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ASCUOLA

ECCELLENZA


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accontare l’Istituto Caboto significa fare un viaggio nella memoria per scoprirla totalmente proiettata nel futuro. Molte Scuole del nostro Paese sono riconoscibili e diventano un riferimento per quello che fanno … il “Caboto”, nel formare i suoi allievi, da 160 anni cerca di costruire una solida relazione tra il sapere e l’essere dell’uomo di mare. Un concetto antico, tornato di moda, che può essere riletto in ogni documento, atto programmatico, programmazione didattica dell’istituto lungo tutta la sua storia. La passione per la ricerca di nuove vie per una didattica efficace, l’intensa vita di relazioni a scuola e fuori, il sentirsi parte di un progetto dove ciascuno (dirigente, docenti, allievi, famiglie, personale, aziende, istituzioni) è attore valorizzato per le sue capacità e stimolato per quanto può offrire alla comunità, la voglia di percorrere vie mai percorse da altri per cercare nuove risposte, è il segreto che ha promosso la crescita dell’Istituto anche nei momenti più difficili della sua storia.

Il Progetto Educativo “Le cose ti rubano la ragione, gli uomini l’anima ... il mare la vita” (Fred Vargas) Il pensiero di Vargas rappresenta una sintesi della vita del “Caboto” che accompagna i suoi giovani allievi in un percorso che è insieme di tipo culturale, esistenziale e professionale e che punta a far crescere gli adolescenti fino a trasformarli in persone in grado di decidere e governare, orientando le attitudini e le capacità personali anche verso una approccio dinamico con il sistema

economico. Il ragazzo che varca i cancelli del “Caboto” per la prima volta ha scelto di entrare non in un semplice Istituto Superio-

il valore dell’amicizia e potenzierà le sue capacità di organizzare il lavoro e di operare in un gruppo. L’allievo viene incoraggiato a valutare le proposte

re, ma in un processo educativo in cui è chiamato ad essere parte attiva per forgiare “l’uomo”. Ha scelto di formarsi e di collaborare al processo formativo dei suoi compagni di viaggio! Nella formazione del futuro Ufficiale, dell’uomo di mare, il Caboto ha privilegiato di porre come principio di riferimento la cura e la costruzione del “Fattore Umano” che dovrà governare processi, persone e produzione, per garantire crescita, incolumità e sicurezza agli individui e ai beni che saranno loro affidati. Per questo l’allievo che sceglie il “Caboto” viene guidato a maturare il valore della legalità, intesa come rispetto delle regole, di se stesso, degli altri e delle cose; dovrà cogliere e sviluppare il valore della responsabilità e la consapevolezza delle proprie azioni; prenderà coscienza delle sue capacità di assumere decisioni, anche in qualità di cittadino in una società libera e democratica; svilupperà il senso di appartenenza, di solidarietà e di tolleranza vivendo

che riceve e ad autovalutarsi nei risultati e nei processi con senso critico.

Il Progetto Didattico Il progetto educativo ha trovato vita nelle logiche adottate nella costruzione dell’offerta didattica che è stata realizzata nel tempo sia fondandosi sui principi propri del mondo tecnologico del mare e delle scienze, ambiti strettamente legati nella formazione marittima, sia muovendo dalla necessità di rispondere alle indicazioni vigenti in campo internazionale emanate dall’I.M.O. (International Maritime Organization) e verificate dall’Agenzia Europea EMSA.

L’incontro con il mare L’Offerta didattica ed educativa trova il senso ed il coronamento naturale nell’incontro degli allievi con il mare: al tempo stesso


52 amico ed ostile, in possesso di un forte carattere educativo. Da sempre è vivere questo incontro che stimola l’apprendimento, la voglia di crescere e la scoperta del valore dell’altro e della responsabilità che lega ogni compagno di viaggio.Gli allievi, sin dai primi giorni in Istituto, sono accompagnati ad incontrare il mare attraverso la vela, la voga, il nuoto e tutte quelle attività che consentono di percepirne bellezza e precarietà, e suscitano in

fatti, le tecnologie sono spesso anticipate di alcuni decenni rispetto al quotidiano. Basti pensare al posizionamento satellitare attivo sulle navi dagli anni settanta e giunto nel nostro quotidiano solo a partire dalla fine degli anni ’90. Sono presenti 16 laboratori tra i quali assume un valore del tutto rilevante il Laboratorio di Navigazione Simulata: un impianto composto da 6 navi (di cui due con console reale Full Mission con vi-

ciascuno di essi il senso di responsabilità e solidarietà. Dall’incontro con il mare nasce la scelta di vita per ciascun allievo. Per questo negli anni è sempre stata ricchissima la disponibilità di mezzi nautici di cui la scuola si è dotata.

