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italiansinlux - rivista ad uscita mensile - n.13 - Aprile 2008 - Anno 2 - una produzione Digitalsun Š tutti i diritti sono riservati - info: www.italiansinlux.com - redazione@italiansinlux.com


Illustrazione : Sabino Parente


italiansinlux e-magazine www.italiansinlux.com redazione@italiansinlux.com

Buon compleanno Italiansinlux!

Direttore responsabile Sabino Parente (direttore@italiansinlux.com)

Un anno fa, 1 Aprile 2007, come per scherzo, nasceva Italiansinlux, un progetto nato dalla passione e dalla voglia di scrivere e raccontare di un gruppo di italiani in Lussemburgo. Nessuno immaginava quale fosse il futuro di quel giornale, lo si faceva per passione, per divertimento. Oggi, 12 mesi dopo, siamo ancora qui, quel gruppo è cresciuto ed è diventato una redazione e la passione e il divertimento sono sempre la benzina principale per far correre il motore di questo splendido progetto. Ma il ringraziamento più grande va a chi ha permesso questa crescita, a chi ha creduto in questo progetto e cioè a tutti gli abbonati e a tutti i fedelissimi lettori che ogni mese ci leggono e ci danno la voglia e lo stimolo a migliorarci ed a offrire sempre di più. E come la crescita di un bambino, dopo aver camminato a gattoni, adesso cominciamo a mettere i primi passi, più sicuri e decisi verso altri 12 mesi ricchi di storie e di sorprese. Grazie a tutti,

Redazione (redazione@italiansinlux.com) Paola Miccoli Marta Dondoli Armando Rosa Antonio Di Marzo Paola Pepe Miryam Dardanelli Anna Romeo Davide Visin Valentina Loporchio Adriana Terzo SImona Aiuti Brunella Caruso Alessio Gianfrate Collaboratore Leandro Nicosia Abbonamenti e n. arretrati abbonamenti@italiansinlux.com Pubblicità e marketing marketing@italiansinlux.com Progetto grafico e impaginazione www.digitalsun.it

Direttore responsabile

© 2007 Digitalsun - Creative Design Studio Nessuna parte della rivista può essere riprodotta in alcun modo senza espressa autorizzazione scritta da parte della Digitalsun. I nomi di loghi, prodotti e marchi sono utilizzati a scopo editoriale e pertanto non violano copyright e/o marchi registrati. La Digitalsun non si assume nessuna responsabilità in merito a contenuti e informazioni nelle pagine pubblicitarie e non è responsabile per eventuali errori ed ommissioni contenuti nelle stesse.

n.13/aprile 2008

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In viaggio senza mappa

05

Il mondo in Lux

08

Girovagando

12

Mangiamo Italiano

15

Eventi

16

Spazio creativo

17

Non solo musei d’arte

Vietnam Pisticci

I ruccoli di nonnma Annina Eventi del mese di Aprile Poesie di Leandro Nicosia

18 19

Economia e finanza

20

Notizie dal mondo finanziario

08

12

19

Voglia di leggere

I libri del mese Intervista a Gessica Tiziani

05

Pianeta Marte - Pianeta Venere 22 Il mondo visto da loro...

24

Moda e tendenze

23

Cinema

24

El purtava i scarp de tennis Intervista con Alba Rohrwacher Domenico Modugno

Sport

25

Pagine utili

28

Oroscopo

30

Surfing on the net

29

In piazza

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Ice Hokey Usato, perchè no? Curiosità dalla rete n.13/aprile 2008

Cosa dicono gli astri...

Cerco, vendo, offro 4


cura di : { aMarta Dondoli }

Q

dalle sculture di Auguste Tremont. Il primo rilievo rappresenta un operaio di alto forno, gli elementi dell’acciaieria e del laminatoio, simboli dei pilastri dell’economia lussemburghese dell’epoca: la siderurgia. Il secondo è consacrato al turismo, settore d’attività in pieno sviluppo all’inizio degli anni ’50, rappresenta una signora elegante con la sua auto, accompagnata dal suo cane, sullo sfondo di luoghi turistici come Vianden, Clervaux, Echternach e il castello di Brandenbourg.

uesto mese facciamo una rapida carrellata dei musei curiosi che raccontano la storia e l’evoluzione del Lussemburgo nei servizi e nella vita di tutti i giorni.

Il museo della posta e telecomunicazioni

L’idea di creare un museo sulla storia delle poste, telegrafi e telefoni fu lanciata negli anni ‘30, per rimanere ad uno stadio preliminare per i successivi 30 anni. Fu soltanto nel 1977, all’occasione della commemorazione del 125° anniversario del primo franco-

Place de la Gare/rue de Epernay L-2992 Luxembourg Apertura: lunedi’ dalle 13h alle 17h, dal martedi’ al venerdi’ dalle 9h alle 12h e dalle 13h alle 17h. Entrata gratuita.

Museo de la Banca

Creato nel 1955 nella sede principale della Banque et Caisse d’Epargne de l’Etat a Lussemburgo, copre una superficie di 500 m2. Le sale di esposizione e le postazioni interattive mostrano l’evoluzione del sistema bancario e la partecipazione della BCEE allo sviluppo del Lussemburgo, ma anche i servizi che la banca offre oggi. La visita offre 11 spazi tematici, inclusa una trading room. Edificio Banque et Caisse d’Epargne de l’Etat 1, Place de Metz L-2954 Apertura: tutti i giorni lavorativi dalle 9h alle 17.30h Entrata gratuita

bollo lussemburghese che M. Heinen , attuale direttore delle Poste e Telecomunicazioni, annunciò la decisione di realizzare un museo postale. Il 4 luglio 1980 il museo fu inaugurato al 19 rue de Reims alla presenza di numerose personalità. Nel 1989, in seguito a lavori di ristrutturazione dell’edificio il museo fu temporaneamente chiuso e il materiale messo in deposito. Nello stesso periodo lo Stato acquistò per conto di P&T l’edificio noto come ACCINAUTO. L’edificio ha subito importanti trasformazioni prima di essere inaugurato come nuova sede di P&T e del museo stesso, inaugurato nel quadro di “Luxembourg, ville de la culture 1995”. Il museo continua nella sua opera di raccolta di documenti antichi, materiale fotografico, filatelico e oggetti legati con poste, telefoni e telegrafi. Per i collezionisti il museo ospita anche un guichet atto a trovare le nuove emissioni di timbri posta, le più belle télecartes, le monete da collezione emesse dall’IML. Un timbro obliterante speciale funziona in permanenza.

Accinauto – negozio di pezzi di ricambio che aveva per

motto “Tout pour tout ce qui roule et tourne”. Dal 1948 la società Accinauto ebbe la sua sede in questo edificio, dall’architettura particolare di Michel Wolf e caratterizzato

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> Accinauto

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a cura di : { Marta Dondoli }

Museo dei Tramways e Bus della città di Lussemburgo

Il museo è situato nel deposito del servizio dei trasporti pubblici della città di Lussemburgo. L’edificio del museo, costruito in tempi recenti, richiama l’aspetto di un deposito di tram. Il museo fu inaugurato il 27 marzo 1991. All’inizio degli anni ’60 i responsabili del servizio dei trasporti pubblici municipali cominciarono a raccogliere i primi elementi della collezione che costituisce il museo di oggi. Lo stesso periodo fu in realtà quello dello smantellamento della rete tranviaria, sostituita progressivamente dall’autobus, che in un certo senso ha sviluppato un senso di nostalgia che ha finito per favorire l’ingrandimento della collezione di vetture e ricordi dell’epoca. Nel 1963, per le celebrazioni del millenario della città di Lussemburgo e nel 1964, all’occasione dell’ultima corsa del tram elettrico, alcuni modelli in scala ridotta di tram sono stati realizzati dalle officine dei servizi dei trasporti pubblici e hanno fatto parte di un’esposizione in centro città. Altri modelli ridotti di tram e autobus sono stati costruiti, filmati e documenti fotografici sono stati raccolti, spesso provenienti da collezioni private.

> Motrice TVL 33 e rimorchio 122 a Eich Numerosi documenti e più di 8.000 foto, provenienti dall’archivio del servizio dei trasporti pubblici della città di Lussemburgo, presentano l’evoluzione dei mezzi di trasporto della città di Lussemburgo dal 1875. Musée des Tramways et de Bus 63, rue de Bouillon L-1248 Luxembourg Apertura: giovedì, sabato e domenica dalle 13.30h alle 17.30h

Vetture a cavallo

> Musée des Tramways et de Bus Diverse vecchie macchine sono state restaurate e conservate. Nel 1975 un locale del nuovo deposito della rue Bouillon è stato riservato alla motrice 34, insieme a qualche altro oggetto ricordo del mondo di tram e bus. Questo “museo” era aperto agli appassionati su appuntamento. Si è dovuto attendere il 1991 per presentare al grande pubblico tutto il materiale riunito dal servizio dei trasporti pubblici nei trent’anni precedenti. Oggi il museo dispone di due motrici di tram funzionanti, due rimorchi di tram, una riproduzione a grandezza naturale di un tram a cavallo, una vettura per la manutenzione , 22 modelli su scala ridotta 1:8, ma anche di una collezione di uniformi storiche.

A seguito dello smantellamento della rete di vetture a cavallo, sostituite dal tram elettrico nel 1908, tutte le vetture a cavallo furono vendute o rottamate. Lo scarto della nuova rete era metro e le vetture a cavallo inutilizzabili. La vettura di tram a cavallo che si può vedere nel museo è una replica costruita nel 1964. I colori sono basati sulla testimonianza di persone che avevano visto il tram in uso.

Saperne di più? www.rail.lu/tramsmusee.html www.bcee.lu/fr/decouvrir_la_bcee/decouvrir_la_ bcee/le_musee_de_la_banque

> L’interno della motrice TVL No 34

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cura di : { aPasquale Fanizza }

C

iao italiani in Lussemburgo, tutti noi siamo qui per nostra scelta, se non consideriamo le difficoltà di trovare un buon lavoro in Italia come una causa che ci ha spinto ad espatriare. In ogni caso l’abbiamo fatto liberamente senza troppi vincoli burocratici, per la fortuna che abbiamo di vivere nell’Europa del 2000. E sono le stesse ragioni e condizioni che hanno spinto i protagonisti di questa rubrica a raggiungere il Lussemburgo come abbiamo avuto modo di vedere gli scorsi mesi. Trang Nguyen questo mese ci racconterà la sua epopea che l’ha portata dal Vietnam fin qui in Lussemburgo come rifugiata politica insieme a tutta la sua famiglia.

Stato: Viet Nam Nome ufficiale: Cộng Hòa Xã Hội Chủ Nghĩa Việt Nam (Repubblica Socialista del Vietnam) Lingua ufficiale: Lingua vietnamita Capitale: Hanoi Governo: Stato socialista Superficie (Km²): 331.689 km² Popolazione: 82.689.518 ab.

