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Marzo - Aprile 2012 ANNO 10 - N° 1 - Marzo - Aprile 2012 - Magazine di cultura, informazione e tempo libero - Poste Italiane - Spedizione in abbon. postale - D.l. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 N°46) art.1 comma 1 D.C.B. - GENOVA - nr. 594 anno 2006

INGENOVA Magazine

Marzo - aprIle 2012 - e 3,00

Paolo

OdOne “Il futuro per Genova? Ripartire dalle infrastrutture”

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PrIMArIE

Il terremoto genovese scuote la sinistra

JAMEs TAylOr

Al Carlo Felice il cantautore che ama l’Italia

TElEGrAPh hIll Un angolo d’Italia a San Francisco

sANTA MArGhErITA

Come si rinnova la perla del Tigullio

POlITEAMA

Slava’s Snowshow debutta il 28 marzo

FrANcA VAlErI

Al Teatro della Corte con Non tutto è risolto


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L’intervista

PaoLo odone “riPartire PPartire daLLe infrastrutture” Anni di crisi mA prospettive interessAnti per il futuro, trA terzo vAlico, GrondA, nodo ferroviArio. con lA sperAnzA delle zone frAnche urbAne

P

residente Odone, cominciamo a parlare di crisi: qual è la situazione genovese vista dall’osservatorio della Camera di Commercio e quali sono le prospettive per il futuro? Se dovessi fermarmi ai numeri le direi che il 2011 è stato un anno orribile, e il 2012 non si prospetta migliore: in provincia di Genova il PIL pro-capite è diminuito, le ore di cassa integrazione sono cresciute dell’8%, i fallimenti hanno ripreso una corsa (+30% nei primi 9 mesi) che sembrava aver rallentato, l’inflazione ha viaggiato sul 3,4%, consumi e investimenti sono scesi ancora (rispettivamente lo 0,2% e 0,8%). Unico segnale positivo, l’export genovese è cresciuto del 0,9%. La nostra struttura imprenditoriale ha sofferto ma ha tenuto il passo, così a fine anno abbiamo avuto un saldo positivo fra chiusure e aperture di 764 imprese, che è il migliore degli ultimi sette anni. Lo stesso vale sul fronte dell’occupazione, considerato che nel primo trimestre 2012 in provincia di Genova il sistema Excelsior di Unioncamere prevede 2.220 assunzioni, l’80% delle quali nel settore dei servizi. Ma come ho detto, non vorrei fermarmi solo a un’analisi strettamente numerica, vorrei darle piuttosto la mia sensazione, dopo oltre dieci anni passati in Via Garibaldi a fare pressing sulle infrastrutture a tutti i livelli: europeo, nazionale, locale, e utilizzando tutte le reti, prima fra tutte quella camerale, che è una rete particolare perché fatta di imprenditori che non fanno politica ma spingono l’acceleratore sui progetti utili per le collettività, spesso con anni di anticipo rispetto ai tempi della politica. Come è stato per il primo dossier che mi sono trovato sulla scrivania, quello del Terzo Valico. Ed è ancora lì, presidente? Certo, però adesso il pressing si farà sui cantieri che partono, ed è tutto un altro discorso. Lo stesso vale per la gronda e per il nodo ferroviario genovese, ormai entrati nella fase operativa. Più articolato è il discorso sulla linea ferroviaria costiera Italia Francia: lì, paradossalmente, gli amici francesi sono più indietro di noi e quando, nel 2020, partirà la nuova linea veloce da Nizza alla frontiera noi avremo completato il raddoppio

di Umberto Paganelli

della Genova-Ventimiglia. E in questa prospettiva stiamo già lavorando per rendere possibile l’obiettivo di accorciare a tre ore la tratta Genova-Marsiglia, a quattro ore Genova-Lione e a sei ore Genova-Barcellona e Genova-Parigi. La concertazione lanciata dai francesi per definire il tracciato, ormai approvato nelle sue grandi linee, è partita proprio in questi giorni, e la Camera di Commercio di Genova è l’interlocutore ufficiale per parte italiana. Tornando al discorso generale, quello che voglio dire è che, seppure con ritardi epocali, nei prossimi anni saranno investiti nelle infrastrutture genovesi qualcosa come 15 miliardi di euro, e voglio bene sperare che queste risorse diano una bella scossa alla nostra economia. Negli ultimi due anni abbiamo subito le conseguenze della crisi globale e quelle della cronica carenza di infrastrutture: ora che uno dei due nodi si sta sciogliendo, per noi si aprono nuovi scenari. Ci faccia un esempio. Beh, credo che nessuno possa negare come ambiente, clima e qualità della vita siano atout fortissimi per la Liguria. Genova, poi, vanta anche il centro storico più grande d’Europa, il sito UNESCO, l’acquario. Bene, quando tutto questo diventerà raggiungibile in un’ora da Milano e in due ore da Nizza

Profilo di Paolo odone Nato nel 1942 a Genova ha conseguito la maturità classica e frequentato la Facoltà di Economia e Commercio. Già imprenditore commerciale del ramo tessile con l’azienda di famiglia, è impegnato oggi nel campo della robotica e dell’automazione industriale. Al vertice della Confcommercio di Genova dal 1997 dal 1999 è Presidente della Camera di Genova. Tra gli incarichi a livello nazionale si ricorda la Presidenza di Uniontrasporti scarl e la Presidenza della Commissione per le politiche portuali e le politiche del mare di Confcommercio Roma. Promotore del “Corridoio plurimodale ovest-est a sud dell’Europa” è Presidente della Comunità delle Camere di Commercio dell’Asse ferroviario nord-sud, Rotterdam - Genova.

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a volare verso il milione e 440mila, con la prospettiva di arrivare presto a quota 1 milione e 800mila. Nella stessa direzione stiamo andando con il lavoro fatto all’interno di Alpmed, la grande euroregione che abbraccia Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e, oltralpe, Provence-Alpes-Cote d’Azur e RhoneAlpes. Se Alpmed fosse uno stato, con i suoi 17 milioni di abitanti e 1 milione e mezzo di imprese si collocherebbe fra il 7° e l’8° posto in Europa. Ebbene, le 5 unioni regionali delle Camere di Commercio di Alpmed, che sono state il motore dell’euroregione, hanno deciso di puntare sul turismo e sui trasporti, favorendo prima di tutto la circolazione delle persone all’interno di questo grande territorio, che va dai ghiacciai alpini alle coste del Mediterraneo, unito da secoli di storia, che sta diventando un nuovo soggetto geografico sulla scena europea.

potremo attrarre non solo nuovi turisti, sia negli alberghi che nelle seconde case, ma anche nuove aziende e nuovi residenti. E magari trattenere qualche nostro cervello in fuga, a beneficio dell’industria, del commercio e del turismo, che sono i tre pilastri della nostra economia. Ma anche a beneficio del patrimonio immobiliare di tanti genovesi. E l’aeroporto? Non rischia di farsi fagocitare da un gigante come l’aeroporto di Nizza? Al contrario, abbiamo siglato un accordo con l’aeroporto di Nizza perché siamo convinti che migliorando i collegamenti via terra fra i due scali avremo da guadagnarci entrambi, favorendo la creazione di linee aeree per i voli turistici a medio e lungo raggio che li tocchino entrambi e proponendo Genova come aeroporto complementare a Nizza e Cannes, specie nei periodi di maggior traffico, per i voli d’affari e da turismo. di un programma di marketing e sviluppo che abbiamo avviato con la Regione e l’Aeroporto e che ci ha portato in poco tempo, con poche risorse e molto buon senso, a superare il limite del milione di passeggeri cui sembravamo essere ancorati da anni e

Bene, abbiamo capito che la sua ricetta per uscire dalla crisi mette al primo posto le infrastrutture. Ci sono altri ingredienti? Ce n’è un altro su cui insisto da tempo, con alterne fortune. E’ quello delle zone franche urbane, recepite dal governo tempo fa ma poi arenatesi nelle secche della crisi. L’idea è semplicissima: identificare e perimetrare una zona particolarmente degradata di una città (con almeno 30.000 abitanti), e concedere a chi apre un’attività economica in quell’area l’esenzione totale dalle tasse per 5 anni e uno sconto del 50% per i 5 anni successivi: sarebbe un volano formidabile per il nostro centro storico, ma anche per tante altre aree urbane a rischio sicurezza in tutto il paese. E permetterebbe, così come è avvenuto con i CIV centri integrati di via, di mantenere vivo il tessuto urbano e sociale grazie alla vivacità del tessuto economico e commerciale. Già, i centri integrati di via: un’esperienza che continua? Certo: dalla fine degli anni ‘90, quando grazie a finanziamenti europei sono nati i CIV di prima generazione che hanno investito nel miglioramento della vivibilità e della qualità urbana, siamo passati ai CIV di seconda generazione, interlocutori delle istituzioni per l’animazione urbana attraverso la creazione e gestione di eventi, e oggi siamo alla terza generazione di consorzi, impegnati a tutto campo per migliorare la sicurezza, l’arredo urbano e l’animazione economica negli spazi comuni. Oltre al ruolo della Camera di Commercio e delle associazioni di categoria, fondamentali in tutte le fasi di questo processo, mi piace ricordare che la Liguria è stata la prima regione d’Italia che ha utilizzato fondi europei per finanziare la riqualificazione urbana, e non è un risultato da poco. Presidente, non possiamo chiudere questa intervista senza parlare di alluvione, anzi, di alluvioni. Non vorrei tornare ora sul dolore e sulla rabbia, più che giustificata, di chi ha perso tutto. Queste esperienze dovrebbero averci insegnato che investire in prevenzione e sicurezza costa molto meno che pagare i danni dopo. Lo sappiamo bene, alla Camera di Commercio, dove abbiamo un ufficio che lavora orami stabilmente alle varie istruttorie per il pagamento dei contributi alle imprese alluvionate. Lo ricordiamo e continueremo a ricordarlo in tutte le sedi istituzionali in cui siamo chiamati. Ma la lezione più straordinaria delle ultime alluvioni, compresa quella delle Cinque Terre, mi sembra sia stata la reazione dei nostri giovani, troppo spesso tacciati di essere privi di interessi, impegno e voglia di lavorare: bene, questa volta sono stati loro a dare una lezione a noi.

elaborazione IIC su immagine Ferrovie dello Stato

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Liguria artistica

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Terremoto primarie Marco Doria stravince a sorpresa le primarie di coalizione per la sinistra, sbaragliando Vincenzi e Pinotti. Continua il viaggio verso il voto per il Sindaco, tra nuovi candidati e alleanze ancora tutte da decifrare

U

na deflagrazione. Il trionfo alle primarie di coalizione di Marco Doria ha sconvolto la sinistra, e non solo quella ligure. L’ultimo episodio in ordine di tempo di quell’“effetto Pisapia” che è iniziato a Milano e ha portato alla vittoria molti candidati outsider in città fondamentali è stato diversamente interpretato: tra chi ha sancito la fine del PD come partito e chi se l’è presa con lo stesso istituto delle consultazioni interne, Genova è comunque salita alla ribalta nazionale, e il duello Doria-Vincenzi-Pinotti (senza dimenticare Sassano e Burlando) è diventato la metafora di un evidente malessere della società civile che non viene sufficientemente recepito dai candidati ufficiali. Di certo nessuno si aspettava che Marco Doria, figlio del celebre “marchese rosso” Giorgio e sostenuto da SeL, vincesse così largamente una consultazione che i più consideravano appannaggio delle due candidate del Pd. 46% dei votanti, poco meno della somma di Marta Vincenzi e Roberta Pinotti, seconda e terza (rispettivamente il 27.5% e il 23.6%). C’è da registrare anche un significativo calo dell’affluenza (quasi

ventiquattromila persone, comunque diecimila in meno rispetto alle primarie del 2007): a disertare soprattutto i quartieri operai della città, mentre Doria ha trionfato a sorpresa nei quartieri borghesi del levante e del centro. C’era nell’aria la voglia di cambiamento, complice la crisi diffusa ed episodi dolorosi come l’alluvione, ma il dato finale ha stupito anche quei commentatori che poco prima del voto avevano previsto percentuali in crescita per il professore di storia economica alla Facoltà di economia. “C’è una terza strada tra l’antipolitica di Beppe Grillo e la voglia di lasciar perdere che emerge in settori della sinistra. È la voglia di cambiare da dentro, è la passione, l’entusiasmo della gente”, ha detto Doria dopo la vittoria. “Abbiamo speso forse diecimila euro con un tetto di ventimila per la campagna elettorale, e anche questo è un segnale per Roma”. Già, Roma. Simbolo per molti di politiche troppo restrittive, che rischiano di strozzare la popolazione che già fa fatica ad arrivare a fine mese. Di certo l’esito delle consultazioni non è stato accettato senza amarezza da Marta Vincenzi, che su

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Liguria politica

In alto Marco Doria A fianco Roberta Pinotti. Sotto l’attuale sindaco Marta Vincenzi

Twitter si è lasciata andare a considerazioni di combattiva delusione, tra riferimenti a Ipazia – l’astronoma alessandrina uccisa da una folla di cristiani in tumulto nel quinto secolo dopo Cristo – e rimpianti per non essere riuscita a comunicare tutto il lavoro fatto da Sindaco. Più defilata è apparsa la senatrice Roberta Pinotti, data da molti come vincitrice annunciata. Ora - con l’appoggio a Doria degli altri quattro candidati, come da impegni presi prima del voto - si profila per le prossime amministrative un quadro quantomeno composito: a sfidare il professore ci sarà un altro collega di Economia come Enrico Musso, candidato per il Terzo Polo, e un candidato a testa per Lega Nord (Rixi) e Pdl, con scenari ancora più complessi per l’eventuale ballottaggio. Quel che è certo è che, dopo questo voto, Genova sarà una città diversa.

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di Daniele Crippa

Il Museo del Parco, Centro internazionale di Scultura all’Aperto di Portofino, ospiterà presto una nuova opera del grande artista

Rogelio Polesello, buon sangue non mente L

a stella di Rogelio Polesello, uno dei maggiori artisti contemporanei del Latino-America, vide la prima luce in Italia: i suoi bisnonni erano originari di quel Veneto colto ed operoso ma che ahimè purtroppo in quell’epoca era senza futuro. Da Pordenone si imbarcarono a, allora l’unico porto che agli inizi del secolo scorso aveva linea diretta con quella nazione che offriva speranza e sicurezza attraverso il lavoro: l’Argentina. Furono premiati e l’agiatezza raggiunta con la caparbietà che contraddistingueva quel popolo permise, nel futuro, al giovane Rogelio di frequentare la prestigiosa Accademia di Bellas Artes Manuel Belgrano a Buenos Aires e di dimostrare da subito le sue innate doti: prima tra tutte la sensibilità di sentire e vedere prima degli altri. Gli anni Sessanta sono stati per il mondo intero vento di innovazione sociale e culturale in tutto lo scibile ed quindi nell’arte: una delle nuove correnti per eccellenza oggi storicizzata come la pittura di quell’epoca è la pittura astratto-geometrica. Artisti già allora affermati internazionalmente provenivano dal cono sud dell’America: Argentina, Venezuela e Brasile e si chiamavano Julio Le Parc, Horacio Garcia Rossi, Luis Tomasello, Hugo Demarco e Raphael Soto,. L’Arte Concreta e l’Arte Cinetica divennero ben presto argomenti di discussione e riflessione nei salotti di Parigi e New York, le capitali dell’avanguardia dell’epoca. A vent’anni il nostro artista, sicuro di sé ed attento, si presenta al pubblico con una coraggiosa personale alla galleria Pizarro nella capitale Argentina. Il successo fu immediato. La sua capacità di comprendere la nuova magia artistica che era nell’aria, il saper sentire quella musica che da sola si compone in un concerto perfetto e trasformarla in immagini sulla tela lo pongono immediatamente all’attenzione di tutti. Le esposizioni si susseguono nei centri culturali d’arte del mondo. A solo ventisette anni riceve un importante riconoscimento alla sua attività a Washington: il Gran Premio di Pittura al Salone Esso per gli Artisti Giovani. L’anno dopo nel 1966 Tomas Messer direttore del Museo Guggenheim nel suo libro The Emergent Decade, lo classifica come “ uno dei nuovi pittori latinoamericani di maggior futuro “. Mai profezia fu più certa.

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Protagonisti dell’arte Rogelio Polesello viene inserito a viva forza come uno dei protagonisti della Nuova Astrazione che attraverso colorazioni sì forti ma, stemperate da una perfezione pittorica di assoluta precisione, trasmette attraverso i suoi molteplici passaggi di geometrie cromaticamente armoniose ma al tempo stesso intersecate a momenti di libertà, connotazioni sociali legate al vivere quotidiano. La sua pittura è nel centro dell’eruzione del vulcano dell’arte contemporanea. Esplosioni di colori, intrecci pittorici di una fantasia strabiliante ma al tempo stesso carichi di tensioni, racconti di perfetti spartiti musicali, giochi di trasparenze, di riflessioni e trasfigurazioni, lo rendono uno dei maggiori referenti di questa corrente. La consacrazione gli venne già nel 1968 ricevendo prima il premio Braque, ove tra gli esigenti giurati vi erano intellettuali del calibro di Antonio Berni, Hector Basaldùa, Aldo Pellegrini e Jorge Romero Brest e, subito dopo, una sua grande mostra personale venne inaugura nell’Istituto Di Tella, il più prestigioso spazio culturale dell’America Latina. I suoi dipinti vengono considerati talismani di tutte le abitudini ed i costumi di quella società ricordata come quella del 60. Ma l’artista è una spugna e forse, ricordando i suoi antenati che seppero leggere il loro futuro migliore lontano dalla loro patria, pure lui sa leggere sempre oltre. Crea cineticamente la trasformazione dello spazio modificando completamente la situazione di chi è di fronte all’opera. Sicuramente il suo lavoro appartiene a quel momento che Giulio Carlo Argan definiva “Quelle Strutture Significanti originate dalla riflessione esistenziale”. La sua pittura si rinnova, sperimenta nuove tecniche e i nuovi materiali contemporanei, dall’acrilico in pittura al metalcrilato in scultura. Nascono nuove sculture che si appropriano in maniera nuova dei volumi e degli spazi circostanti e le sue ormai famose porte ove l’immagine viene assunta, coinvolta e stravolta con giochi ottici ottenuti attraverso lo scolpire la materia tra vuoti e pieni, sono nuovi lavori protagonisti voluti ancora una volta nelle grandi collezioni e nei musei. Nelle sue opere vi è quel valore vitale che può essere assunto dall’osservatore attraverso quella qualità distintiva che i critici ed i filosofi chiamano ancora intuizione estetica. La sua ricerca è nel comprendere l’evolversi della società attraverso le proprie espressioni del quotidiano: la moda, il senso estetico e le priorità del consumismo che oggi, come allora, è forte indicatore sociale. L’essere entro, spesso al

centro dei movimenti culturali internazionali aiuta la sua sensibilità artistica a saper leggere, comprendere e di riflesso saper tradurre in opera d’arte. Di nuovo è protagonista nel e del momento creativo della vita. La vita: credo che il vero tema di tutta la creazione di questo affascinante artista sia proprio il saper leggere, interpretare ed essere protagonista dei momenti culturali che il mondo, nel suo svilupparsi quotidiano, ci regala. Nella prossima estate una sua importante opera verrà posizionata a Portofino e farà parte della collezione del Museo del Parco, Centro Internazionale di Scultura all’Aperto di Portofino. Nelle sue ultime opere si percepisce questa matura certezza di saper vivere con gioia e la tela ci trasmette il saper apprezzare e gioire di questo regalo quotidiano.

Incaico, 1972

Nella foto a sinistra l’opera: “Sentieri Incrociati” del 1996. A destra: “Cortecce” dell’anno 2000

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Tredici date italiane per il principe dei songwriter USA: a Genova il 29 marzo, al Carlo Felice

“L

’Italia è il paese che più mi supporta, da almeno trent’anni. Quando sono qui è sempre un po’ come tornare a casa”. Parole che in bocca a qualsiasi rockstar potrebbero sembrare scontate, magari piacione: non se a dirle è James Taylor, l’epitome del cantautorato confidenziale americano, un artista che del rapporto coi fan

ha fatto la propria bandiera. Per capire quanto questo sia vero basta riandare con la memoria a quel giorno di metà anni Ottanta, a Rio de Janeiro, quando a James Taylor toccò suonare al Rock in Rio – una manifestazione che tra gli altri proponeva artisti non proprio con lo stesso stile del nostro, come Ozzy Osbourne. Taylor, una vita con l’incubo della depressione (da giovane si diplomò nell’ospedale dov’era in cura), veniva da un periodo pessimo: problemi di droga, il divorzio da Carly Simon, due carissimi amici – Dennis Wilson dei Beach Boys e John Belushi – morti da poco. Si era ripromesso, dopo il fiasco annunciato di quel

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Musica internazionale

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Discografia Studio 1968 - James taylor 1970 - Sweet Baby James 1971 - James taylor and the original Flying Machine— registrato 1966–1967 1971 - Mud Slide Slim and the Blue Horizon 1972 - one Man dog 1974 - Walking Man 1975 - Gorilla 1976 - in the Pocket 1977 - Jt 1979 - Flag 1981 - dad Loves His Work 1985 - that’s Why i’m Here 1988 - Never die Young 1991 - New Moon Shine 1997 - Hourglass 2002 - october Road 2004 - A Christmas Album (James taylor) 2006 - At Christmas 2008 - Covers 2009 - other Covers Live 1993 - Live 1994 - (Best Live) 1998 - (Live at the Beacon theater) dvd 2002 - (Pull over) dvd 2007 - one Man Band 2010 - Live at the troubadour con Carole King (Cd+dvd) RACCoLte 1976 - Greatest Hits 2000 - Greatest Hits volume 2 2003 - the Best of James taylor

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concerto, di appendere la chitarra al chiodo. Ma quando duecentocinquantamila persone dimostrarono di conoscere le sue canzoni e lo acclamarono in maniera sorprendente, James Taylor decise di rimettere a posto la sua vita, lasciarsi la droga alle spalle e tornare a calcare il palco con un ritrovato ottimismo. Un viaggio che da allora non si è più fermato e lo porterà questo 29 marzo al Carlo Felice di Genova, per un concerto-evento che promette il tutto esaurito. Speciale da sempre il suo rapporto con l’Italia: tante le sue apparizioni a programmi della Rai e indimenticabile il duetto con Elio e le Storie Tese (che, tra l’altro, lo anticiperanno al Carlo Felice il 13 marzo) in First me, second me. “Mi ha sempre affascinato l’Italia e per anni ho cercato di fare qui un tour nei teatri. Finalmente ci sono riuscito”. Sarà accompagnato da Steve Gadd alla batteria, Jimmy Johnson e Larry Goldings al piano; al seguito anche la moglie Kim Smedvig, direttore delle Pubbliche Relazioni e Marketing della Boston Symphony Orchestra, e i due figli. Il delicato fingerpicking, la voce nasale, sommessa, sognante, i testi intimisti sono gli ingredienti per il successo di questo cantastorie che ha collezionato in carriera cinque Grammy, l’ingresso nella Rock & Roll Hall of Fame nel 2000, quaranta dischi d’oro, dodici milioni di copie con un solo album (il Greatest Hits del 1976). Il primo successo nel 1970 con Fire and rain, seguito nel 1971 da una cover di Carole King (anche sua compagna nella vita per un breve periodo), You’ve got a friend. Una carriera ricca di successi e di collaborazioni eccellenti: il suo primo album solista poté contare sull’apporto di George Harrison e Paul McCartney, e anzi la sua Something in the way she moves divenne il punto di partenza per la celeberrima Something di Harrison. Da sempre impegnato coi Democratici americani, Taylor ha commosso migliaia di persone l’undici settembre scorso a Ground Zero, per i dieci anni dall’attentato alle Torri Gemelle, con una performance acustica di You can close your eyes, pezzo di quarant’anni fa.


Musica internazionale

Prezzi dei biglietti: Poltronissima : € 70.00 + prev. Palco/Poltrona : € 60.00 + prev. Prima Galleria : € 50.00 + prev. Balconata/Seconda Galleria : € 45.00 + prev.

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Amundsen e Falcon Scott: due uomini in gara per la scienza e per l’orgoglio dei propri Paesi. In mostra a Palazzo Ducale fino al 18 marzo Roald Amundsen

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Falcon Scott

’è tempo fino al 18 marzo per visitare Race. Alla conquista del Polo Sud, la mostra a Palazzo Ducale che racconta la sfida tra Amundsen e Falcon Scott per la conquista dell’Antartide. E c’è da dire che il tempo glaciale di febbraio a Genova è stato la cornice ideale per un’affascinante storia di coraggio, scienza e determinazione. Race. Alla conquista del Polo Sud racconta, a distanza di cento anni, una delle avventure più appassionanti nella storia delle esplorazioni antartiche. La mostra si concentra sulle sfide che i due leader, Roald Amundsen per la Norvegia e Robert Falcon Scott per la Gran Bretagna, si trovarono ad affrontare nei 2.900 chilometri che percorsero separatamente per compiere il viaggio di andata e ritorno dai margini della barriera di Ross al Polo Sud. Grazie a ricostruzioni tridimensionali, riproduzioni, oggetti storici e materiale dell’epoca Race. Alla conquista

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Palazzo Ducale

Roald Amundsen in mezzo al ghiaccio del Polo del Polo Sud ricostruisce in maniera vivida la preparazione di Amundsen e Scott per i rispettivi viaggi polari. Alimentazione, resistenza umana, equipaggiamento, logistica e condizioni climatiche estreme tipiche dell’Antartide furono alcuni fra i molti fattori che ciascuna squadra dovette valutare, spesso disponendo di una quantità di informazioni di gran lunga insufficiente a evitare la tragedia e assicurare il trionfo. La mostra porta inoltre l’attenzione sulla moderna ricerca scientifica in Antartide e sul suo potenziale. Fotografie, dipinti e rari manufatti storici sopravvissuti alle spedizioni trasportano i visitatori al centro delle esplorazioni e delle ricerche antartiche degli albori del secolo scorso. Tra gli oggetti più signficativi, abiti ed equipaggiamenti usati da entrambe le squadre durante il viaggio, modelli a grandezza naturale di parte dei campi base e un diorama che ricostruisce l’habitat della più grande specie di pinguini al mondo, il pinguino imperatore. Diverse attività pratiche aiutano i visitatori di tutte le età a comprendere cosa significasse avventurarsi nel posto più freddo della Terra cento anni fa e cosa significhi effettuarvi ricerche scientifiche oggi. I visitatori possono scegliere una carta-personaggio raffigurante un membro di una delle squadre di esplorazione e, seguendo il percorso della mostra, scoprire indizi sulle esperienze vissute durante il viaggio verso il Polo Sud. Servendosi di supporti touchscreen, è possibile visionare fotografie, disegni e documenti relativi alle spedizioni e agli uomini che affiancarono Scott e Amundsen. Roald Amundsen e Robert Falcon Scott volevano entrambi primeggiare, ma avevano due approcci diversi. Scott giocò la carta del progresso scientifico, mentre Amundsen sottolineò l’importanza di raggiungere il Polo per il prestigio internazionale della Norvegia. Nonostante la determinazione e sebbene non fossero nuovi alle spedizioni polari, le condizioni che dovettero affrontare in Antartide si rivelarono difficili persino per loro: quasi ogni giorno dovettero fronteggiare nuovi rischi e preoccupazioni. L’interesse esclusivo di Amundsen era vincere la sfida. La sua squadra antartica era composta soltanto da uomini con le capacità e la preparazione che potevano sostenerlo nel tentativo di realizzare il sogno di arrivare per primo a 90° sud. Non portò con sé né scienziati né giornalisti. Da

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TEMI DELLA MOSTRA 1. Introduzione Al Polo Sud la temperatura media annuale è -49 °C, un ambiente così ostile che un piccolo passo falso può comportare un disastro. Un secolo fa il margine di sicurezza era ancora minore. 2. Le prime ipotesi e i primi avvistamenti Fin dall’inizio dell’epoca greca si parlava dell’esistenza di un continente australe, forse abitabile o forse una terra inospitale e desolata. Duecentocinquanta anni fa gli uomini iniziarono ad affrontare le acque più burrascose del mondo per verificarlo di persona. 3. Inizia la corsa Affascinato dalle esplorazioni antartiche, il popolo britannico chiese a gran voce che l’ufficiale della marina Robert Falcon Scott si imbarcasse alla conquista della frontiera finale: il Polo Sud. Contemporaneamente, ma in segreto, il veterano delle esplorazioni artiche Roald Amundsen decise di realizzare l’impresa per la sua terra natia, la Norvegia. 4. Due squadre, un obiettivo Nel gennaio 1911 le due squadre eressero due campi base molto diversi ai margini opposti della barriera di Ross. Lì passarono dieci mesi, quattro dei quali al buio completo, e pianificarono il proprio viaggio verso il polo. 5. Verso il polo! L’estate australe (da dicembre a marzo), con le sue lunghe giornate e temperature di gran lunga più elevate, era l’unica finestra temporale in cui poter compiere l’estenuante viaggio di andata e ritorno di 2.900 chilometri. Gli esploratori sapevano che ogni ora sarebbe stata importante. 6. Di ritorno dal polo Dopo aver raggiunto il Polo il 14 dicembre 1911, la squadra norvegese si affrettò a tornare al campo base. L’altra, invece, impiegò un intero mese in più a raggiungere l’obiettivo. Esausti e affamati, gli uomini di Scott stavano ancora avanzando a fatica sulla via del ritorno quando la luce iniziò a smorzarsi e il freddo si fece pungente. 7. L’Antartide oggi Quarantotto nazioni hanno sottoscritto il Trattato Antartico, acconsentendo all’utilizzo del continente per indagini scientifiche a scopo pacifico. Gli unici occupanti a lungo termine, 4.000 in estate e 1.000 in inverno, sono ricercatori, studenti e lo staff di supporto.

attento pianificatore quale era, si rese conto che soltanto una corretta stima dei rischi da affrontare che lasciasse poco al caso avrebbe potuto garantire il successo. Anche Scott pianificò attentamente la propria spedizione polare, ma non lasciò margini di sicurezza sufficientemente ampi nelle aree critiche e, in generale, il suo approccio fu molto diverso. Nella speranza che la sua spedizione potesse rappresentare un trionfo dell’esplorazione, ma soprattutto un’espansione della conoscenza, il capitano inglese invitò alcuni scienziati a unirsi a lui: le osservazioni e i reperti raccolti durante la spedizione Terra Nova andarono a formare la base per la stesura di un’ampia quantità di opere scientifiche consultate ancora oggi. La mostra Race to the End of the Earth è organizzata dall’American Museum of Natural History, New York, in collaborazione con Musée des Confluences, Lyon (France), Royal BC Museum, Victoria, British Columbia, (Canada). Con il generoso supporto di Eileen P. Bernard Exhibition Fund, Marshall P. and Rachael Levine, Drs. Harlan B. and Natasha Levine, Government of the United Kingdom, National Science Foundation (Grant No. ANT 0636639). La versione italiana di Race. Alla conquista del Polo Sud è prodotta da Codice. Idee per la Cultura, con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Acquario di Genova, Costa Edutainment, Festival della Scienza, in collaborazione con Museo Nazionale dell’Antartide, Università di Genova, CNR, National Geographic Italia.

