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Giugno 2011, Anno 8 - N 22 Periodico di informazione

Riservato ai medici e agli operatori sanitari

PROFESSIONALITÀ SEMPRE IN CRESCITA l Gruppo Policlinico di Monza prosegue nel costante rafforzamento del proprio patrimonio professionale e sanitario, ampliando lo spettro d’azione e potenziando i servizi messi a disposizione del pubblico. È con questo spirito che è stato messo a punto il Centro Specialistico Epatobiliopancreatico, diretto dal Dott. Adelmo Antonucci, all’interno dell’Istituto di Oncologia diretto dal Prof. Emilio Bajetta. L’attenzione posta al settore dell’evoluzione tecnologica in campo sanitario si è da poco concretizzata ulteriormente nell’introduzione al Policlinico di Monza della tecnologia RapidArc Varian. Il potenziamento dei servizi vede quattro importanti novità: il Centro Novarese di Medicina dello Sport, il Centro Medico di Casale Monferrato, il Centro Cuore dell’Istituto Clinico di Verano Brianza, l’Èquipe dentale. Il primo è un vero e proprio “tempio” degli sportivi, un servizio multidisciplinare in grado di effettuare anche accertamenti medici di secondo e terzo livello. Il Centro Medico Monferrato è un ambulatorio polidiagnostico e polispecialistico, il Centro Cuore provvede alla cardiologia ambulatoriale, mentre l’Èquipe Dentale è un progetto già testato con successo alla Clinica S. Rita di Vercelli, che prossimamente verrà attivato anche alla Clinica La Vialarda di Biella. Il Presidente Gian Paolo Vergani

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In questo numero: Centro Specialistico Epatobiliopancreatico La tecnologia RapidArc in Radioterapia

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Centro Novarese di Medicina dello Sport Centro medico di Casale Monferrato

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L'Èquipe Dentale Odontoiatria biologica Il Centro Cuore Speciale Camerun

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IL NUOVO CENTRO SPECIALISTICO EPATOBILIPANCREATICO

IN PRIMA LINEA CONTRO I TUMORI AL FEGATO ED AL PANCREAS l corpo umano è come un sofisticato motore. Per funzionare correttamente ogni singolo ingranaggio deve svolgere alla perfezione il suo compito. E chi meglio di un chirurgo appassionato di motori può testimoniare con la propria esperienza lavorativa l’assunto sopracitato? Adelmo Antonucci, medico specializzato in chirurgia generale, dal 1° febbraio è entrato a far parte del Gruppo Policlinico di Monza, e più specificamente nell’equipe dell’Istituto di Oncologia diretto dal Prof. Emilio Bajetta, dove va a costituire il nuovissimo Centro Specialistico Epatobiliopancreatico. L’esperienza professionale di Antonucci infatti lo qualifica come esperto in materia: già primario di Chirurgia Generale ed Epatobiliopancreatica all’ospedale San Salvatore de L’Aquila, dove ha dato vita ad un centro di riferimento regionale per i tumori al pancreas e al fegato, Antonucci tra le sue precedenti esperienze lavorative annovera anche l’impiego nell’Unità Operativa di Chirurgia Epatobiliare all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, dove ha conosciuto il Prof. Bajetta. “Abbiamo lavorato fianco a fianco per un lungo periodo con una notevole stima reciproca - racconta Antonucci - È stato proprio lui a cercarmi e io naturalmente ho accettato subito, dal momento che conosco la sua professionalità e la sua serietà e l’idea di poter tornare a lavorare insieme a lui mi ha allettato”. Come un bravo direttore sportivo, il Prof. Bajetta è ben consa-

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IL DOTT. ADELMO ANTONUCCI, RESPONSABILE DEL C ENTRO SPECIALISTICO E PATOBILIOPANCREATICO

P UNTO

DI FORZA È IL TRATTAMENTO CHIRURGICO DI TUMORI PRIMITIVI

pevole che se si vuole dar vita ad una squadra d’eccellenza, e in campo sanitario la posta in palio non è una coppa, ma la vita, è necessario avvalersi dell’esperienza e della professionalità degli operatori migliori in circolazione. L’oncologia di per sé è un campo molto delicato sotto ogni aspetto. Antonucci è stato appositamente selezionato per occuparsi della Chirurgia Oncologica Addominale, con particolare specializzazione negli interventi sul fegato. “Le difficoltà che ci troviamo davanti quando parliamo di oncologia sono molteplici - puntualizza Antonucci - Gli interventi sono molto delicati. Interventi per i quali è indispensabile una superspecializzazione”. Quando si ha a che fare con i tumori del resto bisogna sfoderare ogni `arma´ possibile, in particolar modo con quelli che colpiscono a livello addominale, tra i più pericolosi. “Il tumore al pancreas è molto aggressivo sottolinea Antonucci - e solo nel 20% dei casi risponde alla chemioterapia e/o radioterapia. L’unica terapia possibile pertanto è la chirurgia, ma dei pazienti con diagnosi di tumore del pancreas solo il 20% è operabile quando giungono all’osservazione del chirurgo, perché il tumore non dà sintomi precoci. La difficoltà degli interventi sul fegato consiste nel fatto che il fegato è un organo vitale, e i tumori primitivi (epatocarcinomi) insorgono su fegato affetto da cirrosi, quindi di per sé malato, e i tumori secondari, cioè le metastasi, si sviluppano su un fegato sano, ma precedentemente trattato con chemioterapia, cioè farmaci tossici per il fegato che su quest’organo determinano un’alterazione importante della funzione. Se il tumore al pancreas, relativamente raro, nel caso non possa essere operato, è causa di un’elevata mortalità (il paziente può vivere al massimo un anno), il dato medio ci dice che ogni anno esistono 20 nuovi casi ogni 100mila abitanti di pazienti affetti da epatocarcinoma. E se senza pancreas si può comunque vivere, sebbene in condizioni precarie, senza fegato questo è impossibile: non esiste nessuna apparecchiatura che possa sopperirne le sue funzioni”. Come ad ogni nuova avventura, la voglia di far bene si mischia all´entusiasmo. “È la prima volta che mi trovo a lavorare in Brianza ed è il mio esordio in una


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IL CENTRO SPECIALISTICO DI CHIRURGIA EPATOBILIOPANCREATICA È UNA STRUTTURA COMPOSTA DA ULTRASPECIALISTI DEDICATO ALLA DIAGNOSI E ALLA CURA DELLE PATOLOGIE EPATOBILIOPANCREATICHE, SOPRATTUTTO ONCOLOGICHE, CON L’AUSILIO DELLE APPARECCHIATURE TECNOLOGICHE PIÙ AVANZATE. IL CENTRO SI AVVALE DELLA COMPETENZA E DELLA PROFESSIONALITÀ DEL DOTT. ADELMO ANTONUCCI PER LA COMPONENTE CHIRURGICA, COADIUVATO PER LA PARTE DI RADIOLOGIA INTERVENTISTICA DAL DOTT. LUCA MISTRETTA

Istituto di Oncologia Istituto di Ricovero e Cura ad Alta Specializzazione struttura sanitaria privata - chiosa Antonucci ma mi trovo già a mio agio. Ce la sto mettendo tutta per fare al meglio il mio lavoro e contribuire alla crescita dell’Istituto di Oncologia. Sono sicuro che insieme al Prof. Bajetta potremo fare grandi cose”.

IL BILANCIO DEI PRIMI MESI:49 INTERVENTI E DUE PRIMATI E di grandi cose il Dott. Adelmo Antonucci ne ha già portate a termine parecchie, tra cui operazioni chirurgiche molto complesse, in un caso da primato nel panorama sanitario italiano. “In quattro mesi abbiamo effettuato 49 interventi chirurgici, più una decina di interventi di Radiologia Interventistica che interessavano le vie biliari con l’ausilio del Dott. Luca Mistretta spiega il Dott. Antonucci - Di questi 49, 45 riguardavano tumori, di cui 15 tumori di fegato e pancreas”. L’equipe del Dott. Antonucci si è trovata anche ad affrontare un caso disperato, un intervento di elevatissima difficoltà, che però ha avuto esito positivo. “Siamo dovuti intervenire su una paziente, trasferita da un altro ospedale, che era stata sottoposta a gastroduodenoscopia che le aveva riscontrato un polipo nel duodeno, risultato alla biopsia un tumore maligno - racconta il Dott. Antonucci - L’endoscopista aveva tentato di asportare il polipo, ma come complicanza si è ottenuto la perforazione del duodeno stesso. La paziente era stata

operata, le era stata applicata una endoprotesi duodenale, ma senza che ne traesse beneficio. Era giunta da noi in condizioni disperate: presentava una grossa perforazione al duodeno con fuoriuscita in addome di materiale gastrico, duodenale e pancreatico. L’unica speranza di salvezza era un intervento chirurgico fortemente demolitivo. Abbiamo informato i familiari della paziente sui rischi e sull’impossibilità di garantire un esito positivo dell’intervento”. Un intervento che è durato ben 9 ore. “Abbiamo asportato una parte di stomaco, il duodeno, la testa del pancreas, una parte della via biliare e del colon destro, che risultava adeso alla protesi precedentemente posizionata e indissolubile dalla medesima - aggiunge il Dott. Antonucci La paziente ha avuto un lungo percorso post operatorio. Tutte le professionalità del Policlinico di Monza sono state coinvolte in questo caso: rianimatori, radiologi, infermieri. Successivamente la paziente è stata dimessa. Si è trattato senza dubbio di uno dei rarissimi casi di risoluzione positiva di questo tipo di intervento. In letteratura non ho trovato un caso analogo in Italia che abbia avuto tale esito positivo”. Un altro motivo d’eccellenza è l’impiego di una procedura assolutamente innovativa, utilizzata in pochissime strutture sanitarie italiane, la litotrissia e colangioscopia percutanea. “In pratica siamo in grado di eliminare i calcoli di un paziente e vedere dentro le vie biliari senza dover aprire l’addome - precisa il Dott. Antonucci È una tecnica per la quale ci avvaliamo delle sale di emodinamica del Dott. Mistretta. Nel caso di un nostro paziente siamo intervenuti servendoci di questa tecnica, quando altrimenti, se avessimo dovuto intervenire chirurgicamente sarebbe stato necessario asportare il 60% del volume del fegato. Invece è bastato fare una puntura percutanea per eliminare i calcoli, senza nessuna operazione”.

