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IL PERIODICO PER CHI AMA E VIVE LA MUSICA

RACCONTI FOTO INTERVISTE BACKSTAGE DELLA XXIV EDIZIONE


N°04/09

! e i z a r G

Se è vero, come diceva Aristotele, che la speranza è un sogno fatto da svegli, il nostro restare ad occhi aperti (e non solo) in queste sere d’estate appena trascorsa, ci consentirĂ  di sperare ancora per molto, molto tempo ancora... In fondo, la speranza è un rischio da correre. E’ addirittura il rischio dei rischi. E l’avventura di questo festival è stata, mai come quest’anno, uno dei piĂš bei rischi a cui poterci dedicare, un’incubatrice di sogni e, di conseguenza, di vita. Ci piace parlare delle cose che ci piacciono (perdonate il gioco di parole), lo abbiamo sempre fatto nei numeri scorsi di JazzOff e lo faremo anche in questo che state per OHJJHUHLQIRQGRÂżQGDOSULPRQXPHURQRQ aspettavamo altro che raccontarvi questa XXIV edizione. Stavolta abbiamo aspettato un po’ prima di dare alle stampe la rivista: volevamo tempo SHU ÂżVVDUH L PRPHQWL SL VLJQLÂżFDWLYL GHO festival, avevamo forse voglia di goderceli ancora un po’ prima di condividerli con tutti voi, cercavamo le immagini piĂš belle che potessero rappresentare i ricordi e le parole piĂš giuste per raccontare questo viaggio. Non sappiamo se siamo riusciti a farlo appieno. Sicuramente è il nostro racconto, quello vissuto da chi per otto mesi ha creduto fortemente in un progetto e ha lavorato per realizzarlo, di chi ha vissuto ogni attimo di Atina Jazz, di chi si è entusiasmato, emozionato, arrabbiato, divertito e ha provato ogni forma di suggestione possibile che si prova di fronte all’arte e alla musica. Non vogliamo correre il rischio di essere retorici o melensi (lungi da noi l’utilizzo delle parole a scopo “caramellosoâ€?), ma non potevamo non mettere sulla porta d’ingresso di JazzOff, questo editoriale appunto, un cartello con la scritta “GRAZIEâ€? dedicato a tutti coloro che, direttamente o indirettamente, ci hanno accompagnato in questa avventura. Sarebbe stato bello pubblicare un elenco di nomi, ma in queste operazioni si

MAGAZINE

rischia sempre di dimenticare qualcuno e non volevamo essere approssimativi. Allora procediamo, in ordine sparso, per “sezioniâ€? (è meno accademico quanto può sembrare!) e iniziamo, dunque, con il dire grazie al numerosissimo pubblico che ha seguito nelle settimane di programmazione gli splendidi concerti nelle tre cittĂ  coinvolte dal festival: Sora, Atina, Cassino. Grazie agli artisti che ci hanno regalato atmosfere indimenticabili, e che ci hanno permesso di rimanere “ad occhi apertiâ€? per sperare che la musica, ancora e sempre, possa cancellare i pensieri piĂš bui. La musica è in fondo, è una delle poche cose che rende migliore il mondo, che ci rende migliori. Un grazie va a tutti coloro che hanno lavorato in questi mesi per la realizzazione di questa XXIV edizione, che ne hanno curato l’aspetto artistico, logistico, tecnico, comunicativo. Grazie ai nostri partner istituzionali, ai media partner e a tutti gli sponsor commerciali che ci hanno supportato: si può vivere di sola arte, ma l’arte, come è giusto che sia, va pagata il giusto prezzo. Consentiteci una nota fuori dal colro dei ringraziamenti: l’entusiasmo dei giovani talenti che hanno partecipato al concorso “Jazz Contestâ€?, realizzato insieme al St. Louis College of Music, è stato per noi determinante. Ci ha spinto e ci spinge ad andare avanti e a credere che Atina Jazz possa rappresentare davvero un trampolino di lancio per affacciarsi nel panorama jazzistico nazionale. Grazie agli amici, ai sostenitori, anche a coloro che ci hanno mosso qualche critica: abbiamo avuto il fronte scettico, quello dei SHQVDWRUL FULWLFL QHO VHQVR SL ÂżORVRÂżFR del termine!), dei matematici valutatori, dei ragionati osservatori. Tutto va bene, tutto serve a capire di piĂš. In queste settimane, oltre a pensare a questo nuovo numero di JazzOff, abbiamo lavorato giĂ  a quella che sarĂ  un’edizione

storica di Atina Jazz festival, la XXV, che speriamo possa andare nella direzione che crediamo questo festival debba prendere GHÂżQLWLYDPHQWHTXHOODGLSURJHWWRFXOWXUDOH e sociale di sviluppo per il territorio. In questo processo, voi sarete determinanti. Dietro un grande festival c’è un grande pubblico, ne siamo convinti. Vi invitiamo, quindi, a seguire l’evoluzione (e i voli pindarici) del nostro progetto per il 2010 sul sito www.jazzoff.it, tra le pagine dei vari numeri che seguiranno questo prima dell’estate e sui nostri canali di comunicazione e, naturalmente, vi invitiamo anche a partecipare attivamente alle nostre idee. La prossima “lunga estate in jazzâ€? è ancora lontana, ma stiamo preparando un’appendice di quella appena trascorsa: una rassegna invernale, Atina Jazz Winter, di cui potrete leggere all’interno. Collaborazioni importanti si sono avviate H VL VWDQQR VROLGLÂżFDQGR VHPSUH GL SL prima fra tutte quella con la celeberrima etichetta ECM che quest’anno festeggia i suoi 40 anni di attivitĂ . E poi, ancora, il ponte che stiamo creando con il Canada, realizzando un gemellaggio non solo artistico ma istituzionale e culturale con la cittĂ  di Toronto, che sarĂ  concentrato soprattutto sul Jazz Contest 2010. Vi lasciamo alla suggestione della nostra copertina, una foto scattata da Mirko Macari e che sottolinea bene, secondo noi, l’emozione di questo festival. Non ci sono volti ma dietro gli strumenti possiamo di certo immaginarli. E se è vero che il jazz è una distrazione sonora, allora ci piace l’idea di essere perennemente distratti... Elide Di Duca

Maurizio Ghini


Sommario All’interno:

-D]]2II0DJD]LQH 3HULRGLFRGLPXVLFDFXOWXUDH WHUULWRULRDGLIIXVLRQHJUDWXLWD Anno 1 - Numero 03 In attesa di registrazione Direttore Responsabile Elide Di Duca Responsabile Editoriale Maurizio Ghini Comitato di Redazione Comag Sales Srl *UDÂżFDHLPSDJLQD]LRQH Maurizio Ghini Ims Cassino Hanno collaborato a questo numero: Associazione Musicale Atinate Proloco di Atina Amministrazione comunale di Atina Amministrazione provinciale di Frosinone Amministrazione comunale di Sora Amministrazione comunale di Cassino Cosilam 8IÂżFLR6WDPSD%DQFD3RSRODUH del Cassinate 8IÂżFLR6WDPSD&RPXQHGL6RUD 8IÂżFLR6WDPSD&RPXQHGL Cassino Foto: Mirko Macari “Foto Lu.Ce.â€? Staff Marketing Maurizio Ghini Info: info@jazzoffmagazine.it www.jazzoff.it tel: 392 95 45 762 333 82 62 445 Stampa 7LSRJUDÂżD)UDQFDWLÂą,VRODGHO/LUL Tiratura 15.000 copie


Diario di bordo

Anteprima di Sora

DIARIO DI UN VIAGGIO JAZZ. La nostra avventura parte da Sora…

2009

Abbiamo preferito dare il tono di “diario di bordo” a quello che sarà, in questo numero di JazzOff, il resoconto dell’edizione 2009, proprio perché di un vero e proprio viaggio si è trattato: tra volti, sonorità estremamente diverse tra loro, esperienze di ascolto uniche, momenti di pathos, trepidazioni, punti di approdo e nuovi punti di partenza. Ogni articolo, riferito in particolare ad una serata, avrà un titolo più o meno ispirato a quelle che sono state le nostre impressioni di chi era con noi o del pubblico. L’avventura è iniziata con le tre anteprime a Sora, dal 17 al 19 luglio, che ha rappresentato, i un’ottica di apertura di Atina Jazz al territorio, una tappa molto importante. L’emozione era forte davvero, un po’ perché era la prima volta che il festival veniva ospitato nella città sorana, un po’ perché la presenza degli artisti era di grande qualità e volevamo che tutto fosse perfetto (anche se si sa…la perfezione non è di questo mondo!). La presenza della Proloco di Atina, con il suo stand e con l’entusiasmo dei ragazzi, ci ha dato una JURVVDPDQR/DPDFFKLQDRUJDQL]]DWLYDVWDYDSHUSDUWLUH«LOYLDXIÀFLDOHDOOD;;,9HGL]LRQHGL$WLQD Jazz era ormai stato dato.

17 luglio

CIRKO GUERRINI

VENGHINO SIGNORI, VENGHINO…

Venerdì 17: una data che molti avrebbero preferito evitare ma che noi, con genuino spirito antiscaramantico, abbiamo scelto per varare “la nave” che ci avrebbe portato, di lì a pochi giorni, a credere che le cose non avvengono per caso e che quella era davvero l’unica data che ci avrebbe potuto portare così fortuna! Quel giorno eravamo particolarmente felici: La Repubblica aveva dedicato ad Atina Jazz una bella pagina in nazionale e ci avviavamo verso Sora con spirito leggero.

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Nel primo pomeriggio tutto era più o meno pronto ad accogliere il primo dei numerosi sound check che si sarebbero susseguiti di lì a poco: quello di Mirko Guerrini e della sua originale formazione


dal nome ispirato al mondo circense “Cirko Guerriniâ€?. Guerrini e gli altri musicisti, Saverio Tasca, Mauro Grossi, Gabriele Evangelista, Paolo Corsi, parcheggiano le auto dietro il palco e ci vengono incontro sorridenti. Un “Cirkoâ€? per la maggior parte toscano e la conversazione prende subito una piega umoristica. Ăˆ sempre bello vedere che i componenti di una formazione si divertono cosĂŹ tanto insieme, che la condivisione non è solo artistica ma anche e soprattutto umana. /D FRQVHJQD XIĂ€FLDOH GHL JDGJHW GHO festival è fatta: tutti hanno la loro maglietta, il loro cd, la preziosissima bottiglia di Falanghina etichettata Atina Jazz, la guida. Possiamo pensare e lavorare ora! ,O FRQFHUWR VL FDUDWWHUL]]D SHU HVVHUH una presentazione del nuovo lavoro GLVFRJUDĂ€FR GL ´&LUNR *XHUULQLÂľ XVFLWR proprio in quei giorni per la Universal e dal titolo Il Bianco e l’Augusto. Un progetto interamente di musiche originali che, come ci spiega Mirko, è ispirato alle GXH Ă€JXUH FODVVLFKH GHOOD  GHOOD clowneria del circo, il Bianco e l’Augusto appunto, che sono in continua contrapposizione e rappresentano la lotta tra il culto superbo della ragione e la libertĂ  dell’istinto. Per il grande regista Fellini i due caratteri sono due atteggiamenti psicologici dell’uomo: la spinta verso l’alto e la spinta verso il basso, e piĂş il Bianco costringerĂ  l’Augusto a suonare il violino e piĂş egli farĂ  “scorreggioni col tromboneâ€?. Assolutamente unico.

in relazione soprattutto ai legami armonici e a soluzioni ritmiche piĂš ardite. Evidentemente è prevalso il presupposto piĂš intimo-psicologico, ma è certamente lecito che sia cosĂŹ: i personaggi che hanno ispirato il Cirko Guerrini sono perlopiĂš di natura poetica e malinconica (un po’ come il “Pierrot Lunaireâ€? di SchĂśnberg, o, DQFRUDPHJOLRFRPH´,OSRPHULJJLRGLXQ faunoâ€? di Debussy), piuttosto che circensi gitani e girovaghi irriverenti che, nei loro viaggi, sorprendono il pubblico con mille diavolerie.

produttori di vini

,O SXEEOLFR KD DSSUH]]DWR PROWR OD dimensione del progetto musicale di Guerrini e questo, non solo per i musicisti ma anche per noi organizzatori, è stato un segnale importante. Ci sarebbe da dire, dunque, che venerdÏ 17 ha portato bene ad Atina Jazz, che non poteva trovare apertura piÚ suggestiva.

