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Tutto tace tutto è buio Tanto tempo fa, in un paese molto piccolo, viveva una ragazza. Lei non era come tutte le altre. Le piaceva vestire solo con abbigliamenti scuri, era molto cupa e sempre chiusa in se stessa; non parlava con nessuno. Era solita isolarsi. Non riusciva ad avere amici, o forse non ne capiva l’importanza. Un giorno successe una cosa insolita:un dio scese sulla terra e le mostrò due immagini che rappresentavano due opzioni su come sarebbe potuto essere il suo futuro. Un’immagine era di lei felice, con molti amici, l’altra era di lei triste, cupa, sola in un posto buio. La ragazza si trovò a dover scegliere fra le due opzioni totalmente diverse. Non capì l’importanza della scelta ed era talmente acida che decise l’isolamento. Da quel giorno, a quell’ora su tutta la terra cala il buio, la notte. Tutto tace tutti si ritirano nelle loro case e lei è destinata a vivere sempre da sola. Marta Cagna


UN' ESPLOSIONE DI ENERGIA

Tanto tempo fa, un'immensa nube di meteoriti viaggiava per l'immenso universo. Passò vicino ad un pianeta apparentemente senza vita, coperto solo da rocce scure. Non si sa se per caso o per uno scopo già predestinato,tutto tutto d'un tratto la nube venne attirata verso di esso a grande velocità e si schiantò. La collisione provocò una reazione e un'esplosione di energia, tale da generare su tutta la superficie un nuovo terreno e nuova materia composta anche da grandi bacini d'acqua. Il pianeta si era completamente trasformato e con il tempo si generarono degli esseri in grado di vivere e nutrirsi sfruttando il pianeta, creando un rapporto vitale per entrambi. Si formarono molte varietà di piante e animali, dai quali si sarebbero sarebbero poi generati gli uomini, che avrebbero poi chiamato il pianeta come la materia da cui hanno preso vita, Terra. Fu così che si formarono gli esseri e il rigoglioso pianeta che vediamo oggi. Filippo Leone


MICHELINO E LA CURIOSA FAME DI PANINO

In un periodo lontano, agli inizi del mondo, Dio, dopo che ebbe creato la maggior parte degli animali che avrebbero popolato la Terra, guardò perplesso dal cielo l’immensa distesa d’acqua sottostante, cercando di immaginarsi degli altri esseri viventi, che ivi avrebbero vissuto. Alla fine decise di inviare sulla Terra suo nipote Michelino,conosciuto per essere un ragazzo piuttosto creativo e dall’aria sveglia. Arrivato a destinazione, il giovane vagò a lungo lungo per cercare un luogo dove potesse concentrarsi meglio meglio sul suo lavoro. Avvistata una piccola spiaggia si sedette sulla sabbia rovente e, dopo aver tirato fuori da un tasca della tunica il suo taccuino azzurro, una penna d’oca ed un calamaio, si mise a pensare. pensare. Dopo aver fatto solo degli insulsi scarabocchi, scarabocchi, ritenne di non essere la persona adatta per quel compito. Ad un certo punto, ahimè, cominciò ad avere una fame tremenda ed alzandosi gli venne in mente, guardando l’orizzonte, il panino che la madre gli preparava ogni pomeriggio, prima di andare a giocare giocare con gli amici e fu allora che, presa la piuma d’oca, cominciò a disegnare sul suo quaderno una bella fetta di pane con la marmellata di fragole. Guardando l’immagine l’immagine capì di essere essere finalmente arrivato alla conclusione del suo “duro” compito: decise che che la forma dei nuovi animali marini doveva essere per forza quella di un panino!!!! Dopo che ebbe estratto la sua bacchetta magica, pronunciò alcune formule, che producendo un bagliore di luce molto intenso, trasportarono l’immagine dal foglio alla realtà, apportando varie modifiche alla figura. Ciò che comparì fu un strano essere, che però non riusciva a muoversi. Allora Michelino, dopo aver pensato un po’ a come rimediare al disguido, si rimise a disegnare e con lo stesso metodo di prima, ottenne un triangolo triangolo equilatero, che lui considerava perfetto. Grazie a ciò l’esserino riuscì a muoversi e, come raccontò poi Michelino allo zio, appena si trovò in acqua cominciò a sguazzare allegramente. Federica Vecchio