L’INTERAZIONE CON LA RADIOLOGIA INTERVENTISTICA All’interno del centro è poi presente una struttura dedicata alla Radiologia Interventistica, coordinata dal Dott. Luca Mistretta. Qualora la chirurgia non fosse perseguibile l’ablazione dei tumori avviene mediante radiofrequenza o microonde. Per i tumori del pancreas il centro sta avviando uno studio di fattibilità tra i primi in Italia, analogamente alle lesioni del fegato di termoablazione mediante microonde. La collaborazione con la Radiologia Interventistica migliora ulteriormente le prestazioni e i risultati.


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IL POLICLINICO SI AVVALE DELLA TECNOLOGIA RAPIDARC

LA RADIOTERAPIA DEL FUTURO È QUI: MENO RISCHI E PIÙ VANTAGGI a tecnologia RapidArc – Varian sbarca al Policlinico di Monza. L’innovativo strumento per radioterapia volumetrica ad alta intensità modulata (una recente evoluzione della IMRT che ne unisce i vantaggi dosimetrici ad una maggiore rapidità di esecuzione) è infatti ora a disposizione del Servizio di Radioterapia del Policlinico, diretto dal Prof. Alberto Gramaglia. Le procedure di implementazione fisica della tecnica di trattamento RapidArc sono state portate a termine nelle scorse settimane dal Dott. Marco Mapelli e dalla Dott.ssa Maddalena Catalano, fisico sanitario. In cosa sono consistite le procedure di implementazione? “Le procedure – spiega il Dott. Mapelli – sono consistite nella frequentazione di un corso di formazione organizzato da Varian nell’ambito del pacchetto commerciale acquistato dal Gruppo. Un corso che si è tenuto all’ospedale di Bellinzona e al quale ho partecipato insieme al Dott. Cerreta, che segue gli aspetti clinici e alla Dott.ssa Catalano, che si occupa invece di seguire la parte fisica. Successivamente ci siamo dedicati all’effettuazione di misure aggiuntive finalizzate alla configurazione del sistema di calcolo, alla calibrazione della strumentazione dosimetrica dedicata alla verifica dei piani di trattamento. Infi-

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I L DOTT. MARCO MAPELLI DEL SERVIZIO DI RADIOTERAPIA DEL P OLICLINICO DI MONZA

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SERVIZIO DI RADIOTERAPIA DEL P OLICLINICO DI MONZA DISPONE DI DUE ACCELERATORI LINEARI: 6 M EV VARIAN CLC C LINAC 600 C E 6-15 M EV VARIAN CLC C LINAC 2100 C

ne ci siamo concentrati sull’elaborazione di una traccia di procedura operativa per l’implementazione routinaria della metodica”. Questa tuttavia ha rappresentato solamente la prima fase. “Nelle settimane successive sono stati elaborati tre piani di trattamento su altrettanti casi clinici. L’accuratezza dell’erogazione è stata verificata mediante strumentazione dosimetrica dedicata”. Quali sono i vantaggi offerti da RapidArc in ambito radioterapico? “I vantaggi forniti da questa tecnologia, che è una tecnica di trattamento VMAT, Volumetric modulation arc teraphy, rispetto alla metodica di trattamenti conformazionale sono un sensibile risparmio degli organi a rischio e dei tessuti sani circostanti il volume tumorale da irradiare. Ciò è reso possibile, oltre che dal sistema di erogazione delle radiazioni, che utilizza un acceleratore lineare ed un collimatore multilamellare, anche dal sistema di pianificazione di tipo ‘inverse planning’. Consente di pianificare e di calcolare la dose nei volumi di trattamento cercando di rispettare i ‘vincoli di dose’, ovvero gli obiettivi imposti a priori dal medico radioterapista. Inoltre l’erogazione del trattamento viene resa ancora più precisa sia dalla presenza di un sistema di verifica radiologica a bordo dell’acceleratore lineare con tecnica IGRT, Image guided radiation therapy, già in uso nella nostra struttura sin dalla ripresa dell’attività clinica dalla metà dello scorso autunno, sia dall’adozione dei sistemi di immobilizzazione recentemente acquistati dal Policlinico di Monza. Esistono tuttavia anche delle criticità di questo sistema, come l’allungamento dei tempi di ottimizzazione del piano di trattamento e di calcolo e la necessità di verificare su fantocci con strumentazione dosimetrica dedicata l’erogazione di ogni singolo piano di trattamento. Tuttavia sono molto contento dal punto di vista professionale di aver contribuito a dotare il Policlinico di Monza di questa metodica di trattamento a fronte dell’investimento economico profuso e credo che questo sia un punto qualificante e di crescita per il reparto di Radioterapia e per tutte le figure professionali che in esso operano oltre che un elemento di qualità per i trattamenti offerti ai pazienti”.


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INAUGURATO IL CENTRO NOVARESE DI MEDICINA DELLO SPORT

IL «TEMPIO» DEGLI SPORTIVI A 360° UN SERVIZIO MULTIDISCIPLINARE a oggi anche la Clinica San Gaudenzio dispone di un proprio centro specializzato nella medicina dello sport. È infatti stato recentemente inaugurato il Centro Novarese di Medicina dello Sport, che andrà ad arricchire il già ricco panorama di offerta della Clinica San Gaudenzio di Novara e che godrà della collaborazione con l’IMSTO - Istituto di Medicina FMSI dello Sport di Torino. Il Centro Novarese di Medicina dello Sport sarà coordinato a livello medico dalla Dott.ssa Mirella De Ruvo, punto di riferimento del settore a livello nazionale. “Una delle ‘mission’ aziendali – spiega il dottor Alfredo Lamastra, Direttore Sanitario della Clinica San Gaudenzio di Novara - è quella di integrarsi sempre di più con il territorio e quindi di ricercare ogni forma di integrazione con le strutture pubbliche per offrire al cittadino servizi sempre migliori nonché rispondere con tempestività ai bisogni assistenziali. È proprio in quest’ottica che si è ritenuta la Medicina Sportiva una disciplina a forte impatto sociale: nella sola provincia di Novara esistono circa 500 società sportive con oltre 27.000 tesserati. Il rapporto tesserati/popolazione è del 7,8% a fronte di una densità regionale pari al 6,1% e nazionale pari al 5,7% (dati al 2001), dunque il novarese è definitivamente una terra di sportivi”. Moltissimi sono i bambini, i ragazzi e gli adulti che a scopo dilettantistico o semiprofessionale intraprendono attività sportive di qualunque genere e ciò comporta l’esigenza di rivolgersi a centri qualificati che affianchino

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LA DOTT.SSA M IRELLA DE R UVO R ESPONSABILE DEL C ENTRO NOVARESE DI M EDICINA DELLO SPORT

