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I ragazzi di Via Gramsci

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A Attttu uaalliittàà U Un n ppeen nssiieerroo ppeerr M Meelliissssaa di bettyboop

Il 19 maggio 2012 davanti alla scuola di Brindisi è stata fatta scoppiare da una bomba, questa scuola è intitolata a Francesca Morvillo Falcone. Purtroppo nello scoppio sono state ferite varie ragazze, ma la più grave è stata Melissa che è morta pochi minuti dopo. È morta in ambulanza, mano nella mano con la sua amica che è stata portata subito al pronto soccorso dove è stata ricoverata immediatamente. Ci sono state ragazze che si sono salvate, perché si sono allontanate da quel posto maledetto. Io credo che bisogna stare vicino a questa famiglia e a tutti coloro che vivono dove la mafia oppure un uomo senza scrupoli ha potuto togliere la vita a una giovane ragazza che aveva tutta la vita da vivere e i sogni di qualsiasi adolescente. Io penso ai suoi pensieri quella mattina, al suo desiderio di vedere le sue amiche o che magari si era preparata benissimo al”interrogazione o che voleva vedere il ragazzo che le piaceva. Io penso che il suo sogno era quello di fare una famiglia o che magari sognava di avere un lavoro che le piacesse … Mi piace immaginarla in un posto migliore della terra che guarda e protegge i suoi amici e la sua famiglia. Chi l’ha colpita dovrebbe capire che nessuno, per nessun motivo, può dargli ragione.

R Roossssoo M Maallppeelloo ooggggii vviivvee iin nU Uggaan nddaa di metallica354

Giovanni Verga è uno degli scrittori più rappresentativi del Verismo italiano. Tra le sue opere più significative c’è la novella Rosso Malpelo:narra la storia di un ragazzo, Rosso Malpelo, chiamato così perché aver i capelli rossi era considerato un indizio di cattiveria. Il narratore non ricorda neanche il nome di battesimo del protagonista! Lavora con il padre in miniera,che è l’unico che gli riserva un po’ di affetto in famiglia. La madre e la sorella lo disprezzano e lo chiamano con quel nomignolo solo perché ha i capelli rossi. Un giorno il padre di Rosso Malpelo muore sotto il crollo della miniera in cui lavorava e da quel giorno Rosso Malpelo comincia a cambiare comportamento. Tutti lo prendono in giro. Lui,da quel momento,scatena la rabbia su tutti quelli che incontra e capisce che deve lottare per sopravvivere. Trova un amico,Ranocchio,che lo fa ritornare se stesso. Finisce che Rosso Malpelo muore sotto la miniera ma i lavoratori hanno il presentimento della presenza del suo fantasma. Il racconto lo trovo fantastico!Ma lo trovo fantastico perché a quell’epoca stava denunciando lo sfruttamento minorile. Tutt’ora ci sono migliaia di bambini usati come schiavi e soldati soprattutto in Africa. Non mi sembra inutile leggere questo testo oggi per far capire le sofferenze dei bambini a quell’epoca e in questo momento. A voi lettori chiedo una cosa sola. Adesso vi trovate al computer e leggete questo articolo, pensate che in questo momento potrebbe esserci un bambino di 8 anni con un fucile in mano o un altro che, passato sopra una mina antiuomo, è rimasto disteso per terra senza gambe a soffrire. Ogni tanto bisogna riflettere a pensare questo. Lo so,è crudele sentirlo, ma è una realtà. Soprattutto in questo periodo in cui si parla di Joseph Kony: il criminale che ha costretto a diventare bambini soldato più di 30mila tra bambini e bambine. Per quanto possa essere sgradevole è la realtà. Per quei bambini c’è solo da sperare che qualcuno rimanga vivo e arrivi a un campo di raccolta di qualche ong (Organizzazione non governativa)

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““N NO O TTA AV V”” ee S SÌÌ TTA AV V cch hee ffaarree?? di metallica354

Qualche tempo fa c’è stato un progetto che prevedeva di costruire una linea ferroviaria per treni ad alta velocità che sarebbero passati da Torino a Lione.Il tragitto della ferrovia prevedeva un tratto di binari costruito nella Val di Susa,conosciuta per il turismo invernale e diventata famosa questi ultimi mesi per le manifestazioni e i cortei svolti lì per non costruire questa ferrovia. Secondo molti concittadini crea troppo inquinamento. Rovinerà l’habitat degli animali che vivono in quella valle,che sarebbero cervi,orsi e altre specie di mammiferi, produrrà inquinamento da amianto, costerà una cifra esorbitante. Se si dovesse costruire la linea ferroviaria,molti degli animali che ho nominato potrebbero essere investiti dal treno in corsa. Le proteste sono state piuttosto violente quasi come quelle dei Black Bloc che a Roma,in piazza San Giovanni, hanno protestato a ottobre. Tra bombe carta e lacrimogeni quella che era una calma manifestazione è diventata una vera e propria guerra. Sono intervenuti anche alcuni reparti di polizia. Senza dubbio la costruzione della tav presenta aspetti positivi e negativi. I positivi sono che tutta la costruzione della linea potrebbe dare lavoro a molte persone per qualche anno e io credo che per questa motivazione la linea ferroviaria sarà costruita, anche perché i comuni di Susa e Chiomonte,coinvolti nella costruzione della ferrovia, hanno dato il consenso per la costruzione.

C Coolllleeffeerrrroo iin n ffeessttaa ppeerr iill llaan ncciioo ddeell rraazzzzoo vveettttoorree V Veeggaa di metallica354

Colleferro in festa per il perfetto lancio del razzo vettore Vega che il 13 Febbraio ha spiccato il volo nella base missilistica di Kourou nella Guyana Francese.Il razzo è stato progettato e creato in Italia,precisamente a Colleferro(RM),negli stabilimenti dell’Avio. Di fronte agli stabilimenti dell’industria,un mega schermo ha permesso agli spettatori di assistere alla partenza del razzo alle ore 11 italiane. Alto 30 metri con 3 metri di diametro massimo e 137 tonnellate di peso,ha permesso a Colleferro di farsi conoscere nel mondo.-Pochi sanno del ruolo che la nostra città riveste in questo importante piano-ha commentato il sindaco di Colleferro Cacciotti.Infatti Colleferro è una delle città più industrializzate della provincia di Roma e ne è molto fiera. Colleferro diventerà in futuro un grande produttore di questi generi di razzi; ma la città ha diversi problemi legati all’inquinamento. Non per fare polemiche ma la gente dei paesi limitrofi a Colleferro sa che l’aria di Colleferro è inquinata sia per le industrie e sia per le emissioni del termovalorizzatore. Spero che in futuro si trovi un modo di costruire rispettando l’ambiente e che il progresso sostenibile non sia solo una bella favola raccontata a scuola

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E Evveen nttii ee iin nccoon nttrrii aallllaa G Giioorrggii S Saam mii,,iioo n noon n ddiim meen nttiicch heerròò di minnie1111

Non ho mai pensato che gli Ebrei potessero aver subito tanto dolore fino a quando il 29 marzo 2012 è venuto a parlarci nella nostra scuola Samuel Modiano (Sami), testimone di ciò che è accaduto nel campo di Birkenau. Non ci rendiamo conto fino in fondo di ciò che è successo finché non ce lo spiega qualcuno che lo ha vissuto e ho capito che, dopo tutti questi anni, a lui fa ancora male tutto ciò che ha subito e ne porta ancora i segni… Lo abbiamo accolto con cartelloni, frasi e post-it con i nomi di ogni studente della nostra scuola, che si impegna a dire NO al razzismo e a ricordare la Shoah. Quando siamo entrati nell’aula magna abbiamo trovato un uomo di Rodi, alto, magro, con occhi che hanno visto cose mostruose. Ha cominciato a parlare di quando lo hanno espulso dalla scuola a causa delle leggi razziali emanate da Mussolini nel ‘38 secondo le quali gli Ebrei non potevano andare a scuola, lavorare, avere una bicicletta, una radio ecc … Poi, un giorno del 1943 (Rodi era stata occupata dai Tedeschi) riunirono tutti gli Ebrei e li fecero partire per un viaggio da cui molte persone non sarebbero tornate: destinazione Birkenau. Era il 23 luglio quando li misero nelle stive di barche che prima erano destinate al trasporto del bestiame dove c’erano solo cinque secchi d’acqua e un bidone vuoto per i bisogni naturali. Io ricordo questa data e quella della liberazione, ma Sami ricordava tutte le date, perché ogni giorno era per lui prezioso, era una conquista. Poi li misero su un treno di legno, anche questo per il trasporto del bestiame, sempre con i secchi e il bidone. A volte li lasciavano giornate intere fermi in stazione con il caldo di Agosto e poca acqua, così gli adulti rinunciavano all’acqua per darla ai bambini. Arrivati al campo c’era un dottore che li divise in due gruppi: chi doveva lavorare e chi sarebbe stato ucciso subito. Sami, suo padre e sua sorella furono scelti per i lavori. Gli tagliarono i capelli, gli diedero un pigiama a righe, li divisero in due lager: lager A e lager B e gli tatuarono un numero sul braccio …è questo il segno di cui parlavo. Da mangiare avevano 125 g di pane e un litro di “acqua sporca”, una minestra in cui non c’era molto … questo ogni 24 ore. Si svegliavano alle 4 a li facevano stare in piedi fino alle 6, fermi, immobili, anche sotto la neve. Poi, alle 6, cominciavano a lavorare fino alle 18 di sera. Ogni sera Sami andava nella baracca dove era il padre e parlava con lui, Sami racconta che da questi incontri traeva la forza per andare avanti. Ma una sera Sami decise di cercare sua sorella, non la riconobbe subito perché era magra e con i capelli tagliati, si videro per alcune sere, ma una sera non si presentò e capì che era stata uccisa. Due giorni dopo, il padre di Sami decise di presentarsi all’ambulatorio, determinando, in

