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schiacity

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magazine

COVER

AURORA CERVERA

POLITICS GIUSEPPE DE MITA

FASHION

DINA BALESTRIERI

LIFE

I MISTERI DI ZARO

PEOPLE PASQUALE RAICALDO

ART EMANUELA MIGLIACCIO

LIFE 2 LO SBALLO A ISCHIA anno 8 - N째33 luglio - agosto 2012 www.ischiacity.it

euro 4,50

di

mode

&

stili

di

vita


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S U M M A R Y

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CREDITS

COVER_Aurora Cervera AD_Riccardo Sepe Visconti PHOTO_Tommaso Monti HAIR_Cristian Sirabella MAKE UP_ Nancy Tortora DRESS_ La Caprese Più JEWELRY_ Gioielleria Bottiglieri

editorinchief creativedirector riccardosepevisconti executivedirector silviabuchner artdirectorstyle umbertoarcamone photoretouch romolotavani

33

editing sebastianoserpico giuseppeserpico editors luciaelenavuoso_life serenapacera_food marinamaddaloni_movida giorgiobalestriere_story luigifalco_event

58 12

PHOTO riccardosepevisconti T. 347 61 97 874 tommasomonti enzorando emanuelamigliaccio romolotavani fabioforaggio angelacacciutto

CONTRIBUTING

77 43

models dinabalestrieri auroracervera makeupartist nancytortora hairdresser cristiansirabella peppecirino

29

editore officinaischitana delleartigrafiche s.r.l. via A. De Luca, 52 80077 ischia - italy redazione@ischiacity.it www.ischiacity.it

POLITICS

EVENT

LIFE

06 Giuseppe De Mita

24 Benvenuti a Fantasy Island 38 Il Rotary fra la gente 40 Premio Ischia di giornalismo 72 Torri in festa, torri in luce

77 I misteri di Zaro 86 Lo sballo a Ischia

PEOPLE

FOOD

29 Pasquale Raicaldo 35 Luciano Bazzoli 81 Lo yoga di Alyona

58 Pasquale Palamaro 62 Quando non sai che pesci prendere

NATURE

MOVIDA

FASHION 12 Dina Balestrieri

STORY 21 Un pomeriggio d’estate del 1972

COVER 43 Aurora Cervera

TRADITION 74 La festa di San Vito

66 Tuffarsi nel buono 68 La via dell’allume

ART 90 Emanuela Migliaccio

104 Le notti del Blanco 106 Forio bynight

retefissa +39.081.5074161 retemobile 347.6197874 direttoreresponsabile riccardosepevisconti N°33, anno 2012 registrazione tribunale di napoli, n°5 del 5 febbraio 2005 stampa tipografia tipolito epomeo, via torrione, 40 forio


D I R E C T O R

Quindi, se ci troviamo in una fase di difficoltà,

i

non è assolutamente detto che l’unica reazione che abbiamo da opporre alla crisi sia quella di svendere il nostro prodotto nel disperato tentativo di rimanere a galla. La politica del low cost m’ha sempre trovato contrario: Ischiacity ne è un te abituate alla competizione”, vuol dire cercare

esempio. Noi non pubblichiamo un free press il

sempre una sintesi unitaria, attraverso un’instan-

cui successo è legato all’essere gratuito, la mia

cabile opera di mediazione. Personalmente sono

redazione realizza un bellissimo magazine che

convinto che l’essere riuscito a creare una forte

per la sua riconosciuta qualità può permettersi di

armonia tra tanti operatori e l’essere sul punto

avere un costo sostenuto ed al tempo stesso, pro-

di coinvolgere in questo programma i 6 Munici-

prio grazie all’essere un prodotto di eccellenza, è

pi (sempre che tutti mi confermino la volontà di

molto amato e di conseguenza registra un’ottima

aderire alla iniziativa), ci permetterà di presentarci

performance di vendita. Ecco, questo è lo spiri-

in modo serio e affidabile agli occhi di Giuseppe

to con il quale credo che Ischia debba rispondere

De Mita. In tal modo, poiché, naturalmente, non

alla crisi: recuperare qualità attraverso cui riposi-

basta essere uniti (che è già un gran successo!)

zionarsi sul mercato turistico grazie ad una mas-

ma è necessario avere anche delle buone idee -

siccia campagna di promozione. Questo progetto,

ed averle fissate con chiarezza! - presenteremo

naturalmente va realizzato con una larghissima

Ho sempre pensato che un’amicizia, per ritenersi

dei progetti, pronti ad investire noi per primi

condivisione dei tanti operatori turistici del luogo

tale, debba passare per una solenne litigata: solo

delle risorse economiche su di essi: questo vuol

ed in perfetta armonia con le Amministrazioni lo-

se si mette alla prova la reciproca capacità di su-

dire credere in ciò che si propone. Alla Regione,

cali. Quindi, nei prossimi mesi darò vita ad un’idea

perare incomprensioni in momenti difficili si può

invece, verrà chiesto di partecipare ai nostri inve-

che mi fu suggerita da Mario Rispoli: organizzare

dire di aver gettato le basi per un rapporto solido

stimenti con la formula del cofinanziamento. In

“Gli Stati Generali del Turismo ad Ischia”. Si con-

e collaudato; ma l’amicizia è anche vecchiaia, nel

tal modo assumeremo una veste di serietà poi-

vocherà una grandissima assemblea di centinaia e

senso che ci si può dire amico di un altro solo

ché, a differenza del passato, prima investiamo,

centinaia di addetti al settore chiamati a prendere

dopo anni ed anni di vita comune: tutto ciò che

poi chiediamo collaborazione ai nostri impegni.

decisioni INDISSOLUBILMENTE UNITARIE per ga-

non passa attraverso lo scorrere del tempo assu-

In tutto ciò, è stata estremamente utile la mia

rantire che il FUTURO DI ISCHIA SIA MIGLIORE

me necessariamente un valore diverso, è - come

passata esperienza di Assessore al Turismo di Ca-

DEL PRESENTE. Questo percorso lo realizzeremo

dire - un “sentimento di amicizia” ma non ancora

samicciola Terme, attraverso la quale ho potuto

insieme all’Assessore Regionale al Turismo, dimo-

“un’amicizia vera”. Con Giuseppe De Mita ho li-

vivere le insidie delle responsabilità dovute ad

strando, una volta per tutte, sui tavoli continentali

tigato ed anche con toni molto accesi, semplice-

una carica istituzionale ed ho potuto conoscere

che Ischia, se vuole, sa fare le cose perbene.

mente perché non l’avevo capito e forse neanche

da vicino i limiti, i lacci e i compromessi ai quali

Sono assolutamente certo che riuscirò, grazie

lui aveva capito me, ma l’esserci seduti (a dire la

(talvolta con peso eccessivo) un pubblico Ammi-

all’aiuto di tantissimi sostenitori entusiasti di que-

verità la felice intuizione è partita da lui) l’uno di

nistratore deve sottostare. Oggi, posso affermare

sta idea, a far convergere l’Isola intorno ad obiet-

fronte all’altro per chiarirci le idee, i sentimenti e

di avere una visione sufficientemente matura, che

tivi unitari di rilancio. Al punto in cui siamo se non

le prospettive ci ha sicuramente permesso di de-

non mi è data dal semplice fatto di avere appe-

ci riuscissimo, sarebbe la fine della nostra econo-

positare il primo mattone di una costruzione che

na compiuto il mezzo secolo, ma è soprattutto

mia. Ma i grandi progetti necessitano di impegni

vorrei decisamente sia solida e soprattutto avvia-

il risultato di una visione prospettica che tiene

titanici: solo attraverso uno sforzo eccezionale

ta ad essere, un giorno, vecchia. Devo, quindi,

conto sia del piano imprenditoriale che di quel-

si possono conseguire risultati straordinari. Ed è

scusarmi con Giuseppe De Mita prima, e poi con

lo amministrativo; a ciò aggiungo che l’essere il

questo ciò che, con i miei tantissimi amici, mi ap-

i lettori, per averli coinvolti nei miei dubbi e nelle

direttore di Ischiacity mi permette di conoscere

presto a fare: un lavoro di eccezione per ottenere

mie critiche con eccessiva impulsività. Dunque,

molto bene la realtà e gli uomini di quest’isola

risultato come fino ad oggi non siamo riusciti a

affidando il passato alle ortiche, vorrei concen-

e soprattutto il mio ruolo mi offre la possibilità

realizzare. Pertanto avremo successo solo a due

trarmi esclusivamente sugli impegni per il futuro,

di presentarmi in modo trasversale ma, al tempo

condizioni: da un lato se raggiungeremo una for-

dopo che proprio grazie a Giuseppe De Mita ed a

stesso, credibile in ogni ambiente. Tutti sanno che

tissima capacità di collaborare tra di noi, dall’al-

un folto gruppo di imprenditori isolani, ai quali si

non mi occupo di politica, o perlomeno non nel

tro se otterremo un altrettanto forte impegno

vanno ad aggiungere molte delle Amministrazio-

senso di frequentare questa o quella conventico-

dell’Ente Regione a sostenerci in questo nostro

ni locali, si è sancita la nascita del Coordinamento

la: ho amici un po’ dappertutto e con ciascuno

percorso di rilancio. Quindi, lasciamo le polemi-

Turistico di Ischia. Poiché mi toccherà dirigerlo,

di loro dialogo con la stessa passione e gli stessi

che alle ortiche e occupiamoci prima di fare pro-

lavorerò per dar vita a progetti e realtà che pos-

sentimenti. Per me esiste l’isola d’Ischia, un’isola

getti, e poi di dar loro vita: l’Isola ci ringrazierà.

sano promuovere l’immagine di Ischia e miglio-

dove 25 anni fa decisi di trasferirmi: l’isola, infatti

rare la qualità dei servizi che offriamo ai nostri

l’ho scelta, non l’ho ereditata, come dire, il mio è

ospiti. D’altra parte mi sono sempre occupato di

un legame simile all’essere sposo di questa realtà,

fare ciò ed è quindi naturale che prosegua in que-

non figlio. E questa “differenza” io la ritrovo (e la

sta direzione. Naturalmente, la nascita di questo

rimarco) in molte occasioni, perché per uno come

Coordinamento è stata un atto complesso ed è il

me è più semplice vivere la quotidianità di que-

risultato di molti, moltissimi confronti e mediazio-

sto luogo senza quella rassegnazione che spesso

ni, perché è esattamente di questo che si tratta:

è il frutto della consuetudine di chi vi è nato. Per

coordinare anime diverse e soprattutto, per usare

me tutto è da discutere, sempre e costantemen-

le parole dello stesso De Mita, “fisiologicamen-

te, poiché non esistono realtà immodificabili.

PERCHE’ IL FUTURO DI ISCHIA SIA MIGLIORE DEL PRESENTE

RICCARDO SEPE VISCONTI


P O L I T I C S

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GIUSEPPE DE MITA: COORDINIAMO ISCHIA ATTRAVERSO QUALITA’ E PROMOZIONE

8


E’ necessario concepire il turismo come sistema economico-produttivo

un nome diverso, resta l’idea di fondo su cui si basa il disegno di legge che probabilmente in settembre andrà in Consiglio Regionale: l’organizzazione della governance degli ambiti turistici è costruita sul rapporto pubblico-privato, affidando l’universo dei servizi dell’accoglienza a quest’ultimo (posto

Vi ringrazio per l’invito e voglio dire subito che la circostanza semivacanziera

che campi, invece, come i trasporti e la sanità sono piuttosto di pertinenza

non vorrei tradisse le attenzioni e le intenzioni nei confronti di questa realtà.

pubblica) che non va visto come elemento demoniaco del sistema. Per una

Avendomi Riccardo Sepe Visconti preannunciato che c’era l’idea di orga-

serie di ragioni, la gran parte delle risorse POR 2000-2006 è stata spesa

nizzare questo incontro, sono andato a riprendere gli appunti che ho steso

in eventi ed in interventi di ristrutturazione di infrastrutture turistiche tutte

durante la riunione che avemmo il 27 febbraio qui a Ischia. Quella riunione

pubbliche. L’ho visto in Irpinia, dove il dato è esponenziale, non avendo una

si tenne con le pubbliche Amministrazioni, non perché si volesse escludere il

realtà forte come quella di Ischia, e ci ritroviamo un patrimonio enorme di

privato, ma in quanto sembrava più naturale seguire quel tipo di approccio,

beni pubblici che però è stato ristrutturato senza guardare alla gestione e ai

avendolo fatto anche in altre realtà. Quindi, considero questa una prosecu-

suoi costi: insomma, ci si è mossi come chi compra una macchina e non si

zione di quell’iniziativa e non una circostanza episodica, è un modo per pro-

preoccupa di sapere se il carburante necessario a farla camminare è reperibi-

vare a riprendere un ragionamento. Allora, forse, pagammo lo scotto della

le nei dintorni. Infatti, se questi fattori divengono parte di un sistema e fanno

prossimità delle elezioni Amministrative: in generale, partendo dal pubblico,

scattare una scintilla, abbiamo grandissime potenzialità, altrimenti rischiamo

si paga lo scotto di un approccio storico, sedimentato nel settore del turi-

di aver disperso una quantità di fondi pubblici impressionante, la cifra cui mi

smo, che vuole che di questo ambito debbano occuparsi le istituzioni pub-

riferisco nello specifico, infatti, si approssima a quella spesa con la legge 219

bliche, mentre il privato è sentito come una sorta di accidente, magari anche

per il post terremoto (Ndr. L’on. De Mita allude al terremoto che nel 1980

un problema, per cui se lo si tiene da parte è anche meglio. D’altra parte, la

colpì in particolare l’Irpinia), ma quella ha determinato degli insediamenti

riunione di stasera può anche avere dei limiti, dei punti di censura, nel senso

umani e produttivi, ha consentito di vivere 30 anni.

che ci si può chiedere: “Ma perché si parte da qui?”. Tuttavia, all’interno di

In questo quadro, la nostra idea è di andare nelle realtà più vibratili, che

una più generale confusione che c’è nel nostro Paese sotto il profilo delle

mostrano interesse: sta prendendo una certa armoniosità l’iniziativa

rappresentanze, c’è in particolare un problema di soggettualità all’interno

che abbiamo organizzato nella costiera amalfitana, dove l’ambito

delle comunità nell’ambito del turismo, nel senso che è complesso capire

pubblico è meno litigioso ( i 13 Sindaci hanno capito che la logica di

chi siano i portatori di interessi vivi, reali. Secondo me, in questo quadro, la

aggregazione aiuta e si sono già riuniti in conferenza, scegliendo un

cosa più naturale è prendere atto di ciò che emerge e assecondarlo, per cui

presidente). Insieme a loro, abbiamo fatto una selezione degli interventi

la scelta di riprendere la discussione questa sera con uno sbilanciamento in

pubblici infrastrutturali considerati prioritari (in quel caso, le vie di accesso,

favore del mondo del privato, se da lontano può dare un’idea equivoca, in

da Positano e da Vietri). Fare una scelta fra gli interventi è indispensabile,

verità non è così.

per la scarsità di fondi disponibili e perché anche sulle risorse europee dove

Sono convinto che in alcune realtà della Regione si debba provare a speri-

pure riprenderemo le spese, ci sono molti vincoli, quindi abbiamo stabilito

mentare una modalità di organizzazione di specifici ambiti territoriali a voca-

di concentrarci su tre progetti, individuati come i più urgenti. Lo stesso sta

zione turistica, nei termini di “sistema economico-produttivo”. In Campania,

avvenendo nel Cilento, dove si è scommesso molto sulla qualità ambientale,

in particolare nel Sud, ma in genere in Italia, il turismo finora non è stato

in Irpinia e nel Sannio. A Ischia siamo partiti fra dicembre e febbraio scorsi,

concepito in termini di domanda/offerta, di rapporto fra investimento fatto

poi ci siamo fermati con grandissimo rammarico: c’è sicuramente la dispo-

e reddito ricavato, ma è stato sentito come “una grazia del Signore”. Stori-

nibilità a riprendere da quel punto, ma partendo da un metodo di lavoro,

camente, il turismo nasce in Campania e Svizzera, nel XVIII secolo, quando

che non sia il mero elenco degli interventi da finanziare da parte degli Enti

gli inglesi iniziarono a scegliere appunto le montagne svizzere in inverno, e la

pubblici. E’ propedeutico riuscire a darsi un obiettivo, e sono convinto

Campania per il turismo scientifico, facendo della nostra regione la meta pri-

che qui debba essere la qualità: promozione e qualità credo siano un

vilegiata del Grand Tour. E il fatto che i turisti abbiano, fino a un certo punto,

traguardo serio. La vacanza che sto trascorrendo a Ischia mi ha consentito

continuato a venire qui comunque, ha comportato che non nascesse l’esi-

di verificare che c’è il rischio che si inneschi una spirale depressiva seria, e a

genza di organizzare il turismo in termini di sistema. Da 10-15 anni a questa

questo proposito voglio raccontare un episodio brevissimo, ma significativo:

parte, però, la competizione con altre località, l’ingresso di un differenziale

sono andato a prendere un’amichetta di mia figlia in un albergo che si pre-

competitivo non secondario che è stato trascurato, cioè la qualità dei servizi;

sentava molto bene; sentendo, però, dalla madre quanto poco paga per il

ci hanno messo in crisi. Inoltre, i fattori produttivi su cui abbiamo costruito le

soggiorno, mi rendo conto che c’è un problema, che è necessario fare una

politiche di crescita nel ‘900 stanno venendo meno: mi riferisco alla fabbrica

selezione sulla qualità e provare ad alzare i prezzi.

tradizionale, per esempio, per cui è necessario assegnare ad altri settori que-

Come ho detto molte volte - anche per essere prudente - sui capitoli di spesa

sto valore produttivo: la scommessa è provare ad organizzare l’ambito turi-

regionale non disponiamo di molti fondi; li abbiamo, però, dall’Unione Euro-

stico in termini di sistema economico-produttivo, mettendo insieme pubbli-

pea e siamo in un momento potenzialmente favorevole perché il Governo ci

co e privato, a partire dagli elementi che ci offre la legislazione, benché siano

invita a riprogrammare le risorse comunitarie, anche in vista della program-

molto equivoci dal punto di vista del risultato storico, mi riferisco ai cosiddet-

mazione 2014-20. Fino ad oggi c’era un POR già scritto, come una sorta di

ti Sistemi Turistici Locali (STL). Ma, tolta l’allocuzione, attribuendogli magari

contratto che ci vincolava nella spesa dei fondi secondo quelle previsioni, ora


invece abbiamo maglie più larghe: il documento programmatico che coordina tutto ciò è il “Piano di Azione e Coesione” predisposto dal ministro Barca, che governa tutti i fondi. Anche il POIN verrà riscritto alla luce del Piano, che punta alla riscoperta dei fattori produttivi, diciamo così, opacizzati nel corso del ‘900, e dei servizi alla persona. Ho chiesto la delega al Turismo pur essendo assolutamente inesperto in questo ambito, proprio perché secondo me è un paradigma sia del ruolo che l’istituzione può avere, sia della nuova dimensione antropologica che si è andata determinando e che chiede che si dia grande attenzione ai servizi all’individuo. Nell’indiscutibile condizione di grande individualizzazione che la nostra società ha raggiunto, si possono indicare un elemento negativo ed uno positivo: se, infatti, essa ha spaccato la società per come l’abbiamo conosciuta nei primi 50 anni della storia Repubblicana (sono venute meno aggregazioni e corpi sociali), di positivo c’è che è cresciuta la persona umana, con un’esplosione di interesse per

la questa scommessa.

la condizione della soggettività, che va raccolta e curata. L’organizzazione

Si può partire - anche se è un rischio perché non possiamo dire “se na-

di questo aspetto incrocia una nuova dimensione dei diritti di cittadinanza

sce prima l’uovo o la gallina” - da un’attività promozionale, proponendo un

delle persone: per esempio, ho fatto il pendolare con Napoli durante

marchio, un’identità che punti tutto sulla qualità. Oggi, l’accoglienza non

questi giorni in cui la mia famiglia è in vacanza qui a Ischia, ebbene

può abbassare i prezzi sotto una certa soglia, piuttosto si deve dare

se mi avessero raccontato la condizione in cui si viaggia non ci avrei

il giusto prezzo ai servizi che si offrono, fissando il corretto valore

creduto! Parti, non parti, non sai se arrivi, decidono all’improvviso

per la qualità: accetto di pagare 18.00 euro per una corsa di aliscafo, però

di far saltare una corsa da un porto e devi trasferirti all’altro..! Il tra-

significa che la qualità del mezzo e i servizi offerti deve essere buoni. A

sporto impatta sul sistema economico-produttivo ed è un diritto di

questo proposito, un signore che fa la guardiania nell’ufficio dove lavoro mi

cittadinanza, che io sia assessore od operaio esigo di essere tenuto

ha detto che lui, sì, fa i sacrifici durante tutto l’anno, ma nei 10-15 giorni di

in considerazione per i servizi che mi devono essere garantiti. E ciò ha

vacanza al mare prende il lettino, vuole trovare il lido in ordine, non gli inte-

una ricaduta importante, tanto più in una località come Ischia, a vocazione

ressa pagare 20-30 euro in più, ma vuole essere trattato come una persona,

turistica. La cura al turista, diventa un’occasione per ragionare sui diritti di

indipendentemente dal lavoro che fa, a riprova del fatto che si guarda al

cittadinanza e sul nuovo ruolo che le Istituzioni si devono dare: più attente

giusto prezzo, non al prezzo basso.

all’erogazione di servizi, meno preoccupate per il ruolo di erogatori di spesa pubblica con finalità sostitutive del reddito. Questo, in realtà, è un compito che non esiste più già da 15 anni, ma abbiamo proseguito in automatico su quella strada, finendo per girare a vuoto.

Coordinarsi e stabilire delle priorità: per Ischia qualità e promozione

Progressivamente - stavolta partendo dal mondo dell’impresa, ma senza escludere il resto - si deve iniziare a definire tutto quello che è avvertito da ciascuno come importante e necessario, per poi gerarchizzarlo (perché in

Scegliete voi la modalità, ma vi invito, però, ad avere un minimo di coordi-

questo momento non si devono escludere i bisogni o tagliarli orizzontal-

namento, è importante, ci può essere una persona che delegate a discutere,

mente, ma vanno stabilite delle precedenze), e all’interno di questa logica

ma il coordinamento è essenziale: come Regione siamo stati costretti a inse-

gerarchica si fa selezione, in modo che si acquisisca anche consapevolezza

rire un paracadute nella norma, per cui il Sistema Turistico Locale è sì definito

degli interventi di spesa che si stabiliscono. Come ho già detto, credo che

dal privato e dal pubblico insieme che hanno un certo numero di mesi per

qui a Ischia il punto di attacco sia la qualità: stiamo per bandire la gara per

organizzarsi, ma in mancanza subentra un commissariamento regionale e

la privatizzazione della CAREMAR che diventerà anche la gara per l’affida-

non credo giovi a nessuno farsi mettere il cappello in testa, soprattutto ad

mento del servizio e dobbiamo inserire da subito alcune prescrizioni che nel

una realtà come questa. Coordinarsi aiuta tutti, anche la politica, perché il

periodo estivo divengano ordinario: credo che questo modo di ragionare sia

problema oggi sono le soggettualità frammentate: hanno difficoltà i par-

molto valido e l’atteggiamento della Regione non deve essere di chi conce-

titi, le associazioni, i sindacati. Certo, non possiamo imporre alla gente di

de qualcosa, perché se noi abbiamo scommesso sui Sistemi Turistici Locali,

recuperare soggettualità collettiva, obbligandola ad iscriversi ai partiti, ma

quindi sull’incontro fra pubblico e privato, voglio far di tutto per non perder-

si deve capire attraverso quali modalità si può ritrovare un’aggregazione di


solo all’edificio, ma realisticamente, poi, non è possibile tenerla aperta, perché ha i soffitti così alti che i costi per riscaldarla sono insostenibili, hanno provato a farvi di tutto, dal caffè letterario al pub, ma hanno sempre chiuso. L’obiettivo che dobbiamo porci oggi non è accumulare ricchezza, per tenere in vita quell’ipotesi di sviluppo lineare infinito che ci aveva drogato nel ‘900, ma la sostenibilità del reddito, che è anche sostenibilità ambientale e sociale, determinare una condizione di ricchezza che consenta di mantenersi. Di conseguenza, anche il turismo deve diventare un sistema economico–produttivo, che segua le logiche della fabbrica. Il modello di riscontro del conto economico è quello che ha introdotto Banca d’Italia nel 2010, quando ha provato a leggere i sistemi turistici italiani non attraverso i dati degli arrivi e delle presenze, ma con la logica della bilancia dei pagamenti, nel senso di “confrontare quanta ricchezza investe il sistema pubblico per il turismo soggetti, magari anche per interessi, per ambiti. Se riuscite a fare questo,

e quanta ne ricava attraverso gli ospiti che vengono in quel territorio”. In

state compiendo un enorme passo in avanti, diventa facilissimo aiutare una

questo modo, si è scoperto che in Basilicata sui fondi del POR 2000-2006 il

realtà che ha chiara la propria prospettiva e indica 2-3 punti su cui interveni-

rapporto è 500 a 1, cioè per ogni 500 euro pubblici spesi, l’introito è stato di

re prioritariamente, anche con finanziamenti, m questa precondizione è un

1 solo euro! Quello non è un sistema economico produttivo e in Basilicata si

acceleratore indispensabile.

devono dedicare ad altro: il rapporto fra spesa e ricavo deve essere sempre

Se si riescono a preparare gli Stati Generali del Turismo a Ischia,

quanto meno + 1: così in Piemonte c’è un rapporto di 1 a 2, in Lombardia

organizzando un’iniziativa credibile, forte, che sia preliminare agli

circa 1 a 12. Quella di Ischia è una realtà potenzialmente fortissima, se ac-

interventi successivi, agganciandosi - contemporaneamente - a una

quistasse consapevolezza di ciò che ha, è un posto straordinario, di una

serie di manifestazioni che dovrebbero tenersi nel periodo autunna-

bellezza inaudita, l’altro giorno c’era un cielo terso che sembrava di prendere

le ed invernale, penso si possa fare un primo approccio alla promo-

l’isola di Ventotene con le mani e oggi il turismo è molto basato sulla ricerca

zione e, contemporaneamente, stabilire un protocollo per la qualità

di un’esperienza da vivere: si deve riuscire a offrire, a vendere questo, ma

specifico. Proprio per questo ambito abbiamo molti fondi a disposizione,

da un punto di vista economico il sistema va pensato e costruito come la

al punto che non sappiamo che farcene; altro comparto su cui si potrebbe

fabbrica del 2000. Domenico De Masi (Ndr. Sociologo e protagonista del

lavorare subito è la formazione, su cui stiamo preparando una delibera di

rilancio straordinario del Ravello Festival), persona molto brillante, ha dato

intervento e quindi dovremo stabilire delle modalità di spesa e, per esempio,

questa definizione del sottosviluppo: “non è la mancanza di provvidenze

nel settore termale e del benessere, se riuscite a creare un protocollo dedica-

da fuori, ma l’incapacità ad utilizzare le risorse che si hanno”. Prendiamo

to a formazione e qualità sarà sicuramente un passo in avanti.

proprio l’esempio di Ravello: me la ricordo bene quando ero bambino, era

E’ nostro interesse ma anche una necessità fare del turismo e, quin-

come Nusco sul mare, ma lì sono riusciti a crearla l’offerta turistica. Sì, c’è la

di, di quest’isola uno dei pilastri produttivi della Regione Campania:

villa Rufolo, che in realtà prende la conformazione che conosciamo nell’800

è ben chiaro, infatti, che non si può più pensare di risollevare l’eco-

quando, sulla scia dell’interesse della cultura romantica per la natura, un

nomia immaginando di fondarla sul pubblico impiego. In provincia, di

inglese vi realizza i giardini che prima non esistevano, creando già allora un

Avellino, per esempio, che è il mio territorio, abbiamo vissuto su pubblico

prodotto turistico adatto ad attirare il pubblico dei suoi connazionali, ap-

impiego e industrializzazione forzata: adesso che la FIAT è andata via e il

punto. Nel corso del ‘900, poi, l’interesse per quella località si è sopito, per

pubblico impiego è finito, è necessario risvegliare fattori produttivi dormienti

riemergere per l’intuizione di qualcuno, in particolare quando De Masi ha

e questi sono da ricercarsi nell’identità e tipicità del luogo. E se è vero che su

creato la fondazione a Villa Rufolo, ed ha portato l’architetto Nyemeyer che

questo si è già intervenuto, spesso lo si è fatto in maniera embrionale: sono

ha realizzato l’auditorium, trasformando Ravello nella realtà turistica attuale,

molto severo, in special modo su quello che accade “a casa mia”, nel mio

con la più alta concentrazione di 5 stelle in rapporto al numero di alberghi.

territorio che ha una potenzialità enorme in termini di patrimonio alberghie-

Lì ho un amico che era ragioniere in una fabbrica, poi ha lasciato quel lavoro

ro come di monumenti - castelli e borghi - ristrutturati con interventi pubbli-

per fare il fioraio e organizzare matrimoni, lavora per 3 mesi e guadagna così

ci. Il problema è che essi non sono stati realizzati pensando alla successiva

bene che per il resto dell’anno va in giro per il mondo: Ravello è riuscita a

e necessaria gestione economica di questi beni. Per esempio, una splendida

diventare un sistema economico-produttivo, cioè una comunità che si regge

fornace, una delle ultime del Mezzogiorno, è stata ristrutturata guardando

sulle risorse che ha.


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F A S H I O N

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DINA BALESTRIERI

PHOTO_Emanuela Migliaccio


PHOTO_Tommaso Monti

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La Faida Boutique, Ischia - corso Vittoria Colonna 103, tel. 081. 983470 | L’Ape Regina Accessori, Ischia - corso Vittoria Colonna 89, tel. 081. 3334471


PHOTO&AD_Riccardo Sepe Visconti | MODEL_Dina Balestrieri | MAKE UP_ Nancy Tortora per Aglaia, Ischia | HAIR_ Peppe Cirino per Parrucchiere Ciro, Ischia | DRESS_La Faida Boutique, Ischia | FASHION ACCESSORIES_L’Ape Regina Accessori, Ischia JEWELRY_Bottiglieri Più Gioielli, piazzetta S. Girolamo, Ischia | SHOES_Judith, Ischia | ASSISTANT_Tommaso Monti, Emanuela Migliaccio LOCATION_Bagno Cristina, Lido d’Ischia, pizzeria Catarì al Majo e lungomare, Casamicciola Terme | SPECIAL THANKS_ Nunzio Bevitore, Mario Leonessa, Manuela Bottiglieri con Kyra, Caterina ed Antonella Rusciano

Abito dp:jeans; scarpe Grey Mer; orecchini ed anello Rubinia, bracciale Studio Morelli, girocollo con ciondolo Pomellato.


