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Lali Letizia Locatelli

Il Signore dei Tre Mondi

The Lord of the Three Worlds J. AMBA Ed.


Lali è il nome spirituale che Letizia Locatelli ha ricevuto dal suo maestro Shri Hairakhan Babaji. L’ispirazione a scrivere e illustrare questa fiaba è nata quando nel 1980 Babaji chiese di raccontare ai bambini i suoi giochi divini, o lila, sotto forma di fiabe. “Ho preso spunto da un fatto straordinario realmente accaduto nell’ashram di Babaji alle pendici dell’Himalaya: la popolazione locale risolse una grave siccità seguendo le istruzioni date da Babaji, le stesse descritte nella fiaba”. Lali ha vissuto molti anni con la famiglia in Puglia, e precisamente a Cisternino, dove dalla fine degli anni ‘70 in Valle d’Itria, una valle di ulivi simile a quella della fiaba, esiste un ashram, o comunità spirituale, dedicato a Babaji. Intorno all’ashram negli ultimi anni si sono stabilite diverse famiglie di devoti di Babaji, un centinaio di persone tra adulti e bambini, e ogni anno se ne aggiunge qualcuna. Lali ha collaborato a lungo con l’ashram di Cisternino per l’attuazione dei progetti promossi dalla collettività dei devoti.


Lali Letizia Locatelli Il Mondo Incantato The Enchanted World

Il Signore dei Tre Mondi The Lord of the Three Worlds fiaba fairytale

J. AMBA Ed.


Lali Letizia Locatelli

Il Signore dei Tre Mondi The Lord of the Three Worlds Testo e Illustrazioni di Lali Letizia Locatelli Traduzione in Inglese di Kalavati Maria Cristina Chiulli Edizione, Grafica e Computergrafica di Kalavati Maria Cristina Chiulli Lingue: Italiano & English

Edizione Digitale e-book ISBN 978-88-86340-55-7 Š Copyright J. AMBA Edizioni Strada Battaglini A 2 - 74015 Martina Franca TA Italy

www.j-amba.com

j.amba.edizioni@gmail.com


A Malti con gratitudine. To Malti in gratitude. Lali


“Grazie per il mondo che è bello ed è rotondo e sempre a Te ritorna”.

Il Signore dei Tre Mondi The Lord of the Three Worlds “Thank for this world so beautiful and round always to You bound”.


C

’era una volta una contrada, nella valle degli ulivi, con tanti fiori, un fiume e le case dai tetti a cupola come i cappelli delle fate. La gente che abitava laggiù viveva serena, in amore, verità e semplicità; coltivava i campi, faceva il pane tutte le settimane e la marmellata con la frutta d’ogni stagione. All’alba e al tramonto tutti si riunivano nel tempio per cantare le lodi al Signore della Luce e per offrire a Lui i fiori più belli e i frutti più saporiti. Qualche volta c’era anche il croccante con le mandorle, che ai bambini piaceva moltissimo. Poi, in silenzio si distribuiva l’offerta a tutti i presenti, che tornavano a casa a cuor leggero e con una scintilla di luce in più. Alla sera i bambini più piccoli avevano imparato una preghiera per vincere la paura del buio e dicevano: “Oh Signore della Luce, sono nelle Tue mani, pensaci Tu fino a domani”. Intanto passavano i giorni, gli anni, le stagioni e la valle degli ulivi diventava sempre più ridente, un piccolo paradiso terrestre, dove il pellegrino poteva dissetarsi, riposarsi all’ombra degli alberi e ascoltare nella quiete della campagna il canto

O

nce upon a time there was a country full of flowers in the valley of olive trees. There was a river and houses had domes like the hats of the fairies. People there lived serenely in love, truth and simplicity. They cultivated the fields and every week cooked bread and made jam with the fruits of every season. At dawn and sunset all gathered in the temple to sing praises to the Lord of Light and to offer Him the most beautiful flowers and the most tasteful fruits. Sometimes there was even the almond crunch, that children liked so much. Then, in silence, the offerings were distributed to everybody there, who came back home with their hearts lighter and one more sparkle of light. At night time the little children had learned a prayer to win their fear of darkness. They said, “Oh Lord of Light, I am in Thy hands, take care of me until tomorrow”. So days, years and seasons were passing by. The valley of olive trees had become more and more lovely, a little heaven on earth, where the pilgrim might quench his thirst, take a rest in the shadow of trees and in the quiet countryside lis-


d’amore che ogni essere emanava, come un fluido magico. Persino i fili d’erba e le foglie degli alberi si muovevano danzando col vento al suono di una musica divina, la melodia del cuore del cielo, che il Signore della Luce emette in eterno per chi sa ascoltarla. Un bel giorno, nel mese delle rose, nell’anno del calesse, avvenne qualche cosa di incredibile, che colse di sorpresa gli abitanti della valle, sconvolgendone la quiete e l’armonia. Bisogna sapere che nella parte opposta della terra esisteva una regione chiamata dei dragoni, abitata soltanto dai draghi, che oramai non avevano più nulla da mangiare, perché erano stati tanto avidi da non offrire mai niente al Signore della Luce e così pigri da non coltivare mai i campi. Ad un certo punto non c’erano più semi da seminare, alberi da piantare e nemmeno l’acqua per innaffiare. Anche il sole non brillava più, i draghi stavano morendo tutti e la sabbia portata dal vento piano piano li seppelliva. Nell’anno del calesse erano tutti scomparsi, tranne una draghina tutta verde, che sapeva volare, sputare fuoco e anche parlare la lingua degli uomini.

