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Un soggetto rileva la necessità di un coordinamento fra la normativa penale che disciplina i reati in materia di copyright (e la competenza dell’Autorità giudiziaria ordinaria) e l’intervento dell’Autorità amministrativa attuato attraverso la rimozione selettiva. Un altro soggetto solleva la necessità di individuare preventivamente una valida e definita modalità di intervento sui siti non presenti sul territorio nazionale che violano la normativa sul diritto d’autore. Secondo questo partecipante, infatti, un intervento che prenda in considerazione solo i siti stabiliti in Italia è del tutto privo di efficacia. Si evidenzia altresì l’obiezione preliminare mossa da un altro soggetto intervenuto, basata sull’esperienza di paesi esteri, volta ad evidenziare la parzialità dell’efficacia della procedura di notifica e rimozione. Alcuni soggetti hanno eccepito una valutazione di incompetenza dell’Autorità, in quanto ad essa si riconoscono meri poteri di vigilanza e non anche ordinatori, accertativi o sanzionatori nei confronti degli operatori coinvolti. Viene ribadito, peraltro, che l’Autorità dispone del potere di emanare disposizioni regolamentari volte ad assicurare esclusivamente che i fornitori di servizi di media audiovisivi operino nel rispetto dei diritti d'autore e dei diritti connessi, in forza dell’art. 32-bis del Testo unico. Questa posizione è condivisa da alcuni soggetti, di cui uno rileva l’opportunità di un intervento normativo di rango primario finalizzato anche ad una più puntuale individuazione delle competenze e dei poteri dell’Autorità sulla materia. Sul punto alcuni ipotizzano un conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato e un tentativo di espropriazione dei poteri della Magistratura. Alquanto radicata l’opinione che la procedura di notice and take-down sia incompatibile con la normativa italiana, sovranazionale ed europea, condivisa da alcuni soggetti, mentre uno in particolare la reputa del tutto sproporzionata rispetto allo scopo. Un soggetto, inoltre, esprime ulteriori dubbi derivanti dall’incompatibilità con gli accordi TRIPS di una procedura di rimozione suscettibile di applicazione indiscriminata in relazione a qualsivoglia genere di contenuto audiovisivo, ivi inclusi quelli aventi portata informativa e/o costituenti esercizio di diritto di cronaca e/o inserite nell’ambito di testate telematiche regolarmente registrate. Sull’inibizione dell’accesso ai siti illegali Dall’analisi dei contributi pervenuti dai soggetti coinvolti nella consultazione pubblica, appare evidente l’attenzione per la misura che comporta l’inibizione all’accesso ai siti che utilizzano contenuti in violazione di legge mediante il blocco del nome di dominio o dell’indirizzo IP. La predisposizione di black list è stata invece frequentemente ritenuta inefficace e di difficile implementazione. Su questa posizione concordano diversi soggetti di cui uno, in particolare, auspica il blocco amministrativo per quei siti scarsamente collaborativi con i titolari dei diritti e i produttori o con server all’estero e che traggono profitto dall’uso illegittimo 39 398/11/CONS

Schema regolamento copyright agcom  

il testo segnalato da agcom.it

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