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Università degli Studi dell’Aquila Ingegneria Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Edile-Architettura

Progetto urbano di riqualificazione dell’area sud della zona industriale “Parque Benito Juarez” nella città di Santiago de Querétaro, Messico

Laureando

Jacopo Brunelli 179443

Relatore

Prof. Fabio Andreassi - Università degli Studi dell’Aquila Correlatrice

Prof.ssa Stefania Biondi - Tecnologico de Monterrey campus Querétaro

Anno Accademico 2012/2013


Riassunto L’oggetto di questa tesi di laurea è un progetto di riqualificazione urbana di un’area di circa 40 ettari nella città di Santiago de Querétaro in Messico. Si è scelto di studiare una città con dinamiche e conformazione urbana molto distanti dai modelli italiani ed europei, in particolare per quanto riguarda la dimensione e la densità abitativa. Queste caratteristiche si ripercuotono sullo stile di vita e sugli usi degli abitanti, quindi si è cercato di capire e di addentrarsi nella cultura messicana ed in quella della città in particolare, risultato di una storia complessa e piena di contraddizioni derivanti dalla mescolanza

influence not only on the language (there are a lot of mexican terms that do not exist in Spanish and derived from English), but also in social habits and lifestyle for istance with the housing model of the “Usonian house” (a detached single family house with a garden, which has been mostly replaced with the traditional element of patio). The analysis of the problems of the city, especially from the point of view of mobility and lack of meeting places, was of fundamental importance for the urban planning; during the design phase, taking into account what has been studied, I tried to respond to the needs of the population by creating an interborough center of attraction that could improve the quality of urban life.

tra le civiltà autoctone e quella europea. Più recentemente si è imposta una grande influenza degli Stati Uniti d’America non solo sulla lingua (il messicano ha termini che in spagnolo non esistono e che

Resumen

derivano dall’inglese), ma anche nelle abitudini sociali e di vita come ad esempio il modello abitativo della casa usoniana (casa monofamiliare indipendente con un giardino che per lo più è stato sostituito

El objecto de esta tesis de licenciatura es un proyecto de recalificación y renovación urbana de un

dall’elemento tradizionale del patio).

area de casi 40 hectáreas en la ciudad de Santiago de Querétaro en México. Se decidió estudiar una

L’analisi delle problematiche cittadine, soprattutto dal punto di vista della mobilità e della mancanza di

ciudad con dinamicas y conformacion urbana muy alojadas de los modelos italianos y europeos, en

luoghi di ritrovo, è stata di fondamentale importanza per la redazione del progetto urbano; durante la

particolar por el tamaño y la densidad de población. Estas características afectan el estilo de vida y las

fase progettuale, tenendo conto di quanto si è studiato, si è cercato di dare risposte alle necessità del-

costumbres de los habitantes, por lo que se trató de comprender y de profundizar la cultura mexicana

la popolazione creando un polo attrattivo interdelegazionale che potesse migliorare la qualità urbana.

y de la ciudad en particular, resultado de una historia compleja y llena de contradiciones que surgen de la mezcla entre las civilizaciónes indígenas y la europea. Más recientemente se ha impuesta una

Abstract The object of this thesis is a project of urban re-development of an area of about 40 hectares in the city of Santiago de Querétaro in Mexico. The choise was to study a city with very different urban dynamics and conformation from the Italian and European models, in particular with regard to size and population density. These characteristics have an impact on the lifestyle and customs of the city inhabitants, so I tried to understand and to penetrate the Mexican culture and that of this city in particular, which is the result of a complex history and it’s full of contradictions arising from the intermingling of indigenous and European civilizations. More recently the United States of America has imposed a great

Tesi di laurea in Ingegneria Edile-Architettura

gran influencia de los Estados Unidos de América no solo en el idioma (hay terminos mexicanos que no existen en español y que son de matrix inglesa), sino también en los hábitos sociales y de vida como por ejemplo el modelo de viviendas de la casa usoniana (casa monofamiliar independiente con un huerto que casi siempre ha sido reemplazado por el elemento tradicional del patio). El estudio de las problematicas de la ciudad, sobre todo desde el punto de vista de la movilidad y de la falta de lugares de encuentro, ha sido de fundamental importancia por la redación del proyecto urbano; durante la fase de diseño, tenendo en cuenta lo que se ha estudiado, se ha buscado de responder a las necesidades de la población mediante la creación de un polo actrattivo interdelegazional que pudiera mejorar la calidad urbana.


Indice Introduzione Sviluppo urbano I. La città durante il virreinato 1531-1821

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La città attuale

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Tavole di progetto

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III. Problematiche

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V. Studio di un’area “campione”

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Frammentazione della struttura urbana

Inquadramento generale

Deterioramento ambientale ed urbano

Analisi Territoriali 1:100000

Fondazione (1531-1551)

Frammentazione amministrativa della zona metropolitana

Prima struttura urbana (1551-1600)

Mobilità

Consolidazione urbana (1600-1700)

Valore dei suoli

Sintesi 1:100000 Rischi ambientali-Problematiche urbane

Integrazione urbana (1700-1810)

IV. Opportunità di sviluppo e strategie

Decadenza urbana (1810-1821) Il continuo urbano II. Verso la città moderna 1821-1985

Storiche 1 Storiche 2 Idrologiche-Geologiche Ambientali-Vegetazionali Uso dei suoli urbani-Luoghi di opportunità Flussi viari-Rete verde

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Centro storico ed acquedotto

Rottura dei modelli coloniali (1821-1910)

Tessuto urbano

Prima dell’industrializzazione (1910-1943)

Fiume Querétaro

La città industriale (1943-1961)

Competitività industriale

Boom industriale (1961-1967) Consolidazione industriale (1967-1985)

Tesi di laurea in Ingegneria Edile-Architettura

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Scenari di sviluppo urbano 1:40000 Rete verde Mobilità Nuove centralità Industria

Masterplan 1:40000 Analisi urbane dell’area di studio Flussi viari e rete verde-Uso dei suoli urbani Valore economico dei suoli urbani-Fabbisogno

Sintesi Problematiche ed opportunità-Zonizzazione Schema e norme-Riferimenti e modelli urbani

Progetto urbano 1:3000 Planivolumetrico Funzioni Profili e calcoli Viste plastico-Rendering

Bibliografia Sitografia

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Introduzione Il progetto di tesi nasce dal desiderio di confrontarsi con una città e una cultura urbana molto diverse dalla realtà italiana ed europea, analizzate durante gli anni di formazione accademica. L’opportunità di poter analizzare una città con una espasione urbana molto importante e con una zona metropolitana

Gli Stati Uniti del Messico in rosso. Confinano a nord con gli Stati Uniti d’America, a sud con Belize e Guatemala, a ovest con l’oceano Pacifico e ad est con il golfo del Messico. Elaborazione propria

con più di un milione di abitanti, con problematiche e necessità diverse e peculiari, è stato uno stimolo essenziale per intraprenderne lo studio. In Italia, come prima fase di approccio e conoscenza della città, è stato svolto un lavoro di analisi di documenti e pubblicazioni reperiti principalmente attraverso siti internet. In una seconda fase è stato necessario recarsi in Messico per rendersi conto e conoscere direttamente la realtà approfondendo la storia e la formazione di Santiago de Querétaro attraverso lo studio di testi di diversi autori, ricercati nella biblioteca dell’università del “Tecnologico de Monterrey campus Querétaro” e della documentazione fornita dal master in “Arquitectura y nuevo urbanismo” della facoltà di architettura. In questa fase di studio bibliografico si è focalizzata l’attenzione sulla storia e sulle dinamiche insediative che hanno portato alla creazione e successivamente allo sviluppo della città; è stato indispensabile capire la cultura e la storia messicana in generale e quella di Santiago de Querétaro in particolare. Nella fase successiva si è reperito il materiale necessario ai fini di una completa analisi della città contemporanea e si è continuata di pari passo la ricerca bibliografica di testi di docenti, urbanisti e storici nei quali si fissavano i problemi principali della città. Una volta elaborato il materiale per le analisi si è passati alla fase progettuale, partendo dalla risoluzione di problematiche generali della città considerando nella totlità la zona conurbata; si sono prodotti possibili scenari di sviluppo e un masterplan a scale diverse per prendere in considerazione tutta la zona metropolitana e successivamente solo la zona interdelegazionale. Questo lavoro a scale diverse ha portato il continuo passaggio da una scala all’altra per verificare la bontà delle proposte prodotte. Per ultimo si è studiata un’area con caratteristiche e problematiche affini a quelle riscontrate in buona parte della città, “area campione”, nella quale si è proposto un progetto di riqualificazione urbana. L’area fa parte del parco industriale Benito Juarez ed ha un’estensione di circa quaranta ettari. Il progetto ha preso in considerazione la necessità di riqualificare quest’area posta in prossimità del centro storico, nella quale allo stato attuale sono presenti industrie, capannoni, suoli liberi in degrado, resideze di livello medio-basso. Si è pensato di intervenire proprio in quest’area, anche grazie all’incontro ed al colloquio avuto con il Secretario de Desarrollo Sustentable del Municipio de Querétaro (ovvero l’assessore all’urbanistica) dott. Ramón Abonce, perchè l’area si situa in una posizione strategica, vicino alla grande via di comunicazione strada statale 57 Santiago de Querétaro-San Luis Potosí (o avenida 5 de Febrero) delimitata a nord dalla linea ferroviaria, vicina al fiume Querétaro e ad un parco urbano (el Campanario).

Lo Stato di Querétaro de Arteaga, localizzato nella parte centrale degli Stati Uniti del Messico, è situato su un altopiano che va da 1700 metri fino ai 2000 metri di altitudine, in territori appartenenti a due delle grandi regioni paesaggistiche del Messico: la “mesa central” e l’asse neovulcanico che comprende le pianure fertili del Bajío. Confina a nord con lo stato di San Luis Potosí, ad ovest con Guanajuato, ad est con Hidalgo, a sud-est con lo Stato del Messico e a sud-ovest con Michoacán. Fa parte dei trentuno Stati che, insieme al Distretto Federale di Città del Messico, costituiscono le trentadue entità federative del Messico. E’ formato da diciotto municipi e conta una superficie totale di 11658 kmq. Il clima è semi-secco temperato con alte temperature durante l’estate e con precipitazioni relativamente basse che si concentrano in una stagione piovosa ben definita. La capitale Santiago de Querétaro è ubicata nella parte occidentale dello Stato, nel municipio di Querétaro, approssimativamente tra i 100° 20’ e i 100° 30’ di longitudine ovest ed i 20° 30’ e 20° 45’ di latitudine nord. Prima della conquista spagnola, il nome dell’area, nella lingua dei P’urhépecha o Taraschi era K’eretarhu cioè “luogo della gran città”. Il nome nella lingua degli Otomi era Ndämxei, mentre nella lingua Náhuatl degli Aztechi era Tlachco: entrambi i nomi significavano “luogo del gioco della palla”. Il nome coloniale originario fu “Santiago de Querétaro”, nome che dopo l’indipendenza del Messico (1821) divenne semplicemente Querétaro o Ciudad de Querétaro. Dopo essere entrata a far parte del Patrimonio dell’Umanità, nel 1996, riprese il nome originale di Santiago de Querétaro, anche se al di fuori dello Stato è ancora poco conosciuta con il suo nome completo. Il clima è temperato, caratterizzato da estati calde, umide e piovose e da inverni miti e assolati. Il mese statisticamente più caldo dell’anno è maggio, quando le temperature oscillano tra 15° e 30° C, mentre il periodo meno caldo è quello compreso tra dicembre e febbraio con temperature tra i 7°e i 22° C. Le piogge sono pressochè assenti da novembre a marzo, mentre in estate si registrano precipitazioni frequenti e di forte intensità. I venti dominanti provengono da nord-est e da est provo-

Tesi di laurea in Ingegneria Edile-Architettura


cando un rinnovamento continuo dell’aria della città e mantenendo la concentrazione di gas inquinanti

Diverse antiche case di stile plateresco sono oggi adibite a musei o ad eleganti ristoranti; il centro

relativamente bassa.

storico è caratterizzato da “Andadores”, vie pedonali, che collegano molte piazze e giardini veri luoghi

Nel 1867 la città fu teatro dell’ultima resistenza e dell’esecuzione dell’imperatore Massimiliano I del

della vita collettiva queretana.

Messico della casata francese degli Asburgo; dopo l’abbandono del Messico da parte di Napoleone III,

Il territorio della metropoli comprende terre coltivate, parchi urbani, parchi a scala regionale ed anche

nel Febbraio del 1867 Massimiliano si era ritirato in città sostenendo per alcune settimane l’assedio

il parco nazionale “El Cimatario” di più di 2500 ettari, che costituisce una risorsa naturalistica molto

delle forze di Benito Juárez. L’ 11 Maggio tentò una sortita verso le linee nemiche, ma fu catturato e

importante, ma non pienamente sfruttata. Il municipio di Querétaro è formato da sette delegazioni:

sottoposto al giudizio di una corte marziale che lo condannò a morte. La sentenza fu eseguita il 19

Josefa Vergara y Hernández, Felipe Carrillo Puerto, Centro Histórico, Cayetano Rubio, Santa Rosa

giugno 1867; insieme a Massimiliano furono fucilati i generali Miguel Miramón e Tomás Mejía; l’evento

Jáuregui, Félix Osores Sotomayor, Epigmenio González che possiedono varie funzioni amministrative

è raffiguranto anche nel quadro di Édouard Manet “L’Esecuzione di Massimiliano”, del 1868.

e di controllo del territorio.

Altro evento fondamentale per la storia del Messico e della città fu la promulgazione della Costituzione

Il risultato della crescita della città e del suo intorno è un conglomerato urbano più o meno continuo,

Politica degli Stati Uniti Messicani (Constitución Política de los Estados Unidos Mexicanos) ad opera

che supera in diversi punti i limiti del municipio di Querétaro unendosi ai tre municipi limitrofi di Corre-

del presidente costituzionale Venustiano Carranza, avvenuta nel 1917 nel teatro della Repubblica sede

gidora, Huimilpan, El Marqués, generando la cosiddetta Zona Metropolitana di Querétaro di 215 kmq.

dell’assemblea costituente.

L’economia della città è cresciuta molto durante l’ultima decade, è al tredicesimo posto nel ranking Gli Stati Uniti del Messico. In rosso al centro degli stati federali è lo Stato di Querétaro de Arteaga. Elaborazione propria

delle “migliori città in cui si può investire nel latino-america” secondo la rivista economica “America Economia” ed al secondo posto in Messico dopo Monterrey. I settori che più di tutti generano la ricchezza della città sono quello industriale ed il turismo. L’espansione industriale iniziò negli anni ‘50, si passò da un’economia agricola ad una prettamente industriale con la formazione di diverse zone: Parque Industrial Benito Juarez, Parque Industrial Querétaro, Parque Industrial Jurica, Parque La Montaña ed il corridoio industriale Querétaro-San Juan del Río. Le aree industriali hanno attratto un grande numero di immigranti da zone povere del Messico, ma anche da Città del Messico in particolare dopo il terremoto del 1985. Ormai più del 60% della

Golfo del Messico

popolazione è impiegata nel settore terziario e sono diverse le multinazionali che decidono di investire ed avere una sede a Santiago de Querétaro: Kellogg’s, Michelin, Philips, Gerber, Nestlé, Pilgrim’s

Oceano Pacifico

Pride, Samsung e molte industrie aereospaziali come la Safran, Hyrsa, Galnik, Navair.

