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A L O U C S A L L E L’ECO D ISTITUTO COMPRESIVO STATALE V. REATINA

PRIMARIA VAZIA

SEDE CENTRALE

La redazione del giornale si unisce al sentimento di saluto cordiale ed affettuoso che il D.S. prof.ssa Paola Testa, il Collegio Docenti, il D.S.G.A e tutto il personale ATA rivolgono ai loro affezionati lettori. A conclusione del viaggio annuale intrapreso insieme ai nostri alunni, nei rispettivi ordini di scuola di appartenenza, abbiamo elaborato una serie di percorsi educativi - didattici per la realizzazione dei quali si sono adoperate le diverse componenti della scuola. E di essi abbiamo dato testimonianza nell’allestire le pagine di questo giornale. Fare sinergia e cooperazione ha guidato la mano di molti nell’espletazione del lavoro quotidiano, così come predisporre e realizzare attività in continuità, ci ha sempre contraddistinto.

INFANZIA VAZIA

“Imparare ad imparare” è stato il nostro motto oltre che lo stimolo che giorno dopo giorno abbiamo ricercato e perorato all’interno dei nostri TEAM. INFANZIA V. REATINA

INFANZIA CAMPOLONIANO Redattori: Maria Luisa Iacuitto Mirella Imperatori

Giuseppina Biancone Direttore responsabile


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Gli alunni della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo S. Villa Reatina … Raccontano storie … creativamente … Partecipano al concorso: “ Il frantoio delle storie”

L’oliva impaurita Era il mese di Novembre, cioè il mese della raccolta delle olive. C’era un’oliva impaurita perché sapeva che sarebbe stata portata al frantoio. L’albero le disse: - Diventerai un olio buonissimo, il migliore! - L’oliva rispose: - Ma io non voglio essere spremuta, mi faranno male! L’oliva venne raccolta e portata al frantoio, una volta diventata olio lo portarono al supermercato. Lì conobbe altri tipi di olio che lo presero in giro perché era più costoso e meno colorato. Venne comprato per primo, lo misero su fettine, bruschette e petti di pollo. Sentendo esclamare: - buonissimo!!! - fu contento di essere diventato un olio così prezioso. Colasanti Luis Classe IVB Villa Reatina

L’olio d’oliva Un giorno un ‘oliva si sentiva sola perché era più chiara e le altre la scacciavano dall’albero. Allora decise di scappare. Incontrò un’oliera e fecero amicizia. Loro stavano sempre insieme. Un contadino per caso prese l’oliva e la portò al frantoio per macinarla insieme alle altre. L’oliva era diventato olio e portato al supermercato dentro ad una bottiglia. In seguito un signore di nome Luigi la comprò e la portò a casa. Luigi prese l’olio, la bruschetta e li assaggiò insieme; gli piaceva tantissimo quell’olio d’oliva! E da quel giorno lo comprò sempre. Broccoletti Alessandro IVB

Aforismi e citazioni  È saggio applicare l'olio di una raffinata gentilezza ai meccanismi dell'amicizia.

Storia delle olive La raccolta

Il sapore della vita Tanti secoli fa, il mondo non aveva nessun sapore. La pasta sapeva di farina e così anche il pane, la carne e il pesce erano secchi. Un giorno un contadino passeggiando per un campo, vide un grande albero pieno di chicchi verdi. Li osservò, ne colse una manciata e ne mangiò uno,così sentì che era buono. Ma quello che a lui interessava di più era sapere che cosa c’era dentro il nocciolo del chicco. Così prese due pietre, cominciò a schiacciare il nocciolo e vide che ne usciva un liquido verde-giallastro. Il contadino non ebbe coraggio di assaggiare quel liquido, perché pensava che fosse velenoso, così andò via dal campo. Dopo qualche anno iniziò un grave periodo di povertà e carestia nel paese del contadino ed anche lui era affamato. Si ricordò di quel campo dove c’era quel misterioso albero pieno di chicchi verdi. Andò lì velocemente, raccolse tutti i chicchi che poteva e li mangiò, poi schiacciò con una pietra tutti i noccioli e con coraggio assaggiò il liquido che ne usciva. Rimase sbalordito nel sentire quanto era buono il suo sapore, lo portò alla sua famiglia e lo portò ai suoi compaesani. Piacque a tutti ed era talmente buono che oltre ad usarlo loro stessi, lo vendettero ad altri paesi in cambio di cibo. Così superarono la carestia e diventarono il paese più ricco del mondo. Anche grazie all’invenzione dei frantoi, i chicchi presero il nome di olive, gli alberi di olivi e il liquido di olio. Il contadino divenne l’uomo più ricco del mondo e venne soprannominato: “il contadino olioso.” Franceschini Gioele IVB

Su una collina c’è una piantagione di olivi. Nel bellissimo paesaggio c’è però un ulivo particolare, molto vecchio e molto bello. L’ulivo secolare sembra quasi che parli con i suoi frutti, le olive che ogni anno in autunno si ritrovano belle e polpose e pronte per la raccolta. Arrivato il grande giorno l’ulivo è orgoglioso dei suoi frutti che daranno un succo speciale: l’olio. Infatti le olive, tutte insieme, dopo la raccolta finiranno nel frantoio per la macina. Alla fine l’olio imbottigliato finirà sulle nostre tavole, per essere gustato con cibi cotti e crudi.

Questa è la storia delle olive!!! Gabriele Maietta IVB


L’ECO DELLA SCUOLA

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La paura dell’olio d’oliva In un frantoio, in campagna,si stavano spremendo le olive per fare l’olio. L’olio poi veniva messo nelle bottiglie, per essere e venduto al supermercato. C’era una bottiglia diversa dalle altre: l’olio che entrava dentro poteva parlare. Così appena la riempirono l’olio disse: “ ma dove sono finito, qui è troppo stretto!” e la bottiglia rispose: “ non ti preoccupare! Adesso ti porteranno in un posto con tante bottiglie e, quando verrai comprato, verrai usato per tante cose.” l’olio aveva paura. Dopo qualche giorno arrivò al supermercato e fu messo vicino a tante altre bottiglie di olio: c’era l’olio di semi di arachide, l’olio di semi di girasole, l’olio per friggere. Appena fu messo nello scaffale le altre bottiglie incominciarono a prenderlo in giro: “non ti compreranno mai, sei troppo

costoso, noi invece costiamo poco e abbiamo bottiglie più colorate!” L’olio d’oliva era triste! Ma dopo qualche giorno, l’olio d’oliva fu comprato. Arrivato a casa, fu messo nella dispensa della cucina, vicino all’olio per friggere che lo aveva preso in giro. L’olio d’oliva iniziò ad essere usato per tanti buoni piatti: minestre, bruschette, insalate, sugo, pasta … ed era molto contento, quando sentiva dire: che buono questo olio! - L’olio per friggere, invece, veniva usato poco, così capì che non era giusto prendere in giro l’olio d’oliva ed era diventato triste. L’olio d’oliva gli disse: - non ti preoccupare, ti perdono, siamo utili tutti e due, spero che hai imparato la lezione e che non prenderai in giro più nessuno! Federica Nobili IVB

più a mo i s i No rate, tu colo rutto! sei b

L’olio d’oliva preso in giro dalle altre bottiglie

L’0lio d’oliva “un nettare prezioso” C’era una volta un’oliva che era veramente triste perché tra un po’ sarebbe stata raccolta; aveva visto degli uomini avvicinarsi con delle lunghe scale e dei grandi sacchi. Allora l’oliva disse all’albero: “caro albero, sono veramente impaurita …” Rispose l’albero: “non ti preoccupare, non sono venuti qui per raccoglierti, ma soltanto per vedere se sei cresciuta bene e sana, perché tu sei la mia prima oliva; io sono un albero giovane!” L’albero disse quelle parole per rassicurarla, ma tra sé e sé sapeva che non era vero e pensò che piano piano doveva abituarla all’idea che sarebbe stata raccolta. L’oliva non era tanto convinta di quello che le aveva dettol’albero e da quel giorno cominciò ad

osservare quello che facevano gli uomini. L’albero si accorse di questo fatto e cominciò di nuovo a parlarle e raccontarle quello che di bello poteva diventare essendo raccolta: “un nettare” prezioso per gli uomini. Insieme alle altre olive fu infatti raccolta, furono lavate, asciugate per essere spremute. Ora, tutte unite, avevano dato vita all’olio d’oliva. L’olio d’oliva non aveva più paura perché sapeva che faceva delle opere buone a tutti. L’olio d’oliva era veramente felice perché sarebbe stato utilizzato per condire delle belle e buone fettine di pane. Sono buonissime! Vorrei tanto che noi bambini, quando saremo adulti, insegneremo ai nostri figli, questa bella tradizione!!! Giulia Sciamanna IVB

L’olio d’oliva C’era una volta un’oliva che doveva diventare olio. Arrivò quel giorno … l’oliva fu spremuta fino a diventare olio. E così fu trasportato in un negozio. C’erano milioni di bottiglie e l’olio non si sentiva a suo agio. Quindi disse ad un altro: - Dove sono? Cos’è questo posto?- L’altra bottiglia di olio gli rispose: - Stai calmo, stai in un negozio che quando aprirà venderà le sue cose e se sarai fortunato ti venderà e

se sarai fortunato ti venderà e diventerai utile per molte famiglie, ma ti devi assicurare di essere extravergine – . L’olio allora disse:- Che cosa succede se non sono extravergine? - Il suo compagno gli rispose: - se non sei extravergine nessuno ti comprerà. Quindi l’olio si spaventò anche perché gli altri erano più colorati e anche meno costosi invece lui era il contrario. Il commerciante

È saggio applicare l'olio di una raffinata gentilezza ai meccanismi dell'amicizia.

aprì il negozio e nessuno comprò l’olio. Passarono giorni e ancora niente, quindi perse la speranza. Un giorno arrivò un “oliandolo” che voleva assaggiare l’olio venduto in quel negozio. Visto che lui era l’ultima bottiglia di olio da condimento rimasta in negozio, lo prese e lo mise sopra il pane e lo assaggiò. Così l’olio fu utilizzato per altri cibi. “L’oliandolo” disse: quest’olio è buonissimo, lo metteremo nella storia! Festuccia Mattia IVB


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Il frantoio magico C’era una volta un olivo che si chiamava Olivia. Lei era molto affezionata alle sue olivo e specialmente ad Oliver. Era dicembre, il mese di raccolta delle olive, allora arrivarono il signor Franco e la signora Rita a raccoglierle. Oliver impaurito esclamò: - Aiuto!!! Cosa mi faranno?- “Tranquillo”, rispose Olivia, “diventerai olio”. Dopo aver sentito quelle parole Oliver si rese conto di quello che sarebbe successo, allora chiese ad Olivia: - sarò dolce o amaro? “Figlio mio sarai sicuramente un olio dolce”, rispose Olivia. Franco lo raccolse; aveva paura. Dopo qualche minuto arrivarono al “Frantoio magico” e furono macinati; c’erano molte varietà di olio. Il frantoio era magico perché l’olio che fuoriusciva trasmetteva il potere

della felicità a chiunque lo avesse mangiato. Il signor Franco e la signora Rita regalarono le bottiglie di olio a tutte le persone meno fortunate. Oliver fu regalato ad una famiglia molto povera che poteva permettersi pochi pezzi di pane al giorno. Oliver aveva capito quali poteri portava, cioè la felicità. Era orgoglioso di questo e non aveva più paura, infatti pensò: - wow! Potrò essere d’aiuto a questa famiglia. Infine la famiglia mangiò sempre a pranzo e a cena pane e olio, in ricordo di quella felicità che provavano. E così non persero mai la speranza e continuarono a mangiare sempre pane e olio di oliva. Mironti Lorenzo IVB

FRANTOIO

L’olio d’oliva La storia dell’olio d’oliva Nel mese di Dicembre, un ulivo produceva un’oliva all’anno. Un giorno arrivò un contadino e disse: - questo ulivo mi produce un’oliva all’anno e quindi lo abbatterò. - L’oliva lo pregò di non farlo e promise un bel raccolto per la stagione seguente. L’anno dopo le olive si sbrigarono a crescere perché erano preoccupate per il loro albero. Venne il contadino e le raccolse tutte in un sacco per portarle al frantoio, ma le olive non volevano andare. L’ulivo le incoraggiò e disse che sarebbero diventate un ottimo olio, il più

utile per l’uomo. Le olive si tranquillizzarono e furono felici di essere spremute. Il loro liquido color oro, fu imbottigliato e portato al supermercato e messo accanto ad altri oli: girasole, di mais e di arachide. L’olio d’oliva era più costoso e gli altri lo prendevano in giro perché erano meno costosi e più colorati. Un giorno, però, venne un signore che lo comprò per condire tante gustosissime bruschette. Fu un successo e da allora l’olio d’oliva è diventato l’olio della sana e buona cucina italiana. Rayan Lamkharbech IVB

La paura dell’olio d’oliva C’era una volta un’oliva che viveva sui rami di un albero e si sentiva molto sola perché tutte le altre erano cadute a causa del maltempo. Un giorno arrivò un uomo, la raccolse e la mise dentro una cesta. La portò in un frantoio, dove venne lavorata e trasformata in olio d’oliva extravergine. L’olio venne poi imbottigliato e portato nel negozio dove rimase per molto tempo senza essere comprato da nessuno. Gli venne così una gran paura di restare lì in quell’angolo, solo e abbandonato da

tutti. ma finalmente un giorno, venne acquistato e usato per fare tante cose come: condire l’insalata, carne, bruschette e tanti altri buoni cibi. L’olio ebbe un gran successo e da quel giorno tutti lo desideravano. Alla fine non ebbe più paura e venne considerato un elemento fondamentale per l’alimentazione. Orlandi Davide IVB

C’era una volta una famiglia di contadini che aveva un terreno di alberi d’ulivo. In un giorno del mese di Novembre, durante la raccolta delle olive, la loro figlia, di nome Sara, chiese alla madre se poteva accompagnarli a raccogliere le olive. Arrivati nel campo, Sara vide che tutti gli alberi erano contorti e rugosi e le foglie erano piccoline e di un verde particolare. Sara guardandosi intorno, vedeva tutte cose strane: c’erano delle scale appoggiate agli alberi, una grande rete stesa per terra sotto di essi e tante persone con delle ceste che raccoglievano dei piccoli, strani e ovali frutti verdi. La bambina così chiese alla sua mamma che cosa stessero facendo tutte quelle persone nel loro terreno con le loro piante. La mamma si sedette su un tronco spezzato ed iniziò a raccontare alla figlia, la stessa storia che i suoi genitori le avevano raccontato tanti anni prima. Quegli alberi erano un po’ magici, perché dai loro frutti sarebbe uscito l’olio d’oliva; lo stesso olio che Sara mangiava ogni giorno. Sara rimase a bocca aperta nel sapere come quei piccoli frutti si potessero trasformare in olio. La bambina ringraziò la mamma per averle insegnato tutte quelle cose che non sapeva, e che lei, a sua volta, avrebbe insegnato un domani , a sua figlia. Mattei Gaia IVB


L’ECO DELLA SCUOLA

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“IL FRANTOIO DELLE STORIE”

LA RICCHEZZA DELLA TERRA Nel lontano passato, quando ancora il rispetto e il valore di se stessi erano più importanti del denaro, c’era un regno abbracciato dalla natura in cui viveva un re con le sue adorate e viziate figlie che sentivano la mancanza di una mamma e di una regina, morta dopo il parto dell’ultima figlia. Il re aveva promesso alle sue figlie che non avrebbe fatto mai mancare niente, e, al loro 18° compleanno, avrebbe fatto ad ognuna di loro, il regalo più bello del mondo che avrebbe cambiato la loro vita. Come sempre il tempo scorre velocemente e il 18° compleanno della prima figlia si avvicinava; il re aveva pensato bene al regalo della sua adorata figlia, molto vanitosa, più delle sue sorelle. Adorava la sua bellezza avvolta nei più preziosi e luccicanti gioielli. Il re le faceva mille regali: diademi tempestati di diamanti, orecchini che brillavano più delle stelle. La fanciulla guardando sempre queste ricchezze pensava tra sé: “quale sarà questo bel-

lissimo regalo di mio padre visto che qualsiasi mio desiderio e capriccio lui me lo esaudisce?” Ma il re saggio con quel buon cuore da padre, conosceva molto bene le sue figlie, sapeva che l’unico desiderio della sua primogenita, era avere sempre più gioielli; così mise a scavare nella miniera i minatori per cercare cristalli e pietre preziose per sette giorni e sette notti. Arrivato al giorno tanto atteso, la piccola ormai grande principessa, aspettava con ansia il suo regalo, accompagnata dalle sorelle, nella sala di ricevimento. Quando aprì la porta rimase sbalordita dai tanti gioielli che addobbavano la sala. La ragazza si commosse e disse: “Mi hai resa la principessa più felice del mondo!” Intanto si avvicinava il compleanno della seconda figlia e il pensiero della sorpresa da farle. Aveva più scarpe lei che l’intero regno, dalle scarpe più semplici a quelle più complesse. Spesso si chiedeva quale fosse il regalo del padre per il suo compleanno, visto che aveva tutte le scarpe che voleva. Il re riunì

UN TESORO NUOVO C’era una volta un romano di nome Cesare. Un giorno andò in spedizione, per caso trovò una pentola. Cesare pensò che la pentola contenesse oro, ma non sapeva che dentro la pentola ci fosse l’olio. Portò la pentola a Roma, andò dal re Ottaviano per fargli vedere questa scoperta. Il re disse a Cesare:“cosa hai portato?” Cesare gli rispose : “ho trovato una pentola piena d’oro!” Allora il re disse: “ bene! Fammi vedere questa scoperta! “ Cesare aprì questa pentola, ma non trovò oro, trovò una cosa verde dal sapore acre. Il re disse a Cesare di dargli una spiegazio-

tutti i calzolai del regno per fare fabbricare tutte le scarpe particolari che fecero commuovere la fanciulla. Intanto alle porte vi era il compleanno dell’ ultima figlia che non amava il lusso, era pura e semplice aveva la passione della cucina: le verdure per lei erano come l’oro. La farina i diamanti. Amava scoprire i sapori dei più rari condimenti. Aveva il desiderio di scoprire ogni angolo del mondo per assaporare i piatti che lo rappresentano; per questo il re convocò sette cuochi da ogni angolo del mondo. Il giorno prima si radunarono per cucinare i piatti tipici dei loro paesi conditi rigorosamente con olio d’oliva. La ragazza fu felicissima pensando che il cibo è più importante di qualsiasi altra ricchezza. Hangar Claudio Sebastian VA

OLIO, CHE BONTA’

ne o in meno di due giorni sarebbe stato frustato. Allora Cesare pensò subito a un nome e disse al re: “ lo possiamo chiamare olio maestà! “ il re ci pensò su e poi replicò: “va bene Cesare lo chiameremo olio”. Dopo qualche giorno il ragazzo si ripresentò dal re chiedendo: “ Posso vendere l’olio Maestà?” Lui gli rispose: “ fai pure;” allora si mise a lavorare e ne ricavò molti soldi, che poi donò alla gente malata e ai poveri. Mattia Aguzzi VA

Un bambino di nome Marco mangia tutto, ma senza olio. In una bella giornata di primavera , lui e la sua classe, vanno in gita ad un frantoio . Lui non è interessato, ma la guida ad un certo punto dice:” Marco, vieni qui e assaggia un piatto d’insalata senza olio e un piatto d’insalata con l’olio. Appena Marco assaggia l’insalata con l’olio, le sue papille gustative godono e da quel giorno marco mangia ogni tipo di cibo con l’olio: Flavio Luchetti VA


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LA SCOPERTA DELL’OLIO In era lontana il figlio del re di Sicilia di nome Alessandro, voleva provare qualcosa di nuovo, allora iniziò un lungo viaggio. Attraversò molte foreste inquietanti e superò molti pericoli. Un giorno si fermò a bere dell’acqua da un ruscello limpido come uno specchio. Un mago si avvicinò ad Alessandro e gli disse:”ragazzo, quel che bevi, non è acqua!” Il ragazzo incuriosito chiese: “se non è acqua, che cos’è?” Il signore rispose:” questo è olio”! Il ragazzo tirò fuori dallo zaino un pezzo di pane e lo intinse nell’olio. Gli piacque molto; si fece dare dal mago una brocca senza fondo, così ne fece una grande scorta e se lo portò in Sicilia. Da quel giorno l’olio diventò il condimento più usato in tutta la Sicilia. Alice Aguzzi VA

L’OLIO D’OLIVA Un bambino di nome Giorgio Olivo stava giocando in un parco con suo fratello, Giorgio tirò il pallone vicino ad un albero, sbatté la testa su un ramo e caddero strane cose di forma ovale e di colore verde. Giorgio decise di chiamarle olive, ne schiacciò una, assaggiò il succo e disse:” Mmm è squisito!” Allora Giorgio decise di fare la pasta con l’olio d’oliva, la fece assaggiare ai suoi genitori che dissero che era buona. Dopo venti anni Giorgio e suo fratello aprirono un ristorante e fecero molti soldi grazie alla pasta con l’olio extravergine d’oliva. Per farla occorreva: un chilo di pasta, un peperoncino, due spicchi d’aglio, qualche pomodoro pachino e, come ingrediente segreto, l’olio extravergine d’oliva. Una notte un ladro rubò la ricetta e così il segreto dell’olio extravergine d’oliva si diffuse velocemente in tutto il mondo.