IL SENSO DI TUTTO

Gli dei si sentivano incompleti poiché non riuscivano a trovare uno scopo alle loro vite. Allora un giorno una dea decise di iniziare un grande progetto, coinvolgendo anche tutti gli altri che però non le diedero ascolto. Perciò, stufa, iniziò a lavorare da sola, sperando che gli altri, vedendola, avrebbero fatto altrettanto ed infatti fu così: ognuno si mise all’opera e in tal modo vennero creati, su un enorme ammasso di terra, privo di significato, i mari, i fiumi, le foreste e tutti gli animali, tra cui l’uomo che era molto somigliante a loro. Facendo ciò gli dei, oltre a dare un senso alle loro vite, che avevano trovato fino ad allora insignificanti, ne diedero uno anche a quell’ammasso di terra, trasformatosi in un bellissimo pianeta popolato da miliardi di creature. C.S.


Il grande dono del bambino Ormai sulla Terra qualsiasi cosa era stata creata, la terraferma si era formata e ogni tipo di vegetazione l’aveva ricoperta, i fondali si erano riempiti d’acqua e ogni animale abitava il nostro pianeta. L’uomo e la donna furono creati per ultimi ma non c’era nulla che li distinguesse dagli altri animali poiché seguivano solamente l’istinto. Non avendo un cervello pensante e essendo fisicamente più deboli rispetto agli altri animali non avevano nessun modo per difendersi e spesso erano vittima dei predatori. Si arrivò a tal punto che l’uomo rischiava di estinguersi. Vista la situazione, gli Dei decisero di portare un dono particolare agli umani in modo tale da poter essere superiori a tutti gli altri animali e mandarono un bambino sulla Terra. Il bambino però, era diverso da tutti gli altri umani, aveva un potere che gli permetteva di avere sempre nuove idee e di provare sentimenti ed emozioni, aveva una grande inventiva e riusciva a formulare pensieri logici e razionali. Il grande potere che gli consentiva tutto ciò era L’immaginazione. Il bambino arrivato sulla Terra si incamminò verso le poche persone che erano sopravvissute per donare loro il grande potere. Anche se inizialmente ostili, gli uomini si fecero trasportare dalla curiosità e accettarono il dono. Ricevuta l’immaginazione gli uomini iniziarono a guardare il mondo in modo diverso, non seguivano più l’istinto ma avevano una grande inventiva con cui riuscivano ad avere nuovi pensieri. Da quel momento riuscirono a sopravvivere e a poco a poco divennero la specie più evoluta. Giorgio Colombo


“Due lacrime, una vita”

C’erano una volta un uomo e una donna il cui amore era il più forte legame che fosse mai esistito. La passione era nata quando si erano casualmente incontrati durante un viaggio apparentemente eterno in una terra sperduta e deserta. Il silenzio e la desolazione del luogo li avevano spinti ad avvicinarsi sempre di più per tentare di colmare quell’enorme vuoto che li aveva quasi svuotati del bagaglio di ricordi ed emozioni che inizialmente li aveva accompagnati. Dopo i primi approcci tentati, i due si innamorarono subito e si convinsero che questo potesse bastare loro per vivere. In realtà dopo qualche tempo il fuoco del loro amore andava via via affievolendosi, e i due innamorati iniziavano, seppur segretamente, a desiderare l’esistenza di un qualcosa in grado di tenerli ancora uniti come in principio. A mano a mano che il bisogno si faceva sempre più vivo, l’uomo decise di confidarsi con la sua donna: “Non mi basti più ... –le disse- ho bisogno di un nuovo motivo per andare avanti, qualcosa che ci dia una nuova vita, ci renda felici di nuovo come un tempo!”. Ci fu un silenzio mai sentito prima, ma poi: “Anche io sento il vuoto tra di noi e soffro per questo. – rispose- Purtroppo siamo soli nel nulla e non vedo via d’uscita”. Quelle parole li commossero e la tristezza della donna fu tale che le lacrime copiose presero a rigarle le guance. L’uomo ne rimase profondamente scosso e abbracciandola prese anch’egli a piangere. La prima lacrima toccò il suolo arido e fece germogliare una pianta che in poco tempo divenne un albero. Non aveva foglie, soltanto una molteplicità di oggetti mai visti. Da quel giorno i due non ebbero più un solo attimo di vuoto, il loro amore divenne più forte che mai e crescendo rafforzava le radici di quell’albero che l’aveva salvato. Fu così che su un albero possente ebbero origine tutte le cose.