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Abito Adventures des Toiles, borsa e cappello L’Ape Regina Accessori; orecchini Studio Morelli, anelli Rubinia, bracciale Augusta de Carolis.


Abito Adventures des Toiles, borsa e cappello L’Ape Regina Accessori; scarpe Guess; anelli, bracciali ed orecchini, tutto Rubinia.

Abito dp:jeans, borsa L’Ape Regina Accessori; scarpe Guess; bracciale, collana ed orologio, Gucci.


PHOTO_Emanuela Migliaccio

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S T O R Y

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UN POMERIGGIO D’ESTATE DEL 1972 text_Giorgio Balestriere | photo_archivio Balestriere e Ischiacity

Il caso, si sa, può produrre degli eventi inattesi

nouveau” - oggetti che ornavano gli ambienti di

il vicino bosco rendevano il viale sempre più cupo;

oppure suggestionare l’immaginario; tanto è vero

rappresentanza e la camera da letto del regista.

improvvisamente, mi resi conto di trovarmi in un

che a mettermi sulle tracce di Luchino Visconti è

Quelle incantevoli immagini ben presto mi avvin-

posto dall’aspetto selvaggio, tenebroso e quasi

stata la fatalità. D’altra parte, ero divenuto un fan

sero, facendomi correre ad Ischia. Infatti mi ero

ostile. Quella volta veramente potei provare il bri-

assoluto del regista: non perdevo mai l’occasione

trasferito a Parigi nel 1967 e, sebbene avevo sen-

vido della solitudine.

di vedere e rivedere i suoi film.

tito dire che Visconti trascorreva il periodo estivo

Tuttavia, non fui avvinto da quell’attimo di smar-

All’inizio degli anni Settanta mi capitò di sfogliare

sull’isola, non sapevo che egli era divenuto pro-

rimento e dopo aver percorso il lungo viale ed

una rivista di arredamento, House & Garden, nel-

prietario della misteriosa Colombaia.

aver superato la casa dei custodi, l’antica cappella

la quale spiccava un servizio fotografico dedicato

Allora, un giorno d’estate del 1972, presi la deci-

privata e la neogotica villa Mezzatorre, giunsi alla

alla dimora di Luchino Visconti, La Colombaia.

sione di varcare il grande arco merlato, posto in

Colombaia, allora protetta da cani molto aggres-

Sfogliando quel reportage notai una foto molto

un romito angolo tra Lacco Ameno e Forio, che

sivi. Prudentemente mi spinsi fino alla recinzione,

intensa che ritraeva il regista su un terrazzo della

introduceva, lungo una solitaria carreggiata om-

dove fui subito notato dai cani e dai guardiani -

sua casa di Ischia mentre ammirava l’orizzonte,

brosa, nel bosco, al termine della quale si arrivava

una coppia di coniugi proveniente da Modena - i

nel momento in cui il sole volge al tramonto. Inol-

alla Colombaia. Proseguendo in mezzo ai cespu-

quali mi chiesero di spiegare il motivo della mia

tre, vi erano fotografati diversi splendidi angoli

gli e agli alberi, le alte fronde dei lecci chiudevano

presenza. Puntualizzai subito che ero rimasto af-

della villa e degli oggetti raffinati di gusto “art

a un certo punto la vista. Quest’ostacolo visivo e

fascinato dal servizio fotografico sulla villa e che


desideravo visitarla; inoltre precisai che vivevo a Parigi e mi sarei trattenuto a Ischia ancora pochi giorni. Purtroppo, in quel momento, Visconti era assente e quindi i due mi suggerirono di telefonare. Lo feci l’indomani: il custode mi riferì che il “conte” aveva accettato di ricevermi. Ero talmente spinto dalla smania di conoscere il regista e di rendermi conto delle meraviglie che custodiva quella dimora che, raggiunta la mia aspirazione, fui preso dalla perplessità. Finalmente, un pomeriggio mi avviai all’incontro con Visconti. Sull’altura del promontorio di Zaro la giornata era calda e invitante. Giunto alla villa fui ricevuto dalla moglie del guardiano, che mi disse: “Il conte è sulla terrazza antistante il suo appartamento privato e l’attende, poi mio marito l’accompagnerà all’interno della villa e nel parco”. Quindi, lei mi propose di servirmi dell’ascensore oppure di salire a piedi; scelsi la seconda opzione, pensavo che qualche parola scambiata con quella donna avrebbe mitigato il mio stato d’animo. Percorremmo insieme un breve viale sinuoso, adornato di grandi vasi in cotto, che conduceva

Eventi alla Colombaia

all’ingresso principale della dimora e ad alcune

La Colombaia è il palcoscenico ideale per dar vita ad eventi indimenticabili, valorizzando con i suoi scenari incantati ogni situazione che ospita, e nell’ottica, quanto mai giusta e attuale, di far sì che una realtà così importante possa sostenersi economicamente da sé, la Fondazione ha anche stabilito di affittare la Villa, l’anfiteatro all’aperto e il parco annesso per matrimoni, feste, presentazioni, ricevimenti, kermesse. Chi è interessato a conoscere le modalità e le condizioni può chiamare i numeri indicati, essendo certo che troverà interlocutori seri ed affidabili, pronti a guidare tutti alla scoperta di un luogo che ha un’anima che cattura.

tuiva il mormorio delle onde e il loro infrangersi

www.fondazionelacolombaia.it info. 081. 987115 - 348. 5127762 Bosco di Zaro - Forio

dagli alti lecci; quel terrazzo, oltre a confortevo-

terrazze; lì un’eco lontana, molto lontana, resticontro gli scogli. Quelle terrazze erano ancora dorate dal sole e apparivano come avvolte da una quiete malinconica, accentuata dalle sculture di animali - cani - la cui immobilità continuò ad accrescere il mio disagio. Oltrepassato un loggiato e una piccola rampa di scale, intravidi il regista che appariva come avviluppato da un’ombra verdognola, proiettata li poltrone, ospitava anche molte varietà di fiori che diffondevano intense esalazioni. Visconti era sdraiato accanto ad un rigoglioso cespuglio di gelsomini, collocato in un grande vaso. Egli si alzò e mi venne incontro dicendomi “Bienvenue cher jeune homme”; a quel punto lo ringraziai e mi scusai per l’intromissione. Il regista mi fece accomodare e mi offerse da bere, chiedendomi da quanto tempo vivevo a Parigi e per quale motivo mi trovavo in quella città; aggiunse che anche per lui, negli anni della sua giovinezza, era stato fondamentale viverci. Incuriosito dalla mia risposta: “Soprattutto per vivere, conoscere il mondo e per sottrarmi al servizio militare”, il regista mi chiese se tali aspettative fossero state appagate; gli risposi che se fossi rimasto a Ischia, probabilmente, non mi sarei sentito realizzato e non avrei provato una così grande disperazione - il dolore che avvertii quando appresi che Pierre, il ragazzo con il quale dividevo la casa a Parigi e che era nato il


25 mio stesso giorno, mese ed anno, si era suicidato

visamente divenne triste: il viso solcato di rughe,

diano per farmi accompagnare all’interno della

a 22 anni perché sopraffatto dal “mal de vivre”.

il profilo scavato, il mento rilevato, le labbra sot-

villa e nel parco.

Gli accennai pure dei disagi che avevo provato

tili e i capelli radi intensificavano il suo umbratile

Infine, lo salutai, dicendogli “Merci Maître, a

nei primi anni trascorsi in quella città, dovendo

aspetto. Mentre osservava i lineamenti del mio

bientôt” - purtroppo poco tempo dopo Visconti

frequentare l’università e guadagnare il denaro

volto, mi disse che gli avevo dato prova di una

ebbe seri problemi di salute.

per vivere.

forza interiore non comune e che mi avrebbe rivi-

L’atmosfera della Colombaia, contrariamente alle

Questo breve racconto non lasciò indifferente Vi-

sto molto volentieri - a Ischia come a Roma. Poi,

immagini apparse su quella rivista, era piuttosto

sconti. Allora fui colpito dal suo volto che improv-

accennando un flebile sorriso, egli chiamò il guar-

malinconica e “fané”: dalle volte delle scale, e in alcuni ambienti, pendevano lampade dalle forme bizzarre; nella sua camera da letto c’era un tavolo ricoperto da un vasto tappeto scuro, che formava un drappeggio sontuoso e sinistro, ed un paravento in tessere di vetri colorati, di un gusto liberty piuttosto demodè. Anche le lunette che sovrastavano le porte erano di vetri colorati, il loro riverbero infondeva all’interno della casa una strana luce rossastra. Come il dedalo dei passaggi di un castello medioevale, all’interno della dimora le scale succedevano ad altre scale che immettevano in saloni silenziosi, rischiarati da numerose finestre; colorati tendaggi leggeri, impalpabili come un vaporoso velo di nebbia, attenuavano l’indiscreta luminosità dei raggi solari. Le sale erano arredate con oggetti di epoche diverse: camini antichi, poltrone e divani Napoleone III, grandi consolles di gusto Impero - gelidamente decorate da sfingi dorate - su cui erano sistemate collezioni di argenti, bronzetti e ricercati vetri liberty francesi; mentre le pareti erano piene di quadri, parecchi dei quali raffiguravano vedute e scene di genere dell’Ottocento, e stampe antiche dai colori scuri. Tuttavia, la ricchezza degli apparati decorativi era fornita dai pavimenti impreziositi da riquadri di formelle in maiolica, ispirate a scene del mondo antico, a soggetti mitologici, a figure antropomorfe. In quegli ambienti regnava il silenzio poiché i soffitti a volta, di gusto neogotico, attutivano anche i rumori dei nostri passi. Uscii da quell’atmosfera ricercata e decadente per incamminarmi nel parco che si distendeva fino al mare; mi soffermai davanti ad un’ara, su cui era collocata una figura femminile dormiente, allegoria dell’implacabile dea dell’aldilà, immersa nel silenzio. Quel lussureggiante giardino sembrava come scolpito dalla pietra e racchiudeva un ricco patrimonio botanico: mimose, clematis, gelsomini, bouganvillee e cespugli di ortensie, di rose, ciuffi di gerani e di iris offrivano vistose fioriture. Prima di allontanarmi, rivolsi lo sguardo verso l’orizzonte: il sole era al tramonto e diffondeva sul mare scintillante la sua scia infiammata.


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E V E N T

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BENVENUTI PER IL DECIMO ANNO A “FANTASY ISLAND” text_Pascal Vicedomini photo_Tommaso Monti

Benvenuti a “Fantasy Island”, Ischia Global Fest.

spinta di attori, registi, musicisti, produttori, ad-

che, così come gli artisti, anche le istituzioni ed i

L’isola verde ed il suo festival più apprezzato al

detti ai lavori che fanno a gara per apportare il

privati che hanno modo di imbattersi anche per

mondo, una combinazione che continua a sor-

proprio contributo propositivo nel passare innan-

caso in una delle sue giornate, restano coinvolti al

prendere per la sua capacità di sedurre ogni ge-

zitutto la “buona parola” tra i colleghi.

punto tale da diventarne fan e sostenitori.

nere di ospite: dagli intellettuali... ai fanatici della

L’Ischia Global prende e mantiene impegni dal

Uno su tutti è Luigi Abete, presidente di BNL -

mondanità.

2003 con responsabilità. Ed è per questo motivo

Gruppo BNP PARIBAS e di Cinecittà Studios, no-

E proprio il saper coniugare l’interesse di ogni genere di partecipanti è il segreto che, in soli nove anni, ha reso il Global Film & Music Fest tra gli eventi più ambiti dell’estate cinematografica mondiale. Una manifestazione che cresce senza risentire in alcun modo della crisi, dei problemi che la circondano nel Mezzogiorno, delle perplessità di quanti non immaginavano tale successo, della concorrenza di eventi più o meno analoghi. Quando si dice che i fatti sono più efficaci delle chiacchiere: è proprio così. L’Ischia Global Fest, pur non godendo di grandi mezzi e pur conservando la sua matrice “indipendente” si rinnova annualmente, con prestigio, grazie alla partecipazione degli artisti che si confermano i veri pilastri della manifestazione. Rispetto a tanti eventi evanescenti e che si autocelebrano, l’Ischia Global Fest è un modello di serietà ed affidabilità. Il suo principale segreto è di riuscire ad essere costantemente alimentato dalla


toriamente schivo a frequentare festival e affini.

vicini per battaglie all’insegna dei contenuti e del-

Quattro anni fa Abete fu invitato a scoprire il Glo-

la qualità al fianco dei nuovi chairperson Paula

bal Fest e da allora è diventato tra i principali so-

Wagner e Rick Nicita, del presidente Trudie Sty-

stenitori del suo format, convinto che si può fare

ler e del paladino dei diritti umani Paul Haggis,

business culturale in generale, e cinematografico

in prima linea in America così come ovunque nel

e musicale in particolare, anche in riva al mare. E’

mondo, nel nome di Ischia.

qui che si riesce a socializzare off record con tanti “Players” dell’arte cinematografica e magari a fare mercato senza barriere di sorta (com’è stato per Lee Daniels che a Ischia ha conosciuto il produttore con cui ha realizzato “The Paperboy”, in concorso a Cannes 2012). E’ qui che si creano le basi per nuovi scenari artistici inimmaginabili sulla carta. E come lui, ad essere persuasi delle prerogative positive di Ischia, sono il top management di altre aziende convinte della capacità strategica di attrattore turistico che ricopre il Global Fest. Di tutto ciò bisogna essere grati innanzitutto alla famiglia Carriero, che ha creduto sin dal 2003 della bontà del progetto coinvolgendo il suo eccellente staff del Regina Isabella; poi alla Direzione Generale Cinema del Mibac che l’ha sostenuto dal primo momento, ed alla Camera di Commercio, determinata sull’importanza di allargare i confini locali dei progetti ad universi globali. Un ultimo saluto va agli amici del Board sempre


E V E N T

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LE STAR DEL GLOBAL FILM FEST AI DELFINI text_redazione Ischiacity

Anche quest’anno presso l’hotel Strand Delfini Terme che si apre sulla baia di Cartaromana, grazie all’organizzazione della famiglia Buono, l’Ischia Global Film & Music Festival è approdato in uno degli scenari più suggestivi che l’isola d’Ischia offre. I piatti della tradizione partenopea preparati dallo chef Antonio Porcaro, i tavoli elegantemente apparecchiati a bordo piscina per godersi l’aria fresca della sera e la spettacolare vista sul Castello Aragonese, insieme alle voci di Nina Zilli e Sal Da Vinci, hanno contribuito a rendere unico questo appuntamento. Ma l’atmosfera che hanno vissuto le star del jet set internazionale può essere ricreata in qualsiasi occasione, per feste e ricevimenti nuziali, con l’allestimento di cerimonie di scenografico effetto: nella tipica struttura a terrazze è possibile prevedere l’arrivo dei neo sposi via mare, l’aperitivo al primo livello e il rinfresco sulla terrazza allestita con fiori freschi, dove le luci della piscina creano romantici e suggestivi giochi. E le sorprese sono tante anche per gli ospiti dell’albergo: galà, cene a tema, serate di musica e dancing sotto le stelle e, nella notte di Ferragosto, un veglione con la presenza dei comici di Zelig Off e uno spettacolo pirotecnico della durata di 40 minuti. Per chi desiderasse, poi, assaggiare le prelibatezze di terra e di mare dello chef che per lungo tempo ha cucinato per Angelo Rizzoli, è possibile prenotare un tavolo anche se non si soggiorna nell’hotel, e restare incantati non solo dal fascino del luogo ma dalla maestria con la quale la famiglia Buono ha saputo valorizzarlo.

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P E O P L E

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PASQUALE RAICALDO interview_Riccardo Sepe Visconti

Con la scomparsa di Domenico Di Meglio, fondatore, anima e cuore del quotidiano locale, Il Golfo sembrava destinato ad un’inevitabile battuta di arresto. Non era affatto semplice riorganizzare la redazione e dare un senso di continuità, pur rinnovandolo, ad un foglio così incisivamente caratterizzato dallo spirito del precedente Direttore. Pasquale Raicaldo, invece, è riuscito con estremo garbo (è uno dei suoi tratti più marcati) e, nel contempo, solida pacatezza a ricondurre gli asperrimi dibattiti e le polemiche nell’alveo di un confronto anche serrato, ma strategicamente più costruttivo. E’ appunto di questo che si occupa Pasquale, trasformare il quotidiano da disordinata cassa di risonanza del popolo in palestra di pensiero che talvolta si dà anche un compito educativo. La voce di Raicaldo è una voce spesso scomoda che, forte di uno strumento autorevole quale Il Golfo è sicuramente, osserva con severità il lavoro degli Amministratori locali e, spesso, li redarguisce con l’intenzione di renderli migliori. Si può condividere o no il suo pensiero, ma certamente gli si deve attribuire un profondo spessore di onestà intellettuale e, soprattutto, la voglia di battersi in punta di penna per garantire che la voce di Ischia resti sempre vigorosa, indipendente e perfettamente radicata nel popolo dei suoi lettori.

Qual è il tuo percorso professionale?

necessario un lavoro certosino che durava giorni: oggi, per un articolo di

Ho frequentato la redazione del Golfo da quando avevo 13 anni, e per me

12mila battute spesso ho a disposizione solo un paio d’ore. Ma quella è stata

era una vera emozione: andavo in redazione con un amico, avvicinandomi

un’esperienza che mi ha fatto comprendere l’importanza dei dettagli e della

alle dinamiche di un piccolo giornale, che per me era un grande mondo

precisione, anche nel lavoro di giornalista. Poi, ho scelto di ritornare perché si

tutto da esplorare. Ho avuto un’esperienza anche con Teleischia, ma la frat-

era prospettata la possibilità di svolgere il praticantato per diventare giorna-

tura determinante nel mio percorso di formazione l’ha costituita la scelta di

lista professionista, lavorando per il giornale sportivo “Napolissimo”, espe-

andare a studiare lontano, a Torino. Allora, le distanze avevano un’incidenza

rienza grazie alla quale ho sostenuto l’esame di Stato. E così sono arrivato ad

maggiore rispetto ad oggi, che abbiamo gli aerei low cost e i treni ad alta

oggi: da un anno e mezzo sono coordinatore de Il Golfo.

velocità. Tornavo a casa, sull’isola, solo ogni due o tre mesi, segno che l’am-

Perché hai deciso di lasciare una grande città come Torino per tor-

bientamento nella città e nei suoi circuiti universitari era stato decisamente

nare a Ischia?

positivo. Sono rimasto a Torino, città che ho amato, fino a 25 anni, laurean-

Direi per una serie di situazioni concomitanti: da una parte il contratto a pro-

domi e lavorando per due anni, con un’esperienza anche a Milano.

getto era scaduto e non sarebbe stato rinnovato, dall’altra l’offerta di lavoro

Dopo la laurea hai lavorato come giornalista?

a “Napolissimo” che mi consentiva di effettuare il praticantato, lasciapassare

Non solo: ho avuto due esperienze che reputo fondamentali, come analista

possibile per una dimensione nazionale.

televisivo per il programma Rai “TV Talk” e con l’Enciclopedia Treccani, per

Sei rammaricato di essere rimasto qui dopo aver conseguito il titolo

la quale lavoravo all’aggiornamento delle voci biografiche. Allora, per scri-

di professionista?

vere poche battute dedicate ad un personaggio, magari anche minore, era

No, perché non considero mai le scelte come definitive. Ed è, questo, un


limite ed una risorsa, allo stesso tempo: un limite, in quanto mi allontana

tinuamente denunce del tipo: “non veniamo pagati da 3 mesi”, “la società

dai progetti a lungo termine; un vantaggio, in quanto riesco a essere molto

municipalizzata non paga gli stipendi”, “sono laureato e non trovo lavoro”.

concentrato sul presente, a calarmi bene nella situazione lavorativa del mo-

Le imprese non sanno investire nella formazione, o non vogliono farlo.

mento, affrontando i problemi per gradi.

Pensi che questa tendenza possa invertirsi in tempi ragionevolmente brevi?

Dall’osservatorio privilegiato costituito dal quotidiano locale, dam-

Sicuramente c’è una congiuntura negativa che investe tutta l’Italia: gli ami-

mi una valutazione dell’attuale crisi che vive Ischia.

ci con cui sono rimasto in contatto a Torino, Milano, Roma mi raccontano

E’ desolante. Ciò che emerge maggiormente è la scarsa fiducia nel futuro,

quotidianità difficili dal punto di vista lavorativo. Ma, se è vero che “toccato

i giovani ischitani non sognano e, quando lo fanno, sono costretti ad emi-

il fondo non si può che risalire”, per riuscirci si devono innescare meccanismi

grare. Il sistema chiede assuefazione e cloroformizzazione. Riceviamo con-

virtuosi di cui - ora come ora - non si intravede l’avvio. Chi ha, secondo te, la responsabilità di innescare questi meccanismi? La politica deve svolgere la sua parte, superando la forte cesura che c’è fra politica e cittadinanza. Una distanza che trova una conferma paradossale proprio nel risultato delle ultime Amministrative: infatti, successi plebiscitari come quello conseguito nel comune di Ischia lascerebbero supporre una certa soddisfazione per l’attività dell’Amministrazione che ha governato negli ultimi 5 anni ed è stata pienamente riconfermata. Invece, all’indomani delle elezioni le lamentele inviate al giornale sono quadruplicate e, almeno in parte, hanno una diretta connessione con gli ambiti di competenza della politica. Mi riferisco al low-cost nel settore del turismo e del commercio, alla mancanza di una pianificazione nella gestione delle zone strategiche del paese, come il Corso e le vie principali. Ugualmente ai Maronti, nel comune di Barano, dove pure il Sindaco uscente è stato riconfermato, dopo che lo scorso anno gli stabilimenti e ristoranti sono stati chiusi con grande clamore (N.d.r. La chiusura era dovuta ad irregolarità riscontrate nella gestione dello smaltimento delle acque reflue; dopo una serie di interventi le strutture furono autorizzate a riaprire), pochi giorni fa abbiamo verificato come nulla

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sia cambiato, l’acqua continua ad essere indecente e i turisti stavano sulla

una riprova di ciò, il fatto che l’imprenditore di riferimento del gior-

riva della spiaggia più grande dell’isola, indecisi se bagnarsi oppure no. Ecco,

nale, Antonio Pinto, candidato nella lista UDC alle ultime elezioni,

questo è un lusso che Ischia se vuole risalire la china non può concedersi

non se ne è avvantaggiato minimamente in termini di consensi elet-

più: esistono delle priorità e - sarò banale! - la depurazione è certamente

torali. E, peraltro, neppure il suo storico fondatore e direttore Dome-

una di queste. Stesso discorso vale per la qualità mediocre, per non dire

nico Di Meglio, quando si candidò ebbe buoni risultati. La lettura che

spesso insufficiente dei servizi di trasporto, sia terrestre che marittimo, per

do di questa realtà è che entrambi non hanno espresso una progetto

i quali negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’inesorabile perdita dei livelli

politico chiaro da comunicare attraverso il giornale che, finora, pro-

di efficienza che erano stati raggiunti. Un vero paradosso, se consideriamo

babilmente non è mai stato usato come strumento politico. Appare,

che avremmo un interlocutore isolano, Domenico De Siano, alla Regione, e

quindi, come un ibrido, non è né una macchina per fare soldi, né uno

con lui Giosi Ferrandino, alla Provincia. Ecco, ciononostante, non sappiamo

strumento per raccogliere consenso politico.

chiedere quel che sarebbe lecito pretendere, considerato l’apporto di Ischia

Sì, è un caso singolare: miei colleghi e docenti universitari con cui ho discus-

al Pil della Campania.

so del “fenomeno Golfo” si interrogavano su come un quotidiano possa

Siamo sicuri che la politica debba essere caricata di tutte queste re-

andare avanti in un’isola, e il problema principale loro lo individuavano nella

sponsabilità? L’impresa fa la sua parte?

produzione delle notizie. Il non legarsi a interessi, a logiche di finanziamento

Sicuramente, l’impresa a Ischia vive di divisioni anacronistiche e si mostra

partitico, a volti riconoscibili, credo che più che un limite del giornale, sia sta-

incapace di intraprendere azioni collettive. Spesso le scelte delle diverse ca-

to il suo punto di forza. Al punto che durante l’ultima campagna elettorale,

tegorie sono solo all’insegna del “mors tua vita mea”: ecco, vedo il Proble-

per quanto sia un diritto innegabile per un giornale avere un indirizzo edito-

ma - con la P maiuscola - nella incapacità quasi atavica degli imprenditori di

riale, una linea autonoma, ragionata e circostanziata, come i lettori sanno,

“fare sistema” e di individuare soluzioni, non ne parliamo poi di condividere

c’è stato anche chi ha detto: “Non è nella storia del Golfo avere una sua

delle linee di azione. E’ sufficiente che uno faccia una scelta perché, subito, 3

linea”. Ciò significa che la gente si aspetta che Il Golfo tenga una posizione

o 4 suoi colleghi ci chiamino, magari senza neanche uscire allo scoperto, ac-

terza, gli si riconosce un’autorevolezza che prescinde dalle situazioni. Né

cusandolo di essersi mosso solo per il proprio interesse personale. Quest’in-

credo che per Giosi Ferrandino aver avuto dalla sua una velina informativa

vidia latente e l’incapacità di mettersi attorno ad un tavolo - bloccati spesso

patinata di dubbia credibilità abbia, nel periodo elettorale, portato benefici

l’uno dalla personalità dell’altro, dalla sua storia, da chi potrebbe avere alle

alla causa. Il giornalismo deve portarti a riflettere e ad avere senso critico,

spalle - credo siano un fardello insostenibile contro la crescita del paese.

non fornirti soluzioni preconfezionate a uso e consumo di chi ne regge,

Questa litigiosità perenne ha per anni alimentato anche i contenuti de Il

eventualmente, le fila.

Golfo, che riflette bene gli orientamenti della società ischitana.

Qual è la tua posizione politica personale?

Veniamo, allora, al tuo anno e mezzo di coordinamento del quoti-

Ho come punto di riferimento l’insieme dei valori rappresentati dall’area del

diano locale: ha modificato il tuo sguardo sull’isola in cui sei nato?

centrosinistra: welfare, progressismo, integrazione degli stranieri, ecologie,

L’osservatorio costituito dal Golfo mi permette, direi anzi obbliga, a venire

energie rinnovabili, unioni di fatto, e se dovessi fare il nome di un politico,

in contatto con tutti gli attori sociali che si muovono nell’isola. Negli anni di

direi Nichi Vendola, anche se sto cercando di capire quanto possa essere

assenza dall’isola, invece, il mio sguardo su Ischia era diverso, volto ad una

spendibile.

idealizzazione. E quando tornavo, mi trasformavo in un Cicerone per mo-

Credo molto nel fatto che un giornale abbia anche un compito edu-

strarne gli angoli più belli ad amici e ospiti, senza penetrare nel cuore della

cativo e, quindi, delle responsabilità nei confronti dei lettori: sei

comunità ischitana.

d’accordo?

Se potessi muoverti in piena libertà, dove vorresti portare Il Golfo?

Certo, la storia dell’isola - così come quella della nazione - ci parla del valo-

Che funzione gli daresti?

re formativo dell’informazione: pensiamo solo al ruolo che ha avuto la TV

Il Golfo nasce 23 anni fa: il suo radicamento è figlio di un periodo storico

nel diffondere la lingua italiana! E sono altrettanto convinto che il giornale,

decisamente diverso dall’attuale, quando non esisteva Internet e la tendenza

come gli altri media, non debba essere uno specchio fedele della società,

voyeuristica poteva essere assecondata solo dalla stampa. Ebbene, i lettori

ma piuttosto rappresentare l’obiettivo cui si tende, incarnarne la parte mi-

che si sono legati al Golfo oltre vent’anni fa, oggi vanno verso un’età avanza-

gliore. E lo dico a prescindere dal Golfo che coordino: se gli ischitani sono

ta, e sta cambiando il target dei potenziali fruitori del giornale. Impensabile,

molto litigiosi, non significa che il loro quotidiano debba essere imperniato

dunque, che il giornale non si apra a nuovi strumenti, rendendosi appetibile

sui litigi, anzi deve mostrare come e perché sia controproducente vivere di

a una fetta di lettori che quegli strumenti usa moltissimo, una realtà forte

divisioni. Stimolare, analizzare e usare un linguaggio studiato, non eccessiva-

sul territorio come Il Golfo non può prescindere dalle novità tecnologiche (la

mente forbito ma neppure sciatto e superficiale, sono cose alle quali tengo

rete, Facebook, le App per smartphone) e dai suoi utilizzatori. Le tendenze

molto. Ma ciò che è essenziale è che il giornale non nasconda i fatti, non

mondiali parlano di un calo dei lettori del quotidiano tradizionale, mentre le

deve accadere mai: né perché costa fatica trovare le notizie, né per evitare

maggiori testate italiane hanno portali visitatissimi, né ciò incide in maniera

rogne, né per timore di querele, né perché - se fa emergere situazioni sentite

più di tanto negativa sui dati di vendita dei giornali cartacei. La sfida che va

scomode - non lo invitano più in certi salotti. Questo, per chi fa il giornalista,

raccolta quanto prima è di rendere Il Golfo vicino - sia nel linguaggio che

è intollerabile.

nell’impostazione - a chi predilige questi strumenti al giornale che si acquista

Ti consideri un combattente nel tuo lavoro?

in edicola per informarsi.

