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pagamento innovativi. Lo stesso sottolinea, in aggiunta, che i pagamenti possono basarsi su abbonamenti o tariffe flat incluse nel servizio di connessione dell’operatore che offre il servizio di messa a disposizione di contenuti legali, o, come proposto dall’Autorità, basati su m-payment. Inoltre suggerisce – in considerazione dell’esiguità dei pagamenti stessi – la possibilità per gli operatori di comunicazioni elettroniche e di utenze ADSL/banda larga di far pagare in bolletta ai propri utenti o clienti la fruizione di musica legale. Alcuni soggetti sono essenzialmente d’accordo sull’azione propositiva dell’Autorità per favorire l’adozione di modelli di pagamento innovativi che semplifichino l’acquisizione dei contenuti sulle piattaforme legali da parte dei consumatori. Di questi qualcuno ritiene più opportuno fare riferimento a “tutte le possibili forme di pagamento”, senza indicarne una specifica. Un soggetto, in particolare, giudica superfluo e limitante il proposto riferimento agli m-payment, poiché quella elettronica è ormai la forma di pagamento più utilizzata dagli utenti; suggerisce, pertanto, al pari di un altro soggetto, di ricorrere all’espressione “qualsiasi forma di pagamento ammessa dalla normativa vigente”. Qualcuno ritiene che queste debbano essere comunicate ai consumatori nel corso delle campagne promozionali dei servizi legali organizzate dagli operatori del mercato. Un altro non lo ritiene necessario, essendo i contenuti digitali già fatturabili all’interno del conto telefonico e/o traffico prepagato, ai sensi del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11 in attuazione della direttiva 2007/64/CE, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, Più articolata la posizione di un soggetto che, con riferimento alle forme di pagamento, ritiene opportuna l’individuazione di modalità semplici e all’avanguardia, a condizione che le piattaforme in cui tali pagamenti avvengono siano interoperabili e che non si costituiscano posizioni di gate-keeping da parte di soggetti che le gestiscono nei confronti dei fornitori di contenuti, con conseguenti effetti negativi sulla dinamica del prezzo. Alcuni soggetti sono in disaccordo con la proposta avanzata dall’Autorità. Tra questi qualcuno ritiene che i costi per la fruizione legale dei contenuti non andrebbero attribuiti agli utenti. A riguardo, qualcun altro chiede che anche per ciò che concerne le forme di pagamento, venga lasciata la massima libertà alla collettività, affinché la libertà del mercato conduca automaticamente alla creazione di nuove forme di pagamento. Mail informativa La gran parte dei soggetti intervenuti concorda con l’ipotesi di una mail informativa prospettata dall’Autorità. Tra questi un soggetto solleva dubbi circa la praticabilità della soluzione e propone di richiedere agli hosting provider di impiegare il massimo impegno per la conservazione di informazioni aggiornate e accurate riguardo ai propri 31 398/11/CONS

Schema regolamento copyright agcom  

il testo segnalato da agcom.it

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