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ISTITUTO COMPRENSIVO DI CRESPANO DEL GRAPPA (TREVISO)

SCUOLA PRIMARIA «Monte Grappa» di Borso del Grappa ALLA SCOPERTA DEL SACRARIO DI CIMA GRAPPA

Viaggio della classe 5° B nella Storia del territorio - LA GRANDE GUERRA Anno Scolastico 2017/2018


SUCCESSIVAMENTE ABBIAMO STABILITO LE TEMATICHE PIU’ INTERESSANTI PER I NOSTRI APPROFONDIMENTI. QUESTO E’ L’ELENCO DEGLI ARGOMENTI TRATTATI: • • • • • • • • • •


di Nicolò e Francesco


Il Sacrario si articola in cinque gironi semicircolari, concentrici e sovrapposti, che si restringono verso l’alto, tanto da assumere la forma di un grande fortilizio. I gironi sono stati realizzati in muratura portante di pietra del Grappa, e nella loro parte interna ospitano, in diverse tipologie di loculi, i resti degli oltre 12.000 caduti italiani. a grande Scala Monumentale, in posizione centrale, si arresta all’altezza del 4° Girone, dove è dislocata la Tomba del Maresciallo Gaetano Giardino, Comandante dell’Armata del Grappa, deceduto il 21 novembre 1935.


Il sacrario contiene i resti di 22.950 soldati ed è così disposto: Settore nord, ossario austroungarico con 10.295 morti di cui 295 identificati. Settore sud, ossario italiano con 12.615 morti di cui 2.283 identificati. Sul lato della via eroica, sono tumulati 40 caduti rinvenuti dopo la costruzione del Sacrario. Tra i due ossari, c'è la cosiddetta via Eroica lunga 300 metri, con a lato i 14 grandi cippi recanti i nomi delle cime teatro di guerra. All'inizio della via eroica, a nord, c'è il portale Roma: progettato e costruito dall'architetto Limoncelli ed offerto da Roma, sul portale è scolpito: "Monte Grappa tu sei la mia patria", il primo verso della canzone del monte Grappa.


Al centro dell'ossario italiano c'è il sacello della Madonna del Grappa, la Vergine Ausiliatrice posta nella vetta il 4 agosto 1901 dal patriarca di Venezia Giuseppe Sarto (poi papa Pio X), a simbolo della fede cristiana nel Veneto. Durante la prima guerra mondiale, la Madonna del Grappa divenne simbolo della Patria e della protezione divina, al punto che una volta riparata dall'esplosione di una granata, prima di esser riposta nel sacello fece il giro dell'Italia su un vagone ferroviario al cui passaggio tutti lanciavano fiori, pregavano, piangevano, si inginocchiavano. Particolarmente cara agli alpini e ai valligiani della zona, è ora meta di devoto pellegrinaggio al prima domenica d'agosto.

Nel sacrario c'è una tomba importante per la storia del Grappa, è quella del maresciallo d'Italia, generale Gaetano Giardino, che qui comandò l'armata del Grappa portandola alla vittoria finale. Tra le tante sepolture colpisce in particolare la tomba n. 107 (settore austro-ungarico) del soldato Peter Pan e anche quella del soldato italiano Zicchi Antonio, perché inizialmente era stato catalogato come Ficchi Antonio.


IL PORTALE ROMA E L'OSSERVATORIO Al termine della Via Eroica sorge un massiccio e solenne edificio costruito con grossi blocchi di pietra che nella parte superiore riproduce la forma di un colossale sarcofago. E' stato progettato e costruito dall'architetto Alessandro Limongelli ed offerto dalla città di Roma come ingresso principale della preesistente sistemazione del Sacrario. Nell'attuale collocazione l'edificio resta come monumento storico. L'Osservatorio è stato ricavato sopra il Portale Roma e vi si accede dal vasto ripiano alle sue spalle, mediante scale interne. Dal terrazzo si ha modo di osservare l'ampio panorama circostante in cui si possono individuare i punti di maggiore interesse storico mediante l'ausilio di un planimetria in bronzo che ne riporta le esatte indicazioni.