Ci sono tanti modi di combattere: Domenico Di Meglio era un combattente

Mi piace dividere i quotidiani in due grandi categorie: nella prima

con la corazza e lo scudo, armato non della penna intinta nel calamaio della

colloco i giornali che sono nati per rappresentare un gruppo politico,

borghesia ma con il coltello fra i denti. E’ però indispensabile non lasciar-

il loro scopo è dare voce e prestigio a una parte e se sono economica-

si imbavagliare, né addolcire: il potere logorerà anche chi non ce l’ha, ma

mente in perdita, è poco rilevante; alla seconda appartengono, inve-

troppo spesso obnubila chi gli sta intorno. E come diceva Benedetto Croce:

ce, i quotidiani che riescono ad avere una raccolta pubblicitaria forte

“ogni mattina il giornalista deve dare un dispiacere a qualcuno”. Farlo, però,

per cui sono delle vere e proprie aziende con un bilancio in positivo,

con gli strumenti e lo stile di vent’anni fa vorrebbe dire non comprendere

è il caso di testate come Il Corriere della Sera e La Repubblica. Ora,

che i tempi sono cambiati.

il quotidiano a Ischia non può basarsi certo sugli introiti pubblicitari

Ti stai riferendo al figlio di Domenico Di Meglio, Gaetano, che fa un

per motivare la propria esistenza, né - però - Il Golfo è riuscito a farsi

giornalismo molto aggressivo?

portavoce di un gruppo politico in maniera persuasiva. Ha costituito

Posto che non mi sembra, il suo, un giornalismo particolarmente aggressivo,


direi di no: mi riferisco sempre e solo al Golfo. Ci sono situazioni in cui il

sono avvicinato al giornalismo proprio per diventare un reporter, colui che

giornalismo può essere ‘di pancia’, in cui è necessario - senza girarci attorno

arriva in un luogo che non conosce e lo racconta. Con il quotidiano locale

- fare titoli come “Giù le mani dall’eliporto”. E quando c’è da vergognarsi,

faccio l’inverso, racconto una realtà che conosco bene.

titoleremo “Vergogna!”. Ma non è necessario usare parole come “merda”

Come possono Pasquale Raicaldo attraverso Il Golfo - e Il Golfo stes-

o scrivere “munnezza”.

so - avere una parte nella risoluzione dei problemi dell’isola d’Ischia?

Questo tuo essere meno sanguigno nell’approccio ai temi affrontati

Il nostro ruolo deve essere quello di alimentare il dibattito: negli ultimi mesi

dal giornale rispetto ad una tradizione molto impetuosa del Golfo,

abbiamo avuto l’impressione che parte della popolazione sia addormentata.

ti dà problemi? La gente si aspettava da te una impostazione alla

Ci si limita alla denuncia di un diritto negato, per esempio, ma nel processo

Domenico Di Meglio?

di rivendicazione di quel diritto - che sia sindacale, al benessere, alla salute,

Sicuramente, ci ho messo del tempo per far emergere la mia idea di Golfo e il

al lavoro, tutti non a caso costituzionalmente garantiti - c’è qualcosa che

mio stile nel coordinare il giornale: una persona più diretta avrebbe imposto

non funziona, le denunce sono quasi sempre anonime e anche chi viene

subito le sue scelte. Dopo i primi 6-7 mesi, però, i risultati nelle vendite e gli

mostrando la sua faccia ci chiede la riservatezza, per timore di ritorsioni. E’

attestati di stima che mi sono giunti, anche da persone che non considero

la sconfitta dell’associazionismo e dei sindacati, ma anche la sconfitta della

particolarmente amiche, mi hanno confermato che sono sulla strada giusta

politica tra la gente. Il giornale non deve limitarsi a dare voce a questi disagi,

e che, al di là delle etichette, molti sono attenti anche ai contenuti e alla

quando sono reali: vorrei che fosse soprattutto uno strumento che aiuti la

credibilità. E questo è incoraggiante per il futuro del giornalismo, in senso

popolazione a prendere consapevolezza di ciò che le spetta e aiuti le per-

generale.

sone che rivendicano i medesimi diritti a diventare comunità. Come Golfo,

Quanto ti ha cambiato - anche nella tua vita personale - essere il

cerchiamo di sostenere la ricerca di soluzioni condivise in ambiti strategici

coordinatore de Il Golfo?

come il turismo, i trasporti, la sanità e al di sopra di tutto c’è il lavoro, il nodo

Molto: è un’esperienza totalizzante, perché diventi un punto di riferimento

più arduo da sciogliere.

per la gente. E così succede che anche la sera tardi ti fermano, per esempio in un locale, per raccontarti dei loro problemi, e si aspettano disponibilità a recepire le loro istanze, in un flusso continuo. E’ un lavoro che diventa un modo di vivere, o lo abbracci completamente o non lo fai. Una delle rinunce più dolorose che ho fatto è alla possibilità di viaggiare, tanto più perché mi

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P E O P L E

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LUCIANO BAZZOLI interview_Riccardo Sepe Visconti

Nella pluridecennale esperienza di Luciano Bazzoli, vi sono incarichi da imprenditore, pubblico dirigente e amministratore politico. E’ stato più volte Assessore, presidente di Ischia Ambiente, società partecipata del comune di Ischia, vicepresidente di Federalberghi Nazionale Federalberghi e attualmente vicepresidente della sezione campana. La sua esperienza è così divenuta preziosa per gli equilibri della politica locale: diventa difficile prescindere dai suoi giudizi se si desidera operare bene nel settore del turismo ad Ischia. Recentemente Bazzoli è impegnato alla costruzione del Distretto Turistico Alberghiero, che è un ambizioso e strategico progetto che trasformerà il disordinato e, a tratti, fratturato sistema delle imprese locali in una realtà omogenea e votata al conseguimento di un diffuso benessere economico e, soprattutto, del rilancio dell’isola d’Ischia. Presto, infatti, centinaia e centinaia di aziende locali - anche molto dissimili fra loro - sia per fatturato che per obiettivi di impresa si collegheranno in un’unica grande rete, ricevendo notevoli vantaggi e apportando l’una all’altra maggiori benefici. Il Distretto Turistico Alberghiero è il futuro dell’isola d’Ischia e Luciano Bazzoli, oggi, è tra i maggiori custodi di questo futuro.

Ci incontriamo a poca distanza di tempo da

questi posti vanno venduti. In realtà, già alla fine

invece, ha scelto un posizionamento intermedio.

una riunione degli albergatori isolani molto

degli anni ’90 si pose il problema di un eccesso di

Negli ultimi anni, tuttavia, Ischia va in direzione di

affollata e partecipata, in cui era palpabile

licenze alberghiere, per quanto allora Ischia lavo-

una collocazione medio-bassa, come Forio, anzi si

la preoccupazione per il futuro del turismo

rasse ancora molto bene: quando, poi, sono ve-

fanno concorrenza fra di loro per chi è più aggres-

e delle loro aziende. Sicuramente, inoltre,

nute meno le convenzioni con le casse-malattie in

sivo su questo nuovo tipo di mercato.

la diffusione dello spot TV della DimHotels

Germania, che coprivano ai loro assistiti soggiorni

Nell’affermazione di Ischia come località tu-

passato su canali nazionali in giugno per

per le cure termali molto lunghi, il problema si è

ristica low-cost ha giocato un ruolo impor-

pubblicizzare soggiorni a Ischia ormai in alta

manifestato in tutta la sua ampiezza. Pensa che di

tante l’enorme sviluppo di internet.

stagione a 199 euro per una settimana, pen-

frequente gli ospiti si fermavano anche 2 settima-

Certo, la diffusione dei call-center prima e so-

sione completa, ha fatto prendere coscienza

ne, mentre oggi le presenze sono spesso limitate

prattutto di internet ha consentito di arrivare

a tutti che Ischia è davvero in svendita.

a 2 giorni e mezzo! E se anche ci sono soggior-

direttamente ai clienti, facendo a meno dell’in-

Ci ha preoccupato molto l’andamento del mese

ni settimanali, il loro valore in termini di costo è

termediazione costituita dall’agenzia di viaggio e

di maggio, non ricordiamo una stagione così fiac-

uguale a quello di 2 giorni e mezzo, e quindi dal

dal tour operator, e la percentuale di guadagno

ca da quarant’anni, e soprattutto ci preoccupa

punto di vista del fatturato la sostanza delle cose

dell’intermediario - intorno al 30% in media - cor-

quello che potrà essere l’andamento dell’intera

non cambia.

risponde appunto allo sconto praticato dalle cate-

stagione 2012. Certo, la concomitanza con lo

E’ arrivato il momento di dire chiaramente

ne. La svolta però, c’è stata quando questo che,

spot di cui hai detto è significativa, perché è la

che la responsabilità della svendita dell’iso-

per chiarezza, chiamo il “metodo Aurum” è stato

presa d’atto che ci sono alberghi orientati ad una

la va data ad alcune catene alberghiere che

adottato da un certo numero di gruppi alberghie-

strategia commerciale aggressiva nella politica dei

praticano una politica di forte ribasso dei

ri tutti operanti solo a Ischia: allora, infatti, esso

prezzi, ed è il segno concreto che la situazione

prezzi, in primo luogo la DimHotel?

è diventato caratterizzante del modo di fare turi-

è grave. Un operatore internazionale, specializza-

In verità, la prima catena che ha venduto sog-

smo nell’isola, si è andato identificando con la sua

to nella vendita di vacanze sui mercati del Nord

giorni a prezzi bassi a Ischia, a partire dagli anni

stessa immagine.

Europa attraverso i siti internet, mi ha raccontato

’90, è stata Aurum: ma la cosa aveva un risvolto

Pensi che l’attuale situazione con le sue ne-

che in questo momento la domanda per le loca-

meno negativo perché era una politica dei prezzi

faste conseguenze, in primo luogo l’impove-

lità del Golfo di Napoli vede al primo posto Capri

che veniva adottata in tutti gli alberghi del grup-

rimento dell’indotto commerciale, sia rever-

con il 30% delle prenotazioni, la penisola Sorren-

po, quindi non caratterizzava solo le strutture

sibile?

tina con il 20% mentre solo il 4% delle richieste

presenti a Ischia e ciò rendeva meno strutturale

Un’inversione di tendenza non si ottiene in tempi

riguarda Ischia. E se il calo delle performances

la ricaduta sull’immagine dell’isola. Insomma, la

brevi, tuttavia il prodotto-Ischia ha sempre enor-

dell’isola cui si è assistito in questi anni - e che

percezione esterna era che ad essere venduti a

mi potenzialità e apportando subito dei correttivi,

si è manifestato come riduzione dei fatturati più

poco erano i soggiorni presso gli Aurum Hotels

si può quantomeno iniziare ad invertire la rotta.

che di presenze - è sicuramente dovuto anche alla

di Ischia, non l’isola nel suo complesso, come sta

Una delle armi vincenti di Ischia è sempre stata

recessione internazionale, è altrettanto vero che

accadendo invece da alcuni anni! Inoltre, se guar-

la facile raggiungibilità: sapere di poter arrivare

qui abbiamo dei problemi in più rispetto ad altre

diamo alla storia degli alberghi ischitani, emerge

in un’isola con l’offerta di Ischia (sia in termini di

realtà turistiche. Lo sviluppo anomalo degli ultimi

con evidenza che, a parità di classificazione, fra i

risorse - mare, terme - che di strutture fra cui sce-

vent’anni ha fatto di Ischia la più imponente con-

diversi Comuni c’è sempre stata un’articolazione

gliere) in sole due ore e mezzo, grazie all’aeropor-

centrazione del sud Italia nel rapporto dimensioni

interna: infatti, le strutture di Forio si rivolgono

to internazionale di Capodichino, costituisce un

del territorio-numero di posti letto con 400 azien-

ad una fascia di pubblico media, quelle di Lac-

valore aggiunto notevole. Tanto più oggi che si

de alberghiere e 10mila addetti: una crescita ec-

co Ameno a un pubblico decisamente più alto,

tende a fare più vacanze ma brevi, i tempi ridotti

cessiva che oggi costituisce un handicap, perché

grazie alla presenza di più cinque stelle; Ischia,

di viaggio divengono strategici se ci confrontia-


mo con isole come le Eolie e l’Elba, per esempio,

due politici come De Siano e Ferrandino, peral-

consente di unire le aziende, di avere delle age-

che non hanno questo tipo di vantaggio. Tuttavia,

tro anch’essi albergatori, non basta: la categoria

volazioni e soprattutto di proporci alle Ammi-

non dobbiamo nasconderci che esiste, ed è serio,

deve stare al loro fianco, altrimenti s’indeboli-

nistrazioni come partners seri. Subiamo il forte

il problema del costo altissimo che si paga per

scono, è il sistema imprenditoriale che deve dare

ritardo della regione Campania, che ancora non

giungere sull’isola, tanto più che il prezzo medio

forza a chi amministra. Infatti, l’attuale sistema

ha approvato la nuova legge per il turismo: Ischia

dei soggiorni è, viceversa, basso.

elettorale fa sì che la squadra di governo riceva

e tutto il Mezzogiorno non possono permettersi

La netta affermazione politica alle ultime

molti condizionamenti, quindi è necessario che il

più di perdere tempo, quindi abbiamo deciso di

Amministrative di Giosi Ferrandino e Dome-

sistema economico chieda a gran voce le regole,

andare comunque avanti. Vogliamo lanciare un

nico De Siano, preceduta da una serie di suc-

altrimenti chi governa si limita a gestire l’ordina-

appello all’impresa per far sì che la sinergia non

cessi di entrambi sia nell’isola che negli Enti

rio. Gli Amministratori appena eletti hanno 5 anni

cresca solo fra le singole aziende, ma con tutto

superiori come Provincia e Regione, consen-

davanti a sé e potrebbero davvero impostare un

il territorio. Solo in questo modo, infatti, si potrà

tirà di realizzare un’asse forte sia all’interno

rilancio del sistema, non curandosi dei compro-

riuscire a ridisegnare l’offerta dell’isola d’Ischia

che sui tavoli di interlocuzione in continen-

messi contingenti.

che è invecchiata ed insufficiente, soprattutto se

te, per dare finalmente una voce politica au-

E’ chiara la sensazione che la categoria degli

vogliamo puntare su un target di turismo che ac-

torevole all’isola d’Ischia?

albergatori stia prendendo coscienza della

canto a quello dei fruitori del “termalismo puro”,

Io sono ottimista e spero che prevalga il buon-

gravità della situazione: la paura è molta...

comprenda anche altre fasce di pubblico. Ma per

senso, anche da parte dei loro - diciamo così -

E le casse sono vuote! In realtà, è circa un anno

reindirizzare le attività di intrattenimento ed i ser-

antagonisti. Dopo 40 anni il sistema-turismo di

che lavoriamo a un progetto di rilancio, l’idea è

vizi ci vuole programmazione e regole certe entro

Ischia è sull’orlo del baratro, per non dire che ci

partita dalle strutture di fascia medio-alta che

cui operare, non si può più muoversi ciascuno per

siamo già caduti dentro, gli alberghi e i porti turi-

sono molto preoccupate dalla deriva negativa.

proprio conto.

stici sono vuoti: è passato ormai del tempo dalle

Ci muoviamo su due binari: il sistema rete di im-

elezioni e il paese è in difficoltà, quindi, faccio un

presa e il distretto turistico. La rete d’impresa ci

appello ai due leader e a tutti quelli che operano insieme a loro. Penso, infatti, che questi Amministratori abbiano una responsabilità molto grande, perché la loro affermazione ha coinciso con un momento determinante per Ischia: nei prossimi 2-3 anni si scriverà il futuro della sua economia, in positivo o in negativo. Collocherei anche te fra le figure vicine ai politici cui mandi il tuo appello, vista l’attività amministrativa che ti ha visto protagonista a più riprese, ma tu sei anche un imprenditore alberghiero: non credi che l’impulso al cambiamento non possa darlo solo la politica, che anche l’impresa debba fare la sua parte? Sono assolutamente d’accordo. Se oggi non si attua una reale attività di indirizzo del turismo è anche perché il sistema d’impresa non è stato sufficientemente credibile e coeso. La presenza di


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E V E N T

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ANTONIO PINTO: IL ROTARY FRA LA GENTE text_Silvia Buchner | photo_Tommaso Monti

Se l’inventore del Golfo, il quotidiano dell’isola d’Ischia che - da oltre 20 anni

molto chiare sull’impegno che deve avere un Rotariano e sull’indirizzo che

- raccontandone la cronaca politica e non, è divenuto specchio e testimo-

vuole dare in quest’anno di dirigenza.

ne dell’evoluzione di questa articolata realtà, è stato Domenico Di Meglio,

Rotary International è un’istituzione radicata in tutto il Mondo (1 milione e

l’uomo che da sempre ha creduto in questa impresa, che l’ha sostenuta

200mila soci, 34mila clubs distribuiti in oltre 200 regioni geografiche) che

economicamente, che ha gestito il delicato momento di passaggio quando

promuove e finanzia grandi campagne umanitarie per contrastare problemi

“Il Direttore” è scomparso e in tanti hanno pensato che con lui sarebbe fini-

strutturali che impediscono lo sviluppo, dall’analfabetismo alla carenza di

ta anche la sua creatura, è Antonio Pinto. Che lo ha fatto rimanendo quasi

acqua potabile, e sconfiggere malattie che ancora mietono vittime in certi

sempre dietro le quinte, e da lì ha lavorato perché non venisse mai meno la

paesi (per esempio la poliomielite), ma che ha fra i suoi principi-guida pure

possibilità di fare informazione anche in un ambiente piccolo come quello di

quello di incidere sul territorio in cui i Rotariani vivono e operano. Il Rota-

Ischia. E se quando si è trovato ad essere assessore, Pinto ha sempre scelto

ry, infatti, nasce all’inizio del ‘900 a Chicago - una delle tante metropoli

ambiti impegnativi (i trasporti, l’edilizia privata, con lo spinoso problema dei

americane che attirava con il suo impetuoso sviluppo migliaia di persone

condoni), ai quali ha cercato di dare un’impronta fattiva molto forte, nel

provenienti dalla provincia - dall’esigenza di un gruppo di 4 amici, non a caso

momento in cui inizia la sua Presidenza del Rotary Club di Ischia, ha le idee

provenienti da paesi diversi, che professavano religioni diverse ed esercitava-


no mestieri differenti, di ritrovarsi insieme ad altri come loro, intorno a degli

le Istituzioni potrebbero fare proprie e mettere in atto. “Intendo, perciò,

ideali comuni. Quindi, il senso della comunità unito all’importanza della pro-

creare una commissione per ciascuno dei 4 studi da sviluppare, composte

pria identità sociale definita attraverso la professionalità, sono le fondamen-

appunto da altri Rotariani, perché siano di impulso e controllo di un lavoro

ta dell’essere Rotariano. I componenti dei clubs - quello dell’isola d’Ischia ne

di indagine approfondita, anche in collaborazione con l’Università. In primo

conta 29 - sono, perciò, scelti fra figure che eccellono nella loro comunità,

luogo, è necessario uno studio Economico-Finanziario: l’attuale momento

i migliori fra i professionisti e gli imprenditori, le persone di cultura e quelle

di crisi, infatti, impone una riflessione da parte di tutti, con lo scopo di in-

impegnate nel sociale, che nel momento in cui divengono Rotariani decido-

dividuare in quali settori si sono persi posti di lavoro, quali squilibri sociali

no di mettere una parte del loro denaro (attraverso le quote di iscrizione),

si stanno generando e quali possibilità di sviluppo credibili ci sono per le

del loro tempo e, soprattutto, delle loro capacità a servizio della comunità

nuove attività imprenditoriali. Altra sfera sensibile è sicuramente il Territorio,

mondiale come delle realtà locali, per migliorarle. Hanno come simbolo una

lo scopo dovrebbe essere quello di individuare possibili piani di recupero

ruota dentata, e nello spirito della ruota in cui ogni parte è uguale all’altra,

edilizio, che potrebbero essere in seguito adottati dai Comuni. Evidenziare

tutti i soci a turno rivestono il ruolo di Presidente. “Desidero imperniare il

le precarietà sociali dell’isola è la terza priorità, con l’obiettivo di alleggeri-

mio anno da Presidente del Rotary Club dell’isola d’Ischia su alcuni passaggi

re il disagio di certe categorie di cittadini. Tengo molto, infine, al progetto

fondamentali: mettendo da parte certi eccessi di astrazione, intendo pun-

dedicato alla Cultura, in quanto sono convinto che a Ischia esistano i margi-

tare sulle eccellenze che sono nel Rotary, fra le migliori espresse dall’isola,

ni perché espressioni e attività culturali e artistiche, finora slegate fra loro,

coinvolgendo i miei amici soci per dare concretezza alla mia idea, vale a dire

possano divenire un sistema, accrescendo così il valore del territorio isolano

realizzare una ‘fotografia’ quanto più fedele è possibile della realtà socio-

e generando anche occupazione”. I risultati delle indagini, che potrebbero

economica dell’isola d’Ischia, così com’è oggi, nel 2012. L’altro obiettivo che

anche costituire oggetto di una pubblicazione, saranno un punto fermo a

mi sta particolarmente a cuore è riuscire a portare il Rotary fra la gente,

disposizione di chi ha grandi responsabilità sul futuro dell’isola, dai politici

vorrei che facesse opinione, che la società ischitana conoscesse le nostre at-

agli imprenditori.

tività, che sono numerose. Al club appartengono persone di differenti con-

Operare accanto a chi governa e affronta i problemi del territorio, fare for-

vinzioni politiche, siamo infatti apartitici e questo è un punto di forza che ci

mazione, orientamento, cultura, portare il Rotary fra la gente: è così che

consente di collocarci accanto - mai al di sopra o in contrapposizione - alle

Antonio Pinto intende interpretare la sua Presidenza. Sono intenti ambiziosi,

Istituzioni. Il contributo che possiamo dare è fatto di idee forti, progetti,

ma è giusto che sia così, perché incarnano appieno lo spirito di quanti han-

ma anche di documentazione accurata su specifici aspetti della nostra re-

no fatto la grandezza del Rotary: persone che credono si debba guardare

altà che mi piacerebbe fossero messi a disposizione di quanti agiscono sul

in prospettiva, che hanno capito che questo è l’unico modo per riuscire a

territorio, a diverso titolo. Sono convinto, infatti, che il Rotary debba aprirsi

incidere sulle realtà, quelle lontane, ma a maggior ragione quelle con cui ci

alle Istituzioni, mi riferisco alle Amministrazioni, naturalmente, ma anche a

si confronta ogni giorno.

entità importanti come la Chiesa e le Associazioni, e deve comunicare con chiarezza la disponibilità a contribuire al miglioramento della vita del paese”. E’ sicuramente un’esigenza sempre più avvertita quella di tracciare un quadro serio e attendibile del sistema economico e sociale dell’isola, cresciuto finora in maniera disordinata e senza una programmazione e Antonio Pinto ha individuato 4 campi sui quali considera indispensabile indagare, partendo dalle criticità che stanno prendendo corpo negli ultimi anni, e con lo scopo di iniziare a pensare delle risposte, per dare vita a proposte nuove, che

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E V E N T

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PREMIO ISCHIA DI GIORNALISMO 2012 text_Luigi Falco | photo_Emanuela Migliaccio, Angela Cacciutto

Giornalismo, dibattiti, mondanità e un parterre

La cerimonia di consegna dei Premi è stata infra-

Latella - per il successo ottenuto con la sua tra-

d’eccezione: è questo da sempre il Premio Ischia

mezzata dalle esibizioni musicali di Chiara Civel-

smissione ‘’L’intervista’’ in onda su Sky - mentre

di giornalismo, giunto alla 33° edizione che fa ap-

lo, Mariella Nava, i Moderni, Antonella Lo Coco

il riconoscimento per la carta stampata è stato

prodare sull’isola verde i grandi dell’informazione.

e Piero Mazzocchetti; quest’ultimo ha aperto e

assegnato a Massimo Franco, autore di puntuali

La cerimonia di consegna dei premi è andata in

chiuso la serata con due brani classici della can-

commenti politici dalle colonne del Corriere della

scena il 30 giugno nell’incantevole scenario del

zone napoletana. Ma chi sono stati per il 2012 i

Sera.

piazzale del Soccorso presentata da Tiberio Tim-

vincitori del Premio Ischia di Giornalismo? Il Pre-

Un riconoscimento, come di consueto, è stato

peri e Ingrid Muccitelli, trasmessa da Rai Uno il 4

mio Internazionale è andato a Martin Wolf, edi-

concesso dalla giuria anche a chi ha fatto del gior-

luglio.

torialista del Financial Times, docente alla Oxford

nalismo una passione di vita: il Premio Ischia alla

Il Premio Ischia non è solo cultura e giornalismo,

University, probabilmente il più autorevole gior-

carriera e’ stato assegnato a Paolo Graldi, già di-

ma anche eleganza e alta moda con le splendi-

nalista economico europeo, autore delle analisi

rettore de ‘’Il Mattino’’ e de ‘’Il Messaggero’’. Due

de modelle che hanno accompagnato premiati

più influenti sull’attuale situazione economica e

premi speciali sono stati attribuiti a Vera Monta-

e premiatori sul palco e che hanno indossato le

finanziaria mondiale. Il Premio Ischia per l’in-

nari direttrice del settimanale Grazia ed a Pieran-

raffinate creazioni della maison Impero Couture.

formazione televisiva è andato, invece, a Maria

gelo Maurizio invitato del TG5, mentre il Premio


per l’Informazione sportiva è andato a Donatella

altissimo profilo sul giornalismo e l’economia.

approfondimenti culturali è stata dedicata, infine,

Scarnati, inviata di Rai Sport.

Sul tema “L’informazione al tempo dei social

allo scenario europeo della crisi all’indomani del

Anche quest’anno un’intera sezione è stata dedi-

network” moderato dal vicedirettore del Tg1

vertice Ue di Bruxelles con il dibattito “Econo-

cata ai giovani, attraverso l’assegnazione di una

Genny Sangiuliano, Maria Latella di Sky TG24,

mia: la crisi dell’Europa”, trasmesso in diretta da

borsa di studio, sponsorizzata dalla Coca Cola

Patrizia Rutigliano di Ferpi, Valentino Parlato de

Skytg24, che ha animato il terzo workshop del

HBC Italia ed intitolata alla memoria di Maria

Il Manifesto e Alessandro Magnoni di Coca Cola

premio Ischia di Giornalismo e al quale hanno

Grazia Di Donna, giornalista prematuramente

Hbc Italia hanno discusso dell’impatto dei social

preso parte anche l’onorevole Enrico Letta pre-

scomparsa; ad aggiudicarsela Livianna Bubbico

media sull’informazione. Il secondo workshop è

sidente del think-net Vedrò, l’onorevole Adolfo

allieva dell’Università Suor Orsola Benincasa di

stato incentrato su “Grandi eventi come attrat-

Urso della fondazione Fare Futuro, Gianluca Co-

Napoli. Nell’ambito dell’informazione scientifica il

tore economico” con i contributi di Giovanni Ma-

min direttore delle relazioni esterne di Enel e il di-

Premio Ischia è stato assegnato a Federico Finoc-

lagò presidente del gruppo Sa.Mo.Car, Maurizio

rettore dell’Ansa Luigi Contu, moderato da Sarah

chi (inviato dell’Adn Kronos) per le inchieste sul

Maddaloni presidente Camera di Commercio di

Varetto direttore di Skytg24.

sistema sanitario cubano. Ampio spazio anche al

Napoli e Roberto Arditti, capo della comunica-

mondo dei blog grazie a Blog.Notes, il concorso

zione dell’Expo Milano 2015. La chiusura degli

per blogger under 35 organizzato con il quotidiano Il Manifesto, il think-net veDrò e la società di comunicazione Contesto: alla sua prima edizione, nasce dalla volontà di mettere insieme due sguardi diversi sul mondo e due strumenti di comunicazione apparentemente inconciliabili, come la carta stampata ed il web. Prima classificata tra i blogger, la romana Flavia Gasperetti con un post intitolato “Veduta di stradetta”. Il Premio 2012 ha vissuto momenti intensi di informazione e dibattiti, con workshop e panel di

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C O V E R

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Bikini I love Pop, collana e orecchini, tutto Ziio.

AURORA CERVERA


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Abito in tulle e strass Celyn B., orecchini e anello Rogama; per le ragazze abiti Celyn B. e Imperial, bracciali e anelli Blu Gioielli e Fabira, orecchini Rogama Bijoux.


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PHOTO&AD_Riccardo Sepe Visconti | MODEL_Aurora Cervera | GIRLS_ Arianna Tufanisco, Angela Migliaccio, Marianna Oleksyuk MAKE UP_ Nancy Tortora per Aglaia, Ischia | HAIR_ Cristian Sirabella per Le donne di Picasso, Ischia DRESS_La Caprese Pi첫, Ischia | JEWELRY_Bottiglieri Gioielli, Ischia | SHOES_Judith, Ischia ASSISTANT_Tommaso Monti, Emanuela Migliaccio | DRESS COORDINATION_Luca Renzullo, Roberta Pesce LOCATION_ Discoteca Valentino Old, Ischia; bar Monti al Majo, Parco Termale Castiglione, Casamicciola Terme; Friends Club Alchemie, Ischia. SPECIAL THANKS_ Elsi e Giuseppina Monti; Gabriele De Nicola, Nicola Fiorentino, Luca Di Noto Morgera, Francesco Barbieri; Aldo Sansone e Nico De Pinto.

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Abito in tulle e raso Celyn B.; orecchini M. Cristina Sterling, anello Spadarella, orologio Michael Kors.


Abito con paillettes Celyn B., scarpe Albano; orecchini Spadarella, girocollo Mediterraneo, orologio Michael Kors.


Bikini e shorts Fix Design, collane, orecchini e bracciali, tutto Exoal, orologio-telefono Burg.