> Piastrella di tetto di Lưu Ly, Huế

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cura di : { aPasquale Fanizza }

to era l’unico in grado di parlare in inglese e spiegò tutta la storia e gli inglesi decisero di accogliere quei profughi sulla propria imbarcazione. Solo che non precisò quante persone ci fossero sulle barche e poiché gli inglesi non lo potevano neanche sapere in quanto gran parte di noi restava nella stiva, provate ad immaginare la loro espressione quando si videro invadere da decine e decine di vietnamiti, ma ormai la parola era già data. Qui, presi per la prima volta contatto con la civiltà occidentale: dovevo far pipì e mio padre mi accompagnò alla toilette: che roba strana... abituata a farla in piedi mi arrampicai istintivamente sul bordo del WC e mi misi in posizione frontale ad esso. Mio padre mi disse di girarmi ed io sempre in piedi sul bordo del WC mi girai su me stessa; dopo una serie di esitazioni e tentativi di convincimento da parte di mio padre riuscii a far pipì seduta!! Fummo fatti scendere a Manila,dove gli inglesi ci consegnarono ad un’organizzazione che si occupava di rifugiati politici internazionali. Ci spiegarono che gli Stati Uniti stavano adottando misure restrittive in materia di immigrazione e che non c’erano possibilità di andarci. L’unica possibilità era l’Europa... sì, ma l’Europa dove? A quel punto a mio padre interessava poco, era sufficiente che fosse da qualche parte dove si parlasse almeno inglese. Saremmo dovuti rimanere nelle Filippine solo per qualche mese, ci rimanemmo due anni, ma fummo trattati davvero bene. Ci comunicarono che la nostra destinazione sarebbe stata il Lussemburgo, il cui governo di allora era parte attiva del programma di sostegno ai rifugiati politici e di guerra. Chiaramente nessuno di noi lo conosceva e mio padre chiese solamente se si parlasse inglese... Gli risposero in modo assolutamente positivo e così ci sentimmo più sollevati e rassicurati. Presi per la prima volta un aereo che ci portò da Manila a Bruxelles, da lì poi ci fecero salire su un treno in direzione Lussemburgo. Ricordo benissimo l’arrivo: nevicava ed era la prima volta nella mia vita che vedevo la neve, era una cosa tanto strana. C’erano ad attenderci delle persone del programma rifugiati e fu molto buffo sentire quella voce esclamare – Moien!!! - la mia prima parola lussemburghese che iniziai a ripetere in qualsiasi occasione. Mio padre fu un pò sconcertato perchè si aspettava di essere arrivato in un paese anglofono e se non ricordo male ebbe difficoltà a farsi capire in quanto quella gente non comprendeva una parola di inglese. Furono però molto gentili ed efficienti: mio padre ebbe subito un lavoro ed un alloggio vicino la fabbrica e da quel momento è iniziata la mia vita lussemburghese”

Trang Nguyen

Viet Nam

C

iao Trang, raccontaci un po’ come è andato il tuo arrivo in Lussemburgo. “Ciao a tutti, ebbene io sono nata in un piccolo villaggio sulla costa del Vietnam meridionale e la mia famiglia possedeva delle terre. La guerra del Vietnam era finita da qualche anno e il Vietnam del Nord si era impossessato dei nostri territori. Il Governo comunista ci aveva confiscato le terre e in più stava procedendo ad una serie di azioni per reprimere e in alcuni casi sopprimere tutti i sostenitori del governo del Vietnam del Sud e i dissidenti politici. Mio padre durante la guerra aveva collaborato con l’esercito americano facendo da interprete e per questo temeva per la sua incolumità e quella di noialtri. Così un giorno insieme ad alcuni suoi amici decise di provare la fuga e di cercarla via mare, così iniziarono a diffondere la voce a tutti quelli che conoscevano e che sapevano avere delle grane con il Governo comunista: raccolsero numerose adesioni di persone,che sarebbero state disposte a partire. Mio padre insieme ai suoi amici costruì 3 imbarcazioni che non potevano essere troppo grandi per non destare alcun sospetto,infatti ufficialmente sarebbero dovute servire per la pesca: una volta terminate si decise di partire. Salpammo di notte, senza alcuna bussola, l’importante era che le tre barche viaggiassero insieme. Mio padre sperava di raggiungere l’America dove aveva degli amici ed era quello il suo unico obiettivo. Durante la navigazione ci sorprese una tempesta ed una delle barche andò perduta e non ne sapemmo più nulla. Eravamo in troppi sulla barca, facevamo fatica a respirare e non avevamo nulla da mangiare, ma resistevamo. Un giorno mio padre scorse una grande imbarcazione ed inviò segnali di richiesta di aiuto. Furono accolti. Si trattava di una nave militare britannica, mio padre fu fatto salire a bordo in quan-

Quindi sei arrivata qui in Lussemburgo quando eri molto piccola: viaggio a parte,cosa ricordi del tuo Paese natale? “Quando sono partita avevo solo sei anni e quello che ricordo è un pochino la vita del villaggio, i giochi, ma anche i miei nonni e gli zii che sono rimasti lì e che non ho più rivisto” Vuol dire che non sei mai più ritornata in Vietnam? “I miei genitori e mio fratello l’hanno fatto; i miei ci vanno spesso, del resto ci sono ancora i loro genitori, sorelle e fratelli; ma io alla fine non ho particolari legami, in fondo sono cresciuta qui, ho studiato qui, sono lussemburghese e francese madrelingua...” E non ricordi nulla della lingua vietnamita? “Sì, la ricordo ancora,dato che l’ho anche parlata in famiglia fino a quando sono stata con i miei genitori” Ma non hai il desiderio di tornarci per una vacanza, magari solo per risvegliare per un attimo i ricordi della tua infanzia? “Forse chissà... c’è però ancora tanto mondo che vorrei visitare”

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cura di : { aPasquale Fanizza }

E

ppure il Vietnam è un paese interessantissimo, ricco di cultura e affascinanti scenari, basta navigare un attimo nella rete per rendersene conto. Ecco i luoghi più meritevoli di essere visitati:

> Ho Chi Min City

Ho Chi Minh City

Ho Chi Minh è il cuore e l’anima del Vietnam. Caotica, dinamica e industriosa, è la città più grande del paese, la capitale economica, una vera e propria metropoli. Lungo le strade, si ritrova una miriade di negozi, bancarelle, carretti e ambulanti che vendono la loro merce esposta sui marciapiedi. Nonostante la vita frenetica, non sono state dimenticate le tradizioni secolari e l’antica cultura. Tra le principali attrattive turistiche ricordiamo la Pagoda di Giac Lam, la Cattedrale di Notre Dame in stile neoromanico, il Palazzo della Riunificazione, il mercato di Cholon e l’ex ambasciata degli USA, luogo di distruzione e violenze durante la fuga del 1975. La zona centrale di Ho Chi Minh è ideale di domenica e nelle sere dei giorni di vacanza: le strade sono piene fino all’inverosimile gente. Nei dintorni del Teatro Municipale si ritrovano gli amanti del jazz. Fra i divertimenti si può scegliere tra le discoteche e i karaoke negli alberghi di lusso, la musica occidentale nei bar come l’Hard Rock Cafe, le danze al Rex Hotel o la musica tradizionale vietnamita al conservatorio. La maggior parte dei locali si trova nel centro della città, lungo Mac Thi Buoi St. Coloro che viaggiano con un budget limitato di solito si ritrovano nella zona di Pham Ngu Lao Street, all’estremità occidentale del distretto 1. A Cholon vi sono numerosi hotel economici, anche se la zona non è così frequentata dagli occidentali. Per chi ha maggiori disponibilità economiche vi sono gli alberghi di categoria elevata nei dintorni di Dong Khoi St nella parte orientale del distretto 1. Nel punto in cui si incrociano Pham Ngu Lao St e De Tham St troviamo tantissimi posti in cui mangiare spendendo poco.

Baia di Halong

La splendida Baia di Halong, con le sue 3.000 isole che si innalzano dalle acque verdi del Golfo del Tonchino, è una delle maggiori attrazioni del Vietnam. Sugli isolotti si trovano numerose spiagge e grotte scavate dal vento e dal mare, la più spettacolare delle quali è quella di Hang Dau Go, costituita da tre ampie cavità. Il nome Ha Long significa “luogo dove il drago si è inabissato nel mare”, e fa riferimento a una leggenda in cui si narra di come un simile animale fantastico abbia creato la baia e le isole dimenando la sua coda. Sempre secondo la leggenda, una creatura marina, il Tarasco, abiterebbe le acque della baia. La baia è l’ideale per una vacanza romantica, ma anche per escursioni con amici. La città più importante delle regione è Halong City, divisa in due parti. Halong City Ovest, costruita su un’isola, è sicuramente più pittoresca di Halong City Est, sulla terraferma.

> Halong Bay

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cura di : { aPasquale Fanizza }

Hanoi

Hué

Città piccola, tranquilla e austera rispetto alla capitale del Vietnam, annovera tra le principali attrattive turistiche il pittoresco Tempio della Letteratura, risalente all’XI secolo e sede della prima università del paese, il Vecchio Quartiere (XV secolo), alcuni laghi e pagode incantevoli e il Mausoleo di Ho Chi Minh. Trovare un albergo economico ad Hanoi è molto difficile, soprattutto tra giugno e settembre; ma poichè molti privati affittano stanze nelle loro case, con un po’ di ricerca potreste trovare una sistemazione adeguata; è comunque collegata a numerose località all’interno e al di fuori del paese ed è raggiungibile da Ho Chi Minh con l’Espresso della Riunificazione.

Si può azzardare definirla la città più bella del Vietnam; Hué fu la capitale del Paese dal 1802 al 1945 e le è sempre stato riconosciuto lo status di importante centro culturale, religioso ed educativo. All’interno dell’enorme Cittadella, circondata da un fossato e costruita dall’imperatore Gia Long a partire dal 1804, vi sono moltissimi luoghi di interesse turistico, come i nove cannoni sacri, la Città Imperiale, il Palazzo dell’Armonia Suprema e la Sala dei mandarini. Sfortunatamente, l’affascinante Città Purpurea Proibita fu seriamente danneggiata durante la guerra del Vietnam. Circa 15 km a sud di Hué sono situate le Tombe imperiali e musei interessanti. Più lontano, in direzione nord-est si estende la spiaggia di Thuan An, dove c’è una laguna, un albergo e la possibilità di risalire in sampan il Fiume dei Profumi. Hué offre possibilità di pernottamento, dall’accomodation più economica all’hotel più costoso, e alcuni ottimi ristoranti dove si possono assaggiare i piatti tradizionali della cucina vegetariana, prediletta dai monaci delle pagode. Specialità gastronomiche locali si trovano anche sulle bancarelle del mercato durante il primo e il quindicesimo giorno del mese lunare. Hué dista circa 700 km da Hanoi e 1100 km da Ho Chi Minh, e con queste due città è collegata con autobus e voli aerei. In questa località si ferma il treno noto come Espresso della Riunificazione.

> Pagoda di Tran Quoc, Hanoi

Sapa

Situata negli altipiani nord-occidentali, Sapa, è stata recentemente riscoperta dopo un periodo di lungo declino. Nonostante le strade sconnesse, è oggi meta turistica frequentata. Il mercato che si tiene il sabato è sicuramente il luogo migliore per acquistare souvenir e manufatti. Potrebbe essere difficile pernottare a Sapa, soprattutto durante il fine settimana quando vi giungono i viaggi organizzati. A soli 9 km dalla città si trova il Fansipan (3.143 m), la montagna più alta del Vietnam. Per scalarla e tornare indietro ci vogliono circa 4 giorni, e non è possibile farlo senza una guida e la necessaria attrezzatura perché il clima può essere freddo e piovoso.

> Hué

> Cascata d-argento, Sapa

> Bambini di Sapa

Saperne di più? Maggiori info sui seguenti siti: it.wikipedia.org/wiki/Vietnam www.viaggiaresicuri.it/?vietnam www.vietnamtourism.com n.13/aprile 2008

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{ Anna Romeo }

PISTICCI

“L’anfiteatro dello Ionio” Cari lettori di Italiansinlux e di Girovagando, festeggiamo l’arrivo della primavera con un viaggio nel Sud d’Italia in un piccolo e pittoresco paese della provincia materana, poco conosciuto forse, ma caro a chi scrive se non altro per il fatto di avere qui origini e radici. Ma ad altre latitudini cominciamo con una passeggiata nella capitale londinese…direte: qual è la relazione??? E’ proprio qui che comincia la storia di Pisticci.