E’ una metropoli fortemente legata alla sua storia ed alle sue radici, nonostante ciò il progresso è

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penetrato significativamente dando così luogo ad una città particolare, dove passato e presente si fondono e contrastano. I suoi edifici più caratteristici sono: il tempio ed il convento de La Cruz, il tempio di San Felipe Neri ed il tempio di Santa Rosa de Viterbo, significative testimonianze di archi-

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tettura barocca realizzate con la locale pietra calcarea definita “cantera”. Tra il 1726 e il 1738 vi fu

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costruita un’importante opera idrica, un acquedotto di 1280 metri di lunghezza e 23 metri di altezza e costituito da 75 archi parte dei quali attraversano la città con uno spettacolare effetto panoramico.

Santiago de Querétaro

Sempre all’inizio del XVIII secolo vi furono realizzati la chiesa di San Francisco, cattedrale cittadina fino al XX secolo, con le caratteristiche tegole colorate importate dalla Spagna e l’attuale Museo de Arte, originariamente adibito a monastero agostiniano, ritenuto uno dei maggiori monumenti barocchi

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In rosso lo Stato di Querétaro de Arteaga; è stata segnata la capitale dello Stato, Santiago de Querétaro e la capitale degli Stati federali, Città del Messico. Gli Stati indicati con i numeri sono quelli confinanti con lo Stato di Querétato: 1. San Luis Potosí 2. Hidalgo 3. Guanajuato 4. Michoacán 5. Messico Elaborazione propria

Città del Messico

dell’intero Paese, dove si trovano esposti dipinti del 1500 e del 1600. Tesi di laurea in Ingegneria Edile-Architettura

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Sviluppo urbano

città circondata da case e palazzi, aveva anche funzione di mercato, era luogo delle feste politiche e religiose, centro delle relazioni sociali ed utilizzata per le corride dei tori. Nel lato di maggior rilevanza si costruiva la chiesa, che stabiliva gerarchie dando ordine e senso alla

La divisione dei periodi temporali rispecchia quella riportata in diversi testi consultati che trattano

rete urbana. Molto importanti nelle città ispano-americane erano i quartieri che integravano il sistema

la storia della città di Querétaro e in particolare il libro del Dott. Arvizu García sullo sviluppo urbano

urbano principale, ordinandosi intorno alla zona centrale della città (plaza mayor e chiesa). Inoltre se-

della città dal titolo “Evolución urbana de Querétaro 1531-2005”.

gnavano lo spazio nel quale si installavano specifici gruppi etnici: quartiere degli spagnoli, dei tlaxcaltecas, degli otomies, etc. oppure era lo spazio in cui gli abitanti facevano specifiche attività produttive:

I. La città durante il virreinato* 1531-1821

tessitori, carpentieri, etc. Alcune città seguirono però una crescita spontanea concorde con la topografia e morfologia del luogo,

Fondazione (1531-1551)

soprattutto in centri minerari o di indios; nonostante questo, si cercava comunque di creare una sorta di scacchiera a base di linee rette. Questo fu il caso di Santiago de Querétaro, città storica che si svi-

Per più di trecento anni la corona spagnola sviluppò in Messico un’estesa rete urbana per appoggiare

luppa in modo intimamente legato con la sua posizione nella rete urbana della “Nuova Spagna”. Infatti

la sua politica di colonizzazione; stabilì ordine e gerarchia urbana: la città occupò un ruolo centrale in

la città, che diventerà capitale dello Stato di Querétaro de Arteaga, occupa una posizione centrale

questo processo. Durante la conquista i centri urbani furono di fondamentale importanza ai fini della

a poche centinaia di chilometri dalla capitale del virreinato della Nuova Spagna, Città del Messico e

penetrazione nei nuovi territori, e durante la colonizzazione furono elemento centrale della organizza-

proprio lungo la strada che portava da essa ai ricchi centri minerari del nord (Zacatecas) e al porto di

zione della vita economica, sociale e politica.

Veracruz, punti centrali dell’organizzazione del territorio.

La rete urbana serviva per garantire il controllo dei territori, le città per la colonizzazione, l’evangelizza-

Mappa della Nuova Spagna “HISPANIAE NOVAE SIVAE MAGNAE, RECENS ET VERA DESCRIPTIO” 1579. Redatta dal geografo Abraham Ortellius. The library of congress, Washington, D.C., Stati Uniti d’America. -Fonte: Master in “Arquitectura y Nuevo Urbanismo”-

zione e la trasformazione culturale. Punti centrali della rete erano i porti, i centri minerari e le capitali del virreinato. Senza dubbio però gli spagnoli utilizzarono e sfruttarono l’infrastruttura economica, politica, sociale e la rete urbana già creata dagli indios; inoltre l’influenza delle culture pre-colombiane nell’urbanizzazione coloniale si notò non solo nella forma urbana, ma anche nella selezione del sito ai fini della localizzazione dei nuovi centri urbani. I centri urbani furono il perno dell’economia e dell’amministrazione coloniale ed avevano diverse classificazioni: per funzione (amministrativa, mineraria, commerciale, agricola, militare, etc.) e per caratteristiche etniche della popolazione (città prevalentemente spagnole, città di soli indios, città miste). La struttura interna dei centri urbani di nuova fondazione si sviluppò in tappe e contemporaneamente alla trasformazione della rete urbana, rispose fondamentalmente a necessità funzionali. Generalmente fu utilizzato il tracciato reticolare: a partire da questo la città sviluppava la sua struttura definitiva; la scacchiera generava ordine, era facile e rapida da realizzare anche da persone senza preparazioni tecniche specifiche e permetteva la suddivisione in lotti urbani e lotti periferici. Era formata da vie principali e secondarie; quelle principali, proseguimento delle strade che univano la città con la rete territoriale, arrivavano sempre alla “plaza mayor” che occupava il centro del reticolo.

Il luogo in cui si ubicò la città di Querétaro nella geografia preispanica si trovava nei limiti del Me-

La “plaza mayor” era il primo elemento che si tracciava nel lotto centrale che componeva la scac-

soamerica e la Gran Chichimeca; la topografia del sito in cui sorge è stata fondamentale per il suo

chiera, riflesso del centralismo politico dello Stato spagnolo, era anche espressione della fusione ed

sviluppo: è una piccola valle a circa 1800 metri sul livello del mare circondata da monti poco elevati.

interdipendenza stretta tra il potere politico e quello religioso; era lo scenario della vita collettiva della

Il fiume fu determinante nella scelta del luogo per la fondazione perchè garantiva un approvvigionamento d’acqua continuo, ma non fu mai elemento decisivo nella composizione urbana; per molti secoli fu una barriera alla crescita della città verso nord.

*E’ un termine spagnolo traducibile con vicereame, con un significato sia geografico (comprendeva tutta la metà centro-occidentale degli attuali Stati Uniti - Texas, Arizona, California, Colorado, Nevada, Nuovo Messico, Wyoming e Utah - il Messico e la gran parte dell’America Centrale), che soprattutto temporale: è infatti il periodo compreso tra la colonizzazione da parte dei conquistadores spagnoli e l’indipendenza messicana del 1821.

Sviluppo urbano - I. La città durante il virreinato 1531-1810

Le origini della città sono legate alle attività indigene in appoggio agli spagnoli.

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Fu un insediamento di indios, di encomienda* e di frontiera fondato dall’indio otomì Conni o Conìn e

lungo il suo percorso sorgevano le piazze principali Mayor e de la Cruz; lo stesso asse proseguiva a

Fernando o Hernando de Tapia nel giorno 25 luglio del 1531 (giorno dell’apostolo San Giacomo il

nord verso la zona delle miniere e la città di Zacatecas. L’altro asse era in direzione est-ovest e andava

Maggiore da cui deriva secondo la leggenda il nome di Santiago de Querétaro).

da una parte verso la pianura del Bajío e congiungeva l’importante città di Guanajuato, mentre verso

Il sito si trova tra due insediamenti indigeni esistenti nella zona prima dell’arrivo degli spagnoli:

est passando per la Cañada congiungeva gli insediamenti indigeni.

La Cañada e El Pueblito. Gli elementi che ne determinarono la crescita furono: la localizzazione del

Il tracciato urbano è parte della struttura basilare della città ed è creato a partire da questi assi prin-

centro a sud del fiume Querétaro, la piazza principale, il convento francescano, la tipologia del trac-

cipali; a seconda della topografia e dell’applicazione delle regole spagnole si distinguonno tracciati

ciato, delle vie e delle strade principali. Nei primi venti anni indios e spagnoli stabilirono gli elementi

spontanei, semiregolari e tendenti al regolare.

di base della struttura urbana, come ad esempio l’elemento generatore della piazza di San Francisco

In questo periodo inoltre inizia l’epoca della colonizzazione agricola e della pastorizia, il vicerè nel

a partire dalla quale si realizzarono le vie, la distribuzione dei lotti, la scelta del sito per l’edificazione

1551 concesse terre agli spagnoli per l’edificazione e le coltivazioni.

della chiesa.

Le interazioni tra indios e spagnoli furono determinanti per la crescita della città e generarono un rapi-

Gli indigeni realizzarono un tracciato primario lineare, una strada che partendo dal fiume correva in

do processo di mescolanza razziale: gli indios più ricchi vivevano nel centro città al lato degli spagnoli

modo perpendicolare fino alla piazza San Francisco e continuava verso sud; la sua prolungazione verso

ricchi, proprietà indigene erano affittate a spagnoli ed addirittura alcune vie ostentavano nomi indigeni.

nord, alcuni anni dopo, si connetterà al “camino real” la strada che portava ai centri minerari del nord.

A poco a poco l’insediamento indio fu popolato da spagnoli convertendosi in città indio-spagnola.

In questo primo tracciato non c’era un reticolo, le distanze tra i lotti erano di dimensioni diverse, le

Nel 1577 fu nominato un sindaco (corregidor) che aveva la giurisdizione su tutta la città.

strade non seguivano la linea retta in modo preciso anche se il terreno era piano, la piazza presentava una forma trapezoidale indefinita con caratteristica di spazio chiuso. Questa prima configurazione quindi fu prodotta dalle circostanze senza una pianificazione o un programma di sviluppo. Il convento francescano fu costruito nel 1540 e la sua predominanza sull’insieme urbano, ed in modo particolare sullo spazio chiuso della piazza, caratteristica degli insediamenti indios, ebbe una importante funzione spaziale facendo dipendere strettamente la piazza dal convento.

Struttura urbana fondamentale (1551-1600)

Consolidazione urbana (1600-1700) Il secolo XVII è stato fondamentale per la crescita urbana, la ricchezza e la prosperità della città. Si svilupparono modelli di produzione agricola, pastorale e tessile che fecero di Querétaro un centro economico di prim’ordine. Il surplus nella produzione del grano favorì lo scambio con altri prodotti regionali e quindi il commercio di beni agricoli. Le tenute agricole costituirono il legame tra il settore rurale e quello urbano. Il commercio locale si rafforzò anche con il mercato della lana e la sua lavorazione, infatti la produzione tessile e di prodotti artigianali costituirono l’attività manifatturiera urbana più importante.

Grazie al grande sfruttamento delle zone minerarie del nord e in particolare di Zacatecas e Guanajuato,

La produzione tessile fu favorita anche dal crollo della produzione mineraria; dal punto di vista urbano

la città si popolò di un gran numero di spagnoli.

questo comportò la modificazione e la diversificazione delle aree del mercato.

Si realizzò un nuovo tracciato cercando di stabilire una scacchiera regolare, prolungando quello previo realizzato dagli indigeni, ma seguendo le irregolarità morfologiche. Le prime strade tracciate, soprattuto dal monaco Don Juan Sánchez de Alaníz, non hanno la continuità lineare come in altre città novo ispaniche fondate nello stesso periodo come ad esempio Puebla e Oaxaca; neppure i lotti avevano dimensioni costanti come in quelle città. Sembrava che ogni lotto e ogni strada fossero stati tracciati separatamente, aspirando alla linea retta, ma senza realizzarla anche laddove sarebbe stato semplice. Il primo e fondamentale scheletro urbano era formato da un insieme di assi principali e dal tracciato urbano generale; gli assi principali fungevano da colonna vertebrale dello scheletro e a partire da questi si organizzava tutto il sistema urbano: erano le vie che stabilivano le comunicazioni tra la città

Santiago de Querétaro 1760. Si notano plaza mayor (circolo rosso) e plaza San Francisco (circolo blu) al centro della planimetria collegate tra loro, ed i due assi morfogenetici in giallo. -Fonte: master in “Arquitectura y Nuevo Urbanismo”-

e le sue zone rurali, con gli insediamenti più importanti e con il resto della Nuova Spagna. L’asse Querétaro-Città del Messico partiva da piazza San Francisco ed era conosciuto come “camino real”,

*Nelle colonie spagnole d’America definiva la concessione di territori a coloni con l’obbligo di evangelizzare e protegere la popolazione.

Sviluppo urbano - I. La città durante il virreinato 1531-1810

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Nel 1655 l’insediamento venne ufficialmente elevato al rango di città e le venne concesso l’uso dello

religiosi, si tendeva ad un reticolo spagnolo con case allineate ed orti nella parte retrostante del lotto,

stemma uffiale.

nei quartieri periferici invece la rete di strade e vie era disposta in maniera casuale con l’unico scopo

Man mano che sotto il dominio spagnolo si realizzava il consolidamento sociale, economico e politico

di collegare le varie cappelle.

di Querétaro, lo spazio fisico acquistava una marcata fisionomia all’interno delle grandi direttrici se-

Altro fenomeno fondamentale del secolo è il processo di formazione dei quartieri, intimamente legato

gnate nel XVI secolo: completamento delle zone del tracciato urbano realizzate prima dagli indigeni

allo sviluppo e consolidamento delle aree produttive rurali che furono elementi determinanti per la for-

e poi dagli spagnoli, sviluppo della città lungo le strade territoriali che la attraversavano, creazione di

mazione della struttura urbana. Le unità produttive formarono una corona periferica intorno alla città,

nuovi poli di sviluppo.

sviluppando diversi poli di crescita. Il nucleo centrale urbano crebbe in direzione nord fino alla barriera

Lo spazio urbano si andava specializzando e organizzando in settori sociali e status economici.

naturale del fiume e in direzione sud, est ed ovest fino ad integrarsi con la corona agricola periferica.

A inizio del secolo cominciò la costruzione del canale pricipale per far arrivare l’acqua in città; era

Questo modello però non può essere considerato come risultato di una politica di organizzazione ur-

costituito da un acquedotto dal quale partivano una serie di ramificazioni. L’acqua veniva estratta da

bana chiaramente espressa e neppure è dovuto ad una separazione tra spagnoli ed indios.

molte sorgenti. Avere l’acqua in città fu un fatto fondamentale e determinante per la crescita urbana.