IL CENTRO POTRÀ OFFRIRE AI PAZIENTI E AGLI ATLETI UN SERVIZIO MULTIDISCIPLINARE, CHE NON SI ESAURIRÀ CON I CLASSICI ACCERTAMENTI ED ESAMI TIPICI DELLA MEDICINA SPORTIVA, MA PROSEGUIRÀ ANCHE CON ACCERTAMENTI DI SECONDO O DI TERZO LIVELLO

l’atleta nel percorso non solo certificativo agonistico, ma anche sotto il profilo delle indicazioni/controindicazioni al tipo di attività praticata e, all’occorrenza, del supporto clinico assistenziale. “Per offrire un servizio d’eccellenza ai nostri pazienti – prosegue il Dott. Lamastra - si è deciso di intraprende questa nuova attività rivolgendoci ad uno degli Istituti di Medicina dello Sport più prestigiosi nel nostro Paese: l’Istituto di Medicina dello Sport di Torino, diretto dal Professor Gribaudo, stipulando con loro un’accordo di collaborazione che prevedesse consulenza ed assistenza continuativa in merito all’organizzazione tecnica del Servizio di Medicina Sportiva, all’implementazione dei protocolli operativi, al controllo della qualità dei servizi clinici erogati, alla ricerca e selezione di medici dello sport qualificati e idonei allo svolgimento delle prestazioni medico sanitarie, allo svolgimento, in compartecipazione, di lavori scientifici su temi individuati di comune accordo ed interesse ed infine all’assistenza per l’affiliazione-convenzionamento alla Federazione Medico Sportiva Italiana con il conseguente riconoscimento di Centro Provinciale di riferimento”. Il primo effetto di questa collaborazione è stata appunto l’inserimento della Dott.ssa Mirella De Ruvo come Direttore Medico. “La Dott.ssa De Ruvo - spiega il dottor Lamastra - specialista in Medicina dello Sport, ha grande esperienza tecnica e gestionale essendo lei stessa titolare di un Centro di Medicina dello Sport nei pressi di Arona; inoltre si è formata e collabora ancora con l’I.M.S.TO”. Un’esperienza che ora la Dott.ssa metterà a disposizione del nuovo centro novarese. “Personalmente mi occupo di Medicina dello sport da 27 anni – spiega la Dott.ssa De Ruvo – Da quando, cioè, mi sono specializzata in Medicina dello Sport proprio a Torino. A Novara non esisteva nulla di comparabile con quanto il Gruppo Policlinico di Monza ha creato alla Clinica San Gaudenzio. La collaborazione con l’Istituto di Medicina dello Sport di Torino è inoltre un grosso van-


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LA DOTT.SSA DE R UVO CON IL SUO STAFF

taggio poiché ci permette di avviare da subito una realtà di assoluta eccellenza nel settore”. La Dott.ssa De Ruvo sarà coadiuvata da altre figure professionali, come la Dott.ssa Stefania Valenza, che vanta esperienza pluriennale nella disciplina essendo stata, tra l’altro, anche Medico Sociale della Asystel Volley femminile di Novara in Serie A. Il Centro gode inoltre di una struttura amministrativa dedicata con la segreteria che è stata affidata alla Dott.ssa Debora De Porcellinis, formatasi alla Direzione Amministrativa del Centro De Ruvo. Il centro godrà anche della collaborazione del Dott. Fabio Francese, medico sportivo ed attualmente Medico Sociale del Novara Calcio che milita in Serie A. “La realtà di Novara – commenta a proposito la Dott.ssa De Ruvo – offre un panorama sportivo in forte evoluzione. Con il Novara Calcio che attualmente è una realtà in forte crescita e l’Asystel Volley, la nascita di un centro specializzato di medicina dello sport era un passaggio quasi naturale”. Tuttavia l’utenza di un centro specializzato in medicina sportiva non è solamente relativa agli sport professionistici, come spiega la stessa Dott.ssa De Ruvo. “L’utenza di questo tipo di centri – precisa – è di ogni tipo. Si tratta di atleti che devono essere seguiti in tutto e per tutto, come quelli che praticano sport a livello professionistico, ma anche di persone di ogni fascia d’età, che magari vogliono iniziare a praticare uno sport in tutta sicurezza, prevenendo eventuali problematiche dovute a questioni fisiche. Ad esempio è in forte ascesa la pratica di un certo tipo di sport, come la corsa

o il ciclismo, tra cinquantenni ed ultracinquantenni, una fascia d’età in cui è molto importante iniziare a considerare eventuali problematiche cardiovascolari”. Uno degli obiettivi principali della collaborazione con l’I.M.S.TO è quello di portare il servizio di Medicina dello Sport della Clinica San Gaudenzio ad ottenere il riconoscimento di “Centro di riferimento Provinciale della Federazione Medico Sportiva Italiana”. Il regolamento della Federazione prevede infatti l’esistenza di un solo Centro riconosciuto per ciascuna Provincia del nostro Paese. Ma quali sono i vantaggi per un Centro che nasce all’interno di una realtà strutturata come la Clinica San Gaudenzio? “Uno dei vantaggi che il paziente percepisce nel rivolgersi al nostro Centro – spiega al riguardo il Dott. Alfredo Lamastra - è che esso è allocato in una struttura specializzata nella diagnosi e nel trattamento di patologie cardiovascolari, e dal momento che buona parte degli accertamenti clinico-diagnostici riguardano proprio l’apparato cardiovascolare egli può disporre di tutta la tecnologia d’avanguardia per tali delicate indagini”. Sono a disposizione degli atleti sia cicloergometro sia il Treadmill per i test da sforzo, apparecchiature holter per il monitoraggio in continuo della pressione sanguigna e del ritmo cardiaco inoltre spirometri e ambulatori oculistici per le prove oftalmologiche. “Il Centro insomma – prosegue la Dott.ssa De Ruvo – potrà offrire ai pazienti e agli atleti un servizio multidisciplinare, che non si esaurirà con i classici accertamenti ed esami tipici della medicina sportiva, ma proseguirà anche con accertamenti che in gergo sono definiti di secondo o di terzo livello e che di solito sono demandati a centri esterni, dato che si effettuano in regime di Sistema sanitario nazionale e non più privatistico. Qui da noi invece sarà possibile effettuare tutte le analisi necessarie direttamente in loco”. “Noi – prosegue il Dott. Lamastra - riteniamo che il rapporto tra l’atleta e il Servizio non debba esaurirsi al momento certificativo, ma perdurare per tutta la ‘vita atletica’ del soggetto; pertanto il laboratorio per le analisi chimico-cliniche, il servizio di riabilitazione post traumatica, il consulto fisiatrico, il consulto ortopedico, la diagnostica ecografica muscolo-tendinea ed ogni altra risorsa tecnico-strumentale strumentali della Clinica San Gaudenzio sono a disposizione degli atleti e così pure ogni tipo di professionalità”.


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NUOVO AMBULATORIO POLIDIAGNOSTICO E POLISPECIALISTICO

IL CENTRO MEDICO MONFERRATO COMPLETA L’OFFERTA PIEMONTESE al mese di marzo il Gruppo Policlinico di Monza ha aperto a Casale Monferrato il Centro Medico Monferrato (CMM), nuovo e modernissimo ambulatorio polidiagnostico e polispecialistico, diretto dal Dott. Luigi Fruttaldo. Nel CMM vengono svolte tutte quelle attività sanitarie clinico-diagnostiche particolari che non trovano riscontro nelle strutture pubbliche della zona. L’obiettivo è creare una presenza fattiva in un comprensorio dal quale già afferisce parte dell’utenza diretta alle cliniche S. Rita di Vercelli, Salus e Clinica Città di Alessandria, in modo da offrire in loco ai pazienti del basso Monferrato i servizi sanitari di eccellenza svolti nel Gruppo. La posizione del Poliambulatorio è strategica, in quanto completa nel Piemonte orientale una filiera sanitaria ideale che collega le diverse cliniche del Gruppo. Il Policlinico di Monza è presente in più regioni e provincie. Partendo dalla Valle d’Aosta con l’Istituto Clinico Valle d’Aosta di S. Pierre questo interasse sanitario si dirige in valle raggiungendo Ivrea, dove insiste la Clinica Eporediese, prosegue a Biella con la Vialarda, scende a Novara con la Clinica San Gaudenzio, devia a Vercelli con la Clinica S. Rita, passa da Casale Monferrato con il Centro Medico Monferrato, per terminare ad Alessandria con le cliniche Salus e

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I L DOTT. LUIGI FRUTTALDO DIRETTORE SANITARIO DEL C ENTRO M EDICO MONFERRATO

I L CMM SI CARATTERIZZA PER UN’OFFERTA BASATA SULLE ATTIVITÀ CLINICO - DIAGNOSTICHE IN PRECEDENZA ASSENTI SUL TERRITORIO

Clinica Città di Alessandria. Il CMM è logisticamente allocato nel popoloso quartiere di Porta Milano, non molto distante dal centro cittadino, separato dal tracciato della linea ferroviaria. Posto vicino al casello autostradale è facilmente raggiungibile anche dagli abitanti dei paesi limitrofi (fino a Valenza) e della Lomellina. L’assenza nel quartiere di altri servizi sanitari, fatta eccezione per un solo ambulatorio di medicina di base e farmacia peraltro prospicente il CMM, enfatizza la presenza e l’opportunità di un’attività sanitaria polispecialistica e diagnostica di eccellenza. Le attività ambulatoriali svolte (per ora non convenzionate con il Ssn) comprendono quelle prestazioni specialistiche che non trovano riscontro presso l’Ospedale cittadino, formando con esso una virtuosa integrazione. Le specialità svolte sono: Andrologia, Angiologia, Cardiochirurgia, Chirurgia della mano, del piede, Chirurgia plastica ricostruttiva, Ematologia, Endocrinologia, Reumatologia, Immunologia, Malattie del fegato del ricambio, Neurologia per la diagnosi e terapia delle cefalee, Neurochirugia, Proctologia, Psicoterapia singola e di gruppo, Uro-ginecologia. L’attività clinica è supportata da una qualificata diagnostica ecografica (addome, tiroide, piccole parti, muscolo-articolare, endocavitaria e ginecologica) e strumentale (ecocolordoppler arterioso tronchi sovraortici, ECG, ecocardiografia color-doppler, ecc.). L’avvio dell’attività poliambulatoriale è stata promossa da un’informativa sui giornali locali e dall’attivazione, in collaborazione con la LILT, di iniziative di medicina preventiva che spaziano dall’offerta gratuita della mappatura dei nevi della cute per la diagnosi precoce del melanoma a cui farà seguito la prevenzione dei tumori della prostata e di altre patologie e quindi di altre patologie che risulteranno essere particolarmente frequenti nel comprensorio. Il coinvolgimento e l’aggregazione di alcuni specialisti locali si prefigge lo scopo di favorire nei cittadini la percezione del Centro come struttura sanitaria casalese nella quotidianità abitudinale delle necessità mediche.


