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Settembre 2019, Anno 16 - N 42 Periodico di informazione

Riservato ai medici e agli operatori sanitari

IL GRUPPO POLICLINICO TRA NOVITÀ E ARRIVI

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uesto numero si apre con uno speciale dedicato all’Istituto di Oncologia del Policlinico di Monza e al resoconto del Congresso Nazionale di ITMO tenutosi a luglio. Si rimane quindi a Monza, con il Dott. Tolva, per conoscere un’innovativa tecnica di cardiochirurgia, ripresa anche a livello nazionale. Si parla sempre di cuore, questa volta però a Novara con il Dott. Martinelli con cui si fa il punto sul “Programma TAVI”. Ancora la Clinica San Gaudenzio con i suoi nuovi innesti per potenziare l’Unità Operativa di Chirurgia Generale e offrire così ai pazienti un nuovo punto di riferimento in città. Ci si sposta nuovamente a Monza con la Dott.ssa Greco, specialista in Chirurgia di parete, e il nuovo Centro per la diagnosi e cura della diastasi addominale; per passare ad un approfondimento sulla chirurgia protesica con il Prof. Biggi. Si termina quindi con le ultime novità dall’U.O. di Neurologia del Policlinico di Monza. Il Presidente Dott. M. De Salvo

In questo numero: Congresso Nazionale ITMO: tutti i dettagli dell’evento Centro Cuore S. Gaudenzio: il Dott. Martinelli e il bilancio del “Programma TAVI”

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Novara: nuovi arrivi per la Chirurgia Generale Monza e Verano Brianza: la Dott.ssa Greco e la chirurgia di parete

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Ortopedia: soluzioni mininvasive per la chirurga protesica 16 Neurologia: il Policlinico di Monza diventa Centro di diagnosi e cura per la Sclerosi multipla 18


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ITMO: RICERCA E CONOSCENZA NON SI FERMANO MAI

AL POLICLINICO PER PARLARE DI ONCOLOGIA: NOVITÀ E RISULTATI

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P ROF. E MILIO BAJETTA, DIRETTORE DELL’ISTITUTO DI ONCOLOGIA DEL P OLICLINICO DI MONZA

DOTT. FRANCESCO D’E RRICO, R ESPONSABILE DELLA B REAST U NIT DEL P OLICLINICO DI MONZA

iamo arrivati anche quest’anno ad una data importante, la data della XXIV riunione nazionale organizzata dal Gruppo ITMO (Italian Trials in Medical Oncology), presieduto dal Prof. Emilio Bajetta, già Direttore Scientifico dell’IdO (Istituto di Oncologia) del Policlinico di Monza. Il Congresso dal titolo “Oncologia – Evoluzione delle conoscenze”, vede alternarsi temi di grande importanza ed attualità, così come ci spiega il Prof. Emilio Bajetta. “La caratteristica peculiare di questo Congresso è stata quella di essere riusciti a portare oratori che hanno illustrato le ultime novità sui vari aspetti dell’Oncologia trattati in questa lunga giornata di lavori. Sono stati presi in considerazione tutti i messaggi in grado di avere una ricaduta pratica nell’attività quotidiana”. Il Congresso ha preso il via con un interessante excursus sulla storia dell’Oncologia italiana che vede la sua nascita nel 1970 con i Dott.ri Gianni Bonadonna, Umberto Veronesi e altri pionieri, tra cui il Prof. Emilio Bajetta, che tramite la ricerca rivoluzionarono l’approccio alla malattia oncologia e non solo. Nella parte introduttiva del Congresso si è quindi parlato delle 10 date più significative di questo periodo passando per gli anni della monoterapia, della polichemioterapia per tornare alla terapia ormonale nel carcinoma alla mammella e terminare con le ultime novità dei giorni nostri “tra cui - spiega il prof. Bajetta – la patologia dei tumori neuroendo-

NELLA PARTE INTRODUTTIVA DEL CONGRESSO SI È QUINDI PARLATO DELLE 10 DATE PIÙ SIGNIFICATIVE DI QUESTO PERIODO PASSANDO PER GLI ANNI DELLA MONOTERAPIA, DELLA POLICHEMIOTERAPIA PER TORNARE ALLA TERAPIA ORMONALE NEL CARCINOMA ALLA MAMMELLA E TERMINARE CON LE ULTIME NOVITÀ DEI GIORNI NOSTRI

crini (o carcinoidi). Questa è una patologia a bassa incidenza (si parla di 8 casi ogni 100.000 abitanti), che vede oggi nel Policlinico di Monza un Centro di riferimento per diagnosi e cura. Questi carcinoidi vengono individuati di più dai patologi (si parla di 8 casi ogni 100.000 abitanti)”. Si è quindi proseguito con la sessione dedicata al buon uso dei farmaci. Un argomento sempre molto attuale, rivolto soprattutto al pubblico più giovane. “In questo caso – prosegue il Prof. Bajetta – non si parla delle novità, ma di come utilizzare i farmaci in maniera corretta e consapevole. In particolar modo ci si riferisce a quei farmaci che solitamente maneggia l’oncologo ovvero medicinali contro la nausea, il vomito, il dolore e l’osteoporosi” Un altro tema affrontato nel corso della sessione è stato quello degli integratori alimentari assunti dai pazienti oncologici. Questo tipo di prodotto non è ovviamente studiato in maniera scientifica come il farmaco classico “si tratta di prodotti registrati e posti in commercio con iter molto veloci – continua il Prof. Bajetta – e che oggi sono fortemente utilizzati. Le domande che ci siamo posti sono state: possono essere utili o fanno male? Interferiscono con le altre terapie in corso? Abbiamo voluto parlare di questo argomento per esaminare con occhio scientifico le loro caratteristiche”. È stata quindi la volta della sessione dedicata alle neoplasie polmonari. Come ormai è noto, il tumore al polmone rimane uno dei “big killer” in campo oncologico. Tra tutte le neoplasie, il carcinoma del polmone occupa oggi il secondo posto per incidenza nell’uomo, sia nei soggetti fra i 50 e i 69 anni (14%) sia in quelli al di sopra dei 70 anni (17%). Nelle donne, invece, è la quarta neoplasia nella fascia di età compresa fra i 50 e i 69 anni (7%) e la terza in quella al di sopra dei 70 anni (7%). Negli ultimi anni si è registrato un calo dell’incidenza di questa patologia, in particolare nel sesso maschile, in relazione a una altrettanto marcata riduzione dell’abitudine al fumo.


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I L DOTT. D'E RRICO AL P ROF. BAJETTA

INSIEME

“Parlando di neoplasia polmonare – spiega Bajetta - oggi i ricercatori sono impegnati a definire il ruolo della terapia medica pre e post chirurgia. Abbiamo i farmaci immunoterapici dalla nostra parte e si è allargato il ventaglio delle cure da utilizzare”. La sessione successiva ha avuto come tema l’aggiornamento sui tumori gastrointestinali (ca. pancreas, stomaco, colon, fegato) dove sono state annoverate le ultimissime novità emerse nei vari congressi europei. In particolare, il Prof. Scarpa ha trattato il tema del car-

IL CANCRO DELLA PROSTATA È UNO DEI TUMORI PIÙ DIFFUSI NELLA POPOLAZIONE MASCHILE E RAPPRESENTA CIRCA IL 20% DI TUTTI I TUMORI DIAGNOSTICATI NELL'UOMO: LE STIME, RELATIVE ALL'ANNO 2017, PARLANO DI 34.800 NUOVI CASI L'ANNO IN ITALIA

cinoma del pancreas e della sua classificazione molecolare che in un paio di anni sostituirà la classificazione istologica dei tumori che colpiscono quest’organo. Questa nuova classificazione permetterà una migliore codificazione della malattia, indicandone con più precisione i sottogruppi a maggior rischio. “La quarta sessione del Congresso – continua il Prof. Bajetta – è stata incentrata sulle neoplasie del tratto urogenitale. Dal 2018 il tumore a più alta incidenza nei paesi industrializzati è quello che colpisce la prostata. Questa patologia è balzata al primo posto, per fortuna però non come mortalità”. Il cancro della prostata è uno dei tumori più diffusi nella popolazione maschile e rappresenta circa il 20% di tutti i tumori diagnosticati nell'uomo: le stime, relative all'anno 2017, parlano di 34.800 nuovi casi l'anno in Italia, ma il rischio che la malattia abbia un esito infausto è basso, soprattutto se si interviene in tempo. Stando ai dati più recenti, circa 1 uomo su 8 in Italia ha probabilità di ammalarsi di tumore della prostata nel corso della vita. L'incidenza, cioè il numero di nuovi casi registrati in un dato periodo di tempo, è cresciuta