In un settore, a nord - est del portale Roma, sono state riunite le Spoglie di 10.295 caduti austro - ungarici rinvenute nelle zone circostanti. La sistemazione a loculi di 295 Caduti noti, su due ripiani sovrapposti, è analoga a quella degli italiani. I 10.000 Caduti rimasti ignoti sono raccolti in due urne ai lati della cappella centrale.


di Greta e Angela

Eccoci presso l’entrata della galleria.

Sul fianco destro della Caserma Milano si trova l’ingresso della Galleria Vittorio Emanuele III, in origine la Caserma e la galleria erano comunicanti per mezzo di un cunicolo interno che permetteva il passaggio in tutta sicurezza delle truppe e del personale.


Questa costruzione iniziò nel novembre 1917 sul progetto del Colonnello Nicola Gavotti, ufficiale del Genio Militare. Si trattò di un’opera di fortificazione veramente grandiosa, con il suo sviluppo di 5 chilometri interamente in galleria.


Ăˆ un'opera di fortificazione militare veramente grandiosa, progettata per potenziare la difesa del massiccio del Grappa. Ha uno sviluppo in galleria di circa 5 Km., consta di un braccio principale di m. 1.500, da cui si irradiano numerosi rami secondari, verso le postazioni dei pezzi di artiglieria e delle mitragliatrici, gli osservatori e gli sbocchi per sortite controffensive. Per realizzare la galleria, ricavata al di sotto della Cima Grappa, alta m. 3 e larga da 1,80 a 2,50 m,. fu necessario asportare circa 40.000 m.c. di roccia impiegando 24 perforatrici meccaniche.


Dopo aver visitato una parte della galleria, ci chiediamo come si poteva vivere durante la guerra, quando era abitata da 15.000 militari!


Gli Alpini: grandi protagonisti di Elisa e Vanessa

Formatisi il 15 ottobre 1872,ha creato il gruppo degli Alpini, il piÚ antico corpo di fanteria da montagna attivo nel mondo, originariamente creato per proteggere i confini montani, settentrionali dell'Italia con la Francia l’impero austro - ungarico e la Svizzera.


Alla Prima Guerra Mondiale gli Alpini, i “figli dei montiâ€? come li chiamava Cesare Battisti, parteciparono con 88 battaglioni e 66 gruppi di artiglieria da montagna per un totale di 240.000 alpini mobilitati. Quarantuno mesi di lotta durissima e sanguinosa costituirono per gli Alpini un’epopea di episodi collettivi ed individuali di altissimo valore e di indomita resistenza, di battaglie di uomini contro uomini, di uomini contro le forze della natura, di azioni cruente e ardimentose sulle alte vette dalle enormi pareti verticali, di miracoli di adattamento alle condizioni piĂš avverse e nelle zone alpinisticamente impossibili.


L'adunata nazionale degli alpini è una manifestazione a cadenza annuale che si svolge generalmente la seconda domenica di maggio in una cittĂ d‘Italia scelta di volta in volta dal consiglio direttivo nazionale degli Alpini per ricordare la prima adunata spontanea tenutasi 1920 sul monte Ortigara.


Quando incontri un alpino Il tuo cuore ritorna bambino Il pensiero corre in terre lontane e su innevate montagne. La penna che sventola fiera è, per ognuno, una bandiera. Nelle martoriate zone di guerra negli angoli massacrati della terra, la presenza di uomini fieri i poveri sogni rende piÚ veri e quando ad un bambino sul viso nella speranza ritorna il sorriso ogni fatica, tristezza dolore diventano un atto d’amore.


