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G I O R N A L I N O

S C O L A S T I C O

Istituto Maria Ausiliatrice

La Nostra Voce

Anno 2011

Che esperienza meravgliosa: Medi@play!

Il Nostro Territorio

Anche questʼanno siamo stati coinvolti nel Progetto Medi@play che ci ha invitati a scoprire le bellezze del nostro territorio, cogliendone le bellezze autentiche. Quale migliore occasione per poter “seguire” i nostri piccoli storici a passeggio per la città alla ricerca delle nostre origini. Così dopo la lettura del libro “ Schiappa” di J. Spinelli, che ci ha offerto stupendi spunti sul miracolo che ogni uomo è nella sua originalità e la visione del film “Immagina che” in cui i bimbi si sono sentiti protagonisti e di grande aiuto per i genitori, siamo andati a ... scoprire Napoli. È inutile raccontare le emozioni dei bimbi e ancora di più le nostre. Grazie Medi@play, anche questʼanno ci hai offerto ottimi spunti di riflessione storico-psicologici. Le maestre della scuola Maria Ausiliatrice Napoli-Vomero Classi IV A , IV B Classi V A , V B

Descrizioni e disegni molto accurati della città di Napoli. pag. 2

Monumenti di Napoli I bellissimi ricordi di una gita nel Centro Storico. Foto e disegni. pag. 8

L’unità d’Italia Temi e disegni in omaggio al 150° anno dell’unità d’Italia. pag. 14

Angolo Lettura Disegni e un articolo fatto dai bambini dopo aver letto il libro “Schiappa” di J. Spinelli. pag. 12

Angolo Cinema Disegni e un articolo per la visione del film “immagina che” di Karey Kirkpatrik. pag. 13


I L NO ST RO T ER R I TO R I O

Il quartiere dove abito Io abito a Napoli e precisamente nel quartiere Vomero. Mi ritengo, rispetto ad altri miei amici, molto fortunata perché nel mio quartiere ci sono molte infrastrutture che permettono una qualità di vita piuttosto buona. Nel mio quartiere ci sono molti negozi alimentari, piccoli e grandi. Ci sono poi i negozi di abbigliamento come Zara e Coin e anche negozi di elettronica come Fnac, alcune librerie come Guida, Loffredo che permettono a tutti un piacevole shopping. Il Vomero è ricco anche di pasticcerie, bar, pizzerie e ristoranti che animano sopratutto di sera. Un posto che tutti i bambini conoscono è la Floridiana, un parco dove i più piccoli possono fare passeggiate nel verde o giocare sul prato grande mentre i più grandi possono giocare con la palla o a nascondino. Dovete sapere che la Floridiana fu regalata dal re Ferdinando IV alla Duchessa di Floridia, che era la sua seconda moglie. La Floridiana è considerata un polmone verde da noi vomeresi, dove ci si può rilassare e scambiare delle chiacchiere. Purtroppo il mio quartiere ha anche dei lati negativi come ad esempio la spazzatura che ha invaso le strade e lo smog causato dai tubi di scappamento delle auto. Il Vomero, secondo me, è uno dei quartieri più belli di Napoli. È collegato con il centro della città e gli altri quartieri grazie alle funicolari e alla metropolitana. Sono contenta di abitare al Vomero e spero che tutti collaborino affinché diventi ancora più bello.

