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16 CARDIOLOGIA DEL FUTURO

mentre in 300 casi la valvola aortica è stata risparmiata. A distanza media di 15 anni, solo in dieci pazienti è stato necessario un nuovo intervento per sostituire la valvola aortica, mentre ai controlli ecocardiografici annuali la radice aortica ricostruita non ha mostrato variazioni di calibro significative. I principali vantaggi della tecnica rispetto alla tecnica di Bentall sono: 1 Nessuna sutura in corrispondenza dell’anello aortico. 2 Risparmio della valvola aortica se non patologica. 3 Non reimpianto delle arterie coronariche con superamento di tutte le complicanze di sanguinamento o ischemie miocardiche riportate in letteratura.

UN

INTERVENTO SULLA PARETE ANEURISMATICA SECONDO LA TECNICA B ENTALL-DE BONO

Quest’intervento consiste nella: 1 Escissione della parete aortica patologica. 2 Rimodellamento dei seni di Valsalva e della giunzione sino-tubulare. 3 Plastica riduttiva dell’anello aortico se dilatato. 4 Stabilizzazione della radice, così rimodellata, mediante tessuto pericardio che è applicato all’esterno dell’aorta e fissato alla base del cuore, in modo da costituire una nuova parete di sostegno non dilatabile nel tempo. Con questa tecnica, la valvola aortica, se non patologica, è conservata; se ammalata viene sostituita con una protesi meccanica. Gli osti coronarici mantengono la loro posizione anatomica e non devono essere reimpiantati come nella Bentall. Con questa tecnica sono stati operati fino ad oggi 650 pazienti; in 350 la valvola veniva sostituita,

«CON QUESTA TECNICA, LA VALVOLA AORTICA, SE NON PATOLOGICA, È CONSERVATA; SE AMMALATA VIENE SOSTITUITA CON UNA PROTESI MECCANICA. GLI OSTI CORONARICI MANTENGONO LA LORO POSIZIONE ANATOMICA E NON DEVONO ESSERE REIMPIANTATI COME NELLA TECNICA PROPOSTA NEL 1968 DA BENTALL-DE BONO»

Rispetto alle tecniche conservative proposte da Yacoub-David presenta i seguenti vantaggi: 1 Ricostruisce un’anatomia e una biomeccanica molto simile a quella della radice aortica normale. 2 Evita che l’anello e la radice aortica si dilatino nel tempo. 3 Non richiedono il reimpianto degli osti coronarici. Secondo le linee guida classiche, l’indicazione chirurgica è posta quando il diametro dell’aorta ascendente supera i 6 cm. Spagnolo, partendo dal presupposto che il diametro dell’aorta non è lo stesso in tutte le persone, ma cambia con l’altezza e con il peso, ritiene che non sia corretto porre indicazione solo quando il calibro dell’aneurisma supera i 6 cm. Nei pazienti alti 1,5 m, già 4 cm rappresentano un diametro pericoloso, mentre nelle persone alte 2 m, i 6 cm sono ancora diametri di non indicazione operatoria. Si ritiene che indicazione operatoria si debba porre quando il diametro dell’aorta patologica è il doppio rispetto a quella teorica. La semplificazione dell’intervento e i risultati immediati e a distanza favorevoli potrebbero fare anticipare l’indicazione chirurgica nei pazienti con malattia di Marfan. Questo, stabilizzando l’anello aortico, prolunga nel tempo il funzionamento della valvola aortica nativa e, soprattutto, non espone il paziente al rischio di morte improvvisa per dissecazione acuta”.

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Il polietico 21  

Focus: laCardiologiadelfuturo 6 Radiologiainterventistica16 L’IstitutoClinico Valled’Aosta 2 L’accordotraFISI ePoliclinicodiMonza 4 Odontost...

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