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GIÀ PRESENTE ALLA S. RITA, VERRÀ ATTIVATO A LA VIALARDA

ÉQUIPE DENTALE, IL PROGETTO PER UN SORRISO DA PRIMA PAGINA quipe Dentale è il progetto interamente dedicato alle cure Odontoiatriche che garantisce il massimo della qualità, grazie alla grande esperienza di uno staff di dentisti e all’utilizzo di tecnologie sempre all’avanguardia. La prima clinica Équipe Dentale nasce a Torino nel febbraio 2008. L’idea alla base della clinica era semplice ma, per certi versi, innovativa: in un mercato, quello odontoiatrico, da poco liberalizzato dalla legge Bersani in cui gran parte dei medici hanno voluto misurarsi sul terreno di politiche di prezzo più o meno chiare, a colpi di ribassi o di offerte tanto eclatanti quanto mai confuse, i due soci fondatori di Équipe hanno voluto fare una scelta chiara e semplice, ma diametralmente opposta: era la qualità, l’alta tecnologia, lo staff di alto livello che andavano offerti ai pazienti, sicuri che questi avrebbero certamente apprezzato l’intento di privilegiare in questo modo la considerazione della loro salute. Non solo: per vincere i timori di chi è costretto dal proprio bilancio familiare a non imbattersi in considerevoli spese e dubbi risultati,

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I L DOTTOR SILVIO FALCIONI DIRETTORE SCIENTIFICO DELL’EQUIPE DENTALE

L’EQUIPE DENTALE OFFRE AI PAZIENTI LE PIÙ INNOVATIVE SOLUZIONI DI CURA

Équipe Dentale ha scelto di offrire gratuitamente la visita di diagnosi a tutti; fattore essenziale per poter formulare un preventivo di spesa estremamente preciso, fornendo così tutti gli elementi necessari per decidere se, quando e come iniziare il trattamento. E così, in piena crisi economica, il successo di Équipe è stato tale che dopo appena un anno è nata la seconda clinica, a Pianezza, accrescendo la clientela proveniente anche dalla cintura Torinese. Da allora Équipe Dentale è cresciuta, si è migliorata; gli amministratori hanno continuato a ricercare l’alta professionalità dei propri collaboratori e ad investire in tecnologie, offrendo ai tanti pazienti le più innovative soluzioni di cura applicate ai seguenti settori: • Implantologia senza bisturi, All-on-Four e Protesi a carico immediato • Ortodonzia Invisibile, ma anche Parodontologia • Protesi Fissa • Chirurgia • Conservativa • Igiene, Endodonzia • Prevenzione • Gnatologia • Odontoiatria Infantile • Posturologia • Malattie del Sonno ed Apnee Notturne. Non c’è trattamento Odontoiatrico che lo staff di Équipe non sia in grado di curare al meglio. Lo staff di dentisti, che svolgono un’attività d’equipe, vanta una indiscussa esperienza: il direttore scientifico del Gruppo, il Dott. Silvio Falcioni, è un medico chirurgo che, oltre ad aver scritto e pubblicato articoli su numerose riviste trattando molteplici argomenti in ambito odontoiatrico, è stato inoltre autore di un manuale sulla disinfezione e sulla sterilizzazione in odontoiatria. Il direttore sanitario dei nuovi Centri di Vercelli e di Biella, è il Dott. Emanuele Cassarino, medico


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L’IDEA ALLA BASE DI ÈQUIPE DENTALE È SEMPLICE, MA INNOVATIVA: PUNTARE TUTTO SULLA QUALITÀ, SULL’ALTA TECNOLOGIA IMPIEGATA E SU UNO STAFF MEDICO DI ALTA PROFESSIONALITÀ, IN MODO TALE DA POTER GARANTIRE CURE ODONTOIATRICHE DEL MASSIMO LIVELLO SOTTO OGNI ASPETTO E PER OGNI TIPO DI TRATTAMENTO. E QUESTA PARTICOLARE SCELTA SI È RIVELATA VINCENTE: LA PRIMA CLINICA NASCE A TORINO NEL 2008, OGGI È PRESENTE ANCHE A VERCELLI E PROSSIMAMENTE A BIELLA

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ESIBIRE UNA DENTATURA SANA SODDISFA LE ESIGENZE ODONTOIATRICHE DI TUTTE LE ETÀ

chirurgo specialista in Chirurgia Maxillo Facciale. Particolare menzione va inoltre attribuita ai due specialisti in Ortognatodonzia e funzione masticatoria, clinicamente esperti utilizzatori del sistema Invisalign, ovvero di quella metodica riconosciuta universalmente come la tecnica ortodontica di allineamento dentale senza ricorrere ad antiestetici apparecchi metallici. Invisalign prevede pertanto l’utilizzo di allineatori sequenziali praticamente invisibili realizzati mediante sistema Cad Cam. Inoltre, Équipe Dentale vanta uno specialista in problematiche legate ai disturbi del sonno quali ad esempio apnee notturne, russamento e bruxismo (digrignamento dei denti); infatti secondo recenti studi, i dis-

turbi del sonno sono direttamente correlati ai problemi gnatologici, ai disordini temporomandibolari ed al disallineamento dei denti. L’alta tecnologia a disposizione dello staff è di ultima generazione: ciò significa diagnosi più precise, interventi rapidi, maggior sicurezza ma, soprattutto, meno disagio per il paziente: ad esempio lo Scanner Intraorale (una sofisticata telecamera) permette di ottenere l’impronta delle arcate evitando al paziente il fastidio delle impronte tradizionali. L’organizzazione di Équipe Dentale si contraddistingue per la netta separazione dei ruoli del proprio personale: amministrativo e medico sanitario. Ciò permette ai singoli operatori di dedicarsi esclusivamente alle propria attività senza sottrarre tempo ed attenzione terapeutica al paziente, garantendo le giuste competenze a vantaggio di maggior garanzia di qualità e di sicurezza dei trattamenti. Nel 2010 l’incontro con la Dirigenza del Gruppo Policlinico di Monza ha unito due realtà che condividono la stessa filosofia di base nella cura dei pazienti: la qualità, la passione per il proprio lavoro, il ricorso all’alta specializzazione nonché l’utilizzo di tecnologie avanzate e non ultima, ma finalità conclusiva, il benessere del paziente. Vincere le perplessità ed i comprensibili dubbi della persona in un momento “fragile” e rassicurarLo con un’alta professionalità è l’obiettivo che ogni operatore sanitario deve deoontologicamente porsi così come se lo pongono Équipe Dentale ed il Gruppo Policlinico di Monza. Oggi, la presenza di Équipe Dentale presso la Clinica Santa Rita di Vercelli e l’imminente attivazione di un suo Centro Odontoiatrico presso la clinica La Vialarda di Biella, è la risposta alle numerose richieste di tanti pazienti bisognosi di cure dentarie che informati di questi moderni metodi di cura hanno già richiesto presso tali sedi numerosissimi “consulti”. Non citato, ma non per questo meno importante è l’aspetto estetico e funzionale dei trattamenti odontoiatrici: poter esibire una dentatura sana ed esteticamente gradevole e contare inoltre su una perfetta masticazione, soddisfa le esigenze odontoiatriche di tutte le età: dal bambino all’adulto, fino all’anziano.


