Issuu on Google+

ORTFOLIO

ARCHITET T

12|04|1981 MESSINA | ITALIA VIA SIORA ANDRIANA DEL VESCOVO 34 31100 TREVISO | VENETO irenedipietro1@yahoo.it +39 347 9900687

OILOFTRO

D II PP II EE TT RR O O II RR EE NN EE D


IRENE DI PIETRO

Messina 12/04/1981 Via Siora Andriana del Vescovo, 28 31100 Treviso _ Italia irenedipietro1@yahoo.it 3479900687

1


FORMAZIONE Marzo

2012

Laurea specialistica in architettura per il paesaggio presso Università IUAV di Venezia Tesi: Infrastruttura come opportunità: un’ipotesi di riqualificazione dell’area di Ostkreuz a Berlino Relatori: Prof. Carlo Magnani_Arch. Moira Morsut Correlatori: Prof.ssa Michela De Poli_WM Maria Agudelo Ganem (TU Berlino) Voto: 110 e lode/110

Luglio

2008

Laurea trienna in scienze dell’architettura presso Università IUAV di Venezia Tesi: Portfolio del percorso progettuale all’interno dell’università Voto: 104/110

Giugno

1999

Maturità artistica (Disegnatore di architettura e arredamento) presso L’istituto statale d’arte di Catania Voto: 80/100

ESPERIENZE PROFESSIONALI Dicembre Febbraio

2010 2011

Novembre 2007 Gennaio 2008

Agosto Ottobre

2007 2007

Maggio Giugno

2007 2007

LINGUA

Progettazione d’interni _ Studio d’architettura Fabris&Barbuio, 1479 Dorsoduro, Venezia Tirocinio Rilievo IVSSP in Venezia per conto di Insula spa, “Elemosiniere” _ Studio d’architettura Giorgio Rizzi, 3 via Giovanni Bonzio , Mestre-Venezia Disegnatore Tecnico Rilievo e progetto dei reflui privati presso l’isola del Malcanton per conto di “Insula spa” _ Studio d’architettura Giorgio Vigato, 12 via Giordano Bruno, Mestre-Venezia Disegnatore tecnico Restituzione grafica di un appartamento su supporto informatico _ Studio d’architettura Giorgio Vigato, 12 via Giordano Bruno, Mestre-Venezia Disegnatore tecnico

Italiano Inglese

CAPACITA’ E COMPETENZE INFORMATICHE Sistema operativo: Windows, Mac Software: Word, Excel, PowerPait, Autocad 2D/3D, Coreldraw, Adobe photoshop, Adobe illustrator, Adobe indesing, Adobe acrobat, Sketcup, Vectorworks.

2


23

11 INDICE 5_Equlibri ambientali _ CITTA’ DI MESTRE 11_Rapporto con L’acqua _ UN NUOVO CENTRO PER IL PARCO SAN GIULIANO

5

23_Infrastruttura come opportunità _ UN IPOTESI DI RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA DI OSTKREUZ A BERLINO