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tal modo, la sua morte, infatti se eri malato ti uccidevano subito e Sami questo lo sapeva, ma il padre diceva che sarebbe guarito e che Sami doveva uscire da lì, che ce la doveva fare. Qui stavo per piangere, perché le parole del padre erano commoventi e ho avuto l’impressione che anche lui si stesse commovendo. Ha raccontato che si stavano sciogliendo come candele: erano scheletri. Quando stavano per arrivare i Russi li fecero incamminare verso Auschwitz, lui cadde e due compagni di sventura lo trascinarono per alcuni metri, ma poi lo dovettero lasciare, privo di sensi, su un cumulo di cadaveri. Quando si svegliò non c’era nessuno e si rifugiò in un edificio di mattoni. Il giorno dopo, il 27 gennaio, i Russi lo trovarono e lo curarono. Poi andò a Ostia dove vive ancora oggi. Mi ha toccato molto il fatto che ricordasse con precisione tutte le date, il ricordo di tanti piccoli particolari, il fermarsi a bere, come se volesse mandare giù tutti i ricordi spiacevoli. Molte persone non manterranno la promessa di non dimenticare, ma io si, perché ha ragione Primo Levi: “Conoscere è necessario” sì, è vero, ma soprattutto non bisogna dimenticare.

IIn nccoon nttrroo ccoon nS Saam mii M Mooddiiaan noo,, tteessttiim moon nee ddeellllaa S Sh hooaah h di dream98

Il 29.04.2012 c’è stato l’incontro con Sami Modiano. Non è stato uno di quei soliti incontri che servono per far capire le malattie, un incontro che mostrava uno spettacolo o un campione sportivo. Sami non è un attore, né un dottore e tanto meno uno sportivo… ma un testimone: un testimone della Shoah. Una persona non può capire tutto ciò che è successo se a spiegartelo è un libro o un professore. Solo una persona che è stata coinvolta in questa catastrofe può farti veramente capire tutti i fatti. E, in più, è capace di farti riflettere ed anche emozionare, visto che le parole ti colpiscono nel profondo facendoti anche capire quanto le persone possano essere “mostruose”… quanto la loro mentalità possa stata essere stata aberrante. Sami ci ha fatto capire tanti valori della vita oltre a colpirci con il racconto della sua storia. Tutto quello che ci ha raccontato ci ha trascinato dentro a quell’incubo: è stato come vivere dentro il suo racconto visto che era tutto narrato in maniera molto dettagliata che, oltre a farci capire la malvagità umana, ci ha fatto capire quanto possa essere duro vivere in queste situazioni, affrontare con tutta la propria forza la morte, sopportare la divisione dei propri cari e cercare nel miglior modo possibile la morte, visto che nessuno al mondo questa condizione la chiamerebbe: ”vita”. Per me l’unica cosa difficile da scrivere è quella delle mie sensazioni e dei miei pensieri. Ma non perché non ho capito il messaggio e la storia … ma perché mi ha colpito talmente tanto, che per un attimo, sentendolo parlare, è stato come sentire le urla di milioni, e milioni di ebrei, omosessuali, bambini, anziani, uomini. Più che altro mi ha commosso il fatto che Sami, quando si trovava a Birkenau, aveva 14 anni e il solo pensiero del fisico pelle ossa, le condizioni di vita, la sofferenza, la fatica, l’obbligo di lavorare, il vedersi togliere la sorella e poi accorgersi che è morta, sentire le parole di un padre che sa ciò che lo aspetta e cerca la morte, a quest’età, mi ha lasciato senza parole e dentro me un vuoto che è durato alcuni minuti. Ciò che fortemente mi turba è il fatto che questi comportamenti sono ancora attuali come la forma di razzismo che circola da ogni singola parte del mondo. E sinceramente, HO PAURA.

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A Alleessssaan nddrraa R Room miittii u un naa ssppoorrttiivvaa vvoolliittiivvaa ee ccoom mu un niiccaattiivvaa di metallica354

Nell’ambito del progetto “i valori dello sport” all’Oreste Giorgi di Valmontone è venuta a parlarci una campionessa a livello mondiale di “nuoto in acque libere”:Alessandra Romiti. Questo incontro è stato organizzato dalla scuola con il Coni,in occasione del progetto della scuola “i valori dello sport”.Appena seduti si è presentata e ci ha detto che attualmente ha 29 anni,abita ad Anagni (RM) e che ha partecipato a tantissime gare mondiali di questo sport,nuoto in acque libere,che si pratica o in mare o in fiume. Ci ha inoltre mostrato un video di una gara lunga 53 km che si tiene in Argentina:da Santa Fè a Coronda. Il fiume su cui si fa questa gara si chiama Rio Coronda e è un affluente del rio delle Amazzoni. Nel video si vede tanta gente che attende questo evento tutti gli anni. Per lei,questa è una delle gare più difficili di tutte e anche quella più emozionante. In queste gare si partecipa in tanti,quindi bisogna stare molto attenti a non dare e ricevere gomitate. C’è una particolarità in queste gare:l’allenatore si trova su una barca che naviga vicino al nuotatore e se ha bisogno gli porge da bere e a volte da mangiare. E’ stato veramente un orgoglio avere una campionessa così famosa e importante come lei. Questo ci fa mettere “nei panni” di uno sportivo e ci fa capire le emozioni che si possono provare ad essere premiati dopo ore e ore di allenamento e mesi dedicati esclusivamente allo sport e allo studio. Non è molto facile essere un campione sportivo:bisogna avere il fisico adatto e delle doti personali,soprattutto un carattere volitivo. Queste caratteristiche Alessandra Romiti ce le ha e sono felice che sia stata da noi per portarci la sua testimonianza: è un esempio da seguire per noi giovani.

V Viittaa ssccoollaassttiiccaa U Un naa lleezziioon nee ddii ttaam mbbu urrii u ullttrraam meeggaaggaallaattttiiccaa!! di metallica354

Comincia tutto quando il nostro ex professore di musica entra in classe con un insegnante di tamburi,chiedendo a tutti chi fosse interessato. Io e qualche altro nostro amico abbiamo risposto di sì e Martedì 28 Febbraio ci siamo incontrati alle 15:30 nella classe 2d della scuola. Il Martedì generalmente seguiamo i laboratori pomeridiani. L’insegnante ci fa presentare e subito dopo ci fa delle domande su cos’è il ritmo e il tempo. Alcuni hanno risposto pensando alle lancette dell’orologio,altri,per scherzo,hanno detto che gli veniva in mente la marca dei fazzolettini. Lui ha detto che un brano di musica va eseguito con ritmo seguendo un tempo .Dopo ci ha consegnato delle bacchette per tamburi e abbiamo iniziato a suonare seguendo il tempo di alcune “melodie” inventate da lui e noi le dovevamo riprodurre sul banco o sulla sedia. Credo che per quanto rumore abbiamo fatto ci abbia sentito anche la scuola accanto. Una serie di melodie messe insieme hanno formato un vero e proprio “spettacolino” di tamburi. Alla fine ci siamo messi in cerchio e ognuno di noi ha detto come gli è sembrata questa lezione,usando una parola. Io ho detto:ULTRAMEGAGALATTICA! Alla fine tutti abbiamo urlato insieme la parola che avevamo usato per descrivere la lezione. Mi sono divertito molto e penso che un insegnante simpatico come lui non lo incontrerò mai da nessuna parte!

