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periodico di attualità, turismo & cultura

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LADY BMW, la verità raccontata

da Ernani Barretta

INSERTO DA STACCARE Borghi D’Italia Racconti Parchi Italiani Parco Nazionale dell’Arcipelago “ La Maddalena”

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Pino ed Elena Costa

editoriale Che bella la città dell’Aquila! Se passate per l’Abruzzo, visitarla è un obbligo. Anche per rendersi conto della triste realtà, dal terremoto ad oggi: cinque anni di risate, grandi vetrine per politici di tutti i colori e processi, la verità purtroppo è una sola, è la stessa del giorno dopo il disastro e i morti ammazzati, non tutti per un evento naturale, ma per uomini avidi e vogliosi di ricchezze immediate, ed altri che, invece, piangono e muoiono sotto le macerie.Che bella l’Aquila, con tutti i palazzi transennati e le case messe in sicurezza, poiché bisogna tenerle su, non farle crollare, come farebbero, altrimenti, le imprese che le affittano, ad arricchirsi?! Possibile che, piccole casette tenute su a forza, debbano costare un patrimonio di transennature? Abitazioni che crolleranno, poi miserevolmente, quando queste verranno tolte. A questo punto non era meglio abbatterle e ricostruirle nuove? Certo, non mi sono riferito, sino adesso alle case e ai palazzi del centro storico, all’architettura pregevole e ricca delle chiese e dei monumenti che sono e rimarranno sempre la storia della città.

Pino Costa Salvo accordi scritti, la collaborazione a questa rivista, è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita. Copyright: Italia è..., è titolare esclusivo di tutti i diritti di pubblicazione. L’invio di fotografie e testi, ne autorizza implicitamente la pubblicazione a titolo gratuito. Il materiale inviato in redazione, indipendentemente se pubblicato o meno, non verrà restituito. È vietata la riproduzione di foto, disegni e testi. Infomative e consenso, in materia di trattamento dei dati personali (codice privacy d.lgs. 196/03). Nel vigore del d.lgs. 196/03 il titolare del trattamento dei dati personali, ex art. 28 d.lgs. 196/03, è Italia è... con sede in Montesilvano –Pe-, in Via Vestina, 297. La stessa la informa che i suoi dati verranno raccolti, trattati e conservati nel rispetto del decreto legislativo ora enunciato, anche per attività connesse all’azienda. La avvisiamo, inoltre, che i suoi dati potranno essere e/o trattati nel vigore della legge anche all’estero da società e/o persone che prestano servizi in favore della società. In ogni momento Lei, potrà chiedere la modifica, la correzione e/o la cancellazione dei suoi dati ovvero esercitare tutti i diritti previsti dagli articoli 7 e ss. del d.lgs. 196/03 mediante comunicazione scritta a Italia è..., e/o al personale incaricato, preposto al trattamento dei dati. La lettura della presente informativa deve intendersi quale consenso espresso al trattamento dei dati personali. Italia è..., non è responsabile della qualità di stampa, relativa al materiale inviato/consegnato dai clienti. In quanto, è interesse dell’inserzionista/cliente, inviare alla redazione, materiale conforme agli standard di stampa.

Italia è Magazine PERIODICO DI ATTUALITA’ TURISMO E CULTURA Agosto / Settembre 2014 www.italiaemagazine.it tel. 085.950575 – fax 085.9507585 Direttore Editoriale Pino Costa Direttore Responsabile Elena Costa Webmaster Paolo Garrisi Grafica Fabiola Micarelli Redazione Tina Trimarchi Consulente Monica Raideni Stampa La Cassandra Edizioni – Pineto Distribuzione G.C. Multimedia s.a.s. Pubblicità Italia è – tel. 085.950575 Direzione e amministrazione Via Vestina, 297 – Montesilvano –Pedirezione@italiaemagazine.it Redazione Via Aldo Moro, 18 - Città S. Angelo –Peredazione@italiaemagazine.it Registrazione del Tribunale di Pescara n. 1072/07R Hanno collaborato a questo numero: Patrizia Granata, Giovanni Di Pietropaolo, Tina Trimarchi, Antonietta Di Matteo, Fernanda Latiano, Marco Nenna, Laliala Bucci, Antonio Giannini, Roberto Albigi, Barbara Gagliardi


Sommario ARTICOLI 1- 15 5 6 7 8 9 10 15

Premio Simpatia Leo Strozzieri, da critico d’arte a pittore Incontro con Veltra Muffo Marzia e Azzurra Lucrezia De Domizio Durini Rassegna d’Arte Contemporanea I consigli di Janira

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PAESI 24 - 77 24-25 Borghi d’Italia 26 - 27 Province: Sondrio

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Pescara Gamberale e Pizzoferrato Corfinio e Moscufo Penna S. Andrea e S. Omero Monteodorisio e Ancarano Pineto Caramanico Terme e Vacri Guardiagrele Lanciano Cappelle sul Tavo e Poggiofiorito Miglianico e Avezzano Torrevecchia Ortona Popoli e Orsogna Navelli e Roccascalegna Tortoreto e S. Eufemia a Majella Francavilla al Mare e Martinsicuro Roseto degli Abruzzi Montesilvano S. Benedetto dei Marsi e Pescina Vasto Cepagatti San Vito Chietino e Nocciano San Giovanni Teatino e Ripa Teatina Sulmona San Valentino in Abruzzo C. Rocca San Giovanni Mosciano Sant’Angelo e Tollo Giulianova e Fara San Martino

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Torna l’annuale Premio Simpatia Abruzzo ‘Montis Silvani’, la kermesse, che ogni anno vede salire sul palco, personaggi illustri della nostra regione. L’evento, patrocinato dal Comune di Montesilvano, dalla Provincia di Pescara, dalla Regione Abruzzo e dalla Fondazione Pescara Abruzzo, si terrà al Teatro del Mare di Montesilvano, giovedì 28 Agosto alle ore 21 ed è organizzato dall’Associazione Editoriale Culturale Italia è..., presieduta da Pino Costa e curata da Elena Costa. In pedana, la sera del 28 Agosto prossimo, saliranno molti big della cultura, dello sport, dello spettacolo e dell’economia, e precisamente: I Campioni Italiani di Calcio A5 ‘Polizia Municipale Montesilvano’; la Baronessa Lucrezia De Domizio Durini; il Prof. Pino Bongarzoni, Primario della Clinica Spatocco; il Prof. Carmine Di Ilio, Rettore Università D’Annunzio Ch-Pe; Nicola Trifuoggi, ex Procuratore Generale di Pescara e attuale assessore alla legalità de L’ Aquila; Tony Russi, per lo spettacolo; “Ottovolante”, trasmissione televisiva di Pasquale Pacilio; il TG6 di Tv6; Pierluigi Di Lallo, regista e attore; La trasmissione televisiva di podismo ‘Di Corsa’, di Nicola Mincone e Roberto Paoletti,Tvq; la Trasmissione ‘Reteottoeconomy’ di Lorenzo La Barile e Gigliola Edmondo, di Rete 8. Per l’economia: l’Ing. Dott. Massimo Zerbini, della Igea , Teramo. Premi Speciali andranno al Presidente dell'Associazione Sandro Pertini, Veltra Muffo; Al futurista Leonardo Faccioli; All'azienda 'Vini San Nicola' di Pollutri, e a due personaggi della canzone, Marzia e Azzurra Sorgentoni.Premio ‘Montis Silvani’, per eccellenze d’Abruzzo, a: il Pastificio Antonelli, l’Aquila; il Pan Ducale, Atri; il Salumificio Genobile, Torrevecchia; il caseificio San Giovanni, Montazzoli. Lo storico trentennale vede tanti personaggi premiati, dal Ministro Remo Gaspari a Ivan Graziani, da Pasquale Pacilio a Gilberto Ferri, da Edoardo Tiboni a Mario Spallone. Passando da Glauco Torlontano, N’duccio, Vincenzo Olivieri, Marco Papa, Piero Mazzocchetti, Adele Di Blasio, Anna Maria Monti, Pino Mauro, Michele Samuele Borgia, il Ministro Rotondi, il Ministro Guidi, il direttore del Centro Ugo Zatterin, Mauro Tedeschini, Vincenzo Marinelli, Edy Reia, Giovanni Galeone, Pietro Scibilia, Ruggero, Dacia Maraini, Filoteo Gaeta, Paola Pelino, Luciano D’Alfonso, Guerino Testa, Lucio Marcotullio, Michele D’Andrea, Leo Strozzieri. Tantissime trasmissioni televisive e telegiornali d’Abruzzo, tra cui Rete 8, Rai 3, e tanti altri personaggi di spicco del panorama abruzzese della cultura, dello sport, dello spettacolo, e imprenditori per le ‘eccellenze’ produttive, di cui la Regione va fiera.

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i r e i z z o r Leo St DA CRITICO D’ARTE A PITTORE GRAZIE AL FUTURISMO

di Chiara Strozzieri

Noto ai più come critico d'arte di fama internazionale, avendo egli svolto questa attività per oltre quarant'anni, scrivendo dei maggiori protagonisti del contemporaneo, fondando ben sei pinacoteche in Italia, curando rassegne quali la Quadriennale di Roma, Leo Strozzieri ha da qualche anno reso pubbliche le sue doti di artista. Infatti, dopo aver covato la passione per il disegno fin dagli anni Ottanta, ha presentato nel 2008 la sua prima mostra personale presso lo storico spazio del Lavatoio Contumaciale di Roma, diretto dalla performer Tomaso Binga. Da quel momento, Strozzieri non ha mai smesso di esporre i suoi copiosi lavori in continua produzione ed è entrato a far parte della scuderia di artisti della Giorgio Mondadori, che, accompagnati sempre da eleganti volumi pubblicati dalla nota casa editrice, vengono proposti in mostre collettive organizzate in tutto il mondo (Tallin, Stoccolma, Parigi, Istanbul, Tokyo e altre). In Italia, abbiamo potuto apprezzare le sue opere in una mostra omaggio del 2013, organizzata presso l'Aurum di Pescara in occasione dei suoi 70 anni, evento che l'Amministrazione Comunale ha voluto replicare per la riapertura dello storico palazzo dell'Aternino, un tempo sede del Comune. Qui, Strozzieri ha esposto la sua ultima produzione, incentrata sulla lavorazione a freddo della ceramica, che impreziosisce il segnismo raffinato per cui l'artista è particolarmente apprezzato con la brillantezza di colori specifici per la materia. Questo gli permette di raggiungere quegli ideali di energia, forza, dinamismo propri del Futurismo, movimento a cui si sente particolarmente legato per affinità poetica e per vicende personali, avendo egli conosciuto alcuni dei suoi ultimi protagonisti, come Primo Conti, Ivo Pannaggi, Alessandro Bruschetti, Wladimiro Tulli, e avendo curato diverse mostre di quello che viene definito dalla critica come l'erede di Boccioni, Umberto Mastroianni. Dai futuristi, Leo Strozzieri ha ripreso anche lo spirito di gruppo, quella voglia di confrontarsi con gli altri per fare delle sperimentazioni artistiche e contribuire alla crescita della cultura; ecco perché egli si dimostra sempre aperto alle collaborazioni e in tal proposito ha in animo di presentare i suoi lavori insieme a quelli dell'artista bolognese Clara Ghelli. La mostra, dal titolo L'Uomo e la fanciulla, sarà inaugurata il 2 ottobre prossimo a Bologna, 6

presso la sede dell'Emilbanca, che, da tempo, è attenta all'arte contemporanea, riservando uno spazio che tutto l'anno viene dedicato a esposizioni di pregio. L'evento si preannuncia molto interessante per via della diversità delle ricerche dei due autori, infatti, accanto ai lavori su carta e alle ceramiche astratte di Strozzieri, verranno esposti i lavori fiabeschi di Ghelli, la quale molto attinge dal disegno disneyano, per riprodurre un mondo interiore, dove ancora è possibile stupirsi ed essere bambini. La brava autrice bolognese si è dedicata ultimamente a dei lavori che mettono insieme la pittura con il collage, incentrati sull'ingrandimento di frammenti di quaderno di quando lei era piccola, su cui sviluppare sia il disegno astratto, che la figura di un cartone animato (Alice nel Paese delle Meraviglie) o una favola (Pinocchio). Da questo ciclo verrà presa un'installazione, che farà da contrappunto a quella di Strozzieri, che consiste in una serie di totem in carta, che scendono dal soffitto, come tante anime diverse e colorate dell'artista. La mostra, che resterà aperta fino al 18 ottobre, è corredata da un catalogo molto curato, che lascerà ancora una traccia in più del meraviglioso mondo creativo di Leo Strozzieri


. . n o c o r Incont VELTRA MUFFO Incontro con Veltra Muffo, poliedrica e quasi irraggiungibile personaggio dalle mille sfaccettature, irruente ed energica, simpatica e piena di vitalità, da sempre manager nel campo motoristico, ma soprattutto trascinatrice Presidente dell’Associazione Culturale Sandro Pertini. D: Signora Veltra, perchè Sandro Pertini? R: Pertini, rappresenta l’essenza della semplicità, onestà. Attaccato al dovere Istituzionale per il bene del Paese. Oggi, Pertini è tornato di forte attualita’ ed è personaggio di riferimento per tutti coloro che hanno a cuore la qualità dei rapporti tra Istituzioni e il Paese Italia. Le sue testimonianze sono la pietra angolare di un nuovo modo di organizzare l’intreccio fra la trama del sistema istituzionale e l’ordito della speranza civile, che è stato il lievito della lotta per la libertà. D: Un grande personaggio! R: Personalità unica, direi, medaglia d’oro al valor militare nella guerra di liberazione contro il nazifascismo. Pertini rappresenta il Settenato di grande prestigio per la Repubblica Italiana , ha avuto la capacità di elevare l’Italia alla pari di altri paesi, tessendo rapporti per la crescita civile, sociale ed economica, rispettava i deboli, i poveri, i giovani di tutta Europa. Amico dei grandi del mondo come Madre Teresa di Calcutta e Papa Wojtila. D: Se fosse vissuto ora, con Papa Francesco, secondo Lei, cosa li accomuna? R: “Tutto”! sono due figure luminose, capaci di trovare le ragioni dell’unità, amano il contatto diretto con la gente di tutti i ceti sociali, ne colgono le emozioni, interpretando lo spirito dei tempi: cordialità, franchezza, onestà, linguaggio schietto e pulito, non plaudato, veri conquistatori di popolo.

D: Signora Veltra, parliamo dell’Associazione R: Nel corso dei miei studi, affascinata dal maestro del socialismo Filippo Turati, ho accettato la Presidenza, che mi onoro di rappresentare. La nostra palestra degli ideali. S.Pertini si prefisse la divulgazione e gli ideali per la libertà e la giustizia sociale, ad esempio, per svolgere le nostre manifestazioni, ci autotassiamo. Ho fondato la sede sociale, semplice, bella, dotata di tutto: biblioteca a disposizione degli studenti universitari per le loro tesi; ho organizzato riunioni a San Marino, Gubbio, Foggia, Lecce e altre parti del territorio Italiano. D: Parliamo del futuro, cosa bolle in pentola? R: A parte le cose quotidiane di ordinaria amministrazione, mi sono attivata per un grande meeting che si svolgerà, grazie alla collaborazione del Rettore Prof. Carmine Di Ilio, presso l’aula magna dell’Università di Chieti il prossimo autunno, ove saranno presenti personalità illustri della cultura e delle Istituzioni, l’incontro è aperto a tutti. D: Bene! Ci saremo anche noi di Italia è Magazine, Auguri! R: Grazie e ...ricordatevi, insieme per vincere!

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Marzia e Azzurra Sorgentone, due talenti in casa nostra, Marzia e

Azzurra unite negli affetti, nell’arte, nel lavoro. Marzia, laureata in economia e commercio, lavora nella sala ricevimenti del ristorante di famiglia, ma strizza l’occhio alla recitazione, ha frequentato la scuola Nazionale di Cinema, ricevendo gli apprezzamenti di Giancarlo Giannini, e si prepara a debuttare molto presto. Intanto, nel tempo libero, canta! Non solo con papà, che è stato insegnante, ma facendo le serate, dove sprigiona la sua infinita simpatia e bravura. Azzurra, che è la sorella luminosa, fin da bambina ha preso da papà e mamma la passione per il canto, ha preso lezioni da Romina Guarino, ha partecipato a vari concorsi ed oggi è matura per le grandi esibizioni. La vocalità, la presenza scenica e l’interpretazione, fanno sì, che, ogni brano diventi suo, creando emozioni, che solo, grandi talenti riescono a dare. Ma c’è di più, Azzurra, oggi, scrive le proprie emozioni, perchè dice: “preferisco cantare parole mie, perchè esprimono il mio modo di essere”. Anche lei lavora, quando può, nel ristorante di famiglia ed è laureanda all’università di Psicologia a Roma.

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LUCREZIA DE DOMIZIO DURINI

LUCREZIA DE DOMIZIO DURINI Un personaggio da imitare Parlare della baronessa Lucrezia de Domizio Durini, non è certo semplice, potremmo definirla tuttologa, per le mille attività che porta avanti con caparbietà e lungimiranza. Lei si definisce una collezionista di rapporti umani, ma è molto di più, operatrice culturale, editrice collezionista, mecenate, giornalista, scrittrice, ha pubblicato più di trenta volumi, editi dalle piu’ grandi case editoriali. Vive a Parigi, anche se spesso è in Italia, precisamente a Bolognano, nella sua tenuta con il Castello Durini, che è un vero museo, dove sono esposti molti libri e opere di Joseph Beuys e la bella piantagione Paradise, fuori porta a Bolognano, che, qualche settimana fa, è stata aperta ad artisti internazionali, incursionisti semplicemente estasiati dal pensiero di Beuys, vero intellettuale dell’arte, che Lucrezia de Domizio fa sempre piu’ conoscere al mondo. NELLE FOTO: Pino Costa, la baronessa Lucrezia De Domizio e il compositore internazionale Emanuel Dimas di Melo Pimenta

Foto di Joseph Beuys

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Bella e imponente, la rassegna d’Arte Contemporanea e artigianato, ‘Citta’ di Cisterna’, organizzata dall’Associazione Culturale, Arte e Comunicazione. La manifestazione, voluta dal Presidente, Prof. Domenico Angiolilli, coadiuvato dal Vice Pres. Gloria Martini, pittrice e scultrice, si è tenuta nei grandi locali a Cisterna di Latina, messi a disposizione da Natale Martini, sempre sensibile alle manifestazioni di Arte e Cultura. Una collettiva, che comprende varie tecniche di pittura, scultura, ceramica, sbalzo su rame e fotografia artistica, che ha riunito artisti provenienti da tutte le parti della Penisola Italiana, mettendo a disposizione dei tantissimi visitatori, sculture, pitture, ceramiche, lavorazioni su rame, fotografia artistica e, poi ancora manufatti realizzati con tecniche seriali, lavori in terracotta, in tessuto, legno, pizzo a tombolo. Gli artisti presenti hanno creato oggetti unici e di una particolarità inimitabile, hanno indagato nel proprio mondo la realta’ oggettiva, cercando quel singolare incontro tra il fenomeno e la sua percezione che l’arte evidenzia in maniera suggestiva. Opere apprezzabili, soprattutto per quel sogno interiore che esse contengono, che il pubblico ha saputo apprezzare.

Nelle foto: Il Presidente, dell'Associazione Arte e Comunicazione, Prof. Domenico Angiolilli e il V. Presidente, la pittrice, Gloria Martini.