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LA BIOCOMPATIBILITÀ DEI MATERIALI È FONDAMENTALE

ODONTOIATRIA BIOLOGICA L’INNOVAZIONE CHE MANCAVA in dall’antichità, gli uomini sono stati afflitti da problemi dentali ed hanno cercato di lenire il dolore da essi provocato ricorrendo ad una innumerevole quantità di rimedi. I primi “dentisti” erano dei medici generici, ma dal Medio Evo tale compito fu assolto dai barbieri-chirurghi specializzati anche nella cura dei denti. La pratica, l’errore, l’osservazione furono i loro primi maestri, ma nel XV secolo essi avevano raggiunto un livello di specializzazione in questa nuova branca nettamente superiore a quello dei medici nella medicina tradizionale. In un’epoca come la nostra in cui i cambiamenti avvengono repentinamente, soltanto guardando al passato possiamo procedere con intelligenza e sicurezza. Una delle più recenti innovazioni in ambito odontoiatrico è: l’odontoiatria biologica. L’impostazione “biologica” è da intendersi nell’interpretazione etimologica del termine: “rispetto della vita” significa attenzione alle procedure che dovrebbero essere sempre fondate sulla microinvasività. Biocompatibilità è un termine composto dal prefisso bio- (dal greco Bios “vita, essere vivente”) e dalla parola “compatibilità”, derivante dal latino cum patior (letteralmente “partecipare a”) traducibile con l’espressione “essere in sintonia con”. L’etimo sottolinea dunque in maniera evidente il carattere di armonia con la vita di tutto ciò che può definirsi biocompatibile. La necessità che un materiale odontoiatrico sia biocompatibile diventa evidente quando,

S I L DOTT. ANTONIO ARBISI DIRETTORE DELL’U NITÀ DI ODONTOIATRIA B IOLOGICA DEL P OLICLINICO DI MONZA

LA NECESSITÀ CHE UN MATERIALE ODONTOIATRICO SIA BIOCOMPATIBILE DIVENTA EVIDENTE QUANDO, OLTRE AL SINGOLO DENTE, SI PRENDE IN CONSIDERAZIONE L’INTERO ORGANISMO IN CUI RIMARRÀ IMPIANTATO PERMANENTEMENTE E SI RAGIONA SULLE INTERAZIONI CHE LA SUA NATURA CHIMICA E FISICA AVRÀ IN TALE CONTESTO

oltre al singolo dente, si prende in considerazione l’intero organismo in cui rimarrà impiantato permanentemente e si ragiona sulle interazioni che la sua natura chimica e fisica avrà in tale contesto. Riabilitare il cavo orale con materiali che abbiano la maggior biocompatibilità possibile, cercare di evitare interferenze tra i materiali usati per i restauri odontoiatrici e l’organismo in cui sono inseriti rappresenta, deve essere, un traguardo irrinunciabile. Qualsiasi atto terapeutico deve, prima di tutto, non arrecare danno al paziente. Ecco quindi la fondamentale importanza che riveste la biocompatibilità dei materiali che vengono inseriti nella cavità orale dall’odontoiatra! Essa dipende da quattro variabili: • Composizione del materiale • Collocazione • Interazione del materiale con il cavo orale • Interazione del materiale con eventuali altri materiali presenti nel cavo orale. Lo scopo è di conseguenza, di ricercare materiali e metodiche idonee per il raggiungimento del rispetto biologico nel contesto della riabilitazione orale dei pazienti. Le terapie odontoiatriche, fin dalla loro lontana origine, hanno avuto per oggetto prevalentemente gli aspetti riabilitativi e ricostruttivi dell’apparato dentale, e solo in minima parte la cura, nel senso proprio del termine, del cavo orale. Molte aree mediche si occupano di patologie nelle quali la guarigione del paziente o dell’organo affetto corrisponde a una restitutio ad integrum, cioè a un ritorno alla condizione precedente la malattia. Le affezioni della bocca sono invece per lo più patologie che comportano la perdita di struttura e il danneggiamento irreversibile dei tessuti coinvolti; le possibilità terapeutiche, a oggi, non contemplano la rigenerazione della componente lesa, ma prevedono la sua sostituzione con un manufatto artificiale. Nel caso ad esempio della carie dentale, una patologia legata all’attività dei batteri e dei metaboliti acidi da essi prodotti, che porta al


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OTTURAZIONI

RIABILITARE IL CAVO ORALE CON MATERIALI CHE ABBIANO LA MAGGIOR BIOCOMPATIBILITÀ POSSIBILE, CERCARE DI EVITARE INTERFERENZE TRA I MATERIALI USATI PER I RESTAURI ODONTOIATRICI E L’ORGANISMO IN CUI SONO INSERITI RAPPRESENTA, DEVE ESSERE, UN TRAGUARDO IRRINUNCIABILE. LO SCOPO QUINDI È RICERCARE MATERIALI E METODICHE IDONEE PER IL RAGGIUNGIMENTO DEL RISPETTO BIOLOGICO

C LEAN UP, UN NUOVO STRUMENTO DI ASPIRAZIONE ODONTOIATRICA

progressivo rammollimento e alla disgregazione prima dello smalto e poi più all’interno della dentina, esiste una serie di abitudini alimentari e igieniche che predispongono, causano e perpetuano il processo. Se da un lato è possibile sviluppare azioni preventive, per modificare tali abitudini, e curative, per contenerne gli effetti dannosi, dall’altro la perdita di sostanza dentale è rimediabile solamente attraverso un processo di sostituzione dei tessuti distrutti con un materiale artificiale. Maggiore è l'entità della perdita della sostanza dentale, più estesa è la dimensione del restauro: otturazione semplice, otturazione complessa, intarsio, fino ad arrivare alla ricopertura della porzione di dente residuo con una corona artificiale oppure alla sostituzione in toto del dente con un impianto osseo.

Il primo utilizzo del mercurio in odontoiatria risale al 1816 da parte del francese Auguste Traveau. Da allora milioni di restauri in amalgama sono stai realizzati, restando il materiale più frequentemente riscontrato nel cavo orale. Per lungo tempo si è ritenuto e professato che l’amalgama, una volta completamente indurita, fosse un materiale assolutamente inerte e stabile, in cui tutto il mercurio libero viene interamente e permanentemente sequestrato all'interno di legami chimici con gli altri metalli, incapace di liberarsi nel cavo orale. Una simile rassicurante visione è frutto di approssimazioni notevoli.

IL RILASCIO DI MERCURIO DA PARTE DELLE OTTURAZIONI IN AMALGAMA È OGGI UN FATTO BEN DOCUMENTATO Studi clinici hanno dimostrato come il rilascio di mercurio dalle otturazioni sia ampiamente documentabile. Allo stesso modo si conosce dettagliatamente il destino biologico all’interno dell’organismo, circa la dinamica del rilascio di mercurio durante la masticazione, dimostrando che esso aumenta rapidamente fin dai primi minuti in cui l’otturazione viene caricata. Numerosi altri fattori fisici possono esacerbare l’emissione di vapori di mercurio tra cui i rialzi termici determinati dall’ingestione di cibi o bevande calde, le forze occlusali che si esercitano sulle superfici del restauro a seguito del bruxismo, lo spazzolamento, tutte le forme di bimetallismo orale ed anche l’esposizione a campi elettromagnetici ad alta frequenza. L’OMS già dal 1991 dice che la maggior esposizione al mercurio è dovuta agli amalgami dentali. Il mercurio è una sostanza tossica, prima e dopo l’applicazione in bocca. Il 50% dell’amalgama è costituita da mercurio. Il mercurio è in assoluto fra le più sostanze tossiche in natura. Per l’organismo non esiste un valore soglia minimo non tossico per il mercurio. Amalgama è un presidio medico ancora utilizzato seppur il decreto ministeriale del 2001 ne limiti l’applicazione nei bambini sotto i sei anni, nelle donne in gravidanza e nei nefropatici, un modo ipocrita di affermare la tossicità del materiale, ma senza avere la forza di impedirne l’uso assoluto. Dal giugno del 2009 in UE vige il divieto di vendita di termometri al mercurio.


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IL VERO PROBLEMA È LA RIMOZIONE

LE OTTURAZIONI IN ZIRCONIO PERMETTONO DI MANTENERE UN RISULTATO ESTETICO NATURALE

IL MERCURIO: MATERIALE TOSSICO Studi scientifici hanno ormai dimostrato la tossicità del mercurio contenuto nell’amalgama, che esce dall’otturazione e si deposita nei nostri organi dando sintomi come allergie, cefalee, senso di debolezza, vertigini, nervosismo, afte orali, alitosi, caduta dei capelli, disturbi della memoria, depressione, disturbi del sonno. Togliere una fonte così importante di intossicazione da metalli pesanti è una scelta di ecologia di vita.

Per togliere l’amalgama evitando una intossicazione acuta da mercurio bisogna farlo in ambiente protetto. Così è stato messo a punto un protocollo per fare una rimozione sicura e un protocollo di drenaggio per eliminare i metalli pesanti che si sono accumulati nell’organismo durante la vita dell’otturazione. Le otturazioni effettuate dal Policlinico di Monza sono di tipo estetico e prive di metallo al fine di evitare interazioni dannose tra il metallo e il cavo orale. La rimozione delle vecchie otturazioni metalliche viene eseguita in ambiente protetto e sicuro in modo che i vapori di mercurio non vengano inalati dal paziente. Utilizziamo un nuovo strumento di aspirazione odontoiatrica munito di speciale dispositivo per assicurare un’aspirazione ottimale. L’aspiratore viene posizionato direttamente sul dente, dove si adatta ottimamente grazie al suo design ed al materiale estremamente elastico. Esso è stato disegnato in modo tale da assicurare un'aspirazione ottimale e tenere il campo di lavoro libero da vapori di mercurio e polveri di amalgama. Misure dei livelli di mercurio in bocca durante l’eliminazione degli amalgami hanno dimostrato che la concentrazione di mercurio è di 100 volte inferiore usando Clean Up, rispetto ai normali dispositivi di aspirazione (Dip. di Biologia clinica dei metalli, Uppsala, Svezia).