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Palazzo Ducale I

Scopri l’AntArtide Due masse continentali In realtà l’Antartide è composto da due regioni continentali distinte. L’Antartide orientale è costituito da uno “scudo”, una cupola formata da rocce molto antiche, mentre l’Antartide occidentale, geologicamente più giovane, si è formato in parte grazie allo stesso processo orogenetico che ha determinato la formazione delle Ande. Picchi elevati e valli profonde Con grande stupore, cinquant’anni fa gli scienziati scoprirono i monti Gamburtsev, una catena montuosa completamente sommersa dai ghiacci. Ora nuove immagini rivelano anche la presenza di profonde valli, in un paesaggio che alcuni paragonano a quello delle Alpi. Un vasto altopiano Composto interamente da ghiaccio, il plateau antartico è situato a 4.000 metri sul livello del mare e ricopre tutto l’Antartide orientale. I laghi subglaciali Sotto lo strato di ghiaccio polare è stata scoperta una rete di laghi, grandi e piccoli, collegati tra loro. Il più grande, il lago Vostok, è rimasto sigillato per milioni di anni. Qui gli scienziati vorrebbero raccogliere dei campioni, ma temono una contaminazione. I venti catabatici Questo fenomeno si verifica quando sul plateau polare si accumula aria densa e gelida che tende poi a scendere verso il basso, acquistando velocità man mano che scivola verso la costa, come una “valanga”. La banchisa In autunno e in inverno la quantità di luce solare che illumina l’Antartide diminuisce determinando il raffreddamento dell’oceano circostante e favorendo la formazione di uno strato di ghiaccio marino, la banchisa. In primavera, con il ritorno del sole, la banchisa inizia a ritirarsi. Una corrente oceanica potente La corrente oceanica che circonda l’Antartide è la più potente del pianeta. Sospinto da forti venti occidentali, questo vorticoso fiume di acqua fredda si estende per oltre 20.000 chilometri attorno al continente come un fossato, e l’ha isolato per circa 30 milioni di anni. Le piattaforme di ghiaccio Le piattaforme di ghiaccio sono spesse masse di ghiaccio galleggianti che si formano quando la calotta glaciale scivola verso l’esterno a causa del suo stesso peso. Questi giganti di ghiaccio frenano i flussi glaciali diretti verso il mare. Con l’aumento della temperatura globale, però, pare che, rispetto al passato, nelle piattaforme della penisola antartica si verifichino crolli più frequenti. La loro scomparsa potrebbe accelerare l’innalzamento dei mari.

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Palazzo Ducale

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rovate ad immaginare di volare con lo sguardo sopra la parte più incantevole di Genova. Tra la città vecchia e l’Expò, con i suoi moli riportati all’antico splendore ed il Bigo assunto a nuovo simbolo della trasformazione “post Colombiane”. Ed ancora la Basilica di Carignano che pare disegnata con le sue cupole sulla collina, il promontorio di Portofino in tutta la sua naturale bellezza al sorgere del sole. Provate ad immaginare di essere in uno di quei luoghi accessibili a pochi dal quale osservare tutto questo: un luogo esclusivo dove high tech e design coniugano il piacere di abitare in sintonia con la natura, a emissioni zero nell’ambiente, e ad elevato risparmio energetico. Finalmente tutto questo diventerà realtà.

Si avvia alla conclusione il nuovo complesso residenziale TORRI FARO che ridisegna lo skyline genovese. Abitazioni di alta qualità costruttiva, ad elevato risparmio energetico e con un panorama unico

Fervono i preparativi per completare, entro la prossima estate, la realizzazione di Torri Faro dalle quali poter vivere in presa diretta emozioni uniche seduti comodamente sul divano di casa vostra. Dopo tre anni di intensa ed accurata lavorazione, inizieranno a calare i veli che fino ad oggi hanno celato in parte il fascino di una costruzione avveniristica e suscitato la curiosità di genovesi e “foresti”. Dal sogno alla realtà il passo è breve. Benessere, qualità costruttiva e tecnologia costituiscono gli ingredienti fondamentali di Torri Faro. La scelta dei materiali, la cura dei particolari all’interno di Torri Faro consentono di realizzare unità residenziali per qualunque esigenza: dall’investitore all’acquirente della sua “prima casa”, dal single alla famiglia numerosa, e per tutti coloro che hanno l’ambizione di realizzare un acquisto importante: abitare nella casa del futuro.

Promontorio di San Benigno: tra sogno e realtA’à 20 Torri faro marzo 2012 (2).indd 20

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In Genova Promotion La trasformazione operata nel lembo di terra, che una volta vedeva scendere dalla collina verso il Porto il Promontorio roccioso, inizia a delineare cambiamenti epocali che vedranno i prossimi anni testimoni della riqualificazione urbanistica e sociale di quest’area così strategica per la città. L’iniziativa Torri Faro con le sue avveniristiche residenze, oltre agli interventi di ridestinazione previsti nelle aree confinanti a levante e a ponente, tracceranno una linea di demarcazione netta con il passato, cambiamento inarrestabile e foriero di benefici: “nulla sarà più come prima” a San Benigno.

TORRI FARO È UN’INIZIATIVA AEDILITIA S.P.A. UNA SOCIETÀ LAMARO GROUP E UNIECO SOC. COOP. Lamaro Group Attivo nel settore delle costruzioni fin dal 1920, realizza e gestisce importanti operazioni immobiliari su scala nazionale, europea ed internazionale. Edilizia residenziale, commerciale e alberghiera rappresentano il core business del gruppo, giunto oggi alla terza generazione di imprenditori. www.lamaro.com Unieco Soc. Coop. Tra i dieci più accreditati General Contractor italiani, forte di una storia ultracentenaria nel mondo delle costruzioni. Le divisioni Laterizi, Ferroviario e Ambiente hanno consolidato importanti strategie operative sul mercato, che generano valore e assicurano l’accesso ad aree di affari diversificate. www.unieco.it UFFICIO VENDITE: Sintesis www.sintesisgenova.com FINANZIAMENTI: Gruppo Banca Carige www.carige.it

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Incontro con il Sindaco della città del savonese. Dalla destagionalizzazione a una città più vivibile di Diana Bacchiaz

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n sindaco giovane e dinamico, a capo di una lista civica sostenuta dalla sinistra ma non solo. Il primo cittadino di Alassio ha viso sorridente e modi cordiali: parla con i cittadini, tutti lo fermano e lui non si nega. Questo sembra il segreto di Roberto Avogadro, che ha inaspettatamente sbaragliato tutta la destra. A maggio “A come Alassio” ha vinto ad Alassio. Com’è la sua lista? La mia è una lista molto eterogenea ma unita: un membro del Pd, un assessore della passata amministrazione Pdl, un altro consigliere uscente del Pdl, ora assessore al turismo, io che fino a qualche mese fa ero nella Lega Nord e molte persone prese dalla società civile. Una lista eterogenea e combattiva che ha messo ko Pdl e Lega Nord. Quali sono i suoi programmi per Alassio? Occorre rendere la città più vivibile per i nostri cittadini e di conseguenza per i nostri numerosi turisti. Quando dico “vivibile” intendo contrastare l’invadenza delle automobili e parlare di nuovi parcheggi, con l’obbiettivo di eliminare dalle nostre belle strade tutte queste auto incrementando l’uso delle biciclette. Urge una pista ciclabile, un sistema di bike sharing e di biciclette elettriche. Il secondo obbiettivo è la destagionalizzazione della città e la valorizzazione del comprensorio, cioè Garlenda col suo famoso golf, Albenga con il centro storico, Villanova borgo medievale con l’aeroporto e l’ippodromo: farli partecipi di un programma comprensoriale e farli vivere tutto l’anno. Abbiamo anche qui attorno tre belle frazioni sulla collina – Solva, Moglio, Caso –che devono poter usufruire del richiamo turistico della costa e diversificare la proposta. Il comprensorio è assolutamente una priorità. Cosa propone per tutto l’anno? Abbiamo studiato un programma per ogni mese dell’anno. Per esempio marzo mese dello sport, della vela, della bicicletta; april mese del turismo congressuale; maggio

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Protagonisti della politica mese della donna; giugno mese del turismo dedicato all’Inghilterra, che ha da sempre un grande rapporto con Alassio, vedasi la Library e la chiesa anglicana: l’obiettivo è far rivivere la cultura inglese con manifestazioni e rivisitazione di tradizioni e costumi, dal tè al whisky, un club inglese, film e autori inglesi e così via. Luglio sarà dedicato a un grande vento estivo balneare con una mostra di livello nazionale o internazionale; agosto mese della bellezza con il nostro concorso Miss Muretto, il concorso di bellezza più longevo e blasonato in Italia dopo Miss Italia. Nel 2012 poi abbineremo il concorso di bellezza con le celebrazioni per il suo ideatore, l’artista Mario Berrino, ad un anno dalla scomparsa. Settembre sarà il mese della cultura: con il nostro premio letterario “Un autore per L’Europa”, nato nel 1997. Quest’anno la vincitrice è stata Marta Morazzoni con La nota segreta. La particolarità di questo premio è che la giuria è composta da italianisti giunti da tutta Europa, il meglio che si possa avere proveniente dalle Accademie ed Università. Vi è anche un premio dedicato agli editori che si sono distinti sul mercato europeo. Quest’anno ha vinto Hoepli. C’è infine un altro premio per la diffusione culturale che quest’anno è andato a Giovanni Minoli. E la musica? Abbiamo un’importante collaborazione con l’orchestra sinfonica di Sanremo: d’estate concerti all’aperto, e d’inverno al palazzetto dello Sport con il nostro tradizionale concerto di Natale. Con loro collaboriamo anche per la diffusione della musica nelle scuole e per la conoscenza degli strumenti musicali, a cominciare dalla loro realizzazione. Proseguendo, ottobre sarà il mese della gastronomia, perché al buon cibo nessuno rinuncia, con le belle cene nei tanti ottimi ristoranti locali e poi i prodotti tipici, olio, pesto, baci di Alassio nei mercatini e le degustazioni. Nella collina retrostante si può arrivare a 1400 metri sul livello del mare in breve tempo. Come pensate di sfruttare queste alture? La collina è una nostra grande risorsa, la cornice ideale del nostro mare, una palestra all’aperto per 365 giorni all’anno dove praticare running, mountain bike, soft air, parapendio, escursionismo... e poi a meno di un’ora c’è Monesi con le sue piste innevate: sciare guardando il mare non ha prezzo!

Chi è RobeRto AvogAdRo Roberto Avogadro nato ad Alassio il 14 Settembre 1954, politico e amministratore. Laureato in lettere con una tesi sui monaci benedettini dell’isola Gallinara. Sposato e con una figlia. Insegnante di Italiano, Storia e Geografia nelle Medie. Ha aderito alla Lega Nord nel 1991. Nel 1993 è stato eletto sindaco di Alassio e riconfermato nel 1997, mandato terminato nel 2001. Senatore della Repubblica dal 1996 al 2001 eletto con la Lega Nord. Giornalista sportivo nel settore motociclistico. Nel maggio 2011 è stato rieletto sindaco di Alassio alla guida di una lista civica appoggiata dal PD.

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Inaugurato il 2012 giudiziario testo e foto di Anna Proverbio

Nella foto qui sotto il Dott. Soave, Presidente C.T.R. con i Presidenti della Commissione Tributaria Provinciale Liguria. Nella pagina accanto, in alto: in primo piano il Prof. Gianni Marongiu. A metà pagina l’Avv. Romanelli e il Dott. Bonetto. Nella foto in basso: l’Avv. Marinella Baldi e il Dott. Gaetano Santamaria.

Palazzo San Giorgio ha ospitato l’inaugurazione del nuovo anno giudiziario. La relazione del Presidente della Commissione Tributaria Giovanni Soave ha aperto l’evento

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l 3 Febbraio, a Palazzo San Giorgio, si è riunita l’assemblea plenaria per l’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario 2012. La nevicata del primo febbraio fortunatamente aveva lasciato poche tracce, ma un vento gelido di tramontana scendeva dai monti verso il Porto antico, facendo vibrare il portone di cristallo dell’antico palazzo. Le balaustre di marmo bianco erano adornate da bellissime composizioni di azalee bianche e rosse contornate da foglie verdi, in ricordo dell’anniversario del Risorgimento. Negli stessi colori le corbeilles che adornavano il tavolo della presidenza, creando un gradevole contrasto cromatico con il salone rivestito di marmo candido. Le giovani hostess in divisa blu, sollecite e gentili, accoglievano con garbo i

numerosi illustri ospiti e le autorità. Il dottor Giovanni Soave, Presidente della Commissione Tributaria Regionale della Liguria, ha preso per primo la parola sottolineando come già lo scorso anno, durante la cerimonia inaugurale, egli avesse sottolineato il profilarsi di ”nubi scure e minacciose” che annunciavano una preoccupante situazione finanziaria, rapidamente trasformatesi in crisi generale economica, che non ha conosciuto i confini di stati e continenti diffondendosi con differenti modalità in varie parti del mondo. Il nostro paese come altri stati europei ha sofferto in modo particolare gli effetti pesanti di questo fenomeno che ha assunto contorni sociali assai preoccupanti, specie per quanto riguarda il mercato del lavoro e l’occupazione

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Eventi non solo giovanile. Riguardo alle Commissioni Tributarie, il dottor Soave ha sottolineato il significativo risveglio di un’autentica lotta all’evasione fiscale, principio cardine del nostro ordinamento costituzionale. Ha inoltre ribadito che le Commissioni Tributarie, quali organi giudiziari deputati alla soluzione delle controversie riguardanti i tributi di ogni genere e specie, comunque denominati, si inseriscono, ex professo, nel delineato e complesso rapporto contribuente e Fisco (inteso quest’ultimo nella totalità degli Enti impositori ed accertativi) e come le suddette commissioni non rappresentino direttamente uno strumento di lotta all’evasione fiscale, ma sicuramente costituiscano nella confluenza delle sinergie istituzionali un pilastro fondamentale del sistema fiscale nel suo complesso e, prima ancora, dello Stato di diritto. Il dottor Soave ha poi sottolineato come l’esperienza quotidiana consenta di osservare, con una certa frequenza, casi in cui il contribuente è vittima di un sistema fiscale oppressivo ed eccessivo, talvolta vessatorio e persecutorio in relazione anche a semplici irregolarità o situazioni equivoche determinatesi in buona fede. Ma assai più spesso si riscontra la notevole difficoltà dei soggetti accertatori a determinare i redditi di un contribuente, sia esso persona fisica o giuridica, in un contesto di dichiarazioni non di rado decisamente infedeli, con occultamento di ricavi e cespiti patrimoniali, falsificazioni di elementi qualificanti, che dovrebbero risultare veracemente nei bilanci. Per quel che riguarda gli studi di settore, il dott. Soave ha rilevato come tali strumenti costituiscano un’arma a doppio taglio: da un lato infatti impongono non di rado ai lavoratori autonomi coefficienti e presunzioni di reddito incompatibili con la effettività reddituale, che comportano dapprima pesanti difficoltà di gestione per poi condurre, in taluni casi, alla chiusura dell’esercizio e dell’attività. D’altro lato però, in una percentuale di casi tutt’altro che trascurabile per effetto di un soggettivo quanto insidioso appiattimento, essi finiscono per rappresentare uno scudo od un paravento dietro cui si nascondono importi reddituali assi più consistenti di quelli presunti, e non sempre l’Amministrazione finanziaria è pronta a cogliere segnali di gravi incongruenze che dovrebbero poi condurre ad opportuni accertamenti induttivi. Il relatore ha quindi sottolineato come non si debba dimenticare che nessuna crisi finanziaria può essere facilmente superata, se non si agisce contemporaneamente sul fronte dello sviluppo economico in prospettiva di inversione della tendenza alla

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EvEnti recessione. Per finire il dott. Soave ha rilevato come tra le novità più significative introdotte nel luglio scorso, si debba citare la facoltà di definizione agevolata delle controversie di valore non superiore a 20.000 euro, ossia circa la metà dei ricorsi pendenti avanti le commissioni tributarie. La domanda di definizione dovrà essere presentata entro il 31 marzo prossimo ed i procedimenti di queste disposizioni resteranno sospesi ex lege sino al 30 giugno 2012. L’effetto di questo provvedimento, che, al di là della terminologia usata è sostanzialmente un condono, sarà senza dubbio positivo sotto il profilo della deflazione del contenzioso e porterà velocemente alle casse dello stato una somma stimata di 150 milioni di euro. Terminata la sua esaustiva relazione il Presidente della commissione Tributaria Regionale della Liguria ha ufficialmente aperto l’anno giudiziario tributario 2012. Altri interventi degli addetti ai lavori, tutti significativi ed approfonditi si sono susseguiti nell’arco mattinata che si è conclusa all’ora di pranzo.

Nella pagina accanto, da sinistra: l’Avv. Stefano Betti e il Presidente degli Artigiani Cino Negri. Accanto: il Principe Castelbarco.

In questa pagina dalla’alto: l’Ing. Davide Viziano e il Dott. Monica Puttini. Sotto: l’Avvocato Sara Armella.

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La tragedia

degli amanti immortali Prosegue la stagione Lirica e di Balletto del Teatro Carlo Felice di Genova: il 22 marzo debutta il “Romeo e Giulietta” di Sergej Prokof’ev, spettacolo in due atti, il cui libretto di J. Grigorovic è tratto dalla celebre tragedia omonima di W. Shakespeare di Daniela Masella

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nnumerevoli infatti sono i tributi dedicati a Romeo e Giulietta, composti in vari ambiti artistici, come il poema sinfonico di Cajkovskij, l’opera di Bellini, il notissimo musical West Side Story e, tra i tributi cinematogra ci, quelli diretti da Ze relli e Luhrmann. La vicenda dei due protagonisti ha assunto nel tempo un forte valore simbolico, diventando l’emblema dell’amore perfetto ma avversato dalla ragion di stato. Prokof’ev, su richiesta speci ca, doveva realizzare un lavoro estremamente popolare e scelse allora di misurarsi con la splendida tradizione di Cajkovskij, dove la musica era più spoglia ma al tempo stesso trasparente e di grande impatto emozionale. Pose il centro dell’azione sull’amore tra Giulietta e Romeo, dando un motivo di fondo che sottolineasse il senso di mestizia e predestinazione della loro tragedia nale. Con profondo senso lirico il compositore ha saputo con gurare ed esaltare perfettamente i tratti principali dei suoi protagonisti: il candore di Giulietta, l’ardore di Romeo, l’allegria di Mercuzio la cui morte non manca di commuovere, mentre fa trattenere il ato la saggia tenerezza di Lorenzo, l’orgoglio sordo dei Montecchi e dei Capuleti e la sinistra per dia di Tebaldo. La festa rinascimentale, i duelli

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Balletto al Carlo felice di carattere diverso ed incisivo, la splendida musica che accompagna la morte di Giulietta, la cui ne si voleva evitare per non rattristare troppo il pubblico, sono tutti elementi in cui sta la grandezza e l’intuizione del lavoro di Prokof’ev. Egli riesce ad accompagnare i suoi eroi al passaggio nale, senza far sentire sempre il peso del destino che incombe su di loro, lasciando il fruitore libero di sognare un futuro diverso e non così disperato. Pochi balletti possono vantare il numero di coreogra e che sono state create sulla musica che Sergej Prokof’ev ha

InformazIonI utIlI: BIGLIETTERIE TEATRO CARLO FELICE Tel.: (+39) 010 589329; 010 591697, fax: (+39) 010 5381.335 e-mail: biglietteria@carlofelice.it Gruppi: (+39) 010 5381.305 e-mail: gruppi@carlofelice.it ORARIO Biglietteria diurna (Largo Pertini) Dal martedì al venerdì dalle ore 13.00 alle ore 17.00 Sabato dalle ore 11.00 alle ore 16.00 Domeniche di spettacolo pomeridiano dalle ore 13.30 alle ore 16.00 Biglietteria serale (Galleria Cardinale Siri) Spettacoli serali un’ora prima dell’inizio Domeniche di spettacolo serale dalle ore 18.00 alle ore 21.00

Giulietta, N. Balachnicova

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Nella foto a piè pagina Ermolenko, uno splendido Tebaldo

composto tra l’estate 1935 e il 30 dicembre 1938, quando andò in scena per la prima volta il Romeo e Giulietta a Brno con la coreogra a di Vanja Psota, presto sostituita l’11 gennaio 1940 da quella di Leonid Lavronskij al Kirov di Leningrado e restata a lungo nel repertorio del Bol’šoj di Mosca. La compagnia del Balletto del Cremlino porterà in scena lo spettacolo dal 22 al 28 marzo, la coreogra a è di Jurij Grigorovic, le scene sono di Simon Virsaladze ed in ne gli assistenti alla coreogra a sono Natalija Bessmertnova e Valerij Ryžov.

Il Balletto del CremlIno Il Balletto del Cremlino è stato fondato nel 1990 dal coreografo russo Andrej Petrov. Sul Palcoscenico del Teatro situato nel Palazzo di Stato del Cremlino di Mosca gli spettacoli sono presenti da oltre venti anni. Il credo artistico di questa compagnia prevede il rispetto delle tradizioni classiche dell’Arte del Balletto Russo e allo stesso tempo la creazione di coreogra e originali basate sulla produzione letteraria classica. Il repertorio del Balletto del Cremlino include sia balletti rmati dai grandi maestri del passato, come . Petipa, A. Gorskij, L. Ivanov, sia da coreogra moderni, quali Jurij Grigorovic, Vladimir Vasil’ev, Andrej Petrov. Il coreografo principale del Balletto del Cremlino, Andrej Petrov ha messo in scena balletti originali quali «Ruslan e Ljudmila» su musica di M. Glinka, «Sinfonia Fantastica» di H. Berlioz, «Figaro» su musica di G. Rossini e di W.A.Mozart, «La Fanciulla di neve» su musica di P. I. Cajkovskij, «Le Mille e una notte» di Fikret Amirov, e ha inoltre curato gli allestimenti di balletti dell’eredità classica: «Lo Schiaccianoci», «Il Lago dei Cigni», «Coppelia», «Giselle», «La Bella Addormentata», «Esmeralda».

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Balletto al Carlo felice

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IN GENOv ENOvA ENOv vA Promotion

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L’

evoluzione estetica degli anni ‘80 ci ha insegnato che non è sempre necessario accontentarsi del proprio aspetto fisico. Negli ultimi anni ha riscosso un forte successo un metodo cosmetico denominato “Trucco semi-permanente”, attraverso il quale dei pigmenti micronizzati e sterili vengono posizionati nel derma. Il risultato è un trucco naturale che non ha un effetto “finto” e può essere usato per abbellire, perfezionare e/o correggere sopracciglia, occhi e labbra; il vantaggio del trattamento è quello di avere un trucco che non viene via con l’acqua, non sbava e rimane perfetto in ogni occasione. Questo trattamento deve essere eseguito da tecniche esperte che abbiano competenza nel campo del trucco e della cosmetologia; in quanto operatrice di micropigmentazione e master-degree nel settore estetico da oltre vent’anni, consiglio alle clienti un’attenta scelta i merito all’operatore, che deve avere requisiti ben specifici. In primo luogo è importante visionare lavori già svolti da quell’operatore su altre clienti, l’ambiente in cui sono stati svolti (igiene, sterilizzazione e impiego di materiale monouso), gli attestati di frequenza di corsi professionali legalmente riconosciuti, compilzione di una scheda informativa che dia perfettamente indicazioni e controindicazioni, prevenzione e cura pre-post trucco ed infine, visionare anticipatamente l’effetto definitivo che si avrà a lavoro ultimato attraverso una “prova”. I servizi più richiesti sono: - contorno labbra: con questo trattamento vengono corrette le assimmetrie in modo da restituire una maggiore definizione e carnosità alle labbra ed, eventualmente cambiandone anche la forma (correzione labbro leporino, cicatrici etc..). Il colore viene scelto in base ai colori della cliente e può essere fatto tono su tono o effetto matita. - definizione occhi: questo trattamento può essere svolto in forma di eye-liner o infracigliare per un effetto naturale e riempitivo delle ciglia, per mettere in evidenza la forma dell’occhio e, anche in questo caso, per correggere eventuali assimmetrie. E’ una valida alternative per tutte quelle clienti che sono allerg iche al make up o che non possono truccarsi o non sanno farlo correttamente. - definizione sopracciglia: può essere usato da tutte quelle donne che nella loro quotidianità utilizzano una matita per definire, dare forma o infoltire le sopracciglia o, nei casi di

alopecia. Se ben disegnate, diventano una cornice perfetta per il viso, rendendolo più espressivo e, aprono lo sguardo donando un effett o lifting naturale. Importante è sempre chiedere un preventivo ed il prezzo si aggira dai 350 euro ai 500 euro a zona per un lavoro nuovo e tra i 150 euro e i 250 euro per i ritocchi annuali. Per eseguire un buon lavoro sono necessarie due sedute di circa un ora caduna a distanza di un mese circa l’una dall’altra; il trattamento non è invasivo ne doloroso. Il risultato immediato al termine della seduta può risultare subito molto marcato ma il pigmento successivamente si stabilizza e scarica nell’arco di una settimana e si fissa nelle tre settimane successive; di conseguenza l’effetto desiderato sarà visibile dopo un mese. Le operatrici specializzate le settore eseguono anche lavori su cicatrici e di ricostruzione dell’areola mammaria; questi lavori sono a metà strada tra il tatuaggio ed il trucco semipermanente in quanto vanno più in profondità e sono molto artistici tanto che i tecnici vengono chiamati “madonnari”. Il costo varia dai 500 euro ai 1000 euro e possono essere eseguite delle prove. Ci sarebbe ancora molto altro da dire ma per questo vi rimando a contattarci e a visitare i nostri centri specializzati.

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Il modellamento del naso:

la rinoplastica La rinoplastica ridefinisce il profilo, cambia l’angolatura e rimodella la punta del naso

Questo aiuterà il chirurgo a capire le sue aspettative e valutare se sono realizzabili. Il paziente dovrà fornire informazioni sul suo trascorso medico, sui medicinali che prende abitualmente e su eventuali difficoltà respiratorie attraverso le narici. È necessaria una visita approfondita dei tessuti interni del naso. Saranno accuratamente studiati la qualità della pelle e la grandezza e la forma del naso in relazione con gli altri lineamenti. In certi casi, può rendersi necessario abbinare una mentoplastica per bilanciare meglio il profilo del viso.

Costi dell’intervento

Durante la visita sarà fatta un preventivo personalizzato in relazione al caso specifico. Il costo comprensivo di tutte le voci di spesa varia a seconda del tipo d’intervento.

Come si esegue la rinoplastica

Q

uando si è un buon candidato per un intervento di rinoplastica? Quando si presenta una o più delle seguenti caratteristiche: • Il naso è troppo largo • Gobba sul naso (visibile di profilo) • Naso troppo grande (visto frontalmente) • Punta del naso che scende o s’incurva • Punta del naso troppo stretta o troppo larga • Narici eccessivamente larghe • Naso asimmetrico a causa di un trauma

Avvertenze e suggerimenti

È raccomandabile l’età minima di 14 o 15 anni per sottoporsi all’intervento, per i giovani di sesso maschile qualche anno in più: questo perché il naso può non essere completamente sviluppato. Se il paziente è adolescente il chirurgo vorrà essere certo che la decisione non sia stata influenzata da parenti o amici ma che questo sia il suo reale desiderio. Oltre all’accertamento del buono stato di salute, non servono altri requisiti per sottoporsi alla rinoplastica, che può essere abbinata ad altri interventi di chirurgia estetica. A volte i problemi respiratori possono essere corretti con la settoplastica. Il chirurgo aiuterà il paziente a capire se è utile anche il modellamento dell’aspetto esteriore del naso o viceversa se, oltre al rimodellamento del naso, sia utile anche una settoplastica. È importante che il paziente sappia esattamente come vuole il suo naso ed anche che non si possono fare miracoli. Persone già adulte o in ogni caso mature che si sottopongono alla rinoplastica rimangono sempre molto soddisfatte dai risultati.