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. . i d o Parliam SECOLI AUGUSTEI ‘Messaggi da Amiternum e dall’Abruzzo antico’ di Elena Costa È possibile effettuare un percorso espositivo di mostre, presso le prestigiose sedi museali di Villa Frigerj, storica sede del Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo e all’interno di Palazzo de’ Mayo. Il progetto nasce da una proficua e sinergica collaborazione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, attraverso la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, e della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti che, in occasione del bimillenario della morte di Augusto (63 a.C. – 14 d.C.), hanno concepito un ricco e suggestivo percorso che si snoderà, in maniera quasi complementare, nelle due sedi museali. Entrambe le mostre, tramite il linguaggio comune di quelle immagini e e simboli, tipiche del potere fondato da Augusto, che hanno inciso il paesaggio abruzzese, fino a trapelare nel moderno assetto territoriale, presentano al pubblico un cospicuo numero di opere e reperti, che provengono per la quasi totalità, e appositamente per questa occasione, dalla città di Amiternum in epoca imperiale. Amiternum era un insediamento sabino, posto nell’attuale territorio aquilano. Divenuto in età augustea città di potere, di servizi e strutture cittadine, la sua funzione di centralità nel contesto territoriale si giustifica, anche, con il suo sviluppo urbano avvenuto all’incrocio di importanti strade di lunga percorrenza, tra cui la Via Caecilia. Il foro, con la curia, il teatro e l’anfiteatro, le terme, i numerosi templi, gli acquedotti, la vasca porticata, le fontane, le grandi domus, le strade lastricate, il ponte, gli argini e i terrazzamenti, le sepolture monumentali e le ville suburbane costituiva elemento di un paesaggio urbano, che registra, tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C., un forte incremento nel senso dell’articolazione interna, della monumentalizzazie del decoro architettonico. La mostra a Palazzo de Mayo’ vedrà esposte, per la prima volta dopo il recente restauro, due opere emblematiche dell’assetto culturale e sociale dell’epoca, relative alla celebrazione di due personalità eminenti nella città di Amiternum. Un monumento funerario a esedra di un triumviro augustale, dall’architettura molto complessa, e la statua virile in nudità eroica di un ignoto proprietario di una imponente domus, tra le più grandi finora documentate nell’Italia romana, rispettivamente databili alla prima epoca imperiale e al II secolo. Entrambe le opere sono significative, in quanto testimonianza del programma pubblico di autocelebrazione nella società augustea. All’interno di Villa Frigerj il nuovo allestimento appositamente realizzato al piano terra, integrato alle opere già in esposizione - come il ciclo statuario da Foruli conduce il visitatore tra reperti che illustrano la ricchezza e il carattere colto di una committenza esigente, capace di trasformare in segni di distinzione oggetti ed elementi della vita quotidianana. 12


Augusto è rappresentato in mostra da due teste ritratto: l’una in in basalto, rinvenuta a Pescina, frammentaria e bellissima, e l’altra, in pietra, proveniente da Amiternum. La propaganda dell’immagine, l’autocelebrazione pubblica delle gentes locali ritornano, lungo il percorso espositivo, nelle immagini statuarie che formano una vera e propria Familiengalerie (metà I sec. a.C. – metà II sec. a.C) e, tra gli altri, nei sontuosi letti in bronzo appartenenti a monumenti funebri. Non mancano accenni alla vita quotidiana di un mondo globalizzato, in cui anche il ritmo del tempo seguiva quello imposto dalla capitale, come ci ricorda l’immagine del calendario romano affisso nel foro della città. Ulteriore veicolo della propagancolossali statue di divinità o principi, e in cui è forse possibile riconoscere l’immagine di Vespasiano, l’imperatore sabino, ci rimandano all’abbondanza di templi e di statue di culto, tipico del tessuto monumentale e urbano di quell’epoca. Il percorso a Villa Frigerj si conclude con l’insegna legionaria che raffigura l’aquila in bronzo, aprendo, simbolicamente, il cammino di un’altra storia, quella della città che ha ereditato le funzioni territoriali di Amiternum: L’Aquila. Le mostre rimarranno aperte a Villa Frigerj, fino al 30 settembre prossimo mentre al Palazzo dè Mayo, fino all’11 Gennaio 2015.

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a r i n a J i d i l g i I cons LA PELLE: I RIMEDI NATURALI - Se il vostro viso ha la pelle congestionata, usate il cetriolo e albume.

Sbattete l’albume e aggiungete del succo di cetriolo. Mescolate e applicate sul viso, per 10 minuti. Risciacquate con acqua tiepida. - Se avete la pelle grassa, invece, potete chiedere aiuto all'aceto. Fate macerare per 10 giorni, in un vaso chiuso ermeticamente, 250 dl d’ aceto puro di vino bianco, 2 ciliegie, 2 albicocche mature schiacciate e il succo di mezzo limone. Filtrate e custodite il composto in bottigliette scure (tipo quelle che si usano in farmacia). Quando si rende necessario un trattamento purificante intensivo, immergete alcune compresse in acqua calda, strizzatele e imbevetele con l'aceto alla frutta, che avete preparato, quindi applicatele sul viso.

- Sempre per la pelle grassa, potete anche provare con la polpa di avocado; schiacciatela bene (volendo col frullatore) e aggiungete un po' di albume sbattuto. Spalmate la pappetta sul viso e fate riposare per una ventina di minuti. Sciacquate bene con acqua fresca. - Se la pelle invece è secca, usate lo stesso metodo di sopra, con la differenza che, invece dell'albume, dovrete aggiungere un po' di rosso d’uovo. Oppure, prendete un paio di carote e cuocetele a vapore, quindi schiacciatele con la forchetta e amalgamatele con un cucchiaio di miele. Applicate l'impasto sul viso e tenetelo per 20-30 minuti, dopo di che, sciacquate abbondantemente con acqua fresca. - Paura delle rughe? Provate a ritardare il loro arrivo con i seguenti sistemi naturali. Disponete sul viso alcune fette di cetriolo e lasciatele agire per 20-30 minuti. Oppure spremete un limone e al succo aggiungete un cucchiaino di miele. Mescolate bene fino ad ottenere una crema che applicherete sul viso due volte al giorno: mattina e sera. - Ed ora, una maschera naturale per tutti! Prendete un cubetto di lievito di birra e diluitelo con qualche cucchiaio di latte. Otterrete così, immediatamente, una maschera che applicherete sul vostro viso, uniformemente. Sdraiatevi per 15 minuti, quindi sciacquate il viso. Dopo pochi trattamenti, comincerete a vedere i risultati. E infine… per un po' di colorito: preparate una lozione lasciando 30 g di prezzemolo in infusione, in mezzo litro di acqua bollente, per 10 minuti. Filtrate il tutto e applicate sul viso con compresse di garza.

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racconti

a n u L a l l e d i t n o c I Rac

a Sandra

Ciao, “Dottoressa”! Ciao, “Dottoressa”!, te ne sei andata via...in punta di piedi...per non disturbare troppo, cosi’ dicevi, per non far soffrire troppo a lungo i tuoi figli, la mamma, papa’, le tue sorelle e una persona che tu stessa definivi “speciale”. Ciao, Dottoressa incazzosa, cosi’ ti chiamava Pino, perche’ ti “accendevi” alla prima contrarieta’, ma eri attenta, scrupolosa, tutto doveva funzionare perfettamente e subito. Ciao, Sandra, in solo quattro bruttissimi mesi il destino ha deciso per te, ti ha distrutta, tu donna infaticabile, piena di energia e di vitalita’, insuperabile; nulla, però, hai potuto contro il volere di Gesu’ Cristo, che ti ha condannata inesorabilmente e senza appello al Regno dei Cieli. Volevamo solo ricordarti che Andrea, Chiara e Federica, continuano a frequentare l’Universita’con successo e sono prossimi alla laurea, naturalmente grazie ai nonni Anna e Stanislao e le tue sorelle Milly e Antonella, sempre presenti nel sostenerli economicamente e con tanto amorevole affetto.

Ciao, “Dottoressa” ! ci manchi tantissimo.

Vi lasciamo ad uno degli ultimi racconti, scritti da Sandra Patrizia Luna , coordinatrice di Italia e’ Magazine, prima della sua grave malattia.

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racconti

di Sandra Patrizia Luna

Trasportata da una lieve brezza, mi libro leggera nel limpido azzurro del cielo, con ali trasparenti fatte di minuscole stille d’acqua. Plano uno spazio senza tempo , e attraverso oceani e sorvolo montagne e città. Enormi distese di sabbia, maestosi boschi e immense praterie, riempiono di colore i miei occhi, che sorridono a quelle fantastiche visioni. Il creato è lì, lo abbraccio e diventa mio, in uno spazio senza fine , in un tempo senza tempo. Il corpo non ha peso, la mente non ha pensieri, la mia anima è viva e si nutre di libertà. Ma… ad un tratto, un senso di paura mi attanaglia, le mie ali in un baleno svaniscono, in un pulviscolo evanescente, il corpo diventa pesante: CADO! O almeno ne ho la sensazione, perché il mio grande letto continua ad accogliermi, anche se mi sono maldestramente girata. Era solo un sogno, un magnifico sogno, ma ormai sono sveglia e tutto è svanito nel nulla. Mi ritrovo con la vita di sempre e non ho più ali. Uno sguardo alla finestra, violentata ripetutamente da furiosi goccioloni, che quasi mi spaventano e poi, a fatica , mi alzo, ripeto gesti di sempre e lo faccio meccanicamente, senza voglia né entusiasmo. Sono le 6 e tra poco più di mezz’ora, devo essere al mio posto di lavoro. Quante speranze, quanti sogni svaniti e tutto in un istante. E’ bastato un solo maledetto istante, per segnare per sempre la mia vita e quella dei miei cari. Loro non ci sono più! Un banalissimo incidente, provocato da un disgraziato, che aveva bevuto troppo e nulla più. Chiusa nel mio dolore, avevo passato giorni e giorni rintanata nella mia camera, senza neanche il coraggio di girare per casa. Il silenzio di quelle mura mi atterriva, volevo, con tutte le mie forze sentire ancora la voce di mia madre, che a passi felpati, ma veloci si muoveva per casa, le carezze di mio padre, e addirittura mi mancavano le litigate con Valerio, per il volume troppo alto del suo ipod. Tutto mi mancava e nulla più mi rassicurava. Sono sola ora, chiusa in un silenzio senza fine e mi sembra di non avere più speranze. Allora studiavo e sognavo di scrivere, scrivere e scrivere ancora. Scribacchiavo qualsiasi cosa, frasi, nomi, pensieri, osservazioni, detti, insomma tutto ciò che potevo mettere su un candido foglio, mi riempiva di vita. Non so se quelle pagine piene e zeppe di annotazioni, mi avrebbero portato a qualcosa, ma nel profondo del mio cuore sapevo che il mio desiderio era di diventare una scrittrice. Solo 19 anni e mi sembrava finita la mia vita. Avevo, per forza, lasciato gli studi e riposto in un cassetto della mia anima i miei sogni. Dovevo sopravvivere e così accettai la proposta di un antipaticissimo zio di andare a lavorare in fabbrica da un suo conoscente che gli doveva un favore. Tutto qui: i contatti con i “parenti”, che rassicurati di avermi “sistemata”, non si interessarono più di me. Avevano assolto i loro doveri e le loro coscienze erano ormai a posto!!! Ora toccava a me e solo a me andare avanti, accantonare il mio dolore e non pensare più a nulla. E così fu. Giorni, mesi e anni passati ad una macchina infernale, che mi stordiva , per il troppo rumore, che annullava la mia essenza e segnava il mio interminabile tempo. 27 aprile, un giorno come tanti. Finisco il turno, timbro il cartellino, mi avvio verso casa. La pioggia è fitta e il vento non le dà un unico verso. Cerco di ripararmi alla meglio, ma l’ombrello con un colpo di vento si rivolta e mi ritrovo completamente inzuppata. Sono finalmente a casa, raggiungo la mia camera e … lo sguardo si catalizza, non so perché, verso la finestra. I violenti goccioloni insistono e battono, furiosamente , sui vetri, ma sento che non è più una minaccia. La pioggia mi scuote, mi cerca, mi desta da un torpore , che ormai si protraeva da tempo. Ogni stilla mi chiama e mi dice: - “dai , forza riprenditi la vita, riapri quel cassettino della tua anima, rivivi i tuoi sogni”- . Non so se faccio bene, oppure no, ma decido di ascoltare le mie piccole consigliere. Apro la finestra, lascio che ogni goccia invada il mio viso e allora, mi viene da sorridere, perché tendo l’orecchio e sento i passi felpati, ma veloci , di mia madre, la mano di mio padre che accarezza i miei capelli e perfino la musica , alto volume, che ascolta Valerio. E tutti mi dicono: apri il tuo cuore, riprenditi i tuoi sogni e noi saremo con te. 17


racconti

a t a r o m a n n i a l l e t S a Ninì piccol di Licia Braccini ''SIIIIII''..... forse oggi ce la faccio a vederti. Tutte le notti ti aspetto, ma invano. Eppure so che ci sei. Arrivi puntuale tutte le mattine, proprio quando me ne sto andando a dormire, le mie amiche mi chiamano preoccupate ... «dai dai Ninì vieni è ora di andare, possibile che tu sia sempre la prima ad arrivare e l'ultima a rientrare, tanto, non lo vedrai mai». Lui c'è solo di giorno. SIG SIG... forse hanno ragione loro, ma io....io... sono tanto innamorata e non so di chi, so solo che è forte, che è caldo, pieno di raggi infuocati e solo al pensiero, mi vengono i brividi dall’emozione. Il mio sogno segreto da sempre è di poterlo ammirare, almeno per un momento, in tutto il suo splendore ed in tutto il suo maestoso sfavillio. Tutti i giorni, con spasmodica ansia, aspetto che arrivi il crepuscolo e poi...poi... corro, corro per cercare di arrivare in tempo prima che Lui se ne vada... ma invano. Ed ora sono tanto triste, perche so che, anche oggi, mi sarò preparata per nulla ed il mio piccolo cuoricino batte forte, ma solo di tristezza. La notte è passata, il cielo sta schiarendo, una nuova alba è arrivata, le amiche stelline una dopo l'altra se ne vanno e la chiamano «Niniiii Niniii ... daiii daiii Ninetta è pericoloso stare li! vieni con noi». Ma la piccola stellina innamorata è ormai decisa, vuole vedere il suo grande amore anche se per poco, anche se il suo corpicino sta oramai svanendo. Intanto, in lontananza dove cielo e mare si fondono, in una sola e buia tonalità, piano piano, una sottile lama arancione incomincia a farsi strada, tra la foschia mattutina, è come un sipario luminoso che si sta alzando su un nuovo giorno. La piccola stellina è in ansia, fissa quel punto con gli occhi accesi e lacrimanti, la fronte è febbricitante, la sua fiammante aurea sempre accesa, che faceva invidia a tutto lo stellato per lo sfolgorio, ora sta perdendo il riflesso. Lentamente, la piccola eterea stella innamorata sta per scomparire. Ma all'improvviso, ''ECCOLO'', prorompente e maestoso come solo lui sa essere, arriva sorgendo dal mare nella sua unica grandiosa bellezza. Sfolgorante, si erge nel cielo pieno di sfumature ambrate. Siiiii eccolo, proprio lui, RE SOLE, ora tutto cambia tutto è luce, tutto si illumina. Finalmente la piccola Ninì, anche se con fatica, può vederlo. L'emozione è stratosferica, sente i suoi raggi infuocati che la stordiscono, la bruciano, quasi l’annientano, è confusa ma capisce che ne valeva la pena. In lontananza le sue amiche del firmamento la chiamano «Niniiiii Niniiii ..... vieni è pericoloso stare lì». Ma lei, la piccola stella ora non risponde più, è ammutolita, bloccata, guarda arditamente il suo grande amore fissandolo negli occhi, con coraggio misto ad ammirazione. E lui, arrogante, prepotente e narciso la inonda di raggi infuocati, irruenti e invadenti, bruciandole il piccolo corpicino che è ormai prossimo allo spegnimento. Passano pochi attimi e la stellina a fatica con un timido sorriso fa un ultimo tentativo, cercando di allungare la sua piccola manina verso il cielo... poi il suo corpicino lentamente entra nell'oblio. Ma... all'improvviso, lui, RE SOLE, proprio lui, la scorge e sensibile al grande amore che gli ha manifestato la piccola stella, allunga con attenzione, delicatamente, un raggio verso di lei e prendendola dolcemente per la coda se l'avvicina al cuore, per rianimarla con un tenero bacio. Pochi attimi e, all' improvviso, nella piccola stella esplode una forte linfa vitale, con un guizzo energetico si rianima di colpo e felice e piena di forza si stringe al suo grande ancora più innamorata. Sono passati molti anni, sugli atlanti stellari non è menzionata, ma è certo che vicino al sole, c'è sempre un riflesso luminoso e brillante che solo gli innamorati possono vedere e riconoscere. Si...è proprio lei Ninì, la piccola stellina innamorata. liciaracconta@libero.it 18


L entusiasmo la orza c e ci guida erso la i oria nale di Maria Fernanda Laitano

Cosi scrive Paulo Coelho, nel suo libro il cammino di Santiago, frase molto propizia in questi tempi di incertezza, di percezioni di mancanze, in questi tempi in cui ci sembra che siamo giunti alla fine e l'immagine del futuro è fin troppo sfocata, in altre parole in questi tempi di “crisi”. Questa parola, ormai, è entrata nelle ossa, la sentiamo dappertutto. Scopriamo la sua etimologia. La parola crisi deriva dal verbo greco KRINO, che originariamente stava ad indicare “separazione” per poi acquisire altri significati, in senso piu lato; discernere, giudicare, valutare. Negli ultimi tempi questo termine ha assunto un'accezione negativa, quasi tragica, ma analizzando la sua etimologia possiamo cogliere le sue sfumature positive in quanto un momento di “crisi”, cioè un momento di separazione tra un periodo e un altro, un momento di valutazione e discernimento, può essere visto come il momento più indicato per un miglioramento, una rinascita, una trasformazione dei vecchi schemi, sistemi e modi di fare che non sono più adatti ad una nuova fase nella nostra evoluzione e che non ci consentono di progredire. Un momento di crisi è il momento indicato per tagliare i “rami secchi”. Dobbiamo tenere in mente che il pensiero è uno strumento di creazione della realtà o, detto in altre parole, la nostra realtà è una proiezione esterna del nostro mondo interiore. Il più delle volte ci affanniamo per cambiare le condizioni esterne della nostra esistenza, trascurando la parte più importante e determinante che sono i pensieri, senza sapere che questi costituiscono il primo passo per la creazione della realtà che desideriamo vivere. Per questo motivo è fondamentale che i nostri pensieri rimangano sempre positivi e non venga mai a mancare l'entusiasmo nei confronti della vita, perché questa è la forza, che ci porterà verso la vittoria finale. In ogni persona dimora la fiamma dell'entusiasmo, un fuoco che costruisce idee e crea sogni. Un fuoco, che nessuna crisi può spegnere, perché parte della natura umana, dello spirito creatore che ci rende tutti, comunque e sempre, artisti del nostro mondo.