Alcuni cenni storici…

L’origine dell’abitato di Pisticci risale al X secolo a.C. ma è solo con il periodo delle colonizzazione greca che divenne un centro importante del territorio della colonia greca Metaponto e della Magna Grecia in generale. Al V secolo a.C. precisamente si attribuisce la copiosa produzione di vasi a figure rosse che sostituì quella precedente a figure nere, attribuite al cosiddetto “Pittore di Pisticci”: questo il nome del ceramografo proto-italiota primo fra tutti ad adottare la nuova tecnica di pittura rossa su fondo nero che permise di meglio sottolineare la prospettiva e l’anatomia umana. Le sue opere e l’insieme delle opere della sua scuola per la maggior parte sono conservate al British Museum di Londra; è li che si possono apprezzare ed ammirare in quanto perfettamente

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conservate. Nel 291 a.C. durante la guerra tra Taranto e Roma, Pisticci rimase fedele a Taranto ma subì la dominazione romana, da qui l’origine più accreditata del nome, dal tardo latino “Pesticium” e cioè terra di pascolo. Solo con i Normanni intorno al 1000 d.C. Pisticci divenne un feudo fortificato da diverse torri di avvistamento a protezione delle incursioni dei pirati saraceni, posseduto prima dalla famiglia dei Sanseverino, dagli Spinelli, dagli Acquara e dai De Cardenas. A questo periodo risale la costruzione dell’attuale Abbazia del Casale. Nel 1688 la prima grande frana causata da un abbondante nevicata, cambiò le caratteristiche dell’agglomerato dando vita alla costruzione di 200 casette bianche in filari paralleli, tutte uguali, che per ricordare le vittime della frana prese il nome di rione Dirupo. All’indomani del fenomeno del brigantaggio e con l’Unità d’Italia, Pisticci, dopo la sua lunga storia feudale, diventò municipio e cominciò a conoscere la prima grande ondata migratoria verso le Americhe, divenendo più tardi sede di un campo di confino fascista durante la dittatura, alla fine degli anni trenta. Da qui la nascita del “Villaggio Marconia” in onore di Guglielmo Marconi. Oggi la frazione è diventata un centro abitato dove si concentra circa la metà della popolazione del comune. Con la fine della

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{ Anna Romeo } guerra e della dittatura Pisticci andò incontro ad un intenso flusso migratorio che privilegiò ancora il Nord America , in particolare il Canada. (Si pensi che a Toronto si costituì una vera e propria comunità di circa 5.000 pisticcesi, di vera origine pisticcese: tra di essi il noto fondatore di Radio Cin Toronto). Con gli anni ‘60 e ‘70 la speculazione edilizia prese il sopravvento causando lo spostamento di molti abitanti verso Marconia e lo spopolamento del centro storico. Ciò accadde anche all’indomani dell’altra importante frana che distrusse parte del rione Croci nel 1975. Pisticci è stata interessata, a diverse riprese della sua storia, da fenomeni di frane, data la natura argillosa del terreno che compone tutta la collina su cui è situato il paese. Ma le cause delle frane che hanno cambiato la topografia del paese in realtà possono collegarsi anche ad altre cause, come la presenza di un torrente salmastro sotto i rioni principali del centro abitato, la rete idrica costruita negli anni ‘30 caratterizzata da infiltrazioni e appunto non da ultima la costruzione abusiva. Negli ultimi anni questa tendenza di spopolamento si è invertita, grazie ad un economia che all’indomani della crisi di alcuni gruppi industriali impiantatisi nel territorio pisticcese, si è rivolta maggiormente al turismo di qualità, che privilegia la natura, l’agricoltura e l’artigianato, l’archeologia e che ha attirato imprenditori, investimenti, turisti e nuovi residenti. Oggi Pisticci, il paese dell’Amaro Lucano, liquore noto ed esportato in tutto il mondo (che come molti sapranno nacque da una ricetta segreta nel 1894 ad opera del Cavaliere Vena) non ha più la stessa realtà dell’epoca del film “Rocco e i suoi fratelli” che qui è stato in parte girato, o del libro di Carlo Levi “Cristo si è fermato a Eboli” nel quale più volte sono citati paesi materani come Pisticci, ma come altri paesi del meridione fatica a confrontarsi con molte difficoltà radicate nel territorio anche se la “voglia di fare”, l’entusiasmo e il desiderio di risollevare le sorti del proprio paese messa appunto in diversi ambiti non ha mai abbandonato queste terre e queste genti.

Una visita a…

Pisticci può essere il posto ideale per coniugare la voglia di partire per una destinazione lontana dal turismo di massa, la curiosità per un posto che conserva intatte abitudini e tradizioni rurali e contadine, e che stretta tra colline dal paesaggio “lunare” (i calanchi) e il mare, con la particolare forma topografica ad “S” del suo abitato ancora oggi è un “anfiteatro” sullo Ionio. Una visita di Pisticci comincia sicuramente dal centro storico o meglio da uno dei rioni più antichi che tra balconi, corti, viuzze e casette, offre piccoli tesori e particolarità: la Terra Vecchia. E’ qui che troviamo la principale chiesa di Pisticci, intitolata ai

Santi Pietro e Paolo: la Chiesa Madre. In stile romanico-rinascimentale con pianta a croce latina a tre navate e altari in legno con statue in cartapesta e tele di Salvatore Sacquegna. L’altare principale è in stile barocco, riccamente decorato e da qui, tramite una piccola porta si arriva alla sacrestia con rivestimenti settecenteschi. Le tele sulle pareti della chiesa di impronta caravaggiesca sono attribuite a Domenico Guarino del XVIII secolo. Già esistente nel 1212 fu terminata nel 1542 ad opera dei maestri mantovani Pietro e Antonio Laviola. Si tratta di una chiesa decisamente imponente, si pensi che ha resistito a due frane grazie alle sua fondamenta profonde ed è probabile secondo alcuni studi che sia stata proprio la mole della chiesa a fermare o meglio ad arginare la furia della frana. L’altra importante chiesa volta a testimoniare la presenza e l’organizzazione ecclesiastica nella zona è il santuario diocesano dell’Abbazia Santa Maria La Sanità del Casale dell’anno 1087, oggi abbazia dedicata alla Beata Vergine Maria, affidata in passato ai monaci benedettini di Taranto. In stile romanico-pugliese costruita in pietra locale, a tre navate, con un importante rosone e un portale del 1200. Uscendo un po’ fuori dal comune ma rimanendo sempre in territorio pisticcese sulla strada che va al mare ci imbattiamo nel Castello di San Basilio, antica masseria fortificata del VII secolo, completamente immersa nel verde, che divenne poi feudo normanno, poi dopo vari passaggi passò in proprietà alla famiglia Berlingieri. Intorno alla corte centrale si affacciano i vari edifici con l’archivio, la chiesetta, la biblioteca. Dalla torre quadrata fatta costruire da Re Ruggiero per avvistare i pirati saraceni si gode di un panorama che abbraccia un immensa distesa di terreno che spazia fino al Golfo di Taranto. E ancora, proseguendo la passeggiata tra le colline di Pisticci sulla riva destra del fiume Basento si cambia epoca storica, ci si addentra in epoche più lontane, davvero alle origini. Ne sono testimonianza nell’area archeologica dell’Incoronata i resti dell’antica comunità enotra del IX secolo a.C. e di quella greca che la sostituì, i cui oggetti e reperti, anche riguardanti la vita quotidiana, sono esposti al Museo Archeologico Nazionale di Metaponto.

Passeggiando per il centro, i rioni e…

La bellezza e l’identità del paese è svelata più « sinceramente » dalla vita, dalle abitudini e dagli scorci dei suoi rioni ognuno dei quali con la propria chiesetta o piazzetta. Sulla piazza centrale del paese da cui inizia anche la via principale cioè il corso Margherita, si affaccia la chiesa di S. Antonio o del convento poiché in passato faceva parte del convento di S. Maria delle Grazie. Si tratta di una chiesa con altare barocco, a tre navate, con decorazioni di pregio; marmi di Carrara e un dipinto di Andrea Vaccaro. Sempre in centro si può ammirare il Palazzo Giannantonio cinn.13/aprile 2008

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{ Anna Romeo } quecentesco con portale in ferro battuto e la corte interna, recentemente ristrutturato. Nel vecchio palazzo municipale oggi invece c’è la sede del Tribunale. Scendendo dal centro verso quello che era l’iniziale centro abitato ci si imbatte nella parte più antica, ossia la Terravecchia con i resti del castello, la già citata Chiesa Madre, la chiesetta dell’Annunziata, il Torrione dell’Acquedotto e i numerosi palazzetti nobiliari. La Terravecchia ingloba il piccolo ma pittoresco rione dell’Osannale ricco di piazzette e viuzze, mentre alla sue spalle c’è il rione Loreto che prende il nome dall’antica chiesa della Madonna del Rito. Sotto la Terravecchia, il rione rinato dopo la frana del 1688, troviamo il Dirupo con la chiesetta dell’Immacolata Concezione del XVI secolo con pianta a croce latina, soffitto ligneo, altare in stile barocco e decorazioni floreali. Risalendo dal Dirupo, la seconda piazza principale è Piazza Plebiscito, più conosciuta come Piazza San Rocco. La Chiesa di San Rocco degli anni trenta è a tre navate e può essere considerata una delle prime applicazioni dell’architettura novecentesca su una chiesa; è decorata con affreschi sulla vita del Santo e ospita anche la statua laminata in oro del Santo. San Rocco è il santo patrono di Pisticci, molto noto nel meridione e anche in altri paesi della Lucania. Di origini francesi, precisamente di Montpellier, il Santo è stato «adottato» dai lucani e dai pisticcesi che lo festeggiano in piena estate, il 16 Agosto, con tre giorni di festeggiamenti (in realtà si festeggia anche l’Assunta e San Vito) con toccanti processioni religiose, manifestazioni culturali e sportive curate dalla varie associazioni presenti in paese che propongono spettacoli musicali, festival cinematografici, serate eno-gastronomiche, mostre d’arte e d’artigianato. Si pensa che San Rocco sia stato dichiarato patrono a partire dal 1555 quando si racconta che avesse benedetto il paese salvandolo cosi dalla peste diffusasi all’epoca nel Regno di Napoli. San Rocco amato e ringraziato, tanto da emozionare devoti e non quando a conclusione dei festeggiamenti è portato in trionfo sul carro trainato dai buoi, e la statua ricca di offerte si ricopre di banconote anche straniere che compongono un vero e proprio mantello, il tutto per ripagare come ogni anno la festa che si conclude con le gare pirotecniche, con i tipici «calanchi», colline argillose su cui sorge Pisticci illuminate a giorno dai fuochi d’artificio.

si passeggia con piacere andando «a zonzo» per le viuzze del paese. Cosi si può conoscere davvero il paese e la sua gente ospitale, magari sentirla parlare il dialetto, che è di derivazione greco-latina con influenze spagnole e francesi oppure vedere ancora qualche vecchina con il costume tipico: la cosiddetta «pacchiana». Si tratta di un costume formato da una gonna scura e grembiule nero, corpetto particolarmente decorato, stola bianca a coprire le spalle e camicia con maniche a sbuffo merlettate. Era utilizzato in passato per le ragazze che dopo l’adolescenza erano pronte per il matrimonio ma poi piuttosto simbolo della donna pisticcese che prende cura di se stessa e della casa, ad indicare una cultura di stampo matriarcale. E qui per il paese tra un terrazzo e l’altro che lasciano intravedere il paesaggio collinare fatto di ulivi e fichi d’india, i filari di casette l’una affianco all’altra, le scalette, le piccole fontane, i vicoli, i portoni, i portali in pietra bianca che decorano qua e là i palazzetti rinascimentali, i nidi di rondini sotto i balconi, che in paese sono di casa, la cordialità della gente per strada, i «buongiorno, buongiorno» rivolti dai vecchietti con cappello e bastone, i colori e le grida dei venditori al mercato della frutta, le piccole sedie davanti alla porte dove soprattutto d’estate si raccolgono le chiacchiere di signore più o meno attempate… E ancora i profumi del paese: quello del bucato e del pulito al mattino, che si mescola all’odore del pane fatto artigianalmente, o a quello del sugo di pomodoro a mezzogiorno a condire la pasta fatta in casa o dei dolci e del caffé dopo la «siesta» al pomeriggio nei bar del centro… Le voci dei bambini, le strade che si rianimano la sera per la spesa, il giretto in centro e il passeggio nel «corso»… Ricordi di infanzia e momenti che assaporo ogni qualvolta torno a casa: a Pisticci. Questo breve scritto su Pisticci lo dedico con molto affetto ad una pisticcese Doc, una vera specialista dei «ruccoli»: nonna Annina, mia nonna.