ten to the love song that every being broadcasts like a magic aura. Even the blades of grass and the leaves of trees moved dancing in the wind at the sound of a divine music, the melody of the heart of heaven, that the Lord of Light sings eternally for those who know how to listen. One day, in the month of roses, in the year of the cart, something incredible happened, that catched the people of the valley by surprise, shaking their quietness and harmony. You should know that on the other side of earth there exists a region, called ‘of dragons’, where only dragons lived. They had no more food left, because they were so eager to never offer anything to the Lord of Light and so lazy to never grow the fields. They came to the point that there were no more seeds to saw, no trees to plant, not even water. Even the sun did not shine any more. All the dragons were all dying and the sand brought by the wind was slowly burying them. In the year of the cart all were died, except for a green female dragon, which could fly, spit fire and even speak men’s language. One day, desperate by her hunger and soli-


Un bel giorno, disperata per la fame e la solitudine, decise di partire per raggiungere la valle degli ulivi, così ricca di cose buone e di acqua da bere. La sua più grande aspirazione era di entrare nel tempio, rubare le offerte di cibo e tornare nella sua caverna a mangiarle in santa pace. Così la draghina spiccò il volo e incominciò un lungo viaggio. Attraversò le sette valli del mondo, le montagne più alte, i fiumi più lunghi e i laghi più profondi, un oceano grandissimo, così grande che per molto tempo non vide terre emerse all’orizzonte. Finalmente, dopo quaranta giorni e quaranta notti, atterrò sulla riva del fiume Gangajàl, che scorreva lungo la valle degli ulivi. La draghina era oramai stanchissima e dopo aver bevuto a più non posso quell’acqua fresca e gorgogliante, si addormentò sotto un albero lì vicino. Quest’albero era un po’ speciale: era chiamato l’albero dei desideri e lo abitava una bambina di nome Maya. Nessuno sapeva l’età di Maya, ma a vederla dimostrava sette anni o giù di lì. Era una bambina molto saggia, non era mai andata a scuola, ma sapeva tantissime cose che gli uomini comuni non sanno, così poteva esaudire i loro desideri e aiutarli a risolvere ogni genere di difficol-

tude, she decided to leave to reach the valley of olive trees, so rich of good things and drinkable water. Her greatest desire was to enter the temple, steal the offerings of food and come back to her cave to eat in peace. So the little dragon went flying for a long journey. She went through the seven valleys of the world, over the highest mountains, along the longest rivers and the deepest lakes, across an immense ocean, so vast that for a long time she could not spot any land over the horizon. At last, after forty days and forty nights, she landed on the banks of the river Gangajàl, which flew across the valley of olive trees. The little dragon was now so tired that, after having drunk ‘till bursting that fresh and bubbling water, fell asleep under a tree nearby. That tree was some special; it was called ‘the wish fulfilling tree’ and a girl called Maya lived in it. Nobody knew her age, but she looked like seven years old or something like that. Maya was very wise; she never went to school, but she knew so many things that ordinary people don’t know. So she could fulfil their wishes and help them to solve any kind of troubles, be they always sin-


tà, a patto però che essi fossero sempre sinceri, umili e dediti al lavoro per il bene della contrada e dei suoi abitanti. Maya era nata nel Regno del Signore della Luce, che in eterno danza nello spazio, cavalcando un arcobaleno. Egli brucia come il fuoco, indossa l’acqua, muove il vento e dà soffio alla terra: è il Signore dei Tre Mondi. Maya era venuta nella valle degli ulivi per portare agli uomini la conoscenza di quel mondo da dove era venuta e nel quale nessuno più avrebbe avuto desideri, perché là c’è tutto e tutto è immerso nella Luce. Si può perfino vedere il Danzatore senza forma che danza al suono della tromba senza trombettiere. Per tornare alla nostra storia, Maya vedendo la draghina addormentata, decise di svegliarla passandole una piuma di pavone sotto il naso... “Etciù... e tu chi sei?”, chiese la draghina a Maya. “E tu chi sei?”, ribattè Maya, “tu che stai dormendo proprio all’entrata della mia casa?”. “Oh, se questa è la tua casa, chiedo scusa”, disse la draghina, “io sono straniera da queste parti... in ogni modo il mio nome è Clorofilla, perché sono verde come le piante e i fili d’erba.