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parchi

i n a i l a t I i h c r Pa PARCO NAZIONALE DELL’ARCIPELAGO DI LA MADDALENA di Elena Costa Pensate ad un mare cristallino, a della sabbia bianca, alternata da piccoli ciottoli, e delle calette stupende immerse nel verde incontaminato. Pensate a delle giornate di sole, in pieno relax, a contatto con il silenzio del mare, ed il sole li, a baciarvi e riscaldarvi la pelle, e magari ad un tuffo, proprio li, dove l’acqua è più blu….Magari a delle escursioni in barca, e pranzi caratteristici cucinati da pescatori e poi mare, mare e ancora mare. Sicuramente state pensando a qualche isola estera, invece no, parlo della Sardegna, o meglio dell’arcipelago della Maddalena, che solo lui può regalarvi angoli suggestivi e momenti indimenticabili. Andare in questi luoghi significa visitare in assoluto, oserei dire, il più bel posto d’Italia, mare incontaminato, verde alternato a tratti rocciosi, e tanta tranquillità. Il Parco, area protetta geomarina, è composto da un insieme di isole collocate a nord-est della

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parchi

costa gallurese, tra la Sardegna e la Corsica, e fa parte della rete europea delle aree naturali di eccellenza ambientale. Questo tratto è in assoluto uno dei più belli, sessantadue isole e isolotti per una superficie totale di 20mila ettari tra terra e mare. L’isola Maddalena, capitale dell’omonimo Arcipelago, è la porta del Parco, l’unica, a parte un piccolo borgo nell’isola di Caprera e Santa Maria, ad essere abitata. Caprera, l’isola di Garibaldi, che qui riposa, è la più bella di tutte per le sue coste, le spiagge e la flora. Ma ad incantare è la Spiaggia Rosa di Budelli, visitabile solo via mare. Nibani, Soffi, Montoro e Camere, sono le tre isole a sud est dell’arcipelago a poche miglia da Porto Cervo e Porto Rotondo. Razzoli e Santa Maria colpiscono per le scogliere. Ma ad incantare in assoluto è l’isola di Spargi, la più grande delle isole minori regala molte insenature, isola caratterizzata, come il resto della Sardegna da granito, acqua cristallina, rocce e sabbia granitica. I tratti di costa, cala e insenature sono meravigliosi tanto da far innamorare chiunque li visiti. Ed i Sardi, questo lo sanno bene. Sarà per questo che ogni anno, la tratta x attraversare il tirreno è sempre più costosa.

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rubriche

Ma a parte questa critica (dovuta), vi assicuro che ne vale veramente la pena. Meta prediletta anche per gli escursionisti, per i sentieri proposti, principalmente, nell’isola di Caprera, e per i sub, che qui trovano fondali marini rari, in particolare alle Bocche di Bonifacio. Visitate la Sardegna anche per le creazioni artigianali ed i prodotti enogastronomici, oltre che le principali città d’arte. Vi lascio alle meravigliose, immagini e vi auguro buone vacanze!

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Duno Regione LOMBARDIA

DUNO (VARESE) - Lombardia Per numero di abitanti (162) e per estensione superficiale (2,54 kmq), Duno è il comune meno popoloso e più piccolo della provincia di Varese. Posto alle pendici del Monte S. Martino, è un piccolo centro della Valcuvia e fa parte della Comunità montana Valli del Verbano. A 1087 metri, in vetta al monte, sorge la chiesetta di San Martino in Culmine dichiarata monumento nazionale nel 1903. Distrutta nel secondo conflitto mondiale, fu riedificata nel 1958, rispettando l’originaria struttura. Da questa posizione, Duno offre al visitatore un magnifico panorama sul Lago di Lugano e sulla sponda destra del Lago Maggiore. Nelle vicinanze della chiesa si erge il Sacrario dei Caduti con la stele a memoria delle vittime della battaglia, qui combattura nel 1943. A Duno ha sede probabilmente l’unico tempio, in Europa dedicato ai medici. L’edificio, voluto da don Cambiano, è ricco di mosaici e dipinti. Consacrato nel 1938, nato per ricordare i medici morti in guerra, ha poi raccolto i nomi di coloro che sono deceduti nell’esercizio della professione. La Chiesa Parrocchiale del paese è intitolata ai Santi Giuliano e Basilissa, patroni celebrati dai dunesi, a gennaio.

Regione LIGURIA

Gorreto (GENOVA) Liguria Alla confluenza del fiume Trebbia col torrente Dorbecca, ai confini con la provincia di Piacenza, è situato Gorreto, piccolo comune a struttura medievale. Di questa, sono andati distrutti la cinta muraria con le varie porte d’accesso, mentre del castello Malaspiniano, restano solo pochi ruderi. Ancora ben conservato è , invece, il palazzo Centurione costruito nel XVII secolo dal principe Centurione di Genova. Di fronte, si erge la Parrocchiale di Santa Caterina del 1630, con all’interno confessionali del ‘400 e un mirabile altorilievo sull’altare maggiore, che ritrae la Santa mentre riceve la confessione dal Beato Raimondo da Capua. Nelle frazioni di Alpe, Borgo, Fontanarossa, Pissino,Varni e Borgo sono da visitare rispettivamente, la Chiesa di San Siro, l’Oratorio di Nostra Signora della Guardia, la Chiesa della Beata Vergine Addolorata del XVII secolo e la Chiesa romanica di Santo Stefano, la Chiesa di Santa Maria di Pissino del XII secolo, l’Oratorio di Nostra Signora del Suffragio e l’Oratorio di Nostra Signora della Guardia. Tra gli eventi organizzati, i gorretesi festeggiano San Fermo, l’Assunta e San Rocco, in agosto, mese in cui si svolge anche la Festa della Birra e, organizzano, inoltre, la Sagra della Castagna a novembre. L’economia locale è prevalentemente basata sull’agricoltura. 24


borghi

Regione PIEMONTE

CURSOLO ORASSO ( Verbano-Cusio-Ossola) Piemonte Cursolo Orasso, che fino al 1928, era due distinti comuni, ubicato nella verdeggiante Valle Cannobina. Una parte del suo territorio è compresa nel Parco Nazionale della Val Grande. La più antica parrocchia della valle è a Orasso ed è intitolata a San Materno. All’interno, la chiesa presenta il vano di un’originaria chiesa romanica, il cui campanile ha conservato il paramento, in pietra viva, a vista. Orasso serba, anche, l’Oratorio della Madonna del Sasso risalente al XVI secolo, posto appena fuori l’abitato, lungo la mulattiera detta la Borromea. Sovrasta, dallo sperone roccioso su cui è posto, l’intero abitato, offrendo uno scorcio panoramico, molto suggestivo. L’interno è ornato da splendidi affreschi. A Cursolo, sede municipale, è invece presente la Parrocchiale di Sant’Antonio Abate. Imboccando da Orasso, la mulattiera nei pressi dell’Oratorio del Sasso, si giunge, percorrendo un sentiero pianeggiante, a Cursolo e si può risalire, da lì all’antico alpeggio di Monte Vecchio, dove si può godere di un bel panorama su tutta la valle. Cappelle, edicole, vecchi mulini e torrenti pluviali, accompagnano l’escursionista durante il percorso. Orasso festeggia San Materno, a luglio, mentre Cursolo, a gennaio, celebra Sant’Antonio Abate.

Regione FIULI VENEZIA GIULIA

DOLEGNA DEL COLLIO ( GORIZIA) Friuli Venezia Giulia Piccolo centro a vocazione agricola, Dolegna del Collio è il comune posto più a nord della provincia di Gorizia. Si presenta come una lunga fascia di terra, delimitata a sud dal fiume Judrio e a nord dal confine sloveno. La zona collinare, su cui si sviluppa, è riccamente coltivata a vigneti. Dolegna, infatti, come tutta la zona circostante, è rinomata per la produzione di vini prevalentemente bianchi come il Pinot, il Tocai friulano, il Sauvignon e il Collio Bianco, ma anche rossi come il Collio Rosso, i Cabernet e il Merlot. Dolegna è sovrastata dal Castello di Trussio citato per la prima volta in documenti del 1257. Più volte assediato nel corso della sua storia, il mainiero fu distrutto nel 1511 e sulle sue rovine vennero edificati gli edifici tuttora esistenti. Dall’originario impianto restano i due torrioni e le mura. Da visitare, a Dolegna e nelle sue frazioni, le chiese votive, come San Leonardo del XV secolo a Scriò, Sant’Elena del XVI a Mernico, San Giacomo a Lonzano del XVI secolo e nella piazza di Dolegna, la Parrocchiale di San Giuseppe. Tra gli eventi organizzati, si ricorda la Festa della Ribolla in agosto. 25


Provincia di Sondrio Regione LOMBARDIA

PROVINCIA DI SONDRIO Provincia lombarda che si sviluppa su un territorio prevalentemente montuoso, solcato dalle valli Valtellina e Valchiavenna. Conta circa 183mila abitanti, distribuiti in 78 comuni. Parte del Parco Nazionale dello Stelvio si estende nella provincia di Sondrio. Bormio, Livigno, Chiesa in Valmalenco e Ponte di Legno sono importanti stazioni sciistiche della provincia. Sondrio, il capoluogo, è il centro più importante della Valtellina ed è situato all’inizio della Val Malenco, alla confluenza tra il fiume Adda e il torrente Mallero.

DA VISITARE: Castello Masegra, Palazzo Sassi de’ Lavizzari, Palazzo Pretorio, Palazzo Sertoli, Collegiata dei SS. Gervasio e Protasio (Sondrio); Chiesa di San Salvatore (Albosaggia); Castello (Castione Andevenno); Palazzo Vertemate Franchi, Collegiata di San Lorenzo (Chiavenna); Parrocchiale dei Santi Giacomo e Andrea (Chiuro); Abbazia di San Pietro in Vallate (Cosio Valtellino); resti dei Castelli Vecchio e Nuovo (Grosio); Santuario della Vergine delle Grazie (Grosotto); Parrocchiale di San Giovanni Battista (Lanzada); Chiesa di Sant’Antonio Abate (Livigno); Chiesa di SS. Marco, Colombaro e Gregorio (Mantello); Casa Landriani, Palazzo Venosta, Collegiata di Santo Stefano (Mazzo di Valtellina); Parrocchiale di San Vittore, resti del Castello Peverelli (Mese); ruderi Castello De Piro, Castello di Mancapane (Montagna in Valtellina); Palazzo Malacrida, Ponte di Ganda (Morbegno); Chiese di Santa Croce e di San Martino (Piuro); Santuario dell’Apparizione della Vergine (San Giacomo Filippo); 26

Palazzo Besta, Torre de li Beli Miri (Teglio); Palazzi Quadrio, Curzio, Salis, Merizzi, Visconti Venosta e Torelli,Casa del Penitenziere, Santuario della Madonna di Tirano (Tirano); Chiesa di Santa Maria Nascente (Torre di Santa Maria); Complesso della Madunina (Tovo di Sant’Agata); Parrocchiale di Sant’Alessandro, Palazzo Parravicini, Casa Massironi (Traona); Collegiata di San Lorenzo, Chiesa di Sant’Antonio (Villa di Tirano).


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MUSEI: Museo Civico, Museo Mineralogico e Naturalistico (Bormio); Tesoro della Collegiata di San Lorenzo, Museo della Valchiavenna (Chiavenna), Museo Storico Etnografico Naturalistico (Chiesa in Valmalenco); Museo dell’Homo Salvadego (Cosio Valtellino); Museo Villa “Visconti Venosta” (Grosio); Museo Civico di Storia Naturale (Morbegno); Museo della Val Codera (Novate Mezzola); Museo degli Scavi (Piuro); Museo Etnografico, Museo Parrocchiale (Ponte in Valtellina), Museo Valtellinese di Storia e Arte, Museo Mineralogico (Sondrio); Antiquarium Tellinum (Teglio); Museo Etnografico Tiranese (Tirano); Museo Etnografico Vallivo (Val Masino).

EVENTI: Festa della Birra e Festa dello Sport (settembre), Sondrio Città Alpina (agosto), Sondrio Festival (ottobre) Sondrio; Sagra dei Crotti (settembre – Chiavenna); Sagra del Bitto (agosto – Gerola Alta); Fiera della cintura (settembre – Grosotto); Festa di Francia (agosto – Lanzada); Gigantismo del Canalone (fine inverno), Fera de Madesim (agosto) Madesimo; Agrivaltellina (marzo – Morbegno); Festa delle piramidi (luglio – Postalesio); Sagra del Mirtillo (agosto), Sagra della Castagna (ottobre) Rasura; Sagra dei Chiscioi (settembre – Serio); Sagra del segator (agosto), Castagnata (ottobre) Sondalo; Festa del Pastore (luglio – Tartano); Pizzocchero d’Oro

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(settembre – Teglio); Tirà li toli (gennaio – Tirano); Festa del Pastorello (maggio – Valdidentro); Sagra dei Crotti (settembre – Villa di Chiavenna); Sagra della mela e dell’uva (ottobre – Villa di Tirano). PRODOTTI TIPICI: il formaggio d’alpeggio Bitto, bresaola, Pizzoccheri, le polente, la mela della Valtellina e per i vini il Valtellina Superiore.

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Città di Pescara

Questa città è tra le più belle e moderne d’Italia, con il suo nuovissimo ponte del mare che unisce le due riviere, a nord e a sud del fiume, apprezzatissimo da pedoni e ciclisti, la nave di Cascella, i trabocchi nel porto di pescara, le sue piazze e le aree verdi attrezzate non dimenticando il bellissimo lungomare, ideale per soddisfare le diverse esigenze.

Pescara, è un amena località balneare, che si trova a pochissimi chilometri dalla montagna, il turista la preferisce per le spiagge di sabbia finissima, il mare corallino, la gastronomia, la cultura, le numerose manifestazioni estive ed anche come punto di partenza per visitare l’intera regione, i numerosi collegamenti vari e non, che permettono di spostarsi con estrema facilità: una moderna stazione ferroviaria, da cui partono anche pullman con collegamenti internazionali, un importante porto turistico, che conta 1250 posti barca, uno dei più grandi del Mare Mediterraneo, e l’Aeroporto Internazionale D’Abruzzo, il più grande e importante della regione. Il polo museale poi è diversificato, è possibile visitare la Casa Natale di Gabriele D’Annunzio, il Museo Civico Basilio Cascella, il Museo delle Genti D’Abruzzo e il museo d’arte moderna Vittoria Colonna. Pescara, una Città ancora a misura d’uomo, accogliente e ricettiva, ricca di alberghi, ristoranti, locali ricreativi, più di cento stabilimenti balneari che, d’estate, assicurano un vivace divertimento fino all’alba, ma anche una città commerciale con tantissime aziende di rilievo. Da visitare il centro

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della città con la sua piazza principale, piazza Salotto, da sempre sede di manifestazioni e luogo di svago che ospita una scultura dedicata ad un elefante, alta circa tre metri, disegnata da Vicentino Michetti e la bellissima Cattedrale di San Cetteo, costruita tra il 1933 ed il 1938 sui resti dell'antica chiesa di Santa Gerusalemme. Vero cuore della zona collinare pescarese è l'antica basilica barocca, dedicata alla Madonna dei Sette Dolori, che ogni anno richiama tantissimi visitatori, le cui origini risalgono alla prima metà del XVII secolo. La stessa storia della città è strettamente legata a quella del tempio, fin dalle origini luogo di grande richiamo e meta della devozione popolare, la cui fama religiosa fu alimentata dalla leggenda, secondo la quale, l'immagine della Madonna, con il cuore trafitto da sette spade, sarebbe apparsa ad alcuni pastori ai primi del Settecento. L'impianto neoclassico, la proporzionalità delle forme, e la naturalezza del laterizio sono elementi caratteristici del monumento. L'edificio, a tre navate, è armonizzato con la torre campanaria del 1736, alta 25 metri.


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Storia Pescara prende il nome dall'omonimo fiume, situato nella zona sud, rappresenta, in un certo qual modo, un omaggio al suo cittadino più illustre, Gabriele D'Annunzio, nato in questa località. Gabriele D'Annunzio ed Ennio Flaiano hanno reso Pescara celebre, facendone un costante richiamo letterario perchè terra mitica, forte di una natura suggestiva e di una cultura dalle antiche radici. I primi insediamenti risalgono all'epoca dei Romani, che fondarono qui Aternum, importante scalo marittimo sull'Adriatico. Per la sua posizione, Pescara è sempre stata soggetta ad invasioni e distruzioni, nonostante i successivi tentativi di fortificazione, adottati dai diversi regnanti. Nel centro storico è possibile ammirare l'ex fortezza cinquecentesca, sede, oggi, del museo delle genti d'Abruzzo.

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Gamberale(Ch) Il piccolo paese di Gamberale, che fa parte della Comunità Montana Medio Sangro, sorge arroccato al castello risalente al XIII secolo. La sua posizione geografica, vicina alle località turistiche invernali la rende meta ideale per trascorrere le proprie vacanze in tutti i periodi dell’anno. Aria salubre e prodotti tipici fanno da contorno alle bellezze naturalistiche del posto, tra cui il lago di Gamberale, immerso tra querceti e faggeti secolari.

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Pizzoferrato(Ch) Definito da D’Annunzio “il Terrazzo d’Abruzzo”, Pizzoferrato sorge a ridosso di una rupe calcarea sulla sponda sinistra del fiume Sangro, sormontato da un belvedere, da cui si gode di un magnifico panorama, che abbraccia l’intera valle del Sangro e la Majella. Circondato da pinete e faggeti, dove vivono protetti cinghiali, lupi, scoiattoli, orsi e volpi, fa parte del Parco della Maiella. Alla bellezza del territorio, aggiungiamo le sorgenti di Fonte Maggiore, Capo Canale, Ria, Rietta e, i corsi d’acqua, come il torrente Parello, che fa da confine tra Pizzoferrato e Montenerodomo e sfocia nel Sangro. Il centro storico di Pizzoferrato ha saputo conservare, nel tempo, tutto il fascino della struttura medievale. Da visitare la Chiesa di San Nicola, la Chiesa rupestre di San Domenico in Silvis e i resti della Chiesa della Madonna del Girone, risalente al X secolo. Qui, scorgiamo anche i resti delle statue di San Nicola di Bari e San Domenico del XIV secolo ed un dipinto del 1650.

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Corfinio(Aq)

L’antica Corfinium, città del popolo dei Peligni risalente intorno al IX-X secolo a.C. , è una cittadina ricca di storia e cultura. Il centro storico, formato da vicoli medievali e palazzi, perfettamente conservati, racchiude dentro le mura la parte più antica e suggestiva del paese. Visitarla è come fare un tuffo nel passato. Da visitare il Museo Civico Archeologico ‘Antonio De Nino’ all’interno del bellissimo palazzo gentilizio del Seicento e il parco Archeologico ‘Don Nicola Colella’, nelle zone di Tempio Italico, Santuario Sant’Ippolito e Piano San Giacomo.

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Moscufo(Pe)

Posto nell’entroterra Pescarese, Moscufo si erge tra colline coltivate ad oliveti e vigneti. Terra d’eccellenza per la produzione di olio extra vergine d’oliva e prodotti enogastronomici. Moscosus o Muskulf queste, secondo studiosi, le origini del nome ancora incerte. Originariamente sorto intorno all’abbazia di Santa Maria del Lago, l’antico ‘pagus’, Moscufo, che oggi si trova più a sud dell’antico paese, si presenta come piccolo borgo, in parte ancora fortificato dalle mura. Il monumento più rappresentativo è la chiesa Romanica di Santa Maria.

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Penna Sant’Andrea (Te) Folklore è la parola d’ordine di Penna S. Andrea, che da sempre vanta notevoli gruppi folkloristici, che portano avanti la tradizione culturale del posto. Il famoso laccio d’amore prende vita in questo luogo, l’antico ballo propiziatorio, secondo la quale se il laccio giunge alla fine del ballo, perfettamente intrecciato, il matrimonio dei futuri innamorati sarà fortunato. Ogni anno, Penna S. Andrea, propone un interscambio con gruppi Folkloristici, provenienti da tutte le parti del mondo, dando vita ad un evento unico nel suo genere. Consigliamo una visita alla riserva naturale di Castel Cerreto.