Visita personalizzata

Durante la visita specialistica, verrà chiesto al paziente di indicare esattamente le parti del viso che vuole rimodellare.

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A causa di fattori specifici, le indicazioni trans- e postoperatorie così come i risultati qui descritti possono essere diversi. I cambiamenti che possono essere operati sono l’aumento o la diminuzione del profilo del naso, la riduzione in grandezza o larghezza, il restringimento delle narici, il cambiamento dell’angolatura tra naso e labbro superiore o il rimodellamento della punta. Le tecniche adottate variano a seconda degli obiettivi prefissati. Tutte le incisioni sono fatte all’interno del naso e di conseguenza non sono visibili. Si interviene sulle cartilagini e sulle ossa che formano la struttura del naso. Per permettere di rimodellare il naso, deve essere modificata a volte la posizione di certe ossa. Se è necessario ingrandire il naso si usa cartilagine propria. La pelle ed i tessuti morbidi si rimodellano sulla nuova struttura grazie alla loro elasticità.

Comprendere i rischi

Ogni anno migliaia di persone si sottopongono alla rinoplastica ottenendo ottimi risultati. Fortunatamente, problemi rilevanti legati ad un intervento di rinoplastica si verificano di rado. Chiunque prenda in considerazione il fatto di sottoporsi ad un intervento chirurgico deve essere a conoscenza dei benefici e dei rischi che ne derivano. L’argomento rischi e possibili complicazioni è soggettivo e viene discusso personalmente durante la visita. Grazie alle nuove tecnologie chirurgiche, anestesiologiche e di monitoraggio, molte delle possibili complicanze come infezioni, reazioni all’anestesia, problemi di coagulazioni, ecc. sono praticamente eliminate. Dopo una rinoplastica è possibile avere macchie sulla pelle ma questo è del tutto normale. A volte possono risultare necessari alcuni ritocchi per migliorare i risultati. Il paziente potrà contribuire alla riduzione dei rischi seguendo le istruzioni pre e postoperatorie fornite dal chirurgo.

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In GEnOVA Promotion AccOrGImEntI PrE-OPErAtOrI

Se il paziente fuma, gli verrà chiesto di smettere o di ridurre nettamente il consumo di sigarette per un breve periodo prima e dopo l’intervento. Non potrà prendere né aspirine né medicine antinfiammatorie poiché queste possono causare un aumento nella pressione sanguigna. Si provvederà a dare ulteriori informazioni circa le precauzioni da seguire per il periodo immediatamente prima e dopo l’intervento. Il paziente avrà bisogno di essere accompagnato/a da una persona che la riporti a casa dopo l’intervento e che lo assista la prima notte in caso di necessità.

l’EsPErIEnzA chIrurGIcA

Il nostro centro, nella persona del Dottor Ladisi Massimo e del suo staff, ha come obiettivo quello di rendere il giorno dell’intervento il più piacevole possibile e soprattutto farà in modo che il paziente possa sentirsi a suo completo agio.

lE fAsI dEll’IntErVEntO

L’intervento sarà effettuato in day-hospital. Le prime medicazioni, per comodità del paziente, varranno somministrate durante l’intervento. L’anestesia utilizzata per questo intervento è locale o perdurale accompagnata da sedazione. Verranno usate sostanze vasocostrittrici per ridurre al minimo la perdita di sangue durante l’intervento. Per garantire la massima sicurezza alcuni monitors sotto la costante supervisione di un anestesista qualificato terranno costantemente sotto controllo nel corso dell’intervento la pressione sanguigna, il battito cardiaco e l’ossigeno presente nel sangue. Al termine dell’intervento il paziente riposerà in una zona attrezzata per questo servizio. Potrà avvertire lievi disagi facilmente eliminabili con le medicine prescritte per la degenza a casa. Secondo la tecnica usata, sarà posizionata sul naso una mascherina rigida, al fine di mantenere immobili i tessuti finché gli stessi non si saranno cicatrizzati e stabilizzati. La maschera proteggerà, durante il sonno, il naso da eventuali urti. In certi casi il naso sarà bendato con una fascia posizionata triangolarmente per coprirne la punta. Al paziente verranno applicati tamponi nelle narici. Gli stessi verranno tolti già dopo 24 ore. Ritornerà a casa dopo alcune ore.

lungo periodo uno schermo totale per il naso. Non sarà possibile utilizzare gli occhiali per alcuni mesi.

I rIsultAtI

L’obiettivo della rinoplastica è di dare armonia ai tratti del viso. Considerando la graduale guarigione, si dovrà aspettare fino ad un anno per vedere l’aspetto definitivo del naso rimodellato, mentre già dopo poche settimane si potrà sfoggiare il nuovo profilo. A volte è necessario un ritocco che è un intervento meno esteso ma che richiede comunque l’anestesia e la sala operatoria.

mAntErE un rAPPOrtO cOl chIrurGO

Si ritornerà dal chirurgo per le medicazioni ed i controlli ad interventi regolari per verificare il decorso di guarigione. Una volta terminati i controlli di routine che seguono l’intervento sarà bene seguire il suggerimento del chirurgo e venire di tanto in tanto per un controllo o per discutere i risultati ottenuti. Il rapporto con il chirurgo non finisce in sala operatoria: se avete domande o dubbi contattato anche dopo l’intervento.

dAy surGEry

Anestesia: locale + sedazione Cicatrici : invisibili perché all’ interno del naso Durata intervento: 30 minuti Ricovero day hospital: 6 ore Medicazioni: 3 (1g, 8g, 14g) Ritorno al sociale : 14gg Non esporsi al sole fino al completo riassorbimento delle ecchimosi. Non usare occhiali senza il nostro consenso. Le terapie laser ogni 15 gg sono consigliate per facilitare la guarigione. Massaggi drenanti sono prescritti nel post-operatorio. Autodigitopressione sul naso tutte le sere per 10 minuti dopo l’ultima medicazione.

lAsEr

L’ utilizzo di questo prezioso strumento in ambito chirurgico e terapeutico riduce il trauma dell’atto chirurgico, accorcia i tempi di guarigione e migliora la qualità delle cicatrici.

Il POst-OPErAtOrIO

È importante considerare che i tempi di guarigione sono molto soggettivi. I primi giorni dopo l’intervento dovrà ridurre le attività e dormire con la testa sollevata. Questo aiuterà a non stimolare il gonfiore e ridurrà il rischio d’emorragie, che è in ogni caso molto raro. Si ricordi di non prendere aspirine ed antinfiammatori. Si possono formare ecchimosi sulle guance ed intorno agli occhi nei primi tre giorni. Il paziente potrà truccarsi pochi giorni dopo l’intervento. Il gonfiore del naso rimarrà per qualche settimana. Minori gonfiori, specialmente sulla punta del naso rimarranno qualche mese, ma questo non verrà notato dalle altre persone. Si dovrà usare la mascherina protettiva per circa una settimana.

rIPrEndErE lA nOrmAlItàA’

Per il periodo immediatamente successivo all’intervento non dovranno essere fatti sforzi e movimenti bruschi. Il paziente tornerà al lavoro dopo 10 giorni circa e potrà praticare sport leggeri dopo circa tre settimane. Non potrà esporsi al sole per almeno due mesi e comunque dovrà utilizzare per un

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Dott. MassiMo LaDisi Chirurgia Estetica


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Torna a Genova la Fiera Primavera, 43esima Campionaria della Casa, del Regalo e del Tempo Libero, dal 23 marzo al 1 aprile

A Genova e’ di nuovo Primavera T

orna la grande Fiera di Genova con dieci giorni e dieci sere da dedicare ai grandi acquisti per la casa, il tempo libero, il mangiar bene. 500 espositori e oltre 1.000 marchi, provenienti da tutta Italia e dall’estero espongono in ampie e qualificata sezioni dedicate alla casa - dall’arredamento all’impiantistica, dai complementi d’arredo al brocantage - ai prodotti artigianali provenienti da tutto il mondo, all’eno-gastronomia di qualità, alle proposte turistiche, all’abbigliamento, all’oggettistica da regalo, al mondo dei motori con auto e moto nuove e d’occasione, alle attrezzature per il campeggio e con “Take a wave” alla nautica da diporto prêt-a-porter con imbarcazioni nuove in pronta consegna e usate, esibizioni e show di sport in acqua. Ricchissimo il programma di eventi con spettacoli, eventi e tanto sport, da fare e da guardare. Ingresso gratuito. Orari di apertura: da lunedì a venerdì dalle 15:30 alle 22:00, sabato e domenica dalle 11:00 alle 23:00, domenica 1° aprile chiusura ore 22:00.

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EvEnti

Per informazioni: Fiera di Genova tel. 010.5391,1 www. fiera.ge.it. A Primavera 2012, dal 23 marzo all’1 aprile, tornerà inoltre “Take a Wave”, la sezione dedicata alle imbarcazioni usate e in pronta consegna, agli accessori, ai servizi e all’abbigliamento nautico. Durante la grande campionaria della casa, del regalo e del tempo libero, in programma alla Fiera di Genova, sarà possibile conoscere più da vicino la nautica e gli altri sport del mare in vista dell’estate grazie a un coinvolgente programma interattivo che comprende prove in mare delle imbarcazioni e lezioni pratiche. Teatro di “Take a Wave” sarà la banchina nord di Marina Uno, mentre gli spazi a terra si articoleranno tra il padiglione S e il D. La mostra è a ingresso libero. A “Take a wave” inoltre l’associazione “Antica Storia del Mare” organizza un ciclo di eventi dedicati alla subacquea e al mondo del mare. Attraverso filmati, immagini e incontri con i grandi protagonisti la storia, il lavoro, lo sport e la cultura del mare vengono raccontati agli appassionati e a tutti coloro che vogliono avvicinarsi al meraviglioso mondo del mare. Il programma prevede: • Serata dell’antica storia del mare, I palombari presentano filmati d’epoca e storia dei palombari, durante le serata verranno portati scafandri e attrezzature ed illustrato il funzionamento • Serata dei relitti della Liguria, Lorenzo Del Veneziano presenterà il suo libro sui relitti della Liguria.

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La primavera della Corte tra principi e contadini

Oltre a Von Kleist e Rigoni Stern, c’è anche la grande Franca Valeri in calendario con “Non tutto è risolto”

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l Teatro della Corte, dal 13 marzo fino al 5 aprile, la premiata ditta Sciaccaluga-Pagni porta in scena “La scuola delle mogli di Molière”. Venato molto probabilmente di autobiografismo (proprio in quell’anno il quarantenne Molière aveva sposato la ventenne Armande Béjart, figlia o sorella della sua amante Madeleine), “La scuola delle mogli” è un capolavoro di analisi psicologica e comportamentale, sotteso da una travolgente “vis comica” nella quale la società francese di allora (ma anche tutti gli spettatori dei tre secoli e mezzo seguenti) hanno avuto modo di rispecchiarsi con paura e con orrore. Dal 14 al 18 marzo il Duse ospita invece Malavitaeterna. “King” e altre storie tossiche. Definita dal suo autore “operina musicale teatrale sulla marginalità”, Malavitaeterna ha come prologo la canzone King di Gian Piero Alloisio, con la quale per scelta della Fondazione De André si concludeva la compilation Faber amico fragile, tributo dei maggiori artisti italiani a Fabrizio De André. E ora quella canzone torna là dove era nata, facendo da introduzione a uno spettacolo in cui si racconta (e si canta) il vissuto di alcuni ospiti di una comunità di recupero.

Franca Valeri in “Non tutto è risolto” (foto Federico Riva)

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Ancora Teatro Duse per “Storia di Tönle”, interpretato e diretto da Pino Petruzzelli dal racconto di Mario Rigoni Stern, dal 20 al 25 marzo. Alle prese con la legge di Francesco Giuseppe e con la tragedia della Grande Guerra, la vita di Tönle Bintarn, contadino e pastore, corre via rapida e intensa; tra i profumi di foreste, di nevi e d`aria che avvolgono l’intensa e poetica scrittura di un grande narratore, fatta rivivere dalla recitazione di Pino Petruzzelli.

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Teatro della Corte

Giovanni da Udine - CSS Teatro Stabile di Innovazione. Un giovane militare prussiano di fronte al contrasto tra i suoi romantici sogni di gloria e l’implacabile oggettività della legge. In uno spazio neoclassico, sospeso e irreale, dieci attori sempre in scena danno vita a uno spettacolo che racconta una vicenda fortemente drammatica e incalzante, in cui l’immaginazione (e l’inconscio che la determina) si presenta come forza fondamentale per decidere la vita, il suo senso e il suo destino.

Una straordinaria Franca Valeri, grande signora della scena italiana, ritorna alla Corte, dal 10 al 15 aprile, per Non tutto è risolto, con la regia di Giuseppe Marini. Franca Valeri gioca in assoluta libertà con la propria avventura esistenziale e artistica, ma evita accuratamente di cadere nell’autobiografismo. Scrive così una commedia arguta, ironica, elegante; abitata da personaggi sempre un po’ matti, a cominciare dalla sua Contessa, alle prese con il passare degli anni e con una situazione finanziaria alquanto sgangherata.

Ancora Von Kleist dal 26 al 29 aprile: al Duse infatti c’è Kohlhaas, interpretato e diretto da Marco Baliani. Michael Kohlhaas è uno spettacolo che vive sul palcoscenico da ventidue anni e che celebra a Genova la sua millesima replica. Attore, regista e drammaturgo tra i più originali nel panorama teatrale italiano, Marco Baliani, solo sulla scena, racconta al pubblico di ogni età una storia di giustizia e d’ingiustizia realmente accaduta nella Germania del Cinquecento e rivisitata dall’arte di Heinrich von Kleist.

A sinistra: al Teatro Duse Pino Petruzzelli interpreta e dirige “Storia di Tönle”. Qua sopra: Stefano Santospago e Lorenzo Gleijeses (foto di Flávio Martins Dos Santos).

Archivolto e Stabile uniscono le loro forze dal 11 al 22 aprile per Ciò che vide il maggiordomo di Joe Orton, interpretato dai due ex Bronkoviz Ugo Dighero e Mauro Pirovano per la regia di Giorgio Gallione, in scena al teatro Duse. Rappresentata postuma, dopo la tragica morte del suo autore, avvenuta quando aveva solo 44 anni, la commedia riprende alcuni temi ricorrenti nella nuova drammaturgia britannica del dopoguerra (paura, alienazione, omosessualità, violenza, potere) e lo fa con uno stile assolutamente personale che si esprime al meglio sia nel dialogo paradossale e arguto, sia in una costruzione narrativa sempre molto brillante e frenetica. Il capolavoro di Heinrich Von Kleist, Il Principe di Homburg, sarà alla Corte dal 18 al 22 aprile del 2012, in una produzione Teatro Nuovo

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a Villa San Pietro è una casa di riposo che sorge sulle alture di Genova, da dove si può godere un’impareggiabile vista sulla città. La casa di riposo è una casa settecentesca, già monastero delle suore pietrine, e possiede ampi spazi sia all’interno sia all’esterno, grazie ad un arioso giardino che consente a ospiti e parenti di trascorrere piacevoli momenti all’aria aperta. Il valore aggiunto della struttura è l’aspetto umano del rapporto che si instaura tra il personale e gli assistiti, per offrire una qualità di vita il più possibile elevata al cliente anziano, autonomo o meno, considerandone i peculiari bisogni psichici, fisici e sociali, attraverso un’assistenza infermieristica qualificata e continuativa, in stretta collaborazione con la famiglia e i servizi del territorio. Il personale, infatti, presente nei reparti è un’equipe multidisciplinare composta da direttore sanitario e medico di medicina generale, infermieri professionali e fisioterapisti, O.S.S. e ausiliari socio-assistenzali che formulano il progetto sanitario e assistenziale, favorendo il coordinamento degli interventi, con l’obiettivo di migliorare il benessere e la salute della persona. I familiari possono in qualsiasi momento ricevere informazioni sullo stato di salute dei propri cari nell’assoluto rispetto delle leggi sulla privacy. La struttura è convenzionata, accreditata e con certificazione UNI-ENI ISO 9001:2008

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INFORMAZIONI VILLA SAN PIETRO Pensione Villa Elena S.N.C. di Mantelli Silvana & c. salita Sup. S. Rocchino, 49 - GENOVA (GE) Tel 010 8310792 Fax 010 812135 Orari della Direzione: Dal LunedĂŹ al Sabato dalle 8.00 alle 16.00

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i serivzi SERVIZI LEISURE - Biglietteria aerea di linea e low cost - Biglietteria ferroviaria e marittima - Pacchetti turistici dei migliori tour operator - Itinerari individuali e di gruppo “a tema” e “su misura” - Last Minute - Prenotazioni alberghiere - Noleggio auto in tutto il mondo - Assicurazioni personalizzate - Disbrigo pratiche per l’ottenimento dei visti consolari - Finanziamenti tasso Zero SERVIZI BUSINESS - La nostra professionalità ci consente di affiancare l’azienda, grazie anche a solide e ricercate collaborazioni con fornitori di alto livello, ed assisterla nella creazione dell’evento, itinerario e/o incentive, che rispecchino l’immagine aziendale. - Convezioni speciali per servizi di biglietteria. VIAGGI DI NOZZE - Viaggi di nozze con organizzazione in loco della cerimonia nuziale nei luoghi più esotici ed incantevoli del pianeta - Possibilità di suddivisione del viaggio in quote regalo e personalizzazione del libro degli auguri dipinto a mano - PLUS SPOSI - in regalo a chi prenota il Viaggio di nozze un week end di charme a scelta tra 80 destinazioni selezionate in tutta italia, per festeggiare il Vs primo anniversario

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l Mondo in Boutique è un nuovo progetto commerciale del settore del turismo genovese che nasce nel 2010. L’esperienza accumulata negli anni, sulla base della quale si fonda la nostra proposta, ci ha reso coscienti del fatto che il mondo del turismo sia in evoluzione e che l’Agente di Viaggi debba sempre più essere una figura dinamica e professionale. L’idea nasce dalla volontà di creare un Mondo all’interno del quale il viaggiatore abbia la possibilità di costruire il suo itinerario individuale attingendo alla nostra consulenza e alla passione per cio’ che facciamo. Come Consulenti di Viaggi garantiamo soluzioni esclusive e selezionate, affiancando il cliente in ogni passo affinchè la sua idea di viaggio possa essere trasformata in realtà. Vi aspettiamo c/o i nostri uffici aperti dal lunedì al venerdì con orario continuato ed il sabato su appuntamento.

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“Il PortIco“

WIne Bar & cucIna Stipulate delle convenzioni particolari per chi desidera pranzare in maniera continuativa da voi? “Senza dubbio, noi proponiamo tariffe agevolate per chi lavora in alberghi, uffici, negozi, scuole e qualsiasi altra attività”. Fino a che ora rimanete aperti la sera? “Dal lunedì al giovedì chiudiamo verso le nove, mentre venerdì e sabato restiamo aperti sino a notte inoltrata. Il Portico è diventato un punto di incontro molto frequentato per l’Happy Hour; al piano sottostante abbiamo una sala abbastanza ampia, dove serviamo il cosiddetto aperi-cena, costituito da un drink a scelta ed un ricco buffet, senza limitazione di quantità, al prezzo di sei, sette euro a persona”. Si può usufruire della parte sottostante anche per incontri specifici, come feste di laurea o compleanni e ricorrenze di ogni genere e tipo. La sala, estremamente gradevole per l’arredamento essenziale ed orientaleggiante, viene adornata da Davide Canini, unicamente con fiori freschi, solitamente magnifiche rose profumate.

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a iniziato la sua attività da poco tempo il Bar-Ristorante “Il Portico”, che prende il nome dall’ubicazione, posto come è sotto il porticato di uno dei pochi palazzi costruiti in cemento armato negli anni settanta in Via San Vincenzo. Seduti ai tavolini del dehor, posto in posizione sopraelevata rispetto alla strada, riparato da pareti trasparenti e riscaldato da stufe per esterni, è possibile consumare all’aperto: colazioni, aperitivi e pasti, anche nella stagione invernale, godendo della vista degli antichi palazzi che stanno di fronte e distraendosi nell’osservare lo scorrere incessante dei passanti. Il secondo giovedì di ogni mese la strada, ricca di attività commerciali, uffici e negozi, ospita un mercatino dell’antiquariato particolarmente interessante. Dalla strada sale un lieve brusio; l’isola pedonale, istituita in questa zona da ormai molti anni, ha contribuito a creare un’oasi tranquilla, dove è piacevole sostare, a poca distanza dalla trafficata e rumorosa Via XX Settembre. Aperto dai primi di Gennaio, il”Portico” si è subito imposto per l’alta qualità dei prodotti offerti e l’estrema convenienza dei prezzi. “Per quel che riguarda gli alimenti di caffetteria, come brioches, tramezzini ecc.” dice Davide Canini, proprietario del Portico “ci affidiamo all’antico caffè Balilla, sinonimo di eccellenza nel campo alimentare. Per il pranzo invece, essendo il nostro uno dei pochi esercizi di via San Vincenzo dotati di cucina, offriamo pasti completi preparati al momento, ad un prezzo che varia dai 10 ai 15 euro.”

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DaviD Scott, faScino ingleSe

Ad AlbAro e nel nuovo punto vendit venditA nellA GAllery trA ViA CesAreA e ViA FiAsellA

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avid Scott in Albaro non si trova facilmente, ma una volta scoperto, ti riporta al ricordo dei vecchi magazzini inglesi; ricchi di fascino d’altri tempi. All’interno del negozio avrete la piacevole sorpresa di trovare tutto il necessario per un abbigliamento sia maschile che femminile: da un gusto classico all’inglese ad un gusto più giovanile e sportivo, il tutto agevolato dalla possibilità di un ampio parcheggio. In ugual modo il nuovo punto vendita “David Scott Gallery”, aperto nel cuore della città vive dello stesso sapore questo grazie anche ad un caratteristico passaggio espositivo (Gallery), che unisce Via Cesarea a Via D. Fiasella, dove percorrendolo si ha la possibilità di gustare le accattivanti vetrine. Le nostre marche: Lardini,Tricker’s John Smedley, Husky, Brooks Brothers, Sealup, Sebago, Chipie, Marina Yachting, Herve Chapelier, Toms, Brooksfield, Henry Cotton’s, Clarks, Henry Lloyd, Gallo.

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DAVID SCOTT (ALBARO) Via Bocchella 24r, ALBARO 16145 - Genova Tel.010.317597-010.3627262 Fax.010317597 Mail: info@david-scott.it www.david-scott.it Orari: 9:00-12:30 / 15:30-19:30 Lunedì: 15:30 - 19:30 giovedì e sabato orario continuato Domenica: chiuso DAVID SCOTT GALLERY (CENTRO) Via Cesarea 37 (cancello)- Via Fiasella 40r 16121 - GE Tel.010.5536958 Mail: info@david-scott.it - www.david-scott.it Orari: 10:00 - 19:30 continuato tutti i giorni Domenica: chiuso


Liguria in musica

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all’ 8 al 10 marzo, sala Aldo Trionfo, Muerte y reencarnación en un cowboy. Due performer, due chitarre elettriche, un toro meccanico e una stanza isolata. Sono questi gli ingredienti principali dell’ultimo spettacolo dell’enfant terrible del teatro europeo Rodrigo Garcia per la prima volta a Genova. Uno spettacolo furente e provocatorio sull’annichilimento e la morte della società occidentale. Un puot pourri uditivo e visuale, dove prevale il rumore e dove non mancano i riferimenti alla musica dal vivo e alle sperimentazioni di Stockhausen e John Cage. Con Muerte y reencarnación en un cowboy si comincia a godere dall’inizio alla fine, si attraversa il mondo della pubblicità, infiltrata in tutti gli spazi della nostra esistenza e ormai sostituita alla politica e ai nostri governi. Si decade nel baratro di una crisi di valori e coscienze, cullati nell’ovatta del nostro assenso, tragico e grottesco al tempo stesso. Protagonisti dello spettacolo sono due cowboy solitari, a loro sarà affidato il compito di colpire la nostra società in molti dei suoi aspetti più significativi: dall’agiatezza alla noia esistenziale, dalle false risate infelici fino all’ipocrisia borghese delle nostre relazioni di coppia. Dal 21 al 31 marzo, sala Dino Campana, “Generazioni Componibili”, di Alessandro Bergallo, Emanuele Conte e Andrea Pugliese, con Alessandro Bergallo. Tratto dalla raccolta di racconti People from Ikea - scritti da Andrea Pugliese nel corso di tre mesi trascorsi all’interno di un

punto vendita Ikea di Roma - lo spettacolo, come il libro, associa ad ogni storia un oggetto o un mobile del catalogo IKEA. Alessandro Bergallo – accompagnato da altri attori presenti nei video di Andrea Linke - diretto da Emanuele Conte presta corpo e voce alla casa di noi tutti (perché almeno un pezzetto del geniale svedese - confessa - è nel tuo arredo!) mostrandosi con l’ironia che lo contraddistingue un esempio emblematico della “generazione componibile”. Dall’11 al 14 aprile, sala Aldo Trionfo, Orazi e Curiazi – dramma didattico, di Bertolt Brecht, regia di Fabrizio Arcuri. Orazi e Curiazi è un testo minore di Brecht e per sua stessa definizione è una palestra per gli attori, un territorio di conoscenza, una importante tappa didattica: “i drammi didattici non abbisognano di spettatori, sono istruttivi solo per gli esecutori stessi” (B. Brecht). Si parte dunque dal dramma didattico brechtiano: tre gemelli, figli di Publio Orazio, in rappresentanza di Roma, e, per Albalonga, tre gemelli Curiazi, si scontrarono in battaglia. Ma Orazi e Curiazi è anche una tragedia di Pierre Corneille (Horace), un’opera lirica di Domenico Cimarosa, un testo di Heiner Muller (L’Orazio), una canzone-coreografia di Rita Pavone e una storia fondativa di Roma (Tito Livio): interpretazioni della vicenda molto diverse tra loro, di cui lo spettacolo trattiene gli umori e ne fa eco. Lo stile è molto da teatro “tedesco” - Arcuri può permetterselo, perché ha dalla sua un cast formidabile -, ossia ipercontemporaneo,

Nella foto a sinistra “Generazioni Componibili” con Alessandro Bergallo. In quella a destra un’immagine da “Don Giovanni a cenar teco”

“Generazioni componibili” alla Tosse dal 21 al 31 marzo, per raccontare la modernità prendendo le mosse dall’arredo svedese

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TeaTro della Tosse sospeso tra realismo mimetico e surreale follia, con un gusto per quella deriva devastante che conosce chi ama le sbronze di birra in notti solitarie: amarezza e disincanto, insomma, a innervare, sottotraccia, una comicità feroce, sguaiata spesso disincantata. Mille idee: travestimenti, colpi di scena, immagini video, musiche e canzoni, teppismo e violenza. Insomma, si ride mentre quelli, là in scena, raccontano la loro impossibile teoria sulla guerra. Dal 26 al 28 aprile, sala Aldo Trionfo, Don Giovanni a cenar teco, da Moliere. Antonio Latella, regista fiore all’occhiello del teatro italiano in Europa, con il suo Don Giovanni ci accompagna tra donne e geometria, postulati matematici e passioni sfrenate, fino alla ricerca dell’equazione dell’amore. Razionalità e istinto sono alla base dello spettacolo. Una vicenda che si alterna tra le continue conquiste del fascinoso galantuomo e i discorsi artefatti e spesso inconcludenti del suo fedele servo Sganarello che sostiene l’amore puro e tenta in ogni modo di dissuadere e recuperare l’animo del nobile padrone. “Don Giovanni è un vampiro della vita: dove vede amore si butta per nutrirsi, non per amare ma per innamorarsi di quello slancio d’amore che poi butta via appena posseduto” afferma Latella. E’ un essere schiavo del suo amore per l’amore stesso, innamorato del genere femminile e di ogni suo esemplare, senza mai farsene possedere davvero, godendo del rischio e del gioco di sottomettere una donna per poi fuggire verso una nuova avventura. Ricco di citazioni celebri lo spettacolo alterna sapientemente l’uso di diversi generi e riesce ad essere contemporaneamente un brillante show, uno splendido estratto di commedia dell’arte e puro cabaret.