V ia A rigni (ex esattoria) 03043 Cassino (F R ) T el. 0776. 311346

V ia T ullia n° 17 04023 F or mia (L T ) T el. 0771. 22795

V ia Cinquepietre, loc. Calabritto 81045 Galluccio (CE ) T el. : 0823 925841

Le “Opinioniâ€? di Mirko non sono di solitaria disperazione come quelle del capolavoro di H. BĂśll, ma, allo stesso modo delle pantomime del clown Schnier, è ben presente il sarcasmo irridente e recitante. BĂśll è feroce verso la societĂ  tedesca avvilente, opulenta e cattolica degli anni Sessanta, e dunque Mirko avrebbe potuto immaginare un epilogo francamente piĂš scardinante

www. vi ni tel a r o. i t


18 luglio LE NOTE NECESSARIE. Qualche tempo fa è uscito per la Minimum Fax (uno degli esempi piĂš brillanti di imprenditoria editoriale c h e DEELDPR LQ ,WDOLD  XQ OLEUR d a l titolo “Note necessarieâ€? , LPSHUGLELOH DXWRELRJUDĂ€D d i Enrico Rava, frutto di sei anni di vivaci conversazioni e scambi d’opinione con il giornalista e critico musicale Alberto Riva. A fare da colonna sonora, in esclusiva mondiale, la prima raccolta antologica dei brani piĂš belli di Enrico Rava selezionati dall’autore stesso. ÂŤSuona solo le note necessarie. Le altre cerca di non suonarleÂť: questo il consiglio che l’amico JoĂŁo Gilberto dava a Enrico Rava quando erano insieme a New York, QHJOL DQQL 6HWWDQWD 8Q FRQVLJOLR GLIĂ€FLOH GD VHJXLUH SHU un uomo dalla personalitĂ  prorompente e dalla creativitĂ  fertilissima, una scelta irrinunciabile per un artista che voglia distillare pure emozioni nella sua musica. Enrico Rava, presente sulla scena jazzistica da quasi cinquant’anni, è sicuramente il musicista jazz italiano piĂš apprezzato e conosciuto al mondo. Ha portato quest’anno ad Atina Jazz, nell’ultima serata di anteprime a Sora, il suo progetto “New Quintetâ€? con la partecipazione del talentuoso e istrionico trombettista Gianluca Petrella. $ VHUUDUH OH Ă€OD GHL TXHVWR QXRYR TXLQWHWWR LO SLDQLVWD Giovanni Guidi, esponente della generazione dei ventenni del jazz italiano, il bravissimo contrabbassista Pietro Leveratto e Fabrizio Sferra, batterista capace GL FRVWUXLUH UDIĂ€QDWH GLQDPLFKH FKH IDQQR GL OXL XQ particolare maestro del drumming jazzistico europeo. Tutti musicisti che vantano decine di collaborazioni prestigiosissime, italiane e internazionali. Un concerto di altissimo livello, che ha visto la presenza di un pubblico numeroso e coinvolto. Ma Rava non è solo un grande musicista è, prima di tutto, un uomo straordinario, dotato di una poetica immediatamente riconoscibile, incurante delle convenzioni e affabulatore. Questo fascino, non lo neghiamo, lo abbiamo subito anche noi, giĂ  dal primo incontro con lui a

ENRICO RAVA QHZTXLQWHWIHDW *LDQOXFD3HWUHOODLQFDQWDQRLO SXEEOLFRGHOOHDQWHSULPHGL6RUD

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pranzo il giorno stesso del concerto. Stare a tavola con il Rava narratore è un piacere, ascoltare gli aneddoti piÚ divertenti della sua vita e della sua carriera artistica XQ¡HVSHULHQ]D XQLFD ,QIRUPDOLHOHJDQWL VRUSUHQGHQWL L suoi racconti ti scivolano dentro come un buon bicchiere di vino, lasciandoti in bocca la possibilità di cogliere sfumature sempre piÚ particolari. Tanti anni fa era stato già sul palco di Atina Jazz, lo testimonia anche la foto che l’amica Laura ha mostrato GLHWURLOSDOFRDÀQHFRQFHUWROHLEDPELQDDFFDQWRDDO musicista che ritroviamo oggi. Forse quell’incontro è stato importante per lei se quella sera, a distanza di anni, era di nuovo lÏ ad ascoltarlo. Chissà se quell’ascolto musicale infantile ha condizionato i suoi gusti musicali? Rava non ha


nascosto il piacere e la commozione di vedere quella IRWRJUDÀDHTXHVWRORUHQGHDQFRUDSLYLFLQRDLQRVWUL occhi. E l’inserire periodicamente nelle proprie formazioni nuovi talenti, che apportino la freschezza di un sound contemporaneo e rielaborino la tradizione, è proprio la chiave di lettura del New Quintet del Maestro Rava che abbiamo avuto modo di ascoltare lo scorso 18 luglio. ,O ULVXOWDWR" 8QR VIDFFHWWDWR PRVDLFR GL SHUVRQDOLWj H atteggiamenti espressivi, da cui scaturisce una musica cangiante e articolata, estremamente piacevole e sempre sorprendente. Come dice il poeta, scrittore e critico musicale Everette Leroi Jones, meglio conosciuto come Amiri Baraka, il jazz è musica della venuta, musica che crea. Sotto questo punto di vista, Enrico Rava, forse, è sempre stato un uomo che viene dal futuro.

2009


19 luglio

La giusta distanza. Melos: tecnicamente, l’aspetto melodico di una composizione. Per noi oggi questo nome rievoca molto di più, rimanda a tre grandi artisti, a tre persone uniche e generose che hanno rappresentato un incontro importante per noi e per il festival. 19 luglio, ultima delle tre serate di anteprima a Sora, forse quella che ci emozionava di più per la presenza degli artisti ECM, di cui avevamo, forse un po’ ingenuamente, una sorta di timore reverenziale. Vassilis Tsabropoulos, Anja Lechner, UT Gandhi e il loro progetto Melos appunto, una sorta di viaggio tra le sonorità più suggestive che, attingendo dall’influenza bizantina, camminano tra i confini della musica classica, da camera, del mondo, jazz, arrivano ad una chiave musicale nuova e inaspetatta che li porta ad incarnare a pieno quello che può essere il “suono ECM”. Un concerto di un’intensità straordinaria: Vassilis, l’uomo in bianco, ha offerto al pubblico una interpretazione pianistica fluida e sicura, condita di accenni virtuosi mai però ridondanti o manieristici. La Lecher, incarnazione del concetto assoluto di eleganza, guarda il suo strumento con gli occhi pieni dìamore, come se fosse un figlio, un amico, un amante e, con i suoi passaggi pieni di realtà nascoste, ha trasformato in alcuni momenti l’ascolto in un religioso silenzio. Gandhi è stato un po’ l’anello di congiunzione tra i due, ha saputo

creare le giuste atmosfere ritmiche, le sospensioni e le attese puntuali che ci hanno accompagnato in questo viaggio evocativo e f o r t e m e n t e simbolico. L’intimità forse è la caratteristica più bella del trio, non solo a livello musicale ma anche e soprattutto umano: i due giorni in loro compagnia ci hanno arricchito e lasciato momenti quasi a dimensione familiare, trasformando il loro passaggio ad Atina Jazz in uno scambio ricco di ispirazione. Come dimenticare i brindisi di Gandhi, i sorrisi contagiosi della Lechner, il calore di Tasbropoulos, queste sono le cose di un festival che forse gli spettatori non possono vedere ma che ci sono e che contribuiscono a creare una memoria storica che è fatta non solo di note, ma anche di parole, sguardi, abbracci. E’ proprio sotto la scia di questa ispirazione e di questo entusiasmo che abbiamo voluto approfondire lo scambio che si era creato, siamo arrivati fino a Monaco per farlo, per conoscere il grande Manfred Eicher, per respirare più a fondo questo famoso suono ECM, per capire la filosofia che accomuna

Musicisti ECM Vassilis Tsabropoulos, Anja Lechner e UT Gandhi gli splendidi musicisti di questa casa discografica. Forse in parte siamo riusciti a farlo, abbiamo creato un ponte che ci porterà alle iniziative legate ad Atina Jazz Winter (di cui parleremo più avanti) e che porteranno artisti unici e grande qualità al festival. Ci piace ricordare l’incontro con Melos come se fosse l’incontro con una grande stella: la bellezza e l’intensità della luce sono tali che alla giusta distanza (di tempo e di spazio), con il giusto equilibrio, si riesce ad ammirarne tutti gli aspetti. A distanza di qualche mese quei suoni sono ancora dentro di noi e, se chiudiamo gli occhi, la luce ritorna di nuovo ad accarezzarci il volto e l’anima.


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a cura di Tommaso Folchetti ,VXRQLGHOMD]]LQDQWHSULPD a Sora, giĂ  anteposti nello “speciale Jazz Offâ€? – guida DOOD ;;,9 HGL]LRQH GHO IHVWLYDO Jazz di Atina, sono stati ben spiegati negli articoli relativi all’evento, ed allora cosa posso aggiungere? ,QUHDOWjQHOOHVHUDWHG¡HVWDWH la prima particolarmente torrida (soprattutto per me che avevo le spalle bruciate dal sole dei monti GHOOD 0HWD   PXVLFLVWL KDQQR partecipato al pubblico il loro progetto di idee nello spazio sonoro, nel quale ha potuto accedere chiunque abbia avuto la curiositĂ  e l’impegno che necessitĂ  ogni partecipazione. ,Q TXHVWL FDVL e livelli non IDUHL FODVVLĂ€FKH H menzioni di bravura e dunque non ritengo interessante neppure analizzare le differenze di suono, di timbro, di stile o di percorso, è che, in effetti, in un clima avvolgente e singolare, insolite (vibranti) risonanze si sono diffuse nella piazza, in un luogo dove da sempre la gente si parla si ascolta si stupisce si innamora si rassicura si mette in discussione‌ A proposito della piazza “Cesare Baronioâ€? (location dell’anteprima), è una piazza strana, incompleta, disuguale, senza neppure una chiesa, un palazzetto gentilizio, un monumento storico‌che Bello! Riporto l’impressione all’impatto visivosonoro raccolta da un amico intelligente, certo Bernardo Pescosolido, uomo di musica: “sembra di essere in una piazza di Sarajevoâ€?. E’ giĂ ,,, sembrava di stare in una piazza piĂš balcanica che italica, ma è il jazz (anzi la musica), che insegue questi luoghi e non si tratta fortunatamente di musica

per parrucconi accademici in cerca di celebrazioni. La piazza ha compreso appieno il suo ruolo e lo ha condiviso con i musicisti; e con il pubblico? Nonostante Sora sia stata una location “nuovaâ€? per concerti jazz, l’atmosfera di attesa si è creata, i giusti silenzi hanno accompagnato i momenti piĂš suggestivi dei passaggi musicali, l’incredulitĂ  per il numero di presenze cosĂŹ cospicuo ha lasciato il posto alla leggerezza della condivisione.  SHQVLHUL  HVSUHVVLRQL GHOOD PXVLFD e cultura europea hanno dato molto ai SUHVHQWLVHQ]DXWLOL]]DUHDUWLĂ€FLSUHSDUDWLD catturare i consensi.

Per me è stato come partecipare ad un XQLFRFRQFHUWRUHDOL]]DWRLQWHPSLGLXQD serata ciascuno. Parafrasando con il cinema e la letteratura: prologo di “Cirko Guerriniâ€? – OPINIONI DI UN CLOWN 1° tema di “Enrico Rava New Quintetâ€? – ALL THAT JAZZ 2° tema di “ Trio Melosâ€? – CAMERA CON VISTA (SU SARAJEVO)

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PRESS

In queste due pagine abbiamo voluto raccogliere gli articoli SLVLJQL¿FDWLYLGHOODULFFDUDVVHJQDVWDPSDOHJDWDDOOD;;,9 edizione di Atina Jazz. Sono state tantissime le testate che ci hanno dedicato spazio e non possiamo che ringraziare tutti i corrispondenti ed i giornalisti che ci hanno seguito nei vari concerti. Citiamo tra tutti volentieri l’articolo de La Repubblica del 17 luglio, giorno di apertura della manifestazione, che ha contribuito a diffondere la nostra programmazione a livello nazionale. I media del territorio sono stati molto presenti e puntuali, accompagnandoci quotidianamente nella nostra “lunga estate in jazz”. Una buona campagna stampa è importante per qualsiasi manifestazione musicale, in particolare per QRLVLJQL¿FDDPSOL¿FDUHDQFRUSLODYLVLELOLWjGHOIHVWLYDO e portarlo nelle case del maggior numero di persone possibili.

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JAZZ T

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Diario di bordo ATINA

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2009

La PROCOGE S.r.l è oggi una realtĂ  con un consolidato patrimonio di esperienza e una solida organizzazione in costante progresso, che si avvale di personale esperto e motivato per l’esecuzione e la direzione dei cantieri, che rivolge le proprie attenzioni alla valorizzazione delle risorse umane ed DJOLLQYHVWLPHQWLqGRWDWDGHOOD&HUWLÂżFD]LRQHGL4XDOLWjDQRUPD81,(1 ,62HGLQSRVVHVVRGHOOÂś$WWHVWD]LRQH62$ La profonda conoscenza degli aspetti tecnologici legati all’edilizia che derivano dalla continua attenzione verso i nuovi strumenti informatici applicati, l’analisi approfondita del mercato e del suo andamento, colloca l’impresa in posizioni d’avanguardia in sintonia con le attuali esigenze della committenza che richiedono capacitĂ  di intervento piĂš articolate e specializzate. &RUVR/03ODQFR$WLQD )U 7HOID[ www.procoge.eu/com


Una piazza per A distanza di cinque anni dalla scomparsa di Vittorio Fortuna, fondatore di Atina jazz, la città di Atina ha deciso di intitolare una SLD]]DGHOFHQWURVWRULFRDVXRQRPHDOQRPHGLFKLGDOq stato l’anima di questa manifestazione. Proprio il giorno dell’apertura del festival, il 22 luglio, questo gesto assolutamente condiviso da tutti, da chi lo aveva conosciuto personalmente e da chi lo conosceva solo di nome, è stato sottolineato da una toccante cerimonia accompagnata dalle note della Marching Band del St. Louis di Roma, quasi a ricreare quell’atmosfera di festa che era tanto cara a Vittorio. Oltre al Sindaco del paese, agli amministratori, ai parenti e gli amici piÚ cari, tanta gente comune che era lÏ per dare ancora una volta un saluto a questo grande cittadino, all’avvocato, al musicologo, all’umanista. 1RQ VL SXz  TXDQWLÀFDUH OD VWLPD OHJDWD DO ULFRUGR GL 9LWWRULR Fortuna, lo testimoniano ancora oggi gli applausi spontanei che nascono prima dei concerti di Atina Jazz, ogni qual volta viene

VITTORIO

FORTUNA nominato. Tutti i musicisti che hanno suonato ad Atina e forse anche tutti gli spettatori, non possono non averne un ricordo positivo. Tutto ciò che ha costruito negli anni per il festival continua ancora oggi con uno spirito di crescita e di rinnovamento ancora piĂš forti di prima. La sua grandezza stava nel manifestare la possibilitĂ  di realizzare le cose, qualunque cosa. Era forse un sognatore, una persona che vedeva il buono in tutte le cose, che si entusiasmava sempre di fronte alla musica che amava tanto e che lo accompagnava quotidianamente. E se è vero che la musica jazz è musica “del popoloâ€?, Vittorio la incarnava a pieno perchĂŠ lui era davvero sempre in mezzo alla gente, sia per la sua professione di avvocato, sia per l’enorme passione per la musica classica e jazz che portava avanti con vigore. Charlie Parker, che lui amava tantissimo, diceva che la musica sono le tue idee, le tua emozioni, la tua comprensione delle cose. Vittorio era cosĂŹ, comprendeva le cose anche attraverso la musica e questo faceva di lui un uomo straordinario.