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S.Omero (Te) Arroccata sui versanti del Monte Rapina, insieme a Monte Pesco Falcone, costituisce la vetta più alta del suo territorio, ricco di pascoli e costellato di grotte. Un territorio affascinante di straordinaria bellezza, punto di riferimento per gli amanti dell’escursionismo, inserito nel Parco Nazionale della Maiella e nella Comunità Montana della Maiella e del Morrone. La riserva naturale Lama Bianca, che digrada dalla cima del Monte Amaro (2.795 metri d’altezza) fino alla vallata del fiume Orta, offre angoli suggestivi. Da visitare, inoltre, il Museo Etnografico, nella frazione di Roccacaramanico, e il giardino Botanico.

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O o.te MER tomer O . n S SU une.sa O F IN om w.c ww


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Monteodorisio (Ch) A pochi chilometri dalla costa adriatica, Monteodorisio, piccolo borgo fortificato di origini medioevali, che anticamente comprendeva tredici castelli e numerose ville, conserva ancora le antiche tradizioni popolari. Bello e suggestivo il castello che mantiene, intatti, tre dei suoi quattro torrioni. Da visitare il Santuario della Madonna delle Grazie, considerato uno dei più belli d’Abruzzo.

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Ancarano (Te)

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Il paese, che si trova in prossimità del confine con le Marche, sorge su un colle circondato dalle ampie distese di campi, vigneti ed ulivi della Valle del Tronto. Il comune comprende i centri urbani minori di Madonna della Carità e Casette. Il paese è stato anticamente abitato dal popolo italico dei Piceni, la probabile edificazione di un tempio dedicato alla dea Ancaria spiegherebbe le origini del toponimo. Le tradizionali attività contadine procurano al borgo diversi prodotti di qualità, come la produzione delle uve al Rosso Piceno, al Tebbiano e Montepulciano d’Abruzzo DOC, e al Controguerra, della cui ‘strada del vino’ il paese fa parte.

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Pineto Provincia di Teramo

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Decantata da D’Annunzio Questo tratto di costa teramana offre al turista acque limpide con belle spiagge, a tratti anche selvagge ed ottimi servizi turistici. Negli anni è stata più volte insignita della prestigiosa Bandiera Blu e vanta nel suo territorio un’importante ed interessante area naturalistica.

Qui è stata istituita l’area Marina Protetta “Torre del Cerrano’’, dove nidifica il fratino, resa ancora più rilevante, sia per la presenza della bella Torre di avvistamento, conosciuta come la Torre di Cerrano, risalente al XVI secolo, sede del Laboratorio di Biologia Marina, sia dalla presenza nelle acque antistanti la Torre, a poca distanza dal bagnasciuga, di un sito archeologico subacqueo. Si tratta dei resti dell’antica Hatria, città d’arte e portuaria pre-romana e attuale Atri. Questo porto fino al 1500, fu uno dei più importanti della costa adriatica e sprofondò per un terremoto nel 1627. La sfitta pineta che costeggia il litorale per diversi chilometri, costituisce un ambiente unico, che crea un microclima particolarmente favorevole durante la stagione estiva e che contiene all'interno anche elementi d’alta valenza naturalistica, fu fatta piantare agli inizi del Novecento, su suolo demaniale ottenuto in concessione dai Filiani, nobile famiglia che possedeva nella zona una villa. Il nome della cittadina oltre che alla rigogliosa pineta, è legato anche alla famosa poesia di Gabriele D’Annunzio, “La pioggia nel pineto”. Fino al 1930 fu Villa Filiani, località appartenente ad Atri prima e a Mutignano poi.

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Caramanico Terme(Pe)

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Sede della comunità Montana della Maiella e del Morrone, Caramanico Terme è un’amena località posta a 700 metri di altezza, situata alle falde della Maiella. Il territorio si estende tra le valli del fiume Orta e dell’affluente Orfento. Questa è la meta ideale per gli escursionisti e le persone che amano godere in pieno relax la tranquillità di un luogo di villeggiatura, che in estate vede triplicare la popolazione. Da visitare il grazioso ed accogliente centro storico con le sue chiese, il Museo Naturalistico Archeologico ‘P. Barrasso’ e tutta l’area naturalistica della comunità montana e della riserva naturale Valle dell’Orfento.

Vacri(Ch) Citata come Bacri di Teate, Batro, Bacrum, Arovacro, Vacri le cui origini non sono state tramandate in documenti certi, in quanto i ritrovamenti dei resti di un Santuario, in località Porcareccia, fanno ipotizzare solo antichi stanziamenti di popolazioni in questi luoghi, mentre invece del paese si hanno solo notizie medievali. Degna di nota è la Chiesa Parrocchiale di San Biagio, costruita nel XVIII secolo, con portale in pietra del XVI secolo.

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Guardiagrele Provincia di Chieti

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Questo antico borgo, perfettamente conservato, posto su una collina a 576 metri di altitudine, in provincia di Chieti, è sede del Parco Nazionale della Maiella. Il suo panorama ci regala una visione completa, che va dalla Maiella all’Adriatico. Città della pietra, come nel romanzo “Trionfo della Morte” di G. D’Annunzio, borgo più bello d’Italia, “Città del sole”, poiché deriverebbe da Aelion, fondata dai leggendari Pelasgi, Guardiagrele è questo e non solo.

Di origine romana, fu fortificata probabilmente da Belisario e Narsete e, nel Medioevo, ebbe una propria zecca, ubicata nel Palazzo Marini. Delle antiche fortificazioni, oggi restano visibili la Torre Adriana, Porta S. Giovanni e il Torrione Orsini. Sono innumerevoli le architetture religiose di interesse artistico. Per le vie del centro, infine, è possibile ammirare i palazzi nobiliari di Vitacolonna, De Lucia, Marini, Iannucci, Liberatoscioli (Liberty), Aloè, Vassetti. Ottimi e rinomati a Guardiagrele, i prodotti di pasticceria, come le “sise delle monache” o “tre monti”, i torroni, i biscotti della salute, gli amaretti.

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Lanciano Provincia di Chieti

Cittadina che conserva il primo Miracolo Eucaristico Il miracolo di Lanciano è il più antico miracolo eucaristico della Chiesa Cattolica. Durante una celebrazione nella piccola chiesa di San Legonziano, nel VII sec., un monaco basiliano, dopo la consacrazione, cominciò a dubitare della presenza di Cristo, sotto le sacre Specie. Fu allora che l’ostia si mutò in un pezzo di carne e il vino, consacrato, in sangue reale. La Carne dal 1713 è conservata in un artistico Ostensorio d'argento, finemente cesellato, di scuola napoletana. Il Sangue è contenuto in una ricca e antica ampolla di cristallo di Rocca. Negli anni 70, il miracolo fu preso in esame e sottoposto a studi scientifici, che ne hanno attestato l'autenticità. Lanciano è alla destra del torrente Feltrino, in zona collinare, abbraccia numerose frazioni, come Rizzacorno, Sant’Onofrio, Villa Elce, Villa Andreoli, Villa Stanazzo, Santa Liberata, Villa Martelli, Nasuti.

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LA STORIA Reperti archeologici fanno risalire le origini di Lanciano al Neolitico e gli scavi più recenti hanno portato alla luce i resti dell’originaria Anxanum. Il territorio fu un importante centro dei Frentani, antica popolazione Sannita, ma, divenne, successivamente fedele alleata di Roma. Risalgono al tardo impero, le edificazioni più importanti, mentre dell’originario insediamento, restano poche tracce.

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Sotto Diocleziano, fu edificato, in particolare, un ponte a tre arcate e solo nel XII secolo, Lanciano assunse la fisionomia di un castello fortificato, come testimoniato dalle tracce di una rocca e delle Torri Campanarie, ossia le cinta murarie. A partire da questo secolo e per tutto il XV, il paese raggiunse il massimo splendore con lo sviluppo delle fiere, le Nundine romane. Ancora oggi, Lanciano è un importante centro fieristico, rinomato a livello internazionale.

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Cappelle sul Tavo (Pe)

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Poggiofiorito (Ch) Le vicende storiche di Poggiofiorito si confondono con quella della vicina Lanciano. La nascita del comune risale al 1911, anno in cui ottiene l’autonomia dall’amministrazione di Arielli, di cui fino ad allora era una frazione chiamata Villarielli. Il toponimo Poggiofiorito viene coniato in quest’occasione. Oggi, il paese continua ad essere un centro prevalentemente agricolo, grazie al territorio ricco di alberi da frutta e vigneti. Ottima la coltivazione di cereali, barbabietole, olivi ed ortaggi.

Tra l’Adriatico e il Gran Sasso d’Italia sorge Cappelle sul Tavo, un piccolo centro rurale situato su una bassa collina, sul versante sud della Valle del Tavo. Il paese, immerso in uno degli scenari agrari più belli della provincia, ricco di olivi e frutteti, ha conservato l’assetto di borgo rurale. Storicamente dedito all’agricoltura, vanta una produzione di olio d’oliva, tra le più apprezzate della zona, oltre che ad aver sviluppato, nel corso del tempo anche i settori dell’artigianato, del commercio e dei servizi. Consigliamo una visita al Palazzo Comunale con loggiato e torre dell’orologio, che conserva reperti archeologici e la Chiesa Parrocchiale della Beata Vergine Maria Laureana. Storia Le più antiche memorie storiche di Cappelle sono legate alla vicina Montesilvano, di cui fino ad un secolo fa ne era frazione. Cappelle è nota nella zona per il Palio delle Pupe, una manifestazione folkloristica, che si tiene ogni anno a ridosso del 15 agosto. Tutti i rioni e le contrade del paese preparano la loro ‘Pupa’, ossia un fantoccio di carta pesta, raffigurante una bella donna, adornato di giochi e spari pirotecnici, all’interno del quale è nascosto un bravo ballerino, che a suon di musica guida ‘la pupa’ in uno spettacolo esilarante. Cappelle sul Tavo è anche rinomata per l’ottima e genuina cucina locale

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Miglianico Provincia di Chieti

Tra i fiumi Foro e Venna “E’ un importante centro agricolo, posto su di una collina..” Il territorio di Miglianico è un importante centro agricolo, posto su di una collina, costellata di uliveti e vigneti, che danno in questa zona i migliori risultati dell’intera regione, tanto che i rinomati vini e oli, sono apprezzati a livello mondiale. Miglianico, che fu gravemente danneggiata durante l’ultimo conflitto mondiale, è dominata dalla imponente mole della Parrocchiale di S. Michele Arcangelo, mentre, l'antico castello, distrutto dai bombardamenti, è stato quasi completamente riedificato. Proprio intorno al castello, nell’Alto Medioevo, sisviluppò il

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borgo e, in seguito la rocca divenne un importante presidio militare a difesa della valle del Foro. LA STORIA Secondo alcune ipotesi, sembra che il nome Miglianico derivi dal latino Aemilius. Nel periodo normanno il castello, che era un importante presidio militare in difesa del fiume Foro, viene citato nel Catalogus Baronum come Mellianum Molianico, Milianica e Millanica.


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Avezzano (Aq) Punto di riferimento dell’intero hinterland aquilano, Avezzano è il più grande comune della Marsica, una città moderna completamente ricostruita dopo il terremoto del 1915, cui sopravvissero solo 2000 dei 13.000 abitanti. Degli edifici, restarono in piedi solo una parte del castello, eretto nel 1490 dagli Orsini e la casa dei Palazzi in via Garibaldi. il cuore cittadino è la nuova piazza Risorgimento a pianta rettangolare, con la bella Cattedrale dei Marsi, con facciata in pietra in stile neorinascimentale. Da visitare, nei sotterranei della sede municipale, il Museo lapidario, preziosa testimonianza delle origini di Avezzano, con reperti archeologici ritrovati nell’insediamento preistorico Grotta di Ciccio Felice, alle pendici del Monte Salviano.

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Torrevecchia Teatina Provincia di Chieti

Nel cuore delle colline teatine “Questo piccolo borgo teatino è visitato ogni anno da migliaia di persone provenienti da tutto il mondo..”

TORREVECCHIA TEATINA (CH) - Via Canale, 53 VILLAMAGNA (CH) - Via Roma, 2 Tel. 0871.336040 cell. 340.4722345, mail: g.gobeo@virgilio.it 44


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NEL CUORE DELLE COLLINE TEATINE Questo piccolo borgo teatino è visitato ogni anno da migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, grazie al museo delle lettere d’amore, MLA, che ha dedicato, in mostra permanente, un’ala all’interno del palazzo settecensco Valignani oltre duemila lettere e preghiere dedicate al Beato Papa Giovanni Paolo II, depositate in piazza San Pietro nei giorni precedenti e successivi alla morte del Papa polacco. È possibile inoltre ammirare e leggere le più belle lettere d’amore. Torrevecchia teatina, le cui origini si fanno risalire al 300 a.C., sorge in collina alla destra della Vallata del Pescara e a ridosso della fascia costiera. La cittadina è sede dell’Università telem-

telematica Leonardo da Vinci, ospitata nelle sale del bel palazzo baronale fatto erigere nel 1743 da Federico Valignani, membro di una delle famiglie più importanti di Chieti. Il palazzo, che sorge al centro di Torrevecchia ha un giardino di ben 5.000 mq di vegetazione. L’edificio si sviluppa su due piani e sul lato sinistro della facciata presenta una torre d’angolo di costruzione successiva. Per le architetture religiose si erge, sempre in centro la Chiesa di San Rocco del secolo scorso, la Chiesa della Madonna della Libera in località Torre, la Chiesa di San Giuseppe del XVIII secolo in località Castelferrato e la Chiesa di San Pasquale Baylon in località Torremontanara. La Madonna della Libera è celebrata a maggio, San Giuseppe e il Patrono San Gabriele in agosto.

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Ortona Provincia di Chieti

Il sito di Ortona fu abitato nell’età del Bronzo. Secondo alcune teorie, Hortona potrebbe essere d’origine pre o addirittura protoindoeuropea. Abitata dalla popolazione italica dei Frentani, in epoca storica, nel I sec. A.C. partecipò alla rivolta antiromana. Sulla città italica fu costruita la città romana, di cui rimangono evidenti i tracciati stradali. Dopo l’impero romano passò sotto la dominazione bizantina e nell’803 fu conquistata dai Franchi e annessa alla contea di Chieti. Nel 1705, dopo la conquista Normanna, venne annessa al Regno di Napoli.

MUSICA,ARTE,CULTURA Questa località racchiude storia, arte, cultura e possiede un litoraneo costiero di notevole interesse ambientale e paesaggistico. L’Antico porto frentano è posto su un promontorio del litorale adriatico, circondato da vigneti. È particolarmente abbondante la coltivazione della pregiata uva Regina e rinomata è la produzione dei vini Montepulciano, Cerasuolo e Trebbiano. La città, oltre ad essere una frequentata stazione balneare, con le spiagge del Lido Riccio e del Lido dei Saraceni, è un importante centro commerciale, specie marittimo, grazie al porto. Nonostante gli ingenti danni dell’ultimo conflitto, Ortona serba notevoli monumenti, come il Castello Aragonese, Palazzo Farnese

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Via Perez, 38 Tel. 085 9066532


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e le storiche Chiese, come la Cattedrale con il magnifico portale risalente al Trecento, edificata sulle rovine di un tempio pagano, che custodisce le spoglie di San Tommaso Apostolo a cui è intitolata, una tavola quattrocentesca, una scultura gotica della Pietà e una tela di Basilio Cascella. Le ossa dell’Apostolo Tommaso, vennero portate ad Ortona dal navigatore ortonese Acciaiuoli, dall’isola greca di Chio, nell’Egeo. La Cattedrale ospita il Museo Capitolare,

dove sono raccolti reperti archeologici e argenterie.Tra gli altri edifici di culto, da ammirare anche la Chiesa barocca di Santa Maria diCostantinopoli, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie e quella della Santissima Trinità con all’interno una tela del Seicento di Tommaso Alessandrino. Del Castello, prima menzionato, edificato da Alfonso d’Aragona nel 1445, oggi restano tre delle originali quattro imponenti torri. Uno dei monumenti più importanti e meglio conservati di Ortona

è Palazzo Farnese. La città è ricca di templi che attestano la sua importanza come colonia della Roma Imperiale. Tra questi sono visibili nei pressi di Porta Caldora, i resti di quello dedicato a Giove. Al musicista Francesco Paolo Tosti, nativo di Ortona è intitolato un Museo musicale D’Abruzzo, ospitato nel rinascimentale Palazzo Corvo, ubicato nello storico quartiere di Terravecchia. Da visitare il MUBA Museo della Battaglia e degli Ex Libris Mediterraneo.

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Popoli (Pe)

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Anticamente denominata ‘la chiave dei tre Abruzzi’, Popoli era tappa obbligatoria per chi percorreva questa zona, dal litorale alle zone interne, fra Firenze e Napoli, Roma, Bussi e la Val Pescara, fino al dopoguerra. A testimonianza di ciò, ancora oggi, vi è una lapide posta nella facciata esterne del Palazzo ‘La Taverna Ducale’, dove vengono riportati i compensi, che dovevano essere corrisposti per il transito. Il palazzo anticamente usato come taverna, stazione di posta, cambio cavalli e sede daziaria, è il più antico edificio del centro storico, eretto dai signori Cantelmo nella prima metà del Trecento, è in stile gotico con bassorilievi e stemmi delle casate imparentate con i duchi Cantelmo e portale a sesto acuto. La struttura ospita mostre temporanee d'arte, oltre ad un allestimento permanente di pezzi lapidei di epoche differenti. A Popoli troviamo inoltre la Riserva naturale Sorgenti del Pescara, meta ideale per molti turisti.

Orsogna (Ch) Il territorio di Orsogna si sviluppa sul tracciato dell’antico tratturo: Centurelle-Foggia e fa parte dell’Unione dei Comuni della Marrucina. Consigliamo di visitare il suo centro storico per i resti dell’imponente castello dei Colonna, la Chiesa tardobarocca di San Nicola, il Palazzo Municipale con l’annesso Teatro Comunale. Inoltre la Torre Di Bene del XVII secolo, edificata, secondo alcuni studiosi, su preesistenti ruderi di una torre medievale, e che, ospitò Gabriele D’Annunzio e Francesco Paolo Michetti, che qui produsse i primi schizzi del suo capolavoro “La figlia di Iorio”. Ad Orsogna troviamo il Parco Territoriale, dove è possibile visitare il quattrocentesco Convento dell’Annunziata.

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Navelli (Aq) t v.i

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Il paese “viola” La Piana di Navelli è rinomata nel mondo per la produzione del prezioso oro rosso, lo zafferano, di cui il paese vanta la migliore qualità. E’ nei mesi di ottobre e di novembre che lo spettacolo è irrinunciabile, poichè l’altopiano si trasforma in un grande e profumato tappeto viola. La pregiata spezia (Crocus sativus) fu portata dalla Spagna nel 1230 da padre Santucci, nativo di Navelli. Allo zafferano e ai ceci, altro prodotto locale, il paese dedica una seguitissima sagra in agosto e in concomitanza con essa, si svolge anche lo scherzoso e divertente Palio degli Asini, nato nei primi anni ottanta come parodia dello storico e famoso Palio di Siena. In ordine alle altre manifestazioni, il Patrono San Sebastiano è celebrato a gennaio, mentre a maggio si celebra la Madonna del Gonfalone con la distribuzione del pane benedetto da parte di sette ragazze alle famiglie del paese (la Parnada). L’antico borgo di Navelli, a struttura rinascimentale, si è sviluppato intorno al cinquecentesco Palazzo Baronale Santucci, costuito sui resti di un preesistente castello medievale. Un fitto intreccio di viuzze, strade cordonate, loggiati rinascimentali, archi, ripide scalinate e ciò che resta degli originali ingressi al borgo, rendono il centro storico particolarmente affascinante. Qui, sono da visitare la Chiesa di San Sebastiano, con all’interno una bella croce processionale del Trecento, la settecentesca Chiesa del Rosario, con all’interno una tela che raffigura la Crocifissione del XVIII secolo e un organo del 1782 realizzato dall’atriano Adriano Fedeli-Fedri. Fuori l’abitato da ammirare due chiese campestri, risalenti al Cinquecento: Santa Maria delle Grazie e Santa Maria in Cerulis.

