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Un difficile anno scolastico romanzo breve scritto collaborativamente dalla classe seconda B istituto “Oreste Giorgi” nell’anno scolastico 2010-2011 coordinamento prof.ssa Alessia Riccardi 1


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Capitolo I Quel giorno, Luca, dopo aver cenato, si sdraiò sul letto a pensare, di solito a quell' ora si infilava sempre nel letto a dormire sentendosi scivolare la stanchezza del giorno, ma quella notte no, sentì il bisogno di riflettere su quei tre anni che erano passati così in fretta. Dal primo giorno di scuola in prima media quando non riusciva a capire il suo stato d' animo, non sapeva se avere paura di non essere accettato o essere felice perché, da quel momento, avrebbe conosciuto nuovi amici. Quel tragitto dalla piazzetta davanti alla scuola al portone della stessa, sarà stato di soli dieci metri, ma, quando Luca lo attraversò il primo giorno, gli sembrava che non finisse mai. Vedeva tutti gli altri ragazzi che correvano verso il portone per paura di fare tardi. Tutti i suoi futuri compagni il primo giorno erano stati accompagnati dai genitori fino all' entrata, ma lui no, i suoi lo avevano lasciato scendere dalla loro auto e gli avevano dato le solite raccomandazioni : fai il bravo, ascolta la spiegazione, non fare sciocchezze ecc... Niente, proprio in quel giorno, quello in cui aveva più bisogno di loro. Varcato il portone vide la sua aula, entrò, non c' era ancora nessuno, la classe era molto bella e la prima cosa che notò erano le tende arancioni, anche se era solo mattina, i pochi raggi di sole che trapassavano le tende rendevano l' aula magica. Luca si era appena seduto in un posto quando i suoi compagni iniziarono ad entrare. Da quel giorno il tempo sembrò volare in un attimo e così si era ritrovato in terza media, tutta quella fatica per fare amicizia e già doveva lasciare i suoi amici … A Luca piaceva la sua classe, sentiva di far parte del gruppo, sapeva che una parte di loro, i suoi amici, lo avrebbero aiutato se avesse avuto dei momenti difficili, ma non era tutto,perché nella classe c' era un altro gruppo capeggiato da Massimo, che lo prendeva sempre in giro, ogni circostanza era un buon pretesto per metterlo in imbarazzo.

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3 L'ultima occasione per prenderlo in giro era stato il "sogno nel cassetto" di Luca, quello di diventare un nuotatore e gareggiare alle olimpiadi, non c‟era niente di spiritoso in questo, però quei bulli ridevano lo stesso e questo a lui dava molto fastidio. In fondo nella sua classe non era l' unico che amava fare qualcosa di speciale; c‟era Lucia che era bravissima ad usare le perline, Liliana, la sua migliore amica, che aveva una voce argentina, le loro amiche con cui, ogni tanto bisticciavano, Antonella che voleva, da grande, fare l' ostetrica, due gemelle Elena e Francesca che ballavano i balli latinoamericani, altre loro amiche: Giulia che scriveva poesie, Stella che voleva fare la giornalista, Maria che voleva fare la cuoca, Angela che voleva fare l'attrice, Marco che era bravo a disegnare, Vittorio che era un grande attaccante nella squadra di calcio della scuola e Andrea che sognava di diventare un grande tennista. Ormai la gara era vicina, mancava solo un giorno. Non era al massimo della forma, aveva anche un vuoto di memoria creato dall'ansia,tanto più che all'interrogazione di geografia,la sua materia preferita, aveva preso un 5 e e mezzo... - Luca! - Sì professoressa? -Non so come ho fatto a scordarmelo,ma ti devo assolutamente interrogare in geografia. -Professoressa,eccomi! Era preparatissimo e sapeva tutto dell'argomento. - Allora … l'Irlanda è un paese del nord e...(lunghi secondi d'attesa). - Vedo che non sei preparato! – lo interruppe la professoressa. Mentre , fra sé, tornando a casa da scuola pensava: - E'andata male anche a scuola,figuriamoci alla gara! Intanto nel tragitto intravede il gruppo di Massimo e quest‟ultimo inizia a prenderlo in giro insultandolo,: - Ciao nanerottolo! Sei pronto per la sfida? Scommetto che alla gara sarai come una rana monca! Luca stava andando su tutte le furie, ma in quel momento sopraggiunse il papà a prenderlo e gli chiese:

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4 -Quei ragazzi ti stavano infastidendo? -Loro!?!?...ma che stai scherzando!?No,sono mi...mi..ei amici! Luca a volte balbettava ma questa volta stava balbettando per la paura di esser picchiato da loro e per l „imbarazzo di essersi trovato in quella situazione davanti a suo padre, che aveva finito prima il suo turno ed era arrivato a dargli un passaggio. Dopo aver pranzato era salito in camera e ci era rimasto per tutto il pomeriggio pensando alla gara. La gara si sarebbe svolta in un luogo purtroppo brutto e desolato della città, l‟unico dove si poteva costruire il centro sportivo ed era in periferia. Luca la conosceva bene... L'allenatore aveva proposto un piccolo aiuto, qualche pastiglia per avere più possibilità di vincere la gara, lui però era un po‟ in ansia e la notte non riusciva a dormire.

Cosa deciderà di fare? Se pensi che Luca accetterà la proposta vai a leggere la pagina 5 Se pensi che Luca non accetterà la proposta vai a leggere la pagina 6 4


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Il giorno dopo chiese spiegazioni ai suoi compagni di squadra e Carlo, il più esperto gli spiegò che il doping serviva a stimolare il corpo e forzarlo al massimo. Io credo di non farcela perché i miei avversari sembrano molto più allenati di me...pensava tra sé e sé Luca, sapeva che non poteva avere chances contro gli altri concorrenti che erano molto più forzuti di lui, sembrava anche che praticassero altri sport, quindi pensò di accettare la proposta.

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Luca era un po' confuso. Davvero non era bravo nel nuoto oppure il suo allenatore non credeva in lui tanto da arrivare a fargli una proposta del genere? Escluse subito la prima opzione, insomma, se era arrivato fino a quel punto non era stata solo fortuna. Eppure non riusciva a credere che il suo allenatore non avesse fiducia in lui, non voleva credere che gli avesse detto una cosa simile...Comunque, anche se fosse stato così, non avrebbe mai accettato una proposta simile, non avrebbe mai messo a rischio la sua carriera sportiva, una cosa molto importante per lui, a cui non avrebbe mai rinunciato, tanto meno per aver assunto sostanze assolutamente proibite nello sport. Il giorno dopo aveva gli allenamenti e decise di dare una risposta all'allenatore. "Che proposta...stupida!!"Pensava mentre si avviava verso la piscina. Ancora non aveva capito il motivo della proposta. Arrivato in piscina si cambiò e corse in acqua, appena finito l'allenamento andò dall'allenatore e disse: - Non ho ancora capito il motivo del tuo "consiglio", ma tu hai appena visto quello che sono in grado di fare e, secondo me, posso benissimo vincere la gara, ma anche se non dovesse succedere non mi pentirò di non aver giocato sporco, perché non l'ho mai fatto e non ho intenzione di farlo proprio ora. Dopo aver detto questo se ne andò.

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7 Luca tornato da scuola,si mise sul letto e pensò alla domanda che gli aveva fatto l' allenatore di nuoto.(che era quella del doping).Fino alla fine Luca si decise e volle provare. Il giorno dopo Luca andò dall'allenatore e gli disse che lui voleva provare questa cosa del doping, ma i suoi genitori non dovevano sapere quello che aveva intenzione di fare. L'allenatore senza pensare alle conseguenze,gli diede quel pacchetto di pasticche in una confezione di latta, simile a quella delle mentine. Luca tornò a casa e, senza dire niente a nessuno, le mise dietro il peluche che stava sul suo letto. Quel pomeriggio uscì con degli amici per fare una passeggiata e lasciò le pasticche nascoste dietro a un orsacchiotto. Mentre la madre rifaceva il letto di Luca,vide qualcosa dietro il peluche,guardò meglio e vide le pasticche dentro la scatola delle mentine. La madre preoccupata andò subito dal marito e gli fece vedere il pacchetto. Il padre le prese e le buttò nel cestino e, dentro ci mise delle caramelline di menta bianche. Decisero di non dire niente a Luca, ma di lasciarlo tranquillo, visto che la gara del giorno successivo era così importante per lui. Luca, senza sospettare nulla e senza dire niente ai genitori,prese quella scatolina e le mise dentro la borsa di nuoto, si preparò tutto e partì con i genitori per la piscina. L'allenatore non aspettava l'ora di vederlo gareggiare come un MITO.