cere, humble and devoted to work for the sake of the country and its people. Maya was born in the Reign of the Lord of Light, who eternally dances in the space riding a rainbow. He burns like the fire, He wears the water, He moves the wind and gives breathe to the earth; He is the Lord of the Three Worlds. Maya came to the valley of olive trees to bring to the people the knowledge of that world from where she came, where nobody would have any more desire, because everything was there and everything was immersed in the Light. One can even see the formless Dancer dancing at the sound of the trumpet without trumpet player. Going back to our story, Maya, seeing the little dragon asleep, decided to wake her up just passing a peacock feather under her nose... “Etciu... who are you?” the dragon asked Maya. “Who are you?” Maya answered, “you who are sleeping just on my doorway?” “Oh, if this is your house, I beg your pardon”, the little dragon said, “I am a foreigner here... anyway my name is Clorophilla, because I am green like plants and grass blades. What is your name?” “Maya”, the girl answered.


Tu come ti chiami?”. “Maya”, rispose la bambina. Clorofilla si accorse che sulla testa di Maya brillava una stellina molto luminosa e pensò subito che doveva essere una bambina speciale e che forse avrebbe potuto aiutarla a realizzare il piano per il quale aveva intrapreso quel lungo viaggio. “Mi piacerebbe tanto visitare il tempio di questa contrada e rendere omaggio al Signore della Luce”, disse Clorofilla con aria innocente, “ma non so come entrare, la porta è chiusa, forse tu puoi aiutarmi...”. “Io ti posso aiutare”, rispose Maya, “ma ad una sola condizione: prima di entrare nel tempio, dovrai lavarti nell’acqua di questo fiume, preparare un cesto con la frutta di tutti gli alberi della contrada, fare una ghirlanda con 108 fiori e per ogni fiore ripetere questa filastrocca: “Grazie per il mondo che è bello ed è rotondo e sempre a Te ritorna”. Così dicendo renderai benevolo il Signore della Luce, io aprirò il tempio e tu potrai visitarlo

Clorophilla noticed that on Maya’s head a little star, very bright, was shining. The dragon immediately thought that Maya must have been a special girl, who maybe could help her to realise the plan for which she had travelled so long. “I would like so much to visit the temple of this country and pay homage to the Lord of Light”, Clorophilla said innocently, “but I don’t know how to go in; the door is closed. Maybe you can help me...” “I can help you”, Maya answered, “but only at one condition: before going into the temple you must wash yourself in this river, then prepare a vessel full of fruits of all the trees in this country and make a garland with 108 flowers. For every flower you should repeat this song, “Thank you for this world so beautiful and round always to you bound”. Saying so you will make the Lord of Light benevolent. I will open the temple and you could visit it offering the fruits and the garland of flowers. If you really will do all what I said, you will


e offrire la frutta e la ghirlanda di fiori. Se farai veramente tutto quello che ti ho detto, avrai una ricompensa molto più abbondante della tua offerta e la porta del tempio si aprirà da sola ogni volta che vorrai entrare”. “Va bene, va bene, farò come dici tu”. rispose Clorofilla ridendo sotto i baffi. Aveva finalmente raggiunto il suo scopo: entro poche ore il cibo sarebbe stato suo, messo in un grande sacco, caricato sulla schiena e via, di volata verso la sua caverna. Con questo proposito, la draghina salutò Maya, le promise di ubbidire ai suoi consigli e di trovarsi puntuale all’ora del tramonto davanti alla porta del tempio. Cammina, cammina, Clorofilla pensò che non aveva nessuna voglia di farsi un bagno nell’acqua fredda del fiume e tanto meno di girare qua e là per tutta la contrada a raccogliere frutta dagli alberi. E poi, una ghirlanda con 108 fiori era troppo lunga da fare e lei non aveva la pazienza di infilarli uno ad uno, ripetendo quella strana filastrocca. Così escogitò un sistema più rapido e meno faticoso per soddisfare le richieste di Maya. Prima di tutto, invece di buttarsi nel fiume, bagnò solo le zampe e si lavò un pochino la faccia; poi si ro-

have a reward much more abundant than your offering and the temple’s door will open by itself any time you will want to go in”. “Ok, ok, I’ll do what you say”, Clorophilla answered laughing. At last she had reached her goal; within a few hours she would have had the food, she would put it in a big bag, then load it on her back and bye-bye! Fly away back to her cave. With this aim the little dragon kissed Maya bye-bye, promising to obey her advice and to be on time at sunset in front of the temple door. Step by step Clorophilla thought that she did not want to take a bath into the cold water of the river. Less than ever she did not want to roam here ad there to pick fruits from the trees. And then, a garland of one hundred and eight flowers was too long to make and she had no patience to string them one by one repeating that strange nursery rhyme. So she thought up a quicker and easier method to meet the request of Maya. First of all, instead of throwing herself in the river, she entered in it just with her feet and washed only her face a bit. Then she rolled herself like mad in a bush of lavender, so one could smell her scent even from