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W E L L N E S S

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‘O VAGNITIELLO text_redazione Ischiacity | photo_Romolo Tavani

Il fragore delle onde che si infrangono delicate sugli scogli, una leggera brez-

toast, zingare e bruschette al pomodoro presso il bar-pub. E’ a disposizione

za che accarezza la pelle e il sole che poco a poco cala nel mare cristallino e

degli ospiti anche un angolo beauty dove effettuare trattamenti antiaging e

benefico dell’incantevole baia Bagnitiello. Un luogo esclusivo in cui la natura

purificanti al viso, cure estetiche corpo anti-smagliature, modellanti e dima-

ha voluto essere generosa: un boschetto e la macchia mediterranea, colo-

granti e massaggi tonificanti, defaticanti, drenanti ed anticellulite.

rata e rigogliosa, che si tuffa a strapiombo nel litorale casamicciolese e una

Ma le sorprese al Vagnitiello sono tante e tutte da scoprire: su prenotazione

sorgente naturale di acqua calda mineralizzata conosciuta già nel ‘600 per

è possibile organizzare una serata romantica a due, dall’aperitivo - anche

le sue proprietà terapeutiche. Un’oasi che rinfranca spirito e corpo le cui ca-

dell’ottimo champagne - da sorseggiare in vasca termale, proseguendo con

ratteristiche e la storia, descritte e decantate dal medico calabrese Giulio Ja-

la cena, a scelta tra quella a base di piatti tipici o gourmet, per finire col

solino, affondano le loro origini nel mito di Acmeno. Il giovane, figlio di una

bagno in mare a mezzanotte. E da quest’estate Luisa e Luciano organizzano

ninfa, abitava sull’isola d’Ischia. Un giorno, cascò in mare chiedendo, invano,

anche addii al celibato e nubilato, feste di laurea e compleanni per bambini

di essere aiutato. Si affidò quindi alla preghiera: fu allora che Giove ascoltò

ed aperitivi in collaborazione con le principali discoteche isolane. Da sempre,

la sua disperata richiesta e lo trasformò in sorgente. Le membra del fanciullo

invece, è possibile allestire il pranzo del proprio matrimonio che risulterà

si sciolsero, come le braccia e i nervi, che si tramutarono in acque correnti: e

elegante ed esclusivo, avendo a disposizione anche l’Ape Calessino, rivisi-

proprio perché la fonte è viva l’acqua è calda e ricca di principi attivi.

tazione della tradizionale motoretta anni ’60, che solitamente accompagna

Ed è qui, tra leggenda ed ambiente incontaminato, che sorge ‘O Vagnitiel-

gli ospiti del parco, per un’entrée alla cerimonia davvero originale. E molto

lo, piccolo parco idrotermale alle porte di Casamicciola, gestito da Luisa,

altro ancora riserva ‘O Vagnitiello: sensazioni, profumi e sapori che non si

Luciano e Roberta Schiano e dalla loro famiglia da ben tre generazioni. Una

possono descrivere ma devono solo essere vissuti.

scoperta per i cinque sensi, se si desidera fermare il tempo per qualche ora:

 

ben quattro terrazze-giardino a diversi livelli arredate con lettini, ombrelloni in paglia, sdraio e bellissime ceramiche dove potersi rilassare, lontano dal caos e dai rumori del traffico, tuffandosi di tanto in tanto in mare o in una delle cinque piscine ionizzate con cromoterapia ed acqua minerale calda. ‘O Vagnitiello è anche un piccolo albergo per pochi selezionati ospiti, composto da otto stanze, ciascuna dotata di tantissimi comfort, dal bagno privato alla tv satellitare, cassaforte, frigo bar e aria condizionata, nonché l’accesso gratuito a tutte le meraviglie proposte dai gestori della struttura. Che vanno dalla sauna naturale alla discesa diretta in acqua a qualsiasi ora del giorno e della notte, per non parlare del totale relax che si raggiunge distendendosi sui materassini nella Baia e della possibilità di catturare sogliole, spigole, polpi e patelle per poi farseli cucinare dall’esperto chef Vincenzo D’Abundo, coadiuvato dai secondi Luca Di Paola ed Eduardo Barano. Tra i fiori all’occhiello del Vagnitiello, infatti, spicca la cucina, sia quella tradizionale, che propone il pescato del giorno, i saporiti paccheri zucchine e cozze, nonché le linguine all’astice, che è possibile gustare nel ristorante, sia quella veloce, con panini,


F O O D

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PASQUALE PALAMARO: FRA CREATIVITA’ E TRADIZIONE text_Silvia Buchner | photo_Enzo Rando e Vittorio Sciosia

Dalla passione per la cucina gourmet della fami-

il legame con la sua terra e, insieme, la grande

la cucina. Così “La Parmigiana di Coniglio”: è un

glia Carriero, proprietaria della struttura, e dello

curiosità con cui si avvicina a tutto ciò che è cibo.

piatto che faceva già mia nonna - racconta - nel

chef Pasquale Palamaro è nato Indaco, ristoran-

“Mi piace capire chi sceglie di mangiare all’Inda-

quale la classica parmigiana di melanzane veniva

te dall’atmosfera raccolta e sofisticata, ospitato

co che sensazioni si aspetta di provare”, spiega e

condita con il sugo ricavato dalla cottura del co-

nel complesso dell’Albergo della Regina Isabel-

quindi offre ai suoi ospiti la scelta tra il menù di

niglio all’ischitana, un intingolo dal sapore unico,

la, lo storico cinque stelle che da Lacco Ameno

tradizione e quello creativo. In omaggio alla sto-

definito da tanti elementi, dalla carne alle spezie

è divenuto simbolo di eleganza e raffinatezza

ria del Regina Isabella, ha dato spazio ai grandi

utilizzate, alla cottura nella pentola di creta. Tutti

nell’accoglienza. Pochi tavoli rotondi con belle

piatti simbolo della cucina campana, che però

elementi che vivono nel piatto di Palamaro, che

poltroncine e un’apparecchiatura ricercata nella

interpreta nel solco di una filosofia del mangiare

accompagna la sua parmigiana con una braciola

sua essenzialità, giocata su un indefinibile punto

che vuole distinguere i sapori e ricerca l’eccellen-

di coniglio, appunto.

di viola, l’indaco appunto; e volendo si possono

za negli ingredienti. Le verdure non devono mai

A metà tra tradizione e creatività “Il Pescato del

scegliere anche i tavoli all’aperto, che affacciano

passare per il frigorifero che toglie loro profumi e

giorno in cottura sotto sabbia ed acqua termale,

sul suggestivo paesaggio notturno punteggiato

per questa ragione è stato creato un orto (in un

e zucchine con il loro fiore”. Lo chef spiega che

da innumerevoli luci. Essere sull’estremità più set-

terreno vicinissimo all’albergo e che è visitabile) in

quando la madre lo conduceva con i tre fratelli a

tentrionale dell’isola regala atmosfere e tramonti

cui si coltivano tutti i vegetali di stagione che ven-

fare il bagno ai Maronti, la strada era lunga e lei

incantevoli, intorno solo rocce, macchia mediter-

gono poi gustati all’Indaco. E se anche “il menù

preferiva portare gli ingredienti crudi - pollo, pa-

ranea e mare: e anche in agosto si dimentica di

‘creazione’ consente di capire la mano dello chef,

tate, uova, condimenti, spezie - sapendo di avere

essere a pochi passi dal centro del paese.

la sua idea di gourmet, mentre nella tradizione si

a disposizione un “forno naturale” nella sabbia,

Dopo diversi stage presso grandi cuochi - nel suo

legge soprattutto il territorio”, tuttavia i confini

resa caldissima dal vapore bollente delle fumarole

carnet Antonio Cannavacciuolo, Anthony Ge-

non sono rigidi, le contaminazioni sono numero-

che fuoriuscivano sulla spiaggia. “Mentre noi fa-

novese, Paolo Teverini, Elvio Milleri - da tre anni

se e costituiscono lo stile di questo cuoco che si

cevamo il bagno, lei preparava una sorta di pollo

Palamaro è a capo dell’Indaco. Proprio la natura

muove con grande agio fra ciò che si porta nel

al cartoccio: dopo averlo condito lo avvolgeva in

dell’isola, i sapori appresi mangiando i piatti della

sangue e la continua ricerca che contraddistingue

un foglio di alluminio e lo metteva sotto la sab-

mamma e della nonna o gustando le verdure e

il mondo del gourmet. E scorrendo il menù, che

bia bollente. Ho voluto ricreare quel sistema di

la frutta cresciute negli orti ischitani lo guidano

viene rielaborato ad ogni stagione (pur conser-

cottura, ideando una pentola in cui metto uno

negli accostamenti e nella selezione delle mate-

vando alcuni punti fermi), emergono subito quei

strato alto circa 15 cm. di sabbia dei Maronti (che

rie prime come nella scelta dei modi di cottura,

piatti che Palamaro sente in questo momento

cambiamo ogni 2 giorni) e sotto, separata da

per proporre un’idea di gourmet da cui traspare

come l’espressione del suo modo di intendere

una griglia forata e da un panno di lino, la nostra


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acqua termale di Lacco Ameno che raggiunge i

lo chef per un piatto che le restrizioni imposte

mache e finocchio di mare.

90°”. L’acqua si trasforma in vapore riscaldando

dalla creazione dell’Area Marina Protetta intorno

Ispirato da sapori peculiari come quello del pro-

la sabbia che cede il calore al cibo mantenendo

all’isola d’Ischia non gli consentono più di realiz-

sciutto iberico Pata Negra, Pasquale Palamaro ha

una temperatura piuttosto bassa, una sorta di

zare come vorrebbe. “Preparavo gli spaghetti ai

ideato “Ravioli di farina di ghiande, con scampi,

cottura in umido. “Preferisco, tuttavia, avvolgere

ricci di mare, pescati proprio nella baia davanti

acqua di pomodori picadilly e mousse di ricotta”.

i tranci di pesce in foglie di fico (invece che nell’al-

all’Indaco. Oggi, che per tutelare la fauna è proi-

Infatti, è dopo aver provato questo speciale insac-

luminio), che essendo molto porose, lo isolano sì

bito, avrei dovuto acquistare le uova di ricci al-

cato spagnolo, realizzato con la carne di maiali

dalla sabbia ma consentono il passaggio dei va-

trove, magari in Spagna. Ho preferito rinunciarvi,

che vengono allevati liberi di pascolare in foreste

pori che cedono il loro gusto erbaceo e minerale

ma ho ideato questo piatto che è una tartare di

di querce, che ha avuto l’idea di lavorare la farina

al pesce. In questa stagione, lo accompagno con

ricciola, impanata con “aculei di mare”, che altro

di ghiande: sono, infatti, questi frutti a conferire

due mousse realizzate separando la parte esterna

non sono che una sfoglia di pasta tagliata a lista-

al prosciutto un sapore speciale, dolcissimo, di

– verde – da quella interna – bianca – delle zuc-

relle finissime che avvolgono il pesce simulando

grande complessità. Quindi, insieme ai suoi colla-

chine, per far risaltare il gusto molto diverso che

gli aculei: friggo la tartare freddissima, dandole

boratori, lo chef in autunno raccoglie le ghiande

le caratterizza e condendo il pesce solo con una

uno shock termico, in modo che gli aculei diven-

nei querceti ischitani e dopo una serie di proce-

riduzione di ‘scapece’, quindi con aceto, per dare

tano croccantissimi come una tempura, e il cuore

dimenti di pulizia ed essiccazione, le frantumano

una nota di acidità”.

di ricciola resta freddo e tenero.

creando la farina. La pasta fresca che se ne ricava

Molto coreografico gli “Aculei di mare in crema

Per richiamare la consistenza cremosa tipica del

ha un gusto un po’ tostato, di nocciole e viene

di tuorlo d’uovo e lumachine piccanti”, dal menù

condimento a base di ricci, poi, ho realizzato una

riempita con scampi, dal sapore grasso e poco

‘creazione’, che nasce dalla forte nostalgia del-

crema di tuorlo d’uovo, e l’accompagno con lu-

persistente, e condita con acqua di pomodoro e mousse di ricotta. Un piatto speciale, delicato, con alle spalle una grande ricerca, perché questo è il modo in cui Pasquale Palamaro concepisce la sua cucina. Da provare, per scoprire come possono armonizzarsi bene creatività e tradizione.


ischiacitydivisionepubblicitĂ 


F O O D

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QUANDO NON SAI CHE PESCI PRENDERE … Ovvero, breve guida per un consumo ittico consapevole. text_Serena Pacera | photo_Emanuela Migliaccio

È risaputo. È quasi banale. Anche la più negata delle massaie, addirittura la

zone in una determinata stagione, e sulla provenienza dei prodotti presenti

sottoscritta, sa che alla base di un buon piatto vi è la qualità degli ingredien-

sul banco del pesce. Per quest’ultimo problema, la soluzione è molto sem-

ti, oltre ovviamente alla maestria culinaria, o almeno a quel minimo di pratica

plice. Basta individuare il codice definito dalla FAO per indicare il mare in cui

che consente di non dar vita ad obbrobri velenosi ed immangiabili.

l’animale è stato pescato: 37 per il Mar Mediterraneo, 21 per l’Atlantico Nord

E perché un ingrediente sia buono non è necessario che costi molto o che

Occidentale, 27 per l’Atlantico Nord Orientale, 51 e 57 per l’Oceano Indiano.

abbia un aspetto impeccabile, ma c’è bisogno - questo sì - che sia fresco e,

Occhio alle acque, quindi, visto che tra i più pericolosi inquinanti rientra il

soprattutto, di stagione.

mercurio (e ci sono mari più contaminati di altri), il quale attraverso la catena

Zoccolo duro della cucina isolana, oltre all’intramontabile coniglio all’ischita-

alimentare può facilmente intossicare l’organismo umano - senza tralasciare

na, è senza ombra di dubbio il pesce, presente sulle nostre tavole per tutto

che in ambienti insalubri i pesci vengono facilmente attaccati da parassitosi

l’arco dell’anno, a memoria delle tradizioni contadine e marinare. Ma non

come l’ascaridiosi e la cisticercosi, facilmente trasmissibili all’uomo. Tutti i

tutti hanno la possibilità di rivolgersi ad una pescheria di fiducia, e così è im-

commercianti sono obbligati dalla legge europea ad indicare questi numeri

portante essere ben informati sulle varietà ittiche da prediligere nelle nostre

sulle etichette, assieme al nome del pesce, al fatto che sia stato pescato o


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allevato, e alle modalità di pesca e di allevamento. Questo aspetto è molto

di pesca sono i mesi di maggio/giugno ed ottobre/novembre, ed ha una

importante, basti pensare che buona parte del pesce che acquistiamo è in

carne estremamente delicata), il pagello (di cattura invernale e primaverile) e

realtà carne di squalo, e proprio noi italiani ne siamo inconsapevolmente

la lampuga (un must della tradizione ischitana, pescata in autunno/inverno

i maggiori consumatori. Sono da evitare i pesci d’allevamento intensivo in

e consigliatissima “all’acqua pazza”). Tutti pesci, insomma, molto vicini alle

vasca: innanzitutto perché per alimentarli è necessario pescare più di quanto

abitudini alimentari dei nostri nonni e ben lontani dagli standard consumisti-

si allevi e, in secondo luogo, perché essendo le condizioni delle vasche di

ci dei nostri giorni, in cui si prediligono prodotti industriali come i bastoncini

stabulazione tutt’altro che salubri, questi pesci vengono preventivamente

preconfezionati, o il sushi, tanto di moda, del quale l’80% delle volte non si

trattati con antibiotici, e non sempre vengono commercializzati rispettando

conosce né la provenienza, né tanto meno il metodo di preparazione, che

i periodi di emivita dei farmaci, che così rimangono nelle carni. Quindi, no

invece rappresenta un rituale ben preciso nei costumi culinari orientali.

al salmone d’allevamento (le scorie prodotte da 200mila salmoni in un anno

Per aiutare l’acquirente in pescheria consiglio un veloce esame delle caratte-

equivalgono ai liquami di una città di 60mila persone! In pratica la vostra

ristiche esteriori del pesce: partendo dalla rigidità, che deve essere presente

cena ha nuotato per un anno nell’equivalente quantità di feci prodotta ad

(facciamo quindi attenzione alla forzata esposizione arcuata di alcuni esem-

Ischia), no al tonno rosso (specie fortemente a rischio a causa dei ritmi serrati

plari, sostenuta dal filo di lenza che unisce coda e bocca: il pesce fresco,

di pesca), no ai gamberi tropicali il cui allevamento distrugge le foreste di

infatti, irrigidendosi tende ad assumere naturalmente questa posizione, che

mangrovie, no al pesce spada (la cui pesca, fatta con le “spadare”, non solo

si perde poi nel tempo col rilassamento muscolare, portandolo a distender-

fa strage di numerose altre specie in via d’estinzione, come squali e delfini,

si), la consistenza delle carni deve essere soda, la superficie brillante, l’odore

ma include anche esemplari di dimensioni inferiori a 140 cm, il minimo sta-

salso, l’occhio vivo, le branchie non semplicemente rosse, ma di un bordeaux

bilito per legge), no al novellame (per intenderci, il cosiddetto bianchetto).

carico.

Un’altra specie da salvaguardare, anche sulle nostre tavole, è la cernia, pesce

In conclusione, dopo tanti consigli, avrei una considerazione da fare, l’ultima,

più nostrano che mai: non tutti sanno che questo animale è ermafrodita,

la più amara: se un tempo si diceva “il mare è pieno di pesci”, oggi non si

infatti nei primi anni di vita è femmina, poi si trasforma in maschio. I maschi

può più. Il nostro è un mare vuoto, povero, in crisi come il nostro Paese. È un

vivono in profondità, quindi a essere catturate sono soprattutto le giovani

mare che spinge i gabbiani a nidificare lontano dalla costa, per cercare cibo

femmine, generando un pericoloso squilibrio tra sessi che compromette la

altrove. È un mare verso cui l’uomo è stato ingrato, in cui sono stati gettati

sopravvivenza della specie.

rifiuti tossici, che è stato depredato dalla pesca sconsiderata. È un mare

Cosa, quindi, dovrebbe bollire in pentola? Innanzitutto, il pesce azzurro di

cristallino di cui amiamo vantarci, su cui costruiamo la nostra economia,

stagione. E per “pesce di stagione” s’intendono quelle specie che non sono

ma per il quale avremmo dovuto avere maggiore rispetto, al quale abbiamo

in fase riproduttiva e che hanno dimensioni tali da aver raggiunto la piena

procurato danni irreparabili e di cui adesso abbiamo il dovere di prenderci

maturità. Per fare qualche nome, ai primi posti della “top ten” dei pesci da

cura - se non per riparare agli errori commessi, almeno per non aggravare

consumare abbiamo: l’aguglia (che si pesca in estate e in autunno ed è ot-

ulteriormente la situazione.

tima impanata e fritta), lo sgombro (che si pesca in primavera), il sugarello (pescato per lo più in primavera/estate), la palamita (il cui periodo migliore


F O O D

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DAL MARE ALLA TAVOLA _ La palamita text_Serena Pacera

Abbiamo chiesto allo chef Nino Di Costanzo, che ha ricevuto le due stelle Michelin con il ristorante Il Mosaico, creato all’interno dell’hotel Terme Manzi di Casamicciola Terme e allo chef de L’Indaco, il ristorante gourmet dell’albergo della Regina Isabella, a Lacco Ameno, di scegliere la tipologia di pesce preferita fra quelli che popolano il mare di Ischia e di proporre una ricetta ai lettori di Ischiacity. Le preferenze di entrambi sono state per la palamita: un pesce molto comune nel Mediterraneo, che si muove in grandi banchi e si nutre principalmente di sardine e alici. Somiglia ad un tonnetto, il colore sfuma dall’azzurro metallico sul dorso al bianco sul ventre. In media è lungo circa 60 cm e pesa 5-6 kg, ma può arrivare a misurare anche 80 cm per un peso di 10 kg., la cattura è illegale al di sotto dei 20 cm. È molto apprezzato per le sue carni sapide, adatte anche alla conservazione sott’olio e, proprio perché ampiamente cacciato, è un animale dal carattere molto combattivo. Viene pescato in varie zone del Mediterraneo a secondo del periodo dell’anno, poiché effettua lunghe migrazioni: nelle nostre acque il momento ideale sono i mesi di maggio/giugno e ottobre/novembre. Si cattura con la pesca a traina, o con le apposite “palamitare”, reti che vengono calate in acqua all’imbrunire ed issate la mattina dopo, aspettando che durante la notte siano le prede a entrarvi. Piccolo aneddoto che mi ha raccontato mio padre, pescatore assiduo: ad Ischia la pesca del “palammt” è molto sentita, partecipa chiunque, di qualunque età, con qualsiasi tipo di imbarcazione. Anni fa un pescatore ‘della domenica’ era uscito con il gozzo, portando con sé il nipotino, era una delle prime volte ma, per un colpo di fortuna, si imbatterono in un grosso banco. Peccato che, mentre si apprestavano a calare le reti, anche un capodoglio adocchiò il ghiotto bottino. Con un colpo di pinna superò il piccolo guscio di noce, si avvicinò ai pesci e fece un sol boccone delle palamite, lasciando i due sprovveduti pescatori a reti vuote e bocca aperta. Di sicuro quel bambino non ha più dimenticato questo incontro ravvicinato!

PASQUALE PALAMARO | Chef Ristorante Indaco, Albergo della Regina Isabella, Lacco Ameno Palamita marinata, caprese tartare su pomodori piccadilly, pane di Boccia e basilico nano Ingredienti per 4 persone: 500 gr. filetto di palamita 1,2 lt. siero di mozzarella di bufala 55 gr. sale grosso 15 gr. zucchero di canna 300 gr. pomodori piccadilly 1/2 kg. di pane del forno Boccia Olio d’oliva /fior di sale/ basilico q.b.

Dal vostro pescatore di fiducia procuratevi un filetto di palamita e fatelo pulire (o pulitelo) in modo che sia privo di pelle e lische. Quindi, dopo aver preparato la soluzione per la marinatura, unendo a freddo il sale grosso e lo zucchero nella metà del siero di mozzarella, immergete il filetto di palamita nella soluzione e lasciatelo in frigorifero per 14 ore (marinatura lenta). Trascorso questo tempo, togliete il filetto dalla soluzione e sciacquatelo nel siero rimanente per qualche minuto, avvolgetelo in carta assorbente e rimettetelo in frigo. Nel frattempo, immergete i pomodorini piccadilly in acqua bollente per 10 secondi e immediatamente passateli in acqua e ghiaccio per bloccare la cottura, eliminate la pelle e i semi, tagliateli a dadini e conditeli con fior di sale ed olio d’oliva; poi tagliate sottilmente alcune fettine di pane e passatele al forno per tostarle. A questo punto, si procede alla realizzazione del piatto: tagliate a fettine di circa 1 cm. di spessore la palamita, disponete 3 o 4 fette su ogni piatto poi, con l’aiuto di uno stampo, ‘coppate’ la tartare di pomodoro ed infine mettete qualche fettina di pane tostato, i ciuffi di basilico nano e qualche fiore ed il piatto è pronto per essere servito.

NINO DI COSTANZO | Chef Ristorante Il Mosaico, Hotel Terme Manzi, Casamicciola Terme Palamita in Caesar Salade Ingredienti per 4 persone: 320 gr. di palamita già sfilettata 12 foglie di indivia belga 2 pomodori ramati 1 cetriolo sale nero qb pancetta di maiale nero 80 gr. di olio extravergine 30 gr. di parmigiano 2 filetti di acciughe sott’olio 10 gr. di aceto ridotto 2 uova sode 1 spicchio d’aglio

Preparare la maionese con i tuorli delle uova sode, incorporando l’olio; quando è ben ferma e montata aggiungere l’aceto, possibilmente di champagne, ridotto in un pentolino per 10 min., il parmigiano, le alici tritate finissime e l’aglio precedentemente sbianchito in acqua bollente per 4 volte. Lasciare riposare la salsa in frigo per due ore; intanto spellare i pomodori (avendoli passati per qualche secondo in acqua calda), privarli dei semi, tagliarli a spicchi e farli appassire in forno a 80° per 30 min; tagliare il cetriolo sottilissimo e metterlo in acqua e ghiaccio per 20 min., infine, lavare la lattuga belga e separare le foglie. Comporre il piatto con la palamita tagliata a fette, la maionese, i pomodori ed i cetrioli, qualche triangolino di parmigiano, crostini di pane e qualche filo di erba cipollina.


B E A U T Y

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i

ISCHIA THERMAE text_redazione Ischiacity | photo_Romolo Tavani

Benessere, naturalità ed armonia sono le sensa-

e Milano l’atmosfera dell’isola d’Ischia. Infatti,

ni, schiume e saponette a base di fango termale

zioni che si provano entrando in un negozio mo-

presso l’aeroporto internazionale di Capodichino

e limoni, dalle proprietà astringenti e purificanti;

nomarca Ischia Thermae, le stesse che si percepi-

già da un anno è operativo lo showroom Ischia

grande attenzione è dedicata alla cura del corpo

scono sulla pelle nell’utilizzare i cosmetici a base

Thermae, dove è stato costruito un grande muro

con la produzione di bagnoschiuma dalle golose

di acqua termale e fango, vero concentrato di

a secco, realizzato con pietre di tufo verde lavo-

profumazioni fragola, arancia o frutti misti e la

proprietà idratanti e lenitive. Un’idea, quella della

rate, identico a quelli presenti presso la fangaia di

linea completa di solari, pensati per un’abbronza-

famiglia Morgera, proprietaria di antiche fangaie

Lacco Ameno. Nell’aeroporto campano è attivo

tura sicura ed intensa. La grande varietà di creme,

da cui si estrae la materia prima, che ha preso

anche un centro estetico, a disposizione dei viag-

shampoo, bagnoschiuma, profumi e trattamen-

vita nel 1892, con la creazione di una fabbrica di

giatori che nell’attesa del proprio volo possono

ti specifici è a disposizione di quanti desiderano

creme per la bellezza e la cura del corpo, nel cuo-

regalarsi un trattamento, come dei dipendenti

conoscere e provare le proprietà dei cosmetici

re di Forio. Ampliando ed arricchendo di anno in

che avendo brevi pause non possono allontanarsi

e dell’acqua termale ischitana in essi contenuta,

anno le diverse linee e accrescendo il prestigio del

e in questo modo possono godere ugualmente

grazie alla preparazione delle addette, che sono

marchio, Ischia Thermae è diventata col tempo di-

di una benefica seduta con l’estetista-massaggia-

in grado di informare sulle qualità e la lavorazione

retta concorrente di aziende quali Lancaster e Ni-

trice, resa ancora più efficace dalle salutari carat-

di ogni singolo prodotto.

vea, per qualità, principi attivi utilizzati e design,

teristiche dei cosmetici made in Ischia utilizzati,

riuscendo tuttavia a conservare il tradizionale stile

con uno sconto speciale del 20%. Presto aprirà

di lavorazione.

un monomarca anche nello scalo di Roma e un

Oltre al classico canale di distribuzione, nelle

altro a Milano, all’interno di un grande centro

migliori profumerie a Ischia e nelle grandi città

commerciale. Visitando i negozi si percepisce la

italiane, sono nati sull’isola sei punti vendita mo-

sensazione di un’impronta concettuale innovati-

nomarca, tutti volutamente contraddistinti da un

va, quella del minimalismo, della purezza unita

forte legame con Ischia. Il verde, colore per eccel-

alla tradizione locale ed all’elevata qualità dei

lenza dell’oasi campana, si unisce con la purezza

prodotti presentati.

del bianco nelle tesserine del mosaico, che arre-

Tutti i trattamenti Ischia Thermae sono a base

da le vetrine e gli espositori, colonne di stile gre-

di acqua termale proveniente dalle sorgenti

co, che ricordano le origini dell’antica Pithecusa,

dell’Isola Verde, eccezionalmente dotata di oligo-

trionfano negli angoli, incorniciando le ultime no-

elementi e sali minerali, che aiuta a riequilibrare

vità, sui tavoli in vetro e ferro battuto sono esposti

l’epidermide garantendo allo stesso tempo una

barattolini, bustine e confezioni speciali. E ancora

profonda idratazione. La linea specifica dedicata

le bouganville, arbusti rampicanti che con i loro

al ringiovanimento del viso, è arricchita, inoltre,

colori accesi sono emblematici del paesaggio del

con il complesso Acti Vita System, un concen-

sud Italia, sono dipinte a mano sui soffitti a volta,

trato di nanosfere di vitamine A ed E, che per-

che richiamano le architetture mediterranee.

mettono al derma di riacquistare elasticità, tono

Un format ben preciso, studiato con designer ed

e compattezza. Per detergere e tonificare la ditta

arredatori per comunicare anche a Napoli, Roma

Ischia Thermae propone tutta una serie di lozio-


N A T U R E

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TUFFARSI NEL BUONO _L’orto biologico di Ettore Guarracino text_Serena Pacera | photo_Enzo Rando Quando Alice è rotolata giù per la tana del Bian-

ed erbacce. Un luogo sconosciuto ai turisti ma an-

nisce direttamente dal terreno del produttore alle

coniglio, per poi ritrovarsi nel Paese delle Mera-

che a buona parte degli ischitani, che va assoluta-

mani del consumatore, e i cui benefici sono, oltre

viglie, deve essersi sentita più o meno come il

mente promosso, e che non può non essere una

al costo ridotto di frutta e verdura e alla sicurezza

forestiero che, scendendo per i viottoli del borgo

tappa obbligatoria per chi vuol vivere l’esperienza

sulla provenienza e sui fertilizzanti utilizzati (rigo-

di Sant’Alessandro - che domina il porto di Ischia

del biologico. Alla bellezza mozzafiato del posto

rosamente naturali al 100%), anche la possibilità

- varca il cancello dell’incredibile proprietà di Et-

si aggiunge il vantaggio della cosiddetta agricol-

per chi visita l’orto biologico di venire a contatto

tore Guarracino, vivaista di professione, cultore

tura “a km zero”, per cui il prodotto acquistato fi-

diretto con la natura, con le piante e gli animali,

del biologico per vocazione. Un terreno traboc-

e la sostenibilità di un tipo di coltura che giova

cante di fiori e frutti, che termina in una lingua di

al territorio e all’ambiente, azzerando le emissioni

sabbia affacciata su un mare che potrebbe essere

di CO2. La qualità dei prodotti è senza dubbio di

caraibico e invece è più ischitano che mai, quello

prima categoria, hanno tutto il sapore, il profumo

della spiaggia degli Inglesi: un angolo di paradiso

e la consistenza delle verdure di una volta, col-

venuto fuori dal nulla, grazie all’intuizione di un

tivate secondo i tempi delle stagioni, con la pa-

uomo che di terra se ne intende, ed ha visto un

zienza e la sapienza della tradizione. Ed è proprio

enorme potenziale là dove prima c’erano solo rovi

alla tradizione che ci ricolleghiamo se diamo una


veloce occhiata alle piante presenti in questo terreno, tutte rigorosamente autoctone, accuratamente selezionate dallo stesso Ettore, attingendo anche agli orti di parenti ed amici. Ecco, quindi, le uve, quelle coltivate dai nostri antenati, buone da mangiare e per fare vino da tavola (a tale proposito, è possibile visitare anche un autentico cellaio, con la vasca nella quale l’uva veniva tradizionalmente pestata con i piedi), i pomodori, le insalate, le ciliegie, quelle che nonne e bisnonne mettevano a macerare nello zucchero, sotto il sole estivo, per preparare le amarene sciroppate. Solo a parlarne vengono in mente i dolci di una volta, odori che non si sentono più. Dà una certa emozione pensare che i primi grandi “scopritori” dell’isola, i colonizzatori greci e romani, si siano innamorati oltre che del clima e delle acque termali, anche e soprattutto della dolcezza e della sapidità dei nostri frutti, e che sempre, nei secoli, chi viene ad Ischia rimane colpito da questi stessi sapori. Basti pensare ai numerosissimi ed illustri ospiti del bar Maria di Forio (su due piedi ci vengono in mente nomi come Auden, Moravia, Carrocci), che si alternavano ai tavolini gustando le famose “nzalatelle” e le insostituibili bruschette, condite con il pomodoro del posto e l’origano dell’Epomeo. È proprio vero che i piaceri della natura, della buona tavola e della cucina semplice e mediterranea ammaliano qualsiasi palato, in qualsiasi tempo. E per chi vuole vivere l’esperienza del biologico fino in fondo, c’è anche la possibilità di imparare a raccogliere frutta e verdura con le proprie mani (anche un gesto in apparenza così semplice necessita di una certa tecnica e abilità) o addirittura di apprendere come coltivare da sé un piccolo

qualunque stagione, a discapito del gusto, della

costume da bagno e macchina fotografica, la-

pezzo di terra. Una risorsa da non sottovaluta-

sostanza, del rispetto delle naturali tempistiche

sciando un posticino vuoto nello stomaco, per

re, anche per chi vive in città e magari non ha lo

di maturazione… e del portafoglio. Oltre ai pro-

andare alla scoperta di un luogo più unico che

stesso spazio, ma vorrebbe comunque dedicarsi a

dotti ortofrutticoli, nell’orto di S. Alessandro non

raro, che non tutte le località turistiche possono

piccole piante in vaso, quali spezie varie o pomo-

manca una sezione dedicata ai fiori, sempre tutti

vantare.