C’era una volta un bambino di nome Mattia che con i suoi amici aveva una macchinetta per schiacciare l’uva, però la macchina era piccola e decisero di costruirla più grande. In questa macchina c’era un manico grosso; ad un certo punto il manico era diventato duro e allora decisero di ungerlo con un liquido per farlo scorrere meglio. Il bambino quando assaggiò il succo estratto dall’uva, si accorse che era diventato cattivo. Allora il bambino continuò con la macchina piccola e tutti i suoi amici, lo aiutarono a schiacciare l’uva. Alla fine diventò buio e il bambino ringraziò gli amici, andò a casa e vissero felici e contenti. Mattia Petrucci VB

Samuele Gonnella VB

Il cuoco … e l’ingrediente segreto un giorno Mario, un cuoco che lavorava in un ristorante frequentato da pochissimi clienti, uscì per fare una passeggiata. Passeggiando si ritrova in un prato pieno di “strani” alberi che lui non aveva mai visto. Questi alberi non erano molto alti, avevano il tronco contorto e tante piccole foglioline color verde da una parte e color verde chiaro dall’altra. La cosa che però incuriosì il signor Mario, furono quelle palline nere e verdi attaccati all’albero tra una foglia e l’altra. Mentre Mario osservava quegli strani frutti, per sbaglio, ne pestò uno e vide che usciva un liquido, lo toccò e si rese conto che era viscido; lo assaggiò e gli sembrò proprio buono. Il giorno dopo decise di spremere tanto di quei frutti (che chiamò olive) e lo portò al suo ristorante. Da quel giorno lo usò come condimento dei cibi. Il ristorante, a quel punto, iniziò ad affollarsi. Mario quel successo, decise di stupire ancora di più i

IL BAMBINO E L’UVA

suoi clienti mettendo olive intere nel sugo. All’improvviso tutti i clienti iniziarono a tossire: chi cominciava a buttarsi a terra, chi chiede bicchieri d’acqua, chi a battersi il petto … il ristorante diventò un vero e proprio caos!!! Mario non capisce che cosa stia succedendo e, dopo qualche minuto di panico, Mario non capisce cosa stia succedendo e, dopo qualche minuto di panico, la gente iniziò a lanciare gli ossi delle olive contro Mario che scivola, fa un gran botto e i clienti scoppiano in una grande risata. Da quel giorno tutti impararono che quando si mangiano le olive,si devono sputare gli ossi. Lejdj Yuliana Pezzotti VB

Massimo e l’olio del nonno Tempo fa, in un paese di collina viveva Massimo, un bambino sempre vivace e spensierato, che voleva molto bene a suo nonno. Infatti quando Massimo lo andava a trovare era sempre felice, perché giocava e si sentiva felice. ma quando Massimo doveva tornare a casa, era un po’ dispiaciuto. Un giorno Massimo e suo nonno piantarono una piantina, ma il piccolo non sapeva che frutti avrebbe avuto, anche perché l’unica frutta e verdura che conosceva erano la mela e gli spinaci; non riusciva ad immaginare altre piante!!! I due si occuparono ogni giorno della piantina che giorno dopo giorno diventava sempre più grande finché non divenne un albero con strani frutti … all’inizio Massimo credeva che quei frutti fossero delle bocce leggermente più piccole, ma suo nonno gli spiegò che non erano altro che oliva da cui si ricavava l’olio e, assaggiandolo,capirono che era anche molto gustoso. Massimo fu davvero molto felice per il fatto di aver piantato una piantina da cui si ricavavano buonissimi frutti. Anni dopo, proprio nel periodo della raccolta delle olive, Massimo provò molto dispiacere alla notizia della morte del nonno e, mentre stava raccogliendo le olive, gli tornò in mente un flash-basck dei momenti più belli con suo nonno. Da quel giorno l’olio d’oliva fu per Massimo, il ricordo del nonno. Andrea D’Amico VB


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L’ECO DELLA SCUOLA

L’olio d’oliva superiore Nel paese delle merendine tutti i bambini erano grassi e infelici. Per quanto erano grassi i bimbi non riuscivano a svegliarsi né tanto meno ad alzarsi dal letto. Di fuori non si vedevano più fanciulli che giocavano nei parchi, né persone che portavano a passeggio il cane, né mamme che facevano fare piccole passeggiate ai loro neonati. Tutto era come un immenso deserto. Colpa della strega “Merendia” che era riuscita ad incantare tutti, ma proprio tutti. Con un incantesimo aveva cancellato definitivamente tutti i ricordi dei sapori salutari: soprattutto dell’olio d’oliva. La situazione era talmente disperata che persino l’olio d’oliva ne aveva sentito parlare. Per questo deci-

se che era giunto il momento di intervenire e risolvere il problema. Il supereroe pensò di organizzare una festa: la raccolta delle olive. Era giusto metà ottobre e gli ulivi erano carichi di frutti deliziosi, maturi al punto giusto. Olio passò di casa in casa a chiamare i bambini, le mamme, i papà e i nonni; non fu facile convincerli, ma molti aderirono. Si armarono di ceste e di sacchi di tela e felici e affaticati raggiunsero la collina Santa Lucia. Tutti lavorarono sodo, tanto da riempire quattro sacchi di juta. Nel pomeriggio i sacchi vennero caricati sui muli e trasportati al frantoio. Felici gli abitanti del paese delle merendine assistettero alla spremuta delle olive e fu forse il profumo a risvegliare le menti e il desiderio di assapora-

L’olio d’oliva giovane C’era una volta una bottiglia di olio d’oliva che era più giovane delle altre; allora una bottiglia là vicino, le disse: “ehi tu, se non invecchierai non ti vuole nessuno”. Allora la bottiglia decise di invecchiare, ma ci voleva del tempo. Una mattina arrivò un contadino per acquistare una bottiglia di olio. Visto e considerato che c’era solo una bottiglia di olio nuovo, prese quella. Tornò a casa e disse: “ vediamo se questo olio è buono, quanto è buono!” Così da allora si utilizzò l’olio nuovo per condire i cibi. PaoloIVB

re il prezioso liquido giallo. Con una delle sue magie il supereroe fece apparire una tavola del pane. Mangiarono pane, olio e pomodoro. La pietanza era così gustosa e gradita che nemmeno la strega “Merendia”, apparsa all’improvviso, riuscì a convincere gli abitanti del paese delle merendine del contrario. Ormai le loro menti erano state liberate dal terribile incantesimo e presto tutto sarebbe tornato alla felice normalità. Messsina Chiara IVB


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PROGETTO LEGALITA’

GRUPPO CINOFILO CITTA’ DI RIETI

20 febbraio, 2014 Agenti della guardia di finanza

I cani a scuola

Una giornata con la guardia di finanza Cronaca

Io, la maestra e i miei compagni della scuola primaria, siamo andati in palestra verso le ore 9:30. lì dopo averci disposto in fila, la parola è andata ad un agente della guardia di finanza. Sono venuti a scuola per farci vedere come opera l’unità cinofila della Finanza. Il finanziere presente ci ha illustrato il percorso dei cani. A terra erano posizionati sei borsoni vuoti. Il cane li avrebbe annusati tutti e poi uno sarebbe stato sostituito con quello contenente le bustine di droga. E’ entrato per primo il Pastore tedesco che a me è sembrato subito molto magro, ed ha eseguito l’operazione alla perfezione. Come ogni allenatore degno di questo nome, lo ha premiato con il manicotto (il suo giocattolo preferito), beh! Si vedeva, non lo mollava più !!! Dopo di che hanno fatto girare alcuni adulti intorno al cane, un Labrador, che è saltato subito addosso alla persona che aveva in tasca la bustina. Infine hanno scattato delle foto alle classi con il Labrador, ma noi, invece l’abbiamo fatta con il pastore tedesco perché l’altro cane si era morso la lingua. Anche se la dimostrazione è durata solo una mezz’ora, è stata una bellissima esperienza in “stile canino”. Paolessi Federico IVB

Una mattinata trascorsa con la Guardia di Finanza

Oggi ,13 febbraio 2014, alle ore 09,20 noi alunni delle classi IV e V abbiamo avuto un incontro con la Guardia di Finanza. I due sottotenenti ci hanno spiegato che il compito fondamentale di questo corpo è garantire la tutela dei cittadini e la legalità. Consiste nella lotta contro l’evasione fiscale, il traffico di droga e il crimine (produzione e circolazione di monete false e capi di abbigliamento con marchio imitato). Il loro simbolo è infatti il grifone, un animale metà aquila e metà leone. Durante il loro lavoro la Guardia di Finanza si fa aiutare da amici a quattro zampe con un fiuto speciale per scovare la droga nascosta. La lezione si è poi soffermata su due punti fondamentali: l’importanza delle tasse che servono a garantire l’esistenza e il funzionamento dei servizi pubblici come la scuola, l’ospedale, le strade illuminate … La necessità che tutti i cittadini contribuiscano al pagamento dei tributi anche noi piccoli possiamo renderci utili: dobbiamo chiedere sempre al negoziante lo scontrino fiscale per lottare l’evasione. Infine noi alunni abbiamo avuto la possibilità di fare alcune domande di approfondimento ai sottotenenti. L’incontro è stato molto interessante e mi ha permesso di comprendere come si deve comportare un cittadino onesto. Chiara Messina IVB


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Il conte e il solitario

L’ECO DELLA SCUOLA

In collina c’è Vacunea, è vicina al mare Tronto. A Tronto abitano dei pescatori. Il solitario non scendeva mai a Tronto per-

L’olio d’oliva è l’olio alimentare estratto dalle

è un prodotto antichissimo e di pre-

ché aveva paura dell’acqua e rimaneva sempre a Vacunea. Invece a Tronto, abitava un conte e una contessa. Il conte vedeva sua moglie sempre infelice, allora gli venne in mente di

gio.

andare a prendere l’oro del solitario. Si diceva che l’oro del solitario fossero le sue galline, ma non era così, infatti era il Riduce il colesterolo

suo albero d’ulivo … Dopo un mese il conte si decise di andare dal solitario. Per arrivare da lui dovette affrontare vicoli

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sempre più stretti, fino a non passare più. Si decise così di prendere la spada e tagliare tutto quello che si trovava davanti. Ina volta arrivato dal solitario, il conte prese dei lingotti

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d’oro dentro un vaso e glieli donò. Lui prese il vaso e lo mise sotto un ulivo, poi lo riprese e gli disse:”Ecco il mio oro, non aprirlo finché non sarai arrivato a destinazione.” Arrivato a casa lo aprì e trovò l’olio e allora gli venne in mente di pre-

E’ un prodotto di tradizione agroalimentare del Mediterraneo. L’Italia è il secondo produttore nel mondo di olio di oliva.

parare delle bruschette. La contessa le assaggiò, ne rimase entusiasta e fece subito piantare degli ulivi persino nel castello. Da quel giorno la contessa, ogni settimana, mangiò le bruschette con quell’olio d’oliva. Federico ColonnaVA

L’OLIO L’olio è prezioso,

L’OLIO

L’OLIO D’OLIVA

rende tutto appetitoso.

L’olio grande prodotto

Un contadino

L’olio è speciale,

dell’oliva è il frutto.

Cammina, cammina

A nessuno fa male.

Qualsiasi cosa ci puoi condire

Arriva al campo a coglier l’oliva

L’olio è magia

e per la dolcezza non sai che dire.

Ne coglie un mazzetto

Fa tornare l’allegria.

E’ prezioso come l’oro

Ad un poveretto.

che bontà sul pomodoro!

Il poveretto con tanta speme,

Il sapore è una squisitezza

Le spreme, le spreme,

Pane e olio è una bellezza.

Esce fuori un succo gustoso:

Di colore è un po’ verde

È favoloso;

Se non lo so assaggia,

Che diviene tanto famoso:

non si sa cosa si perde.

“OLIO D’OLIVA” il glorioso.

m. Vittoria Russo VA

Aguzzi Alice VA

Giammarco Montorselli VA


Pagina 10, Scrittura creativa

L’OLIO

L’OLIO

Olio che bontà!

Oro verde di oliva

Lo mangiamo a sazietà.

beato chi lo coltiva

Se ci fai una bruschetta

il tuo succo gustoso

la merenda diventa perfetta.

Sul pane è delizioso.

Se lo metti sui pomodori li fai tutti fuori.

Vieni da un frutto verde e tondo

Se lo metti nell’insalata

conosciuto in tutto il mondo

te ne fai una scorpacciata.

in Italia specialmente,

Se lo metti nel finocchio

sei buono veramente!

lo finirai in un batter d’occhio. Assaggia l’olio,

Già dal tuo colore,

è un consiglio d’oro!

ad ogni cibo dai sapore, Giulia Fioravanti VA

Ogni piatto rendi speciale Di certo, non fai male! R. G. Alexandra VB

L’OLIO E’ ... L’olio è meraviglioso, È molto gustoso. Se lo mangi con la bruschetta lo finisci in fretta, in fretta.

Tu sei un frutto dispettoso Questo liquido è speciale,

Perché maturi nell’inverno freddoloso.

Non lo puoi rifiutare. Cristina Del Brocco VA

Se le mani voglio scaldare Un bel fuoco voglio “appicciare”.

Se lo mangi con l’insalata, Senti il suo sapore per tutta la giornata;

Raccoglierti è molto faticoso

se ne prendi un cucchiaino

ma sei l’oro tanto prezioso

Non avrai problemi con l’intestino.

Una volta in cantina

Se d’inverno hai le mani screpolate,

Con te faccio una buona cucina.

Mettine su un goccino E risolverai in un minutino. Per curare, per bere o per mangiare Con l’olio tutto puoi fare.

Hai delle ottime proprietà Che fanno star bene tutta la città. Fraschetti Francesco VA


L’ECO DELLA SCUOLA

OLIO D’ OLIVA

Pagina 11,

Cascano foglie, cascano olive l’oliva muore ma l’olio vive.

A nessuno fa male Per la dieta è l’ideale. Lo dice nonno Bruno

Tanto buon olio esce da loro, Se lo guardi ti sembra oro. ci puoi condire di tutto, dal dolce alle verdure, Fa rimanere di stucco

Campione dell’olio N:uno. Con pomodoro, olio e sale La bruschetta sarà speciale. Olio d’oliva a volontà Che mai ci sazierà.

noi e le generazioni future.

Chiara Binetti VA

C’era una volta un re e una regina che vivevano in paesi molto vicini. Il popolo ogni anno, il 21 Dicembre, raccoglieva le olive;------Alle 7.30 si faceva una gustosa cena a base di pietanze condite con l’olio. Un giorno, il popolo si accorse che le olive scomparivano. Era stato il conte Jari che le rubava. Il re e la regina conoscevano un’isola, dove esistevano tanti ulivi. Allora l’esercito dei due regnanti andò in questa isola, raccolse tutte le olive che erano sulle piante e al ritorno con esse, al frantoio fecero l’olio. Così il popolo si nutrì per tutta la vita e tutti i successori cominciarono ad usare l’olio ogni giorno. Giada Daiana IV A

Il suo profumo è fortissimo E il suo gusto buonissimo.

L’OLIO DORATO

In Giappone abitava una ragazza di nome Avo buona e dolce. Una volta le successe che per colpa di Takao, con i suoi esperimenti, Avo non poteva più parlare ed era molto triste. Suo fratello di nome Taki seppe che sua sorella poteva essere salvata solo dall’olio dorato. La leggenda dice che ha salvato un sacco di persone, quindi andò alla ricerca di questo oro dorato. Cinque o sei mesi dopo, Taki trovò l’albero dell’olio dorato, ma c’era Anubi, il coltivatore dell’albero che non faceva avvicinare nessuno. Taki chiese al coltivatore: “Posso prendere l’albero perché mia sorella sta

male?” il coltivatore Anubi rispose: “prendi l’albero se vuoi salvare tua sorella e poi metti l’olio dorato ogni volta nel pane, così tua sorella potrà parlare.” L’olio dorato del coltivatore salvò così la sorella di Toki. Daria Yertushenk VA

L’olio Che sia giallo come l’oro che sia verde come alloro vale per me più dell’oro. Se l’appetito vuoi farti tornare l’olio d’oliva dovrai usare. In ogni tuo piatto non deve mancare dolce o salato che sia sarà sempre una lecconeria. Sia lodato chi lo ha creato e chi sulla nostra tavola lo ha portato. (Matteo Cosenza IV° A Villa Reatina)


L’ECO DELLA SCUOLA

IL FRANTOIO DELLE STORIE

Pagina 12, Scrittura creativa

Il topo dell’olio

L’olio miracoloso

In un ristorante a Parigi un topo chiamato Gigi usci dalla sua casetta e vide una bottiglia d’olio, e allora il topo Gigi si arrampica e tolse il tappo e assaggiò e disse: - E’ veramente buono!- disse il topo Gigi e poi prese una bottiglietta vuota e la versò, e la riempì e la mise dentro la sua casetta. Il topo la rifece tante volte fino a quando la sua casetta era piena dell’olio d’oliva. Il topolino mise poi tutto l’olio d’oliva dentro la cantina del ristorante e poi aveva un idea di vendere l’olio per soldi. Tutti i topi andavano da lui, anche quelli che stavano dall’altra parte dell’Oceano Pacifico ed al topo entravano soldi da qualunque parte. Poi quando il topo andava a controllare nella sua cantina, non ci stava più olio, allora il giorno dopo tutti i topi arrivarono, però il topo disse:- Non c’è più olio!- allora tutti i topi presero la loro roba e andarono via e così il topo imparò a non spendere tutto in una volta.

In un paese lontano viveva un conte che possedeva tutto ma non riusciva a dare felicità alla moglie che era sempre triste. La contessa era talmente triste che non riusciva a mangiare nulla. Un giorno il conte sentì da un contadino che un eremita possedeva un grande tesoro, capace di migliorare la vita delle persone. Il conte si fece coraggio e decise di andare a trovare l’eremita. La strada era bloccata da un groviglio di spine, perciò dovette scendere da cavallo e proseguire a piedi. Giunto dall’eremita, lo chiamò e gli raccontò il suo problema e gli chiese se il suo grande tesoro poteva aiutarlo. L’eremita si impietosì e gli diede il tesoro che era olio delle sue olive. Il re ringraziò e tornò a casa proponendo l’olio dell’eremita. La moglie lo assaggiò e le piacque talmente tanto che tornò allegra e vissero tutti felici e contenti! Angelucci Michele V° B Villa Reatina

Luca Poscente V° B

La leggenda dell’olio

L’olio C’erano una volta due bambini che si chiamavano Marco e Sara. Loro stavano giocando allegramente con la palla, fino a quando Sara la lancia, ma Marco non riesce a prenderla e rincorrendola finisce davanti a un albero strano, non era tanto alto e Marco incomincia a fissarlo incuriosito, dopo un po’ arriva Sara e gli dice cosa sta facendo, ma anche lei prende a fissare l’albero, dopo un po’ Sara prende uno di quei strani frutti ed esclama:Sono ciliegie!_ ma Marco dice:- Ma no! Non lo vedi che sono verdi e nere? Le ciliegie sono rosse!Sara lo interrompe dicendo:- Facciamoli vedere alla mamma!Prendono quegli strani frutti e li portano a casa, la mamma li prende ma per sbaglio preme con troppa forza e i frutti si rompono! Lei dice:- Ho capito! Questo è il rinomatissimo OLIO non lo avevo mai visto, ne ho solo sentito parlare. Wow! Da quel giorno loro andarono sempre a prendere quei frutti dal nome “Olive” e le spremevano per fare l’OLIO e condirci i loro cibi. Giulia Pietraforte V° B Villa Reatina

Una volta ad un contadino venne regalato un seme sconosciuto in tutto il mondo. Il contadino lo piantò in un luogo favorevole, se ne prese cura sia di giorno che di notte. Su questa pianta un giorno il contadino vide delle bacche verdi, allora incuriosito provò ad assaggiarne una, e appena assaggiata e inghiottita le sue pupille gustative balzarono dalla gioia. Un giorno il contadino, mentre stava coltivando, per sbaglio calpestò un oliva e ne uscì un liquido verdognolo, lo prese in mano e lo assaggiò, era squisito. Allora il contadino prese un po’ di olive, le fece spremere, mise il succo dentro una bottiglia. A cena stava mangiando la carne, ma non gli piaceva tanto, si ricordò di quel succo gustoso, lo prese e ci condì la carne che diventò buonissima. Il giorno dopo al contadino venne l’idea di mettere su un’azienda agricola per la coltivazione degli ulivi. Iniziò a coltivare molte piante d’olivo in quasi tutta la regione. Assunse operai e ingrandì la sua azienda, ricavò molti soldi. Alla sua morta la storia dell’olio divenne leggenda perché, il contadino aveva scoperto una prelibatezza così buona e in suo onore gli venne costruita una statua. Da quel giorno l’olio si usa per dare sapore al cibo. Pietro De Angelis V° A Villa Reatina


IL FRANTOIO DELLE STORIE

Pagina 13, Scrittura creativa

L’ECO DELLA SCUOLA

Il pianeta del passato Un pranzo alla Casa Bianca C’era una volta, un pianeta lontano chiamato Passato. In questo pianeta tutto è come nella preistoria. Lì ci vivono ancora i dinosauri, e come piante ci sono le selci. Una coppia di alieni viveva là, ed erano stanchi di mangiare sempre selci; Selci e ancora selci; perciò decisero di venire qui, sulla Terra, proprio in Italia presso Passo Corese. Atterrarono con la loro navicella spaziale e lì trovarono un campo pieno di alberi dalle foglie ovali e dure, di colore verde sbiadito, con i frutti neri e verdi. Si domandarono subito che cos’erano, ma non lo capivano. Dopo un po’ arrivò Sandro e gli disse che erano olive, e che si potevano mangiare. Allora loro non esitarono e li mangiarono, ma poi iniziarono a tossire e tossire, diventando da verdi a blu, da blu a rosso, e da rosso a nero: oh no, stavano soffocando!!! Così Sandro diede una botta a tutti e due e risputarono subito una pallottola nera:-Sono i semi, quelli non si mangiano.- allora tutti e tre scoppiarono in una risata.In tutta Italia non c’è uomo che non conosca le olive.- disse loro Sandro Sono buonissime- disse un alieno- vorremmo farne una scorta, e portarle un po’ nel nostro pianeta.Oildisse Sandro. Gli alieni presero un sacco e ci misero dentro una marea di olive. Stavano per agganciarle alla navicella con il loro gancio, quando, per sbaglio ci cascarono sopra con tutta la loro navicella. Quando aprirono il sacco, trovarono un liquido oleoso e verde, lo assaggiarono e aveva lo stesso sapore delle olive. Avevano scoperto l’olio!!! Da quel giorno mangiarono le olive e bevvero olio. Alessia Robert V° B Villa Reatina

Due fratelli vivevano in una paesino americano nell’Aiho; a loro non piaceva per niente l’olio: mangiavano pasta senza olio, pizza senza olio, ecc… I genitori non riuscivano a far assaggiare loro questo condimento, non c’era modo, anche se riuscivano a nasconderlo benissimo. Un giorno il padre dei ragazzi partecipò a una lotteria, lui aveva il biglietto vincente; il premio era un pranzo alla Casa Bianca. La famiglia prese l’aereo e si diresse lì. Appena arrivati i maggiordomi aprirono loro le porta e li portarono nella grande sala da pranzo, dopo cinque minuti arrivarono i camerieri con i piatti tutti conditi con l’olio perché al Presidente Obama piace molto e se lo fa importare dall’Italia. Allora i ragazzi si fecero forza chiusero gli occhi e mangiarono. I fratelli dissero: “ Questo cibo è buonissimo!” e da quel giorno non mangiarono più nulla senza olio. Edoardo Domenico Mancini V° A Villa Reatina