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I L NO S T RO T ER R I TO R I O

Oggi abbiamo partecipato ad una gita bellissima che ci ha fatto immaginare i tempi lontani in cui Napoli era capitale del regno delle due Sicilie. PIAZZA DEL PLEBISCITO Appena siamo arrivati in Piazza del Plebiscito, la nostra guida, ci ha detto che si chiamava ʻLargo di Palazzoʼ e allʼinizio, dove oggi cʼè Palazzo Salerno cʼera il Monastero di S. Croce e dove cʼè il Palazzo della Prefettura cʼera il Monastero di S. Spirito e al posto della chiesa di S. Francesco cʼera il convento di S. Giovanni. Nel 1600 Napoli era sotto la dominazione spagnola e il viceré, sapendo che il re di Spagna doveva fare visita alla città, decise di far costruire una reggia e il compito fu affidato a Domenico Fontana. Egli costruì lʼenorme palazzo che inizialmente aveva sulla facciata otto grandi archi aperti che poi in un secondo momento furono chiusi per problemi di staticità. Il Palazzo reale fu migliorato da gli architetti Vanvitelli e Fuga. Quando Napoli diventò regno autonomo, il Palazzo Reale fu abitato dal re e la Piazza divenne piena di vita. Qui si facevano le feste di carnevale e si mettevano a disposizione del popolo cibi di ogni genere. Nel terreno si piantavano i pali della cuccagna e gli uomini mostravano la loro forza nel cercare di arrivare alla cima di questi altissimi e scivolosi pali coperti di grasso e sapone. In occasione di feste reali, i lati della piazza diventavano veri palcoscenici e cʼerano fontane finte da cui sgorgava vino. Sempre in questa piazza venivano innalzate le forche. Quando governò Murat, egli voleva trasformare la piazza in un anfiteatro e fece abbattere i conventi e costruire i palazzi di oggi e un colonnato semicircolare. Ma il regime francese crollò e tornò Ferdinando III di Borbone che fece costruire la chiesa di S. Francesco di Paola per mantenere una promessa.

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PALAZZO REALE Prima di entrare nel Palazzo Reale, abbiamo visto le 8 statue di Napoli inserite nelle nicchie e costruite nei vecchi archi. Appena dentro siamo saliti per lo splendido ampio scalone con i corrimano tutti decorati. Un tempo ai lati dello scalone cʼerano due statue che rappresentavano due fiumi spagnoli, oggi non ci sono più e ci sono due candelabri di ghisa, il materiale con il quale furono costruite le locomotive della prima ferrovia Napoli-Portici. Ai due lati dello scalone ci sono le statue che rappresentato le quattro virtù regali: fortezza, clemenza, giustizia e prudenza Poi siamo andati nel Teatrino di Corte con gli stucchi bianchi e dorati e il palco reale ornato con drappi di cartapesta e statue di cartapesta. Lasciato il teatrino, siamo entrati in alcune delle 30 sale dellʼappartamento reale. Siamo andati nella Sala da Ballo che prima si chiamava Sala dʼErcole e qui si tenevano ricevimenti e balli(minuetti) ed elemento indispensabile era il ventaglio che serviva per comunicare. Abbiamo ammirato vari oggetti realizzati in Francia e decorati a Napoli, ceramiche di Capodimonte, abbiamo osservato pareti coperte da sete di S. Leucio, arazzi e doni; il leggio rotante e il busto di Carolina dʼAustria. Abbiamo anche visto la sala del trono con il quadro che raffigurava Ferdinando III di Borbone, che indossa lʼabito dellʼordine di S.Gennaro. Egli era chiamato il re “lazzarone”, perché amava fare scherzi e travestimenti per mischiarsi al popolo.

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CASTEL NUOVO Siamo poi andati al Castel Nuovo, dove abbiamo ammirato lʼarco di trionfo situato tra le due torri. Lʼarco di trionfo è composto da un arco inferiore su cui cʼè un bassorilievo che raffigura il corteo trionfale di Alfonso I che entra il città. Più sopra cʼè un nuovo arco sul quale ci sono le quattro statue delle virtù e infine, ancora più sopra ci sono due statue con le cornucopie. GALLERIA UMBERTO I Dopo il Maschio Angioino, siamo passati per la galleria Umberto I che è molto simile alla galleria di Milano. Essa fu un importante centro politico e commerciale della città oltre ad essere salotto e passerella di moda. Infine siamo tornati a scuola stanchi, ma felici della splendida giornata trascorsa insieme.

