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qualsiasi sito distributivo, inclusi quelli di indicizzazione, un altro che espressamente auspica soluzioni idonee al caso in cui i server cui i link rinviano potrebbero essere all’estero, altri ancora, che a loro volta evidenziano la rilevanza del ruolo dei social network, in considerazione del fatto che molti link di collegamento a materiale illegale vengono regolarmente pubblicati sulle pagine individuali degli stessi. In accordo con quanto appena esposto, un soggetto suggerisce di segnalare all’hosting provider e non al gestore o operatore del sito la rimozione del materiale illegale memorizzato nel server. La rilevanza del ruolo dei social network viene sottolineata anche da un soggetto che sollecita l’adozione di misure specifiche per i motori di ricerca oltre che per i social network, in considerazione del ruolo che entrambi svolgono per la veicolazione di contenuti protetti utilizzati illecitamente. Rispetto al ruolo del gestore del sito nella valutazione della fondatezza delle richieste del titolare dei diritti, alcuni soggetti hanno manifestato perplessità nei confronti dell’attività di tipo valutativo “paragiudiziale”, come definita da un soggetto. Secondo un altro soggetto, non è possibile imporre al gestore del sito un’attività di valutazione che sarebbe, al contrario, di competenza di un organo giudicante. Da parte di alcuni soggetti, di contro, si auspica che l’Autorità stabilisca ex ante i requisiti minimi delle notifiche, eventualmente attraverso la predisposizione di “linee guida”. Un soggetto sollecita invece la creazione di una “banca dati / casistiche” che consenta una più agevole individuazione di violazioni e reiterazioni degli illeciti. Altrettanto uniformemente si ripropone l’esigenza di una più accurata definizione dei ruoli soggettivi coinvolti (distinti da alcuni partecipanti in hosting provider, content provider, access provider), rispetto alla quale diversi soggetti ritengono che sia necessario procedere al più presto, per consentire una chiara individuazione delle responsabilità dei soggetti coinvolti, in particolare rispetto al mere conduit. Per ciò che concerne la fase sanzionatoria, ad opinione di alcuni soggetti è necessario fornire precisazioni in merito a tempistica, modalità e procedura, mentre solo un soggetto suggerisce di prevedere per la recidiva ulteriori sanzioni, oltre a quelle economiche, in linea con quanto già disposto dal d.lgs. n. 70/2003 sul commercio elettronico. Sempre in merito alla repressione della recidiva, un soggetto suggerisce di introdurre un meccanismo di inibizione forzata, da parte del gestore del sito, dell’accesso per quegli utenti che caricano ripetutamente contenuti illegali. Viene altresì proposto di inibire l’accesso al sito se è lo stesso gestore che effettua l’upload dei contenuti illegali e la predisposizione per i siti di banner informativi relativi alla normativa vigente in materia di diritto d’autore, da realizzarsi da parte dell’Autorità medesima. Diversi soggetti ritengono poi che l’inottemperanza all’ordine di rimozione impartito dall’Autorità sia l’unica ipotesi nella quale sia possibile comminare sanzioni agli operatori. Ulteriori perplessità condivise da un soggetto e, in parte, da un altro, riguardano l’eventuale impugnazione degli ordini di rimozione dell’Autorità dinanzi alla giustizia 37 398/11/CONS

Schema regolamento copyright agcom  

il testo segnalato da agcom.it

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