…per le viuzze del paese

D’estate, quando la calura estiva dell’intera giornata lascia il posto ad un po’ di fresco durante la sera o magari in un buon mattino per i più «volenterosi» quando il sole non è ancora alto,

Saperne di più? Come si arriva In treno: linea Bari-Taranto e poi Taranto-Metaponto In aereo: Aeroporto Bari Palese Scalo Ryanair In auto:autostrada A14 e poi da Bari SS7 da Potenza: SS407 da Reggio Calabria e da Taranto: SS106

n.13/aprile 2008

Indirizzi utili www.pisticci.net www.allelammie.org www.oliodongiacomo.it

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a cura di :

{ Anna Romeo }

Pasta al forno alla Pisticcese L

a cucina pisticcese, come quella meridionale e lucana in particolare è pregna della semplicità contadina. Gustosa e ancora fatta con la maestria d’altri tempi, la pasta fatta in casa lunga o corta a Pisticci la fa da padrona soprattutto nei pranzi che di solito riuniscono la famiglia di domenica; che siano «ruccoli» (una sorta di cavatelli) o le «tapparedde» a forma di rombo o i tagliolini o i maccheroni ai ferri o le orecchiette, è sempre il trionfo della semplicità. La pasta è fatta di acqua e farina ma si accompagna a condimenti gustosi come sughi misti di carne, polpette o legumi, come fave, ceci o verdure come le cicorie e le rape. Tra le verdure spiccano delle cipolline selvatiche leggermente amarognole che si vanno a cercare in campagna: i cosiddetti « lambasciune » che si possono gustare bolliti sotto olio o aceto, o impanati e fritti. Ma Pisticci è rinomata per l’olio a spremitura artigianale che ormai pochi producono cogliendo i frutti ancora sulle piante e per il pane di puro grano duro impastato con le patate, che ha il pregio di conservarsi diversi giorni. E non da ultimo il salame pisticcese magro o grasso, che qui possiamo trovare aromatizzato all’«aneto» piuttosto che al peperoncino dolce o piccante o al finocchio. Ma anche la soppressata, un tipo di insaccato magro, superlativo prodotto della cucina casalinga.

750 grammi di penne rigate 150 grammi di parmigiano Reggiano 3 uova sode 4 mozzarelle grandi salame magro all’anice pisticcese Per il sugo: 1 litro e mezzo di salsa di pomodoro liquida mezza cipolla non molto forte tritata qualche foglia di basilico fresco olio extra vergine d’oliva mezza mela o un cucchiaino di zucchero un pizzico di sale Per le polpettine: 500 grammi di carne tritata di manzo (da utilizzare per le polpettine e un po’ sparsa nel sugo) 2 uova intere un po’ di parmigiano Reggiano olio extravergine d’oliva per il soffritto sale e pepe In una padella fate soffriggere nell’olio la cipolla tritata con il pizzico di sale, aggiungete la salsa e il basilico fresco sminuzzato e in foglia, la mezza mela o il cucchiaino di zucchero per limitare l’acidità del pomodoro e lasciate cuocere per un’ora e mezza o due a fuoco medio, rigirando di tanto in tanto (per controllare la cottura ed evitare che si attacchi visto che userete ovviamente una pentola non antiaderente, anticamente si usava la terracotta sulla brace del camino!!!). Impastate la maggior parte della carne tritata con le uova, il parmigiano, un pizzico di sale e di pepe, soffriggetele nell’olio con il resto della carne tenuta a parte e aggiungete tutto al sugo. Magari a fine cottura del sugo, le polpette sono piccole e dopo il soffritto non hanno bisogno di cuocere molto ma devono sempre “insaporirsi” con il sugo. Bollite la pasta in acqua salata e scolatela molto al dente. Ponetela in una teglia di terracotta o ceramica capiente e aggiungete i dadini di mozzarella, il salame e le uova sode a pezzetti, il sugo con le polpettine, il parmigiano, facendo degli strati o mescolando tutto un po’ a piacere. Alla fine spolverate abbondantemente di parmigiano e fate gratinare in forno già preriscaldato a circa 180 °C per diversi minuti. (Per i golosi, ma è una “variante” della ricetta originale, prima di gratinare si può aggiungere alla pasta qualche cucchiaio di besciamella fatta con mezzo litro di latte intero, 50 grammi di burro, 2 cucchiai di farina semplice, un pizzico di sale e di noce moscata. Da girare e rigirare con attenzione per non creare grumi… per i “precisi” magari da passare al mixer per avere una consistenza semi-liquida). Buon Appetito!!!!

C

ome vi abbiamo anticipato i “ruccoli” (in italiano la parola che può indicarli è gnochetti concavi o cavatelli) sono una pasta fatta in casa tipica di Pisticci, la preparazione sia dei ruccoli che del sugo che li accompagna è abbastanza semplice.

Ingredienti per 6 o piu’ persone

1 chilo di farina di grano duro 2-3 bicchieri di acqua piuttosto calda ma non troppo un pizzico di sale

Preparazione:

n.13/aprile 2008

Ingredienti per 6 o più persone

Preparazione

I ruccoli di nonna Annina

Impastare gli ingredienti su una spianatoia di legno in modo tale da comporre una pasta elastica nè troppo liquida ne’ troppo secca. Aggiungere qualche tocco di farina se troppo dura. La ricetta non richiede nè uova nè lievito ne patate o altro e la pasta è veloce da farsi ma la cosa più difficile è riuscire ad avere un impasto compatto e ovviamente la capacità di modellare la pasta. Per aiutarsi un pò è bene fare delle piccole strisce tondeggianti di pasta da tagliare poi in tocchetti. Questi tocchetti vanno incavati con le dita delle mani (i più bravi possono cimentarsi con entrambe le mani simultaneamente e velocemente) in modo energico, (senza esagerare arrivando a bucarli) così che si trasformano in ruccoli. La manualità delle nonne in questo caso è eccezionale e ci vuole molto tempo per acquisirla, ma provar non nuoce! Prima di bollire i ruccoli in acqua salata e scolarli al dente si lasciano riposare un pò sulla spianatoia spolverati di farina. Di solito, almeno cosi li fa la domenica nonna Annina, si accompagnano ad un sugo di polpette per il quale si segue lo stesso procedimento visto per le polpettine della pasta al forno alla pisticcese tranne che il soffritto lo si può fare con l’aglio per dare

La ricetta

più sapore visto che la ricetta è molto semplice. E ancora buon appetito e ben venuti a Pisticci!!!

> preparazione dei ruccoli 15


a cura di :

{ Paola Pepe }

Aprile 2008

Per gli amanti dei ritmi latini:

Spanish Harlem Orchestra Atelier – mercoledì 16 aprile

13 grandi musicisti portano a Lussemburgo i ritmi più indiavolati della salsa direttamente da New York City. Un concerto da non perdere!

Per gli amanti della letteratura: Per chi vuole tentare l’Opera...

Primavera letteraria

L’Istituto Italiano di Cultura, in collaborazione con la Libreria italiana, ha invitato a Lussemburgo due protagoniste della scena letteraria italiana contemporanea: • giovedì 10 aprile: Margherita Oggero, scrittrice torinese, autrice de “La collega tatuata” e “L’amica americana”, sceneggiatrice della serie “Provaci ancora prof”, incontrerà il pubblico alle ore 19 presso la Galleria Undergrund (16, rue Münster, Grund). • sabato 19 aprile: nell’ambito del festival letterario “Printemps des poètes” (18-20 aprile), organizzato in collaborazione con il centro culturale Abbaye de Neumünster, la poetessa Sara Ventroni sarà l’ospite d’onore di “Aperitivo con poesia”, a partire dalle ore 11:30 presso la Libreria italiana nel Grund (11, St. Ulric). Entrata libera, preferibilmente su prenotazione (tel. 25 22 74-1, e-mail: libreria@pt.lu )

Elisabetta, Regina d’Inghilterra di Gioacchino Rossini

(Grand Théâtre, Grande Salle) giovedì 10 aprile ore 19:00 Opera in due atti, libretto di Giovanni Schmidt La prima delle opere “serie” composte da Rossini per il Teatro San Carlo di Napoli, rappresentata per la prima volta nell’ottobre 1815. A Lussemburgo la regina Elisabetta sarà interpretata dalla soprano italiana Anna Caterina Antonacci, già nota al pubblico italiano e internazionale. Prezzi: Adulti 40 €, 25 €, 15 € - Ridotto 8 € Durata: 2h10

Per i più sofisticati…

Your ticket to the Met: Puccini - La Bohème

(Cinema Utopia) sabato 5 aprile dalle ore 14:00 L’opera al cinema o il cinema all’opera? La nuova formula proposta dall’Utopia per far accedere il pubblico europeo alla programmazione del Metropolitan Theatre di New York. Sabato 5 aprile sarà trasmessa “La Bohème” nella magnifica versione prodotta da Franco Zeffirelli. Suono digitale ed immagini in alta definizione. Costo del biglietto: 25 euro. Calice di “crément” e stuzzichini offerti prima dello spettacolo e bar a disposizione durante le pause, proprio come a teatro. Durata: 3h20 minuti. Per maggiori informazioni: Cinema Utopia, tel. 22 46 11 (a partire dalle 14:00) http://www.utopolis.lu 16, av. de la Faïencerie, Limpertsberg

La Cantatrice Chauve

(Grand Théâtre, Rond-Point Schuman, Limpertsberg) mercoledì 9 aprile ore 20:00, giovedì 10 aprile ore 16:00 + ore 20:00.

La Cantatrice Chauve di Eugène Ionesco

Un grande classico della letteratura francese del ‘900. Uno dei capolavori del teatro dell’assurdo, assolutamente da non mancare! http://www.theatres.lu Tel : 47 08 95-1 e-mail: ticketlu@pt.lu http://www.luxembourgticket.lu 3/03/08

14:13

E per i più curiosi…

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27 avril 2008

Garcon_de_cafe-2008-A2

1° Salone internazionale della caricatura

> Course

des garçons de café (et amateurs) organisé par

le syndicat d’initiative d'Esch-sur-Sûre

Courses pour enfants et adultes

A retenir 21 & 22.06.2008 Trac-o-Lac 28.06.2008 Night of Legends 20.07.2008 Concours de pêche 09.08.2008 Nuetsmaart

n.13/aprile 2008

Préléminaires : courses d'obstacles chronométrées Finales : parcours à travers les étroites ruelles du village Frais de participations :

*en préinscriptions avant le 25/04/2007, enfants 4,00 �, adultes 8,00 � par téléphone au 621 622 123

* inscriptions sur place, enfants 5,00 �, adultes 10,00 �

T-shirt offert à chaque participant ; diplôme de participation et médaille à chaque enfant participant. * spectateurs : gratuit (programme d'encadrement assuré)

Prix : multiples lots dont un mini-voyage Début : enfants : 10.00 h ; adultes : l'après-midi Restauration : bar, grill, etc…

(castello di Vianden) dal 26 aprile al 25 maggio Per maggiori informazioni: 83 41 08-1 / 84 92 91 http://www.castle-vianden.lu e-mail: info@castle-vianden.lu

La “course des garçons de café”

(Esch-sur-Sûre) domenica 27 aprile Una corsa in cui vince il primo che arriva senza versare una goccia dai bicchieri che trasporta sul vassoio... Una divertente gara di velocità ed abilità fra camerieri professionisti e non. Esch-sur-Sûre, domenica 27 aprile

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cura di : { aSabino Parente }

Ogni mese pubblicheremo i vostri attacchi di creatività! Invia i tuoi elaborati alla nostra redazione, per condividere l’emozione, il talento, la semplicità la bellezza della arti visive. Scrivi a redazione@italiansinlux.com

di Leandro Nicosia Arcadia di notte

Grand tour

Echi voci di donne sbadigliano alla foce del male

Fermo. Come pietra grigia a strapiombo sul mare d’inverno. Il tramonto pone fine ad un altro giorno gonfio di sdegno. Schiavi del tempo, schiavi del regno. In frenetica fretta in ordine sparso orde barbare di civiltà s’ammassano in grigie città di cemento; chi insegue chimere, chi fugge nel sogno, chi si guarda le spalle e attende: Forse la lama forse il posarsi di una farfalla. E mentre il saggio butta via tutto per correre al vento, gli amanti sprofondano nel rosso del sangue e delle labbra, e persi dentro i loro sguardi: Volano come in estate sugli altipiani le nuvole bianche, per poi sciupare in poche grida gli infiniti palpiti di una dionisiaca attesa. Per poi ritrovarsi mortali, di fronte al tramonto, che pone fine ad un altro giorno. Fermo. Come pietra grigia a strapiombo sul mare d’inverno.