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Roccascalegna (Ch) La visione d’insieme che offre questa località è affascinante e suggestiva. Roccascalegna, è posta alle pendici della Majella e si erge maestosa su una roccia tra i monti Lupari ed i fiumi Sangro e Aventino. È qui, tra campi coltivati ed aspre rocce e colline boscose, ai margini di uno sperone di roccia arenaria troneggia lo splendido Castello medievale, tornato all’antico splendore nel 1996.

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Tortoreto (Te)

Nota località balneare, Tortoreto, gode di un’ottima organizzazione ricettiva con ampie e dorate spiagge, è una località balneare bella ed accogliente. Il suo borgo medievale conserva tratti di una prima cinta muraria del XIV secolo, inglobati poi, nel secolo successivo, in una seconda cerchia, perfettamente conservato, offre al turista un suggestivo panorama e un bel centro storico. Il bel lungomare di Tortoreto, moderno e confortevole, è attraversato dalla pista ciclabile, detta Corridoio Verde Adriatico, lungo la quale si incontra il Monumento al Pescatore. Da visitare a Tortoreto Lido il Museo della Cultura Marinara.

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Arroccata sui versanti del Monte Rapina, insieme a Monte Pesco Falcone, costituisce la vetta più alta del suo territorio, ricco di pascoli e costellato di grotte. Un territorio affascinante di straordinaria bellezza, punto di riferimento per gli amanti dell’escursionismo, inserito nel Parco Nazionale della Maiella e nella Comunità Montana della Maiella e del Morrone. La riserva naturale Lama Bianca, che digrada dalla cima del Monte Amaro (2.795 metri d’altezza) fino alla vallata del fiume Orta, offre angoli suggestivi. Da visitare, inoltre, il Museo Etnografico, nella frazione di Roccacaramanico, e il giardino Botanico. 50


Martinsicuro (Te) Martinsicuro (Te)

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TRA I PIU’ GIOVANI D‘ITALIA E’ il primo comune a nord della costa Adriatica, al confine con le Marche, tra le foci dei fiumi Tronto e Vibrata, rinomato centro di villeggiatura, prescelto per l’ampia spiaggia di sabbia finissima e l’ottima organizzazione ricettiva. Oltre la Torre, Martinsicuro annovera tra le bellezze architettoniche la Novecentesca Parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù, che custodisce un dipinto absidale di Giuseppe Pauri ((1882-1949). Sono da ammirare anche le residenze signorili Villa Barnabei e Villa Ricci, entrambe risalenti al XIX secolo. Martinsicuro, in ordine all’economia, attualmente è soprattutto basata sul turismo, fino alla fine del secolo scorso, vantava una redditizia produzione di laterizi, oggi purtroppo scomparsa. Ne restano testimoni le abbandonate fornaci di Villa Rosa, come la Franchi. Il mare per Martinsicuro, oltre al turismo e alla balneazione, rappresenta una notevole fonte di sostentamento. La pescosità e la limpidezza delle sue acque ha segnato storicamente l’affermazione dell’attività peschiera, che nel lontano ‘800 era svolta con tipiche imbarcazioni, dette “trundarule” e di tutto l’indotto relativo. Storia Martinsicuro, pur essendo diventato comune autonomo soltanto nel 1963, vanta origini antichissime. Da scavi archeologici effettuati in collina, sono emersi i resti di un villaggio protostorico, databile fra l’età del bronzo e la prima età del ferro (1000-800 a.C.). Inoltre il suolo cittadino custodisce i resti della città antica di Trentum - Castrum, fondata dai Liburni, famosi nell’arte di tingere la lana. Questo insediamento dopo le devastazioni della guerra gotica e l’occupazione longobarda, fu abbandonato all'inizio del VII secolo. L’attuale abitato si sviluppò intorno all’imponente Torre posizionata ai bordi della Statale Adriatica, voluta da Carlo V a difesa delle incursioni ottomane e costruita nel 1547. Bella l’edicola della facciata che racchiude le insegne araldiche degli Asburgo. Nella Torre è in allestimento un museo archeologico per esporre i reperti rinvenuti sul territorio.

Francavilla al Mare (Ch) Questa cittadina turistica, richiama numerosi turisti per il suo mare e per le varie manifestazioni estive, undicesimo comune d’Abruzzo. Ritrovamenti archeologici, risalenti al periodo preistorico e protostorico, italico, frentano e romano, testimoniano il suo glorioso passato. Bello il suo lungomare, con il pontile che affaccia sul mare. Le diverse piazze, collocate nel territorio, sono il punto di incontro per residenti e turisti. Belle le Chiese, tra cui quella dedicata a San Giovanni Battista e San Francesco, la Chiesa di Santa Maria Maggiore. Il Convento Francesco Paolo Michetti, noto come Convento Michetti, è uno dei simboli della città, eretto nel 1430.

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Roseto degli Abruzzi Provincia di Teramo

Lido delle Rose L’antica Rosburgo appare, all’occhio del visitatore, bella ed accogliente. Un bellissimo lungomare, fatto di pista ciclabile, un bel viale pedonale ricco di palme, pini marittimi, oleandri e rose, e una spiaggia di sabbia finissima. Ma queste non sono le sole cose apprezzate, a fare da contorno, la grande ospitalità, il cibo genuino e le tante manifestazioni che si organizzano principalmente nel periodo estivo.

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uesta cittadina a 154 anni dalla sua fondazione è oggi la più popolata della provincia di appartenenza ed uno dei principali comuni della fascia costiera teramana.

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LA STORIA

I rinvenimenti archeologici dimostrano che il territorio di Roseto degli Abruzzi fu abitato già in epoca romana. L’attuale centro cittadino, che faceva parte di Montepagano, iniziò a formarsi nell’ 860, nei paraggi della stazione ferroviaria, con il nome Le Quote, nel 1887 divenne Rosburgo e nel 1927, con lo spostamento della sede comunale, da Montepagano all’attuale nucleo abitativo, prende il nome in Roseto degli Abruzzi. A pochi chilometri dal mare, in collina, troviamo l`antico borgo di Montepagano, perfettamente conservato nella sua struttura originaria, conserva tracce delle antiche fortificazioni medievali, con le sue quattro porte d’ingresso.

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Montesilvano Provincia di Pescara

Bella, accogliente, ricettiva Montesilvano con oltre 52mila residenti, vanta ben 380mila presenze estive, tra turismo balneare e congressuale. Un lungomare fatto di sabbia finissima ed acque limpide, con molti tratti di spiaggia libera ed una pista ciclabile che percorre tutto il tratto Adriatico. I turisti la scelgono per le comodità, le numerose manifestazioni, l’accoglienza ed i prodotti tipici.

Montesilvano, dista pochi chilometri dalle principali città, ricche di arte e cultura. Inoltre la Riserva Naturale di Santa Filomena, posta di fronte al lungomare, nelle giornate più calde è luogo di ‘sosta’ per turisti ed anziani che cercano aria fresca e tranquillità. La parte più antica di Montesilvano è collocata al Colle, dove è possibile visitare la Chiesa della Madonna della Neve, il vecchio borgo e godere di una bellissima vista panoramica. Il centro cittadino offre negozi e ristoranti di ogni tipo, un centro Congressuale e molte strutture ricettive. Ottimi i prodotti

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enogastronomici. Storia: Sorta dal nucleo vestino dei Salinas, attuale Villa Carmine e dall'insediamento sul Colle, il territorio vanta una storia che affonda le sue radici nel periodo neolitico ed eneolitico. Chronicon Casauriensis farebbe risalire gli insediamenti più antichi di Montesilvano Colle all'872, in quell'anno venne fondato il monastero di San Clemente a Casauria che insieme alla Diocesi di Penne divise la giurisdizione susseguendo-


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nel possesso della chiesa e del territorio compreso fra i fiumi Saline e Pescara. Il borgo, oggetto di permute e riscatti, seguì le sorti del Regno di Napoli, passando prima agli Angioini, poi, nel XV secolo, agli Aragonesi, che lo concessero in feudo a vari signori locali e stranieri, fra cui Manfredino Giovanni di Michele di Valenza. Nel Cinquecento entrò a far parte dei domini degli Asburgo di Spagna, fino al trattato di Utrecht (1713). Dopo la Spedizione dei Mille, 1860-1861, Montesilvano fu riunita al nascente Regno d'Italia. È solo verso la metà dell'Ottocento che iniziò a formarsi la Contrada marina, con l’insediamento della famiglia Piscione (1852) e l'apertura della stazione ferroviaria (1863), attorno alla quale si concentrò la massima parte dell'abitato. Fu quest'ultima a decretare lo sviluppo della contrada, che più tardi verrà chiamata Montesilvano Marina o Montesilvano Spiaggia, cancellando la denominazione precedente di Contrada Saline-Mazzocco. Nel 1904 Montesilvano riacquistò la piena autonomia amministrativa e, nell'estate del 1926, la sede del Municipio fu trasferita dal Colle alla Marina. La frazione di Villa Carmine, situato alle pendici del Colle, ospitava il pagus vestino dei Salinas, caratterizzato dal tempio dedicato al Dio Silvanus e successivamente a Giove. I Romani conquistarono in età repubblicana il territorio in seguito alla vittoria sul Popolo Vestino e introdussero nuove usanze e ritualità. Sul Tempio di Giove venne costruita la Chiesa Madonna del Carmelo, inserita in un impianto architettonico medioevale più complesso, conserva, nei secoli, leggende, storie e miracoli. Nel 1468, si narra di evento miracoloso, testimoniato da una pietra incastonata nella prima colonna di destra dell'edificio, in cui è scritto, "Sancta Maria apparuit hic A.D. MCCCC LXVIII Primo" -Qui apparve la Madonna nel 1468-. La Madonna del Carmelo è la protettrice dei viaggiatori, sovente gli antropologi la ricollegano al culto di Iside, secondo alcuni studiosi, sembra che il quadro provenga direttamente dalla Palestina, portato a Montesilvano nel 1468.

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S.BENEDETTO DEI MARSI (Aq) L’antica Marruvium dei Marsi, sorge nella piana orientale della piana del Fucino, alla foce del piccolo fiume Giovenco. Sommerso dal Fucino nel 1862 e distrutto in parte dal terremoto del 1915, è nel 1945 che acquista l’autonomia da Pescina. In questa zona, vengono prodotti ortaggi, patate, barbabietole da zucchero, grano, cereali, frutta e allevamenti di bestiame. Da visitare i resti di due antiche tombe romane, chiamate ‘morroni’, la chiesa di Santa Sabina, sede della Diocesi dei Marsi, fino al 1580.

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Pescina (Aq)

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Antico centro marsicano Ricco di storia e di cultura, Pescina è terra natia del Cardinale Mazzarino, dello scrittore Ignazio Silone, del poeta della rinascenza Paolo dei Marsi, dello scultore Giovanni Artusio, collaboratore del Bernini e del Beato Giovanni Andrea De Afflictis. Sorge all’imbocco della Valle del Giovenco, tra il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e il Parco Regionale Sirente-Velino ed è dominato dai resti del castello medievale Piccolomini con, ancora ben conservata, l’imponente torre. Tra i monumenti da visitare il Duomo di Santa Maria delle Grazie del XVI secolo, dove è conservato il Trionfo del Santissimo Sacramento, affresco di Teofilo Patini, la Chiesa di Sant’Antonio con un portale del XIV secolo, la casa del Cardinale e poco distante, sotto il campanile della Chiesa di San Berardo, la tomba di Silone.


Vasto

Importante cittadina per le sue bellezze artistiche e naturalistiche,Vasto, è situata su di una collina che degrada dolcemente verso il mare ed è la settima città abruzzese per popolazione. Storicamente dedita al commercio, soprattutto per la presenza del porto. Il turismo, soprattutto balneare, è particolarmente florido. Questa località custodisce uno degli angoli più suggestivi d’Abruzzo, la Riserva Naturale di Punta Penna che vanta notevoli bellezze architettoniche e naturalistiche, quest’area vanta una bellezza incontaminata ed unica. La città di Vasto è inoltre sede del Museo Civico ed Archeologico e della Pinacoteca civica. Vasto è rinomata per l’ottima cucina tradizionale a base di pesce. Tra cui il brodetto di pesce, rinomato ed apprezzato.

Provincia di Chieti

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Vasto fu l'antica Histonium romana, di cui sono ancora oggi visibili tracce emerse da scavi effettuati in centro. Da ammirare le Terme romane, con all’interno il “Nettuno con tridente”. La leggenda narra che Diomede, Re d' Etolia, dopo l'assedio di "Troia (Asia Minore)" Troia, sbarcò con le sue genti nell' Italia Meridionale e qui fondò diverse città tra cui Histonium, ma la storia attribuisce la fondazione della città a popolazioni Illiriche. Il nome odierno, da Guasto d'Aimone, risale invece alla fiorente epoca Longobarda.

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Cepagatti Provincia di Pescara

PAESE COLLINARE Cepagatti sorge nella valle del fiume Nora e il centro urbano è dominato da una maestosa Torre, di probabile origine medievale e ultimo resto del castello longobardo. Da visitare la Pinacoteca Civica, ospitata nel Municipio, dove sono raccolte diverse opere di artisti contemporanei.

Storia Incerte sono le origini del nome: per alcuni deriverebbe da “pagus captus”, ossia villaggio conquistato, per altri da “cis pagus Teatis”, villaggio al di qua di Chieti e, infine, per taluni da “ci ha pagato”, con riferimento al pedaggio da pagare per attraversare la porta ghibellina del castello longobardo. Le prime notizie documentate,

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risalgono al 1436, quando Isabella di Lorena, moglie di Renato d'Angiò, assegnò il Feudo di Cepagatti alla famiglia Profeta di Chieti. Il borgo fu feudo, per alcuni secoli, della famiglia Valignani e alle vicende storiche di questo illustre casato è legato anche il Palazzo Baronale adiacente la torre.


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San Vito Chietino Provincia di Chieti

L’antico borgo ‘Sanctum Vitum’ Importante località turista, San Vito Chietino, è una delle più belle cittadine della costa abruzzese, qui, in un casolare, chiamato ‘eremo dannunziano’, soggiornò a lungo il sommo poeta Gabriele D'Annunzio. Nota per il suo belvedere, è posta su una costa monumentale, caratterizzata dalla presenza di suggestivi trabocchi. È in questo tratto, che fino alla fine di Luglio, di quest’anno, si poteva ammirare, sullo strapiombo del promontorio delle ginestre, il trabocco descritto dal Vate, che a causa delle intemperie è andato distrutto. Consigliamo una visita nel borgo antico di San Vito Chietino, nelle Chiese di S.Maria del Porto (XVI sec.), nella Chiesa di S.Vito, con facciata del XVI sec., in quella di S.Rocco (XIV sec.) ai resti archeologici di una Villa Romana, risalente al I secolo a.C., all’Eremo dannunziano. Ottime, le seppie ripiene alla sanvitese; i tacconcini al sugo di pesce e "Lu rintrocele" della pasta fatta a mano, tagliata con uno speciale mattarello in legno, tra i dolci li cjellipjiene. Storia Le prime notizie risalgono alla Repubblica Romana. San Vito Chietino, per molto tempo rimase legato al destino dell'Abbazia di San Giovanni in Venere. A causa della sua distruzione, i monaci benedettini, donarono il borgo alla città di Lanciano, che ne migliorò lo scalo marino e fece di San Vito il punto di forza commerciale. Nell'epoca risorgimentale, il paese si è contraddistinto per la sua lotta contro l'egemonia dei Borboni.mollis urna hendrerit. Maecenas sit amet lacus sed

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Nocciano (Pe)

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L’Antico borgo fortificato è posizionato su un panoramico colle, contornato dalle vette della Majella del Morrone e del Gran Sasso, tra la vallata del Pescara e quella del Nora. Maestoso, domina il paese, l’antico castello De Sterlich-Aliprandi, che attualmente, di proprietà comunale, ospita il Museo delle Arti. Da ammirare, a Nocciano, la Chiesa di San Lorenzo Diacono e Martire. Ottimo è il vino ottenuto da vitigni Montepulciano Trebbiano D'Abruzzo D.o.c. e rilevante è la produzione di Olio Extra Vergine di oliva, ottenuto dal ceppo indigeno Dritta.

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S.Giovanni Teatino (Ch)

Questa località nota a molti per la sua frazione Sambuceto, è il punto di riferimento commerciale ed industriale dell’intero hinterland. Qui troviamo l’Aeroporto Internazionale d’Abruzzo, molti centri commerciali ed aziende leader nei loro settori di appartenenza. Il nucleo antico, che sorge in collina su un’area intensamente coltivata a uliveti, vigneti e frutteti, è infatti l’anello di congiunzione tra le province di Chieti e Pescara. Fino al 1894 il paese fu chiamato Forcabobolina, da forca, valle stretta e bos, bue.

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1095, dove si attesta la donazione da parte del conte normanno Roberti I di Loritello alla Chiesa di Chieti. Con la nascita del borgo nel XII sec attorno al castellum, si edificò anche la Chiesa di San Giovanni, da cui il paese prese poi il nome. La Chiesa resta, oggi, l’unica testimonianza del passato del borgo antico.

La storia di San Giovanni Teatino inizia nell’alto Medioevo ed è stata sempre legata alle vicende di Chieti. Si menziona un castellum Furca e una silva Sambuceti in un documento del

Ripa Teatina (Ch)

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Il paese di Rocky Marciano e Rocky Mattioli La città, arroccata su una collina, circondata da vallate interamente coltivate a vigneti, oliveti e alberi da frutta, questa è la zona dell’uva che produce il buon Trebbiano e Montepulciano d’Abruzzo, dell’olio extra vergine d’oliva e delle pesche. Paese nativo del campione Rocky Marciano e Rocky Mattioli, Ripa Teatina ha dedicato al suo illustre figlio, una statua in bronzo posta all’ingresso della cittadina e, annualmente, conferisce un trofeo a lui intitolato, allo sportivo abruzzese più meritevole in ambito nazionale e internazionale. Secondo alcune note, l'origine di Ripa Teatina risale ad uno dei primi insediamenti abitativi dei Marruccini, antico popolo italico. Dai Longobardi viene assegnata al Ducato di Benevento e, dopo la distruzione di questo da parte dei Franche di Pipino (802), viene incorporata dai normanni nel Ducato di Puglia (1076). Con gli Svevi, Ripa è città demaniale, ma molto deve soffrire sotto la dominazione Angioina. Nella sanguinosa guerra dinastica, si schiera dalla parte di R. Ladislao che, dopo la vittoria sul suo rivale Luigi II di Francia, gratifica Ripa del titolo di Baronessa, con la donazione di un grossissimo feudo denominato "Casa S.Felice". Nel 1484, Alfonso II D'Aragona, a ringraziamento dell'aiuto a lui dato nella guerra contro la "Lega Veneta", fa costruire a sue spese, a protezione del paese, grosse cinta con torri di difesa, ancora oggi esistenti. Testimoniano le antiche origini del paese i due superstiti torrioni cilindrici presenti nel centro storico. Uno dei torrioni è attaccato al bel Palazzo Garofalo. Da ammirare la Chiesa di San Pietro Apostolo, sorta su un preesistente tempio dedicato a Diana, che custodisce una preziosa tela del XV secolo, attribuita ad Antonio Solario e raffigurante la Madonna del Sudore. La Chiesa di Santo Stefano Martire è stata edificata su un tempio pagano, intorno all’anno 1000; La Chiesa del Convento risalente al XVI secolo, bella la Chiesa di San Rocco con un caratteristico atrio ottagonale.