I quartieri e le tenute agricole furono il risultato di una accelerata crescita demografica e di occupa-

L’opera più importante di questo periodo fu la costruzione dello spazio pubblico di plaza Mayor che,

zione spaziale, fu un processo graduale di densificazione, consolidazione e trasformazione dello spazio

allo stesso modo di piazza San Francisco, non formava parte della struttura reticolare; più che come

rurale ed urbano; i nuovi immigranti indigeni e spagnoli dovevano situarsi nelle zone che le possibilità

luogo di sosta e di ritrovo, la forma trapezoidale indefinita e la funzione dello spazio della piazza,

economiche permettevano loro.

rispondevano ad esigenze di transizione spaziale casuale tra la piazza di San Francisco e la crescita verso oriente del tracciato urbano. Le piazze fungevano da elementi di connessione e di interrelazioni

Integrazione urbana (1700-1810)

tra le vie di circolazione all’interno del tracciato urbano, le cui caratteristiche specifiche favorirono la formazione di piazze principali e di piccoli spazi aperti che furono frutto di circostanze economiche, po-

Il periodo è stato caratterizzato da tre fenomeni di grande importanza:

litiche e sociali. Come detto, le tre piazze principali ed elementi generatori ed insieme ordinatori dello

_formazione di uno spazio geografico-economico funzionante come una regione perfettamente

spazio pubblico, furono le piazze di San Francisco, Mayor e de la Cruz che non avevano una forma

costituita (pianure fertili del Bajío);

geometrica chiara e non erano definite da quattro strade ortogonali come invece era solito accadere

_generazione di condizioni economiche che permisero un favorevole sviluppo umano;

nelle città di fondazione spagnola. La loro costruzione fu anche frutto della voglia della popolazione

_integrazione fisica di tutti quegli elementi urbani che si svilupparono in uno spazio geografico

spagnola e creola di manifestare la propria importanza e il proprio potere: infatti gli edifici che formano

che non formava un corpo urbano unico.

e delimitano questi spazi furono in maggior parte realizzati da persone di elevata posizione economica e sociale (fenomeno dell’evergetismo). La nascente aristocrazia queretana voleva imitare i centri urbani europei e competere con essi per grandezza e magnificenza, si iniziava a pensare che fosse necessario un trionfo della parte urbana su quella rurale. Gli immobili religiosi furono determinanti nella conformazione della morfologia urbana, promotori diretti della densificazione, davano valore ai suoli e organizzavano lo spazio della città grazie alla loro funzio-

Santiago de Querétaro 1796. Si nota sulla parte destra della planimetria l’acquedotto. Il parco urbano della Alameda sarà realizzato solo alcuni anni più tardi. -Fonte: master in “Arquitectura y Nuevo Urbanismo”-

ne di centro di quartiere. Inoltre il loro numero (furono realizzati sette conventi), la loro dimensione e preponderanza caratterizzarono l’immagine urbana dello spazio. La religione fu il perno intorno al quale girò lo sviluppo della società e quindi dell’ambiente antropizzato, i conventi furono gli unici edifici del tempo ad occupare un lotto intero del tracciato urbano. Oltre ai conventi, anche le cappelle, nella parte indigena della città, furono elementi fondamentali dello spazio, facendo sì che si sviluppasse un modello di occupazione del suolo più di tipo preispanico e rurale; per questo motivo parte di città si caratterizò per una frammentazione spaziale. Il modello di tracciato che si generò era molto differenziato: nel centro, anche grazie ai grandi edifici

Sviluppo urbano - I. La città durante il virreinato 1531-1810

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La città in questo periodo si trasforma nel centro manifatturiero più importante della Nuova Spagna;

del tracciato morfogenetico e due lungo quella est-ovest.

le officine destinate al lavoro tessile costituirono la fonte di lavoro principale della città. Si integrarono

Al termine della lotta per l’indipendenza messicana l’immagine della città era differente, lo spazio ur-

gli elementi di crescita del secolo XVII per generare uno spazio urbano unitario, armonico e coerente.

bano era deteriorato a causa del lungo assedio e per la presenza delle numerose truppe che si erano

Uno dei problemi più grandi della città era l’insalubrità dell’acqua, il canale principale non era più

stanziate all’interno dell’abitato.

sufficente e i centri di produzione tessile aggravavano la situazione; quindi si iniziò la costruzione

La struttura urbana modificata in questo peridodo è stata frutto di un insieme di elementi che hanno

dell’acquedotto e di fonti private e pubbliche, opere fondamentali per migliorare l’igene pubblica e che

costituito la forma fisica della città e che sono il risultato di un processo accumulativo di produzione

furono un fattore determinante per l’integrazione urbana delle differenti zone della città.

dello spazio che ha conformato progressivamente il profilo urbano. Questi elementi caratterizzanti sono

L’immagine urbana della città fu modificata completamente dalla costruzione dell’acquedotto che si

essenzialmente: la topografia, il tessuto urbano, le piazze, gli edifi religiosi con i loro spazi annessi, il

deve a Juan Antonio de Urrutia y Arana marchese de la Villa del Villar del Aguila; divenne un simbolo

fiume, l’acquedotto, il parco urbano della Alameda, i vari quartieri e le tenute agricole.

per i queretani insieme al parco della Alameda che segnava il limite sud dell’espanzione urbana e che nel secolo XX divenne polo di sviluppo urbano. Gli ultimi elementi fondamentali che caratterizzarono la città furono i quartieri e le tenute agricole che si inserirono nel tracciato urbano in modo continuo senza evidenti delimitazioni, creando una stretta relazione tra economia rurale ed urbana. Anche in questo secolo la barriera del fiume fu una permanente limitazione alla completa integrazione tra le zone poste a nord e a sud di esso. Però grazie alla ricchezza economico-finanziaria di parte della popolazione la città si arricchì di edifici e palazzi religiosi e amministrativi: si costruì la Casa Comunale e la Scuola di lettere e accademia di San Fernando, si ricostruirono i principali conventi religiosi.

Santiago de Querétaro 1802. Planimetria redatta da José Mariano Oriñuela. A sud della città, fuori scala rispetto alla zona urbanizzata, è presente il parco urbano della Alameda. -Fonte: master in “Arquitectura y Nuevo Urbanismo”-

La grande crescita demografica provocò una densificazione e un ampliamento del centro urbano che portò all’integrazione definitiva dei differenti quartieri. Grazie alla costruzione dell’acquedotto si urbanizzò anche la zona del convento della “Cruz” e della piazza antistante. Altra grande opera fu la costruzione del parco urbano della “Alameda” che fu uno degli interventi più importanti realizzati dal governo spagnolo nella città; questo grande spazio di ricreazione e di incontro, fuori scala rispetto al resto della città, contribuì alla soluzione del problema sociale creando una zona per il passeggio per tutti i ceti. Per l’ubicazione del parco si scelse la parte più piana dell’abitato verso sud, con l’intenzione di segnare la crescita della città ai lati occidentale ed orientale del parco stesso. All’inizio del secolo XIX Querétaro aveva caratteristiche spaziali molto rilevanti: possedeva luoghi aperti adeguati destinati alle attività ricreative e una architettura barocca e neo classica di eccellente fattura; le proporzioni armoniose e la scala della città, i contrasti tra i differenti quartieri, le strade e l’immagine generale erano un fedele specchio della sua storia meticcia.

Decadenza urbana (1810-1821) Il 15 settembre 1810 iniziò la lotta per l’indipendenza e cominciò la decadenza della città: si interruppe lo sviluppo artigianale e si deteriorò lo scambio commerciale, si alterò il sistema agricolo e minerario. Buona parte della popolazione spagnola lasciò la città. Il governo municipale fu obbligato a costruire delle palizzate attorno al centro abitato perchè il possesso della città significava controllare le vie di comunicazione tra Città del Messico e il nord del Paese. Si realizzarono quattro porte per sorvegliare l’entrata e l’uscita dalla città, due lungo la direzione nord-sud Sviluppo urbano - I. La città durante il virreinato 1531-1810

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II. Verso la città moderna 1821-1985

Il fiume continuava ad affermare la propria presenza determinante nello spazio urbano e come barriera tra il centro della città e i quartieri al di là di esso detti “dell’altra fascia”.

Rottura dei modelli coloniali (1821-1910)

Bisogna sottolineare anche l’introduzione di una nuova tipologia architettonica che contribuì a cambiare l’immagine dello spazio, riuscendo a superare la visione urbana tradizionale anche grazie alle nuove

Nel secolo XIX grandi cambiamenti accentuarono la rottura con i modelli urbani coloniali; i fattori che

tecniche e tecnologie e all’uso del vetro e dell’acciaio: il mercato coperto.

nei secoli precedenti avevano giocato un ruolo fondamentale per fare di Querétaro una delle cinque

Teatro della Repubblica, Santiago de Querétaro. Qui nel 1867 si riunì la corte di giustizia che decise la sorte dell’imperatore Massimiliano d’Asburgo e nel 1917 fu firmata la Costituzione. -Fonte: internet-

città più importanti del virreinato, in questa nuova epoca le furono svantaggiosi. In termini generali lo schema urbano seguitò ad essere presente anche se fu profondamente trasformato ed alterato. Durante questo periodo quattro eventi in particolare provocarono ripercussioni direttamente o indirettamente sulla città di Querétaro: la guerra d’indipendenza del Messico (18101821), la guerra messicano-statunitense (1846-1848), la guerra di riforma (1857-1861) e la guerra contro l’invasione francese (1861-1866) che portò alla fucilazione di Massimiliano d’Asburgo proprio a Querétaro nel 1867. Le ultime due guerre in particolare produssero nella città di Querétaro importanti distruzioni e demolizioni in particolare a causa dell’assedio che dovette soffrire la città ad opera delle truppe francesi. I cambiamenti dell’assetto urbano furono aggravati ache dalle leggi di riforma contro il potere ecclesiastico che perseguirono un fine politico, economico e sociale (eliminare i segni lasciati dall’impronta coloniale attraverso demolizioni e cambi di destinazione d’uso). L’immagine di Querétaro fu profondamente modificata, il governo repubblicano divise il convento francescano in lotti per procedere alla sua donazione e ripartizione con l’intento di migliorare l’estetica

Prima dell’industrializzazione (1910-1943)

spaziale del centro città. Nonostante la difficile situazione economica si riuscirono ad edificare due immobili importanti: il teatro della Repubblica e il tempio della Mercede.

La rivoluzione messicana del 1910-1917 segnò un periodo di instabilità politica che terminò con la

Con l’avvento del governo di Porfirio Díaz nel 1880 (periodo chiamato porfiriato) si cercò di imple-

promulgazione della Costituzione degli Stati Uniti del Messico nel 1917. Si effettuarono alcune opere

mentare l’economia attraverso un processo di industrializzazione: nel 1882 si costruì la ferrovia e si

di miglioramento urbano come la costruzione del sistema di drenaggio, il miglioramento del servizio di

organizzò la prima esposizione queretana per tentare di condurre la città verso la modernità. Non ci fu

acqua potabile (il problema dell’acqua è stato sempre molto importante per la cittadinanza queretana),

una crescita della popolazione e neppure spaziale.

la pavimentazione delle strade principali ed il miglioramento dell’illuminazione pubblica; furono portate

Grazie alla costruzione della stazione della ferrovia posta a nord-est della Alameda, si favorì l’urbaniz-

a termine opere di mantenimento e di giardinaggio nel parco urbano della Alameda.

zazione di quella zona della città e si segnarono le linee guida per la crescita futura; una nuova strada

Si iniziò l’urbanizzazione delle parti ad ovest e ad est dell’Alameda; grazie al Congresso Costituente

(calzada Colón) univa il resto della città con la stazione. La seconda stazione, quella della ferrovia

che si tenne a Querétaro nel 1916, molta gente arrivò in città e molti luoghi pubblici come piazze e

nazionale, invece si situò a nord della città creando una nuova barriera urbana e distruggendo parte

giardini recuperarono l’antico splendore. Nel periodo post-rivoluzionario permaneva una grande insta-

della struttura tradizionale. Inoltre furono realizzate nuove linee ferroviarie per connettere Querétaro ad

bilità che impediva nuovamente lo sviluppo dell’economia e della vita cittadina; la crescita urbana fu

altri centri abitati e città vicine.

praticamente nulla, non c’erano strade adeguate ai mezzi di trasporto dell’epoca, le ferrovie erano in

Il tracciato urbano fu quasi completamente stravolto poichè gran parte dei conventi e delle antiche

gran parte distrutte. Il tratto di ferrovia a ovest della città fu trasformato in strada (calzada circunvala-

chiese cambiarono destinazione d’uso e furono quindi trasformati a seconda della nuova funzione, in

ción) per favorire il completamento dell’area collegandola al centro attraverso una strada trasversale

caserme durante gli anni della guerra o in musei ed edifici per la collettività successivamente, o furono

che arrivava a piazza San Francisco. Nel 1940 gli abitanti residenti a Querétaro erano poco più di

demoliti per creare nuove viabiltà. Si operarono interventi sugli edifici più rappresentativi, soprattutto

33000, si cercò di migliorare il collegamento soprattutto con la capitale dello Stato Federale, Città del

si modificarono le facciate per rispondere alle esigenze di estetica architettonica del tempo, col fine di

Messico, attraverso la realizzazione di una nuova arteria viaria che seguiva il tracciato dell’antico “cami-

trasformare l’antica e vetusta immagine virreinale.

no real”. Inoltre si continuò a costruire spazi pubblici nelle aree prima appartenenti agli edifici religiosi.