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IL N OS T RO T ER R I TO R I O

In giro per la mia città Oggi sono andata a fare una visita culturale per capire le bellezze del posto in cui vivo e ho scoperto che la nostra città è piena di monumenti stupendi. Per arrivare al centro storico abbiamo preso la funicolare “Centrale”. Quando siamo arrivati a piazza Plebiscito, la guida ci ha detto che li si celebra la festa delle “Cuccagna”, in cui il re faceva ungere di grasso le mura e faceva appendere il cibo, in modo che anche i poveri potessero mangiare qualcosa. Sfortunatamente molte persone morivano perché scivolavano dalla cima delle mura. La guida ci ha detto anche che quando il re si affacciava era per assistere alla feste delle “Cuccagna” o per la decapitazione di qualche cittadino che aveva protestato contro la legge. Ci ha anche detto che prima nella piazza non cʼera la pavimentazione di oggi ma unʼenorme distesa di terreno. Ci ha anche detto che il Palazzo Reale ha subito i cambiamenti , come quando Vanvitelli fece chiudere le arcate sulla facciata per paura che lʼedificio crollasse, e nelle nicchie fece mettere le statue di tutti i re che salirono sul trono di Napoli. Invece allʼinterno il Palazzo fu modificato a causa di un incendio e quando al trono salirono i Borboni lo abbellirono. Napoli poi, grazie agli Angioini, divenne capitale del regno delle “Due Sicilie” fino allʼUnità dʼItalia. Finita la visita al Palazzo reale, siamo andati al Maschio Angioino uno dei castelli più belli che esistono. Il castello ha 5 torri (3 avanti e 2 indietro), ed unʼentrata in marmo bianco con sopra la statua di un angelo anchʼesso in marmo bianco. Abbiamo saputo che il castello ha avuto molti cambiamenti, uno di questi è che prima le torri erano più sottili e il castello era immerso nel mare di Napoli. Insomma mi sono divertita molto, non solo perché sono stata con i miei amici, ma anche perché ho conosciuto un poʼ la storia della mia città che è una delle città più belle del mondo. 6