LE NOSTRE PROTESI

STUDI SCIENTIFICI HANNO ORMAI DIMOSTRATO LA TOSSICITÀ DEL MERCURIO CONTENUTO NELL’AMALGAMA, CHE ESCE DALL’OTTURAZIONE E SI DEPOSITA NEI NOSTRI ORGANI DANDO SINTOMI COME ALLERGIE, CEFALEE, SENSO DI DEBOLEZZA, VERTIGINI, NERVOSISMO, AFTE ORALI, ALITOSI, CADUTA DEI CAPELLI, DISTURBI DELLA MEMORIA, DEPRESSIONE, DISTURBI DEL SONNO

Vengono utilizzate, laddove possibile, materiali protesici privi di metallo, (Zirconia) meglio tollerabili nel cavo orale. Inoltre l‘elevata traslucenza della zirconia e la possibilità di infiltrarlo con il colore individuale dei denti del paziente, conferisce alla protesi dentaria un aspetto estetico e naturale. Grazie al colore chiaro della zirconia, non si formano bordi neri dovuti al ritiro gengivale con il passare del tempo, come invece avviene spesso con l‘uso di metalli nei restauri odontoiatrici.

ORTODONZIA Si utilizza una innovativa tecnica a bassa fri-


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LE OTTURAZIONI EFFETTUATE DAL POLICLINICO DI MONZA SONO DI TIPO ESTETICO E PRIVE DI METALLO AL FINE DI EVITARE INTERAZIONI DANNOSE TRA IL METALLO E IL CAVO ORALE. LA RIMOZIONE DELLE VECCHIE OTTURAZIONI METALLICHE VIENE ESEGUITA IN AMBIENTE PROTETTO E SICURO, IN MODO CHE I VAPORI DI MERCURIO NON VENGANO INALATI DAL PAZIENTE. VIENE UTILIZZATO UN NUOVO STRUMENTO DI ASPIRAZIONE ODONTOIATRICA MUNITO DI SPECIALE DISPOSITIVO PER ASSICURARE UN’ASPIRAZIONE OTTIMALE. L’ASPIRATORE VIENE DUNQUE POSIZIONATO DIRETTAMENTE SUL DENTE

STUDI

SCIENTIFICI HANNO DIMOSTRATO LA TOSSICITÀ DEL MERCURIO UTILIZZATO IN PRECEDENZA PER LE OTTURAZIONI DENTALI

zione che permette il movimento dei denti mantenendosi all’interno della biozona nel rispetto di radici, osso, mucose. Senza le legature elastiche che generano attrito ed il grippaggio dell’arco, gli attacchi self ligating passivi permettono maggior libertà di movimento, risultati più veloci con

utilizzo di forze più leggere. È il senso biologicamente più giusto per migliorare la posizione dei denti per un’armonia facciale più estetica.

ALITO CATTIVO Per questa problematica importante, in un momento in cui l’immagine e le relazioni sono al primo posto, vengono impostate delle specifiche terapie naturali fito-terapiche.

IGIENE ORALE Affianchiamo le sedute di igiene orale a prescrizioni fitoterapiche per il mantenimento dell’igiene domiciliare.

RADIOLOGIA Per lo sviluppo delle radiografie vengono utilizzati sistemi innovativi digitali che riducono in maniera importante la dose di radiazione.

SBIANCAMENTO Vengono effettuate sedute veloci, indolori con risultanti duraturi nel tempo.

IMPLANTOLOGIA La moderna implantologia, con l’ausilio di materiali e superfici che riescono ad integrarsi con l’osso anche nelle condizioni meno vantaggiose, permette di risolvere quasi ogni caso di edentulia (mancanza di denti) sia parziale che totale.

LASER Indicato per piccoli interventi chirurgici nella bocca. Con questa tecnologia spesso non viene utilizzata né l’anestesia, né sutura.

STERILIZZAZIONE Di regola viene utilizzato materiale monouso. Laddove ciò non fosse possibile, gli strumenti seguono un rigido protocollo di sterilizzazione. Tutti gli strumenti utilizzati nel nostro studio, compresi i trapani, vengono sempre sterilizzati dopo ogni paziente. I cicli di sterilizzazione sono regolarmente monitorati mediante uso di test biologici.


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ALL’INTERNO DELL’ISTITUTO CLINICO UNIVERSITARIO DI VERANO

CARDIOLOGIA AMBULATORIALE IL PRESIDIO DEL CENTRO CUORE l Centro Cuore è una struttura di Cardiologia non invasiva ambulatoriale del Policlinico di Monza situata presso dell’Istituto Clinico Universitario di Verano Brianza. Le attività del Centro riguardano l’erogazione di visite cardiologiche ed elettrocardiogrammi, ecocardiogrammi, ecografie vascolari, monitoraggi della pressione arteriosa, elettrocardiografia dinamica secondo Holter, test ergometrici a pazienti di età superiore ai dieci anni. Tale attività, coordinata dal Dott. Giuseppe Gullace coadiuvato dal Dott. Giancarlo Aldeghi (che svolge, peraltro, le funzioni di direttore medico di presidio) e dalla Dott.ssa Federica Nani, è effettuata da lunedì a venerdì ed è articolata secondo l’orario tipico ambulatoriale e cioè dalle 8,30 alle 16,30. Gli specialisti suddetti si avvalgono della preziosa e qualificata collaborazione del personale infermieristico ed amministrativo che opera all’interno dell’Istituto Clinico di Verano Brianza. Di particolare interesse operativo è la modalità di lavoro del Centro Cuore che, nei limiti del possibile, cerca di evitare la logica prestazionale ed operare secondo l’approccio per problemi; tale modalità mira a pianificare tutto ciò che è necessario per chiudere il percorso clinico, diagnostico e terapeutico del paziente all’interno della stessa specialità cardiovascolare non solo in tempi brevi (e quando possibile nella stessa seduta) ma soprattutto nel rispetto della continuità clinico

I

I L DOTT. G IUSEPPE G ULLACE COORDINATORE DEL C ENTRO C UORE DELL’ISTITUTO C LINICO U NIVERSITARIO DI VERANO B RIANZA

LE ATTIVITÀ DEL CENTRO RIGUARDANO L’EROGAZIONE DI VISITE CARDIOLOGICHE ED ELETTROCARDIOGRAMMI, ECOCARDIOGRAMMI, ECOGRAFIE VASCOLARI, MONITORAGGI DELLA PRESSIONE ARTERIOSA, ELETTROCARDIOGRAFIA DINAMICA SECONDO HOLTER, TEST ERGOMETRICI A PAZIENTI DI ETÀ SUPERIORE AI DIECI ANNI. IL SERVIZIO È DISPONIBILE DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ DALLE 8,30 ALLE 16,30

assistenziale. Ciò finora applicato quando possibile ha contribuito alla riduzione dei tempi di attesa (che sono tutti all’interno dei limiti previsti dalla Regione Lombardia), alla chiusura dei percorsi diagnostico terapeutici dei pazienti in tempi ridotti, in gran parte eliminando il ‘pellegrinaggio’ da struttura a struttura e da specialista a specialista (della stessa specialità), alla riduzione notevole del disagio (dei pazienti e degli operatori) e ad un più appropriato uso della struttura e delle opportunità sanitarie offerte. Peraltro va considerato che l’offerta in modalità ambulatoriale di prestazioni cardiologiche non invasive del Centro consente di poter chiudere il percorso del paziente in loco nella stragrande maggioranza dei casi; a questo va aggiunta la presenza di un canale preferenziale con il Dipartimento Cardiovascolare del Policlinico di Monza che consente un percorso interno protetto per situazioni più complesse che porta il paziente a proseguire le indagini diagnostiche e ad essere sottoposto ad interventi terapeutici (per esempio chirurgici) sempre nel rispetto della continuità clinico assistenziale. Anche in questo caso l’offerta completa delle prestazioni cardiologiche dalla diagnosi alla riabilitazione ed al follow up del Policlinico di Monza e la presa in carico del paziente da parte dello specialista che opera al Centro Cuore facilitano l’accesso del paziente e garantiscono a questi un percorso compiuto ed un riferimento. Il Centro è in fase di rilancio con alcuni aspetti innovativi particolarmente importanti e che sicuramente contribuiranno a determinare una crescita professionale ed un impatto positivo sulla popolazione (medici di medicina generale inclusi). Tra questi, il potenziamento della modalità di lavoro sopra esposta fino a diventarne la regola, l’aggiornamento della strumentazione ed il collegamento in rete con il Policlinico di Monza e l’adeguamento del personale costituiranno la base sostanziale per un migliore organizzazione che porti a dare opportunità sanitarie in maniera più efficace, efficiente, compiuta e di qualità.