Sviluppo urbano - II. Verso la città moderna 1821-1985


Attraverso la legge municipale numero 4 del 30/12/1941 per la “conservazione della città di Querétaro”

regolatore si incaricò di stabilire le direttive di crescita attraverso elaborati di zonizzazione e di piano

si tentò di usare uno strumento legale capace di proteggere il patrimonio edificato dichiarando la città

che crearono tre zone divise con una chiara segregazione urbana per status economici. Inoltre questa

“tipica e monumentale”.

commissione propose aperture, prolungamenti o ampliamenti delle principali arterie viarie, eliminazione Santiago de Querétaro 1939. La planimetria mostra l’inizio dell’urbanizzazione della parte sud della città attorno alla Alameda. -Fonte: master in “Arquitectura y Nuevo Urbanismo”-

dei grandi lotti di epoca virreinale attraverso l’uso di strade che li tagliassero per permettere una più agevole circolazione. Si realizzarono arterie con passaggi coperti destinati esclusivamente al commercio; furono creati quartieri residenziali con forma di reticolo e lotti quadrati in diverse parti della città; nel centro si cominciò anche a destinare alcuni edifici ad un uso misto, in prevalenza commerciale al piano terra e residenziale ai piani superiori. Furono operati interventi per adeguare gli edifici più antichi ai canoni estetici e alle mode dell’epoca, aggiungendo elementi in stile neocoloniale, neocaliforniano e art decò. Con il governatore successivo Octavio Mondragón si continuò seguendo la strada dell’industrializzazione, ma con uno sviluppo più lento, infatti diminuì il ritmo di crescita sia industriale che della popolazione; nonostante questo il tracciato urbano crebbe superando i limiti morfologici tradizionali (come il fiume a nord) e fu più volte prolungato. La struttura della città tradizionale si andava adattando alle necessità della nascente città industriale; si prolungarono le viabilità che andavano in direzione est-ovest intersecando la strada per San Miguel de Allende e quelle in direzione nord-sud fino alla strada pa-

La città industriale (1943-1961)

namericana che arrivava a Città del Messico. Alla fine del 1959 Querétaro era divisa in quattro settori definiti da due assi principali: il primo a nord-est costituito dai quartieri della “Trinidad” e del “Cerrito”; il

E’ un periodo di pace sociale, sicurezza pubblica e tranquillità politica. Si registra un’importante crescita demografica ed economica, l’ubicazione strategica di Querétaro ritornò ad essere fondamentale per i nuovi traffici e la nuova realtà del Paese. Il grande artefice di questa prima fase industriale fu Agapito Pozo Balbás governatore di Querétaro dal 1943 fino al 1949; creò un corpus legale orientato all’industria e all’urbanistica sviluppando una zona esclusiva destinata all’insediamento industriale, formò la commissione del piano regolatore e fece realizzare opere di carattere urbano e territoriale come fabbriche, alberghi, cinema, teatri e residenze cercando sempre di migliorare l’igiene pubblica. Nel 1945 promosse una legge di pianificazione e zonizzazione che permetteva l’esproprio per cause di pubblica utilità; riuscì a creare una comunicazione efficiente tra Querétaro e Città del Messico e con le altre città importanti verso ovest ed est. Alla creazione di nuove infrastrutture seguì il processo di industrializzazione. La prima zona industriale fu creata nel 1947 in un’area di 150 ettari espropriata ad una grande tenuta agricola nell’estremo nord-ovest della città, vicina alla stazione della ferrovia destinata ai treni merci, in prossimità della strada verso San Miguel de Allende. La costruzione di questa strada verso nord,

secondo nella parte nord-ovest con i quartieri di “Santa Caterina”, “Tepetate” e “San Gregorio”; il terzo a sud-est che comprendeva i quartieri di “Los Arcos”, “Hidalgo”, “La Cruz” e “San Francisquito”; l’ultimo posto a sud-ovest della città composto dai quartieri “Santa Rosa”, “Santa Ana”, “Cimatario”, “Casa Blanca” e “Niños heroes”. Il governatore Juan Crisóstomo Gorráez riprese l’opera di Pozo soprattutto per quanto riguarda il centro avendo in mente uno sviluppo della città come appendice di Città del Messico, dando inizio ad una nuova epoca che prevedeva il rilancio dell’attività industriale su grande scala; il motore che scatenò questo processo fu la modernizzazione della rete viaria di comunicazione interstatale come ad esempio la superstrada Città del Messico-Querétaro del 1958. Santiago de Querétaro 1959. Si può notare nella parte nord-ovest della planimetria la zona destinata all’espansione industriale. -Fonte: master in “Arquitectura y Nuevo Urbanismo”-

che si riconnetteva a quella che portava a Città del Messico a sud, stabilì e definì un nuovo schema di connessione urbana: le strade principali non arrivavano più al centro della città, ma la circondavano tangenzialmente evitando che si dovesse entrare nel centro e al contempo promuovendo un processo di urbanizzazione ai suoi lati. Si assiste ad un cambiamento di scala della città. Progressivamente le attrezzature, i servizi e gli alloggi risultarono insufficienti per soddisfare le necessità sia dell’industria che degli operai e della popolazione in generale; quindi la commissione del piano

Sviluppo urbano - II. Verso la città moderna 1821-1985

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Boom industriale (1961-1967)

di mano d’opera e di personale specializzato nelle fabbriche che comportò inoltre la realizzazione di scuole ed università in grado di formare ingegneri e operai altamente qualificati.

A differenza della prima fase dell’industrializzazione in cui l’urbanizzazione e la crescita demografica

Santiago de Querétaro 1970. Si notano le nuove arterie viarie e soprattutto il grande circolatore che permette di evitare il passaggio per il centro storico. -Fonte: master in “Arquitectura y Nuevo Urbanismo”-

seguirono la costruzione del sistema infrastrutturale, in questa fase il processo si sviluppò in maniera simultanea: nel 1966 si ampliò la superstrada Città del Messico-Querétaro sempre seguendo il tracciato dell’antico “camino real” e fu costruita l’autostrada fino alla città di Celaya. Finalmente Querétaro fu integrata al sistema stradale nazionale attraverso l’asse Piedras Negras-Città del Messico, principale collegamento terrestre nazionale con il nord del Paese. Diverse imprese, come ad esempio l’impresa ICA, cominciarono a comprare terreni al di fuori del tracciato urbano e utilizzarono queste nuove aree per la costruzione di “fraccionamientos”* che aprirono il mercato immobiliare queretano a grande scala. Si cambiò la destinazione d’uso di molti suoli da agricoli ad industriali e residenziali. Nel 1962 le zone industriali nella città erano già tre e si presero decisioni e misure per promuovere la costruzione di ulteriori impianti industriali, ma allo stesso tempo per adeguare la struttura urbana alla nuova realtà moderna. Si promulgarono leggi per gestire la pianificazione di tutto lo Stato di Querétaro. La legge 30 classificava i “fraccionamientos” a seconda della loro destinazione d’uso: residenziale, industriale e agricolo; inoltre specificava e fissava le caratteristiche e le opere minime di urbanizzazione in ognuno.

Consolidazione industriale (1967-1985)

Con un’altra legge si fissarono i confini della città per cercare di limitarne l’espansione (quadrato di 10000 metri per lato) e quali tipi di attività industriali erano raccomandate.

I governatori in quest’epoca continuarono la politica di sviluppo industriale e rafforzarono la struttura

Durante i primi anni ‘60 la struttura urbana si ampliò in modo permanente soprattutto nei terreni com-

urbana. La popolazione continuò a crescere moltissimo arrivando nel 1980 a 216000 abitanti, e il

prati dall’ICA; non furono previsti spazi aperti pubblici per la ricreazione ed il tempo libero. Si fecero

forte terremoto del 1985 a Città del Messico accelerò ancora di più il processo di urbanizzazione

trenta “fraccionamientos” nei quali si includevano tutti i tipi di nuova urbanizzazione autorizzati ufficial-

di Querétaro. Si realizzò una nuova area industriale, il “parque industrial Benito Juarez”, necessaria

mente e si previde lo sviluppo verso nord. La crescita urbana si realizzò a partire dall’ampliamento e

visto il grande numero di imprese che volevano stabilirsi nella città. Si continuarono a costruire strade

modifica della struttura tradizionale, in particolare con la continuazione dell’asse morfogenetico nord-

soprattutto per collegare le nuove aree industriali direttamente con l’infrastuttura nazionale nord Città

sud costituito dalla “avenida Corregidora” che comportò la demolizione di diversi edifici residenziali e il

del Messico-San Luis Potosí. Cominciò ad identificarsi il circuito infrastrutturale periferico alla città

taglio di cinque lotti della struttura tradizionale (si ricorse all’esproprio per pubblica utilità). Mancanza

tradizionale: l’autostrada Querétaro-Celaya a sud, la strada verso San Luis Potosí a nord e verso est

dell’amministrazione fu quella di non considerare misure adeguate per realizzare la ricostruzione di

la circonvallazione. Questo circuito era destinato a convertirsi nel miglior promotore di urbanizzazione

tutta l’arteria in maniera armonica ed equilibrata, in modo coerente con la zona antica della città. Que-

delle aree adiacenti.

sta arteria si convertì in spina dorsale dello scheletro urbano costituendo il collegamento diretto tra il

Tale modello stabilì il parametro di crescita urbana per lo meno fino ai primi anni del secolo XXI senza

centro storico e i nuovi quartieri periferici posti a sud e a nord. In questo modo si determinò la crescita

che l’amministrazione l’avesse proposto o progettato o quantomeno accettato.

urbana in senso nord-sud sostituendo quella tradizionale est-ovest dovuta alla presenza del fiume

Sotto il governo di Castro Sanchez, dal 1967 a 1973, si adeguò la struttura urbana della città alla

che formava una barriera naturale. La costruzione e il rifacimento della viabilità per connettere i nuovi

sua nuova funzione prettamente industriale: si collegò la strada panamericana con la viabilità esistente

spazi urbani di recente creazione, giocò un ruolo preponderante e segnò in maniera chiara l’immagine

che portava al centro storico e l’autostrada fino al parco della Alameda. Proseguirono i lavori di mi-

cittadina. Il disegno delle vie di comunicazione, in concordanza con le tendenze dell’epoca, si realizzò

glioramento urbano e architettonico, si ordinò il restauro di emergenze architettoniche come gli edifici

attraverso curve e linee ondulate che cercavano un carattere organico in contrapposizione con la città

religiosi e le chiese di epoca virreinale che si trovavano quasi in rovina (Santa Clara, convento di

antica. Ultimo elemento fondamentale del decennio fu il grande boom demografico: la popolazione

Santiago, San Antonio, El Carmen). Venne costruito un circolatore viario che segnò l’espansione nella

passò dai 67000 abitanti del 1960 ai 113000 del 1970, grazie all’immigrazione rurale, alla richiesta

parte sud della città e si completò la parte nord-ovest. Dal 1960 al 1976 il settore industriale crebbe di venti volte grazie all’insieme di una serie di cir-

*Unità residenziali chiuse destinate ad un uso esclusivamente abitativo e con una medesima tipologia edilizia, che costituiscono cellule isolate dal resto del tracciato urbano.

Sviluppo urbano - II. Verso la città moderna 1821-1985

costanze favorevoli: prima di tutto la morfologia e la posizione geografica della città al centro della 12


Repubblica, l’importante superstrada che la congiungeva con la capitale del Messico, la ferrovia per

L’ultimo governatore in carica in questo periodo fu Rafael Camacho Guzmàn che portò ad un’ulteriore

treni merci e passeggeri, le risorse idriche sufficienti, una doppia via rapida che permetteva la comuni-

espansione il piano industriale di Querétaro con criteri selettivi, dando la preferenza ad industrie non

cazione agevole con il Distretto Federale e l’aeroporto. Continuò l’immigrazione nella città soprattutto

contaminanti ed implementando la zona industriale “parque Benito Juarez”.

da parte di mano d’opera specializzata dal Distretto Federale e dagli altri Stati vicini.

Nel 1980 emise il decreto che stabiliva il regolamento del Registro dei Piani di Sviluppo Urbano, pro-

Il governatore Antonio Calzada Urquiza, in carica dal 1973 al 1979, diede un forte impulso allo svilup-

mulgò il decreto con il quale si approvava il “piano parziale per la conservazione e miglioramento del

po industriale soprattutto nel corridoio industriale Querétaro-San Juan del Río (industria metalmeccani-

fiume Querétaro”. Questo piano aveva l’intenzione di trasformare il fiume in polo attrattivo e integrativo

ca). Promulgò la legge 19/07/1979 per lo sviluppo urbano dello Stato di Querétaro che segnò l’inizio

per la comunità, incrementando la dotazione di infrastrutture, migliorando l’immagine urbana, creando

di tutti i tipi di piani; come conseguenza della legge fu approvato il piano statale di sviluppo urbano

attrattive turistiche, commerciali e di svago, conservandone e migliorandone la ricchezza naturale.

che determinava gli obiettivi politici, i programmi e gli strumenti per attuarli. Durante questo periodo

Con questo intervento si stavano riconoscendo le possibilità urbane della sua localizzazione come

la crescita del tracciato urbano, tradotto nella costruzione di nuovi quartieri, fu la più importante degli

asse centrale del tessuto cittadino in senso est-ovest e come collegamento, attraverso un circolatore

ultimi diciotto anni (la sola impresa INFONAVIT realizzò più di 2000 abitazioni). Si trasformò la strada

stradale, con il nord ed in particolare con San Luis Potosí. Il “piano parziale” marcava la necessità di

panamericana in una via di circolazione urbana (avenida Costituyentes) anche come conseguenza della

orientare la crescita della città verso sud e verso nord ed evitarla in direzione est-ovest: verso oriente

costruzione della autostrada Querétaro-Celaya e della crescita urbana verso il sud della città.

poichè la topografia lo sconsigliava, verso ponente perchè la crescita in quella direzione avrebbe fago-

Questa infrastruttura contribuì ad articolare il tracciato urbano in direzione est-ovest e a poco a poco

citato le ricche terre fertili del “bajío” scofinando nello Stato di Guanajuato. Questo modello prevedeva

sorsero nuovi edifici che modificarono gli usi del suolo. Si prolungò la “avenida Corregidora” verso

lo sviluppo di tre nuclei principali: il primo nella parte centrale (il centro storico); il secondo e il terzo

sud fino al nuovo quartiere detto Burocrata e si bonificò il fiume cominciando la realizzazione di opere

formati dai due centri urbani addizionali uno a sud alle pendici della collina “el Cimatario” e l’altro a

di miglioramento. Anche nel centro della città si realizzarono progetti per migliorare la qualità dello

nord nella zona di Menchaca-Peñuelas che avevano la funzione di decentralizzare le attività concen-

spazio urbano, costruendo piazze e luoghi pubblici di fronte agli edifici più rappresentativi (ad esempio

trate storicamente nella parte antica.

la piazzetta di fronte alla facciata diagonale del teatro della Repubblica); questi interventi però altera-

Negli anni ‘60 era iniziata la crescita verso nord con la costruzione delle zone industriali e con gli

rono profondamente il tracciato urbano virreinale e attentarono al patrimonio architettonico, storico e

interventi di abitazioni operaie e popolari; la crescita verso sud invece sarà favorita più tardi dalla rea-

culturale.

lizzazione dello stadio Corregidora, dal terminal di autobus ed in generale dal centro amministrativo

Sempre nella zona del centro città si crearono le prime vie pedonali, si chiusero alcune vie al traffico

detto “Centro Sur”. Dal punto di vista della viabilità si propose di organizzare un sistema nord-sud ed

carrabile creando un circuito pedonale che arrivava fino a “plaza de Armas” e al giardino della “Cor-

est-ovest sfruttando le infrastrutture esistenti, prolungandole in modo ortogonale verso le zone di nuo-

regidora”; questo causò anche effetti negativi: espulsione di molti residenti che abbandonarono le

va crescita, privilegiando la costruzione di quattro vie di circolazione principali in direzione nord-sud.

proprie case o le trasformarono in locali commerciali, abbassamento dei prezzi di vendita ed affitto di

Si crearono parcheggi nelle aree centrali dei lotti del centro storico e alcuni parchi urbani in diverse

magazzini commerciali e un progressivo degrado dello spazio pubblico; la gente che abitava in peri-

parti della città. Inoltre il governatore cercò di risolvere i problemi creati dagli incroci viari ampliando

feria non potendo arrivare in auto al centro evitava di andarci preferendo fruire dei centri commerciali.

alcune strade e facendo costruire vie trasversali di minore importanza, e realizzando intersezioni a livelli

Furono eseguiti lavori per migliorare l’approvvigionamento d’acqua per l’intera città e si costruirono i

differenti; si crearono strade alternative e di circonvallazione che circondavano la città e permettevano

primi centri commerciali come la “plaza Comercial Méxicana” e la “plaza de Américas” che crearono

di evitare il passaggio per il centro storico. Nel 1981 il centro della città fu dichiarato “Zona dei Mo-

una barriera dal resto del tracciato urbano per le grandi dimensioni del lotto circondato da parcheggi

numenti Storici” per un’area di quattro kmq, con duecentotre lotti e più di mille edifici ai quali veniva

a raso e con accessi unicamente carrabili.

riconosciuto un valore storico-artistico. Nel 1984 si istituì l’INAH l’istituto nazionale di antropologia e

Nel triennio 1976-’79 si costruirono anche tre importanti mercati: quello della “Cruz”, del “Tepetate”

storia, incaricato della ricerca, conservazione e diffusione del patrimonio storico culturale queretano.

e la “Loma de Casablanca” che, a differenza dei centri commerciali, permettevano una fruizione più

Nell’ambito di questa attenzione alla tradizione architettonica antica si iniziarono i lavori di restauro del

ampia e soprattutto si integravano meglio nel tracciato urbano preesistente. Le nuovi parti di città

quartiere storico della “Cruz”. Alla fine di questo periodo la struttura urbana contemporanea risultava

crebbero a poco a poco, lontane dal tessuto urbano tradizionale, saturandosi di edifici residenziali e ri-

maggiormente definita: un circuito viario periferico che circondava il centro storico, la “avenida Corre-

creativi-commerciali, con una propria indipendenza e collegati al centro attraverso una serie di viabilità

gidora” formava l’asse nord-sud che passava per il centro e si riconnetteva al circuito stradale, le stra-

minori che avevano anche lo scopo di riattivare i quartieri popolari che si erano creati come cuscinetti

de “Costituyentes”, “Universidad” e “Zaragoza” costituivano l’altro asse est-ovest. Il processo conurba-

tra queste zone ed il centro. Si modificarono inoltre gli usi del suolo nella zona nord dell’abitato, de-

tivo crebbe a poco a poco; la città superò i suoi limiti fino a comprendere i municipi di “Corregidora”,

stinandoli in particolare ad uso misto, commerciale ed abitativo.