I L NO ST RO T ER R I TO R I O Oggi, 22 Febbraio, sono andata con la scuola in giro per la mia città. Ho preso la funicolare per andare a visitare la piazza del Plebiscito, il Palazzo Reale, il Maschio Angioino e la Galleria Umberto I. PIAZZA DEL PLEBISCITO La piazza del Plebiscito è la vera piazza di Napoli perché fu costruita rispettando la simmetria. Questa piazza fu costruita nellʼottocento da Gioacchino Murat un poʼ come Piazza San PIetro a Roma. Qua si svolgevano le tre “f”: F= Festa F= Farina F= Forca Festa perché nella piazza si svolgevano le feste per il popolo e i matrimoni. Farina perché nella piazza le persone davano il pane. Forca perché tagliavano le teste alle persone. Al centro della piazza del Plebiscito si trova la chiesa di San Francesco di Paolo costruita grazie al Re Ferdinando come voto. PALAZZO REALE Nella parte opposta alla Chiesa vi é il Palazzo Reale. Esso fu costruito per volere di un viceré spagnolo, il conte Lemos, per accogliere il suo sovrano Filippo III a Napoli che in realtà non venne mai. Le arcate del Palazzo Reale erano aperte al popolo, ma furono chiuse per non far crollare il Palazzo. In seguito queste arcate furono ornate con le statue dei più importati re di Napoli: Ruggiero il Normanno, Federico di Svevia detto lo “Stupor Mundi” perché parlava sette lingue, Carlo I dʼAngiò, Alfonso I dʼAragona, Carlo V dʼAngiò, Carlo di Borbone, Gioacchino Murat, Vittorio Emanuele II di Savoia. Quando siamo entrati nel Palazzo Reale ho visto una maestosa scala, in cima alla quale,in quattro nicchie, furono aggiunte quattro statue che rappresentavano la giustizia, la forza, la pace e la prudenza; sul soffitto vi è una cornice di stucco su cui è disegnato un cavallo, simbolo di Napoli e un “triangolo” simbolo della Sicilia. Al secondo piano del Palazzo cʼè il teatrino di Corte dove si svolgevano le commedie che al Re piacevano molto. Questo teatrino richiamava anche qualche particolare del teatro San Carlo. Le poltrone sono fatte di tessuto assorbente per espandere il suono della voce. In alto ci sono delle statue che rappresentano le divinità greche fatte di cartapesta e al centro cʼè un baldacchino molto imponente dove sedevano il Re e la Regina. Nella sala da ballo del Palazzo si svolgevano invece i balli dellʼepoca come il Minuetto. Nel Palazzo Reale vissero anche Re Ferdinando, chiamato anche “Re lazzarone” e sua moglie Maria Carolina dʼAustria che era una donna di cultura, ma che fu colpita da una malattia chiamata vaiolo che le sfigurò il viso. Nelle vicinanze del Palazzo Reale vi è il famoso Castello, uno dei simboli della mia Città: il MASCHIO ANGIOINO. Nella parte superiore del Maschio Angioino ci sono due figure maschili che rappresentano lʼabbondanza, poi più sotto la statua di una donna che rappresenta la fortuna e ancora più sotto cʼè la rappresentazione di un corteo. Vicino al Maschio Angioino cʼè una porta che conduceva le persone in un passaggio, per poi arrivare al castello. In questo castello, quella che era la sala da pranzo, fino a qualche anno fa era il posto dove si riunivano i consiglieri con il sindaco. Infine, a pochi passi vi è la Galleria Umberto I che è una delle attrattive interessanti da visitare. In questa galleria le persone indossavano abiti cuciti delle loro sarte e li mostravano agli altri. Inoltre molto tempo fa rappresentava un luogo di ritrovo per artisti, letterati ed intellettuali. Con questa visita culturale ho conosciuto solo alcune meraviglie della mia città che non conoscevo prima. Per me è stata unʼesperienza fantastica! 7


I M O NU MEN T I DI N AP O L I

Palazzo Reale il palazzo delle meraviglie Martedi 22 febbraio siamo andati a visitare Palazzo Reale. Questo palazzo è molto antico e fu costruito nel 1610, per volere di un viceré spagnolo il conte di Lemos. All’esterno ci sono delle nicchie abbellite con statue di tutti i re che hanno governato Napoli. All’interno c’è una grande scalinata deve sulle mura c’erano segni di guerra. Queste scale ci hanno portato al piano superiore. Lì si trovano mobili antichi e il teatrino di corte che fu costruito da Ferdinando I di Borbone. Poi siamo andati a vedere le stanze del re e della regina, dove si trovavano gli arazzi con i quattro simboli della natura, essi sono: aria, acqua, fuoco, terra. Le pareti delle stanze erano ricoperte di una stoffa pregiatissima, sul soffitto c’erano disegni. In una camera si trovava una macchina per leggere i giornali della regina perché si dice che a Ferdinando I di Borbone non piaceva leggere. A un certo punto siamo entrati in una stanza e quasi tutti i miei amici sono rimasti sbalorditi perché c’era il trono reale molto belo con due colori rosso e i braccioli con disegnati dei leoni d’oro; sopra al trono si trovava un’aquila con lo stemma degli spagnoli. Poi c’era una grande sala da ballo. Dentro il palazzo c’era la cappella Palatina. E’ stata una visita meravigliosa spero di ritornarci con la mia classe.