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8 Luca era molto preoccupato perché aveva paura di perdere la gara di nuoto,anche se ricordava anche le parole della mamma:”Importante non è vincere ma partecipare”.E dopo aver pensato a lungo si preparò la borsa e corse alla macchina per partire e andare in piscina e fare la gara. Aspettando in macchina ripensava ancora alle prese in giro dei compagni e gli veniva la pelle d‟oca. Dopo dieci minuti la mamma arrivò e fu pronta per partire. Mentre la mamma guidava lui guardava fuori dal finestrino senza fare un fiato o dire una parola. Arrivati lì, Luca incominciò a tremare e a sudare, ma entrando sentì il suo amico Stefano tifare per lui, Luca incominciò a sentirsi meglio. Ad un certo punto Luca sentì una voce tremenda che arrivava dagli spogliatoi, era il suo allenatore di nuoto che gli chiamava per cambiarsi. Luca corse negli spogliatoi e in un batter d‟occhio fu pronto. Era arrivato il momento: venne chiamata la sua categoria. Ma quando mise piede fuori dagli spogliatoi aveva paura, perché gli altri lo prendevano in giro per il suo fisico e gli ritornò la pelle d‟oca. Ad un certo punto sentì fuori un grande coro che gridava il suo nome e gli ritornò il coraggio. Prese l‟accappatoio e corse verso la piscina,lo posò ,si trovò davanti alla vasca con quell'odore pungente del cloro, salì sul blocco pronto per spiccare un lungo tuffo e scivolare leggero nell'acqua. Erano tutti pronti per la partenza, ed ad un certo punto si sentì un grido che diceva: -Pronti,partenza,via! Sott'acqua era tutto un altro mondo: non si sentivano le urla delle persone , non sentiva l'acqua che schizzava. Circondato da una distesa blu infinita di acqua, ti senti leggero , ti sembra di volare , tutto il mondo resta fuori come i pensieri negativi, le prese in giro degli amici, insomma, ti senti l'unico al mondo ,ma tutte queste sensazioni durano un attimo, finché incominci a sentire le gambe che spingono verso la superficie : 'Forza! Il traguardo ti aspetta!' Mentre Luca muoveva la testa a destra e a sinistra sentiva delle persone gridare il suo nome e dopo quando rientrava con la testa nell‟acqua sentiva distorcersi il suono delle parole. Continuando a nuotare Luca non aveva neanche più le forze,ma lui ce la metteva tutta per arrivare fra i primi tre. Aveva ancora pochi metri al traguardo quando uno dei suoi avversari lo superò e poi gli passo davanti anche un‟altro. Come sempre l' acqua era 8


9 gelata ma, quello era l' ultimo problema, il suo pensiero era di vincere, sì, altre volte aveva desiderato vincere, ma non così intensamente come oggi, nuotava come non aveva mai fatto, una bracciata dopo l' altra. Mancava ancora molto al traguardo ma lui già non ne poteva più, si sentiva a pezzi, però cercava di convincersi che mancasse poco alla fine. Luca si trovava in difficoltà aveva il “fiato sul collo” di 4 ragazzi che avevano cominciato a tenergli dietro

Cosa accadrà? Se pensi che Luca vincerà la gara vai a leggere a pagina 10 Se pensi che Luca perderà vai a leggere a pagina 11

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10 ma una bracciata dopo l'altra riuscĂŹ a rimanere in testa. Si trovava a 7 decimi di secondo dietro il primo. Nuotava sempre piĂš forte fino al punto in cui lo aveva superato. Era arrivato a toccare il bordo, s'era girato dietro e aveva sentito dai microfoni: -Primo classificato Luca Rossi in corsia 8!

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Provò a fare un ultimo sforzo, ma poi pensò che sarebbe stato inutile, meglio finirla subito,pensò, in fondo se già alla prima selezione stava facendo tutta questa fatica, non poteva certo sperare di andare avanti anche nelle altre gare. Rallentò le bracciate e fu evidente a tutti che stava arrendendosi … All‟uscita dalla vasca fu terribile per lui sostenere lo sguardo dell‟allenatore, corse in spogliatoio, si infilò per primo sotto la doccia mentre gli altri festeggiavano e ridevano. Tornando a casa cominciava a sentire dentro di sé un grande sconforto e pensava che il gruppo di Massimo non avrebbe perso questa occasione immaginava già i loro cori: -Perdente!Perdente! Infatti si sentiva un perdente,soprattutto dopo che i genitori lo avevano rimproverato,per il fatto di aver speso invano molti soldi per quel rinomato corso di nuoto che ha frequentato. Tornato a scuola le cose non andarono meglio. Massimo continuò a perseguitarlo, lui cominciò a rinchiudersi in se stesso e suoi compagni non ne potevano proprio più di lui e incominciarono a escluderlo ed a non rivolgergli la parola. Questa situazione in breve lo mise a disagio. Ormai si sentiva un pesce fuor d‟acqua e per un po‟ decise di bigiare la scuola e andarsene a zonzo per la città