“El Marquéz” e “Huimilpan”; il risultato finale fu la conformazione progressiva dell’area metropolitana.

Sviluppo urbano - II. Verso la città moderna 1821-1985

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Santiago de Querétaro 1990. L’urbanizzazione della città ormai ha superato i limiti storici della città virreinale. Le nuove zone periferiche sono destinate essenzialmente ad uso industriale. -Fonte: master in “Arquitectura y Nuevo Urbanismo”-

La città attuale A partire dal 1985, come risultato dei terremoti che colpirono Città del Messico, il processo di urbanizzazione di Querétaro acquistò un ritmo molto più accelerato dovuto alla continua crescita di popolazione; già nel 1990 la città si poteva considerare come il centro di una zona metropolitana e i governanti statali continuarono con il modello di crescita urbana pianificato in maniera involontaria ed inevitabile a partire dal 1960, determinando il circuito periferico conformato dalle grande vie di comunicazione: l’autostrada Città del Messico-Querétaro-Celaya, la avevida 5 de Febrero e il boulevard Bernardo Quintana. Progressivamente la zona dei parchi industriali fu riconvertita ad uso commerciale, residenziale e di servizi; furono edificati grandi centri commerciali che hanno dato il timbro distintivo alla città contemporanea: “Plaza del Parque”, “Plaza Galería Costituyentes” e molte altre soprattutto lungo il boulevard Quintana. A partire della metà degli anni ‘80 quindi la trasformazione urbana e la crescita della città furono marcate in particolar modo dagli interventi delle autorità municipali come conseguenza di due fattori: rinvigorimento della funzione municipale e ampliamento della sua area d’azione, incremento delle risorse di partecipazione statale ed anche federale. Gli interventi che segnarono questo periodo furono di miglioramento del sistema infrastrutturale attraverso la costruzione di ponti veicolari, opere di pavimentazione, semaforizzazione e segnaletica; si cercò inoltre di risolvere il problema dell’edilizia popolare, il controllo della crescita urbana, il miglioramento delle fognature e dell’approvvigionamento d’acqua potabile, si crearono riserve naturali per rispettare l’equilibrio ecologico. Furono molto importanti lo sviluppo culturale e la protezione del patrimonio architettonico ed urbano esistente, attraverso, tra le altre cose, la riabilitazione urbana dei parchi della Alameda e “el Cerro de las Campanas”. La micro e piccola industria è stata un’importante fonte di promozione dell’attività economica e di impiego permanente. Il “Codigo Urbano” di Querétaro portò a concentrare in un solo corpus legale i differenti aspetti relazionati con la pianificazione e lo sviluppo urbano: esso stabiliva ordine e relazione degli insediamenti umani, le zone prioritarie di preservazione e ripristino dell’equilibrio ecologico, la valutazione dell’impatto ambientale delle varie attività commerciali, industriali e dei servizi, ma anche l’equilibrio ecologico e il riuso dei residui solidi. Il codice stabilì anche due azioni specifiche: da una parte la creazione di poli di sviluppo, uno al nord ed uno al sud, nei quali si progettò di creare aree di crescita compatte, ordinate e di alta qualità che decongestionassero il centro storico, dall’altra parte il programma integrale di viabilità che aveva l’intenzione di stabilire un sistema di circolazione veicolare basato su arterie dirette, sicure e rapide che permettessero di unire i quartieri periferici al centro e favorissero la circolazione rapida in senso nord-sud.

La città attuale

Negli anni ‘90 si diede il via ad un insieme di opere focalizzate a dare continuità alla struttura urbana tradizionale in direzione delle aree di nuova costruzione, integrando in modo continuo, senza incroci a raso, il circuito periferico costituito dal boulevard Bernardo Quintana, la avevida 5 de Febrero e l’autostrada Città del Messico-Querétaro-Celaya e costruendo altre infrastrutture che integrassero i recenti sviluppi urbani al resto del tessuto viario. Nel 1996 il centro storico fu proclamato patrimonio culturale dell’umanità dall’UNESCO e si recuperò il nome storico virreinale della città: Santiago de Querétaro. Per quanto riguarda il campo della pianificazione urbana si realizzò la revisione dei piani di sviluppo urbano delle sette delegazioni in cui era stato diviso il municipio di Querétaro; si cercò di risolvere il problema della congestione del centro storico realizzando altrove il centro civico municipale, per migliorare i servizi alla cittadinanza ed ottimizzare le risorse disponibili per l’amministrazione. Oggi gli elementi che configurano la struttura della città sono: la rete infrastrutturale, il centro storico, la Alameda, il fiume, l’acquedotto, i centri commerciali, i grandi servizi urbani e le unità residenziali chiuse (fraccionamientos residenciales). La crescita urbana contemporanea si è sviluppata a partire dal circuito interno formato dalla avenida 5 de Febrero, il boulevard Bernardo Quintana e l’autostrada Città del Messico-Querétaro -Celaya; la spina dorsale è rimasta la avenida Corregidora in direzione nordsud. Il centro storico costituisce un insieme urbano-architettonico unitario ed omogeneo, differenziato dal resto della città e rappresentante il principio identitario e di prestigio per tutto il conglomerato urbano. Il parco urbano della Alameda oggi, se possibile, possiede ancora più importanza di quella che ebbe durante il virreinato poichè allora era posto fuori dal tracciato urbano e ne definì la crescita; oggi invece è un elemento di organizzazione spaziale nel quale confluiscono quattro delle più importanti strade della rete: Costituyentes, Zaragoza, Corregidora e Pasteur.


Il fiume Querétaro ha mantenuto una grande importanza soprattutto dal punto di vista tradizionale e

si sviluppa; la mobilità, l’intorno sociale, l’ambiente naturale, la crescita e lo sviluppo sono intimamente

patrimoniale insieme all’acquedotto che, simbolo della lotta continua dei queretani per l’acqua, ha una

legati ed interrelazionati al fine di creare una qualità della vita accettabile. La frammentazione dovuta

forte presenza fisica e monumentale.

alle grandi distanze, alla mancanza di servizi, alla tipologia edilizia residenziale usata, invece genera

L’immagine più moderna della città è quella fornita dalla nuova impattante tipologia edilizia dei centri

una bassissima densità abitativa ed un basso livello di qualità della vita.

commerciali che, posti lungo le più importanti viabilità, si sono sostituiti a chiese e conventi per la

La città tra il 1995 e il 2009 ha avuto una crescita stimata del 193% e gli insediamenti urbani sono

forte presenza all’interno del tessuto urbano; anche i grandi servizi urbani come centri educativi, centri

aumentanti ad un ritmo maggiore rispetto alla crescita della popolazione. Esiste un’enorme sproporzio-

sportivi e di ricreazione, amministrativi e culturali hanno contribuito a formare la visione del tessuto

ne tra il tasso di crescita del tessuto urbano (del 65% tra il 2000 ed il 2005) ed il tasso di crescita

urbano come ci appare oggi.

della popolazione che è stato del 2,91% annuo nello stesso periodo; ovviamente questo fatto porta

Per ultimo, grave problema della città contemporanea è quello delle unità residenziali chiuse, spazi

ad una densità di popolazione sempre più bassa.

destinati ad un uso esclusivamente abitativo con un’omogenizzazione del livello socio-economico dei

Inoltre la continua espansione della città comporta sovrapprezzo ed inefficienza nei servizi essenziali

residenti. Sono interi quartieri di abitazioni con medesima tipologia edilizia (case a schiera monofami-

come l’acqua potabile, l’elettricità e il gas, rendendo quindi la città poco sostenibile.

liari di due piani d’altezza) che, per le proprie caratteristiche costruttive, si rendono impermeabili allo

Questo “sprawl urbano”* è conseguenza della struttura della città, ma anche dei modelli di vita che

spazio urbano costituendo cellule isolate, private, senza possibilità di accesso e penetrazione, disar-

sono dietro di essa, come l’eccessivo uso dell’auto e la volontà di costruire in settori isolati.

ticolate dal resto della città; evidenziano le caratteristiche di esclusione ed auto-segregazione della

Le frammentazioni principali della città riguardano l’infrastruttura e l’ubicazione commerciale. La rete

società contemporanea.

viaria primaria in particolare soffre una frammentazione in direzione nord-sud dovuta alla presenza della barriera naturale creata dal fiume e dalla barriera artificiale della ferrovia; le zone periferiche non

III. Problematiche

sono ben connesse con il resto della città soprattutto nella zona dell’anello stradale Junipero Serra che forma un margine artificiale. La periferia cresce con la forma di un asterisco nel quale tutte le linee

Frammentazione della struttura urbana

convergono verso il centro creando problemi infrastrutturali. Il secondo tipo di frammentazione deriva dal raggruppamento di zone commerciali nell’area metropo-

La crescita continua del numero degli abitanti e del tessuto urbano hanno generato nella città problemi

litana, in particolare lungo l’autostrada e l’anello stradale, accessibili dai mezzi motorizzati ma non dai

di insufficienza e saturazione riguardo alle vie di comunicazione, alle interconnessioni tra le differenti

pedoni.

zone urbane e alla mancanza di servizi pubblici ed attrezzature. La deficiente infrastruttura, l’eccessiva

Querétaro ha sperimentato un progressivo e costante aumento del numero di centri commerciali e di

concentrazine di attività nel centro storico e la crescita lineare su strade regionali hanno portato ad

divertimento con spazi differenti, ma simili per forme architettoniche, localizzazione urbana ed offerta

una frammentazione del tessuto urbano.

di consumo, che cambiano le caratteristiche di forma ed immagine della città a causa della loro omo-

La qualità della vita si relaziona con il benessere dell’individuo ed è connessa con l’intorno nel quale

geneizzazione e monofunzionalità.

Si forma un sistema auto rinforzante nel quale i cambi che si apportano ad un elemento dello schema si ripercuotono su tutti gli altri. -Fonte: “El nuevo Santiago de Querétaro” Jorge Vázquez Mellado ZolezziElaborazione propria

Mobilità

Ambiente naturale

Qualità della vita

Relazioni sociali

Questa forma di commercio differisce molto dai mercati tradizionali, in quest’ultimi l’offerta di merce è variata e completa, la contrattazione è una relazione normale tra venditore e compratore, sono facilmente accessibili dai pedoni, si localizzano in lotti del tessuto urbano, implementandolo ed arricchendolo dal punto di vista spaziale e mantenendo una relazione salda con esso. Al contrario i centri commerciali costituiscono isole di consumo di difficile o impossibile acceso pedonale, separati dalla città attraverso grandi spianate di parcheggi a raso e posti lungo importanti vie di comunicazione rapida. Gli effetti negativi che derivano dalla omogeneizzazione e ripetizione della forma architettonica, ma anche dalla relazione che si crea tra spazio pubblico e privato, sono la terziarizzazione della città, la

Crescita e sviluppo La città attuale - III. Problematiche

*Indica una rapida e disordinata crescita della città che si manifesta nelle aree periferiche poichè di recente espansione e sottoposte a continui cambiamenti. Suo segno caratteristico è la bassa densità e come effetti ha la riduzione degli spazi per la collettività, il consumo di suolo, la forte dipendenza dalle auto e l’aumento dei tempi necessari a raggiungere i luoghi di lavoro,educativi o di svago.


frammentazione dello spazio urbano e la creazione di connessioni discontinue. La rete del commercio

L’urbanista Kevin Lynch* ha cercato di identificare gli elementi che permettono di comprendere ed

genera rapidamente modifiche nella forma urbana producendo al contempo nuove spazialità e territo-

interpretare l’immagine mentale che gli abitanti hanno delle proprie città; secondo lui si può creare una

rialità e perdendo l’affinità con le identità locali tradizionali e con tutte le altre attività umane (eccetto

classificazione morfologica di elementi che influiscono e generano questa immagine: le infrastrutture

l’intrattenimento).

o vie, che assumono un valore nella formazione dell’immagine del paesaggio e sono i cammini che

Queste due frammentazioni, l’infrastrutturale e dell’ubicazione commerciale, in modo diretto o indiretto

segue un osservatore, i limiti, che sono elementi che l’osservatore non usa consciamente, i quartieri,

ne generano altre, come ad esempio la frammentazione sociale, esistente da tempo, ma aggravata dal-

zone urbane con un certo carattere comune e che generano un forte senso di identità ed apparte-

la mancanza di spazi per la convivenza pubblica tra i diversi strati sociali, come parchi urbani o piazze;

nenza, i nodi urbani, punti focali strategici della città come piazze e parchi ed elementi singolari del

oppure la frammentazione ecologica dovuta all’alto grado di contaminazione della città e al fatto che

paesaggio urbano che servono da guida agli abitanti.

si continua a fare molto poco per ridurre, riutilizzare o riciclare le risorse di consumo.