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22 luglio

mutati gusti del pubblico, negli alti costi di gestione e in una politica di promozione culturale che si è indirizzata altrove.

Big Band ? Yes, please! Ne è passata di acqua sotto i ponti dagli anni ’20 ad oggi, ma le Big Band esercitano sempre sul pubblico il loro fascino e ad Atina quest’anno è successa la stessa cosa. Avevamo avuto modo di ascoltare il grande complesso musicale del St. Louis anche lo scorso anno e volentieri lo abbiamo riproposto al pubblico del festival il 22 luglio perché l’energia e l’allegria di questi ventidue ragazzi sono il biglietto da visita migliore per aprire una rassegna come quella di Atina Jazz. Più di mille persone, duemila mani circa, hanno portato il tempo degli standard più famosi riproposti dal maestro Solimene, che ha confermato la sua grande qualità di direttore e arrangiatore anche in questo

contesto. Si ritorna un po’ indietro nel tempo quando si ascoltano i concerti delle band come questa, ci si fa trasportare dall’immaginazione e ci si aspetta che Count Basie o Benny Goodman escano fuori da un momento all’altro, come se fossimo VXOVHWGHOÀOP´6WDJHGRRUFDQWHHQµGHO ·« Bello il gioco di suoni, di alzata e di seduta dei solisti, di ingresso dei cantanti; tutto rimanda ad un gusto del passato che rivive però nei nuovi arrangiamenti e nell’espressività dei musicisti. Fenomeno interessante quello delle big band: in realtà negli ultimi anni, il loro numero è sempre diminuito. Forse le cause sono facilmente individuabili nei

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A noi di Atina Jazz, però, piace immaginare che questa idea, nata dall’entusiasmo per un genere, possa portare a cose estremamente concrete come l’amicizia tra gli artisti che ne fanno parte e lo scambio di esperienze (stanno gomito a gomito in fondo…). Anche questo è il bello della musica, che ha la capacità di far apprezzare al pubblico cose che qualcuno crede siano ormai demodè… E poi volete mettere il fascino del pullman pieno di giovani musicisti che arriva in un caldo pomeriggio d’estate in un piccolo paesino come Atina? Si crea subito la giusta atmosfera e quel bel clima di festa che dovrebbe avere il giorno di apertura un festival jazz. E per non farci mancare proprio nulla abbiamo fatto arrivare, oltre alla Big Band, anche la Marching Band del St. Louis, in pieno stile di New Orleans, per omaggiare la memoria di Vittorio Fortuna. Ma questo ve lo raccontiamo in un’altra pagina…


C’era una volta Mingus... Non ce ne voglia Valentino Bianchi, sassofonista dei Quintorigo, se ricordiamo l’aneddoto dell’incontro con loro il SRPHULJJLR GHO  OXJOLR VHFRQGR JLRUQR di concerti ad Atina. Per la fretta di partire (si sa, i musicisti sono sempre in giro) aveva dimenticato la valigia a casa, compresi gli abiti di scena per la serata. Panico. Con un po’ di spirito di iniziativa l’abbiamo caricato in macchina e siamo andati a fare un veloce shopping in cerca di camicia, pantalone, scarpe, cintura‌tutto rigorosamente nero, indispensabile per la teatralità dello spettacolo che portavano in scena. Con un po’ di fatica siamo riusciti nell’impresa‌ insomma‌l’abbiamo rivestito di tutto punto! Un buon organizzatore del resto deve far fronte anche a emergenze di questo tipo‌ Avevamo una grande curiosità nei confronti di questo progetto musicale, conosciamo un po’ tutti i Quintorigo per i loro trascorsi pop-rock con l’ex cantante John De Leo. Ad Atina Jazz hanno presentato un concerto davvero originale, un omaggio al grande contrabbassista e compositore M i n g u s , accompagnato anche da una narrazione e da proiezioni di UDUL ÀOPDWL XQD chicca. La voce è quella di Luisa Cottifogli: una scoperta assoluta per molti, una conferma per chi aveva già il disco o aveva avuto modo di ascoltare già qualche sua performance. Calda, sensuale, camaleontica: una voce capace di imitare perfettamente, in alcuni momenti dello spettacolo, uno strumento come la tromba (in parecchi ci siamo chiesti ad un certo punto dov’era il trombettista!). Una sorta di rappresentazione teatrale musicata: lampade che arricchivano la

scena agli angoli del palco, un gioco di luci e colori soffusi proiettati per sottolineare alcuni dei piÚ bei passaggi musicali, gestualità quasi rituali della Cottifogli e concentrazione assoluta dei quattro compagni di viaggio. La suggestione ha rapito il pubblico e ha creato un silenzio attento, tipico dell’emozione che i grandi concerti sanno dare. Un’ora e mezza di immersione nella vita e nella produzione artistica di Mingus, p o e s i a allo stato puro per omaggiare uno dei grandi poeti della storia del jazz. ,Q UHDOWj quello dei Quintorigo non è stato un semplice omaggio musicale ma qualcosa di piÚ SURIRQGR XQ SURJHWWR PRQRJUDÀFR YHUR e proprio, un concept live si assoluto livello. Commovente la parte conclusiva del racconto: nel 1977 gli viene diagnosticato il morbo di Lou Gehrig, e nonostante gli

23 luglio

sforzi e i tentativi con una leggendaria guaritrice messicana, il grande musicista VRFFRPEHLOJHQQDLR$YHYDDQQL lo stesso giorno sulla spiaggia di Acapulco VLDUHQDURQREDOHQH/DPRUWHORFRJOLH mentre lavora ad un progetto musicale congiunto con la cantautrice canadese Joni MitchellDOODTXDOHKDDIĂ€GDWRDOFXQH musiche (alcune anche del suo repertorio storico come Goodbye Pork Pie Hat) perchĂŠ lei ne scriva le parole. La morte di Mingus, riarrangiata musicalmente da questi cinque meravigliosi musicisti, è stato sicuramente il momento piĂš toccante della performance. Ma un festival è fatto anche dei dopo concerti e della disponibilitĂ  e umanitĂ  GHJOLDUWLVWLFKHVLLQFRQWUDQRPDQPDQR, Quintorigo sono stati splendidi (nonostante un lungo viaggio in macchina verso Milano li aspettasse quella notte stessa) e si sono fermati nel nostro corner stampa per chiacchierare con il pubblico, scambiare impressioni sul concerto e brindare ad Atina Jazz con tutto lo staff. Lo scambio umano che abbiamo avuto con loro ce li ha resi ancora piĂš apprezzabili, speriamo di poterli rincontrare quanto prima, magari di nuovo sul palco del festival.

15


Nella corte del progressive.

24 luglio

Roberto Gatto e il suo omaggio jazz. OXJOLRJLRYHGu6LDPRDPHWj di quella che è stata la settimana di programmazione ad Atina. 6LDPR XQ SR¡ VWDQFKL ÀVLFDPHQWH ma ancora pieni di adrenalina per le serate precedenti e curiosi di YHGHUH FRPH YD D ÀQLUH 4XHOOD sera protagonista sul palco lo storico batterista romano Roberto Gatto accompagnato da alcuni dei piÚ talentuosi musicisti della scena jazz italiana, per un omaggio al rock progressive. Progetto quanto mai curioso che aveva creato attesa già da parecchie settimane tra il pubblico del festival.

16

, PXVLFLVWL DUULYDQR WXWWL QHO pomeriggio, il caldo non dà tregua ma ci si immerge subito nel lavoro GHOOHSURYH,IRWRJUDÀVLGLYHUWRQR come ogni giorno ad immortalare i momenti piÚ informali prima del concerto, che di solito regalano VHPSUH GHOOH VRUSUHVH ,O FOLPD è quello di festa, di vecchi amici che si ritrovano come ogni volta

a condividere un viaggio insieme, musicale prima di tutto. E questo viaggio Gatto lo ha raccontato anche durante il live, non solo attraverso la musica ma anche attraverso le parole. Seguendo i ricordi del passato H LO Ă&#x20AC;OR URVVR GHOOD SDVVLRQH questa avventura creativa ha retto benissimo lâ&#x20AC;&#x2122;equilibrio tra il jazz e quel suono cosĂŹ imponente ed elaborato proprio del prog. Dal clima rarefatto di â&#x20AC;&#x153;Watcher Of The Skiesâ&#x20AC;? dei Genesis, alla EHOOLVVLPD ´, 7DON 7R 7KH :LQGÂľ ripresa dallâ&#x20AC;&#x2122;opera prima dei King Crimson per arrivare a â&#x20AC;&#x153;Trilogyâ&#x20AC;? di Emerson, Lake & Palmer, Gatto e i suoi compagni di viaggio celebrano nel migliore dei modi la storia di un genere che ha sicuramente segnato la storia della musica. << Ho cominciato con il Rock, con i Beatles, con Jimi Hendrix e con tutti gli altri, ma quella del Progressive Rock è stata unâ&#x20AC;&#x2122;esperienza molto importante


e coinvolgente â&#x20AC;&#x201C; ci dice Gatto - Sono stato ai concerti che hanno scandito i giorni piĂš belli di questo genere musicale; ho visto i Genesis, i Van Der Graaf Generator, gli Yes e queste sono state esperienze indimenticabili. (UDQR WXWWL JUXSSL LQJOHVL PD FKH WURYDYDQR LQ ,WDOLD un pubblico entusiasta; ad esempio, quando i Genesis VXRQDURQRSHUODSULPDYROWDD5RPDDO3LSHULQ,QJKLOWHUUD QRQOLFRQRVFHYDDQFRUDQHVVXQR,RHURXQDSSDVVLRQDWR di quel genere, di tutte quelle bands che incidevano per la Charisma Records. Avevo tutti i loro dischi, quelli â&#x20AC;&#x153;veriâ&#x20AC;?, in vinile. >> Altrettanto riusciti e preziosi sono gli episodi del concerto come Sea Song e Starting In The Middle Of The Day We Can Drinks Our Politics Away, legati al batterista e cantante Robert Wyatt e alla scuola di Canterbury, altro momento particolarmente suggestivo e importante della musica inglese di quel periodo. E non mancano i Pink Floyd di Money . Certamente questo concerto ci ha regalato un ritratto, fedele e appassionato, di un periodo musicale indimenticabile. La genuinitĂ  e la spontaneitĂ  che Gatto mette nei suoi progetti la si ritrova anche dopo, quando parla con la gente, quando apprezza un buon vino o un buon cibo (citiamo lâ&#x20AC;&#x2122;innamoramento per i taralliâ&#x20AC;Śgrazie Vladimiro!). /H Ă&#x20AC;UPH SRL VXO FDUWHOORQH GL $WLQD -D]] GD SDUWH di tutti i musicisti sono un ricordo che conserviamo gelosamenteâ&#x20AC;Ś


AZZ, Wine, Food & Chocolate! ATINA - Palazzo DUCALE IN COLLABORAZI

ONE CON

ECM Record s

5/6/7/8

18


Sabato Dicembre

5

IpoconTrio e LocoMotiveTrio Domenica M Dicembre EC

6

Bobo Stenson Trio LunedĂŹ Dicembre

7

GiovanniGuidi & DanKinzelman

MartedĂŹ ECM Dicembre

8

StefanoBattaglia & MicheleRabbia


25 luglio

-RKQ6FRĂ&#x20AC;HOG& the Piety street band

Un gentiluomo ad Atina Jazz. ,Q TXHVWR ODYRUR VL LQFRQWUDQR VSHVVR EHOOHSHUVRQH-RKQ6FRĂ&#x20AC;HOGqVLFXUDPHQWH una di quelle, che lasciano il segno e un ricordo umano profondo. Un gentiluomo, come abbiamo indicato nel titolo, un uomo di altri tempi che con il suo sorriso e la sua pacatezza ha dato molto a questa edizione di Atina Jazz e a chi ha avuto la fortuna di incontrarlo. Dopo decenni di intensa attivitĂ  live FODVVHVXOODEUHFFLDFRQFRQWLQXLWj dagli anni â&#x20AC;&#x2122;70) questo grande chitarrista è ancora pronto a regalare energia al suo pubblico, grazie anche al carisma dei musicisti che lo hanno accompagnato QHOODWDSSDDG$WLQD,PSRUWDQWHqVWDWD la presenza di musicisti di New Orleans (Porter al basso, Cleary alle tastiere e Fataar alla batteria) che fanno di questo progetto Piety Street un poâ&#x20AC;&#x2122; una fusione tra jazz, blues, gospel, soul; un sound diretto, facilmente comprensibile che è arrivato a tutti, indistintamente. , EUDQL GHO FRQFHUWR si sono tutti basati