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L’ULTIMA AFFASCINANTE FATICA LETTERARIA DEL PROFESSORE

TRA SCIENZA, ETICA E FILOSOFIA IL NUOVO «VIAGGIO» DI SCHIFFER arrivato in libreria il nuovo libro del Professor Davide Schiffer. Il Direttore del Centro Richerche di Neurobioncologia della Fondazione Policlinico di Monza a Vercelli, ha infatti pubblicato una nuova opera che si intitola “Attraverso il microscopio: neuroscienze e basi del ragionamento clinico”. Un volume che non tratta solamente di tematiche strettamente tecniche, ma anche etico-filosofiche. “Si tratta di un libro nell’ambito delle Neuroscienze – spiega infatti lo stesso Professor Schiffer - che tratta del rapporto fra il mondo microscopico e il ‘vissuto’ di chi lo usa per le Neuroscienze: è quindi tecnico, ma allo stesso tempo tiene un interesse per il profano che voglia dedicarsi ai rapporti fra la percezione visiva e il mondo interiore. Come filosofia esso ha qualcosa a che vedere con quella che in fondo sta alla base della ‘polieticità’ del Gruppo Policlinico di Monza”. Il libro prende le mosse dai pensieri di un giovane che alla maturità liceale si trova affascinato dalla cultura dei classici greco-latini, dai rudimenti filosofici e dall’impatto con le scienze fisiche e naturali. Il latino e i suoi naturalisti hanno suscitato un fervore verso la Botanica Sistematica che lo riporta a Linneo e quindi alla conoscenza del mondo naturale, all’esperienza della denominazione dell’esistente come conoscenza e quindi agli universali di Guglielmo d’Occam. La scelta della facoltà di Medicina all’Università fungerà per il protagonista da mediazione fra la filosofia, vista come via alla verità, e la

È

I L P ROF. DAVIDE SCHIFFER DIRETTORE DEL C ENTRO R ICERCHE DI N EUROBIONCOLOGIA

IL

NUOVO LIBRO DEL P ROF. SCHIFFER

IL LIBRO PRENDE LE MOSSE DAI PENSIERI DI UN GIOVANE CHE ALLA MATURITÀ LICEALE SI TROVA AFFASCINATO DALLA CULTURA DEI CLASSICI GRECO-LATINI, DAI RUDIMENTI FILOSOFICI E DALL’IMPATTO CON LE SCIENZE FISICHE E NATURALI. SI TRATTA DI UN VOLUME NELL’AMBITO DELLE NEUROSCIENZE, CHE TRATTA DEL RAPPORTO FRA IL MONDO MICROSCOPICO E IL ‘VISSUTO’ DI CHI LO USA

biologia con il grande mistero dell’uomo nella sua dualità di mente/corpo. L’incontro con il microscopio aprirà la strada all’approfondimento della biologia, ma anche alla ricerca dei significati e delle interpretazioni del mondo. I meccanismi della percezione, visiva in particolare, nelle articolazioni della Gestaltpsychologie, e i suoi rapporti con il mondo interiore, sia quello della memoria esplicita sia della memoria implicita, sono affrontati nell’esplorazione del mondo attraverso il microscopico e nella ricerca di una obiettività scientifica. Locke e Kant, Popper e Heidegger fanno da contraltare a Ramon y Cajal, Golgi, Kandel, Heisenberg, mentre la semiotica illumina e confonde sull’importanza del linguaggio per la conoscenza. Il segno e il suo riconoscimento si trasferiscono nella scienza attraverso l’inter-soggettività e il linguaggio appare come l’unico modo di penetrare l’esistente. Il libro si dilunga poi sull’origine di certe denominazioni in patologia tratte dalla vita quotidiana, sull’antropomorfismo spesso applicato agli oggetti del campo microscopico, sempre illustrati su base fenomenologica e psicologica. Il libro del Professor Schiffer, edito da Springer all’interno della collana “I Blu”, è disponibile in libreria da metà maggio al costo di 31,63 euro e riguarda da vicino l’attività svolta presso il centro ricerche vercellese. Lo stesso professore non ha voluto fare a meno di citare il Centro Ricerche di Neurobioncologia di Vercelli nel commentare la sua ultima fatica. “Penso che si dimostri – ha detto il professor Schiffer - come il Centro Ricerche di Vercelli non sia soltanto un luogo all’altezza dei tempi dove si fanno diagnosi neuropatologiche e ricerche ormai note anche a livello internazionale e che conferisce prestigio al Policlinico, ma anche un luogo dove si coltivano le Neuroscienze anche nella loro estensione filosofica ed epistemologica di cui il Policlinico non può che menare vanto”. Il Professor Schiffer del resto aveva già pubblicato un libro sull’argomento. “L’altro mio volume ‘Io sono la mia memoria’ – commenta al proposito il professore – era nella stessa scia di pensiero”.


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IL POLICLINICO DI MONZA AIUTA A COSTRUIRE UN OSPEDALE

DALLA BRIANZA AL CAMERUN UNA MANO TESA AI PIÙ BISOGNOSI he ne direbbe di un viaggetto in Africa? Così mi disse il nostro Presidente chiacchierando a pranzo nel mese di settembre 2010 ed io, che ho sempre lo spazzolino da denti in tasca, non me lo sono fatta dire un’altra volta. Meta del viaggio: il Camerun nell’Africa centrale, nera ed equatoriale, anzi Touloum, un paesino all’estremo nord del Paese, nella parte più povera e ai confini con il Ciad. Scopo decisamente importante era verificare la situazione di quella regione dove alcuni missionari religiosi e laici del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) stanno costruendo un ospedale rurale ed hanno richiesto al nostro Presidente un aiuto concreto per continuare i lavori. Detto, fatto. Organizzato tutto, sono partita, piena di entusiasmo, un po’ curiosa e un po’ preoccupata. Prima destinazione Yaoundé, capitale del Camerun, poi di nuovo 1.500 km in aereo per arrivare a Maroua, la porta del Sahel, città di circa 300.000 abitanti nel centro del Camerun e poi ancora tre ore di auto per giungere a Yagoua, cittadina del nord est vicinissima al confine con il Ciad e che dista

C

LA DOTTORESSA MARINA LAVINIA SARACCO DIRETTORE AMMINISTRATIVO DELL’ISTITUTO C LINICO VALLE D’AOSTA

LA

HALL DELLA STRUTTURA REALIZZATA DAL P OLICLINICO DI MONZA

60 km da Touloum, dove è in corso di costruzione l’ospedale. Il posto non è propriamente quello che si dice la meta di una vacanza: io ero ospite nella missione del Pime di Yagoua e onestamente devo dire che in confronto agli abitanti locali ero in un albergo di buona categoria: una casa in muratura con tetto di lamiera che con 50 gradi di temperatura non è proprio il massimo, ma sicuramente è meglio di una capanna con il tetto di paglia dove invece dormono i locali. Sui muri qualche presenza per me non piacevole: grossi ragni con zampe corte che però sono utili perché ottimi mangiatori di zanzare; per terra invece qualche geco di un bel colore arancio e blu che muove in continuazione il muso come per salutarmi. Energia ed acqua sono due beni a cui noi siamo abituati, ma che là sono a disposizione di pochi e non sempre. Tutto serve a ripristinare un’attenzione al risparmio nella nostra realtà cui spesso non badiamo. Il mio compito era calarmi nella realtà locale, che già il Presidente aveva intuito difficile e drammatica e capire quanto veniva richiesto al Gruppo Policlinico di Monza. Insomma come dice il Presidente “cercare di


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L’AVVENTURA PARTE DA MONZA. DESTINAZIONE TOULOUM, UN PAESINO NELL’ESTREMO NORD DEL CAMERUN. OBIETTIVO: AIUTARE I MISSIONARI RELIGIOSI E LAICI DEL PIME NELLA COSTRUZIONE DI UN OSPEDALE RURALE. IL CONTESTO LOCALE È DRAMMATICO: SALE OPERATORIE SENZA ALCUN CONCETTO DI STERILITÀ, MACCHINARI OBSOLETI, STANZONI PER LA DEGENZA DA 30 LETTI POSTI UNO A UN METRO DALL’ALTRO

U NA FASE DELLA COSTRUZIONE DEL BLOCCO OPERATORIO

trasformare un investimento in questi luoghi da semplice opera edilizia che una volta finita diventa tempio della polvere e delle mosche a impresa che funzioni, evitando di investire denaro in un qualcosa che il giorno dopo si avvia ad un lento declino”. Perciò ho incominciato a visitare quel poco che è già presente sul territorio. Ad esempio l’ospedale di Meschin (al nord vicino a Maroua) della chiesa Luterana diretto da un tedesco, che è un ospedale ben funzionante anche se a vederlo a me fa uno strano effetto: sale operatorie senza alcun concetto di sterilità, con un caldo esagerato, un laboratorio con macchinari obsoleti, una radiologia fatiscente, e gli stanzoni di degenza...30 letti a un metro l’uno dall’altro, dove sicuramente la dignità del malato non è contemplata, un caldo pauroso e una pulizia decisamente sommaria. Però c’è e la gente è felice

che ci sia. Si fanno 100 prelievi al giorno, ma non riesco ad immaginarmi la qualità e l’affidabilità dei risultati, senza parlare dell’igiene che è inesistente. Il grosso problema che c’è qui è sicuramente la mancanza di pulizia e il poco ordine che gli stessi operatori hanno nelle loro abitudini, ma credo che ci vorrà ancora tanto tempo per cambiare la situazione. Sicuramente per me era difficile solo immaginare una situazione così terribile, abituata come sono alle nostre strutture pulite e funzionali, ariose e piene di comfort. Ecco qui è tutto il contrario, con maree di gente che vive per terra nei cortili interni dell’ospedale e che accudisce il malato. Insomma una situazione infernale, sia in ospedale sia fuori per le vie, con polvere e plastica dappertutto. Altra visita a Yagoua. Un ospedale statale, costruito dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo agli inizi degli anni 90, ha ancora un assetto molto funzionale e gradevole. Tutti i reparti sono collegati fra loro da camminamenti pavimentati e coperti e il progetto dell’ospedale di Touloum ricalca per molti versi lo stesso schema funzionale. A fronte di questo aspetto positivo, va immediatamente rimarcato che la gestione medica e paramedica del personale, dei servizi e delle attrezzature è spaventosamente deficitaria e irraccontabile. La presenza di un solo medico per 100 posti letto, infettivologo tutto fare che a seconda delle esigenze si trasforma da ginecologo a oculista (con cesarei e cataratte) a urologo (prostatectomie)! Blocco operatorio assolutamente inadeguato, sporco, caldo con impianto di condizionamento in panne, apparecchiature di radiologia obsolete ed in panne, ecografo funzionante, ma inutilizzabile perché privo di sonda, attrezzature di laboratorio obsolete e reagenti di laboratorio datati 1990 tuttora utilizzati, centrale di sterilizzazione paragonabile ad un magazzino polveroso. Questo dissesto totale a far data fine anni ‘90 con il subentro della struttura statale nella gestione dell’ospedale. La struttura non viene praticamente utilizzata dalla popolazione, che è costretta a cercare cure sanitarie valide a grandi distanze, minimo 230 km a Maroua (Touloum è a 60 km da Yagoua). Anche per questa ragione e per assistere la popolazione di una zona molta vasta


