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Tavole


Tav. I

Olla ad imbuto * Daunia, IV° sec. a.C., h_ 19 Vaso in argilla chiara con decorazione geometrica bicroma in bruno e rosso opaco modellato a ruota lenta dal corpo globoso schiacciato con grande labbro ad imbuto. Due anse a maniglia sono poste obliquamente alla spalla ed alternate a due protomi zoomorfe colorate in rosso ed in bruno con zone risparmiate. Il corpo è decorato in ampie fasce di entrambi i colori e tra queste trovano posto una serie di riquadri metopali che circondano anse e protomi. Sulla parte inferiore motivi a clessidra. Ricomposto da larghi frammenti .1


Tav. II

Askos * Daunia, prima metà del III° sec. a.C. , h_ 27 cm. Grande askos a doppia bocca in argilla depurata modellato al tornio e dipinto in bruno e rosso opaco. Il manufatto è caratterizzato da due alti colli, uno dei quali è dotato, all'orlo, di un filtro dalla coloritura rossa. I colli sono decorati con motivi a meandro, liste e catenelle e sono intramezzati da una grande ansa dipinta a linee parallele. Il corpo ovoidale, rastremato verso il basso, è decorato a fasce alternate a motivi fitomorfi e ad anello. Progetto decorativo e morfologia collocano il vaso all'interno della fase Geometrica Listata di tipo “C” tipica della ceramica Daunia della prima metà del III° sec. a.C. Integro.2


Tav. III 1. Coppa * Daunia, IV°- III° sec. a.C. h_13 cm. Coppa conica dall'alta ansa in terracotta dipinta con motivi geometrici in colore bruno e rosso opaco. Due piccoli dischi emergono al congiungimento dell'ansa con il labbro. Forma rara. Integra, lievi scheggiature.

2. Unguentario * Daunia, III°-II° sec. a.C., h_28,5 cm. Alto unguentario fittile appartenente alla classe vascolare detta “macchiata” (De Juliis,1997) per la caratteristica verniciatura del labbro e del collo. Di uso quotidiano, l'utilizzo viene testimo_ niato, trasversalmente, da tutte le classi sociali imponendosi per forma e funzione. Integro, lievi scheggiature. 3


Tav. IV

Thymaterion * Daunia, prima metà del III° sec. a.C., h_ 43 cm. Raro incensiere per usi religiosi e/o rituali in argilla beige e decorazione bruna con sovraddipinture rosa e rosse. Fusto troncoconico decorato nella parte inferiore con motivi a squame, meandri ed onde, delimitati da liste parallele mentre in quella superiore compaiono elementi geometrici stilizzati e motivi floreali. Sul fondo della vasca notiamo un motivo floreale ben definito. Esemplare ascrivibile alla classe della ceramica listata di tipo “C” o Tardolistata. Integro, scheggiature.4


Tav. V

Trozzella * Messapia, fine IV° prima metà del III° sec. a.C., h_ 27 cm. Vaso in argilla dalle alte anse angolari denominato “Trozzella”. Di stile geometrico e sicura provenienza Messapica la trozzella è, morfologicamente, uno dei pochi modelli tipicamente autoctoni che si distingue in un periodo dominato dall' invasione delle forme vascolari egee. Ispirata a modelli metallici, da cui riprende il motivo delle rotelle, la trozzella in questione è caratteristica del periodo più tardo (Subgeometrico Messapico IV), schematico ed essenziale. Integra ad eccezione di una rotella inferiore. Incrostazioni.5


Tav. VI

Kylix, * Puglia, IV째 sec. a.C., diam._ 21 cm. Ampia coppa potoria in vernice nera sovraddipinta, molto diffusa nella Puglia antica che ricalca fedelmente il modello attico della "stemless cup" dal grande successo nel corso del V째 e IV째 sec.a.C. La decorazione monocroma di stile fitomorfo e floreale (in particolare il fiore centrale a 12 petali) la collocano all' interno del cosiddetto "Gruppo di Xenon" di probabile origine metapontina. Riassemblata da larghi frammenti.6


Tav. VII

Epichysis,* Puglia, fine IV° inizi III° sec. a.C., h_ 20 cm. Epichysis dal corpo ovoide e dall'alta ansa realizzato in vernice nera lucente nello stile detto di “Gnathia” con sovraddipinture in bianco, giallo, rosso e tipici motivi geometrici e floreali. Due volti umani stilizzati sporgono plasticamente al congiungimento dell'ansa con il collo. Notevole finezza pittorica nella resa dei particolari. Di sicura provenienza pugliese (ultimi decenni del IV° sec. a.C.) ma di chiara ispirazione e tecnica greca. Collo ed ansa ricomposti. 7