dori. Come, infatti, sostiene Ettore, la filosofia del

nostrani come rose e ortensie, che nei mesi pri-

biologico andrebbe adottata in maniera corretta

maverili ed estivi interrompono il verde con le loro

e su vasta scala, anche nei piccoli gesti quotidia-

macchie colorate, e riempiono l’aria di un profu-

no come il fare la spesa. È bene, infatti, favorire

mo dolce e struggente. Insomma, il mio consiglio

spiaggia degli Inglesi)

sempre i prodotti totalmente naturali offerti dal

più spassionato è di armarsi di scarpe comode,

info: 335.6225759

banco della verdura, abbandonando OGM, prodotti di serra, vegetali soffocati in pesticidi e fertilizzanti di vario genere che forse rendono frutta e ortaggi esteriormente perfetti, ma di sicuro meno nutrienti e adatti ad una sana alimentazione. Impresa non da poco, considerando che viviamo in un mondo in cui si può trovare qualsiasi frutto in

Orto Biologico di Ettore Guarracino Pendio S. Alessandro, Ischia (vicino alla


N A T U R E

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LA VIA DELL’ALLUME text_Silvia Buchner photo_Romolo Tavani

A guardarlo dal basso mostra una superficie verde, densa, apparentemente invalicabile: così è il monte Epomeo nella parte che affaccia verso Casamicciola. Eppure, sotto le chiome dei castagni, fra i loro tronchi fitti esiste un reticolo di sentieri, passaggi, radure. Un tempo brulicanti di vita, di persone che avevano nel bosco un’importante risorsa, dalla legna, alla caccia, alla raccolta di funghi e castagne, cui si aggiunse in certe epoche addirittura lo sfruttamento di giacimenti minerali - argilla, caolino, allume - come vedremo subito per quest’ultimo. Ma, anche oggi gli ischitani che ‘vivono’ i boschi sono più di quanti s’immagina, molte famiglie ne posseggono appezzamenti e ne conoscono tutti i segreti: con questa passeggiata dalla località Campomanno a Casamicciola Terme fino alle fumarole di Monte Cito, al confine con Lacco Ameno, vogliamo portare i lettori di Ischiacity a conoscere un ‘mondo altro’ a poche centinaia di metri dalle vie asfaltate, dove la luce, i profumi, l’atmosfera avvolgono chiunque vi entri. La nostra passeggiata inizia dal piazzale del Celario, presso piazza Maio, nella parte alta di Casamicciola: già qui il panorama è di quelli che non si dimentica e sulla nostra testa si erge in tutta la sua imponenza la parete Nord del monte Epomeo, quella più ripida, interamente coperta dal bosco, appunto. Le prossime ore le trascorreremo lì, nel regno del castagno, che nelle zone meno soleggiate dell’isola qual è appunto questa, si estendeva (e oggi rimane, comunque, dominante, anche se naturalmente la costruzione di strade e case che si spingono anche nelle zone impervie, l’ha fatto arretrare) addirittura dai 100 ai 700 metri sul livello del mare, quindi quasi fino alla cima più alta. Ancora oggi in questa zona, periodicamente, si effettua il taglio delle ceppaie, che garantisce il fatto che le piante crescano bene e contribuisce, perciò, in maniera fondamentale


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alla prevenzione del rischio idrogeologico, in quanto alberi sani svolgono in maniera ottimale l’importante compito di trattenere con le loro radici il suolo, qui molto friabile. Dopo aver percorso meno di un chilometro di una stradina stretta ma ancora asfaltata (via Campomanno), una deviazione sulla destra si inerpica verso il bosco. Addentrandosi, si giunge ad un pianoro che custodisce delle strutture che potremmo definire di archeologia industriale: in mezzo ai ceppi di castagni appena recisi, in parte coperti dalla macchia mediterranea, ma comunque ben visibili, emerge, infatti, una serie di fosse di forma conica, rivestite di pietre regolari e di vasche larghe e dal fondo basso, ricoperte sulle pareti con un battuto di malta e mattoni sbriciolati e collegate fra loro da canalette. I casamicciolesi le chiamano ‘caulare’, cioè caldaie, e danno questo nome anche alla località, anticamente chiamata anche piazza de la Pera. Fosse e vasche sono gli ultimi resti di un impianto che lavorava l’alunite, un minerale che si cavava a vari chilometri di distanza. Qui, infatti, si avevano a disposizione sia l’acqua in abbondanza, grazie alla presenza di sorgenti, che il combustibile da ardere, il legno di castagno, essenziali al processo di lavorazione che consentiva di ottenere dal minerale l’allume. Oggi, troviamo l’allume di rocca accanto al rasoio degli uomini più anziani, che ancora hanno l’abitudine di tamponare le piccole ferite causate dalla rasatura usando una piccola pietra biancastra che ha un forte potere emostatico, e altro non è appunto che allume, ma un tempo esso era indispensabile per la concia delle pelli, la tintura dei tessuti, la fabbricazione del vetro, l’estrazione dell’oro e mille altre attività. E quando le imponenti miniere di allume presenti in Turchia furono precluse all’Europa a causa delle guerre a sfondo religioso con le popolazioni musulmane, naturalmente si cercò la preziosa sostanza


72 più vicino e se in Toscana vi era il più grande giacimento di tutto il vecchio Continente (la città di Allumiere deve il suo nome all’attività di estrazione che vi si faceva), tuttavia tra il ‘400 e il ‘600 anche filoni del prezioso minerale più modesti come quello di Ischia furono intensamente sfruttati, benché pare che la qualità non fosse eccelsa. La nostra passeggiata ripercorre a ritroso proprio il cammino dei carretti colmi di alunite (e ancora oggi il tracciato viene chiamato via dei Carri), che dalle fumarole di Monte Cito, dove si formava e veniva cavato, era portato per la lavorazione fino alle Caulare di Casamicciola, appunto. Il giacimento di alunite fossile allora sfruttato si trovava nelle località monte Bianchetto e Crateca, assai vicine a Monte Cito, dove ancora oggi si forma grazie alla vigorosa attività delle fumarole. La presenza di acque termali a ph acido, infatti, attraverso una serie di reazioni chimiche, altera e disgrega i tufi vulcanici caratteristici dell’isola d’Ischia, dando vita al minerale. Dove oggi ci si deve fare largo nel bosco invaso dalla esuberante vegetazione spontanea c’era un sentiero in alcuni punti anche rivestito con blocchi di pietra, lungo il quale con fatica i muli trascinavano i blocchi che custodivano al loro interno la preziosa sostanza fino alle Caulare. Lì subiva trattamenti di calcinazione, lavatura, bollitura nelle caldaie per purificarla e, una volta, estratto finalmente l’allume, sotto forma di cristalli era riposto in casse che si trasferivano sulla costa, dove veniva imbarcato per la terraferma. L’attività per un paio di secoli fu intensa dando lavoro a tanti abitanti, al punto che la marina di Casamicciola si chiamava l’Alumiera. Il segno più evidente, anzi maestoso, che possiamo vedere ancora oggi e che lascia immaginare come doveva essere la via dei Carri quando era percorsa da uomini ed animali in attività, è data dagli alti muri a secco. Se, infatti, ‘parracine’ ne incontriamo spesso e volentieri lungo i percorsi che attraversano l’interno dell’isola, tuttavia quelle che caratterizzano tuttora per molte centinaia di metri la zona che collega le Caulare a Monte Cito sono vere realizzazioni murarie. Fiancheggiano il sentiero ergendosi in alcuni punti anche fino a tre metri, formate da blocchi grandi e perfettamente sagomati: intorno, ovunque il castagneto è fittissimo, fino a quando si arriva finalmente al pianoro di Monte Cito da dove, invece, lo sguardo può correre libero da Casamicciola fino al promontorio di Zaro, passando per Lacco Ameno. Ma qui


vale assolutamente la pena di osservare con attenzione il suolo: esso assume, infatti, colorazioni speciali che vanno dal rosso carminio al giallo intenso e, toccandolo, si percepisce chiaramente che emana un forte calore e si sente distintamente odore di zolfo. Siamo, infatti, in uno dei campi fumarolici attivi dell’isola (altri sono a Forio, in via Bocca e in località Cimmento Rosso). Se, infatti, da oltre 700 anni Ischia non ha più assistito a eruzioni vulcaniche, sono ben evidenti quelle che i geologi chiamano “manifestazioni secondarie del vulcanesimo”, una è costituita dalle acque termali e l’altra, appunto, dalle fumarole, che si formano quando i gas trovano una via libera per la superficie attraverso una faglia e, a contatto con le rocce, le modificano chimicamente e si manifestano tutti quei fenomeni che si notano così bene a Monte Cito. Addirittura, il forte calore che viene dalle viscere della terra ha creato un microclima perfetto per piante che oggi possono vivere esclusivamente qui. A Monte Cito sono ben visibili, per esempio, robusti ciuffi di Cyperus polystachyus, vegetale diffuso a Ischia come nel resto d’Europa quando l’isola e il continente avevano un clima molto diverso, di tipo tropicale, e che adesso cresce solo dove il calore delle fumarole, appunto, ricrea un ambiente caldo-umido, mentre altrove è scomparsa.


E V E N T

i

TORRI IN FESTA TORRI IN LUCE text_Silvia Buchner photo_Vittorio Scosia, Emanuela Migliaccio

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Un patrimonio storico, monumentale, di identità unico è quello che carat-

racchiude in sé una ricchezza di sfaccettature (dagli accadimenti storici che

terizza il territorio di Forio dove tredici torri costruite nell’arco di due secoli

sono dietro al “fenomeno delle torri” alla competenza tecnica di chi le rea-

– fra il ‘400 ed il ‘700 – come strumento di avvistamento e difesa contro le

lizzò) che meritano assolutamente di essere conosciute. In una prospettiva

devastanti invasioni saracene oggi appartengono intimamente al tessuto ur-

futura che contempla anche la possibilità di creare un fondo di documenta-

bano del più esteso e caratterizzato centro storico che l’isola d’Ischia possie-

zione permanente dedicato al patrimonio architettonico delle torri e di riu-

de. All���ingresso del paese con il grandioso Torrione circolare, oggi proprietà

scire a reperire strumenti con cui effettuare monitoraggio e manutenzione

del Comune insieme alla torre Nacera, in periferia, a Monterone, abbracciate

delle strutture, in accordo anche con i privati che ne posseggono la maggior

da case ed orti nel reticolo di violetti di San Vito e del Cierco, le torri punteg-

parte. Il progetto Torri in festa – Torri in luce ci dice che la gente di Forio ha

giano ovunque il paesaggio foriano contribuendo alla sua eccezionalità. Lo

infine preso piena coscienza di ciò che le appartiene e, attraverso le torri,

ha ben compreso l’architetto Aldo Imer, dirigente della Soprintendenza per

punta ad impadronirsi nuovamente delle sue tradizioni, delle sue peculiarità,

i beni architettonici e paesaggistici di Napoli e provincia che, insieme alla Di-

dei suoi simboli, per poterli custodire e valorizzare al meglio possibile. Non a

rezione regionale per i beni e le attività culturali, all’associazione L’isola delle

caso tutta la manifestazione si è articolata attraverso un rapporto costante

torri e all’Ordine degli Architetti della provincia di Napoli, in stretta collabo-

con realtà aziendali, per esempio case vinicole e produttrici di prodotti tipici,

razione con l’Amministrazione del sindaco Franco Regine e – in particolare

e associazioni che già da tempo lavorano attivamente sul territorio per far

– affiancato con passione e convinzione dal consigliere delegato alla cultura,

passare un messaggio che è molto importante: allargare gli orizzonti di co-

l’avvocato Enzo Di Maio (nella foto grande) ha varato quest’anno la seconda

noscenza di un’isola che, accanto a mare e terme, offre luoghi e situazioni

edizione di Torri in festa – Torri in luce, una settimana di mostre, convegni,

che molti neppure immaginano.

eventi, spettacoli, degustazioni che offre soprattutto l’occasione di entrare a visitare torri (alcune delle quali sono state appositamente illuminate) che altrimenti si possono ammirare solo dall’esterno, tutta dedicata a questi edifici speciali. Gli obiettivi dichiarati sono tanti: creare un appuntamento che apra l’estate, arricchendo l’offerta turistica in nome – finalmente! – della cultura, assicurando momenti di intrattenimento sia leggero che più serio che mettano in rapporto ospiti e ischitani con una realtà monumentale che


T R A D I T I O N

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LA FESTA DI SAN VITO text_Silvia Buchner | photo_Romolo Tavani

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La statua “cammina” in mezzo alla folla, attraversa i vicoli e le piazze di Forio sotto un cielo spettacolarmente azzurro. Le sue gambe sono nove uomini - durante i diversi chilometri attraversati dalla processione, si alterneranno vari gruppi - che portano appoggiate sulle spalle le lunghe stanghe del baldacchino. Pesa circa 2 quintali e mezzo la bellissima immagine di S. Vito: in argento fuso e rame, disegnata dallo scultore Giuseppe Sanmartino (sua la celebre statua del Cristo Velato, conservata nella cappella di S. Severo a Napoli) e realizzata - ci impiegarono un anno - dagli orafi Giuseppe e Gennaro Del Giudice, rappresenta un adolescente vestito in abiti romani (calzari, tunica, manto sulle spalle), sapientemente lavorati a bulino nel metallo per rendere il tessuto ricamato. In mano tre simboli: una palma - che evoca il martirio - la Croce e un grappolo d’uva, realizzato in ogni dettaglio; accanto, siedono accucciati un cane ed un leone. Sono oltre 200 anni che il prezioso simulacro - solitamente non visibile essendo ben custodito nella sacrestia - compie il percorso rituale, che alterna ogni anno itinerari diversi, per poter arrivare in tutte le vie, gli slarghi, passare sotto tutte le case, essere contemplato da tutti i foriani, e non solo da loro. La statua fu colata e poi lavorata nel 1786-7, dopo essere stata commissionata agli artisti-artigiani napoletani dal popolo devoto, e si racconta che per raggiungere la somma necessaria il Sindaco dell’epoca abbia imposto una tassa sulle caraffe di vino vendute nelle osterie. Tuttavia, la tradizione della processione di S. Vito è documentata a partire almeno dal 1662 e il culto è ancora più antico, infatti la prima cappella a lui dedicata sorgeva sulla spiaggia di Citara, non distante, quindi, dalla collina su cui è costruita l’attuale chiesa. Siamo pur sempre a metà giugno, il sole inizia a scottare e sul sagrato della Basilica Pontificia e Chiesa Madre di Forio è un continuo sciamare di tonache nere, prelati con i paramenti sacri della festa, piccoli comunicandi con indosso il saio bianco unisex che ha sostituito gli abiti da Comunione che trasformavano anzitempo le femminucce in spose e i maschietti in piccoli ometti


con perfetti vestiti da cerimonia. E poi il popolo di Forio, anziani, donne, ragazzini, in verità tanti in shorts e canottiera (si ha la sensazione che il “vestito della festa”, da cui fino a un po’ di tempo fa non si poteva prescindere, non sia più un’usanza così sentita). E mentre la frescura delle navate si riempie dei suoni della Messa cantata, fuori il vigile urbano deve conciliare le più prosaiche esigenze di parcheggio dei fedeli, abituati ormai ad arrivare con la macchina ovunque. S. Vito li accoglie già dalla facciata, dove troneggia la sua immagine in mattonelle dipinte: ma sono tante le cappelline votive sparse per il paese dedicate dalla religiosità popolare a Vito, ‘u guaglion’, come lo chiama il parroco affettuosamente, le si scoprono ai cantoni delle strade di campagna come a coronamento dei portoni del centro storico. Devozione immensa che si coglie anche in tutto l’edificio sacro, pieno di dediche sul cancello, sui banchi, sugli altari, sulle immagini sacre. Finalmente, dopo la Messa, S. Vito va fra la sua gente, trasportato in un lungo corteo, forse un po’ caotico ma dove i simboli a volerli leggere ci sono tutti. Un tempo, in onore del Patrono uscivano dalle loro chiese anche gli altri Santi - questo paese conta alcune fra le più belle espressioni dell’arte religiosa ischitana, dal Soccorso alla cappella di Visitapoveri al chiostro di S. Francesco: così S. Luigi, S. Gaetano, San Michele, San Francesco e S. Sebastiano accompagnavano il percorso del Protettore. Oggi che quest’usanza è stata abbandonata, il corteo viene aperto dagli stendardi dell’Arciconfraternita dei Visitapoveri e di S. Carlo al Cierco, cui segue - non a caso - quello della Federazione dei Coltivatori Diretti, infatti il legame fra S. Vito e i contadini di Forio è particolarmente importante, come vedremo e non c’è famiglia in questo paese adagiato sul mare, ma


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che per secoli ha vissuto solo della sua terra, nella quale ad almeno un figlio maschio non venga imposto il nome di “Vito”. Seguono il Sindaco con la sua fascia, i vigili urbani con la divisa delle occasioni importanti, le delegazioni dei Carabinieri, della Capitaneria di Porto, della Protezione Civile… Nel corteo dei religiosi spicca in abito rosso e cotta ricamata bianca un sacerdote che regge la reliquia con un pezzetto del corpo del Santo: rituale suggestivo quanto inverosimile, quello delle reliquie, che moltiplica i frammenti da offrire alla devozione dei fedeli, ma il fascino guardando al di là del piccolo vetro un po’ opaco è intatto. Le soste nel dedalo dei vicoli che costituiscono il tessuto urbano sono scandite dalla voce metallica dell’altoparlante, cui fanno eco i fedeli che ripetono con precisione litanie e canti: dai balconi e dalle finestre vassoi carichi di petali di fiori vengono lanciati sulla statua, finché da uno dei tipici portoncini foriani si affaccia una giovane mamma, in braccio un bimbo piccolo, due più grandetti reggono una busta colma di petali di rose, li lanciano fra gridolini di divertimento verso la processione. Una scena consueta, se non fosse che gli occhi allungati dei bimbi e della loro mamma dicono inequivocabilmente la loro origine orientale, probabilmente sono cinesi. Un’osmosi culturale pacifica che racconta come i gruppi umani per quanto facciano, prima o poi, non possono evitare di conoscersi, mescolarsi, scambiarsi emozioni. Guardiamolo bene questo S. Vito, l’argento fa brillare il volto giovane e fiero sotto la luce e se gli attributi del cane e del leone sono tradizionalmente associati alla sua figura, il grappolo d’uva è una connotazione esclusiva della terra d’Ischia. Vediamo i primi due: il cane rievoca il suo compito di protettore contro la rabbia e contro malattie di origine neurologica come quella che popolar-

Il grappolo d’uva, ben in vista nella mano sinistra

a questa storia a lieto fine: nel giorno di S. Vito,

mente si chiama “Ballo di S. Vito”, perché avreb-

della statua, invece, simboleggia il legame specia-

alcune famiglie di vignaioli foriani tagliano alcu-

be guarito dall’epilessia il figlio dell’imperatore

le che questo Santo ha con Forio. Infatti, quando,

ni grappoli ancora verdi, ma ben irrorati di zolfo,

Diocleziano, che peraltro fu uno dei suoi perse-

a metà dell’Ottocento una gravissima invasione

e li recano in dono al Santo, a reiterare la rico-

cutori. Tuttavia, è assai più suggestiva l’interpre-

di funghi mise a serio rischio le distese di vigneto

noscenza per il pericolo scampato. Il perpetuar-

tazione che vede nell’animale la personificazione

di tutt’Italia, e anche l’isola d’Ischia fu colpita, la

si di questo rituale, anche oggi che l’agricoltura

dell’estate incombente, infatti in questa stagione

salvezza giunse dalla Sicilia, nelle persone di Gae-

ha un ruolo sempre più marginale nell’economia

la costellazione del Cane è particolarmente bril-

tano, Giuseppe e Antonio Sanfilippo, originari di

dell’isola, ci dice che, tuttavia, il legame con la

lante e la stessa parola “canicola”, per indicare la

Lipari, che portarono una barca carica di zolfo.

terra è vivo, e dà alla festa di S. Vito un significato

calura più asfissiante, deriva dal momento astro-

Spargendolo al momento giusto sulle viti e sui

che va oltre la devozione religiosa, per ribadire un

nomico che segna l’ingresso nell’estate piena.

grappoli in crescita questi vengono preservati da

vincolo forte e sentito fra la gente, le sue origini e

E fin dall’antichità pagana questo era percepito

una malattia che significa sicura distruzione per le

ciò che le incarna.

come un passaggio difficile, una stagione che se

piante. Se solo proviamo a immaginare che Ischia,

durava troppo a lungo comprometteva i raccolti,

ed in particolare proprio le campagne di Forio,

la vita del bestiame, addirittura l’equilibrio degli

erano interamente coltivate a uva, e la vendita

uomini. Il bisogno di proteggersi dalla potenza

del vino ricavato ha rappresentato per secoli la

della natura quando l’uomo era totalmente in ba-

principale risorsa per migliaia di famiglie, è facile

lia di essa, in epoca cristiana ha spinto ad affidar-

capire la disperazione della gente. La convinzione

si a Vito, il Santo la cui festa ricorreva proprio in

popolare vuole che la barca carica di zolfo fu fer-

giugno, accanto al quale il cane è rappresentato

mata davanti alle coste di Forio dal patrono Vito,

docile e remissivo. Il leone ricorda probabilmente

e forse non è un caso che il Santo fosse originario

uno dei martiri che egli subì, infatti fu gettato in

proprio della Sicilia: egli avrebbe pagato il provvi-

pasto alle belve, ma esse rimasero mansuete e lo

denziale rimedio con un anello con cui era ador-

risparmiarono.

nata la sua statua. Una bella usanza è collegata


L I F E

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I MISTERI DI ZARO text_Lucia Elena Vuoso | photo_Tommaso Monti, Romolo Tavani

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“Perché ti ritiri ogni giorno nel bosco?”. “Per pregare...” “Ma Dio è dappertutto, no?”. “Certo, Dio è dappertutto!...” “E Dio è lo stesso in qualunque posto?”. “Sì, Dio è lo stesso ovunque...” “E allora perché vai a pregare nel bosco?”. “Perché nel bosco io non sono lo stesso”. Don Bruno Ferrero

Il bosco, da sempre, nell’immaginario collettivo è

fedeli riuniti di avere fede in Cristo, di non abban-

luce, e poi cadono in estasi mistica, durante la

luogo di mistero e fede, dove non spaventa per-

donare la retta via e di pregare molto, cercando

quale sbattono le palpebre molto velocemente,

dersi poiché la tranquillità e la pace che lo avvol-

di coinvolgere sempre più persone – con le sem-

cercando di concentrarsi su ciò che la Madonna

gono - rotte solo dal canto di qualche uccellino,

bianze di una ragazzina intorno ai 16 anni, con

vuole comunicare loro, non estraniandosi, tutta-

dal calpestio sul terreno di chi lo attraversa e da

carnagione e capelli scuri, vestita di bianco, con

via, da ciò che accade intorno. Dopo essere state

una leggero venticello - accarezzano l’anima, fa-

una cintura dorata e una rosa bianca al centro,

qualche minuto insieme con la Mamma Celeste,

cendo percepire la grandezza e la bellezza del

un cuore fatto di rose sul petto, una rosa su cia-

Angela e Simona si accasciano al suolo nel “ripo-

Creato. Quello che di più c’è a Zaro è, invece, una

scun piede e le braccia aperte. Il colore degli occhi

so dello spirito”, lasso di tempo di estrema comu-

forza misteriosa che spinge chiunque passeggi o

cambia: Angela li vede castani, mentre Simona

nione dopo l’apparizione.

faccia jogging da quelle parti, verso una roccia.

azzurro-verdi e spesso indossa vestiti diversi, che

Durante l’estasi mistica la Madonna comuniche-

Salendo un ripido sentiero, levigato dai frequenti

nell’immaginario cattolico caratterizzano altre im-

rebbe alle veggenti un messaggio, che viene

passi, infatti, si può scorgere un altarino dedicato

magini della Madre di Cristo, a volte è abbigliata

rivelato però, soltanto durante la successiva ap-

alla Madonna ed è qui che, fin dal 1994, ogni

come la Mamma della Pace, tutta di bianco, altre

parizione, poiché deve essere vagliato dal padre

mercoledì, sabato e domenica, si recita il Rosario

come l’Addolorata, quindi tutta in nero.

spirituale di Angela e Simona, don Ciro Vespoli,

e nei giorni 8 e 26 di tutti i mesi, appare la “Mam-

Il momento in cui le due ragazze affermano di

che ha preso i voti proprio perché anche a lui,

ma Celeste”.

avere la visione, mentre pregano insieme a tutti

anni addietro, appariva la Madonna.

Secondo le due veggenti Angela e Simona, infat-

i fedeli riuniti, avvertono la presenza della Ma-

E proprio questi messaggi hanno scatenato l’at-

ti, la Madonna apparirebbe loro - chiedendo ai

donna che si manifesta loro avvolta da una forte

tenzione dei media, di recente come 17 anni fa,


poiché hanno predetto con notevole verosimiglianza le catastrofi del crollo delle Torri Gemelle del 2001, con ben 6 anni di anticipo, e il terremoto dell’Emilia Romagna del 20 maggio scorso. L’intervista alla veggente Simona, pubblicata sul settimanale Epoca del 5 ottobre 1995 riporta: “ Un giorno ho visto dei grattacieli che venivano giù, poi mi sono chiesta quale città potesse essere e ho visto la Statua della Libertà in frantumi e ho capito che era New York”. Quello che invece si legge nella trascrizione del messaggio della Madonna dell’8 maggio, reso pubblico il 26 maggio, sembra preavvisi proprio il sisma: “  la Mamma mi ha fatto vedere l’Italia spezzata in due da una grande lancia. Molte città erano completamente distrutte e una grande nube avvolgeva l’Italia intera. Nel centro Italia c’era un grande fumo nero dal quale uscivano tante colombe bianche che volavano, ma dopo poco cadevano al suolo; dal sangue che usciva dalle colombe morte uscivano fuori immagini molto spaventose e poco gradevoli da vedere. San Michele vegliava sull’Italia insieme alla Madonna. Dal volto della Madonna cadevano lacrime che bagnavano quel sangue e dileguavano quelle brutte immagini”. Nel corso degli anni i messaggi che preannunciavano catastrofi sono stati molteplici: un’isola completamente sommersa dalla lava di un vulcano, una breve ma grande guerra e uno scisma all’interno della Chiesa cattolica, che provocherà

La storia delle apparizioni

l’allontanamento di molti credenti a causa di sacerdoti che non danno il buon esempio. Tuttavia, questi sono solo avvertimenti per permetterci di salvarci con la preghiera, e non punizioni: la missione di Angela e Simona è proprio quella di diffondere il volere della Mamma Celeste, cioè es-

Giovanna d’Arco sentiva delle voci provenienti dal Signore. Il Delfino ne era infastidito. “Oh, le tue voci, le tue voci” si lamentava. “Perché le voci non giungono a me? Sono io il re, non tu”. “Le voci arrivano anche a te, Delfino” rispondeva Giovanna, “ma tu non le ascolti. Tu non ti siedi di sera nel campo per ascoltarle. Quando suona l’Angelus ti fai il segno della croce e tutto finisce lì per te; ma se tu pregassi dal profondo del cuore e se ascoltassi il tintinnio delle campane nell’aria anche quando hanno smesso di suonare, sentiresti anche tu le voci come le sento io”.

sere sempre in comunione con suo figlio Gesù e pregare molto, con cuore sincero.