tolò all’impazzata in un cespuglio di lavanda, in modo da profumare anche da lontano. A questo punto mancavano la frutta da raccogliere e i fiori per la ghirlanda... che idea! Bastava raccogliere i sassi dal fiume, rotondi e ben levigati, colorarli con i colori delle mele, delle pesche e delle ciliege e nessuno si sarebbe accorto del trucco, neppure il Signore della Luce. Già... ma dove trovare i colori? Clorofilla cominciava a scoraggiarsi, quando improvvisamente, dalle onde del fiume comparve una barchetta, un guscio di noce sul quale sedeva un nano vecchio, vecchio, con la barba così lunga, che la usava come vela. La barchetta scivolava veloce sull’acqua, ma il nano riuscì ugualmente a parlare alla draghina e le disse quasi cantando: “La vita è transitoria come la rugiada sull’erba, vuoi tu andare oltre e conoscere l’Eterno? Sii prudente e non sfacciata, sei già molto fortunata, ma se proprio vuoi agire con le tue furberie, un aiuto te lo dò. Il Signore mi mandò per portarti fino in fondo al tuo gioco un po’ balordo, così in fretta capirai e mai più farai dei guai”. Detto questo, il nano lanciò sulla riva dei vasetti di vernice con i colori dell’arcobaleno e due

afar. Now only fruits to pick and flowers for the garland were missing... idea! She could just pick up the stones in the river, so round and smooth, paint them with the colours of apples, peaches and cherries. Nobody would have noticed the trick, not even the Lord of Light. Ok... but where could she find the colours? Clorophilla started to become discouraged, when suddenly from the waves of the river appeared a little boat, a nutshell where an old old dwarf was sitting, with a beard so long that he used as sail. The nutshell quickly slipped on water, but the dwarf could even then talk with the dragon. He told her almost singing, “Life is transient like dew on the grass; will you go beyond and know the Eternal? Be careful and not impudent, you already are very lucky, but if you really want to make clever tricks, I will help you. The Lord has sent me to help you to accomplish your trick, so you will understand quickly and will never make troubles any more”. Saying so, the dwarf threw on the bank some jars of paint with the colours of the rainbow and


pennelli, uno fine e uno grosso. Poi scomparve, lasciando fra le onde una scia di note musicali: erano le note del ritornello che Clorofilla avrebbe dovuto ripetere 108 volte infilando i fiori. Con grande meraviglia queste note si misero una dietro l’altra formando un filo e volando un po’ qua, un po’ là, si intrecciarono con tanti fiori, quanti erano necessari per la ghirlanda. Clorofilla non poteva credere ai suoi occhi: in un istante era tutto pronto, mancava soltanto la pittura dei sassi, per metterli nel cesto al posto della frutta vera. Fu allora che da un cespuglio sbucò un bambino tutto azzurro, con un aquilone in mano. “Mi chiamo Angelo e vengo da lontano” - disse - “il Signore della Luce mi ha mandato fin qui in volo sull’aquilone. Sono venuto a dipingere i sassi con i colori della frutta che vuoi, così sarai pronta per andare al tempio”. Clorofilla cominciava a non capirci più niente, lei che voleva fare un imbroglio, stava ricevendo tutti gli aiuti per portarlo a termine... Accettò comunque di buon grado, non immaginando la lezione che il Signore della Luce le avrebbe impartito tra poco. Così fu preparato anche il cesto con la frutta finta. Angelo aveva terminato la sua

two paintbrushes, a thin one and a big one. Then he disappeared, leaving a wake of music notes, those of the jingle that Clorophilla was supposed to repeat 108 times stringing the flowers. By her great surprise these notes went in order one by one forming a thread and flying here and there weaving with the flowers necessary for the garland. Clorophilla could not believe her own eyes: in a moment everything was ready, only remained to paint the pebbles to put them in the basket instead of real fruit. Then a blue boy peeped out from a bush holding a kite in his hand. “My name is Angelo, I come from afar”, he said, “the Lord of Light sent me here flying on my kite. I came to paint the pebbles by the colours of the fruit you like, so you will be ready to go to the temple”. Clorophilla could not understand a thing. She wanted to make a clever trick and she was receiving every help to accomplish it… Anyway she accepted happily, not figuring out the lesson the Lord of Light would have taught her very soon. So the basket full of fake fruit was ready as well. Angelo finished his mission and could go back to where he came from. He went up a dome


