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In generale si può affermare che cattivo e buon gusto siano stati nel corso della storia e siano tutt’oggi classificabili in base ad almeno cinque parametri comuni, sui quali il contesto culturale di riferimento influisce solo in parte

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operando un netto distinguo con il brutto autoreferenziale39. Il TAB infatti non è un cattivo gusto esclusivamente soggettivo. In generale si può affermare che cattivo e buon gusto siano stati nel corso della storia e siano tutt’oggi classificabili in base ad almeno cinque parametri comuni, sui quali il contesto culturale di riferimento influisce solo in parte. Il gusto può essere classificato in termini di: 1) target, 2) inconsapevolezza o consapevolezza, 3) artificiosità o spontaneità, 4) invenzione o imitazione 5) autoreferenzialità o condivisione. I target di riferimento sino a oggi identificati sono i tre precedentemente esplicitati: pubblico d’élite, pubblico diffuso e pubblico di massa. L’inconsapevolezza passiva o consapevolezza attiva indicano quanto il gusto di un’opera d’arte sia stato creato o ottenuto in modo intenzionale. L’artificiosità o spontaneità può evidenziare la differenza tra effetti di gusto previsti dal creatore ed effettivamente percepiti dall’osservatore. L’invenzione o imitazione riguardano gli indici di originalità, innovazione o emulazione con cui un’opera d’arte è stata concepita e realizzata.Infine, la modalità di condivisione autoreferenziale o sociale del gusto può spaziare dalla comunicazione ‘fan dorflista’ soggettiva a quella ‘trashista’ coatta. Un’icona del cattivo gusto TAB è l’opera The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living realizzata nel 1991 dall’artista di origini inglesi Damian Hirst. Maturata la sua adolescenza frequentando l’obitorio di Leeds con un amico micro biologo e testando quotidianamente l’ampia gamma degli esseri viventi, e non, che si possono comprare oggi attraverso la rete, l’artista da anni espone ‘in vetrina’ il concetto centrale e sempre più cult di circolarità della vita e della morte, tra ironia e orrore. Damian Hirst compera sulla rete la carcassa di una mucca morta, la divide a metà e inserisce ciascuno dei due resti all’interno di vasche contenenti formaldeide in grado di conservarli fino a renderle icone di vita eterna o, se si preferisce, nuova vita. Queste opere, come molte altre realizzate dallo stesso autore, appariranno scandalose e non semplicemente di cattivo gusto solo a coloro che non hanno interesse a sviluppare una sensibilità di gusto critica in linea con la concezione contemporanea di ‘non morte’.

39  Cfr. Ibidem, p. 92.

Il meta – progetto La comunicazione del percorso sino a ora esplicato stimola una duplice, ma speculare, modalità di condivisione: da un lato lo scambio dei contenuti storici, filosofici, estetici e artistici in tema di cattivo gusto e dall’altro l’impiego di segni e codici efficaci in termini di coinvolgimento qualitativo sull’argomento preso in esame. Appurata la volontà concettuale di conoscere, fare coscienza e diffondere il brutto nell’arte contemporanea, si è identificato come obiettivo progettuale la creazione di un web media fortemente connesso ai social network. L’attenta analisi dei contenuti e codici comunicativi storici, filosofici, estetici e artistici volta a definire il brutto nell’arte in divenire, stimola la spontanea condivisione del percorso sino a ora esplicato. Come appurato, la comunicazione efficace del brutto nell’arte contemporanea, sia dal punto di vista denotativo che connotativo, è strettamente connessa alla diffusione di una sensibilità per il gusto e il cattivo gusto in particolare da parte di un pubblico incline a veicolare interesse sull’argomento. Il meta - progetto posto in essere intende aiutare l’uomo contemporaneo, appartenente al pubblico diffuso e di massa, a sviluppare conoscenza di gusto per discernerlo in cattivo e buono. Avere coscienza di gusto significa liberarsi proattivamente e quotidianamente da stereotipi e pregiudizi per riuscire a comprendere criticamente e condividere la sensibilità diffusa nella propria contemporaneità. Tanto più si ha coscienza di gusto, tanto più si comprende la propria epoca e le opere d’arte contemporanee che la rappresentano per riflesso. Se l’arte è trasposizione della contemporaneità e dell’uomo che in essa vive, si può affermare che lo stakeholder del cattivo gusto TAB appartenga a un pubblico diffuso che da un lato esprime itinerari autoreferenziali di gusto, ma dall’altro impiega spontaneamente codici comunicativi condivisi nel web 3.0. Sulla base di questa apparente schizofrenia contemporanea, si è deciso di realizzare un progetto capace di comunicare in modo auto referenziale e condiviso allo stesso tempo: un taccuino multimediale.

Tanto più si ha coscienza di gusto, tanto più si comprende la propria epoca e le opere d'arte contemporanee che la rappresentano per riflesso

Un taccuino multimediale

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IUSVEeducation n2 2013  

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