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di comunicazione avallate dalla rete che non cambiano solo il modo con cui gli individui e i gruppi si rapportano tra di loro; ma anche il modo di rapportarsi con le cose, rivoluzionando volumi e standard di fruizione della Società dell’Informazione. La Commissione europea, già nel 2007, nella sua Comunicazione “Un approccio europeo all'alfabetizzazione mediatica nell'ambiente digitale” (COM/2007/833), sottolinea come l’alfabetizzazione mediatica costituisca una competenza fondamentale all’interno di suddetta società e riconosce tra le caratteristiche sostanziali della stessa “l'essere consapevoli dei problemi di copyright, essenziali per una "cultura della legalità", specie per le generazioni più giovani nella loro duplice veste di consumatori e produttori di contenuti”. Con particolare riferimento alla alfabetizzazione mediatica on line, inoltre, sottolinea come sia indispensabile “sviluppare le competenze in materia di produzione e la creatività digitale e incoraggiare la consapevolezza dei problemi connessi al copyright” oltreché “fare opera di sensibilizzazione sul modus operandi dei motori di ricerca ed imparare ad utilizzare meglio i motori stessi”. La percentuale di utenti che fruiscono di contenuti audiovisivi è in costante aumento, ed è altrettanto in crescita il numero degli utenti che utilizzano la rete per accedere a contenuti coperti da copyright senza il consenso dell’autore e senza essere sempre consapevoli di adottare comportamenti in violazione delle regole poste a presidio dello stesso. Tra questi i giovani rappresentano la fascia di popolazione che utilizza in misura più intensa la rete (specialmente nel campo dell’intrattenimento), che ha maggiore dimestichezza con il mezzo e, sovente, una minore disponibilità economica. Di conseguenza, è probabile che essi mostrino una maggiore propensione al consumo di prodotti digitali distribuiti attraverso i canali illegali. Considerando, inoltre, che il mercato italiano, secondo i dati del citato Digital Agenda Scoreboard del 2011, è sostanzialmente in linea con la media europea anche per quanto riguarda il costante aumento e utilizzo di contenuti on line “user-generated” disponibili sul web, la quota di utenti italiani che caricano contenuti audiovisivi on line è prossima alla media europea (30%) quando l’attività riguarda la creazione di video, mentre è nettamente superiore quando i contenuti user-generated riguardano i contenuti testuali, ad esempio i c.d. post. Questo dato trova peraltro riscontro nell’ampia diffusione di social network, dove l’Italia risulta tra i principali mercati europei, anche per gli accessi da rete mobile. D’altra parte, l’incremento di banda disponibile grazie agli investimenti in banda larga, e il trend positivo nell’espansione degli utenti internet, lasciano presumere che l’importanza degli user-generated content sia destinata a crescere. Ciò significa che tende ad aumentare il numero di soggetti che possono mettere in circolazione illegalmente materiali protetti anche in assenza di finalità lucrative. La tendenza diffusa all’utilizzo della rete, inoltre, promuove l’affermarsi di scenari prima inediti in cui gli smartphone, i tablet e le chiavette amplificano l’interazione e lo scambio fra individui, ma consumano banda e postulano una connessione always on, un internet ubiquitario. Tutto ciò implica non solo volumi di 33 398/11/CONS

Schema regolamento copyright agcom  

il testo segnalato da agcom.it

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