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LLaa ggiiooiiaa ddeeii sseen nssii vvaa iin n sscceen naa aa N Niin nffaa ee N Noorrm maa di bon22

Il 2 maggio, noi delle classi prime, siamo andati in gita al Giardino di Ninfa e al Museo del cioccolato a Norma.La nostra prima tappa è stata Ninfa, dove abbiamo visitato il giardino. Lì ci aspettava una guida e numerose piante e cespugli. Ci hanno spiegato la vita delle piante, di ogni tipo.C’ erano alberi da alto e basso fusto e di diverso colore. Noi siamo stati tutti a fare foto di quel panorama, ma poi abbiamo proseguito per il nostro cammino. Anche se faceva un caldo da morire, nessuno poteva impedirci di ammirare quel meraviglioso giardino. Ma, purtroppo, quando il tempo a disposizione era finito abbiamo dovuto andarcene. Prima di proseguire per la nostra prossima tappa ci siamo fermati per una pausa a mangiare. Finita la pausa ci siamo diretti a Norma,al ”MUSEO DEL CIOCCOLATO”. Appena entrati c’era un’enorme pianta di cacao, e poi ci hanno offerto un bicchierino di cioccolata calda,(che era molto gustosa). Successivamente ci hanno mostrato un filmato che parlava di ”come nasce il cacao”.Poi ci hanno fatto visitare delle piccole opere di cioccolato. Infine ci hanno portato in un negozio dove c’erano solo prodotti di cacao e cioccolato: c’era persino la pasta di cioccolato. Devo dire che questa gita è stata favolosa sotto tutti i punti di vista e ha deliziato tutto i sensi! W la scuola all’aperto!

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O Orriieen ntteeeerriin ngg==A Avvvveen nttu urraa di playstation2

Nella mia scuola ogni anno vengono organizzate campi scuola di diversa durata: -per le prime dura 3 giorni e vanno a Ischia -per le seconde dura 4 giorni e vanno a fare l’Orienteering,-per le terze dura 7 giorni e vanno in Settimana Bianca Io frequento la seconda classe, quindi quest’anno sono stato a fare l’attività dell’Orienteering presso Pievepelago, una località dell’Emilia Romagna in provincia di Modena. L’orienteering è uno sport in cui hai a disposizione una mappa e una bussola e devi cercare le bandiere giuste (alcune sono messe per ingannare) dove poter timbrare il cartellino-prova, dopo aver finito il giro di bandiere si va al punto d’arrivo e si consegna il cartellino-prova sperando che si sia completato correttamente. Siamo partiti alle 7 da Valmontone, con noi c’erano i prof:Giovannetti,Zaccaro,Reale e Turriziani, eravamo 45 alunni e il viaggio è durato circa 6 ore. Verso le 12 ci siamo fermati a Maranello per pranzare e per visitare la Galleria Ferrari: c’erano tutte le Ferrari esistenti (e anche qualche Maserati), quelle da Formula 1, quelle moderne e quelle originali di Enzo Ferrari. Alle 14,0O circa siamo arrivati all’hotel e abbiamo conosciuto i nostri istruttori: Vittorio Ramponi, 42 anni, ha definito l’orienteering con qualche parola:avventura, emozione, esplorazione del territorio ed esplorazione di se stessi. Ha partecipato a diversi campionati italiani a uno dei quali è riuscito classificarsi al 9 posto e a qualche campionato internazionale. Si è interessato all’orienteering verso i 22 anni, ma ha iniziato a praticarlo agonisticamente verso i 35 perché si interessa anche ad altri sport. L’altro istruttore era Francesco Crovetti detto Krovets. Francesco ha partecipato anche lui a diversi campionati e ha commentato questa esperienza come un’avventura positiva ed entusiasmante per tutti i ragazzi e si è congratulato con noi perché siamo stati anche molto bravi. Vittorio è un tipo allegro ma allo stesso tempo anche severo invece Francesco è un tipo duro ma allo stesso tempo anche simpatico. Inizia l’avventura, ci dividiamo in squadre. Ogni giorno c’erano una, due o tre prove e ogni squadra riceveva dei punti penalità in base a che posto prendeva: la prima prendeva un solo punto penalità, la seconda ne prendeva 2, la terza 3, la quarta 4 e così via. C’erano anche i Bonus e i Malus, i Bonus cancellavano un punto penalità e i Malus ne davano uno,

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essi venivano assegnati se un componente della squadra si comportava bene o male. Alla fine di ogni giorno ci facevano vedere la classifica, alla fine dei 4 giorni, ci hanno dato le medaglie ai 3, 2 e 1 classificati, rispettivamente di bronzo d’argento e d’oro. Dopo il primo giorno in cui c’era la prova dell’orienteering fotografico, in cui dovevi cercare i posti dove erano state scattate alcune foto i primi tre posti erano questi: 3 T-Rex 2 Saette Tuonanti 1 The A Team la mia squadra al terzo posto mi dava soddisfazione, però volevo arrivare al primo. Il secondo giorno in cui c’è stata la prova del Memory 1 contro 1 (il gioco in cui devi trovare coppie di tessere, solo che questo era diverso, le coppie erano formate da simbolo dell’oggetto e dalla sua raffigurazione),quindi era individuale e visto che si dovevano imparare a memoria delle cose, ho gareggiato io, perché devo dire che in quanto a memoria sono molto forte. Risultato:secondo posto per un errore, avevo rivelato al mio avversario che sotto la tessera un po’ meno bagnata si trovava l’albero e infatti è stato proprio quello il primo punto che il mio avversario ha segnato, il risultato finale è stato di 7 a 6 per lui, quella tessera mi è costata il primo posto. La sera c’è stata invece una corsa notturna. Comunque in classifica avevamo superato le Saette Tuonanti che adesso si trovavano sul 3 posto insieme agli Indistruttibili (vincitori del Memory). Terzo giorno, nuova prova, anzi tre, corsa a staffetta, corsa a stella e corsa libera. In questo giorno, i T-Rex hanno pareggiato The A Team e adesso stavamo ambedue sul 1 posto. Arrivò il quarto decisivo e ultimo giorno, chi faceva meno punti penalità tra noi e la squadra rivale vinceva. Incredibilmente abbiamo vinto ! Ci hanno consegnato la medaglia d’oro! Adesso, non per vantarmi, ma quello che ha lavorato di più sono stato io, perché sono stato il solo che ha avuto lo spirito necessario per vincere. Persino nelle gare a staffetta dovevo indicare dove andare agli altri membri della squadra: quindi posso dire che la medaglia d’oro me la sono veramente sudata e meritata. Dopo aver imparato a usare i GPS tornammo a casa dove fummo ricevuti dai propri genitori a braccia aperte. Questa gita mi ha divertito molto e la soddisfazione di avermi guadagnato la mia prima medaglia d’oro mi fa stare al settimo cielo e spero che ne riceverò altre.

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P Paaeessaaggggii ssu uggggeessttiivvii aa P Paasstteen naa ttrraa ssttaallaattttiittii ee ssttaallaaggm miittii di metallica354

Il 17/04/2012 io ed alcuni dei miei amici abbiamo fatto una gita pazzesca tra natura e arte.Una visita guidata alle grotte di Pastena,al museo della civiltà contadina e dell’ulivo a Pastena e all’abbazia di Montecassino. Un’esperienza indimenticabile per me e i miei amici che,a quanto pare dalle voci,sono rimasti a bocca aperta di fronte a tutti i posti che abbiamo visitato. Partenza da Valmontone alle 8.30.Ci avviamo verso Pastena,uscendo all’uscita di Frosinone sulla A1 Milano-Napoli. Arrivati alle grotte c’era un torrente che scorreva e che si inoltrava nelle grotte che,milioni di anni fa,sono state erose dall’acqua che scorreva. All’entrata sembrava tutto normale, ma entrati un po’ più avanti,l’ambiente si mostrava più umido. Stalattiti e stalagmiti formavano delle vere e proprie opere d’arte. Una aveva le sembianze di un elefante con la sua proboscide,un’altra era intitolata “il salice piangente” e così via con altri nomi. Le zone dentro le grotte erano suddivise in sale(sala delle diramazioni,sala del Monte Calvario etc.)e ognuna aveva una particolarità. La guida ci ha raccontato che un barone,di cui adesso non ricordo il nome,scoprì queste grotte tanti anni fa e a distanza di mesi divennero un’attrazione per i turisti. Il fiume che passa all’interno crea dei piccoli laghi e mini cascate che, anche se in dimensioni ridotte,sono un vero e proprio spettacolo della natura. In alcuni punti delle rocce si vede il carbonato di calcio che si forma su di esse. Il percorso da noi fatto è 1 km andata e ritorno. Ancora ci sono delle zone che non sono state scoperte. La guida ci ha detto che alcune zone sotto le grotte venivano usate dai tedeschi come luoghi di riparo nella seconda guerra mondiale. Alle ore 11 circa usciamo dalle grotte e mangiamo esausti della camminata chi un panino,chi le patatine. All’entrata c’era un piccolo negozietto di souvenir,dove al ritorno abbiamo acquistato qualche oggetto per ricordo di questa escursione alle grotte di Pastena