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LO SCOPO DELLA MISSIONE: «CERCARE DI TRASFORMARE UN INVESTIMENTO IN QUESTI LUOGHI DA SEMPLICE OPERA EDILIZIA CHE UNA VOLTA FINITA DIVENTA TEMPIO DELLA POLVERE E DELLE MOSCHE A IMPRESA CHE FUNZIONI, EVITANDO DI INVESTIRE DENARO IN UN QUALCOSA CHE IL GIORNO DOPO SI AVVIA AD UN LENTO DECLINO»

LA

FACCIATA DELL’EDIFICIO DURANTE I LAVORI DI REALIZZAZIONE DELLO STESSO

e sprovvista di strutture efficenti è nata l’idea dell’ospedale rurale di Touloum. L'area su cui insisterà l’ospedale è pianeggiante e facilmente accessibile dalla strada nazionale da cui dista nemmeno un km, ha la consistenza totale di 6 ettari, di cui 4 sono stati già recintati. Il cantiere dispone di due pozzi per l’estrazione dell’acqua disposti l’uno nei pressi dell’ingresso principale e il secondo all’estremità del terreno lato strada statale. Il progetto prevede la realizzazione di un ospedale rurale che rispetto al progetto iniziale è stato leggermente modificato nella sua distribuzione originale (a chiostro) ed ha assunto invece una distribuzione a doppio pettine più adeguata alle esigenze ambientali, anche godendo del fatto della temperatura sempre favorevole. Pertanto con questo nuovo assetto, ne deriva che tutti i

reparti saranno collegati fra di loro da un camminamento pavimentato e coperto e inframezzati da cortili e spazi aperti dedicati all’accoglienza dei parenti dei degenti, che, secondo gli usi locali, assistono e accudiscono i loro parenti ammalati (almeno in quattro o cinque persone compresi i bambini) per tutta la durata della loro permanenza in ospedale, occupandosi anche dei servizi strettamente collegati al malato (pulizia personale e cucina pasti, prassi comune a tutte le strutture sanitarie pubbliche e private del Camerun). Gli edifici già realizzati sono i seguenti: 1 - Struttura a torre per il sostegno della cisterna dell’acqua potabile (5.000 litri). 2 - Padiglione principale di accesso generale alla struttura comprendente le seguenti funzioni: hall aperta sui due lati corti su cui si affacciano 10 stanze adibite a sala di consultazione /ambulatori/day surgery, dotate di aerazione diretta verso l’esterno del fabbricato. L’edificio è completo in ogni sua parte ed è già stato utilizzato per un breve periodo in fase sperimentale. 3 - Edificio adibito a servizi igienici suddivisi in due tronchi. Questo immobile è stato reso indipendente dal padiglione principale per motivi igienici e ambientali. Gli impianti di adduzione dell’acqua e di evacuazione delle acque saponate e luride sono tutti esterni e di facile accessibilità. Lo smaltimento viene effettuato tramite un complesso costituito da una fossa di sedimentazione e da una fossa perdente, disposte in linea ed interrate. 4 - Edificio residenziale per personale ospedaliero: l’immobile è costituito da 8 locali di dimensioni in pianta di 4 metri per 4 ove possono trovare alloggio altrettanti nuclei familiari. In corso di realizzazione: 1 - Blocco operatorio: attualmente sono state realizzate tutte le strutture di fondazione, murarie interne ed esterne, le pavimentazioni interne in calcestruzzo; tra breve verranno sistemate le strutture del tetto. L'edificio è organizzato in modo razionale e prevede il percorso del paziente dalla sua entrata nel blocco (hall-sala di preparazione-sala operatoria-sala di risveglio) e il percorso del personale medico con relativo ingresso autonomo con office, servizio igienico, zona relax, locale spogliatoio e preparazione chi-


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SONO GIÀ STATI INVESTITI 122.000 EURO IN PARTE GRAZIE A SOVVENZIONI RICEVUTE DA GRUPPI ED ORGANISMI ESTERI (PER IL 40%) E IL RIMANENTE 60% CON AUTOFINANZIAMENTO. ENTRO L’ANNO IL PIME PENSA DI RICEVERE SOVVENZIONI DA ALTRE FONTI PER 35.000 EURO. È ALLA RICERCA DI ULTERIORI CONTRIBUTI PER CONTINUARE LA REALIZZAZIONE DELLE STRUTTURE AL RITMO ATTUALE E POTER COMPLETARE L’OPERA NEL 2012

U NA

VEDUTA DELL’INTERNO: IL CORRIDOIO PRINCIPALE CON GLI STUDI MEDICI E GLI AMBULATORI

rurgo e ingresso alla sala operatoria. Per quanto riguarda l’alimentazione elettrica, l’attuale situazione è deficitaria, perché la rete di distribuzione è sottodimensionata ed insufficiente per le necessità attuali e future dell’ospedale; pertanto è stato progettato un impianto a pannelli fotovoltaici che potrebbe trovare collocazione in apposito spazio limitrofo già previsto, oppure sui tetti degli stessi edifici, senza ovviamente rinunciare ad un impianto integrativo di emergenza fornito da un generatore di corrente. Da non sottovalutare la potenzialità di ampliamento dello stesso ospedale dovuta alla possibilità di acquisizione di terreni adiacenti. Al momento sono stati già investiti circa 122.000 euro in parte grazie a sovvenzioni ricevute da gruppi ed organismi esteri

(per il 40%) e il rimanente 60% con autofinanziamento. Entro l’anno il PIME pensa di ricevere sovvenzioni da altre fonti per 35.000 euro. Sta cercando altri contributi per continuare la realizzazione delle strutture al ritmo attuale e poter completare l'ospedale nel 2012. La speranza che l’ospedale di Touloum possa essere sostenuto da un Ente qualificato come il Gruppo Policlinico di Monza, ovviamente è forte. Come mi spiegava il sig. Mussi, che è il Direttore locale del PIME, una partnership di questo tipo comporterebbe una serie di fondamentali benefici per questa iniziativa. Ad esempio: un sostegno finanziario da esercitarsi in modo diretto sui costi di costruzione e poi nel tempo sul finanziamento totale o parziale dei costi del personale; una collaborazione sulla formazione del personale con la dislocazione di giovani infermieri nelle nostre strutture che potrebbero imparare a lavorare bene per poi portare quanto appreso nei vari centri e che io potrei seguire come tutor; un sostegno nell’acquisto dei medicinali e dei materiali presso le aziende fornitrici del Gruppo Policlinico di Monza sia per l’ottenimento di prezzi più vantaggiosi sia per la garanzia della fornitura dei farmaci che difficilmente riescono ad essere approvvigionati, ma sicuramente l’aspetto che va sottolineato maggiormente è la continuità della formazione del personale, perché il problema principale di questi luoghi e quindi di questa struttura è l’abbandono del lavoro non appena si presenta una nuova opportunità. Ovviamente gli standard sia strutturali sia funzionali di queste attività sono ben diversi da quelli che conosciamo noi, ma è indispensabile calarsi nel contesto per comprendere che in questa parte del mondo l’arretratezza rispetto ai nostri livelli è grande (paragonabile a circa 100 anni fa ) e quindi è indispensabile procedere per passi graduali. L’ambiente privato grazie alle sinergie con il mondo progredito è sicuramente più attrezzato per giungere a risultati positivi, in contrapposizione con il settore pubblico che mantiene grande sistemi di inefficienza. E sicuramente il Gruppo Policlinico di Monza ha tutte le carte in regola “per alleviare un po’ di umana sofferenza nei confronti di una popolazione sventurata”. Marina Lavinia Saracco


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Anno VII numero 22 - Giugno 2011 Autorizzazione del Tribunale di Monza n. 1724 del 5 marzo 2004 Direttore responsabile: Marco Pirola Stampa: Novarello Servizi, Vercelli Progetto grafico: Marco Micci Immagini: Policlinico di Monza

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