Issuu on Google+

04 dossier

© Jürgen Effner - Fotolia.com

Animali esotici

TUTELA, NORMATIVE, BENESSERE E SANITÀ Sono molti gli aspetti degli animali esotici che richiedono la partecipazione attiva del veterinario: la valutazione del benessere, le problematiche sanitarie, l’identificazione del singolo animale o della specie a cui appartiene, ecc. Un convegno* organizzato a Torino dal Centro di referenza regionale animali esotici e dall’Izs del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta ha visto esperti del settore confrontarsi sulle tematiche più scottanti a riguardo. La Settimana Veterinaria - N°766 - 21 dicembre 2011

I

l tema degli animali esotici rappresenta, per i suoi numeri, un campo in continua espansione che non conosce crisi, neanche in questo periodo storico. Non vi sono soltanto i giardini zoologici, gli acquari, i delfinari o i circhi, ma anche le migliaia di animali che ogni anno entrano nelle case private. Inoltre, l’introduzione di specie alloctone (fuggite dai loro spazi confinati o abbandonate dai proprietari) in territori a loro favorevoli può portare allo sconvolgimento dell’ecosistema, mettendo a rischio la sopravvivenza delle specie autoctone.


05

Gli animali esotici sono un “fenomeno” in continua crescita, con il quale i veterinari pubblici si confrontano sempre più di frequente, districandosi tra la spesso difficile valutazione del benessere, le problematiche sanitarie e le normative per il rilascio delle autorizzazioni.

Il veterinario dovrà quindi sviluppare competenze sempre più ampie per poter far fronte alla sfida rappresentata delle particolari esigenze di questi animali, considerando che gli esotici richiedono conoscenze approfondite e peculiari per ogni singola specie. Ad esempio, come cane e gatto hanno richieste eco-etologiche diverse e sviluppano patologie altrettanto differenti, così il pappagallo e l’iguana, in genere accomunati tra gli animali esotici, risultano essere sicuramente ben diversi tra loro. In questo settore il veterinario deve formulare domande che comunemente non si pone: “Sono animali sociali?”, “Quali sono le condizioni ambientali ottimali?”, “Da quali patogeni sono più frequentemente colpiti?”, “Sono ospiti o vettori di malattie potenzialmente zoonotiche?”, “Ci sono delle leggi che ne regolamentano la detenzione, lo spostamento e la compravendita?”. L’attenzione pubblica si focalizza spesso sugli animali di grossa taglia (ad esempio i grandi felini o i grandi erbivori), sia per le loro dimensioni, sia per la capacità comunicativa così comprensibile a noi “umani”. Occorre, però, considerare il costante aumento del numero degli animali esotici nelle case private (tra cui piccoli mammiferi, rettili, psittaciformi, pesci da acquario), le cui necessità, a volte, non sono così conosciute e la cui espressività, anche del dolore, non è sempre facile da comprendere. Al fine di ottenere risultati ottimali, è necessaria una costante cooperazione tra i diversi attori di questo complesso panorama. Tra questi vi sono sicuramente i veterinari pubblici e privati, ma anche i commercianti, i singoli citta-

dini, le associazioni animaliste, i proprietari e gli operatori di giardini zoologici e circhi. Tutti devono condividere le loro personali e specifiche esperienze, competenze e sensibilità, in modo da concertare azioni incisive nella tutela del benessere degli animali esotici e della salute del cittadino.

Un convegno come giornata di approfondimento e confronto Il 17 novembre 2011 si è svolto quindi a Torino presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (IzsPLV), sede del Centro di referenza regionale animali esotici (Cranes, vedere riquadro 1), un convegno dedicato alla “Tutela degli animali esotici: normative e problematiche di benessere e sanità”. Professionisti del settore o semplicemente appassionati di iguane e pappagalli hanno potuto assistere a relazioni in un programma ad ampio respiro: dalla tutela alla normativa, dall’attività di laboratorio all’attività dei veterinari chiamati ad affrontare problematiche di ordine sanitario. Ne è nata una giornata in cui esperti del settore con esperienze, competenze e strumenti differenti (Ministero della Salute, Corpo forestale dello Stato, Regione Piemonte, Cranes e associazioni animaliste) hanno potuto confrontarsi sulle tematiche più scottanti. Il numero impressionante di euro spesi nel traffico legale di animali esotici ha aperto i lavori: come riportato da Massimiliano Rocco del Wwf-Traffic, gli euro/anno spesi nel mercato legale che riguarda questi animali sono pari a 250 miliardi. Al confronto risulta difficile ••• La Settimana Veterinaria - N°766 - 21 dicembre 2011