Martina Martina Pivano


CREAZIONE CAOTICA

In principio tutto era catico. La materia, che da sempre era esistita, non aveva una forma, né tantomeno una funzione. Improvvisamente , però, questa cominciò a dividersi. I vari aggregati di materia cambiavano continuamente forma, senza un principio. Il caos continuava dunque a regnare. Tuttavia, tra questa materia, la quale non era uniforme nella composizione, c’era qualcosa che si differenziava dal resto e che continuava a crescere: l’energia. E fu così che in un momento non diverso dagli altri questa energia si sprigionò e colpì parte della materia. E cos’ nacque la vita. Gli esseri viventi si spostavano e si incontravano sui grandi blocchi senza vita. Perciò, la forma che tutti noi esseri viventi abbiamo è stata decisa dal caso e nel caos tutti noi torneremo quando l’energia presente in noi se ne andrà per dare vita a solo il caos sa cosa. Luigi Azzolini


L’EQUILIBRIO DELLA VITA

C’era una volta su un pianeta lontano un principe che, sotto ordine del re, doveva creare su un altro pianeta le condizioni ideali per la vita delle generazioni future. Così il principe partì e trovò un piccolo pianeta che poteva essere adatto al suo scopo. Incominciò a creare la natura partendo dalle piante e dagli animale che più preferiva: i leoni e le gazzelle. Senza rifletterci molto creò più gazzelle del dovuto pensando che così i leoni avrebbero avuto più cibo e che gli animali si sarebbero adattati senza problemi. Stanco del lavoro tornò a casa con l’intento di continuare l’opera nei giorni seguenti. Passata la notte tornò al pianeta e fece l’amara scoperta: le numerose gazzelle avevano sfamato i leoni ma allo stesso tempo avevano divorato tutte le piante che non bastavano per la mandria numerosa. Per questo avevano cominciato a perire e così anche i leoni che non avevano più carne da mangiare. Rammaricato, il principe ricominciò da capo, questa volta facendo abbondare i leoni. Tornò il giorno dopo e scoprì che le gazzelle avevano avuto più cibo per loro ma erano diventate prede dei troppi leoni che affamati sopravvivevano a stento sebbene in un ambiente con molte piante. Fu a quel punto che il principe capì il suo errore e cioè che, per portare a termine il compito a lui assegnato, doveva tener conto della relazione d’equilibrio che lega ogni cosa, ovvero uno stato in cui tutto è al giusto posto: la Terra sopravvive perché ha un suo equilibrio, e così anche l’uomo. Martina Corino


Il colosso di goah C’era un tempo il colosso di Goah, un gigante gigante molto invidioso, che aveva rubato un’enorme enorme spada a suo fratello Giah, mentre questi stava dormendo. Goah si mise allora a camminare nell’immensità cercando una soluzione per nasconderla, finchè non trovò un enorme cumulo di massi. Prese una di quelle rocce e la fissò alla spada con dell’argilla, poi ne prese un’altra e la fissò all’ultima, e così continuò fino a ricoprire tutta la spada. Quando ebbe finito, per er paura che Giah la trovasse ugualmente, con l’argilla rimanente plasmò delle forme che mise intorno all’ammasso di rocce che ricopriva la spada e diede loro la vita. Chiamò l’involucro di massi Terra, e le forme di argilla piante e animali; ma ancora non era soddisfatto. Staccò allora un pezzo di pelle dalla punta del suo mignolo e creò l’uomo e la donna, donando loro vizi e tristezze, affinchè suo fratello si impietosisse e passasse oltre.