sione a 360°) che interagiscono tra di loro nei diversi scenari geografici dove vengono impiantate le esercitazioni. Gli allievi acquisiscono oltre che la capacità di gestire apparati reali in contesti realistici estremi, anche la capacità di tradurre la operatività in teoria e le nozioni in azione. Il laboratorio si compone ancora di apparati per il controllo della sicurezza di Piattaforme o Navi speciali come chimichiere, gasiere e petroliere, apparati per le comunicazioni satellitari (GMDSS), sistemi per il controllo del posizionamento come AIS e VTS, software per lo

Didattica Laboratoriale Al “Caboto” il mare vuol dire anzitutto tecnologie. Gli studenti dell’Istituto Caboto trovano immediatamente un mondo che va oltre quello che possa in qualche modo immaginare. Sulla nave, in-

studio e la ricerca sulla costruzione delle carene di navi e yacht, e software per lo studio dell’impatto ambientale degli interventi umani sulle coste.

Entrare nelle dinamiche del territorio Accanto alla didattica laboratoriale, l’attività del Caboto è impregnata dall’analisi delle dinamiche economiche e occupazionali che spesso sono quelle che destano maggior interesse quando una famiglia sceglie e/o orienta le scelte dei propri figli per la scuola superiore. Sin dalla metà degli anni ’90, il Caboto ha operato una scelta di campo, adeguando sistematicamente i percorsi didattici alle evoluzioni metodologiche del settore tecnologico, puntando all’analisi del sistema produttivo, costruendo rapporti, scambi di esperienze e di competenze con quelle realtà verso le quali gli allievi dell’Istituto si rivolgono al termine della scuola per concretizzare il proprio futuro.“La scuola è nata per richiesta del territorio … la scuola deve restituire al territorio quello che ha ricevuto”. Lo ha fatto anzitutto comprendendo le dinamiche esistenti, successivamente creando una fitta rete di relazioni con tutti gli Enti (Regione, Provincia, Comuni, CCIAA, Forze dell’Ordine, Marina Militare, CCPP, ecc.), le Aziende (Consorzi nautici, Cantieri, Armamento, Agenzie marittime, Operatori Turistici, ecc.), enti di Ricerca ed Università (Vasca Navale, Parco Palmer, Università di Cassino, La Sapienza, ecc.) afferenti al cluster economico del mare. Lo scambio sinergico ha condotto alla rea-


53 lizzazione di azioni di supporto all’intero sistema economico del mare presente sul territorio. Dai banchi al mondo del lavoro Frutto di questa azione è il basso grado di disoccupazione degli allievi, che cominciano ad inserirsi nel mondo del lavoro già al termine del 4° anno. Dai rilievi effettuati dal 2000 ad oggi il 60% degli allievi ha trovato occupazione entro i primi sei mesi dal conseguimento del titolo di studio nelle figure professionali del settore marittimo, mentre il 20% sceglie percorsi universitari o nei corpi militari. Per il restante 20% intervengono fattori diversi, spesso afferenti aspetti di maturazione personale, che tendono a procrastinare l’inserimento nel mondo produttivo entro i 12 mesi dal diploma. Non di poco conto è anche il livello formativo complessivo che gli allievi hanno dimostrato di poter raggiungere, facendo tesoro delle possibilità di formazione in am-

bito aziendale. Dal 2006 al 2011 ben tre allievi dell’Istituto hanno ricevuto l’importantissimo riconoscimento di Alfiere del Lavoro dal Presidente della Repubblica. Accanto all’offerta di Istruzione, l’Istituto ha erogato tra il 2005 al 2011 ben 24 corsi di Formazione Superiore e IFTS che vanno dal settore Cantieristico a quello della Gestione Manageriale, alla Logistica portuale, agli Ufficiali di Navigazione e Macchine, giungendo al rilascio di 384 qualifiche superiori e ottenendo l’inserimento lavorativo di ben 312 allievi formati. Una risposta di sistema L’azione del Caboto si è tradotta anche nella realizzazione di una serie di progetti tutti organizzati intorno al “sistema mare”. Già nel 2006, veniva proposto al MIUR una curvatura dei programmi del corso Trasporti Marittimi (Coperta) per applicare i contenuti del D. Lgs 121/2005 che riorganizzava le professioni del

L’arte dell’andare per mare La storia di Gaeta e del suo Istituto Nautico di Antonino Clemente