06 dossier

1 - Centro di referenza regionale animali esotici (Cranes) La necessità di tutelare il benessere degli animali esotici e di controllare la possibile diffusione nei nostri ambienti di malattie a loro correlate ha indotto la Regione Piemonte a istituire, presso l’IzsPLV, il Centro di referenza regionale animali esotici. Il Centro è stato designato in seguito all’emanazione della Legge regionale 6/2010. Il Cranes fornisce un supporto tecnicamente e scientificamente qualificato alla Commissione regionale per: mantenere il controllo sulla presenza e gestione degli animali esotici nella Regione Piemonte, anche ai fini di contrastare fenomeni di illegalità; tutelare le condizioni di benessere delle specie alloctone, dal punto di vista sia sanitario, sia etologico; fornire formazione e informazione ai fini della corretta detenzione di tali specie in cattività. Obiettivi e funzioni prioritarie del Cranes, rivolti esclusivamente agli animali esotici, sono: assicurare la corretta gestione della riserva genetica dei soggetti presenti nel territorio regionale; sviluppare metodi per l’identificazione di specie e per la verifica della parentela di animali nati in cattività; sviluppare metodi per la determinazione del sesso di specie che non presentano dimorfismo sessuale (volatili); studiare indicatori di benessere; sviluppare metodi per la diagnosi molecolare di malattie; promuovere progetti di ricerca. Il centro è coordinato da Pier Luigi Acutis, responsabile anche del Laboratorio di genetica e immunobiochimica dell’IzsPLV. Proprio l’impiego e lo sviluppo di metodiche biotecnologiche costituiranno armi a tutela degli animali esotici, in particolare per contrastare il commercio illegale, per svelare la sostituzione di animali, per smascherare false dichiarazioni di nascita e per la tracciabilità degli individui. Grazie all’analisi del DNA condotta su qualsiasi tipo di campione (anche saliva, peli, penne, feci ed exuvia) è possibile risalire alla specie di origine dell’esemplare e individuare possessi illeciti o l’appartenenza ad animali velenosi. Il laboratorio ha sviluppato protocolli di analisi genetiche, tramite microsatelliti, utili per la verifica di parentela tra individui o per attestare l’appartenenza dei campioni biologici a un particolare animale. L’ampia disponibilità di tali marker rende possibile il loro utilizzo su numerosissime specie di animali esotici ospitati nelle case o nei giardini zoologici, anche per rilevare il grado di consanguineità, in caso di programmi di riproduzione. Infine, metodiche biomolecolari vengono usate a salvaguardia della salute di questi animali; l’attenzione del Centro si è rivolta in particolare alla diagnosi molecolare di malattie in animali ospitati negli zoo (febbre catarrale maligna, Plasmodium, Morbillivirus, ecc.), ma si stanno sviluppando anche prove per la diagnosi di malattie in rettili e anfibi. Nel corso del 2010 il Cranes ha presentato il progetto di ricerca corrente “Sorveglianza sulla detenzione degli animali esotici nei giardini zoologici: messa a punto di un protocollo per la valutazione del benessere in condizioni di cattività e costituzione di una banca genetica”. Il progetto sarà condotto in collaborazione con la S.S. Benessere animale (IzsPLV), l’Università di Torino, il Centro di referenza nazionale benessere animale (IzsLER) e i diversi referenti esotici delle Asl piemontesi. Si prefigge di verificare il livello di benessere degli animali e di identificare i fattori più utili su cui intervenire per migliorarlo. Nel corso dello studio, oltre al prelievo di campioni biologici per la costituzione di una “biobanca”, verranno elaborati standard minimi di mantenimento per singole specie e verrà preparata una check-list da fornire ai veterinari pubblici quale mezzo per la valutazione oggettiva del benessere degli animali ospitati nei nostri giardini zoologici.