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Finita la gara Luca era molto soddisfatto. Non se lo sarebbe ma immaginato di arrivare primo. Il giorno successivo andò a scuola tutto soddisfatto per la sua clamorosa vittoria. Appena arrivato si diresse subito verso il gruppo Massimo e si accorse che il loro atteggiamento era cambiato, lo salutarono senza insultarlo e a lui bastava questo Passano i giorni e pensò che poteva far notare a tutti quanto era stato bravo. La sua classe sentiva uscire dalla sua bocca sempre le stesse parole: -Io ho vinto, io ho vinto! I giorni passavano e Luca non cambiava atteggiamento, anche i suoi compagni cominciarono a odiarlo, non ne potevano proprio più di lui e incominciarono a escluderlo ed a non rivolgergli la parola. Questa situazione in breve lo mise a disagio. Ormai si sentiva un pesce fuor d‟acqua e per un po‟ decise di bigiare la scuola e andarsene a zonzo per la città

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13 Luca stava tornando a casa, era stata una giornata pesante a scuola, ma ormai per lui era una cosa scontata che ogni giorno fosse più difficile … i suoi amici, i suoi professori e addirittura la sua famiglia sembrava che non lo capissero più, sembrava che a nessuno importasse più nulla di lui. Possibile che non capissero in quale situazione si trovava? Tutti pronti a giudicare e condannare... ma via! Andassero al diavolo! Meccanicamente prese il suo ipod, la musica era diventata il suo rifugio: bastava indossare le cuffiette e sentire attutirsi quel senso di vuoto, quella disperazione in cui era piombato. Camminava a testa bassa, come se non volesse che lo guardassero. Quasi arrivato a casa, urtò contro una ragazza che stava aprendo il cancelletto di casa sua. -Scusami, non volevo! - disse Luca guardandola -Devi avere proprio fretta di rientrare! Comunque piacere, io sono Ilaria! Sono arrivata oggi nel quartiere! Per Luca ormai era un privilegio parlare con una ragazza della sua età. Non perché fosse brutto, anzi, aveva tutto per essere un bel ragazzo, ma per quell'atteggiamento di disprezzo e di pietà che avvertiva nello sguardo degli altri e che non riusciva a tollerare. Ilaria, aveva gli occhi castani che si avvicinavano al color dell' ambra, capelli lisci sul biondo scuro, i loro sguardi si incrociarono per un istante, lei gli sorrise e anche se non faceva tanto caldo Luca si senti il volto in fiamme. - E' una giornata storta... diciamo un periodo storto! Mi tolgo subito di mezzo, sono arrivato - disse lui indicandole casa sua. – Ma dai! una giornata storta capita! Allora,ciao, spero di riverderti in una giornata ok...! - Ce..certo -balbettò lui- sicuramente ci incontreremo di nuovo e.. scusami ancora! Ilaria non rispose, fece soltanto un sorriso a Luca. Mentre tornava a casa, Luca ripensò a quella ragazza: l'aveva incuriosito, era molto carina e il fatto che gli abitasse vicino poteva facilitare l'inizio di un'amicizia tra loro. Questi pensieri fecero tornare per un po' il sorriso a Luca, che una volta

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14 rientrato a casa, dopo aver svolto i compiti e aver cenato, andò subito al letto. La mattina dopo, come sempre, uscì di casa alle 7.45 e passando vide Ilaria: - Ciao Ilaria! - Buongiorno Luca! Stai andando a scuola? Non è che mi accompagneresti? Non so dov'è! - Ma certo!- rispose lui, entusiasta. Da allora ogni mattina Luca e Ilaria percorrevano il tragitto di scuola insieme e finirono con l'innamorarsi. Ogni giorno si vedevano e uscivano insieme, magari anche solo per prendere un gelato e chiacchierare, ma così potevano dirsi tutto; come i loro desideri, Luca un nuotatore e Ilaria la ballerina.

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Un difficile anno scolastico cap I