La collina degli olivi In un paesino tranquillo vivevano 5 amici, tra cui 2 maschi e tre femmine. Ogni giorno questo gruppo andava in una collinetta a giocare, i ragazzi giocavano a pallone e le ragazze facevano delle passeggiate nei boschi, raccoglievano fiori, ridevano e scherzavano. Un giorno mentre giocavano tutti insieme, il pallone rotolò giù dalla collina, allora i ragazzi la inseguirono e lì videro un paesaggio stupendo. C’era un prato bellissimo, verde come uno smeraldo con dei fiori coloratissimi, verdi, rossi, blu, fuxie, celesti e tanti altri, però la cosa che aveva colpito di più i ragazzi erano gli animali, i ruscelli limpidi ma soprattutto delle belle e giovani piantine. Quel posto per i ragazzi era come una seconda casa. Quel giorno i ragazzi tornarono a casa felici della loro scoperta. Dopo molti giorno alcune piantine divennero alberi forti e robusti, con la corteccia dura e resistente, e le foglie fini; “dure” e verdi sia avanti che dietro. Trasmettevano tranquillità e serenità. Dopo un po’ di tempo i rami di quegli olivi crearono dei frutti che nessuno aveva mai visto. I ragazzi rimasero stupiti; ma non ci fecero molto caso finché il loro cagnolino, mentre giocava, correndo, schiacciò un piccolo frutto da cui uscì un liquido profumato, sembrava buono. Allora i ragazzi lo assaggiarono e gli venne un’idea, di raccogliere i frutti e di dividerli in tutti le case del paese così chi aveva problemi economici vendeva o i frutti o il loro succo e potevano stare meglio economicamente. Da quel giorno tutti si presero cura degli alberi soprattutto degli olivi ma anche dei boschi; il posto dove i ragazzi fecero la scoperta ….. segreto. Ed i ragazzi erano molto felici della loro scoperta. Vanessa Hushi V° B


IL FRANTOIO DELLE STORIE La salvezza di Marino C’era una volta un signore di nome Marino, originario del Veneto, ma era per via di un terremoto non aveva più cibo. Durante il viaggio notò qualcosa,si avvicinò e vide che era un seme così si mise alla ricerca di un luogo caldo dove poterlo piantare. Continuò il cammino ed arrivò nell’Italia meridionale. Lì stanziò in Campania che, a quei tempi, però era un luogo completamente deserto. Piantò il seme e aspettò, la pianta impiegò molto per crescere, ma foglia dopo foglia uscirono fuori anche dei piccoli frutti. Marino li riconobbe e capì che erano olive. Così incominciò a piantarne tantissime e diede luogo ad un grande uliveto, arrivò molta gente ad assaggiare l’olio e le olive. Marino dovette produrre così tanto olio che costruì un’azienda dove assunse molte persone che con le loro famiglie incominciarono ad abitare in Campania. Sofia Angelucci V°A Villa Reatina

Il sogno di Selvatico Con il suo Cavallo Speedy

Pagina 14, Scrittura creativa

Il re del pianeta natur-ale C’era una volta un bambino vivace il cui soprannome, che gli aveva dato la madre,era SELVATICO. Il sogno di Selvatico era di vivere in un pianeta lontano dalla terra con il suo cavallo Speedy. Ogni notte il piccolo Selvatico faceva lo stesso sogno: era il re del pianeta NATUR_ALE dove viveva insieme a Speedy. Un giorno scene in cantina e vede una bottiglietta rossa mai vista prima. “Su questa bottiglietta c’è un nome molto strano” esclama Selvatico! C’è scritto: RA-BAR-BA-RO. Che cosa sarà mai”? Non sapendolo, Selvatico ne beve un goccio, ma non legge la scritta — vietato ai minorenni — . Improvvisamente si sente un formicolio proveniente dallo stomaco, un giramento di testa, un tremolio alle gambe e si addormenta. Quando apre gli occhi non si trova più nella cantina, ma a bordo dell’astronave “terra in vista.” Ad un tratto si sente una voce metallica che dice:” stiamo per arrivare sul pianeta NATUR _ ALE, prepararsi all’atterraggio … 10, 9, 8, …” Ed ecco si atterra: Selvatico è meravigliato, ma spaventato!!! Appena scende dall’astronave prova a camminare, ma viene respinto in aria. “Che meraviglia! Il mio sogno è diventato realtà! Esclama. Mentre esplora il pianeta incontra un gruppo di alieni pacifici e un po’ bizzarri, essi si mettono in ginocchio ed, eseguendo un rito, pronunciano queste parole: “è arrivato, è arrivato il principe aspettato, ha il cuore d’oro, limpido come l’olio”. L’olio? Cos’è l’olio”? Domanda Selvatico. “Non sa cos’è l’olio” ! Esclamano gli alieni meravigliati e recitano in coro: “E’ un tesoro prelibato, bello, dolce e saporito! È un mondo di bontà e possiede ottime qualità”. “Sembra che l’olio sia molto famoso, lo conoscono anche nell’universo! Ora che ci penso, mi sembra di averlo visto in qualche mensola della cucina mentre la mamma mi preparava la pasta”, dice il bambino. “La mamma!!!” rispondono incuriositi gli alieni. “Ma è la nostra regina!!!” La vostra regina? Siete impazziti, lei è la mia mamma e non la regina di un pianeta!” Urla il piccolo. Mentre gli alieni discutono, Selvatico si guarda intorno e vede un’infinità di piante dalle foglie argentate e chiede: “che piante sono queste?” Ma prima che qualche alieno gli risponda, Selvatico esclama: “ sono ulivi! Ho indovinato vero?” “Bravo, hai riconosciuto le piante che producono il prezioso olio” dicono gli alieni; “ora ti accompagneremo in un luogo fantastico”. Intanto si vede passare una persona tra le piante, Selvatico incuriosito la segue. Appena riesce a raggiungerla scopre che è veramente la sua mamma, lei si volte, lo vede e gli chiede:” Selvatico che, ci fai qui?” Cosa ci fai tu, mamma? È vero che sei la regina di NATUR– ALE come dicono gli alieni?” Domanda il bambino. “Devi sapere che io ho un piccolo segreto, sono una fata e con la mia magia vengo in questo pianeta a custodire gli olivi, ma non sono la regina,” risponde la mamma. I due si incamminano insieme agli alieni e, arrivati nel luogo misterioso, Selvatico esclama: “ questo posto è meraviglioso! Ci sono cascate di olio d’oliva, è la vita, è l’oro verde, è il sapore! Ad un tratto si sente una voce spaventata che dice: “Selvatico, svegliati, che cosa ci fai lì sdraiato? È la mamma che scendendo in cantina vede il suo piccolo addormentato. Il bambino assonnato le chiede: “mamma, come abbiamo fatto a ritornare a casa? Eravamo sul pianeta NTUR-ALE!” La mamma lo rassicura: la regina, il pianeta,l’astronave, gli alieni … non sono reali, Selvatico li ha sognati, tutta colpa del rabarbaro. L’olio d’oliva invece, esiste davvero e il piccolo dice alla mamma:” da oggi in poi niente più merendine, a colazione mangerò pane e olio! “Bravo Selvatico” risponde la mamma “il tuo sogno ti ha fatto capire che è importante mangiare cibi sani. E lo porta a letto dandogli il bacio della buonanotte. Beatrice, Benedetta, Michele, Jacopo, IVA Vazia


L’ECO DELLA SCUOLA

Pagina 15, Scrittura creativa

L ‘olio d’ oliva

• Un giorno il sindaco del paese volle scoprire quale fosse il tesoro del duca.

C ‘era una volta … no, questa storia non può iniziare così. C’era una volta e c’è ancora Duke, il duca del paese di Poggio d’oro che si dice possedere un tesoro .Tutti avrebbero voluto andare dal duca, ma non erano abbastanza coraggiosi, perché giravano voci strane sull’abitazione del duca.

• Si avventurò nel sentiero che portava al castello del duca dove vide degli alberi molto strani con dei frutti di colore scuro,i rami formavano strane figure quando arrivò al castello del duca il sindaco bussò alla porta e , su di lui si aprì un ponte levatoio, Duke si offri di dargli il tesoro poiché si era offerto di andare da lui per il popolo. Il duca prese l’anfora dove custodiva il tesoro, dentro c’ erano dei frutti molto strani quegli stessi frutti che aveva visto mentre andava dal duca; poi,in un’ altra anfora c’era uno strano liquido verdastro e disse:” :Questi sono le olive e l’olio”. Il duca li diede al sindaco per tutto il popolo e disse :”

Fila e R ifila • “Fila e rifila con l’olio d’oliva scende il duca con aria giuliva . • Scende portando un olio pregiato • Per un popolo molto affamato ...”

• Appena il popolo vide l’olio se ne innamorò. Il sindaco insieme al duca fecero piantare molte piante di ulivo intorno al paese. E’ PER QUESTO CHE LE PIANTAGIONI D’ULIVO SONO COLTIVATE SOPRATTUTTO IN CENTRO ITALIA …dove sorgeva il paese del duca.

• Fu così che anche nei paesi vicini e fino al mare, le piantagioni degli ulivi si triplicarono e, tutti impararono a fare un buon uso dell’olio, non solo in cucina, ma anche nella cura della pelle. • Forse abbiamo imparato dagli abitanti di poggio d’oro a coltivare “Questo grande tesoro”.

LE ARANCE CONDITE

Testo realizzato da gli alunni BENVENUTI GIACOMO LAFACI FABIO Frequentanti la classe 4 a della scuola QUIRINO MAJORANA RIETI

Arance condite con l’olio

Tanto tempo fa c’era una contessa che aveva tre figli, il più piccolo aveva nove anni ed era a letto con l’influenza. Il bambino chiese alla mamma di stargli vicino e di raccontargli una storia. La contessa pensò un po’ e iniziò: “C’era una volta un bambino che si chiamava Selvatico, la mamma non sapeva cosa fare perché Selvatico mangiava sempre e solo dolci. Un giorno mentre andava a fare la spesa, la mamma decise di fargli assaggiare qualcosa di buono, ma sano, così presele arance per fare l’insalata e scelse le più succose e le più buone”. “Mamma, uffa! Questa storia non è divertente!” esclamò il figlio della contessa un po’ annoiato. La donna pensò e continuò: “Dunque aveva preso le più buone e succose che c’erano, prese anche una bottiglia d’olio d’oliva, il più buono che c’era, pagò e tornò a casa. Appena arrivata, sbucciò le arance, le tagliò a pezzetti, le condì con l’olio e un po’ di sale e le mise in tavola. Selvatico vedendole disse: “Mamma, che cosa hai preparato? Non sembra un muffin e nemmeno una torta. Io non voglio mangiare questa cosa!” “Almeno assaggia” rispose la mamma, “sono arance.” “E che dolci sono le arance?” Chiese Selvatico. “non sono dolci” disse la mamma, “sono frutti e la frutta è sana

e nutriente. Selvatico si decise e le mangiò poi esclamò: “mamma, avevi ragione, sono buonissime! Ce ne sono altre?” Da quel giorno selvatico ascoltò la mamma e non mangiò più dolci, ma tanta frutta e verdura e l’arancia condita con l’olio d’oliva, diventò il suo piatto preferito. “Adesso che hai l’influenza” disse la contessa al figlioletto, “farà bene anche a te mangiare le arance condite con l’olio d’oliva. “sai una cosa mamma? Questa storia mi ha fatti venire l’acquolina. Voglio anch’io le arance come Selvatico” rispose il bambino. Il figlio della contessa mangiò le arance condite con l’olio d’oliva tutti i giorni e in poco tempo guarì dall’influenza. Adriana, Anna,Sofia IV Vazia


Pagina 16

Volume 2

L ‘olio d’ oliva C ‘era una volta … no, questa storia non può iniziare così. C’era una volta e c’è ancora Duke, il duca del paese di Poggio d’oro che si dice possedere un tesoro .Tutti avrebbero voluto andare dal duca, ma non erano abbastanza coraggiosi, perché giravano voci strane sull’abitazione del duca.

• Si avventurò nel sentiero che portava al castello del duca dove vide degli alberi molto strani con dei frutti di colore scuro,i rami formavano strane figure quando arrivò al castello del duca il sindaco bussò alla porta e , su di lui si aprì un ponte levatoio, Duke si offri di dargli il tesoro poiché si era offerto di andare da lui per il popolo. Il duca prese l’anfora dove custodiva il tesoro, dentro c’ erano dei frutti molto strani quegli stessi frutti che aveva visto mentre andava dal duca; poi,in un’ altra anfora c’era uno strano liquido verdastro e disse:” :Questi sono le olive e l’olio”. Il duca li diede al sindaco per tutto il popolo e disse :”

• Un giorno il sindaco del paese volle scoprire quale fosse il tesoro del duca.

Fila e R ifila • “Fila e rifila con l’olio d’oliva scende il duca con aria giuliva . • Scende portando un olio pregiato • Per un popolo molto affamato ...”


Volume 2

Pagina 17

• Appena il popolo vide l’olio se ne innamorò. Il sindaco insieme al duca fecero piantare molte piante di ulivo intorno al paese. E’ PER QUESTO CHE LE PIANTAGIONI D’ULIVO SONO COLTIVATE SOPRATTUTTO IN CENTRO ITALIA …dove sorgeva il paese del duca.

• Fu così che anche nei paesi vicini e fino al mare, le piantagioni degli ulivi si triplicarono e, tutti impararono a fare un buon uso dell’olio, non solo in cucina, ma anche nella cura della pelle. • Forse abbiamo imparato dagli abitanti di poggio d’oro a coltivare “Questo grande tesoro”.

Testo realizzato da gli alunni BENVENUTI GIACOMO LAFACI FABIO Frequentanti la classe 4 a della scuola QUIRINO MAJORANA RIETI


Volume 2

Pagina 18


Pagina 19, Scrittura creativa

L’ECO DELLA SCUOLA

TRA REALTA’ E … FANTASIA SCUOLA SECONDARIA I GRADO La leonessa bianca

La mandria mi stava alle calcagna. Correva e barriva come se fosse in preda alla rabbia. Io cercavo inutilmente di seminarla con la mia jeep di ultima generazione,ma lei continuava ad inseguirmi,distruggendo ogni cosa si trovasse davanti al suo passaggio. Non sapevo perché quegli elefanti fossero così furiosi con me. Forse avevo invaso il loro territorio? Forse avevo infastidito qualche cucciolo senza volerlo? Non lo sapevo,ma l’unica cosa di cui ero certo era che quegli elefanti non si sarebbero fermati finchè non mi avessero avuto,vivo o morto che fossi. Mi girai per vedere se erano ancora lì ma … si erano fermati. Quando rimisi le mani sul volante scoprii il perché. Davanti a me,famelica,c’era la belva più feroce della savana la leonessa,abile, cacciatrice e spietata con le sue prede. In preda al panico svoltai verso destra,ma la macchina sbandò ed io fui catapultato chissà dove. Quando ripresi i sensi,notai che mi trovavo appeso ad un albero di eucalipto e vicino a me vi era un simpatico koala. Ma quando guardai giù,la vidi di nuovo,bella,maestosa. Però aveva qualcosa di diverso dalle altre leonesse,lei aveva il pelo bianco e dei fantastici occhi azzurri come il cielo. Ad un tratto uno sparo. La leonessa balzò in piedi e corse via. Io rimasi a contemplare per qualche minuto la bellezza di quell’animale quando,un altro sparo,fece alzare una miriade di uccelli in volo. Salii di nuovo a bordo della mia macchina e deciso,segui la leonessa. Finalmente la ritrovai ma era stata presa di mira da due bracconieri. Lei ringhiava e loro le puntavano il fucile contro. Saltai giù dalla macchina. Quando mi misi di fronte all’animale partì un colpo di fucile. Caddi a terra in una pozzanghera di sangue che usciva a fiotti dalla mia ferita. L’unica cosa che riuscii a dire fu “scappa”. Sapevo che la leonessa mi aveva capito perché scattò e in una nuvola di polvere,sparì verso l’orizzonte.

Mossi dalla curiosità , io e i miei amici organizzammo una spedizione per verificare cosa accadeva nella famosa casa di Clementina. Tutti dicevano che era una casa stregata dove avvenivano riti satanici e dove tutti i fantasmi si riunivano per fare dispetti a noi comuni mortali, ma io non ci credevo perchè mia madre quando era piccola ci andava sempre a fare merenda. .

Davanti a me,famelica,c’era la belva più feroce della savana la leonessa,abile, cacciatrice e spietata con le sue prede. Avevo appuntamento con due miei amici : Lara e Francesco; anche loro non ci credevano , ma volevano vedere solo per curiosità. Alle sette e trentacinque ,eravamo li armati di corde , kit d’emergenza , torce e una videocamera per riprendere eventuali colpi di scena. Ci sentivamo dei veri giornalisti. Camminammo e arrivammo a una vecchia stradina di campagna ,piena di buche . Continuammo a camminare e sentimmo dei rumori sospetti , guardavamo verso l’esterno e il rumore smetteva , ci guardavamo e il rumore ricominciava ; decisi di andare a vedere e …. … e che salto fuori? Un cane randagio. Lanciammo un grido acuto e cominciammo a correre all’impazzata e ci trovammo davanti a due sentieri. Io e Lara andammo in quello di destra e Francesco in quello di sinistra. Per la paura io e la mia amica ci tenevamo per mano e pensavamo a cosa ci poteva capitare. Così cominciammo a correre e ci trovammo davanti a un cancello arrugginito pieno di teste di bambole appese, era semichiuso e così lo attraversammo.Entrammo nella casa spettrale a capelli dritti e con le gambe tremolanti . Ad un tratto con una torcia illuminai un po’ di bambole decapitate e senza alcune parti del corpo. Per il terrore scappammo a gambe levate . Per strada incontrammo Francesco , così tornammo a casa stremati e impauriti!! CECILIA RINALDI


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Volume 2

Il Fantastico mondo del fantastico

Primaria V. Reatina

Una giornata all’insegna dell’intrattenimento Il Fantastico Mondo del Fantastico è un parco a tema nel comune di , a soli 15 km dal centro, dedicato al mondo della fantasia e dell'immaginario, che vive nel meraviglioso complesso del Parco e del Castello di Lunghezza. Il Fantastico Mondo del Fantastico è un evento permanente, interamente dal vivo, in cui si uniscono i concetti di tempo libero, spettacolo, cultura, ambiente, intrattenimento e gioco. Tanti incontri eccezionali nel parco e nelle atmosfere dell’antico maniero. Mago Merlino, Biancaneve, Cenerentola, Peter Pan e Capitan Uncino, Pinocchio, Alice, Aladin, Zorro e il suo destriero, il Conte Dracula, il Dott. Frankenstein…Ariadne, la regina delle Fate, REL, il supereroe ufficiale del Fantastico Mondo insieme all’Uomo Pipistrello, la Donna Gatto, l’Uomo Ragno, il mitico Thor e il ballo a corte con le più affascinanti Principesse del mondo... e tanti altri! Il Castello di Lunghezza affonda le sue fondamenta e le sue radici in una storia lunga quasi 3000 anni. Nel 600 a.c. vi sorgeva l'antichissima città di Collatia e la leggenda della sua regina Lucrezia è alla base della nascita della repubblica romana. Nel corso dei secoli il luogo è stato una villa romana contemporanea di quella di Adriano, un monastero benedettino nell'alto medioevo, castello proprietà di famiglie come i Medici e gli Strozzi.

CASTELLO DI LUNGHEZZA Il giorno 9 aprile 2014, noi alunni delle classi IA e IB, ci siamo recati presso il castello di Lunghezza per una visita guidata. Siamo partiti da Rieti alle ore 7.00 con il pullman e siamo arrivati sul posto alle ore 9.00 dove ci aspettavano le guide che ci hanno condotto all’interno nelle nostre postazioni. Dopo aver fatto colazione, ci siamo immersi nel mondo fantastico delle fiabe rappresentate dal vivo come dimostrano le nostre foto. E’ stata un’esperienza fantastica!!!

Ha ospitato tra le sue mura personaggi celebri e importanti quali Jacopone da Todi, Bonifacio VIIIº, Michelangelo, Caterina de' Medici, Axel Munthe e da ultimo Carlo d'Inghilterra. Tutto questo e molto di più è visibile viaggiando per il castello.

Cenerentola

La bella e la Bestia

Capitan uncino

Interno del castello


L’ECO DELLA SCUOLA L’ECO DELLA SCUOLA

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ALIENTAZIONE-SALUTE

Programma Frutta nelle scuole - Panoramica Il Programma europeo FRUTTA NELLE SCUOLE, interamente finanziato con risorse comunitarie e nazionali, ha l’obiettivo di far aumentare nei bambini fra i 6 e gli 11 anni d’età il consumo di frutta e verdura orientandoli a corrette abitudini alimentari. Introdotto dal regolamento (CE) n.1234/2007 del Consiglio del 22 ottobre 2007, distribuisce gratuitamente alle scuole primarie per la merenda di metà mattina prodotti ortofrutticoli freschi di qualità certificata (DOP, IGP, Biologici), in gran parte ottenuti con metodi di produzione integrata e scelti in base alla stagionalità. La frutta di stagione fresca (albicocche, arance, clementine, fragole, KaKi, mandarini, mele, pere, pesche, susine, uva) o spremuta/centrifugata al momento (mele, arance) e la verdura (carote, pomodorini) vengono distribuite in imballaggi sigillati biodegradabili che riducono del 10% il consumo di materiale da imballaggio per contenere gli effetti ambientali del confezionamento.

Coltivare un orto, sentire, toccare e annusare i frutti della terra sono esperienze che ci ricongiungono non solo alle basi del cibo, ma alle basi della vita stessa.


Volume 2

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IL BRUTTO ANATROCCOLO CLASSI PRIME A-B V. REATINA

BIBLIOTECA

ERA ESTATE, VICINO AD UN FOSSATO, SOTTO UN ALBERO, MAMMA ANATRA COVAVA LE SUE UOVA.

FINALMENTE LE UOVA SI APRIRONO E USCIRONO TANTI PICCOLI ANATROCCOLI. ANCHE L’UOVO Più GROSSO SI APRI’ E USCI’ UN ANATROCCOLO DIVERSO DAGLI ALTRI.

TUTTI LO TRATTAVANO MALE E LUI ERA TRISTE, COSI’ DECISE DI SCAPPARE.

DOPO QUALCHE GIORNO INCONTRO’ DUE AMICI ANATROCCOLI. MA … ALCUNI CACCIATORI LI COLPIRONO … IL CANE SI AVVICINO’ AL BRUTTO ANATROCCOLO, MA NEANCHE LUI LO PRESE IN CONSIDERAZIONE.


Volume 2

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IL POVERO ANATROCCOLO SCAPPO’ E RAGGIUNSE UNA FATTORIA. … MA ANCHE IL GATTO E LA GALLINA LO CACCIARONO. ...

GIUSE L’AUTUNNO E UNA SERA IL POVERO ANATROCCOLO VIDE DEI BELLISSIMI UCCELLI BIANCHI E DESIDERO’ DI DIVENTARE COME LORO E DI SEGUIRLI.