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Due foto tratte dallo spettacolo “Muerte”


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Foto di mararie

Speciale Primavera Shopping e gusto

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Ben cinque sono i “Tre bicchieri� della nostra regione, premiati Di Virgilio Pronzati Foto Agosto nel Palazzo della Borsa

Premiati dal Gambero Rosso i vini liguri

Biagio Perez presenta i ristoratori di Genova Gourmet

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ENOGASTRONOMIA

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a Liguria dei vini si è ulteriormente ridotta, ma è salito il livello qualitativo. Dei 2.237 ettari vitati, ben 836 comprendono le otto Doc, da cui hanno rispettivamente origine trentasei vini. Ormai lontana dai cinquecentomila ettolitri degli anni ‘70, la produzione vinicola regionale è gradualmente diminuita, attestandosi nel 2010 su poco più di 83.000 ettolitri. Eppure, tutto sommato la situazione è positiva. Tra le guide nazionali dei vini, il Gambero Rosso assegna il massimo riconoscimento, quello dei Tre Bicchieri, a cinque vini prodotti da altrettante aziende. Non solo. Ben 77 prodotti da cinquanta aziende si sono aggiudicati i Due Bicchieri. A selezionare i vini liguri per la Guida due giornalisti esperti del settore – Carlo Ravanello, docente nel corso sul vino promosso dalla Camera di Commercio di Genova e nei Corsi ONAV, nonché presidente della Commissione d’assaggio dei vini Doc della provincia di Genova, istituita dalla Camera di Commercio genovese, e Cinzia Tosetti, autrice di pregevoli articoli pubblicati su note testate nazionali e collaboratrice di Ravanello nei Corsi indetti dall’ente camerale genovese. Quest’anno la consueta presentazione e degustazione dei vini premiati si è svolta nella Sala delle Grida (dove avevano luogo le contrattazioni) del Palazzo della Borsa di Genova, di proprietà della Camera di Commercio genovese, maestoso esempio di architettura Liberty, sorto nel 1912 per siglare l’importanza della struttura finanziaria genovese e il volume degli affari allora trattati. L’evento si è articolato in due tempi. Dalle 18 alle 21 la degustazione dei cinque vini con Tre bicchieri e, dopo le 21, una cena ricca di numerose golosità tipiche genovesi realizzate per l’occasione dai ristoranti di Genova Gourmet, abbinate ai 77 vini con Due Bicchieri. Una ghiotta occasione che un folto pubblico di oltre centottanta persone non si lasciata sfuggire. Alla riuscita serata, condotta brillantemente da Carlo Ravanello, spiccavano tra i molti personaggi presenti, Maurizio Scagliola, Direttore dell’Unioncamere e della Camera di Commercio di Genova, i membri di giunta Germano Gadina e Giacomo Rossignotti, Sergio Carozzi, Antonella Casanova e Monica Dellepiane, Biagio Perez presidente dei ristoratori genovesi confcommercio e l’enologo Giorgio Gray. Presente la stampa, con colleghi delle varie testate. La manifestazione è stata organizzata dal Gambero Rosso Liguria e da Genova Gourmet. Ecco i cinque Tre bicchieri con le rispettive motivazioni.

Riviera Ligure di Ponente Doc Vermentino 2009 Le Serre di Cantina Lupi Il Vermentino Le Serre 2009, straordinario per la sua tipicità, figlio della valle Arroscia, fresco di aromi, sapido e fruttato, intenso e profondo. La sua pienezza e la sua rotondità gustativa ne fanno un classico dell’enologia italiana.

La sala delle Grida con i numerosi invitati

Dolceaqua Doc 2009 Bricco Arcagna di Terre Bianche I toni eleganti di erbe aromatiche e di montagna si son fatti ancora più evidenti, mentre la piacevolezza del frutto si muove fra i profumi dei suoi frutti di bosco e le note primarie dell’uva stessa. La pienezza gustativa è ravvivata da una nitida acidità che contribuisce a bilanciare ma morbidezza dei tannini e ad alleggerire la beva.

Riviera Ligure di Ponente Doc Vermentino 2010 di Laura Aschero Le persistenti note di cedro e d’albicocca che esibisce al naso, gli donano un delizioso carattere mediterraneo, e a queste, si uniscono una marcata freschezza gustativa ed un grande carattere. Riviera Ligure di Ponente Doc Pigato 2010 Cycnus di Poggio dei Gorleri Per la fresca vivacità, satura di note agrumate, che per la grande struttura ottimamente articolata ed equilibrata, una leggera sfumatura di erbe appena falciate aggiunge quel che di aromatico che rende questo Pigato un vino di straordinario carattere. Colli di Luni Doc Vermentino 2010 Etichetta Nera di Cantine Lunae Bosoni Una filosofia imperniata sulla piacevolezza della beva, ma dove troverete intensità aromatica, una solida e ricca struttura, freschezza ed equilibrio incredibili, il tutto con deliziose coordinate mediterranee.

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MacellerIa da claudIo

QualIta’à, corteSIa, IGIeNe svizzere farcite, carne all’uccelletto con rucola e pinoli, roast beef, medaglioni di pollo, carne impanata di vitello, vitellone, pollo e tacchino, e altro ancora... con un rapporto qualità-prezzo eccellente. Abbiamo intrapreso quest’attività carichi di ottimismo, pur consapevoli di questo momento di crisi, in quanto la nostra passione ci fa guardare oltre, sicuri del nostro obiettivo di proporre sempre il meglio ai nostri clienti, per soddisfare il crescente bisogno di sicurezza, bontà e genuinità.

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fidando la realtà del momento, da Ottobre abbiamo aperto la macelleria da Claudio in via Canevari 215R, con l’obiettivo di proporre ai clienti prodotti di altissima qualità, il tutto in un contesto in cui l’igiene, la pulizia e la cordialità sono di primaria importanza. Le carni di bovino, selezionate dal nostro esperto, provengono dalle migliori aziende agricole del Piemonte. Alla clientela offriamo inoltre pollame allevato a terra e conigli piemontesi di prima scelta, agnelli rigorosamente sardi, Gran Suino padano d.o.p. Le nostre specialità gastronomiche comprendono: cima alla genovese, puntina di vitello con carciofi, polpette, tramezzini di carne, “spinacine” (preparate con carne di vitellone, spinaci, grana e una fetta di mortadella), i “fiori alla Portofino” (con carne di vitello, passata di pomodoro, basilico, un pizzico d’aglio e una fettina di prosciutto crudo),

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Macelleria da claudio di Claudio Arecco & C. snc

Carni piemontesi di prima qualità specialità gastronomiche Via Canevari 215R Tel e Fax 010.810242 e-mail: areccomac.claudio@gmail.com


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e Liguria magazine

Testo e foto di Anna Proverbio

A colloquio con il nutrizionista Carlo Gerbella per parlare di dimagrimenti “miracolosi” e delle insidie che questi nascondono

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econdo le statistiche diffuse dai media, in Italia esistono oltre tre milioni di obesi. Ormai siamo abituati a leggere sui giornali, a scadenze ravvicinate, delle avvenute scoperte di diete miracolose (dall’ormai superata Scarsedale, fino alle più recenti, Zona e Tisanoreica, fino ad arrivare quella del sondino inserito nel naso). Diete che indubbiamente riescono a far perdere peso in fretta, per poi riprendere tutti i chili smaltiti appena vengono sospese. “Effettivamente - dice il nutrizionista Carlo Gerbella - “tutti questi sistemi, spesso estremamente fantasiosi, vengono elaborati senza tenere presente che non si può parlare di vero dimagrimento quando lo si ottiene troppo rapidamente. Pertanto queste indicazioni alimentari oltre a provocare danni organici sono destinate a fallire nel tempo. Sappiamo che chi dice di aver seguito per un certo periodo una dieta restrittiva dopo cinque anni pesa più di prima”.

La corretta alimentazione e l’inganno delle diete Diete (2).indd 54

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Salute e benessere

Si può dimagrire a qualsiasi età o è più facile da giovani che da vecchi? Sfortunatamente per gli anziani da giovani si dimagrisce con meno sforzo e più velocemente, grazie ad un metabolismo più attivo. Fame nervosa: come combatterla? Il problema che nasce dal continuo desiderio di alimentarsi è legato alla serotonina, l’ormone del buonumore. Per alzare di tono un individuo si deve innalzare nel suo organismo il livello di serotonina, e ciò avviene se gli somministrano alimenti che la contengono, come cioccolato, latticini, carboidrati: tutte sostanze molto caloriche. Non esistono compresse chimiche che possono sopperire alla serotonina naturale? Sì, esistono in commercio alcuni farmaci – come ad esempio il Prozac – che hanno però controindicazioni molto gravi. Forse in casi di fame nervosa incontrollabile ciò che più potrebbe servire a risolvere il problema è una terapia a livello psicologico, atta a scoprire le cause nascoste che la provocano. E’ vero che per dimagrire occorre controllare l’indice glicemico degli alimenti più che le calorie? In parte ciò può essere vero; tuttavia consiglierei di esaminare, quando si sceglie un alimento, sia l’indice glicemico che il valore calorico. Se le calorie introdotte superano il fabbisogno energetico dell’individuo non si può far altro che ingrassare. Pare che i dolcificanti artificiali, come l’aspartame, i ciclammati e la saccarina, siano dannosi per la salute. Lei cosa ne pensa? Sono d’accordo con questa affermazione, io solitamente consiglio di utilizzare dolcificanti naturali in piccole quantità. Lei concorda col filosofo Hegel che asseriva ”l’uomo è ciò che mangia”? Sì, nel modo più assoluto. Per finire, che cosa consiglia a chi desidera dimagrire e mantenere per sempre i risultati ottenuti? Di seguire una corretta alimentazione, mangiando di tutto ma in piccole quantità, senza saltare i pasti. Ricordiamo che il nostro corpo è come un’automobile che ha bisogno di carburante per funzionare: quando la macchina è senza benzina si ferma.Al mattino si deve fare colazione con tè, caffè o spremuta di frutta e una piccola quantità di burro e marmellata spalmati su fette biscottate o pane abbrustolito (tassativamente non più di due fette). Uno yogurt a metà mattina. A pranzo e cena mai il piatto di soli carboidrati o sole proteine, ma entrambi in quantità moderata con un frutto a piacere. A merenda un piccolo dolce. Se qualche volta si trasgredisce ci si dovrà limitare nel pasto successivo. Inoltre si dovranno utilizzare pochi grassi, privilegiando l’olio extravergine di oliva e limitare i dolci . Sarà opportuno cuocere gli alimenti preferibilmente al vapore o alla griglia. Tra breve terrò dei corsi dove insegnerò in maniera pratica ad alimentarsi, ogni alunno potrà portare le sue analisi in modo da ottenere una dieta fatta su misura per lui che tenga conto dei gusti personali di ognuno. Seguendo queste semplici indicazioni si potrà vivere col giusto peso e felici.

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e Liguria magazine

“ORA CHE” ARTISTI UNITI PER GENOVA

4 NOVEMBRE 2011. UNA DATA INDELEBILE NELLA MEMORIA DELLA NOSTRA CITTÀ. di Riccardo Storti ©

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’immagine fissa è multipla, come su uno schermo a più finestre. I “fiumi” di Corso Sardegna e di Via Fereggiano; i bus che attraversano Via Venti come aliscafi; la disperazione di chi è rimasto pensando a chi non c’è più; di chi ha perso tutto; il silenzio laborioso degli “angeli del fango”. Il mondo, in quei giorni, ci ha guardato, mentre la gente si rimboccava le maniche, provava a voltare pagina. Con rabbia, sì, ma senza disperazione, nonostante la tentazione fosse forte di mandare tutto a ramengo, insieme alla marea “dolcenera” dell’alluvione. Poi subentra la speranza, per fortuna, che, talvolta, è contagiosa. Da sola ci spinge (persona dopo persona) a compiere lodevoli imprese, figlie di una generosità solidale che, in determinati frangenti, diventa vero ossigeno per ricominciare a credere e crescere.

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Fiori che crescono, dalle parti di Viale Ansaldo, proprio in riva a quel severo brontolone del Bisagno. Alle spalle dell’Alcione, si trova una fucina di suoni e di voci tra le più prolifiche della città, lo Studio Maia. Verdiano Vera, il padrone di casa, ha avuto un’idea. Perché non realizzare una canzone per “dare una mano”? E, prima di avviare il progetto nei suoi dettagli, scorge, nella Croce Bianca Genovese, il referente no profit adatto alla bisogna, l’ente più idoneo a certificare la finalità benefica dell’iniziativa. Ma una canzone deve essere scritta e musicata, quindi è necessario coinvolgere un paroliere e un arrangiatore. Detto e fatto. Verdiano Vera si rivolge a Max Campioni, figlio del cantante Alexander (ricordate? Nel ’74 ripropose l’hit di Nat King Cole, Stardust) e al compositore Lauro Ferrarini (già collaboratore di Bruno Lauzi). Il frutto del sodalizio si intitola Ora che.

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“ORA CHE” • ARTISTI UNITI PER GENOVA e Liguria magazine

La linea è chiara, netta, quindi - passo successivo - si tratta di “colorare”, ovvero suonare e cantare. Ed è da questo momento in poi che l’idea si concretizza in un brillante mosaico di collaborazioni. La Genova musicale comincia a muoversi per una giusta causa.

I “signori del dialetto”: dai Trilli (Francesco Zino e Vladimiro Zullo) ai Buio Pesto passando per Piero Parodi, Sergio Alemanno, Matteo Merli (che canta di tutto, ma ha un DNA zeneise DOC, visto che è figlio del grande Bunni).

Lo Studio Maia, nel giro di pochi giorni, si trasforma in un porto di mare popolato di ospiti piacevolmente desiderosi di imprimere il proprio sigillo su un singolo “passaparola”. Per ricordare, ma, soprattutto, aiutare.

I comici: il Gabibbo, Andrea Di Marco (Cavalli Marci), Marco Rinaldi e Andrea Possa (Soggetti Smarriti), Daniele Ronchetti (il Gabri Gabra di Colorado Cafè), Franco Faloppi, Daniele Raco. In ordine sparso: il cantautore Enrico Lisei, Luciano Ventriglia dell’Orchestra Bailam, Gianfranco Minelli, Alberto Marafiotti degli F40, oltre al già citato Alexander. Last but not least, l’apporto fondamentale di una prestigiosa icona della canzone italiana degli anni Sessanta e Sessanta, Michele Maisano. Ed ora? La Maia Records darà alle stampe un opuscolo fotografico curato da Angelo Lucardi (grafica di Linda Cavallero) con allegato il CD che conterrà il brano musicale Ora che, la versione strumentale del brano e il videoclip (regia di Matteo Malatesta).

Foto di Angelo Lucardi © Le basi vengono registrate da alcuni protagonisti della scena rock genovese degli anni Settanta: al basso Bob Callero (Osage Tribe e Duello Madre, poi turnista con Battisti, Berté, Finardi, Oxa e Pravo), alla chitarra classica Giancarlo Dellacasa (Latte e Miele) e alle tastiere Giorgio Usai (Nuova Idea, Newc Trolls e, oggi, con Il Mito New Trolls). Alla batteria arriva Salvatore Camilleri, uno dei più apprezzati e ricercati sessioman italiani (Ramazzotti, Vecchioni, Zucchero, etc.). Le voci? Eh, qui ci perdiamo proprio, perché l’elenco è molto lungo, ma vale la pena scorrerlo piano piano. Per comodità, ci potremmo affidare a comode categorie. Un modo per apprezzare soprattutto la varietà, convincendoci che – alla fine – la musica è musica. E lo è ancora di più, se si “impegna”. Le signore del canto: Irene Fornaciari (ormai genovese d’adozione) e Claudia Pastorino. I “progressivi”: Vittorio De Scalzi (fondatore storico dei New Trolls), l’inglese di Vicomorasso Martin Grice ed Ettore Vigo (Delirium), Massimo Gori (Latte e Miele), Stefano “Lupo” Galifi (Museo Rosenbach, oggi frontman de Il Tempio delle Clessidre), Roberto Tiranti (Labyrinth e molto più).

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Il libretto sarà distribuito nelle edicole e nelle librerie genovesi e liguri dai volontari della Croce Bianca Genovese al costo di 5 euro, mentre il brano musicale Ora che uscirà in digitale su tutte le piattaforme web al costo di 1 euro.

STUDIO MAIA VIALE ANSALDO, 28/R - GENOVA Tel 010 8606461

WWW.STUDIOMAIA.IT

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Enogastronomia

e Liguria magazine

Non certo a caso, la corretta alimentazione è uno dei mezzi più seguiti e conosciuti per evitare gravi patologie come malattie cardiovascolari, diabete ed alcuni tipi di tumore. Per diffondere informazioni corrette su questi temi la Costi Monaci organizza quasi mensilmente serate enogastronomiche dove oltre all’aspetto rigorosamente scientifico-nutrizionale si abbinano dei menu con piatti realizzati con i prodotti citati nella parte iniziale. Non solo pesce. Guglielmina seguendo un itinerario salutistico ma altresì goloso, ha portato all’attenzione dei prodotti caseari come la mozzarella e la nostrana prescinseua, e l’olio extravergine di oliva, il più salutare e gradevole dei grassi alimentari. E proprio nell’ultimo e recente incontro svoltosi nell’elegante ma sobrio ristorante genovese “A due passi dal mare” di Salvatore Balzano e Giorgio Frisone, tutte le golosità servite erano realizzate da scelte e fresche basi alimentari che sintetizzano la filosofia del Piatto di Nettuno. Come di consueto, dopo il saluto della Costi e prima della cena, un breve intervento del relatore di turno. In questo caso di chi ha scritto, che ha tracciato una breve ma precisa storia della cucina genovese e ligure e dei suoi vini. Ecco i piatti che hanno deliziato i numerosi invitati: Nella foto: Guglielmina Costi Monaci tra Salvatore Guglielmina Costi Monaci è inesauribile: appena termina Balzano e lo chef un’iniziativa, ne realizza subito un’altra, sempre con un Giorgio Frisone. contenuto socioculturale legata alla corretta alimentazione. Oltre venti anni fa Guglielmina Costi fu la prima giornalista a realizzare una campagna nutrizionale a favore del consumo del pesce nel nostro Paese, denominata “Piatto di Nettuno”. A sostegno della sua importante campagna d’informazione parteciparono e partecipano eminenti specialisti del calibro del professor Del Toma, Santi, Foppiani e Sukkar, i dottori Daino, Pellegrino e Giacosa, nonché un grande della ristorazione internazionale come Gian Paolo Belloni, executive chef (Zeffirino) ed ambasciatore della Cucina Italiana nel mondo.

- Acciughe ripiene alla ligure e le storiche torte di verdura e salsa ghiottona - Lasagnette di pasta al basilico con ragù di seppie e prescinseua - Involtino di pesce spada in foglia di borragine con purea di broccoletti e riduzione al Cinque Terre Sciacchetrà - Scaglie di Parmigiano Reggiano stagionato - Pastiera napoletana Il tutto sposato agli ottimi vini della premiata Azienda Agricola Ganaghello di Castel San Giovanni nel Piacentino: Colli Piacentini Doc Ortrugo vivace 2010 - Colli Piacentini Doc Pinot Grigio 2010 Colli Piacentini Doc Cabernet Sauvignon 2007 e Colli Piacentini Doc Malvasia Passito Ultimo Sole. Tanti riconoscimenti per questi vini: per il Malvasia passito presentato a Montecarlo, Susanna Losi, moglie di Luigi, ottenne i complimenti e la stretta di mano del Principe Alberto.

Non solo golosità: gli eventi di Guglielmina Costi Monaci uniscono sempre gusto e corretta di Virgilio Pronzati alimentazione

Tra i molti illustri personaggi presenti, la nota giornalista dottoressa Nelda Rota, il dottor Casaretto, il pittore Odo Tinteri e, graditissimi ospiti, Claudio Luigi Losi autore dei vini dell’Azienda Ganaghello e Roberto Zerbone, dell’Azienda Agricola Viva l’Oliva produttore di extravergine d’oliva, patè d’olive e della salsa ghiottona.

Il Piatto di Nettuno:

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oggi e domani

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ristorguida Genova Resort Bed&Breakfast

Trattoria “Da Luigi”

A GENOVA imminente APERTURA!! Situato nel Centro Città, a pochi minuti da “Stazione Brignole”, “Piazza De Ferrari Palazzo Ducale”, “Fiera del Mare”, “Porto Antico ed AcquaAcqua rio”, il “Genova Resort Bed & BreBre akfast ” si estende nel verde, in zona signorile tranquilla e silenziosa. Le Villette Mono / Bilocali hanno nomi suggestivi: “Villetta Ambra”, Villetta Olivia, “Villetta Rosa” e “Vil“Vil letta Azzurra”. Tutte con ingresso indipendente, zona Living con angolo cottura “ful“ful ly equipped”, letto matrimoniale + 2 singoli, bagno con doccia e/o vasca e sono dotate di TvColor Digitale TerTer restre, SKY, linea Telefonica e Fax per chiamate nazionali, Internet a banda larga - WIFI, Posta ElettroniElettroni ca: in uso gratuito. Il Pernottamento com comPrende: - giornalmente: Riordino letti, bagno, piccole pulizie, Prima Colazione Self Service - bisettimanale: Cambio lenzuola, teli bagno, pulizie generali. ServIzI oPzIonalI: - uso di cucina, con pulizia ad ogni uso ed a cura dell’Ospite - posto macchina su prenotazione e secondo disponibilità - ricerca eventi e prenotazioni - benvenuti gli animali - altro secondo richiesta condIzIon onII: - Tariffa Singola: da 40,00 a 100,00 euro per notte. - Tariffe Particolari per due o più Ospiti, weekend, soggiorni settimasettima nali, soggiorni lungo periodo. - L’entrata e l’uscita dal Resort sono a piacimento degli Ospiti; sono amam messi solo gli Ospiti registrati - Si può fumare esclusivamente nelle aree predeterminate SI Parla:

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Pasticceria Enea

Specialità genovesi e carne alla brace

Laboratorio artigianale di pasticceria La Pasticceria Enea è una pasticceria rinomata a Genova e nella Valpolcevera per la bontà delle sue creazioni artigianali. Si tratta di una piccola realtà ma gestita con passione e grande professionalità da Paolo Enea e sua moglie. Come punto vendita è aperto al pubblico solo il sabato e la domenica perché durante la settimana lavorano su prenotazione per i ristoranti e bar più rinomati (anche grazie ai loro dolci) di Genova. I dolci sono preparati senza l’uso di prodotti chimici per cui sono davvero genuini, preparati come si faceva una volta e naturalmente buoni. Anche i cornetti vengono preparati a mano con la ricetta della tradizione e con uova vere. Il vanto della Pasticceria Enea a Genova sono indubbiamente i dolci: semifreddi, bavaresi, torte alla frutta, la torta “coccher” al cocco e cioccolato e la speciale Torta Cristina. Ma ottima è anche la pasticceria salata con l’utilizzo di pasta brisè fatta amano. Insomma tutto è davvero artigianale e genuino e rende questa pasticceria davvero imperdibile. Dal lunedì al venerdi lavoriamo solo su ordinazione dalle 07.30 alle 12.30. Al sabato e alla domenica invece facciamo libera vendita dalle 07.30 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00. 10161 Genova Via Teglia 27/R Tel. 010 7490462 Cell. 340 3895742 / 347 7311480 laconca-doro@libero.it www.laconcadorogenova.ory.it

Situata di fronte al Palazzo ComuComu nale di Carasco, la trattoria Da Luigi propone la cucina tipica genovese. Dispone di un’unica sala, molto acac cogliente, che può ospitare circa 100 persone.Potrete scegliere tra il menù alla carta e il menù a prezzo fisso. SeSe gnaliamo, tra i primi di pasta fresca fatta in casa, i Pansotti alla salsa di noci (piatto tipico ligure) e i ravioli al ragù. Ottimo il Fritto misto alla gege novese: un misto di carne e verdure impanate e fritte. Le bottiglie di vino sono a vista, esposte su scaffali, per cui potrete sceglierla voi direttamendirettamen te. Ogni giorno la trattoria Da Luigi propone una torta diversa, ma ci sono anche ottimi dolci al cucchiaio.Apercucchiaio.Aper to a pranzo tutti i giorni. In estate è aperto anche tutte le sere. Giorno di chiusura: mercoledì (solo in inverno). Insomma un locale caldo e accoglienaccoglien te dove è piacevole fermarsi in comcom pagnia di amici per gustare qualcosa di buono e genuino. Via Roma,18-20 16042 CARASCO Tel 0185 350791

Cucina Da Mario

calorose, nelle quali si possono degustare i migliori vini della casa, seguiti dai vari e prelibati piatti di pesce. Il banco davanti all’entrata è assortito con i migliori liquori; ma nello scaffale più alto di fronte alla vetrina, il Capo custodisce gelosamente la sua bottiglia di vino migliore, tenuta in esposizione per i sofisticati signori, che avranno piacere di degustarla. Le piacevoli serate all’ordine del ridere avranno successo soprattutto per i ragazzi, che con pochi soldi avranno la possibilità di un menù fisso tra carne e pesce, che sarà omaggiato dalla varia degustazione dei vini. Tra risate e bottiglie stappate, l’atmol’atmo sfera sarà delle più gioiose. Il motto del locale sarà “in vino veritas!” Salita San Paolo 28r, 16126 Genova, Italia +39 010 256469

G&C Focacceria

In Via San Pietro della Porta al n. 1, vicino a Piazza Banchi, zona frefre quentatissima da genovesi e turisti si trova la Focacceria C & G. Il locale accoglie 7 giorni su 7 clienti affamati, a qualsiasi ora del giorno con piatti pronti: primi, secondi e contorni a partire da € 5.00. E’ una piacevole sosta durante il girovagare nel centro storico più grande d’Europa. Non solo piatti ma tutto ciò che fa parte della base della gastronomia ligure: focacce, torte di verdure, pane grisgris sini e per finire fragranti brioches e fine pasticceria per deliziare il palato di genovesi e non. Venite numerosi a scoprirci vi aspettiamo. Via San Pietro della Porta n. 1r (vicino a piazza Banchi) tel 0104073784 Genova

Nella zona del Centro storico vicino alla stazione di Principe, lungo una breve discesa che si addentra nei caca ruggi genovesi, troviamo il locale “DA MARIO”. Il quale accoglie con grandi stanze


ristorguida

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GENOVA GOURMET La vera Genova nel piatto Da qualche tempo, quando si parla di cucina genovese di qualità vediamo comparire il marchio Genova Gourmet, ne parliamo con Giacomo Rossignotti, Presidente della commissione di valutazione Genova Gourmet e membro di Giunta della Camera di Commercio: Come nasce Genova Gourmet? Genova Gourmet è il marchio ideato, registrato e garantito dalla Camera di Commercio di Genova per riconoscere la ristorazione genovese di qualità. Il marchio è rilasciato ai ristoranti che si impegnano a realizzare piatti della cucina genovese, preparati con prodotti del territorio certicati, tra i quali l’olio Riviera Ligure DOP, il Basilico Genovese DOP, le Acciughe sotto sale del Mar Ligure IGP e altri prodotti a marchio di qualità come gli Antichi ortaggi del Tigullio e il formaggio di latte crudo di sola razza cabannina U Cabanin. Per accertare che il menù e la carta dei vini rispondano ai requisiti del regolamento, la Camera di Commercio esamina ogni ristorante prima del rilascio del marchio. Cosa deve fare un ristorante per aderire a Genova Gourmet? Per aderire basta presentare alla Camera di Commercio di Genova la richiesta di licenza d’uso del marchio e superare la visita di verica di conformità del menù. Una volta accettato, il ristoratore deve impegnarsi a offrire nel menù quotidiano almeno quattro piatti (di cui almeno un primo ed un secondo) fra quelli contenuti nell’elenco appositamente predisposto in collaborazione con l’Accademia Italiana della Cucina e Slow Food e, quattro vini DOP liguri (o tre DOP e un IGP) di cui almeno due della provincia di Genova. Deve inoltre utilizzare olio extravergine di oliva Riviera Ligure DOP e altri prodotti tutelati attraverso marchi collettivi geograci (MCG).

Qual è il vostro prossimo appuntamento? Il Campionato del mondo del pesto al mortaio, manifestazione conosciuta in tutto il mondo la cui quarta edizione si terrà il 17 marzo a Palazzo Ducale: i ristoratori di Genova Gourmet proporranno una selezione di specialità genovesi nella cena ufciale dedicata all’evento, nella prestigiosa cornice della Sala delle Grida del Palazzo della Borsa Valori, che vedrà la partecipazione di importanti ospiti italiani e stranieri. Come scoprire i ristoranti Genova Gourmet? Il portale www.genovagourmet.it presenta i 41 ristoranti con schede dettagliate e foto dei locali e, attraverso il servizio videoricette, mostra gli chef Genova Gourmet intenti a preparare i piatti tipici della cucina genovese. Novità di ultima generazione poi è l’applicazione sviluppata appositamente per la piattaforma Apple consultabile su iPhone, iPad ed iPod touch, che consente di presentare i ristoranti Genova Gourmet, rintracciarli e contattarli da qualunque luogo, abbinata al sito mobile.genovagourmet.it, creato per la navigazione da cellulare, smartphone e tablet.

GENOVA GOURMET GENERAZIONE MOBILE

Come è formata la commissione di valutazione del marchio? La Commissione di valutazione Genova Gourmet è composta da esperti del settore enogastronomico e da membri delle Associazioni di categoria della ristorazione ConfcommercioFepag e Confesercenti–Fiepet. Quali sono i vantaggi per i ristoranti che aderiscono al marchio? Essere un ristorante Genova Gourmet signica che la qualità dell’offerta ristorativa proposta è certicata dalla Camera di Commercio. La Camera inoltre promuove i ristoranti Genova Gourmet con azioni di marketing e cura la formazione dei ristoratori, proponendo corsi di degustazione, aggiornamento e approfondimento sui prodotti di qualità del territorio. Con questo obiettivo nel 2011 è stato avviato un percorso formativo su alcuni prodotti tradizionali quali il miele, i vini DOC liguri. La formazione è continuata nel 2012 con 4 giornate dedicate agli oli extravergini, in particolare Riviera Ligure DOP, in collaborazione con l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Olio di Oliva (ONAOO), e proseguirà con un corso sul cioccolato.

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Genova Gourmet è anche su piattaforma mobile ed Apple. Potrete visionare Genova Gourmet comodamente dal vostro smartphone e scaricare gratuitamente l´applicazione per iPhone e iPad. MOBILE Il sito web Genova Gourmet creato ad hoc per la navigazione da cellulare e smartphone. Resta sempre aggiornato con i contenuti on line dei ristoranti aderenti al marchio, per scegliere così la tua Genova nel piatto! Collegati al link mobile.genovagourmet.it Buona navigazione! APP universale per iPhone iPad La guida per consultare i ristoranti appartenenti al marchio “Genova Gourmet”. Per ogni ristorante, sono disponibili le schede descrittive, la galleria fotograca, le ricette. E´ inoltre possibile contattare direttamente il locale selezionato condividere le informazioni attraverso i principali Social Network e salvare i propri locali preferiti e non solo...