Flavio Galaverna


Il contatto creatore All’inizio di tutto vi era il nulla, che un giorno però, improvvisamente, iniziò a mutare così a formare delle entità, che con il tempo aumentarono sempre di numero. Ad un certo punto la quantità di queste entità divenne tale, che furono obbligate a venire in contatto le une con le altre. Ecco che però accadde una cosa strabiliante: dal contatto di queste si crearono delle onde di energia, che a loro volta, a causa del sempre più frequente contatto tra le entità, aumentarono inesorabilmente di numero fino a quando furono a loro volta obbligate a venire a contatto le une con le altre. Dal contatto fra le onde energetiche, come una forza d’attrito crea calore, così si creò la materia. Quindi in quell’istante erano presenti le entità, le più leggere, le onde energetiche, leggermente meno leggere delle entità ed infine la materia, più pesante delle precedenti. Così tutte queste si disposero secondo un preciso ordine: la materia confluì tutta nel centro dell’universo con intorno le onde energetiche che orbitavano e poi le entità. Però, in un momento non diverso dagli altri la prima onda energetica e quindi anche la più potente, si scontrò con l’ammasso, le due cose iniziarono a mischiarsi, cosicchè la materia cercò di imprigionare l’energia e da ciò si formò l’uomo esternamente fatto di materia, ma animato da sentimenti, quindi energia. Rimase però della materia che non riuscì ad intrappolare energia, che si accumulò in tanti ammassi molto più piccoli di quello precedentemente posto al centro dell’universo, detti corpi celesti. E rimase anche dell’energia non intrappolata da materia, che mise in moto tutti questi corpi. Ecco che da quel momento l’universo divenne come è oggi.

Mattia Costantino


LA PITTURA DEL MONDO

In principio,in un’era remota, viveva nel nulla e nella solitudine più totale una divinità. Essa amava dare sfogo alla sua immaginazione disegnando le sue idee su enormi tavole che chiamava ciascuna “universo”, ma non era mai soddisfatta delle sue opere. Pensava e ripensava,ma alla fine,accecata dalla rabbia, decise di distruggere le sue creazioni. Sul punto di farlo i suoi occhi si posarono sulla tavola che reputava più bella. Da essa estrasse le galassie,diede forma ai pianeti e illuminò le stelle. Ne fu entusiasta. Desiderava che qualcuno condividesse la sua gioia e elogiasse il suo lavoro,così creò le piante su un pianeta vicino ad una sfera luminosa ma queste non potevano parlare, Creò gli animali, ma non riusciva a capire ciò che essi dicevano. Allora diede vita agli uomini in tutto simili a se stessa. Anche da essi rimase delusa poiché non osservavano la bellezza che li circondava. Così decise di donare la felicità solo a coloro che avrebbero ammirato la sua opera,abbandonando gli altri all’apatia e all’indifferenza.

Virginia Citraro


Dallo Spazio… l’ Uomo In un tempo distante da noi, miliardi di piccoli esseri verdi, conosciuti con il nome di Verdicchi, esploravano l’ universo viaggiando su un meteorite. Questi esseri avevano le dimensioni di una formica e un’ intelligenza inimmaginabile. Un bel giorno arrivarono nella via Lattea e videro un’ enorme sfera luminosa, “ il Sole “; questi, spinti dalla curiosità, decisero di avvicinarsi, ma la quantità di calore che questa sfera emanava fece cambiare rotta al meteorite. ite. Il meteorite iniziò a prendere velocità avvicinandosi a un pianeta dai colori spettacolari, blu e verde; i Verdicchi spaventati non sapevano più cosa fare fino a quando il meteorite si schiantò in un immenso bacino d’ acqua. Gli esserini verdi si diressero diressero verso la costa e innanzi a loro si trovarono una fitta foresta. A questo punto decisero di inoltrarsi al suo interno. Poco dopo, vicino ad una grotta videro delle strane creature, oggi i cosiddetti ominidi, che si stavano riscaldando davanti ad un focolare. fo I Verdicchi rimasero affascinati dalle loro particolari sembianze e dai loro comportamenti. Essi presero la decisione di vivere per sempre con loro; dunque nella notte entrarono dentro attraverso le orecchie e si stanziarono nel cervello trasmettendogli ndogli parte della loro intelligenza. Grazie ai Verdicchi da quel giorno questi ominidi diventarono sempre più intelligenti fino ad inventare spettacolari macchine per ogni esigenza. Gli uomini non lo sanno ma il meteorite che si schiantò, oggi si trova in uno degli oceani e trovandolo si potrebbe scoprire la verità. Gianluca Orso