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su strutture molto chiare, con cantato gospel o blues e con accompagnamento classico del genere, su cui la chitarra GL 6FRĂ&#x20AC;HOG VL q LQVHULWD LQ VROLVPL EHQ conosciuti, perfetti, equilibrati e puliti, certamente apprezzabili per lâ&#x20AC;&#x2122;assenza di certe leziositĂ  a cui nel passato si era anche abbandonato. Ma forse la scoperta piĂš inaspettata della serata è stata la performance di John Cleary, istrionico tastierista hammond e cantante, vulcano musicale con il sorriso sulle labbra, il tipico esempio di un musicista che si diverte davvero quando fa il proprio lavoro. Grande feeling tra i musicisti, guidati GDLFHQQLHGDJOLDVVROLGL6FRĂ&#x20AC;HOGFKH ripropone sempre un suono pieno del suo strumento, assolutamente unico e riconoscibile. La giornata del 25 luglio è stata intensa per il nostro ospite: dopo la splendida master class la mattina a Palazzo Ducale (ve ne parliamo SURSULR TXL DIĂ&#x20AC;DQFR  OH SURYH OD performance e il dopo concerto sono

stati ricchi di piccoli momenti di piacere, sonoro prima di tutto, ma anche di parole, di gesti, di attenzione degli artisti per il nostro lavoro. Forse è questa la cosa che dĂ  piĂš soddisfazione nellâ&#x20AC;&#x2122;organizzare una manifestazione come questa: lâ&#x20AC;&#x2122;apprezzamento da parte degli artisti, nazionali e internazionali, che magari parlando con colleghi, manager, addetti DO VHWWRUH PXVLFDOH SRVVRQR DPSOLĂ&#x20AC;FDUH


lâ&#x20AC;&#x2122;immagine positiva di Atina Jazz. ,O PRPHQWR GL UHOD[ QHO QRVWUR DQJROR stampa è stato conviviale e importante SHU LO QRVWUR SXEEOLFR IRWR DXWRJUDĂ&#x20AC; chiacchierate informali con giovani e meno giovani appassionati. Un nota GHJQD GL FLWD]LRQH 6FRĂ&#x20AC;HOG H L VXRL musicisti che si fermano ad ascoltare a fare i complimenti ai giovani artisti della rassegna â&#x20AC;&#x153;Jazzâ&#x20AC;&#x2122;n streetâ&#x20AC;? che suonavano SULPD H GRSR L FRQFHUWL XIĂ&#x20AC;FLDOL 8Q

segno di grande rispetto per le nuove generazioni di musicisti, un momento da ricordare. Ennesima prova di carattere per il VHPSUH RWWLPR 6FRĂ&#x20AC;HOG PDQWHQHUVL DG DOWLVVLPL OLYHOOL SHU  DQQL privilegiando approccio versatile ed onestĂ  intellettuale senza risultare scontati o poco incisivi non è da tutti.

6FRÂżHOGVDOHLQFDWWHGUD ... ma con i giovani jazzisti . Docente sicuramente sui generis John 6FRĂ&#x20AC;HOG XPLOH GLVSRQLELOH FRLQYROJHQWH ma soprattutto con una visione della musica che va oltre i tecnicismi e i purismi dâ&#x20AC;&#x2122;elite. Quando gli abbiamo proposto di tenere questo seminario la mattina del 25 luglio, giorno del suo concerto con la Piety Street Band ad Atina Jazz, pensavamo che lui portasse con sĂŠ i suoi musicisti. Non ci aspettavamo di certo che ci dicesse: â&#x20AC;&#x153;voglio farmi accompagnare da giovani artisti del territorio, sicuramente verrĂ  fuori qualcosa di molto piĂš interessante!â&#x20AC;? Questa attenzione ai musicisti emergenti ci è sembrato un gesto di grande umiltĂ  da parte sua e ha fatto aumentare la stima nei suoi confronti, qualora ce ne fosse ancora bisogno. ,GXHIRUWXQDWLVRQRVWDWL$OHVVDQGUR'HO Signore al contrabbasso e Giulio Marcelli alla batteria. Quando abbiamo comunicato loro, nel pomeriggio precedente la master class, che avrebbero dovuto suonare con 6FRĂ&#x20AC;HOGTXDVLQRQFLFUHGHYDQR'LFLDPROD veritĂ : non capita mica tutti i giorni e noi

VLDPR VWDWL SDUWLFRODUPHQWH Ă&#x20AC;HUL GL DYHU combinato questa collaborazione. Gli allievi erano una ventina, alcuni chitarristi, strumentisti di vario genere PDDQFKHDSSDVVLRQDWLGL6FRĂ&#x20AC;HOGFKHQRQ volevano perdersi questo incontro riservato a pochi. Nonostante le barriere linguistiche sanate da una traduzione contemporanea DOOH VSLHJD]LRQL GHO PDHVWUR 6FRĂ&#x20AC;HOG il suo messaggio crediamo sia arrivato forte e chiaro. La sua concezione della musica e dello strumento è davvero unica e lâ&#x20AC;&#x2122;originalitĂ  dellâ&#x20AC;&#x2122;approccio ai brani, anche agli standard piĂš famosi, è stata mostrata nei momenti musicali dal vivo del seminario. Tre ore intense di lavoro, qualche â&#x20AC;&#x153;trucco del mestiereâ&#x20AC;? rivelato agli allievi ma soprattutto una condivisione umana che solo i grandi sanno concedere. ,PSURYYLVD]LRQH VSRQWDQHLWj leggerezza: queste le regole o forse meglio OH´QRQUHJROHÂľGL6FRĂ&#x20AC;HOG Dobbiamo davvero ringraziare coloro

che hanno collaborato alla realizzazione di questa master class, in particolare il nostro partner PAPA DOLCEAMARO che ci tentato con i suoi bob bon e dragĂŠes, creando cosĂŹ una dolce fusione di armonie per le orecchie e per il palato. il momento â&#x20AC;&#x153;Jazz and Chocolateâ&#x20AC;? che SRWUj FRQĂ&#x20AC;JXUDUVL FRPH YHUR H SURSULR progetto di collaborazione con Atina Jazz Festival.


26 luglio

Paolo Fresu

& Omar Sosa

Quando la musica si fa luce. Non so se vi è mai capitato di soffermarvi sulla sensazione che si ha quando dâ&#x20AC;&#x2122;improvviso, in una stanza buia, arriva la luce. Molto probabilmente un misto di sorpresa, sollievo e tranquillitĂ  ci pervadono senza neanche che ne rendiamo conto DSLHQR2VVHUYLDPRIXRULGDOODĂ&#x20AC;QHVWUD e ci stupiamo ancora della bellezza del mondo che ci circondaâ&#x20AC;Śtutto questo ha un qualcosa di sacro. La luce è stata forse lâ&#x20AC;&#x2122;elemento piĂš forte del concerto di Omar Sosa e Paolo )UHVXFKHKDFKLXVRORVFRUVROXJOLR le serate di Atina Jazz nella storica piazza Marconi dove ancora, a distanza di mesi, risuonano le note di quello che è stata una delle performance piĂš VXJJHVWLYDGLTXHVWD;;,9HGL]LRQH E a proposito di sacralitĂ , se è vero che la musica può essere concepita come una religione, allora Sosa e Fresu sono un esempio unico di quanto la spiritualitĂ  può

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essere lâ&#x20AC;&#x2122;elemento preponderante di un progetto musicale.

tra il pubblico che non si aspettava di sicuro un ingresso del genere.

Fin dal primo impatto con questo straordinario pianista cubano siamo stati catapultati in unâ&#x20AC;&#x2122;altra dimensione, TXDVL RQLULFD H LPPDJLQLĂ&#x20AC;FD PD in realtĂ  viva e reale data la sua sacralitĂ  e lâ&#x20AC;&#x2122;impetuoso carisma che lo caratterizza. Vicino ad Omar Sosa si respira lâ&#x20AC;&#x2122;Africa, che non è certo per lui qualcosa di lontano, irraggiungibile, sognato, ma è qualcosa di forte, di immanente che appartiene saldamente al vissuto quotidiano di questo artista.

Fresu, silenzioso anche lui, sale sul palco a piedi nudi, per cercare quel contatto con la terra che spinge verso il cielo il suono della sua tromba. Teatrale nei suoi movimenti, quasi una danza che cattura lo sguardo di chi lo osserva e lo ascolta.

Poco prima di salire sul palco, nel Salone di Palazzo Ducale, eravamo affascinati dalla gestualitĂ  quasi sciamanica di Sosa: una sorta di altarino, con oggetti evidentemente per lui con una simbologia ben precisa, adornavano la stanza carica di silenzio e di mistero. Movimenti quasi animaleschi, colpi di frusta, un lumino rosso acceso che lo KDDFFRPSDJQDWRĂ&#x20AC;QRDOSLDQRIRUWH La concentrazione era alta anche

Oggi, a questo punto della sua strabiliante carriera non serve piĂš enumerare incisioni, premi ed esperienze varie che lo hanno imposto a livello internazionale e che fanno sistematicamente ed ecumenicamente amare la sua musica, possiamo affermare che dentro al suono del suo strumento câ&#x20AC;&#x2122;è la linfa che ha dato lustro alla nouvelle vague del jazz europeo, la profonditĂ  di un pensiero non solo musicale, la generositĂ  che lo vuole â&#x20AC;&#x153;naturalmenteâ&#x20AC;? nel posto giusto al momento giusto ma, soprattutto, lâ&#x20AC;&#x2122;enorme e inesauribile passione che lo sorregge da sempre.


'RSR HVVHUVL VĂ&#x20AC;RUDWL D SL ULSUHVH LQ XQD OXQJD frequentazione dei palchi delle piĂš prestigiose manifestazioni internazionali, il vero primo incontro dei due musicisti avviene a Berchidda, nellâ&#x20AC;&#x2122;estate del TXDQGR)UHVXLQYLWDLOSLDQLVWDFXEDQRDHVLELUVLDO IHVWLYDOGLFXLFXUDODGLUH]LRQHDUWLVWLFD,OSLDQRIRUWHGL Sosa giace allâ&#x20AC;&#x2122;ombra di un grande ulivo, Fresu e la sua tromba, arrampicati su un grande ramo di quellâ&#x20AC;&#x2122;albero, sembrano abbracciarli entrambi. Quel momento sancisce una lunga e profonda amicizia, lâ&#x20AC;&#x2122;avvio di uno scambio artistico che non si è mai piĂš fermato. Raramente si ha la possibilitĂ  di ascoltare una cosĂŹ profonda empatia musicale, raramente si ottiene un silenzio quasi religioso di fronte agli artisti, raramente si rimane senza parole. Un concerto che ha lasciato il segno ad Atina Jazz, per la sua intensitĂ . Una perla da inserire negli annali del festival, senza alcun dubbio.

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29/30 luglio



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2009

MAGAZINE

GIOVANI TALENTI DEL PARCO. $WLQD-D]]RVSLWDODVHPLÂżQDOHHÂżQDOHGHO6W/RXLV-D]]&RQWHVWFRQFRUVRQD]LRQDOHSHU PXVLFLVWLFRQSURJHWWLRULJLQDOHLQVWLOHMD]]LVWLFR 6LDPRDUULYDWLRUPDLTXDVLDOODĂ&#x20AC;QHGHO viaggio di questa lunga estate in jazz, tra pochi giorni si terrĂ  il concerto conclusivo GLTXHVWD;;,9HGL]LRQHGHOIHVWLYDO*LQR Paoli e il suo â&#x20AC;&#x153;incontro in jazzâ&#x20AC;? presso il teatro romano di Cassino. Ma i tre giorni presso la Villa Comunale, GHGLFDWLDOOD,,HGL]LRQHGHO6W/RXLV-D]] Contest, concorso nazionale per giovani talenti con un progetto originale in stile jazzistico, sono per Atina Jazz un momento importante. ,O IHVWLYDO KD YROXWR RVSLWDUH OD VHPLĂ&#x20AC;QDOH H Ă&#x20AC;QDOH GHO &RQWHVW allestendo per lâ&#x20AC;&#x2122;occasione un bellissimo palco proprio nellâ&#x20AC;&#x2122;originale cornice del parco al centro della cittĂ  di Cassino, con ingresso gratuito, per permettere a tutti di poter assistere ai vari concerti e di avvicinarsi ancora di piĂš a questo genere musicale. La scelta di collaborare alla realizzazione del concorso è sembrata giusta nellâ&#x20AC;&#x2122;ottica di un progetto che faccia del festival non solo uno scenario