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enogastronomIa

Il gruppo dei produttori. Foto di Silvia Pezzuto.

IL DogLIanI a genova L

a terza ed ultima tappa del tour della Bottega del Vino di Dogliani si è conclusa a Genova. Sede dell’evento il prestigioso Star Hotel President. Dopo Torino e Milano, Genova ha ospitato i 21 produttori associati che, nell’occasione, hanno illustrato e promosso la nuova DOCG Dogliani: un altro significativo riconoscimento che conferma il Piemonte al vertice nazionale delle DOCG. La serata promossa dalla Bottega del Vino di Dogliani e dall’Associazione Go Wine, d’intesa con la Caritas di Genova, fissata in precedenza per il 9 novembre, è stata rinviata al 1° dicembre in segno di rispetto per il lutto che ha colpito la città. Nell’affollato salone Orlando Pecchenino, produttore e membro del Consiglio Direttivo della Bottega del Vino, ha presentato alla stampa ed al pubblico il nuovo disciplinare, rimarcando con forza la scelta del nome “Dogliani” come espressione del territorio in rapporto al vitigno dolcetto. Due i vini in degustazione: il Dolcetto di Dogliani (che nel nuovo disciplinare sarà il Dogliani Docg base), un vino fresco e giovane, e il Dogliani Superiore, più ricco, predisposto ad un maggior invecchiamento e regolato da un disciplinare più rigido. Entrambi vini di pregio ma con differenti abbinamenti gastronomici. Ottime le annate: dalla più giovane del 2010 a quelle del 2009 e 2008 ed in alcuni casi, di qualche anno in più. Si può oggi affermare che il Dogliani è senza dubbio il naturale sinonimo di Dolcetto.

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Non solo. I produttori di Dogliani hanno dato anche prova di generosità, organizzando una vendita benefica di bottiglie d’intesa con Go Wine e con la Caritas di Genova, il cui ricavato è stato devoluto ai commercianti dei quartieri colpiti dall’alluvione. A sottolinearne l’impegno, le parole di Maria Rita Olianas, rappresentante della Caritas di Genova: “I contributi raccolti saranno di supporto per le famiglie alluvionate e sostegno al credito per il ripristino delle attività commerciali e delle piccole attività produttive. L’intento è inoltre quello di creare un sistema di sensibilizzazione che sostenga la raccolta di aiuti, anche piccoli, che contribuiscano a ristabilizzare la normalità e le condizioni di produttività delle varie attività commerciali danneggiate”. Come di consueto, ad accompagnare i due Dogliani attraverso un percorso di sapori&saperi, le golosità che caratterizzano da sempre il territorio: il Murazzano d.o.p. del Consorzio per la tutela del formaggio a denominazione d’origine Murazzano, le carni della Cooperativa Bovinlanga di Dogliani ed i dolci tradizionali di meliga e nocciole di “Dolcilanghe” di Dogliani.

L’eLenco deLLe aziende presenti aLLa serata ABBONA ANNAMARIA - Farigliano; BARBERIS OSVALDO - Dogliani; BOSCHIS FRANCESCO - Dogliani; BRICCO DEL CUCU’ - Bastia Mondovì; CANTINA DEL DOLCETTO DI DOGLIANI - Dogliani; CANTINA DI CLAVESANA - Clavesana; CASCINA CORTE - Dogliani; CASCINA TORELLO - Dogliani; CHIONETTI QUINTO & FIGLIO - Dogliani; COZZO MARIO - Dogliani; GALLO IVAN ALDO - Clavesana; LA FUSINA - Dogliani; LA QUERCIOLA - Farigliano; MARENCO ALDO - Dogliani; PECCHENINO - Dogliani; PODERE LE SURIE - Clavesana; PODERI CELLARIO Carrù; PODERI EINAUDI - Dogliani; PODERI LA COLLINA - Dogliani; REVELLI ERALDO - Farigliano; SAN FEREOLO - Dogliani.

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Telegraph Hill tra ricchezza e catastrofi di Max Roher

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Al di làa’ dell’oceano

Una delle più caratteristiche colline di San Francisco prende il nome dalle stazioni di segnalazione. Un pezzo di storia d’Italia oltreoceano

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“Gli immigrati irlandesi furono i primi a colonizzare l’area, mentre i Cileni si stabilirono nella parte inferiore del versante occidentale”

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ncastrata tra l’affollato distretto finanziario, gli indaffarati quartieri residenziali e il mare, si trova Telegraph Hill. Estesa approssimativamente una ventina di isolati, è la più piccola delle quarantasei colline tra i i confini cittadini di San Francisco, e allo stesso tempo una di quelle più ricche di storia. Stravaganti cottage bohemien risalenti agli anni Sessanta del diciannovesimo secolo si inerpicano pericolosamente sul ripido versante orientale, mentre la china occidentale, più dolce, ha un’atmosfera tipicamente italiana. Chi viene a vivere qui scopre un paradiso di tranquillità, con i suoi alberi carichi di foglie, le stradine chiuse e silenziose e la vista spettacolare sui mutevoli colori della baia. L’ispirazione dimora verso la cima, come scoprirono alcuni residenti eccellenti come Mark Twain, Ambrose Bierce e Armistead Maupin. La storia di Telegraph Hill risale alla corsa all’oro. Prima di allora era conosciuta semplicemente come Punta de Loma Alta (punta della collina alta). Nel 1848 in California si scoprì l’oro, dando vita alla corsa al prezioso metallo più celebre della storia. San Francisco crebbe da mille abitanti a venticinquemila in meno di due anni. Poiché c’era ben poco terreno in pianura in prossimità del centro città, i minatori cominciarono ad allestire le loro tende sulle colline circostanti, facendo lì campo per alcuni giorni prima di dirigersi a est. Il nome spagnolo scomparso, sostituito dal

più americano “Prospect Hill”. Quando si placò la frenesia dei cercatori negli anni seguenti, la collina cambiò ancora nome e divenne Billygoat Hill. Alle tende si sostituirono capanne di legno, e infine abitazioni permanenti. A quell’epoca, San Francisco era così isolata che la nave era l’unico collegamento con il mondo esterno. La cima di ottantacinque metri era visibile da tutta la città e quindi venne costruita una stazione di segnalazione per annunciare l’arrivo delle imbarcazioni alla città sottostante. Le navi terminavano il loro viaggio di sei mesi portando novità, posta, parenti e oggetti ordinati via catalogo. I portuali edificarono case modeste lungo il declivio orientale della collina in modo da essere i primi a correre giù per scaricare le stive dei vascelli. Alla fine venne costruita un’altra stazione a Punta Lobos sul Pacifico così da poter telegrafare il segnale ancora prima. È da queste stazioni che la collina ha preso il suo nome attuale. Dopo aver portato il loro carico, le navi avevano bisogno di pietrisco prima di ripartire, quindi i lati orientale e meridionale della collina vennero fatti saltare in aria per produrre ghiaia. Si possono ancora vedere i segni dell’esplosione all’incrocio tra Filibert e Sansome, così come a nord di Broadway Street. A Jasper O’Farrell si attribuisce il merito di analizzare ed espandere le strade preesistenti di San Francisco nel 1847, ma il suo progetto sembra svanire ai piedi della collina. A quei tempi, l’unico accesso alle case sulla cima erano interminabili rampe di scale. Una volta arrivati in cima al pianoro superiore, gli abitanti seguivano poi mulattiere fino alla loro destinazione. Gli immigrati irlandesi furono i primi a colonizzare l’area, mentre i Cileni si stabilirono nella parte inferiore del versante occidentale. Dal 1860 arrivò una nuova ondata di immigrati: Italiani, ansiosi di fuggire dai disordini sociali dopo l’Unità,

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Al di làa’ dell’oceano che si stabilirono nel quartiere cileno e in breve se ne impadronirono. Quei pochi isolati - con caffè, piccoli vialetti, il profumo della pasta fatta in casa - ricordavano il mondo che si erano lasciati alle spalle. Durante il grande terremoto e l’incendio del 1906, questi Italiani riuscirono a sconfiggere le fiamme con stracci impregnati di vino delle loro cantine. Il loro sforzo per salvare alcune case fu davvero eroico, ma quando l’incendio finalmente si spense, tre giorni dopo, l’80% di Telegraph Hill era ridotto in cenere. I lavori per ricostruire San Francisco iniziarono subito dopo l’incendio. Vennero costruiti immediatamente enormi blocchi di appartamenti per compensare la perdita dei 200.000 abitanti rimasti senza casa. Alla fine tutte le prove del disastro vennero cancellate dall’esposizione Panamericana nove anni più tardi. Nel 1929, Lillie Hitchock Coit, una delle personalità di ricche ed eccentriche di San Francisco, lasciò cinquantamila dollari per abbellire la città. Il denaro venne speso per erigere una snella torre neoclassica in suo nome. Coit Tower è situata sul sito della vecchia stazione di segnalazione, e permette una splendida vista a trecentosessanta gradi del centro città, Russian Hill e della baia. Di recente è stata aggiunta anche una statua di Cristoforo Colombo. Oggi, la strada più panoramica ma anche più faticosa per raggiungere la torre è da est, attraverso le scalinate su Filibert o Greenwich. Le case di questo ripido quartiere sono accessibili solo da vecchie scale di legno. I visitatori, circondati da lussureggianti giardini tropicali e dal canto

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dei pappagalli, si trovano immersi in un mondo lontano da quello affollato più in basso. Circa settecento persone sono abbastanza fortunate da poter chiamare “casa” quest’area della città, visto che i loro edifici sono scampati alle catastrofi e alle demolizioni. Possono a ragione dire di vivere su una montagna, sull’acqua e in città allo stesso tempo. Sandwiched between the busy financial district, bustling residential neighborhoods and the sea, stands Telegraph Hill. At approximately 20 blocks in size, it is the smallest of the 46 hills within San Francisco city limits, yet one its’ most historic. Whimsical bohemian cottages dating from the 1860’s perilously cling to the steep eastern cliff face, while the gentler sloping west side harbors a distinctly Italian feel. Residents who come to live here discover an island of tranquility; complete with overgrown foliage, quiet dead end streets and spectacular views the ever changing colors of the bay. Inspiration hovers around the summit, as past residents Mark Twain, Ambrose Bierce and Armistead Maupin have all found. The history of Telegraph Hill dates back to the gold rush. Before then, it was simply known as Punta de Loma Alta (point of high hill). In 1848, gold was discovered in California, sparking the largest gold rush in history. San Francisco grew from 1,000 inhabitants, to 25,000 full time residents in less than two years. As there was very little flat land available within the city center, miners would set up tents on the surrounding hills and camp for a few days, before heading east. The Spanish name was dropped, and the more Americanized “Prospect Hill” was adopted. After the frantic pace of gold seekers died down in the subsequent years, the hill changed names once again and became known as Billygoat Hill. Tents were replaced by temporary wooden shanties, and eventually by permanent housing. At that time, San Francisco was so isolated that a ship was often the “Gli Italiani riuscirono only link to the outside world. Since a sconfiggere le fiamme the 284 foot high peak was visible from every point in the city, a signal con stracci impregnati station was built to announce the

di vino delle loro cantine”

arrival of ships to the town below. Incoming ships ending their six-month voyage would carry news, mail, family members, and catalogue ordered items. Longshoremen constructed modest homes along the hill’s eastern slope so they could be the first to run down and work unloading incoming vessels. Eventually, another signal station was built at Point Lobos on the Pacific so that the signal could be telegraphed further in advance. It is from these stations that the hill took its present name. Sailing ships brought cargo, but needed ballast upon leaving, so the eastern and southern flanks of the hill were blasted away to produce gravel. Evidence of this blasting can still be seen at the intersection of Filbert and Sansome , as well as north of Broadway Street. Jasper O’Farrell is credited with surveying and expanding the existing streets of San Francisco in 1847, but his grid layout seems to be abandoned at the foot of the Hill. In those early days, the only access to the homes at the crest was a countless number of stairs. Once they reached the upper plateau, residents then followed goat paths to their destination. Irish immigrants first settled this area, with Chileans taking the lower western flanks. The 1860’s saw a new wave of immigrants: Italians, who were eager to escape the friction of Garibaldi’s unification, settled and eventually overtook the Chilean quarter. The few blocks – with narrow alleyways, espresso café’s, and house made pasta hopes reminded them of the world they had left behind.

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During the great earthquake and fire in 1906, these Italians were able to beat out the flames with clothes soaked with wine from their cellars. Their effort in saving a few houses was heroic, but by the time the fire had died out three days later, over 80% of Telegraph Hill lay in ruin. Work to rebuild San Francisco began as soon as the fire was put out. Huge tracts of apartment buildings were immediately constructed to compensate for the 200,000 residents who had been left homeless. In fact, all evidence of the disaster was erased by the Pan-American Exposition nine years later. In 1929, Lillie Hitchock Coit, one of San Francisco’s wealthiest and most eccentric personalities, left $50,000 for city beautification. The money was spent erecting a classically fluted tower bearing her name. Coit Tower stands at the site of the old signal station, and affords wonderful 360 degree views of Downtown, Russian Hill and the bay. More recently a statue of Christopher Columbus was added. Today, the most scenic, although most physically demanding was to reach the tower is from the east via the Filbert or Greenwich steps. Residences in this steep neighborhood are only accessible through old wooden staircases. Surrounded by lush tropical gardens and the sounds of parrots overhead, visitors are immediately drawn into a world away from the busy one below. About 700 residents are lucky enough to call this area home, their houses having escaped major catastrophes as well as the wreckers’ ball. They can say they live on a mountain, on the water, and in the city all at the same time.

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Sotto il mare Testo e foto di Gianni Risso www.apneaworld.com

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eneralmente ci occupiamo di immersioni subacquee fatte con l’autorespiratore ad aria o ARA – come si dice in gergo – e corrediamo gli articoli con tante immagini scattate da bravi fotografi subacquei nei più apprezzati paradisi subacquei dei nostri mari, che sono tanti, e delle destinazioni esotiche. Questa volta cambiamo tema e parliamo di immersioni fatte in apnea, ovvero trattenendo il fiato per tutto il tempo consentito dalla nostra autonomia polmonare: la specialità subacquea che negli ultimi anni ha fatto registrare un vero boom. Per molti anni l’apnea è stata praticata soltanto da una ristretta élite di appassionati che avevano al vertice campioni di caratura mondiale. Tutti ricordano le imprese dei nostri Raimondo Bucher, Enzo Maiorca, Angela Bandini, Umberto Pelizzari e Gianluca Genoni, detentori per molti anni di decine di record mondiali di apnea profonda. Usciti dalla scena sportiva, i nostri super-primatisti hanno creato delle scuole di apnea. E proprio a Genova – dove è nata praticamente la didattica mondiale grazie al grande Duilio Marcante – nel 1994 Umberto Pelizzari, con Renzo

il Boom Dell’aPNea Il grande successo deglI degl ultImI annI nel mondo della subacquea? L’apnea. una na passIone pass alImentata anche da tante scuole dI d campIonI

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Mazzarri e Angelo Azzinari , il Prof. Luigi Oddone e il Dr. Luigi Magno presentarono a Linea Blu con Puccio Corona il progetto di Apnea Academy, costituita poi nel 1995 e diventata in pochi anni la più nota didattica di apnea in campo internazionale. Una vera università dell’apnea. Dal gran lavoro fatto dalle scuole è scaturito un grande impulso alla popolarità dell’apnea che gradatamente è stata messa nei propri programmi da quasi tutte le altre didattiche già operative. Questi fatti hanno determinato la forte crescita di scuole, istruttori, tipologie di corsi e di conseguenza dei praticanti.

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L’immersione in apnea è uno sport puro e completo, praticabile in qualsiasi mare e con una attrezzatura molto semplice: maschera, tubo respiratore, pinne, muta, cintura di zavorra e orologio/profondimetro o computer subacqueo. Ma per praticare l’apnea in totale sicurezza e con la massima soddisfazione è indispensabile prima di iniziare partecipare a un corso base e ottenere il brevetto. La cosa è attuabile facilmente anche durante il letargo d’inverno/primavera in quanto ci sono ottime scuole di apnea in tutte le città d’Italia. Per individuare la scuola più vicina si possono consultare i siti www.apnea-academy.com, www.fipsas.it (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee); la didattica PSS di Gianluca Genoni www.genoni.com e quella di Stefano Makula, www.stefanomakula.com. Da segnalare sicuramente anche la didattica dell’apnea di Nicola Brischigiaro, primatista mondiale di apnea lineare sotto ghiaccio, che oggi organizza corsi anche per bambini “Apnea for Kids”, per gestanti e per disabili. Per info www.apneanationalschool.it.

SUBACQUEA E TURISMO IN FEBBRAIO A MILANO La 20° edizione dell’Eudi Show, la tradizionale ed importante rassegna espositiva della subacquea, per la prima volta si terrà all’interno della BIT (Borsa Internazionale del Turismo) in programma nel polo fieristico di Milano – Rho dal 16 al 19 febbraio 2012. Il settore della subacquea e del turismo specializzato saranno nel padiglione 6 dove gli appassionati troveranno tutte le novità della prossima stagione e per la prima volta in assolto potranno acquistare liberamente presso gli stand. Orario di apertura: tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.30; biglietto ingresso euro 12,00 (on-line 10,00). Da segnalare che nei giorni 18 e 19 febbraio con lo stesso biglietto sarà possibile visitare anche la BIT. www.eudishow.eu.

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Santa Margherita A cura di Umberto Paganelli

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Liguria da vivere

Santa Margherita: Liguria formato magia

La perla del Tigullio continua a rinnovarsi con prestigiosi restyling senza dimenticare l’eleganza del suo straordinario passato

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are, shopping, sapori tipici, movida, natura, relax. Un’offerta a 360 gradi che ha nella straordinaria bellezza del borgo dalle facciate dipinte un marchio riconosciuto a livello internazionale. E il mercato risponde, con segnali forti e chiari che premiano l’alto livello raggiunto dal tessuto commerciale, il fascino di prodotti freschissimi come il gambero rosso, il ritrovato appeal della città “by night”, il taumaturgico piacere di un’immersione nel blu trasparente dell’area marina protetta o nel verde lussureggiante del Promontorio di Portofino e dei parchi secolari. Si, Santa Margherita Ligure si conferma tra le località turistiche in grande crescita, apprezzata sia dalle famiglie che dai giovani, dagli italiani così come dagli stranieri. La sua vocazione alla conservazione delle bellezze paesaggistiche e architettoniche continua ad essere esaltata da restyling diffusi e nuovi servizi che testimoniano quanto il borgo, geloso del suo passato, sia nondimeno proiettato verso il futuro.

La citta’à che cambia: a Corte un nuovo salotto per la cittàa’

Un elegante marciapiede con una larghezza minima di 6 metri, realizzato in arenaria, con rifiniture di pregio ed eliminazione dei parcheggi esistenti, ricollocati nell’area dell’ex cantiere Spertini, recentemente sgomberata dallo scheletro di fabbrica. La nuova passeggiata di Corte realizzata nel 2010 ha trasformato Via Bottaro e Via Garibaldi in un’area a misura

d’uomo, dove cittadini e turisti possono riappropriarsi degli spazi pubblici per camminare, fare jogging e sostare comodamente sulle panchine. La distanza tra la zona a mare e gli eleganti negozi incastonati nelle palazzate alla ligure è diminuita, e tra essi non si frappongono più barriere fisiche e visive. All’ingresso del Porto, una nuova “piazza” ospita ora eventi e manifestazioni.

Santa Margherita piccola capitale ligure della cultura

Liguria e cultura, un legame consolidato e riconosciuto a livello internazionale, ha in Santa Margherita Ligure uno dei suoi teatri più prestigiosi. Santa Margherita è sede di due importanti premi giornalistici: il Premio Giornalistico per la cultura e il Premio Giornalistico per l’economia “Gozzo d’Argento”, frequentati dalle firme più prestigiose del panorama nazionale come Vittorio Feltri, Paolo Mieli, Marcello Sorgi, Gianni Riotta, Giulio Anselmi e Roberto Napoletano. Da ormai 8 anni ospita il Premio Bindi, un festival dedicato alle giovani promesse della canzone d’autore, un trampolino di lancio verso la carriera artistica che annovera ospiti di primo piano del mondo dello spettacolo. Villa Durazzo, splendida dimora seicentesca accessibile da un meraviglioso parco secolare, è location di grandi appuntamenti concertistici e teatrali. Ogni anno, sul magnifico “risseu” posto davanti all’atrio, si svolge il Festival Tigullio a Teatro diretto dal regista, attore e scrittore

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Liguria da vivere Pino Petruzzelli. Dal 2009, al Cinema teatro Centrale, è ritornata la rassegna teatrale invernale che ha avuto, tra i protagonisti, Lella Costa, Anna Finocchiaro, Luca e Paolo, Daniele Luttazzi, Morgan, Simone Cristicchi, Arisa. Non solo: la biblioteca comunale, nella centralissima Via Cervetti Vignolo, è molto più di una piccola biblioteca di provincia. E’ ormai un moderno di centro di formazione che offre possibilità sia di frequentare corsi in loco, di scrittura creativa e di drammaturgia, sia corsi a distanza in lingue straniere. Può ora avvalersi di una prestigiosa succursale nei locali di Villa Nido, dependance del complesso di Villa Durazzo, dove sono collocati i volumi del lascito del filosofo Italo Bertoni, un vero e proprio tesoro scientifico e culturale che qualifica l’offerta ricreativa della Villa.

Movida: quando La notte diventa Magica

Tra le località della Riviera Santa Margherita è quella che, storicamente, si è sempre rivolta a un target giovanile con una straordinaria offerta di opportunità per serate dinamiche all’insegna della musica e della festosità. Merito di locali storici come il Covo di Nord Est, il Carillon, degli american bar della zona a mare e del centro e, recentemente, di iniziative promosse dal Comune. Su tutte la straordinaria Notte Bianca, che nel 2012 traguarderà la quarta edizione. Prevista il primo sabato del mese di settembre, la Notte Bianca di Santa Margherita si rivolge ai giovani ma anche alle famiglie, con una gamma di appuntamenti ad elevato richiamo: Roy Paci, Giuliano Palma ed Elio e le storie tese sono stati, negli appuntamenti precedenti, le star attorno al quale sono ruotati decine di appuntamenti musicali, artistici, culturali ed enogastronomici che hanno richiamato in città oltre 30.000 partecipanti. La Notte Bianca, a Santa Margherita, non è un evento isolato, ma il culmine di un programma di “magic nights” a tema, con eventi disseminati in ogni angolo del borgo: già fissate, nel 2012, una Notte d’inizio estate dedicata alla Radio, una “Notte Verde” originalmente focalizzata sui temi dell’ecologia, e l’ormai tradizionale Carnevale di Ferragosto.

Il rIcordo dI Alberto FustInon Un uomo speciale, anzi unico. Un uomo dai tratti morali tanto rari quanto preziosi. Così viene ricordato a Santa Margherita Alberto Fustinoni, Vice-Sindaco in carica e assessore al turismo e alla cultura, scomparso il 31 gennaio dopo una coraggiosa lotta contro un male subdolo e incurabile. Avrebbe compiuto 49 anni a giugno. Fustinoni era titolare, insieme ai fratelli, del Grand Hotel Miramare, uno degli alberghi più prestigiosi di Santa Margherita Ligure e della Riviera di Levante, celebre per ospitare ogni anno il convegno dei giovani industriali. La sua perdita ha destato grande commozione in città, dove era molto stimato per le sue qualità professionali e la sua straordinaria cultura di poliglotta, ma soprattutto amato per le sue straordinarie doti umane: per la sua generosità, il suo altruismo, la sua capacità di ascolto e di dialogo, il suo amore per la vita e la sua forza interiore, che gli hanno permesso di non arrendersi di fronte al destino e di divenire esempio per tutti coloro che il Cielo decide di mettere alla prova. “Alberto era davvero speciale. Lascia un vuoto incolmabile, non solo nella nostra amministrazione ma anche all’interno della nostra comunità”. Così lo ricorda, commosso, il Sindaco Roberto De Marchi.

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Progetto Santa Margherita Srl: al Servizio del turiSMo

Creata nel 2006 come società interamente controllata dal Comune di Santa Margherita Ligure, la Progetto Santa Margherita srl gestisce il complesso architettonico di Villa Durazzo e gli ormeggi di transito del Porto Turistico. Amministratore unico, dal 2010, è il manager genovese Lorenzo Sorvino. 15 i dipendenti, con una spiccata presenza femminile nello staff che gestisce le visite e cura gli eventi pubblici e privati in Villa. Tra i compiti assegnati alla “Progetto” spicca anche la promozione turistica con particolare attenzione al settore croceristico, che nel 2012 registrerà una forte impennata. Santa Margherita ospiterà circa 40 navi da crociera in virtù, tra l’altro, di una partnership recentemente sottoscritta tra la “Marina di Santa” e l’agenzia marittima genovese Cambiaso & Risso, con un aumento di oltre il 200% rispetto all’anno precedente.

il Sindaco: roberto de Marchi

Classe 1948, Roberto De Marchi è Sindaco di Santa Margherita Ligure dal giugno del 2009, eletto a capo di una lista civica indipendente. Medico dermatologo, è stato primario dell’ospedale San Martino di Genova dal 1986 al 1998 ed è tra i fondatori della Società Mediterranea di Dermatologia, di cui ha ricoperto anche la carica di presidente. Tra il 1985 e il 1990 è stato vice-sindaco di Santa Margherita Ligure per effetto del primo “compromesso storico” su territorio italiano tra l’allora Democrazia Cristiana e il Partito Comunista, tra le cui file era stato eletto. Tra il 1996 e il 2004 ha ricoperto la carica di presidente dell’Azienda pubblica di servizi alla persona “Pii Istituti Riuniti” di Santa Margherita.

il nuovo Portale turiStico

Il 2012 sarà per Santa Margherita l’anno della consacrazione su web attraverso un nuovo portale turistico multi-lingue gestito dal Comune, un database di informazioni capace di soddisfare qualsiasi curiosità sull’offerta territoriale: alberghi, bar, ristoranti, boutique, farmacie, trasporti, servizi alla persona, eventi e tutto ciò che aiuta a programmare il proprio soggiorno nella “Perla del Tigullio”.

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Liguria da vivere

Per saPerne di Pi첫: www.comunesml.it www.villadurazzo.it www.premiobindi.com www.premiogiornalisticocultura.it www.premioeconomiasantamargherita.i

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Villa Durazzo Centurione

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Solidarieta’ e ricerca

liguria

e la Marina Militare italiana uniti per la riCerC er a erC Nei quattro giorNi di sosta della Nave scuola PaliNuro davaNti a saNta Margherita, AIRETT LIguRIA ha dato vita a uNa serie di eveNti Per raccogliere foNdi onlUs Policlinico Le Scotte c/o Reparto N.P.I. V.le Bracci 1 - 53100 SIENA Tel 339 8336978 - info@airett.it www.airett.it Scegliendo di destinare il 5 per mille in favore dell’AIR - Associazione Italiana Rett Onlus indicare il C.F. n. 92006880527

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on la collaborazione della Marina Militare italiana, che ha messo a disposizione la prestigiosa Nave Scuola Palinuro, ed il Comune di Santa Margherita Ligure, AIRETT Liguria ha organizzato ad ottobre scorso una serie di eventi con lo scopo di raccogliere fondi per la ricerca sulla sindrome di Rett. Lo storico veliero ha sostato per quattro giorni nelle acque antistanti Santa Margherita Ligure, dove si sono svolti eventi sia a bordo che una cena di gala presso la Casa del mare, messa a disposizione dalla società Marina di Santa che gestisce il porto. Nei giorni di permanenza della nave, tramite i gommoni della Lega Navale Italiana e del Diving “Profondo Blu” oltre settecento persone hanno potuto visitare la Palinuro, accolti dal comandante Giovanni Schiavoni e dal suo splendido equipaggio, che dimostrando una grande sensibilità ha organizzato in proprio una raccolta di fondi che sono stati consegnati dal Comandante al responsabile AIRETT Liguria, l’Ing. Giancarlo Dughera in occasione della visita domenicale alla nave. Due ragazze affette da Sindrome di Rett ed altri disabili sono saliti a bordo con una calorosa accoglienza, riconfermando la collaborazione tra l’associazione e la Marina Militare Italiana.

Che Cos’è la sindrome di rett La sindrome di Rett è una grave patologia neurologica, che colpisce nella maggior parte dei casi soggetti di sesso femminile. La malattia è congenita, anche se non subito evidente, e si manifesta durante il secondo anno di vita e comunque entro i primi quattro anni. Colpisce circa una persona su 10.000. Si possono osservare gravi ritardi nell’acquisizione del linguaggio e nell’acquisizione della coordinazione motoria. Spesso la sindrome è associata a ritardo mentale grave o gravissimo. La perdita delle capacità di prestazione è generalmente persistente e progressiva. La sindrome di Rett provoca gravi disabilità a molti livelli, rendendo chi ne è affetto dipendente dagli altri per tutta la vita. La sindrome prende il nome da Andreas Rett, il professore di origine austriaca, che per primo la descrisse nel 1966.