IL CUORE DEGLI DEI

GLI DEI, IN UN TEMPO LONTANO, ERANO SEMPRE IN LOTTA TRA DI LORO. ALCUNI DI QUESTI AVEVANO IL DESIDERIO DI CREARE DEI MONDI SUI QUALI GOVERNARE COME DOMINATORI, I RIMANENTI PREFERIVANO RESTARE NEL BIANCO DELL’ INFINITO. DOPO MILLENNI DI GUERRE, IL GRANDE BANG, STANCO DELLE CONTINUE DISCUSSIONI, DECISE AMARAMENTE DI METTERE FINE ALL’ ESISTENZA DI OGNUNO E COSI’ SCOPPIO’. TUTTE LE DIVINITA’ FURONO UCCISE DALL’ ESPLOSIONE DEL LORO PADRE. DA QUELL’ ODIO, PERO’, QUALCOSA DI GRANDIOSO SAREBBE NATO. INFATTI, DAL SANGUE DEGLI DEI NACQUERO LE GALASSIE, DAGLI OCCHI VIVACI LE STELLE INFUOCATE E DAI POLPASTRELLI TUTTI I PIANETI. SU MOLTI DI QUESTI ULTIMI SI RIVERSO’ LA SALIVA DELLE DIVINITA’, DANDO VITA ALLE ACQUE E AI MARI E DISTINGUENDO I MONDI ARIDI E ROSSI DA QUELLI FREDDI E BLU. SU ALTRI SI SCHIANTARONO I NASI, CREANDO LE ROCCE E LE MONTAGNE. TUTTI, PERO’, RUOTANO INTORNO ALLE STELLE PERCHE’ ORIGINARIAMENTE ERANO OSSERVATI E CONTROLLATI DAGLI OCCHI. INFINE SU POCHI POLPASTRELLI SI DEPOSITARONO I BRANDELLI DI CUORE DEGLI DEI CHE DIEDERO NASCITA AI PRIMI ESSERI VIVENTI. Arianna Pricco


LA SFIDA DELLE ORIGINI

In principio era il nulla. Solo gli dei esistevano nel nulla e vivevano in pace e armonia da tempo ormai incalcolabile. Un giorno, parlando tra di loro, si posero il problema su chi fosse il migliore e quindi il più adatto a comandare e mantenere l’ordine delle cose. Non sapendo bene come stabilirlo pensarono che una valida valida idea fosse quella di indire indir una sfida. Essa consisteva nel creare una cosa nuova mai vista da nessuna divinità. Partirono col creare stelle, Sole, Sole, Luna e i pianeti per poi concentrarsi su uno in particolare: la Terra. Iniziarono a creare gli oceani, i continenti, la flora e la fauna. Il dio che creò l’ultimo ed il più incredibile degli animali credeva già di aver vinto la sfida e andava pavoneggiandosi pavoneggiandosi tra gli altri dei. Il tempo della sfida era agli sgoccioli e la fantasia delle divinità sembrava terminata quando si vide un lampo di creazione sul pianeta. Era la creazione dell’uomo. Seppur simile ad altri animali già creati esso aveva alcune qualità lità che lo rendevano unico :la capacità di amare e l’intelligenza. Nessun’altra divinità trovò nulla di meglio da creare e restarono tutte allibite per alcuni millenni ad osservare come quest’essere si evolveva. Alla fine dell’osservazione decretarono che il vincitore era colui che aveva inventato quell’animale così affascinante e particolare. Ma invece di affidargli il controllo sulle divinità gli lasciarono il compito di prendersi cura dell’uomo e di tutto ciò che era stato creato nella sfida. Ecco come tutto fu originato. Trogolo Camilla


