagnie. Il generale Napoleone appariva ancora imbattuto dopo molte guerre che aveva affrontato e risultava un problema in caso di scontro tra la mia nazione e la sua. Racconta il soldato,che viveva alla giornata,con la paura di essere attaccati dai francesi da un momento all’altro. Io ero stato già chiamato alle armi una volta e per poco non ci rimettevo la vita, mi sarebbe dispiaciuto non vedere il mio piccolo figlio di cinque anni crescere ,ma il dovere di servire la patria era troppo grande. Ogni uomo dai sedici anni in su che era in grado di tenere un fucile in mano doveva arruolarsi per difendere la sua nazione. Molti contadini per evitare di perdere la vita in guerra si amputavano volontariamente una mano o una gamba. Queste testimonianze fanno pensare tutt’ora a quanto era potente e quanto faceva paura la guerra a una per-

sona qualsiasi di quell’epoca. Nel diario viene raccontato come l’Inghilterra, per finanziare la guerra e per sostenere tutte le spese di pagamento e mantenimento dei soldati, doveva organizzarsi per far fronte a questi problemi: Possedendo una forte moneta, la sterlina aveva attraversato due diverse crisi ma era riuscita a superarle molto bene e con l’aumento dei prezzi sui beni di consumo lo stato otteneva molti soldi su cui poter fare affidamento. Grazie alla precedente rivoluzione industriale l’Inghilterra aveva fatto progressi nel campo metallurgico ed estrattivo. Un grande guadagno arrivava dalle miniere di oro e argento, dall’agricoltura che si era innovata grazie alle nuove tecniche di rotazione continua delle terre e inoltre traeva molto guadagno dall’esplorazione e dalla colonizzazione di nuove terre. Per migliorare le vie di comunicazione e per arricchire la corona ,l’Inghilterra impose dei pedaggi ma anche un sistema di imposte e con tassi di interesse elevati.Tutto questo faceva arricchire la nazione e permetteva di avere su esercito permanente salariato a tempo pieno, capace di difendersi adeguatamente salvaguardando la propria nazione. Riflettendo sulle parole di questo soldato inglese possiamo capire che la guerra era un sacrificio sia per chi la combatte sia per chi la finanzia. Davide Decataldo



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