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Economia 35

Corriere della Sera Giovedì 11 Ottobre 2012

Stress test La riduzione dell’offerta di fondi può arrivare al 18%. Preoccupazione per le sofferenze dei gruppi

L’industriale

Crediti, il Fondo monetario boccia le banche italiane

Clementoni, addio al re dei giocattoli Iniziò in un garage

Gli istituti superano a pieni voti solo due test su otto DAL NOSTRO INVIATO

TOKYO — Per le banche italiane quello del Fondo monetario è un esame difficile. Al voto sugli indicatori di stabilità delle principali banche del mondo, gli istituti di credito italiani superano a pieni voti solo due degli 8 test previsti. In particolare, se la cavano abbastanza bene sul fronte dell’adeguatezza del capitale e dell’indebitamento ma non raggiungono la sufficienza sulla qualità degli asset e sulla capacità di fare raccolta a breve. Ad emergere è in particolare la percentuale delle sofferenze, cioè dei crediti inesigibili, sul totale dei prestiti, indicata dagli economisti del Fondo nel 10,7%, la terza cifra più alta della classifica dopo quelle delle banche di Grecia e Irlanda. Va male anche il giudizio sulla capacità di fare raccolta a breve e sulla liquidità disponibile mentre è solo da migliorare la profittabilità. Gli istituti italiani insomma, per colpa della crisi, non escono troppo bene dalla radiografia del Fondo, anche se stupisce che il capo economista del Fmi Olivier Blanchard li abbia associati a quelli spagnoli nel fabbisogno di nuovo capitale. Il Fondo però è, come sempre, fin troppo severo con tutte le banche europee non solo con quelle ita-

liane. Se i governi dei Paesi della zona euro non daranno risposte efficaci alla crisi, ristabilendo la fiducia e le cose non miglioreranno, il settore del credito — dice infatti il rapporto dell’Fmi — sarà il primo a soffrire e ci sarà una nuova stretta creditizia. In particolare ci sarà il crollo degli attivi bancari, in parte erosi dalle svalutazioni e in parte alleggeriti per evitare nuovi rafforzamenti patrimoniali: la riduzione sarebbe del 7,3%, cioè di 2.800 miliardi dollari che potrebbe però arrivare, nello scenario peggiore, addirittura al 12% del totale degli attivi, in cifra ben 4.500 miliardi di dollari. Gli esperti del Fondo esprimono molta preoccupazione in merito, ma è bene dire che i dati riguardano un campione

di 58 grandi banche. Quanto alla stretta, nell’arco di due anni (tra il terzo trimestre del 2011 e il quarto del 2013) l’offerta di credito totale nei Paesi della periferia dell’eurozona dovrebbe ridursi del 9% nello scenario più favorevole e di quasi il 18% in quello peggiore di «politiche deboli». Le azioni decise della Banca centrale europea nelle ultime settimane «hanno contribuito a rimuovere le paure peggiori degli investitori», ma «devono essere ulteriormente usate come base per nuovi passi», ha detto ieri, presentando il Rapporto sulla stabilità Josè Vinals, consigliere finanziario del Fondo. «La fiducia è ancora molto fragile» perché «i rischi sono aumentati e la principale fonte di rischio resta l’eurozona». La frammentazione finanziaria ed economica, ovvero la spaccatura tra la periferia e il resto della zona euro, crea problemi in termini di costi di finanziamento per gli Stati, le banche, le aziende e le famiglie, «ma il processo può essere invertito».

Fabrizio Massaro

MILANO — La leggenda narra che, come parecchi anni dopo Steve Jobs e Bill Gates, anche il «genio» del giocattolo made in Italy abbia fondato il suo impero in un garage. E ieri Mario Clementoni (nella foto), l’imprenditore che ha inventato Sapientino e mille giochi educativi, è morto a 87 anni a Recanati, città nella quale era conosciuto come il «Nonno dei balocchi». In realtà quella del garage è tutt’altro che una leggenda. È stato lui stesso a raccontare le origini della società che oggi ha 500 dipendenti e fattura oltre 100 milioni. Una classica storia dell’artigiano italiano che diventa imprenditore e industriale: «Incominciai l’attività con pochissime persone che lavoravano alla maniera artigianale. I primi prodotti sono stati realizzati pezzo per pezzo. Non avevo la possibilità di fare grossi investimenti, e incominciai in un garage, qui a Recanati. Tre anni dopo acquistai un fabbricato». Si trattava dell’ex granaio di Recanati, di proprietà della famiglia del tenore Beniamino Gigli. Questi gli inizi, nel 1963. E solo qualche tempo fa lui, il fondatore, ha lasciato il timone ai quattro figli, che ha introdotto progressivamente in azienda. Il debutto è con la «Tombola della Canzone», una pianola con manovella e nastro forato che riproduce le canzoni di Sanremo. Ma il successo arriva nel 1967, con il primo Sapientino, che ha invaso i mercati di mezzo mondo. Nel 1970 Clementoni firma un accordo commerciale con la Disney. L’azienda punta sui giochi scientifici e interattivi come «L’allegro chirurgo». I primi «computer» parlanti fanno l’esordio negli anni Novanta. E nel ’94 c’è anche un gioco ispirato al Corriere della Sera. Dal garage alla multinazionale «tascabile». Quasi una favola per l’imprenditore che ha detto: «Non bisognerebbe mai smettere di giocare, soprattutto quando si diventa grandi: il gioco è una cosa seria».

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Sergio Bocconi

Stefania Tamburello © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sentenza sull’elenco degli evasori all’estero

I giudici di Milano: il Fisco non può usare la lista Falciani MILANO — La lista Falciani, cioè l’elenco con migliaia di clienti esteri di Hsbc presunti evasori - tra i quali oltre 5.700 italiani con oltre 5,5 miliardi di depositi - sottratto dall’ex dipendente Hervé Falciani e consegnato nel 2009 alle autorità francesi, non può essere usata nelle contestazioni fiscali: le informazioni ottenute da Fisco e Guardia di Finanza sono state infatti acquisite illegalmente. A deciderlo

— con sentenza depositata pochi giorni fa — è stata la commissione tributaria provinciale (ctp) di Milano, in una delle prime pronunce sulle sanzioni dell’Agenzia delle Entrate ai cittadini presenti nella lista. A presiedere la commissione c’era Livia Pomodoro, presidente del Tribunale di Milano, con a latere Pietro Vincenzo Faranda, relatore, e Giuseppa Crisafulli. «La corte si è allineata alle decisioni del gip di Pinerolo e della

ctp di Como», spiega l’avvocato Stefano Loconte, che ha difeso il contribuente sanzionato, «ma sul punto le sentenze sono troppo poche e contrastanti. Si dovrà aspettare la Cassazione per avere un punto fermo». Per il momento a pagare sarà l’Agenzia delle Entrate: 3 mila euro di spese legali.

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Clementoni, addio al re dei giocattoli. Iniziò in un garage.  

Sergio Bocconi, sul Corriere della Sera, ricorda Mario Clementoni, l'impreditore che ha inventato Sapientino e mille giochi educativi. Mario...

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