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TRAMITE UNE VERA E PROPRIA RAPPRESENTAZIONE TEATRALE, IL PROF. MURRI DIFFONDEVA TRA I SUOI ALLIEVI L’INSEGNAMENTO DELLA MEDICINA IN UNA FORMA MOLTO INCISIVA, TALE DA CONTRIBUIRE A FORMARE IL BAGAGLIO CULTURALE CHE SAREBBE STATO IL RIFERIMENTO PER TUTTO IL TEMPO DELLA PROFESSIONE

I L P ROF. BAJETTA MOSTRA IL LIBRO DEL P ROF. M URRI RITROVATO TRA LE MURA DI UN VECCHIO CASCINALE

fino al 2003, in concomitanza della maggiore diffusione del test PSA (antigene prostatico specifico, in inglese prostate specific antigene) quale strumento per la diagnosi precoce e successivamente ha iniziato a diminuire. Durante la quinta sessione si è discusso del tumore al seno, una delle patologie che più spa-

venta oggi la donna. “Abbiamo parlato – prosegue Bajetta - delle novità che riguardano lo studio del patrimonio genetico della donna per capire la cura migliore e, cosa fondamentale, la predisposizione ad ammalarsi attraverso lo studio degli oncogeni (BRCA 1 e BRCA 2)”. Non dimentichiamo che all’interno dell’Istituto di Oncologia del Policlinico di Monza, è attiva la Breast Unit, diretta dal Dott. Francesco d’Errico. Il Centro di Senologia, che secondo una classica definizione anglosassone assume la denominazione di “Breast Unit”, costituisce un’attività di elevata qualificazione medica assolta da un’Èquipe interdisciplinare che risponde ai requisiti stabiliti dal Sistema Sanitario Regionale. Il tutto in coerenza con i più avanzati approcci di intervento clinico delineati dalle linee guida italiane ed internazionali. L’attività della Breast Unit si svolge in tre fasi: visita senologica, indagini strumentali e terapie. È stata poi la volta di un momento davvero particolare, voluto e studiato direttamente dal Prof. Bajetta: il Teatro Clinico. “Durante una ristrutturazione – racconta il professore - ho scoperto che in una delle mie cascine ci doveva essere stato uno studio medico. Abbandonato chissà da quanti anni, ho trovato un libro scritto dall’allora conosciutissimo medico, Prof. Augusto Murri. Mosso dalla curiosità ho iniziato a sfogliare il libro e lì ho trovato i primi accenni sul Teatro Clinico. Ho fatto quindi alcune ricerche e ho deciso che l’idea fosse geniale e applicabile anche ai giorni nostri”. Il Teatro Clinico nasce nel 1905 all’Università di Bologna, in Clinica Medica, ad opera del Prof. Augusto Murri. Tramite una vera e propria rappresentazione teatrale, il Prof. Murri diffondeva tra i suoi allievi l’insegnamento della Medicina in una forma molto incisiva, tale da contribuire a formare il bagaglio culturale che sarebbe stato il riferimento per tutto il tempo della loro professione. Oggi, in Oncologia, il Teatro Clinico è utile a portare ad un contesto di pratica clinica, messaggi scientifici e innovativi, tratti da riviste con revisori qualificati (ex. JCO, Annals, Lancet, NEJM). Ed è così che dopo questa parentesi, un poco più leggera, si è parlato delle collaborazioni con le Associazioni di volontariato, per terminare con un altro aspetto fondamentale in Oncologia ovvero il ruolo dell’alimentazione come prevenzione, cura e mantenimento.


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LA RIVOLUZIONE DEL PROF. AUGUSTO MURRI Augusto Murri (Fermo, 8 settembre 1841 – Bologna, 11 novembre 1932) Nel corso della sua vita si vide costretto, per ragioni economiche ad esercitare la professione di medico condotto a San Severino Marche, Cupramarittima, Fabriano e Civitavecchia. Egli si augurava che il medico tradizionale, enciclopedico ed armato solamente delle nozioni apprese nella scuola, potesse trasformarsi nella figura ideale di un medico che sappia fare affidamento sulla propria esperienza, ma che sia allo stesso tempo capace di analizzarla con criterio e, se necessario, di metterla in discussione. Promuoveva inoltre l’importanza di suddividere la medicina nelle cosiddette specialità e la necessità di una conseguente collaborazione fra medici nell’analisi e terapia dei casi clinici. Il metodo di Augusto Murri mirava non tanto alla diagnosi della malattia, quanto allo studio e all’esame del singolo malato. Strumenti privilegiati, in questo senso, erano lo spirito d’osservazione ed il ricorso all’anamnesi che consentivano al medico di evitare la via, certamente più facile e comoda, dell’argomentazione deduttiva, conferendogli invece un maggiore livello di competenza. Il pensiero l’originalità dell’insegnamento murriano si deve proprio all’eccellente combinazione tra il metodo sperimentale inaugurato da Galileo ed il metodo logico induttivo, secondo uno spirito vigilante di critica nei confronti delle opinioni proprie ed altrui, le quali, avvalorate dall’esperienza, possono in tal modo divenire cognizioni. È considerato non a torto uno dei più grandi innovatori in campo medico del suo tempo, promotore di una clinica pura, incentrata sulla ricerca diretta sul malato come individuo, sui suoi sintomi e sulle cause della malattia. Tale ricerca deve essere attenta e scrupolosa e l’osservazione empirica costituisce quel punto di partenza fondamentale per la formulazione di ipotesi, che necessita-

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LIBRO “LEZIONI DI CLINICA MEDICA” DEL P ROF. M URRI

I L P ROF. AUGUSTO M URRI

no poi di una conferma, in modo da evitare quei preconcetti che conducono inevitabilmente all’errore. Egli attribuisce al medico il solo compito di riconoscere: partendo dal presupposto che non è possibile ottenere una conoscenza soddisfacente ed esaustiva, appaiono essenziali la capacità di critica e la facoltà di mettere eventualmente in discussione le conclusioni tratte dall’indagine. Introduce quindi un fattore determinante ed innovativo, la continuità tra osservazione, ragione ed immaginazione. Augusto Murri, pertanto, ritiene efficace la semplice cura di un sintomo solo se questo viene considerato in relazione al processo che lo genera, e soprattutto al malato che ne soffre (“Non c’è un malato che sia uguale all’altro”). In lui quindi, la meticolosità negli studi e l’accuratezza nell’osservazione e cura dei pazienti si accompagnano all’insegnamento più grande, quello dell’amore all’umanità, e appaiono come due aspetti imprescindibili e vincolanti nell’ambito dell’educazione di un buon medico.


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LE ATTIVITA’ DELLA BREAST UNIT DEL POLICLINICO DI MONZA Visita Senologica Il colloquio con il senologo è il primo contatto che consente allo specialista la raccolta dei dati personali della paziente: conoscerne le abitudini di vita, le patologie senologiche familiari, le eventuali terapie ormonali in atto o pregresse e le indagini già eseguite. La visita permette di formulare una diagnosi, prescrivere esami strumentali e suggerire un programma di periodico controllo. Nei casi di patologia accertata il senologo stabilisce l’indirizzo terapeutico, ne condivide la modalità con la paziente e rilascia il referto della visita per informare il medico curante sulle decisioni prese in merito. Indagini strumentali Le indagini strumentali vertono essenzialmente su diverse metodiche di Diagnostica per Immagini. Lo scopo fondamentale della radiologia in campo senologico è quello di evidenziare la patologia e valutarne l’entità per pianificare un corretto trattamento medico/chirurgico. Gli strumenti a disposizione della Breast Unit sono: • Mammografia digitale • Mammografia con tomosintesi • Ecografia diagnostica • Ecografia operativa (prelievi cito-microistologici) • Risonanza magnetica In questo scenario diagnostico la mammografia rimane la prima opzione. Le altre indagini derivano dalla necessità di svolgere ulteriori approfondimenti clinici. Anatomia Patologica Questo Servizio provvede alla lettura di ogni prelievo mammario cito-istologico, alla descrizione ed alla classificazione del materiale operatorio in modo da consentire indicazioni terapeutiche mirate, innovative ed efficaci per la selezione delle pazienti responsive a farmaci specifici. L’Anatomia Patologica effet-

tua la diagnosi intraoperatoria del linfonodo sentinella e delle formazioni di dubbia diagnosi strumentale. Terapia Chirurgica Alla chirurgia spetta il compito della rimozione radicale della neoplasia. Questo avviene con l’asportazione di una porzione di ghiandola mammaria (quaPARTE DEL TEAM DELLA B REAST U NIT

drantectomia) o con la rimozione dell’ intera ghiandola (mastectomia). La scelta dell’intervento è condizionata dal rapporto tra il volume mammella- nodulo e da particolari esigenze emerse nel colloquio con il chirurgo. La metodica del “linfonodo sentinella”, in pazienti selezionate, può evitare lo svuotamento del cavo ascellare.