ARRIVO’ L’INVERNO E IL BRUTTO ANATROCCOLO, RIMASTO TRISTE E SOLO, SI ABBANDONO’ SUL GHIACCIO DELLO STAGNO. LA MATTINA DOPO FU SALVATO DA UN CONTADINO.

ARRIVO’ LA PRIMAVERA E L’ANATROCCOLO SI TROVO’ IN UN GIARDINO DOVE VIDE DEI BELLISSIMI CIGNI CHE LO ABBRACCIARONO CON LE LORO ALI BIANCHE. LUI SI SPECCHIO’ NEL LAGO E RIMASE SBALORDITO. … ERA DIVENTATO UN MERTAVIGLIOSO CIGNO.


Laboratorio Didattico

Volume 2 OBIETTIVI

Stimolare la curiosità sulla cura di un orto, la crescita e la raccolta dei suoi frutti

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Il kit Orto è un piccolo e completo laboratorio di agronomia composto di terriccio, semi, alveoli e quant'altro serva per mettere in pratica direttamente anche in un luogo al chiuso (una classe, ad esempio) l'esperienza di un orto vero.

DESTINATARI

Alunni scuola primaria PROGETTO DI RIFERIMENTO

Frutta nelle scuole

La semina 1) abbiamo messo il terriccio nel vasetto e l’abbiamo umidificata fin quando non è diventata morbida. A questo punto abbiamo seminato. 2) Abbiamo messo i semi al centro del vasetto e l’abbiamo ricoperti con un altro strato di terra. 3) Abbiamo innaffiato con acqua a temperatura ambiente. L’acqua L’acqua è un ingrediente fondamentale per la vita delle piante.  Va data solo se la pianta ne ha veramente bisogno  Deve essere a temperatura ambiente.  Va versata sul terreno e non sulle foglie. La luce È molto importante che la pianta abbia sempre luce solare a sufficienza in modo che il sole possa dare il via alla fotosintesi clorofilliana e alimentare l’energia della pianta.

IL NOSTRO ORTO CLASSI PRIME A-B SCUOLA PRMARIA VILLA REATINA


L’ECO DELLA SCUOLA

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FINALMENTE E’ PRIMAVERA

PRIMARIA VILLA REATINA

CLIMA

ANIMALI CHE SI RISVEGLIANO

PRIMAVERA MONTI TORRENTI

GIORNATE PERSONE ALBERI FIORI

CONTADINI

TEMPORALI UCCELLI

È da tanto tempo che aspetto la primavera perché d’inverno non posso uscire e quindi non posso giocare con i miei amici, però ora sì e sono felice. Le giornate si cominciano ad allungare ogni giorno di più; tra le nuvole si vede che fa capolino uno spicchio di sole e si sente un dolce tepore. Nei monti si scioglie la neve fino a non vedersi più e tra le vecchie foglie secche si intravedono i fiorellini pallidi. Nei campi, gli alberi con i loro colori, bianchi e rosati, sembrano tante nuvole soffici. Tra un po’, la natura permetterà loro di far crescere saporiti frutti. Tutto di un verde pallido, di un verde splendente, i tronchi degli alberi sono ruvidi e di un rosso bruno. In cielo si vedono ritornare le rondini, felici del nuovo caldo. Se i nidi si sono rotti, loro non si perdono d’animo e cercano delle pagliuzze per aggiustarlo. Ogni tanto scoppia un improvviso temporale e tutti si rintristiscono un po’. La primavera è una stagione molto bella. Un po’ di qua un po’ di là si sentono delle vocine e dei movimenti. Gli uccelli si sentono cantare sui rami, le farfalle, i calabroni, le formiche, i grilli, le api e altri insetti, colorano la natura ancora di più. Certi animali

INSETTI

come la lucertola, il ghiro e la marmotta, escono dalle loro tane per godersi il primo caldo. I torrenti sono pieni d’acqua e di pesci che non vedono l’ora di schizzare qua e là. Le persone si vedono di più per le strade delle città e sono anche più allegre. Al contadino aspetta un duro lavoro: deve tagliare le erbacce dalle pianticelle di frumento, deve concimare e seminare barbabietole, piselli, zucchine,lino e canapa; si piantano alberi di olivi e pianticelle da frutta. La primavera è piena di colori fantastici! Giulia Sciamanna IVB


Volume 2

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Primaria Villa Reatina

CLIMA

LA PRIMAVERA

MONTI TORRENTI

ALBERI FIORI

GIORNATE PERSONE

CONTADINI

TEMPORALI

In primavera la temperatura è più tiepida, le giornate più lunghe. I torrenti sono pieni, ma non per le piogge che sono meno frequenti, ma perché alimentati dalle nevi che si sciolgono per il tenero tepore del sole.Dagli alberi e dai cespugli si ode il melodioso canto degli uccelli che fanno a gara nel grande cielo azzurro. I contadini si apprestano a strappare le erbacce dal campo, lo irrigano e lo arano per prepararsi all’imminente periodo della semina. Insetti , alberi e fiori rendono boschetti e valli, posti incantevoli, un mondo diverso da quello della città: il meraviglioso mondo della natura. L’intenso verde scintillante degli alberi brilla sulle colline, nel vago del bosco non si

UCCELLI

INSETTI

nota più quel senso di grigiore e cupo, ma un senso di felicità e armonia. Si nota uno scoiattolo che furtivamente porta la sua gustosa nocciola alla tana, una marmotta che mangiucchia le foglie di un pendente ramo di acero. Anche in città si vive un clima di tranquillità; i bambini eseguono i compiti in fretta per giocare con i loro amici all’aria aperta, si ripongono nell’armadio vestiti e giacche pesanti, si spengono finalmente termosifoni, stufe e camini. Tutto ciò è la coloratissima e bellissima stagione della primavera.

Federico Prolessi IVB

Uno scoiattolo si rifugia furtivamente tra i rami


L’ECO DELLA SCUOLA

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Scuola Primaria Vazia

Robot a scuola Da alcuni giorni è iniziato il laboratorio di manualità. Il nostro progetto prevedeva la costruzione di un robot.

La classe quarta ha costruito dei robot. Ci siamo divisi in cinque coppie e ognuna ha costruito un robot. Abbiamo usato:

Oltre a immagine abbiamo applicato anche altre materie: Scienze: abbiamo capito come gli oggetti si possono attaccare e la forza di gravità.

“Costruire tutto da soli?”Abbiamo pensato noi alunni della IV classe!



Scatoline

“Deve essere davvero fantastico!”



Nastro adesivo

E allora giornali, piccole scatole, spago, nastro adesivo, forbici, cannucce,bicchieri di plastica, la pazienza della maestra e … il gioco è fatto.



Colla



Forbici



Spago

I nostri robot sono pronti e l’esperimento è ben riuscito anche grazie alla fantasia di noi alunni.



Colori

Tecnologia: abbiamo visto come attaccare i pezzi.



Cannucce

Costruendo i robot abbiamo:

Alla prossima!!!



Bicchieri

Sviluppato la nostra fantasia e immaginazione. Ci siamo confrontato le idee e il risultato è stato meraviglioso!

Michele classe IV Vazia

Matematica: abbiamo calcolato le lunghezze e le larghezze per i robot. Geometria: abbiamo visto le forme del materiale: cilindro. Parallelepipedo e cubo.

Benedetta classe IV Vazia

Robot Realizzazione del progetto: Tra fantasia e immaginazione


Volume 2

PRIMARIA VAZIA

Tecnologia Pagina 28

Hänsel e Gretel La fiaba di Hänsel e Gretel è stata scritta dai fratelli Grimm. Ha origine nel Medioevo, epoca in cui la scarsità di cibo e la diffusione della fame facevano dell’infanticidio una pratica comune. Hänsel e Gretel non condannano il proprio genitore per il tentato abbandono; al contrario, cercano un modo per non pesare sulla famiglia e avere ricchezze con cui sfamarsi. La trama di Hänsel e Gretel è in gran parte identica a quella di Pollicino di Perrault. C’è un’analogia con l’episodio dei sassolini e delle briciole di pane, per esempio, identico in entrambe le fiabe. Di Hänsel e Gretel è soprattutto nota l’immagine della “casa di marzapane”, che costituisce l’opposto della casa povera e affamata dei bambini, e la materializzazione quasi “eccessiva” dei loro desideri, ma si rivela al contempo una trappola per trasformarli in cibo. Alcuni vi leggono un’analogia con il Paese dei Balocchi di Carlo Collodi.

Realizzazione Diego Chmielk classe III Vazia


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L’ECO DELLA SCUOLA

Scuola Primaria IA-IB Le classi prime A-B di Villa Reatina, in occasione della Santa Pasqua, abbiamo realizzato un piccolo pensiero per la nostra famiglia, coniugando la tecnologia con le scienze e la nostra fantasia. Abbiamo utilizzato:



Terriccio



Vasi



Stuzzicadenti



Uova in plastica



Colori



pennelli

Scienze:



La semina

Fantasia:



attività di disegno creativo



Buona Pasqua, Mirò Editore Nei miei sogni ho immaginato un grande uovo colorato. Per chi era? Per la gente dall’oriente all’occidente: pieno, pieno di sorprese destinate ad ogni paese. C’era dentro la saggezza e poi tanta tenerezza, l’altruismo e la bontà, gioia in grande quantità. Tanta pace, tanto amore da riempire ogni cuore.

Fasi di realizzazione


Volume 2

Facciamo il formaggio

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Classi IA-IB IIA-IIB V. Reatina

Abbiamo preso dal pastore cinque litri di latte appena munto e lo abbiamo portato a scuola per fare il formaggio e la ricotta.

Dopo aver riempito una pentola con acqua bollente, vi abbiamo immerso un'altra pentola nella quale abbiamo versato il latte.

La maestra ha aggiunto alcune gocce di caglio e dopo tre quarti d'ora, il latte si è rappreso. A questo punto, abbiamo iniziato a rompere la cagliata (strato di latte rappreso) con le mani, a sminuzzare ben bene anche i piÚ piccoli pezzetti che stavano nel fondo.

Dopo di che si è iniziato a prendere i pezzettini e a sistemarli con dei pizzichi nelle formelle di terracotta stando attenti a non premere troppo e ad accostare la cagliata ai bordi.

Attraverso i fori delle formelle fuoriusciva il siero che scolavamo ogni tanto. Per arrotondare le caciotte, le abbiamo riprese in mano, immerse nel siero tiepido e modellate delicatamente con le mani; quindi riposte nella loro formella. Per insaporirle abbiamo cosparso la loro superficie di sale grosso.Dovremmo poi toglierle dalla forma, metterle in una tavoletta, all'aria e girarle ogni giorno.


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L’ECO DELLA SCUOLA

(COME SARANNO TRA UNA SETTIMANA?)

A questo punto siamo

andati a fare la ricotta.

Con il siero rimasto nella pentola dopo aver fatto il formaggio, abbiamo ottenuto la ricotta. L'abbiamo messo a bollire nel fornello a fuoco basso.

Appena si è alzato il bollore, armati di schiumarola, abbiamo raccolto gli strati di ricotta che venivano a galla e sistemati nell'apposita cestella.

Ecco, la ricotta è pronta!!!!!!! Basta farla raffreddare per gustarla a nostro piacere: con zucchero o senza, con pane o a cucchiaiate..... QUESTI SONO I PRODOTTI CHE ABBIAMO OTTENUTO DAL LATTE DI PECORA: FORMAGGIO, RICOTTA, SIERO.


Volume 2

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AttivitĂ grafiche

Rappresentazioni grafiche Hanno partecipato gli alunni della scuola primaria delle classi : IA – IB II A e IIB


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L’ECO DELLA SCUOLA

SCUOLA INFANZIA VILLA REATINA

Ambiente Durante l’anno scolastico i bambini della Scuola dell’Infanzia di Villa Reatina hanno seguito un percorso di educazione ambientale. Il percorso è nato con lo scopo di avvicinare i bambini in modo fantastico e graduale al rispetto dell’ambiente e alla consapevolezza dei comportamenti corretti per conservare un ambiente pulito, a partire da quello più vicino a loro fino ad allargarsi verso il mondo esterno: l’obiettivo è stato quello di formare delle coscienze sensibili alle problematiche ambientali fin dalla Scuola dell’Infanzia, con la consapevolezza che è fondamentale che il bambino impari a riconoscere intorno a sé la bellezza della natura e i disagi che l’uomo causa ad essa.

Questi alcuni dei loro lavori:


Volume 2

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VISITA AL CORPO FORESTALE DELLO STATO L’amore per la natura è un sentimento spontaneo che cresce e si rafforza quanto più il contatto tra essere umano ed ambiente è potenziato e rafforzato. Il percorso sull’ecologia che i bambini hanno svolto a scuola, ha avuto la giusta conclusione con l’uscita didattica alla Scuola Forestale dello Stato di Cittaducale. Per i bambini ogni cosa vista è stata motivo di stupore e scoperta, in modo particolare quando abbiamo visitato il Museo degli animali imbalsamati. L’agente forestale che ci ha accompagnato in questa visita, ha saputo coinvolgere i bambini con i suoi racconti e con le sue spiegazioni per il riconoscimento delle specie animali e vegetali. La visita poi si è conclusa in modo sorprendente: con l’inno d’Italia cantato dai nostri piccoli patrioti sotto la bandiera!


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L’ECO DELLA SCUOLA

La Storia di Rosetta CIAO BAMBINI, SONO ROSETTA. SONO CALDA E FRAGRANTE, APPENA USCITA DAL FORNO. PRIMA NON ERO COSI’ … ADESSO VI RACCONTO LA MIA STORIA. ERO UN SEMINO E STAVO IN UN SACCO INSIEME A TANTI AMICI, TUTTI UGUALI A ME. UN GIORNO D’ AUTUNNO IL CONTADINO CI HA MESSO NELLA TERRA MORBIDA E CI HA COPERTO PER NON FARCI INFREDDOLIRE. IN AUTUNNO LA PIOGGIA CI BAGNAVA. LA NEVE IN INVERNO CI COPRIVA CON IL SUO MANTO SOFFICE … E NOI METTEVAMO LE RADICI. IL SOLE TIEPIDO CI SCALDAVA … E A NOI CRESCEVA UN CIUFFETTO VERDE. LA PIOGGIA DI MARZO E IL SOLE DI PRIMAVERA CI FACEVANO CRESCERE SEMPRE DI PIU’ … DI PIU’ … FINCHE’ SPUNTARONO LE SPIGHE VERDI. IL SOLE CALDO DELL’ESTATE MATURO’ LE SPIGHE CHE DIVENTARONO GIALLE E PIENE DI TANTI CHICCHI. UN GIORNO, PIU’ CALDO DEGLI ALTRI, ARRIVO’ UNA MACCHINA ROSSA … CI TAGLIO’, SEPARO’ I CHICCHI DALLA SPIGA … E CI MISE IN TANTI SACCHI.


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L’ECO DELLA SCUOLA

INFANZIA VILLA REATINA GITA AL MOLINO DI SANTA SUSANNA Dopo aver “studiato” tutte le fasi della storia del grano a scuola, il Progetto di Educazione Alimentare, rivolto ai bambini dell’ultimo anno della Scuola dell’Infanzia, prosegue con la visita al Molino ad acqua di Santa Susanna, a Rivodutri, a pochi passi dalle acque limpide delle sorgenti omonime di Santa Susanna. I bambini sono entusiasti: è la loro prima gita scolastica! Qualcuno ci racconta di non essere riuscito a dormire per l’eccitazione e tutti vivono con trepidazione questa novità. Il signor Marcello ci accoglie all’arrivo e accompagna i bambini, per piccoli gruppi, all’interno del Molino.


Volume 2

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Le nostre esperienze ‌

Infanzia Villa Reatina

Un dolce saluto alla nuova stagione


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SCUOLA INFANZIA CAMPOLONIANO

L’ECO DELLA SCUOLA

STORIA DI UN SEMINO DI GRANO

1 - … IL SEMINO ORA E’ SOTTOTERRA! IL SOLE LO SCALDA, L’ARIA LO FA RESPIRARE, L’ACQUA LO DISSETA, LA TERRA LO NUTRE. 2 - … METTE LE RADICI PER “SUCCHIARE” IL NUTRIMENTO DAL TERRENO E, DOPO UN PO’ DI GIORNI, SPUNTA ANCHE IL GERMOGLIO. SEMINO SOTTOTERRA

ILSEMINO METTE LE RADICI

3 - … IL GERMOGLIO CRESCE E DIVENTA SPIGA. 4 – LA SPIGA MATURA E DIVENTA GIALLA. DENTRO HA TANTI CHICCHI DI GRANO. 5 – NEL CAMPO DI GRANO, IL GRANO MATURO, VIENE RACCOLTO DA UNA GRANDE MACCHINA CHE SEPARA I CHICCHI DALLA PAGLIA E LI METTE TUTTI IN GRANDI SACCHI. 6 – IL GRANO VIENE PORTATO AL MOLINO DOVE UN’ALTRA MACCHINA SCHIACCIA TUTTI I SEMI FINO AD OTTENERE UNA BIANCA E SOFFICE FARINA. 7 – IL FORNAIO IMPASTA LA FARINA CON ACQUA, SALE E LIEVITO, PER PREPARARE DEL BUON PANE. IL CALDO FORNO CUOCE I PANI … ED ECCO, CALDA, FRAGRANTE E DORATA, LA ROSETTA E’ PRONTA PER ESSERE MANGIATA.

… DIVENTA SPIGA

GRANO NEI SACCHI

LE SPIGHE MATURE

… SOFFICE FARINA BIANCA

8 – UHMM! … CHE BONTA’! FARCITA DI DOLCE O DI SALATO, SARA’ UNA DELIZIA PER OGNI PALATO! …. IMPASTO

ROSETTA E’ PRONTA ….


Volume 2

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PROGETTO CONTINUITA’ CHE BELLO STARE INSIEME! Come gli anni precedenti anche questo anno si è realizzato il progetto di attività di Continuità tra l’Asilo Nido “Sabin” e la Scuola dell’Infanzia “Don Bosco” di Villa Reatina. Il progetto ha avuto come obiettivo quello di far familiarizzare il bambino con un’esperienza “scolastica” diversa, avvicinandolo a contesti educativi nuovi per ritmi, relazioni, ambiente ed attività. I bambini dell’ Asilo Nido si sono recati, in più appuntamenti, presso la Scuola dell’Infanzia per svolgere attività in comune con i bambini di tre anni, sia per approfondire la conoscenza degli spazi e degli insegnanti, che per conoscere e stabilire relazioni con i bambini dell’ordine di scuola successivo e per vincere la paura del cambiamento. Ai bambini sono state proposte attività di ascolto, conversazioni guidate e giochi, rielaborazioni mimico-gestuali e grafico - pittoriche. La conclusione del progetto ha visto una visita dei bambini della Scuola dell’Infanzia al Nido Sabin. Dopo l’attività didattica tutti i bambini hanno giocato insieme in un clima gioioso e allegro.


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Volume 2

SCUOLA INFANZIA CAMPOLONIANO

USCITA DIDATTICA AL MOLINO DI SANTA SUSANNA Martedì 1 aprile … Noi bambini della scuola dell’infanzia di Campoloniano ci siamo recati presso il molino delle sorgenti di Santa Susanna. Abbiamo avuto la possibilità di osservare da vicino le macchine che frantumano il grano per ridurlo nei vari tipi di farina utilizzata per il pane, da quello integrale al classico pane bianco. Il mugnaio ci ha spiegato che il grano si divide in due tipi: grano tenero e grano duro. Il molino di Santa Susanna lavora solo il grano tenero, perché per ogni tipo serve un mulino differente. Il mugnaio ci ha spiegato che le fasi di preparazione del grano per poter trasformarsi in farina sono: la miscelazione, la pulizia, il lavaggio, la decorticazione e la macinazione. Inoltre ci ha detto che le sorgenti sono molto antiche ed erano già conosciute al tempo dei romani. Il molino è alimentato dalla forza dell’acqua data dalla sorgete Santa Susanna che produce 5.500 litri di acqua al secondo. Con grande entusiasmo abbiamo visto dentro le sorgenti dei bellissimi cigni e nel mezzo del giardino insieme alle nostre maestre abbiamo fatto la colazione ammirando il presepe subacqueo raffigurato dentro la vasca delle sorgenti. E’ stata una meravigliosa giornata!


L’ECO DELLA SCUOLA

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Alimentazione - Salute

PROGETTO ALIMENTAZIONE

In questa fase i piccoli hanno scoperto di cosa ha bisogno un seme per germogliare e crescere. I bambini hanno avuto a disposizione diversi contenitori per effettuare un esperimento di semina diversificata: Semi di grano posti da soli; Grano ricoperto da acqua; Grano con cotone idrofilo e acqua;

Scuola Infanzia Vazia I bambini hanno potuto osservare e verificare che i semi posti da soli nel contenitore non avevano subito modifiche; quelli ricoperti dall’acqua avevano tirato fuori un piccolo getto bianco e nei giorni che sono seguiti l’acqua si è intorbidita e i semi sono marciti; i semi che giacevano sul cotone idrofilo imbibito d’acqua avevano tirato fuori piccole radici e sottili fili verdi che sono appassiti col passare dei giorni; soltanto quelli seminati nel vasetto e in piena terra erano forti e rigogliosi. Conclusione: i semi per germogliare e crescere hanno bisogno di acqua, luce e calore (sole) e nutrimento che viene dalla terra.

Grano in vasetto con terra; Semi in piena terra.

Arte

QUANDO I COMPAGNI DI GIOCO DEI BAMBINI DI UNA SCUOLA DELL’INFANZIA SONO I GRANDI ARTISTI COME KANDINSKY, MATISSE E PICASSO…

Proprio così! Per i piccoli della Scuola dell’Infanzia di Vazia è stato un gioco molto entusiasmante quello di confrontarsi nell’attivita’ grafico-pittorica con i grandi artisti come Kandinsky, Matisse, Picasso e di meravigliarsi di fronte alle loro opere che ci offrono visioni differenti da esplorare e decodificare. Grazie a loro hanno sperimentato tante tecniche pittoriche, si sono divertiti utilizzando accostamenti di colore e materiali di vario tipo,l scoprendo che alcune loro produzioni non si discostavano così tanto da quelle dei grandi artisti. Per le insegnanti questo gioco ha rappresentato un metodo tanto “strano” quanto efficace per raggiungere certi obiettivi; - Soddisfare il bisogno di ciascun bambino di sentire che ciò che disegna sia riconosciuto anche dai compagni a volte critici spietati; - Far avvicinare i bambini a certi autori per riconoscere e valorizzare gli stili personali e aiutarli a superare, giocando con l’arte, stereotipi; - Far conoscere i nomi, la storia e alcune opere di autori per costruire una cultura condivisa; - Acquisire il concetto dentro/fuori dal cerchio, centri concentrici. Alla fine del percorso i lavori di ogni bambino sono stati assemblati per realizzare un pannello ispirato ai “Cerchi concentrici” di Kandinsky che rallegra l’atrio della nostra scuola.


