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Patologie della spalla e della mano: quando ci vuole l’intervento chirurgico

Le patologie della spalla e della mano sono oggetto di grande interesse a causa della loro diffusione e del loro carattere invalidante nell’ambito delle attività quotidiane, lavorative e sportive. Si assiste, pertanto, al costante studio di queste malattie e al progressivo affinamento degli strumenti di diagnosi e cura. La strategia terapeutica considera innanzitutto la presenza di eventuali cause predisponenti che vanno, se possibile, eliminate. Ad eventuali forme patologiche di base, quali per esempio malattie di tipo reumatologico, vengono riservate cure farmacologiche. Anche la fisioterapia può essere il trattamento di scelta in patologie della spalla e della mano. Spesso lo stato patologico è sostenuto da alterazioni strutturali o lesioni anatomiche che beneficiano di un trattamento di tipo chirurgico. A tale scopo ci si avvale dei recenti progressi relativi alle tecniche operatorie, in particolare quelle mini-invasive ed artroscopiche.

Rottura della cuffia dei rotatori

Il Dott. Massimo Brignolo, direttore dell’équipe ortopedica Artroteam, operativa presso le cliniche Salus di Alessandria e San Giuseppe di Asti

È la rottura di una struttura tendinea della spalla. La rottura della cuffia dei rotatori spesso è determinata da usura meccanica dei tendini in relazione a fenomeni degenerativi. In alcuni casi è di natura traumatica. È frequente dopo i 40 anni di età e, se trascurata, predispone all’artrosi. Nella maggior parte dei casi le lesioni sono riparabili. Nei casi in cui le rotture non siano completamente riparabili, le suture parziali e l’asportazione di tessuto infiammatorio possono ridurre la sintomatologia dolorosa. I sintomi principali sono il dolore e la limitazione del movimento della spalla. Il dolore, spesso particolarmente intenso durante la notte, è irradiato al braccio e in regione cervicale. Si può giungere a un grave deficit funzionale nel compiere le attività usuali per la difficoltà a sollevare l’arto. L’intervento viene effettuato nella maggior parte dei casi in anestesia locale con la tecnica artroscopica, che prevede 3-5 piccole incisioni. In un’incisione si inserisce l’artroscopio, strumento che permette di vedere l’interno della spalla. Attraverso altre incisioni vengono utilizzati speciali strumenti che permettono l’asportazione di tessuto infiammato o cicatriziale e la rimozione di speroni ossei. Con il termine “acromioplastica” si intende l’ampliamento dello spazio sotto-acromiale che permette il corretto scorrimento dei tendini della cuffia dei rotatori. È possibile, inoltre, reinserire il tendine a livello della sua sede anatomica. Questo avviene utilizzando piccole ancore metalliche o riassorbibili che vengono applicate nel tessuto osseo e non devono poi essere rimosse. Dopo l’intervento è necessario un periodo di riabilitazione. Il metodo terapeutico varia a seconda delle preferenze del fisiatra e del terapista. I tempi relativi all’immobilizzazione, alla fase di mobilizzazione passiva e all’inizio del reclutamento attivo variano a seconda dei casi e devono essere rigorosamente rispettati secondo le indicazioni del chirurgo. Nei casi più frequenti il tutore viene portato per tre settimane cui seguono tre settimane di riabilitazione passiva. I tempi di recupero variano a seconda della gravità della patologia e a seconda del tipo di ricostruzione chirurgica effettuata.

Instabilità di spalla La spalla diventa instabile quando viene danneggiato il complesso comprendente i legamenti e la capsula dell’articolazione. Questo può avvenire per microtraumi ripetuti o uso intenso in attività sportive e lavorative. Esistono spalle costituzionalmente instabili in assenza di eventi traumatici. In alcuni casi, di natura palesemente traumatica, le ossa che formano l’articolazione della spalla subiscono una dislocazione (lussazione) che deve essere corretta con manovre esterne (riduzione della lussazione). A volte le lussazioni sono associate a fratture. Le instabilità costituzionali patologiche manifestano le loro problematiche tra i 20 e i 25 anni. Le lussazioni possono avvenire in qualunque fase della vita ma nei giovani è più alto il rischio di recidiva. La spalla instabile può predisporre all’artrosi e all’usura progressiva di strutture tendinee quali la cuffia dei rotatori. I sintomi principali sono il dolore e la limitazione funzionale spesso in ambito sportivo.

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