Le apparizioni mariane a Zaro hanno avuto origine nel 1993, quando due fratelli, Luigi e Paolo, poco più

A questo scopo è nata un’associazione ONLUS

che adolescenti cominciarono ad avere “l’abbandono nello spirito e il dono della locuzione interiore”.

che riunisce tutti i fedeli e si occupa di curare il

(N.d.r. Il riposo nello spirito consiste nell’abbandono alla potenza dello Spirito Santo che priva momen-

terreno su cui la Madonna appare, diventato a

taneamente colui che lo sperimenta delle forze fisiche, facendolo accasciare come svenuto, ed agisce a

tutti gli effetti proprietà dell’associazione stessa

livello interiore. La locuzione interiore è il rapporto che nasce tra il cuore dell’uomo e l’ascolto della pa-

dopo l’acquisto dal comune di Forio, rendendolo

rola di Dio ed è considerata il mezzo per ricevere parole e messaggi da Gesù o dalla Madonna). I ragazzi

confortevole per le persone ammalate, agibile e

non fecero pubblicità all’evento, che cominciò a ripetersi periodicamente presso la propria abitazione

praticabile a tutti coloro che vi si recano quoti-

nel comune di Barano, ma recitavano quotidianamente il Rosario invitando parenti ed amici stretti a

dianamente. L’Associazione Madonna di Zaro ha

farlo insieme a loro. Tramite il passaparola si formò un gruppo di preghiera che, per circa un anno, si

anche un sito internet sul quale è possibile visio-

recava due volte la settimana a casa dei fratelli per presenziare alle apparizioni, dire il Rosario e sentire

nare tutti i messaggi dal 1995 ad oggi, conoscere

i messaggi che la Madonna lasciava. Assistendo a questi avvenimenti anche altre due sorelle, Imma e

gli orari degli appuntamenti mensili di preghiera

Marianna, confessarono di vedere la Mamma Celeste e di trascrivere ciò che dettava loro. L’8 ottobre

e le fiaccolate commemorative della prima appa-

1994 le due famiglie si trovavano a Zaro per passeggiare dopo un pranzo insieme, Paolo sentì un forte

rizione, lasciare il proprio commento, la propria

richiamo verso la pietra dove ora appare regolarmente la Madonna e, attraversando fitti cespugli di

richiesta di grazia o la testimonianza di una gra-

rovi, la vide. “Questo è un luogo benedetto”, gli disse. La sera, presso la propria abitazione, anche Luigi

zia ricevuta, nonché effettuare donazioni. Ogni

ebbe una visione, sentendo la Madre di Gesù che gli comunicava: “Zaro sarà luogo di pellegrinaggio”.

giorno il sito è visitato da circa 1000 devoti, che

In questo modo cominciarono i Rosari presso il bosco di Zaro. Col passare del tempo al gruppo dei

lasciano la propria preghiera virtuale, sperando,

quattro giovani, se ne aggiunsero altri. Durante gli anni alcuni di loro non hanno più visto la Madonna,

invece in un miracolo concreto.

poiché il loro momento era passato, lasciando il “testimone” ad altri. Due ragazzi di quel gruppo sono rimasti, tuttavia, così colpiti dall’evento, che hanno preso i voti, diventando rispettivamente frate e sacerdote. Gli altri hanno proseguito con la loro vita, partecipando però sempre a tutte le manifestazioni della Mamma Celeste e ai gruppi di preghiera. Proprio per volere mariano infatti, sono stati stabiliti dei giorni precisi: il mercoledì si tiene il Rosario nel bosco, l’8 - giorno della prima apparizione a Zaro - e il 26 - commemorazione della prima visione di Paolo - di ogni mese la Madonna fa visita ad Angela e Simona e lascia loro un messaggio.


“La Madonna di Zaro ha aiutato mio figlio a guarire”

che sicuramente sarebbe stato trasferito a Napo-

positivamente alla seconda dose di “surfattante”,

li, mio marito si arrabbiò molto e chiamò anche

una sostanza che permette di far circolare aria e

una delle veggenti, urlando e chiedendo perché

sangue nel modo corretto. A quel punto, però,

la Madonna aveva permesso che ciò succedes-

si temevano danni per il cervello, rimasto troppe

se. A Napoli gli venne diagnosticato un proble-

ore senza il necessario apporto di ossigeno. Io an-

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ma polmonare, ma non si riusciva a capire di che

cora una volta strinsi il rosario e pregai, dicendo:

tipo. Io ero sempre più agitata quando ricevetti la

Madonnina mia, fai tu perché so che mi aiuterai.

telefonata della veggente Angela che mi disse di

E ancora una volta Angela mi telefonò dicendo-

stare tranquilla, che avrebbe pregato la Mamma

mi che aveva aperto la Bibbia alla pagina delle

Celeste, chiedendole di far guarire mio figlio. Da

guarigioni, e questo era un chiaro segno che la

Sul sito internet www.madonnadizaro.it, sono

quel momento, dopo aver sentito quelle parole,

Madonna stava aiutando mio figlio. Dopo quegli

presenti numerosi ringraziamenti in seguito a gra-

mi calmai e cominciai a pregare anche io, con

avvenimenti per un anno ho dovuto sottoporre

zie ricevute dopo la preghiera, eppure l’unica di

molta fiducia. Dopo poco Angela mi richiamò,

il mio bimbo a controlli settimanali e mensili, ma

cui abbiamo una reale testimonianza è quella di

dicendomi: “Ho parlato con la Madonnina e mi

ora che ne ha due sta benissimo, è allegro e vispo

Annamaria ed Agostino Polito e del loro bimbo,

ha detto che avrebbe messo la mano sui polmoni

e sembra che non gli sia mai successo nulla. Io

rimasto senza ossigeno per 18 ore dopo la nascita

di tuo figlio, però tu devi pregare”. A pochi mi-

penso fermamente di aver ricevuto una grazia e

e che ora sta benissimo. La storia di Annamaria è

nuti da quella telefonata, ma dopo 18 ore senza

continuo a venire a Zaro a pregare costantemen-

davvero molto toccante e lei la racconta con gran-

ossigeno, mio figlio, che durante il trasporto in

te, per ringraziarla e per farle sapere che la sento

dissima emozione, che traspare esclusivamente

elicottero ebbe anche una crisi convulsiva, rispose

vicina, come una vera mamma”.

dagli occhi, grandi e lucidi: la voce è tranquilla e lenta e ripercorre tutti i momenti dolorosi che ha vissuto con la consapevolezza di aver avuto una Mamma divina accanto, che ha aiutato il suo bambino e le ha dato la certezza che tutti quei problemi sono passati per sempre. “Sono molto cattolica e credo profondamente nelle apparizioni che hanno Angela e Simona. All’inizio sono venuta qui per vedere cosa succedeva, poiché me ne avevano parlato, circa quattro anni fa, e sono rimasta a pregare perché ho avvertito una presenza viva, tranquilla e profonda accanto a me. Leggendo i messaggi mi sono resa conto che la Madonna ci dà anche degli avvertimenti, ci prepara a quello che deve avvenire. Mi sono affidata a lei, chiedendole di poter avere un bambino, poiché ho dei problemi all’utero e, dopo la prima figlia, ho avuto un aborto spontaneo a sei mesi di gestazione. Se mi dai questa possibilità - chiesi - fa che mi nasca bello, sano e forte. Mi sentivo già che sarebbe stato maschio e, quando appresi di essere incinta, promisi di venire a recitare il Rosario in tutte le occasioni che aveva stabilito nei messaggi dettati ai veggenti per ringraziarla di questo dono, chiedendo, però, di riuscire a portare avanti la gravidanza. Per i miei problemi mi sottoposi ad un intervento chirurgico – il cerchiaggio (N.d.r. una piccola benda che si fissa alla base dell’utero, quando questo ha delle malformazioni, per evitare nascite premature o aborti spontanei) – vivendo una gravidanza serena e priva di complicazioni. Nel periodo di Natale, approssimandosi la data del parto, il cerchiaggio mi fu tolto. Il 28 dicembre ebbi le doglie e un parto lampo. Di solito le infermiere portano il bimbo alla mamma poche ore dopo il parto, ma io saltai la prima poppata e cominciai a temere che qualcosa non andasse. Dopo poco vennero ad avvisarmi che il bimbo aveva problemi respiratori, era nato cianotico e ancora non aveva assunto un colorito roseo, poiché i suoi organi interni non si erano adattati alla vita al di fuori dell’utero. Io cominciai a preoccuparmi, poiché mi dissero


82 Testimonianze e impressioni di fedeli, turisti e curiosi Turiste di Venezia: “Siamo devote alla Madonna in tutte le sue manifestazioni e siamo anche habituè dell’isola d’Ischia. Una volta l’anno veniamo in vacanza qui e passiamo a salutare la Madonnina e a pregare con lei”. “Noi abbiamo visto la trasmissione di Paolo Brosio in cui si parlava di Zaro e delle apparizioni. Casualmente abbiamo notato l’indicazione per venire qui e abbiamo deciso di fare un salto a dire un’Ave Maria”. Signor Antonio, devoto: “Seguo i veggenti fin dalle prime apparizioni, quando si pregava in casa. Ho saputo per caso di questi avvenimenti soprannaturali, poiché conoscevo il papà dei ragazzi che m’invitò a casa sua a pregare ed assistere a questi fenomeni. La prima volta che ho visto Luigi e Paolo accasciarsi al suolo ero un po’ scettico, non dicevo che era vero, ma neppure che era falso. Man mano che pregavo la mia fede cresceva e oggi seguo tutti gli incontri di recita del Rosario, le fiaccolate e le apparizioni. Non mi aspetto niente dalla Mamma Celeste, cerco solo di esaudire quelli che sono i suoi desideri di fede e preghiera verso di lei e verso suo figlio Gesù. Ultimamente, in seguito alla messa in onda delle trasmissioni “Viaggio a…” di Paolo Brosio e “Mistero” di Daniele Bossari ci sono state tantissime persone che sono accorse solo per curiosità, per cercare di vedere il miracolo coi loro occhi. Spero che presto anche loro comincino ad avere fede e a pregare perché lo sentono davvero. Una cosa che mi fa sorridere e mi meraviglia allo stesso tempo è che ancora non si sono visti a Zaro, durante i giorni in cui la Madonna detta i messaggi e in quelli in cui si prega, venditori di gadget, rosari, statuine e immaginette sacre”. Signora Titti, curiosa: “Sono stata lì solo una volta, il giorno dell’apparizione di marzo, ma non ho visto niente, neanche le due veggenti, tanta era la folla, più di tremila persone. Io sono abbastanza praticante, ma non avendo l’auto non posso spostarmi facilmente per recarmi ai Rosari ed agli incontri periodici. Quel giorno sono rimasta molto colpita dal via vai di gente: una serie di pulmini organizzati, che portavano i turisti direttamente dagli alberghi e li facevano scendere proprio alle pendici della radura dove c’è la pietra delle apparizioni, e tantissimi microtassisti. Due di loro, come spesso succede qui ad Ischia, hanno anche litigato per accaparrarsi una fedele che non riusciva a camminare bene. Penso, che il vero miracolo la Madonna lo stia facendo risollevando Ischia dalla crisi turistica che l’ha colpita”. Signora Linda, curiosa: “Parecchi anni fa ho incontrato per caso uno dei primi veggenti che mi ha predetto esattamente in che modo sarebbe morta mia madre. Io non lo conoscevo e neppure ora so cosa faccia, ma si è avverato tutto quello che mi aveva detto e questo per me è stato un messaggio forte. Eppure, da quel momento non ci ho più pensato. Qualche mese fa una signora mi ha chiesto indicazioni per recarsi alla Madonna di Zaro e ho sentito il desiderio di andarci anche io. Ho portato con me anche mio marito. Andare a pregare ci fa star bene, ci raddrizza la giornata quando è andata storta: anche stamattina era una giornata no, ce ne sono capitate di tutti i colori, poi siamo stati a dire il Rosario a Zaro ed è passato tutto, come se avessimo preso una medicina per il cattivo umore”. Signora Annamaria, cattolica praticante e devota: “Ho cominciato a frequentare i gruppi di preghiera quando Paolo e Luigi avevano le prime visioni. Avevo sempre seguito gli incontri ma non mi avevano mai suscitato un grande fervore interiore, poi, in seguito alla trasmissione di Paolo Brosio cominciai ad andare anche il giorno 26 del mese, alle apparizioni. Avevo preso posto proprio dietro le due ragazze e ho avvertito, prima che loro avessero il riposo dello spirito, un venticello leggero, e quello per me è stato il segnale che la Madonna stava andando via. Questa presenza forte che ho sentito mi ha fatto credere ancora di più che la Madre di Gesù fosse davvero in mezzo a noi e si fosse mostrata alle ragazze. Io sono stata anche a Medjugorje e lì, al contrario di Zaro, il messaggio veniva letto subito da Mirjana, la veggente, e tradotto immediatamente in tutte le lingue. Anche la gente è diversa: qui sono soprattutto curiosi, maleducati, durante il Rosario parlano dei fatti propri; a Medjugorje, invece, erano tutti in religioso silenzio, ognuno recitava il Rosario nella lingua del suo paese, ma sembrava una sola voce. A Medjugorje ho assistito anche al “fenomeno del sole” che prima è diventato immenso, enorme e poi ha cominciato a palpitare, a ruotare su se stesso fortemente assumendo colori diversi, ed è durato per alcuni minuti. Tutte le persone lì presenti lo hanno visto ed alcuni lo hanno anche fotografato. A Zaro, forse, si va ancora solo per cercare di captare qualcosa di materiale, non capendo che, se non si ha il cuore pieno di fede e d’amore, non si vedrà che una folla di persone e null’altro”.


P E O P L E

i

LO YOGA DI ALYONA text_ Lucia Elena Vuoso photo_ Giuseppe Greco, Alyona Neskuba

Sicuramente a tutti sarà capitato di sentirsi stanchi,

Turismo con specializzazione di Interprete Inglese,

svogliati e stressati, senza volontà di far niente e

ucraina, che si è avvicinata a questa pratica orien-

con la pesantezza d’animo addosso e sicuramen-

tale ed all’esoterismo proprio quando è arrivata

te non tutti si saranno dati la spiegazione di que-

ad Ischia e ne ha scoperto i numerosissimi benefi-

ste sensazioni. Spesso il motivo di tale malessere

ci, ci spiega in cosa consista praticamente lo yoga

dipende semplicemente dal mancato equilibrio di

e come l’abbia aiutata a capire se stessa e gli altri.

corpo e mente, che impedisce il corretto afflusso

“Sull’isola ci sono moltissime energie positive ed

di energia vitale all’interno del nostro organismo.

anche numerosi portali per un’altra dimensione,

E per ritrovare il giusto bilanciamento psicofisico

con i quali c’è un continuo scambio di corren-

lo yoga è sicuramente la medicina più efficace.

ti vitali. Uno di questi è la Grotta del Mago - la

Alyona Neskuba, giovane laureata in Scienze del

leggenda narra che fosse abitata da giganti che

83


84 aiutavano i marinai quando perdevano la rotta -,

e le cellule non vengono rigenerate con frequen-

un altro è sicuramente Zaro, dove spesso si hanno

za costante”- spiega Alyona – “ed è per questo

visioni e apparizioni mistiche, ma quello principa-

che è importante prendere fiato a pieni polmoni

le è situato sotto il monte Epomeo” – racconta Al-

e anche cantare sotto la doccia è molto utile!”.

yona. Secondo il buddhismo tibetano, infatti, esi-

Le varie posizioni che si assumono durante la se-

ste un luogo sotto la terra chiamato “Shambala”,

duta di yoga servono proprio a rinnovare i tessuti

dove dimorano tutti gli illuminati della storia, da

situati nella zona stimolata attraverso il respiro.

Gesù a Maometto, ai miti degli antichi greci e ro-

Esistono, poi, esercizi specifici anche per i cha-

mani, che usciranno attraverso delle porte situate

kra. I chakra sono i centri base dove è canalizzata

in punti strategici del pianeta, per aiutarci quando

l’energia nel corpo umano e sono sette, ad ognu-

il mondo così come lo conosciamo avrà fine. Il

no dei quali corrisponde un colore, un apparato

flusso di energia che proviene da questi luoghi

e determinate sensazioni. Il primo chackra detto

si fonde con quella che ognuno di noi possiede

“della Base” è situato alla fine della colonna ver-

naturalmente, che pervade tutto il nostro corpo,

tebrale e coinvolge tutto l’apparato scheletrico.

dal basso verso l’alto, dando origine all’aura. Ed

Rappresenta la terra come fondamento e quindi

è per questo che i canali di transito devono esse-

è collegato con gli istinti di sopravvivenza ed il

re sempre tenuti liberi attraverso la respirazione,

senso di realtà e materialità. Spesso quando non

fondamento imprescindibile dello yoga, che inse-

abbiamo lavoro, o siamo senza soldi è perché

gna le giuste tecniche per raggiungere il controllo

l’energia non confluisce correttamente in questo

di emozioni e volontà. Durante la meditazione, in-

chakra e, per far sì che ciò accada, dobbiamo ef-

fatti, si recita il mantra “omm” che ha la tonalità

fettuare molti piegamenti, che favoriscono l’aper-

del fa diesis maggiore, comune ai canti religiosi

tura dei canali.

e a molte preghiere cattoliche e serve ad ossige-

Il secondo chakra si trova due dita sotto l’om-

nare gli organi: “avendo una colonna vertebrale

belico e simboleggia l’apparato riproduttivo e la

piegata, l’aria non entra correttamente nel corpo

creatività. Il suo colore è l’arancione e di solito il


suo corretto funzionamento determina una vita

arti creative e avrà anche sviluppata la capacità di

realizzati a mano, ed ognuno è diverso dall’altro:

sociale molto attiva. Il chakra “del Fuoco”, il terzo,

intuire le cose. L’ultimo chakra è quello “della Co-

farfalle, pesciolini, mici e tutti i temi della natura

si trova nel plesso solare, alla bocca dello stomaco

rona” e si trova sulla testa, nel punto dove i bim-

con cui, fin da bambina, ha instaurato un lega-

ed è giallo. Racchiude in sé tutti i problemi riguar-

bi hanno la fontanella. Rappresenta la coscienza

me profondo. Le foto sono principalmente ritrat-

danti l’apparato digerente, nonché la sicurezza

pura e il pensiero e il suo colore è il rosa.

ti, proprio perché Alyona riesce a percepire gli

in se stessi. Avere poca energia in questo pun-

La flessibilità della mente dipende dalla flessibilità

stati d’animo ed il carattere di chi la circonda e

to determina spesso bruciori di stomaco dovuti

del corpo e viceversa, per cui chi riesce ad equi-

a catturare delle espressioni che rispecchiano la

all’ansia per la mancanza di fiducia nelle proprie

librarsi grazie allo yoga, otterrà salute, un corpo

personalità al cento per cento. Fantasia e manua-

capacità, averne molta porta ad essere arroganti

forte e una pacatezza dell’animo che, secondo la

lità che si concretizzano anche nelle collane e nei

ed egocentrici.

“legge di attrazione”, scatenerà tutta una serie di

bracciali, unici nel loro genere, realizzati con len-

Al centro del petto è situato il chakra del cuore,

avvenimenti positivi.

za, microsfere ed una particolarissima tecnica. Lo

dal colore verde. I flussi energetici che ne scaturi-

E Alyona che segue questo stile di vita, e medita

yoga non ha portato nella vita di Alyona solo una

scono confluiscono nelle braccia e poi nelle mani

tutti i giorni, dalla sua casa di fronte all’Epomeo,

grande dose di inventiva ed estro, ma anche un

ed è per questo che tocchiamo qualcuno per di-

sembra aver trovato la stabilità: fa solo quello di

generale benessere fisico: non si ammala più da

mostrargli affetto, ci sfioriamo una parte del cor-

cui è realmente convinta, dice sempre quello che

quando esegue quotidianamente gli esercizi di re-

po dolente o le mamme in attesa si accarezzano

pensa, ed ha una spiccata dote artistica. Disegni

spirazione ed anche i piccoli fastidi che in passato

la pancia: per condurre la forza vitale dal chakra

come sogni, in cui il colore è sempre vivo ed in-

le si presentavano spesso, come il mal di gola o

del cuore agli altri o ad una parte di noi che ne ha

tenso, le sfumature marcate ed i soggetti eterei:

l’herpes, sono scomparsi definitivamente. E an-

bisogno. Il quinto punto di energia si trova nella

grattacieli dentro un bicchiere d’acqua, che rap-

che se la medicina ufficiale non riconosce questa

gola, il suo colore è celeste e determina il modo di

presentano la soggettività della realtà, la luna, le

disciplina come terapia del corpo, di sicuro respi-

parlare e di esprimersi. Spesso abbiamo un nodo

stelle, i gatti e moltissimi simboli della notte, affa-

rare correttamente e pensare in maniera positiva

alla gola, o diciamo cattiverie quando non arriva

scinante poiché misteriosa e magica, e uomini sti-

giova allo spirito ed aiuta ad affrontare serena-

sufficiente forza in questo punto.

lizzati, a volte nudi, a volte interamente neri, che

mente anche le negatività che la vita, spesso, ci

In fronte abbiamo il “Terzo Occhio” legato all’ipo-

tendono all’infinito o si racchiudono dentro un

presenta.

fisi ed all’immaginazione. Chi ha questo chakra

paesaggio isolano. Ed anche i suoi coloratissimi

in equilibrio eccellerà nel disegno ed in tutte le

ed originali bigliettini da visita sono interamente


P E O P L E

i

ALVISE CASTAGNA

_Quando un’idea viaggia sul web text_ Serena Pacera

Alvise ha 22 anni, tante idee, e un cellulare che si

Momento”. Di cosa si tratta? Altro non è che una

rigira continuamente tra le mani.

chat di gruppo in cui il moderatore, in un giorno

Questa storia comincia con lui, e prosegue con

concordato, invita a postare una foto di ciò che si

centinaia di persone. Tutto ha inizio ad un festi-

sta facendo in quel preciso istante. Ma non solo:

no universitario. Una tipica serata non proprio

capita anche che gli utenti si dividano in gruppi e

virtuosa, di quelle che bene o male conosciamo

si sfidino nell’eseguire balletti, scioglilingua e chi

tutti, in cui ci si diverte e capita anche di alzare il

più ne ha più ne metta, i vincitori vengono de-

gomito. Non esattamente un dotto cenacolo let-

cretati il giorno dopo tramite un sondaggio e le

terario, per intenderci.

loro performance vengono caricate su Youtube.

Alvise manda un messaggio ad un’amica, lei gli

Insomma, una sorta di flash mob digitale a cui

risponde con una foto. Lui fa lo stesso. Il mec-

nei mesi hanno cominciato ad aderire sempre più

canismo è innescato, ci vuole poco e l’idea vie-

persone, anche completi sconosciuti, che grazie

ne a galla. Grazie agli smartphones cominciano

al passaparola condividono “momenti” da tutto

a nascere contatti fotografici con amici vicini e

il mondo. Attualmente, si contano 544 utenti e il

lontani, in qualunque momento della giornata.

numero è in continuo aumento.

Foto da Ischia, Salerno, Milano, ma anche dalla

Ma questo è solo l’inizio del viaggio. Infatti, gli

Romania e da altri luoghi del globo. Tutto trami-

studi di Informatica all’Università di Salerno con-

te WhatsApp, un’applicazione gratuita di mes-

sentono ad Alvise di partecipare al casting per

saggistica istantanea. È solo l’inizio, ma questo

WiLab, un laboratorio di formazione per la new

è l’embrione di quella che poi sarà “La Foto Del

generation del web tenutosi a Pescara, che ha


graficamente, ma vicinissimo ad Ischia, alle tragedie provocate quando la terra cede, vuoi per un sisma, vuoi per il dissesto idrogeologico, a noi ben noto. Su tutti i social network impazzano post recanti numeri verdi, foto, inviti a donare denaro o

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ad acquistare il parmigiano caduto dagli scaffali.

per obiettivo di far emergere i giovani talenti del

ampio. È una collaborazione tra ThemisLab e La

Paese ed avviarli al mondo del lavoro. Nel conte-

Foto del Momento, è “Vicini Per Un Momento”,

sto italiano - che sa essere crudele e poco merito-

e scatta la corsa contro il tempo per realizzare

cratico come raramente accade altrove - Alvise si

un sito funzionale, facile da usare, dalla grafica

guadagna uno dei 60 posti disponibili, e ci riesce

intuitiva. Sono giorni e notti di attività frenetica

proprio grazie a “La Foto del Momento”: è que-

e di videoconferenze che durano fino alle 5 del

per il momento declina in un’iniziativa di solida-

sto, infatti, il progetto con cui si presenta e per

mattino, di progettazione, di tentativi, di proble-

rietà solo simbolica.

cui viene apprezzato dagli esaminatori. Comincia

mi da risolvere. Ma alla fine gli sforzi fatti danno i

Quello che è certo è che tutto questo non ci sa-

una nuova avventura all’insegna della pratica e

loro frutti, e “viciniperunmomento.com” è pron-

rebbe stato, se quella sera, a quella festa, non

dell’apprendimento, durante la quale ha l’oppor-

to. Si tratta di una piattaforma attraverso la quale

fosse partito quel messaggio. Nulla di tutto ciò

tunità di confrontarsi con ragazzi estremamente

è possibile caricare una foto e un messaggio di

sarebbe accaduto, se a mandarlo non fosse stata

dotati e con una realtà all’avanguardia. All’inter-

solidarietà a sostegno dei terremotati emiliani, i

una persona capace di immaginare un futuro di

no del progetto ha contribuito come project ma-

contatti si moltiplicano a vista d’occhio, sulla pa-

possibilità. E allora, la domanda sorge spontanea:

nager alla realizzazione di “weareuncover.com”,

gina di facebook si legge “Mettici la faccia: posta

potrebbe “La Foto del Momento” diventare un

un sito dalla grafica innovativa, assolutamente da

la tua foto e lascia il tuo messaggio!”. L’obiettivo

business? “Certo” mi risponde Alvise “ci sono

visitare, premiato poi come uno dei migliori web-

è di ottenere abbastanza visite da poter inserire

concrete possibilità di farla diventare una fonte di

site italiani da Italians Do It Better, il movimento

sul sito delle pubblicità, e quindi raccogliere de-

lucro, ma non è quello a cui punto”. Mi spiega che

d’eccellenza creativa italiana.

naro per finanziare un progetto di ricostruzione

il suo obiettivo è fare qualcosa che lasci il segno,

Lo stage finisce, è ora di tornare a casa. Ciò che,

in Emilia. Ma purtroppo avere visibilità, per dei

qualcosa che serva a riscattare una generazione

invece, ancora non volge al termine è la storia che

ragazzi armati solo di buone idee, non è così fa-

di ragazzi che senza mezzi termini sono stati defi-

vi sto raccontando. Infatti, a seguito dell’esperien-

cile in questo Paese, e tanto meno dalle nostre

niti ora “bamboccioni”, ora “sfigati”, e che invece

za pescarese, si forma ThemisLab, un collettivo di

parti. L’iniziativa non tarda ad attirare l’attenzione

spesso e volentieri hanno immense potenzialità,

giovani che si occupano di comunicazione web

di alcune testate online, tra cui quella del Secolo

grande valore, principi saldi. Gli stessi ragazzi che

con lo scopo di unire l’on line all’off line, cioè get-

XIX, ma non è abbastanza. Ci vorrebbero molti

scoraggiati da un Paese che chiede tanto ed offre

tare un ponte tra gli avvenimenti del web e quelli

più contatti, ci vorrebbe qualche marchio, anche

ben poco preferiscono fuggire all’estero, verso

della realtà.

locale, disposto a mettercela sul serio, la faccia.

gli orizzonti di un’Europa, un’America, un’Asia

Facciamo un salto in avanti, spostiamoci al nord.

Ma Ischia, terra internazionale, in questa occasio-

che sembrano essere un gradino sopra l’Italia.

È il 20 maggio, ci troviamo in Emilia Romagna.

ne mostra tutto il suo essere isolata. Il progetto

“Ci lamentiamo tanto del nostro Paese ma non

I ragazzi di ThemisLab si chiedono cosa possano fare in una situazione del genere, in cui ancor più delle case crollate e dei danni economici a paralizzare la popolazione sono la paura e lo sconforto. Si accende una lampadina, nasce un’altra idea, stavolta più grande e destinata ad un pubblico

La terra comincia a tremare. Terrore, distruzione,

facciamo niente per migliorarlo, scappare altrove

dolore. Migliaia di sfollati, aziende in ginocchio,

è troppo facile”, dice lui, che invece ha tutte le

morti, vite spezzate, famiglie che non saranno

intenzioni di restare e cambiare le cose, o alme-

mai più le stesse. Un avvenimento lontano geo-

no fare del suo meglio per provarci, nonostante abbia le capacità e la possibilità di fuggire, come in tanti vorrebbero. Sono parole pronunciate con cognizione di causa, perché l’esperienza all’estero l’ha vissuta, in Inghilterra e in America. Sono i pensieri di un Italiano che tifa e si mette in gioco per il suo Paese. Sono obiettivi coraggiosi, forse a tratti un po’ ingenui, ma sono le intenzioni di chi dopo una lunga infanzia entra nella vita reale a testa alta, con passo sicuro, protagonista delle proprie esperienze come si è solo a vent’anni.