Volume 2

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CORRERE, LANCIARE, SALTARE I RISULTATI

  

Classi più resistenti: Primaria classi terze maschili Villa Reatina Francesco Pastorelli 1° Lorenzo Severi 4° Niccolò Taddei Vittori 22°


L’ECO DELLA SCUOLA

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CLASSIFICA PER PLESSI DOPO LE GARE DEL 15 MAGGIO SALTARE 2014 Totale

56

15

7

33

12

6

28

10

Mannetti Antrodoco

3

19

8

5

Passo Corese

4

15

7

6

Marconi

2

11

6

7

Leonessa

2

10

5

8

Rivodutri

1

9

4

9

Torricella

1

7

2,5

9

Vazia

1

7

2,5

11

Cislaghi

1

6

1

12

Petrella

1

5

13

Corvaro

3

13

Santa Rufina

3

15

Colli sul Velino

2

15

Grotti

2

17

Bambin Gesù

1

1

Piazza Tevere

Punteggi

2

Eugenio Cirese

3

Luigi Minervini

4

12

1

Luigi Minervini

2

Petrella

3

Villa Reatina

4

Marconi

3

20

8

5

Passo Corese

3

15

7

6

Mannetti Antrodoco

4

14

6

7 8

Piazza Tevere Cittaducale

Punteggi

4 2

Totale

13 11

5 4

9

Sassetti

3

10

3

10

Monteleone

1

9

1,5

11

Eugenio Cirese

9

1,5

12

Posta

1

7

12

Borgorose

1

7

14

Grotti

1

6

16

Santa Rufina

1

5

17

Cantalice

1

4

18

L.Radice

1

1

4

27

15

5

25

12

4

23

3

10

LANCIARE


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Volume 2

AMICIZIA E’ ... Alla scoperta della parola

Dall’ ACROSTICO alla FILASTROCCA “mettendo in moto la FANTASIA”

COLLABORA … AMICO

Classe IIIA S.P. Villa Reatina ALFABETO DELL’AMICIZIA Ama te così come sei Bada alla tua opinione Crede in te Dimentica i tuoi errori Esalta le tue doti Fa la differenza nella tua vita Gioca con te Ha fiducia in te Illumina la tua giornata Lotta con te Migliora il tuo stato d’animo Non ti giudica Offre aiuto Placa i tuoi dubbi Quieta le tue preoccupazioni Ristora il tuo spirito Sta con te Telefona anche solo per dirti ciao Urla se non lo senti Vede dentro di te Zittisce chi ti fa star male

Tanti bambini si tengon per mano Lavorano, si aiutano e vanno lontano Collaborano insieme, stretti in catena E la loro mente sempre si allena. Ognuno una mano all’altro dona e i due diventano una sola persona, se ognuno si impegna tutto è più bello per far spaziare il proprio cervello. Ogni bambino impara pian piano porta fortuna darsi una mano.


L’ECO DELLA SCUOLA

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Rispetta l’ambiente PROGETTO :

Primaria V. Reatina

“io faccio la differenza”

Racconta la tua esperienza… Martedi 25 marzo siamo andati a spiegare la raccolta differenziata alle classi quinte. Alle ore 8,30 sono arrivate Giorgia e Annalisa, le nostre maestre del progetto ambiente. Appena entrate hanno fatto i gruppi e siamo andati nelle classi quinte. C’erano bambini che pensavano ad altre cose e così si sono “sorbiti una bella lavata di capo”. Ero nervoso ed emozionato però alla fine noi tutti ci siamo fatti coraggio e abbiamo parlato. E’ stata un’esperienza emozionante e divertente.

CLASSI TERZE C. Primaria Villa Reatina


Volume 2

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La Storia Visita guidata allo “ZOOMARINE”

L’ERA DEI DINOSAURI Ieri siamo rimasti affascinati

quando abbiamo visto gli enormi dino-

sauri. Appena entrati in quel luogo era tutto completamente buio quasi da paura. Eravamo accompagnati da una guida che ci spiegava tutto l’ambiente e, mentre parlava si accendevano delle luci e illuminavano gli enormi esemplari uno ad uno. I giganteschi animali sembravano veri si muoveva la testa, la coda e aprivano la bocca. Abbiamo visto sia i dinosauri erbivori che quelli carnivori. Davanti al t- Rex siamo rimasti sbalorditi per le sue straordinarie dimensioni. Pensare che questi animali siano esistiti veramente ci ha incuriosito ed impressionato nello stesso momento, infatti sono interessanti ma fanno veramente paura! Classe IIIA V. Reatina


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Volume 2

NEL MEDIOEVO Nel Medioevo, periodo che si estende dal 476 al 1492, i nobili organizzavano banchetti al fine di rafforzare il legame di fiducia tra il proprio rango, per sancire una pace, per celebrare eventi felici, tra i quali il matrimonio, nonché eliminare i propri nemici attraverso l’uso di veleno o di armi bianche. Il banchetto generalmente durava più giorni ed era un modo per il padrone di casa di ostentare la propria ricchezza, infatti l’anfitrione pur di stupire i propri ospiti non badava a spese. Faceva allestire, all’interno dei lussuosi saloni, lunghi tavoli addobbati con stoviglie, argenteria e oggetti preziosi. Il pasto, secondo la medicina dell’epoca, doveva iniziare con assaggi di frutta fresca di stagione e insalate condite. A seguire minestre leggere, portate di pesce e a finire con la pietanza più importante: la carne arrostita di selvaggina fresca, insaporita con spezie esotiche. Il tutto veniva accompagnato con calici di vino rosso e consumato con maniere raffinate. La carne veniva servita su una larga fetta di pane chiamata tagliere e le zuppe venivano mangiate in scodelle di legno. Gli arrosti non potevano essere rifiutati dagli invitati, poiché tale gesto sarebbe stato interpretato come un segno di debolezza del commensale, equiparabile addirittura ad una deposizione delle armi. Durante la consumazione del cibo, gli ospiti venivano intrattenuti con spettacoli di saltimbanchi, buffoni e giocolieri intervallati da musicisti e danzanti. Tra una pietanza e l’altra era consuetudine lavarsi le mani dentro ciotole contenenti acqua di rose, poiché il cibo veniva consumato senza posate. Durante il protrarsi del banchetto, il padrone di casa decideva di sospenderlo, incitando i propri ospiti a battute di caccia o a disputare dei tornei. Successivamente, per porre rimedio all’esibizione del lusso, furono promulgate leggi suntuarie, con lo scopo di limitare drasticamente i fastosi pasti e in alcune città vennero addirittura istituite delle Magistrature con il compito di vigilare sull’effettiva applicazione delle leggi suntuarie. Il banchetto dei poveri (nelle campagne, nelle città, sulle vie del pellegrinaggio) era completamente diverso. Anche se non esiste una documentazione di prima mano sull’alimentazione delle classi meno abbienti, si può affermare che il cibo principale dei poveri era il pane impastato con piccole quantità di frumento o in alternativa con l’utilizzo di miglio, orzo, castagne. Oltre al pane, venivano consumati ortaggi come rape, cavoli, cipolle, scalogni e porri, mentre frutta fresca, uova e formaggi erano mangiati raramente. Per quanto riguarda la carne, quella più consumata era quella suina e quella di animali da cortile, la carne di bue non veniva mangiata perché era considerata un bene prezioso in quanto i buoi servivano per arare i campi. I ricchi mangiavano la carne anche due volte al giorno mentre i poveri la mangiavano una volta la settimana se non meno.Quanto al bere, la preferenza assoluta andava all’acqua, seguita solo di rado dal vino considerato, fino all’anno Mille, un genere di lusso.Banchetto dei poveri Nella vita delle classi meno abbienti, alla povertà ed alla miseria, si aggiungevano troppo spesso condizioni meteorologiche avverse, carestie ed epidemie, tasse e imposte straordinarie che costringevano i cosiddetti “poveri” ad accontentarsi di un solo pasto al giorno a base di pappe di cereali accompagnate da un quantitativo di proteine ancor più ridotto di quello già basso che di norma entrava nella misera alimentazione quotidiana. Alunni:

Banchetto dei ricchi

Liberali Simone Petrillo Francesco

Banchetto dei poveri


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LA VITA NEI MONASTERI BENEDETTINI NEL MEDIOEVO

NEL MEDIOEVO I monasteri erano grandi complessi dove vivevano comunità di monaci, ossia di persone che avevano rinunciato ai piaceri terreni per sottomettersi a Dio, alla sua volontà. Essi dall’Oriente si diffusero in tutto l’Occidente, diventando centri di preghiera e di cultura. Ma come vivevano i monaci? I vari momenti della vita di un monaco, dal lavoro, al riposo, alla preghiera, avevano un significato particolare ed erano organizzati e regolati in modo preciso. A guidare la vita di un monaco era la Regola (ora et labora : prega e lavora), dettata da san Benedetto nel 529 d.C. La regola benedettina rappresenta l'idea di dividere la giornata secondo un ordine preciso,

La scansione della giornata di un monaco secondo le varie "ore canoniche".

di mangiare e di riposare in ore determinate, di stabilire e rispettare regole per un’ordinata convivenza, costituisce una novità per quel tempo. Naturalmente le ore canoniche, cioè le ore stabilite nella regola, hanno poco a che vedere con le ore come le intendiamo noi oggi. La giornata nel medioevo era scandita dagli orari dell'alba e del tramonto: era perciò più lunga in estate e più breve in inverno. Come illustra l'immagine, la giornata alternava momenti di preghiera ad altri di lavoro e non mancavano gli intervalli di riposo. La preghiera comune si svolgeva in precisi momenti della giornata, le cosiddette "ore canoniche". Si cominciava prima dell'alba con il mattutino o vigilie, poi si faceva colazione, quindi c'erano le lodi, che coincidevano con l'alba. Altri momenti di preghiera erano a metà mattina (sesta - attorno alle 9:00 del mattino), verso il mezzogiorno, prima del pranzo (sesta), a metà del pomeriggio (nona - attorno alle 15:00) e al tramonto (compieta). Dopo la cena c'era un ultimo momento di preghiera (compieta) prima del riposo notturno.

L’ECO DELLA SCUOLA

Il suono delle campane che convocavano i religiosi a celebrare le ore canoniche scandiva anche le giornate dei contadini che vivevano nei pressi dei monasteri. I monaci vivevano del proprio lavoro e perciò le loro giornate erano differenziate secondo le stagioni: in primavera seminavano, in estate raccoglievano, in autunno vendemmiavano e in inverno si dedicavano per più tempo alla lettura, agli studi non solo teologici, e alla copiatura a mano di antichi manoscritti. Copiare libri era una necessità, perché nel Medioevo erano rari e costosi e ne occorrevano una certa quantità per assicurare la lettura a tutti i monaci; e questo lavoro richiedeva sicuramente molta fatica, quanto quello dei campi. Gli scriptoria dei monasteri diventavano delle “fucine di cultura” e di bellezza, ma il lavoro di copiatura non aveva come scopo la produzione di opere d’arte, ma di strumenti utili ai monaci per il proprio cammino spirituale. Il tempo del monaco,inoltre, era ritmato dalle feste cristiane, che rendevano ogni giorno diverso dagli altri: la domenica e i giorni feriali, le grandi feste della Pasqua, della Pentecoste, del Natale con i relativi periodi di preparazione, le feste del Signore, della Madonna e dei Santi. I monaci non si sentivano "prigionieri" della regola, che li aiutava ad organizzare le loro attività e a seguire lo scopo della loro vita, manifestare cioè il proprio amore per Dio e Gesù in tutte le attività che svolgevano. La presenza e l'azione dei monaci, la necessità di lavorare e vivere del proprio lavoro, di provvedere alla propria sussistenza ha conseguenze importanti per l'evoluzione della civiltà europea: i monaci non costruivano i propri monasteri nelle città, ma nelle campagne, lontano dall'abitato, e iniziarono presto a dissodare, irrigare, prosciugare i terreni intorno ai monasteri per piantarvi ciò che occorreva alla loro sopravvivenza. Diventavano contadini e pastori, abbattevano boschi e prosciugavano paludi, scavavano canali per annaffiare campi e vigneti (il vino è indispensabile per la celebrazione della messa). Tutto con un'unica finalità essere vicino a Dio. Carmine Sallusti

Monaci conversi al lavoro "L’ozio è nemico dell’anima e perciò i fratelli in determinate ore devono essere occupati in lavori manuali" dice la Regola di Benedetto. E ancora: "E’ proprio allora che essi sono veramente monaci, quando vivono del lavoro delle proprie mani, come fecero i nostri padri e gli apostoli". Il lavoro nel monastero ha, perciò, uno scopo ascetico e non economico, poiché è partecipazione alla missione che Dio ha dato all’uomo di essere creatore del mondo.


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, In principio l’acqua …

L’ECO DELLA SCUOLA SCUOLA SECONDARIA I GRADO

BANCHETTI DEI RICCHI E BANCHETTI DEI POVERI

Un giorno in un paese lontano e misterioso il dio Messi (dio del calcio e del pallone) stava giocando una partita con undici suoi amici (undici è il numero di una squadra di calcio): un portiere, tre difensori, quattro centrocampisti. Fecero talmente tanta confusione che si sentirono fino alla casa del vicino, il quale si arrabbiò a tal punto che andò a parlare con Zeus, che risiedeva nell’Olimpo. Il padre di tutti gli dei allora il giorno seguente li andò a controllare e, poiché non conosceva il calcio, chiese a Messi di insegnargli le regole del gioco. Mentre Messi gli insegnava a giocare, uno dei suoi attaccanti tirò per sbaglio una pallonata a Zeus; Zeus si mise a piangere violentemente per il gran dolore. Messi si accorse allora che le lacrime di Zeus erano trasparenti e abbondanti, quindi le raccolse in una ciotola e ne bevve un po’. Disse allora ai compagni che le lacrime raccolte erano buone e non salate, ne bevvero tutti, perché erano buone per calmare la sete. Ecco spiegata com’è nata l’acqua. Giovanni Canedoli I A

Un giorno la dea Narte camminava sulle cime dell’Olimpo, chiedendosi perché nessuno la volesse sposare. Per cercare una risposta alla sua domanda, si rivolse a Zeus padre degli dei e degli uomini, il quale le disse che, viste le sue sembianze poco carine, sarebbe risultato molto difficile trovare una persona che potesse amarla. L’unico dio che avrebbe potuto prenderla in sposa poteva essere solo Teclo, che era basso, grasso e gobbo. Presa dalla disperazione, Narte accettò di conoscerlo e dopo il primo impatto negativo, da entrambi le parti, i due decisero di sposarsi. Dalla loro unione nacque Ulan, l’essere più brutto del mondo, che crescendo divenne anche l’essere più malvagio del mondo. Era perfido, cattivo, dispettoso e vendicativo e infatti seminava discordia tra tutti gli dei, parlando male all’uno dell’altro. Per mantenere la tranquillità nell’Olimpo, Zeus dovette intervenire, ordinando alla dea Buonina, che era cosi chiamata per la sua bontà e generosità, di innamorarsi di lui. Lei non voleva assolutamente sposarlo, ma Zeus la ricattò, dicendole che se non avesse fatto la sua volontà, avrebbe scatenato fulmini e saette contro tutta la sua famiglia e l’avrebbe rinchiusa dentro una nuvola. Nonostante la minaccia, la dea Buonina rifiutò di accettare l’ordine di Zeus, il quale mantenne la sua promessa e scatenò la sua ira verso la sua famiglia e rinchiuse Buonina dentro una nuvola. La dea, presa dalla disperazione in quanto imprigionata a vita, e dalla malinconia, per la sofferenza causata ai suoi cari, cominciò a piangere tutte le sue lacrime, fino a che, lacrima dopo lacrima, la nuvola si gonfiò talmente tanto che scoppiò, liberandola e formando sotto di essa un meraviglioso lago che venne chiamato “lago della liberazione”. Cosi nacquero i laghi delle Terra. Ludovica Campanelli – Francesca Santini – Gaia Strinati I A


Volume 2 Molto tempo fa nell’Olimpo non c’era l’acqua e tutto era sporco e maleodorante. Afrodite andò da Artico, dio del ghiaccio per trovare la soluzione. Qualche giorno dopo arrivò in città Argo, un bellissimo ragazzo dai capelli rossi, e Afrodite se ne innamorò a prima vista; durante uno dei loro incontri Argo le rivelò in segreto di essere il dio del fuoco. Anche Artico però era innamorato di Afrodite. Fu così che i due decisero di duellare per contendersi l’amore di Afrodite. Il duello si svolse nella stanza di Zeus, al cospetto di tutti gli dei: Artico usava spade e pugnali di ghiaccio, mentre Argo lanciava meteore infuocate. Fu durante il combattimento, mentre i due si fronteggiavano lanciando le rispettive armi, che il fuoco sciolse il ghiaccio, provocando un’ondata d’acqua che allagò l’Olimpo, rendendo splendente tutto ciò che toccava. Afrodite immersa in tanto splendore, decretò entrambi vincitori, così i due per amore suo unirono i loro poteri creando una nuova divinità ArgoticoPoseidon, dio dell’acqua. Petrillo Francesco - Sallusti Carmine I A

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Un tempo il dio del mare andò a trovare il dio del Sole, perché erano grandi amici; ad un certo punto però litigarono per uno sciocco motivo: stabilire tra i due chi fosse più forte. Così iniziò una grande guerra tra loro. Il primo, per un po’ di giorni, raccolse migliaia di litri d’acqua del mare, invece il secondo fabbricò molto sale. Dopo un po’ di tempo i due si scatenarono e il dio del mare gettò tutta l’acqua raccolta in quei giorni sotto forma di onda anomala, invece il dio del sole tirò tutto il sale che aveva fabbricato. L’acqua e il sale si unirono e formarono l’acqua salata. Il giorno dopo lo scontro si vedevano però ancora i granelli di sale, cosi intervenne il dio del sole che con il suo calore li sciolse e l’acqua diventò limpida, però salata e adatta ad ospitare i pesci d’acqua salata. Da quel giorno l’acqua di tutti i mari fu salata e i due dei fecero pace al vedere quella meraviglia che avevano originato per caso! Andrea Festuccia - Emanuele Flammini I A

Nei tempi più lontani, quando le vallate erano secche e asciutte e i fiumi non esistevano, gli uomini, gli animali e le piante vivevano bevendo la poca acqua che pioveva dal cielo. Nei villaggi infatti, quando pioveva, si mettevano all’aperto delle anfore e delle vasche di ceramica, per raccogliere l’acqua e, quando si creavano delle grandi pozzanghere, la raccoglievano anche da esse. Molto tempo dopo ci fu una grande carestia, non pioveva più da tanto tempo e le scorte d’acqua accumulate durante gli anni precedenti stavano per finire. Gli uomini allora si rivolsero a Poseidone, dio del mare, dei maremoti e terremoti. Gli uomini gli chiesero di far piovere, ma, ogni volta che Poseidone mandava delle nuvole sul loro villaggio, Spiffero, il dio del vento, le spazzolava via soffiando venti fortissimi. Era un dio molto spiritoso ed era stato cacciato dall’Olimpo perché non era mai serio, e per fare dei dispetti, ostacolava tutti gli dei, persino Zeus. Poseidone trovò un modo per evitare gli scherzi di Spiffero: diede agli uomini delle anfore piene d’acqua da portare su tutte le colline e le montagne. Gli uomini ubbidirono ciecamente senza sapere che cosa sarebbe accaduto. Poseidone fece moltiplicare all’infinito l’acqua contenuta dalle anfore e essa cominciò a scorrere in tutte le pianure, montagne, colline e vallate che erano secche e asciutte, che diventarono subito verdi campi. Poseidone chiamò quest’acqua corrente “fiume”. Da allora in poi tutti i popoli ebbero l’acqua in tutte le stagioni e dove i fiumi non c’erano si prendeva l’anfora di Poseidone e si metteva sulle montagne per avere un nuovo fiume. Giacomo Paolocci I A


L’ECO DELLA SCUOLA

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E poi la famiglia e gli amici vicini e lontani … Io sono sempre andata d’accordo con tutti i membri della mia famiglia, siamo molto uniti e ci vogliamo bene, tuttavia la persona alla quale sono più legata è mia madre. Lei è molto vicina sia a me che a mia sorella, è brava e buona e non ci fa mancare niente. È sempre presente in tutti i nostri impegni nella scuola, nello sport, con glia amici e nel tempo libero. Io spero che mia madre viva a lungo, affinché possa aiutare sia me che mia sorella durante tutto il percorso della nostra vita. Ludovica Campanelli I A Io provo una specie di venerazione nei confronti dei miei genitori, perché siamo molto legati e ci vogliamo molto bene. I miei genitori danno tutto quello che è possibile a me e mia sorella. Passiamo molto tempo insieme praticamente tutta la giornata; ridiamo e scherziamo e a volte litighiamo, però facciamo subito pace. Mio padre di solito veste elegante quando deve uscire o deve lavorare; invece quando si trova a casa preferisce indossare tute; mia madre veste quasi sempre sportiva con tute e scarpe da ginnastica. Di carattere mio padre è serio quando bisogna essere seri, invece, quando c’è un situazione divertente, ride e scherza; mia madre pure è quasi sempre molto allegra. Sono tutti e due molto magri e anche abbastanza alti: mia madre è alta un metro e settantaquattro e mio padre è alto un metro e ottantatré Io voglio tanto bene alla mia famiglia! Andrea Festuccia I A

Io provo un senso di venerazione particolare nei confronti di mia madre. Sono molto attaccata a lei e provo per lei un amore immenso. Molte volte la vedo soffrire e piangere per la morte di mia nonna e non poterla aiutare mi crea molti problemi. Inoltre in questo periodo la vedo stare male troppo spesso, e vederla entrare e uscire possibili. Quando va fuori per lavoro e torna la sera tardi, non vedo l’ora di riabbracciarla perché mi manca tanto. Le voglio un bene “pazzesco”Francesca Santini I A dall’ospedale in continuazione mi fa essere molto preoccupata. È la mamma migliore del mondo, pensa sempre prima a me e poi a tutto il resto. Non mi fa mancare nulla e cerca sempre di rendermi felice in tutti i modi . Io penso che mia madre sia un punto di riferimento per me; infatti penso che sia molto speciale, perché sa fare tante cose, ad esempio cucinare bene, è bravissima in matematica e con il computer. Sa risolvere tanti problemi, quando sono in difficoltà mi aiuta facendomi riflettere ed impegnare, come nell’usare delle applicazione con il computer. Queste sono le ragioni più importanti perché mia madre è il mio punto di riferimento. Giacomo Paolocci I A

Io provo una specie di ammirazione per mia cugina Martina, perché è molto forte ed ottimista. Mia cugina Martina otto anni fa ebbe una malattia, di cui non conoscono il nome, perché è troppo lungo, e l’affrontò con forza e decisione insieme alla mia famiglia e alla sua, perché noi siamo cugine di primo grado. Noi fin dalla mia nascita siamo sempre state molto unite, e lo siamo ancora oggi; i nostri genitori, quando lei stava male, viaggiavano molto, perché ci facevano da messaggeri per i disegni e lettere che ci scrivevamo a vicenda. Io ho conservato tutti i disegni che lei mi fece ed anche lei ha fatto lo stesso. Federica Curti I A

Un bene prezioso? ...