La percezione che ogni individuo ha del paesaggio include elementi di ambito fisico, sociale e cultu-

Per ultima, ma non meno importante, la frammentazione spaziale che è causa e conseguenza di tutte

rale; altri elementi che influiscono nell’accettare o rifiutare uno spazio urbano sono la prospettiva, la

le altre già menzionate; la città ha iniziato ad essere percepita per parti a causa della sovrapposizione

Piano parziale di sviluppo urbano 1997. Sono presenti i vari usi del suolo, i limiti delle delegazioni, gli interventi di viabilità proposta e una zonizzazione. -Fonte: master in “Arquitectura y Nuevo Urbanismo”-

delle vie di trasporto, come le vie ferroviarie e le autostrade urbane. Si è creato un arcipelago di isole urbane che hanno prodotto comunità chiuse ed indipendenti; si è negata la connessione con il tessuto urbano anche per colpa dei centri commerciali che come detto, sono spazi concepiti solo per essere accessibili dalle auto e non comunicanti con la città. La frammentazione spaziale è stata aggravata anche dalla creazione delle unità residenziali chiuse dette “fraccionamientos” che sono dei veri e propri quartieri escusivamente residenziali, formati da case a schiera unifamiliari di due piani e che non presentano all’interno alcun tipo di servizio o di commercio ed eliminano completamente la nozione di spazio pubblico; sono chiusi mediante muri o recinti che li isolano rispetto al resto della città e l’accesso è consentito dal personale di sorveglianza solo ai residenti . Generano delle “isole sicure” per i fruitori, ma a causa dei muri di recinzione che circondano queste aree rendono meno sicure le strade e la città in generale. Per risolvere queste problematiche tutte le frammentazioni devono essere trattate nello stesso tempo come parte di un unico problema indivisibile.

vegetazione, il colore, il gioco dei piani e l’intorno costruito. Nella città mancano aree verdi urbane;

Deterioramento ambientale ed urbano

solo una delle sette delegazioni del municipio ha più di 6 mq di aree verdi pubbliche ricreative per abitante (tra i 6 e i 9 mq di aree verdi ad abitante sono raccomandate dall’organizzazione mondiale della

La frammentazione e la dimensione insostenibile della città contemporanea comporta un massivo

salute). Il centro storico di Querétaro ancora oggi mantiene un’alta qualità spaziale e una scala urbana

sfruttamento degli acquiferi della zona, l’espansione dell’area urbana su zone a rischio inondazione,

gradevole ed adeguata per vivere con spostamenti facili e rapidi tra punti a dicreta distanza tra loro;

l’attivazione di falde per l’estrazione di acqua, la deforestazione di aree di crescita, cambi nell’uso del

gli immediati sobborghi sono stati concepiti, pianificati e costruiti in modo da dipendere direttamente

suolo, deterioramento del centro storico e proliferazione di insediamenti non formali nelle periferie.

dalla città tradizionale, propiziando, con il passare del tempo, una saturazione del tessuto urbano.

Anche la percezione dello spazio ha subìto un cambiamento, si è passati da uno spazio contempla-

Nelle periferie invece, la bassa densità e la separazione degli usi crea una grande dipendenza dalle au-

tivo che si viveva staticamente ad uno spazio dinamico che si percepisce solo con l’auto e quindi in

tomobili e la conseguente congestione delle vie di comunicazione; gran parte della contaminazione del

velocità. Un luogo che prima si percepiva lontano, oggi si considera vicino indipendentemente dal

suolo, dell’acqua e dell’aria è causata dall’intenso traffico automobilistico. Inoltre i costi di costruzione,

tempo necessario per raggiungerlo, che nella maggioranza dei casi risulta paradossalmente maggiore;

mantenimento e ricostruzione dell’infrastruttura e dei servizi pubblici crescono proporzionalmente con

la conseguenza di questo è l’accelerazione del processo di dispersione urbana. Tutto ciò deriva da

la dispersione e la bassa densità dell’edificazione; l’assenza di una comunità territoriale ha propiziato

un ridimensionamento mentale causato dalla diversa percezione dello spazio; si modifica l’uso dello

l’alienazione, l’aggressività e il disordine sociale.

spazio urbano, il ritmo e il modo di vita degli abitanti, sono più complesse le relazioni funzionali con la

Nel centro storico il commercio e le attività turistiche si sono appropriate degli edifici ai danni della

città, perdendo in qualità dell’intorno urbano.

*Architetto ed urbanista statunitense è stato professore di urbanistica al MIT di Boston. Studiando a fondo le città americane mostrò che le persone percepiscono lo spazio che frequentano attraverso elementi e schemi mentali comuni e categorie.

La città attuale - III. Problematiche

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Localizzazione dell’area metropolitana che supera i confini del municipio di Querétaro entrando in quelli di Corregidora, Huimilpan ed El Marqués. La linea rossa segna il confine tra gli Stati di Querétaro e di Guanajuato. Elaborazione propria

popolazione residente causandone l’esodo verso le periferie, nelle quali la mancanza di istituzioni pubbliche, civiche ma anche religiose ha contribuito all’isolamento della vita nei sobborghi e all’uso intensivo dell’automobile. Oggi la forma della città così come ci appare, non è solo il risultato di un processo formale o informale, ma è anche frutto di una iniziativa populista e speculativa che rispose con un disegno frammentato allo sviluppo istituzionalizzato. In questo modo nelle periferie si escluse l’uso misto dei suoli con funzioni distinte e diverse che avrebbero potuto creare zone più facilmente accessibili ai pedoni.

Formazione della zona metropolitana Il municipio di Querétaro ha avuto un’espansione tale che oggi è arrivato ad occupare le aree di appartenenza di altri tre municipi: Corregidora a sud-ovest, Huimilpan a sud, El Marquéz ad est formando una zona metropolitana. La divisione politica di ogni municipio frammenta le azioni di governo, dirigendole in distinte direzioni; la mancanza di cooperazione tra gli organismi operativi rende difficile l’esercizio del potere pubblico. Ogni municipio ha una propria valutazione e pianificazione della crescita futura; tutto ciò quindi comporta una mancanza di organizzazione e partecipazione tra le diverse amministrazioni ed un disegno dello spazio urbano mancante di coerenza ed uniformità. Gli unici criteri di sviluppo fissati e seguiti dai tre municipi sono stati: consolidare le concentrazioni

il tessuto urbano e stabilirne aree adatte per la crescita, dirigere lo sviluppo verso nord rimanendo per

rurali ed urbane non conurbate, evitare l’espansione verso lo Stato di Guanajuato ad ovest, densificare

quanto possibile nel municipio di Querétaro. La frammentazione amministrativa, derivante dall’espansione della zona metropolitana, crea i maggiori problemi per quanto riguarda il governo del territorio

In bianco lo Stato di Querétaro diviso nei diversi municipi; in grigio scuro è il municipio di Querétaro e in grigio più chiaro sono gli altri Stati della Repubblica degli Stati Uniti del Messico. Elaborazione propria

e per la pianificazione unitaria dell’area conurbata; queste aree si intendono come appartenenti alla medesima città, ma amministrativamente dipendono da autorità distinte. La gravità dei problemi attuali e il potenziale della città dovrebbe portare ad avere un’attitudine e un’attenzione a favore di uno sviluppo urbano armonico. La zona conurbata è, ancora oggi, considerata ubicata in una posizione strategica, gli indici di competitività la pongono come una delle migliori dell’ America Latina grazie alla sua attività industriale, all’infrastruttura di comunicazione e agli alti livelli educativi e culturali. La zona metropolitana è connessa con il resto del Paese attraverso una grande infrastruttura stradale che le permette un intercambio efficace di informazioni, persone e merci con le principali città del Messico. I problemi amministrativi dovuti alla mancanza di un unico organo in grado di prendere decisioni valide per tutta la zona metropolitana, comporta anche maggiori costi per la cittadinanza e un peggioramento dei servizi basilari. Inoltre la mancanza di continuità della pianificazione ha portato ad una città senza forma nè struttura che cresce e a volte esce dai propri confini, a causa di una speculazione massiva, senza un’idea chiara di sviluppo, occupando terreni fertili e zone di grandi diversità biologiche e forestali. Nel municipio di Querétaro i principali usi del suolo sono industriale e residenziale con poche zone che conservano la vegetazione originale, nel resto della zona metropolitana la maggior parte dei suoli sono destinati ad uso agricolo.

La città attuale - III. Problematiche

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Il fatto che fino ad ora l’unica azione che si è operata sia stata quella di seguitare a creare viabilità

Mobilità

ed infrastrutture destinate all’uso dell’automobile, rinforza la problematica esistente creando un circolo La mobilità è la capacità di movimento che hanno le persone. A partire dal secolo XX è stata incre-

vizioso. Si dovrebbe privilegiare il pedone ed il trasporto collettivo al posto dell’automobile privata. Per

mentata enormemente la capacità di movimento della popolazione grazie all’invenzione dei mezzi di

dare soluzione ai problemi di mobilità si ha bisogno di un sistema viario bilanciato, che consista in una

trasporto motorizzati; ciò ha permesso una crescita accelerata delle città con una economia in via di

pianificazione degli usi del suolo, in restrizioni per i veicoli privati ed in una costante promozione verso

sviluppo e ha creato inoltre un paradigma nel disegno delle città nelle quali l’automobile gioca un ruolo

un sistema di trasporto collettivo efficente. Il buon disegno di una strada non solo contiene la corretta

preponderante.

disposizione di tutti i suoi elementi, ma deve essere legato ad uno sviluppo salutare delle relazioni so-

A Querétaro l’incremento continuo degli abitanti e la crescita incontrollata del tessuto urbano hanno

ciali: una strada viva che facilita l’interrelazione tra le persone aiuterà a creare una città più solidale ed

generato problemi di insufficienza e saturazione delle vie di comunicazione, delle interconnessioni tra

amichevole. E’ per questo fondamentale evitare di realizzare arterie con alti traffici all’interno della città.

le differenti zone urbane e della dotazione di servizi pubblici.

A Querétaro la rete infrastrutturale non funziona come il sistema circolatorio di un essere umano; infatti

Oggi le vie di comunicazione, in generale, non raggiungono gli standard usuali di sicurezza, rapidità

non facilita gli interscambi di beni, servizi, persone ed informazioni. Oggi molte viabilità soffrono di

ed efficenza soprattutto a causa della grandezza della zona metropolitana e dell’uso massivo dei mezzi

gravi problemi:

privati. Aumenta il tempo perso negli spostamenti e diminuisce il tempo per attività ricreative o di ozio.

_numero incostante di corsie che genera un caos veicolare e “colli di bottiglia”;

Questo comporta anche un problema per quanto riguarda la qualità dell’aria che è contaminata per più

_deterioramento del manto stradale;

del 70% dal traffico motorizzato e solo per il 16% dalle industrie.

_segnaletica insufficente;

Tutte le amministrazioni hanno sempre dato preferenza al trasporto privato rispetto a quello pubblico;

_semaforizzazione obsoleta;

eppure solo il 35% della popolazione di Querétaro ha a disposizione un’auto propria, tutto il resto

_mancanza di connettività tra le strade;

della gente utilizza i mezzi pubblici che però sono obsoleti, insicuri, scomodi, inefficenti perchè poco

_saturazione veicolare;

frequenti e caotici. Non ci sono fermate formali degli autobus urbani in molte parti della città e gli orari

_ingorghi creati per stazionamenti indebiti;

di passaggio sono completamente aleatori. Inoltre anche il modello culturale ha etichettato il trasporto

_incroci in quota deficienti o obsoleti.

collettivo come un mezzo destinato ai meno ricchi; per contro l’automobile è diventato un simbolo di

Tutto ciò crea un flusso veicolare discontinuo e la saturazione del traffico.

status sociale ed economico.

Uno degli sforzi realizzati negli ultimi anni per dare soluzione al problema del traffico è stata la pro-

Le scuole generano eccessivo traffico nelle ore di punta (7.30-8.30 e 14.00-15.00) cosa che po-

posta di anelli viari periferici che permettano ai veicoli pesanti di evitare il passaggio per il centro e

trebbere essere evitata imponendo l’utilizzo di un efficente sistema di trasporto scolastico per gli ordini

la zona urbana stabilendo nuovi assi di sviluppo nella periferia della città. Purtroppo però intorno a

di scuole inferiori, eliminando così più del 90% delle auto.

queste nuove infrastrutture si stanno creando frazionamenti residenziali che non sono collegati con

Pedoni

Ciclisti Trasporto collettivo

Uno schema di questo tipo, a piramide rovesciata, fa capire in modo chiaro come si dovrebbero rapportare le diverse maniere di spostamento all’interno di una città. A Querétaro questi rapporti sono totalmente capovolti. -Fonte:“El nuevo Santiago de Querétaro” Jorge Vázquez Mellado ZolezziElaborazione propria

altre vie di comunicazione e d’accesso alla città, di modo che la saturazione di questi anelli sarà solo una questione di tempo. La rete viaria per essere efficiente ha bisogno di crescere come tale con una moltitudine di connessioni tra le differenti parti di città; è molto importante la diversità di usi e servizi, poichè se così non fosse le zone residenziali della periferia seguiterebbero ad avere una forte dipendenza dal centro della città congestionando le vie di accesso ad esso. Quindi il problema non si risolve continuando a costruire nuove viabilità periferiche, proprio perchè il grande attrattore seguiterà ad essere il centro. Altro problema legato alla viabilità e che ne aggrava la congestione è quello dei parcheggi; la priorità data dalle politiche amministrative ai veicoli privati ha fatto sviluppare una complessa problematica relativa alle aree di parcheggio; almeno il 50% della superficie stradale è occupata da automobili in

Auto

sosta. Il problema della mancanza di parcheggi si è man mano esteso a tutta la zona urbana compreso il Centro Civico che fu costruito per liberare il centro storico dal traffico caotico; la letteratura raccomanda

La città attuale - III. Problematiche

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di non superare il 9% del terreno di un quartiere da destinare a parcheggi a raso, per ora la cosa non

deterioramento e svalorizzazione oppure ricominciare il ciclo con una nuova valorizzazione attraverso

è stata tenuta in conto a Querétaro.

una riqualificazione ottenendo così maggiore potenziale di sviluppo rispetto a quello derivante dai suoli

Il funzionamento monocentrico urbano continua a far sì che tutte le attività si trovino dentro il primo

liberi. In altre parole le zone con potenziale o capacità di riqualificazione sono quelle nelle quali il va-

perimetro generando un intenso flusso di auto e trasporto collettivo verso la zona; i veicoli seguitano

lore del suolo supera il valore dell’edificio in uso; si otterranno maggiori benefici utilizzando il suolo in

ad alimentare il circolo vizioso della crescita urbana incontrollata.

un’altra maniera piuttosto che seguitando ad utilizzarlo nel modo in cui si sta facendo. A Querétaro questo ancora non avviene e non si ha neppure una crescita spaziale intelligente poichè

Valore dei suoli

non si ha una saturazione dello spazio interno della città prima dell’occupazione di nuovi terreni; l’espansione di bassa densità genera costi di urbanizzazione più elevati: aumentano i costi di accessibi-

A partire dagli anni ‘60 si è adottato il modello di occupazione suburbana nordamericano anche se

lità ed i costi ambientali per la perdita di zone rurali o naturali. La bassa densità abitativa della zona

non era, e continua a non essere, un modello conveniente per la realtà messicana.

urbana, inoltre, comporta un aumento del costo del suolo che risulta dalla scarsità di terra disponibile.