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La seconda tappa è stata la visita al museo della civiltà contadina, al frantoio dove si macinavano le olive per produrre olio. Questo museo conservava in ottimo stato gli utensili che si usavano in antichità per trainare i buoi,gli asini. Poi vi era una cucina e una camera antica,dove vi erano conservate le posate,le brocche,le pentole antiche in cucina e altri oggetti di uso antico. Poi vi erano strumenti musicali,vestiti antichi e all’uscita vi era una macchina per raccogliere il grano. Insieme a quest’ultima,proprio accanto,c’è un negozio di souvenir e cibi da portare a casa come: vino,miele,sambuca etc. Siamo usciti e ci siamo fermati su una scala per fare pranzo. Appena arrivati a Cassino abbiamo girato a sinistra e abbiamo fatto una strada in salita per raggiungere l’abbazia di Montecassino,tristemente nota per aver subito un duro bombardamento durante la seconda guerra mondiale. Qui abbiamo visitato l’abbazia e un cimitero di militari polacchi morti nel secondo conflitto mondiale. Alle 15.30 entriamo e a quell’ora stava piovendo. La guida,entrando,ci ha mostrato una statua di San Benedetto,patrono del monastero e ci ha mostrato un mosaico di Gesù e Maria.Scendendo le scale vediamo una galleria di 7 metri,che porta a un portone che abbiamo visto in precedenza fuori. Risalendo notiamo sui muri frammenti di roccia,reperti archeologici trovati nelle vicinanze. Salendo vediamo anche due pozzi e intorno a uno di essi ci sono tutte statue raffiguranti papi e imperatori di epoche passate. Successivamente siamo entrati in un portone. E’ la porta dell’abbazia. Siamo entrati e durante la nostra entrata si stava svolgendo la messa dei monaci. Al ritorno abbiamo comprato altri souvenir. La guida ci ha detto che inoltre,l’abbazia contiene una biblioteca,un archivio di documenti che è stato portato lì dopo la seconda guerra mondiale. Alle 17 finiamo la nostra visita all’abbazia di Montecassino e dal casello di Cassino prendiamo l’autostrada A1 verso Roma per tornare a casa. Gita bellissima alla quale sono stato orgoglioso di partecipare. I miei compagni che non sono venuti a questa gita si sono persi uno spettacolo bellissimo: una gita a cui veramente valeva la pena di partecipare tutti insieme!

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C Cu ullttu urraa LLaa ffoorrzzaa ddeellllaa ppaarroollaa ppooeettiiccaa di minnie1111

Devo ammetterlo, non sono mai stata un’ appassionata di poesia, ma da adesso ho cominciato a capire cos’è davvero la poesia (per me). Secondo me la poesia sono poche parole dirette che però arrivano ad ognuno di noi, magari anche non legate da rime che la rendono troppo elaborata, ma in cui si esprimono i sentimenti, i veri sentimenti di ognuno di noi. Questo me lo ha fatto capire la lettura delle poesie di Giuseppe Ungaretti che, senza dubbio, è il mio poeta preferito. Lui mi ha fatto capire la semplicità della poesia, la cosa essenziale della poesia: far arrivare a chi la legge i suoi stessi sentimenti…voi direte: “Ma questo lo fanno tutti i poeti, lo ha fatto Leopardi, Petrarca, Carducci, D’Annunzio ecc…” e infatti anche loro lo facevano ma, secondo me, lo facevano in un modo troppo elaborato. Mi spiego meglio. Tutti questi poeti usavano figure retoriche e rime, anche Ungaretti usava le figure retoriche, ma, secondo me, il ‘difetto’ delle poesie della tradizione classica è che le figure retoriche e le rime sono troppo elaborate cioè si capisce che il poeta è stato molto tempo a pensare a quale parola inserire nella poesia, al suono della parola, al punto in cui si deve andare a capo per avere in certo numero di sillabe e quindi trovare una parola con un certo numero di sillabe che poi, magari, possono formare una strofa con un certo numero di versi (terzine, quartine, ecc…). Invece l’aspetto che a me piace di Ungaretti è che lui, soprattutto nelle poesie scritte in guerra, non pensa molto alla bellezza esteriore della poesia (rime, suono e figure retoriche), certo, ripeto, usa figure retoriche, ma si concentra sul messaggio. Lui mi ha fatto capire sempre il suo stato d’animo, con poche parole essenziali che nascondono tutto un mondo e un universo interiore. I suoi versicoli formati da una sola parola per verso, è vero sono nati anche perché scriveva sui pochi spazi che aveva a disposizione, come incarti di proiettili o cartoline, ma quello che a me piace è che lui ha lasciato quelle parole isolate nel verso per evidenziare le parole chiave della poesia, per evidenziare un particolare stato d’animo che lui ha vissuto in quel momento. Raccontano situazioni dolorose come nelle poesie di guerra dove le parole fanno sentire tutto il terrore e lo sconforto della situazione di un soldato, il dolore per aver perso tutto … o come nella poesia “In memoria” raccontano il dolore per la perdita di un caro amico. Insomma con i suoi versicoli ti emoziona e leggendo anche solo pochi versi puoi sperimentare forti emozioni. Se volete conoscerlo potete anche partire da questa intervista su you tube http://www.youtube.com/watch?v=PVGEEHCXRaE

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P Piiaan neettaa aad doolleesscceen nzzaa IIoo pprreeffeerriissccoo ggooddeerrm mii iill vviiaaggggiioo ee ssoorrrriiddeerree di pandakunfu

La vita,è un dono che ci è concesso ed è stupenda,lei inizia tutta in bianco e nero, è come un libro davanti che dobbiamo scrivere noi giorno dopo giorno. La vita, se la guardi con un sorriso, è più bella, è un arcobaleno che si apre in bianco e nero e aspetta solo di essere colorato giorno dopo giorno,mese dopo mese e anno dopo anno. La vita è un filmato dove si registrano i momenti migliori,tipo quelli con gli amici, quelli veri, però, perché solo quelli un giorno rimarranno impressi davvero dentro di te. La vita inizia da bambini e da bambini è sempre più bella,prendi tutto come un gioco e i primi anni sono sempre i migliori. Appena inizi a camminare riesci a capire che un passo lo hai appena compiuto,e hai ancora un bel tragitto da fare con persone fantastiche. Nella vita si prendono delusioni,sconfitte e alcuni reagiscono male, scrivendo cose brutte sulla vita tipo:”La vita fa schifo vorrei morire” ma la vita è l’unica cosa che può durare solo una volta e allora, sapendo questo, la devi vivere al massimo, facendo cavolate,stando con gli amici,facendo di testa tua,sbagliando,cadendo e rialzandoti,l’importante è viverla come vuoi tu, prendere decisione tue e non identiche a quelle degli altri. La vita è bella perché siamo tutti diversi,abbiamo pensieri,gusti,idee diverse e questo è importante, perché se tutti fossimo uguali chissà che noia davvero la vita!!! Ma per fortuna non è così,io mi sveglio sempre con un sorriso e alla mia età il sorriso c’è sempre,quando si cresce un po’ di meno, ma si sbaglia, perché il sorriso ci deve essere sempre, anche quando il mondo ti cade addosso,il sorriso per me deve esserci sempre,perché siamo noi che coloriamo il mondo ogni giorno, lo facciamo e dobbiamo continuare a sorridere e essere contenti di vivere. Io ho avuto solo una notizia brutta per adesso nella mia semplice vita,perché non posso definirla così grande, ho solo 12 anni in fondo,vi do un consiglio quando una persona importante parte e decide di andarsene per sempre,allontanarsi da dove abiti tu,dal luogo dove siete stati,non piangete vi verrà da piangere, ma non fatelo, perché le lacrime non servono a niente,ma la forza di crederci di credere nell’impossibile c’è e potrete fare tutto con quella. A me è capitato, mi sono rattristata all’inizio, ma poi ho deciso di rialzarmi,non c’è bisogno di piangere, devo sorridere e andare avanti, spero che la vita mi regalerà altre persone speciali come questa che è andata via,eccomi qui,sono pronta ad accoglierla,e la mia vita sarà di nuovo stupenda e fantastica. Conosco un amico che si dispera per una ragazza,ma deve imparare a pensare in modo positivo, non può rimanere così per sempre,dice di fidarsi di me io gli dico che non può fare così per una ragazza,sono sicura che anche per lui ci sarà un altra persona speciale pronta a condividere la gioia della vita ,ma se lui rimane triste le persone si allontanano.I o ci tengo a lui, riuscirà a ritornare ad essere felice, ne sono sicura, ha molti amici tra cui io,torneremo a farlo sorridere. La vita è fatta di alti e bassi come le montagne russe, dobbiamo decidere noi se urlare o goderci il viaggio,io ho scelto la cosa più bella: godermi il viaggio,perché non voglio togliermi la voce per urlare quando ho una salita,una discesa,un giro della morte,1OOO curve da fare e ancora discese e salite,preferisco godermi il viaggio e sorridere PERCHE’ LA VITA E’ BELLA E VALE LA PENA VIVERLA.