Sulmona Provincia dell’Aquila

L’ANTICA SULMO Nel cuore dell’Abruzzo, tra parchi e aree protette di notevole interesse naturalistico. Prescelta da Celestino V, per il suo eremitaggio sul Monte Morrone a 1380 metri, Sulmona è terra di storia antica, di cultura, di arte, è la terra natia del cantore dell’amore, Ovidio, ma anche di Papa Innocenzo VII, del Nobel per la fisica Filippo Giorgi e di letterati, umanisti e poeti. Conosciuta in tutto il mondo per la produzione artigianale di confetti avviata ben duemila anni fa, e quella di gioielli preziosi firmati SUL. Tra i prodotti tipici vi è l’aglio rosso, noto per le sue proprietà fungicide, battericide, antisettiche ed espettoranti, dal profumo e sapore gradevole. Da visitare il centro storico perfettamente conservato e i tanti monumenti sparsi per le vie cittadine. Tra le manifestazioni vogliamo ricordare sia la Giostra Cavalleresca che, nata con gli Svevi fu interrotta nel 1643, per essere poi ripresa nel 1995, sia il rito della Madonna che scappa in piazza. Le origini risalgono all’ epoca preromana e i suoi fondatori, i Peligni, la ubicarono nella Conca che da loro prese nome. Fu fiorente municipium in epoca imperiale romana e città economicamente intraprendente nel basso medioevo, tanto che Federico II di Svevia ne fece una delle quattro capitali del regno, sede della prima delle sue sette Fiere annuali. Delle oltre sessanta chiese che in passa-

Testimoniano le antiche origini del paese i due superstiti torrioni cilindrici presenti nel centro storico. Uno dei torrioni è attaccato al bel Palazzo Garofalo. Da ammirare la Chiesa di San Pietro Apostolo, sorta su un preesistente tempio dedicato a Diana, che custodisce una preziosa tela del XV secolo, attribuita ad Antonio Solario e raffigurante la Madonna del Sudore, la Chiesa di Santo Stefano Martire edificata su un tempio pagano ntorno all’anno 1000. La Chiesa del Convento risale invece al XVI secolo ed infine da visitare c’è la Chiesa di San Rocco con un caratteristico atrio ottagonale.

sue sette Fiere annuali. Delle oltre sessanta chiese, che in passato la resero rinomata “sagrestia d’Abruzzo”, solo sedici nel centro storico hanno resistito ai catastrofici sismi e un’altra ventina fuori le mura trecentesche; lo stile romanico prevale nel disegno delle strutture e dei portali, mentre trionfa il barocco abruzzese nelle forme e nei decori. Il monumento religioso più antico della città è la Cattedrale di San Panfilo, dall’elegante portale con lunetta affrescata e una cripta fra le più ampie del meridione, ricca di preziosi elementi d’arte sacra. Meritano una visita anche Santa Maria della Tomba con il pregevole rosone e il complesso della Santissima Annunziata, considerato tra i più significativi dell’italia meridionale.

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San Valentino in A.C. Provincia di Pescara

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Ricco di storia e cultura ma anche di angoli naturalisti suggestivi. Il suo territorio abbraccia una parte della Riserva Naturale “Valle dell'Orta”, compresa nel Parco Nazionale della Maiella. La riserva è costituita da un profondo canyon attraversato dal fiume Orta. Questa è una delle zone più belle e selvagge della Regione Abruzzo, meta di escursioni e luogo di raduni canoistici, qui troviamo la suggestiva cascata della “Cisterna”, un vero spettacolo della natura e numerose grotte, fra cui la Grotta dei Piccioni, e la Grotta Scura, che hanno restituito tracce di antichi insediamenti umani. Storia Le origini del borgo risalgono all’anno Mille, quando era chiamato Palum Castrum Petrae, divenuto poi San Valentino in Abruzzo Citeriore in seguito alla traslazione dei corpi dei Santi Valentino e Damiano, scoperti tra il VI ed il VII secolo, sotto la dominazione Longobarda. Il centro abitato è dominato dall’imponente mole della splendida chiesa dedicata ai due Santi. Questa, già in rovina nel 1771, fu ricostruita tra gli anni 1777-1791 sulla base di un progetto attribuito al Vanvitelli. L’interno, a navata unica con cupola, è arricchita da pregevoli decorazioni del XVIII-XIX secolo. La maestosa facciata in pietra, addossata alla chiesa settecentesca tra il 1920 e il 1930, ha due torri e costituisce una fra le ultime singolari espressioni di commistione stilistica.

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Rocca S.Giovanni Provincia di Chieti

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Questo piccolo centro, disposto sulla sommità di un colle roccioso, si eleva a 155 metri dal livello del mare tra la foce del fiume Sangro e quella del torrente Feltrino. Le prime tracce della cittadina, reperibili in un diploma firmato dall’imperatore Enrico III, indirizzato al Monastero di San Giovanni in Venere, risalgono al 1047. Bello, il suo centro storico perfettamente conservato, caratterizzato da vicoli e dalla splendida terrazza panoramica, da cui è possibile scorgere tutto il litorale costiero, sia verso sud che verso nord, con i bellissimi e suggestivi trabocchi, di cui questo tratto costiero è ricco. Il litorale, prevalentemente roccioso, con un mare limpidissimo, assume sfumature tra il blu ed il verde cristallino. Da visitare, la Chiesa in stile romanico di San Matteo Apostolo, a tre navate, il Palazzo Municipale del XIX secolo, di ispirazione classica e sede di un’interessante raccolta di opere d’arte. Una tappa è d’obbligo, anche allo Zoo D’Abruzzo, dove tra spettacoli, ristoro ed animali di ogni specie e forma, è possibile passare una giornata diversa dal solito!

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Mosciano S.Angelo(Te) Splendido borgo medievale fortificato, noto per le notevoli bellezze storico-architettoniche che custodisce, tra cui la Chiesa Parrocchiale in stile gotico e la Chiesa di Sant’Antonio con all’interno un monumentale sarcofago del XIV secolo. Dell’originaria cinta muraria sono visibili oggi alcuni tratti e tre torri. A Mosciano S. Angelo è possibile inoltre visitare il museo delle Scienze Naturali e quello di Villa Ventilj ma dobbiamo ricordare che in questa località vi è la sede dell’ Osservatorio Astronomico. Si fanno risalire le origini di Mosciano Sant’Angelo all’897 ad opera dei monaci Benedettini che vi edificarono il monastero di S.Angelo, con l’annessa Chiesa, intorno alla quale sorsero le abitazioni cinte da mura merlate, intervallate da sette torri. Di queste, l’imponente Torre Acquaviva di impianto gotico, domina ancora oggi il suggestivo centro storico. In ordine all’economia territoriale, diverse sono le imprese del mobile, dell’alimentare, delle costruzioni e della metalmeccanica.

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Tollo(Ch)

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Il territorio è particolarmente ricco di vigneti, intervallati da verdeggianti e rigogliosi uliveti. Montepulciano e Trebbiano d’Abruzzo sono i rinomati vini, che qui si producono e si esportano in tutto il mondo, affiancati all’uva da tavola Cardinale e all’ottimo olio extra vergine d’oliva Colline Teatine Dop. Già in una pergamena del 1067, si menziona Tollo, come il paese in cui è prodotto il vino destinato al commercio, attraverso il vicino porto di Ortona. Oltre al settore agricolo, Tollo vanta la presenza di attività artigianali ed industriali e un fiorente turismo estivo, favorito dalla vicinanza, sia alla montagna, che alla costa. La rievocazione storica dei Turchi e dei Crociati, che si svolge ad agosto, in concomitanza con i festeggiamenti in onore di Maria Santissima Assunta, richiama molti turisti. Storia: La più antica notizia storica certa su Tollo, risale al XIV secolo; nel XVsec fu feudo di Benedetto de Collalto e nel XVIII secolo della famiglia Nolli. Sul territorio tollese, sono stati rinvenuti numerosi reperti preistorici, che attualmente sono custoditi presso il Museo Archeologico di Chieti. Incerte le origini, Tollo può derivare, per alcuni, da una presunta fondazione in epoca romana, dal nome di persona Tullio o Tutellum e tale ipotesi sarebbe suffragata dal ritrovamento a Lanciano di una lapide in marmo, su cui tra i nomi dei vari paesi incisi, c’è anche Tutelio.

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Giulianova (Te)

L’antico centro storico serba notevoli architetture, come il rinascimentale Duomo di San Flaviano, Patriarca di Costantinopoli di cui conserva le spoglie. Il Duomo, edificato nel XV secolo, presenta una forma ottagonale, con possenti mura, sormontate da una cupola. Il Convento dei Cappuccini, conserva all’interno una splendida tela del Veronese, ma sono degne di nota anche la Chiesa di Sant’Antonio del XVI secolo, il coevo Santuario di Maria Santissima dello Splendore, la Chiesa della Misericordia e diversi palazzi gentilizi di epoche diverse. ll litorale, è una località balneare, con ampia spiaggia, un Porto Turistico e peschereccio. Da visitare lungo la costa: la medievale Chiesa di Santa Maria a Mare del XVI secolo, con un bel portale risalente al Trecento, interessante edificio del Novecento, sede oggi di esposizioni e convegni. Tra i musei: la Casa Museo Vincenzo Cermignani, la Pinacoteca Civica, la Gipsoteca Raffaello Pagliaccetti, la Casa Museo Gaetano Braga, il Museo Archeologico Torrione e il Museo d’Arte dello Splendore. Tra i prodotti tipici,spicca il brodetto di pesce alla giuliese.

Fara San Martino (Ch) Centro storico di notevole interesse architettonico Attraversata dal fiume Verde, è posta allo sbocco del vallone di Santo Spirito, in un territorio verdeggiante e ricco di corsi d’acqua. Da non perdere, è il paesaggio naturalistico offerto dalle sorgenti del Verde, le cui acque oligominerali sono batteriologicamente pure. La copiosità e la limpidezza delle acque hanno determinato a partire dall’Ottocento, la nascita di pastifici, oggi marchi storici noti a livello mondiale, fiore all’occhiello del territorio. Dalla gola di Santo Spirito, si giunge ad un ampio canyon, dove sono visibili i resti dell’antico monastero benedettino di San Martino in Valle, risalente al 1044, da questo punto è possibile effettuare un’escursione fino a Monte Amaro, la seconda vetta appenninica che arriva a quota 2.795 metri. Storia Dalla Porta del Sole che ha conservato nel tempo il suo originario fascino, si accede al borgo di ‘Terravecchia’ attuale Fara San Martino, di origine longobarda. Qui è possibile ammirare il centro storico, fatto di stretti vicoli e suggestivi scorci. Sono da ammirare la Chiesa Parrocchiale intitolata a San Remigio, con all’interno una pregevole tela del Seicento di Tanzio da Varallo, la Chiesa della Madonna delle Grazie risalente al 1647, la Chiesa dell’Annunziata e la Chiesa della Madonna del Suffragio. Tra gli edifici civili, si segnala Palazzo De Cecco, edificato su due livelli scanditi da cornici marcapiano. 67


Bucchianico Provincia di Chieti

La festa dei Banderesi Meravigliosa gemma, incastonata tra le cime della Maiella, del Gran Sasso ed il Mare Adriatico. La località è posta su un colle, tra le valli del fiume Alento e Bucchianico Foro. Le valli del Pozzo Nuovo e di S.Maria Casoria, la separano dal crinale collinare. Bucchianico ha dato i natali a San Camillo de Lellis, che diede inizio all'Ordine dei Ministri (servitori) degli Infermi, comunemente detti "camilliani". Da ammirare in paese il Santuario di San Camillo de Lellis, fatto erigere dallo stesso Santo nel XVII secolo. La casa museo del Santo, la Chiesa di S.Angelo e S. Salvatore, la Chiesa di San Francesco del XIII secolo, la Chiesa di Sant'Urbano, dove si conservano le reliquie di S.Urbano e di S. Aldemario Abate. Rinomata a Bucchianico è la Festa dei Banderesi, una rievocazione storica, che trae origine da un fatto d’arme, accaduto nel Medioevo. La leggenda racconta che Bucchianico, nel corso del XIV secolo, fosse più volte stata minacciata d'invasione, da parte di Chieti. L'esercito nemico era alle porte e Sant'Urbano che apparve in sogno al Sargentiere, il capo della milizia, ordinò di far vestire i soldati con fasce di colore rosso e azzurro e pennacchi di piume multicolori. Essi dovevano poi correre su e giù, per le mura del borgo. L'esercito assediante, ingannato, desistette dall'impresa. Per commemorare quest’episodio, ha luogo ogni anno la Ciammaichella, un corteo che, di corsa, percorre a zig zag la piazza principale.

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Il Banderanese, che guida la sagra, viene eletto un anno prima; deve essere un agricoltore ed avere due figli maschi.

Storia L'origine del paese è altomedievale e le prime notizie certe risalgono al IX secolo. Sede di insediamenti, prima benedettini e poi francescani, il paese dal 989 al 1034 diventò un piccolo centro fortificato denominato, Castrum Succlanici. In seguito il borgo divenne più grande rispetto agli altri centri e si arricchì dell’importante monastero benedettino di S. Maria Maggiore e S. Urbano, dipendente da Montecassino. Nel 1438, si rese protagonista nella guerra tra Angioini e Aragonesi. La libertà durò fino al 1461, epoca in cui fu incorporata a Chieti. Il 1518 segna una svolta radicale per la storia di Bucchianico: da questa data, fino al primo decennio dell’800, le sue sorti si legano al governo dei principi Caracciolo e divenne una piccola capitale feudale.


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Arte e cultura Circondata dalle sue mura, Penne, città fondata dai Vestini, sorge sui colli Piombino, Zoccolanti, San Francesco e Domo, tra le valli dei fiumi Tavo e Fino. Attraverso la Porta San Francesco, si accede al centro storico, dove si possono scorgere particolari architettonici di epoche diverse, dal Medievo al Rinascimento. Spicca l’uso dei mattoni a vista, tanto che Penne è definita “città del mattone”. Della quattrocentesca cinta muraria, oggi sono visibili solo taluni tratti. Merita una visita la Cattedrale di Santa Maria degli Angeli, edificata intorno al Mille, sui resti di un tempio dedicato alla dea Vesta, le Chiese di San Domenico, con portale del XVII sec, di Sant’Agostino, dell’Annunziata, di San Giovanni Battista, di Santa Chiara, di Santa Maria in Colleromano e di San Giovanni Evangelista. Un importante raccolta di opere sacre è custodita nel Museo Diocesano, al cui interno è stata creata anche una sezione archeologica. Interessanti e meritevoli di nota anche le residenze nobiliari, come i palazzi Castiglione – De Leone, Del Buono – Pilotta, De’ Sterlich – Aliprandi, Del Bono e Leopardi. Poco fuori il centro abitato, si estende per 150 ettari la Riserva Naturale Lago di Penne, gestita oltre che dal Comune, dal Consorzio della Bonifica Vestina e dal WWF. La riserva ospita il Centro d’educazione ambientale, l’orto botanico e il museo naturalistico.

Pianella(Pe) Il Comune si estende nell’entroterra pescarese, sulle colline poste tra i fiumi Tavo e Pescara. Secondo alcuni rinvenimenti, si presuppone che a Pianella vi fossero insediamenti già nel periodo neolitico; anche se reperti litici, bronzei e ceramici ritrovati tra fine 1800 e inizio 1900, fanno risalire le sue origini molto prima dell’età medievale. Nei secoli fu devastata ed invasa dai Saraceni e fu possedimento dei Normanni, degli Acquaviva e degli Orsini. Cittadina rinomata per l’ottima produzione di Olio extra vergine d’oliva, con i Comuni di Moscufo e Loreto Aprutino forma il ‘triangolo d’oro dell’olio’. Da visitare, la Chiesa di Santa Maria Maggiore e di S. Antonio Abate.

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Casalbordino(ch)

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Antico borgo fortificato, situato su una verdeggiante collina, delimitata dai fiumi Osento e Sinello, a pochi chilometri dalla Costa Adriatica, conosciuta come la costa dei Trabocchi. Qui, troviamo la frazione Lido, negli anni diventata una delle mete più apprezzate di questa zona, attrezzata e frequentata con ampie spiagge sabbiose. Turismo, agricoltura e artigianato, costituiscono i pilastri dell’economia locale. Il nome Casalbordino è da far risalire, presumibilmente, a Roberto Bordinus che comandava l'insediamento di Casalbordino, la cui origine si fa risalire al IX secolo. A segnare il tempo ai casalesi ci pensa l’orologio della Torre Civica. L’edificio, ultimato nel 1901, raggiunge i 45 metri di altezza: in stile neoclassico si integra perfettamente con la Chiesa di San Salvatore e l’antistante piazza Umberto I. Il centro storico di Casalbordino si caratterizza, anche, per la presenza di numerosi palazzi nobiliari, in stile neoclassico e barocco. I monumenti più importanti sono però ubicati fuori dal centro abitato e sono i resti dell’abbazia di Santo Stefano in Rinomare e il Santuario della Madonna dei Miracoli. I resti della basilica paleocristiana e del monastero medievale si trovano in collina, ai cui piedi sono venuti alla luce i ruderi di una statio romana. Il primo impianto della chiesa è databile tra la metà del V ed il VI secolo, ma l’edificio fu ristrutturato nell’Alto Medioevo. Dal X secolo in poi, fu sede dei benedettini e nel 1257 fu unita a quella cistercense di Santa Maria d’Arabona e abitata dai monaci fino al 1380. Seguirono poi saccheggi e profanazioni, fino all’ultima incursione turca del 1566. Il Santuario della Madonna dei Miracoli fu eretto nel XVI secolo, ricostruito nel XIX e ancora nel corso del secolo scorso. E’ il più importante santuario mariano abruzzese, custodito dai monaci benedettini sublacense, celebrato da D’Annunzio e da Michetti e meta di numerosi pellegrinaggi. Sorge sullo stesso luogo dell’apparizione ad un anziano contadino, che aveva avuto il suo campo di grano miracolosamente preservato da una violenta grandinata, della Madonna l’11 giugno 1576.


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Pennapiedimonte (Ch) Posto sul versante meridionale del massiccio della Maiella, alla sinistra del fiume Avella, fa parte della Comunità Montana della Maielletta ed è compreso nel Parco Nazionale della Maiella. Il territorio è caratterizzato da valloni, nella parte più alta vi sono faggete, mentre più a valle, si scorgono le prime tracce di macchia mediterranea. Il centro abitato, situato a quota mt 669 s.l.m. è caratterizzato da case costruite in pietra locale, scavate in parte nella viva roccia. La loro disposizione a gradinate, con le strette vie, di cui alcune percorribili solo a piedi, gli elementi stilistici dei cornicioni, capitelli e portali, costituiscono un patrimonio architettonico unico e di enorme pregio, segno di un'attività fiorente di maestri scalpellini.

Sora

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Antica città volsca E’ il principale centro della Valle del Liri, situato alle pendici del Monte San Casto, al margine di una fertile conca. Da visitare, la Cattedrale di Santa Maria, sorta sui resti di un tempio pagano dedicato al dio Soranus e l’Abbazia di San Domenico, edificata sui resti della villa natale di Cicerone. Da ammirare, ancora, la Chiesa di Santa Restituta che, ricostruita dopo il sisma del 1915, conserva l’originale portale trecentesco, poi il convento dei Cappuccini del XVII secolo, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie e i palazzi nobiliari degli Annonj e dei Tuzi. Tra le testimonianze più antiche di Sora, c’è il circuito murario preromano, risalente al IV secolo a.C. e il ponte Marmone del II sec. a.C., distrutto da Federico I nel 1229, poi successivamente recuperato.