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L’ELEGANZA DELLA LUCE

ViLLA DUrAZZo,

A SANtA t MArG tA r hEritA rG rit LiGUrE ritA

Nascosta Nel verde di uN meraviglioso parco, affacciata sul golfo di portofiNo, villa durazzo apre i suoi ambieNti ad eveNti e cerimoNie firmati Capurro riCevimenti.

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on tutti sono a conoscenza che Santa Margherita Li Ligure nasconde , tra il verde ed il silenzio di un meraviglioso Parco che domina il centro, un insieme di dimore storiche molto significative, poco al di sopra del Porticciolo e del mare. E’ il complesso di Villa Durazzo, un contesto di grande fascino in cui risaltano la seicentesca Villa Durazzo, le ottocentesche Villa San Giacomo e Villa Nido, la barocca Chiesa di San Giacomo , ed il Castello Cinquecentesco , più a mare, sulla passeggiata. Di proprietà del Comune di Santa Margherita Ligure (ad eccezione della Chiesa, naturalmente) , gli ambienti ed il Parco accolgono il pubblico con modalità diverse. Mentre infatti Villa Durazzo e il Parco sono aperti quotidianamente, Villa San Giacomo e il Castello Cinquecentesco propongono le loro sale solo in occasione di Ricevimenti o Manifestazioni. Villa Durazzo , tipica costruzione alessiana, si affaccia da un lato sul mare e dall’altro sul parco, o meglio su una meravi-

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gliosa terrazza immersa nel verde e decorata da uno splen splendido acciottolato bianco-nero a motivi floreali , nello stile del “risseu”, la tipica pavimentazione ligure di pietre tondeggianti. Al suo interno ospita un’importante Quadreria e una collezione di Mobili d’epoca, in ambienti decorati con stucchi, lampadari di Murano, pavimenti in maiolica o graniglia genovese. Immergersi nell’ambiente Villa-Parco dona una sensazione di tale bellezza e di tale dolcezza che rende spontaneo abbassare la voce, se non ammutolirsi. Per guardare in quello spazio di mare così meraviglioso, da una posizione così unica. Anche per questo motivo tutte le strutture, e il Parco, costituiscono ambientazione eccezionale per cerimonie nuziali, rinfreschi, momenti celebrativi che davvero diventano indimenticabili nel tempo, oppure convegni e meeting in cui godere anche del silenzio, della quiete e della bellissima luce del posto. Il Parco, inserito dal 2006 nel circuito “Grandi Giardini Italiani” e gemellato coi Giardini Hanbury di Ven-


In Genova Promotion Recentemente la società ha introdotto nella sua offerta il programma “Emotivatevi!”, una nuova linea enogastronomica creata sulla base di un pacchetto di sapori e di profumi unici per qualità, eccellenza e sostenibilità, scelti con attenzione e valorizzati dalla sapiente esperienza maturata in oltre 110 anni di attività . “Emotivatevi!” prevede una prima fase con proposta di “menù etici” , in cui l’attenzione alla sana alimentazione, al consumo responsabile ed al rispetto ambientale sono gli ingredienti fondamentali. Menù composti da sapori autentici e biologici, prodotti stagionali e provenienti da allevamenti e colture locali. Dopo questa prima fase la linea si arricchirà di materiali e servizi informativi a corredo , atti a favorire la conoscenza e la coscienza del bene alimentare.

timiglia, è ricco di numerose specie di alberi, soprattutto imponenti palme, presenta e piacevoli effetti sorpresa con statue, siepi e sentieri che si intersecano creando balconi e finestre naturali sul mare. Viene spesso utilizzato per set fotografici, presentazioni di auto, eventi, e naturalmente per bellissimi ricevimenti. Per chi fosse interessato a sposarsi, la vicinanza della chiesa di San Giacomo permette l’abbinamento anche a riti religiosi a cui le Ville e il Parco si combinano perfettamente per il successivo momento di festeggiamento. Del resto nelle strutture del complesso sono autorizzati riti civili: per Villa Durazzo nella Sala Vaymer e nel Salone degli Stucchi; per Villa San Giacomo, nel Salone Ortensia e nel Salottino delle Rose; per il Castello Cinquecentesco, nella Sala Superiore. Negli anni scorsi due matrimoni hanno portato alla Villa grande notorietà internazionale: nel 2007 le nozze del cantante inglese Rod Stewart, nel 2008 quelle del campione di calcio Wayne Rooney. Da quel momento è iniziata una domanda crescente sia da parte di Inglesi, Americani, Giapponesi… che da parte di Liguri e Lombardi. Per costoro, la scoperta di un tesoro davvero vicino a casa. Villa Durazzo è sede anche di esposizioni d’arte, nonché di manifestazioni con grande affluenza di pubblico. Tra queste ricordiamo la mostra mercato dell’”Erba Persa”, che si svolge in periodo pasquale ed è dedicata a floricoltori e vivaisti, in un’ambientazione naturale di grande suggestione, e le giornate “100%Nozze”, dedicate ai futuri Sposi. Il catering ed il banqueting delle strutture del complesso sono un’esclusiva Capurro Ricevimenti, storica azienda genovese di notorietà nazionale che gestisce anche alcune delle più belle location del capoluogo, tra cui Palazzo della Meridiana e Villa Spinola, nonché residenze di charme e ville d’epoca nelle Riviere. Stile, eleganza, qualità, cura dei particolari e di ogni minimo dettaglio, tradizione ma anche forte capacità innovativa: ecco le caratteristiche che contraddistinguono il servizio Capurro per ogni tipo di iniziativa, business o privata.

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INFORMAZIONI Villa Durazzo : Piazzale San Giacomo 3 16038 Santa Margherita Ligure Per info su aperture pubbliche ed orari: tel 0185 293135 www.villadurazzo.it/info Per eventi e ricevimenti: Capurro Ricevimenti via Pratolongo 6r Genova, tel. 010 3773514 info@capurroricevimenti.it www.capurroricevimenti.it


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Covo di Nord Est

Oggi, come ieri piace alla gente che piace Queste sono le motivazioni profonde per cui, a distanza di tanti anni, questo luogo mantiene inalterato tutto il suo fascino e la sua bellezza. Oggi, come ieri il Covo di Nord Est rappresenta la scelta ideale per chi vuole organizzare feste, eventi, cerimonie, cocktail party e cene. L’ambiente, che ha mantenuto inalterata la sua struttura originaria, si è arricchito in termini estetici e funzionali per adeguarsi al miglior servizio e alla assoluta personalizzazione del cliente. In una unica location si possono trovare contesti completamente diversi: dal Covo Beach affacciato su una splendida piscina naturale al Covino, spazio suggestivo e riservato, dalla Grotta dove il cenare a lume di candela sul mare diventa un suggestione rara, al Covo discoteca animato dai ritmi incalzanti e vibranti dei migliori dj internazionali. Oggi, come ieri, il Covo di Nord Est piace alla gente che piace.

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Il Covo di Nord Est è musica!

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Il Covo di Nord Est significa “bella vita” e divertimento. Ogni stagione al “Covo” è vissuta da sempre al ritmo della musica: chi non ha, almeno una volta nella sua vita, trascorso una serata a ballare sulle piste della discoteca sul mare? Chi appartiene, come noi, a un'altra epoca ricorda certamente le emozioni trasmesse da Gloria Gaynor sul palco o le canzoni d'amore di un Baglioni ... ma è solo storia. Oggi c'è un'altra colonna sonora, che ti prende più le viscere che la testa. Ci sono i dj internazionali come Bob Sinclar. I generi musicali si mescolano vorticosamente e si sovrappongono dando spazio a tutti i gusti e tutti i passi: dalla musica commerciale al revival, dalla progressive house al latino-americano. Ce ne è per ogni situazione e tendenza. Così come la musica si accavvalla alle feste a tema dal nostalgico Flower Party anni sessanta sino ad arrivare al Premio Bindi “Winter” dove la musica d'autore vola via nel cielo stellato. Tutto questo è Covo, è musica!

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Il Covo di Nord Est è sicuramente uno dei locali più famosi al mondo; tra i pochi che possono godere di una impareggiabile posizione ambientale (nel golfo di Portofino) e possono raccontare una storia artistica e mondana di oltre ottanta anni. La vista dal mare è da “mozzare il fiato”: collocato lungo una striscia-litoranea in un panorama naturale unico dove, in mezzo a dimore antiche e ville a strapiombo, compare una piccola insenatura nel mare blu cobalto del Tigullio. Non possiamo stupirci che il “Covo” sia stato l’esclusivo punto di incontro del jet-set e delle star internazionali negli anni sessanta. È in quel periodo che si crea il mito e che il locale entra nella favola dell’immaginario collettivo internazionale. Imprenditori di successo e artisti di fama regalano al Covo una atmosfera di magia e di leggenda. Le stagioni si succedono, ma i miti restano, così come resta, anzi forse si accentua, la ricerca del divertimento, del piacere e della esclusività.

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Costituita nel 1992, la Cofi Srl Con sede a santa Margherita ligure, CoMpie vent’anni. Prova di resistenza al fuoco

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azienda, pur essendo relativamente giovane, può vantare un’esperienza più che trentennale, frutto delle precedenti esperienze nel settore navale e siderurgico del suo fondatore e amministratore unico, l’ingegner Giancarlo Dughera. Negli anni la Cofi, attenta alle esigenze del cliente e attraverso lo studio delle stesse, ha svolto una costante ricerca, garantendo prodotti di grande affidabilità e dall’elevato contenuto tecnologico. L’analisi delle problematiche industriali, l’attenta progettazione e le diverse e complesse fasi di sperimentazione svolte in laboratorio, ha fatto sì che Cofi enumeri tra i suoi articoli, guarnizioni speciali statiche e dinamiche di piccole e grandi dimensioni, giunti compensatori metallici e in particolare giunti compensatori in gomma e tubi flessibili resistenti al fuoco - dall’innalzata qualità e certificati dalle più importante società IACS, come ad esempio R.I.N.A. e rispondenti alle più recenti normative dettate dalla Marina Militare e R.I.N.A.-MIL.

Cofi, non ha lesinato nell’investire, rivolgendo particolare attenzione alle risorse umane Tecnici che nel tempo hanno maturato competenza e acquisito una notevole professionalità e che oggi sono l’importantissimo patrimonio di Cofi. Cofi che annovera tra i suoi clienti le più importanti aziende italiane ed estere, ancor più si contraddistingue per aver realizzato e fornito, giunti compensatori antishock, in equipaggiamento agli impianti delle più moderne unità navali della Marina Militare Italiana, tra cui la portaerei Cavour e caccia Andrea Doria e Caio Duilio e i più recenti cacciamine di nuova generazione, realizzati in vetroresina per conto della Finnish-Navy. A tutto questo successo dobbiamo aggiungere la grande “conquista” per aver realizzato e fornito gli innovativi prodotti destinati alle nuove fregate europee, multi missione – FREEM e i nuovi due sommergibili a propulsione a idrogeno in costruzione presso Fincantieri. Giancarlo Dughera ha reso possibile tutto questo e l’ha fatto puntando a soddisfare le esigenze del cliente, aprendosi alle innovazioni e investendo nel rispetto della qualità, ma quello che maggiormente lo differenzia e il suo sostegno al sociale, dove lo troviamo impegnato come responsabile in Liguria di AIRETT, l’associazione Onlus che sostiene la ricerca a favore delle ragazze affette da “Sindrome di Rett” .

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Prosegue il viaggio a quattromila metri d’altezza, tra i laghi coperti di “tortora” e le rovine di Macchu Picchu

DAL DESERTO DI NAZCA

AL TITICACA E CUZCO

Testo e foto di Mauro Ricchetti

“Finalmente si può correre a settanta chilometri all’ora sulla distesa di sale che appare bianchissima e liscia, quasi accecante, perfetta come una lunga lastra di marmo di Carrara”

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l tramonto il deserto attorno a Nazca sembra illuminato dai bagliori di un grande incendio: il grande disco del sole scende rapidissimo, la terra grigio-ocra diventa di un caldo colore arancione e le ombre si allungano, creando macchie scure e taglienti tra le dune. Per iniziare la salita della Cordigliera andina bisogna raggiungere Arequipa, la “blanca ciudad”, una delle più belle città del Perù, distante circa cinquecento chilometri dal deserto della costa. Arequipa, a 2800 metri sul livello del mare, è stata perfettamente pianificata nel periodo coloniale spagnolo ed è ricca di complessi religiosi, monumenti ed edifici baroccheggianti, realizzati con la chiara pietra vulcanica locale e intonacati di bianco. Le costruzioni si stagliano nette contro un cielo solitamente limpido, di un blu intenso. La città è una tappa d’obbligo per raggiungere la città di Puno che sorge sulle riva del lago Titicaca, il più alto del mondo. Arequipa dista da Puno circa trecento chilometri di strada sterrata che conduce fino ad oltre i quattromila metri di altitudine. Leggo sul mio diario: “La tappa Arequipa-Puno è stata la più difficile del viaggio: 275 chilometri di strada impossibile, con buche improvvise e pietre enormi cadute sulla carreggiata: procediamo sempre in prima ad una velocità che non supera mai i 15- 20 chilometri l’ora. Nelle zone a nord il ghiaccio resiste fino alle undici del mattino. Prima di raggiungere le montagne occorre attraversare l’immensità desertica di un arido altipiano con pochissime case costruite in mattoni di fango e tetti in lamiera. Pochi sono gli indios che si incontrano sul cammino, pastori o agricoltori in continua lotta con l’ichu, l’erba dura che invade e distrugge le rare colture di mais. A volte appaiono gruppi

Fitti giunchi sul lago Titicaca. Nella pagina accanto: Machu Pichu, la città perduta degli Incas a 2700 metri

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Sulle strade degli Incas

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“Pure i cimiteri sono piccole isole galleggianti che si muovono lentamente, spinte dalle correnti� Donna con bambino al mercato di Puno

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Sulle strade degli Incas

Donna Uros che macina il grano

di lama e alpaca in branchi, che fuggono al rumore della macchina. Gli indios, uomini e donne, avvolti in poncho colorati, hanno in testa una fascia di lana rigata con sopra la tipica bombetta nera.. Seduti ai bordi della strada sembrano cumuli di stoffa colorata, più che persone, imbacuccati e rannicchiati a gruppi di due o tre. Le donne più giovani hanno sulle spalle altre coperte variopinte da cui spuntano i visi paffuti e sorridenti dei bambini che non sono ancora in grado di camminare. Sull’altipiano di Puno il silenzio è assoluto. Solo il vento sibila tra l’erba gelata, dura, tagliente come il vetro. Prima della città si attraversa il lago de las Salinas, un’enorme distesa bianca di sale, e all’orizzonte appare il cielo azzurro e limpido. Finalmente si può correre a settanta chilometri all’ora sulla distesa di sale che appare bianchissima e liscia, quasi accecante, perfetta come una lunga lastra di marmo di Carrara. Dopo il lago si riprende il percorso in salita verso Puno e dopo il ghiaccio arriva la polvere sollevata dal vento”. Superati i quattromila metri di altitudine, con il mal di montagna ,“il saroche” che dopo i tremila arriva inesorabile,

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raggiungiamo Puno, una delle tappe più importanti del nostro viaggio. Da qui parte l’antico percorso verso Cuzco, la capitale dell’impero degli Incas, l’ombelico del mondo. Eccolo finalmente il grande lago Titicaca: situato a 3812 m. s.l.m. di un colore blu cobalto, il suo perimetro è lungo 990 chilometri con una profondità massima di 330 metri. La superficie di questo lago è quasi totalmente ricoperta da una fitta vegetazione di giunchi detti “totora”, di un caldo color giallo oro. Con una barca a motore raggiungiamo gli “Uros” il popolo del lago, il più antico del Perù. Questi indigeni vivono su isole galleggianti ricavate da strati di rami intrecciati di totora; anche le case sono fatte di giunchi, come le loro barche. Pure i cimiteri sono piccole isole galleggianti che si muovono lentamente, spinte dalle correnti. La totora che ricopre il lago è l’unica risorsa degli Uros. Quando le isole galleggianti cominciano ad affondare vengono ricoperte con un nuovo strato di giunchi, disposto ortogonalmente al precedente. Gli Uros vivono di pesca e nelle vecchie barche in disuso coltivano tè e patate. Raramente raggiungono la terra ferma, non desiderano avere nessun contatto con gli “uomini”: loro sono “Uros”. Il popolo del lago, il più antico del mondo, che ha dato origine alla stirpe degli Incas. Purtroppo oggi la loro indipendenza rischia di essere contaminata da diverse sette religiose avventizie americane che si sono installate sulle loro isole. Dice un giovane Uros: “Non possiamo più fumare, masticare le foglie di coca e bere

“Spesso la mattina, lungo i percorsi interni, si incontrano branchi di lama che salgono lentamente fino ai pascoli alti” Le isole galleggianti del Titicaca. Nella pagina accanto, sopra: la città Incas di Pisaq nella valle dell’Urubamba. Sotto: le colline gradonate coltivate a quota 2700 mt.

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Sulle strade degli Incas

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Gli altipiani gialli delle Ande

un po’ di alcol, cose che siamo soliti fare per difenderci dalla neblina gelata, e ci impediscono anche di stare con le nostre donne. Da quando questi gringos si sono insediati nel nostro territorio abbiamo perso la libertà di fare ciò che i nostri padri ci hanno insegnato: conservare le isole, pescare, fare figli sani e poi una volta morti lasciarci trasportare sull’acqua distesi sulle isole fluttuanti, per continuare il viaggio verso una nuova vita”. Gli Uros da almeno tremila anni disdegnano il contatto con gli altri uomini. Fino ad ora ha vigilato su di loro la grande distesa d’ acqua che è la loro casa e la loro terra e ogni anno costruiscono nuove isole di totora allontanandosi sempre più dalla costa, ormai troppo frequentata. Da Puno procediamo abbastanza rapidamente sulle Ande dirigendoci verso Cuzco, a tremila e cinquecento metri di altezza. Questa città fu il centro del potere dell’Incas, figlio del sole. Cuzco fu la capitale del Perù prima del dominio spagnolo: oggi a prima vista appare come una città coloniale spagnola, ma osservando più attentamente si può vedere come tutte le case siano state costruite al di sopra di muri preesistenti realizzati degli Incas, in blocchi di pietra incastrati perfettamente gli uni negli altri, completamente antisismici e indistruttibili. Le case, le fortezze e i templi degli Incas sono tuttora il basamento di tutte le case della città. Lo spettacolo dei muri costruiti con una maestria inspiegabile per un popolo che

non conosceva né il ferro né la ruota rappresentano uno degli spettacoli più entusiasmanti dell’archeologia peruviana. Da Cuzco solo a piedi o con un piccolo treno si può raggiungere la città perduta, Macchu Picchu. Questo antichissimo insediamento Incas sorge a 2.700 metri di altitudine, all’apice di una vetta impervia e verdissima. La città si sviluppa a gradoni che scendono lungo i fianchi della montagna, sostenuti da muri a secco, esattamente come nella Liguria dell’entroterra. Macchu Picchu è davvero unica sia per la sua ubicazione inaccessibile che per le magnifiche costruzioni in pietra: case, templi, scalinate costituiscono uno spettacolo straordinario. Spesso la mattina, lungo i percorsi interni, si incontrano branchi di lama che salgono lentamente fino ai pascoli alti. Per visitare bene Macchu Picchu, purtroppo ormai meta di un turismo di massa proveniente giornalmente da Cuzco, occorre riuscire a dormire sulla montagna, in un piccolo albergo a due passi dall’antica città per poterla vistare al mattino presto, quando è ancora raccolta nel silenzio e nella pace. Anche se Macchu Picchu rappresenta uno dei siti più interessanti del Perù forse è meglio cercare di proseguire verso altre zone meno frequentate, indubbiamente meno famose ma altrettante belle sia dal punto di vista architettonico che naturale, come la piccola Ollantaitambo, oppure dirigersi verso Chochechirau, una antichissima città scoperta da poco,

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Sulle strade degli Incas raggiungibile per ora solo a dorso di mulo percorrendo la strada che costeggia il grande fiume Urubamba. Questo percorso che collega Cuzco alla costa si snoda tortuoso fra l valli scoscese, ripercorrendo l’antico “camino incas” che dal mare raggiungeva la Cordigliera. Un lungo sentiero pavimentato, realizzato seguendo le curve di livello della montagna. Questa strada costruita in tempi remoti è ancora oggi percorribile per circa duemila chilometri ed attraversa paesaggi spettacolari, snodandosi in mezzo ad una natura incontaminata. Qui le rare costruzioni sono maestose, edificate in blocchi di pietra, perfettamente inserite nel territorio, come se la natura stessa le avesse costruite. Quello che purtroppo, ormai da troppi secoli, non siamo più capaci di fare.

Una bella casa Uros, il popolo del lago, il popolo più antico del Perù

Le bellissime case di Cuzco

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di Virgilio Pronzati

Se la Toscana è alla pari di Bordeaux, Bourgogne e California per grandi vini, le supera in fatto di bagaglio storico e culturale. Una regione che è un vero e proprio museo a cielo aperto, tra arte ai massimi livelli ed una campagna straordinaria, con ulivo e vite che ne disegnano il paesaggio. Proprio questa campagna è la testimonianza di un’illustre ed antica civiltà del vino: basti per tutte la nascita in Toscana della prima “denominazione dei vini” planetaria, creata nel lontano 1716. Nel famoso Bando del 24 settembre 1716, emanato da Cosimo III de’ Medici, sono infatti già tracciate le zone di produzione di quattro vini, di cui la maggiore

Rufina: uno scrigno di rubini Rùfina è si la più piccola delle sottozone del Chianti, ma con caratteristiche pedoclimatiche diverse dalle altre. L’altitudine in primis conferisce alle uve un giusto rapporto zuccheri/acidità, dando origine a vini dal colore rubino intenso e vivo, profumi intensi, persistenti e compositi, ed un sapore pieno, caldo ma sapido e fresco, armonico e di grande longevità. Che cosa si vuole di più da un vino? I suoi vigneti si estendono su una superficie di 12.483 ettari, di cui circa 750 iscritti all’Albo (che saliranno nel tempo a 1.000 ettari), con una produzione di circa 27.000 ettolitri. La sua zona di produzione comprende i comuni di Pontassieve, Rufina, Pelago, Lonta e Dicomano in provincia di Firenze. Come per Colli Fiorentini e Montespertoli, il Rufina ha un contenuto alcolico minimo del 12% (mezzo grado in più rispetto alle altre quattro sottozone), se con 12,5% ed invecchiato almeno due anni (dal 1 gennaio successivo alla vendemmia) di cui almeno nove mesi in botte di rovere; affinato tre mesi in bottiglia, può portare la qualifica Riserva.

‘ I Grandi Chianti Ruùfina La più piccola delle sottozone del Chianti ma unica per caratteristiche sfida i grandi vini esteri

Il presidente del Consorzio Chianti Rufina Lorenzo Mariani presenta la 5a edizione di Anteprima Rùfina. Ai lati i giornalisti D’Agata e Brook.

era è resta quella del Chianti, da sempre la più grande area vitivinicola italiana e la più nota nel mondo. In tempi più recenti, un Decreto Ministeriale del 31/7/1932 ne tutela la storica zona, riconosciuta poi Doc col DPR del 9/8/1967 ed infine Docg col DPR del 2/7/1984. La sua vasta area di produzione comprende ben sei delle dieci province ed è suddivisa in sette sottozone: Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colline Senesi, Colline Pisane, Montalbano, Montespertoli e Rufina.

Anteprima Chianti Rufina 2011

Nata solo cinque anni fa, “Anteprima Rùfina” è oggi tra le più importanti manifestazioni internazionali di settore, creata ed organizzata al meglio dal Consorzio Chianti Rùfina con le finalità - raggiunte - di valorizzare e promuovere i vini Docg e Doc del territorio. Non solo: la Denominazione Rùfina, tutelata dal marchio consortile, funge anche da marketing territoriale, promuovendo gli extravergini d’oliva, l’artigianato, la gastronomia, il turismo. Secondo un calendario ormai consolidato, il secondo week-end di novembre il Consorzio di Tutela Chianti Rùfina mette prima a confronto il Chianti Rùfina Riserva con altri prestigiosi vini di livello internazionale, mentre nel secondo giorno presenta le nuove annate. La novità di quest’anno è la sede. Per l’occasione, entrambe le giornate di degustazione si sono svolte nella Galleria Monumentale del fastoso Palazzo Borghese di Via Ghibellina, in pieno centro storico di Firenze. L’evento, svoltosi il 11 e 12 novembre scorso, ha richiamato numerosi giornalisti specializzati provenienti da tutta Italia e dall’estero. A presentare l’evento Lorenzo Mariani, presidente del Consorzio di Tutela Chianti Rufina e patron della Fattoria I Veroli, che ha illustrato ai giornalisti che gremivano la sala un quadro completo comprendente la zona, il vino e i produttori del Chianti Rufina e, per la prima volta, un confronto tra sette Chianti Rùfina Riserva 2008 con altrettanti Pinot Nero canadesi (di cui 6 del 2009 e uno del 2002). Come per le edizioni precedenti, il brillante moderatore dell’incontro è stato il noto Ian D’Agata, responsabile Italia del Stephen Tanzer’s International Wine Cellar e autore di The Ecco guide to the best wines of Italy, coadiuvato da Stephen Brook, giornalista ed editorialista per Decanter ed autore di libri sul vino. Durante la degustazione, D’Agata ha vivacizzato l’ambiente intervistando produttori e giornalisti, mentre Brook effettuava alcune degustazioni.

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Enogastronomia Vini in degustazione Nel servizio dei vini espletato da professionali sommelier dell’AIS Toscana, si alternavano 7 Chianti Rùfina Riserva (di cui sei 2008 e uno 2004) e 7 Pinot Nero del Canada (di cui sei 2009 e uno 2002) delle denominazioni Ontario, Beamsville Bench, Prince Edward County e Niagara. Per una migliore lettura delle schede di degustazione, s’inizia con i Chianti Rufina, seguiti dai Pinot Nero del Canada.

Ruùfina Riserva 2008 Chianti Rùfina Docg Riserva 2008 - Azienda Agricola Le Coste Aspetto: limpido, di colore rubino carico con orlo porpora. Al naso è abbastanza intenso, persistente e fine, con sentori fruttati e speziati di frutti rossi maturi ed un pò essiccati, ginepro e boisé. In bocca è secco, abbastanza fresco. molto sapido, giustamente tannico, caldo, pieno ma snello, continuo. Retrogusto: note fruttata e speziata. Discretamente armonico. Quasi pronto. Chianti Rùfina Docg Riserva Nipozzano 2008 - Marchesi de’ Frescobaldi Aspetto: limpido, di colore rubino carico. Al naso è discretamente intenso e persistente, abbastanza fine, con sentori floreali, fruttati e speziati di giaggiolo, cacao e boisé. In bocca è secco, poco fresco e sapido, caldo, giustamente astringente, pieno e continuo. Retrogusto: note tannica, fruttata, speziata e boisé. Quasi pronto. Chianti Rùfina Docg Riserva 2008 - Podere Il Pozzo Aspetto: limpido, di colore rubino molto carico. Al naso è discretamente intenso e persistente, sufficientemente fine, con sentori d’iris appassito, piccoli frutti rossi maturi, boisé. In bocca è secco, appena fresco, sapido, caldo, ancora astringente, pieno e continuo. Retrogusto: note tannica, fruttata e floreale. Non ancora pronto. Chianti Rùfina Docg Riserva 2008 - Fattoria Il Lago Aspetto: limpido, di colore rubino. Al naso è poco intenso, persistente e fine, con sentori fruttati di piccoli frutti rossi maturi, lieve selvatico, boisè, spezie, e balsamico. In bocca è secco, poco fresco, sapido, caldo, appena tannico, di medio corpo e persistenza. Retrogusto: vena tannica ed un po’ amata, con note fruttata e speziata. Deve affinare ancora 1 o 2 anni. Chianti Rùfina Docg Riserva Cedro 2008 - Fattoria Lavacchio Aspetto: limpido, di colore rubino intenso e vivo. Al naso è abbastanza intenso e persistente, fine, con netti sentori floreali, fruttati e speziati d’iris, frutti rossi un po’ essiccati, cacao e pepe nero. In bocca è secco, discretamente fresco, sapido, caldo, piacevolmente astringente, pieno e continuo. Retrogusto: note tannica, fruttata e speziata. Quasi armonico. Chianti Rùfina Docg Riserva 2008 - Azienda Agricola Frascole Aspetto: limpido, di colore rubino carico. Al naso è poco intenso, persistente e fine, con sentori floreali, fruttati e boisé. In bocca è secco, poco fresco e sapido, caldo, un po’ astringente, discretamente pieno, poco continuo, con fondo amarognolo. Retrogusto: note tannica, fruttato-vegetale e boisé. Non ancora pronto.

Chianti Rùfina Docg Riserva 2004 - Castello del Trebbio Aspetto: limpido, di colore rubino carico e vivo. Al naso è intenso, persistente e fine, ampio, con sentori fruttati, vegetale-balsamici e speziati di frutti rossi selvatici, pepe macinato e balsamici. In bocca è secco, fresco e sapido, caldo, giustamente tannico, pieno, continuo, con fondo amarognolo. Retrogusto: note tannica, fruttato-vegetale e speziata. Ancora giovane.