L I F E

i

LO SBALLO A ISCHIA text_ Lucia Elena Vuoso

E’ così: se la provi una volta non puoi più farne a meno. Non tanto per la

di fuori del controllo medico e con modalità tali da risultare estremamente

dipendenza fisica – quella sopraggiunge dopo un po’ – quanto per la sensa-

pericolose. L’uso di droghe è legato ai fenomeni dell’assuefazione e della

zione di grandezza, di furbizia per non essere stato scoperto, di benessere

dipendenza, priva il soggetto della libertà e sul lungo periodo provoca diffi-

che ti pervade l’organismo e la mente. E non ti senti diverso, o strano, non

coltà nella vita sociale e gravi danni alla salute.

pensi di essere un “tossico”: tutti i tuoi amici lo fanno, tutti quelli che cono-

Come arriva ad Ischia: L’unica via per arrivare sull’isola, che si tratti di

sci lo fanno, probabilmente tutti, almeno una volta nella vita, hanno assunto

persone, cose o sostanze illegali è il mare. Col tempo e l’esperienza, i metodi

sostanze stupefacenti. E se fino a qualche anno fa era considerata un tabù,

di approdo sono migliorati e si sono evoluti e, di giorno in giorno, i “corrieri

sia per i costi proibitivi che per difficoltà di reperimento, oggi la droga è alla

della droga” se ne inventano una nuova per non essere colti in flagrante

portata di tutti, e quella che sembrava essere l’isola felice, la cui tranquillità

dalle Forze dell’ordine. Uno dei sistemi più utilizzati è quello di chiudere la

veniva disturbata solo nel mese di agosto da napoletani che, senza paura,

“roba” in un sacchetto ermetico e lanciarla dal traghetto prima che questo

riuscivano a portare lo “sballo” ad Ischia, oggi è un luogo che vanta una

attracchi. La nave, infatti, al suo ingresso nel porto di Ischia, costeggia la ter-

vasta scelta di materia prima per “farsi”.

raferma, all’altezza della Pagoda e, appena individuato il complice che aspet-

Cos’è: Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, una droga è qua-

ta, il lancio è breve e preciso, senza lasciare nessuna traccia. Altro metodo

lunque sostanza in grado di influenzare la mente interferendo coi processi

consolidato è quello di nasconderla nei camion che portano rifornimenti

cognitivi e con l’umore. In senso stretto, quindi, sono droghe anche molti

alimentari e così, tra mozzarelle e frutta, spesso riesce a passare anche qual-

farmaci e certe sostanze contenute nei cibi, per esempio la caffeina. Il ter-

che “panetta” di hascisc. C’è chi addirittura smonta la propria autovettura

mine, tuttavia, viene di solito utilizzato per indicare le sostanze assunte al

per riempire i vuoti tra le lamiere metalliche – quelle della portiera, dove


va a finire il finestrino quando si abbassa – e chi, invece, rischia scendendo

binieri durante la fase di scambio: dopo aver portato in caserma qualche

tranquillamente dall’aliscafo con la speranza che Carabinieri o agenti della

ragazzino scoperto a fumare una canna ed avergli fatto confessare nome

Guardia di Finanza non siano in attesa al molo. Capita, infatti, sia che si tratti

del pusher e luogo abituale degli scambi, gli agenti in abiti civili e in motori-

di ragazzini incensurati che di insospettabili ragazze, sia che la roba venga

no, girano nella zona dello smercio. Appena si nota il movimento sospetto,

nascosta bene all’interno del proprio corpo, che si venga scoperti. Di solito,

l’agente in borghese avverte le pattuglie nascoste nei dintorni, che bracca-

quando non ci sono state intercettazioni, succede perché le organizzazioni

no venditore e acquirente. “Una volta mi sono trovato in una retata – dice

in terraferma, per far passare carichi più grandi, con telefonate anonime

Marco. Ero in macchina con altri quattro amici e il conducente aveva appena

denunciano i trasportatori che si trovano sullo stesso mezzo, in modo che gli

portato un po’ di hascisc da Napoli. All’improvviso 4 auto dei Carabinieri

altri abbiano campo libero.

ci accerchiarono. Io non avevo niente. Una ragazza, invece, ingoiò subito

Droga e Forze dell’ordine: Carabinieri e Guardia di Finanza sono, nel 90%

il pezzetto di fumo che teneva nella borsa. Il conducente buttò tutto fuori

dei casi, informati sui traffici di stupefacenti sull’isola. Se la si fa franca la

del finestrino. Ci portarono in caserma. Ci fecero entrare a turno, spogliare,

prima volta, è perché hanno voluto lasciar correre, aspettando il momento

fare flessioni. Ci interrogarono, urlando, per spaventarci. Fu arrestato solo

giusto per arrestare non solo lo spacciatore, ma anche i clienti. Il momento

il ragazzo che guidava. La ragazza che ingerì l’hascisc, poi, ebbe vomito e

più difficile, infatti, è proprio quello di smerciare la “roba”. Di solito chi riesce

diarrea. Ma, tutto sommato, ce la cavammo”.

a farne arrivare molta ad Ischia, cerca amici fidati a cui venderla all’ingrosso per disfarsene subito, e ne conserva una piccola quantità per lo spaccio al dettaglio e per consumo personale. Molto frequenti sono i blitz dei Cara-

89 Miniabito Liu-Jo; bracciali Passavinti Bijoux, orecchini 1AR.


Le droghe più usate ad Ischia Cannabis: hascisc e marjuana. Due qualità di canapa ricche del principio attivo THC. La marjuana è un miscuglio di fiori e foglie di Cannabis essiccati e triturati. L’hascisc è la resina pressata della pianta, che contiene una quantità di principi attivi superiore rispetto alla marjuana. Ogni tanto qualcuno prova a coltivare marjuana qui ad Ischia ma, a meno che non si tratti di una singola piantina, si viene immediatamente scoperti dagli elicotteri della Guardia di Finanza che, spesso, effettuano controlli sui cieli isolani. Il fumo - il nome comune dell’hascisc - viene importato, sempre, dalla terraferma. Qui esistono vere e proprie organizzazioni che seguono letteralmente la catena del marketing: produttore, grossista, distributore al dettaglio, acquirente. Se si è nel giro e a Napoli si hanno agganci nelle zone giuste, si riesce ad avere del fumo di buona qualità, mentre quello che arriva ad Ischia di solito non è buono. C’è da dire, poi, che c’è un ricarico esagerato degli spacciatori ischitani: una stecca da due grammi, dalla quale si ricavano circa 8 canne, che a Napoli costa 5 euro, qui viene venduta a 25-30 euro. L’età media alla quale si comincia a fumare è 13 anni e la diffusione maggiore di Cannabis si ha proprio nelle scuole. Se fino a una decina di anni fa il bagno della scuola media era il luogo dove per la prima volta si provavano le sigarette, oggi è diventato perno di spaccio ed utilizzo di droghe, forse anche più delle discoteche, molto più controllate. Noia, assenza di emozioni forti, possedere tutto ciò che si desidera senza neanche doverlo chiedere, sono le cause che spingono i ragazzi a provare, cui si aggiunge il gusto di sentirsi grandi, vantandosi con gli amici. La Cannabis può essere definita una droga sociale: lo spinello, infatti, viene consumato in gruppo, una boccata ciascuno, di solito ai piedi del Castello Aragonese, sulle spiagge o affacciati ad un belvedere, dove si appartano le coppiette, senza cercare neppure di nascondersi. Gli effetti che provoca variano da persona a persona. La marjuana fa ridere e rilassa, l’hascisc accentua molto di più lo stato d’animo in cui si è: se si è felici si diventa euforici, se si è tristi si entra in depressione. Entrambe fanno venire fame, e bisogna mangiare altrimenti si sta male. Dopo un po’, sopraggiunge anche la paranoia e la paura di essere scoperti, si utilizza tantissimo collirio per attenuare il rossore agli occhi e si cerca di stare soli, per non far capire a nessuno le proprie condizioni. Cocaina: La cocaina viene estratta da una pianta originaria del Perù e della Bolivia, le cui foglie, in quei paesi, vengono masticate per alleviare la stanchezza. Come sostanza stupefacente è venduta sotto forma di polvere bianca o cristalli. Fino a pochi anni fa era considerata una droga d’élite, che solo avvocati, medici e grandi imprenditori potevano permettersi, oggi, invece i costi si sono notevolmente abbassati. Ad Ischia un pezzo da circa 0,3 grammi – due pippate – costa intorno ai 13 euro. Anche se chi la spaccia assicura che sia buona, non si sa mai con cosa sia tagliata fino a quando non la si prova: a volte è tagliata con l’Aulin o altri antidolorifici, a volte addirittura con l’intonaco. (N.d.r. La cocaina non viene mai venduta pura, ma si mescola ad altre sostanze. Si possono così ottenere tagli attivi, con sostanze dagli effetti simili alla cocaina, tagli cosmetici, con elementi che simulano solo gli effetti collaterali della cocaina e tagli inerti, che servono ad aumentarne il volume). La coca impiega circa 15 minuti per entrare in circolo nell’organismo, provocando una sensazione di benessere, una grande carica energetica e l’illusione di poter fare qualsiasi cosa. Dopo qualche ora, però, sopraggiunge una forte fase di down che spinge a cercarne ancora. L’uso costante di cocaina corrode gli organi interni, ed anche la cartilagine del naso che, in seguito a un uso costante, tende a ripiegarsi su se stesso. Crack: Nient’altro che cristalli di cocaina (ottenuti riscaldando la coca con l’ammoniaca) che, invece di essere aspirata, si fuma. Un particolare procedimento viene praticato per la creazione di un rudimentale “cilum”: con una bottiglina di acqua riempita per un quarto, una penna o una cannuccia infilata lateralmente per poter aspirare e della cenere calda, mista al crack, adagiata su un pezzo di carta stagnola, sopra il collo della bottiglia. L’uso costante di crack, nonostante si pensi che fumato

in questo modo produca meno effetti dannosi rispetto alla coca inalata, provoca numerose lesioni, sia al sistema psichico che a quello fisico, in particolar modo ai denti, che si corrodono e marciscono dall’interno. “Ad Ischia l’utilizzo di questa sostanza è davvero impressionante - racconta Stefano - tant’è che si potrebbe inventare un nuovo gioco: trova chi ha i denti scoppiati dal crack! All’uscita della chiesa, nei supermercati, mentre si è in fila dal dottore…” “A me è successo di dare un passaggio ad una ragazza – dice Luigi – carina e molto disponibile. Avevamo deciso di andare ai Maronti per divertirci un po’, quando mi ha sorriso. Aveva le gengive sanguinanti, e il sangue addirittura le correva tra i denti, poiché aveva da poco fumato crack. L’ho subito riaccompagnata a casa perché quella visione mi aveva davvero sconcertato”. Spit bull: A volte farsi di droghe “commerciali” non basta più, si cerca lo sballo in cose particolari. Lo spit bull è un misto di cocaina ed eroina che si inala. “Non molto tempo fa un ragazzo di Perrone stava morendo di infarto, subito dopo essersi fatto uno spit bull”- dice Luca. Eroina: Molto di moda negli anni ’70, l’eroina sta ritrovando nel 2012 il suo periodo d’oro, soprattutto tra i giovanissimi che, però, la sniffano, invece di iniettarsela in vena, credendo che in questo modo non dia dipendenza. (N.d.r. Lo sniffare eroina è chiamato Coibrett: si mette l’eroina in polvere su una striscia di carta argentata, con un accendino si brucia la parte inferiore, inalando, contemporaneamente, il fumo prodotto). L’eroina, infatti, è tra le droghe che, in assoluto, creano maggior assuefazione, per cui, appena svanito l’effetto se ne cerca sempre di più; dopo un po’ la sensazione che si ottiene inalandola non basta più e, comunque, si finisce per spararsela in vena. Il costo è di circa 30 euro a dose. Ad Ischia non è facilmente reperibile per cui, chi ne ha necessità, si affida ad amici tossici che riescono a procurarla, di solito a Scampia o Secondigliano. A volte, gli stessi amici che procurano l’eroina sono iscritti al SERT e ricevono il Metadone (che dà gli stessi effetti dell’eroina ma più blandi ed è utilizzato per una disintossicazione graduale), accade che lo rivendano per acquistare l’eroina. Se la canna è una droga sociale, l’eroina può essere definita solitaria. Iniettarsi un ago in vena è qualcosa che si fa da soli, anche per gli effetti che provoca: si cade quasi in coma, gli occhi si girano all’insù, ci si cingono le ginocchia con le gambe dondolandosi avanti e indietro e ci si gratta tantissimo, poiché la sostanza acida al passaggio nelle vene, provoca pizzicore e prurito. Ketamina: Si tratta di un anestetico per cavalli e le sensazioni che provoca sono tutt’altro che piacevoli: si perde il controllo sul proprio corpo e si ha paura di rimanere in quello stato per sempre, perciò fino a quando l’effetto non svanisce, è una lunga agonia di pensieri negativi e paranoie. Di solito ci si fa di ketamina pur di sballarsi quando si è stati scoperti a fumare cannabis e si ha l’obbligo di fare periodicamente le analisi del sangue al SERT, poiché l’uso di questa sostanza non appare dai risultati degli esami. Pasticche: Sull’isola verde non ne circolano spesso: si ha molta diffidenza poiché non si sa mai cosa c’è dentro. Qualche tempo fa, per un breve periodo, è esplosa la moda del MDMA, subito svanita. L’MDMA è una metanfetamina dagli spiccati effetti eccitanti e psichedelici, che eliminano gli inibitori e abbattono le barriere della comunicazione e, di solito, si usa diluita nell’alcool o in qualsiasi liquido. Popper: Nasce come afrodisiaco. Si tratta di una boccettina contenente un liquido, da aprire nell’ambiente dove si farà del sesso, venduta liberamente nei sexy shop alla cifra di 15 euro. I ragazzi, però, lo inalano direttamente dalla boccettina: la pressione sanguigna sale all’istante, si diventa rossi in viso e si comincia a ridere. Poi si ha mal di testa per tre giorni. Baloon: ogni tanto si sente il bisogno di sperimentare qualcosa di nuovo e, tra tutto quello che arriva ad Ischia, sicuramente questa “droga” è la più innocua di tutte. Si riempie un palloncino con dell’azoto liquido, che si reperisce molto facilmente, e poi se ne aspira il contenuto, un po’ come si fa con l’elio quando si vuole modificare la voce. La felicità che provoca dura circa un minuto, dopodiché ce ne vuole una nuova boccata.


A R T

i

EMANUELA MIGLIACCIO text_Lucia Elena Vuoso photo_Emanuela Migliaccio photoretouching_Romolo Tavani


93 Per comunicare con forza non è necessario urlare. Basta creare un segno che sappia parlare, un’immagine, muta, che dia più informazioni di quante ce ne siano in un libro intero, un racconto fermo, che si animi negli occhi di chi lo legge. Basta un dito davanti alla bocca, immortalato in un’istantanea, per far capire quanto forte sia il rumore del silenzio. Soprattutto quello di una donna. Soprattutto quello di Emanuela Migliaccio. Fotografa per passione, autodidatta che rifugge le tecniche convenzionali, pur conoscendole, allegra e solare ma con un’interiorità caotica e tormentata. Precisa e meticolosa, non scatta per catturare un attimo che c’è, un gesto inconscio o un particolare nascosto: ogni foto è un sogno, una visione, un’illusione della sua mente ricreata nei minimi dettagli, dal set, agli abiti - di solito drappi e veli - , alla modella, con cui instaura un profondo rapporto empatico, per capirla, per capire se stessa. Ciascuno dei lavori di Emanuela, infatti, rappresenta un pezzo per comporre il puzzle


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della sua personalità e dire come vorrebbe essere

macchina fotografica - la chiusura dei neri -, che

vista dagli altri: per questo motivo le sue figure

rispecchia appieno la sua visione della vita, senza

femminili indossano sempre qualcosa che le ap-

vie di mezzo e senza sfumature.

partiene: un gioiello, un accessorio, un vestito.

In questo modo la pelle delle donne diventa

E’ un metodo di lavoro particolare quello che si è

candida, quasi eterea, a voler simboleggiare la

autoimposta, per sfidare le proprie capacità foto

purezza che c’è in ognuna di esse, mamme, so-

dopo foto: lavorare senza flash, esclusivamente

relle, amiche, regine della casa, angeli. Ed anche

con la luce naturale, cercando di fare propria la

nei nudi che Emanuela ritrae c’è il racconto della

luminosità nell’ora giusta e usare solo obiettivi fis-

bellezza femminile, senza trucchi, senza ritocchi,

si, senza possibilità di zoomare o compiere qual-

armonia esteriore ed interiore: ogni ruga rappre-

siasi movimento di macchina, girando lei attorno

senta un avvenimento triste della vita, messo lì

alla modella. E, infine, il tratto distintivo di uno

per ricordare la forza tirata fuori per superare gli

stile inconfondibile: un bianco e nero penetrante,

ostacoli, ogni sguardo limpido e fiero, una gioia,

ottenuto tramite un particolare settaggio della

ogni sorriso accennato, un desiderio. Personalità

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semplici, che incontriamo ogni giorno, dimenticandoci di ascoltare i loro silenzi, vengono fuori prepotenti dalle foto di Emanuela: “Sorelle”, ritratto di due volti, uno di profilo e l’altro frontale, che indica l’unione sanguigna e il profondo affetto tra membri della stessa famiglia, e “Amiche”, in cui una ragazza indiana seduta su un letto di foglie autunnali, cinge le spalle della sua confidente indonesiana, simboleggiando la bellezza del sentimento che combatte contro un mondo appassito, fatto di stagioni che passano. E ancora il dramma della depressione comune a molte donne che, però, può essere sconfitto, è rappresentato da una figura di spalle circondata dal buio, che cammina verso una luce fortissima. Spiritualità, dualità ed innocenza emergono da molti ritratti di Emanuela: la ragazza raccolta in preghiera, con le mani giunte in un luogo diroccato, a simboleggiare che Dio è ovunque e dentro ognuno di noi e le due figure femminili che si abbracciano, di cui una però indossa la maschera ad indicare la falsità delle persone di cui spesso ci fidiamo maggiormente. Anche la purezza è ampiamente trattata dalla fantasiosa ed allo stesso tempo concreta ritrattista isolana: la bimba seduta sulla sedia con le gambe incrociate che guarda in alto, immaginando come sarà il proprio futuro e la rivisitazione della mela, in un personaggio a metà tra Biancaneve ed una moderna Eva, che morde il frutto consapevole di non peccare. Un’ottima tecnica fotografica a servizio di un’indole espressiva complessa: poesia delicata, emozione sottile, mai priva di una dolce drammaticità che aggiunge intensità ai racconti che Emanuela fa, senza parlare, senza scrivere, senza rumore, semplicemente con uno scatto.

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D E S I G N

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FRATELLI RAIA: DALL’ARTIGIANATO DEL LEGNO AL DESIGN text_ Redazione Ischiacity | photo_Romolo Tavani

La casa è il luogo che sentiamo più vicino a noi, dove ci rifugiamo quando vogliamo staccare la spina con il mondo esterno, un nido che protegge, in armonia con se stessi e il proprio animo, ed è riempiendola con le cose che ci appartengono, i ricordi, i profumi, gli affetti, che la rendiamo veramente nostra. Per questo al centro dell’attività di Raia Wood Design c’è l’uomo e tutto ciò che lo circonda e un mood ben preciso: coniugare l’esigenza dell’individuo di esprimere e trasmettere la propria personalità con il desiderio di circondarsi di oggetti piacevoli, che rendano unico il proprio ambiente di vita nel rispetto dell’ecosostenibilità. E il legno, nella cui lavorazione Raia è specializzato, è quella materia prima che arreda immediatamente gli spazi in cui entra, regalando confort, ospitalità e calore, poiché è vivo e respira ed è affine all’uomo più di qualsiasi altro elemento. Nel grande showroom di Lacco Ameno sono presenti oggetti naturali ed al contempo moderni, forgiati da mani esperte di falegnami di importanti ditte italiane, sotto la guida di famosi designer internazionali: il mobilio interno, informale ma sempre ricercato ed attento ai particolari, i complementi d’arredo, che coniugano la tradizione dei materiali con l’innovazione della tecnologia e delle forme, infissi, pareti e parquet, funzionali ma di immediato impatto, ed arredamento da esterni, sofisticato ed elegante, che rende sempre più sottile il confine tra dentro e fuori, contribuendo a creare un ambiente esclusivo da godersi in tranquillità e relax. Uno spazio, unico ad Ischia nel suo genere, che offre non solo ottima qualità e fatture d’eccellenza in ogni singolo articolo proposto, dalla cucina, alla libreria, alle sedie, alle lampade, ma soprattutto un servizio di assistenza prima, durante e dopo l’acquisto e la possibilità di personalizzare ogni singolo elemento presente nell’area espositiva, con l’ausilio della propria falegnameria, capace di creare artigianalmente elementi d’arredo che non hanno nulla da invidiare per design, fattezze e qualità dei materiali a quelli delle grandi case produttrici, garantendo, tuttavia, l’unicità e la personalizzazione in base alle necessità ed alle misure degli ambienti da arredare. La famiglia Raia, infatti, vanta una tradizione ebanistica che si tramanda da ben nove generazioni e una tra le falegnamerie più grandi dell’isola: sbarcati ad Ischia nell’800 per re-

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alizzare la controsoffittatura della storica chiesa di santa Restituta a Lacco Ameno, hanno migliorato le proprie tecniche, col passare degli anni e l’esperienza, ed oggi dispongono di speciali macchinari in grado di realizzare velocemente qualsiasi richiesta del cliente, nel pieno rispetto dell’ambiente, garantendo la durata nel tempo, e superando in questo modo la logica del prodotto standardizzato a favore di un elevato livello di personalizzazione. Anche un innovativo materiale, il “Corian”, viene lavorato nella falegnameria per dar vita a lavabi per la stanza da bagno e lavelli per la cucina integrati col piano d’appoggio, ma anche tavoli e mensole, poiché con la sua combinazione di prestazioni e qualità estetica, e grazie alla sua perfetta integrazione con piastrelle, acciaio, granito e vetro, garantisce la durata nel tempo delle applicazioni che vengono costruite con esso. Ed è per questo che molti alberghi che vogliono dare prestigio all’arredamento della propria struttura si rivolgono ai maestri artigiani Raia, regalando in questo modo agli ospiti il piacere di sentirsi a casa anche quando sono in vacanza. Primo fra tutti, lo storico e prestigioso cinque stelle Albergo della Regina Isabella che ha in Raja un punto di riferimento sicuro da decenni. Per progettare e realizzare ogni tipo di idea, Raia Wood Design mette a disposizione anche un team di architetti, che effettua sopralluoghi, consigliando lo stile che meglio coniuga la struttura della casa con gusti e necessità dei proprietari. Ad esempio, quando si arreda l’abitazione di novelli sposi, con bimbi piccoli, si prediligono mobili pratici e funzionali, che diano personalità all’ambiente e durino nel tempo: le cucine, i tavoli ed anche molti complementi sono trattati con materiali speciali che li rendono impermeabili, resistenti all’uso, ai lavaggi ed ai graffi, in modo da poterli sfruttare senza paura di rovinarli e conservandone a lungo l’aspetto. Se, invece, si desidera reinventare un mobilio ormai obsoleto, le offerte di design sono vastissime, con oggetti che spesso, per colori e foggia, possono essere paragonati a vere e proprie opere d’arte contemporanea. Una storia quindi, quella di Raia, che da sempre converte i sogni in progetti, dando loro una forma, grazie alla tradizione ed allo spirito innovativo, e una materia prima che è sostanza per stile e significato. A sin. la piscina coperta dell’Albergo della Regina Isabella e la nuova gioielleria Bottiglieri Più a Ischia, entrambe realizzate da Raia, come gli arredi della gioielleria La Perla e di alberghi come il Royal Palm e il Mediterraneo di Forio. Sotto: Antonio Raia con i figli Salvatore, Alfredo e Marco


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appreso la tecnica giusta di impasto ed i segreti

F O O D

per una doratura croccante dal maestro di pani-

i

ficazione francese Patrick Castagna, vincitore di

BUONO COME IL PANE _ La baguette text_redazione Ischiacity

numerosi premi internazionali per l‘invenzione di metodi e procedimenti di creazione di questo prezioso e indispensabile alimento. Per capire se il filoncino è fresco e ben cotto, anche l’udito ed il tatto vengono coinvolti: la crosta liscia e senza bolle - che deve ‘scrocchiare’ sotto una leggera pressione delle dita - porta impressa la firma dell’artigiano che l’ha realizzata, il tocco personale che dipende dai colpi di lama che il panettiere pratica sulla superficie prima di infornare il pane. Questi tagli sono essenziali per la giusta cottura poiché permettono al calore di penetrare all’interno, lasciando fuoriuscire l’anidride carbonica ed il vapore acqueo. A cottura ultimata, poi, picchiettando la parte inferiore della baguette, chiamata suolo, il rumore deve essere nitido e preciso come quello di un tamburo. Ciò avviene quando il pane fatto con la pasta madre, nella mollica ben aderente alla crosta, presenta gli alveoli: numerosi fori, irregolarmente ripartiti e di taglia variabile che si formano durante la lenta lievitazione, indice di perfezione del prodotto. Ma, a trarre il massimo del piacere dall’esperienza dell’acquisto di una baguette è sicuramente il gusto: né insipida

Il profumo di pane ben cotto con le sue note leg-

come soldatini, dorate come le spighe del grano

né salata, il sapore più corposo della crosta deve

germente caramellate, l’inconfondibile aroma che

pronte per essere raccolte. Un tipo di sfilatino

legare perfettamente con quello dolce dell’inter-

si diffonde lungo il corso Luigi Manzi, fin dal mat-

nato in Francia intorno agli anni ’20 e diventato

no. Alimento molto versatile può accompagna-

tino, invitando chiunque passi ad entrare nella

il simbolo culinario della nazione, la baguette è

re sia sostanziose grigliate di carne che delicate

Bottega del Pane, è solo una delle numerose ca-

lunga circa 70 centimetri ed ha un peso standard

portate di pesce, o può essere riempito con ogni

ratteristiche delle specialità del panificio nel cuo-

di 300 grammi. Nell’isola d’Ischia viene ripropo-

tipo di salume per uno spuntino pratico e veloce,

re di Casamicciola, che stimolano i cinque sensi.

sta nella sua ricetta tradizionale con acqua, farina

che riesce a trasmettere, però, tutto il gusto di

All’ingresso, la vista è deliziata dalle baguette di-

e lievito madre dal panettiere Nunzio Corsi, che

un pasto completo. Altro modo per consumarla

sposte ordinatamente nelle ceste di vimini, dritte

anima la Bottega del Pane di Casamicciola ed ha

è a colazione, spalmata di burro e marmellata o,

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più semplicemente di burro e zucchero. Il “non plus ultra” per godersi una baguette alla maniera italiana, tuttavia, resta quello mangiarla in compagnia di amici, in qualsiasi momento, giacché la Bottega del Pane è aperta tutti i giorni dalle sette a mezzanotte, spalmata abbondantemente di Nutella. Un’arte e una maestria quella di Nunzio nel confezionare baguette di qualità, che rallegrano occhio e palato: capacità innegabili, più vicine alla magia che alla chimica.


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M O V I D A

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LE NOTTI DEL BLANCO text_redazione ischiacity | photo_Fabio Foraggio

La più bella novità dell’estate ischitana ha un nome semplice ed un colore solo nel dna, Blanco. Nato dal già Seaside, a Casamicciola, è diventato da subito la sensazione più inebriante del nightclubbing made in Ischia: un night club, anzi un dinner club, fortissimamente voluto e pensato da Peppe Borsò e disegnato dall’architetto Enzo Gamboni, nell’unica declinazione cromatica del bianco. Total white come tema dominante, interpretato con gusto ed eleganza, in una accezione architettonica metropolitana ma tale da risultare però calda ed accogliente. Di più: il Blanco sa decisamente sedurre grazie al mix sapiente di interni minimal ma raffinati ed ampi spazi esterni con una vista mozzafiato sul mare, un panorama unico godibile anche dalle amplissime vetrate; è un omaggio dichiarato ed una suggestione forte per i locali notturni all’aperto che spopolavano sulla nostra isola nell’età d’oro. Il successo di questo club de luxe è stato immediato, sin dalla


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sua inaugurazione, con lista di invitati cortissima ma una coda chilometrica all’ingresso. E la formula per assicurarsi il successo anche in futuro sarà proprio quella – magica - della qualità, soprattutto nella clientela. Il Blanco sarà il club giusto per chi cerca il divertimento notturno raffinato e rilassato, per chi sa apprezzare le cose belle dell’isola e della vita, per quanti sono esigenti in fatto di musica, di cocktail, di night life. Per loro Peppe Borsò ha già preparato un calendario estivo intenso: ci saranno tanti guest dj ma pure eventi e naturalmente cene spettacolo, nel presupposto di un locale piccolo ma eclettico, adattissimo ad un range vasto di occasioni che hanno la notte come comune denominatore ed avranno uno degli scorci di Ischia più affascinanti come sfondo. Oltre a costituire una indubbia boccata di aria fresca nel panorama notturno isolano, a maggior ragione per Casamicciola, il Blanco rappresenta anche una vera e propria sfida: dimostrare che anche in tempi di spread alle stelle un imprenditore, per di più giovane, può offrire intrattenimento di alto livello, investendo in creatività, in gusto, in qualità e valorizzando le risorse ed il fascino che Ischia sa ancora offrire.


M O V I D A

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FORIO BYNIGHT text_ Marina Maddaloni photo_ Tommaso Monti e Fabio Foraggio

La veste della notte, sulla sponda ovest dell’iso-

antipodi rispetto all’uniformità dell’house, le feste

la, si tinge delle tonalità policrome dei differenti

a tema e le serate multietniche sono dei ponti tra

stili dell’intrattenimento, offrendo eventi e sapori

le due manifestazioni, dove il reggae e la musica

per ogni gusto, desiderosa di surclassare mode

folk s’intessono con melodie africane e dell’est

abusate e di reinventare con audacia e qualità il

Europa, calcando ancor di più l’anima eclettica e

divertimento ischitano.

senza età di questa sala da ballo.

Un’inattesa sferzata di energia e calore latino ri-

Un sincretismo a più ampio spettro caratterizza

valeggia con la più assodata filosofia ‘discotecara’

invece “E la luna bussò”, wine bar di Joanna

al “Marilyn” di Vito Pero, nel cuore dell’assolata

Kuocharska (semplicemente Anna per gli amici e

cittadina isolana. Al “Marilyn” - come l’indimen-

gli aficionados), che ha oltrepassato gli obiettivi

ticabile diva di “A qualcuno piace caldo”, che fece

di un punto di degustazione, per far vivere ap-

la storia non solo per la straordinaria avvenenza,

pieno ogni aspetto dello svago. In sette anni di

ma anche per la briosa eccentricità - la Pop e

attività, i clienti de “E la luna bussò” hanno avuto

l’Optical Art degli arredi contrastano con le travi

220 serate diverse in un’atmosfera accogliente

a vista e l’ossatura classica della costruzione, una

e speciale, a metà tra l’etnico e il vintage. Luci

villa trasformata dall’architetto Maria Iacono in

soffuse e mobilio d’epoca fanno da contorno ai

locale da ballo. Il periodo invernale, con corsi di

continui e sorprendenti esperimenti di Anna. Se il

salsa portoricana e cubana tenuti da maestri di

martedì e il giovedì, nella più sana tradizione by

calibro nazionale come Luisa Capasso e Antonio

night, è presente il piano bar di Michele Franzese,

Altruda, prepara l’aspirante ballerino alla “Festa

il mercoledì e il sabato sono dominati dall’allegria

Caraibica”, punta di diamante per la stagione

della salsa, del merengue e della bachata, porta-

estiva. Fino alle quattro del mattino, con musi-

ti da dj Antonio, Maria Donati, Raphael Jimines

ca live offerta dal celebre dj Gino Latino (famoso

e Checo Dj, passando per un venerdì a colpi di

per le sue esibizioni a Miami), le persone si sen-

casquè col tango argentino, messo in note da Lu-

tono protagoniste, accompagnate nei passi da-

ciano Trani. Eppure, gli eventi non sono mai le

gli animatori e dai salseri isolani. La particolarità

star della serata e lasciano che sia il frequentatore

dell’ambiente si rispecchia, con identico piacere,

a decidere cosa fare: se il ricordo delle proprie

nelle serate offerte dallo staff del locale: infatti,

prestazioni in pista potrebbe tormentare le no-

nonostante la “Festa Caraibica” sia il party per

stre notti, si può tranquillamente prender posto al

eccellenza, altri intrattenimenti s’intrecciano nel

bancone e darsi ad aperitivi e piatti etnici (molto

carnet del “Marilyn”. Il mercoledì, il venerdì e la

quotata la cucina giapponese) nelle serate “Bud-

domenica, dalle 21.30 fino a mezzanotte, il più

dha Bar”, ma anche a bontà più nostrane, come

tradizionale disco bar prende piede, incalzato dal-

carni e panini o a specialità della casa, come il

la musica proposta da dj Cesar, dj Valentino e dj

“Piatto Luna”, con assaggi di ben venti vivande

Tony, alternandosi coi ritmi sfrenati della salsa. Se

diverse. Sono riservate all’estate le serate dedica-

l’effervescenza dei balli caraibici è, dunque, agli

te ai gruppi musicali giovani di Ischia e al jazz (tra


let” ora ha deciso di espandersi, inaugurando il “V.I.P.”, per accrescere la scelta in tema di vita notturna foriana. Se al “Violet” gli aperitivi e la buona cucina fanno da padroni, al “V.I.P.” si vivrà il vero by night, con pista da ballo all-night-long ed esibizioni di baristi free-style. L’alchimia tra ristorante, pub e discoteca al “Violet” permette un servizio di 24 ore su 24: in particolar modo, il giovedì e il sabato si passano tra un cocktail e l’altro, dalle quattro del pomeriggio fino a mezzanotte, con sottofondo dj Checco Luis, dalla programmazione che spazia dalla lounge music all’house, passando per la “cafè del mar”. Con l’inizio dei primi caldi, la domenica si vivrà l’aperitivo in spiaggia, sull’arenile di fronte al locale, un pre-cena che può arricchirsi con piatti tipici del “Violet”, quali carni arrostite, cheescake e pizze al metro, alla cui preparazione sono addette Rosa Viola e la cosiddetta “Mary ‘a chef”, una cuoca ucraina di sorprendente bravura. Marco Trani è il cantante del piano bar del giovedì e del sabato che offre intrattenimento anche per la clientela più adulta.