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Chirurgia plastica ricostruttiva Nei casi di intervento chirurgico demolitivo la collaborazione chirurgo senologo-chirurgo plastico permette di attivare nella stessa seduta diverse metodiche ricostruttive: • Trasposizione di lembi miocutanei autologhi • Impianto di espansore temporaneo • Impianto di protesi definitiva • Lipofilling (innesto di tessuto adiposo della paziente) • Rimodellamento della mammella controlaterale La scelta della metodica ricostruttiva viene pianificata con la paziente nella visita pre operatoria. Radioterapia Il servizio di Radioterapia è dotato di tecnologie avanzate che permettono, con estrema precisione e rapidità, il trattamento delle pazienti oncologiche secondo protocolli innovativi e selezionati, previsti nelle linee guida Europee. L’inizio del trattamento radioterapico

avviene entro 30 giorni dall’intervento chirurgico tranne in casi di concomitanti terapie farmacologiche. Riabilitazione Nelle donne che hanno subito l’asportazione dei linfonodi ascellari si rende necessario un percorso fisioterapico riabilitativo al fine di evitare l’insorgenza di

turbe sensitivo-motorie. È inoltre indicato il massaggio linfodrenante dell’arto superiore per ovviare all’edema del braccio causato dall’interruzione chirurgica delle vie linfatiche. Riunioni Multidisciplinari Tutti i casi di neoplasia mammaria vengono presentati dal senologo “Tutor” alle riunioni settimanali multidisciplinari e discussi dai componenti delle discipline, sia nella fase preoperatoria che postoperatoria. Nella fase preoperatoria, i casi giudicati di pertinenza chirurgica verranno avviati al pre-ricovero per le indagini di protocollo, per la valutazione delle co-patologie e per un giudizio definitivo anestesiologico di eleggibilità all’atto chirurgico e quindi inserite nella lista operatoria. I casi giudicati non operabili/operabili in un secondo momento, saranno affidati all’oncologia medica dell’Istituto di Oncologia (IdO). Nella fase operatoria, l’esame istologico condizionerà le indicazioni alle eventuali terapie complementari, Oncologia-Radioterapia. Le indicazioni terapeutiche di carattere medico nelle pazienti over 75, saranno condizionate da una valutazione geriatrica di “fragilità” definita dalla scala G8.


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LE PATOLOGIE DELL’AORTA TORACO-ADDOMINALE

A MONZA SI SALVANO VITE CON UN “CAMINO” NEL TORACE

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DOTT. VALERIO STEFANO TOLVA, DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO DI C HIRURGIA VASCOLARE DEL P OLICLINICO DI MONZA

DOTT. FILIPPO SCALISE DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO DI CARDIOLOGIA

i chiama “Tecnica del Camino” (chimney technique) e ci sono volute 8 ore di intervento, 3 équipe di medici e infermieri perché il “camino” funzionasse e si potesse completare un intervento tecnicamente complesso con elevati livelli specialistici e tecnologici. Con orgoglio il Centro Cuore del Policlinico di Monza è stato il teatro di questo successo medico-chirurgico dove uomo e macchina si sono fusi per dare il massimo ad un paziente a rischio di morte improvvisa. La patologia che affliggeva il paziente (T.S. di 53 anni) era una dissecazione aortica cronica che aveva determinato un voluminoso aneurisma aortico della porzione di aorta (l’arteria più grande del nostro corpo) molto vicina al cuore. “L’intervento era ormai obbligatorio - conferma il Dott. Valerio Tolva, Direttore del Dipartimento di Chirurgia Vascolare - ci siamo resi conto che la soluzione sarebbe passata attraverso un impegno di diversi team medici e che il Policlinico di Monza sarebbe stato in grado di garantire elevati livelli tecnici sia per la strumentazione presente, che per la

INTERVENTISTICA

L’AORTA È STATA RICOSTRUITA DALL’INTERNO EVITANDO AL PAZIENTE L’APERTURA DELLA CAVITÀ TORACICA E RIDUCENDO I RISCHI CONNESSI ALLE MANOVRE CHIRURGICHE A CUORE APERTO. IL PAZIENTE SI È SVEGLIATO DOPO 24 ORE DALL’INIZIO DELLE PROCEDURE ANESTESIOLOGICHE SENZA DANNI CEREBRALI E CARDIOPOLMONARI SIGNIFICATIVI

disponibilità ad avere a disposizione la tecnologia più moderna per questo tipo di intervento”. Questi interventi hanno costi elevatissimi, le protesi aortiche costruite dai bioingegneri su misura per il paziente, superano di molto i parametri nazionali per i rimborsi dedicati a questo tipo di patologia. Il Policlinico di Monza non ha avuto il minimo dubbio su quale fosse la strategia ottimale per il paziente che provenendo da un'altra regione era alla ricerca di un centro d’eccellenza per risolvere il suo problema. L’aorta è stata ricostruita dall’interno evitando al paziente l’apertura della cavità toracica e riducendo i rischi connessi alle manovre chirurgiche a cuore aperto. Il paziente si è svegliato dopo 24 ore dall’inizio delle procedure anestesiologiche senza danni cerebrali e cardiopolmonari significativi. “Il paziente è stato protetto da un punto di vista rianimatorio ed anestesiologico in modo completo – spiega il dott. Paolo Grosso, Direttore del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione e del Pronto Soccorso del Policlinico di Monza - abbiamo attentamente valu-

COS’È LA DISSEZIONE O DISSECAZIONE DELL’AORTA La dissezione (o dissecazione) aortica è una patologia cardiovascolare piuttosto rara e silenziosa. Se non viene trattata adeguatamente, infatti, può portare alla rottura della aorta e quindi ad un’emorragia. Tuttavia in presenza di una diagnosi tempestiva e corretta e di un intervento chirurgico ben eseguito, aumentano le probabilità di successo delle cure. La dissezione aortica si verifica quando c’è una lesione (in gergo tecnico slaminamento) nella parete della aorta, costituita da tre strati (intima, media e avventizia), la lacerazione tra la media e l’intima si definisce dissezione. Esistono due tipi: dissezione A e dissezione B. La prima tipologia, che coinvolge il primo tratto dell’arteria, può estendersi anche


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L’ENDOPROTESI AORTICA RILASCIATA NELL’ARCO AORTICO AVREBBE POTUTO CHIUDERE LE ARTERIE CHE PORTANO IL SANGUE AL CERVELLO, MA LA SOLUZIONE TROVATA DALL’ÉQUIPE DEL CENTRO CUORE HA EVITATO NON SOLO L’APERTURA CHIRURGICA DELLA CAVITÀ TORACICA, MA HA ANCHE GARANTITO LA REGOLARE PERFUSIONE DELLE ARTERIE CEREBRALI

DISEGNO CHE SPIEGA LA “C HIMNEY TECHNIQUE”

alla valvola aortica, arco e ai tronchi sovraortici. Quella di tipo B parte dal tratto discendente dell’aorta. Le cause della dissezione aortica possono essere congenite o acquisite. Sono cause congenite le malattie del connettivo, come la sindrome di Marfan che rappresenta una condizione favorevole allo sviluppo di tale patologia. Tra le cause acquisite, la dilatazione dell’aorta, dovuta ad esempio ad un aneurisma. La dissezione aortica può essere inoltre causata da un trauma toracico. Il paziente con dissezione aortica arriva al pronto soccorso con una sintomatologia precisa: un forte dolore nella parte

tato tutte le possibili criticità intraoperatorie e ci siamo messi nelle condizioni di poterle anticipare con gli strumenti più adatti”. L’endoprotesi aortica rilasciata nell’arco aortico avrebbe potuto chiudere le arterie che portano il sangue al cervello, ma la soluzione trovata dall’équipe del Centro Cuore ha evitato non solo l’apertura chirurgica della cavità toracica, ma ha anche garantito la regolare perfusione delle arterie cerebrali. “Il Policlinico di Monza ha voluto dare il massimo per questo paziente, i costi elevati non sono mai stati un problema e la completa disponibilità del materiale endovascolare e chirurgico ha permesso di portare a termine il risultato senza complicanze inaspettate”. Così il Dott. Filippo Scalise, Direttore del Dipartimento di Cardiologia Interventistica sottolinea l’impegno medico ed aziendale verso questi interventi che interessano costantemente tutti i medici del Centro Cuore del Policlinico di Monza.