Stige fiume infernale ora dissetaci! Pallida luce lunare ombre arcane si formano nella notte spettrale Intorno a questo fuoco Arcadia di notte danza per noi! Muovi i tuoi fianchi come fossero un pendolo incatena i nostri sguardi ad un tempo distorto La nostra armonia non può sussistere senza il tuo ritmo e tu lo sai! La luce ci toglie i contorni Noi siamo ombra Noi siamo il nostro orgoglio Noi siamo la vostra vergogna Arcadia di notte danza suadente e si strugge per noi echi, voci di donne ci incantano al confine del mare A volte sai per essere uomini abbiamo bisogno di non pensare.! n.13/aprile 2008

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cura di : { aMiryam Dardanelli }

Q

uesto mese vorrei presentarvi un libro particolare, un libro storico, ma di costante attualità, scritto nel 1951 da un’autrice di solito dedita ai romanzi, che racconta la storia di un grande personaggio, la cui vita e i cui pensieri molti spunti possono offrire anche ai giorni nostri.

Proposta mensile della Libreria Italiana:

“Memorie di Adriano”

Marguerite Yourcenar (Titolo originale: Mémoires d’Hadrien)

“Qualcosa da tenere per sé ” di Margherita Oggero

Marguerite Yourcenar (Bruxelles, 8 giugno 1903 – Mount Desert, 17 dicembre 1987, prima donna ad essere eletta all’Académie Française nel 1980) descrive la storia dell’imperatore romano Adriano immedesimandosi in un modo del tutto nuovo ed originale: infatti immagina di far scrivere al protagonista una lunga lettera nella quale parla della sua vita di imperatore all’amico Marco Aurelio, che poi diventerà suo nipote adottivo. Questa lettera si suddivide in sei capitoli. Tutto parte nel momento in cui Adriano racconta all’amico Marco Aurelio di essersi recato dal suo medico Ermogene poiché è malato e sicuro di una sua prossima morte. Dopo essersi sfogato, Adriano propone a Marco di raccontargli la sua vita senza nascondergli nulla, a parte i particolari più scandalosi, per definirsi e per conoscersi meglio prima di morire. Egli ritiene di disporre di tre mezzi per valutare l’esistenza umana: lo studio di se stesso, che è il metodo più difficile ed insidioso, egli stesso, infatti, ammette di avere una conoscenza di se stesso oscura e segreta; l’osservazione degli uomini, che si adoperano per nascondere i loro segreti o per far credere di averne; ed i libri. Adriano parla della propria famiglia, della sua giovinezza, della sua vita da Imperatore, dei suoi sogni. Margherite Yourcenar cita Fluabert come fonte del proprio desiderio di scrivere questa storia, “Les dieux n’étant plus et le Christ n’étant pas encore, il y a eu, de Cicéron à Marc Aurèle, un moment unique où l’homme seul a été” e ci presenta l’Imperatore come un semplice uomo, con ambizioni e paure, con la propria saggezza e i propri difetti, un uomo dalla vita straordinaria raccontata come solo ad un amico si potrebbe fare.

Le severe architetture di Torino si tingono di colori, le strade brulicano di persone: è l’atmosfera elettrica ed euforica delle Olimpiadi invernali, grazie alle quali anche la prof Camilla Baudino gode di una vacanza fuori programma. Scuole chiuse, marito e figlia in montagna per seguire da vicino le gare, Camilla resta in città e assapora la prospettiva di un intervallo di solitudine, di qualche giorno tutto per sé, libera dai doveri della quotidianità. Ma un’imprevedibile malinconia e l’irrompere del caso sconvolgono i propositi di riposo: la prima la induce a fare una telefonata a lungo desiderata e rinviata; il secondo le fa incontrare Liuba, una ventiduenne dura e al tempo stesso fragile, che lavora in un sexy shop più per protesta che per scelta e vive in una comune con un gruppo di ragazzi che affrontano le difficoltà della vita con una sorta di rassegnata ribellione. E’ proprio Liuba a chiedere aiuto a Camilla: vorrebbe ritrovare il goffo e lento Quantunque, l’ultimo arrivato nella comune, un ragazzo di cui nessuno sa niente e che è scomparso nel nulla. La ricerca delle due donne s’intreccia presto con l’indagine della polizia sull’assassinio della prostituta Flora, in una trama serrata tra l’inchiesta ufficiale e quella - più discreta e ‘femminile’, ma non meno efficace - della prof. La Baudino finirà per trovarsi di fronte a una domanda difficile, una di quelle domande universali eppure terribilmente urgenti: la giustizia coincide necessariamente con la scoperta della verità, di tutta la verità? Con la sua consueta ironia e la sua delicatezza anche nel raccontare il male e il dolore, Margherita Oggero ci regala una avvincente avventura della professoressa-detective, e ci suggerisce che, nel nostro mondo, saturo di parole, qualche volta è importante “tenere qualcosa per sé”. E’ un piacere per me potervi annunciare un importante evento organizzato dalla Libreria Italiana del Grund: il 10 aprile alle ore 19, alla Galleria Undergrund, potrete incontrare la scrittrice Margherita Oggero, in visita al Granducato per presentare il suo ultimo libro. Non mancate!!!

Il primo di aprile (…e non preoccupatevi che non si tratta di un pesce d’aprile!) il club del libro, organizzato dalla Libreria Italiana, (rue St Ulrich - Grund) si riunisce per discutere dell’ultimo romanzo giallo scritto da Margherita Oggero, insegnante di lettere in pensione, dai cui scritti e’ stata tratta la serie TV “Provaci ancora Prof” con Veronica Pivetti. n.13/aprile 2008

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cura di : { aMiryam Dardanelli }

I

l 16 marzo scorso, in occasione del “Festival delle Migrazioni”, organizzato a Lussemburgo, presso la Fiera Espositiva, a cui il nostro giornale era presente, ho avuto il grande piacere di incontrare la poliedrica Gessica Tiziani, arrivata qui per presentare il suo lavoro di illustratrice di libri per bambini. Gessica è nata a Lonigo, in Veneto e nel 1996 si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Verona. Ha seguito corsi di illustrazione per l’infanzia e si è appassionata a quest’arte così vicina ai bambini. Insegna in una scuola primaria, si dedica alla pittura e anche, per l’appunto, all’illustrazione di libri per l’infanzia e dal 2004 collabora con l’associazione culturale “Le Cicale, Bottega dell’Arte”. Mille impegni, mille modi diversi che Gessica porta avanti per seguire la sua passione per l’arte, in un Paese, l’Italia, in cui la concorrenza è sempre accesa e l’unica, concreta possibilità diviene sempre più il puntare sulla qualità del proprio lavoro, sull’eccellenza. Molto incuriosita da questo mondo che conosco pochissimo, ho chiesto a Gessica come si sviluppa il suo lavoro di illustratrice, come viene impostato e portato avanti un progetto di illustrazione di una novella per bimbi, e lei mi ha spiegato che in primis un illustratore deve riuscire a farsi notare ed apprezzare nel campo, presentandosi alle varie case editrici. Molto importante per esempio è l’essere presenti alla Fiera del Libro di Bologna che si tiene ogni anno ed in cui sono dedicati spazi alla categoria del libro illustrato. Così come per gli scrittori, anche per gli illustratori è raro riuscire a collaborare sempre con un’unica casa editrice, spesso si seguono progetti differenti, senza necessariamente una soluzione di continuità. Il lavoro di illustrazione comincia con lo studio della storia e dei personaggi per capire lo stile più appropriato a rendere il disegno armonioso in rapporto alla trama; ogni storia necessita di uno stile differente e si sposa meglio con un tipo di illustrazione particolare. Gessica si occupa di illustrazioni a mano libera, senza l’ausilio del computer, partendo dallo studio del carattere e della gestualità del personaggio,

> I tre capelli comincia a sviluppare i primi bozzetti che in fasi successive vanno a determinare la figura dello stesso. Come mi ha spiegato, prima viene la storia, poi la psicologia del personaggio e infine il disegno. Per un progetto di 12 tavole, misura standard per le favole illustrate, si arriva ad un lavoro di circa tre mesi, seguendo diversi tentativi e percorsi. Ho chiesto a Gessica se ha mai pensato di traslare la sua arte nel settore televisivo e la sua risposta è stata: “troppo catena di montaggio e lavori specifici!”. Voglio ringraziare calorosamente Gessica per il tempo che mi ha dedicato, per avermi spiegato con pazienza come si svolge il suo lavoro, cosa la appassiona di questa professione e come nascono quei bellissimi disegni che hanno allietato e incantato l’infanzia di ognuno di noi…o almeno sicuramente la mia!! Potete apprezzare il lavoro di Gessica Tiziani nella raccolta di storie scritte in dialetto veneto: C’era una volta (Ghe jera na volta) pubblicato nel 2006. Per maggiori informazioni e riferimenti specifici potete visitare i due blog da lei curati: www.gessicatiziani.blogspot.com dedicato alla sua attività di illustratrice; www.tizianigessica.blogspot.com dedicato alla sua attività di pittrice. Ancora grazie a Gessica per la sua disponibilità e il suo lavoro!

> La ragazza che ama il re

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Economia e finanza

a cura di : { Davide Visin }

International Spotlight Internet appesa a un cavo

JP Morgan mangia l’Orso di Wall Street

La rete internet è per molti di noi quanto di più astratto si possa immaginare. Tuttavia internet trova la sua “materialità” nei cavi che permettono l’interscambio dei dati. Migliaia di chilometri di cavi sottomarini, le dorsali oceaniche, attraversano oceani, fiordi, canali, per portare impulsi luminosi da un capo all’altro del mondo. I cavi collegano i continenti, fornendo la spina dorsale alla quale sono connesse le grandi aziende di telecomunicazione e i grandi consorzi scientifici. Ad oggi il mercato dei cavi sottomarini vale circa un miliardo di dollari l’anno, con accelerazioni nel caso del lancio di appalti per nuovi cavi transcontinentali. Questa rete di cavi disseminata per il mondo è stata paragonata all’apparato circolatorio umano, tuttavia risulta essere più complicata da un punto di vista concettuale e più fragile da un punto di vista fisico. A dividersi questo mercato sono un pugno di operatori, tra cui Reliance, Vsnl, Global Crossing, Alcatel-Lucent ed anche Telecom Italia. Oggi lo sviluppo maggiore si concentra nell’area del Pacifico, che unisce Asia e Giappone e sempre di più la Cina con gli Stati Uniti. Nel futuro tuttavia i maggiori investimenti verranno effettuati in Africa, dove una serie di investimenti per coprire con cavi sottomarini la costa occidentale e orientale del continente sta attirando i grandi investitori del private equity. Per ciò che riguarda il Mediterraneo, ad oggi solo tre cavi sono deposti sul fondale sottomarino. Nei prossimi anni si punta a mettere in atto progetti per la posa di una decina di cavi che colleghino l’Europa col vicino Medio Oriente. L’esistenza e la manutenzione di questi cavi è di vitale importanza per le aziende. Questi permettono una comunicazione e uno scambio in tempo reale di informazioni tra varie sedi estere di aziende o tra clienti e fornitori con rapporti in outsourcing.