••• quantificare il traffico illegale anche per il modo subdolo con cui questi animali vengono movimentati: rane del Madagascar dentro rullini fotografici, tartarughe chiuse dentro pacchi postali, avorio cammuffato da statuette di ebano, Boa constrictor impiegati come corrieri per il trasporto di cocaina. Obiettivo della giornata non è stato solo il commercio, ma per la prima volta si è affrontato anche il tema del maltrattamento perpetrato sui singoli individui. Laura Gemello, dell’Asl TO1, ha parlato anche in quest’ottica di linee guida e requisiti per la corretta gestione di circhi, mostre, spettacoli viaggianti. Per evitare sorprese al momento della vigilanza, che spesso si effettua a circo già attendato, dal 2005 a Torino La Settimana Veterinaria - N°766 - 21 dicembre 2011

si richiede la documentazione (idoneità, planimetre, ecc.) al momento dell’invio della richiesta al comune. Cristina Zacchia e Andrea Maroni Ponti, quali rappresentanti del Ministero della Salute, hanno riportato alcuni aspetti di norme nazionali e direttive comunitarie in materia di custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici (Dlgs 73/2005), di animali esotici e delle specie che possono costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica (Dm del 19 aprile 1996) e di norme sanitarie per gli scambi e le importazioni nella Comunità di animali anche appartenenti a specie esotiche (Direttiva Balai e Dl 633/1996) (vedere riquadro 2). Le regolamentazioni non sono solo nazionali:

Pier Luigi Acutis, responsabile del Cranes, ha illustrato obiettivi e attività del nuovo centro.

esiste una normativa Cites a livello internazionale ed esistono leggi regionali. In merito, Gandolfo Barbarino, della Regione Piemonte, ha riportato norme per la detenzione, l’allevamento, il commercio di animali esotici indicate nella Legge regionale n. 6 del 18/02/2010, nella quale, per la prima volta, viene anche riconosciuta la figura del Garante per i diritti degli animali. Nella Legge vengono, inoltre, stabiliti gli standard minimi per ogni specie ed è prevista la creazione del Cranes. Per quanto attiene alle norme internazionali, Valerio Cappello, comandante provinciale del Corpo forestale dello Stato, ha illustrato le applicazioni della Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione (Cites), norma che regolamenta i rapporti commerciali tra gli Stati che vi hanno aderito (175) e riguarda gli scambi di animali o vegetali, vivi o morti, parti di essi o prodotti da loro derivati. I soggetti protetti si suddividono, principalmente, in 2 grandi gruppi, elencati negli allegati A e B del regolamento (Ce) n. 318/2008 della Commissione europea. Nel primo sono individuate le specie per le quali c’è un elevato livello di protezione, su cui vige un regime di divieto commerciale, ma in alcuni casi è previsto il trasporto per fini scientifici. Nell’allegato B sono invece elencate le specie sottoposte a un più basso livello di protezione, per cui esiste un libero commercio, che deve però essere regolamentato con licenza certificata. I controlli vengono effettuati dal Corpo forestale dello Stato ai i varchi doganali e sul territorio, presso gli operatori commerciali, che sono tenuti a tenere un registro di carico-scarico, allo scopo di consentire la costante tracciabilità di ogni soggetto. Durante il convegno è stato dato spazio alle Organizzazioni non governative (Ong), a partire dall’intervento già citato di Massimiliano Rocco. Carla Campanaro, dell’Ufficio legale della Lav (Lega antivivisezione) ha fornito il suo contributo illustrando concetti di tutela giuridica a difesa degli animali con aspetti sostanziali e procedurali. Ha sottolineato che il •••


08 dossier

2 - Principali riferimenti normativi • L. 19 dicembre 1975, n. 874: ratifica ed esecuzione della Convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione, firmata a Washington il 3 marzo 1973. • Regolamento (Cee) n. 3626/82 del Consiglio del 3 dicembre 1982 relativo all’applicazione nella Comunità della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione. • L. 7 febbraio 1992, n. 150: disciplina dei reati relativi all’applicazione in Italia della Convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione, firmata a Washington il 3 marzo1973, di cui alla Legge 19 dicembre 1975, n. 874, e del Regolamento (Cee) n. 3626/82, e successive modificazioni, nonché norme per la commercializzazione e la detenzione di esemplari vivi di mammiferi e rettili che possono costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica. • Regolamento (Ce) n. 318/2008 della Commissione del 31 marzo 2008 che modifica il Regolamento (Ce) n. 338/97 del Consiglio relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio. • Decreto del Ministero dell’Ambiente del 19 aprile 1996: elenco delle specie animali che possono costituire pericolo per la salute e l’incolumità pubblica e di cui è proibita la detenzione.