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a storia di Gaeta è in gran parte la storia del suo rapporto con il mare. Per circa due millenni la vita, l’economia, la cultura ed il potere di questa città, la sua stessa ragione di esistere e di svilupparsi sono state fortemente intrecciate alle capacità e alle possibilità di andare per mare. Un rapporto stretto che ha generato un popolo di naviganti. E’ evidente che la conoscenza dell’arte del navigare, tramandata nel corso dei secoli attraverso la pratica dell’apprendistato, è coincisa spesso con l’arte del vivere. Man mano che l’arte dell’andare per mare si sviluppava e diventava scienza, sempre più si avvertiva l’esigenza di avere una Scuola. Tantissimi i tentativi di aprire scuole nautiche a Gaeta, sin da quanto Carlo III di Borbone diede impulso all’industria marittima nel Regno di Napoli. Nel 1819 e nel 1842 gruppi di privati cittadini e le istituzioni locali impiantarono scuole nautiche in città. La “solita” carenza di fondi non rese facile vita a queste Scuole d’Arte che ebbero durata limitata. Nel 1853 Gaeta ottenne dal re di Napoli l’istituzione di una Scuola Nautica. Nel 1854 un Regio Decreto stabilì le modalità e la responsabilità della spesa: nasce l’Istruzione Nautica. L’unità nazionale del 1861 si ripercosse solo parzialmente sulla Scuola che, nel 1878, divenne Regio Istituto Nautico del Regno d’Italia, intitolato a “Flavio Gioia”. Nel 1959 l’Istituto si trasferisce dalla sede storica dei “Cappuccini” a quella attuale posta nel cuore della città e cambia la propria denominazione da “Flavio Gioia” a “Giovanni Caboto” grazie alla riscoperta storica delle radici e dei natali gaetani della famiglia del navigatore e della loro secolare attività di naviganti e commercianti svolta nella città tra il XIII ed il XV secolo. Dalla sua istituzione è sempre stato presente il corso per “Capitani di Lungo Corso – Gran Cabotaggio” e per i “Costruttori Navali”. Nel 1887 venne istituito il corso “Macchinisti”


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che diventò, fino agli inizi degli anni ’80, il perno della formazione gaetana. Nel secondo dopoguerra non viene riaperta la sezione Costruttori a causa della crisi della cantieristica. Le vicende della Scuola sono strettamente intrecciate con quelle della città e del territorio circostante, essendo rimasta, per oltre un cinquantennio, l’unica istituzione scolastica superiore del circondario. Assumerà,poi, maggior rilievo con il passaggio di Gaeta, nel 1928, dalla Campania al Lazio dove, per diverso tempo, sarà l’unico Istituto Nautico della Regione. Come è stato più volte affermato, il Nautico ha determinato la vita e l’economia di Gaeta e del territorio. Parte considerevole dei gruppi dirigenti e professionali del comprensorio hanno frequentato questo Istituto. Tantissimi Comandanti di navi mercantili, Direttori di macchine, Comandanti di Armamento, Alti Ufficiali della Marina Militare e delle Capitanerie di Porto si sono formati al “Caboto”. Ancora oggi, pur in presenza di altri Istituti di secondo grado limitrofi, gli allievi provengono da un comprensorio di oltre 100 km dalla sede della scuola. Oggi, come 160 anni fa, la tipologia di studenti che scelgono il “Caboto” è costituita da ragazzi determinati, che accettano il disagio pur di poter crescere in una proposta didattica ricca per vitalità culturale e qualità professionale che l’Istituto si sforza di trasmettere. Tale vivacità culturale ha avuto riscontro anche con la partecipazione attiva del Preside e di Docenti allo sviluppo del Progetto Assistito “Nautilus”, che negli anni ’90 ha riscritto la formazione nautica e successivamente alla collaborazione per l’ elaborazione e verifica delle bozze delle “Competenze in esito” della nuova Riforma e ai Gruppi di Lavoro ministeriali per la definizione dei nuovi Istituti Tecnici nell’ambito della recente Riforma Scolastica.

settore diporto. Nei fatti nasceva un Corso “Diporto” costruito su un sistema didattico di alternanza scuola/lavoro che ha consentito ad allievi dell’Istituto di conseguire il titolo di Ufficiale di Navigazione del Diporto subito dopo il conseguimento del diploma. Nel 2007 l’Istituto è diventato capofila del Polo della Formazione Nautica-Lazio, nato nell’ambito della riorganizzazione dell’offerta regionale intorno a poli tematici specialistici che operano a sostegno del cluster economico di riferimento. Il Polo, composto da 21 enti, vede la partecipazione di Istituti Superiori, Enti locali, Aziende e Consorzi, Università, Enti di ricerca ed Enti di Formazione. Il Polo ha erogato 6 percorsi IFTS, ha effettuato azioni di ricerca dei Fabbisogni formativi, ricerca scientifica e tecnologica ed ha integrato la composizione dei laboratori delle scuole presenti. Oggi è impegnato in azioni di trasferimento tecnologico con le aziende in attesa della riprogrammazione regionale. Corollario del percorso progettuale è l’istituzione dell’Istituto Tecnico Superiore per la Mobilità Sostenibile - Fondazione “G. Caboto” istituito con Decreto regionale nel Marzo 2010 e giunto alla nascita il 1° Luglio 2010. Nato con la finalità di promuovere la diffusione della cultura tecnica e scientifica, di sostenere le misure per lo sviluppo dell’economia e le politiche attive del lavoro ha trovato come partner la Provincia di Latina, la CCIAA di Latina, il Consorzio Industriale Sud Pontino, il Consorzio Consormare del Golfo, il Parco Pa.L.Mer, l’Osservatorio Economico di Gaeta e la d’Amico Società di Navigazione Spa, che