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Per chiudere in bellezza la settimana sul versante occidentale dell’isola e appagare i sensi al tramonto dopo una calda giornata al mare e una settimana di notti brave in quel di Forio, ciò che serve è sedersi ad un tavolino del “Tiratardi”, per rilassarsi godendo di un buon dj set lounge

i musicisti ospiti, ricordiamo Michelangelo Calise).

sempre l’impeccabilità del servizio. L’estate ripor-

oppure ascoltando musica rock dal vivo. L’idea

La volontà di non etichettare il locale secondo un

terà al “Lucignolo” anche le cene spettacolo: al

del proprietario Giovanni Trani è di sviluppare

target d’età permette coraggiose sperimentazioni

burlesque con Eve La Plume, alle cene italiane con

ogni settimana un tema diverso, per la musica,

che rinnovano costantemente l’offerta de “E la

musica popolare, alle serate comiche (che l’anno

l’allestimento ed il cibo, che viene presentato co-

luna bussò”, senza mai dimenticare le abitudini

scorso hanno visto Raul, cabarettista napoletano,

reograficamente in base al soggetto della sera-

storiche della vita notturna.

primo attore), quest’anno andranno ad aggiun-

ta. Così prendono vita piacevoli serate, durante

Il “Lucignolo” di Vito Elia offre, invece, un am-

gersi i temi pirateschi, hawaiani, del body pain-

le quali si “tira tardi” intrattenendosi volentieri a

biente di atmosfera minimale, un “paese dei

ting e del fluo party, per dare uno sprint sempre

chiacchierare, a scegliere una birra nella fornita

balocchi” tutto da inventare, che fonde nei suoi

innovativo al by night a 360°.

carta o un cocktail preparato a regola d’arte e go-

intrattenimenti il moderno col retrò. Se pure il

E mentre il “Lucignolo” cerca di rinnovare la cul-

dendosi l’atmosfera suggestiva del piccolo porto.

“Lucignolo”, a prima vista, appare insieme come

tura della notte senza scalfirne i principi, il “Vio-

Il desiderio di innovare, di spazzare via i cliché

l’incarnazione dei dettami dell’architetto Loos in

let” di Iacopo Regine è orientato alla più pura

dello svago notturno, anima dunque il by-night

“Ornamento e delitto” e il prototipo della disco-

innovazione, per coinvolgere gli over 20 nell’uni-

di Forio che, esulando dalle formule consolidate,

teca tradizionale, non bisogna lasciarsi inganna-

verso dei lounge bar. Nato da una sfida imprendi-

si muove per proporre sempre qualcosa in più…

re, poiché accanto alla realtà notturna dell’house

toriale di Iacopo, deciso a portare la competenza

compiendo in maniera inappuntabile la pura mis-

del giovedì, accompagnata dal dj Ivano Veccia

incontrata al “Coconut” di Rimini a Forio, il “Vio-

sione del divertimento.

(dall’una e mezzo in poi), un considerevole ventaglio di possibilità si apre dinanzi al cliente under 35. Prima di Ivano Veccia, il giovedì vede protagonista il latino americano (merengue, salsa e bachata) con Valentino Botta, mentre il venerdì e il sabato sono imperniati sul piano bar con il repertorio classico di Vito Colella. All’insegna della storia della disco music, la notte di questi due giorni ha la sua regina nella discoteca revival (anni ’70 – ’80). Tradizione anche nei mesi caldi, poiché la riscoperta degli aperitivi sarà il cardine delle domeniche estive: all’aperto, da giugno, lungo la passeggiata del locale, si serviranno i “60 cocktail Iba” (per insegnare anche alle nuove generazioni la cultura del “buon bere”) e i finger food, preparati al momento dallo chef Nicola Elia del vicino ristorante “Zi’ Carmela”, per garantire


M O V I D A

CITYNIGHT photo_Fabio Foraggio

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text_ Lucia Elena Vuoso

Un tipo da Facebook, secondo noi di Ischiacity, è una persona particolare, che spicca per le sue doti fuori dal comune che, spesso, riescono a trasparire dal proprio social blog. La creatività, il dare vita a qualcosa di unico ed originale, il modo di intendere la vita: ecco cosa ci ha colpito dei quattro profili che abbiamo analizzato in questa puntata estiva della nostra rubrica.

Alice Valentino Bis I Minolli “Vieni ad Ischia, se ci riesci!”. Questo lo slogan del video che sta spopolando sul più noto dei social, una pubblicità “regresso” per far prendere coscienza agli ischitani, con ironia, del problema trasporti, ideata e realizzata da tre ragazzi con la passione per il teatro, Mario Fusco, Giò D’Ambra e Giovan Battista Di Meglio, in collaborazione con Salvatore Ronga. Tre giovani cabarettisti, “I Minolli” che sui banchi di scuola hanno scoperto - oltre al piacere per le ragazze e a quanto sia inutile trovare il minimo comune multiplo nelle espressioni algebriche - la passione per Massimo Attenti a questa ragazza: ha le idee chiare, sa cosa vuole dalla vita ed è molto concreta. E lo si evince già dall’aggiunta che ha voluto dare al proprio nome: Bis, infatti, sta per bisbetica, come quella “Domata” di Shakespeare. L’ironia che contraddistingue la maggior parte dei suoi post è pungente e cinica, poiché riesce a vedere ciò che la circonda senza filtri ed a vivere la quotidianità come fosse un dramma satiresco. Una presenza fisica d’impatto, dopo alcune esperienze come modella ha preferito passare dall’altra parte dell’obiettivo, trasformando il proprio ruolo da “pezzo di carne” a “macellaio”, e traendo da ciò una forza che l’appaga e la spinge a continuare. Totalmente autodidatta, le foto che fa rispecchiano appieno il suo modo di essere: rigorosamente in bianco e nero, colgono particolari di volti, dettagli della materia, e minuzie che ci circondano. E fanno riflettere.

Troisi e la sua Smorfia. Un corso di laboratorio teatrale al liceo ha affinato l’abilità di canto, chitarra e imitazione del trio che spesso si esibisce in pubblico, mettendo in scena divertentissimi sketch.


Mauro Buono Una persona eclettica, che si dedica anima e corpo a tutto ciò che l’appassiona, Mauro è un po’ psicologo, un po’ scrittore, un po’ fotografo. Sul suo profilo c’è da perdersi tra le lettere che pubblica per il suo bimbo

Mary Rose Perrella

di 8 mesi, in cui racconta le avventure che quotidianamente gli capitano, per divertirlo e fargli capire come ‘gira il mondo’ quando sarà in grado di leggere e le fotografie, che ritraggono situazioni e personaggi della quotidianità ischitana senza mai apparire banali. Un’analisi attenta dell’isola, attraverso immagini e pensieri ricchi di sensibilità, che raramente si trova in un ragazzo che, tra le altre cose, ama e pratica qualsiasi disciplina sportiva: dal ‘tranquillo’ body building al rischioso bike-cross, passando per i più tradizionali nuoto e calcetto. Da seguire: per apprezzare la genuinità e la semplicità, doti che, oramai, stanno scomparendo.

Considera il più popolare dei social semplicemente come un raccoglitore di album fotografici: lei la vita la vive all’aria aperta, tra i boschi del Cretaio e le lunghe passeggiate sulla spiaggia con la sua migliore amica: una cavalla di nome Chanel. Amore incondizionato per gli animali ed una passione cominciata da bimba, a soli 10 anni, per queste creature meravigliose, hanno fatto diventare Mary Rose una giovane amazzone. Ora che ha 17 anni si reca tutti i giorni al maneggio, dove ha conosciuto quelli che sono diventati i suoi più cari compagni d’avventura e condivide con loro cadute, fango, graffi, sudore ma anche tanto divertimento. E nonostante Mary Rose non sia la classica ‘tipa da Facebook’, vale la pena dare un’occhiata, di tanto in tanto, alle foto che pubblica, per essere immediatamente catapultati in una dimensione di bellezza pura e completa armonia tra uomini ed animali.

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TONI CAPUOZZO AL MARINA 10: LA GUERRA RACCONTATA AI PICCOLI photo_Tommaso Monti La frescura del piacevolissimo giardino interno dell’elegante hotel Marina 10, nel cuore di Casamicciola Terme, nell’ambito della rassegna di eventi “Spiegata ai ragazzi”, promossa dalla famiglia Mattera proprietaria della struttura, ha ospitato l’incontro con uno dei volti del giornalismo più noti, Toni Capuozzo, vicedirettore del TG5 e ideatore del settimanale di approfondimento “Terra!”, uno dei migliori che il panorama televisivo offre. Per anni inviato in contesti bellici molto difficili, Capuozzo ha presentato il suo ultimo libro “Le guerre spiegate ai ragazzi”, insieme ad Annamaria Chiariello che ha moderato la serata e a don Luigi Merola, il sacerdote che da anni è in trincea contro la camorra. Attraverso una carrellata sulle sue molteplici esperienze in paesi dove la guerra è l’unica realtà che generazioni e generazioni di abitanti conoscono (Africa, vicino Oriente, Jugoslavia), il giornalista ha raccontato ad un pubblico privilegiato qual è quello di chi vive in pace, la quotidianità sconvolta di chi vive la guerra.

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LE EMOZIONI DELLA PESCA D’ALTURA Charter & Fishing Porto di Forio (isola d’Ischia) Infoline: + 39 348 543 55 96 massimobottiglieri@tiscali.it

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IL LUNGO, IL CORTO E IL PACIOCCONE

Cosa accade se tre professionisti, distanti tra loro mille miglia per curriculum, esperienza e inclinazione, ma uniti da una complice amicizia si ritrovano a confabulare sul futuro dell’isola? Semplicemente si gettano le basi per una collaborazione che possa, chissà, dare vita ad un modo dinamico, moderno e soprattutto rispettoso di fare informazione, tutelando l’immagine di Ischia. Eh sì che se ne sente un gran bisogno!!!

Praticare pesca d’altura in uno dei mari più belli del Mediterraneo, quello che bagna le coste del Lazio e della Campania, dalle isole Pontine alla Costiera, fino a Positano e oltre, passando per le isole del golfo di Napoli, Ischia, Procida, Capri; ma non solo… Fare shopping nei negozi più eleganti di queste celebri località turistiche e pranzare nei migliori ristoranti delle zone in cui si va in crociera. Assicura tutto questo Charter & Fishing, che offre un servizio esclusivo a quanti amano la pesca d’altura, ma vogliono anche rilassarsi e godersi una giornata speciale. Le battute di pesca si fanno con un Tiara 3100 Tower, un motoscafo di fabbricazione americana, molto affidabile e sicuro, dotato di tutti i comfort. Inoltre, vengono messe a disposizione dei clienti le migliori attrezzature tecniche, insieme ai consigli per conoscere il mondo della pesca: sarà possibile praticare la traina d’altura, la traina costiera e la pesca notturna dei cefalopodi (i gustosi totani). L’ideatore di Charter & Fishing è, infatti, Massimo Bottiglieri, proprietario di due fra le principali gioiellerie dell’isola d’Ischia e pescatore d’altura di grandi capacità ed esperienza, tanto da aver vinto numerose gare nazionali ed internazionali, fra l’altro è campione d’Italia 2006 e Medaglia di Bronzo al Mondiale Hurgata nel 2007. Con la sua verve, la sua simpatia e la competenza nella pesca sarà una guida perfetta alla scoperta del mondo entusiasmante che si nasconde nella profondità dei nostri mari.


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TORRI IN FESTA TORRI IN LUCE 2012 photo_Romolo Tavani

La suggestiva terrazza dell’albergo Villa Carolina ha ospitato venerdì 22 giugno la conferenza inaugurale della II edizione di Torri in festa - Torri in luce, la settimana dedicata dal comune di Forio alle torri saracene, monumenti che ne rendono unico il territorio. Ideata in stretta collaborazione fra l’Amministrazione guidata da Franco Regine e l’architetto Aldo Imer della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Napoli, la manifestazione ha nel consigliere delegato alla cultura Enzo Di Maio uno dei suoi più forti sostenitori, convinto dell’importanza di valorizzare anche i tesori culturali del comune di Forio, presso i turisti come presso gli stessi ischitani. Moderata dal giornalista Ciro Cenatiempo, la discussione ha visto gli interventi del Soprintendente prof. Stefano Gizzi e di architetti che hanno approfondito il tema del rapporto delle torri di avvistamento con il mare che circonda l’isola, fra cui gli architetti Carmine Gambardella, Marina Fumo, Antonello Monaco, Gennaro Polichetti.

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photo_Tommaso Monti

AUGURI NATALIYA E FRANCO! Il 13 luglio si sono uniti in matrimonio presso il municipio di Forio Nataliya Melnychuk e Franco Del Giudice: alla novella coppia di sposi tantissimi auguri.

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photo_Angela Cacciutto

ARTE, MODA E BIJOUX BY ANGELA BOTTIGLIERI Quando i coloratissimi e raffinati gioielli Bottiglieri incontrano le tele e gli abiti del giovane stilista ischitano Evan Del Franco, prende vita una serata all’insegna dell’eleganza e del fashion, che coinvolge turisti ed isolani in un vero e proprio evento moda. Grazie alla creatività di Angela Bottiglieri che ha organizzato il piccolo défilé, venerdì 26 giugno bellissime ragazze hanno indossato le creazioni un po’ retrò, fatte di tessuti vintage e linee anni ’60, e i monili delle migliori marche presenti nei due punti vendita di corso Vittoria Colonna e via Edgardo Cortese ad Ischia. Anche i quadri, che rappresentano l’universo femminile, hanno attirato l’attenzione dei molti villeggianti che passeggiavano, fotografando il fascino di una serata alternativa, pensata per innovarsi e far conoscere i propri prodotti in maniera innovativa.

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I VIGILI MODELLO

Pausa piacevole per i vigili urbani del comune di Ischia, Vincenzo Migliaccio e Vincenzo De Luca, in posa con le modelle di Ischiacity Arianna Tufanisco e Svitlana Tkachenko.


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CIRO PALUMBO: IL MISTERO DELL’ISOLA photo_Alessandra Vuoso, Romolo Tavani Nell’ambito di un seminario internazionale dedicato all’Insularità – intesa non solo come una condizione specifica ma come una vera e propria cultura a se stante – organizzato dal Ceic (Istituto di studi storici e antropologici) in collaborazione con Università italiane e straniere, al quale partecipano con un approccio interdisciplinare studiosi, ricercatori, operatori culturali e artisti, Villa Arbusto a Lacco Ameno ha ospitato la personale di Ciro Palumbo, pittore e scultore surrealista torinese, inaugurata il 16 giugno scorso. Atmosfere e mondi insulari sono stati ricreati dall’artista, che evoca la profonda attrazione che ognuno di noi prova per le isole. La serata è stata presentata dal semiologo e storico dell’arte Alberto D’Atanasio e promossa da Ciro Prota, presidente dell’associazione Ischia Prospettiva Arte, col patrocinio del Comune di Lacco Ameno e della Regione Campania. Ad organizzare il ciclo di conferenze è stato Ugo Vuoso, che si occuperà anche di redigere un catalogo dedicato alle culture delle isole nel mondo.

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text_Sara Ferrandino photo_Tommaso Monti

“MALETIEMPO”: EDUARDO COCCIARDO E L’ACCADEMIA DEI RAGAZZI Applausi scroscianti e consensi calorosi sono indice di grandi meriti e regalano molta soddisfazione ad Eduardo Cocciardo e alla sua crew di giovani attori dell’Accademia Dei Ragazzi, che approdano sul palcoscenico con una nuova commedia in dialetto napoletano, “Maletiempo”. “La Colombaia”, che sempre di più accoglie spettacoli originali e di qualità che hanno i giovani come protagonisti, fa da sfondo al lavoro del regista, attore e autore teatrale Cocciardo che riesce a rievocare la classicità de “La Tempesta” di Shakespeare, passando per la napoletanità della versione che fece De Filippo della celebre opera inglese, ed imprimendole un tocco personale così da renderla originale e moderna. Carico di un notevole bagaglio di esperienze tra cui la stesura di tre libri e la rappresentazione di numerosi lavori teatrali, Eduardo ha scelto di riadattare la versione in dialetto perché “è più incisiva ed arriva al cuore di tutti”. Tre gli aggettivi che l’autore sceglie per definire la sua commedia che ha saputo catturare il pubblico presente: magica, esotica e giusta. Con la vicenda di Prospero e Miranda, infatti, i ragazzi di Cocciardo vogliono comunicare messaggi semplici e chiari, che parlano del valore della libertà, che regala la possibilità di fare delle scelte, giuste o sbagliate che siano, ed è il bene più prezioso che si possa avere, e del valore dei sogni. Come nella finzione della commedia il protagonista Prospero, infatti, rinuncia alla magia, così la maggior parte dei ragazzi di oggi rinunciano ad inseguire i propri sogni nella vita reale, perché gli occhi si spogliano di speranza e gli ostacoli da affrontare appaiono insormontabili. “Non siamo che un sogno dentro un altro sogno”, sottolinea l’autore di “Maletiempo” e spezza una lancia a favore dei giovanissimi, spronandoli a chiudere le porte alla paura e a cingersi di un’armatura di coraggio. I sogni non sono altro che il disegno di quello che sarà il capolavoro finale e solo coloro che non demorderanno riusciranno ad arrivare ‘a dama’. I ringraziamenti dell’autore vanno non solo agli attori e al loro impegno, ma anche al team dietro le quinte: Carmela Di Lustro per i costumi, Gelsomino Sirabella per le luci e Nicola Pantalone per le musiche originali.


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MIXED DANCE A LA COLOMBAIA photo_Tommaso Monti La più bella e particolare espressione di un anno di studi, prove e coreografie ha preso vita sottoforma di saggio di fine corso il 26 giugno presso la Colombaia di Forio, a cura dell’Accademia dei Ragazzi di Teresa Coppa. Nata nel 2003 con l’obiettivo di formare i giovani talenti isolani nelle principali discipline artistiche e dello spettacolo, la scuola ospita corsi dedicati a musica, danza, teatro e si avvale di collaborazioni di conosciuti ed apprezzati professionisti di ciascun settore. Lo spettacolo messo in scena quest’anno ha visto protagonisti ballerini, tutti in età scolare e pre-scolare, di danza classica e contemporanea, modern jazz e hip hop coordinati dalle coreografe Martina Caserta, Rossella Giordano e Suela Capuano. Durante la serata si è esibito anche il giovane coreografo ischitano Pasquale Schiano, contribuendo con i suoi movimenti di modern jazz a dare vita ad una serata coinvolgente ed esplosiva. Anche la location particolare de La Colombaia che, con la direzione di Massimo Bottiglieri si è aperta ad ospitare manifestazioni culturali ed artistiche, ha fatto sì che lo spettacolo risultasse ancora più suggestivo ed emozionante.

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ISCHIA CALCIO: INIZIA L’ERA CARLINO Grande entusiasmo tra i supporter dell’Ischia Isolaverde per i primi passi che sta muovendo la nuova società presieduta dal patron di Carpisa, Raffaele Carlino. E, soprattutto, perché si comincia a pensare in grande: il nuovo allenatore - presentato presso il Club Ecstasy in un bagno di folla ed entusiasmo - si chiama Salvatore Campilongo e gli ultimi anni di carriera li ha spesi sulle panchine di serie B. Un segnale inequivocabile della volontà da parte del sodalizio gialloblu di lasciare finalmente l’inferno dei dilettanti e tornare nel paradiso del calcio professionistico, rinverdendo così i fasti degli anni ’90, quando l’Ischia affrontava squadre blasonate del calibro di Catania, Cagliari, Palermo ecc. In maniera scoppiettante è cominciata anche la campagna acquisti, che vede tra l’altro il ritorno sull’isola del figliol prodigo Peppe Mattera, ischitano doc nelle ultime stagioni tesserato per l’Aversa Normanna. Una cosa è certa: viste le premesse, la campagna abbonamenti si preannuncia da record, con i tifosi che sognano finalmente una stagione da protagonisti indiscussi.


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LE API RANDAGE text_Valerio Sgarra | photo_Angela Cacciutto Ho conosciuto Angelo Petrella l’inverno scorso subito dopo aver letto il suo magistrale romanzo “La città perfetta”. Siamo diventati amici e quando gli ho proposto una presentazione isolana del suo nuovo noir “Le api randage” (Garzanti) ha subito accettato. Ed è così che ci siamo ritrovati nell’afa di luglio all’enoteca “Un Attimo DiVino”, lui, io, Carlo Ziviello, brillante editore napoletano attento a non cadere nella nuova oleografia tutta “coca e Vele” per chiacchierarne e cantarne in un insolito aperitivo letterario sulla Riva Destra. “Le api randage” è un romanzo avvincente e ricco di spunti, il cemento, la politica, la famiglia, la finanza. Petrella, che è anche sceneggiatore e porta nei suoi libri uno stile molto cinematografico, e Ziviello si muovono agilmente tra essi tenendo alto il ritmo della discussione, mentre io leggo parte del primo capitolo. Si va così da Gardini a Sindona, si paragona Spielberg a Melville, in modo molto leggero e scorrevole, senza troppa presunzione. In chiusura canto “La strana famiglia” di Gaber, canzone scritta negli anni in cui si svolge la storia del romanzo (‘92-‘93) e che forse spiega bene come la televisione fungesse da arma di “distrazione di massa” mentre l’alveare Italia si disfaceva e le api, che credevano di poter sopravvivere randage, venivano schiacciate.

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BENVENUTA PICCOLA MARIA

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‘O VASCIO INAUGURA

photo_Angela Cacciutto Lo scorso 27 giugno presso il reparto maternità dell’ospedale Rizzoli è venuta alla luce Maria Tavani, una bella bimba di 3 chili e 430 grammi. Tantissimi auguri alla neomamma Fausta e al neopapà Romolo.

Un nome che ricorda le abitazioni dei quartieri napoletani stretti tra gli alti palazzi e una cucina che offre stuzzichini riadattati dalla tradizione partenopea, uniti a buona musica lounge ed alla maestria dei fratelli De Georgio nella creazione di ottimi cocktail sono la formula su cui punta il nuovo locale alla Riva Destra, inaugurato lo scorso venerdì 29 giugno. Un bar-pub fresco ed estivo, da scegliere per un aperitivo vista mare, per una cena a base di mozzarella di bufala d.o.p., polpettine al ragù e alici fritte o per un pre-serata da discoteca nel week- end, con i set dei dj isolani più in voga del momento, che si alternano per proporre un’offerta variegata ed alternativa. Un’altra splendida idea di Bruno, Ciro e Sergio De Georgio, destinata a riscuotere lo stesso successo del Friends e di Alchemie.


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MISS ISOLAVERDE 2012

photo_Angela Cacciutto La splendida cornice del Palazzo Reale di Ischia è stata teatro il 7 e l’8 luglio della prima edizione di Miss Isolaverde. Compito arduo per la giuria, capitanata dall’attore George Leonard, decretare la vincitrice tra le 25 bellezze, che hanno sfilato indossando le creazioni sartoriali di Ciro De Angelis e gli abiti da sposa firmati Angela Minolla. Si è aggiudicata la fascia di più bella di Ischia, nonché la crociera MSC, la napoletana Anna Cerito, il secondo e terzo posto sono andati rispettivamente a Svitlana Tkachenko e a Marianna Oleksyuk.

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photo_Tommaso Monti

RELAX AL VAGNITIELLO PER I CAMPIONI DEL CALCIO NAPOLI Sono stati sorpresi il 9 luglio scorso presso il ristorante ‘O Vagnitiello, a Casamicciola Terme, quattro calciatori del Napoli – Pandev, Rosati, Santana e Donadel – ad assaporare l’aria tranquilla della sera e i piatti prelibati offerti da Luisa, Roberta e Luciano Schiano e preparati dallo chef Vincenzo D’Abundo. Arrivati direttamente in barca nella piccola baia, hanno gustato del crudo di mare a base di ostriche, astice alla griglia e pesce marinato, ma si sono concessi solo un assaggio di pasta, comportandosi da professionisti anche a tavola, pur senza rinunciare ai sapori della buona cucina.


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PEPPE CIRINO IL PARRUCCHIERE DI MISS ITALIA La bellezza è stata protagonista della serata Global Film Festival di martedì 10 luglio svoltasi presso lo Strand Hotel Delfini Terme di Cartaromana. Le 15 ragazze che hanno sfilato alla presenza di Patrizia Mirigliani, patron del concorso Miss Italia, e dei numerosissimi ospiti del cinema e del jet set italiano ed internazionale, sono state acconciate dai bravissimi fratelli Cirino. Peppe ed Alessandro, infatti, sono stati scelti come hair stylist delle bellezze campane, contribuendo al successo delle due vincitrici che si sono aggiudicate le fasce di “Miss Cinema Planter’s Campania” e “Miss Cinema Planter’s Ischia – Film&Music”, e l’accesso alle Prefinali Nazionali di Montecatini Terme.

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GIOVANNI IACONO

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Diceva Andy Warhol che ognuno ha diritto a cinque minuti di celebrità e, come legge di contrappasso, ne deriva che se la televisione, o comunque i media, non parlano di te, tu non esisti. Ad Ischia a dare consistenza al popolo della notte sono le telecamere delle web tv, da Ischiacity Network a Isolaverde Tv, nonché Ischia On Demand, che hanno totalmente soppiantato le inefficienze della vecchia, desueta e caracollante televisione locale. In esse brilla, è il caso di dire come stella di prima grandezza, la figura di Giovanni Iacono, tanto giovane quanto valente cameraman proveniente da Sant’Angelo, formatosi sotto la dura scuola di Gaetano Ferrandino. Sempre sorridente e disponibile, capace di sopportare “turn over” di fatica titanica è lui che, con la sua fida telecamera al fianco, restituisce al mondo le più belle immagini dell’isola. Non c’è notte ischitana che non venga immortalata dal suo obiettivo, non c’è festa che conti o inaugurazione di locale che abbia significato se il Nostro immarcescibile Eroe non l’abbia ripresa.

NASCE IL COORDINAMENTO AL TURISMO ISOLANO

Dalle ceneri di un vecchio progetto (nemmeno poi tanto vecchio!) rinasce, riveduto, ampliato, rafforzato e, naturalmente, migliorato, l’ambizioso e innovativo progetto di dar vita ad un Coordinamento isolano unitario in tema di turismo. In verità, già alla fine di febbraio era stato siglato un accordo tra le sei amministrazioni locali per riunire sotto un’unica regia il lavoro dei sei dipartimenti al turismo, oggi a quell’esperienza si è andato ad affiancare l’ingresso di molti autorevoli imprenditori (provenienti dai più diversi ambiti del turismo locale) ai quali, in tempo brevissimo, si aggiungeranno centinaia di nuove adesioni. L’incontro si è svolto presso l’albergo Mezzatorre, ospiti dell’amabile e bella Alessandra De Lorenzo, con la gradita presenza dell’Assessore Regionale Giuseppe de Mita. L’Assessore si è detto colpito per aver assistito alla nascita del Coordinamento, formulata in modo fortissimamente compatto e, soprattutto, ha assicurato la sua attenzione ed il suo appoggio ai programmi che il Coordinamento sarà in grado di proporre. In questa occasione è stato nominato direttore dei lavori Riccardo Sepe Visconti, ed il documento è stato sottoscritto da: Ermando Mennella (Federalberghi Ischia), Piero D’Ambra (Punta Molino SPA); Giancarlo Carriero (Regina Isabella), Bruno De Georgio (Alchemie Cocktail bar), Salvatore Federico (La Caprese), Gianpaolo Castagna (Hotel Terme La Pergola), Antonio Pinto (Ambrosino Petroli), Giuseppe Scotto Di Vetta (Hotel Terme Elisabetta), Mario Leonessa (Leo Hotels Group), Enzo Cautiero (Nitrodi Viaggi), Maria Polito (Hotel Terme Manzi), Marco Bottiglieri (Presidente Confcommercio Ischia), Pietro Scaglione (Scaglione Boutique), Roberto Morgera (Ischia Thermae), Luigi Polito (Imperatore Travel), Paola Monte (Hotel Ideal), Luciano Bazzoli (Fabala Hotels), Massimo Bottiglieri (Fondazione Colombaia), Francesco Trani (Ischia Quality Hotels), Michele Migliaccio (Ischia Farm), Sebastiano Staiano (Cala Degli Aragonesi), Alessandra De Lorenzo (Mezzatorre) e, naturalmente, Riccardo Sepe Visconti (Ischiacity). Erano presenti anche il Vicesindaco di Casamicciola Terme, Ciro Frallicicardi, l’assessore al turismo di Barano, Mario Zanghi e l’assessore al turismo di Serrara-Fontana, Irene Iacono.



Ischiacity 33