Pizzo e Pronzati al lavoro

Pinot Nero del Canada Pinot Noir Mottiar Beamsville Bench 2009 - Malivoire Aspetto: limpido, di colore rubino vivo. Al naso è sufficientemente intenso e persistente, abbastanza fine, varietale, con sentori fruttati e vegetali di ciliegia ed umori boschivi. In bocca è secco, fresco, molto sapido, caldo, appena tannico, discretamente pieno e persistente. Retrogusto: note sapida, tannica, fruttata e vegetale. Pinot Noir Estate Beamsville Bench 2009 - Cave Spring Cellars Aspetto: limpido, di colore rubino vivo. Al naso è abbastanza intenso, persistente, discretamente fine, con netti sentori fruttati e vegetali di ciliegia, ribes e mora, un po’ opulento. In bocca è secco, sufficientemente fresco, sapido, poco astringente, caldo, sufficientemente pieno ma continuo. Retrogusto: note sapida, tannica e fruttato-vegetale. Discretamente armonico. Gravity Pinot Noir Twenty Mile Bench 2009 - Flat Rock Cellars Aspetto: limpido, di colore rubino. Al naso è intenso, persistente, fine, ampio, con sentori di piccoli frutti rossi selvatici e vegetali, e lieve fumé. In bocca è secco, fresco, sapido, leggermente caldo, poco tannico, pieno e persistente. Retrogusto: note tannica, fruttata e vegetale. Abbastanza armonico. Pinot Noir Reserve Twenty Mile Bench 2009 - Flat Rock Cellars Aspetto: limpido, di colore rubino vivo. Al naso è discretamente intenso, persistente, fine, con netti sentori fruttato-vegetale di piccoli frutti rossi selvatici, pepe bianco e

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vegetale. In bocca è secco, fresco, sapido, caldo, leggermente tannico, sufficientemente pieno e continuo. Retrogusto: note sapida e tannica, fruttata, vegetale e speziata. County Pinot Noir Prince Edward County 2009 - Norman Hardie Aspetto: limpido, di colore rubino vivo. Al naso è intenso e persistente, sufficientemente fine per lieve pungenza, con sentori fruttati e sottobosco. In bocca è secco, discretamente fresco e sapido, caldo, appena tannico, poco pieno e persistente. Retrogusto: vena tannica e note fruttata e vegetale. « L » Pinot Noir Ontario 2009 - Norman Hardie Aspetto: limpido, di colore rubino. Al naso è abbastanza intenso, persistente e fine, con sentori varietali, fruttati e speziati di piccoli frutti selvatici e macerati, e pepe bianco. In bocca è secco, poco fresco, sapido, caldo, lievemente astringente, di medio corpo e persistenza. Retrogusto: vena tannica e note fruttata e speziata. Pinot Noir Estate Beamsville Bench 2002 - Cave Spring Cellars Aspetto: limpido, di colore rubino vivo con orlo granato. Al naso è discretamente intenso, persistente e fine, con netti sentori floreali e fruttati di fiori appassiti, piccoli frutti rossi selvatici e lieve fumé. In bocca è secco, abbastanza fresco, sapido, delicatamente caldo, leggermente tannico, abbastanza pieno e continuo. Retrogusto: note sapida e tannica, floreale e fruttata.

Anteprima dei Rufina 2010 e Riserva 2009 Il giorno dopo, sempre nella Galleria Monumentale del fastoso Palazzo Borghese di Via Ghibellina, degna conclusione con la presentazione e degustazione delle annate 2010 e 2009 Riserva. Trentuno vini di 18 aziende, serviti da impeccabili sommelier dell’Ais della Toscana. Ecco, di seguito, una sintesi dei miei personali giudizi. Chianti Rùfina Docg 2010

I vini degustati

Azienda Agricola Frascole - Limpido. Rubino intenso e vivo. Naso: abbastanza intenso e persistente, fine, floreale, fruttato e leggermente speziato. Bocca: secco, fresco, sapido, caldo,

giustamente astringente, poco morbido, discretamente pieno e continuo. Discreto. Azienda Agricola Il Prato - Limpido. Rubino. Naso: intenso e persistente, sufficientemente fine, floreale, fruttato e speziato con lieve boisé. Bocca: secco, fresco, sapido, tannico, caldo, di limitato corpo e persistenza. Appena discreto. Azienda Agricola Travignoli - Limpido. Rubino carico. Naso: intenso, persistente, non molto fine per pungenza e selvatico, floreale e boisé. Bocca: secco, appena fresco, poco sapido, un pò astringente, caldo, di medio corpo, poco continuo. Appena discreto. Azienda Vinicola Le Coste - Limpido. Rubino vivo. Naso: intenso, persistente, fine, floreale e fruttato. Bocca: secco, poco fresco e sapido, giustamente astringente, caldo, di medio corpo e continuità. Discreto. Cantina Sociale VICAS Montulico - Limpido. Rubino scarico. Naso: abbastanza intenso, persistente e fine, fruttato-vegetale. Bocca: secco, fresco, poco tannico, caldo, sufficientemente pieno e continuo. Discreto. Cantine F.lli Bellini - Limpido. Rubino intenso. Naso: discretamente intenso, persistente, fine, floreale-vegetale e speziato. Bocca: secco, poco fresco, sapido, giustamente tannico, caldo, pieno e continuo. Discreto. Casa Vinicola Dreolino - Limpido. Rubino vivo. Naso: intenso, persistente, sufficientemente fine, fruttato e speziato. Bocca: secco, poco fresco, sapido ed astringente, caldo, un po’ magro e limitatamente continuo. Discreto. Fattoria di Basciano - Limpido. Rubino carico e vivo. Naso: abbastanza intenso, persistente e fine, fruttato e floreale. Bocca: secco, fresco, sapido, caldo, giustamente astringente, pieno ma poco continuo. Di medio livello ma equilibrato. Fattoria di Grignano - Rubino carico e vivo. Naso: abbastanza intenso, persistente e fine, leggermente fruttato e floreale. Bocca: secco, fresco, sapido, caldo, astringente, pieno e continuo. Valido e piacevole. Fattoria I Veroni - Limpido. Rubino vivo. Naso: abbastanza intenso, persistente, poco fine per lieve ridotto, lievemente fruttato e speziato. Bocca: secco, poco fresco e sapido, appena tannico, caldo, limitatamente pieno e continuo. Appena discreto. Fattoria Il Capitano - Azienda Agricola Balbi - Limpido. Rubino vivo. Naso: abbastanza intenso e persistente, fine, fruttato e vegetale. Bocca: secco ma morbido, sapido, poco astringente, leggermente caldo, pieno e continuo. Discreto. Fattoria Il Lago - Limpido. Rubino scarico. Naso: abbastanza intenso, persistente, fine, floreale e fruttato. Bocca: secco, poco fresco e sapido, appena tannico, caldo, discretamente pieno e continuo. Discreto. Fattoria Lavacchio Cedro - Limpido. Rubino carico. Naso: intenso e persistente, fine, floreale e fruttato. Bocca: secco, sufficientemente fresco, sapido, caldo, giustamente astringente, discretamente pieno, continuo. Di buon livello. Marchesi Gondi - Tenuta Bossi San Giuliano - Limpido. Rubino intenso e vivo. Naso: intenso e persistente, fine,

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Enogastronomia fruttato e speziato. Bocca: secco, fresco, sapido, giustamente astringente, caldo, pieno e continuo. Di buon livello. Chianti Rùfina Riserva 2009 Azienda Agricola Colognole - Limpido. Rubino carico e vivo. Naso: intenso e persistente, abbastanza fine, con sentori floreali e fruttati. Bocca: secco, sufficientemente fresco, sapido, giustamente tannico, caldo, pieno e continuo. Di buon livello.

Fattoria I Veroni - Limpido. Rubino scarico. Naso: abbastanza intenso, persistente e fine, fruttato-vegetale, speziato e boisé. Bocca: secco, poco fresco, sapido, caldo, astringente, discretamente pieno e continuo. Discreto. Fattoria Il Capitano - Azienda Agricola Balbi - Limpido. Rubino intenso. Naso: abbastanza intenso e persistente, appena fine, fruttato, floreale e speziato. Bocca: secco, poco fresco e sapido, caldo, giustamente tannico, pieno ma non molto continuo. Discreto.

Azienda Agricola Frascole - Limpido. Rubino carico. Naso: abbastanza intenso e persistente, discretamente fine per lieve pungenza, fruttato e speziato, con leggero vegetale. Bocca: secco, sufficientemente fresco e sapido, caldo, giustamente tannico, pieno e continuo. Valido.

Fattoria Il Lago - Limpido. Rosso porpora. Naso: poco intenso e persistente, fine, fruttato-vegetale e boisé. Bocca: secco, sufficientemente fresco, sapido, caldo, astringente, discretamente pieno ma poco continuo. Discreto.

Azienda Agricola Il Prato - Limpido. Rubino vivo. Naso: intenso e persistente, fine, floreale e fruttato. Bocca: secco, fresco, sapido, caldo, giustamente tannico, discretamente pieno e continuo. Valido.

Fattoria Lavacchio Cedro - Limpido, Rubino carico. Naso: intenso e persistente, fine, floreale, fruttato e speziato. Bocca: secco ma morbido, sapido, giustamente tannico, caldo, pieno e persistente. Di buon livello.

Azienda Agricola Travignoli Tegolaia - Limpido. Rubino carico e vivo. Naso: molto intenso, persistente e fine, floreale, fruttato e speziato. Bocca: secco, morbido, sapido, caldo, piacevolmente astringente, pieno e continuo. Di buon livello.

Marchesi Gondi - Tenuta Bossi Pian dei Sorbi - Limpido. Rubino tendente al porpora. Naso: intenso, persistente, fine, floreale, fruttato e lieve speziato. Bocca: secco, fresco, sapido, caldo, giustamente tannico, pieno e continuo. Di buon livello.

Azienda Vinicola Le Coste - Limpido. Rubino carico e vivo. Naso: intenso e persistente ma poco fine, fruttato-vegetale e boisé. Bocca: secco, poco fresco, sapido, caldo, poco tannico, discretamente pieno e continuo. Discreto. Cantine Fratelli Bellini - Limpido. Rubino carico e vivo. Naso: intenso, persistente abbastanza fine, fruttato un po’ opulento e floreale. Bocca: secco ma morbido, sapido, caldo, sufficientemente astringente, discretamente pieno e continuo. Valido. Casa Vinicola Dreolino …a Gino - Limpido. Rubino intenso. Naso: intenso, persistente, fine, floreale e fruttato. Bocca: secco, fresco, sapido, astringente, caldo, abbastanza pieno e continuo. Valido. Marchesi de’Frescobaldi Nipozzano - Limpido. Rubino carico con orlo porpora. Naso: discretamente intenso e persistente, fine, floreale, fruttato e speziato. Bocca: secco, fresco, sapido, caldo, giustamente tannico, pieno e continuo. Di buon livello. Marchesi de’ Frescobaldi Montesodi - Limpido. Rubino carico e vivo. Naso: intenso, persistente, fine anche se opulento, floreale, fruttato e speziato. Bocca: secco, appena fresco, sapido, caldo, piacevolmente astringente, pieno e continuo. Di buon livello. Fattoria Castello del Trebbio Lastricato - Limpido. Rubino carico. Naso: intenso e persistente, sufficientemente fine, fruttato maturo e boisé. Bocca: secco, poco fresco e sapido, caldo, leggermente astringente, discretamente pieno e continuo. Discreto. Fattoria di Basciano - Limpido. Rubino intenso e vivo. Naso: poco intenso, persistente, abbastanza fine per lieve pungenza, fruttato, floreale e boisé. Bocca: secco ma morbido, sapido, caldo, poco tannico, pieno e discretamente continuo. Discreto.

Podere Il Pozzo - Limpido. Rubino vivo. Naso: abbastanza intenso, persistente, poco fine, floreale e fruttato. Bocca: secco ma poco fresco e sapido, caldo, giustamente tannico, discretamente pieno e continuo. Discreto.

La sintesi del mio tasting Facendo una valutazione globale dei vini, i quattordici Chianti Rufina Docg 2010 hanno espresso in generale buoni colore e struttura. Al naso oltre il floreale e fruttato, note vegetali e discreta finezza; mentre in bocca oltre a sapidità e astringenza evidenziavano abbastanza corpo e continuità, ma limitata armonia per poca morbidezza. Nel dettaglio: 2 sono risultati di buon livello, 3 validi, 6 discreti e 3 sufficienti. Ovviamente gran parte di loro, data l’annata, maturando raggiungeranno in parte maggiore armonia. Gli altri 17 Chianti Rùfina Docg 2009 Riserva hanno in generale espresso al naso una qual certa complessità, con profumi fruttati, speziati e note balsamiche, ma anche di tostato e boisé. Mentre al sapore si presentavano sufficientemente freschi, sapidi, giustamente astringenti e continui, o in minor parte, poco freschi, magri e duri. Quindi 6 di buon livello, 4 validi e 7 discreti. Tutto sommato è un bilancio positivo, che conferma il Chianti Rufina tra i grandi rossi di Toscana e non solo.

Organizzazione ed ospitalitàa’ Ottime l’organizzazione e l’ospitalità. Lucia Boarini è stata come sempre all’altezza: comode e sobrie camere inserite nel centralissimo Grand Hotel Cavour di Firenze, a due passi della sede della degustazione. Di buon livello la cena a buffet consumata nell’elegante Sala degli Specchi di Palazzo Borghese. Cordiale e gustosa la sosta del pranzo di commiato. Tra gli ospiti stranieri e per la prima volta in Italia, i produttori dall’associazione Somewhereness del Canada. L’evento è stato realizzato con il contributo della Comunità Europea (FEASR), Repubblica Italiana, Regione Toscana, PSR, Leader, Start, e il patrocinio del Comune di Rùfina e dell’AIS Toscana Delegazione di Firenze.

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FA.DI.VI. E OLTRE

F mIgLIE DIsAbILI VIDOnI E…OLTRE FA “Fa.Di.Vi. e Oltre” è un’assOciaziOne Onlus nata nel 2000, per iniziatiVa Di un gruppO Di Famiglie Di persOne cOn Disabilità cOmplesse. I suoI componentI sI sono IncontratI nella defInIzIone dI un progetto che prevedeva la rIstrutturazIone dI un ex edIfIcIo scolastIco dove poter realIzzare un servIzIo per Il “durante” e proIettarlo nel “dopo dI noI” che fornIsse aI fIglI la sIcurezza e la QualItà dI una casa per Il loro futuro!

L’

associazione si è proposta alle diverse realtà istituzionali (Asl, Privato Sociale, Comune di Genova, Provincia di Genova, Regione, ecc.) come partner, caratterizzandosi come soggetto attivo nella realizzazione di strutture nelle quali la ricerca di aperture al territorio e lo sviluppo di esperienze di cittadinanza attiva diventassero elementi cardine capaci di contraddistinguerne l’azione. Il coinvolgimento e la partecipazione delle Famiglie nella co-progettazione dei Servizi si sono ben presto dimostrati elementi fondamentali nel contenere e ridurre le difficoltà da superare. Il progetto è divenuto nel tempo un concreto sostegno alla genitorialità fornendo ai suoi interpreti la possibilità di riconoscersi e superare così il rischio di controproducenti chiusure autoreferenziali ed aiutando le Famiglie, non solo quelle dell’Associazione, a ricercare ed individuare occasioni per “ridurre” i carichi di lavoro che la Cura continua comporta anche per chi la esercita informalmente. Esempi di concrete realizzazioni nel campo della residenzialità sono i seguenti: Centro residenziale sanitario riabilitativo “ Nucci Novi Ceppellini” in Viale Teano, 10 a Genova - Quarto. Questa struttura è funzionante dal 21 Febbraio 2011, ospita 16 persone nella residenzialità e 5 nel Centro diurno. Sono nella quasi totalità persone con disabilità complessa. Le famiglie FA.DI.VI. hanno pensato e realizzato questo progetto di cui gli stessi genitori sono certamente una parte importante. Il FAMIGLIARE dell’associazione è riconosciuto dalle Istituzioni, dal gestore, dai dirigenti, dagli operatori come soggetto attivo per il suo ruolo di genitore portatore di una storia, di esperienze significative di cui avvalersi. Lo sforzo è quello di operare insieme, in modo il più possibile condiviso, per conciliare le possibili differenti aspettative.

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Dopo una vita spesa nell’amore ma anche nel sacrificio, nella non rassegnazione, nel fronteggiare mille difficoltà, al famigliare deve poter essere “concesso” di accompagnare il proprio figlio in questo ulteriore percorso che tra l’altro egli stesso ha pensato riuscendo a renderlo possibile. Il FAMIGLIARE – con l’aiuto dell’associazione – potrà trovare il giusto equilibrio, la giusta ”distanza” rispetto alla sua voglia di essere sempre e comunque presente. L’impegno è quello di trovare insieme le soluzioni più idonee e più opportune all’accompagnamento dei propri figli o congiunti non trascurando di considerare le esperienze, il passato, il contesto, la realtà, le aspettative, le ansie, la consapevolezza dolorosa di ogni singola famiglia. Ogni genitore, ogni famigliare dovrà provare a descriversi e proiettarsi all’esterno non attraverso lo stereotipo del dolore, dell’angoscia o del pietismo, bensì con la forza, l’amore, il coraggio, la gioia di vivere, la convivialità, la fantasia, l’immaginazione, la generosità, la sensibilità, il sentimento… la vita. Così si è peraltro proposto con molte delle persone con cui - attraverso l’associazione - è entrato in relazione in questi anni. Per molte famiglie decidere di inserire in modo residenziale il proprio figlio/a è sicuramente una scelta non facile, sofferta e per diverse ragioni perfino travagliata anche se il contesto in cui questa avviene è talmente bello da renderla più agevole . Siamo partiti un anno fa iniziando con un inserimento graduale, oggi continuiamo questo percorso, che certamente non sarà facile, che comporterà preoccupazione, impegno, ma anche soddisfazione specie se avremo la capacità di sviluppare un confronto costante sia al nostro interno, sia con le altre componenti per provare ad attuare un campo di ricerca all’interno del quale si consolidi e migliori il rapporto.


Disabilitàa’

Nella foto a sinistra la Casa “Nucci Novi Ceppellini” in Viale Teano, 10-12 a Genova/Quarto Qui a fianco la Residenza estiva di Pietra Ligure in Via delle Chiappelle Il grande sforzo di ogni famigliare, di ogni genitore sarà rivolto a superare una conoscenza individualistica opponendosi all’abitudine di girare la testa per non guardare gli altri e per non implicarsi scomodamente . La cadenza, i ritmi della vita del Centro Nucci Novi saranno conseguenti ad una condivisa elaborazione che tenga conto delle aspettative degli ospiti, dei progetti, senza dare per scontato orari e/o turni che si possono ritenere validi perché da tanto tempo applicati nelle residenze per disabili, o perché la turnistica di riferimento non può discostarsi da quella già stabilita e collaudata . Importante ruolo delle famiglie, attraverso l’associazione è quello di pensare, proporre, ricercare ed attuare nuovi progetti oltreché mantenere l’impegno per riuscire a dare continuità ai progetti acquisiti e sui quali abbiamo lavorato in questi anni. Infine potremo dire che l’impegno di tutti sarà quello di trovare le migliori soluzioni possibili ai problemi che via via si presenteranno cercando di affrontarli e risolverli nell’esclusivo interesse delle persone disabili nostri congiunti. Il nostro “Sogno da vivere” attribuisce molta importanza alla “Convivialità” prevede momenti di incontro periodici, in tempi prefissati per ritrovarci mantenere, rinsaldare e rinnovare relazioni con persone enti, ecc. . Insieme ai nuovi “amici di Fa.Di.Vi.” provare ad allargare l’orizzonte dei propri gusti, della cultura anche alimentare per favorire lo scambio di esperienze e la formazione di un giusto atteggiamento conviviale. L’associazione Fa.Di.Vi. e…Oltre ha posto particolare attenzione a non rinchiudersi in una negativa autoreferenzialità ed in questi anni è riuscita a realizzare un’analoga struttura per altre 18 famiglie. A Genova/Cornigliano, in Via Tonale, 37 si è realizzata questa residenzialità. Abbiamo presentato un progetto in Regione Liguria nell’ambito dei finanziamenti europei legati all’Obiettivo 2 -sottomisura A - , siamo stati prescelti. Nel Luglio 2004 è stato aperto il cantiere dalla Ditta Borchi Costruzioni che si è aggiudicata la gara d’appalto. A partire dalla centralità di queste azioni, in questi anni, FA.DI.VI. ha dato vita a molteplici iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti delle persone con disabilità e di coloro che ne hanno cura promuovendone un’immagine lontana dagli stereotipi “pietistico/buonistici” prevalenti e contemporaneamente ha favorito e sostenuto con determinazione l’incontro, il confronto e la collaborazione tra quanti condividono l’impegno quotidiano di curare, riabilitare, educare. Per affrontarne il carico non bastava condividerne l’idealità e/o le spinte determinate dalle comuni necessità. L’impegno per la sua attuazione richiedeva forti motivazioni, un’adeguata preparazione, nonché la capacità d’individuare

La Residenza “La Magnolia” in Via Tonale, 37 a Genova Cornigliano serenamente le criticità per fornire risposte ai problemi emergenti e compiere scelte di priorità. I costi emotivi sopportati nel “pensare il futuro”, reperire le risorse economiche necessarie, tollerare i tempi imposti dalla burocrazia, interpretare adeguatamente il confronto con i più svariati Tecnici sono solo alcuni degli elementi che potevano diventare potenzialmente disgreganti, costituire ostacoli, creare inopportune divisioni capaci di mettere a dura prova l’unità di intenti ed il senso di appartenenza dei suoi membri. La capacità di saper gestire le emozioni, liberarsi dai particolarismi, dalla facile personalizzazione nei conflitti che sempre emergono nei contesti di vita comunitaria suggeriva quindi di investire energie in un lavoro di crescita individuale e collettiva per potenziare le competenze relazionali e la capacità di comunicare all’interno ed all’esterno dell’associazione. Alla luce di quanto descritto possono quindi apparire chiare le ragioni che hanno spinto FA.DI.VI a considerare la FORMAZIONE uno strumento strategico nel far fronte alla “dimensione” di questo impegno e nel perseguire la propria mission. In questo cammino è stato importante poter contare sull’apporto di GIANFRANCO CARAMELLA – professionista della Formazione, Responsabile Culturale e Scientifico per la nostra associazione e LUCA MALVICINI. L’organizzazione di percorsi formativi volti ad accrescere le competenze di Soci, Volontari, Aspiranti Volontari, Collaboratori, Studenti e Tirocinanti ha rappresentato un elemento di continuità nel tempo che nel facilitare le sinergie d’intervento tra gli stessi ha permesso di sviluppare politiche di Rete ed aperture e scambi con il Territorio e la “società civile.” Vogliamo ricordare solo alcune delle esperienze portate avanti da FA.DI.VI. sul versante della FORMAZIONE: “Educare, Riabilitare, Curare senza perdere la tenerezza”

INFORMAZIONI Sede sociale: Via Teano, 12 16147 - Genova/Quarto Tel. 010 3742301 - Fax 010 3742301 cell. 338 8261576 fadivieoltre@virgilio.it - www.fadivi.it

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Ai Musei di Nervi lA cArrierA di uNo degli xilogrAfi scultori più iMportAN port ti del NoveceNto portAN

F

ino al 6 maggio Genova celebra la figura di uno degli incisori più importanti del Novecento, forte di un linguaggio xilografico che con profonde conoscenze tecniche coniugò toni espressionisti e forme neocubiste. Allestita in occasione del centenario dalla nascita di Tranquillo Marangoni, la mostra offre due percorsi e cinque sezioni curati nell’ordinamento da Matteo Fochessati, Gianni Franzone, Maria Flora Giubilei e Francesca Serrati, e nell’allestimento da Giulio Sommariva. Xilografie, disegni, matrici e cartoni, fotografie d’epoca e pannelli lignei danno conto al pubblico anche della cospicua donazione di 387 opere, prevista dallo stesso artista e perfezionata nel 2009 dal figlio Aldo al Museo di arte contemporanea di Villa Croce. Friulano d’origine, ma genovese di adozione dal 1962 - a Genova, alla Liguria, alle Cinque Terre, l’artista dedicò un’attenzione molto particolare - , Tranquillo Marangoni fu legato alle esperienze dell’avanguardia friuliana che gravitava intorno alle figure dei fratelli Afro, Mirko e Dino Balsaldella, rivelando una particolare sensibilità nei confronti del linguaggio xilografico degli artisti tedeschi della Brücke, di ungheresi come György Buday e del cenacolo degli xilografi sardi. Frequentò noti collezionisti di ex libris, come Gianni Mantero e Ivan Matteo Lombardo, ed espose in numerose Biennali negli anni Cinquanta e a molte mostre tra l’Italia, i paesi europei e quelli oltreoceano. Fu collaboratore, per l’arredo navale dei grandi transatlantici - dalla Giulio Cesare alla Michelangelo - dell’architetto Nino

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Liguria artistica

Zoncada, col quale lavorò agli apparati decorativi; fino al 1981, ricoprì il ruolo prima di direttore, e poi di docente, al Liceo Artistico Paul Klee di Genova, per il cui avvio ebbe nel 1967 l’incarico dal pittore Enrico Paulucci, direttore dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Nei Musei di Nervi, nelle sedi delle Raccolte Frugone e della

Wolfsoniana, che molta attenzione hanno dedicato in questi ultimi anni a importanti iniziative editoriali e formative sul fronte dell’illustrazione, sono stati allestiti due percorsi di opere significative della sua lunga attività, comprensivi di incisioni, disegni, matrici e cartoni. Cinque le sezioni ideate, curate nei progetti di allestimento

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dall’architetto Giulio Sommariva, che si offrono al pubblico e che trovano spazio, in parallelo, nel ricco catalogo stampato da Silvana Editoriale, di 190 pagine con quasi 300 immagini di opere curato da Matteo Fochessati, Maria Flora Giubilei, con saggi e apparati documentari degli stessi curatori. Alle Raccolte Frugone sono allestite quattro sezioni: 1) Tranquillo Marangoni, la famiglia, l’atelier, con numerosi autoritratti tra il 1942 e gli anni Sessanta, ritratti di famiglia e la ricostruzione del suo atelier di incisore, l’ultimo, quello che allestì dal 1985 nella sua villa di Ronco Scrivia, con i suoi tavoli e i suoi strumenti. 2) L’attività artistica di Tranquillo Marangoni nella donazione al Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce con il nucleo di 35 opere, tra tavole xilografiche, disegni preparatori e collage fotografici, datate tra il 1947 e il 1988 a segnare il percorso dell’artista, tra avanguardia friulana legata ai nomi dei fratelli Basaldella, sguardi agli artisti berlinesi della Brücke, agli xilografi ungheresi e al linguaggio del tardo Picasso. 3) La sezione coi volumi illustrati - veri e propri libri d’artista - come la raffinata edizione inglese di The Toilers of the sea di Victor Hugo nel 1960, esposta alla Wolfsoniana. Sarà sottolineato, attraverso il nucleo della donazione fatta al Museo di Villa Croce, l’impegno dell’artista, con lo scrittore Mimmo Guelfi, nella fondazione della casa editrice La Pigna per cui ideò e pubblicò nel 1967 le Filastrocche genovesi, di cui si espongono, oltre al volume a stampa, anche i materiali preparatori - studi di copertina, di caratteri, di titoli e di xilografie, inclusa

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Liguria artistica una puntuale ricognizione fotografica sul centro storico genovese fatta dallo xilografo per individuare gli scorci più significativi - per la versione a stampa del volume. Si propongono in mostra anche le tre edizioni, l’optima, l’extra e la simplicitas di un prezioso volume dedicato a Santa Teresa nel 1985, riccamente illustrato da Marangoni e voluto dal cardinale Anastasio Ballestrero di Torino. 4) La sezione assai nutrita degli ex libris che l’artista fece per alcuni protagonisti del mondo della cultura e dell’illustrazione, dal critico d’arte Luigi Servolini all’artista Bruno da Osimo, all’architetto Zoncada, ai collezionisti di ex libris, Gianni Mantero e Ivan Matteo Lombardo. Nella stessa sezione, per ricostruire in modo significativo la personalità dell’artista si espongono per la prima volta i biglietti augurali di fine anno, incisi per gli auguri di Capodanno tra il 1948 e il 1980 e gentilmente concessi dall’Archivio Tranquillo Marangoni: parole e segni in bianco nero, dallo scabro tratto quasi medievale si intrecciano, senza soluzione di continuità, nello spazio bianco di piccoli fogli di carta inviati a parenti, amici, conoscenti e personalità del mondo culturale e artistico. Più di 2000 nomi nell’interessante indirizzario che Marangoni stilò dal 1959 al 1981 coi nomi di Roberto Longhi, Giulio Carlo Argan, Rodolfo Pallucchini, Francesco Arcangeli, di architetto come Gio Poti e Nino Zoncada, di artisti come Enrico Paulucci e Oscar Saccorotti, di gallerie private e importanti musei pubblici, ciui l’artista inviava ogni anno un piccolo e prezioso originale xilografico. Marangoni, acuto e lucido distillatore di eventi della contemporaneità, anno dopo anno, affida ai suoi biglietti efficaci sintesi e nuovissime allegorie dalla cifra pungente e, a tratti, intrisa di critica feroce - di episodi salienti della vita sociale, civile, culturale e politica nazionale e internazionale. 5) Alla Wolfsoniana viene ospitata la quinta sezione dedicata ai pannelli decorativi e agli arredi che Marangoni, dopo avere lavorato per molti anni come disegnatore per i cantieri navali di Monfalcone, ideò e realizzò per edifici privati ville residenziale e appartamenti, sedi di società, come la Feltrinelli di Milano - pubblici – la sede dell’INPS di Gorizia e per navi. Capitolo assai importante per l’artista che si svolse in stretta collaborazione con l’architetto Nino Zoncada e molti altri artisti come Gio Ponti, Massimo Campigli, Enrico Paulucci, Lele Luzzati. Attraverso opere originali, disegni preparatori, studi e fotografie, oggi conservate nell’Archivio Tranquillo Marangoni, vengono rievocate le sue geniali ideazioni. Legate ai criteri espressivi offerti da una raffinata e virtuosa tecnica xilografica, le sue creazioni entrarono nei saloni delle celebri navi Giulio Cesare (1951) e della sua gemella Augustus (1952), Victoria, riallestita nel 1953, Homeric (1954) con l’articolato racconto del Ritorno di Ulisse a Itaca dispiegato, avvalendosi di materiali ai limiti della sperimentazione, in raffinate figure di algido ricordo archeologico. E ancora sue decorazioni arredarono le motonavi Fairsea (1955), Stelvio (1959), Guglielmo Marconi (1961), Daunia (1965), la turbonave Oceanic (1965). Ma altrettanto importanti furono gli interventi di artista nel celebre transatlantico Michelangelo (1965) – dove realizzò i cartoni per cinque arazzi del salone delle feste – e nelle navi e Carla C. ed Eugenio C., di cui oggi si espone l’importante pannello L’evoluzione della scrittura in Liguria, opera oggi conservata ancora presso la Società Costa e unica sopravvissuta al disarmo del 2001.