centrale del torace, interscapolare, che si può accompagnare a perdita di coscienza e stato di debolezza. Non sempre la diagnosi avviene in modo corretto: i sintomi vengono scambiati e fatti ricondurre ad altri disturbi. Tuttavia, in presenza di cardiologi specializzati, già dall’ecografia è possibile risalire alla lacerazione della arteria. L’ecografia, infatti, in centri altamente competenti nel trattamento della patologie cardiovascolari, viene fatta seguire immediatamente da una Angio tac, l’esame principale che analizza in maniera dettagliata e precisa gli strati della aorta. La terapia è solo chirurgica nella disse-

zione di tipo A. L’intervento, che consiste nella sostituzione dell’ aorta toracica, è un duro campo di prova per il cardiochirurgo che deve operare spesso su pareti diventate molto sottili e di scarsa qualità. Ci sono casi in cui servono addirittura dodici ore per portare a termine il trattamento. La dissezione di tipo B, invece, ha una soluzione interventistica con l’impianto di una endoprotesi, per via percutanea trans femorale. Anche in questo caso il buon esito del trattamento dipende dall’ abilità del cardiochirurgo che in centri specializzati lavora a stretto contatto con l’emodinamista.


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STENOSI AORTICA? IL CENTRO CUORE DI NOVARA RISPONDE

IL DOTT. MARTINELLI TRACCIA UN BILANCIO DEL PROGRAMMA TAVI

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DOTT. GIANLUCA MARTINELLI, CARDIOCHIRURGO DELLA C LINICA SAN GAUDENZIO DI NOVARA

a diversi anni ormai la Clinica San Gaudenzio di Novara è diventata un vero punto di riferimento per la Cardiochirurgia e questo grazie al suo rinomato Centro Cuore che vanta Specialisti di prestigio e tecnologie all’avanguardia. Tra le sue punte di diamante c’è il Dott. Gianluca Martinelli, cardiochirurgo con cui faremo un bilancio sul programma TAVI attivo da tre anni. “Ad oggi abbiamo eseguito più di 200 procedure – spiega il Dott. Martinelli – il nostro punto forte si basa sull’aver messo a punto un percorso dedicato ai pazienti che necessitano di una TAVI. Li seguiamo dalla diagnosi alle dimissioni e li continuiamo a monitorare nel tempo. Non li lasciamo mai soli insomma”. Ma cosa si intende esattamente per TAVI? È l’acronico inglese per Transcatheter Aortic Valve Implantation (impianto transcatetere della valvola aortica) ed è una procedura minivasiva che viene applicata, in caso di stenosi aortica, ai pazienti più anziani o fortemente e a rischio, pazienti che sarebbe troppo pericoloso sottoporre ad un tradizionale intervento chirurgico. “La stenosi aortica – spiega il Dott. Martinelli – ovvero il restringimento della valvola aortica, è una patologia degenerativa tipica delle persone anziane, parliamo quindi di pazienti fragili, spesso a rischio perché colpiti da altre malattie, pazienti che necessitano di procedu-

AD OGGI ABBIAMO ALL’ATTIVO PIÙ DI 200 PROCEDURE – SPIEGA IL DOTT. MARTINELLI – IL NOSTRO PUNTO FORTE SI BASA SULL’AVER MESSO A PUNTO UN PERCORSO DEDICATO PER I PAZIENTI CHE NECESSITANO DI UNA TAVI. LI SEGUIAMO DALLA DIAGNOSI ALLE DIMISSIONI E LI CONTINUIAMO A MONITORARE NEL TEMPO. NON LI LASCIAMO MAI SOLI INSOMMA

re mininvasive, anche e soprattutto per un recupero funzionale post operatorio più rapido. La TAVI può essere effettuata senza apertura del torace, trasportando la nuova protesi attraverso l’arteria femorale (all’inguine) fino al cuore”. Tutto ciò significa, appunto, un recupero più rapido delle normali attività quotidiane e soprattutto minor degenza in ospedale, parliamo di 2/3 giorni, a fronte di una media nazionale di una settimana. Questo è possibile grazie alla collaborazione di tutto il personale clinico, medico e infermieristico. “La procedura TAVI rappresenta un esempio in medicina dove l’unione fa la forza – spiega il Dott. Martinelli – il cardiochirurgo lavora insieme al cardiologo interventista ed entrambi condividono le proprie esperienze specifiche. È una procedura che avviene a paziente sveglio e che richiede un approccio multidisciplinare per ottimizzare i risultati: preciso studio dell’anatomia del paziente e utilizzo di materiale tecnologico di altissimo livello. Visti i risultati così incoraggianti dati da questa procedura, si tende ad estenderne l’indicazione non solo ai pazienti ad alto rischio, ma anche quelli a rischio intermedio”. Oggi negli Stati Uniti circa il due terzi dei pazienti affetti da stenosi aortica vengono trattati con la TAVI e non più con l’operazione chirurgica tradizionale. “Grazie alle procedure messe in atto, al percorso dedicato al paziente TAVI, nel nostro Centro Cuore la sopravvivenza del paziente che si sottopone a questa procedura supera il 90% - spiega ancora il Dott. Martinelli – e la vera differenza con altri centri è data dal fatto che poniamo particolare attenzione al follow up ovvero a seguire i pazienti anche dopo la dimissione. Questo ci permette di raccogliere dati preziosi che arrivano fino a due anni dopo l’intervento”. C’è poi un altro aspetto molto importante del Centro Cuore della Clinica San Gaudenzio. Qui il paziente può trovare la vera multidisciplinarietà delle cure ovvero una moderna figura di specialista che conosce e padroneggia le diverse tecniche di approccio alla patologia


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C’È POI UN ALTRO ASPETTO MOLTO IMPORTANTE DEL CENTRO CUORE DELLA CLINICA SAN GAUDENZIO. QUI IL PAZIENTE PUÒ TROVARE LA VERA MULTIDISCIPLINARIETÀ DELLE CURE OVVERO UNA MODERNA FIGURA DI SPECIALISTA CHE CONOSCE E PADRONEGGIA LE DIVERSE TECNICHE DI APPROCCIO ALLA PATOLOGIA DELLA STENOSI AORTICA

I L DOTT. MARTINELLI IN SALA DI E MODINAMICA DURANTE UNA PROCEDURA TRANSCATETERE

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della stenosi aortica. Sarà quindi lo specialista, alla luce delle varie e approfondite valutazioni svolte sul paziente, ad indicare la strada più efficace e personalizzata: intervento classico con sternotomia (apertura del torace) e sostituzione della valvola, approccio minivasivo (piccola incisione nel torace) con sostituzione valvolare tramite le cosiddette “valvole sutureless” (senza punti di sutura) oppure la

procedura di sostituzione valvolare transcatetere chiamata TAVI. Come tutte le procedure chirurgiche però, anche la TAVI presenta i suoi limiti e il Dott. Martinelli li spiega con estrema chiarezza: “Se parliamo di efficacia in senso stretto, l’intervento chirurgico classico ha la meglio sugli altri perché prevede la rimozione della valvola malata e l’introduzione di una nuova valvola con gli intuibili benefici a lungo termine. Nei pazienti più anziani o nei pazienti definiti fragili, la valvola malata non viene rimossa, ma rimane in sede, questo può quindi creare piccole embolie o problemi di insufficienza aortica dal momento che la nuova valvola potrebbe non aderire perfettamente alle pareti. Tuttavia, anche alla luce di quanto detto, i vantaggi della TAVI per taluni pazienti è indubbia e gli ottimi risultati nel medio-lungo periodo lo dimostrano. Questo per dire che ogni paziente deve essere valutato singolarmente e deve venirgli proposta la soluzione chirurgica più adatta e personalizzata”.


