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Anche la Commissione europea riconosce, all’interno della già citata Comunicazione “Sui contenuti creativi online nel mercato unico” tra le problematiche che ostacolano lo sviluppo del mercato dei contenuti on line, e che richiedono un intervento a livello dell’UE, l’adozione di licenze multiterritoriali per i contenuti creativi, e nella citata Comunicazione “Un'Agenda digitale europea”, propone soluzioni più agevoli, più uniformi e tecnologicamente neutre per le licenze transfrontaliere e paneuropee nel settore audiovisivo al fine di stimolare la creatività e aiutare i produttori e i distributori di contenuti, a vantaggio dei cittadini europei. L’esperienza di applicazione dello strumento proposto, soprattutto nei paesi scandinavi, dimostra che si tratta di un sistema particolarmente indicato nel settore librario e che presenta potenzialità in merito all’esigenza di favorire lo sviluppo delle biblioteche digitali. D’altra parte, anche su tale considerazione si fondano gli argomenti contrari. In particolare, si segnala che le licenze collettive presentano efficacia differenziata in rapporto a diversi settori (biblioteche vs. cinema) e modalità di utilizzo (file sharing vs streaming). Esigenze di approfondimento emergono anche in merito alla valutazione della linea di azione riguardante l’introduzione di offerte di accesso a internet mediante la formula del contratto “munito di licenza”. In particolare, la consultazione pubblica ha evidenziato rischi legati alla regolamentazione diretta delle condizioni generali di offerta per i contratti di accesso a internet, in quanto un meccanismo come quello ipotizzato potrebbe impropriamente tradursi nell’imposizione – secondo alcuni soggetti – di una tassa di scopo. A fronte di benefici legati alla possibilità di introdurre forme innovative di remunerazione degli utilizzi di opere protette in internet, nonché elementi di trasparenza e cooperazione tra gli attori della catena del valore, soprattutto a vantaggio dei consumatori e dello sviluppo dell’offerta legale, il problema posto riguarda l’esigenza di approfondire i rischi di alterazione delle dinamiche di prezzo nel mercato retail dei servizi a banda larga. L’azione proposta ha costituito oggetto di posizioni discordanti tra gli attori del mercato. Dal momento che il meccanismo ipotizzato nelle linee di provvedimento si fonda sull’adesione volontaria degli attori della catena del valore agli accordi collettivi sugli utilizzi di contenuti digitali protetti, ne consegue che l’efficacia dello strumento proposto è fortemente condizionata al grado di adesione volontaria di siffatti soggetti. Inoltre, la rilevanza e peculiarità dei rischi evidenziati nella fase di consultazione pubblica suggeriscono l’opportunità di approfondimento in relazione al potenziale impatto delle azioni proposte e di eventuali soluzioni alternative che possono essere adottate dagli attori del mercato attraverso l’autoregolamentazione. Al riguardo, un’attività di approfondimento appare utile anche al fine di esaminare l’evoluzione tecnologica del settore e l’impatto sulla neutralità della rete, tenendo conto delle tendenze attuali e dei possibili scenari di mercato. Stante la divergenza delle posizioni tra le categorie di soggetti interessati, diviene centrale, con riferimento anche alla tematica degli accordi collettivi di licenza, il 49 398/11/CONS

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il testo segnalato da agcom.it