missione e poteva tornarsene da dove era venuto. Salì con l’aquilone sulla cupola di una casa, aspettò la prima ventata un po’ forte e via, scomparve nel cielo, lasciandosi dietro una scia luminosa, come fosse una cometa. Il sole cominciava già a calare all’orizzonte e il cielo e le colline si coloravano di rosa, era ora di avviarsi verso il tempio e Clorofilla s’incamminò spensierata con il cesto e la ghirlanda di fiori. Sul fondo del paniere aveva nascosto un sacco, al momento buono lo avrebbe riempito con tutte le offerte di cibo che stavano nel tempio. “Finalmente sei arrivata”, disse Maya, che già si trovava sul luogo dell’appuntamento; poi girò tre volte su se stessa, ripetè delle strane sillabe e la porta del tempio si aprì come d’incanto. “Ora il tuo desiderio è esaudito”, disse Maya, “ti auguro buona fortuna e se avrai ancora bisogno di me, mi troverai sotto il solito albero, addio”. E se ne andò. Clorofilla, finalmente sola nel tempio, depose il paniere con la frutta finta e mise la ghirlanda di fiori intorno all’immagine del Signore della Luce. Poi tirò fuori il sacco e in fretta e furia lo riempì con le altre offerte: mele, noci, banane, mandor-

with his kite, waited for the first strong wind and bye-bye! He disappeared in the sky, leaving behind a wake as bright as a comet. The sun was already going down the horizon while the sky and the hills were of pink colour. It was time to head for the temple, so Clorophilla set off light-hearted with the basket and the garland of flowers. At the bottom of the basket she hided a bag to be filled at the right moment with the food offerings in the temple. “Here you came at last”, Maya said. She already was at the appointment place. Maya turned three times around her, repeated some strange syllables, and the temple door opened at auction. “Now your wish is fulfilled”, Maya said, “I wish you good luck. If you will still need me you will find me under that same tree. Good bye”, she went away. Clorophilla, alone in the temple at last, left the basket full of fake fruit and put the garland of flowers around the image of the Lord of Light. Then she took out the bag and filled it in rush with the other offerings: apples, nuts, bananas,


le, torrone e caramelle. Quando il sacco fu pieno, tanto che non ci stava più neppure una fragolina, se lo caricò sul dorso, uscì dal tempio e aprì le ali per spiccare il volo. Fu allora che la draghina si accorse che il sacco era troppo pesante, non riusciva a volare se non per qualche metro, e poi ricadeva a terra. “Eppure quella frutta non mi sembrava così pesante...” pensava un po’ delusa. “Forse è meglio che mi nasconda in qualche posto qui vicino, invece di attraversare l’oceano”. Così trascinò con sé il sacco, finché non trovò una grotta vicino al fiume. Incredibile, ma vero, quando Clorofilla aprì il sacco ebbe una sorpresa così sorprendente da lasciarla senza fiato: sassi, sassi e ancora sassi. Al posto della frutta c’erano solo sassi grigi, rotondi e ben levigati, proprio come quelli che lei aveva raccolto in riva al fiume per dipingerli e farli sembrare frutta vera. “Ecco perché il sacco pesava tanto”, pensò Clorofilla, “chi può essere stato?” Alla vista di tutte quelle cose buone nel tempio, le era venuta l’acquolina in bocca e poi era tanto che aspettava il momento di papparsele. Ora il sogno era svanito! “Qualcuno mi ha ingannato e se lo scopro lo

almonds, nougat and toffees. When the bag was full, so full that even a small strawberry could not fit in, she loaded on her back, went out of the temple and opened her wings to fly. Then she realized that the bag was too heavy, she could not fly more than a few meters, and then she fell down. “Yet that fruit did not look so heavy,” she thought in delusion. “Maybe it’s better to hide myself somewhere around here, instead of crossing the ocean”. So she dragged the bag until she found a cave near the river. Incredible but true, when Clorophilla opened the bag she had such a surprise that left her speechless: pebbles, pebbles and more pebbles. Instead of fruit there were only grey pebbles, round and smooth, just like those she picked up on the riverbanks to paint as real fruit. “That’s why the bag was so heavy”, Clorophilla thought, “who could do this?” Seeing all those good things in the temple her mouth watered, she waited so long to wolf them down! Now her dream had vanished! “Somebody has fooled me, if I find him out I’ll


incenerisco!”, blaterò la draghina, sputando fuoco a più non posso. Poi le tornarono in mente le parole di Maya: ogni offerta al Signore della Luce viene ricambiata con più abbondanza. Poiché lei aveva portato dei sassi, sassi erano diventate anche le altre offerte. Clorofilla meditava vendetta. Alla fine con passo così deciso da far tremare la terra, si avviò verso i campi di grano e i covoni di fieno della contrada e soffiò con tutto il fiato che aveva, lanciando fiamme che presto divamparono in un grande incendio. Oramai era notte inoltrata, ma tutta la valle era illuminata a giorno dal fuoco che si era sparso dappertutto. Gli abitanti della contrada non sapevano più cosa fare. A furia di gettare secchi d’acqua i pozzi si erano prosciugati e le fiamme rischiavano di avvicinarsi alle abitazioni. Dopo una breve consultazione fra i membri del villaggio, il più anziano fu inviato da Maya per chiedere consiglio, poiché lei era l’unica che poteva aiutarli in una simile difficoltà. Maya disse: “Dovete celebrare il rito del fuoco sacro, così potrete vincere il pericolo dell’incendio; dovrete gettare nel fuoco tante offerte, le più ricche che possedete, pregando il