LA VITA NELLE TRINCEE DURANTE LA GRANDE GUERRA di Fabiola e Adrian Tutto era difficile all'interno di una trincea. Durante il periodo bellico i soldati dovevano affrontare dei momenti durissimi in prima linea, in strutture piĂš o meno provvisorie, con il costante terrore di essere prima o poi colpiti da qualche cecchino o dal ricevere l'ordine di prepararsi all'assalto. Esperienze che segnarono molti uomini per tutta la vita, come dimostrano i molti casi di malattie mentali sviluppate giĂ durante la guerra o appena torna ti nelle proprie case.


LE TRINCEE ANDAVANO DA QUELLE SULLA LINEA DEL FUOCO FINO ALLE RETROVIE; ERANO PROTETTI DA RETICOLATI DI FILO SPINATO E COLLEGATI TRA LORO PER MEZZO DI CAMMINAMENTI COSTRUITI NELLA PARTE POSTERIORE E PIÙ PROFONDA DELLO SCAVO, PER CONSENTIRE DI MUOVERSI LUNGO LE TRINCEE SENZA ESPORSI AL FUOCO NEMICO. IN MOLTI TRATTI DEL FRONTE, LE DUE TRINCEE NEMICHE DELLA PRIMA LINEA DISTAVANO POCHE DECINE DI METRI.

Una trincea ben costruita non doveva essere rettilinea per un lungo tratto, ma doveva fare uno zig-zag ogni 4 o 5 metri. Il pavimento, sempre in una trincea ben fatta, era coperto da un tavolato di legno, lungo il quale correvano canaletti per raccogliere l’acqua. Le pareti, che si sgretolavano di continuo, erano rafforzate da sacchetti di sabbia, lamiere di ferro ondulato oppure fascine, paglia o pali. Lungo le pareti delle trincee venivano scavate delle buche usate dai soldati per riposarsi. La trincea poteva essere coperta da un tetto fatto di sottili travicelli, che sostenevano uno strato di terra. Insomma era una tana, che poteva trasformarsi in una tomba.


Il bravo soldato, secondo i capi militari, doveva andare all’attacco in posizione eretta e a testa alta. Strisciare a terra o gettarsi in una buca per ripararsi dal fuoco, allora era considerato una prova di vigliaccheria e chi veniva sorpreso a farlo veniva immediatamente processato da un tribunale militare.


I soldati passavano poi a pulire le armi e a riparare le parti della trincea danneggiate durante la notte; oppure scrivevano lettere, si spidocchiavano o dormivano. Gli ufficiali ispezionavano, incoraggiavano e giravano attorno indagando sullo stato d’animo degli uomini. Sottoponevano a censura le lettere della truppa e si occupavano di compilare quotidianamente i prospetti sull’ammontare delle munizioni e la quantità di rifornimenti per la trincea. Bisognava inoltre inviare il resoconto delle perdite durante la notte. Bisognava scrivere le lettere di condoglianze ai parenti dei morti.


Si possono vedere ancora trincee, baraccamenti, postazioni per l'artiglieria, strade e mulattiere utilizzate dai soldati per trasportare i materiali dalle retrovie al fronte. Ma oltre a scoprire queste tracce, è interessante anche capire come e quando queste strutture siano state costruite. A Strada del Generale Giardino – Borso del Grappa B Sacrario Militare Italiano – Cima Grappa C Rifugio Bassano – Cima Grappa D Mulattiera – Massiccio del Grappa E Sentiero delle Meatte – Pian de la Bala F Valle delle Mure – Monte Grappa G Resti una teleferica – Monte Grappa H Trincee – Monte Palon I Campo di Battaglia – Monte Tomba L Monumento al Soldato d’Italia – Onigo di Pederobba M Sacrario Militare Francese – Pederobba N L’arte Ferita mostra permanete presso la Gipsoteca del Canova – Possagno O Centro documentazione Grande Guerra – Crespano P Forcella Mostaccin – Maser


