Page 5

pur ravvisando l’idoneità della normativa di riferimento a conferire efficacia e solidità all’emanando regolamento, invita a un’attenta valutazione della questione, a fronte del probabile rischio di impugnazione dello stesso da parte di soggetti interessati a impedirne l’applicazione per la sua capacità di interferire su attività di impresa basate sullo sfruttamento senza titolo della proprietà intellettuale altrui. Anche un altro operatore invita alla cautela, al fine di evitare tensioni normative, nonché sovrapposizioni ed incoerenze tra i diversi livelli di enforcement delle regole. Un altro soggetto, infine, reputa fondamentale l’intervento del legislatore e del regolatore per la propria parte di competenza, purché ciò non leda in alcun modo le dinamiche concorrenziali del mercato della distribuzione dei prodotti audiovisivi. Un’altra parte dei rispondenti si oppone alle posizioni espresse dall’Autorità. In particolare, uno di essi fa presente che l’analisi contenuta nel Documento posto in consultazione corre il rischio di apparire limitata, non tenendo conto dell’effettiva ampiezza del mercato di riferimento, in cui l’offerta dei contenuti digitali, oltre a internet e tv-on-demand, avviene altresì tramite telefono cellulare (dispositivi mobili); posizione analoga è quella espressa da un altro partecipante, che ritiene l’analisi condotta dall’Autorità incompleta in quanto sbilanciata a favore di problematiche concernenti il mercato audiovisivo a svantaggio di quello musicale. Sulla stessa linea si pone un altro operatore, che osserva che le misure proposte si caratterizzano per una spiccata propensione all’analisi delle criticità tipiche dei media audiovisivi, dei gestori dei siti web, dei fornitori di connettività e di servizi di caching/hosting, lasciando invece nell’ombra la questione dei rapporti tra editori e operatori di comunicazione elettronica, e trascurando di tutelare tutte le opere dell’ingegno di artisti, scrittori, giornalisti ed editori, su qualsiasi piattaforma esse vengano distribuite, a cominciare dalla rete. Diversi soggetti intervenuti non ravvisano, nel combinato disposto dagli articoli 32-bis del Testo unico e 182-bis e 182-ter della legge n. 633/1941, alcun fondamento ad un potere regolamentare dell’Autorità sui contenuti digitali immessi in rete, stante la limitazione dell’ambito di applicazione dello stesso ai soli servizi di media audiovisivi e radiofonici, e ritengono che qualsiasi disposizione che incida sulla tutela dei diritti d’autore, in primis i provvedimenti inibitori, debba essere introdotta esclusivamente attraverso norme di rango primario. Sulla stessa linea si pone un altro partecipante, che reputa illegittimo qualsiasi intervento dell’Autorità che esuli dalle competenze di vigilanza ai fini della segnalazione agli organi di polizia giudiziaria ad essa attribuite dagli articoli 182-bis e 182-ter della legge n. 633/1941, e richiama l’attenzione sulla necessità di incrementare tale attività di vigilanza, con particolare riguardo a internet. Dello stesso avviso anche un altro intervenuto, che esprime perplessità sul coordinamento tra le diverse norme che attribuiscono competenze all’Autorità in questa materia, e di conseguenza sul fondamento giuridico dei poteri di intervento di quest’ultima. Due operatori, infine, considerata l’obsolescenza dell’attuale impianto normativo nazionale in materia di diritto d’autore, invitano l’Autorità ad una sospensione della procedura in attesa delle iniziative che il Parlamento vorrà assumere in materia all’esito di un più ampio dibattito. 5 398/11/CONS

Schema regolamento copyright agcom  

il testo segnalato da agcom.it