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I MO N U MEN T I DI N AP O L I

Maschio Angioino Martedì 22 febbraio siamo andati in gita scolastica a vedere le bellezze di Napoli, tra queste Maschio Angioino o Castel Nuovo. Castel Nuovo è stato costruito verso la fine del 1200 per volere del re Carlo I dʼAngiò che voleva un castello molto sicuro che non doveva essere troppo vicino al mare né troppo vicino allʼentroterra. Per entrare nel castello cʼera un ponte levatoio che quando i nemici tentarono di entrare lo alzavano, così di farli cadere in un fossato dove cʼerano i coccodrilli. Il castello fu abbellito dalle opere del grande pittore Giotto. Il castello venne utilizzato anche per incontri molto importanti, con nobili, poeti e gente di alta borghesia In origine aveva quattro torri alte e sottili. Quando fu conquistato dagli Aragonesi verso le metà del 1400 le quattro torri furono ricostruite mettendone cinque più basse e massicce. Gli aragonesi riuscirono a conquistare il castello dopo ben venti anni di guerra grazie a un passaggio sotterraneo attraverso le fognature. Nella notte arrivarono nel castello e lo conquistarono. Il castello aveva un imponente ingresso in marmo fiancheggiato da due torri massicce. Quando siamo tornati a scuola abbiamo pensato a quanto siamo fortunati a vivere in una città piena di belle cose: avremmo voluto condividere questa gioia con persone meno fortunate di noi.

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I M O NU MEN T I DI N AP O L I

Noi spettatori al teatrino di corte Il giorno martedì 22 siamo andati a vedere alcuni dei monumenti più importanti di Napoli. La cosa che ci è piaciuta di più è stato il teatrino di corte che sta dentro il Palazzo Reale. Il teatrino di corte fu costruito a piacere di Ferdinando di Borbone che è il figlio del re Carlo di Borbone, questo teatrino contiene statue di carta pesta così il volume della voce si espandeva meglio. Eʼ stato costruito per le opere buffe. Il re Ferdinando di Borbone assisteva agli spettacoli sopra il suo meraviglioso trono allʼinizio del teatrino. Il teatrino era di colore blu e argento poi quando arrivò il regno di Savoia i colori cambiarono, essi divennero rosso e dorato. Questo teatrino ha resistito ai bombardamenti della 2° guerra mondiale. Il palco era molto grande a forma semicircolare, così tutti potevano vedere. Tutto ciò ci ha emozionati e stupefatti, le statue erano le muse che cantavano nel teatrino di corte. Siamo stati molto felici, curiosi e tutti siamo restati a bocca aperta quando Anna cioè la zia di Francesca che ci ha assistito per tutto il viaggio, ci ha spiegato tutta la storia del teatrino di corte. Tutti noi vorremmo rivivere questa esperienza. Siamo felici di vivere in questa città così bella quanto importante perché abbiamo capito il valore dei monumenti e della sua vita.

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I M O NU MEN T I DI N AP O L I

Le grandi opere di Napoli! Il giorno martedì 22 febbraio, con tutta la scuola siamo andati a visitare oltre agli altri monumenti, il Teatro San Carlo e la Galleria Umberto. Prima siamo andati a visitare Teatro San Carlo che é stato costruito con una pietra tipica napoletana: il piperno. Si racconta che il re attraverso delle via sotterranee, andava a vedere le opere liriche, accompagnato da suo figlio chiamato nasone o lazzaro, che si annoiava ogni volta che ci andava. Il re Carlo di Borbone, fece costruire un teatrino di corte per il figlio dove venivano organizzate le opere buffe. Con una differenza; al tempo dei Borboni le poltrone erano blu argentato, mentre al tempo dei Savoia le poltrone erano di velluto color rosso dorato. Nel 1816 il teatro San Carlo fu distrutto da un incendio e fu ricostruito in 9 mesi. Dopo siamo andati a visitare Galleria Umberto; sopra cʼè una cupola di vetro, e al centro del pavimento ci sono i segni zodiacali ora è abbellita da negozi che la rendono anche più moderna. Cʼè un incrocio di 4 braccia con al centro la cosiddetta rosa dei venti. Fu realizzata da Paolo Boubée e i lavori durarono 7 anni. E allʼinaugurazione partecipò anche il sindaco Nicola Amore. Noi pensiamo che questi 2 monumenti sono molto belli ed emozionanti da vedere. Che emozione pensare a tutte le persone importanti che sono vissute lì dentro! Ed è stato bellissimo!!!