Tav. VIII

Oinochoe, Puglia, seconda metà del IV° sec. a.C., h_21 cm. Oinochoe trilobata in vernice nera sovraddipinta in bianco, giallo e rosso scuro appartenete ad una classe vascolare di ispirazione attica detta “ di Gnathia”. Originaria della zona di Taranto la produzione di tali ceramiche si estenderà rapidamente a tutta la Puglia ed al resto dell'Italia Meridionale. Tipica dei questa classe, ed anche della nostra brocca, sono le sovraddipinture sulla superfice completamente nera di elementi legati al mondo vegetale e dionisiaco: foglie di vite, grappoli stilizzati, tralci e motivi decorativi quasi esclusivamente in colore bianco o giallo. Una piccola colomba bianca (sulla parte ventrale anteriore) completa il manufatto. Integra.8


Tav. IX

Kylix * Puglia , IV°- III° sec.a.C., diam_ 23 cm La kylix (classe “stemless cup”) è dipinta con la tecnica a vernice nera che mostra in questo esemplare un ottimo livello di sinterizzazione che rende la superficie del manufatto liscia e lucida dal colore nero intenso con riflessi metallici. Si nota sulla superficie interna il disco di stoccaggio che testimonia l' impilamento del manufatto nella fornace. Sul fondo della coppa motivo fitomorfo applicato a stampo. Integra.9


Tav. X

Thymaterion,* Puglia (Canosa), fine IV ° inizio III° sec. a.C., h_19 cm L'incensiere in argilla depurata configurato a forma di elegante testa femminile, poggiante su base quadrata è un tipico esempio della raffinata coroplastica plastica policroma canosina Sul capo della fanciulla sboccia un fiore aperto con due grandi sepali (uno mancante), che funge da vasca per le essenze profumate. Un nastro cordonato, foglie d'edera, bacche ed un paio di orecchini a goccia completano l'elaborata acconciatura. Notevoli le residue traccie della scialbatura (rivestimento bianco di fondo ) e della policromia, specialmente nelle tonalità del rosa e dell'azzurro. Lievi scheggiature e mancanze.10


Tav. XI

Askos,* Puglia, (Canosa) fine IV° inizio III° sec. a. C., h_32 cm. Imponente askos otriforme a decorazione plastica policroma con ansa costituita da una figura ibrida con corpo serpentiforme e busto umano dotato di scudo ed elmo frigio completata da due teste di cigno alate. In argilla beige con sovraddipinture in giallo, rosa e bruno questa classe vascolare dauna veniva realizzata con la tecnica della decorazione “a freddo”che conferisce loro una scarsa tenuta del colore giustificata dalla destinazione prettamente funeraria e quindi non funzionale del manufatto. Mano destra mancante ed un'ala riattaccata. Scheggiature ed erosioni. 11


Tav.XI (2)


Tav. XII Pseudo-Vaso, Puglia,(Canosa) prima metà del III° sec. a.C., h_ 50 cm. Manufatto particolarmente raffinato questo pseudo vaso configurato a forma di testa femminile è un esempio emblematico della classe plastica policroma della Puglia del III° sec. a. C. i cui maggiori centri di produzione furono Canosa ed Arpi. L'esclusiva destinazione funeraria di questi vasi traspare dalla loro (scioccante, per l'epoca) afunzionalità, dall' utilizzo dei colori a tempera (quindi meno resistenti) ed infine dall' applicazione di ornamenti plastici molto sporgenti, caratteristiche tutte che negano l'ipotesi di un qualche utilizzo quotidiano di tali manufatti. La testa femminile è adornata da un diadema a punte e dischi applicati mentre sul retro si intravedono le tracce di un kekryphalos che trattiene i capelli. Due lunghe foglie incorniciano entrambi i lati del volto. Sulla sommità della testa è adagiata una statuetta femminile a figura intera indossante chitone ed himation, realizzata a matrice e successivamente assemblata. Dalla sua schiena emerge una grande ansa a nastro. Aree di colore e della scialbatura di fondo sopravvivono ancora sulla figura applicata e sul volto del vaso. Ansa e collo della statuetta ricom_ posti, per il resto integra e com_ pleta.12


Tav. XII (2)


Tav. XIII

Eros e Psiche, Puglia, ( Canosa), III sec. a. C., h_ 13,5 cm. Delicata composizione in terracotta realizzata a mano ed a matrice che riprende il mito di Eros e Psiche qui riprodotti in un aggraziato quanto dinamico abbraccio danzante. Buon esempio della raffinatezza raggiunta dalla coroplastica canosina l'opera mantiene ampi resti della scialbatura di fondo (latte di calce) ma soprattutto i pigmenti rosa, marrone bruciato ed un intenso blu ardesia sui panneggi femminili. Erosioni diffuse, lacune nelle acconciature, ali di Eros perdute. 13


