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impositiva ex ante da parte dell'Autorità in questo specifico ambito, circoscritta dal perimetro dell’art. 5, comma 1, lett. f), del Testo unico, che impone alle emittenti, anche radiofoniche digitali, e ai fornitori di servizi di media a richiesta, “in caso di cessione dei diritti di sfruttamento di programmi, di osservare pratiche non discriminatorie tra le diverse piattaforme distributive, alle condizioni di mercato, fermi restando il rispetto dei diritti di esclusiva, le norme in tema di diritto d'autore e la libera negoziazione tra le parti”. Le linee di azione proposte nel documento posto a consutlazione sono, pertanto, volte a favorire lo sviluppo del mercato dei contenuti digitali, promuovendo l'eliminazione di ostacoli che ne frenano la naturale evoluzione, stimolando gli operatori a proporre un’offerta di contenuti legali più ricca e competitiva, in un'ottica a vantaggio, altresì, del cittadino/utente. Tali azioni potranno utilmente essere esplicate nell’ambito del Tavolo tecnico con la partecipazione di tutti gli attori interessati. Nel corso delle audizioni svolte durante la consultazione pubblica, non è mancato un proficuo confronto con gli stakeholder, da cui sono emersi numerosi spunti degni di ulteriore riflessione: tra questi, una misura particolarmente efficace ed utile appare quella relativa alla possibilità di prevedere e pubblicizzare adeguatamente una “white list”, ovvero una sorta di certificazione di qualità dei siti che offrono contenuti audiovisivi legali. In tal modo si potrebbe offrire un valido contributo alla divulgazione dei siti che offrono contenuti nel rispetto della normativa sul diritto d’autore, rendendo preferibile la trasmissione legittima dei materiali a scapito dei siti pirata, promuovendo azioni di incentivazioni quali la possibilità per i siti certificati di trasmettere contenuti in HD o avere accesso a contenuti premium. Per quanto riguarda la questione dell’interoperabilità delle piattaforme rispetto ai sistemi di pagamento, alla luce di quanto evidenziato da molti operatori in ordine alla difficile implementabilità di meccanismi di tal tipo, soprattutto in considerazione della pendenza del processo di recepimento della direttiva comunitaria sui servizi di pagamento 2007/64/CE che individua le categorie di prestatori di servizi di pagamento che possono legittimamente operare in tutta l’Unione europea e introduce un nuovo tipo di intermediario (l’istituto di pagamento) con uno statuto giuridico coordinato a livello comunitario, si terrà conto degli approfondimenti in corso presso la Banca d’Italia. 3. Le finestre di distribuzione (cfr. punto 3.3.3 dell’allegato B alla delibera n. 668/10/CONS) Posizioni principali dei soggetti intervenuti Sulla rimodulazione delle finestre Le posizioni degli operatori intervenuti si dividono in favorevoli a una revisione generale del sistema delle “windows”, parzialmente favorevoli, contrari e neutrali, ovvero soggetti che non hanno fornito alcuna risposta ai quesiti. 24 398/11/CONS

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il testo segnalato da agcom.it

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