La notizia è una di quelle che mette i brividi. Una di quelle che segnano la storia delle Borse e di un Paese. La storica banca d’investimento Bear Stearns dichiara di essere in crisi di liquidità, tanto da non essere capace di pagare i propri creditori. E’ l’orlo della bancarotta e della follia dei mercati finanziari. Ma ecco un cavaliere bianco che col concerto della Fed si precipita al salvataggio della banca d’investimenti, JP Morgan. Bear Stearns è immediatamente crollata in borsa di oltre il 50%. JP Morgan infatti, oltre ad appoggiare Bear Stearns in questo momento di crisi, si appresta all’acquisto per una cifra irrisoria rispetto al valore della banca nelle scorse settimane. Il titolo quotava infatti vicino ai 100 dollari. La prima offerta di JP Morgan è stata di 2 dollari, per poi essere aumentata a 10 dollari per azione, valorizzando la banca di circa 500 milioni di dollari. L’intervento della Fed e JP Morgan è paragonabile solo a ciò che è accaduto nel periodo della Grande Depressione: JP Morgan in quanto banca commerciale potrà avere accesso ai prestiti della Fed tramite la “discount window” che poi girerà a Bear Stearns. Sarà però la Fed ad accollarsi il rischio dei prestiti in cambio di garanzie offerte da Bear Stearns. E pensare che Bear Stearns era sino ad oggi una delle più gloriose banche al mondo, fondata nel 1923, solida al punto da superare la crisi del 1929 e la Grande Depressione: 15.500 dipendenti in tutto il mondo, un grattacielo nuovissimo e lussuoso a New York tra Madison e la 47° Avenue. Secondo Fortune era stata la banca più ammirata al mondo tra dal 2005 ad oggi....

Russia – Renault finalizza l’acquisto del 25% di Autovatz, la più grande casa automobilistica russa. L’investimento è di circa 1 miliardo di dollari. Germania – Volkswagen ha annunciato risultati 2007 in crescita del 50%, il risultato netto è salito da 2,75 a 4,12 miliardi di Euro, su un fatturato aumentato del 3,8%. L’utile ante imposte è quadruplicato. Lussemburgo – Secondo lo Statec, la crescita del PIL per l’anno 2008 deve essere rivista al ribasso dal 4,5% al 4%. Per il 2009, le stime restano di una crescita del 5%. Germania – General Motors annuncia il licenziamento di circa 5.000 operai tra le sue fabbriche in Belgio e Germania. In questo quadro sono previsti piani di pre-pensionamento e di licenziamento volontario. Francia – BNP-Paribas si dice non essere più interessata all’acquisto di Société Générale.

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Economia e finanza

a cura di : { Davide Visin }

Lux corner Lussemburgo paese d’innovazione

Arcelor, i nuovi uffici

Luxinnovation, l’agenzia dello Stato che si occupa della promozione dell’innovazione in Lussemburgo, festeggia i suoi 25 anni d’attività. Secondo le statistiche mondiali, il Lussemburgo si piazza al di sopra della media per il suo livello d’innovazione, ma non è tra i principali paesi dove l’innovazione viene vista come un forte stimolo per la crescita. I paesi “leader” in questo settore sono i paesi scandinavi, ed al loro livello d’innovazione il Lussemburgo guarda con attenzione al fine di avvicinarsi sempre più. Luxinnovation si occupa di far conoscere alle imprese quali sono i vantaggi e gli aiuti nazionali ed europei per le imprese che scelgono l’innovazione per sviluppare il proprio business.

La “Petrusse” è il nuovo palazzo dove avranno sede gli uffici di ArcelorMittal. Vista sulla Petrusse da un lato e dall’altro sullo storico edificio ARBED. Un ingresso prestigioso comunica subito ai visitatori che ci si trova negli uffici di un grande gruppo internazionale. L’edificio, tutto in acciaio e vetro, sarà occupato da ArcelorMittal per almeno 12 anni. Gli impiegati possono usufruire di una svariata serie di servizi, dalla palestra al parrucchiere. Tuttavia, il punto dolente sono i parcheggi. Infatti ce ne sono solamente 140 nel sottosuolo dell’edificio.

Obiettivo 1.000 miliardi

La CSSF, ossia la commissione che si occupa della sorveglianza del settore finanziario a Lussemburgo, ha commissionato uno studio sullo sviluppo futuro della piazza finanziaria lussemburghese al fine di stabilire un piano per sfruttare al meglio tutte le opportunità possibili. Secondo lo studio, in seguito al rapido sviluppo di molteplici piazze finanziare nel resto del mondo (in particolare in Asia), il Lussemburgo, per restare un attore di primo piano sullo scacchiere mondiale deve realizzare una crescita annua del settore nell’ordine delle 2 cifre e raggiungere 1.000 miliardi di euro di fondi gestiti nel 2015. Al fine di giungere a questo risultato, un elemento fondamentale riguarda la diversificazione del portafoglio clienti.

I think that... - Carry trade e non solo Per anni il Giappone, o meglio lo Yen, è stato una miniera da cui ricavare finanziamenti a basso costo e basso rischio. Ciò grazie ai tassi d’interesse prossimi allo zero sulla valuta nipponica. Questo modo di ottenere denaro, finanziandosi con una valuta a basso tasso d’interesse per investire in un’altra ad alto tasso si chiama carry trade. Tale sistema oggi pone al centro del meccanismo il dollaro. Perchè questo sistema continui a funzionare è essenziale che il dollaro non salga. Al momento attuale, secondo gli analisti, mancano le condizioni per un apprezzamento del dollaro. Infatti, la debolezza stessa della valuta accentua i rischi d’inflazione, la crisi finanziaria sembra sia molto più intensa negli USA che nel resto del mondo ed inoltre l’esercizio del carry trade contribuisce a sua volta a deprimere il dollaro. Tuttavia, a sfruttare la debolezza del dollaro non ci sono solo i trader, ma anche aziende europee. Parmacotto aprirà 5 negozi a Manhattan e uno stabilimento produttivo nel New Jersey nel corso dell’anno. Eataly aprirà anch’essa un negozio a New York nei prossimi mesi. Infatti, se da un lato la debolezza del dollaro rende difficili le esportazioni in USA, dall’altra rappresenta un’opportunità straordinaria per gli imprenditori europei, che acquistano in USA a prezzi da saldo. Anche NaturaSi aprirà alcuni negozi biologici in USA e Canada nei prossimi mesi. Per anni la situazione è stata di segno opposto, con i grandi gruppi USA che grazie al dollaro forte hanno aperto filiali e stabilimenti in Europa. Oggi assistiamo ad un ribaltamento della situazione, che è il carattere stesso dell’evoluzione della finanza e dei mercati. Non sappiamo quanto questa fase durerà, né se e quando un nuovo ribaltamento avverrà nei confronti del dollaro, o dello Yen o dello Yuan cinese. I mercati, come spesso lo hanno dimostrato, sono irrazionali, vedremo allora dove punterà la bussola nei prossimi mesi.

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Pianeta Marte - Pianeta Venere Marte

Venere

Mariti, amici e fidanzati restano a dir poco allibiti davanti alle nostre zeppe trampolate, specie quando abbiamo il coraggio di dire che sono comode,

Il maschio è terribilmente e atavicamente affezionato alla sua canotta lisa con macchia di sugo d’epoca, ricordo di una “pizzata” con amici

Una delle cose che maggiormente divide l’Universo maschile da quello femminile è il modo di concepire l’abbigliamento con tutto ciò che gli gravita attorno, come se per le donne in generale si trattasse di una religione, di cui i “Guru” sono gli stilisti, dalle cui labbra, anzi dal cui “ditale” dipende la salute mentale del gentil sesso, mentre per gli uomini un sacco di juta o un completo Armani cambia poco. Per la maggior parte dei marziani, un paio di scarpe Paciotti equivale ad un paio di sandali da francescano…e spendere mezzo stipendio per una pochette, o per una “bag” da ultimo grido vista ala-diva-di-turno è follia pura (e come dargli torto!). Mariti, amici e fidanzati restano a dir poco allibiti davanti alle nostre zeppe trampolate, che negli ultimi tempi tornano e ritornano in voga, specie quando abbiamo il coraggio di dire che sono comode, oppure non ne possono più dei nostri tremendi stivali che non donano a tutte. Ce ne andiamo spesso in giro con modelli impellicciati che ci fanno sembrare dei pastorelli da presepe oppure come un incrocio tra il gatto con gli stivali e un moschettiere un po’ goffo. A dire il vero la moda spesso bislacca ci propone cose che per gli uomini sono a dir poco assurde, come la nostra mania per il glitter, per il luccichio, per lo scintillio oro e argento nel make up, negli abiti, nel lucidalabbra e sanno bene che lasciamo tracce lucenti ovunque, anche sui loro abiti, nella loro preziosissima auto che dovranno poi pulire per ore, muniti di un aspirapolvere potente come un jet. Insomma siamo quasi fosforescenti al punto che di notte potrebbero usarci come catarifrangenti, e se forano, anche come triangolo di segnalazione in caso d’emergenza! Ultimamente poi c’è la moda delle “ballerine”, carine, ma fanno tanto bambinetta e ballerinetta e quindi non si addicono a tutte noi! Dall’altra parte dell’Universo gli uomini non badano molto all’accostamento dei colori, e vediamo un rosa e arancione raccapriccianti assieme; la maglietta bucata, unta e bisunta è un must per loro! Il maschio è terribilmente e atavicamente affezionato alla sua canotta lisa con macchia di sugo d’epoca, ricordo di una “pizzata” con amici davanti alla partita della nazionale muniti di birra in libertà, e quindi come potrebbero privarsene? I marziani non si rendono conto che i calzini slabbrati dovrebbero guadagnare di corsa la pattumiera, e che le scarpe da ginnastica che emanano un odore da guerra batteriologica stazionano ai piedi della lavatrice perché si stanno allenando al salto in alto, e non perché vogliono andare a Pechino, ma perché tentano d’entrare nell’oblò da sole, poiché non vogliono morire divorate dalle muffe moltiplicatesi come un blob! Molte venusiane avranno tentato d’aprire una di quelle sac-

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a cura di : { Simona Aiuti }

che, evento drammatico, perché poi il primo ricordo che hanno risale alla rianimazione e alla terapia intensiva! Nella sacca della palestra di un uomo si agitano microrganismi in piena mutazione genetica che si riproducono per partenogenesi, mentre nel suo armadio possiamo trovare un “vintage” d’epoca, magari pure l’abito della cresima dell’86 e una collezione di camicie che farebbero invidia alla buon anima di Sandro Ciotti, che Dio l’abbia in gloria con le sue mitiche telecronache di calcio! Gli uomini non capiscono proprio come noi ragazze possiamo avere bisogno di tanti accessori, e come dargli torto? Abbiamo una casa piena di chincaglieria, cinture, bigiotteria e quant’altro, che ci portiamo dietro suonando e tintinnando e quindi annunciando il nostro arrivo un chilometro prima. Potremmo aprire un negozio per quanti ninnoli ci portiamo dietro da un trasloco all’altro, eppure continuiamo a comprare, perse nei nostri abbinamenti! Loro invece hanno lo stesso orologio da sempre, lo stesso portafogli da sempre, anzi alcuni lo rincollano con cura! Insomma non è facile capire l’altra metà del cielo, specie se arriva da un altro pianeta!