Tav. XIV

Statuetta Puglia (Canosa), primi de_ cenni del III° sec. a.C. h_25 cm. Elegante esempio di statuetta policroma canosina tipica del periodo detta anche “Tana_ grina”. La figura realizzata a mano ed a matrice è ca_ ratterizzata da abbondanti resti della scialbatura di fondo in latte di calce e da ampie aree di colore soprattutto lungo i bordi dell' himation e la parte inferiore del chitone. A distinguerla dagli esemplari coevi fioriti lungo tutta l'area del mediterraneo sono soprattutto l'acconciatura, ar_ ricchita da foglie e frutta e l'intenso uso di una particolare tonalità del colore rosa di origine vegetale. Le cavità correnti all'altezza di entrambe le spalle la qualificano come parte di un manufatto ceramico di più grandi dimensioni, proba_ bilmente un askos plastico od un monumentale vaso con_ figurato. Piccolo restauro nella zona dell' acconciatura. Testa ricomposta, scheggiature.


Tav. XV

1. Statuetta, Puglia, III째 sec. a.C. h_ 23 cm.

2. Statuetta,* Puglia, III째 sec.a.C. h_ 21 cm.

Statuetta femminile realizzata a mano ed a matrice nel consueto abbigliamento dell'epoca carat_ terizzata da ampie rimanenze policrome soprattutto lungo l'himation e la parte inferio_ re del chitone. Integra ad eccezione della punta del piede sinistro. Ampi depositi quarzi_ feri.

Statuetta femminile poggiante su una base rettangolare. Relizzata a ma_ no e a matrice come l'esempla_ re precedente. Traccie di pigmenti bianchi e lacca vegetale rosata. Completa, testa riassemblata.14


Tav. XVI

Piatto * Puglia, ultimi decenni del IV째 sec a. C. diam. 17 cm Piatto in argilla realizzato mediante la tecnica delle figure rosse con basso piede cilindrico e dalla vasca poco profonda. Sul labbro un motivo a raggiera viene subito seguito da uno pi첫 esteso costituito da foglie di eucalipto sovraddipinte in bianco. Pi첫 all' interno motivo ad onda. Nel centro del piatto campeggia un' elaborata testa femminile rivolta a sinistra. La donna indossa un sakkos ricamato dotato di nastri che racchiude posteriormente l'acconciatura, una stephane raggiata sul davanti, orecchini e collana. Ridotti motivi fitomorfi e marini di riempimento completano l' immagine. Ricomposto da quattro larghi frammenti.15


Tav. XVII

Lekanis * Puglia , ultimi decenni del IV째 sec. a. C. diam_ 30 cm. Grande lekanis, in argilla modellata a tornio veloce decorata nello stile a figure rosse con sovraddipinture in giallo e bianco. Sul coperchio si nota da un lato una figura femminile seduta con un'elaborata acconciatura (sakkos e stephane raggiata) recante nella mano destra uno specchio e nella sinistra una palla. Dall'altro lato figura androgina seduta avente nelle mani gli stessi oggetti simbolici sopra citati. Motivi fitomorfi, a forma di palmetta dividono i personaggi. Il contenitore, vicino all'universo femminile, poggia su un alto piede dipinto a fasce orizzontali nere e risparmiate. Integra ad eccezione di un lembo del coperchio. Erosioni diffuse, specie nelle sovraddipinture.16


Tav. XVIII

Skyphos, Puglia, fine IV° prima metà del III° sec. a.C., h_ 10 cm. Delicato skyphos nello stile apulo tardo realizzato con la tecnica della ceramica risparmiata e sovraddipinta. La coppa presenta due ritratti femminili in ambedue i lati del manufatto. Le donne, dall' elaborata acconciatura, indossano entrambe sakkos ricamato, una stephane (una sorta di diadema/coroncina raggiata), orecchini circolari e collana perlacea. Disegni riempitivi con palmette, motivi fitomorfi e floreali completano e dividono i due ritratti all'altezza delle anse, impostate oriz_ zontalmente all' altezza della bocca del manufatto in corrispondenza di un motivo ad onde marine. Integro. 17


Tav. XIX Anfora ,* Puglia , (Ruvo o Canosa), fine IV° sec. a.C., h_ 65 Imponente anfora panatenaica del Periodo Tardo a figure rosse con sovraddipinture in bianco, giallo e cremisi. Le dimensioni monumentali ed i temi iconografici ne circoscrivono l'utilizzo in un ambito esclu_ sivamente funerario. Sul lato A, al centro dell'immagine, troviamo una figura femminile seduta su una bassa colonna di stile ionico, all'interno di una costruzione aperta a colonne dello stesso stile, una sorta di tempietto detto anche naiskos, all'esterno del quale si trovano un uomo ed una donna. All' interno di questa struttura la dama, riccamente abbigliata e finemente acconciata, è carat_ terizzata dall' anomalo colore bianco della sua carnagione che rimanda al colore della pietra di cui è costituita la sua dimora ultraterrena. La defunta viene raffigurata con tutti gli attributi del suo alto rango quali gioielli, bracciali e sakkos mentre nelle mani stringe un grande ventaglio ed uno specchio. Sul lato B troviamo altri due personaggi simili a quelli della scena so praddescritta rivolti ad una stele funeraria drappeggiata da due nastri bianchi e neri. Estesi motivi fitomorfi e geometrici lungo tutta la superficie del manufatto.