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per i grandi artisti, ma anche per le nuove generazioni di jazzisti che si affacciano oggi nel panorama italiano. Atina Jazz come trampolino di lancio per i nuovi talenti, che promuove la qualitĂ  del territorio anche e soprattutto attraverso la musica, dando la possibilitĂ  a queste giovani formazioni di esibirsi nel contesto di una manifestazione ormai di respiro internazionale. 6HWWH L JUXSSL LQ VHPLĂ&#x20AC;QDOH 3DROR /XFLDQL 7ULR ,SRFRQWULR 0RQNH\ -XQJOH Quintet, Junkfood Quartet, Luca Casati Trio, MARM quartet, Penta Rei che sono diventati cinque nella successiva serata GHGLFDWDDOODĂ&#x20AC;QDOH Nonostante il caldo che non dava tregua, i ragazzi sono stati puntuali e professionali, sia nellâ&#x20AC;&#x2122;ambito delle prove che dellâ&#x20AC;&#x2122;esibizione. Non è sicuramente facile dimostrare in quindici minuti che cosa si è, ma loro sono riusciti a farlo e la selezione, da parte delle giuria tecnica e di quella popolare, è stata accurata. A proposito della giuria tecnica, câ&#x20AC;&#x2122;è da

dire che importanti nomi del jazz italiano avevano lavorato giĂ  nella fase delle preselezioni presso il Be Bop Jazz Club di Roma nella scorsa primavera: Adriano Mazzoletti, Luciano Linzi, Giovanni Tommaso, Bruno Biriaco, Paolo Damiani, Maurizio Giammarco. A Cassino, oltre al Direttore della casa del Jazz Linzi e al giornalista Mazzoletti, erano presenti in giuria anche Stefano Mastruzzi, direttore del St. Louis, Tommaso Folchetti, pianista e compositore, Giuseppe Martini, critico musicale e collaboratore della rivista JazzOff, Maurighio Ghini, responsabile esecutivo di Atina Jazz, Fortunato Di Paolo, Assessore alla cultura del Comune di Atina, Gianfranco Gullotto, vicedirettore del St. Louis e bassista. Erano loro a dover decretare il vincitore mentre il pubblico, attraverso una votazione su scheda, aveva il compito di assegnare il secondo premio. 7UD L FLQTXH Ă&#x20AC;QDOLVWL OD IRUPD]LRQH YLQFHQWHqVWDWDTXHOODGHJOL,32&2175,2 di Salerno, composta dai giovanissimi Bruno Salicone al piano, Francesco


Lâ&#x20AC;&#x2122;originalitĂ  dei brani e la preparazione tecnica di tutti i componenti, oltre che e lâ&#x20AC;&#x2122;ottimo interplay, hanno fatto sĂŹ che risaltassero sia agli occhi della giuria popolare che a quelli degli esperti di settore. A loro la possibilitĂ  di realizzare un sogno: quello di incidere il loro primo disco per lâ&#x20AC;&#x2122;etichetta Saint Louis Jazz Collection, oltre che un contratto di management di un anno con il Saint /RXLV0DQDJHPHQWHEHQFRQFHUWLXQR DOO¡LQWHUQR GHOOD ;;9 HGL]LRQH   GL Atina Jazz Festival, uno presso la Casa del Jazz di Roma, u n o presso l o

JAZZ CONTEST â&#x20AC;&#x201C; I VINCITORI QUALCHE NOTIZIA SUGLI IPOCONTRIO. *OL,SRFRQWULRQDVFRQRFLUFDTXDWWURDQQL fa, quando il batterista Armando Luongo e il contrabbassista Francesco Galatro, al loro primo incontro in un gruppo di musica brasiliana, si sentono accomunati per la passione che hanno per il jazz. Proprio da quellâ&#x20AC;&#x2122;incontro, insieme poi al pianista Bruno Salicone, cominciano a suonare e a sperimentare la propria musica in una piccola sala prove. /¡DIĂ&#x20AC;DWDPHQWR GHL WUH FRQ O¡DYDQ]DUH GHO WHPSR VL FRQVROLGD VHPSUH GL SL Ă&#x20AC;QR a far diventare questa passione un progetto VWDELOHJOL,SRFRQWULRDSSXQWR ,WUHPXVLFLVWLFRPLQFLDQRODORURFDUULHUD concertistica esibendosi in molti locali della zona di Salerno e provincia, avvalendosi della miglior critica dei numerosi e grandi musicisti della scuola jazzistica salernitana, Ă&#x20AC;QRDULXVFLUHDIDUVHQWLUHODSURSULDPXVLFD anche fuori dal loro territorio. Tra le loro collaborazioni molti grandi musicisti della scena del jazz italiano: 'DQLHOH 6FDQQDSLHFR  $QWRQLR ,PSDUDWR Gerardo Palumbo, Peppe Plaitano, Lello Carotenuto, Luca Roseto, Nicola Coppola, Kelvin Sholar, Antonello Altieri, Flavio Dapiran, Cesare Settimo, Carlo Gravina, Augusto Pallocca , Jerry Popolo.

European Jazz Expo di Cagliari. ,O VHFRQGR SUHPLR q DQGDWR DOOD formazione romana Penta Rei composta da Federico Pascucci ai sassofoni, Francesco Fratini alla tromba, Simone Tocco al piano, Luca Fattorini al contrabbasso ed Enrico Morello alla batteria. A Francesco Galatro, contrabbassista GHJOL ,SRFRQWULR q DQGDWR LQROWUH LO premio come miglior solista. Siamo convinti che potenziare questo aspetto di Atina Jazz sia la giusta strada per creare un grande movimento culturale e musicale intorno alla

Lâ&#x20AC;&#x2122;esperienza del Jazz Contest. 'LFRPXQHDFFRUGRJOL,SRFRQWULRGHFLGRQR di partecipare a questa seconda edizione del concorso â&#x20AC;&#x153;Saint Louis Jazz Contestâ&#x20AC;?. Passano le prime selezioni, a cui prendono parte una sessantina di gruppi, accedendo alle fasi Ă&#x20AC;QDOL FKH VL VRQR WHQXWH D 5RPD QHO QRWR locale Bebop Jazz Club. Sfortunatamente i tre vengono scartati, dato che la giuria preferisce in quella occasione la vittoria GL XQ DOWUR JUXSSR , WUH YHQJRQR SHUz in seguito vengono ripescati grazie ai voti della giuria popolare, con i quali rientrano LQ JDUD DFFHGHQGR DOOH VHPLĂ&#x20AC;QDOL Con una splendida performance, il 29 luglio scorso, nella bella cornice della Villa Comunale di Cassino, riescono ad accedere DQFKHDOODĂ&#x20AC;QDOHGHOJLRUQRGRSRLQVLHPHDG altri 5 gruppi. Con tanta grinta e voglia di fare bene il trio riesce a vincere il primo premio del Jazz Contest e a realizzare in questo modo il sogno di poter incidere il primo disco. ,O FRQWUDEEDVVLVWD )UDQFHVFR *DODWUR inoltre, vince il premio come miglior solista del concorso. Abbiamo chiesto ai musicisti degli ,SRFRQGULRFRPHqVWDWDTXHVWDHVSHULHQ]D << è stata unica e irripetibile. Quando il nostro nome è stato chiamato al microfono non credevamo alle loro orecchie; Ă&#x20AC;QDOPHQWHXQWUDJXDUGRUDJJLXQWRLQTXHOOD che riteniamo essere la cosa piĂš importante della nostra vita, la musica. >>

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Galatro al contrabbasso e Armando Luongo alla batteria.

E Francesco aggiunge: << aver vinto il premio come miglior solista è stata una sorpresa, sono pochi i premi assegnati ai contrabbassisti. Una volta ricevuto il premio non avevo piĂš parole, ero molto emozionato, anche perchè la vittoria mi avrebbe permesso di poter studiare con uno dei miei contrabbassisti preferiti: Lerry Granadier. >> Ma le sorprese per i tre musicisti non VRQR Ă&#x20AC;QLWH OD VHUD GHOOD Ă&#x20AC;QDOH SRLFKp nel momento stesso delle premiazione, viene comunicato loro che proprio il giorno dopo la loro vittoria sarebbero stati di nuovo a Cassino per aprire il concerto del noto progetto di Gino Paoli â&#x20AC;&#x153;Un incontro in Jazzâ&#x20AC;?, in cui suonano alcuni dei migliori jazzisti italiani. Lâ&#x20AC;&#x2122;esperienza del concerto si è rivelata per loro emozionante: era la prima volta che suonavano davanti ad un pubblico di 1.500 persone, che ha risposto in maniera brillante alla loro perfomance. << Vogliamo cogliere lâ&#x20AC;&#x2122;occasione di questo spazio per poter ringraziare gli organizzatori del Jazz Contest, il Saint Louis e tutto lo staff di Atina Jazz e sopratutto vogliono ringraziare Maurizio Ghini, responsabile esecutivo del Festival, FKHKDVHPSUHFUHGXWRLQQRLĂ&#x20AC;QGDOODSULPD volta che ci ha ascoltati al BeBop di Roma, durante le eliminatorie del concorso. Questo per noi è lâ&#x20AC;&#x2122;inizio di una nuova avventura

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31 luglio JAZZ TRIDIMENSIONALE A CASSINO. Dalla Sardegna alla Ciociaria, da Roma alla Sicilia, tre giovani formazioni ci accompagnano nella loro dimensione jazz

Laura Lala 4tet Tre modi diversi di interpretate la musica jazz, tre diverse formazioni emergenti, tutte con progetti originali, hanno chiuso la tre giorni del Jazz Contest presso la Villa Comunale di &DVVLQRORVFRUVROXJOLR 'RSR OH GXH VHUDWH GL VHPLĂ&#x20AC;QDOH H Ă&#x20AC;QDOH GHO FRQFRUVR FKH DYHYD SURFODPDWR YLQFLWRUL JOL ,SRFRQWULR FL sembrava giusto dare spazio ai nuovi talenti della musica dâ&#x20AC;&#x2122;autore che stanno lavorando giĂ  da tempo nel panorama jazzistico italiano. Alcuni di loro hanno giĂ  dischi e numerosi successi allâ&#x20AC;&#x2122;attivo, altri stanno ultimando le registrazioni in studio, tutti hanno come minimo comune denominatore lâ&#x20AC;&#x2122;originalitĂ  e la qualitĂ . La prima performance è stata quella del Laura Lala Quartet, JUXSSR YLQFLWRUH GHOOD , HGL]LRQH del St. Louis dello scorso anno e composto dalla cantante e compositrice Laura Lala, dalla pianista Sade Mangiaracina (poetico è vedere ogni tanto seduta ad un pianoforte una donnaâ&#x20AC;Ś), Francesco Pierotti al contrabbasso e Roberto Giaquinto alla batteria.

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La voce calda e solare di Laura ci accompagna in

questo viaggio musicale leggero, fatto di suoni puliti e freschi, che testimoniamo la vitalitĂ  della loro composizione e lâ&#x20AC;&#x2122;apertura verso sonoritĂ  antiche e piĂš recenti. Quello che traspariva osservando il quartetto era il loro amore per la canzone, per la capacitĂ  comunicativa ed emozionante di una melodia, sia essa proveniente dal jazz o dal vasto

patrimonio di ascolti che evidentemente hanno accumulato e custodito negli anni. â&#x20AC;&#x153;Pure Songsâ&#x20AC;?, questo il titolo del loro progetto musicale, attribuisce grande valore al testo, alla sua interpretazione e alla sua composizione in lingue diverse: italiano, inglese e dialetto siculo, che appartiene alla cultura e alle radici di Laura e di Sade.

Giorgio Ferrera 4tet


La seconda formazione a salire sul palco è stata quella del Giorgio Ferrera Quartet, ormai conosciutissimo sul territorio grazie al lavoro GLVFRJUDÀFR ´&KURPRVRPHµ UHDOL]]DWR in collaborazione con Javier Girotto. Vincitori del Premio del pubblico al Piacenza Jazz Festival – Concorso Bettinardi e con un anno di live in festival HMD]]FOXELQ,WDOLDQHDYHYDPRSDUODWR spesso tra le pagine di JazzOff e forse qualcuno di voi aveva già avuto modo di ascoltarli, ma la bravura di questi ragazzi sta nel fatto che in ogni concerto mettono qualcosa in più, aggiungono un mattone al loro lavoro che evidentemente è sempre in evoluzione.

al contrabbasso e Pierpaolo Frailis alla batteria.

Giorgio Ferrera, pianista e compositore delle musiche, Luigi Tresca al sassofono, Alessandro Del Signore al contrabbasso e Giulio Marcelli alla batteria, hanno offerto al pubblico del Contest un’interpretazione moderna del jazz, nella quale la melodia ha sicuramente il posto d’onore ma gli accenni sperimentali si stanno facendo strada nella costruzione classica della composizione.

Di loro Paolo Fresu dice grandi cose: << Poche volte capita di imbattersi in un progetto così fresco e creativo. E poche volte capita di sentire un nuovo cd che ti invita ad ascoltarlo interamente dall’inizio alla ÀQH H PDJDUL D ULDVFROWDUOR ancora per coglierne la ricchezza di particolari >>.

Grande vigore ed energia, grande consapevolezza dello strumento sottolineata da passaggi sicuri e puntuali che hanno permesso un ascolto pieno, sano, del loro modo di fare jazz. Terzi ad esibirsi i 6XQÁRZHUV, formazione cagliaritana guidata dalla splendida voce di Francesca Corrias DQFKH WDOHQWXRVD ÁDXWLVWD  H FRPSRVWD da Sandro Mura al piano, Filippo Mundula

La loro solarità ci ha conquistato (non potevano trovare nome più azzeccato) e il loro viaggio musicale ci ha accompagnato con freschezza ed agilità tra samba, swing, jazz, elettronica, bossa nova, creando atmosfere sempre QXRYH H SLHQH GL HQHUJLD ,O ORURDPRUHFRPXQHHLQÀQLWR per il jazz traspare in ogni momento ed è evidente il loro lavoro paziente di ricerca tra i suoni della loro terra d’origine, la Sardegna appunto.