La famiglia


Volume 2

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Scrittura creativa Io ho particolare stima per mia nonna materna, perché quando vado a Roma la vedo sempre fare qualcosa, non si riposa mai; mentre cucina infatti, gioca anche con mio cugino di due anni. Ho anche una particolare stima per lei, perché io ho vissuto, prima di venire qui a Rieti, con mia nonna nell’appartamento sopra il suo. In quel periodo mio padre stava facendo il corso da maresciallo a Velletri e tornava a casa solo il fine settimana. Io e mia madre ci trasferimmo in quell’appartamento e ci stemmo per due anni. In quel periodo mia nonna materna Rossella doveva occuparsi della zia anziana che viveva insieme a lei, del suo cane anziano e di tutto il resto della sua famiglia. Poi nacque anche il terzo cuginetto, che nessuno si aspettava, così ricominciò da capo. Quello che mi fa avere stima e venerazione nei suoi confronti non tanto però per le cose che fa, ma per la pazienza che ci mette nel farle e la grande disponibilità che ha nei confronti di tutti, mettendo sempre in secondo piano i suoi bisogni. Io non la sento mai lamentarsi e mi accorgo che è stanca solo quando la vedo seduta sul divano, che sonnecchia un po’. Quando sto con lei mi sento soddisfatto e contento, come se la sua presenza mi servisse per essere più felice Gabriele Di Fabio I Auna

Per vivere bene in famiglia bisogna collaborare, solo in questo modo si possono superare piccole e grandi difficoltà. Ora racconto un episodio che mi ha fatto capire l’importanza dell’aiuto in famiglia. Un giorno i miei fratelli ed io ci trovavamo a casa da soli, perché Mamma e Papà erano usciti insieme a mia sorella più piccola. Io iniziai a fare i compiti, mia sorella pure, mentre mio fratello più piccolo no, perché aveva bisogno dell’aiuto di Mamma, dato che è il suo primo anno si Scuola Primaria. Così Alessio, mio fratello, mi chiese di aiutarlo a studiare la poesia che aveva per casa, ma io gli dissi di no, perché dovevo finire i compiti. Dopo un po’ di tempo io finni e non avevo più nulla da fare. Così pensai al brutto voto che avrebbe preso Alessio se non avesse saputo la poesia. Andai allora da lui e gli dissi di prendere il quaderno; lo prese e iniziò a leggere e ripetere la poesia. Quando non sapeva qualcosa, io lo aiutavo; dopo poco tempo aveva imparato tutta la poesia! Quando Mamma tornò, la ripeté pure a lei e la sapeva tutta quanta bene! Il giorno dopo prese 10 e quando tornò dalla scuola mi ringraziò per averlo aiutato. Ero molto contento, e compresi che in famiglia è necessario collaborare, sempre! Emanuele Flammini I A


L’ECO DELLA SCUOLA

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Scrittura creativa Cara Gaia, anche se stiamo molto lontane e ci vediamo raramente, vorrei raccontarti alcune cose della mia vita. Come sempre vado a scuola e passo tutti i pomeriggi a studiare e a fare i compiti, tranne il mercoledì e giovedì, che oltre a fare questo, vado pure in palestra a fare ginnastica. Anche se mancano pochi giorni alla fine della scuola, mi sono proprio stancata di studiare, perché mi piacerebbe stare in un luogo caldo, dove possa prendere il sole e fare il bagno in tranquillità senza nessun pensiero in testa. Purtroppo devo ancora studiare e le vacanze sono molto lontane … Ogni volta che non so cosa fare, chiudo gli occhi e comincio a sognare il mare ed io che prendo il sole tranquillamente. L’unica cosa che mi spinge la mattina ad alzarmi presto sono i miei compagni di classe, perché con loro mi diverto molto e, anche se prendo un brutto voto mi consolano, con le loro divertenti battute. Scrivi presto, non vedo l’ora di sapere cosa fai tu a Milano. Un bacione e a presto, tua Maria Rita Maria Rita Aguzzi II A

Cara Cassandra, So che non ti scrivo da tanto, ma in questi giorni ho bisogno di parlare con una persona che mi sappia dare consigli utili e quella persona sei tu … È successa una bruttissima cosa: il mio ragazzo e il mio migliore amico spesso litigano per me! L’altro giorno per esempio, quando stavo al parco, ho visto una cosa che non avrei voluto vedere: ho visto il mio migliore amico litigare con il mio ragazzo! Io, non mi sono però meravigliata, perché, come ti ho detto prima, litigano spesso, ma sono subito corsa a parlare con loro e ho detto al mio ragazzo di andare a casa; invece al mio amico di seguirmi. Ci siamo seduti e io gli ho chiesto per quale motivo stessero litigando; lui mi ha risposto che io non mi meritavo uno come il mio ragazzo… io a quel punto gli ho chiesto se fosse geloso e lui mi ha risposto di sì! La sera seguente io stavo leggendo un libro e ad un tratto ho sentito arrivare al telefono una montagna di messaggi! Ho preso il telefono e ho visto che i messaggi arrivavano proprio dal mio ragazzo e dal mio amico! Li ho letti e contenevano tutti la stessa cosa: “O stai con me, o stai con lui!” Cassandra, cosa devo fare? Ti prego rispondimi… A presto Bacioni Tua Angelica

Rieti, 9 maggio 2014 Caro Ligabue, sono una tua fan, ti scrivo questa lettera per dirti che mi sono molto piaciute le tue canzoni, ma ho tre testi preferiti: “Happy hour”, “Tu sei lei” e “Per sempre”. A volte ti ascolto non solo in internet, ma anche alla mia stazione radio preferita “RDS”. La canzone “Happy hour” è proprio rock, mentre le altre due sembrano più canzoni d’amore!Sei così fantastico che piaci anche a tutti gli altri fan! Quando ascolto le tue canzoni in “Youtube” metto sempre “mi piace!” Quando canti Happy hour” sento nel sangue il rock che mi scorre in tutto il corpo fino a diventare una “pazzoide”! quando sento questa canzone pro-

vo una gioia pazzesca e soprattutto quando l’ascolto mi si rompono i timpani per la pazza voglia che ho di ascoltare a volume sempre più alto! Magari un giorno potremo incontrarci dal vivo, anzi potrò venire ad un tuo concerto ed ascoltare altre tue canzoni nuove! Ti saluto, baci e abbracci, tua Beatrice P.S. quando scriverai delle nuove canzoni e le mettarai su Youtube, se saranno belle, ti metterò “Mi piace”! Francesca Festuccia II B


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Quindi la scuola …. L'anno scorso, quando frequentavo la prima media, sono stata vittima di un insuccesso scolastico: presi quattro al compito di matematica! Quando vidi quel brutto voto il mio cuore ad un tratto fu come se si fosse fermato! Ero restata agghiacciata da quel brutto voto e per tutta la giornata pensavo e ripensavo a come potesse essere accaduto, forse avevo studiato poco o forse avevo sottovalutato il compito. Quel giorno ero distrutta; così cercai a tutti i costi di recuperare il voto. Mi impegnai tanto, ma così tanto che la notte ero distrutta; studiavo tutto il giorno e alla fine dopo una settimana di studio andai a recuperare il compito. L’interrogazione fu dura ma alla fine ce la feci a recuperare quel compito con un bel otto, tanto che quando tornai a casa mi misi a piangere per la felicità! Questa esperienza mi è stata molto utile, perché ora sono molto più responsabile di prima: il giorno antecedente un compito, che sia di matematica, di italiano o storia, mi impegno e ripasso tutto quello che abbiamo fatto e mi concentro sempre di più su ogni capitolo! Francesca Festuccia II B

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Quest’anno frequento la seconda media, una classe sicuramente più difficile rispetto a quella dell’anno precedente. Sto crescendo, vorrei essere più autonomo e dedicare più tempo ai miei spazi. La libertà però ha il suo “prezzo” perché non sempre riesco a prendere buoni voti. Proprio pochi giorni fa presi un’insufficienza al compito a “sorpresa” di Antologia; non mi aspettavo quel risultato, tornai a casa deluso e dissi a mia madre del mio insuccesso. Mia madre mi rimproverò, perché, in sua assenza, avevo studiato in maniera superficiale e mi consigliò di ripassare gli argomenti principali, perché la professoressa mi avrebbe sicuramente interrogato. Studiai allora con attenzione il nuovo argomento e ripassai i precedenti; dedicai quasi tutto il mio pomeriggio allo studio e, per la stanchezza andai a letto prima del solito. Quello che mi aveva detto mia madre si rivelò vero, perché fui interrogato e presi un bel voto, il voto più alto dell’interrogazione di quel giorno! Questa insufficienza mi ha insegnato ad essere più responsabile, a non sottovalutare le situazioni e a non abbassare mai la guardia! Jacopo Poscente II B


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Molte volte, capita che le cose non vadano proprio come si vorrebbe, in tutte le occasioni: in casa, tra amiche e anche a scuola. È capitato anche a me di restarci male per un’insufficienza o per una nota, ma ricordo un giorno in particolare, il giorno più brutto della mia vita. Era martedì, durante l’ora di letteratura, io e i miei compagni stavamo facendo il compito, e la professoressa correggeva i nostri temi ed io ero tranquilla perché credevo di averlo fatto bene. Finito il compito, la professoressa ci ridiede i quaderni; aprii il mio e rimasi scioccata! Avevo preso il voto più basso di tutti, avevo preso tre! Quelle cinque ore non passavano mai, avevo le lacrime agli occhi. Quel giorno avevo toccato il fondo; nella testa avevo tremila domande come: “Ma come è successo?” “Ce la farò a recuperare?” e altre domande. Finalmente arrivò l’ora di uscire, mia madre mi venne a prendere e le dissi: “Ho preso un brutto voto a scuola”; lei mi chiese “Ma troppo brutto?” ed io le risposi “Sì!”. Mia madre ci rimase male, ma vedendomi dispiaciuta mi disse: “Tranquilla, basta che lo recuperi”. In quel momento mi sentii sollevata, perché l’importante era impegnarmi per recuperare quel “votaccio”! Il giorno seguente, dopo aver fatto i compiti, ripresi il libro di grammatica dell’anno precedente e piano piano ripassai tutto. Avendo paura di riprendere quel brutto voto, mi feci aiutare anche da una ragazza che fa la professoressa. Dopo un po’ di tempo mi accorsi dei cambiamenti, i voti iniziarono a salire, ed io piano piano mi sentii sempre più, diciamo, “brava”! Ora nei miei compiti faccio meno errori; quel brutto voto un po’ mi ha aiutato, perché mi ha insegnato a stare un po’ più attenta! Marilena Di Rocco II B

Lo scorso anno scolastico, verso la fine della scuola, quando pensavo già di essere già in vacanza, la nostra insegnante di matematica ci fece fare un compito in classe sulle potenze. Io pensai di essere abbastanza preparata anche se lo affrontai lo stesso con un po’ di agitazione ed ansia, come mi succede tutte le volte. Quel compito mi sembrò subito molto difficile, lungo e complicato. Non riuscii neanche a finirlo, perché avevamo avuto solo un’ora. Pensai che non avrei preso un bel voto, ma non che fosse andato così male! Addirittura ricordo la data in cui la professoressa ce lo riportò: era il 19 Marzo, il giorno della festa del papà! Io però avevo poco da festeggiare perché avevo preso 4-! Quando vidi il risultato, fui molto delusa di me stessa, perché non mi ero preparata sufficientemente per affrontare quel difficile compito in classe. Quello è stato il voto più basso della mia carriera scolastica, almeno per il momento. Ero a dir poco disperata, però questo insuccesso mi insegnò a diventare più responsabile. La nostra insegnante che era molto arrabbiata con noi perché tutti i compiti erano andati male, dopo circa 10 giorni decise di farcene fare un altro per alzarci la media. L’argomento fu sempre lo stesso, ma questa volta mi preparai meglio. Studiai con molto più impegno rispetto alla prima volta e mi esercitai a fare le espressioni per molti pomeriggi. Essendo più preparata, il giorno del compito fui anche più tranquilla. Quando l’insegnante riportò i compiti mi accorsi di aver preso un bel 7½ più che meritato, anzi non presi 8 solo perché ero stata un po’ disordinata facendo delle cancellature. Io fui lo stesso contenta, perché avevo recuperato il brutto voto. Questo episodio mi ha insegnato che tutte le situazioni vanno affrontate con impegno e preparazione che ci danno sicurezza e serenità. Niente va sottovalutato e non bisogna mai sentirsi “già in vacanza”. Maria Rita Aguzzi II A


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Lo scorso anno ho iniziato bene la scuola, mi sono impegnata sin dai primi giorni studiando e facendo i compiti assegnati da tutti gli insegnanti, senza trascurare neanche una materia. Sono andata avanti così, con questo ritmo costante fino a primavera, sempre con buoni risultati. Poi, ad un tratto e per un breve periodo (per fortuna!) ho cominciato a studiare un po’ meno o forse in modo superficiale. Pensavo infatti di essere brava e di poter studiare con meno tempo, sopravvalutando le mie possibilità. Così i voti cominciarono ad abbassarsi in alcune materie. Durante un consiglio di classe, i professori notarono che per alcuni di noi c'era stato un “calo” nello studio e, di conseguenza, nei risultati. Così mia madre intuì che tra quei ragazzi ci potessi essere anch’io e ne ebbe la conferma il giorno dopo, quando andò a parlare con i miei insegnanti. Non appena mia madre mi riferì quello che i professori le avevano detto, cominciai a preoccuparmi perché temevo che i voti riportati nel primo quadrimestre non venissero riconfermati né tantomeno migliorati! All'inizio ero un po' abbattuta, perché avevo paura di non farcela: ero stanca e in più la mia solita ansia mi rendeva ancora più nervosa e agitata! Ma non mi persi d’animo: ricominciai a studiare con impegno e costanza. Fu dura, ma, dopo tanto studiare, riuscii a prendere voti alti, riportando la media dei voti scolastici ai livelli del primo quadrimestre. Fu piuttosto faticoso, ma alla fine ero piuttosto soddisfatta, anche se mi ripromisi di non ritrovarmi più in un situazione simile! Questo insuccesso è stato “educativo”, perché mi ha insegnato a non trascurare più lo studio e a impegnarmi sempre in modo costante e approfondito. Giulia Reginaldi II B

L’ECO DELLA SCUOLA Sono una ragazza di 13 anni, anche se molte persone dicono che ne dimostro molti di più, perché sono molto alta! Nonostante sia molto giovane, ho vissuto già tante esperienze, alcune positive ed altre negative, tutte però hanno lasciato qualcosa dentro di me. La prima esperienza che vorrei raccontare è negativa ed è avvenuta quando avevo quattro anni circa. Dopo alcuni anni di nuoto fatti in piscina con l’acqua bassa, la mia istruttrice Carla prese una decisione che non mi piacque molto: passare alla piscina con l’acqua alta! Io fui terrorizzata ed appena entrai in quella piscina piansi ed urlai dicendo “Voglio uscire, ho paura!”. Dopo circa 4 mesi di pianti e di urla mi feci coraggio ed affrontai quella difficoltà con molta forza e molto impegno. Da quella prima esperienza negativa capii che bisogna affrontare la vita sempre con forza e coraggio e non bisogna mai avere paura di niente! Un’altra esperienza che vorrei raccontare è il passaggio un po’ “traumatico” dalla scuola materna a quella elementare. I primi giorni mi trovai molto in difficoltà, perché non conoscevo nessuno, mentre gli altri bambini avevano frequentato la stessa scuola materna e quindi erano già amici. Tra tutti una bambina di nome Aurora mi fu subito simpatica, perché aveva il mio stesso carattere e ci piacevano le stesse cose, ad esempio disegnare. Aurora rimase sempre la mia migliore amica. Ancora oggi che frequentiamo scuole diverse, ci sentiamo spesso ed usciamo insieme. Attualmente io frequento la Scuola media di Villa Reatina e un episodio importante durante il corso di questi primi due anni è stata sicuramente la gita scolastica a Venezia che si è svolta dal 14 al 16 Aprile di quest’anno. Oltre ad aver visitato una bella città, mi sono anche divertita molto con le mie nuove amiche Michela e Vittoria. Tutte le mattine mi svegliavo presto ed andavo nella loro stanza a parlare e poi scendevamo a fare colazione. Più tardi uscivamo con tutti gli altri per visitare Venezia e dintorni. Quando ritornavamo ogni sera, io mi cambiavo, andavo a cena e poi subito in camera di Michela e Vittoria per farci le foto, ridere e scherzare fino a molto tardi. Questi 3 giorni a Venezia sono stati indimenticabili anche perché, ho conosciuto due amiche molto brave e simpatiche. Chissà quante altre belle avventure mi aspettano ancora nella vita! Maria Rita Aguzzi II A


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Certamente durante la mia vita da studente mi sono capitate diverse cose che mi hanno fatto riflettere e diventare più responsabile, ma l’episodio che voglio raccontare è quello che mi è capitato di recente e con precisione martedì scorso. Era l’ora di matematica, ma la professoressa Iacuitto non c’era, pertanto la professoressa Porfiri è venuta a farci supplenza. Abbiamo iniziato a leggere un argomento di Antologia, ma in classe c’era “un’aria leggera” priva di concentrazione. Forse eravamo tutti un po’ contenti di saltare la lezione di matematica e forse non eravamo abbastanza pronti per affrontare una lezione di Antologia. Comunque i soliti miei compagni, un po’ più chiacchieroni, facevano difficoltà a concentrarsi e per un attimo mi sono perso anch’io nei loro discorsi … È stato giusto un attimo, in cui effettivamente avrei dovuto stare zitto, avrei dovuto cercare di seguire la lezione e invece mi sono distratto. La professoressa è andata su tutte le furie e, individuati i “disturbatori” ci ha messo una nota; poi, come se non bastasse, ha chiamato la professoressa di Italiano e hanno deciso insieme che la nota equivaleva ad un quattro al compito in classe di Antologia che avevamo svolto appunto lo stesso giorno, naturalmente solo per noi destinatari della nota. Mi è caduto il mondo addosso, tanta fatica il pomeriggio per studiare, a volte rinunciando anche ad uscire per poi rovinarmi la media proprio di italiano, che mi piace tantissimo … In quel momento mi sono sentito veramente un imbecille, d’altronde me l’ero cercata, avevo forse sottovalutato quelle che potevano essere le conseguenze di disturbare durante una lezione e comunque non mi era sembrato di essere stato eccessivo … Ecco per una stupidaggine, per una condotta sbagliata rischio di rovinare il bel voto che avevo, ma tutto ciò mi ha fatto riflettere. Debbo essere più responsabile, farmi trascinare di meno dai compagni in discorsi fatti in momenti sbagliati, ma soprattutto essere bravo e diligente quando in aula c’è l’insegnante, cercando di non disturbare chi fa lezione. Un quattro ad un compito mi dispiacerebbe tantissimo, ma un quattro guadagnato così è anche peggio, pertanto cercherò d’ora in avanti di evitare il ripetersi di situazioni di questo genere. Leonardo Zannetti II A


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Volume 2 La società … Cercando il termine “legalità” nel dizionario, si legge che “è la condizione di ciò che è conforme alle leggi nei limiti consentiti dall’ordinamento giuridico”. Le leggi quindi devono essere rispettate da tutti i cittadini. Un buon cittadino allora non deve infrangere le leggi, ma le deve sempre rispettare. La regola fondamentale, come ci hanno detto i Carabinieri che sono venuti a scuola, è: non usare mai le mani contro un’altra persona. Per me, un buon cittadino deve quindi prima di tutto rispettare delle leggi “base”, che però molti non rispettano, e che sono: Rispettare le norme e i segnali stradali, perché se in un cartello stradale è indicato di andare a “30”, e una persona va più forte e davanti a lui c’è una macchina che frena all’improvviso, non riesce a frenare in tempo e fa un tamponamento! È anche importante, però mettere la cintura per non rimanere vittima di un incidente. Da quello che sento dai telegiornali ci sono molti incidenti stradali, perché tanti non lo fanno! Farsi dare alle casse dei supermercati sempre lo scontrino, altrimenti non solo la Guardia di Finanza ti controlla e se non ce l’hai ti fa una multa, ma i negozianti disonesti evadono pure le tasse! Non usare mai la violenza contro le altre persone, perché se la persona che è stata picchiata o maltrattata denuncia, il colpevole viene arrestato e portato in carcere. Secondo me la legalità è una cosa molto bella, peccato che non venga rispettata, altrimenti il mondo intero sarebbe bellissimo e si parlerebbe solo di avvenimenti felici! Giacomo Paolocci I A


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Il dottor Bellagamba ci ha parlato dei problemi legati all’alimentazione. Il disturbo alimentare più diffuso è l’obesità e colpisce molte persone. Non sono da sottovalutare la bulimia e l’anoressia. Ci sono due modi di ingrassare: quello sull’addome è a mela ed è più sviluppato negli uomini, il secondo modo è quello a pera e si localizza nei fianchi, è più sviluppato nelle donne. La bulimia e l’anoressia sono due disturbi psicologici. Spesso dalla bulimia si passa all’anoressia. La bulimia è quando una persona si abbuffa fino a dar di stomaco e l’anoressia è quando si è sottopeso. L’obesità è causata da troppo cibo e da troppe calorie che essendo in eccesso si trasformano in grassi ed è inoltre provocata dalla mancanza di esercizio fisico. Per evitarla occorre assumere le giuste quantità e controllare la qualità degli alimenti. Il dottore ci ha anche suggerito di non condire troppo le pietanze. Inoltre ci ha raccomandato di mantenere la massima igiene in cucina. Queste sono le principali regole igieniche per combattere la diffusione dei germi e mantenere sano il proprio apparato digerente:

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1.Lavarsi bene le mani con acqua e sapone prima di toccare un alimento. 2.Lavare spesso le salviette da cucina, utilizzate per asciugare i piatti. 3.Dopo la preparazione di un cibo, lavare e asciugare i piani di lavoro e gli strumenti utilizzati. 4.Rispettare le date di scadenza degli alimenti e gettare quelli scaduti. 5.Lavare e disinfettare regolarmente il frigorifero perché i microrganismi resistono alle basse temperature. Un alimento portatore di batteri può contaminare tutto il frigorifero. Infatti la bassa temperatura del frigorifero (circa 4°C) rallenta la proliferazione microbica, ma non la ferma. 6.Lavare ed eventualmente sbucciare la frutta e la verdura che si mangia cruda. 7.Cuocere tutti gli alimenti derivati da animali. 8.Gli animali domestici devono stare lontani dai piani di lavoro e dal tavolo dove si mangia. Formignani Giorgia Classe II C


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Relazione sui disturbi alimentari e sulla digestione La digestione può essere chimica o meccanica. Chimica quando il bolo alimentare viene attaccato dagli enzimi digestivi, meccanica quando i movimenti degli organi sminuzzano il cibo. La prima digestione avviene nella bocca con la masticazione:la saliva inumidisce il cibo, diventato bolo alimentare, e lo disinfetta attraverso i suoi enzimi; la saliva contiene la ptialina e il lisozima che destrutturano il cibo. Dalla bocca il bolo alimentare passa attraverso l'esofago e arriva allo stomaco tramite la valvola cardias. Lo stomaco ricoperto di mucina, secerne la pepsina, l'acido cloridrico e la chimosina che attaccano i legami peptidici del bolo alimentare, diventato ora chimo; i movimenti dello stomaco sminuzzano e mescolano il chimo, il quale passa per il piloro nell'intestino tenue, formato dal duodeno, digiuno e ileo, dove il chimo diventa chilo.