Il problema della qualità era parzialmente sopperito dalle quantità distribuite. A differenza infatti del rancio austro-ungarico (molto più esiguo, specialmente nell'ultimo biennio), l'esercito italiano dava ogni giorno ai suoi soldati 600 grammi di pane, 100 grammi di carne e pasta (o riso), frutta e verdura (a volte), un quarto di vino e del caffè. L'acqua potabile invece era un problema e raramente superava il mezzo litro al giorno. Per coloro che si trovavano in prima linea la gavetta (o gamella) era leggermente più grande. Prima degli assalti inoltre venivano distribuite anche delle dosi più consistenti con l'aggiunta di gallette, scatole di carne, cioccolato e liquori. Oggi in diversi musei si possono ancora ammirare i contenitori di metallo che custodivano i 220 grammi di carne o, a volte, delle alici sott'olio e frutta candita. Ogni scatola era decorata con motti patriottici come "Savoia!" o "Antipasto finissimo Trento e Trieste".


di Alvise e Valentina


1914

AUSTRIA

AUSTRIA-UNGHERIA

SERBIA GERMANIA, ALLEATA DELL'AUSTRIA RUSSIA

• •

GERMANIA CONTRO LA FRANCIA, ALLEATA DELLA RUSSIA TRIPLICE ALLEANZA DI GERMANIA E AUSTRIA

GRAN BRETAGNA, ALLEATA DELLA FRANCIA

GERMANIA

ITALIA


• TRIPLICE INTESA (GRAN BRETAGNA, FRANCIA, IMPERO RUSSO L'ITALIA PER ORA NEUTRALE GIAPPONE

TRIPLICE ALLEANZA (AUSTRIA-UNGHERIA, GERMANIA E


1915 •

L'ITALIA ACCETTA DI ENTRARE IN GUERRA

TRIPLICE INTESA

• •

L'ENTRATA IN GUERRA DEGLI STATI

UNITI

DICHIARAZIONE FORMALE DI GUERRA CONTRO L'AUSTRIA.

ALLEANDOSI CON LA


1916

• •

• •

ROMANIA DICHIARA

GUERRA ALL'AUSTRIA-UNGHERIA

L'ITALIA MUOVE GUERRA CONTRO LA

CARLO I D'ASBURGO SUCCEDE

GERMANIA

A FRANCESCO

GIUSEPPE


• 1917 •

RIVOLUZIONE DI FEBBRAIO

USA MUOVONO GUERRA CONTRO LA GERMANIA DECIMA BATTAGLIA TRA ITALIA E

GRECIA AUSTRIA-UNGHERIA, IMPERO OTTOMANO ALL'AUSTRIA-UNGHERIA, SEGUITA DAL BRASILE

AUSTRIA

CONTRO BULGARIA, GERMANIA, CINA DICHIARA GUERRA ALLA GERMANIA E

CAPORETTO

RIVOLUZIONE DI OTTOBRE


1918

• •

ARMISTIZIO FRA ITALIA E

AUSTRIA-UNGHERIA

ARMISTIZIO CONFERENZA DI PACE DI TRATTATO DI VERSAILLES

PARIGI


Francesco Giuseppe I d'Austria

Francesco Ferdinando, l'arciduca ucciso a Sarajevo il 28 giugno 1914


Vittorio Emanuele III, re d'Italia

Armando Vittorio Diaz, capo di Stato Maggiore del Regio Esercito


Foto di gruppo dei generali italiani al Quirinale


Luigi Cadorna, generale italiano

Gabriele D'Annunzio, scrittore, comandante e aviatore


Francesco Ferdinando Carlo Luigi Giuseppe d'AustriaEste, arciduca degli Asburgo, erede al trono austroungarico

Guglielmo II, ultimo imperatore Germania e re di Prussia

di


Nicola II, ultimo Imperatore di Russia

Thomas Woodrow Wilson, presidente degli Stati Uniti


Il Generale Gaetano Giardino in alta uniforme. Comandante della 4° armata vincitore sul fronte del massiccio del Grappa