Sun Flowers

È successa la stessa cosa dal vivo: ti veniva voglia di riascoltarli di nuovo. Quella del concerto ÀQDOH GHO -D]] &RQWHVW q stata, sotto ogni punto di vista, un’esperienza da ripetere. L’entusiasmo di questi giovani musicisti va

Kunoichi Promotion Agency

info: Elide Di Duca

alimentato proprio con manifestazioni di questo tipo, in cui prevale la musica sopra ogni cosa, al di là di qualsiasi forma di competizione.

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$/9,$$//$;;9,(',=,21('(//Âś(8523($1 -$==(;32',&$*/,$5, Parliamo molto volentieri dellâ&#x20AC;&#x2122;European Jazz Expo di Cagliari poichĂŠ da questâ&#x20AC;&#x2122;anno si è avviata la collaborazione con Atina Jazz, che ha avuto giĂ  modo GLRVSLWDUHGXUDQWHLOFRQFHUWRĂ&#x20AC;QDOHGHO-D]]&RQWHVW presso la Villa Comunale di Cassino, una formazione UDSSUHVHQWDWLYDGHOIHVWLYDOFDJOLDULWDQRL6XQĂ RZHUV E proprio nel capoluogo sardo, dal 20 al 22 novembre 2009, torna questo appuntamento immancabile vetrina, cagliaritana per origine e internazionale per vocazione, coinvolgimento e importanza. Dopo la presentazione alla stampa regionale del 27 giugno, lâ&#x20AC;&#x2122;EJE è stato presentato il 2 ottobre alla Casa del Jazz di Roma, alla presenza delle riviste specializzate del settore e di alcune testate nazionali, tra le piĂš importanti. ,Q FKLXVXUD GHOOD FRQIHUHQ]D VWDPSD VL q WHQXWR LO FRQFHUWRSURSULRGHL6XQĂ RZHU4XDUWHWSHUSUHVHQWDUH DL JLRUQDOLVWL O¡XVFLWD XIĂ&#x20AC;FLDOH VXO WHUULWRULR QD]LRQDOH del loro album â&#x20AC;&#x153;Frattaleâ&#x20AC;?, prodotto da Sâ&#x20AC;&#x2122;ardmusic e Jazz in Sardegna. Un grande successo per la giovane formazione cagliaritana che ha riscosso gli applausi con i complimenti del pubblico e richiamato lâ&#x20AC;&#x2122;attenzione dei giornalisti p r e s e n t i entusiasti, in una sala gremita di gente. N e l penultimo week end di novembre la Fiera si trasformerĂ  nel centro nevralgico della musica, degli incontri culturali turistici e perchĂŠ no, gastronomici. RitornerĂ  infatti lo chef internazionale Luigi Pomata che in qualitĂ  di Direttore

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Artistico guiderĂ  il ricco programma di degustazioni preparate eccezionalmente per il festival da uno staff di cuochi illustri. Dalla Sardegna, al centro del Mediterraneo, la formula esclusiva del â&#x20AC;&#x153;contenitore expoâ&#x20AC;? dal sempre piĂš elevato livello artistico, tecnico, e organizzativo, oggi si colloca tra i piĂš interessanti e prestigiosi Festival del mondo. Nata cinque anni fa oggi si evolve in un â&#x20AC;&#x153;trade music fairâ&#x20AC;? di alta qualitĂ  che attraversa il jazz e le sue LQĂ&#x20AC;QLWHGLUDPD]LRQLWUDPXVLFDHFXOWXUDVSHWWDFROR video e â&#x20AC;&#x153;memoriaâ&#x20AC;?, per creare e stimolare nuove idee, nuove sinergie, confronti, collaborazioni, scambi. Sei sale, sei palchi, in una fascia oraria ininterrotta dalle 17:00 alle 02:00. Da venerdĂŹ a domenica nel penultimo week-end di novembre si articoleranno oltre quaranta FRQFHUWLFRQOHSLLPSRUWDQWLĂ&#x20AC;JXUHGLVSLFFRGHOMD]] mondiale e le nuove leve della scena emergente europea. Ogni spettatore potrĂ  scegliere e personalizzare il proprio itinerario allâ&#x20AC;&#x2122;interno del programma giornaliero o dellâ&#x20AC;&#x2122;intero weekend, e assistere a piĂš di 10 concerti in una sola giornata, a un prezzo alla portata di tutte le tasche, per una vastissima offerta artistica. E ancora, masterclass, workshop, stages, lecterature, convegni, incontri, conferenze stampa con gli artisti, i media, attivitĂ  espositive, proiezioni, presentazioni di libri e dischi, merchandising, showcases di case GLVFRJUDĂ&#x20AC;FKHUDVVHJQHYLGHRPRVWUHIRWRJUDĂ&#x20AC;FKH Continuando la tradizione iniziata da Jazz in 6DUGHJQDĂ&#x20AC;QGDLSULPLDQQLRWWDQWDO¡(-(RVSLWD grandi protagonisti del jazz mondiale che hanno lasciato e lasceranno segni indelebili della propria arte, partecipando con passione a importanti produzioni originali. Ma lâ&#x20AC;&#x2122;European Jazz Expo guarda avanti e indica un percorso dove lâ&#x20AC;&#x2122;arte nobile del Jazz diventa la base per un laboratorio musicale dove lingue e â&#x20AC;&#x153;dialettiâ&#x20AC;? diversi sâ&#x20AC;&#x2122;incontrano e si (ri)conoscono. Atina Jazz sarĂ  presente in quei giorni allâ&#x20AC;&#x2122;Expo con la formazione â&#x20AC;&#x153;Giorgio Ferrera Quartetâ&#x20AC;?, che è sicuramente rappresentativa del nostro festival e del jazz del territorio. Unâ&#x20AC;&#x2122;occasione importante per questi giovani musicisti, che avranno lâ&#x20AC;&#x2122;occasione di proporsi ad un pubblico internazionale.


â&#x20AC;&#x153; Jazz in

street â&#x20AC;?

il jazz si fa strada.

Anche per la XXIV edizione, per il secondo anno consecutivo, Atina Jazz ha realizzato la sezione dedicata agli artisti emergenti del territorio, una rassegna che prende il nome di â&#x20AC;&#x153;Jazzâ&#x20AC;&#x2122;n Streetâ&#x20AC;? e che si concentra sulla valorizzazione di quelle che sono le realtĂ  musicali jazz piĂš promettenti. Per quattro giorni, prima e dopo L FRQFHUWL XIÂżFLDOL OD SUHVHQ]D di formazioni della Provincia di Frosinone e non solo, ha invaso di note strade ed i vicoli del centro storico, scuotendo piacevolmente la quiete degli angoli piĂš suggestivi del paese. Due le location di questâ&#x20AC;&#x2122;anno: una allestita in collaborazione con lâ&#x20AC;&#x2122;ArtĂš Cafè di Atina, che ha realizzato i momenti di â&#x20AC;&#x153;aperitivo in jazzâ&#x20AC;? nel tardo pomeriggio, lâ&#x20AC;&#x2122;altra allestita nei pressi del nostro corner stampa che prendeva vita in tarda serata. Un modo per portare la musica tra la gente, per far conoscere i talenti del territorio, per creare quellâ&#x20AC;&#x2122;atmosfera che dovrebbe essere

nellâ&#x20AC;&#x2122;aria di manifestazioni musicali come questa. Tanti le giovani formazioni che sono state protagoniste di questa II edizione di Jazzâ&#x20AC;&#x2122;n Street: gli Evabens Quartet, il Francesco Mascio Duo, il duo di Francesco Marrone e il Bar Jazz Quartet. /D ÂżORVRÂżD FKH $WLQD -D]] intende portare avanti con questa manifestazione parallela è basata sullâ&#x20AC;&#x2122;importanza di sottolineare le numerose realtĂ  jazz che esistono vicino a noi e che, attraverso il festival, possono trovare spazio e condividere i propri progetti con il pubblico e con gli altri artisti ospiti dellâ&#x20AC;&#x2122;evento.

ospita un festival e sentire la musica per le strade prima ancora di arrivare sotto al palco?

Inoltre, cosa câ&#x20AC;&#x2122;è di piĂš bello di arrivare in un paese che

/D 352*5(66 *5283 6UO SDUWQHU FHUWLĂ&#x20AC;FDWR GHOOD =XFFKHWWL VSD q XQR GHL PDVVLPL SURWDJRQLVWL GHO FHQWUR ,WDOLD QHO PHUFDWR GHO VRIWZDUH SHU SURIHVVLRQLVWLD]LHQGHHSXEEOLFDDPPLQLVWUD]LRQHFRQVHGLD5RPD&DVVLQR)URVLQRQHH0RQWHFRPSDWUL ,OJUXSSRSXzYDQWDUHXQWHDPGLFLUFDSURIHVVLRQLVWLGHGLFDWLQHOOHYDULHDUHHGLFRPSHWHQ]DFKHGDQQRJUDQGHYDORUHDJJLXQWR DOOHVROX]LRQLFKHSURSRQHJUD]LHDOODORURFRQRVFHQ]DFRQFUHWH]]DHWUDVSDUHQ]DSULQFLSLDFXLVLqVHPSUHLVSLUDWRLOJUXSSR GHWHUPLQDQGRJOLHOHPHQWLGLVWLQWLYLGHOOD3URJUHVV*URXS VHGHOHJDOH9LDOH%RQRPLVQF&$66,12 )5 7HOUD)D[ZZZSURJUHVVLW


1 agosto Gino Paoli e il suo incontro in jazz chiudono la XXIV edizione di Atina Jazz. 1° agosto 2009: ultimo concerto GL TXHVWD ;;,9 HGL]LRQH GL$WLQD -D]] ultimo racconto di questo viaggio che, per quasi tutta lâ&#x20AC;&#x2122;estate, ci ha emozionato e fatto vivere esperienze artistiche e umane che porteremo sempre nella nostra memoria. ,OFRQFHUWRGLFKLXVXUDSUHVVRLO7HDWUR Romano di Cassino, con protagonista il grande cantautore Gino Paoli e il suo

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QUANDO TI HO VISTA â&#x20AC;&#x153;incontro in jazzâ&#x20AC;?, era molto atteso. Câ&#x20AC;&#x2122;è da dire che gli spettatori, circa 1500, erano lĂŹ per ascoltare proprio la voce di Paoli, che proprio questâ&#x20AC;&#x2122;anno festeggia il suoi 50 anni di carriera. Non solo un pubblico jazz dunque, ma anche un pubblico che lo ha seguito nel corso della sua carriera, che lo ha amato e che ama le canzoni che molto probabilmente hanno sottolineato un momento particolare della vita. Lâ&#x20AC;&#x2122;atmosfera del pomeriggio era di grande curiositĂ , eravamo ansiosi

di conoscerlo e di condividere con lui TXHVWDPDJLFDVHUDWDG¡HVWDWH,OSDOFR pronto, il service aveva giĂ  fatto la prova audio e si apprestava a far fare il sound ceck non solo ai musicisti di Paoli PDDQFKHDLJLRYDQL,SRFRQWULRYLQFLWRUL la sera prima del Jazz Contest che, a sorpresa, avevano avuto la bella notizia di aprire proprio il concerto di quella sera. Lâ&#x20AC;&#x2122;emozione era tanta, sia dei tre musicisti che nostra: eravamo contenti di avergli dato quella possibilitĂ  ed eravamo sicuri che avrebbero fatto una bellissima performance. CosĂŹ è stato.


ARRIVAREâ&#x20AC;Ś 3HU FLUFD  PLQXWL JOL ,SRFRQWULR KDQQR GDWR JUDQGH prova delle loro possibilitĂ , creando il pathos giusto ad accogliere il grande autore genovese. E poi è arrivato: i suoi occhi color ghiaccio ci hanno subito ipnotizzato e con la sua pacatezza è salito sul palco accompagnato da Danilo Rea al piano, Flavio Boltro alla tromba, Rosario Bonaccorso al contrabbasso e Roberto Gatto alla batteria, offrendo ai suo spettatori momenti di grande poesia: la sua inconfondibile voce è arrivata al cuore di tutti, sottolineata dalla bravura dei suoi compagni di viaggio. Ă&#x2C6; proprio vero che quando un gruppo di musicisti veri si incontrano per il semplice piacere di fare musica insieme, non può che essere unâ&#x20AC;&#x2122;esperienza unica e irripetibile. Grande privilegio poter respirare direttamente il rispetto e lâ&#x20AC;&#x2122;ammirazione che questi musicisti nutrono lâ&#x20AC;&#x2122;uno nei confronti dellâ&#x20AC;&#x2122;altro, e soprattutto poter essere testimoni del piacere che loro stessi per primi provano nel suonare insieme. Per fortuna esistono le registrazioni live ( per coloro che non erano presenti). Sono state proposte alcune delle piĂš belle canzoni di Paoli e famosissimi VWDQGDUGVMD]],OULVXOWDWRqVWDWRFRLQYROJHQWHULDVFROWDUOLLQTXHVWDQXRYD chiave è decisamente piacevole. Del resto si tratta di brani divenuti talmente â&#x20AC;&#x2DC;classiciâ&#x20AC;&#x2122; che ben si prestano a rivisitazioni di vario genere. $OODĂ&#x20AC;QHGHOODVHUDWDDOWUDEHOODVRUSUHVD*LQR3DROLHLVXRLPXVLFLVWL insieme alle autoritĂ  del territorio, hanno premiato i vincitori del Jazz Contest. Non potevamo concludere in modo migliore questa edizione del festival, certi che la poesia che ci hanno trasmesso quella sera rimarrĂ  dentro tutti noi. Una nota al margine: qualcuno ha anche festeggiato quella mezzanotte il suo compleanno, con in sottofondo le parole dellâ&#x20AC;&#x2122;ultimo brano del concerto e una piccola torta con una candelina portata dagli amici piĂš cariâ&#x20AC;Ś Cosa si può volere di SL",OURPDQWLFLVPRFL appartiene ancoraâ&#x20AC;Śe Paoli ce lo dimostrato quella sera.