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NOVARA: NUOVI INNESTI PER L’U.O. DI CHIRURGIA GENERALE

TRE SPECIALISTI ARRICCHISCONO L’ÉQUIPE DELLA SAN GAUDENZIO

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DOTT. MARCO ALLEVA, MEDICO CHIRURGO SPECIALISTA IN CHIRURGIA GENERALE DELLA CLINICA SAN GAUDENZIO DI NOVARA

DOTT. ALDO COLOMBO, MEDICO CHIRURGO SPECIALISTA IN CHIRURGIA GENERALE DELLA CLINICA SAN GAUDENZIO DI NOVARA

DOTT. GAETANO TESSERA, MEDICO CHIRURGO SPECIALISTA IN CHIRURGIA GENERALE DELLA CLINICA SAN GAUDENZIO DI NOVARA

resce l’Unità Operativa di Chirurgia Generale della Clinica San Gaudenzio di Novara, che negli ultimi mesi ha visto l’arrivo di nuovi professionisti pronti a portare tutta la loro esperienza. Sono tre gli innesti: il Dott. Gaetano Tessera, chirurgo esperto in colonproctologia, il Dott. Marco Alleva e il Dott. Aldo Colombo, che si focalizzano invece sulla chirurgia della parete addominale. Accanto ai nuovi arrivati, anche la Dott.ssa Cinzia De Candia, specialista già Responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale della Clinica La Vialarda di Biella, nonché Direttore di équipe chirurgica alla San Gaudenzio. I Dott.ri Alleva e Colombo si occupano di tutte quelle patologie all’addome che necessitano di un intervento chirurgico, soprattutto per via laparoscopica (ernia inguinale, ernia crurale/epigastrica/ombelicale, recidiva di ernia, laparocele, diastasi dei muscoli retti, appendicectomia, colecistectomia). Accanto alla sala operatoria, si snoda poi tutta l’attività di chirurgia ambulatoriale (cisti, lipomi, onicectomie, neoplasie cutanee). “Siamo arrivati alla Clinica San Gaudenzio per creare una sorta di polo che possa rispondere il più velocemente possibile alle esigenze dei pazienti - spiegano Alleva e Colombo – spesso infatti per questi interventi le liste di attesa possono diventare anche molto lunghe, alla San Gaudenzio invece siamo in grado di dare una pronta risposta alla popolazione novarese grazie anche a ricoveri brevi (2/3 giorni) o in Day Surgery”. Il Dott. Gaetano Tessera invece, all’interno della Clinica San Gaudenzio, tratta principalmente la parte colonproctologica della Chirurgia Generale e quindi tutte quelle patologie che interessano ano-colon-retto (rettocele, enterocele, prolassi, emorroidi, diverticolite, ragadi, fistole, etc). Le patologie proctologiche sono diverse e troppo spesso il paziente, per senso di pudore o timore, tende a ritardare la visita specialistica con gli svantaggi facilmente intui-

bili. Ci sono poi pazienti che passano per l’autodiagnosi e cercano di curarsi in autonomia con farmaci da banco, andando magari a peggiorare ancora di più la situazione. “Ogni paziente deve essere valutato scrupolosamente – spiega il Dott. Tessera – solitamente le mie visite sono molto lunghe proprio perché è importante indagare vari aspetti. Nel caso di prolasso del retto, per esempio, il sintomo riferito dal paziente potrebbe essere difficoltà ad evacuare oppure emorroidi che fuoriescono durante l’evacuazione. Il paziente potrebbe quindi pensare di soffrire di stipsi e prendere lassativi o clisteri oppure di avere un semplice problema legato alle emorroidi ed invece non è così. Per questo la visita con lo specialista è fondamentale”.

CURRICULUM VITAE DOTT. MARCO ALLEVA Si è laureato presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Milano nel 1980 con la votazione di 110/110 e si è specializzato in Chirurgia Generale presso la Scuola Chirurgica del Prof. Pezzuoli nel 1985 con 70/70 e lode. Ha frequentato la clinica chirurgica III° dell’università di Milano diretta dal prof. Carlo Ghiringhelli dal 1978 al 1982. Ha iniziato a lavorare come assistente chirurgo presso il reparto di chirurgia generale dell’ospedale San Rocco di Galliate nel settembre 1982 diretto dal prof. Lombardi, e nel 1987 dopo concorso per titoli ed esami come aiuto chirurgo. Dal 2006 al luglio 2018 ha lavorato presso la chirurgia generale dell’Ospedale SS. Trinità di Borgomanero come responsabile di struttura semplice di chirurgia programmata e dal 2015 responsabile di struttura semplice di dermatochirurgia. Ha eseguito 3.500 interventi chirurgici come primo operatore e capo équipe, in regime programmato e di urgenza.


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SIAMO ARRIVATI ALLA CLINICA SAN GAUDENZIO PER CREARE UNA SORTA DI POLO CHE POSSA RISPONDERE IL PIÙ VELOCEMENTE POSSIBILE ALLE ESIGENZE DEI PAZIENTI

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Il prolasso è un’esuberanza della mucosa o della parete del retto che si dispone a “pliche” continue. Queste pliche nel momento dell’evacuazione, scivolano verso il basso creando un tappo che impedisce l’espulsione delle feci e, in taluni casi è anche responsabile della fuoriuscita delle emorroidi. Il prolasso si cura nelle fasi iniziali con una terapia conservativa, mentre è necessario ricorrere alla chirurgia in caso il prolasso si trovi in fase avanzata. “Sul prolasso si interviene con strumenti di resezione e anastomosi che agiscono sul retto asportandone una porzione – spiega il Dott. Tessera – per le emorroidi effettuo una sorta di lifting che mi permette di riportarle nella loro sede naturale e quindi evitare che si gonfino in futuro. Il vantaggio di trattare le emorroidi con un intervento endorettale è alto perché in questa zona il dolore è limitato in quanto l’innervazione è decisamente inferiore rispetto alla parte esterna dell’ano, per esempio”.

CURRICULUM VITAE DOTT. ALDO COLOMBO

CURRICULUM VITAE DOTT. GAETANO TESSERA

Si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Pavia nel 1978. Negli anni successivi si specializza in Chirurgia generale, Microchirurgia e Chirurgia pediatrica.

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Milano nel 1978, ha conseguito il Diploma di Specializzazione in Chirurgia nel 1983 presso l’Università degli Studi di Milano, nel 1988 il Diploma di Specializzazione in Urologia nel 1988 presso l’Università degli Studi di Milano e infine il Diploma di specializzazione in Chirurgia dell’apparato digerente ed endoscopia digestiva chirurgica nel 1994 sempre presso l’Università degli Studi di Milano.

Nel 1979 è assistente 1° Divisione di Chirurgia all’Ospedale Maggiore di Novara. Dal 1979 al 2018 è Dirigente medico della Divisione di Chirurgia dell’Ospedale SS. Trinità di Borgomanero. È Chirurgo Responsabile in programmi sanitari brevi negli ospedali di Chokwe, Chibuto e Nyamathanda in Mozambico. È Consultant Surgeon presso l’ospedale missionario di North Kinangop (kenya) dove svolge tuttora periodiche missioni come volontario.

Si interessa della Coloproctologia dal 1983, con partecipazione a numerosi congressi e corsi d’aggiornamento nazionali ed internazionali, anche come relatore/moderatore. Ho svolto attività chirurgica negli Ospedali di Bollate (MI) nel 1979, Bormio e Sondalo (SO)dal 1980 al 1981, e, infine, dal 1981 al 2015 presso l’Ospedale di Gallarate (VA).


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UNA NUOVA PROFESSIONISTA PER LA CHIRURGIA DI PARETE

L’OBIETTIVO? CREARE UN CENTRO SPECIALIZZATO PER TUTTI I CITTADINI

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DOTT.SSA DALILA PATRIZIA G RECO, SPECIALISTA IN C HIRURGIA DI PARETE DEL P OLICLINICO DI MONZA E DIRETTRICE DELL’AMBULATORIO DEDICATO ALLA DIASTASI DEI MUSCOLI RETTI ED ERNIE OMBELICALI DELL’ISTITUTO U NIVERSITARIO DI VERANO B RIANZA

l Policlinico di Monza ha dato il benvenuto ad un’affermata professionista, la Dott.ssa Dalila Patrizia Greco, specialista nella Chirurgia di parete nonché direttrice del nuovo Ambulatorio dedicato alla diastasi dei muscoli retti ed ernie ombelicali dell’Istituto Universitario di Verano Brianza. “Già diversi anni fa ci fu un contatto con la Presidenza del Policlinico di Monza, oggi sono felice di aver intrapreso questo nuovo percorso professionale – spiega la Dott.ssa Greco - mi sto trovando molto bene con i colleghi e con il personale infermieristico, abbiamo un obiettivo comune che è offrire al cittadino un centro di riferimento per la Chirurgia di parete. Un uomo solo non conta, è il gruppo che fa la differenza”. Le idee della Dott.ssa Greco sono ben chiare, ma spieghiamo prima di tutto che cosa si intende per “Chirurgia di parete”. La chirurgia di parete si occupa di tutti gli interventi di ricostruzione o asportazione di un difetto

a carico della parete dell’addome. Che si tratti di ernie (le più frequenti) o di laparoceli, è importante che ad eseguirli sia un medico specializzato in questo tipo di intervento chirurgico, data la delicatezza della zona da trattare. La Dott.ssa Greco, con gli altri specialisti già operativi al Policlinico di Monza e all’Istituto Clinico Universitario di Verano Brianza, si concentrerà sulle patologie più diffuse, che riguardano la parete dell’ addome e che necessitano di un intervento chirurgico: laparoceli, ernie e diastasi. Ma andiamo con ordine. “Grazie alle nuove tecnologie, al lavoro di équipe e al feeling con il personale medico e non, puntiamo a trattenere il paziente ricoverato il meno possibile. La nostra attività quando si concentra sulla chirurgia di parete detta ‘minore’, ha l’obiettivo di privilegiare ricoveri brevi e ultra brevi. Il paziente può quindi tornare a casa in pochissimo tempo nel suo ambito famigliare e sociale”.