fire him!” the dragon blabbed spitting fire hell for leather. Then Maya’s words came to her mind: any offering to the Lord of Light is returned with abundance. As she offered pebbles, pebbles became the other offerings too. Clorophilla plotted revenge. In the end, walking at a cracking pace so to make the earth tremble, she headed for the wheat fields and the haycocks in the country and blew hard throwing flames which fastly blazed up. It was in the dead of night, but the valley was floodlighted by the fire spread everywhere. Country people did not know what to do next: they threw so much water on fire that all the wells got dry while flames were fastly reaching the houses. After a short consultation among the members of the village, the elder was sent to Maya seeking for advise, because she was the only one who could help them in such a trouble. Maya said, “You must celebrate the ritual of sacred fire, so you can win over the blaze. You must offer to the fire many offerings, the richest you possess, praying the Lord of Light to enlighten you about what to do”.


Signore della Luce di illuminarvi sul da farsi”. Così parlò Maya, incoraggiando il vecchio che quasi piangeva dalla disperazione. Furono presto iniziati i preparativi per la cerimonia. Ognuno portò con sé una parte dei raccolti di quell’anno: grano, ceci, sesamo e lenticchie. Alcuni portarono latte fresco e burro, altri miele, zucchero e banane, altri ancora prepararono collane con le rose più profumate dei loro giardini. Molti bambini offrirono le riserve di croccanti, la loro leccornia preferita. Maya intanto prese alcune foglie da una pianta di canfora e ne preparò un concentrato per accendere il fuoco. Tutto era pronto, gli abitanti del villaggio sedettero intorno al fuoco per gettarvi delle offerte e pregare insieme e la cerimonia cominciò. Ad un tratto, con grande stupore e gioia dei presenti, apparve fra le fiamme la figura del Signore della Luce, che pian piano si levò nel cielo, leggero come una nuvola. La sua voce possente e melodiosa risuonò per tutta la valle ed anche gli animali del bosco si fermarono in silenzio ad ascoltarla: “Ognuno di voi attinga l’acqua dal fiume e la versi nel tempio, fino a quando non uscirà e ritornerà nel fiume. Quando ciò sarà compiuto,

So spoke Maya, encouraging the old man, who was almost crying in despair. Quickly preparations were made for the ritual. Everyone brought a part of the yearly crops: wheat, chicken peas, sesame and lentils. Some brought fresh milk and butter, others brought honey, sugar and bananas, others prepared garlands with the most scented roses of their gardens. Many children offered their stocks of nougats, their favourite sweet. In the meantime Maya took some leaves from a plant of camphor and prepared a concentrate to light the sacred fire. All was ready, the villagers gathered around the sacred fire to throw in it the offerings and pray together: the ceremony began. Suddenly, with great surprise and joy of all, the shape of the Lord of Light appeared among the flames, slowly rising to the sky, light as a cloud. His powerful and melodious voice resounded around the whole valley and even the animals in the forest stopped to listen: “Each of you take water from the river and pour it in the temple, until it goes out back to the river again. When this will be accomplished, abundant rain will ex-


tanta pioggia spegnerà l’incendio e nuovi frutti cresceranno sulla vostra terra”. Così parlò il Signore della Luce, e presto svanì lasciando nell’aria un profumo celestiale. Gli abitanti della valle, felici e incoraggiati, non persero altro tempo e subito eseguirono gli ordini ricevuti. Maya, che nel frattempo aveva intuito la causa del disastro, si mise alla ricerca della draghina, la quale, spaventata, se ne stava nascosta nella grotta. “Se mi trovano sono fritta”, pensava, “e poi adesso nemmeno io avrò più nulla da mangiare, poiché sta bruciando tutto, anche gli alberi da frutta.” Le fiamme oramai lambivano la grotta. Allora Clorofilla supplicò in ginocchio il Signore della Luce perché intervenisse a spegnere l’incendio. Proprio in quel momento una lingua di fuoco la lambì di sorpresa, bruciandole la punta della coda. Rassegnata a diventare un mucchietto di cenere, la draghina si sdraiò sul pavimento, aspettando la sua ultima ora. Improvvisamente, nella grotta apparve un arcobaleno così luminoso, che la draghina dovette coprirsi gli occhi con le zampe; fu poi invasa da un intenso profumo di gelsomino e

