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13 CARDIOLOGIA DEL FUTURO

ACCANTO AD UNA FUTURA IPOTETICA ALTERNATIVA BIOLOGICA AL TRAPIANTO DI CUORE, COME POTREBBE ESSERE LO XENOTRAPIANTO, SONO GIÀ OGGI DISPONIBILI REALI ALTERNATIVE NON BIOLOGICHE, I SUPPORTI MECCANICI PERMANENTI. LA LORO CRESCENTE AFFIDABILITÀ NEGLI ULTIMI 10 ANNI HA PERMESSO OGGI DI AUMENTARE LA LORO POSSIBILITÀ DI IMPIANTO

U N ESEMPIO DI VENTRICULAR ASSIST DEVICE (VAD)

lità di tale procedura in pazienti anziani o con altre malattie importanti. Questo fatto ha condotto ad un allarmante incremento del tempo medio d’attesa in lista, che attualmente in Italia per il trapianto di cuore è inferiore a 2 anni. Inoltre tale terapia non è proponibile sopra i 67-68 anni e oggi considerando l’incremento della vita media ci troviamo ad assistere pazienti che hanno una prognosi molto infausta, ma ai quali non abbiamo più nulla da offrire. Ecco allora che accanto ad una futura ipotetica alternativa biologica al trapianto di cuore, come potrebbe essere lo xenotrapianto (da animale), sono già oggi disponibili reali alternative non biologiche, i supporti meccanici permanenti (ventricular assist devices [VAD]). La loro crescente affidabilità negli

ultimi 10 anni, la miniaturizzazione dei componenti e delle fonti di energia, hanno permesso oggi di aumentare significativamente la loro possibilità di impianto. È proprio verso questi nuovi supporti meccanici al circolo che l’Unità Operativa Cardiomiopatie e Scompenso Cardiaco del Policlinico di Monza vuole estendere i propri interessi per i prossimi anni. I VAD sono pompe meccaniche che suppliscono la funzione di un cuore compromesso in maniera più o meno irreversibile, ristabilendo un flusso ematico vicino a quello fisiologico. Essi constano di una cannula di afflusso (che porta il sangue dall’atrio sinistro o dal ventricolo sinistro e dall’atrio destro al ventricolo artificiale), di una pompa (o ventricolo artificiale) a flusso pulsatile o continuo, e di una cannula di efflusso (che porta il sangue dal ventricolo artificiale all’aorta o all’arteria polmonare). Nei sistemi a flusso continuo (v. figura) non vi è la camera ventricolare e quindi non c’è la necessità delle valvole artificiali; questo spiega le dimensioni estremamente ridotte di questo tipo di pompe che li ha fatti affermare come più promettenti nella ricerca di questi ultimi anni. Se consideriamo che oggi i VAD rappresentano un valido sussidio terapeutico par aiutare i pazienti ad alto rischio nonostante la terapia medica (75% di morte entro un anno) e che sono in grado di migliorare significativamente la prognosi a breve-medio termine, diventa difficile motivare perché eseguiamo così pochi impianti nella nostra attività di tutti i giorni. Tralasciando la naturale diffidenza che ancora alcuni specialisti rivolgono al mondo dell’assistenza meccanica, la vera affermazione che possiamo fare oggi è che è il momento di rompere gli indugi. Le prospettive future anche per le aziende sono molto importanti perché se l’obiettivo è quello di eseguire l’impianto di VAD così come oggi eseguiamo l’impianto dei defibrillatori, si aprono concrete possibilità di aumentare esponenzialmente nel prossimo futuro il numero dei beneficiari di assistenza ventricolare. Nel 2011 inizieranno capillarmente corsi di formazione per personale medico ed infermieristico e tavoli di lavoro anche con i decisori regionali. Il tentativo è quello di affermare un modo nuovo di pensare al trattamento dei malati con scompenso cardiaco avanzato, avvicinando a questa nuova prospettiva anche i centri cardiologici e cardiochirurgici che non si occupano abitualmente di trapianto cardiaco.

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Il polietico 21  

Focus: laCardiologiadelfuturo 6 Radiologiainterventistica16 L’IstitutoClinico Valled’Aosta 2 L’accordotraFISI ePoliclinicodiMonza 4 Odontost...

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