12 agosto

e n i W & Jazz

Il jazz d’autore incontra i vini del territorio L’appuntamento “Jazz & Wine” dello scorso 12 agosto a S.Elia, organizzato dall’Assessorato al Commercio e Turismo del Comune di S.Elia e da Atina Jazz, in collaborazione con l’Associazione Festa delle Contrade, è stato un evento che porta avanti con entusiasmo un progetto di valorizzazione delle realtà enologiche più importanti del territorio, legate al marchio del Cabernet DOC, coniugate dall’ascolto del jazz d’autore. Il jazz, in fondo, è come il vino: ha un’universalità e una qualità che spesso e volentieri sono soprattutto italiane. 1HO FDVR VSHFL¿FR GHOOD manifestazione di S.Elia, sono soprattutto del territorio legato alla denominazione DOC del Cabernet di Atina. Jazz e Cabernet non è solo un accostamento eno-musicale, ma è un progetto concreto che caratterizza questo originale appuntamento, con lo scopo è di creare una rete che abbracci l’intera area di produzione. Sono state numerose le Cantine che hanno aderito all’iniziativa, i cui vini potranno sono stati degustati durante la serata: Azienda Agricola Guido, Cantine Palombo, Cantina Casal Volante, Cantina Tullio, Azienda Agricola Giovanni Palombo, Cominium, Ga.Vin, La Ferriera, Poggio alla Meta, Azienda Vinicola Nardelli, la Bottega del Vino-Vini Simone.

Un momento, dunque, nel quale splendidi vini e bravissimi musicisti jazz del territorio sono stati protagonisti. Jazz e Cabernet, sono in sintonia ed inseguono lo stesso percorso storico e creativo. Sono mondi che SDUODQRXQDOLQJXDVHQ]DJHRJUD¿HTXHOOD del suono e del gusto. Il percorso della vite incarna in un certo senso la migliore metafora del jazz, che si materializza come

Espressione del jazz del territorio, per la serata di S.Elia, una formazione d’eccezione, COMUNE DI S.ELIA il Loko-Motive Quartet, FIUMERAPIDO ASSESSORATO AL CO composta dal pianista e MMERCIO E TURISM O in collaborazione con Ass compositore Tommaso ociazione Festa delle Con trade Folchetti, dal sassofonista PRESENTA: Stefano Preziosi, dal contrabbassista Alessandro Del Signore e dal batterista Giulio Marcelli.

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VV

Appuntamento enologico/ musicale con i produttori della DOC di Atina e con il Jazz d'autore del territorio.

S.ELIA (FR) - VILLA COMUNALE MERCOLEDI' 12 AGO STO, ORE 21,00

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$*5,&2/$*8,'2 $=$*53$/20%2*, /2.2027,9(48$57 29$11, &$17,1$&$6$/92/ (7 $17( 7RPPDVR)ROFKHWWL &$17,1$78//,2 SLDQR &$17,1(3$/20%2 6WHIDQR3UH]LRVL  VDVVRIRQR &20,1,80 $OHVVDQGUR'HO6LJQRUH FR QWUDEEDVVR *$9,1 *LXOLR0DUFHOOL  EDWWHULD /$%277(*$'(/9,12 9,1,6,021( /$)(55,(5$ Powered by 32**,2$//$0(7$ 9,*1(7,,8&&, 9,1,&2/$1$5'(//, 6LULQJUD]LDSHUODFROOD

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un buon vino strutturato. Attraverso i sapori e gli odori la musica è più ricca e condivisa con i numerosi spettatori che hanno voluto sperimentare quel gusto comune che avvicina ed unisce, seguendo un modo di vivere di qualità in sintonia con ciò che la vita ci offre. Insomma, un modo diverso di vivere la musica e il bere.

L’Ass. al Commercio ed al Turism Dott. Giancarlo Vacca o

B

BANCA POPOLARE DEL CASSINATE

Il sindaco Dott. Fabio Violi

Il quartetto ha proposto, oltre a brani originali di Folchetti, una bella carrellata di pezzi storici della tradizione be bop, da Miles Davis a Charlie Parker. Crediamo che apprezzare le sfumature di un buon vino sia un processo molto simile a quello dell’ascolto; la “degustazione musicale” è un piacere riservato a tutti coloro che partecipano a questo tipo di appuntamenti che, per la prossima edizione di Atina Jazz, saranno ancora più ricchi.


CIAMPINO JAZZ FESTIVAL

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Lâ&#x20AC;&#x2122;Associazione artistica e culturale â&#x20AC;&#x153;Forum Musicaâ&#x20AC;?, in collaborazione con il Comune di Ciampino, ha organizzato dal 16 al 24 ottobre, presso il lâ&#x20AC;&#x2122;Auditorium del Liceo Classino â&#x20AC;&#x153;Volterraâ&#x20AC;?, la nuova edizione del Ciampino Jazz Festival, che questâ&#x20AC;&#x2122;anno presenta una programmazione davvero interessante con la partecipazione di artisti di livello internazionale. ,O SULPR DSSXQWDPHQWR SUHYLVWR SHU il 16 ottobre, avrĂ  come protagonista il poliedrico batterista e percussionista Tullio De Piscopo, con un progetto dal titolo â&#x20AC;&#x153;Dal jazz al blues con andamento lentoâ&#x20AC;?. ,O17 ottobre invece, sarĂ  la volta del duo composto dal giovane e talentuoso Fabrizio Bosso alla tromba e dal carismatico pianista Antonello Salis. ,O 22 ottobre saliranno sul palco i giovani jazzisti atinati Giorgio Ferrera (piano), Giulio Marcelli (batteria) e Alessandro del Signore (contrabbasso), che saranno accompagnati per lâ&#x20AC;&#x2122;occasione dal bravissimo sassofonista Mirko Guerrini e che presenteranno un progetto originale LVSLUDWR DO JLUR G¡,WDOLD FRQ LQFXUVLRQL jazz nella musica tradizionale delle varie regioni della penisola. ,O TXDUWR DSSXQWDPHQWR GHO &LDPSLQR Jazz Festival è previsto per il 23 ottobre con il quartetto del batterista Ettore Fioravanti, grande musicista e docente conosciuto a livello internazionale. Ultimo appuntamento è per il 25 ottobre con un mito del jazz italiano,

il chitarrista Franco Cerri FKH GDO  SRUWD DYDQWL OD VXD carriera artistica collaborando con i piĂš grandi musicisti della scena italiana e straniera. /D GLUH]LRQH DUWLVWLFD GHO IHVWLYDO q DIĂ&#x20AC;GDWD D Paolo Vita e Antonello Crescenzi. 3DROR 9LWD LQL]LD OD VXD FDUULHUD DUWLVWLFD QHO  FRQ esperienze musicali televisive e radiofoniche. Ha allâ&#x20AC;&#x2122;attivo numerose incisioni e collaborazioni che lo hanno portato a maturare unâ&#x20AC;&#x2122;esperienza in campo di realizzazione di eventi musicali e di direzioni artistiche di vario genere. Dal novembre 2008 è Direttore Artistico e Conduttore della manifestazione â&#x20AC;&#x153;Festival Jazz 2008â&#x20AC;?, 12ma rassegna jazz della CittĂ  di Ciampino, promosso e patrocinata dalla Regione Lazio e dalla CittĂ  di Ciampino, con i patrocini della Provincia di Roma e della Pro Loco. ,OPDHVWUR$QWRQHOOR&UHVFHQ]LLQYHFH è fondatore e Presidente dellâ&#x20AC;&#x2122;Associazione musicale â&#x20AC;&#x153;Forum Musicaâ&#x20AC;? dal 1991. Pianista diplomato presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, si è perfezionato presso il Conservatorio di â&#x20AC;&#x153;R. Korsakovâ&#x20AC;? di Leningrado. Ha svolto negli anni unâ&#x20AC;&#x2122;intensa attivitĂ  concertistica LQ,WDOLDHDOO¡HVWHURVXRQDQGRFRPHVROLVWD in formazioni e con orchestre. Eâ&#x20AC;&#x2122; compositore ed ha una esperienza di insegnamento decennale del pianoforte classico e moderno e del canto moderno.


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1°CONCORSO FOTOGRAFICO

MAGAZINE

€ 500,00 € 200,00


2009

Roberto Gatto

Questa breve ma intensa raccolta di scatti vuole essere il nostro cordiale ringraziamento al GRUPPO CAMPARI ed in particolare al brand CINZANO. Grazie alla gran quantitĂ  di spumante messoci a disposizione, non solo abbiamo brindato con i numerosi spettatori al termine di ogni concerto, ma sopratutto ci siamo trovati quasi ´FRVWUHWWLÂľDGDOOHVWLUHXQRVSD]LRGHGLFDWRFKHDOODĂ&#x20AC;QHVLqULOHYDWRXQRGHLPRPHQWLSL intensi e di successo di AtinaJazz 2009.

Gino Paoli

GiĂ  dalla seconda sera, lâ&#x20AC;&#x2122;appuntamento al CINZANO POINT, è diventato irrinunciabile per gli appassionati e per i tanti giornalisti e operatori tv intervenuti, che non hanno esitato a sfruttare la location ed in particolare il tabellone di fondo per le interviste e le foto di rito. ,OEDFNGURSGDQRLULEDWWH]]DWRLPPHGLDWDPHQWHâ&#x20AC;&#x153;Tabellone Presenzeâ&#x20AC;? è diventato subito unâ&#x20AC;&#x2122;icona sacra di questa XXIV Edizione di AtinaJazzSHUODSUHVWLJLRVDUDFFROWDGLDXWRJUDĂ&#x20AC; e saluti che tutti gli artisti ci hanno riservato (vedi foto in questa pagina). Dopo le forti emozioni dei concerti, la particolare atmosfera che ogni sera si ricreava al CINZANO POINT, ha permesso agli artisti di incontrare il numeroso pubblico in piena rilassatezza, scambiando, tra un brindisi e lâ&#x20AC;&#x2122;altro, impressioni ed opinioni a ruota libera con i propri fans.

Ricky Fataar

Proprio questo fantastico mix ha fatto si che questâ&#x20AC;&#x2122;appuntamento diventasse uno dei riti della serata, niente di meglio che intrattenersi piacevolmente sorseggiando un poâ&#x20AC;&#x2122; di spumante e commentando, direttamente con i musicisti lâ&#x20AC;&#x2122;emozioni appena vissute. ,Q XQ SDLR GL RFFDVLRQL FL VLDPR DGGLULWWXUD SUHRFFXSDWL SHU JOL DUWLVWL YLVWR LO SHUGXUDUH degli incontri, per poi scoprire che anche per loro il tempo era volato via senza accorgersene e piacevolmente. Ricevere da ognuno di loro i complimenti per lâ&#x20AC;&#x2122;aver creato questo momento di sintonia è VWDWRSHUQRLHVWUHPDPHQWHJUDWLĂ&#x20AC;FDQWHHGqSHUTXHVWRFKHFLqVHPEUDWR´GRYHURVRÂľTXHVWR ringraziamento alla CINZANO.

Flavio Boltro

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Paolo Fresu

Ringraziamento che trasformiamo subito in un invito al GRUPPO CAMPARI ed a tutto il pubblico, a ritrovarci lâ&#x20AC;&#x2122;anno prossimo ad Atina per tornare a condividere lâ&#x20AC;&#x2122;emozioni che solo il buon jazz può dare e... se poi è accompagnato da una buona coppa di spumante...

-RKQ6FRĂ&#x20AC;HOG

Omar Sosa

Rosario Bonaccorso

Jon Cleary


O·DUULYRGL-RKQ6FRÀHOGDOCINZANO POINT dopo lo strepitoso concerto del 25 luglio

x

i QuintoRigo in un momento di rela Brindisi di rito

o

con i QuintoRig

La ns sempre sorridente Annalisa, dopo aver servito una altro calice di Asti Cinzano a Roberto Gatto.

