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Un'altra zavorra è costituita dal pregiudizio di arcaicità della lingua sarda: dagli anni 50 in poi l' italiano è diventato sinonimo di successo economico e sociale, di progresso e modernità mentre il sardo era sempre più relegato a un mondo di povertà, fame e arretratezza, lingua di pastori, di contadini, di “bidduncoli”. È l'uso costante e normale della lingua, in tutti i settori della vita e in tutti i campi della conoscenza e dell'esperienza umana che rifunzionalizzerebbe il sardo come lingua di tutti i tempi, lingua per questo tempo.

S'Iscola Sarda sarebbe un incentivo chiave al bilinguismo nelle nuove generazioni, sulla base del fatto che il bilinguismo è una ricchezza che non possiamo lasciarci sfuggire, ma che dobbiamo potenziare e farne comprendere i vantaggi a tutta la società. Contemporaneamente si andrà potenziando lo studio di più lingue europee e quindi familiarizzando i giovani sardi alla molteplicità e alla comparazione con altri sistemi linguistici, giovando anche alla salute della LIMBA e alla consapevolezza linguistica dei sardi. Per arrivare a questo risultato occorre convogliare risorse economiche e umane non solo nell'insegnamento ma anche in iniziative di rivalutazione del sardo in ogni luogo e campo della vita civile, per abbattere tutti gli stereotipi sulla nostra lingua, basati sull'ignoranza di sé stessi, affinchè la nostra lingua non sia più stigmatizzata come inferiore, giacché il sardo ha dato voce a un popolo e una storia millenari.

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Is'iscola sarda sperimentale iRS  

La presentazione del progetto "s'iscola sarda sperimentale iRS" ed il primo coordinamento operativo avranno luogo nel centro di arte e cultu...

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