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di Mauro Bocci

I paesaggi di Gildo Liberti evocano una sorta di oggettività sospesa, nella quale gli apporti di un’interiorità visionaria incontrano la realtà e ne gremiscono i confini

La pittura di Gildo Liberti I

suoi fogli, i suoi “appunti visivi” non sono stati realizzati, se non in piccola parte, en plein air, ma sono scaturiti soprattutto da un’immaginazione che ha tuttavia “pedinato” con grande attenzione le cose, restituendone il flusso complesso e composito piuttosto che una facile o esclusivamente rassicurante rappresentazione. Il mondo naturale dell’entroterra ligure, non di rado ruvido, anche se aperto ad improvvisi momenti di cromatica rigogliosità, trova qui un interprete che scavalca il limite formale del “raffiguratore” e sa avventurarsi generosamente in regioni di confine, di là del sentimento stesso dei luoghi, quasi fosse la materia in sé, nelle sue improvvise metamorfosi e nel suo pulsare, a dettare i termini di un racconto per immagini. Prevale allora il fitto reticolo di gesti pittorici, ora appena suggeriti, ora portati all’affondo con una decisione che soltanto una poetica sicura può conferire. C’è del resto piena continuità e coerenza tra le opere di Liberti che emanano questa “terrestrità” e quelle sue più decisamente astratte e informaleggianti, nelle quali le vibrazioni del colore si fanno più libere e audaci e il segno grafico ancor più incisivo. Tuttavia, se attraverso il paesaggio Liberti agisce con intenti di ricomposizione e di ricerca di essenza, e concedendosi da ultimo una rasserenante freschezza, gli squarci e le lacerazioni - o anche soltanto le porte, i passaggi - che introducono a un mondo “oltre”, sono percepibili già in questi fogli e li attraversano con un costante lampo di inquietudine non facilmente riscontrabile in altri artisti della sua generazione. Anche nel paesaggio Liberti cerca il brulicare di quelle energie naturali, ora germinanti, ora soltanto rapaci, che animano

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il fluire del mondo e che trasfigurano il caos generatore in una sorta di meccanismo regolato da proprie misteriose leggi, dinanzi alla percezione del quale l’artista si pone con intatto stupore. Difficilmente si potrebbero cercare qui trabocchetti sentimentali o facili inflessioni liriche: la pittura di Liberti è, piuttosto, vigorosamente materialistica, come si potrebbe dire per il clinamen della poesia lucreziana. L’artista accosta a questo versante anche un’attività di ritrattista, non diversamente dal suo magistrale fratello maggiore Bruno che probabilmente gli è stato punto di riferimento in una tale prospettiva e lo si avverte nella cura e nel rigore con il quale un viso o una figura vengono affrontati. Anche in questo caso, peraltro, i volti, la scelta stessa dei personaggi rappresentati, fissano i tratti di una percezione irrequieta, mai immobile o ferma, ma sempre pronta ad avvistare nuovi orizzonti e punti di fuga.

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in n Genov GenovA Promotion

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LA mAison de Gènes A cAsA, A tA tAvol AvolA, in cucinA e lA listA list di nozze riguarda le liste di nozze, altre volte i clienti si rivolgono a noi per acquistare qualcosa da donare come ringraziamento per inviti a pranzi e cene, oppure per fare regali di Natale”. Alla Maison de Gènes vi è una vastissima gamma di articoli, di tutti i prezzi, dalle piantine grasse realizzate in materiale sintetico sino ad arrivare al grande mazzo di fiori artificiali così ben interpretati da far invidia ai fiori veri, in grado di adornare qualsiasi ambiente, anche il più ricercato. Insomma per chi desidera comprare oggettistica per la casa o deve fare un regalo, senza dubbio troverà ciò che desidera alla Maison de Gènes, sempre aiutato nelle scelte, con gentilezza e competenza, da Daniela, Giorgia e Fabio.

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lla Foce, lungo il trafficato Viale Brigata Bisagno angolo Piazza della Vittoria si aprono le vetrine della “Maison de Gènes”, punto vendita specializzato in articoli per la casa, complementi di arredo, profumazioni per ambienti, candele aromatizzate dalle forme più originali e spiritose. Bellissime e convenienti le posate dal manico colorato in tinte insolite rosa, lilla, azzurro, viola, tinte che annunciano la primavera, ideali per apparecchiare la tavola di Pasqua. Qui alla Maison de Gènes si possono trovare anche servizi di piatti e bicchieri realizzati nelle insolite tinte pastello uguali alle posate, ideali per preparare tavole giovani e divertenti in grado di stupire gli ospiti più sofisticati. Accanto ad oggetti singolari, nel negozio si possono trovare suppellettili di stile classico: bellissima la tavola apparecchiata tutta nei toni del beige e del marrone, dalla tovaglia, ai piatti bicchieri e posate fino ad arrivare alla lampada che illumina la scena. Dove riuscite a trovate gli oggetti, così belli e particolari, che qui vendete? “In giro per il mondo” racconta Daniela Calza, proprietaria della Maison de Gènes. “Molti articoli provengono da paesi europei come Belgio o Francia, altri arrivano dall’Oriente; tutto ciò che propongo viene accuratamente selezionato da me personalmente insieme ai miei collaboratori Giorgia e Fabio, valutando attentamente il rapporto qualità e prezzo. Quando ho iniziato l’attività nel 2007 il punto vendita era in franchising e si chiamava Geneviève Lethu. Nel 2009, stanca di dover vendere solo prodotti monomarca, ho deciso di cambiare stile: ormai avevo acquistato esperienza e competenza per aprire un negozio dove potessi esprimere più compiutamente il mio gusto. Debbo dire che l’iniziativa ha avuto successo. Molte sono le richieste per quel che

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INFORMAZIONI viale Brigata Bisagno 61r 16129 Genova, Italy Tel. 010 540041 Fax 010 532407 daniela.calza@tiscali.it Apertura: Lun: 15.30 - 19.30 Mar - Ven: 9.30 - 19.30 Sab: 9.30 - 13.00 15.30 - 19.30


Liguria in musica

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resente a Genova da oltre 18 anni, Divani&Divani by Natuzzi propone una vastissima gamma di divani e poltrone per consentire ad ognuno di avere il salotto dei propri sogni. Una storia iniziata nel dicembre 1993 nello storico negozio di C.so Europa, diventato il riferimento per la scelta del salotto a Genova. Nel 2004 apre il secondo negozio nella centralissima via XII Ottobre affermando ulteriormente la propria leadership sul mercato Genovese. La storia del marchio a quando risale? Divani&Divani by Natuzzi è il marchio che commercializza in Italia i prodotti Natuzzi. Il Gruppo Natuzzi, creato nel 1959 e guidato dal Presidente, Pasquale Natuzzi, disegna, progetta e vende divani, poltrone, mobili e complementi d’arredo per la casa. E’ anche la più grande azienda italiana nel settore


In genova Promotion dell’arredamento ed è il leader mondiale nel segmento dei divani in pelle. La Natuzzi S.p.A. è anche l’unica azienda non americana del settore “arredamento” quotata a Wall Street sin dal 1993. Il Gruppo Natuzzi esporta il Made in Italy in 123 paesi nel mondo. Nel settore dell’arredamento, la Natuzzi è tra i maggiori investitori in ricerca e innovazione. Pasquale Natuzzi coordina personalmente questa attività strategica dal Centro Stile di Santeramo in Colle, dove un team di oltre 120 professionisti è interamente dedicato allo stile, alla qualità progettuale, allo studio delle tendenze e alla scelta dei materiali. Cosa distingue Divani&Divani? Divani & Divani by Natuzzi offre stile italiano, qualità superiore e comfort insuperabile ad un prezzo accessibile attraverso la proposta di living room coordinati e innovativi. L’offerta si distingue per creatività, design, cura dei dettagli e scelta dei materiali. I modelli sono disegnati in Italia, nel Centro Stile, e prodotti negli stabilimenti Italiani dalle mani di esperti artigiani. Il Centro Stile Natuzzi crea oltre 100 nuovi modelli l’anno, nei diversi stili, rivestimenti e colori destinati ad anticipare nuove tendenze in Italia e nel mondo. La collezione Divani & Divani by Natuzzi include anche una selezione di complementi d’arredo (pareti attrezzate, tavoli, lampade, tappeti), mobili per la sala da pranzo (tavoli, sedie, lampadari) e accessori (vasi, contenitori, candele) per proporre soluzioni d’arredamento complete, facendo di Divani & Divani by Natuzzi una vera e propria “Lifestyle Company”. Una unica grande esposizione? Per offrire ai Clienti una grande superficie espositiva e un’ampia scelta di prodotti, oggi tutta l’attività di Divani&Divani by Natuzzi di Genova è riunita in via XII Ottobre. Visitando i quattro piani della vasta esposizione, ci si rende immediatamente conto della qualità superiore della gamma Divani&Divani, che si differenzia in modo inequivocabile da un mercato sommerso di offerte a bassissimo prezzo ma, di qualità conseguente. Tutti i nostri salotti sono realmente “Made in Italy” e confezionati con

materiali sceltissimi e vengono prodotti nel pieno rispetto dell’ambiente e dell’uomo. I Consulenti Divan&Divani by Natuzzi sono pronti a consigliare la scelta del miglior abbinamento tra divani, poltrone e accessori per rendere prestigiosa ogni casa.

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Serata di gala in blu

firmata SLAM Il “fuori salone” del cinquantunesimo Salone Nautico si è concluso con una serata firmata Slam

di Manuela Genta

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n occasione della 51esima edizione, il Salone Nautico Internazionale è sbarcato in città con Genova in Blu, “fuori salone” realizzato con il coordinamento di UCINA Confindustria Nautica e di Fiera di Genova, grazie alla partecipazione delle istituzioni cittadine. Mostre, scie di luce, serate di moda, aperitivi, antiquariato by night e per finire una serata conclusiva degna di nota, firmata SLAM: “Che serata sarà?!” Moda, musica e spettacolo al mercato. Noi di InGenova abbiamo partecipato per potervela raccontare. Location straordinaria da vera city: il mercato ortofrutticolo di Bolzaneto, che grazie ai suoi grandi spazi,

ha creato l’atmosfera di un evento nell’evento, come una mastrioska, passando da un salone all’altro. La serata, quindi, è stata scandita in diverse fasi, inserite nella scenografia preparata dall’architetto Ottino. Si è aperta con il WELCOME del presidente SLAM, Carla Gardino, già presidente della Fiera di Genova. Inizio alle danze con cocktail e cena, tutto curato da un catering d’eccezione, Capurro, che ci ha accompagnato fino alla sfilata SLAM: venti metri di passerella per la nuova collezione Groupama, legata alla Volvo Ocean Race, la collezione skif e in chiusura la collezione Autunno Inverno 2011-2012. Continuando il nostro percorso nel mercato, siamo arrivati

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Eventi

alla parte finale, dove al posto della regina di cuori, abbiamo trovato la bravissima Luisa Corna in veste di cantante. Il grande interesse che ha riscosso l’evento è stato confermato dallo straordinario successo di pubblico: operatori grossisti, i loro fornitori e clienti, rappresentanti di molte altre aziende genovesi e delle istituzioni, hanno riempito all’inverosimile la struttura del mercato ortofrutticolo. Tra le autorità salite sul palco per i saluti anche l’assessore alle attività economiche del Comune di Genova, Gianni Vassallo, e la sindaco di Genova Marta Vincenzi. Presenti anche i vertici della Fiera di Genova, Sara Armella e il

presidente di Ucina, Anton Francesco Albertoni e ancora il Il Presidente Fedagro Mercati nazionale, Ottavio Guala e il Segretario generale Camera di Commercio, Maurizio Caviglia. “Un evento che abbiamo modulato in diverse fasi per incuriosire sia chi il mercato lo conosce bene, sia chi ci metteva piede per la prima volta - sottolinea Tommaso Cabella, presidente di Società Gestione Mercato -. E il risultato ci è sembrato straordinario visto l’entusiasmo delle persone”. Aspettando il prossimo Fuori Salone!

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Tra gli spettacoli di marzo e aprile, la comicità “made in Zelig” di Teresa Mannino e Maurizio Lastrico, l’incanto del celebrato Slava’s Snowshow, la musica di Morgan

Tra comicitàa’ e poesia

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Politeama Genovese

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a primavera del Politeama Genovese si apre all’insegna della commedia brillante e romantica, dall’1 al 4 Marzo, con Vincenzo Salemme e il suo ultimo spettacolo L’astice al veleno. L’attore e regista napoletano scrive, dirige ed interpreta questa commedia ambientata proprio sul palcoscenico di un teatro, tra amori, tradimenti, e propositi di vendetta al veleno. Il tutto condito da divertenti passaggi musicali e le incursioni in scena di un astice vivo da cucinare per il cenone natalizio, che nessuno ha il coraggio di mandare a miglior vita. Grandissimo successo della scorsa stagione teatrale. Dall’8 al 10 Marzo un’inedita coppia, Giobbe Covatta ed Enzo Iacchetti, porta in scena la commedia Niente progetti per il futuro. Due uomini, l’uno garagista l’altro vip televisivo, si ritrovano di notte su un ponte della periferia di una grande città. Nello stesso momento hanno pensato di compiere il medesimo gesto: suicidarsi. Dall’incontro-scontro fra questi due personaggi agli antipodi nasce un gioco teatrale surreale, una parabola contemporanea su una società in crisi, divertente e riflessivo al tempo stesso. Il 15 e 16 Marzo, dopo il sold out della scorsa stagione teatrale, Teresa Mannino torna al Politeama con Terrybilmente divagante. Fenomeno rivelazione di Zelig, Teresa racconta, sorride, graffia, in bilico fra mondi contrapposti: il Nord

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operoso e il Sud filosofico, l’universo produttivo femminile e quello infantil-materialista maschile. Il 19 Marzo l’artista più geniale e controverso del panorama italiano torna sulle scene nella cornice a lui più consona, il teatro: Morgan in concerto. Brani presi a prestito tra i classici italiani e aggiornati al presente con un personalissimo studio-rivisitazione, senza tralasciare tracce che riportano al cammino fatto con i suoi Bluvertigo o a “canzoni che alloggiano nell’appartamento”. Il 21 e 22 Marzo arriva per la prima volta in Italia, con la regia di Leo Muscato, lo spettacolo tratto da Tutto su mia madre, il film capolavoro scritto e diretto da Pedro Almodóvar nel 1999, già messo in scena nel 2007 con enorme successo dall’Old Vic Theatre di Londra. Una intensa Elisabetta Pozzi nei panni di Manuela, accompagnata da Alvia Reale ed Eva Robin’s insieme ad un ricco e straordinario cast, interpreta questa storia forte e delicata al tempo stesso, che ci parla di maternità, paternità, omosessualità, uomini che diventano donne, nonne che diventano madri. Di dolore e di amore. Un grande omaggio alle donne, al teatro e all’arte delle attrici. Dal 28 marzo al 1° Aprile un vero e proprio evento teatrale, uno degli spettacoli più visti ed amati dal pubblico di tutto il mondo, che ha raggiunto 4 milioni di spettatori e più

di 3.000 rappresentazioni nei quattro continenti: Slava’s snowshow. “Lo spettacolo della neve” è un rituale magico e festoso fatto di meraviglia, fiabe, risate e nostalgia. Una nevicata in sala, una enorme ragnatela gettata sulle poltrone, a catturare i sogni degli spettatori, un lettino che si trasforma in una barca lanciata nell’Oceano, tra pesci feroci e insolite avventure, quali solo la mente di un bambino può suggerire. Puro divertimento ed incanto. Come ha scritto il critico del Sunday Express: “È la cosa più bella che abbia visto in un teatro in tutta la mia vita”. Dal 3 al 5 Aprile Maurizio Micheli e Tullio Solenghi portano in scena L’apparenza inganna, uno spettacolo tratto dall’omonimo film francese del 2000, che racconta le vicende del farsesco personaggio di François Pignon, nato nel 1973 con la pièce Il rompiballe e consacrato nel 1998 da La cena dei cretini. Un’esilarante girandola di eventi e colpi di scena che ci raccontano temi sempre attuali come omofobia, mobbing e disoccupazione. Il 12 Aprile è la volta di Maurizio Lastrico con Quando fai qualcosa in giro dimmelo. Uno spettacolo-cocktail: 1/3 di “sommo poeta”, 1/3 di tempi che corrono, 1/3 di Maurizio Lastrico e per il restante 10% la Genova delle periferie, il calcetto dei perdenti, le eterne secchione e le lamentazioni dell’uomo della strada. La vita attraverso le terzine dantesche rivisitate del giovane orgoglio nostrano di Zelig. Il 13 Aprile la straordinaria compagnia Evolution Dance Theatre porta in scena il suo ultimo spettacolo FireFly. Danza, teatro, fisico, acrobatica, ma anche video art e il ricorso alle più sofisticate tecnologie. Un viaggio magico incentrato sul sogno e la fantasia, ide­ato e diretto da Anthony Heinl, uno dei più talentuosi ballerini e coreografi contem­poranei, per 6 anni nella compagnia dei Momix. Il 19 e 20 Aprile, il “poveta” Giuseppe Giacobazzi, grande rivelazione di Zelig e sold out della scorsa stagione teatrale, torna a divertire con il suo nuovo spettacolo Apocalypse. La vita, le donne e gli stereotipi di un romagnolo doc. Chiude la Stagione Teatrale, il 27 e 28 Aprile, il prestigioso Balletto di Roma con Otello. Gelosia, eros, intrigo amoroso, menzogna e ven­detta. Ambientato in un moderno porto (un dichiarato omaggio agli sgargianti fotogrammi fassbinderiani di Querelle), limbo dove lo straniero e il diverso non esistono, in cui la forte presenza del mare suggerisce gli ininterrotti moti delle passioni con la loro tempestosa ingovernabilità. Un cast di danzatori dall’eccellenza tecnica e coin­volgente forza espressiva. Un Otello mai così carnale e sanguigno, appassionato e sensuale.

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La patria secondo ascanio ceLestini “Pro Patria” dell’attore romano fra risorgimento e contemPoraneità

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TEATRO dell’Archivolto

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Giorgio Scaramuzzino in “Diario di un somaro”.

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a giovedì 1 a sabato 3 marzo 2012, Diario di un somaro, da Daniel Pennac e con Giorgio Scaramuzzino. Riflessioni, aneddoti, incubi e convinzioni pedagogiche di un ex alunno, poi insegnante, poi scrittore, che non ha però dimenticato i suoi primi inciampi e scontri con l’esperienza scolastica. Martedì 6 marzo, Il viaggio di Nicola Calipari di Fabrizio Coniglio, con Fabrizio Coniglio e Alessia Giuliani. Dopo avere raccolto testimonianze e documenti originali, due attori rievocano il rapimento di Giuliana Sgrena e il tragico viaggio verso l’aeroporto che ha portato all’uccisione di Nicola Calipari. Dopo lo spettacolo Giuliana Sgrena incontra il pubblico. Venerdì 9 e sabato 10 marzo, Macadamia Nut Brittle, per la regia Stefano Ricci, con Anna Gualdo, Fabio Gomiero, Andrea Pitzalis, Giuseppe Sartori. Una fiaba crudele sull’adolescenza, emblematica del teatro fisico, estremo e visionario di Stefano Ricci e Gianni Forte, acclamati esponenti della nuova drammaturgia italiana. Sabato 10 marzo, alle 16, Pimpa cappuccetto rosso di Altan, regia e drammaturgia di Giorgio Gallione,con Gabriella Picciau. Pimpa, la cagnolina a pois rossi creata da Altan, si trasforma in Cappuccetto Rosso, ma anche Giallo, Bianco, Verde, per giocare con le molte versioni della famosa fiaba. Spettacolo per bambini dai 3 anni in su. Domenica 11 marzo Can can di Cole Porter, con l’adattamento e la regia di Corrado Abbati. Musiche trascinanti, composte da un maestro del jazz, per un musical/operetta che al suo debutto a Broadway nel 1954 restò in scena per ben cinque

anni. Prima edizione originale in italiano. Venerdì 16 sabato e 17 marzo Il diario di Mariapia, testo e regia di Fausto Paravidino, con Iris Fusetti, Fausto Paravidino, Monica Samassa. Una commedia lieve e commovente, che racconta la vita nel momento in cui si avvicina alla morte, scritta dall’autore di “Noccioline” ispirandosi all’esperienza vissuta dalla madre. Mercoledì 21 giovedì e 22 marzo, Tanz! Coreografie Berlinesi, rassegna di danza contemporanea a cura di Elisa Ricci e Elena Basteri, in collaborazione con Goethe-Institut Genua. Due serate per presentare alcune tra le più significative giovani creazioni di danza contemporanea prodotte nella capitale tedesca, diventata negli ultimi anni punto d’incontro privilegiato per coreografi e performer di varie nazionalità. Venerdì 23 e sabato 24 marzo 2012, Mi chiamo Aram e sono italiano. Storie da Synagosyty di Gabriele Vacis e Aram Kiam. Tra ironia e tragedia la storia dei nuovi italiani - gli immigrati di “seconda generazione” - e uno sguardo al futuro di una società inevitabilmente multietnica. In collaborazione con Mediterranea 011 Fondazione Palazzo Ducale Genova. Da giovedì 29 a sabato 31 marzo, Pro patria, di e con Ascanio Celestini. Un detenuto dei nostri giorni, intento a scrivere un discorso, in cui la propria storia si mescola con quella della di Giuseppe Mazzini e della Repubblica Romana è il protagonista del nuovo spettacolo del grande affabulatore romano. Da mercoledì 11 a domenica 22 aprile, con il 16 riposo, al Teatro Duse ore 20.30, Ciò che vide il maggiordomo di Joe

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TEATRO dell’Archivolto Orton, con Ugo Dighero, Pierluigi Pasino, Mauro Pirovano, Maria Grazia Pompei, Mariangela Torres, Antonio Zavatteri, regia di Giorgio Gallione. Una produzione Teatro Stabile di Genova/Teatro dell’Archivolto. Una farsa tragica dove la risata crea disagio. Comicità al vetriolo per raccontare in modo quasi scandaloso l’allucinata e bigotta realtà dei nostri tempi. Venerdì 20 e sabato 21 aprile, The End, di Valeria Raimondi e Enrico Castellani, con Valeria Raimondi e con Enrico Castellani, Ettore Castellani, Italia Dalle Donne, Luca Scotton. Uno dei gruppi più innovativi e radicali della scena italiana propone una riflessione spietata e incalzante sulla morte, argomento tabù di una società permeata dal mito dell’eterna giovinezza. Venerdì 27 aprile, Malamore, di Concita De Gregorio, con Lucrezia Lante della Rovere, al pianoforte Vicky Schaetzinger - regia Francesco Zecca, produzione Tieffe Spazio M.I.L Donne ordinarie e straordinarie, vittime della violenza di padri, mariti, estranei, comunque capaci di affrontare la vita con determinazione, cambiando il corso delle cose con piccoli gesti quotidiani. Sabato 28 aprile, Scott Hamilton e l’Orchestra Filarmonica di Sampierdarena in concerto. Dirigono i maestri Cesare Marchini e Enrico Ferrando. È uno dei più grandi sassofonisti jazz della scena internazionale l’ospite d’eccezione di un concerto dedicato al repertorio delle grandi orchestre americane di Be Bop e swing.

BIGLIETTI E INFORMAZIONI Biglietti primo settore € 20, ridotti € 18; secondo settore € 18 ridotti € 16. Studenti con meno di 26 anni € 7,50. Spettacoli fuori abbonamento: Ciò che vide il maggiordomo al Teatro Duse dall’11 al 22 aprile ore 20.30 (6/4 riposo). Possessori Carta Archivolto e Archivolto 4 per te € 12, Carta Archivolto Studenti € 9. Pimpa Cappuccetto Rosso bambini sino a 14 anni 6 euro, adulti 8 euro. Can Can primo settore € 27 ridotti € 24, secondo settore € 24 ridotti € 21,50 – studenti con meno di 26 anni € 15.

Info: 010.6592.220 promo@archivolto.it Biglietteria: 010.412.135 biglietteria@archivolto.it www.archivolto.it

Il diario di Mariapia, testo e regia di Fausto Paravidino, con Iris Fusetti, Fausto Paravidino, Monica Samassa

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Brand: Giuseppe D’Urso Haute Couture Design: Idriss Guelai Models: Elike Palmaers Laura Gabino Asta Raiceviciute

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Mua: Edi Rossello Modelle: Maria Ida Righi Elke Palmaers

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p o s t s cRi ptum U n a c it ta ’ incompresa. Ge-

nova si prepara alle amministrative del prossimo maggio (comunali, s’intende; le provinciali, così come quelle di La Spezia, sono state cancellate dal decreto Salva Italia) coi metaforici contenitori per la raccolta della carta pieni zeppi, a traboccare nelle strade. Sono le analisi e le previsioni di appena qualche settimana fa, nella maggior parte dei casi clamorosamente smentiti. Carta straccia. Quello del dodici febbraio è stato un terremoto: difficile negarlo. Le primarie del centrosinistra hanno sconvolto il partito vincitore uscente, provocato le dimissioni dei vertici locali e obbligato gli analisti di mezza Italia a ritrattare quanto detto in precedenza. Tutti a cercare affannosamente informazioni su quel candidato che nessuno dava come papabile per subissarlo di interviste. Troppo ghiotta la tentazione di considerarlo l’ultimo anello di una catena che passa per Milano, si fa un giretto a Cagliari e approda a Napoli per stringere al collo il Pd, sempre più in crisi con i suoi nomi “ufficiali”. L’esercizio più diffuso nei giorni successivi alla consultazione di febbraio è stato il senno di poi. Si poteva immaginare, lo scontro fratricida ha levato consensi a Vincenzi e Pinotti, dopo l’alluvione e i problemi Fincantieri era intuibile la defezione in massa degli elettori, soprattutto nei quartieri a storica maggioranza operaia. È possibile. Però nessuno avrebbe davvero scommesso sul quarantasei per cento di Marco Doria, il figlio del celebre “marchese rosso” che è riuscito in un sol colpo a lasciarsi dietro il sindaco uscente e quella che era data come la favorita, Roberta Pinotti, raccogliendo quasi tanti consensi come le altre due messe insieme. Le frasi poco diplomatiche di Vincenzi su Twitter – fra tutti i new media, di gran lunga quello che mostra in modo più trasparente e genuino le reazioni di chi scrive – hanno fatto

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il giro della rete in pochi secondi, tra Ipazia e Don Gallo, e sono approdate sul cartaceo, a dimostrare come, al di là delle rassicurazioni di prassi, gli umori siano tutt’altro che distesi. Dall’altra parte le cose non sembrano andare molto meglio. Al momento di andare in stampa il Pdl non ha ancora un candidato ufficiale per la poltrona di sindaco. Continua invece il lungo braccio di ferro sia sul metodo – scelta dal basso, che coinvolgerebbe direttamente gli elettori di centrodestra ma col rischio di sorprese alla Doria; o designazione dall’alto, sperando che sia qualcuno col polso degli umori cittadini – che sul candidato. Ad oggi sembra profilarsi una corsa a due con il manager Giancarlo Vinacci in testa, favorito dall’area Biasotti-Grillo, ma con Pierluigi Vinai pronto a subentrare come nome forse in grado di ricompattare il centrodestra con l’Udc e la Lega. Enrico Bartolini, presidente dell’Ordine dei medici, si è intanto chiamato fuori, ma la ridda di nomi prosegue e non è affatto da escludere che la spunti un altro outsider. Intanto, simbolo dei malumori interni è stato l’abbandono del partito da parte di Raffaella Della Bianca, mentre la Lega riflette sul caso Belsito e attende di sciogliere le ultime perplessità prima di candidare ufficialmente Edoardo Rixi. Il quadro si completa, inedito, col consenso trasversale che sembra coagularsi intorno al terzopolista Enrico Musso, secondo molti sondaggi proiettato verso un risultato notevole – ma le previsioni, come si è detto, sembrano sempre meno affidabili sotto la Lanterna, che si prepara a una primavera di fuoco tra volti nuovi e nuovissimi. Ovunque la si guardi, qualunque sia il risultato finale, le prossime elezioni saranno all’insegna dell’imprevedibilità.

Giordano Rodda giordano.rodda@gmail.com

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