CHE COS’È LA DIASTASI DEI MUSCOLI RETTI La diastasi dei muscoli retti è una patologia che affligge l’80% delle donne che sono così costrette a modificare il proprio stile di vita. La diastasi dei muscoli retti è una situazione a volte patologica e a volte parapatologica che colpisce una donna su tre dopo il parto. Tale patologia è molto complessa e interessa la parete addominale andando però anche a influenzare molte altre funzioni e in particolare: - i movimenti del corpo (muscolatura paravertebrale) - la respirazione - l’apparato digerente (disfunzioni defecatorie, in parte dovute alla perdita di tono del torchio addominale o a concomitanti lesioni del pavimento pelvico in caso di parto). I pazienti colpiti da questa patologia spesso si rivolgono a differenti figure

professionali che Intervengono in piena autonomia specialistica: - chirurgo generale - chirurgo plastico - fisioterapista Come si fa la diagnosi Quando avete uno o più dei seguenti sintomi: - modificazione del profilo addominale - dolori alla schiena, anche e bacino - incontinenza - ernia ombelicale - nausea - difficoltà digestive e respiratorie - postura da iperlordosi - senso di pesantezza al pavimento pelvico è opportuno sospettare la presenza di una diastasi. Dopo aver fatto l’autovalutazione, rivolgetevi quindi al vostro medico di Medicina generale e su sua indicazione

contattate un Centro specializzato nel trattamento di questa patologia. Come si affronta la patologia In realtà però, la via ottimale da percorrere in questi casi è quella che prevede un approccio multidisciplinare ovvero che vede coinvolti più specialisti: - chirurgo di parete - proctologo - radiologo - fisioterapista - nutrizionista - chirurgo plastico L’Istituto Clinico Universitario di Verano Brianza ha così deciso di implementare i suoi servizi, attivando un Ambulatori specialistico volto a dare una risposta multiprofessionale e multidisciplinare alla diastasi dei muscoli retti che, oggi, rappresenta una problematica di grande rilevanza sociale.


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CURRICULUM VITAE DOTT.SSA DALILA PATRIZIA GRECO Dal ottobre 2015 – 28 febbraio 2019 Responsabile S.S.D. Day Week Surgery A.O. Ospedale Niguarda Ca’ Granda P.zza Ospedale Maggiore 3 – Milano www.ospedaleniguarda.it ▪ Coordinamento dell’attività di Day Surgery Polispecialistica dell’A.O. ▪ Attività chirurgica chirurgia di chirurgia generale con competenze avanzate in chirurgia di parete DISEGNO

ESPLICATIVO CHE PRESENTA UN ADDOME SENZA E CON DIASTASI ADDOMINALE

Parliamo quindi di una delle principali patologie trattate dalla Dott.ssa Greco, il laparocele. Il Laparocele (o ernia post laparotomica) è un’ernia che si forma sull’addome dopo un intervento chirurgico effettuato incidendo la parete dell’addome. Si può presentare nel 10-19% dei casi dopo accesso con incisione o laparoscopico. Vi sono dei fattori che possono favorirne l’insorgenza quali: l’età del paziente, sforzi prolungati, il sovrappeso, l’obesità, diabete, patologie respiratorie. “Dal momento che il laparocele, come detto, si manifesta in una così alta percentuale di pazienti operati – prosegue la Dott.ssa Greco - al Policlinico di Monza stiamo per mettere in atto tutti quei processi volti a diminuire l’incidenza di questa patologia. Come? Utilizzando tecniche chirurgiche e materiali innovativi e ponendo particolare attenzione non solo all’organo, ma anche alla parete addominale, soprattutto in fase operatoria”. Innovazioni anche per il trattamento delle ernie inguinali grazie all’ausilio di collanti biologici per il fissaggio delle protesi. Questo permette al paziente minori tempi di recupero e una considerevole diminuzione del dolore post operatorio e della nevralgia inguinale. Un capitolo a parte merita invece il nuovo Ambulatorio dedicato alla diastasi dei muscoli retti ed ernie ombelicali dell’Istituto Universitario di Verano Brianza.

LA CHIRURGIA DI PARETE SI OCCUPA DI TUTTI GLI INTERVENTI DI RICOSTRUZIONE O ASPORTAZIONE DI UN DIFETTO A CARICO DELLA PARETE DELL’ADDOME

Da luglio 2015 – ottobre 2015 Responsabile facente funzione S.C. Week Surgery Dirigente Medico con compito di Coordinamento della Day Surgery Dal 2.11.1999 al 3.07.2006 A.O. Ospedale Niguarda Ca’ Granda P.zza Ospedale Maggiore 3 – Milano www.ospedaleniguarda.it 1998 Attività o settore Azienda Ospedaliera Responsabile della Day Surgery Centralizzata e capo progetto della sperimentazione day surgery A.O. ”Ospedale Civile” di Vimercate Dal 1990 al 1998 Aiuto Corresponsabile Ospedaliero per l’area di Chirurgia Generale A.O. Ospedale Niguarda Ca’ Granda P.zza Ospedale Maggiore 3 – Milano www.ospedaleniguarda.it Dal febbraio 1979 al 1989 Assistente Chirurgo A.O. Ospedale Niguarda Ca’ Granda P.zza Ospedale Maggiore 3 – Milano www.ospedaleniguarda.it 1978 Tirocinio Ospedaliero in Ostetricia e Ginecologia Ospedale Maggiore, Milano 1977 Tirocinio Ospedaliero in Chirurgia Generale Ospedale Maggiore, Milano


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SOLUZIONI MINI INVASIVE PER LA CHIRURGIA PROTESICA

LE NOVITÀ DEL PROF. BIGGI E DELLA SUA ÉQUIPE DI MONZA

O P ROF. FRANCESCO B IGGI, DIRETTORE SCIENTIFICO DEL DIPARTIMENTO DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA DEL P OLICLINICO DI MONZA INCISIONE CHIRURGICA PER PROTESI D’ANCA CON TECNICA MININVASIVA

gni anno, in Italia, vengono impiantate circa 80.000 artroprotesi d’anca e 60.000 di ginocchio, ad indicare soluzioni chirurgiche in grado di risolvere i problemi, spesso invalidanti, determinati dalle patologie degenerative delle articolazioni maggiori: il grande incremento è legato ai risultati a lungo termine ed alla soddisfazione dei pazienti in termini di “qualità di vita”, ed è stato possibile grazie ad una costante ricerca da parte dell’industria di soluzioni tecnologiche e materiali in grado di riprodurre l’anatomia e la biomeccanica del distretto articolare protesizzato.

