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10 CARDIOLOGIA DEL FUTURO

L’ESPERIENZA DEL DOTTOR MARCO DIENA DI NOVARA

CARDIOCHIRURGIA: DIECI ANNI DI SCOPERTE ED INNOVAZIONI a Cardiochirurgia ha fatto passi da gigante nell’ultimo ventennio. Negli anni ‘90 l’intervento più praticato nei vari centri era il bypass coronarico, ovvero il confezionamento di ‘ponti’ in arteria o in vena per saltare le coronarie stenotiche (ristrette) dalla malattia aterosclerotica. Era già evidente allora che la arteria mammaria aveva risultati superiori alla vena safena perché durava più a lungo, anzi la mammaria ha una durata praticamente illimitata. Per questo molti chirurghi si sono dedicati ai bypass arteriosi in vari Paesi europei e oltreoceano con risultati che hanno premiato l’impiego delle due arterie mammarie. Nel 2000 sono stati pubblicati diversi lavori scientifici in cui i pazienti con almeno due bypass con l’utilizzo due mammarie avevano migliore sopravvivenza e meno problemi ischemici nel corso degli anni. È il dottor Marco Diena dell’Unità Operativa di Cardiochirurgia della Clinica San Gaudenzio di Novara a spiegare la funzionalità di questa tecnica interventistica. “La mia equipe - racconta Diena - già dal 1996 ha utilizzato le due arterie mammarie a Torino e negli anni successivi a Novara ed abbiamo esteso questa metodica a tutti i pazienti, anche i diabetici, gli obesi ed i casi urgenti. Da allora abbiamo introdotto in Piemonte gli interventi di bypass a cuore battente, ovvero senza la circolazione extracorporea grazie a sistemi di stabilizzazione del cuore. Così possiamo operare pazienti complessi con malattie ai reni

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I L DOTTOR MARCO DIENA DELL’U NITÀ OPERATIVA DI CARDIOCHIRURGIA DELLA C LINICA SAN GAUDENZIO DI NOVARA

“DAL 2008, È STATA MESSA A PUNTO UNA VALVOLA AORTICA CHE SI PUÒ IMPIANTARE SENZA CIRCOLAZIONE EXTRACORPOREA A CUORE BATTENTE. È UNA VALVOLA BIOLOGICA CHE SI RIPIEGA SU UN CATETERE E SI INTRODUCE ATTRAVERSO L’ARTERIA FEMORALE O ATTRAVERSO L’APICE DEL CUORE. QUESTA METODICA, CHE UTILIZZIAMO PROPRIO A NOVARA ALLA SAN GAUDENZIO, VA RISERVATA AI CASI PIÙ GRAVI”

o cerebrali con un rischio più basso. Nel 2001 abbiamo portato il robot chirurgico da Vinci in sala operatoria, un’apparecchiatura avanzatissima che consente di eseguire movimenti molto precisi in endoscopia. Oggi il robot non si usa più, ma ci è stato indispensabile per eseguire gli interventi di riparazione della valvola mitrale in endoscopia con tecnica mini invasiva. Questi interventi ci consentono di fare un’incisione di pochi centimetri sotto il seno di destra e, grazie alla tecnologia, ad operare sulla valvola mitrale con l’aiuto dell’endoscopio. Così l’intervento è più leggero e, conservando la valvola mitralica nativa, il paziente non necessita di terapia anticoagulante a vita. Anche la chirurgia della valvola aortica ha avuto sviluppi importantissimi: se un tempo si trattava sempre di una sostituzione, oggi si possono riparare le valvole aortiche se non sono calcifiche, ovvero se sono insufficienti con lembi fini. Infatti se è associato un aneurisma della radice aortica impieghiamo l’intervento di David, che consiste nel conservare la valvola aortica reimpiantandola in un tubo particolare. Se invece la valvola è bicuspide la si può riparare in diversi casi con tecniche ad hoc. La valvola rimane con due lembi, ma si fa in modo che questi coaptino, ovvero che la valvola chiuda bene e che si aprano adeguatamente per garantire un buon flusso. Più recentemente, dal 2008, è stata messa a punto una valvola aortica che si può impiantare senza circolazione extracorporea a cuore battente. È una valvola biologica che si ripiega su un catetere e si introduce attraverso l’arteria femorale o attraverso l’apice del cuore. Sotto controllo radiologico, in sala operatoria, prima si apre la valvola nativa stenotica con un palloncino (valvuloplastica aortica) e successivamente si impianta la valvola biologica sulla valvola nativa in modo da sostituire la valvola non funzionante con una ben funzionante. Questa metodica, che utilizziamo proprio a Novara alla San Gaudenzio va riservata ai casi più gravi in cui l’intervento chirurgico tradizionale sarebbe troppo rischioso”. Sia gli interventi di bypass arteriosi sia le plastiche mitraliche sono state oggetto di pubblicazioni sulle maggiori riviste scientifiche internazionali.

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Il polietico 21  

Focus: laCardiologiadelfuturo 6 Radiologiainterventistica16 L’IstitutoClinico Valled’Aosta 2 L’accordotraFISI ePoliclinicodiMonza 4 Odontost...

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