Relazione sui disturbi alimentari e sulla digestione Data l'attenzione e la cura con la quale la nostra insegnante di Scienze Maria Luisa Iacuitto ha voluto illustrarci l'importanza dell'apparato digerente e dell'alimentazione abbiamo deciso di presentare un progetto riguardante la salute del nostro sistema metabolico e la sua fragilità. Le malattie si dividono in due grandi gruppi: malattie funzionali e malattie organiche.Per malattie funzionali si intendono processi morbosi in cui viene lesa a vari gradi le funzionalità normali di un organo o di un apparato senza una evidente lesione atomica.Le malattie funzionali se non curate possono o guarire spontaneamente (grazie ai meccanismi di difesa del nostro corpo umano) o aggravarsi fino a diventare malattie organiche e cioè con lesioni anatomiche evidenti (ad esempio una seria gastroduodenite può degenerare in un'ulcera gastroduodenale).Per malattie organiche si intendono processi morbosi in cui viene lesa a vari gradi la struttura anatomica di un organo e di conseguenza la sua funzione. Le malattie organiche possono anch'esse guarire (più raramente) spontaneamente, ma in genere dando segno di sé perché la funzione dell'organo colpito è in qualche modo a vari gradi compromessa. In rari casi una malattia organica non dà segno di sé se non in modo tardivo, ne è d’esempio il tumore che può

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nutrienti saranno assorbiti dai villi intestinali. Nel duodeno, attraverso il coledoco, vengono introdotti la bile e vari enzimi che spezzano i legami chimici delle sostanze definitivamente, inoltre il duodeno riceve i secreti pancreatici: insulina e glucagone. Il tenue è collegato all'intestino crasso attraverso la valvola ileo-cecale. Nell'intestino crasso vengono assorbite le ultime sostanze poi i residui fibrosi si trasformano in feci che vengono espulse attraverso l'ano. L'intestino crasso conserva un diverticolo intestinale detto appendice, memoria storica dell’evoluzione dell’uomo. Infatti quando questi si insediò nella savana africana, era principalmente vegetariano, pertanto necessitava di un lungo intestino per digerire le fibre di cellulosa. Con il termine appendicite si definisce una infiammazione dell’appendice.

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crescere, proliferare lentamente ledendo vari parti un un organo senza dare chiari segni di un suo mal funzionamento se non in uno stato progredito. a malattia metabolica è un errore congenito del metabolismo. Dalle malattie del metabolismo possono susseguirsi tanti difetti, noi andremmo ad esaminare alcuni che hanno un stretto legame con l'alimentazione, cioè, obesità, bulimia e anoressia e fenilchetonuria, malattia che indica altri tassi di fenilalanina nel sangue. Prima di parlare di malattie causati da disturbi alimentari bisogna spiegare cosa sono i disturbi alimentari, cioè problematiche di origine prevalentemente psicologica che comportano una serie di manifestazioni fisiche e un'immagine del proprio corpo lontano dalla realtà. sturbi alimentari se non trattati adeguatamente possono aggravarsi e portare a ricoveri ospedalieri e il decesso nei casi più gravi. Essi possono avere molte cause comuni, ma il cibo in se non è una di queste. Un disturbo alimentare è un sintomo di molteplici problematiche psicologiche sottostanti che si esprimono in un comportamento alimentare auto-distruttivo, infatti il disturbo alimentare è visto come un modo di fronteggiare sofferenza e dolore emotivo non risolti. Di solito il disturbo è presente nella fascia di età dai 12 ai 25 anni e nella fase pre-adolescenza e l'adolescenza quando l'individuo ha una fragilità fisica e mentale persistente data la sua fase di formazione. Quindi il disturbo è la combinazione di fattori sociali, psicologici, interpersonali/familiari.


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Pagina 61 Per essere curato c'è bisogno di un aiuto professionale e specifico che richiede l'intervento di uno psicoterapeuta con un supporto medico e nutrizionale. i parla di anoressia quando una persona oltre ad avere un calo o perdita dell'appetito, cerca continuamente di perdere peso al di sotto di una soglia minima, attraverso una diminuzione del cibo ingerito o cercando di liberarsi dello stesso alimento tramite vomito o lassativi. Insieme a comportamenti anomali vi è anche un'intensa paura nell'aumento di peso, paura che è collegata alla distorsione della propria immagine corporea. L'anoressia non porta solo un eccessivo calo del peso, ma anche caduta di capelli e denti. Lo scorretto regime alimentare legato all'alterazione fisiche portano ad anomalie nei reperti di laboratorio. A livello ematico sono di comune riscontro un leggero stato anemico e leucopenia (numero di globuli bianchi inferiore alla norma). Lo stato di disidratazione spesso associato all'anoressia può provocare un rialzo dei livelli di azoto ureico ematico. L'induzione ripetuta del vomito tipica nei soggetti affetti da anoressia, provoca a lungo termine alcalosi metabolica, ipopotassiemia e ipocloremia. Alla lunga il quadro clinico del soggetto affetto da anoressia si aggrava e possono comparire insufficienza renale, alterazioni a livello cardiovascolare e osteoporosi. I giovani soggetti da anoressia sono soggetti con personalità non equilibrata e fin qui tutti concordano, ma anche l'inseguimento ad un modello pubblico in TV o sulle riviste portano il soggetto afflitto a non sentirsi a suo aggio con se stesso. Si parla di bulimia quando una persona ingerisce una notevole quantità di cibo spinta da un desiderio incontrollato di mangiare, di ''riempirsi'' in un breve intervallo di tempo. L'attacco di bulimia è normalmente seguito da sensi di colpa, frustrazione e agitazione che portano a comportamenti compensatori al fine di prevenire uno sgradito incremento del peso corporeo. L'individuo cerca quindi di liberarsi dal cibo ingerito attraverso vomito auto-indotto, lassativi o diuretici e di praticare il digiuno prolungato e un esercizio fisico eccessivo e ossessivo. Chi soffre di bulimia può essere magro, o in sovrappeso, oppure mantenere il peso forma. Le azioni tipiche della bulimia ad esempio il vomito auto-indotto, spesso sono eseguite di nascosto perché la persona affetta si vergogna delle sue azioni e per questo è difficile capire se il paziente è affetto da bulimia. L'obesità è tra i disturbi alimentari, quello più diffuso a livello mondiale e vengono colpiti individui di qualunque sesso ed età. Per obesità si intende una patologia caratterizzata da un aumento di peso e da un accumulo di grassi eccessivo rispetto a quanto necessita realmente l'organismo. L'obesità, come bulimia e anoressia, può determinare conseguenze assai gravi per la salute quali, disturbi di pressione, patologie cardiache, tumori e aumentato rischio di mortalità. Tuttavia, tra i disturbi dell'alimentazione l'obesità si diversifica da anoressia e bulimia, poiché non vi è né il rifiuta del cibo, né la sua eliminazione mediante vomito. L'obesità è comunque una patologia che può essere curata attraverso l'educazione alimentare, di cui abbiamo abbondantemente parlato a scuola con un medico specializzato che ha ritenuto opportuno spiegarci l'importanza di una corretta alimentazione. Infatti con l'aumento della società è calato circa 15 anni la speranza di vita dalla scorsa generazione, la vita migliora e diventa più comoda mentre l'alimentazione peggiora.

L'obesità è tra i disturbi alimentari, quello più diffuso a livello mondiale e vengono colpiti individui di qualunque sesso ed età. Per obesità si intende una patologia caratterizzata da un aumento di peso e da un accumulo di grassi eccessivo rispetto a quanto necessita realmente l'organismo. L'obesità, come bulimia e anoressia, può determinare conseguenze assai gravi per la salute quali, disturbi di pressione, patologie cardiache, tumori e aumentato rischio di mortalità. Tuttavia, tra i disturbi dell'alimentazione l'obesità si diversifica da anoressia e bulimia, poiché non vi è né il rifiuta del cibo, né la sua eliminazione mediante vomito. L'obesità è comunque una patologia che può essere curata attraverso l'educazione alimentare, di cui abbiamo abbondantemente parlato a scuola con un medico specializzato che ha ritenuto opportuno spiegarci l'importanza di una corretta alimentazione. Infatti con l'aumento della società è calato circa 15 anni la speranza di vita dalla scorsa generazione, la vita migliora e diventa più comoda mentre l'alimentazione peggiora. L'obesità è causata dal tessuto adiposo che si accumula. Esistono due tipi di obesità, l'obesità a mela e l'obesità a pera. Le ricerche indicano che si ha maggior probabilità di essere obesi in età adulta se lo si è stati da bambini. Le cause possono essere di natura genetica, per cui ancora non si ha una cura specifica, anche se il genitore può trasmettere solo una certa predisposizione a questo stato. La fenilchetonuria (P.K.U.) è una malattia metabolica ereditaria autosomica recessiva che colpisce l'individuo ogni 10.000, indistintamente che si parli di razza bianca e nera, anche se pare manifestarsi più negli omozigoti rispetto agli eterozigoti. La fenilchetonuria compromette significativamente il metabolismo della fenilalanina e in particolare la sua particolare conversione in tirosina; la fenilchetonuria si riconosce dagli elevati livelli urinari di fenilalanina e di alcuni derivati. La complicanza più grave della fenilchetonuria è costituita dal ritardo mentale. La fenilalanina è un aminoacido essenziale e costruisce la maggior parte delle proteine alimentari; può essere convertita dall'enzima fenilalanina idrossilasi in tirosina. Un'altra malattia dell'apparato digerente è il diabete che è una malattia caratterizzata da un aumento pericoloso e costante della concentrazione di glucosio nel sangue. Si manifesta quando il pancreas produce in maniera alterata l'insulina, un ormone indispensabile a tutte le cellule per l'utilizzazione del glucosio. Il nostro corpo è a rischio di malattie ereditarie e altro, ma avere una corretta igiene alimentare non può che essere un bene. Su tutti gli alimenti si possono trovare microrganismi dannosi per l'uomo: muffe, batteri, protozoi. Noi non li vediamo, ma ci sono. A temperatura ambiente, questi microrganismi si nutrono dell'alimentazione e si riproducono. Ecco perché è importante mantenere la massima igiene in cucina. Queste sono le principali regole igieniche per combattere la diffusione dei germi e mantenere sano il proprio apparato digerente. 1.Lavarsi bene le mani con acqua e sapone prima di toccare un alimento. 2,Lavare spesso le salviette da cucina, utilizzati per asciugare i piatti. 3.Dopo la preparazione di un cibo, lavare e asciugare i piani di lavoro e gli strumenti utilizzati. 4.Rispettare le date di scadenza degli alimenti e gettare quelli scaduti. 5.Lavare e disinfettare regolarmente il frigorifero perché i microrganismi resistono alle basse temperature. Un alimento portatore di batteri può contaminare tutto il frigorifero. Infatti la bassa temperatura del frigorifero (circa 4°C) rallenta la proliferazione microbica, ma non la ferma. 6.Lavarsi bene ed eventualmente sbucciare la frutta e la verdura che si mangia cruda 7.Cuocere tutti gli alimenti derivati da animali. 8.Gli animali domestici devono stare lontani dal tavolo di cucinare e da tutti i luoghi dove si prepara il cibo. Furdui Stefania Elena Classe 2C Istituto Compressivo di Villa Reatina Continua da pag. 57


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Istituto Statale di Villa Reatina Furdui Stefania Elena Classe II C Il giorno 21 febbraio sono arrivati nella nostra scuola i rappresentanti del Corpo Carabinieri di Rieti per parlare a noi ragazzi di tematiche che ci riguardano da vicino, quali: il bullismo, il cyber-bullismo, la pedo-pornografia, il femminicidio e la sicurezza stradale. Il Comandante dei Carabinieri ci ha fatto vedere un filmato creato con cura e attenzione che presentava il lavoro che ogni giorno compiono i Carabinieri, spiegandoci i vari gradi di importanza segnalati dalle stelle che portano sulla divisa i lavoratori ed illustrandoci il loro lavoro con le forze aeree e le unità cinofile. Il Comandante dei Carabinieri ci ha in seguito parlato di un argomento ben noto a molti giovani trattasi: il bullismo. Il bullismo è una forma di violenza fisica e/o psicologica in cui la vittima è quasi sempre un ragazzo timido e solo, facile preda di altri ragazzi con problemi che portano ad un atteggiamento violento e prepotente nei confronti degli altri. La vittima di violenze in giovane età possono portare a traumi che impediscono loro di muoversi con sicurezza nell'età adulta, dato che gli abusi hanno lasciato loro un trauma quando sono più fragili, ragazzi che cercano il loro posto nella vita e devono ancora scoprire il loro carattere. Il bullo, invece è una persona che attraverso i suoi atteggiamenti esprime una fragilità che cerca di nascondere sotto prepotenze arrecate a ragazzi più deboli. Stessa cosa col cyber-bullismo, cioè bullismo elettronico, molto frequente nell'era di Internet e anche molto pericoloso. Il bullismo psicologico ha lo scopo di umiliare la vittima e renderla vulnerabile. Attraverso la rete le immagini o i video compromettenti si diffondo velocemente ed è difficile, se non impossibile toglierli dalla rete definitivamente. Cellulari e computer spesso sono armi improprie e a doppio taglio nelle mani di ragazzi che non si rendono conto di quello che potrebbero causare lanciando in rete un'informazione falsa ed inadeguata contro qualcuno. La pedo-pornografia è in generale qualsiasi forma di pornografia minorile, ossia la produzione, distribuzione e detenzione di materiale pornografico coinvolgente minori. È illegale ed i minori devono essere protetti e informati su di essa in quanto pericolosa così che riescano a riconoscerla e ad evitarla, dato che si ci ritrova in un questo gioco vizioso e infinito senza nemmeno rendersene conto. Lo stalker è una vera e propria persecuzione ai danni della privacy e della sicurezza della vittima. Esso va subito denunciato e il persecutore deve essere allontanato dalla vittima immediatamente, e nel caso il persecutore faccia parte della famiglia, la persona perseguitata va subito allontanata dalla casa. Il femminicidio è un fenomeno purtroppo molto diffuso e che anche solo in Italia fa milioni di vittime all'anno. Il termine femminicidio si riferisce a tutti quei casi di omicidio in cui una donna viene uccisa da un uomo (marito, fidanzato, fratello, padre, figlio) in relazione al fatto che la donna è stata la moglie o in relazione sentimentale con l'autore del delitto, il medesimo che presumeva che la vittima dovesse iniziare o continuare la relazione sentimentale. La sicurezza stradale è un argomento che abbiamo trattato abbondantemente dato il numero di vittime sempre crescente di incidenti e morti sulla strada. È normale se si esce bere qualcosa, ma bisogna aspettare un po' di tempo prima di rimettersi a guidare e nel caso, farsi riaccompagnare a casa. Rispettare i limiti di velocità, mettersi la cintura e non parlare al telefono durante la guida sono regole essenziali, che però vanno seguite per la sicurezza di tutti, in strada è sempre un bene stare attenti. La nostra scuola ha dimostrato grande interessamento e ha reputato importante farci lezioni approfondite sugli argomenti più vari, così che noi, adulti e lavoratori di domani possiamo avere una cultura generale ed essere preparati per costruirci un futuro sicuro e piacevole.


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CORPO DEI CARABINIERI A SCUOLA

Arrivo del Corpo Carabinieri di Rieti all'Istituto Statale di Villa Reatina Il giorno 21 febbraio sono arrivati nella nostra scuola i rappresentanti del Corpo Carabinieri di Rieti per parlare a noi ragazzi di tematiche che ci riguardano da vicino, quali: il bullismo, il cyber-bullismo, la pedo-pornografia, il femminicidio e la sicurezza stradale. Il Comandante dei Carabinieri ci ha fatto vedere un filmato creato con cura e attenzione che presentava il lavoro che ogni giorno compiono i Carabinieri, spiegandoci i vari gradi di importanza segnalati dalle stelle che portano sulla divisa i lavoratori ed illustrandoci il loro lavoro con le forze aeree e le unità cinofile. Il Comandante dei Carabinieri ci ha in seguito parlato di un argomento ben noto a molti giovani, trattasi: il bullismo. Il bullismo è una forma di violenza fisica e/o psicologica in cui la vittima è quasi sempre un ragazzo timido e solo, facile preda di altri ragazzi con problemi che portano ad un atteggiamento violento e prepotente nei confronti degli altri. La vittima di violenze in giovane età possono portare a traumi che impediscono loro di muoversi con sicurezza nell'età adulta, dato che gli abusi hanno lasciato loro un trauma quando sono più fragili, ragazzi che cercano il loro posto nella vita e devono ancora scoprire il loro carattere. Il bullo, invece è una persona che attraverso i suoi atteggiamenti esprime una fragilità che cerca di nascondere sotto prepotenze arrecate a ragazzi più deboli. Stessa cosa col cyber-bullismo, cioè bullismo elettronico, molto frequente nell'era di Internet e anche molto pericolosa. Un bullismo psicologico, che ha lo scopo di umiliare la vittima e renderla vulnerabile. Attraverso la rete l'immagine o i video compromettenti si diffondo velocemente e è difficile, se non impossibile toglierla dalla rete definitivamente. Cellulari e computer spesso sono armi improprie e a doppio taglio nelle mani di ragazzi che non si rendono conto di quello che potrebbero causare lanciando in rete un'informazione falsa ed inadeguata contro qualcuno. La pedopornografia è in generale qualsiasi forma di pornografia minorile, ossia la produzione, distribuzione e detenzione di materiale pornografico coinvolgente minori. È illegale ed i minori devono essere protetti e informati su di essa in quanto pericolosa così che riescano a riconoscerla e ad evitarla, dato che si ci ritrova in un questo gioco vizioso e infinito senza nemmeno rendersene conto. Lo stalker è una vera e propria persecuzione ai danni della privacy e della sicurezza della vittima. Esso va subito denunciato e il persecutore deve essere allontanato dalla vittima immediatamente, e nel caso il persecutore faccia parte della famiglia, la persona perseguitata va subito allontanata dalla casa. Il femminicidio è un fenomeno purtroppo molto diffuso e che anche solo in Italia fa milioni di vittime all'anno. Il termine femminicidio si riferisce a tutti quei casi di omicidio in cui una donna viene uccisa da un uomo (marito, fidanzato, fratello, padre, figlio) in relazione al fatto che la donna è stata la moglie o in relazione sentimentale con l'autore del delitto, il medesimo autore che presumeva che la vittima dovesse iniziare o continuare la relazione sentimentale. La sicurezza stradale è un argomento che abbiamo trattato abbondantemente dato il numero di vittime sempre crescente di incidenti e morti sulla strada. È normale se si esce bere qualcosa, ma bisogna aspettare un po' di tempo prima di rimettersi a guidare e nel caso, farsi riaccompagnare a casa. Rispettare i limiti di velocità, mettersi la cintura, non parlare al telefono sono regole essenziali, che però vanno seguite per la sicurezza di tutti, in strada è sempre un bene stare attenti. La nostra scuola ha dimostrato grande interessamento e ha reputato importante farci lezioni approfondite sui argomenti più vari, così che noi, adulti e lavoratori di domani possiamo avere una cultura generale ed essere preparati per costruirci un futuro sicuro e piacevole. Furdui Stefania Elena Classe 2C Istituto Compressivo di Villa Reatina

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UN PO’ DI GEOGRAFIA ... L'Italia è uno stato entrato a far parte dell'Europa nel 1946, una repubblica democratica parlamentare divisa in 20 regioni, due di queste mi hanno attirato di più: il Veneto e il Lazio. Il Lazio ha una superficie di 17 207 km quadrati.Il paesaggio laziale è molto vario.A oriente c'è la zone montuosa dove si innalza la catena appenninica con cime che superano i 2000m come il Terminillo, il Monte Petroso e il Monte Gorzano.Procedendo verso la costa si trovano vaste zone collinari, intervallate da conche pianeggianti quali la Sabina e la Ciociaria. A ridosso della costa si aprono le vaste pianure della Maremma Laziale, dell'Agro Romano e dell'Agro Pontino.Numerosi sono anche i laghi di origine vulcanica come il lago di Bolsena, di Bracciano,di Vico, di Nemi e di Albano.Il fiume principale è il Tevere, terzo fiume d'Italia: sfocia a delta nel mar Tirreno dopo aver ricevuto le acque dell'Aniene.Il Lazio si affaccia sul mar Tirreno con coste basse e sabbiose, interrotte dai promontori del Circeo e di Gaeta, di fronte ai quali si trova l'arcipelago delle Isole Pontine.Sulla costa il clima è mite con estati calde e ventilate;nelle zone interne è continentale con inverni rigidi e piovosi. Più delle metà degli abitanti si concentra a Roma, capoluogo di regione e capitale d'Italia. centro culturale e turistico d'importanza mondiale.Le province di Frosinone e Latina, negli ultimi decenni,hanno conosciuto uno sviluppo commerciale e industriale.Rieti è un centro agricolo e commerciale, come Viterbo che è anche una città turistica. A Roma, sulla riva destra del Tevere,si trova la Città del Vaticano.Il suo territorio è delimitato da mura e comprende la Piazza, la Basilica di San Pietro e i palazzi circostanti,per una estensione di mezzo chilometro quadrato.

