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LA RICERCA DEL CENTRO DI NEURO-BIO-ONCOLOGIA DI VERCELLI

I GLIOMI E L’IMPORTANZA DELLE MUTAZIONI DEI GENI IDH1 E IDH2

LA DOTT.SSA MARTA MELLAI DEL CENTRO DI NEURO-BIO- ONCOLOGIA DI VERCELLI

I L P ROF. DAVIDE SCHIFFER, DIRETTORE DEL C ENTRO DI R ICERCA DI N EURO - BIONCOLOGIA

I gliomi (tumori che hanno origine nel cervello o nella colonna vertebrale) vengono suddivisi dalla classificazione WHO (World Health Organization) in progressivi gradi istologici di malignità, variabili dal grado I al grado IV sulla base di criteri clinici ed istopatologici. I gliomi vengono inoltre classificati morfologicamente in sottotipi istologici ovvero in astrocitomi, oligodendrogliomi ed oligoastrocitomi. Il Glioblastoma multiforme (GBM) è il più maligno dei gliomi ed rappresenta il IV grado di malignità. Al grado III vi è l’astrocitoma anaplastico e al grado II l’astrocitoma diffuso. Gli oligodendrogliomi possono essere di grado II o III. La diagnosi di glioma sulla base dei soli criteri istopatologici non è più oggi accettata. Deve essere completata dallo studio di marcatori genetici. Questi si rendono manifesti progressivamente nel corso della trasformazione. Per esempio, in base ad essi si riconoscono due tipi di GBM: il GBM primario (pGBM) ed il GBM secondario (sGBM).

FIGURA 1

I GLIOMI (TUMORI CHE HANNO ORIGINE NEL CERVELLO O NELLA COLONNA VERTEBRALE) VENGONO SUDDIVISI DALLA CLASSIFICAZIONE WHO (WORLD HEALTH ORGANIZATION) IN PROGRESSIVI GRADI ISTOLOGICI DI MALIGNITÀ, VARIABILI DAL GRADO I AL GRADO IV SULLA BASE DI CRITERI CLINICI ED ISTOPATOLOGICI

Recentemente, nel corso di uno studio genome-wide su 22 pazienti affetti da GBM sono state identificate mutazioni somatiche nei geni codificanti per le isoforme I e II dell’isocitrato deidrogenasi (IDH1 e IDH2). Studi successivi hanno confermato la presenza di queste mutazioni in più del 70% dei gliomi di grado II e III, in più dell’80% dei sGBM e solo nel 10% dei pGBM. Le mutazioni, puntiformi ed in eterozigosi, interessano il residuo di Arginina (Arg) altamente conservato al codone 132 del gene IDH1 ed il suo omologo al codone 172 del gene IDH2. Molto più raramente, possono interessare il residuo R100 del gene IDH1 ed il suo omologo R140 del gene IDH2, oppure i residui R49 e G97 del gene IDH1. Presso il Centro Ricerche di Neuro-BioOncologia di Vercelli è stato eseguito uno studio sul significato diagnostico e prognostico delle mutazioni di IDH1 e IDH2 sulla casistica qui depositata (313 neoplasie cerebrali di cui 257 gliali). I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Neuro-Oncology: IDH1 and IDH2 mutations, immunohistochemistry and associations in a series of brain tumors” di Mellai M, Piazzi A, Caldera V, Monzeglio O, Cassoni P, Valente G, Schiffer D ( J Neurooncol. 2011 Nov;105(2):345-57). La pubblicazione è stata di grande successo e per questo abbiamo ricevuto i complimenti dall’Editor, come risulta dalla Figura 1. Lo studio è consistito nell’analisi mutazionale mediante sequenziamento diretto dell’esone 4 del gene IDH1 e dell’esone 4 del gene IDH2, contenenti i rispettivi codoni d’interesse. Parallelamente, sugli stessi campioni, è stata eseguita un’analisi immunoistochimica con l’anticorpo monoclonale anti-mIDH1R132H (clone H09, Dianova GmbH).

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