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Spoltore

Provincia di Pescara

l’antica Spelt Importante centro della provincia pescarese, Spoltore è il terzo comune ad alta densità demografica ed economica. Agricoltura, artigianato di qualità e fiorenti attività industriali, commercio sono i settori trainanti. Spoltore, che sorge in una piccola altura, in posizione panoramica, è a nord della vallata del Pescara. L’antico centro storico, di impronta medievale, serba notevoli emergenze storico-architettoniche. Spicca la Parrocchiale di San Panfilo, con portale cinquecentesco e decorata da stucchi settecenteschi che al suo interno custodisce la Madonna del Popolo, scultura in stile bizantino, risalente al Rinascimento.

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Cuore cittadino è piazza D’Albenzio, dove si affacciano edifici storici, come palazzo Toppi. Appena fuori le mura si erge l’antico complesso benedettino, risalente al XV secolo, con facciata in mattoni. Il chiostro è arricchito di affreschi barocchi. Di interesse anche le chiese di San Camillo e di San Francesco del XV secolo e le storiche fontane come Fonte Barco e Fonte Grande. L’abitato è sovrastato dai resti dell’anti-

sovrastato dai resti dell’antico castello medievale. Sono ancora visibili il bastione di sud-est e due torrioni. Da visitare, nelle vicine frazioni, la villa ottocentesca del barone Tito Acerbo e la villa settecentesca del barone De Pasquale a Caprara, la Chiesa di Santa Maria Assunta in Villa Santa Maria e, la Chiesa di Santa Teresa nell’omonima località.

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Città di Chieti

Città fondata da Achille E’ oggi capoluogo di provincia, rinomato centro turistico, ma anche sede, a valle, di importanti attività industriali, attive nei settori del metalmeccanico, vetrario, alimentare, agricolo e cartaio. All’originaria Chieti, sviluppata in collina, si affianca, infatti, la moderna e commerciale Chieti Scalo, che adagiata nella vallata a nord della collina, si estende fino all’argine destro del fiume Pescara.

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LA STORIA La leggenda narra che Achille la fondò e in onore di sua madre, la chiamò Teate. Tra le città più antiche d’Italia, Chieti fu capitale dei bellicosi Marrucini, prima nemici, poi alleati di Roma. Governata dai Longobardi, dai Normanni, dagli Angioini e dagli Aragonesi, nel Seicento assunse l’attuale conformazione urbanistica. Il centro storico, pur se piccolo, è un concentrato di bellezze architettoniche, a partire dalla Cattedrale Romanica intitolata a San Giustino, con la Torre campanaria del XIV secolo. Risalente, probabilmente al VIII secolo, fu fortemente devastata da Pipino il Breve, ricostruita dal vescovo Teodorico I nell' 840, subì nel tempo notevoli rimaneggiamenti. Presenta tre navate, nove altari, oltre a quelli della cappella del Sacramento e serba una statua argentea raffigurante, San Giustino opera di Nicola da Guardiagrele, un calice d’argento dorato di scuola veneziana del XIV secolo e due splendidi messali miniati. La Cattedrale si affaccia sulla Piazza San Giustino, ex Piazza Vittorio Emanuele II, assieme al Palazzo Municipale e al Palazzo di Giustizia. Dalla Piazza, da cui si può godere di un ampio panorama

sulla Majella e il Gran Sasso d’Italia, parte il Corso Marrucino, a tratti porticato, dove si susseguono la chiesa barocca di S. Domenico, il Teatro Maruccino, il Palazzo Martinetti e la barocca Chiesa di S. Francesco della Scarpa.Tra gli altri monumenti cittadini si segnalano la Chiesa di San Giovanni dei Cappuccini, con all’interno tele della scuola del Veronese, Porta Pescara del XII secolo, unica rimasta delle nove della cinta muraria, la Torre dei Toppi, Palazzo del Seminario diocesano con la loggia cinquecentesca e la Torre del Palazzo Arcivescovile risalente al XV secolo. Fuori dal centro, la Chiesa di Santa Maria a Tricalle, la Chiesa del Carmine a Civitella e la Chiesa di Sant’Agata a Trivigliano. Il Museo Nazionale di Antichità, il più importante d’Abruzzo, conserva reperti provenienti da scavi fatti in tutta la regione, tra cui il Guerriero di Capestrano, l’Ercole e la Venere Anadiomene di Alba Fucens, una testa di vecchio del I secolo a.C. proveniente dagli scavi di Foruli e un frontone di tempio italico rinvenuto nei pressi di Castiglione Messer Raimondo.

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Gissi

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Provincia di Chieti

Sorge su un colle ricoperto di frutteti, vigneti e aree boschive, Gissi, noto un tempo come Gesso di Monteodorisio, dal feudo cui appartiene, intorno al XII secolo è un’importante cittadella fortificata. La scarsa documentazione tuttavia non consente di ricostruire totalmente le vicende storiche del paese nei secoli successivi. Nel XV secolo è governata dai Caldora, dal XVIII secolo in poi dai D’Avalos di Pescara. L’economia trainante di Gissi è ancora oggi l’agricoltura, ma vanta una bella zona industriale con attività nel settore dell’abbigliamento, metalmeccanico e dell’arredamento.

Testimoniano le antiche origini del paese i due superstiti torrioni cilindrici presenti nel centro storico. Uno dei torrioni è attaccato al bel Palazzo Garofalo. Da ammirare la Chiesa di San Pietro Apostolo, sorta su un preesistente tempio dedicato a Diana, che custodisce una preziosa tela del XV secolo, attribuita ad Antonio Solario e raffigurante la Madonna del Sudore, la Chiesa di Santo Stefano Martire edificata su un tempio pagano ntorno all’anno 1000. La Chiesa del Convento risale invece al XVI secolo ed infine da visitare c’è la Chiesa di San Rocco con un caratteristico atrio ottagonale.

Da visitare, la chiesa di Santa Maria Assunta, del 1884, che conserva al suo interno un organo ligneo intagliato, dorato e dipinto nel seicento, croci d’argento del XVII/XVIII secolo ed un crocifisso ligneo policromo del XIII/XIV secolo. Il centro storico ingentilito da pregevoli edifici tra cui il Palazzo Carunchio, conserva il suo antico splendore.

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racconti

o z z u r b A o i m Al

AL MIO ABRUZZO, AL SUO MARE, AI SUOI MONTI, E ALLE SUE GENTI. di Patrizia Granata

E anche quest'anno ce l'avevamo fatta, le tanto sospirate vacanze erano arrivate, di questi tempi ci sentivamo quasi dei privilegiati, ma dieci giorni in Abruzzo non ce li avrebbe tolti nessuno. Ne' io nè mia moglie ci eravamo mai stati, però ne avevamo sentito parlare molto bene, mare, montagne, storia, cultura, folclore, e poi una cucina deliziosa di terra e di mare, e dei vini strepitosi, il giusto mix che ci aveva incuriosito. Partimmo dalla stazione centrale di Milano, il viaggio fu piacevole, mia moglie era euforica, presto arrivammo a destinazione: Pescara! Subito fummo piacevolmente sorpresi, bella, grande la stazione, ci avviammo a prendere un taxì, quando vedemmo un signore che agitava un cartello con scritto il mio nome e quello della mia consorte. Ci meravigliammo molto, ma poi pensammo ad un gesto di cortesia del nostro albergatore, Ci avvicinammo e dopo le dovute presentazioni, ci avviammo verso una macchina poco lontana. Ovidio (così aveva detto di chiamarsi il nostro autista), fu gentilissimo e prima di partire ci disse che l'Abruzzo ci dava il benvenuto. La macchina invece di partire si sollevò in aria e subito, potemmo vedere Pescara dall'alto. Ecco l'obelisco dedicato a D'Annunzio, ecco lì il porto turistico, e il bellissimo ponte del mare. Nè io nè mia moglie ci spaventammo, anzi eravamo elettrizzati, come bambini al luna park. Ci dirigemmo subito verso L'Aquila e noi provammo un grande rispetto per una città meravigliosa, così duramente provata da un sisma tremendo. Ovidio ci indicò come simbolo della città la fontana delle 99 cannelle, e ci disse che in seguito al terremoto gran parte del patrimonio artistico della città era stato fortemente danneggiato. Ovidio ci parlava dei posti, degli usi, della gente, ad un certo punto si illuminò, e ci disse che stavamo sorvolando la sua amatissima città: Sulmona. Ci indicò la statua di una Madonna che "scappava" in piazza, e si ricongiungeva a suo figlio, Ovidio amava parlare della sua città natale, così ci disse che Sulmona, oltre che per il suo folclore, oltre che per i suoi confetti, era molto famosa anche per il suo "aglio rosso", qualità pregiatissima coltivata solo nella valle Peligna, e ci parlò pure delle gustosissime patate e carote del Fucino, dello zafferano di Navelli, delle lenticchie di Santo Stefano Di Sessanio, poi ci indicò che eravamo a Cocullo, e ci mostrò la statua di S. Michele, che sfilava per le vie del paese ricoperta di serpenti, poi seguimmo idealmente i cantori che a Pianella svegliavano i paesani con risa e lazzi per far rivivere l'antico rito del "buongiorno", e ci fece vedere poi un ragazzo, che a Pacentro correva a più non posso, lungo il costone di una montagna a piedi nudi e veniva chiamato zingaro anche se zingaro non era. Ovidio fermò la macchina a ridosso di piazza del popolo, in pieno centro storico di Pacentro, sopra di noi svettavano alte le torri dell'imponente castello Caldora, a fianco una stupenda fontana seicentesca ed in mezzo alla piazza, una tavola ricoperta da una candida tovaglia di lino, ricamata dalle donne del posto. Subito, ci venne incontro una donna bella, solare, e sia a me, che a mia moglie ci parve di averla già vista. Ovidio l'abbracciò, la signora fece cenno di accomodarci e ci disse con un sorriso , che il cuore dell'Abruzzo, le sue montagne, i suoi parchi, e le sue genti, avevano l’onore di invitarci a pranzo. Bastò uno schiocco di dita e subito sulla tavola comparve ogni ben di Dio. Cominciammo assaggiando salumi e formaggi, accompagnati da un pane fragrante, condito con l'ottimo olio di Loreto Aprutino, che buona la ventricina di Guilmi, il pecorino di Atri, i coglioni di mulo, meglio conosciute come mortadelline di Campotosto, e il "cazzimperio" antichissima ricetta dei pastori che prevede di far sciogliere cubetti di caciocavallo nel latte, e poi si aggiungono uova e farina fino ad ottenere una crema da spalmare su fette di pane abbrustolito. Ovidio ci 78


racconti

spiegò che i vini abruzzesi erano tanti e tutti eccellenti, stappò quindi una bottiglia di Montepulciano "Incanto", un vino intenso, con sentore di frutti rossi e spezie, poi fu la volta del Montepulciano "Malandrino, un vino dal colore rubino con sapori di prugne, ed un lieve sentore di liquirizia, infine, ci deliziammo con il "neromoro" , che sapeva di erbe aromatiche e di cioccolato fondente. Passammo poi a gustare i primi piatti, assaggiammo la pasta allo sparone, splendida ricetta di Pescara, dove una sfoglia tirata sottile con il mattarello viene riempita di uova ricotta spinaci e parmigiano, poi si avvolge tutto nello sparone (uno srofinaccio) e si fa bollire per circa un' ora, poi si affetta e si condisce con dell' ottimo sugo di agnello, dopo mangiammo la mugnaia, stranissima corda di pasta molto irregolare. Provammo "le Virtù" sontuoso minestrone preparato con gli avanzi di tutto un inverno (legumi, cereali, rimasugli di pasta, verdure fresche e cotenna di maiale e l'osso di prosciutto crudo) al fine di svuotare le madie. Un profumo gradevolissimo annunciò gli arrosticini, teneri bocconcini di castrato, infilati su stecchini di legno e poi cotti sui carboni, e la "pecora alla cottora", Ovidio ci spiegò che ci volevano circa sei ore per cuocere questo piatto tipico dei pastori, perchè la carne doveva risultare morbidissima. La signora, infine, ci servì dei dolci, le "sise delle monache" o tre monti, un dolce tipico di Guardiagrele, fatto di pan di spagna riempito di crema pasticcera, e le ferratelle preparate al momento, con uno strano ferro rovente e poi ripiene di marmellata d'uva. Per digerire bevemmo l'amaro abruzzese ed il centerba di Tocco Casauria, forte, fortissimo, e assai aromatico. Ovidio ci invitò a congedarci, dovevamo riprendere il viaggio. Salutammo, con gioia, la signora e le chiedemmo come si chiamava, 'Ciccone Luisa Veronica', ci rispose con un sorriso...Madonna disse mia moglie con un filo di voce. Riprendemmo il viaggio e ci dirigemmo verso la costa, ecco giù Alba Adriatica, Ovidio ci indicò, poi, Pineto bellissima località balneare con la pineta che arrivava fin sulla spiaggia, la torre di Cerrano ci apparve all'improvviso, era una delle torri costiere del regno di Napoli, sorvolammo nuovamente Pescara e Ovidio ci indicò una strana processione di barche, la prima portava la statua di Sant'Andrea issata a prua, era la festa della marineria pescarese che dal lontano 1867 si svolgeva puntuale ogni anno ed una strana consuetudine voleva che non si potesse fare il bagno in mare se non dopo aver partecipato alla processione. Poi passammo su Ortona ed ammirammo il suo bel porto, oramai eravamo sulla costa dei trabocchi che da Ortona si spingeva fino a Vasto Ovidio ci indicò i trabocchi e così vedemmo che erano splendide palafitte erte sul mare che i pescatori da tempo immemorabile usavano per pescare. Arrivammo a Vasto e la statua bronzea della bagnante posta su uno scoglio, per un attimo, si animò e ci invio un bacio. Poi ci dirigemmo in un "ristotrabocco". Subito ci venne incontro il proprietario, Ovidio lo salutò, e lui ci disse che se di giorno era bello, il trabocco di notte diventava magico, la struttura centenaria in legno sospesa su grossi pali a diversi metri sul livello dell'acqua facevano si che il tempo si fermasse. Vedemmo un tavolo apparecchiato per tre, e poco lontano ad un altro tavolo una coppia parlava guardandosi negli occhi. Il proprietario ci presentò i suoi ospiti, si alzò un uomo non troppo alto dai lineamenti regali, baffi e barba curatissimi, disse di chiamarsi Gabriele, si presentò come scrittore, poeta, drammaturgo, abile aviatore, fine esteta, grande amante della vita e delle belle donne, mia moglie lo guardava ammiratissima. Poi toccò alla donna, Eleonora, aveva delle mani bellissime, ci disse di lavorare in una compagnia teatrale e che amava interpretale le commedie che il suo compagno scriveva per lei. Il titolare, vedendo che avevamo rotto il ghiaccio, aggiunse due posti al nostro tavolo ed invitandoci a sedere ci disse che il mare, il sole, le spiagge dell'Abruzzo ci invitavano a cena. Subito ci portò, dei cannolicchi e delle cozze gratinate, le gustosissime lumachine di mare chiamate bummaletti, cotte con pomodoro e rosmarino e piccanti al punto giusto, ci fece assaggiare la razza a scapece, tipico piatto dei pescatori vastesi, dove la razza dopo essere stata fritta, è condita con aceto e zafferano e conservata in piccoli bauli di legno, poi gustammo una zuppa di pesce sublime preparata con il "fuffullone" peperone rosso, secco non piccante e pestato con cura in un mortaio. Poi si avvicinò allo scaffale dei vini e stappò un trebbiano, dal sapore intenso e ricco, con sentori di frutta matura, cioccolato bianco e vaniglia. Assaggiammo una chitarrina al nero di seppia con finocchi e pomodorini, un tripudio di sapori, poi degli spiedini di scampi e calamaretti, alla francavillese, una fritturina di paranza che raccontava il mare. il proprietario ci fece assaggiare la "passera delle vigne", un vino fresco e persistente che scendeva giù che era un piacere. Dopo un po', Gabriele chiese di portare il suo dolce preferito ed il titolare annui dicendo: 'subito Vate'. Ci portò così i bocconotti di Lanciano, teneri scrigni di pasta frolla riempiti con composta d'uva ed il parrozzo di Pescara, un dolce a forma di cupola fatto di mandorle e cioccolato fondente. Gabriele ci confidò che era talmente ghiotto del parrozzo da avergli dedicato un'ode. Ci portarono il PLasir un vino passito, il titolare, poi, unendosi a noi per un brindisi, aprì lo spumante Esmery's che sapeva di mango maturo, di mela, di pinoli e miele. Per digerire, bevemmo la genzianella, noi donne assaggiammo l'aurum di Pescara un infuso di brandy e arance ed il Ratafià, un liquore ottenuto da amarene tenute in infusione nel Montepulciano. Salutammo calorosamente il gestore, con la promessa di rivederci quanto prima, Ovidio si offrì di dare un passaggio a Gabriele e alla sua dama, come mise in moto la macchina una mano lieve sulla spalla mi fece tornare alla realtà. " Amore, siamo arrivati" disse mia moglie, "hai dormito per tutto il viaggio", aggiunse. Ma, allora, Ovidio, D'Annunzio, la Duse e Madonna, era stato tutto un sogno... Scendemmo dal treno e ci avviammo all'uscita, subito, restammo meravigliati, era proprio bella, grande la stazione di Pescara, ci avviammo verso un taxì ed io sperai di vedere Ovidio tra la folla.

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à t e i c o S e i n a Giov DI NUOVO A SCUOLA, TRA PROGRESSO E REGRESSO. di Giulia Di Fulvio

Molti di voi si chiederanno quale sia effettivamente il senso di affiancare la parola “regresso” all’istituzione, che dovrebbe contendere per eccellenza il primato del progresso: la scuola. La domanda è assolutamente lecita, essendo, oggi, tutto all’insegna della tecnologia che ci semplifica la vita e alla quale non possiamo fare a meno, nonostante la crisi che tormenta le nostre tasche. Tra cellulari, smartphones e tablet, sono moltissimi gli aggeggi d’ultimo grido che millantano il progresso e il potere utilitario. Man mano, tutti questi strumenti hanno invaso ogni campo dello scindere umano, interessandosi dalla cucina all’estetica e al semplice svago. Non poteva mancare all’appello il campo scolastico, anche se, secondo me, il quadro che abbiamo di fronte ai nostri occhi è di sostanziale regresso. Tra tagli vari, che hanno colpito ogni dove, diverse scuole statali italiane si vedono con l’acqua fino alla gola nel gestire strutture più o meno fatiscenti. Secondo dati raccolti, lo scorso anno, erano l’89% gli edifici scolastici che avevano bisogno di interventi e manutenzioni. Questo passa stranamente in secondo piano: infatti, tra le file del Ministero dell’Istruzione, si parla di voler tagliare i costi alla carta, di risolvere il problema della difficile amministrazione fatta da pile infinite di documenti attraverso l’introduzione di registri elettronici, iscrizioni on line e rilevazione automatica delle presenze effettuata attraverso badge elettronici dati ai ragazzi. Ma non solo: Puglia, Sicilia, Calabria e Campania avranno programmi particolari e in queste regioni sarà assegnato un tablet per ogni docente. Tutto questo, con il fine di innovare, rinnovare e modernizzare il sistema scolastico italiano, ha un costo stimato di 24 milioni d’ euro. Prima di tutto, devo dire di essere d’accordo con questi programmi di modernizzazione e eliminazione di documenti in eccedenza, risparmiando in ogni ambito (costi, spazio e tempo). Ma qui si tratta di vedere l’utile e il logico della questione: non bisognerebbe, prima di tutto, stendere un programma di priorità per cercare di sanare dalla base il nostro, non proprio efficientissimo, sistema dell’istruzione? Certo, è una battaglia da combattere a testa alta, questa dell’informatizzazione e della modernizzazione, ma è ciò più importante dell’avere a disposizione carta igienica, solventi per pulire, gessetti o comunque strutture adeguate a rendere l’ambiente di studio accettabile? Lo sanno bene i genitori tra cui è ormai usanza comune quella di munire i loro figli di questa piccola valigetta dell’utile e indispensabile, prima di spedirli a scuola. Secondo me , bisognerebbe badare prima a queste cose, integrando , progressivamente, la digitalizzazione al computer e tutto il resto. Il MIUR ha fortunatamente stanziato alla scuola 90 milioni di euro di fondi in più, rispetto al 2011, e sono sì sicura che la “riforma dell’ipad” sarà un successone in ogni ambito, ma in uno step successivo. Questo potrà dare i suoi frutti solo dopo aver creato le prerogative, tali a far si che l’ambiente in cui ogni ragazzo o bambino studi sia appropriato e confacente alla sua funzione; nel frattempo, si potrà pensare a modernizzare per primo il metodo didattico, di forse troppo anziani, professori. Pare che, fortunatamente, i big dell’Istruzione si siano accorti di questo, e si vocifera di 680 milioni pronti, da subito, per mettere a norma le scuole del sud. Solo dopo, si potrà liberamente spaziare nel campo della tecnologia con tutti gli accorgimenti del caso. www.abruzzositiweb.com

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SOSTENIAMO I NOSTRI MARO’

rubriche

s e t o N Blog di Paolo Garrisi

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone i marò del Battaglione San Marco, reparto d’elite della Marina Militare, dal 15 febbraio 2012 vivono bloccati in India lontani dai propri famigliari in un paese chiaramente ostile alla nostra Repubblica che in barba alle convenzioni internazionali non accenna a liberarli e farli rientrare a casa. Una vicenda che non ha eguali… una controversia internazionale dai risvolti misteriosi che sembra non terminare mai. E il nostro Stato cosa fà?