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U Un n ssooggn noo cch hee ddiivveen nttaa rreeaallttàà Di giraffa99

Mi sono sempre chiesta: ”Come è incontrare il tuo idolo preferito?” Da sabato 3 marzo, ho scoperto le emozioni che si provano.. Sono una grande fan di Alessandro Casillo, il vincitore di Sanremo giovani del 2012. Lui abita in provincia di Milano e io abito abbastanza lontano, questa è la cosa più brutta. Ho sempre sognato di incontrarlo qualche giorno, ho sempre sognato di farmi fare un autografo, ho sempre sognato di toccarlo anche solo per 5 secondi. Da quando ho visto le tappe che faceva in giro per l’Italia nel mese di Marzo, ho detto: ”E’ arrivato il momento di realizzare il mio sogno più grande: Casillo viene a Roma, devo incontrarlo a tutti i costi!” Ho cominciato a pregare mamma e papà fin dalla settimana prima, ma la risposta era sempre la stessa: ”NO!”. Io rispondevo che era un’ ingiustizia negare qualcosa di così speciale, così alla fine, dopo 5 giorni, la risposta è stata: ”Okey, basta che la finisci di ripeterlo ogni 5 minuti!” Ero felicissima, finalmente avrei avuto l’occasione di poter incontrare Alessandro, così da realizzare un grandissimo sogno. Lui cominciava a firmare autografi e farsi le foto in un centro commerciale di Roma con i fan alle 17:00, io, sono partita da casa alle 14:30. Arrivati sul luogo, dopo un grande giro per tutto il centro commerciale, perché non riuscivamo a trovare nessuna indicazione che ci portasse a lui, finalmente troviamo, sull’entrata di un negozio di CD, la scritta ”Alessandro Casillo”. Siamo entrati:c’era una confusione totale! C’erano più di 700 ragazze pronte per l’autografo! Dopo aver aspettato tantissimo tempo, quando si era un po’ sfollato, ho incominciato a intravederlo. Era STUPENDO, ancora più bello di quanto non fosse in foto. Ho cominciato a scattare foto e a fare video senza sosta. La notizia brutta era che, chi non aveva il cd, non poteva permettersi l’autografo. In fondo ho pensato: cosa me ne faccio di un autografo? Non è molto meglio anche solo vederlo sorridere davanti ai tuoi occhi e fare una foto insieme? Io la penso così.. Ho fatto la fila per andare a farmi la foto con LUI. Da vicino era fantastico! Non riuscivo a pensare a niente, pensavo solo a dare la macchinetta ad una ragazza che faceva le foto e abbracciarlo. Questo era il mio unico pensiero. Fatta la foto ero emozionatissima, così sono uscita dal negozio e siamo andati a casa. La cosa che mi turba tantissimo è che per la tantissima emozione, non gli ho dato nemmeno un bacetto sulla guancia come hanno fatto tutte le altre fans. Il sogno si è realizzato, ora ho un altro obbiettivo: dare quel dannato bacino!! E’ stata una giornata pazzesca, da non dimenticare!

S Sooggn noo u un n ppaallccoosscceen niiccoo!! di simpson54

Far parte del mondo del Cinema è un sogno molto comune,ma solo in pochi riescono a realizzarlo. Il problema secondo me è che in Italia ci sono molti aspiranti attori e pochi posti di lavoro(parliamo sempre del campo del cinema).In questi casi molti giovani studiano molto per poi non concludere niente;io sono tra quei giovani! Faccio ancora la seconda media,per adesso tutto ciò che voglio è finire le medie e, anche se ancora non ho scelto la scuola superiore da

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frequentare,ho già programmato tutto dopo le superiori cioè cosa vorrò fare: l’attrice! Alcuni ragazzi hanno avuto degli aiuti da alcune star del cinema(cioè i genitori sono amici di questi divi) altri,invece,avevano e ancora hanno molto talento e hanno fatto tutto da soli… Possiamo prendere esempio da Johnny Depp (il mio idolo) che non ha avuto solo molto fortuna di avere genitori famosi come tutti pensano,ma anche una gran dose di talento. So che molte persone della nostra scuola vorranno fare ciò che desidero fare io,purtroppo come ho detto prima non a tutti sono concessi questi privilegi di diventare famosi…però…per me non è solo la fama che conta,ma anche ciò che si fa. Sono estremamente sicura che alla maggior parte degli attori non pensano alla fama o al denaro ma anche al loro lavoro,la recitazione,infatti,può essere molto complicata e non facile come sembra:bisogna saper fare tutte le parti(dalla gioia alla tristezza),bisogna stare alle condizioni dei registi e costumisti. Detto questo auguro a tutti gli aspiranti attori di mettercela tutta perché bisogna avere del talento e,solo chi crede di avercelo può farcela in questo mondo … BUONA FORTUNA!!!

M Mood daa TTeen nddeen nzzee pprriim maavveerraa eessttaattee 22001122 di natylove Un argomento interessante riguardante soprattutto le ragazze è la moda e le tendenze primavera estate 2012. Per seguirla basta semplicemente guardare una delle centinaia di immagini delle sfilate primavera estate 2012, di New York, Londra, Milano e Parigi poi individuare le caratteristiche. Si nota subito che i vestiti sono coloratissimi e i colori più portati saranno: celeste, pesca e beige. Lo stile ricorda sicuramente gli Anni ’50, un’epoca d’oro sulla quale molti designer si sono concentrati come: Prada,Yves Saint Laurent e Pierre Hardy. A trionfare anche il tema Food che è assoluto protagonista, per esempio, della collezione di Dolce&Gabbana.Tra le tendenze più affascinanti sono anche decori e Stampe Etniche abili nel regalare emozioni e riportare alla memoria ricordi di viaggi e culture lontane,proposte da Etro a Burberry Prorsum.Si possono creare degli outfit (accessori) con Bjoux Colorati di grande impatto, si creeranno così semplici look eclatanti grazie anche a un solo accessorio. Le borse saranno senza tracolla si porteranno solo strette in mano,saranno gonfie e bamboleggianti,lunghe e piattissime e tutte coloratissime. Mi piacciono queste news sulla moda primavera estate 2012 credo che siano innovative e questo gioco di colori negli abbinamenti mi attira molto. Un po’ troppo stile anni ’50 alcuni abiti, credo che non avranno successo tra le giovanissime, però per il resto è una bella linea

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C Coom mee ssii ddiiccee qqu ueessttoo n neellllaa ttu uaa lliin nggu uaa?? di bimbainnamorata99

Ho delle amiche straniere e non mi vergogno.. Tutti le giudicano e le escludono dal cerchio delle amicizie solo perché solo straniere … ma sono come noi! Ogni persona è diversa da un’altra sia per religione, sia per la lingua, ma secondo me, non è una colpa,qualsiasi persona ci può insegnare qualcosa. Ogni tanto ai miei amici chiedo:” Come si dice questo nella tua lingua?”Alcuni mi rispondono, altri no.Certe persone non mi rispondono perché si vergognano, ma non capiscono che è stare un passo avanti lil sapere 4 o più lingue e questo è essere preparati culturalmente. Io penso che possiamo essere amici con tutti: rumeni, italiani.. Fino a che una persona non la conosci non la puoi giudicare , non puoi dire “mi sta antipatica…” Gli amici veri sono quelle persone che ti dicono tutto, che non ti giudicano perché sei diverso di colore della pelle, oppure parli un’ altra lingua , o semplicemente perchè mangi cose che agli altri non piacciono. Per me tutti siamo uguali dentro, abbiamo lo stesso cuore , proviamo le stesse emozioni, le gioie , le tristezze ed è questo che conta in una persona non la bellezza o la nazionalità.