Rieti: lo stemma


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Flammini Emanuele Classe I A Oggi voglio raccontare tutti gli argomenti che, con l’Ispettore Superiore Paolo Murino del Corpo Forestale della Provincia di Rieti, abbiamo trattato in tre giorni diversi. Il primo giorno abbiamo conosciuto le zone fitoclimatiche in cui è divisa l’Italia. Le zone fitoclimatiche presenti nella provincia di Rieti sono tre costituite da una diversa flora e fauna. La prima zona trattata è stata il Lauretum che va dal livello del mare ai 300-400 metri. Lì sono molto presenti: l’alloro, le piante officinali, gli arbusti della macchia mediterranea (rosmarino), l’ulivo e il leccio, piante xerofile e piante termofile. Le piante xerofile sono quelle che sopportano la siccità invece quelle termofile sono piante che si adattano alla temperatura. Come seconda zona abbiamo parlato del Castanetum che va dai 400 agli 800 metri. Lì sono presenti: castagni, sorbi, pioppi, aceri e fassini; si coltiva anche la vite. Ne fanno parte anche il bosco del Cicolano, Posticciola e Cittareale dove si ricorda la nascita di Flavio Vespasiano. Ci sono anche alcuni laghi come il lago del Turano, lago di Paterno e anche il lago del Salto dove è presente una grande diga, così come quella di Posticciola. La terza zona di cui abbiamo parlato è il Fagetum alla quale appartiene la vegetazione dell’Italia centrale. Il Fagetum è costituito da piante di specie arboree, di cui le più importanti sono: le querce e i pini, piante mesofile e igrofile. Le mesofile hanno molta resistenza al freddo, mentre le igrofile necessitano di umidità. Infine abbiamo parlato dell’Alpinetum che va dai 1700 ai 2200 metri. La sua vegetazione è costituita dal Larice, dal pino Cembro, dal pino Mugo e dal Rododendro che è una pianta con fiori bellissimi. Nell’ultimo giorno abbiamo parlato, come argomento principale, dell’acqua. Sulla terra l’acqua costituisce il 17% della superficie lasciando 29% della superficie alle terre emerse. Di questo 71% il 97,5% è acqua salata mentre il 2,5% è acqua dolce di cui solo l’1% è pronto all’utilizzo umano, L’acqua è suddivisa in dolce, salata e salmastra. L’acqua dolce è l’acqua dei fiumi, dei laghi e dei torrenti. L’acqua salata è quella dei mari che possono avere fondali di diverse altezze, come il litorale in cui il fondale si trova a 200 metri sott’acqua o come le grandi profondità oceaniche a 8000 metri sott’acqua. L’acqua salmastra è l’unione tra le acque del mare e quelle delle foci dei fiumi o delle lagune. In questi diversi tipi di acqua c’è l’ittiofauna cioè gli animali che vivono in acqua come granchi, ghiozzi di acqua dolce e trote. Il fiume ha una portata perenne, è più lento del torrente e sfocia nel mare. I fiumi e i laghi più importanti della nostra provincia sono il Tronto, il Velino, il Salto, il Turano, il Fumarone; il Peschiera, il lago di Santa Susanna, il lago di Paterno e il lago di Scandarello. Dell’1% di acqua disponibile all’uomo, il 93% è necessario al’agricoltura e solo il 7% per usi umani. Di questo 7% dell’1%, in Italia, in media si usa il 39% per uso personale, il 20% per uso sanitario, il 12% per il lavaggio degli indumenti, il 10% per le stoviglie, il 6% per uso domestico e solo l’1% da bere. Per questo l’Italia è la consumatrice di acqua al 3° posto in Europa e nel mondo. L’ispettore Murino ha apportato tante conoscenze nuove alla mia formazione ed ha consentito a noi ragazzi di classe prima della scuola secondaria di 1° grado di acquisire una competenza sul problema dell’acqua o sulla costituzione del nostro territorio, i cui capisaldi scientifici avevamo già affrontato ed acquisito con le spiegazioni delle nostre professoresse.


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Luigi Binetti Classe II C La digestione inizia nella bocca:  la masticazione trasforma il boccone in pezzi più piccoli;  l’insalivazione ammorbidisce i pezzi grazie alla saliva;  la ptialina (contenuta nella saliva) fa avvenire la prima reazione chimica, trasformando il boccone in bolo alimentare; la deglutizione porta il bolo nella faringe e, per evitare che il bolo si disperda, l’epiglottide chiude il passaggio alla laringe. Questo è l’ultimo passaggio volontario che compiamo. Il resto è attribuito ai muscoli involontari presenti nell’esofago e nello stomaco. L’assorbimento inizia nell’intestino tenue, grazie ai villi intestinali, contenuti nel digiuno. Il viaggio del bolo dipende da ciò che contiene il cibo: Se contiene acqua, sali minerali, amminoacidi, glucosio e glicerina penetra attraverso i villi intestinali, attraversa i vasi sanguigni e poi arriva al fegato con la vena porta. Successivamente, mediante la vena cava inferiore, arriva al cuore. Se contiene acidi grassi penetra nei vasi linfatici e attraverso la vena cava superiore raggiunge il cuore. Per approfondire gli argomenti sull’alimentazione trattati in classe con la nostra professoressa di scienze, il 14 marzo è venuto il Dott. Luigi Bellagamba; cardiologo, specialista in medicina dello sport della AUSL di Rieti, a parlarci di una malattia molto grave: l’Obesità e la buona alimentazione. Il problema si è moltiplicato negli ultimi anni, infatti, nel 1997 solo il 7% della popolazione americana era obesa, ora circa il 15%. Chi è obeso è più bersagliato dalle malattie, rispetto ad una persona sana, per-

Alimenti e Alimentazione

Proteine Carboidrati Carboidrati Grassi

Grassi Proteine

Per avere una giusta dieta alimentare dovremmo rispettare queste percentuali. Non dimenticate lo sport che serve a bruciare le calorie che assumiamo e ad acquisire uno stile di vita buono e salutare. Per capire quali cibi dobbiamo preferire e quali no, gli scienziati hanno creato la piramide alimentare.


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LA NOSTRA GITA SCOLASTICA Il giorno 12/05/2014 le classi prime della scuola secondaria di primo grado si sono recate a Ninfa, Sermoneta,e all’abbazia di San Vitale per un viaggio d’istruzione con l’aiuto di guide esperte e competenti abbiamo visitato i luoghi di Ninfa, Sermoneta e Valvisciolo, luoghi di notevole interesse naturalistico, storico e culturale della provincia di Latina..

NINFA: A Ninfa abbiamo visto il giardino della famiglia Caetani. In origine, intorno all’anno 1000, Ninfa era un borgo medievale che controllava tutto il traffico commerciale. Nel 1300 il borgo venne distrutto ed abbandonato a causa della guerra. Nel 1920 la famiglia Caetani decise di creare tra i vetusti ruderi un giardino. L’ultima discendente dell’illustre famiglia che si occupò del giardino fu Lelia Caetani. Naturalista e pittrice aveva una spiccata sensibilità per i colori della flora ed un’innata capacità ad amalgamarli. Con lei il giardino diventò colorato a macchie. Lelia non ebbe figli, quindi la famiglia Caetani si stabilì li. A Ninfa, c’è un clima particolare, che non si ripropone altrove, ciò dovuto a: - alle abbondanti acque sorgive; - alle montagne dei monti Lepini; - al benefico effetto del mar Tirreno. A Ninfa c’è un lago sorgivo e per questo l’acqua è particolarmente limpida e trasparente. Qui vive una specie rara di trota, che si chiama MACROSTIGMA, che è diventata un vero indicatore biologico, ovvero essa vive solo nelle zone non inquinate. Inoltre nel giardino vivono anche altri animali come donnole, faine, ricci, furetti, lepri, ecc…, ma soprattutto circa 150 specie differenti di volatili, che si dividono in 2 gruppi: - uccelli stanziali; - uccelli migratori; Ci sono anche alberi molto vecchi, aree di compostaggio e un piccolo bosco di bambù cinese, nicchia ecologica del panda. Ninfa è composta da 8 ettari di terreno e a prendersi cura di essi ci sono solamente 6 giardinieri. Le case di un tipico borgo medievale erano di solito formate da 3 piani: - nel primo piano c’era la bottega; - nel secondo, invece, c’erano le camere e gli ambianti diurni, - e nel terzo c’era la dispensa. Le piante più importanti del giardino sono: - Le rose in tutte le loro varietà; - L’aceto bianco; - E il Crista Gatto (proveniente dal Brasile).

Il giardino di Ninfa richiama lo stile e l’organizzazione dei giardini inglesi, ed è proprio per questo che è anche chiamato ”giardino all’inglese”. Li c’è un disordine controllato, ovvero piante ed arredi messi apparentemente a caso, ma con la reale consapevolezza e la competenza di mani esperte. Ci sono infatti vecchi ruderi e mura abilmente accostati e valorizzati.

SERMONETA: Sermoneta è stata la nostra seconda tappa del viaggio. Abbiamo visto il più grande castello del Lazio. La guida ci ha descritto i diversi ambienti caratteristici di un castello feudale ed illustrato dipinti e stemmi delle casate e tutti gli arredi che ornavano le grandi ed imponenti stanze. quello che vedevamo, compresi i dipinti e gli affreschi.

L’ABBAZIA DI SAN VITAL’abbazia di San Vitale, magistrale esempio, di abbazia cistercense è stata la nostra ultima tappa. Abbiamo tutti comprato souvenir in tutti e 3 i luoghi, ma gli acquisti più numerosi e graditi sono state le diverse specie di piante esposte ai giardini di Ninfa. Classe I A


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Andrea Minteh e Vittoria Villani Classe II C Quest’anno, il nostro istituto comprensivo di Villa Reatina, ha deciso di premiarci portandoci in gita a Venezia per tre giorni. Dovevamo stare davanti al piazzale della scuola per le 4:45 del mattino, la partenza infatti era prevista per le ore 5:00. Eravamo molto emozionati visto che era la nostra prima gita scolastica di più giorni. Sul pullman eravamo quasi tutti addormentati, ma molto agitati e non vedevamo l’ora di arrivare. Siamo arrivati alla stazione Tiburtina in anticipo, verso le ore 6:30 e il nostro treno sarebbe partito alle ore 7:00. Abbiamo viaggiato su un treno ad alta velocità, precisamente il Freccia Argento, comodo e talmente veloce che mi si tappavano le orecchie per l’alta velocità raggiunta. Ci siamo trovati a Mestre per le 10:40 e, posate le valigie in albergo, siamo partiti per visitare la famosissima città di Venezia. La città è fantastica e piena di vita, storia,turisti e negozi artigianali. Abbiamo vissuto la città godendo di bellezze di ogni tipo. Verso sera, recatici alla stazione, eravamo tutti stremati e non vedevamo l’ora di andare in albergo a riposare. Ho condiviso la camera con Samuele, Nitish e Diego. Nitish, primo ad addormentarsi, è stato vittima di foto e cuscinate. La mattina seguente sono stato il primo a svegliarmi sollecitato dall’emozione e dalla foga delle scoperte che avrebbero caratterizzato quel giorno. Sempre dopo un lungo giro per le strade di Venezia,ci siamo recati a pranzo in un caratteristico ristorante al centro della serenissima. Dopo pranzo,in compagnia di una bravissima guida del posto abbiamo vissuto l’ebbrezza del trasporto su battello. La prima tappa del tragitto è stata Burano famosa cittadina dove si ricama il pizzo. È molto suggestiva soprattutto per le case colorate. Dopo siamo andati a Murano dove abbiamo incontrato un abilissimo artigiano del luogo che ci ha illuminati con la sua bravura nella lavorazione del vetro. La mattina seguente abbiamo visitato il centro di Mestre. Non c’era niente da vedere infatti ci hanno lasciato liberi per la piazza centrale un’ora. Riordinato il bagaglio di ciascuno, nel pomeriggio, abbiamo preso il treno alle ore 16.00 e siamo arrivati a Roma alle 20:00, siamo saliti sul pullman e per le 22:00 eravamo a Rieti dove mi sono ritrovato subito a letto nella mia cameretta di casa. È stata una gita fantastica. La cosa che mi è piaciuta di più è stata la libertà che ci hanno concesso i professori, senza starci troppo addosso, fidandosi del nostro senso di responsabilità.

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Ricordi della gita … Venezia, più ti ammiravo, più mi sembravi bella la mia idea su di te era proprio quella! Piena di ponti, di calle e di vicoli e per fortuna senza autoveicoli! E cosa ci vuoi fare, io non vedo l’ora di ritornare! Maria Rita Aguzzi


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TRA I BOSCHI DI S. FRANCESCO ALLA RICERCA DI PACE E RISTORO Il giorno 20 maggio noi alunni delle classi prime ci siamo recati a Greccio, a conclusione del progetto di educazione ambientale. La guida della nostra uscita didattica è stato l’ispettore superiore P. Murino del C.F.S. comando provinciale di Rieti. Probabilmente S. Francesco visitò questo luogo già nel 1209, durante la prima venuta nella valle reatina e sicuramente vi transitò altre volte negli anni successivi,durante i suoi viaggi in Italia. Comunque nel 1917 erano stati costruiti il romitorio con la cella speciale per il santo,l’oratorio(ove attualmente è il coro)e il convento vecchio con la dispensa e la cantina;in questo periodo S. Francesco soleva salire sulla vetta del monte LACERONE,ove era un capanno,per poter restare solitario in contemplazione di DIO. Nel dicembre 1223,mentre si trovava a Fonte Colombo,chiamò l’amico Giovanni Velita di Greccio e gli manifesto l’idea di poter celebrare a Greccio, durante il prossimo natale, la natività di Gesù con la raffigurazione animata da personaggi ed animali(bue ed asinello);così fu fatto presso l’antico convento,sanzionando quindi la nascita del presepe.

Nel 1228 sul luogo della rappresentazione fu costruita la cappella del presepe ed insieme la chiesina di S, Bonaventura. Nel 1792 sulla vetta del monte LACERONE,ove sorgeva il capanno,fu costruita una cappella commemorativa, detta la cappelletta. Nel 1962 è stata costruita la chiesa nuova,dopo numerosi ammodernamenti ed ingrandimenti del convento. Classi IA, IB, IC


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LA PROTEZIONE CIVILE DI RIETI PREMIA LE SCUOLE PIÙ SICURE

A conclusione dell’anno scolastico, il CER di Rieti, insieme alle altre organizzazioni di Protezione Civile coinvolte, tira le somme di un anno di lavoro intenso, passato ad insegnare le norme di sicurezza ai bambini ed agli adolescenti delle scuole primarie della città. Sabato mattina, presso l’aula conferenze del Comando dei Vigili Urbani di Rieti, si è svolta la cerimonia di premiazione degli Istituti comprensivi che hanno partecipato al progetto “Sicuri a scuola, sicuri nella vita”, e che hanno preso parte alle edizioni autunnale e primaverile della settimana della sicurezza scolastica, con simulazioni di situazioni di emergenza e prove di evacuazione. Alla presenza del Funzionario dell’Ufficio scolastico provinciale Stefania Saccone e del Responsabile dei Vigili Urbani Marta Scioscia, in una sala gremita di Volontari della Protezione Civile, è stato consegnato il Trofeo di scuola sicura “Primi in Sicurezza” alla rappresentante dell’Istituto Comprensivo di Villa Reatina, che è risultato primo tra tutte le scuole partecipanti, avendo conseguito il miglior punteggio al termine delle prove di evacuazione scolastica. “Tutte le scuole che hanno preso parte al progetto hanno ugualmente ricevuto un riconoscimento ed una menzione dalla Protezione Civile – sottolinea Crescenzio Bastioni del CER – volendo con ciò premiare l’impegno di tutti, dai Dirigenti scolastici, agli insegnanti, passando per il personale non docente e

per finire agli oltre tremila studenti coinvolti, visto lo straordinario impegno che vi hanno messo nell’eseguire le varie attività di simulazione, a riprova che una maggior sicurezza nelle scuole è possibile, grazie alla volontà di tutti i soggetti che ne fanno parte”. “Le scuole che hanno aderito al progetto della Protezione Civile, hanno dimostrato la loro vocazione di istituzione con finalità educativa, avvicinando gli alunni alle problematiche della sicurezza, con un approccio sereno, attraverso l’apprendimento di comportamenti idonei alle varie situazioni di pericolo. Visti i risultati estremamente positivi raggiunti – conclude Bastioni – ripeteremo l’esperienza anche per il prossimo anno scolastico, allargando la partecipazione a tutte le scuole primarie della provincia”. Le scuole di Rieti che hanno aderito al progetto di scuola sicura promosso dalla Protezione Civile sono: - Istituto comprensivo G.Pascoli, guidato dalla Preside Liviana Bolognini;

- Istituto comprensivo di

Villa Reatina, guidato dalla Preside Paola Testa; - Istituto comprensivo MinerviniSisti, guidato dalla Preside Carla Felli; - Istituto comprensivo A.M.Ricci, guidato dalla Preside Domenica Pedica

LAssociazioni di Protezione Civile che hanno preso parte al progettosono: - CER Protezione Civile di Rieti; - Gruppo comunale di Rivodutri; - Gruppo comunale di Cittaducale; - FIMA di Pescorocchiano.


L’ECO DELLA SCUOLA

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Acrostici L’acrostico è un componimento poetico all’interno del quale le sillabe o le lettere iniziali di ciascun verso formano in verticale una parola, un nome, una frase. Sappiate che l’acrostico nasce come metodo poetico e solo successivamente diventa gioco enigmistico. Gli acrostici più interessanti sono poi quelli i cui versi e/o le parole sono attinenti con la parola principale. Ecco alcuni acrostici che ci siamo inventati:

Scuola Cominciano Un Ordinato Lavoro Affascinante

Classe Luminosa Accogliente Spaziosa Sempre Efficiente

Scuola primaria Villa Reatina

Chi Riuscirà E Supererà Certe Esperienze Rimarrà Entusiasta.


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ISTITUTO COMPRENSIVO VILLA REATINA GIOCHI DELL’INFANZIA Nessun vincitore ma tanto, tanto divertimento, per decine e decine di bambini delle scuole materne che hanno partecipato alla 12esima edizione dei Giochi dell’Infanzia, organizzata al campo scuola Raul Guidobaldi. Genitori entusiasti hanno assistito ai giochi dagli spalti: i bambini, accompagnati dai docenti, si sono “sfidati” in percorsi e staffette, ma hanno anche giocato e cantato in una mattinata coloratissima e festosa. Grande gioia per i piccoli atletiall’arrivo, all’inizio della manifestazione, dell’elicottero della Forestale che ha consegnato ai bambini un grande tricolore. L’evento, che ha visto partecipare i bambini delle tre fasce d’età dell’Istituto Comprensivo Villa Reatina, è stato intitolato a Sabrina Barberini, ricordata durante la manifestazione. A dare ritmo ai Giochi dell’Infanzia, le musiche della banda musicale di Cittaducale (Rieti)


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NON GETTARE … RIUTILIZZA! FINALITA' Il Progetto di educazione ambientale sul riciclaggio (in particolare: plastica, vetro e carta) viene affrontato in maniera graduale e sistematica, utilizzando un linguaggio semplice ma efficace, così da guidare all'acquisizione di comportamenti corretti in materia di raccolta differenziata e riciclaggio. Il progetto ha carattere pluridisciplinare e coinvolge: scienze, geografia, storia, educazione all' immagine, italiano PERCORSO E ATTIVITA’ e matematica. Vi troveranno una corretta collocazione 1a TAPPA: anche le educazioni alla convivenza, alla salute e all’ambiente. Siamo i rifiuti • Conoscere e distinguere rifiuti organici e inorganici OBIETTIVI • Varie tipologie di rifiuti (carta, vetro, • Motivare gli alunni alla raccolta diffe- plastica, alluminio, rifiuti pericolosi) renziata • Produzione di vari tipi di rifiuti a • Educare ad evitare gli sprechi livello familiare e industriale • Insegnare il riutilizzo dei materiali • La plastica, il vetro, la carta nella • Introdurre le problematiche dei rifiuti e raccolta differenziata. dell’inquinamento • Conoscere l’utilizzo domestico ed in2a TAPPA: dustriale di carta, vetro e plastica Siamo gli inquinanti • Sapere a cosa servono: discarica, inceneritore, impianto di • Ambienti e forme di inquinamento stoccaggio e riciclaggio • Degradazione dei vari materiali ( in • Sapere come si produce e come si utparticolare la lizza il compost plastica, il vetro, la carta) • Imparare a produrre il compost a scuo-  Danni alla flora e alla fauna la locale e nazionale. • Imparare a progettare e realizzare oggetti e manufatti riciclando 3a TAPPA: carta, vetro e plastica. Siamo i prodotti ricreati e riutilizzati • Preparare il compost a scuola • Coltivare piante a scuola arricchendo il terreno con il compost • Creare e produrre oggetti con bottiglie di plastica riciclate • Allestire una piccola mostra.

"Noi bambini dobbiamo imparare che molte cose si possono riciclare, perché inquinare è più facile che risparmiare."

“La spazzatura è una grande risorsa nel posto sbagliato a cui manca l'immaginazione di qualcuno perché venga riciclata a beneficio di tutti.”


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“RIETI

CITTA’ AMICA DEI BAMBINI”

Ha preso il via lunedì 19 Maggio l’edizione 2014 di “Rieti città amica dei bambini”. L’iniziativa intende mettere al centro dell’agenda cittadina, per un’intera settimana, il mondo dell’infanzia e dell’adolescenza.


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Proviamo a raccontare in RIMA un’esperienza vissuta insieme: ” Lo spettacolo di fine anno” “I COLORI DELLA NATURA” Il 4 Giugno verso sera Abbiamo realizzato una manifestazione vera. Tutti con la bianca maglietta eravamo in forma perfetta. Abbiamo ascoltato il suono degli strumenti ed eravamo molto contenti. Cantando le nostre canzoni abbiamo provato tante emozioni: gioia, allegria, felicità armonia e serenità. Cantare il “ cerchio della vita” ha reso la rappresentazione ancora più gradita… le sue profonde parole toccavano veramente il cuore e accompagnate da un emozionante balletto ha reso questo momento davvero perfetto. ( Autori tutti noi …) classe III A Sc. Prim. Villa Reatina

SPETTACOLO ALUNNI : INFANZIA, CLASSI PRIME E SECONDE S. PRIMARIA


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Scuola primaria Villa Reatina

Lavoriamo Alacremente Calcoliamo Leggiamo Ascoltiamo Scriviamo Studiamo Elaboriamo Quindi Uniti Insieme Noi Tutti Apprendiamo


Aspettando l’estate ...

Soluzione rovesciata


L’ECO DELLA SCUOLA

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… buon divertimento

L'eco della scuola  

lavoro realizzato da alunni ed insegnanti dell'Istituto Comprensivo Villa Reatina - Rieti

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