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cinematografiche, incoraggiando al contempo le pratiche legali. L'impianto normativo ha come braccio operativo l’Alta Autorità per la Diffusione delle Opere e la Protezione dei Diritti su Internet (HADOPI) che è incaricata di monitorare le attività degli utenti e dissuaderli in modo graduale da pratiche illecite (due warning preliminari saranno seguiti, in caso di recidiva, da sanzioni, comprendenti anche la disconnessione da internet, comminabile in via giudiziale). Il sistema ha iniziato a funzionare dall’ottobre 2010, entrando ora nella piena operatività: dopo aver proceduto all'individuazione degli utenti (sarebbero per ora circa 100 mila), l'Autorità sta inviando la prima serie di avvisi preliminari. Sarà dunque necessario attendere un pieno rodaggio del meccanismo prima di trarre valutazioni. Quale tentativo di contenimento del fenomeno delle violazioni dei diritti d'autore in internet, la disciplina sinora delineata non sembrerebbe generare risultati pienamente positivi, tanto più in considerazione del carattere transnazionale che caratterizza il web. Peraltro, come recentemente annunciato sulla stampa, saranno probabilmente avviate delle rivisitazioni della legge, tant’è che già si parla di un’HADOPI 3 (essendo la HADOPI 2 intervenuta a seguito della pronuncia del Consiglio costituzionale francese del 10 giugno 2009). Germania Il dibattito attualmente in corso in Germania vede contrapporsi, da un lato, le tesi del "Partito dei Pirati" e dei cd. nativi digitali che ritengono superate le regole del mondo analogico, basate su un'obsoleta concezione della proprietà intellettuale, e rivendicano la libera e piena fruizione dell'accesso alla rete, anche ove ciò si traduca nell'appropriazione in maniera gratuita delle prestazioni intellettuali altrui e, dall'altro, i tentativi di interessi corporativi di strumentalizzare il diritto d'autore per salvaguardare modelli economici di sviluppo superati. La riflessione riguarda l’individuazione degli strumenti da adottare per un'efficace applicazione della normativa esistente, in aggiunta alla diffida utilizzata da tempo nel diritto civile per affermare pretese in via extragiudiziale. Tra le possibili alternative, sono state scartate a priori misure come la legge HADOPI e blocchi di accesso a internet, considerate invasive ingerenze nella libertà di comunicazione, nonché il cd. “flat rate” della cultura (quota forfettaria che ogni titolare di una connessione internet dovrebbe pagare per l'utilizzo di tutti i contenuti della rete) ritenuto non valido in quanto implicante una collettivizzazione forzata dei diritti e un conseguente violento conflitto tra autori per la ripartizione delle entrate, riducendo inoltre il diritto d'autore a una mera pretesa di indennizzo.

9 398/11/CONS

Schema regolamento copyright agcom  

il testo segnalato da agcom.it

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