tinguish the blaze and new fruits will grow on your land”. So spoke the Lord of Light, who soon vanished leaving a celestial scent in the air. The country people, happy and encouraged, did not waste time and immediately carried out the orders received. Maya, who in the meantime had seen the cause of the disaster, went searching for the dragon, which hided frightened in her cave. “If they find me, I am finished”, she thought, “and now I will not have food because everything is burning, even fruit trees”. Flames were about to lick the cave. So Clorophilla got down on her knees begging the Lord of Light to intervene to extinguish the fire. Just on that moment a flame licked her by surprise burning the tip of her tail. Resigned to become a heap of ashes, the little dragon laid down on the floor waiting for her end. Suddenly in the cave a rainbow appeared, so bright that the dragon had to cover her eyes with her legs. Then an intense scent of jasmine flew through and she heard the colours emit a sweet music.


sentì che i colori emanavano una musica dolcissima. Nell’arcobaleno apparvero due grandi occhi, dallo sguardo profondo, severo, ma pieno di pace e comprensione. Erano verdi, fosforescenti come quelli dei gatti nella notte e la luce che emanavano era così potente che tutta la grotta ne fu illuminata. La draghina diventò trasparente, completamente invasa da quella luce. Poi tutto svanì, la grotta ritornò buia, con la draghina rannicchiata in fondo alla parete. Le fiamme erano lontane, cos’era successo? Clorofilla non seppe spiegarselo, ma quell’evento cambiò la sua vita. Ora più che mai voleva fare qualcosa per impedire che l’incendio raggiungesse il villaggio. “Finalmente ti ho scovata!”, gridò Maya, che la trovò a colpo sicuro. La stellina luminosa che stava sulla testa della bambina serviva per vedere in lontananza anche attraverso le pareti delle rocce, così non le fu difficile scoprire il nascondiglio della draghina. “Se vuoi rimediare ai guai che hai combinato”, disse Maya, “vai al tempio ad inchinarti al Signore della Luce e poi con questo secchio vai a portare l’acqua, come stanno facendo tutti gli altri. Que-

In the rainbow two big eyes appeared, with a look deep and severe, but full of peace and understanding. The eyes were green, phosphorescent like cats’ eyes at night; the light they shine was so powerful that the whole cave was illumined and the little dragon became transparent, completely invaded by that light. Then all vanished, the cave turned dark again, the dragon crouching at the bottom of the rock face. Flames were far away, what happened? Clorophilla could not explain it: that event changed her life. Now more than ever she wanted to do something to prevent the fire to reach the village. “I found you out at last!” Maya shouted, sure to find her there. The bright little star on the child head was meant to see from afar even through the rock faces, so it was not difficult for Maya to find the hiding place of the dragon. “If you want to remedy the troubles you have caused”, Maya said, “go to the temple to bow to Lord of Light, then take this basket and bring water as all others do. This time you must be honest and sincere, otherwise you will be sent out


sta volta devi essere sincera e onesta, altrimenti sarai cacciata per sempre da qui e nessuno più ti aiuterà a sopravvivere”. Detto questo Maya consegnò alla draghina un bel secchio rosso e si allontanò nel bosco per avvertire gli animali di non temere l’incendio, poiché il Signore della Luce avrebbe pensato a loro. Clorofilla andò di volata al tempio, s’inchinò con molte prostrazioni e raggiunse il fiume di corsa, dove già molta gente si trovava per attingere l’acqua. Il lavoro continuò senza sosta per tre giorni e tre notti e all’alba del quarto giorno finalmente l’acqua ritornò al fiume e nubi immense si addensarono nel cielo. Di lì a poco, fra tuoni e fulmini scoppiò un gran temporale e la pioggia cadde copiosa per un’intera settimana. Tutti gli abitanti della contrada uscirono dalle loro case e si misero a danzare sotto l’acqua, cantando lodi di ringraziamento al Signore della Luce. Il pericolo era scongiurato e nuove piantine ricominciarono a spuntare dalla terra cosparsa di cenere, e questa volta crescevano con una rapidità straordinaria. In breve gli alberi tornarono a dare i loro frutti e i campi di grano tornarono a riempirsi di spighe. La natura ristabilì ben presto

of here forever and nobody will ever help you to survive”. Saying so, Maya gave a nice red basket to the little dragon and went away in the forest to warn the animals not to fear the blaze, because the Lord of Light would take care of them. Clorophilla rushed to the temple, bowed down many times then running reached the river, where many people were drawing water. The work went on ceaselessly for three days and three nights, and at last on dawn of the fourth day the water returned to the river and huge clouds gathered in the sky. Shortly among thunders and lightning a rainstorm burst and rained abundantly for a whole week. All the people in the country went out of their homes and started dancing in the rain, chanting praises thanking the Lord of Light. The danger was warded off and new plants started to spring off the earth full of ashes, and this time they grew at extraordinary speed. Shortly trees bore fruits and wheat fields were full of spikes again. Nature quickly set its balance and the people of the valley found their usual peace and harmony.