È COMPLETAMENTE MUTATO LO SCENARIO: DA UNA CHIRURGIA DI “SALVATAGGIO”, RISERVATA AD UNA POPOLAZIONE IN ETÀ AVANZATA ED A RICHIESTE FUNZIONALI LIMITATE, AD UN VERO E PROPRIO RIPRISTINO DI QUELLE CONDIZIONI ANATOMO-FUNZIONALI CHE CONSENTONO, ANCHE A PERSONE GIOVANI ED ATTIVE, UNA VITA COMPLETAMENTE SODDISFACENTE

Di pari passo si sono affinate le tecniche chirurgiche di impianto, sempre più orientate verso soluzioni “mini-invasive”, in grado cioè di garantire il massimo rispetto dei tessuti molli che circondano l’osso, limitare il più possibile le resezioni ossee ai soli tessuti patologici, ridurre lo stress chirurgico per il paziente, favorire un rapido ritorno alla vita di relazione e permettere una completa integrazione nell’organismo delle componenti protesiche garanzia, quest’ultima, di durata nel tempo. È completamente mutato lo scenario: da una chirurgia di “salvataggio”, riservata ad una popolazione in età avanzata ed a richieste funzionali limitate, ad un vero e proprio ripristino di quelle condizioni anatomo-funzionali che consentono, anche a persone giovani ed attive, una vita completamente soddisfacente. La moderna chirurgia protesica, peraltro, offre soluzioni anche per altre articolazioni, in particolare spalla, gomito e caviglia, pur essendo queste articolazioni meno interessate dai processi degenerativi rispetto all’anca ed al ginocchio; ma, soprattutto, rispondendo alle esigenze di una popolazione sempre più longeva ed attiva, consente la sostituzione delle artroprotesi che, magari dopo 20-30 anni, hanno subito fenomeni di usura con conseguente mobilizzazione e dolore: non esiste più, quindi, il vecchio concetto “…aspetta ad operarti, sei troppo giovane…”, potendo il paziente affrontare l’intervento nel momento stesso in cui vede la propria qualità di vita gravemente compromessa. La sempre più stretta collaborazione tra chirurgo ortopedico, bioingegneri ed industria ha reso possibile l’identificazione dei modelli che meglio possono riprodurre la biomeccanica, e quindi il funzionamento, della nuova articolazione; la scelta dei materiali con cui vengono costruiti e la cui biocompatibilità è garantita (rarissimi sono i casi di allergia ai metalli, alle ceramiche ed al polietilene); la creazione di strumentari che consentano al chirurgo interventi più semplici e costantemente riproducibili; l’elaborazione di nuove tecniche che riducono ampiezza dell’incisio-


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STUDIO PRELIMINARE AL COMPUTER PRE INTERVENTO DI PROTESI D’ANCA

I MMAGINE

RADIOGRAFICA POST IMPIANTO PROTESI D’ANCA

ne, mortificazione dei muscoli e sacrificio di tessuto osseo; l’utilizzo dei sistemi di navigazione computer-assistita che possono ridurre le percentuali di errore umano durante l’inserimento delle componenti proteiche. Tutto ciò si traduce in un recupero funzionale precoce, con il trattamento riabilitativo che inizia immediatamente dopo l’intervento; nella possibilità di deambulare dopo 1-2 giorni con un rapido ritorno alla vita di relazione;nella ripresa dell’attività lavorativa in un periodo solitamente compreso tra 20-45 giorni; nel ritorno anche ad attività ricreative e sportive. È fondamentale, peraltro, sapere che non esiste chirurgia scevra da complicazioni: conoscerle, ma soprattutto prevenirle, fa parte di quel consenso informato che deve suggellare il rapporto medico-paziente. Il binomio mini-invasività/via anteriore può rappresentare una delle attualità più interessanti: • Una incisione di 7-10 cm sulla superficie anteriore ad una distanza di circa 2 cm dall’inguine • Il raggiungere l’articolazione sfruttando gli spazi naturalmente presenti tra i muscoli che rimangono pressochè intatti • La rimozione del solo tessuto patologico della cavità acetabolare e della testa femorale. • L’impianto di componenti protesiche di dimensioni estremamente ridotte, preceduto da una pianificazione pre-operatoria com-

puter-assistita che consente una ricostruzione dell’articolazione, e non la sua sostituzione, minimizzando la possibilità di errore. • L’associazione con tecniche anestesiologiche che consentono di minimizzare le perdite ematiche e favorire una migliore analgesia post-operatoria. • La immediata riabilitazione con possibilità di ripresa funzionale in pochi giorni.


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UN ALTRO PASSO AVANTI PER L’U.O. DI NEUROLOGIA

SCLEROSI MULTIPLA: IL POLICLINICO DIVENTA CENTRO DI RIFERIMENTO

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DOTT.SSA DONATELLA MARIANI R ESPONSABILE U.O. N EUROLOGIA DEL P OLICLINICO DI MONZA

l Policlinico di Monza è stato recentemente inserito nell’elenco dei Centri di riferimento, della Regione Lombardia, per la diagnosi e la cura della Sclerosi multipla. Un ulteriore passo avanti per l’Unità Operativa di Neurologia del Policlinico di Monza, diretta dalla Dott.ssa Donatella Mariani, che si occupa della diagnosi e della terapia delle malattie che interessano il Sistema Nervoso Centrale (SNC) e Periferico (SNP), in particolare le malattie cerebrovascolari, neurodegenerative (Alzheimer, Parkinson ed altre demenze), infiammatorie-demielinizzanti del SNC (Sclerosi Multipla), l’epilessia, le cefalee e le polineuropatie, sia attraverso l’attività di degenza che attraverso ambulatori e attività strumentale di elettrofisiologia. L’équipe gestisce letti di degenza convenzionati con la Regione Lombardia i cui pazienti provengono per la maggior parte dal Pronto Soccorso del Policlinico di Monza e questo per far fronte all’elevata mole di patologie neurologiche acute del territorio di riferimento. Il ricovero in reparto è finalizzato all’inquadramento diagnostico e/o terapeutico. I pazienti che non necessitano di un ricovero vengono seguiti in regime ambulatoriale con visite di neurologia generale e/o specialistica. L'Unità effettua anche attività diagnostica neurofisiologica (elettroencefalografia, elettromiografia, potenziali evocati multimodali) e neuropsicologica (valutazione cognitiva in particolare con riferimento alle malattie neurodegenerative).

L’ÉQUIPE GESTISCE LETTI DI DEGENZA CONVENZIONATI CON LA REGIONE LOMBARDIA I CUI PAZIENTI PROVENGONO PER LA MAGGIOR PARTE DAL PRONTO SOCCORSO DEL POLICLINICO DI MONZA E QUESTO PER FAR FRONTE ALL’ELEVATA MOLE DI PATOLOGIE NEUROLOGICHE ACUTE DEL TERRITORIO DI RIFERIMENTO

L’attività ambulatoriale, accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale, viene svolta presso due presidi: • Policlinico di Monza - Via Amati, 111 Monza • Istituto clinico Universitario di Verano Brianza - Via Petrarca, 51 Verano Brianza Presso queste sedi sono attivi ambulatori sia di Neurologia generale che Ambulatori specialistici dedicati alle diverse e più importanti patologie neurologiche con una conseguente positiva ricaduta sul malato in termini di un approccio diretto, immediato e aggiornato allo specifico problema neurologico del paziente. Il Policlinico di Monza dispone inoltre di un reparto di degenza di Neurologia con 10 posti letto di cui 2 di Day Hospital. I letti di degenza ordinaria sono destinati sia a pazienti provenienti dal Pronto Soccorso della struttura con acuzie neurologiche che a ricoveri in elezione per l’inquadramento diagnostico e la gestione terapeutica di patologie neurologiche complesse. In regime di Day Hospital accedono pazienti che devono effettuare terapia per via endovenosa o trattamenti che richiedono uno stretto monitoraggio in corso di somministrazione. I neurologi afferenti all’Unità Operativa svolgono attività di consulenza specialistica presso il Pronto Soccorso della struttura per i pazienti con acuzie neurologiche (patologie cerebrovascolari, crisi epilettiche, cefalea, sindrome vertiginosa ecc.) e per i pazienti con sintomi neurologici nell’ambito di patologie internistiche complesse. La patologia neurologica, per la sua complessità clinica, richiede il supporto di differenti Professionisti afferenti a varie discipline mediche oltre che di una figura professionale specializzata per il coordinamento delle dimissioni protette. L'attività dell'Unità Operativa di Neurologia è correlata a quella delle altre Unità del Policlinico di Monza al fine di fornire e garantire al paziente un approccio multidisciplinare ed un adeguato standard qualitativo di diagnosi e trattamento oltre che accompagnarlo al momento della dimissione.