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Moda e tendenze

cura di : { Valentinaa Loporchio }

“el purtava i scarp de tennis”

C

osì cantava Enzo Jannacci anni fa, a testimonianza di come le scarpe da ginnastica fossero per i poveretti. Oggi la storia è decisamente cambiata: le sneakers (hanno perfino un nome trendy!) sono sempre più al passo con la moda. Scarpe da tennis, di tela, scarpe da ginnastica e oggi sneakers. Questo termine prolifera a macchia d’olio sulle riviste e certe volte viene da chiedere di cosa stiano parlando. Quando poi ti ritrovi la fotografia delle scarpe “sportive”, allora dici: “aaaaaaahhhhh….” Si sa, la moda ci vuole sempre belli e soprattutto sempre giovani. E cosa c’è di più giovane nell’indossare le sneakers, specialmente quando il mercato ce ne offre di sempre più varie e belle, tanto che per poter seguire le tendenze dell’anno bisogna brasare la carta di credito? Sono finiti i tempi in cui erano solo le persone meno abbienti a girare con le scarpe di tela perché il mocassino in pelle proprio non potevano permetterselo. Ma a partire dagli anni Settanta, in cui già si cominciava a scimmiottare gli americani e le mode provenienti dagli States, le scarpe sportive (le Superga!), insieme ai jeans, erano ad esclusivo appannaggio dei ragazzi, in un’epoca di forti contestazioni, del colore contro il grigio, del giovane contro il vecchio, dell’innovazione contro la tradizione. La fortuna delle sneakers arriva però un decennio dopo. Gli spumeggianti anni Ottanta, che decretano la nascita di tanti oggettistatus symbols (che hanno un ciclo vitale più corto di quello dei moscerini d’acqua, ricordatevi i paninari), sono testimoni di creazioni che oggi, a distanza di vent’anni, sono diventati dei classici: le All Star di Converse, le mitiche Nike in pelle bianca con il famoso “baffo” azzurro, le Gazzelle dell’Adidas; chi non ne ha posseduto almeno un paio tra queste? Anche oggi un paio di sneakers (o due, o tre, o… dieci) fanno parte del nostro comune guardaroba, sia per chi è un/a tipo/a mi-vesto-come-mi-pare, sia per chi rincorre l’ultimo trend e vuole essere sempre un passo avanti agli altri. Ma come, mi direte, stai dicendo che le scarpe sportive sono anche eleganti (perdonate l’ossimoro)? Io confermo e rilancio: non solo i fatti stanno così (e gli under 25 lo sanno!), ma anche i migliori brand propongono le loro versioni, naturalmente rivisitate, delle sneakers, nelle loro collezioni streetwear. Calzature colorate, dai dettagli accuratissimi, materiali scelti – dunque non più solo la tela, ma anche pelle, camoscio, suede – caratteristiche “tecniche” ben reclamizzate e, ovviamente, il marchio ben in vista. L’occhio furbo degli stilisti ha catturato questo trend e lo propone per tutte le età e per tutti i tipi di look. Giusto per chi è curioso: la sottoscritta possiede al momento un paio di Adidas Gazzelle grigie con le tre strisce argentate (anche se troppo vecchie), le Adidas Stan Smith in pelle bianca (che pulisco con lo sgrassatore Chanteclair, ma non facciamo pubblicità occulta), un paio di Converse All Star lilla, acquistate nel lontano 1995 alla modica cifra di venticinquemila lire (e adesso vai a vedere che impennata di prezzi!) e un altro paio di Adidas (il terzo!) in pelle bianche e nere; e il mio sguardo si posa sempre sulle vetrine dei negozi di scarpe sportive. Quando poi compro un paio nuovo (o magari lo desidero soltanto) mia madre dice: “Un altro paio di scarpe da ginnastica? Ma se non ti iscrivi manco in palestra!!!”. Per favore, chi spiega a mia madre come stanno i fatti?

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> Adicolor

> bikkembergs

> costume national

> Le coqsportif

> Merrell

> Nike


Cinema

di : { Adrianaa cura Terzo }

Intervista con...

Alba Rohrwacher Quando parlano di lei dicono “quella con il cognome un po’ strano”. Ma ormai Alba Rohrwacher, stella nascente del nostro cinema, non ci fa più caso. “Paradossalmente, dopo, si ricordano meglio di me. Mi hanno suggerito di cambiarlo ma ho preferito di no. A mio padre, tedesco, sarebbe dispiaciuto”. Volto pallido e capelli rosso chiaro, era la sorella tutta amore e politica di Elio Germano e Riccardo Scamarcio in Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti, la figlia ventenne amorevole ma anche un po’ ribelle di Antonio Albanese e Margherita Buy in Giorni e Nuvole di Silvio Soldini. Presto la vedremo in un bel ruolo drammatico per Pupi Avati, Il papà di Giovanna, dopo la particina in Caos calmo di Antonello Grimaldi, nei panni della segretaria del protagonista, Nanni Moretti. “Un maestro. E che onore per me che sono cresciuta con i suoi film!”. Da qualche giorno è tornata dall’America dove un piccolo film corale come Riprendimi di Anna Negri, in concorso al Sundance di Robert Redford, ha riscosso grande attenzione. “Una storia drammatica su una generazione di precari, letta sottoforma di commedia, non succede spesso in Italia”. Ventotto anni, nata a Firenze, cresciuta tra il capoluogo toscano e la campagna vicino ad Orvieto, deve tutto alla sua famiglia oltre a qualche incontro importante. “Mi dicevano tutti che il mondo dello spettacolo è difficile, ma io credo che questo valga per ogni altra attività. Certo, i miei non

sono attori e io non ho avuto il sacro fuoco anche se sognavo di far parte di una compagnia di attori circensi francesi che venivano a Firenze. Per tre anni ho studiato Medicina all’università, esami regolari. Volevo impegnarmi in qualcosa di utile, mi interessa la genetica. Poi mi sono iscritta alla scuola nazionale di Cinema e ho capito qual era la passione della mia vita”. Una strada non troppo in salita. L’incontro con Carlo Mazzacurati con cui esordisce in L’amore ritrovato, poi con Emanuele Barresi in Non c’è più niente da fare, che esce solo ora per le imperscrutabili vie del cinema. Quindi con Claudio Cupellini in 442 - Il gioco più bello del mondo, un po’ di fiction e ultimamente il teatro dove ha appena concluso le repliche di Noccioline firmato da Valerio Binasco. “Io emergente? Non mi dispiace, in Italia rimani emergente anche a sessant’anni. Il caso ha voluto che tutto si concentrasse in quest’ultimo anno. Ma va bene così”. Una curiosità: come si pronuncia il suo cognome? “Rorvacher”.

Domenico Modugno A

ltro che mamme, mogliettine e vecchi scarponi. Quando Domenico Modugno cantò Nel blu dipinto di blu al Festival di Sanremo, ci fu un’autentica esplosione. Era il 1958, mezzo secolo fa. Sulle poltrone dell’Ariston il pubblico abitualmente ingessato cominciò a urlare sventolando i fazzoletti quasi in un’ubriacatura generale, mentre il giovane cantante-autore pugliese intonava il motivetto Volare, oh oh allargando le braccia con la sua incontenibile energia. Era deflagrata, inesorabile, la rivoluzione della musica leggera italiana. Alla faccia di Gorni Kramer che l’aveva definito “pazzo e senza stile”, il brano battè il record di tutte le vendite in Italia con 800 mila copie, negli stadi di calcio i tifosi lo intonavano tra un tempo e l’altro delle partite, perfino negli Usa rimase per settimane e settimane al primo posto delle classifiche (lo incise anche Ella Fitzgerald). La canzone italiana più famosa nel mondo dopo O sole mio, con 22 milioni di dischi venduti. Merito di quel menestrello dal volto gentile e baffetti intriganti che cantava in un misto di siciliano e napoletano usando un ritmo e un linguaggio incredibilmente innovativi, già autore di altre hit come Vecchio frac, La donna riccia, Io mammeta e tu. Nel 1959, un anno dopo Volare - Nel blu dipinto di blu, Modugno torna a Sanremo. È un nuovo trionfo con Piove che per tutti, però, diventerà Ciao, ciao bambina quasi a ripetere un gioco portafortuna. Poi verranno Addio...addio con cui vincerà Sanremo 1962, Tu si ‘na cosa grande con la quale stravince il festival di Napoli

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nel ‘64, e ancora una vittoria con Dio come ti amo a Sanremo nel ‘66 che però, nel ‘68, tra i venti della contestazione, boccerà Meraviglioso. Ma Modugno è inarrestabile e si rivelerà un artista a tutto tondo. Dal teatro al cinema, dalle commedie musicali alla prosa, dal dramma alla tv dove recita e compone musiche a 360 gradi. Un grande artista cui tutti devono qualcosa.

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cura di : { aArmando Rosa }

ICE HOCKEY

P

ensare che il Lussemburgo sia all’avanguardia in Europa in quelli che si definiscono sport “invernali” potrebbe far sorridere qualcuno, non essendoci neppure una catena montuosa degna di essere definita tale. Eppure, almeno in parte, sembra potersi affermare che il Lussemburgo possa rivestire un ruolo importante se si parla di sport praticati sul ghiaccio. Nel mese di febbraio di Italiansinlux abbiamo già ampiamente illustrato le caratteristiche del curling, sport tipico della stagione invernale praticato presso il centro sportivo di Kockelscheuer. Sempre il palazzetto del Kockelscheuer si rende protagonista, a cavallo tra marzo e aprile, di un evento prestigioso nel panorama dello sport più praticato sul ghiaccio, l’hockey. E’ proprio qui a Lussemburgo, infatti, che dal 31 marzo al 6 aprile si svolge una parte dei Campionati del Mondo di hockey su ghiaccio, ossia la fase eliminatoria della Divisione III. La nazionale lussemburghese ha la ghiotta opportunità di salire in seconda divisione e migliorare notevolmente la sua posizione nel panorama mondiale di questo sport (attualmente occupa la 43° posizione nella graduatoria ufficiale della IIHF – International Ice Hockey Federation). Il campionato è suddiviso in differenti categorie, secondo uno schema per certi aspetti somigliante a quello della Coppa Davis nel tennis.

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2008 IIHF World Championship Div. III (Lussemburgo, 31 marzo – 6 aprile)

L’attuale format della competizione prevede un minimo di 40 nazionali partecipanti: 16 nel gruppo principale, 12 nella Divisione I, altrettante nella Divisione II. Tutte le altre compagini gareggiano nella terza divisione, tra le quali anche il Lussemburgo. Ogni anno la fase finale dei Campionati del Mondo si svolge in un paese differente in cui le 16 migliori nazionali si sfidano per aggiudicarsi il titolo di Campione del Mondo. Il 2008 è l’anno del Canada: dal 2 al 18 maggio infatti, ad Halifax (Nuova Scozia) e a Quebec City si contenderanno il titolo le seguenti nazionali: il Canada padrone di casa e campione uscente del 2007, Finlandia, Russia, Svezia, Stati Uniti, Slovacchia, Repubblica Ceca, Germania, Svizzera, Danimarca, Bielorussia, Italia, Lettonia, Norvegia, Francia e Slovenia. Le ultime due hanno conquistato nel 2007 il diritto a partecipare alla fase finale, essendosi classificate ai primi due posti della prima divisione. Analogamente, le prime due classificate della Divisione II guadagnano il diritto a gareggiare in Divisione I l’anno successivo. Come accennato, altre 6 nazionali gareggiano in Divisione III cercando di terminare la competizione ai primi due posti in graduatoria per poter accedere alla seconda divisione. L’ultima classificata tra le 6 previste deve ricominciare invece dalle qualificazioni la stagione successiva per accedere nuovamente alla divisione III.

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cura di : { aArmando Rosa }

> Jonathan Bernieryb

> Momento di gioco

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> Michael Cammalleri

Proprio le gare di terza divisione si svolgono quest’anno a Lussemburgo e vedono impegnate le nazionali di Lussemburgo, Grecia, Turchia, Mongolia, Corea del Nord e Sud Africa. La Turchia e la Corea del Nord sono retrocesse nel 2007 dalla seconda divisione (i turchi in quanto ultimi, i coreani in quanto ritiratisi dalla manifestazione) mentre la Grecia accede alla Divisione III avendo vinto le qualificazioni tra tutte le altre nazionali. La prima edizione del campionato del mondo di hockey su ghiaccio si è svolta nel 1920 e da allora la competizione è stata largamente dominata da due grandi potenze: Canada e Russia, capaci di conquistare in tutto ben 46 medaglie d’oro, con il Canada attualmente in vantaggio 24 a 22 sui russi. Segue la Svezia molto distante con sole 8 vittorie (l’ultima nel 2006). Da notare che la Russia sembra aver molto sofferto dal momento dal tramonto dell’Unione Sovietica, visto che non giunge ormai sul gradino più alto della manifestazione dal lontano 1993, cioè da ben 15 anni. L’Italia non vanta neppure una medaglia di bronzo, pur avendo spesso partecipato alla fase finale nel gruppo principale ed avendo recitato come paese ospitante in tre edizioni: Milano nel 1934, Cortina nel 1956 e Bolzano/Canazei/Milano nel 1994. L’augurio sincero è che i nostri ragazzi possano farsi valere in quel di Halifax e Quebec City il prossimo mese di maggio e che riescano perlomeno a ben figurare al cospetto di vere e proprie corazzate come Russia, Danimarca e Repubblica Ceca, inserite nel gruppo D di qualificazione insieme agli azzurri. Allo stesso tempo abbiamo la possibilità di assistere personalmente alle gare di terza divisione, e perché no, di sostenere il nostro piccolo Lussemburgo al quale inevitabilmente ci siamo tutti un po’ affezionati. In fondo è il paese al quale dobbiamo qualcosa, almeno il riconoscimento per l’ospitalità che ogni giorno ci offre e le soddisfazioni professionali e personali che a ognuno di noi consente di ottenere.