L’intensa dinamica urbana che la città ha vissuto nelle ultime due decadi ha avuto due fattori deter-

Una città che si espande a velocità alta e con bassa densità aumenta di molto i costi di manutenzione

minanti: la forte immigrazione nella seconda metà degli anni ‘80 soprattutto da Città del Messico e lo

e servizi. E’ necessario, una volta stabilita l’espansione della città, identificare le zone verso le quali

sviluppo del settore industriale.

questa non deve crescere

La grande crescita urbana che ne derivò (5,73%) diede luogo a processi di riqualificazione molto

La struttura urbana di Querétaro è caratterizzata da una discreta segregazione sociale alla scala urbana

intensi nei quali la struttura territoriale della città si è molto modificata.

che diventa molto più intensa a quella di quartiere; la popolazione con meno risorse economiche si

Tutte le decisioni di localizzazione e sfruttamento del suolo hanno come finalità ultima la ricerca di

colloca in alcuni quartieri storici centrali considerati tradizionali ma non facenti parte dell’area protetta

benefici; per beneficio si può intendere il ricavo che produce lo sviluppo immobiliare, ma anche la

dall’UNESCO come San Francisquito.

soddisfazione di vivere in una bella città.

Il modello di crescita da seguire dovvrebbe essere quello intensivo neI quale i suoli liberi, in degrado

Il modello che ha sempre dominato è quello estensivo, cioè l’incorporazione di suolo rurale a quello

o in abbandono, interni alla città costituiscano la prima opzione per soddisfare la crescente doman-

urbano; ancora oggi l’attività produttiva dominante fuori dalla città è quella agricola, mentre all’interno

da di nuovi spazi ed evitare la speculazione di suolo urbano. Al giorno d’oggi sono molte le aree di

quella che consuma la maggior quantità di suolo è quella residenziale. In generale se si vuole valo-

Querétaro che soffrono di una svalorizzazione del suolo, dovuta a queste dinamiche; i maggiori valori

rizzare un luogo della città, lo si può fare migliorando le sue aspettative di sviluppo, aumentando le

del suolo si hanno intorno al centro ad eccezione della parte nord. Il deterioramento è una manifesta-

possibilità di ottenere più rendita.

zione concreta del processo di svalorizzazione.

Un processo di cambio di utenti e attività produce una ristrutturazione urbana.

Uno degli indicatori che più direttamente riflette la riqualificazione della città è l’immigrazione della

Esistono tre fattori che deprezzano un lotto:

popolazione da altri luoghi verso Querétaro; negli ultimi anni la percentuale di popolazione con un alto

_deterioramento fisico;

livello di risorse economiche che si è spostata in città è diventata molto significativa.

_diminuzione nella capacità di prestare servizi;

Una soluzione percorribile per la zona metropolitana è quella di una crescita intelligente e sostenibile

_perdita di valore sociale poichè non rientra più tra le preferenze della gente.

che sfrutti in maniera ottimale gli investimenti e le dinamiche in corso, densificando e razionalizzando

La terziarizzazione del centro storico comporta la sostituzione di suoli ad uso residenziale con suoli ad

l’occupazione delle periferie urbane, creando nello stesso tempo spazi di preservazione ambientale.

uso commerciale e destinati a servizi.

Per raggiungere questi obiettivi è necessario riformare le leggi ed i piani di sviluppo di Querétaro, a

Altro processo di trasformazione è la “gentrification”* che comporta il rimpiazzo della popolazione

cominciare dal “Codigo Urbano”. Bisogna trasferire le enormi rendite e plusvalori, che si generano a

residente povera, soprattutto nel centro storico, con altra con maggiore possibilità economica; ciò

causa dell’aggiunta di suoli urbani periferici, verso aree interne della città, generando un meccanismo

potrebbe essere desiderabile per Querétaro in quando questa sostituzione offrirebbe una maggiore

che promuova l’uso efficente dello spazio urbano attraverso un aumento delle imposte prediali.

speranza di preservazione di quartieri o immobili con valore storico patrimoniale.

Si può anche pensare di sfruttare i vecchi spazi industriali che generano svalorizzazione dei suoli nei

Per promuovere il processo di incorporazione di suolo rurale allo sviluppo urbano, è necessario ven-

quartieri limitrofi, evitando l’abbandono e la speculazione. Le zone adiacenti al centro storico sono de-

dere questi nuovi progetti attraverso un’immagine commercialmente solida, basata ad esempio sulla

teriorate e degradate con gravi problemi sociali, ma si possono recuperare attraverso la formazione di

convivenza con la natura. I quartieri hanno due possibili destini: entrare in una spirale discendente di

un’immagine attrattiva e coerente che valorizzi l’antico tracciato urbano generatore della città virreinale ed in parte ancora presente.

*Deriva dal termine “gentry” che indica la piccola nobiltà inglese. La parola italiana con cui si potrebbe tradurre è gentrificazione, ma in realtà non è stata ancora inserita tra i neologismi dall’Accademia della Crusca.

La città attuale - III. Problematiche

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IV. Opportunità di sviluppo e strategie Il continuo urbano La gravità dei problemi attuali insieme al grande potenziale che ha la città di Querétaro, portano ad

CASA

OZIO

operare ed avere un’attitudine in favore di uno sviluppo urbano armonico. Per riuscire ad affrontare i

CASA

OZIO

problemi e stabilire soluzioni è necessaria una visione metropolitana che comprenda la totalità dell’e-

LAVORO

stensione della zona conurbata di Querétaro. I valori più importanti della metropoli sono le risorse, la qualità dei collegamenti verso l’esterno, la

LAVORO

tradizione storica e l’alto livello di competitività soprattutto dal punto di vista industriale. Aspirare all’eccellenza significa costruire una città includente, sicura, prospera, pulita, armonica, efficiente, ecologica

Nello schema a sinistra le tre attività fondamentali per la vita di un uomo non sono interconnesse, le distanze sono ampie e si ha bisogno dell’auto per gli spostamenti. Nel secondo schema invece le tre attività sono interconnesse facilitando e limitando i tempi per gli spostamenti che possono avvenire a piedi o in bici. -Fonte: “El nuevo Santiago de Querétaro” Jorge Vázquez Mellado ZolezziElaborazione propria

e dinamica. La zona conurbata è ubicata in un punto strategico, è la porta d’accesso alla zona fertile del Bajío e al

alle disposizioni per le quali fu nominato patrimonio culturale dell’umanità. In esso si concentrano gli

nord del Paese, posizione che, nell’ultimo secolo in particolar modo, ha rafforzato e guidato la crescita

spazi pubblici, privati ed i servizi che causano una forte dipendenza della città dal centro e portano

economica della città. E’ ben connessa per mezzo di una grande infrastruttura stradale che le permette

come conseguenza la saturazione delle strade.

di mantenere un intercambio efficace con le principali città del Messico.

Bisogna replicare, negli spazi liberi o abbandonati del centro ed in tutta la periferia, i modelli di crescita

Si ha bisogno di progetti per potenziare il centro storico in modo da farne un luogo più attrattivo,

che generano spazi belli, vivibili ed armonici; creare corridoi urbani e viali alberati con vegetazione

connesso in maniera migliore con il resto della città e con maggiori opportunità economiche, di svago,

attrattiva e tipica della città come buganville, cactus e piante grasse, jacaranda*.

di interrelazioni sociali e turistiche.

Un quartiere sostenibile è delimitato da un cerchio con raggio di quattrocento metri che è l’ideale per

La zonizzazione ha dimostrato di non essere la maniera migliore di fare pianificazione poichè dipende

camminare dalla casa verso il lavoro, le zone di servizio, commercio o relax. Bisogna realizzare centri

da una separazione di usi che crea dei danni alla città; esistono codici di disegno e pianificazione che

urbani per eliminare il problema della congestione del centro storico, dovrebbero essere progettati con

hanno permesso di far tornare la città alla sua origine pedonale, combattendo la crescita caotica e

spazi aperti per attività comunitarie, edifici amministrativi che li delimitino, corridoi urbani conformati

migliorando la qualità della vita. Questi codici sono basati sulla forma, e non sulla zonizzazione, per-

per usi commerciali, una rete di strade interconnesse, zone esclusivamente pedonali e servizi scolasti-

mettendo gli usi misti e disegnando la città e le strade per dare agli abitanti un’esperienza, più che

ci. Saranno disegnati per la gente che non utilizza mezzi privati e quindi accompagnati da un sistema

tracciarle in modo geometrico sopra una scrivania.

di trasporto collettivo efficiente e corridoi verdi. Se si prevedono edifici destinati a residenze si dovrà

Si regola così non solo la grandezza delle strade, ma anche il modo in cui sono disegnate e costruite,

aumentare di molto la densità abitativa per arrivare a circa 400-450 abitanti/ettaro (massimo previsto

la disposizione delle aree verdi, il tipo di pavimentazione ed il mix funzionale di usi in accordo con

dal “Codigo Urbano”).

l’ubicazione all’interno del tracciato urbano.

Esempi di questo tipo di città con quartieri sostenibili, sono quelli realizzati dall’architetto Douglas

Per mitigare la dipendenza della zona urbanizzata dal centro storico, si devono creare diversi centri

Farr** nei quali le connessioni sono quasi esclusivamente di tipo collettivo e pubblico; lui progetta

urbani con un adeguato insieme di attività accessibili da pedoni, ciclisti e da un efficente trasporto

centri urbani nei quali si rispettano i limiti dell’ambiente naturale e si stabiliscono le possibilità per una

pubblico; le distanze tra questi centri non dovranno essere grandi, saranno i punti di riferimento di un

crescita futura utilizzando il metodo fondamentale della mixitè funzionale.

quartiere o di insiemi di quartieri, evitando grandi spostamenti e generando una città più sostenibile, a misura d’uomo e meno inquinata. Le politiche amministrative dovrebbero combattere la bassa densità abitativa che oggi è diventato un problema a tutti gli effetti (49 abitanti/ettaro) e un indicatore dell’efficienza urbana: minor densità rappresenta una peggiore distribuzione delle risorse, limitati e scadenti servizi. Al contrario, le alte densità ben pianificate, possono aiutare a sfruttare più efficientemente le risorse e ad avere servizi migliori e più frequenti sul territorio. La concentrazione di residenze nel centro storico si è andata abbassando

*E’ un genere arboreo della famiglia delle Bignoniaceae, comprendente 49 specie, originaria delle regioni tropicali e subtropicali del Sud America, Centro America e dei Caraibi.

negli ultimi anni, hanno lasciato il posto a servizi turistici, commerciali e del governo, contravvenendo

**Architetto ed urbanista statunitense; ha studiato a fondo l’urbanistica sostenibile ed il disegno urbano attraverso la natura.

La città attuale - IV. Opportunità di sviluppo e strategie

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mantiene una grande centralità grazie alla sua ricchezza architettonica ed urbana.

Centro storico ed acquedotto

Le due barriere che lo delimitano, il fiume a nord e la avenida Zaragoza a sud, sono entrambe memSono i simboli storici ed attrattori turistici della città; oggi la vocazione pedonale del centro storico

brane semipermeabili e permettono le connessioni dal centro verso le zone esterne della città. Alcune

non è sfruttata pienamente, anche se in realtà le strade hanno bisogno solo di essere complementate

aree ed interi quartieri che fanno parte del centro storico o sono adiacenti ad esso (come San Franci-

in una maniera migliore affinchè il centro funzioni in un modo più efficiente. Si deve espandere la rete

squito), ma non compresi nell’area del patrimonio culturale, dovrebbero essere riqualificati con opere

semi-pedonale del centro fino al fiume e alla Alameda, magari pensando di riconnettersi anche con

di ristrutturazione e restauro degli antichi fabbricati per elevare l’immagine di tutta la zona.

l’acquedotto.

Le politiche amministrative possono incentivare queste riqualificazioni, ad esempio a livello architetto-

L’acquedotto è simbolo della lotta dei queretani per l’approviggionamento d’acqua, è un monumento

nico, attraverso agevolazioni per chi ha le possibilità economiche di operare gli interventi.

di grandi dimensioni che attira turisti da diverse parti del Paese; è lungo 1280 metri ed alto 23 metri

Bisogna evitare la pedonalizzazione completa del centro storico perchè questa ne comporterebbe l’i-

con ben 75 archi, parte dei quali attraversano la città. Fu costruito seguendo precise proporzioni,

solamento dal resto della città e sarebbe solo una maniera di convertirlo in centro commerciale e per

partendo dall’osservazione della natura ed utilizzando la sezione aurea, che pur non essendo garanzia

servizi, si romperebbe la permeabilità che è uno dei suoi valori più importanti. Per far sì che mantenga

di qualità, sono strumenti utili per raggiungerla.

la sua vita naturale è necessario seguitare a considerarlo come parte intrinseca della città attuale e non L’aquedotto di Querétaro detto dagli abitanti “Los Arcos” . Oggi questo monumento della città non è sfruttato bene, funge solo da sparitraffico tra due strade. Foto propria

come un museo o come un’isola slegata dalla vita quotidiana e reale dei suoi abitanti. Jardín Guerrero è uno dei diversi spazi pubblici all’interno del centro storico nel quale la popolazione si ritrova e si rilassa. Foto propria

Le aree verdi ed i parchi lungo il percorso dell’acquedotto non sono integrati al resto della rete di piazze e giardini del centro; si può pensare di creare un lungo parco lineare che si riconnetta con il

Tessuto urbano

resto della rete verde. Oggi è circondato da vie e strade che impediscono di sfruttarlo al meglio e non lasciano spazio ad un uso pedonale delle aree adiacenti; la zona ha grande potenziale per quanto

E’ elemento generatore e fondante della città pur avendo avuto diverse manomissioni nel corso dei

riguarda gli usi misti. Si può liberare l’area dalle strade interrandole, creando nella parte superiore una

secoli, dal 1531 ad oggi. L’espansione della città ha seguito il tessuto urbano solo in parte, soprattutto

spianata sulla quale il protagonista sia l’acquedotto ed il pedone.

nelle aree adiacenti al centro, mentre le zone che formano le periferie sono completamente estranee

Il centro storico possiede anch’esso un grande potenziale ancora in parte inespresso. Mantiene sem-

al tracciato originario; ad aggravare la situazione è il fatto di aver costruito frazionamenti, residenziali

pre una sua identità e favorisce le comunicazioni e l’integrazione degli abitanti grazie alle sue piazze e

e non solo, che non hanno nulla a che fare con la città tradizionale. Le grandi vie di comunicazione,

giardini. Però il processo di terzializzazione turistica che sta avvenendo non rispetta le raccomandazioni

necessarie per smaltire il traffico, hanno aggiunto un elemento completamente nuovo e con una scala

dell’UNESCO e sta comportando la perdita di popolazione residente; la maggior parte delle risorse e

enormemente più grande rispetto a quella delle infrastrutture tradizionali. Per ottenere una riqualifica-

degli sforzi pubblici e privati si stanno canalizzando verso di esso, tuttavia la domanda di attività che

zione urbana che abbia un buon esito bisogna fare riferimento al modello del tessuto urbano tradizio-

possano renderlo dinamico non è così ampia da coprire tutta la zona con valore patrimoniale. Inoltre

nale, trasformato nel corso dei secoli, ma che ha mantenuto una sua fisionomia chiara ed a misura

La città attuale - IV. Opportunità di sviluppo e strategie

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Zona del centro storico di Querétaro nel 1948; si vedono i modelli urbani ed architettonici come piazze, luoghi pubblici, patii e portici. Sullo sfondo c’è l’acquedotto. -Fonte: master in “Arquitectura y Nuevo Urbanismo”-