Monumento in suo onore a Bassano de Grappa


di Zoe e Beatrice

Il nome di guerra mondiale o anche Grande Guerra nasce in quanto fu il piĂš grande conflitto armato mai combattuto fino alla seconda guerra mondiale

Oltre 70 milioni di uomini furono mobilitati in tutto il mondo (60 milioni solo in Europa) di cui oltre 9 milioni caddero sui campi di battaglia; si dovettero registrare anche circa 7 milioni di vittime civili, non solo per i diretti effetti delle operazioni di guerra ma anche per le conseguenti carestie ed epidemie.


LE TRE BATTAGLIE DEL GRAPPA •


LA BATTAGLIA DI ARRESTO

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LA BATTAGLIA DIFENSIVA •


LA BATTAGLIA OFFENSIVA

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di Aurora e Gloria

Il fronte della Grande Guerra è oggi meta di un silenzioso pellegrinaggio tra forti, gallerie, trincee, caserme, fili spinati e crateri I popoli d’Europa, che si fronteggiarono proprio su queste montagne in una lunga guerra di posizione, ripercorrono la memoria di una tragedia


Monte Grappa Ossario Area Monumentale Monte Grappa Bassano diventa Bassano del Grappa dal 1928, dieci anni dopo la fine della Grande Guerra, a ricordo del massiccio su cui si combatterono le ultime battaglie cruciali seguite alla ritirata di Caporetto. L'area monumentale comprende: il Sacrario Militare, Il corpo principale di quella che fu durante il conflitto la "Caserma Milano", La Galleria Vittorio Emanuele III, che si sviluppa sotto la vetta del Grappa, Il Rifugio Bassano.


BASSANO E IL MONTE GRAPPA Nel corso della Prima Guerra Mondiale, in particolare dopo la rotta italiana di Caporetto, la città di Bassano si trovò coinvolta nel conflitto in prima linea. La città divenne un rifugio provvisorio per i soldati in fuga e per migliaia di civili incalzati dall'avanzata austro-ungarica. I danni al centro storico furono marginali grazie alla tenuta della linea di fronte sul Grappa che costò circa 22.000 morti; complessivamente si stima un numero di circa 70.000 unità tra caduti, feriti, prigionieri e dispersi.


VICENZA

Vicenza, città di confine, con il fronte a poche decine di chilometri, fu dichiarata zona di guerra già il 23 maggio del '15, assieme all'intero territorio provinciale. Vicenza fu sede del Comando della I Armata e vide passare un gran numero di combattenti, ma non fu teatro di scontri grazie alla vittoria riportata dall'esercito italiano sugli Austriaci a Vittorio Veneto che impedì il tentativo austro-ungarico di dilagare nella pianura. Museo del Risorgimento e della Resistenza Il museo raccoglie memorie di eventi e di personaggi che appartengono alla storia d'Italia e che furono protagonisti nelle vicende storiche della città. Nella sala n. 4 si trova la sezione dedicata al Primo Confl itto Mondiale. Le raccolte includono manoscritti, cimeli, uniformi, decorazioni, fotografi e e carte geografi che, nonché lettere, inni e canti patriottici che descrivono i sentimenti popolari dell'epoca.


La galleria era difesa da ben 72 cannoni e circa 70 mitragliatrici in grado di far fuoco su entrambi i versanti della cima.