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cura di : { aArmando Rosa }

Programma della manifestazione in Lussemburgo Data 31.03.2008 Lun 13:00 31.03.2008 Lun 16:30 31.03.2008 Lun 20:15 01.04.2008 Mar 13:00 01.04.2008 Mar 16:30 01.04.2008 Mar 20:00 03.04.2008 Gio 13:00 03.04.2008 Gio 16:30 03.04.2008 Gio 20:00 05.04.2008 Sab 13:00 05.04.2008 Sab 16:30 05.04.2008 Sab 20:00 06.04.2008 Dom 13:00 06.04.2008 Dom 16:30 06.04.2008 Dom 20:00

Luogo Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo

Kockelscheuer Kockelscheuer Kockelscheuer Kockelscheuer Kockelscheuer Kockelscheuer Kockelscheuer Kockelscheuer Kockelscheuer Kockelscheuer Kockelscheuer Kockelscheuer Kockelscheuer Kockelscheuer Kockelscheuer

Incontro GRE - RSA PRK - MGL LUX - TUR MGL - GRE TUR - RSA PRK - LUX TUR - MGL PRK - GRE LUX - RSA RSA - PRK GRE - TUR MGL - LUX RSA - MGL TUR - PRK LUX - GRE

Legenda: GRE = Grecia, LUX = Lussemburgo, MGL = Mongolia, PRK = Corea del Nord, RSA = Sud Africa, TUR = Turchia

Saperne di più? Prezzi dei biglietti: da 100 a 120 Euro ingresso VIP da 5 a 15 Euro ingresso normale Informazioni e prenotazioni: www.e-ticket.lu http://www.e-ticket.lu/v2/entered.php?pg=search&lang=fr&criteria=event&dtSearc h=ice+hockey E’ possibile ottenere una spiegazione dettagliata sul regolamento di questo gioco sul link relativo di Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Hockey_su_ghiaccio#Regolamento www.icehockey.lu

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cura di : { aMiryam Dardanelli }

Usato, perchè no? I

nutile far finta di nulla, le mode cambiano, i gusti anche e periodicamente ci troviamo gli armadi pieni di cose che ormai non indossiamo più! Certo si può buttare tutto nella pattumiera, senza pensarci più, ma è anche vero che cose che a noi possono non piacere o non andare più a pennello potrebbero essere molto utili ad altri, che per svariati motivi stanno attraversando periodi non rosei. Per questo vi vorrei proporre questo mese tre soluzioni molto semplici per disfarvi dei vostri vecchi capi di abbigliamento, un dispendio veramente esiguo di tempo per rendersi utili al prossimo.

1.

Nei maggiori centri di raccolta rifiuti potrete trovare dei bidoni di colore arancione, con un sistema di apertura particolare, preposti alla raccolta dei vestiti e delle calzature smesse che saranno poi smistati dal servizio comunale a diverse associazioni esistenti. Un’etichetta visibile e chiara, scritta in francese e tedesco vi impedirà di sbagliare contenitore!

2.

Il centro CARITAS della città di Lussemburgo raccoglie direttamente presso la propria sede i vestiti smessi che vorrete donare. L’indirizzo è: 29, rue Michel Welter L-2730 Lussemburgo Per informazioni su orari e attività organizzate dalla CARITAS potete fare riferimento al sito: www.caritas.lu

3.

Le Missionarie dell’Immacolata “P. Kolbe” raccolgono presso la loro casa i vestiti smessi che smistano direttamente a chi ne ha bisogno. Potete trovarle al 130, route d’Esch, L-1471 Lussemburgo e per informazioni potete contattarle al 48 19 98.

Pochi gesti, semplici, che costano poca fatica ed a cui spesso non pensiamo, possono contare molto per tanti.

Vel’OH!!! Forse avrete già avuto modo di notare questa nuova presenza in città: dal 21 marzo scorso, infatti, è attivo a Lussemburgo un servizio di noleggio di biciclette (per la precisione la disponibilità è di 250 bicicli) con 25 postazioni dislocate a distanze ragionevoli e ben organizzate sul territorio. Per visualizzare e familiarizzare con la mappa che mostra la dislocazione delle stazioni di noleggio e conoscere la disponibilità di biciclette a ciascuna di esse, potete fare riferimento al sito: www.veloh.lu. Per utilizzare il servizio sarà necessario registrarsi sul sito o tramite il Call Center, gratuito per le chiamate interne al Granducato ed il cui numero è 800 611 00. Potrete registrarvi per un anno al costo di 15 euro o per una settimana a 1 euro e sarà necessario autorizzare un prelievo di 150 euro dal vostro conto come cauzione (a garanzia con-

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tro furto/danneggiamento o perdita del biciclo) tutte le volte che prenderete a prestito una bicicletta del circuito. Tale cauzione verrà riaccreditata al momento della restituzione della bicicletta o della presentazione della denuncia di furto. La prima mezz’ora di utilizzo del biciclo è gratuita, ogni ora successiva costa 1 euro con un limite di 5 euro nelle 24 ore. Auspicando che il tempo ci consenta di sperimentare e utilizzare con sempre maggiore intensità questo apprezzabile servizio!

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cura di : { aAlessio Gianfrate }

Leggende metropolitane http://leggende.clab.it/ Il tuo amico o il tuo capo ti ha appena raccontato una storia che credi sia una balla colossale, ma non sai come smascherarlo? Collegati al sito http://leggende.clab.it/ e troverai un database con molte leggende metropolitane.

Cognomi http://gens.labo.net/ Vuoi sapere dove vive altra gente che porta il tuo stesso cognome? Vuoi conoscere l’etimologia e il significato del tuo nome? o vuoi solo conoscere le regioni italiane e la sua storia musicale? Qualsiasi sia il tuo intento, devi farti un giro su questo interessante sito.

I nostri antenati... http://www.ellisisland.org/ Hai avuto un antenato o un avo che a fine ‘800 o primi ‘900 è andato in America? Puoi provare a cercarlo qui.

Coca cola fatta in casa! http://infobreak.altervista.org/archivio/2005/11/12/la-ricetta-della-coca-cola.php Volete provare a farvi la Coca-Cola in casa? Ecco il link dove troverete la ricetta piú famosa al mondo (scaricabile anche in pdf). Buona bevuta ;-)

Computer intelligente http://y.20q.net/ Pensa a qualcosa e il sistema riuscirá ad indovinare cosa stai pensando ponendoti 20 domande.......divertente!!!!

Cosa votare? Due siti aiutano nella scelta http://temi.repubblica.it/elezioni2008-homepage/2008/03/26/il-politometro/ http://www.voisietequi.it/ Ecco un paio di test online per conoscere qual è la coalizione politica che più si avvicina al proprio modo di pensare. Il primo è il Politometro offerto da Repubblica.it nella nuova sezione dedicata alle elezioni 2008. Si tratta di un test ispirato ad esperienze simili realizzate dal Washington Post per Facebook. Rispondendo a 15 domande si ottiene la propria collocazione rispetto ai leader dei partiti su di un grafico con due assi: conservatori-progressisti, confessionali-laici. Sarà possibile pubblicare il risultato sul proprio sito grazie al codice html generato. Voisietequi è il servizio offerto invece da Openpolis. In questo caso, sarà necessario rispondere a 25 domande sui temi affrontati nella campagna elettorale. Il risultato sarà la vostra collocazione su una immagine in cui sarà visualizzata la distanza ideologica rispetto ai vari partiti. In questo caso sarà possibile condividere i propri risultati grazie ad una pagina web generata con i vostri risultati.

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cura di : { aBrunella Caruso }

Ariete - dal 20 Marzo - 18 Aprile La primavera è la vostra stagione e il Sole è nel vostro segno quindi avrete tanta energia e nuovi progetti in mente. Sul lavoro arriveranno riconoscimenti e soddisfazione. In amore se siete single entro questo mese potrete risvegliare un sentimento: uscite e fatevi vedere in giro! Toro - 19 Aprile al 19 Maggio

Venere nel vostro segno vi permetterà di anticipare le richieste del partner e di vivere al meglio le situazioni problematiche. Sul lavoro avrete la possibilità di concludere ciò che avete iniziato nei mesi precedenti ma dovrete fare attenzione a non prendere le decisioni troppo in fretta.

Gemelli - 20 Maggio al 20 Giugno

Inizia per voi una primavera impegnativa, dovrete cercare di concentrarvi sul lavoro evitando di disperdere le vostre energia sulle cose meno importanti. In amore questo mese vi regalerà tanti momenti romantici. Attenti, per quanto riguarda la salute, alle abitudini scorrette.

Cancro - dal 21 Giugno al 21 Luglio

Riuscirete a dare un buon esito a tutto quello che avete iniziato nei mesi precedenti. Al lavoro cercate di non perdere la concentrazione e le opportunità che avrete per far notare la vostra perspicacia. In amore mettete da parte l’orgoglio se non volete che una piccola incomprensione impedisca un buon dialogo.

Leone - dal 22 Luglio al 21 Agosto

Dopo un faticoso inizio dell’anno ricco di tensioni e sacrifici comincerà la strada in discesa. Approfittate del momento positivo soprattutto al lavoro per far emergere le vostre qualità e spianarvi la strada verso un futuro avanzamento di carriera. In amore Venere in aspetto positivo donerà un’inaspettata dolcezza.

Vergine - dal 22 Agosto al 21 Settembre

Da questo mese inizia un lungo percorso verso le novità, forse siete stanchi del vostro lavoro, ma per ottenere il cambiamento che tanto desiderate dovrete iniziare a costruirvi la strada verso il successo. Buon periodo anche per iniziare nuove relazioni d’amore, l’importante è avere fiducia in se stessi.

Bilancia - dal 22 Settembre al 22 Ottobre

Plutone in opposizione vi renderà dura la vita, dovrete affrontare nuovi esami per raggiungere i vostri obiettivi, ma attenzione a non perdere la fiducia in voi stessi. Non badate alle piccole cose che rischiano di distrarvi sul lavoro. In amore non fossilizzatevi sulle vecchie discussioni, piuttosto guardate avanti.

Scorpione - dal 23 Ottobre al 20 Novembre

Mercurio in quadratura potrebbe causarvi qualche problema nelle relazioni lavorative, valutate quindi i vostri collaboratori e fate attenzione a che approfitta della vostra disponibilità. Va bene l’amore e sono ottime le prospettive per le storie che nascono o si rinsaldano in questo periodo.

Sagittario - dal 21 Novembre al 20 Dicembre

Aprile sarà per voi un mese sereno, arriveranno nuove proposte di lavoro ma dovrete fare attenzione ai dettagli degli accordi che prenderete perché potrebbero essere poco chiari. In amore una Venere molto promettente sia per i cuori solitari che per chi è già in coppia. Energia e vitalità per tutta la primavera.

Capricorno - dal 22 Dicembre al 19 Gennaio

Credete maggiormente in voi stessi e date spazio alle nuove iniziative perché questo mese arriveranno richieste e conferme. In amore attenzione gli scatti d’ira, potrete offendere il partner che però non esiterà a perdonarvi se vi mostrerete dispiaciuti e innamorati.

Acquario - dal 20 Gennaio al 18 Febbraio

Questo mese vi vede particolarmente frenetici. Al lavoro dovrete consolidare la vostra posizione e instaurare un miglior dialogo con i vostri colleghi o superiori. In amore un po’ di stanchezza nei rapporti di coppia, attenzione a non escludere il partner dalle decisioni che riguardano entrambi.

Pesci - dal 19 Febbraio al 19 Marzo

Aprile vi porta una ventata di novità che si presenterà nel lavoro con nuove opportunità o dei cambiamenti in positivo che però all’inizio potrebbero presentarsi sotto una veste diversa: cercate quindi di non essere pessimisti, ma date tempo al tempo. Bene l’amore, soprattutto per i single.

n.13/aprile 2008

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cura di : { aAntonio Di Marzo }

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Italiansinlux - Aprile 2008