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LA PATOLOGIA NEUROLOGICA,

PER LA SUA COMPLESSITÀ CLINICA, RICHIEDE IL SUPPORTO DI DIFFERENTI PROFESSIONISTI AFFERENTI A VARIE DISCIPLINE MEDICHE OLTRE CHE DI UNA FIGURA PROFESSIONALE SPECIALIZZATA PER IL COORDINAMENTO DELLE DIMISSIONI PROTETTE

I SERVIZI DI SUPPORTO La patologia neurologica, per la sua complessità clinica, richiede il supporto di differenti Professionisti afferenti a varie discipline mediche oltre che di una figura professionale specializzata per il coordinamento delle dimissioni protette. L'attività dell'Unità Operativa di Neurologia è correlata a quella delle altre Unità del Policlinico di Monza al fine di fornire e garantire al paziente un approccio multidisciplinare ed un adeguato standard qualitativo di diagnosi e trattamento oltre che accompagnarlo al momento della dimissione. Servizio di Neuroradiologia Si avvale di apparecchiature tra le più avanzate a livello internazionale ed è fondamentale per l’esecuzione di indagini quali Risonanza Magnetica dell’encefalo e del midollo spinale (metodica di primaria importanza per la diagnosi e per monitorare nel tempo l’evoluzione delle malattie neurologiche e la risposta ai trattamenti) TAC dell’encefalo (metodica di primaria importanza in occasione di accertamenti da effettuarsi in urgenza). Servizio di Chirurgia Vascolare È di rilevante aiuto nella definizione eziologica del paziente con malattia cerebrovascolare acuta (es. paziente con ictus ischemico), in particolare nella rilevazione di lesioni stenoostruttive a livello della biforcazione carotidea a volte tali da richiedere una strategia chirurgica/endovascolare tempestiva. Servizio di Cardiologia Contribuisce alla diagnosi e/o alla gestione delle comorbilità cardiologiche nei pazienti con malattie neurologiche in particolare cerebrovascolari acute, attraverso consulenze spe-

cialistiche cardiologiche/aritmologiche e diagnostica strumentale (Holter ECG e PA nelle 24 ore ed ecocardiografia cardiaca). Servizio di Riabilitazione Neuromotoria Utile al fine di ottimizzare il recupero funzionale e l’adattamento alle eventuali menomazioni dei pazienti affetti da patologia neurologica. Servizio di Oncologia Di fondamentale supporto nella definizione diagnostica e terapeutica del paziente con patologia neoplastica metastatica o primitiva a carico del SNC e/o SNP. (Sistema nervoso centrale e Sistema nervoso periferico). Servizio di Radioterapia Fornisce trattamenti radioterapici di precisione nella terapia dei tumori primitivi e metastatici del Sistema nervoso centrale. Servizio di Neurochirurgia Effettua interventi chirurgici atti alla rimozione di lesioni oncologiche cerebrali primitive e metastatiche e di artrodesi e stabilizzazione della colonna vertebrale. Il Servizio è pertanto di supporto nella gestione terapeutica del paziente con disturbi neurologici. Laboratorio analisi cliniche Fornisce un ampio ausilio nella diagnostica ematochimica, microbiologica, anatomopatologica e liquorale o genetica direttamente o tramite convenzioni con laboratori esterni. Servizio di Psicologia Si avvale di consulenti psicologi con l’obiettivo di fornire supporto nel momento della diagnosi della malattia neurologica (spesso invalidante) e/o in qualunque momento del percorso terapeutico. Servizio di Coordinamento Dimissioni protette Si avvale della preparazione e dell’esperienza di una Coordinatrice Infermieristica che affianca i Medici dell’Unità Operativa per supportare, fin dal momento dell’ingresso in reparto, i pazienti fragili e i loro familiari attivando dimissioni protette al domicilio o attivando trasferimenti in Strutture di sollievo o lungo degenze quali Hospice, Residenza sanitarie Assistite (RSA) o Centri Riabilitativi specializzati.


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LO/0200/2008

Direttore Scientifico: Prof. Elio Guido Rondanelli

Bucarest Spitalul Monza Via Tony Bulandra 27, sector 2 - Bucurest Tel. 031 2252500 www.spitalulmonza.ro Dir. Sanitario: Conf. Univ. Dr. Dorin Ionescu Cardiochirurgia, Chirurgia vascolare, Chirurgia generale, Ortopedia, Medicina generale, Cardiologia, Riabilitazione neuromotoria, Riabilitazione cardiologica, Emodinamica, Unità di cura intensiva coronarica (U.C.I.C.), Terapia intensiva, Pronto soccorso

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Clinica La Vialarda Via Ramella Germanin 26 - Biella Tel. 015 35931 www.lavialarda.it Dir. Sanitario: Dott. Roberto Terzi

Chirurgia generale, Ortopedia e Traumatologia, Urologia, Cardiologia, Medicina generale, Emodinamica, Terapia intensiva, Riabilitazione e rieducazione funzionale di I° livello, Lungodegenza

Albenga

Alessandria

Policlinico di Monza Viale Martiri della Foce, 40 - Albenga Tel. 0182 946086 www.pdmliguria.it Dir. Sanitario: Dott. Clemente Ponzetti Ortopedia e Traumatologia

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Chirurgia toracica, Chirurgia vascolare, Neurochirurgia, Ortopedia, Medicina generale, Medicina riabilitativa (1° livello), Emodinamica, Terapia intensiva

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Chirurgia generale, Day Surgery, Ortopedia, Neurologia, Riabilitazione II Livello, Riabilitazione I Livello, CAVS

Clinica Eporediese Via Castiglia 27 - Ivrea Tel. 0125 645611 www.clinicaeporediese.it Dir. Sanitario: Dott. Roberto Terzi

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Clinica Salus Via Trotti 21 - Alessandria Tel. 0131 29461 www.clinicasalus.it Dir. Sanitario: Dott. Clemente Ponzetti

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Clinica Pinna Pintor Corso Duca degli Abruzzi 60 - Torino Tel. 011 5802100 www.pinnapintor.it Dir. Sanitario: Dott.ssa Orietta Ossola

Chirurgia Generale, Chirurgia Maxillo Facciale, Oculistica, Ortopedia, Otorinolaringoiatria, Chirurgia Pediatrica, Chirurgia Plastica, Chirurgia Toracica, Urologia, Chirurgia Vascolare, Neurochirurgia, Ostetricia e ginecologia, Cardiologia, Medicina interna, Neurologia, Oncologia, Urologia

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Chirurgia generale, Ginecologia, Oculistica, Ortopedia, Urologia, Medicina generale, Riabilitazione neuromotoria e bronco-pneumocardio respiratoria, Terapia intensiva

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Clinica Santa Rita Viale dell’Aeronautica 14/16 - Vercelli Tel. 0161 2221 www.clinicasrita.it Dir. Sanitario: Dott. Carmelo Antonio Triglia

Cardiochirurgia, Chirurgia generale, Neurochirurgia, Ortopedia, Oculistica, Cardiologia, Medicina interna, Terapia fisica, Riabilitazione e Fisiokinesiterapia, Emodinamica, Terapia intensiva, Medicina dello Sport

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Clinica San Gaudenzio Via Bottini 3 - Novara Tel. 0321 3831 www.clinicasangaudenzio.com Dir. Sanitario: Dott. Luigi Savoia

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Cardiochirurgia, Chirurgia generale, Chirurgia plastica e maxillo facciale, Chirurgia vascolare, Neurochirurgia, Ortopedia e traumatologia, Urologia, Cardiologia, Medicina generale, Oncologia, Neurologia, Riabilitazione cardiologica, Riabilitazione neuromotoria, Emodinamica, Pronto Soccorso, Terapia intensiva, Unità coronarica, Radioterapia, Medicina dello Sport, Dialisi

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Policlinico di Monza Via Amati 111 - Monza Tel. 039 28101 www.policlinicodimonza.it Dir. Sanitario: Dott. Alfredo Lamastra

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Monza

Clinica Città di Alessandria Via Moccagatta 30 - Alessandria Tel. 0131 314500 www.clinicacittadialessandria.it Coordinatore Sanitario: Dott. Clemente Ponzetti

Cardiochirurgia, Chirurgia generale, Oculistica, Ortopedia, Urologia, Cardiologia, Medicina generale, Emodinamica, Terapia intensiva

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Monza Metropolitan Hospital Calea Serban Vodă 95-101, Bucarest

Chirurgia plastica ed estetica, Chirurgia ricostruttiva, Ortopedia e traumatologia, Neurochirurgia, Cardiologia, Odontoiatria e Implantologia, Ginecologia

Centrul Medical Monza Str. Tudor Stefan nr. 38-40, Sector 1, Bucarest

Chirurgia plastica ed estetica, Chirurgia ricostruttiva, Chirurgia generale, Cardiologia, Ginecologia, Radiologia interventistica, Cardiologia interventistica

Bucarest Spitalul Monza Ares Strada Republicii 8 Cluj-Napocaluj

Cardiologia interventistica, Radiologia interventistica, Neuroradiologia

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Anno XVI numero 42 - Settembre 2019 Autorizzazione del Tribunale di Monza n. 1724 del 5 marzo 2004 Direttore responsabile: Francesca Giusti - Stampa: Polisystem Progetto grafico: Marco Micci - Immagini: Policlinico di Monza

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Il polietico 42  

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