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SONO GIÀ STATI INVESTITI 122.000 EURO IN PARTE GRAZIE A SOVVENZIONI RICEVUTE DA GRUPPI ED ORGANISMI ESTERI (PER IL 40%) E IL RIMANENTE 60% CON AUTOFINANZIAMENTO. ENTRO L’ANNO IL PIME PENSA DI RICEVERE SOVVENZIONI DA ALTRE FONTI PER 35.000 EURO. È ALLA RICERCA DI ULTERIORI CONTRIBUTI PER CONTINUARE LA REALIZZAZIONE DELLE STRUTTURE AL RITMO ATTUALE E POTER COMPLETARE L’OPERA NEL 2012

U NA

VEDUTA DELL’INTERNO: IL CORRIDOIO PRINCIPALE CON GLI STUDI MEDICI E GLI AMBULATORI

rurgo e ingresso alla sala operatoria. Per quanto riguarda l’alimentazione elettrica, l’attuale situazione è deficitaria, perché la rete di distribuzione è sottodimensionata ed insufficiente per le necessità attuali e future dell’ospedale; pertanto è stato progettato un impianto a pannelli fotovoltaici che potrebbe trovare collocazione in apposito spazio limitrofo già previsto, oppure sui tetti degli stessi edifici, senza ovviamente rinunciare ad un impianto integrativo di emergenza fornito da un generatore di corrente. Da non sottovalutare la potenzialità di ampliamento dello stesso ospedale dovuta alla possibilità di acquisizione di terreni adiacenti. Al momento sono stati già investiti circa 122.000 euro in parte grazie a sovvenzioni ricevute da gruppi ed organismi esteri

(per il 40%) e il rimanente 60% con autofinanziamento. Entro l’anno il PIME pensa di ricevere sovvenzioni da altre fonti per 35.000 euro. Sta cercando altri contributi per continuare la realizzazione delle strutture al ritmo attuale e poter completare l'ospedale nel 2012. La speranza che l’ospedale di Touloum possa essere sostenuto da un Ente qualificato come il Gruppo Policlinico di Monza, ovviamente è forte. Come mi spiegava il sig. Mussi, che è il Direttore locale del PIME, una partnership di questo tipo comporterebbe una serie di fondamentali benefici per questa iniziativa. Ad esempio: un sostegno finanziario da esercitarsi in modo diretto sui costi di costruzione e poi nel tempo sul finanziamento totale o parziale dei costi del personale; una collaborazione sulla formazione del personale con la dislocazione di giovani infermieri nelle nostre strutture che potrebbero imparare a lavorare bene per poi portare quanto appreso nei vari centri e che io potrei seguire come tutor; un sostegno nell’acquisto dei medicinali e dei materiali presso le aziende fornitrici del Gruppo Policlinico di Monza sia per l’ottenimento di prezzi più vantaggiosi sia per la garanzia della fornitura dei farmaci che difficilmente riescono ad essere approvvigionati, ma sicuramente l’aspetto che va sottolineato maggiormente è la continuità della formazione del personale, perché il problema principale di questi luoghi e quindi di questa struttura è l’abbandono del lavoro non appena si presenta una nuova opportunità. Ovviamente gli standard sia strutturali sia funzionali di queste attività sono ben diversi da quelli che conosciamo noi, ma è indispensabile calarsi nel contesto per comprendere che in questa parte del mondo l’arretratezza rispetto ai nostri livelli è grande (paragonabile a circa 100 anni fa ) e quindi è indispensabile procedere per passi graduali. L’ambiente privato grazie alle sinergie con il mondo progredito è sicuramente più attrezzato per giungere a risultati positivi, in contrapposizione con il settore pubblico che mantiene grande sistemi di inefficienza. E sicuramente il Gruppo Policlinico di Monza ha tutte le carte in regola “per alleviare un po’ di umana sofferenza nei confronti di una popolazione sventurata”. Marina Lavinia Saracco

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Il Polietico 22  

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