Costruzione dei personaggi, strut_ tura narrativa e decorazioni acces_ sorie autorizzano l'attribuzione dell' anfora al Pittore della Patera, im_ portante artista at_ tivo nell' ultimo quarto del del IV° sec. a.C. verosi_ milmente nella zo_ na di Canosa di Puglia, la cui produzione è ricca_ mente documentata. Ricomposta da frammenti. 18

Tav. XIX (2)


Tav. XX

Coppia di Oinochoai, Puglia, fine IV째 sec. a.C. h_ 28 cm c.a. (entrambe) Coppia di oinochoai a figure rosse dalle alte anse e bocca trilobata che riprendono i medesimi temi del ritratto femminile visto di profilo, inframezzato da riempitivi floreali, fitomorfi e motivi ad onde marine. Entrambe le dame sono raffigurate con sakkos, stephane raggiata, orecchini e collana perlacea. Le sovraddipinture in bianco e giallo sono in gran parte evanidi. Ricomposte alle anse, per il resto integre. 19


Note alle Tavole.

1. 2. 3. 4.

5. 6. 7. 8. 9. 10. 11.

12. 13. 14. 15. 16. 17. 18.

19.

Collezione Privata Trieste. Cfr. con gli esemplari presentati dal De Juliis in Mille anni di ceramica in Puglia, cit., pp.131-33. Per un bel colpo d'occhio su questo tipo di manufatti si veda la foto relativa al corredo dell' ipogeo di Via Mercadante a Canosa su Cassano R. (a cura di), Principi, Imperatori, Vescovi, cit, pag.404 . Per un esemplare estremamente simile vedi. Cassano R., Principi..., cit. pagg.499-500 oppure quello ritrovato nell' Ipogeo del Vaso di Dario (Canosa) in AAVV, I Greci in Occidente, Nap.1996 cit. (cat.11.26). Cfr. De Juliis, Mille..., cit., Tav. VI. Ex Collezione Sir Reginald e Lady Hoare, Inghilterra. Per il motivo decorativo floreale vedi De Juliis, La ceramica sovraddipinta apula, cit. , pag.144 tav. 32. Vedi le Tavv.119-20 in AA.VV. Vase Painting in Italy, cit., Ex Charles Ede Limited, Londra. Per un esempio tra i numerosi : Cassano R., Principi..., cit., , pag. 257 fig.3 . Vedi anche De Juliis, Mille...,cit., pag. 88 fig.94. Pubblicato su : Sotheby 's, (London), Antiquities, Dic. 1983. Collezione Privata Trieste. Per due esemplarari simili però con figure femminili (Scilla?) sul dorso dell'animale fantastico vedi Cassano R. Principi..., cit., pag.312 figg..1-2 ed AAVV. Vase Painting..., cit., Tav. 22 Ex Royal-Athena Galleries, (London, New York) poi Collezione privata USA. Pubblicato su : Sotheby's (London), Antiquities, July 1984. Pubblicato su: Sotheby's (London), Antiquities, May 1984. Ex proprietà del Museum of Fine Arts, Boston, USA poi alienata attraverso Sotheby's, vedi Antiquities (New York) Dec. 2002. Per due esemplari simili: Cassano R., Principi..., cit., pag.466 figg. 138-139. Collezione Privata Trieste. Per un esemplare pressochè identico vedi Cassano R., Principi..., cit., pag. 396 scheda 58. Relativamente al programma pittorico si veda gli esempi segnalati da Trendall A.D., Red Figure Vases of South Italy and Sicily, cit., figg 229-30 ma ancor meglio il Cratere a Volute di Tav .157 e la Loutrophoros di Tav. 89 che si possono trovare in Sena Chiesa G.e Arslan A.E., Miti Greci, cit. Per uno stesso tipo di manufatto (anfora panatenaica) e medesima costruzione decorativa (solo al maschile) si veda anche la Tav. 184. Manufatto sottoposto a Notifica dalla Soprintendenza Regionale Dei Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia “per la qualità eccezionale e per l'apporto alla conoscenza della classe”. Ex Coll. privata britannica. Vicine al Gruppo del Kantharos. Ex Collezione privata USA.

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IXION Archeogallery: CONTAMINAZIONI 2 (Tav.)