N Noon n èè rriiu usscciittoo

ffaacciillee,,m maa

ccii

ssoon noo

di totti23

Sono uno dei pochi ragazzi arrivati qui in Italia all’età di 4 anni che ha deciso di rimanere e di continuare la mia vita qui,in questo bellissimo posto,chiamato ITALIA. Sono nato nel 1998 e per mia grande sfortuna mio padre non mi era vicino,c’era mi madre,ovviamente,mio padre era lontano migliaia di chilometri,ma solo al telefono mi sembrava di averlo vicino. Mio padre era in Italia,l’Italia di cui non avevo mai saputo il nome,quindi quella era la prima volta,al telefono, che sentivo la parola Italia. Italia era per me un luogo sconosciuto. Crescendo anche mia madre andò lì,da mio padre, ma io ero troppo piccolo per andare,quindi con il cuore a pezzi mi lasciò per ben 4 mesi da mia zia. Per me i mesi si trasformavano in anni e avanti cosi per lunghi e lunghi giorni … ancora oggi ricordo le lunghe giornate,mi raccontarono che al ritorno di mia madre io avevo imparato a camminare e a dire mamma … ma quel giorno vidi una persona entrare dalla porta,quella era mia madre con degli occhi riempiti di gioia ma anche di dolore, perché in quel momento mia madre era entrata e io non l’avevo riconosciuta. All’età di 4 anni sono partito per l’Italia,un viaggio che per me sembrava non finire mai. Arrivato in Italia sono andato dai miei

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nonni insieme alla mia famiglia. Mio padre lavorava tutti i giorni e quasi tutti i giorni mi portava con sé e con mia madre sul furgoncino. Poi mia madre tentò l’iscrizione a scuola e … per dirla tutta,quel giorno mi rifiutarono, perché non sapevo dire nemmeno una parola in italiano, quello che nella mia mente era il giorno più bello si trasformò in un giorno tristissimo:sono stato diverse ore seduto sul letto parlando con i miei pensieri,ero preoccupato,avevo paura che non sarei mai diventato un italiano. Ma ora crescendo mi sono reso conto che è molto più facile vivere in Italia che in Romania, non solo per la lingua parlata, ma anche da un punto di vista economico. Ora che sono cresciuto ho deciso di rimanere e di vivere la mia vita qui in Italia. Gioco nella squadra del Valmontone, dopo un anno di allenamenti mi hanno convocato per gareggiare, sono un atleta che per merito è esonerato dal pagamento della quota. Questi italiani sono stati generosi con me. Spero da grande di ripagare la loro fiducia vincendo per la nazionale italiana. Per me ormai la Romania è il luogo delle vacanze,dove vado per trascorrere qualche settimana,ma poi tornerò in Italia senza cambiare idea … Questa esperienza la ripeterei per mille volte, perché non capita mai che un ragazzo cambia il luogo in cui è nato con un paese che nemmeno conosceva …ma ecco, io l’ho fatto e ne vado fiero.

IIll m miioo aam miiccoo G Gaabbrriieell di metallica354

Gabriel ha un anno in meno di me(12),e sembra essersi integrato “alla grande” nel gruppo di tutti noi. Quando lui è arrivato io frequentavo la seconda media. Ci siamo incontrati fuori al cortile della scuola,eravamo tutti e due vicini e non sapevamo che fare è in quel momento che ho incominciato a farci amicizia. Molti ragazzi italiani lo prendevano in giro solo perché era della Romania.Invece io, come dice Martin Luther King, credo che non bisogna guardare il colore della pelle,la nazionalità,ma il carattere di ognuno di noi. Lui è stato sempre gentile con tutti e pian piano si è integrato. Ora si sente a suo agio,perché ha dei veri amici che lo trattano da amico. Lui,come tanti rumeni che sono venuti in questa scuola,ha dovuto superare momenti difficili,in cui veniva preso in giro da altri italiani,solo per la nazionalità. Invece è da quando è piccolo che si trova in Italia e quindi per me è un cittadino italiano a tutti gli effetti. Anche se rumeno,scrive e parla bene l’italiano. Infatti anche lui è uno scrittore della nostra redazione ed è anche molto attivo!

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S Seeii iiggn noorraan nttee?? S Seeii ddii m mooddaa!! di vilu11

Sono sempre stata del parere che ognuno è abbastanza intelligente (almeno si spera) da interpretare ogni messaggio che riceve, quindi non penso che guardare il ‘Grande Fratello’ sia segno di demenza, ma bisogna saper interpretare ciò che si vede in modo esatto. Prendendo in considerazione proprio uno dei concorrenti di questa edizione, si vede quanto certe persone siano ignoranti a livello culturale, ma si vede anche quanto alcune persone siano analfabeti dei sentimenti, incapaci di ‘comprensione e solidarietà nei confronti degli altri’. Il problema è che essere ignorante ora, è essere forte! Sbagli un congiuntivo? Che ridere! Sai parlare solo un dialetto e l’italiano è un optional per te? Allora hai la strada spianata verso il successo! Purtroppo siamo abituati a questo, la nostra società ci ha spinti verso questa direzione e credo che sarà difficile tornare indietro. Quello che mi spaventa è che la maggior parte dei figli della mia generazione sarà abituata a sostituire ‘ch’ con ‘k’, oppure a non mettere l’h davanti ai verbi e a considerare musicisti dei ragazzini arricchiti che non sanno nemmeno cosa voglia dire avere talento. Mi fa paura immaginare un futuro in cui i Beatles e Jim Morrison saranno solo delle persone che hanno detto delle frasi “belle da scrivere su Facebook”, e che uno per viaggiare avrà bisogno per forza del TomTom, perché la geografia sarà abolita dal programma scolastico.. il dramma è che la geografia, a differenza di quello che pensano gli altri, oltre a insegnare dove si trovano il luoghi, insegna anche la loro cultura e i loro usi e costumi, cosa molto importante, dato che potrebbe capitare che una turista si presenti in minigonna in un paese come l’Arabia Saudita e venga scambiata per una donna di facili costumi o addirittura venga arrestata. Quindi direi: aboliamo le abbreviazioni giovanili, re-integriamo le h e soprattutto parliamo ITALIANO che è la nostra lingua, una lingua bellissima e che va apprezzata!

R Riiddaatteeccii u un n ffu uttu urroo!! di vilu11

In un periodo storico come quello in cui stiamo vivendo, immaginare un futuro è molto difficile.. soprattutto quando il Presidente del Consiglio dice di dimenticare il posto fisso definitivamente, una persona non sa proprio più che aspettarsi. Noi ragazzi di terza media da poco abbiamo fatto la scelta per la scuola superiore, e io ho scelto il liceo linguistico, perché, secondo me, grazie al fenomeno della globalizzazione adesso trasferirsi in un’altra nazione per lavoro è di routine. Mi piacerebbe pensare all’Italia come un paese pieno di possibilità per tutti, dove, come negli anni 60, l’arte, la creatività, l’originalità spicca su tutto il resto, e il nostro paese è conosciuto nel mondo come un paese pieno di risorse, pieno di artisti.. non pieno di debiti e disoccupati. Mi piacerebbe pensare a un paese in cui ognuno è libero di studiare, di continuare gli studi all’Università dopo il liceo, senza sentirsi derubato di un futuro, solo perché ha scelto un liceo invece che un istituto tecnico che potrebbe aiutarlo a sollevare i propri genitori dall’onere di mantenerlo, che rimane invece se si continuano gli studi. Mi piacerebbe immaginare un’Italia dove il tasso di analfabetismo è molto basso, quando invece, ora, le persone che sanno leggere e parlare coniugando i verbi correttamente sono molto poche. Mi piacerebbe anche avere la speranza di lavorare nel campo delle lingue ma in Italia, senza dovermi trasferire all’estero, in paesi come America o Germania, a cui, purtroppo, a causa della crisi che sta attraversando l’Italia non può tenere testa, quando potrebbe farlo benissimo. Mi piacerebbe, ma non riesco a farlo, non riesco più neppure a immaginare un futuro migliore.

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M Mu ussiiccaa O On nee ddiirreeccttiioon n,, u un n ssu ucccceessssoo iin naassppeettttaattoo di vilu11

E’ da qualche tempo che le ragazze di ogni paese del mondo impazziscono per il ciclone ‘One Direction’ una band formata da 5 ragazzi, belli, talentuosi e battezzati dal programma X Factor in Gran Bretagna. Si sono fatti conoscere con i tormentoni ‘What Makes You Beautiful’, ‘Gotta Be You’ e ‘One Thing’, tutte canzoni che parlano d’amore e delle loro ragazze e comunque questo attira il pubblico femminile, che in un modo o nell’altro vorrebbe sentirsi dedicare quelle parole dal proprio fidanzato! Purtroppo, però, credo che questo gruppo, dopo il picco di successo maggiore, tenderà a perdere notorietà quando ne arriverà un’altro, come è successo ai Jonas Brothers o come sta succedendo a Justin Bieber, il sedicenne milionario che sta vedendo sfuggire dalle sue mani moltissime fan, che appunto stanno passando da l’essere ‘Beliebers’ (così si chiamano le fan di Bieber) a ‘Directioners’ (le fan degli One Direction). Io penso che questi ragazzi non si siano nemmeno accorti fin da subito quanto successo stessero riscuotendo. Tutti, però, appena arrivano all’apice del successo,sebbene si professino “ragazzi con i piedi per terra” si montano la testa come non mai e dimenticano i veri valori, pensando solo a mantenere il successo! Possiamo immaginare allora quello che succede quando il loro nome viene dimenticato e i loro cd accantonati su uno scaffale polveroso insieme a quelli di tanti altri.. questi ragazzi si ritrovano a dover ri-diventare “normali” e questo, presumo, debba essere molto difficile per loro.