Una Dea, un mondo

All’inizio c’era il nulla e l’unica entità esistente era una dea silenziosa. L’unica cosa che si sentiva era il vento creato dalla donna mentre si muoveva durante il sonno. Una notte, la dea fece un terribile incubo e cominciò a respirare affannosamente e a girarsi con grande impeto… dai suoi movimenti si creò un grande vortice che alzò un gran polverone. Successivamente ci fu un esplosione. Sentito ciò la dea si svegliò e vide la realtà circostante. La dea , per ripulire il cielo dal gran polverone che si era innalzato, lo raccolse nelle sue mani e creò così la Terra. Successivamente, creò gli alberi e gli animali; la sua opera le sembrò talmente bella che pianse e dalle sue lacrime si crearono i fiumi e i mari. Alla fine, la dea decise di creare l’uomo affinché potesse essere lodata continuamente per la sua creazione. Edoardo Banche


Il Dio creatore di tutto, un giorno decise di fare un esperimento: provare a creare la vita sulla Terra. Dio creò solo un essere vivente, solo sulla Terra, e lo chiamò Uomo. Uomo, vedendo attorno a sè solo pietre e sassi, decise di esplorare esplorare la grande terra su cui viveva. Dopo moltissime ore di cammino, vide dell’acqua in un lago e guardò dentro. Subito si spaventò, ma poi, essendo inconsapevole che l’immagine riflessa era la sua, pensò che ciò che c’era nell’acqua fossero altri esseri viventi. Uomo, felicissimo, ogni giorno si recava al lago, cercando di “salvare” quegli esseri viventi. Invano provava a tirarli fuori, ma mai riusciva nell’impresa perché ogni volta che provava a mettere le mani nell’acqua, gli esseri viventi “scappavano”. Allora Allora Uomo iniziò a pensare che quelle che vedeva fossero le anime degli esseri viventi, e che a loro mancava un corpo in cui entrare. Uomo, allora, incominciò a prendere tutte le pietre e i sassi che trovava attorno a sè per formare della materia, ovvero dei corpi in cui entrare. Dopo moltissimi anni e moltissimo impegno, l’essere vivente riuscì, assemblando le pietre, a creare dei corpi. Finalmente un giorno buttò le proprie creazioni nell’acqua, ma senza alcun risultato. Da quel giorno Uomo piangeva tutto il tempo, e Dio, vedendolo così triste e conoscendo l’impegno e la forza di volontà di quell’essere vivente, decise di creare altri esseri come lui, facendo così nascere la specie umana: GLI UOMINI! Asya Camoletto


LA CASCATA DEL DIO Quando anche l'eterno era bambino, quando nuova era la divinità, solo un mare di sassi esisteva ed un giorno, correndo, il dio s'inciampò, cadde e fece schizzare via molti di quei sassi. Ma uno, su cui aveva poggiato il ginocchio, per il colpo si distrusse e prese fuoco così come anche i frammenti da esso derivati. Esso bruciava ed emetteva luce e calore che irradiava fino ai frammenti vicini e lontani. Tutti i frammenti bruciavano, ma ben presto le fiamme si estinsero tranne che in due, uno dei quali bruciò ancora per molto. Il dio per il dolore si mise a piangere e le sue lacrime caddero come pioggia dal cielo sulla palla di fuoco più piccola che si spense. Quel mare di lacrime ricoprì quasi tutta la terra e da esso, poiché divino, nacquero le creature, di terra, di cielo e di mare e da esso si nutrirono. Dalla terra, bagnata da quel mare e umida di quella pioggia, crebbero le piante. Tutto ciò diventò parte di un ciclo, il ciclo della vita che mai cessa. Giorgio Calò