••• maltrattamento non è soltanto la perpe-

trazione di violenza nei confronti degli animali (condotta attiva), ma anche la negligenza, l’incuria e l’incompetenza (condotta omissiva) (Legge n. 189 del 20/07/2004). Un punto su cui occorre lavorare è il significato di “sofferenza animale”, che non deve essere un concetto aleatorio né arbitrario, ma per la quale devono essere sviluppati parametri oggettivi di valutazione; in questo il veterinario riveste un ruolo primario, poiché utilizzando le sue conoscenze tecnico-scientifiche può affrontare il problema in modo indipendente. Un’altra Ong, la Born free foundation, è stata rappresentata da Daniel Turner. Nel suo intervento sono stati descritti i risultati preliminari di un’indagine conoscitiva, effettuata dalla stessa fondazione, tesa a valutare il livello di attuazione e di applicazione della Direttiva europea Ue 1999/22 in 21 dei 27 Stati membri dell’Unione (Eu zoo inquiry). I primi dati non sono confortanti; infatti, secondo l’organizzazione vi sono carenze, presenti in tutti i Paesi, soprat-

La Settimana Veterinaria - N°766 - 21 dicembre 2011

• Direttiva 92/65/Cee del Consiglio del 13 luglio 1992 che stabilisce norme sanitarie per gli scambi e le importazioni nella Comunità di animali, sperma, ovuli ed embrioni non soggetti, per quanto riguarda le condizioni di polizia sanitaria, alle normative comunitarie specifiche di cui all’allegato A, sezione I, della Direttiva 90/425/Cee. • Dlgs 12 novembre 1996, n. 633: attuazione della Direttiva 92/65/Cee che stabilisce norme sanitarie per gli scambi e le importazioni nella Comunità di animali, sperma, ovuli ed embrioni non soggetti, per quanto riguarda le condizioni di polizia sanitaria, alle normative comunitarie specifiche di cui all’allegato A, sezione I, della Direttiva 90/425/Cee. • Direttiva 1999/22/Ce del Consiglio del 29 marzo 1999 relativa alla custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici. • Dlgs 21 marzo 2005, n. 73: attuazione della Direttiva 1999/22/Ce relativa alla custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici. • Decreto del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio del 6 dicembre 2001, n. 469: regolamento recante disposizioni in materia di mantenimento in cattività di esemplari di delfini appartenenti alla specie Tursiops truncatus, in applicazione dell’articolo 17, comma 6 della Legge 23 marzo 2001, n. 93. • L. 20 luglio 2004, n. 189: disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate.

• Regolamento (Ce) n. 1/2005 del Consiglio, del 22 dicembre 2004, sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate che modifica le direttive 64/432/Cee e 93/119/Ce e il Regolamento (Ce) n. 1255/97.

tutto per quanto riguarda la conoscenza specifica dell’argomento, in particolare sul benessere, sia da parte degli operatori del settore, ma anche delle autorità competenti e dei veterinari. Il suggerimento che viene dato è quello di creare maggiori occasioni di formazione a tutti i livelli.

ti Uniti testimonia in modo convincente quale sia il valore aggiunto nell’utilizzare e monitorare un sistema di animali sentinella, al fine di rilevare e gestire in modo più rapido un rischio derivante da malattie infettive per l’uomo e gli animali. Allora si verificarono, nell’area metropolitana di New York, numerosi casi umani di encefalite a eziologia ignota e solo in seguito alle analisi condotte su corvi trovati morti sul suolo dello zoo cittadino si arrivò all’isolamento del virus della West Nile responsabile anche dell’infezione umana. Nel mese di ottobre, un questionario conoscitivo prodotto dalla collaborazione tra il Ministero della Salute e il Cranes è stato inviato ai proprietari/gestori di parchi faunistici, zoo, oasi distribuiti su tutto il territorio nazionale (vedere figura). Alla base vi era l’intenzione di fotografare la situazione italiana in merito alla conduzione sanitaria delle strutture. Ne è risultata una buona collaborazione da parte delle strutture interpellate, con una percentuale di risposta del 50%. I primi dati •••

Indagine conoscitiva sulla situazione sanitaria dei giardini zoologici italiani Nel corso del Convegno sono stati presentati i risultati preliminari del primo monitoraggio conoscitivo sulla situazione sanitaria degli zoo presenti sul territorio nazionale promosso dal Centro di referenza regionale animali esotici (Cranes) con il Ministero della Salute. Fino a oggi, la Sanità pubblica ha considerato i parchi faunistici, gli zoo urbani e le oasi in modo marginale; tuttavia, essi non solo rivestono un’importanza nella conservazione delle specie minacciate, ma possono costituire stazioni di monitoraggio epidemiologico a lungo termine. Quanto avvenuto nel 1999 negli Sta-

• Regolamento (Ce) n. 1739/2005 della Commissione del 21 ottobre 2005 che stabilisce norme sanitarie per la circolazione degli animali da circo tra gli Stati membri.