Nel

caso

degli

One

Direction è ovvio che, anche se hanno

delle

bellissime

voci,

molto del loro successo è dovuto al loro aspetto fisico e al modo di presentarsi, che ovviamente colpisce. Per il loro successo devono cantante

anche Nicole

ringraziare

la

Scherzinger,

che, da giudice del programma X Factor a cui i cinque ragazzi stavano partecipando tutti come singoli, ha avuto l’idea di unirli in un solo gruppo. Scelta di lunghe vedute, vista la popolarità che stanno riscuotendo in tutte le classifiche mondiali con il loro nuovo cd. Spero solo che i miei presentimenti riguardanti “il tramonto” di questo gruppo siano sbagliati e che loro possano continuare a lungo la loro carriera, visto che fanno canzoni orecchiabili e sono, a mio parere, molto talentuosi.

I ragazzi di Via Gramsci anno 1 numero 4

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G Grraazziiee LLu ucciioo:: ssoon noo ccrreesscciiu uttaa ccoon n llee ttu uee ccaan nzzoon nii di dream98

Come non conoscerlo? Lucio Dalla uno dei più famosi cantautori italiani che ha mandato avanti la sua carriera per ben 50 anni con circa trecento canzoni che alcune persone considerano vere poesie. Il 1 marzo 2012, questo ‘poeta’ ci ha lasciato a causa di un infarto consegnandoci i suoi meravigliosi testi, le sue meravigliose emozioni e anche qualche lacrima, soprattutto per le persone che lo hanno visto spuntare tra i cantanti italiani, far crescere la sua carriera e andare avanti con le sue canzoni che hanno lasciato e lasceranno sempre dei segni in ognuno di loro. Anche se non sono stata una delle sua grandi fan, insieme a lui e alle sue canzoni ci sono cresciuta e sto crescendo ancora adesso visto che alcune parlano di adolescenza o ‘attimi’ di vita che si stanno vivendo. Quella con cui sono cresciuta è stata: Attenti al lupo, mentre quella che continuo a sentire è: Rispondimi, perché rispecchia il mio sentire e,penso, quello di tante altre persone. La maggior parte delle frasi rispecchiano le mie emozioni e i miei sentimenti. L’ultima apparizione che possiamo ricordare prima della sua morte, è stata quella al festival di Sanremo 2012 insieme al giovane Pierdavide Carone (ex concorrente di amici) con la canzone Nanì. Lucio, durante un’intervista, ha definito la canzone: “Nanì è un anomalia rispetto al linguaggio del Festival, alla retorica canzonettara” . Lucio è stato sempre capace di guardare oltre!

TTaalleen ntt ssh hoow w:: llaa ssffiiddaa n noon n èè sseem mpprree aadd aarrm mii ppaarrii!! di vilu11

Ormai i tempi del conservatorio e dei lunghi corsi di studi sono finiti: questa è l’era dei talent show. Cantanti, cantautori, ballerini… tutti messi sullo stesso piano in una sfida che, non sempre è ad armi pari. Innanzitutto non trovo giusto che l’eliminazione dei concorrenti venga decisa dal pubblico a casa: è vero, si, che poi il pubblico è quello che comprerà il cd del fortunato vincitore che avrà scelto, però, è anche vero, che dei ragazzi sono sostenuti (illegalmente) da veri e propri call center mobilitati dalle famiglie e dalle amicizie del concorrente che comunque vanno a danneggiare gli altri concorrenti e sabotare il televoto. Purtroppo, come spesso ricordano i conduttori prima di lanciare il televoto “al momento non è possibile controllare la regolarità del voto, quindi si prega di utilizzarlo in modo corretto” Che è l’implicita ammissione di un’ingiustizia. Un’altra ingiustizia a parer mio, è il mettere a confronto e in sfida ballerini e cantanti! E’ ovvio che sono due arti diverse e non comparabili … la danza inoltre come spettacolo implica un grande dispendio di energie economiche: vi siete resi conto che in tv di corpi di ballo non se ne vedono più come ai tempi della Carrà? Poi, questi talent show mi sembra che mettano in risalto tutto tranne il talento.. Gli scandali amorosi, i tradimenti, le nuove storie che alimentano i giornali di gossip italiani. Molto spesso poi, entrare a far parte della scuola non è facile: ci saranno come sempre i raccomandati, pronti a rubare il posto a chi magari di talento ne ha molto di più! Quello che mi piacerebbe vedere finalmente in tv sarebbero programmi in cui una persona viene giudicata SOLO da persone che se ne intendono e non da ragazzine o famiglie accanite da casa, che magari basano il loro voto sulla bellezza o sull’affetto per il concorrente.

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P Prrooggeettttoo C Coom meen niiu uss F Fiin naallm meen nttee ggllii oossppiittii ssoon noo qqu uii!! di gabiali

Il giorno di 21 marzo sono venuti dei ragazzi e delle ragazze nella nostra scuola da diversi paesi d’Europa per il progetto Comenius. Il primo giorno non li ho visti, ma poi li ho visti tutti, credo,e sono felice di averli visti. Io credo che siano più ragazze che ragazzi e spero che sia così perché le ragazze sono molto, molto carine. Un ragazzo che è il mio amico migliore si è innamorato di una di loro ma non ha molte possibilità di farla innamorare perché è molto corteggiata. Tutti ragazzi dalla mia classe si sono innamorati. Tra loro c’è una ragazza greca bellissima … Ma non faccio differenza tra loro perché sono tutte molto, molto carine e non si può resistere alla tentazione. Sono felice che siano venuti nella scuola. Oggi e stata un giornata molto interessante e molto festosa. Ho pure conosciuto altri

ragazzi,

non

importa

se

non

capisco

perfettamente cosa dicono,è importante provare a comunicare e farsi nuovi amici.

IIll C Coom meen niiu uss dd''E Eu urrooppaa

aavvvviicciin naa

ii

ggiioovvaan nii

di giraff a99

Il 22 Marzo 2012 sono arrivati gli spagnoli nella nostra scuola per il progetto COMENIUS. Nella nostra classe (2A) è venuta Pepa, ospitata da Giorgia. Appena ha varcato il cancello d’entrata della scuola, il giovedì, è venuta da noi con un grandissimo sorriso, infatti, è subito sembrata molto simpatica. In classe con noi non è stata per molto, perché ha trascorso gran parte del tempo a visitare la nostra città e i dintorni questa è l’unica cosa che mi è dispiaciuta. Un giorno che mi è rimasto impresso in particolare è stato proprio quel giovedì. Nelle due ore di arte ci siamo messi tutti insieme e abbiamo cominciato a conoscerci meglio tutti quanti. Da lì abbiamo deciso che il pomeriggio saremo usciti con Pepa. E’ sembrata un’idea fantastica sin dall’inizio. Così, arrivato il pomeriggio, l’abbiamo portata ai giardinetti davanti alla scuola. Abbiamo parlato molto (in spagnolo e qualche volta anche un po’ a gesti) e ci siamo messi a giocare a palla. Abbiamo fatto delle bellissime passeggiate andando anche al bar ‘LA QUERCIA’ dove abbiamo incontrato il suo preside e i tre professori che dormivano in quell’albergo. Grazie a questa esperienza ho imparato tantissime parole in spagnolo che prima non conoscevo oppure delle quali non sapevo il significato. Il venerdì, al solo pensiero che dal giorno dopo non l’avrei più rivista, mi sentivo malissimo, perché, anche se l’avevo conosciuta in soli due giorni, beh, mi ero affezionata moltissimo. E’ stata davvero una bellissima esperienza e spero si ripeterà.

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C Coom meen niiu uss ddaa ""ssbbaalllloo""!! di ldpgb