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A N GOL O L E T T U R A

Tanti buoni motivi per leggere... Oggi noi bambini amiamo di più stare al computer che leggere un buon libro. Per molti di noi la lettura è un poʼ un obbligo, spesso leggiamo perché ci viene chiesto. Tuttavia la lettura è una piacere, soprattutto quando hai lʼopportunità di leggere un libro, bello e divertente. “La schiappa” di Jerry Spinelli, della casa editrice Mondadori, è proprio un libro così. Eʼ un libro A.I.D. : cioè ATTUALE, INTELLIGENTE E DIVERTENTE. Per noi “incontrare” un buon libro è come incontrare un “grande amico”. Per questo ci sono ancora tanti buoni motivi per leggere e rinunciare un poʼ ai video-game, al computer o alla tv. Noi ti elenchiamo alcuni buoni motivi per leggere, fra questi forse troverai anche tu quello che ti farà essere ancora un lettore appassionato. • Leggere ci aiuta a viaggiare con la fantasia. • Leggere è come fare un viaggio, è come conoscere luoghi sconosciuti. • Leggere aiuta a pensare, leggere aiuta la mente. • Leggere è divertente, perché provi a vivere nuove emozioni. • Leggere aiuta a conoscere ancora lʼanimo degli uomini in ogni tempo. 12


A N GO L O CI NE M A

I like watching... TV !!! Sembra strano, ma anche a scuola è bello guardare la TV...! Il film proposto è “Immagina che” di Karey Kikpatrick, con lʼattore Eddie Murphy. Quando vedi un film a scuola è più interessante dellʼandare al cinema con i genitori o con altri amici. Vedere un film a scuola significa confrontarti con i compagni e scoprire che hai provato le stesse emozioni! Un film con le sue immagini aiuta a riflettere, colpisce di più. Lo spettatore sembra essere più attento alla storia se a raccontarla non sono solo le parole. “Immagina che” è un film che racconta una storia molto vera, vicina alla realtà, perché oggi ci sono molte mamme e molti papà separati che pensano al lavoro e hanno poco tempo per i loro bambini. Il film a noi ha lasciato un messaggio importante: siamo noi bambini che dobbiamo aiutare gli adulti a recuperare il mondo della fantasia, perché in fondo in ogni papà e in ogni mamma cʼè il bambino di tanti anni fa. 13


C’era una volta l’Italia a pezzettini... noi l’abbiamo festeggiato così

Un poʼ di tempo fa la nostra maestra ci ha spiegato il 150° compleanno dellʼunità dʼItalia. Lʼunità dʼItalia è collegata alla nostra storia, per questo la nostra maestra lʼha fatta diventare una favola... e questo è lʼinizio. Cʼera una volta... lʼItalia a pezzettini: ogni stato aveva un re, una legge e una lingua. Un giorno venne un signore di nome Giuseppe Mazzini che fondò una società segreta cioè la Carboneria perché Giuseppe Mazzini voleva unʼItalia unita libera ed indipendente, libera perché erano tutti attaccati dagli Austriaci. Assieme a Giuseppe Mazzini venne anche Cavour. Garibaldi con lo sbarco dei 1000 andò da Vittorio Emanuele II salutandolo come nuovo re dʼItalia. Noi lʼabbiamo festeggiato con dei cartelloni, i colori della nostra bandiera cioè verde, bianco e rosso significano verde la speranza e la macchia verde mediterranea, bianca la fede cattolica e rosso il sangue sparso dai grandi eroi che hanno sacrificato la vita per avere unʼItalia unita libera ed indipendente. Per questa festa ci siamo impegnati ma anche divertiti.