ITALIA E’ MAGAZINE… SOSTIENE I SUOI MARO’. RIPORTIAMOLI A CASA!

“SI ALLA PRIVACY MA SENZA RINUNCIARE AI SOCIAL NETWORK” di Luca osati Un’indagine di Emc (azienda americana che sviluppa e fornisce infrastrutture per l'information technology), condotta su 15mila internauti di 15 Paesi, evidenzia come in Italia oltre un terzo degli utenti iscritti a una piattaforma 2.0 non si preoccupa di personalizzare le impostazioni di privacy nel momento in cui si iscrive e antepone i vantaggi del mondo 2.0 alla riservatezza. I motivi per cui si cede al “richiamo” dei social network sono molteplici: il 91% degli intervistati apprezza i vantaggi di un “accesso più facile alle informazioni e alla conoscenza” reso possibile dalla tecnologia, mentre l’85% degli intervistati apprezza “l'uso della tecnologia digitale per la protezione dalle attività terroristiche e/o criminali”. Infine, solo il 54% è disposto a rinunciare a parte della propria privacy in cambio di questa protezione. Sembra, dunque, che gli utenti da un lato pretendano privacy dopo aver ceduto o diffuso i propri dati e immagini personali (sottovalutando le conseguenze delle proprie azioni) e dall’altro pretendono protezione dal crybercrimine e dal terrorismo digitale senza però contribuire alla causa.

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o g r u r i h C l La Parola a LA CHIRURGIA E LE MALATTIE DEL PANCREAS Il cancro del pancreas (adenocarcinoma) può essere una malattia molto aggressiva; altre forme di tumore del pancreas, lo sono molto meno. Le patologie sono: i tumori del pancreas, la pancreatite acuta, la pancreatite cronica, le pseudocisti Gli interventi chirurgici: Duodenocefalopancreasectomia (DCP), Pancreasectomia distale, totale o intermedia, Enucleazione, Pancreatico-digiunostomia e pseudocisto-digiunostomia, Epatico-digiunostomia e gastro-digiunostomia. Per quanto riguarda, il trattamento del tumore del pancreas, il chirurgo specialista, si avvale della collaborazione attiva del servizio di Radio-Chemioterapia ed il servizio di Gastroenterologia. Un dolore addominale strano e continuo, irradiato alla schiena, un ittero senza particolare colica, una perdita di peso strana, una difficoltà digestiva, ecc., necessitano di essere approfonditi. Abbiamo riportato sopra le varie tecniche. Ma, accanto ai tumori, bisogna dire, che le patologie del pancreas sono pure le infiammazioni acute e croniche, che vanno trattate con terapia medica ed assistenza e con trattamenti chirurgici, atti a migliorare lo stato patologico e permettere una vita normale. La pancreatite acuta è una infiammazione ad insorgenza improvvisa, con uno spettro di gravità, che va da forme lievi, a forme gravi, a volte mortali. La causa più frequente è la calcolosi biliare, l'alcolismo è considerato un fattore di rischio, ma più raramente la pancreatite acuta può insorgere per anomalie anatomiche del pancreas, quali tumori, aumento trigliceridi nel sangue o per assunzione di farmaci o manovre endoscopiche specifiche sulle vie biliari. La pancreatite acuta richiede, raramente, un'intervento d'urgenza. In caso di calcolosi biliare, sarà necessario l'intervento di colecistectomia, che può essere eseguito per via la paroscopica. La pancreatite cronica è una malattia dall'assunzione di alcool, da cause genetiche, da ostruzione cronica dello scarico dei succhi pancreatici, o, da rara, ma presente, forma autoimmune. E' importante la diagnosi differenziale con le forme tumorali ed il trattamento è medico dietetico. Infine sono da segnalare le Pseudocisti. Si tratta di raccolte liquide dotate di una parete fibrosa, che possono comunicare o non comunicare con il sistema dei dotti pancreatici. Queste formazioni si sviluppano al di fuori del pancreas, per lo più, in seguito ad un precedente episodio di pancreatite acuta o di una pancreatite cronica. La psudocisti, se asintomatica, non richiede terapia, ma solo controllo nel tempo. Se, invece, è sintomatica o lo diventa o è particolarmente voluminosa, va trattata con intervento chirurgico o con una procedura endoscopica. L'intervento chirurgico è la pseudocisti-digiunostomia, che consiste nel collegare, in maniera permanente, la pseudocisti ad un'ansa intestinale.

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LA PENA.

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? . . . e h c e t a v e Lo Sap di Monica Raideni

LA PENA La parola “pena” è sinonimo di castigo. Essa indica in generale il dolore, la sofferenza che viene inflitta a colui che ha violato un comando. Suo carattere essenziale è quindi l’afflittività: una pena non afflittiva infatti, sarebbe una vera contraddizione, come dire fuoco freddo. La pena, che a noi interessa, differisce dagli altri castighi, in quanto è inflitta dallo Stato: si tratta di sanzione pubblica. Di qui la necessità di distinguere pene inflitte dallo Stato, da quelle comunemente dette “criminali”, le quali si distinguono dal modo in cui vengono applicate. La pena criminale pertanto è la sofferenza comminata dalla legge ed irrogata dall’Autorità Giudiziaria, mediante processo, a colui che viola un comando della legge. LA FUNZIONE DELLA PENA Per funzione della pena, si intende l’efficacia della stessa, ossia, gli effetti che produce e in vista dei quali, essa è adottata dallo Stato. Tali effetti possono essere: Diretti verso il passato (dai quali sorge l’idea della repressione); Diretti verso il futuro (dai quali sorge l’idea della prevenzione). La prevenzione può, altresì, distinguersi in : Generale (efficacia che la pena esercita sulla massa di sudditi e/o generalità per trattenerla dal commettere reati); Speciale (efficacia che la pena esplica sul singolo individuo che ha commesso il reato per far sì che non torni a violare la legge penale). I CARATTERI DELLA PENA La pena criminale presenta i seguenti caratteri: La personalità: La pena è personalissima e colpisce solo l’autore del reato (rif. Art. 27 C.P.). Questo principio è il risultato del progresso umano, perché, in passato, la pena si infliggeva spesso a persone estranee al fatto criminoso. La legalità: L’applicazione della pena è rigorosamente disciplinata dalla legge (Art. 1 C.P.). Ne deriva, prima di tutto, che essa non può essere inflitta se non nei casi espressamente previsti dalla legge, e inoltre non si possono irrogare pene non consentite dalla legge. Inderogabilità. Proporzionalità: La pena, oltre che inderogabile, è anche proporzionata al reato commesso. L’art. 133 C.P. fa obbligo al giudice di tener conto nell’esercizio del suo potere discrezionale per l’applicazione della pena, non solo della gravità del reato, ma, anche, della criminalità virtuale del soggetto.

A Spasso nel Vocabolario... e Oltre di Milly Luna Pèsca: Detta anche pomo persico o pomo di Persia. Abbreviazione di "persica", dal Latino "persicum": frutto persiano. Stare in campana: Vale come avvertimento a “stare in guardia”, “sul chi vive o “con occhi e orecchie bene aperti”, contro avvenimenti imprevisti. Deriva, probabilmente , dall’usanza di avvertire con il suono della campana, la popolazione , di un imminente pericolo. Annali: Dal latino annus, trae forse origine dai “clavi annales”, chiodi annuali che i sacerdoti del tempio di Giove Capitolino a Roma piantavano nel tempio per segnare il numero degli anni passati. Analogo rito era diffuso anche nel tempio etrusco della dea Nortia a Volsinii. L’uso di redigere gli annali, risale all’età della Roma monarchica , quando il Pontefice Massimo aveva il compito di annotare , su una tavola bianca , i nomi dei magistrati e tutti gli avvenimenti di politica interna e di politica estera. La “tabula dealbata” veniva esposta nell’atrio della casa del Pontefice alla fine di ogni anno. Marketing territoriale: Marketing significa letteralmente "piazzare sul mercato" Si intende, pertanto, per marketing territoriale, quel complesso di attività , che hanno quale specifica finalità , la definzione di progetti, programmi e strategie volte a garantire lo sviluppo di un comprensorio territoriale , nel lungo periodo. 83


a r a i h Artec ERGILIA DI TEODORO: DALL’IPERSPAZIALISMO ALLA PITTURA COLTA. di Leo Strozzieri

A suo tempo, Ergilia Di Teodoro, in arte Edit, fu una delle prime artiste donne in Abruzzo ad occuparsi di Computer Art ed in questa veste, nel 2003, entrò a far parte del Movimento Iperspazialista, che poi lasciò perché troppo angusto nelle linee programmatiche. Ergilia Di Teodoro era artista dalle vedute troppo vaste, per lasciarsi irretire da esso. Le sue dimissioni dal movimento coincidono con il secondo periodo della sua creatività, durante il quale, memore dei suoi studi classici, torna al fare pittura con il pennello, inanellando una serie di straordinarie interpretazioni che vanno dal neoclassicismo del Canova, al Cubismo picassiano, dal Suprematismo, alla Metafisica. In questa fase, che potremmo definire di riappropriazione della storia dell’arte, Edit palesa tre connotazioni strettamente pittoriche e stilistiche che riguardano il colore, il segno, la dialettica struttura compositiva – materismo cromatico. Quanto al colore, c’è in lei la propensione al Fauve ed una sorta di reminiscenza del Gruppo Cobra, a dimostrazione di un carattere forte, per nulla romantico, come ci si aspetterebbe da una donna artista. Poi è essenziale il segno, inteso in chiave costruttiva e mai asservito alla decorazione. Costruzioni, le sue, ardite e che rivestono un aspetto architettonico conforme, ovviamente, alla sua professione. Però, va notato come nelle sue, talora ardite, costruzioni ci sia una volontà di lettura tattile dell’opera, in virtù di una pasta cromatica densa, che viene riversata sulle superfici. Del resto, la propensione al materismo in pittura è elemento portante di tanta ricerca contemporanea, a partire dagli anni cinquanta a seguito della stagione informale. Indubbiamente, un percorso esaltante quello di Ergilia, consapevole dei fondamenti culturali, più che sociologici, della ricerca artistica, che a differenza di altri suoi colleghi iperspazialisti, non si è lasciata irretire da un movimento, che, forse, aveva osato troppo nel dichiarare la propria discendenza dal grande Lucio Fontana. Ma, ecco, una breve scheda sull’artista: Ergilia Di Teodoro, in arte Edit, nasce a Pescara nel 1965. Ha compiuto gli studi di geometra, frequentando poi la facoltà di Architettura dell’Università di Pescara, conseguendo brillantemente la laurea. Impegnata, fin da giovanissima, nella Computer Art, quando in Italia questa pratica era ancora agli albori e mal vista dalla critica ufficiale. Ha preso parte all’operazione di MAIL ART Omnia vincit amor, esponendo al Teatro Monumento D’Annunzio a Pescara e al Premio Emigrazione di Pratola Peligna. Nel 2003, come detto, ha aderito al Movimento Iperspazialista, da cui si è distaccata per motivi strettamente culturali. Dopo la fase operativa nel campo della Computer Art, è tornata alla pittura di pennello, ove attua una rivisitazione del tutto personale di alcuni momenti delle avanguardie storiche.

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Della sua ricerca, si sono interessati critici italiani con lusinghieri apprezzamenti. Tra questi ricordiamo Leo Strozzieri che ha storicizzato il Movimento Iperspazialista e Maurizio Vitiello. In questa sorta di reminiscenza culturale, vanno inserite opere come “Il David”, in pratica una rivisitazione in chiave moderna di un capolavoro assoluto dell’arte mondiale. Si tratta, intanto, di una volontà ben precisa a rendere interattiva memoria e contemporaneità. Rilevante, nella composizione del dipinto, l’aspetto segnico che struttura architettonicamente lo spazio in chiave cubista e quindi di scomposizione dell’icona. Poi, va notata la predilezione dell’artista per le stesure timbriche di un colore di forte impatto espressionista, a significare, in chiave autobiografica l’energia interiore che spinge l’artista alla creatività.


rubriche

o t a c o v v A ’ l l a a l o r a P a L

Amministro uno stabile e ho numerose difficoltà a riscuotere regolarmente le quote. Ultimamente, a complicare il quadro, sono anche arrivate le richieste di conguaglio relative alla fornitura di acqua. Si parla di cifre molto alte dal 2000 al 2011. Appena convocata l'assemblea, i toni si sono subito infiammati e non si è arrivati ad un bel nulla. I pochi che vorrebbero pagare temono di essere esposti anche per quanti si oppongono minacciando azioni legali. Come devo comportarmi? Andrea M. Innanzitutto, occorre verificare se il credito, o una sua parte, non sia già prescritto ex art.2948 c.c. dato che il pagamento delle bollette è esigibile al termine di ciascuna annualità, ma vi è una prescrizione in 5 anni decorrenti dal giorno in cui si può far valere il diritto. In merito, poi, alla responsabilità nei confronti dei creditori terzi del condominio, va ricordato, che la giurisprudenza ha di recente mutato il proprio indirizzo ove riteneva la responsabilità per i debiti ricadente tutta sul condominio, e, precisamente, su ogni singolo proprietario, tanto che il creditore poteva scegliere, indifferentemente, chi aggredire, per vedere riconosciute le proprie ragioni. La Cassazione, a Sezioni Unite 8 aprile 2008 n. 9148, ha modificato questo indirizzo interpretativo, tanto da aver chiarito, in buona sostanza, che non esiste la solidarietà passiva del condominio di fronte ai debitori terzi , quando il debito sia divisibile come quello di denaro, dove prevale la parzialità dell'obbligazione la cui somma potrà essere ripartita in quote rispettive del debito. Alla luce di questa pronuncia, nelle situazioni in cui vi sia qualcuno che non ha pagato la propria quota, l'amministratore potrà versare al creditore quanto già riscosso dagli altri condomini. Si aggiunga inoltre che il Garante della Privacy, con nota del 26/09/2008, relativamente alla “comunicazione di dati personali in occasione di contratti di fornitura di beni e servizi”, ha chiarito che non costituisce lesione al diritto di privacy la comunicazione del nominativo dei condomini “obbligati al pagamento di corrispettivi dei contratti”. Quindi, l'amministratore, oltre a versare quanto già riscosso dagli altri condomini, potrà comunicare al creditore anche l'elenco di quanti non hanno pagato, con le quote dovute da ciascuno di questi.

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f e h C o l l e d e t t e c i R e L

(Te) Silvi Alta i v il S Vecchia torante is R l e d chef gostino, ’A D e id v E SALSA con Da O T A L O C C A tavola AL CIO

E N MOUSESW HISKY E WAFERSCCO N O P R A AL MA

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NTI: INGREDIE ccolato fondente io c 150 gr. di 1 uovo di zucchero 1 cucchiaio na da montare an 200 gr. di p i mascarpone d io 1 cucchia i whisky d io 1 cucchia r fe a w biscotto ia: a all’aranc m re c la r e P 2 uova rancia buccia di a i farina d io ia 1 cucch di zucchero io ia 1 cucch

Preparazione: Sciogliere il cioccolato e aggiungere il tuorlo, l’albume, lo zucchero e 150 gr. di panna. Montare i restanti 50 gr. di panna e fatela girare con il mascarpone e il whisky. Mettere il wafer tagliuzzato in una coppa e disporre con un sacco a poche progressivamente il cioccolato, la panna e la crema all’arancia. Decorare con la salsa al mascarpone e servire.


. . . . è e t n e m a Allen GIOCHI PER LA MENTE di Anna Massa e Nicola Nigro

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Il Testa-Coda METTERE IN ORDINE LE DEFINIZIONI SEGUENDO UN PERCORSO LOGICO

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A

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S

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A

TRIBUTO

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VI SI TROVA IL SANTUARIO DI SANTA RITA

DEFINIZIONI ORIZZONTALI

STRADA ROMANA LA MADRE DI ISACCO MISURA PERCENTUALE DELL’INTERESSE FIGLIO DI ABRAMO SPORTELLO DI BANCA

O

CONFEZIONA VESTITI

sudoku medio

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3 8 5 4 6 c

1 4 7

5 6 8 2

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9 8 6 d

4 1 e

4 1 3 9 5 7 2 f

2 7 9 3 1 6 8 g

6 2 4 8 7 3 5 h

7 5 6 1 2 9 4 i

8 7 6 5 4 3 2 1

1

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5 3 9 1 6 8 7 2 a

6 5 7 3 9 4 5 b

T

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7 9 2 2 4 8 1 6 3 c

3 4 8 1 6 7 5 2 9 d

S

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6 7 5 3 9 2 4 8 1 e

9 2 1 4 8 5 7 3 6 f

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8 1 7 6 2 9 3 5 4 g

5 6 9 8 3 4 2 1 7 h

T 2 3 4 7 5 1 6 9 8 i

il testa-coda

A S T R S A R T S A R A I S A C C O S C C A S C C A S S C A S S T A S S T A S S T A S T

C I I I A A O O A A

Soluzioni

TRA L’ANCA E LA GAMBA

9

1) Quadrato di 5 orizzontale; il numero ha le prime due cifre e le ultime due cifre che sono due numeri quadrati 5) Radice quadrata di 1 orizzontale; numero primo minore di 50 6) Inverso di 10 orizzontale; in numeri romani vale XCVIIII 7) Numero primo successivo al 5 orizzontale; radice quadrata di 4 vert. 9) Inverso di 5 orizzontale 9) Inverso di 6 orizzontale; in numeri romani vale LXXXIX.

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1) Quadrato di 8 verticale; ha tre cifre uguali 2) Numero primo superiore a 50 (compreso tra 50 e 70) 3) Divisibile per 9 e 11 4) Quadrato di 7 orizzontale 8) Radice quadrata di 1 verticale; vale la differenza tra il 10 orizzontale e il 2 verticale, aumentata di 10.

2

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DEFINIZIONI VERTICALI

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c

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4 O A A A

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il crucicalcolo

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9 4 8 1 88

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Sudoku Difficile

Sudoku Medio


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