Artiglieria Prima Guerra Mondiale Regio Esercito Italiano - Impero Austro Ungarico Cannone da 120 B e C

Il cannone da 120 B e C nel 1915 era già antiquato. Il calibro da 120 mm era considerato con favore all'inizio del '900, ma poi non si era dimostrato adatto alla distruzione delle fortificazioni campali e permanenti. I cannoni da 120 mm entrarono in guerra con due importanti limitazioni dovute al diverso calibro, rispetto a quello più in uso nell' Esercito , che costringeva a produrre proiettili con differenti lavorazioni meccaniche ed alla scarsa durata della canna che andava fuori uso dopo circa 700 colpi. Il cannone da 120 mm "campale", montato su un affusto a ruote, aveva un sistema di alzo a doppio vitone concentrico che per effetto del violento rinculo si deteriorava rendendo il tiro impreciso. Caratteristiche Tecniche Calibro 120 mm Otturatorea vite cilindrica Rigatura sinistrorsa Peso senza affusto Kg 1422 Freni (a paiuolo) idraulici o a rotaie cingolate Affusto a ruote rigido Alzo di tiro a vitone 45° / -10° Gittata massima (granata) 7700 m Peso della granata Kg 16,5 Proiettili granata, shrapnel e mitraglia


Il Cannone da 149/35 Mod. 1901 venne utilizzato dal Regio esercito e fu uno dei primi esemplari di cannone in acciaio di fabbricazione italiana (in quanto prodotto nei cantieri della società Armstrong a Napoli). Denominato al momento dell’adozione Cannone da 149° prima della Grande Guerra, venne utilizzato sia su affusto da assedio mobile che in installazioni fisse in torretta corazzata; per queste ultime venne realizzata una versione su affusto a deformazione chiamata 149/35 A. (Armstrong).


Cannone da 37/12 Questo cannoncino fu distribuito ai Gruppi Alpini negli ultimi mesi del 1918 Someggiato o trainato su affusto a ruote, veniva messo in posizione appoggiandolo su due gambe arpionate, come appare nelle immagini. Costruito in acciaio, dal peso di 72 kg, aveva l'anima della canna solcata da 12 righe elicoidali sinistrorse. L'otturatore era del tipo a blocco ed il congegno di percussione si armava automaticamente aprendo la culatta. Possedeva anche il congegno di puntamento in direzione ed elevazione, uno scudo di lamiera d'acciaio. ed un vomero. Gittata massima 2200 mt, utilizzava una granata d'acciaio da 670 gr munita di spoletta a percussione.


Cannone da 75/27 Mod 1911

Questo cannone appartiene ai pezzi d'artiglieria conservati all'esterno del Sacrario del Monte Grappa Collegamento alla pagina dedicata al Sacrario del Monte Grappa Il cannone 75/27 Mod. 1911 raffigurato nelle immagini sottostanti fu costruito nel 1918 dalla acciaieria Franchi


Obice da 75/13 Mod 1915 Questo obice appartiene ai pezzi d'artiglieria conservati all'esterno del Sacrario del Monte Grappa


MORTAIO Austroungarico SKODA DA 305/10 P.B. MODELLO 1911


BOMBARDA AUSTRO UNGARICA calibro 22,5 cm Modello 1915 Bรถhler Kapfenberg m Le due bombarde illustrate appartengono ai pezzi d'artiglieria conservati all'esterno del Sacrario del Monte Grappa


MATTEO FABBIAN, UN ARTIGLIERE DIVENUTO AVIATORE di Matteo Carlesso


Matteo Fabbian nacque a Borso del Grappa Il 13 dicembre1890 da famiglia benestante, infatti riuscì a studiare al liceo.


â—?

• Dal fronte spediva spesso lettere alla famiglia




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La guerra, di ieri, di cento anni fa, di oggi, la guerra di sempre lascia dietro di sé distruzione, morte, sofferenza. Per questo, oggi più che mai dobbiamo far crescere in noi e in tutto il mondo la convinzione che la pace è possibile e che ognuno di noi può dare il proprio contributo, anche nelle piccole cose, anche nel quotidiano. La pace è possibile quando al posto di un NO, si riesce a mettere un Sì, quando si accettano gli altri nelle loro diversità e quando ci si impegna ogni giorno a condividere e a collaborare.

Alla scoperta del sacrario di cima grappa pdf  
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