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orfane, con lo scopo di renderle disponibili on line. Il Commissario Ue per il mercato interno, Michel Barnier, il 24 maggio 2011 ha dichiarato “Per l’economia europea è essenziale che all’interno del mercato unico sia garantito il giusto livello di tutela dei diritti di proprietà intellettuale (...) Il progresso ha bisogno di nuove idee e conoscenze, non ci sarà nessun investimento nell’innovazione senza tutela dei relativi diritti. D’altra parte la prosperità di nuovi modelli commerciali e della diversità culturale dipendono dall’accesso ai contenuti culturali, ad esempio alla musica online, da parte di consumatori e utenti. Il nostro obiettivo è trovare un equilibrio tra queste esigenze per un rispetto globale dei diritti di proprietà intellettuale e per far sì che il quadro europeo della proprietà intellettuale costituisca una risorsa per imprese e cittadini, stando al passo con l’era digitale e con la concorrenza delle idee di un mondo globalizzato”. Sulla necessità di un intervento congiunto da parte di Commissione e Stati membri per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale si è pronunciato in più occasioni anche il Parlamento europeo. In particolare, nel Documento di seduta A7-0175/2010 del 3 giugno 2010, recante “Relazione sull'applicazione dei diritti di proprietà intellettuale nel mercato interno - (2009/2178(INI)”, il Parlamento, evidenziando come il fenomeno delle violazioni dei diritti della proprietà intellettuale on line abbia raggiunto proporzioni preoccupanti, in particolare a danno dell’industria dei contenuti creativi, si focalizza sui possibili interventi. L’ambito giuridico vigente viene ritenuto difficilmente capace di garantire in modo efficace la protezione dei diritti su internet e, nel contempo, un’equilibrata tutela del diritto di accesso alla cultura e ai contenuti. Il Parlamento, nell’invitare la Commissione a predisporre, in tema di diritti di proprietà intellettuale, “una strategia organica che sia atta a rimuovere gli ostacoli alla creazione di un mercato unico nell'ambiente online e che adatti il quadro normativo europeo in materia alle attuali tendenze della società come pure agli sviluppi tecnologici”, pone tuttavia l’accento altresì sulla necessità di incentivare la promozione e lo sviluppo dell’offerta legale, in quanto “lo sviluppo di questi servizi legali è inibito dalla crescita dei contenuti caricati illegalmente on line”. Infatti, un'offerta legale diversificata, attraente e visibile per il consumatore può contribuire a riassorbire il fenomeno della violazione online. Il Parlamento riconosce che le carenze che colpiscono il mercato interno europeo nel settore digitale costituiscono un grosso ostacolo allo sviluppo delle offerte legali on line, sottolineando, a tale scopo, l’esigenza di una campagna di educazione e sensibilizzazione, soprattutto tra i giovani consumatori europei, sulla necessità del rispetto della creatività e dei diritti che la tutelano. Il Parlamento europeo è tornato ad esprimersi in materia di proprietà intellettuale con la Risoluzione del 12 maggio 2011 su ”Le industrie culturali e creative, un potenziale da sfruttare”. In tale atto, nel ribadire la necessità di un intervento teso ad educare il consumatore al rispetto dei diritti d’autore e ad informarlo sulle alternative rese possibili dall’offerta legale, il Parlamento chiede alla Commissione di pervenire alla stesura di un Libro bianco, in considerazione della sempre crescente importanza delle industrie culturali e creative, nonché con l'obiettivo di rafforzare questo settore di strategica rilevanza per il conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020. 12 398/11/CONS

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il testo segnalato da agcom.it

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