L’ORIGINE DELLA LUCE

Un tempo ormai lontanissimo dal presente, quando non esistevamo noi, l’uomo e tutte le cose, vi era solamente un’enorme e immensa palla di fuoco, al cui cospetto la Terra sarebbe di dimensioni microscopiche. Tutto intorno era oscuro, un’infinita e avvolgente oscurità, in costante contrasto con l’unica fonte di luce nell’universo. Dopo qualche milione di anni si venne venne a creare su di essa un’enorme tempesta, che durò e perdurò per anni; essa causò un fortissimo raffreddamento della massa infuocata. Come può succedere a una boccia di vetro eccessivamente calda, buttata nell’acqua gelata, la palla di fuoco dopo anni, esplose, splose, annientando la tempesta e spargendo i suoi frammenti nello spazio infinito. Da tutti questi pezzi si vennero a creare i diversi pianeti e le galassie lontane da noi. In particolare si creò la Terra e la vita su di essa, dato che parte dell’acqua della della tempesta si fermò sul nostro pianeta. La piccola parte centrale della palla infuocata rimase carica di energia e sprizzante luce: essa divenne quindi la nostra stella, il Sole. Davide Fassino


LA CIVILTÀ LEGGENDARIA

Moltissimo tempo fa, in un’epoca remota, si narra di un’antichissima civiltà, la cui conoscenza non aveva limiti. Essa infatti, come vuole la leggenda, si era arricchita così tanto fino a permettere ai viventi di comprendere molto sull’ esistenza. Soprattutto essi erano riusciti a comprendere il loro compito: dovevano fare in modo che l’ armonia regnasse sovrana, poiché essa era l’unica forza in grado di conciliare tutte le cose. E proprio questo obiettivo fece loro intraprendere una battaglia lunghissima ed estenuante e non senza ostacoli. Infatti presto scoprirono l’esistenza di un nemico difficilissimo da annientare, a tratti quasi impossibile. Esso, nel corso, del tempo assumeva le forme più disparate, il che gli permetteva di insinuarsi in ogni cosa per poi corromperla e distruggerla. Questo nemico rispondeva al nome di CAOS. Nonostante però si rafforzasse giorno dopo giorno e diventasse sempre più difficile da individuare e più arduo da combattere, i viventi disponevano di un’arma che avrebbe abbattuto ogni difficoltà. La conoscenza, infatti, messa al servizio dell’ordine, permise loro di annientare l’ avversario, impedendo anche nei momenti più difficili che il caos li assoggettasse a sé. Il giorno in cui terminarono il loro compito, tuttavia, assistettero a uno spettacolo indimenticabile. Tutto il caos che avevano disperso si riunì a formare un’enorme roccia, che rimase sospesa nel vuoto, in modo che non potesse più nuocere. E fu così che tutti si riunirono nel punto da cui tutto ebbe inizio per costruire successivamente uno strano macchinario. Finito l’assemblaggio uno di loro, esortato dagli altri, si avvicinò alla macchina e con mano tremante per l’emozione la accese. Dapprima non successe nulla ma poi, dopo un’esplosione di luce, il marchingegno si distrusse facendo comparire un portale che si affacciava direttamente sull’armonia. Esso prese a poco a poco a risucchiare tutto al suo interno finché per ultima non ebbe trasportato dentro anche la roccia. Ma appena il cristallo di caos venne a contatto con l’armonia, esplose scagliando i suoi innumerevoli frammenti nello spazio, che assorbirono e si mescolarono a parte di quella forza. Rimase solo una stella al centro dell’universo composta interamente da armonia. Ancora oggi si dice che se qualcuno riesce a fissarla senza rimanerne abbagliato, concentrandosi in modo da trovare dentro di sé la pace, possa sentire da lassù le voci di quella civiltà leggendaria. F. B.