Paolo Fresu ed Om dopo aver incantat ar Sosa si rilassano al CINZANO concerto semplice o il numerosissimo pubblico con POINT un mente magico!

e Giovanni Enrico Rava, Gianluca Petrellaorga nizzatori gli con rito di Guidi nella foto di Atina Jazz 2009

Immediatamente esaudita la richiesta della nostra Annalisa per XQDIRWRFRQ-RKQ6FRÀHOG

2009


di Marco Genovese, insegnante di pianoforte e tastiere al Music Village di Cassino (FR)

&DULDPLFLEHQYHQXWLDOWHU]RDSSXQWDPHQWRFRQ-$==ODUXEULFDGL-D]]2IIGHGLFDWDDO-D]]1HOOHSULPHGXHOH]LRQLDEELDPRSDUODWR GLPRGLDUPRQL]]D]LRQHGHOODVFDODPDJJLRUH,,9,HSDWWHUQ,QTXHVWRÂ&#x192;DSSXQWDPHQWRDQGUHPRDOODVFRSHUWDGHOOLQJXDJJLRGHO-D]]SL GLIIXVRGDJOLDQQL¡LQSRLLOEHERSVWLOHYHUVRLOTXDOHOHQXRYHJHQHUD]LRQLQXWURQRXQSURIRQGRULVSHWWR(¡VWDWRSURSULRLOULVSHWWRYHUVR la tradizione, elemento fondamentale nella crescita di un musicista, che ha permesso ai nuovi talenti di emergere. La padronanza del bebop GHĂ&#x20AC;QLWRDGGLULWWXUD´PXVLFDGHOIXWXURÂľ UDSSUHVHQWDLQIDWWLODEDVHPLJOLRUHSHUDIIURQWDUHRJQLDOWURVWLOHGHOMD]]3RVVLDPRHVVHUHSUHGLsposti verso la musica o qualunque altra forma di arte ma non possiamo ereditarla geneticamente. Tutti, quindi, hanno imparato qualcosa da qualcuno. Posso affermare con certezza che quasi tutti gli stili post-bebop (funky, fusion, cool, ecc.) hanno assorbito molto dal bebop stesso. 0DFRVDFDPELDYDPXVLFDOPHQWHQHOODPHQWHGHLPXVLFLVWLGHJOLDQQLÂś"3HUFDSLUHPHJOLRLOEHERSGLTXHJOLDQQLGREELDPRWRUQDUHLQGLHWUR di un ventennio. Nei jazzisti degli anni â&#x20AC;&#x2122;20, secondo unâ&#x20AC;&#x2122;analisi delle loro improvvisazioni, si nota un frequente uso di scale, collegate tra loro PHGLDQWHSDVVDJJLFURPDWLFLFDVXDOL,QGLFHGLVSHULPHQWD]LRQHWDOHFDVXDOLWjVYHODLOGHVLGHULRGLPXVLFDQXRYDPDQLIHVWDWRGDDXWHQWLFL ´LQYHQWRULÂľGD/RXLV$UPVWURQJD/HVWHU<RXQJ8QDULFHUFDSURWUDWWDVLĂ&#x20AC;QRDO¡FKHKDLQĂ XHQ]DWRJUDGXDOPHQWHDQFKH3DUNHUH*LOOHVSLH ,OEHERSqLOULVXOWDWRGLTXHVWRODYRURXQQXRYROLQJXDJJLRG¡LPSURYYLVD]LRQHGLYHQXWRSUHVWRLOFDSRVDOGRGLWXWWRLOMD]]9HGLDPRRUD QHOO¡HVHPSLRLQĂ&#x20AC;JXUDODGLIIHUHQ]DWUDXQDVFDODPLVROLGLDHODVXDYDULDQWHEHERS

&RPHDYUHWHQRWDWRGDOODÂ&#x192;PLVXUDODYHUVLRQHEHERSGHOODVFDODPLVROLGLDVL*VFHQGHQGRFURPDWLFDPHQWHGDOO¡RWWDYDDOODVHWWLPDFUHD XQSDVVDJJLRSLĂ XLGR&RVuIDFHQGROHQRWHGHOO¡DFFRUGRGL* QHOO¡RUGLQHGLVFHQGHQWHVRO²ID²UH²VL FDGUDQQRVXOÂ&#x192;Â&#x192;Â&#x192;HÂ&#x192;PRYLPHQWRGHOODPLVXUDHODWRQLFDVXOÂ&#x192;GHOODVXFFHVVLYDTXLQGLWXWWHLQEDWWHUH,QDOWUHSDUROHSRVVLDPRGLUHFKHLFURPDWLVPLDJJLXQWLIDQQR VLFKHTXHVWHVFDOHVXRQLQRPHJOLR,QROWUHqEHQHHVHUFLWDUVLVXRQDQGRTXHVWDVFDODGDRJQLQRWDGHOO¡DFFRUGRGLÂ&#x192;GLGRPLQDQWHFRPH UDSSUHVHQWDWRLQĂ&#x20AC;JXUD

Lâ&#x20AC;&#x2122;esercizio si completa eseguendo le scale anche in senso ascendente e trasportandole, poi, in tutte le tonalitĂ . Provate ora Voi a mescolare le note di questa prima scala bebop alla ricerca di una melodia; è il compito dellâ&#x20AC;&#x2122;improvvisatore! Ovviamente il Jazz è governato da un set molto complesso di regole che per ragioni di spazio non possiamo approfondire, sta a Voi quindi il resto del lavoro. Câ&#x20AC;&#x2122;è ancora tanto da imparare e inoltre alcune cose, come ad esempio il mood, non possono essere spiegate su carta. Dunque, come si fa? Beh, torniamo al discorso sullâ&#x20AC;&#x2122;imSRUWDQ]DGHOO¡RUHFFKLRPXVLFDOH,OVXRVYLOXSSRYHUVRTXHVWROLQJXDJJLRQRQWUDHJLRYDPHQWRVRORGHJOLVWXGLWHRULFLPDqOHJDWRDLPRPHQWL GLDVFROWRDWWHQWRWUDVFUL]LRQH FKHVDUjDUJRPHQWRGHOODSURVVLPDOH]LRQH HVXFFHVVLYDYHULĂ&#x20AC;FDVXOORVWUXPHQWR,QTXHVWRPRGRSRVVLDPR capire la relazione tra le scale e gli accordi utilizzati in un determinato assolo e iniziare a sviluppare quella sensibilitĂ  che ci permetterĂ  di apprendere i segreti del linguaggio del Jazz. Esercitatevi anche sulle basi audio di Jamey Aebersold che ha dedicato diversi Volumi alle suddette DUJRPHQWD]LRQLWUDLTXDOLFRQVLJOLRLO ,,9, LO $OO´%LUGÂľ HLO 7XUQDURXQGV&\FOHV,,9¡V 

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Termino la lezione invitandovi allâ&#x20AC;&#x2122;ascolto dei massimi esponenti del bebop: Charlie Parker e Dizzy Gillespie. Per qualunque chiarimento sono sempre a Vostra disposizione via e-mail a: info@marcogenovese.com o direttamente al Music Village di Cassino (FR), ogni lunedĂŹ. Arrivederci al prossimo numero!




$UWLVWD%2%267(162175,2 7LWROR&DQWDQGR $QQR (WLFKHWWD(&0 Bobo Stenson, uno dei pianisti di punta della ECM, da una decina dâ&#x20AC;&#x2122;anni porta avanti in trio un percorso musicale, che, in Cantando, ha conseguito piena maturitĂ  e consapevolezza. Cantando, uscito lâ&#x20AC;&#x2122;anno scorso per la ECM, è in perfetta continuitĂ  con i precedenti War Orphans, Serenity e Goodbye; ma rappresenta DQFKHXQDSLFFRODPDVLJQLÂżFDWLYDVYROWD*Lj la formazione presenta una variante rispetto al passato: accanto ad Anders Jormin, contrabbassista storico del trio di Stenson, alla batteria câ&#x20AC;&#x2122;è uno dei talenti emergenti della scena scandinava, Jon Fält, al posto del compagno di tante collaborazioni Jon Christensen e, piĂš recentemente, di Paul Motian (Goodbye). Lâ&#x20AC;&#x2122;inserimento di Fält ha un forte impatto sulla sonoritĂ  del trio: il suo drumming imprime una ritmica e un vigore abbastanza inusuali per Stenson. 'LIÂżFLOH SHQVDUH D TXDOH DVSHWWR SRVVD conferire omogeneitĂ  a un mosaico musicale LQ SDUWHQ]D WDQWR VIDFFHWWDWR H GLIÂżFLOH q pensare che sia proprio il titolo del cd a suggerirlo: Cantando. Eppure, è proprio cosĂŹ: è la â&#x20AC;&#x153;cantabilitĂ â&#x20AC;? della melodia che il trio di Stenson ha cercato di esprimere in ogni EUDQR Âą DQFKH DWWUDYHUVR OÂśXVR GHOOÂśDUFKHWWR GD SDUWH GL -RUPLQ Âą UDJJLXQJHQGR PRPHQWL di struggente lirismo, come in Olivia e Song Of Ruth. Non mancano neppure momenti in cui la â&#x20AC;&#x153;cantabilitĂ â&#x20AC;? diventa, grazie soprattutto al contributo ritmico di Fält, â&#x20AC;&#x153;danzabilitĂ â&#x20AC;?, soprattutto nella straordinaria versione di Donâ&#x20AC;&#x2122;s Kora Song. Eppure, Cantando ha un cuore e un centro tuttâ&#x20AC;&#x2122;altro che cantabile: Pages è, infatti, una lunga improvvisazione free in quattro parti, costruita dallo stesso patron della ECM, Manfred Eicher, missando insieme diverse improvvisazioni del trio. In un cd tanto melodico e lirico, è proprio questa parentesi dissonante a conferire un perfetto equilibrio e a lasciar emergere le â&#x20AC;&#x153;canzoniâ&#x20AC;? di Cantando in tutta la loro apollinea bellezza.



$UWLVWD)$%5,=,26)(55$75,2 7LWROR5RRPV $QQR (WLFKHWWD(PDUF\ Si intitola Rooms il nuovo album di Fabrizio Sferra, che dopo molti anni trascorsi sulla scena jazzistica italiana ed internazionale, pubblica il primo disco a suo nome. Ad accompagnare il batterista romano due giovani giĂ  affermati come: Giovanni Guidi al piano e Francesco Ponticelli al contrabbasso. Sferra era stato giĂ  una colonna, con Enzo Pietropaoli, sia dello â&#x20AC;&#x153;Space Jazz Trioâ&#x20AC;? con Enrico Pieranunzi che del â&#x20AC;&#x153;Doctor3â&#x20AC;? con Danilo Rea. Roomsâ&#x20AC;? riesce ad esprimere la pariteticitĂ  dei ruoli fra i tre strumenti, lâ&#x20AC;&#x2122;essenzialitĂ  del drumming del leader, il suo senso del colore, la simbiosi tra piano e contrabbasso. Un trio che, viste anche le esperienze passate di Sferra, non arriva a caso come lui stesso ci ha confermato. Una formazione che per lui rappresenta lâ&#x20AC;&#x2122;esperienza fondamentale di questo trentennio: il trio infatti è ricorrente nella sua carriera, rappresenta un tipo di formazione alla quale è legato da sempre. Sia Guidi che Ponticelli hanno dal punto di vista musicale delle analogie: alcuni dei nuovi musicisti jazz sono molto aperti anche allâ&#x20AC;&#x2122;esplorazione di nuove vie, nonostante la loro impostazione â&#x20AC;&#x153;classicaâ&#x20AC;?, quindi un approccio differente da quello delle generazioni precedenti. Un disco bello, godibile, sincero, un ottimo traguardo nella vita artistica di Sferra che speriamo possa regalare ancora lavori come questi.



$UWLVWD20$5626$%$77,67$ *,25'$127(125(6',21,)(5, 7LWROR,VRODQRV $QQR (WLFKHWWD6ÂśDUG0XVLF Due isole erranti si incontrano in mezzo al mare per dare vita ad un intenso viaggio musicale; dalle voci ancestrali dei tenores alle melodie intense e accattivanti in puro stile jazzy, dalle ispirazioni classiche allâ&#x20AC;&#x2122;improvvisazione contemporanea, dal ballo VDUGRDLULWPLVRODULFDUDLELFLSHUDUULYDUHLQÂżQH allâ&#x20AC;&#x2122;uso attento e ispirato della â&#x20AC;&#x153;bogheâ&#x20AC;?, la voce solista del tenore barbaricino che, inserito in una tessitura musicale apparentemente lontana, assume una nuova dimensione e un grande fascino Il â&#x20AC;&#x153;canto a tenoreâ&#x20AC;? è uno dei piĂš straordinari esempi di polifonia del Mediterraneo, per complessitĂ , ricchezza timbrica e forza espressiva; le sue peculiaritĂ  ne fanno una realtĂ  propriamente sarda, che non ha eguali nel resto del mondo al punto tale che nel 2006 è stato riconosciuto dallâ&#x20AC;&#x2122;UNESCO â&#x20AC;&#x153;patrimonio dellâ&#x20AC;&#x2122;umanitĂ â&#x20AC;?. Proprio sulla capacitĂ  del â&#x20AC;&#x153;canto a tenoreâ&#x20AC;? di testimoniare lâ&#x20AC;&#x2122;originalitĂ  della cultura musicale della Sardegna si basa il progetto ISOLANOS, che vuole proporre unâ&#x20AC;&#x2122;incontro tra la Sardegna e Cuba LGHQWLÂżFDQGR QHO MD]] OR VWUXPHQWR DGDWWR D trovare inaspettate sintonie e sorprendenti occasioni musicali. Il risultato cercato è quello dellâ&#x20AC;&#x2122;incontro tra jazz e world music, tra musicisti di aree JHRJUDÂżFKHORQWDQHPDIRUWHPHQWHOHJDWLDOOD tradizione, in un progetto che evita il pericolo della semplice citazione di colore ma cresce intorno al canto per portare a confronto quelle che sono le due anime stesse del jazz. Tra Cuba e la Sardegna, tra Omar Sosa e Battista Giordano e il canto â&#x20AC;&#x153;a tenoreâ&#x20AC;? câ&#x20AC;&#x2122;è questa tensione e il progetto Isolanos scopre una musica sarda capace di esprimere la sue radici autonome diverse dalla musica occidentale e trovare nel confronto con il fascino della musica cubana, del jazz, dellâ&#x20AC;&#x2122;improvvisazione i veri motivi di una tradizione da trasportare in una cultura nuova fatta di relazioni e di sorprendenti legami.

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JazzOff 2009-04