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C’era una volta l’Italia a pezzettini... noi l’abbiamo festeggiato così

Tanti giorni fa la mia maestra mi ha raccontato la storia dellʼunità dʼItalia e mi ha detto che prima lʼItalia era divisa in tanti stati governati anche da stranieri, molte persone però volevano lʼItalia unita. Questi patriotti si riunivano in società segrete e la più importante fu la Carboneria. Il primo che fondò la società segreta fu Mazzini. Lunghe e dure furono le lotte che questi, soprattutto giovani affrontarono e molti di questi persero la vita per il loro ideale. Da ricordare i fratelli Bandiera. Io ringrazio con tutto il cuore quelli che hanno combattuto per avere lʼItalia unita. Finalmente il 17 marzo del 1861 fu proclamata lʼunità dʼItalia e Vittorio Emanuele II divenne il re di tutti gli italiani. Oggi per i festeggiamenti dellʼunità dʼItalia molte sono state le manifestazioni cui hanno partecipato grandi e piccoli con entusiasmo.

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C’era una volta l’Italia a pezzettini... noi l’abbiamo festeggiato così

La nostra insegnante, il mese scorso, ha incominciato a raccontarci la storia dʼItalia: tutto iniziò anni fa, quando lʼItalia era a pezzettini. Le persone non volevano lʼItalia a pezzettini perché le città, avendo re e governi diversi, ognuno voleva conquistare lʼaltro. Il popolo per difendersi ha fondato delle società segrete una delle più importanti società segrete è stata fondata da Giuseppe Mazzini, un giovane ragazzo. Un altro personaggio importante è stato Garibaldi, che decise di fare la spedizione dei mille, fece fare tutto il giro dʼItalia e tornò in Italia e salutò Vittorio Emanuele II come re dʼItalia. La mia famiglia festeggia lʼunità dʼItalia cucinando dolci tricolori, poi mettiamo le bandiere fuori. Mangiamo tre tipi di pasto nello stesso piatto: pasta e spinaci, pasta bianca e pasta con il pomodoro. Così nel piatto si vedono i tre colori della nostra bandiera.

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Fratelli d'Italia, L'Italia s'è desta; Dell'elmo di Scipio S'è cinta la testa. Dov'è la Vittoria? Le porga la chioma; Ché schiava di Roma Iddio la creò. Stringiamci a coorte! Siam pronti alla morte; L'Italia chiamò. Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme; Di fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci a coorte! Siam pronti alla morte; L'Italia chiamò. Uniamoci, amiamoci; L'unione e l'amore Rivelano ai popoli Le vie del Signore. Giuriamo far libero Il suolo natio: Uniti, per Dio, Chi vincer ci può? 17


Stringiamci a coorte! Siam pronti alla morte; L'Italia chiamò. Dall'Alpe a Sicilia, Dovunque è Legnano; Ogn'uom di Ferruccio Ha il core e la mano; I bimbi d'Italia Si chiaman Balilla; Il suon d'ogni squilla I Vespri suonò. Stringiamci a coorte! Siam pronti alla morte; L'Italia chiamò. Son giunchi che piegano Le spade vendute; Già l'Aquila d'Austria Le penne ha perdute. Il sangue d'Italia E il sangue Polacco Bevé col Cosacco, Ma il cor le bruciò. Stringiamci a coorte! Siam pronti alla morte; L'Italia chiamò.

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GRAZIE MEDI@PLAY

Collaborazione:

Direttrice: Sr Mariella D’Ippolito Coordinatrice Scuola Primaria: Sr Carmelina Sauchelli Insegnanti: Stefania Avallone Patrizia Cicia Stefania Guerriero Antonella Pastore Testi e disegni: Tutti gli alunni delle classi 4° e 5°. Produzione: Bryan Ugaz Còrdova e Nancy Còrdova


La nostra voce