• Leggi regionali Regione Liguria Legge regionale n. 25 del 27 marzo 1990: norme sanitarie e di protezione sulla detenzione l’allevamento e il commercio di animali esotici. Regione Lazio Legge regionale n. 89 del 14 dicembre 1990: norme su detenzione, allevamento e commercio di animali esotici. Regione Marche Legge regionale n. 12 del 24 luglio 2002: norme sulla detenzione e sul commercio di animali esotici. Regione Emilia Romagna Legge regionale n. 5 del 17 febbraio 2005: norme a tutela del benessere animale. Regione Piemonte Legge regionale n. 6 del 18 febbraio 2010: norme per la detenzione, l’allevamento, il commercio di animali esotici ed istituzione del Garante per i diritti degli animali.


10

••• mostrano che nei giardini zoologici italiani sono ospitati circa 15.000 animali, rappresentati per il 31% da avifauna, per il 27% da mammiferi, per il 24% da pesci e animali da acquario e per il 13% da rettili. Tra i mammiferi gli erbivori (54%) e i primati (21%) formano di gran lunga l’insieme più numeroso, seguiti a distanza da felini (6%) e altri carnivori (9%); per quanto riguarda l’avifauna, gli psittacidi costituiscono il 22% degli uccelli ospitati negli zoo. La movimentazione degli animali è molto diffusa, riguarda la quasi totalità delle strutture, gli scambi riguardano in genere pochi animali l’anno (meno di 10) e coinvolgono sia zoo nazionali (100%), che esteri (62% Paesi europei, 37,5% Paesi terzi). Nella conduzione sanitaria il veterinario risulta coinvolto sia in maniera continuativa, che nella gestione degli interventi straordinari (traumi, malattie infettive, parassitosi, ecc.). Nella maggior parte delle strutture, lo stato di salute degli animali viene garantito attraverso piani sanitari annuali programmati, piani vaccinali (adottati nella metà delle strutture) e tramite l’analisi sistematica dei soggetti deceduti. Le cause di morte sono conseguenti soprattutto a età avanzata, traumi, malattie infettive e parassitosi, patologie neonatali. Ancora limitata risulta la partecipazione delle strutture a programmi di conservazione (15 strutture). Il contatto tra animali ospitati e pubblico è spesso presente e in alcuni casi incoraggiato; frequente è la convivenza all’interno dei parchi di animali selvatici, domestici ed esotici; entrambi gli aspetti rappresentano importanti fattori di rischio per la trasmissione di malattie infettive tra gli animali e da questi all’uomo. Sarebbe necessario quindi valutare l’entità di tale rischio attraverso un’analisi ampia e sistematica. Dall’indagine è emersa la possibilità di valorizzare il ruolo degli zoo quali stazioni di monitoraggio epidemiologico, in virtù di alcune loro caratteristiche: sono distribuiti sul territorio, sia in spazi urbani, che rurali; sono esposti alla diffusione di malattie da animali liberamente circolanti e spesso ospitano sia specie domestiche, che selvatiche. Inoltre, visto l’elevato valore individuale di ogni soggetto, sono sottoposti ad attiva e costante sorveglianza da parte di addetti e veterinari specializzati e da essi possono essere raccolti e conservati campioni di sangue e tessuto. L’esistenza di margini di armonizzazione delle attività svolte in merito alla conduzione sanitaria nei giardini zoologici fa ritenere che essi possano in futuro ricoprire un ruolo importante nella sanità pubblica e animale. ■ Cristina Biolatti, Paola Modesto, Maria Vittoria Riina

Istituto zooprofilattico sperimentale di Piemonte Liguria e Valle d’Aosta

* Torino, 17 novembre 2011: “Tutela degli animali esotici: normative e problematiche di benessere e sanità”.

La Settimana Veterinaria - N°766 - 21 dicembre 2011


11

Zoo italiani

Distribuzione sul territorio italiano dei 48 zoo cui è stato inviato il questinario conoscitivo sull’organizzazione sanitaria dei giardini zoologici.

Nei giardini zoologici italiani sono ospitati circa 15.000 animali; tra i mammiferi gli erbivori (54%) e i primati (21%) formano di gran lunga l’insieme più numeroso, seguiti a distanza da felini (6%).

La Settimana Veterinaria - N°766 - 21 dicembre 2011


Dossier animali esotici