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FOTO SOPRA: E PATOCARCINOMA, GROSSOLANA NEOPLASIA EPATICA PRIMITIVA DEL LOBO DESTRO INFILTRANTE LA VENA CAVA INFERIORE

C LAMPAGGIO

SEGMENTARIO SELETTIVO TRANS PARENCHIMALE, LA RESEZIONE DEL FEGATO VIENE PRECEDUTA DALL’INDIVIDUAZIONE ALL’INTERNO DEL PARENCHIMA DEI VASI TRIBUTARI DELLA LESIONE E LORO CLAMPAGGIO (CHIUSURA TEMPORANEA). DOPO CLAMPAGGIO È BEN VISIBILE L’AREA ISCHEMIZZATA DA ASPORTARE, IN CONDIZIONI DI ASSENZA DI SANGUINAMENTO

consiste nell’individuare mediante ecografia intra-operatoria il ramo portale tributario del segmento epatico contenente il tumore (cioè il ramo vascolare che porta il sangue a quella parte di fegato nella quale è situato il tumore), raggiungerlo attraverso una sezione del parenchima epatico, chiuderlo selettivamente creando così l’ischemia selettiva del segmento di fegato da resecare e asportare quindi la parte di fegato interessata con il tumore lasciando vascolarizzato il resto del fegato ma impedendo il sanguinamento della trancia di sezione del parenchima. Questa tecnica ha destato molto interesse anche al di fuori dall’Italia, tanto che lo scorso anno alcuni chirurghi del Centro di Chirurgia Epato-Bilio-Pancreatica di Manchester si sono recati al Policlinico per avere la possibilità di assistere a qualche intervento e vedere

così da vicino come opera l’Unità Operativa di Chirurgia Oncologica ed Epato-biliopancreatica di Monza. Naturalmente per ottenere buoni risultati non basta il chirurgo, ma occorre uno staff multidisciplinare costituito da chirurghi, oncologi, radiologi, anatomo-patologi, radioterapisti, anestesisti e rianimatori dedicati, endoscopisti, fisioterapisti, personale infermieristico addestrato e tutte le specializzazioni che a vario titolo partecipano nella cura di questi pazienti. Il punto di forza del Policlinico di Monza è quello di aver creato l’Istituto di Oncologia (IDO), diretto dal Prof. Emilio Bajetta. Questa è un’organizzazione composta da superspecialisti delle varie discipline che lavorano insieme per offrire la migliore cura per i tumori e che ha portato la Struttura sanitaria lombarda ai massimi livelli nella cura delle patologie neoplastiche (soprattutto del fegato, pancreas e intestino) almeno al pari delle Istituzioni più note della Regione. Proprio nel trattamento dei tumori primitivi e secondari del fegato, la stretta collaborazione con la Radiologia, ha permesso all’équipe del Policlinico di spingersi verso resezioni estreme, calcolando il volume del fegato residuo compatibile con la vita, la mappatura degli assi vascolari, lo studio particolareggiato delle vie biliari intraepatiche, fino alla resezione virtuale su computer che ci permette di “progettare” gli interventi prima di affrontarli sul paziente.

In circa 18 mesi di attività, all’interno dell’Unità Operativa di Chirurgia Oncologica ed Epato-bilio-pancreatica di Monza, sono stati eseguiti:

PER I TUMORI PRIMITIVI DEL FEGATO (EPATOCARCINOMA, HCC) LA SOPRAVVIVENZA DOPO RESEZIONE NEI PAZIENTI BEN SELEZIONATI RAGGIUNGE IL 70% A 5 ANNI, COSÌ COME PER I PAZIENTI CON METASTASI EPATICHE DA TUMORE DEL COLON-RETTO LA SOPRAVVIVENZA SUPERA IL 50% A 5 ANNI CON CHIRURGIA RESETTIVA

• 305 interventi chirurgici (di cui 252 per tumore) • 77 resezioni epatiche (di cui 13 per via laparoscopica) • 25 resezioni pancreatiche • 27 interventi per tumore dello stomaco • 68 interventi per tumore del colon (di cui 23 con approccio laparoscopico) • 21 interventi per tumori Neuroendocrini La mortalità è stata estremamente bassa (4 pazienti ovvero l’1,3%) e la percentuale di complicanze del 4,8%, mentre la degenza media è stata di 8,3 giorni.

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Il Polietico 27  

Policlinico di Monza

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