il proprio equilibrio e gli abitanti della valle ritrovarono la pace e l’armonia di sempre. A questo punto, Clorofilla, sconcertata per il grande miracolo avvenuto, volle rivedere Maya. In verità la draghina non voleva più ritornare al suo paese, deserto e senza vita e dove la razza dei draghi era oramai estinta. Avrebbe tanto desiderato di poter restare nella valle degli ulivi e di rendersi utile con qualche attività. Maya, vedendola arrivare da lontano, le si fece incontro e la accolse con un bel sorriso. “Complimenti, Clorofilla, se hai qualche desiderio da esprimere, te lo esaudirò con piacere”. “Davvero?”, disse la draghina saltellando dalla gioia, “il mio unico desiderio è di poter restare qui al servizio degli abitanti della contrada. Non so fare molte cose, ma posso volare e sputar fuoco...”. Maya ci pensò un momento e infine trovò la soluzione: visto e considerato che Clorofilla aveva il dono di sputare fuoco, poteva usarlo per il bene di tutti e non più per distruggere le messi. Avrebbe potuto accendere il forno a legna per il pane e in inverno recarsi nelle case della contrada ad accendere i camini e le stufe. Inoltre, essen-

Now Clorophilla, bewildered for the great miracle occurred, wanted to meet Maya once more. To say the truth, the dragon did not want to go back to her country, desert and lifeless, where the dragon breed was now extinct. She would have liked to stay in the valley of olive trees and make herself useful for some activity. Maya, seeing her coming from afar, went towards her to welcome her with a smile. “Congratulations Clorophilla, if you have some desire, I will be happy to fulfil it”. “Really?” the little dragon said jumping with joy, “my only desire is to remain here at the service of country people. I am not able to do many things, but I can fly and spit fire…” Maya thought about it for a moment, then found the solution: considering that Clorophilla had the power to spit fire, she could use it for everybody’s welfare and never to destroy the crops. She could light the wood stoves to cook bread, and on wintertime she could lit stoves and fire places in country homes. Moreover, being able to fly, she could transport the people, who would be enthusiastic. Thus ends the story of the little dragon and


do capace di volare, avrebbe potuto mettersi al servizio per trasportare gli abitanti della valle, i quali senza dubbio ne sarebbero stati entusiasti. Così si concluse la vicenda della draghina e la valle degli ulivi fu di nuovo un paradiso. Clorofilla, spensierata, sorvolava la contrada, canticchiando quel motivo che una volta per pigrizia rifiutava di imparare: “Grazie per il mondo che è bello ed è rotondo e sempre a Te ritorna”.

the valley of olive trees became a paradise again. Clorophilla, light-hearted, flew over the country, singing that jingle that once by laziness she refused to learn: “Thank you for this world so beautiful and round always to You bound”.


Lali is the spiritual name that Letizia Locatelli, of Italian origin, has received by her spiritual Master Shri Hairakhan Babaji. The inspiration to write and illustrate this tale came when in 1980 Babaji asked to tell the children about his divine sports, or lila, in form of fairy tales. “I was inspired by an extraordinary fact really occurred in the Indian ashram of Babaji at the foothills of the Himalayas: a serious drought was solved by the local villagers just following the instructions given by Babaji, the same described in this tale”. Lali has lived many years with her family in Apulia, South Italy, and precisely in Cisternino, where an ashram exists, or spiritual community, dedicated to Babaji, since the end of the ‘70s in Valle d’Itria, a valley of olive trees similar to the valley of the tale. During these last years many families have settled down near the ashram, around one hundred people, adults and children, and every year some more come. Lali has taken care of the ashram, cooperating for the realization of the projects promoted by the community of devotees.


È bello sapere che esiste un luogo ridente dove ognuno può riposare all’ombra di un albero, dissetarsi con le limpide acque di un fiume e ascoltare nella quiete della campagna il suono di una melodia celestiale, la musica che il Signore della Luce emette in eterno per chi sa ascoltarla. Può ascoltarla solo chi riesce a vincere la pigrizia e l’egoismo offrendo al mondo il proprio cuore. Solo così si può essere felici e rendere felici gli altri... “Se tu sei felice, io sono felice; se tu sei felice, il mondo è felice: tu sei il mondo”. (Babaji)

It’s nice to know that a friendly place exists, where one can rest in the shadow of a tree, quench his thirst with the fresh water of a river and in the quiet countryside listen to the sound of a celestial melody, the music that the Lord of Light broadcasts eternally for those who can listen. Only those who can win over their laziness and selfishness offering their own heart to the world can listen. This is the only way to be happy and to make others happy... “If you are happy, I am happy; if you are happy, the world is happy: you are the world”. (Babaji)

ISBN 978-88-86340-55-7

e-book €uro 5,00

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9 788886 340557 >


IL SIGNORE DEI TRE MONDI