Fiume Querétaro Il grande potenziale del fiume non è ancora stato sfruttato, mancano accessi pedonali, le acque sono sporche e manca d’integrazione con il centro storico. E’ stato prima elemento fondamentale per la scelta del luogo di insediamento, poi limite ed insieme barriera per l’espansione verso nord; è servito nella prima fase dell’attività manifatturiera e tessile in particolare e poi in quella industriale; ha svolto sempre un importante ruolo simbolico in una regione in cui era, ed è complesso avere accesso all’acqua. Oggi il fiume è molto contaminato perchè è utilizzato principalmente come scarico delle fogne, bisogna prevedere interventi di miglioramento igienico. Nonostante ciò ricopre un ruolo ancora più importante rispetto a quello che ricopriva nel periodo del virreinato: è un elemento patrimoniale e per la sua ubicazione può essere sfruttato come parco lineare all’interno della città. Essendo posto in prossimità del centro storico e congiungendo tutta la città nell’estensione est-ovest, può essere sfruttato come parte di un grande circolatore verde che permetta una connessione pedonale tra il centro e le parti più distanti poste agli estremi orientale ed occidentale. Nello stato attuale il fiume presenta problemi

d’uomo, con luoghi pubblici destinati alle relazioni sociali, strade con un’ampiezza contenuta, edifici con un’altezza adeguata che non sono percepiti come estranei o dominanti. Le dimensioni degli isolati, le variazioni in facciata degli edifici residenziali, la monumentalità contenuta degli edifici religiosi o amministrativi, le proporzioni ed i rapporti tra edifici e strade ed i temi architettonici ricorrenti nel tessuto tradizionale (patii e portici) devono essere i modelli da cui partire per gli eventuali progetti di riqualificazione di interi quartieri. Ovviamente questi modelli devono essere studiati ed utilizzati riadattandoli

La foto mostra la parte del fiume più prossima alla periferia di ponente. Sono diversi gli interventi necessari per trasformarlo in parco lineare che possa essere sfruttato dalla popolazione. Foto propria

alle esigenze moderne, attraverso un processo critico di scelta e valutazione. Il tessuto urbano tradizionale possiede anche il grande merito di conferire identità ai suoi abitanti, che si sentono realmente appartenenti alla città, più coinvolti nella vita e nelle scelte pubbliche operate dall’amministrazione municipale; sono portati a prendersi cura della propria casa e della propria città. Per accompagnare questi processi è importante condividere le varie proposte progettuali con la popolazione, attraverso le tecniche di disegno partecipato, come portato avanti tra gli altri dal master in “Arquitectura y nuevo Urbanismo” del Tec de Monterrey campus Querétaro. Il tessuto della città è formato dalle vie e dalle strade che devono essere dotate degli elementi essenziali per il corretto e semplice uso da parte dei fruitori. Dovranno essere presenti marciapiedi ampi per i pedoni, corsie unicamente destinate al trasporto collettivo, alberi, illuminazione efficiente e posti auto sulla strada in modo da creare un’ulteriore barriera tra la parte destinata ai pedoni e la parte di circolazione dei veicoli. E’ fondamentale che i marciapiedi siano fatti per il pedone senza contaminazioni spaziali o visuali come cabine di telefoni pubblici, cartelloni pubblicitari, fermate degli autobus, cassonetti; devono essere un ambiente gradevole e funzionare come spazio che permetta la convivenza, essere accessibili per tutti gli utenti, con una larghezza adeguata (tra 1,80 metri e 3 metri) e garantire la sicurezza nel percorrerli con continuità e la connettività tra spazi verdi o alberi per creare uno smorzamento tra il traffico ed i pedoni.

La città attuale - IV. Opportunità di sviluppo e strategie

di insalubrità delle acque e nelle zone periferiche un elevato degrado ed abbandono; nelle stagioni secche ha una portata molto scarsa, ma durante la stagione delle piogge la sua portata aumenta moltissimo ed ha una funzione fondamentale di raccolta delle acque per evitare grandi allagamenti in città. La zona centrale del fiume, quella più vicina al centro storico, è stata oggetto di riqualificazione soprattutto degli argini e dei marciapiedi; sono stati creati percorsi e luoghi di sosta, poste panchine, realizzati specchi e spruzzi d’acqua ed introdotte piante locali che aiutano molto a creare un clima più fresco e accogliente per passeggiare. Gli alberi schermano dalla strada altamente trafficata creando un luogo riparato e sicuro; questo principio di parco lineare non inizia e finisce in punti importanti e non crea neppure un circuito, è stato semplicemente scelto un tratto del fiume nel quale intervenire.

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In questo modo si è generato un progetto di riqualificazione fine a se stesso, poco utilizzato e che non genera una continuità pedonale con altre parti di città. Si può partire da quest’intervento migliorandolo e prolungandolo fino a creare un grande parco lineare che porti da un punto A ad un altro punto B chiaramente definiti e che si riconnetta con il centro. Il fiume nella sua parte centrale è stato riqualificato creando un piacevole ambiente nel quale passeggiare, ma difficilemente raggiungibile a piedi. Foto propria

aerospaziale, alimentare ed informatico. Inoltre segnala che esistono quasi novanta progetti di investimento che porteranno ad una crescita maggiore ai mille milioni di dollari. Nel Municipio di Querétaro l’attività industriale genera approssimativamente il 40% del PIL dell’economia locale, di cui buona parte deriva dal settore aerospaziale che ha creato quindicimila nuovi posti di lavoro negli ultimi anni. I dati della Segreteria di Economia segnalano che in Messico si registrano circa diciasettemila investitori buona parte dei quali operano a Querétaro; la maggioranza di essi investono nell’area di ingegneria, scienze fisico-matematiche, biologia e chimica. Le politiche amministrative degli ultimi anni hanno tentato di creare un circolo virtuoso grazie al quale si possano evitare le importazioni di tecnologie straniere, facendo in modo che possa crescere la ricerca applicata all’industria. A questo scopo sono stati destinati fondi per la ricerca nelle università e per la realizzazione di scuole superiori capaci di formare mano d’opera specializzata. L’amministrazione statale e municipale lavora, insieme alle università e agli istituti di ricerca, in vari progetti come l’ottimizzazione dei processi elettrochimici, alimentari, di tecnologia ambientale, di ingegneria meccanica, di ingegneria aerospaziale, di disegno di macchine, di trasporto urbano e stradale. L’ industria cerca sempre opportunità con l’obiettivo di essere più competitiva a livello globale, così come essere attenta a quello che accade in altre latitudini e poter seguitare ad essere il propulsore dello Stato. Per quanto riguarda i vecchi spazi industriali in parte in disuso e con terreni degradati o abbandonati, bisogna operare con progetti di riqualificazione poichè nello stato attuale comportano, a livello di eco-

Competitività industriale

nomia urbana, una svalorizzazione dei quartieri adiacenti; con un buon programma di sfruttamento di questi spazi si può evitare l’abbandono e la speculazione.

Querétaro è una città di contrasti: dichiarata Patrimonio Storico dell’Umanità per la bellezza e la ricchezza del suo centro storico, è una delle città messicane con maggiore crescita industriale, gli indici di competitività indicano che è tra le migliori del latino america. L’industrializzazione è stata, e continua

Attività primaria 3%

ad essere, il motore della crescita urbana; oggi si contano più di dieci zone o “parchi” industriali im-

Struttura del PIL all’interno del Municipio di Querétaro. -Fonte INEGIElaborazione propria

portanti, sedi di imprese di industrie automobilistiche ed aerospaziali. La base economica della città si fonda quindi sull’industria che si ubica nei vecchi spazi manifatturieri articolati sull’asse viario formato dalla Avenida 5 de Febrero e lungo il Boulevard Bernardo Quintana. In particolare il 2011 è stato un anno di grande crescita economica ed industriale con investimenti superiori ai mille milioni di dollari, grazie alle nuove imprese nazionali e straniere che si sono stanziate ed all’espansione di quelle che già operavano in città.

Attività terziaria 61% Attività secondaria 36%

In ogni modo secondo l’Istituto Nazionale di Statistica e Geografia messicano (INEGI) la crescita media annuale del prodotto interno lordo del settore, dal 1994 ad oggi, è stata maggiore del 5%. I fattori che hanno portato a questa rapida e continua crescita sono stati quelli già più volte menzionati: la posizione geografica strategica e la rete infrastrutturale in aggiunta alla vicinanza con i mercati di Città del Messico, di Guadalajara, di Monterrey e degli Stati Uniti d’America,. La SEDESU (Segreteria di Sviluppo Sostenibile di Querétaro) riporta che dal 2010 nello Stato di Querétaro sono state installate più di cento nuove imprese soprattutto nei settori: automobilistico,

La città attuale - IV. Opportunità di sviluppo e strategie

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Tavole di progetto

Nella fase di progetto è stato di fondamentale importanza lo studio dell’impianto urbano tradizionale per quanto riguarda il tracciato, i rapporti di proporzione altezza edifici-larghezza piano stradale e gli elementi urbani come patii, portici e piazze; questi sono stati riproposti adattandoli alle necessità

V. Studio di un’area campione

dell’area, ciò ha consentito, grazie alla vicinanza con la zona patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, di utilizzare la tecnica dell’Infill o ricucitura dei tessuti urbani.

L’incontro con il Secretario de Desarrollo Sustentable del municipio de Querétaro (ovvero l’assessore

L’area costituirà un polo centrale anche dal punto di vista della mobilità, in quanto è prevista a nord una

all’urbanistica) dott. Ramón Abonce è stato importante per approfondire ulteriormente i problemi urba-

stazione della metropolitana di superficie che sfrutti la linea ferroviaria esistente facilitando in questo

nistici e definire l’area di intervento oggetto della tesi, Parque industrial Benito Juarez.

modo il collegamento verso il centro storico e verso nord-ovest.

Nella prima fase di progettazione urbanistica sono state svolte analisi a livello territoriale studiando dal

L’accesso veicolare all’area è possibile, ma grazie alla tecnica del woonerf, cioè l’uso di pavimentazioni

punto di vista storico l’espansione dell’insediamento urbano nel tempo, dal punto di vista ambientale

differenti del piano stradale, chicane e altri accorgimenti, si limiterà la velocità delle autovetture dando

le condizioni geologiche, idrologiche e vegetazionali, e dal punto di vista urbano l’uso ed il valore dei

la precedenza a pedoni e ciclisti ai quali è destinata prioritariamente l’area; il grande parco urbano al

suoli, i flussi viari e la rete verde. Queste analisi hanno portato ad elaborati di sintesi che racchiudono

centro fungerà da cerniera tra il parco lineare del fiume Querétaro ed il parco che corre lungo la ferro-

tutte le problematiche sia ambientali che urbane ed un ordine dei problemi necessario per capire le

via, per la progettazione sono stati importanti i riferimenti di parco urbano come il “Parc André-Citroën”

priorità.

a Parigi ed il parco dell’Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM) a Città del Messico.

Dalla macro scala della città si è poi passati all’area oggetto della tesi producendo analisi ambientali

Il ricordo della zona come parco industriale rimane nella destinazione di un’area all’industria leggera

ed urbane specifiche che hanno portato anche in questo caso alla redazione di tavole di sintesi.

ed un’altra per la microindustria e la vendita al dettaglio, comunque filtrate rispetto alle residenze ed

Il progetto urbano nasce tenendo conto degli scenari e del masterplan elaborati a scala territoriale,

alle attrezzature.

necessari per dare risposta alle problematiche della città soprattutto dal punto di vista della mobilità, dei flussi viari, dell’uso dei suoli e della rete verde. Partendo dalle indicazioni emerse, si è proposto un progetto che possa far diventare l’area un polo attrattore (“subcentro delegazionale”) costituito non solo da attrezzature e servizi, ma anche da residenze. Per quest’ultime si è scelta una tipologia edilizia quasi del tutto assente nella città: la palazzina plurifamiliare; infatti negli ultimi decenni la tipologia abitativa più utilizzata è stata quella della casa usoniana sul modello diffuso negli Stati Uniti d’America. Queste case unifamiliari di due piani al massimo, con giardino o patio annesso, hanno portato ad un eccessivo consumo di suolo e quindi ad una grandissima dispersione della città, con una densità abitativa di 40 abitanti/ettaro e con grandi problematiche legate alle viabilità. Nel progetto si è pensato di aumentare la densità abitativa fino a 450 abitanti/ettaro, che è il massimo previsto dalla normativa municipale (Codigo Urbano); le altezze degli edifici ad uso residenziale sono state comunque limitate a 15 metri di altezza, in modo da non stravolgere la conformazione urbana della città, riferendosi sempre a modelli riscontrati nel centro storico. Anche per quanto riguarda gli edifici destinati ad attrezzature comunitarie e scolastiche si sono limitate le altezze a 21 metri al massimo; l’unico edificio con altezze maggiori (30 metri) è quello destinato al museo di arte contemporanea posto nell’angolo nord-est dell’area, in prossimità della barriera costituita dalla ferrovia e dell’autostrada urbana, in posizione strategica e di invito all’accesso nella zona. Nella parte dell’area a sud-est rivolta verso il centro storico il sistema formato dall’edificio destinato al mercato, l’area esterna prospiciente e la piazza retrostante con funzione di mercato all’aperto, costituisce punto d’ingresso pedonale per coloro che percorrono il parco lineare lungo il fiume Querétaro e quindi dalla zona del centro storico.

Tavole di progetto - V. Studio di un’area campione


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Tesi di laurea in Ingegneria Edile-Architettura

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Ringraziamenti Un sentito grazie al prof. Fabio Andreassi che mi ha proposto ed appoggiato nella scelta di fare un lavoro di tesi lontano dall’Italia e dall’Università dell’Aquila con le difficoltà che ovviamente ci sono state; sono stati fondamentali la sua disponibilità ed i suoi consigli durante le revisioni fatte a distanza e poi di persona nell’ultimo periodo. Un ringraziamento speciale alla prof.ssa Stefania Biondi per avermi seguito, stimolato ed appoggiato nei quattro mesi passati a Santiago de Querétaro dandomi precisi consigli e permettendomi di illustrare il mio progetto al Secretario de Desarrollo Sustentable del Municipio de Querétaro dr. Ramón Abonce Meza, al Director de Desarrollo Urbano y Obras Publicas del Estado de Querétaro mr. Emmanuel Gonzalez e al professore e ricercatore dell’UNAM dr. Ignacio Kunz Bolaños che mi hanno indicato qual era la strada più interessante per lo sviluppo del progetto. Inoltre la ringrazio per avermi permesso di relazionarmi con i ragazzi del Master “Arquitectura y Nuevo Urbanismo” e di partecipare alle attività di urbanistica partecipativa. Il grazie più grande va ai miei genitori che mi hanno permesso di intraprendere gli studi supportandomi e a volte anche sopportandomi, mi hanno lasciato andare un anno in Spagna a studiare e quattro mesi in Messico per completare il lavoro di tesi. Insieme a loro ringrazio mio fratello sempre punto di riferimento e stimolo costante in ogni attività della mia vita ed in particolare nel mio percorso accademico. Per ultimo voglio ringraziare tutti gli amici di sempre con i quali sono cresciuto e gli amici e compagni di corso con i quali ho condiviso lezioni, esami ed ansie, ma anche momenti felici e di svago. Siete stati tutti uno stimolo per me, per cercare di migliorarmi e raggiungere in fretta i miei obiettivi e per questo siete parte di questo importante traguardo. Jacopo Brunelli Dicembre 2013

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