LA SPECIE UMANA ERRANTE

La specie umana è nata milioni di anni fa, probabilmente in un altro Universo .Essa migra da pianeta a pianeta poiché ogni volta che si ambienta in un nuovo mondo incomincia a progredire e ad evolversi costruendo ingegnose macchine e materiali. Così facendo però, ogni volta distrugge il pianeta in cui si stanzia e gli anziani umani mandano i nuovi nati su un altro per far sopravvivere la specie. Ogni nuovo mondo, però, dura di più, poiché gli umani protendono alla perfezione e si adattano sempre di più ai nuovi ambienti senza danneggiarli. La loro specie sta affrontando perciò un lungo viaggio che li porterà alla perfezione della conoscenza, e, una volta raggiunto ciò si estingueranno poiché quell'universo finirà perché troppo anziano. Gallinagora


IO, TE ED ALEM Inizialmente c’era solo un grande albero, il suo tronco era immenso; procedendo verso l’alto si iniziavano ad intravedere i suoi primi rami. Da questi pendevano delle piccole sfere di diversi colori e dimensioni. All’ interno di questo albero scorreva una sostanza che permetteva alle sfere di crescere ogni giorno sempre di più. Un giorno questa sostanza smise di scorrere all’interno dell’albero e le sfere, che fino ad allora erano rimaste appese grazie a questa sostanza iniziarono a staccarsi una ad una; rimanendo però sospese nel nulla con un preciso ordine, determinato dalla loro forza di attrazione. Le sfere cadute da Alem, il grande albero, erano i pianeti. La sostanza non era però arrivata in maniera uguale alle sfere. sfe Infatti fatti alcune erano più mature di altre; in particolare una un sfera aveva assorbito una quantità tale di energia, che su di essa si era originata la vita. Questa sfera era la terra ed era riuscita ad avere più sostanza perché si trovava sul ramo più vicino ino al tronco di Alem. Sulle altre sfere, data la scarsa quantità di sostanza, non si è mai originata la vita. Sulla Terra però tutto era regolato da questa magica sostanza, le cose da essa animate cessavano di vivere quando la sostanza al loro interno si esauriva. L’unica fonte inesauribile della sostanza si trovava nel tronco di Alem, che non ha mai smesso di generare sfere. Ana Constantinovici.


DALLA SOLITUDINE ALLA VITA

Tanto, tanto tempo fa, sulla Terra non esisteva niente, solo un enorme cactus immobile nelle tenebre. Ad un certo punto, dopo un tempo infinito di sofferenze e dolori, stufo di stare da solo nel nulla, il povero cactus decise di farla finita trattenendo il fiato. Si gonfiò fino a che, raggiunte dimensioni esorbitanti, esplose, e le sue migliaia di spine schizzarono schizzarono in ogni direzione. Ognuna di esse andò a conficcarsi in una parte diversa della Terra, dando origine al mondo come appare a noi oggi. Nacquero i fiumi, i mari, le foreste, gli animali, il Sole e persino gli esseri umani, ogni cosa da una spina diversa diversa e tutto ciò originato e composto dal dolore.

M.A.


LUCE, LA SCONOSCIUTA Molto tempo fa esisteva una tribù i cui membri erano tutti bellissimi. Tutti avevano lucenti capelli biondi, brillanti occhi azzurri e una pelle diafana. Nonostante conoscessero il fuoco, non sapevano dominarlo e controllarlo, vivevano quindi in un buio perenne. Sfortunatamente, un giorno, questa tribù fu colpita da una disgrazia e l’ultima generazione si estinse. Le loro anime vagarono per molto tempo, fino fino a quando non incontrarono le anime dei loro antenati. Da questo epico incontro nacque la luce. Nacque proprio la luce perché le loro anime erano splendide, grazie ai loro capelli e occhi. La luce scaturì anche dal bisogno di sapere, infatti le nuove generazioni gen fecero conoscere agli antenati il futuro mentre gli antenati fecero conoscere il passato alle nuove generazioni. Da quel momento tutto il mondo fu illuminato e il desiderio di conoscenza divenne indispensabile. Clezia De Martino


I miti delle origini secondo le cronache della 3^B