Il progetto Comenius è stato un vero sballo. Io ho ospitato una ragazza spagnola,con lei mi sono divertita tantissimo: abbiamo fatto moltissime cose insieme e lei per questo è stata molto,molto felice. La prima sera (quella in cui era appena arrivata qui in Italia ) era felicissima, sprizzava felicità da tutti i pori!!! Quando ha messo piede nella mia casa io e lei ci sentivamo un po’ a disagio,perchè era la prima volta che la vedevo,non sapevo se il mio spagnolo sarebbe stato sufficente per parlare con lei. Il giorno dopo abbiamo subito socializzato e abbiamo iniziato a raccontarci le esperienze della nostra vita. La mattina siamo andate a scuola; lì, appena entrate nella classe, tutti i miei amici sono letteralmente “saltati sopra” a P. salutandola in lingua spagnola. Lei era molto contenta di conoscere i miei amici e quindi socializzare un po’ con noi, si è subito aperta a tutti, nel senso che non ha avuto nessun problema a stare con noi e a raccontarci la sua vita. Dopo la prima ora di lezione siamo andate a visitare “IL CASTELLO DI CARPINETO”. Ad un certo punto stavamo passando a piedi in una stradina fatta di pietra… lì all’improvviso è passato un gattino molto, ma molto velocemente che è riuscito a spaventare moltissimo tutte e tre le spagnole.Dopo la visita al castello siamo tornati a scuola e dopo questa siamo tornate a casa,abbiamo mangiato e siamo riuscite.Siamo andate,con le mie amiche, ai giardinetti. Lì ci siamo divertite un mondo. Dopo siamo andate a casa, abbiamo mangiato, ci siamo connesse un po’ su FACEBOOK e poi siamo andate a dormire. Il secondo giorno siamo tornate a scuola e abbiamo giocato a PALLAVOLO e a PALLAPUGNO; siamo state in palestra fino alle 10:15 e alla fine la prof.ssa Giovannetti ha dato una medaglia bellissima a tutti gli ospiti. Dopo siamo andate al “PALAZZO DORIA”, dove abbiamo assistito a un concerto dei nostri bravissimi compagni di scuola, con l’inno del Comenius. Tornati a scuola siamo andate in 3B, dove abbiamo partecipato ad una lezione di lingua italiana insieme ai nostri amici ospiti, abbiamo svolto delle attività alla LIM in gruppi misti (studenti ospiti e studenti italiani) e poi abbiamo cantato una canzone in italiano seguendo le parole sulle LIM. Dopo la scuola siamo andate a casa abbiamo mangiato e siamo venute a scuola per partecipare a un laboratorio pomeridiano:di approfondimento Storico. In questo abbiamo preparato un dolce buonissimo:”Il salame del re”.Dopo il laboratorio siamo andati all’ Outlet a fare un po’ di Shopping… Verso le 19:30-20:00 siamo andate a mangiare una pizza con tutti gli altri stranieri e tutti quelli che ospitavano. Poi siamo andate a

casa,sfinite,

a

dormire.

Il

terzo

giorno

(l’ultimo per le spagnole) siamo stati con tutti gli altri, tutto il giorno a ROMA … Abbiamo visitato moltissimi monumenti. Ci siamo fatti tutta Roma a piedi … l’unica cosa stressante è stato il tempo a piedi Alle 15:00 le spagnole sono ripartite per prendere l’aereo delle 18:00. Il saluto è stato molto molto tragico… Ci siamo addirittura messe a piangere . Noi siamo tornati nelle nostre abitazione verso le 19:3020:00. Questo progetto è stato fantastico… lo rifarei mille volte e anche di più!!!

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LL’’aan nggoolloo d deellllaa p pooeessiiaa rreecceen nssiioon nii d dii u un n lliib brroo iin n vveerrssii ""A Add U Un n PPaassssoo D Daall S Sooggn noo......"" di bimbainnamorata99

una poesia per recensire “A un passo dal sogno” Il romanzo di «Amici»

un libro di Sfondrini

Chicco; Zanforlin Luca pubblicato da Mondadori nella collana Arcobaleno.

Ad un passo dal sogno Iniziato per caso Da un amore appena sbocciato. Una canzone d’amore le ho dedicato Facendole capire quanto sono innamorato Di un piccolo angelo alato. Purtroppo però , nelle storie d’amore uno dei due ti spezza il cuore e la tua vita cambia colore Ripensi a quel che è stato E che ora è stato cancellato A volte esce un sorriso, ma più volte una lacrima sul viso.

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IIn nn naam moorraattaa ddii u un n aan nggeelloo.. D D 9 9 Diii gggiiirrraaaffffffaaa 9 99 9

una poesia per recensire Innamorata di un angelo di Federica Bosco

La voglia di ballare era tanta, Sono andata contro il mondo intero per la danza. Le mie mani attaccate alla sbarra E il mio corpo esile volava come una farfalla.

Di un angelo innamorata Che la vita mi ha cambiata. Per gioco o forse per amore Cominciammo a parlarci con timore.

Senza di te non posso stare e non vederti pi첫 da quel giorno sulla spiaggia fa male. La tua voce sento ancora peccato che non ci sia ora.

Passano i giorni e non smetto di pensarti, Come si fa a non amarti? Tu, bello, simpatico, romantico, la voglia di vederti mi assale, Ma la tua morte ha ostacolato il nostro amore colossale.

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G Giiaalllloo dd’’eessttaattee D D u Diii jjju uvvveeeiiitttaaallliiicccaaa

una poesia per recensire Giallo d’estate di Maurizio Giannini

C’ è stato un giallo d’ estate, di cose mai capitate, dove un piccolo investigatore, di gialli un gran lettore, un fattaccio ha risolto poiché i cattivi ha travolto. Valentina ha salvato figlia di drogato che la famiglia ha mandato in rovina senza pensare alla sua bambina. Insieme alla moglie, anche lei dipendente, ha contratto dei debiti con brutta gente e questi con chi se la son presi? Con la povera Valentina! Senza essere cortesi. Per fortuna quel giovane, ma adulto di cervello, aiutato da un amico, per lui come un fratello ha salvato una bambina graziosa ed innocente con il padre, ormai da anni, tossicodipendente.

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A Valmontone, il 27 febbraio 2012 al campo dei gelsi,una moltitudine schiamazzante di ragazzi affolla gli spalti: sono i Mille di Miguel, i partecipanti alla gara podistica di resistenza

di un

chilometro dedicata alla memoria di Miguel Benancio Sanchez, giovane poeta e maratoneta argentino, sequestrato da una banda paramilitare e ucciso a 25 anni nel 1977. La prima categoria a gareggiare è quella delle ragazze del 2000-2001 che, prima di essere chiamate, si riscaldano come possono. Loro sono le prime a essere “travolte” dai sentimenti, dalle paure, ma l'ansia occupa le menti di tutti. Nel frattempo i ragazzi che non corrono

fanno di tutto per far passare il tempo in fretta, per

esempio riscaldandosi, giocando con quello che hanno a portata di mano, parlando e facendo amicizie con gli altri atleti- studenti. Dopo le cadette è arrivato il turno dei cadetti della stessa categoria, che, come le ragazze, sono stati divisi batterie.

in

diverse

Mentre il tempo vola è cresciuto

anche

l'interesse, perché iniziano a gareggiare gli amici e aumenta anche il tifo tra gli spalti. Verso mezzo

mezzogiorno è

il

ragazzi del fuori

turno

e dei

1998 e dei

quota,

ovvero

dei

cadetti del 1997,1996 che, per fortuna dei ragazzi del 1998

non

hanno

gareggiato con loro. Al richiamo degli organizzatori la maggior parte di quelli che giocavano si allinea per scuola batteria.

e per categorie e mentre le cadette finiscono la gara si prepara un’altra

Mille i pensieri nel cuore dei Mille:

mi sento

sfinito, senza energie, ho paura di arrivare per

ultimo, mi batte il cuore a mille. Mi guardo a destra e a manca per vedere come sono i rivali,mi sembra di avere un buco allo stomaco, però quando si inizia non puoi più ritornare indietro, non puoi dire che non puoi correre perché si corre e basta!! Si deve arrivare al finish!

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E En niiggm miissttiiccaa di spongeval, er pupone, sura.

tutte queste specialità sportive si praticano a scuola durante le miniolimpiadi o nel pomeriggio O OR RIIZZZZO ON NTTAALLII 1 Specialità che consiste nel lanciare un attrezzo sportivo il più lontano possibile V VE ER RTTIIC CAALLII 1Un tipo di pallavolo che si gioca senza rete e senza passaggi 2 Si pratica in acqua per sport o per divertimento 3 salto effettuato sulla sabbia dopo aver preso la rincorsa nella zona limite 4 Sport di squadra nato dall'evoluzione agonistica della palla prigioniera 5 Gara di corsa in cui vince il concorrente che realizza il miglior tempo 6 Si gioca con la palla ovale e prevede quindici giocatori per squadra in campo 7 Gioco di squadra composta di 5 giocatori più uno

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Questo numero è una selezione quadrimestrale degli articoli pubblicati sul web all’indirizzo: http://scuola.repubblica.it/lazio-roma-smsorestegiorgi/ . La redazione si riunisce, nell’ambito del laboratorio di giornalismo Salutiamo i ragazzi delle classi terze che hanno partecipato al progetto,a loro va il nostro più sincero augurio di un futuro sereno e ricco di soddisfazioni.

Aspettiamo che i ragazzi delle classi prime raccolgano il testimone Istituto comprensivo “Oreste Giorgi” Via Gramsci snc 00038 Valmontone (Rm) Tel 06 9590703 Fax 06 9596711 Dirigente Scolastico: Prof. Pasquale Matarazzo Sito scolastico: http://www.istitutogiorgi.it / http://www.istitutogiorgi.it/index.php?option=com_weblinks&view=categories&Ite mid=65 L’impaginazione è stata curata da Andrei Gabriel in collaborazione con la Prof.ssa Alessia Riccardi, che coordina la redazione.

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iragazzidiViaGramsci_giugno2012