ha assunto direttamente con il suo C.E.O., il dott. Cesare d’Amico, la Presidenza della Fondazione ITS. Sono stati attivati, per il 2011-2013, tre percorsi formativi volti alla preparazione di tre figure professionali Tecnico Superiore per la Mobilità delle Persone e delle Merci - Ed. 1/2011 - Conduzione del Mezzo Navale (Ufficiale di Navigazione) Tecnico Superiore per la Mobilità delle Persone e delle Merci - Ed. 2/2011 - Gestione degli impianti e Apparati di Bordo (Ufficiale di Macchine) Tecnico Superiore per l’Infomobilità e le Infrastrutture Logistiche - Ed. 1/2001 - Gestione del Porto e dei Servizi Turistici In questi giorni sta prendendo vita il Centro di Addestramento e Simu-


55 Nell’anno scolastico 2000/01 l’ITN “Caboto” è divenuto l’ I.I.S.S. “G.Caboto” che oggi raccoglie i seguenti indirizzi: Istituto Tecnico A. Settore Tecnologico – Indirizzo Trasporti e Logistica • Conduzione del Mezzo Navale (Capitani) • Conduzione del Mezzo Navale - Apparati e Impianti Marittimi (Macchinisti) • Logistica • Costruttori (in attivazione) B. Settore Economico - indirizzo Turistico C. Settore Economico – indirizzo Amministrazione Finanza e Marketing

lazione Navale, con il quale l’Istituto intende offrire ai marittimi del territorio un servizio di rilascio di certificazioni internazionali, ai sensi del Codice STCW ’95, e di aggiornamento delle competenze tecniche già certificate. Il prossimo traguardo è quello di dotare nuovamente l’Istituto di una vera Nave Scuola. L’uso del-

la Tecnologia, quasi come paradosso, chiede di far ritornare gli allievi all’incontro con il reale, con la storia, con la vita, fuori dell’ambiente simulato per vivere il mare incontrando altre culture e popoli e arricchendo il proprio bagaglio di esperienze. Per questo già da due anni l’Istituto sta costruendo sinergie e cercando fondi per raggiungere il nuovo traguardo.

Istituto professionale per i Sevizi Commerciali. Attualmente frequentano l’IISS “Caboto” di Gaeta oltre 750 studenti distribuiti in 43 classi, con 118 docenti e 27 ATA. L’Istituto ha consolidato nel tempo una serie di progetti che hanno costituito la nascita dei seguenti Enti/Strutture di Progetto orientate al completamento dell’Offerta Formativa rivolta al Territorio: A. Polo della Formazione Nautica – Lazio B. Istituto Tecnico Superiore per la Mobilità Sostenibile – Fondazione “G. Caboto” C.Centro di Addestramento e Simulazione Navale Laboratori ed Attrezzature Oggi, il Caboto offre una ricca dotazione di laboratori all’avanguardia tecnologica del settore quali: • • • • • • • • • • • • • • • •

Simulatore di Navigazione “Full Mission” composto da 2 navi reali e 4 navi su consolle simulata; Planetario Digitale; Laboratorio di Automazione Laboratorio di Elettrotecnica Laboratorio di Chimica Laboratorio di Fisica Laboratorio di Meteorologia 3 Laboratori di Informatica Laboratorio Macchine a Controllo Numerico Sala Generatori Elettrici Sala Macchine Laboratorio di Impianti Tecnici e Ausiliari di Bordo Aule cablate e collegate in Internet; Televisori da 32’ quale monitor in molte aule; Lavagne Interattive (LIM) nei laboratori; Cantiere Navale per Costruzioni e Manutenzione

Imbarcazioni e strutture Nautiche • • • • •

Yacht a vela da 47’ – Solaris 47; Motorsailer da 45’ – Gallard; N.2 Lance a remi attrezzate con Vela Latina; N. 2 Derive “Trident” per la Scuola di vela; Gommone da 7 mt;


Scuola di mare