4


Equlibri Equlibri ambientali ambientali __ CITTA’: CITTA’: MESTRE MESTRE Riflessioni tra forma degli insediamenti e dello spazio aperto, e dei delicati equilibri ambientali del territorio su cui insistono. Città di Mestre, in particolare la fascia di territorio collocata a sud-ovest, compresa tra l’area industriale di Porto Marghera e la strada Romea, propaggine meridionale dell’insediamento urbano di Marghera. L’obiettivo è pertanto quello di indagare le modalità attraverso cui la costruzione di nuovi manufatti, la ridefinizione dei programmi funzionali, la modificazione del sistema di accessibilità e delle centralità possa incrociare in maniera virtuosa la necessità di garantire al territorio un buon funzionamento ambientale, un riassetto idraulico ed una adeguata configurazione del proprio paesaggio. Il progetto si propone di dare unità e continuità all’area dei centri commerciali e della piccola e media industria di Marghera. La fase di analisi si è focalizzata sui due elementi che più di tutti identificano questo paesaggio: la frammentazione, studiata attraverso una mappatura funzionale e il rapporto con l’acqua studiato attraverso un abaco dei bordi e dei suoli. Per la ricollocazione del cinema multisala si è pensato ad una forma regolare, che non si discostasse visivamente dal contesto, ma potesse comunque elevarne il valore. Si è risolto con due blocchi, uno quadrato e uno rettangolare accostato al Leroy Merlin, del quale si prevede una modifica dell’involucro esterno per dare continuità. Il blocco a pianta quadrata, che contiene la biglietteria e le sale, rompe il terreno e si bagna su un angolo. L’effetto è di un edificio monumentale che diventa un segno forte e facilmente riconoscibile tra i capannoni. Il cinema vero e proprio interagisce con il blocco rettangolare contenente le funzioni di ristoro attraverso un vuoto che diventa piazza. L’area di progetto rimane collegata alle infrastrutture esistenti solo sul lato sud, unica porta d’accesso ai parcheggi sotterranei. Sul lato nord, dalla parte della piazza si snoda una passerella in legno che attraversa il parco, pensato come uno spazio di sosta per distogliere lo sguardo dai capannoni circostanti. Il parco diventa la conclusione di un sistema di percorsi che collegano il Panorama( centro commerciale e nodo di interscambio per gli autobus) alla zona del cinema. Questo sistema prevede una fascia centrale pensata come un boulevard tra i capannoni che si allarga a formare delle piazze nei punti di affaccio dei negozi, dalla quale si dirama un sistema di marciapiedi che la tagliano perpendicolarmente e si agganciano a punti strategici della periferia della città giardino. L’intero progetto si muove dunque attraverso una gerarchia di suoli dove il più poroso è il prato, che quando forma un vuoto urbano viene compattato da alberature ad alto fusto che danno l’idea di volume pieno. I suoli dei marciapiedi e delle aree dedicate al parcheggio hanno la capacità di assorbire l’acqua piovana ed indirizzarla verso un bacino di raccolta ed espansione collocato nel parco. Il suolo del percorso pedonale, invece, è impermeabile e rigido così da permettere ai mezzi di sicurezza di percorrerlo in caso di necessità. I materiali impiegati corrispondono alla richiesta di porosità, da porre in relazione con le diverse esigenze funzionali, variando tra asfalto, cemento in lastre e piastrelle, legno e materiali naturali come l’erba dei prati. L’ombra delle grandi alberature del filare che segue il percorso e il rumore dell’acqua della canaletta che sottolinea la via del parco rendono questo luogo di passeggio più a misura d’uomo.

5


MASTERPLAN

6


IL SISTEMA DEL VERDE

ALBERATURE

Sul bordo della Romea previsto un sistema di fossi per incanalare l’acqua meteorica e di arbusti misti ad alberi ad alto fusto per attenuare il rumore e l’inquinamento delle zone limitrofe. All’ingrasso del parco una piazza apre la vista e al contempo ripara della macchine grazie ad una griglia di alberature più basse rispetto a quella del filare del boulevard. Sui lati il limite del parco è individuato da muri che privatizzano lo spazio pubblico come se fossero recinti. Le due passerelle che caratterizzano questo luogo sono molto simili, ma racchiudono due diversi significati: una sembra essere illimitata e porta lo sguardo verso i container accatastati, come per ricordare costantemente la natura del luogo, l’altra sembra non portare da nessuna parte e per questo costringe a voltare lo sguardo verso il basso, dove può esserci l’acqua. Al centro del parco un terrapieno formato dagli scavi del bacino di raccolta dell’acqua impedisce la vista tra le due passerelle.

7


SUOLO

ACQUA

SCHEMA_CAPIENZA DEL BACINO DI ESPANSIONE

8


LA SCALA ARCHITETTONICA

9


CINEMA

10


Rapporto Rapporto con con L’acqua L’acqua __ UN UN NUOVO NUOVO CENTRO CENTRO PER PER IL IL PARCO PARCO SAN SAN GIULIANO GIULIANO Riflessioni tra destinazione funzionale, dimensione degli edifici e il rapporto che questi intraprendono con l’acqua e con gli spazi esterni. Il progetto dei tre padiglioni di fronte a Forte Manin prende spunto dai caratteri che strutturano attualmente l’area. Il punto di partenza è stato l’individuazione del terrapieno come elemento caratterizzante che si erige sul sedime di un’isola già esistente nel canale Osellino. Il progetto muove da questo assunto e prevede la definizione di spazi aperti tramite spostamenti di terreno. Un muro in calcestruzzo taglia il terreno come fosse una lama che disegna una spirale. Si vengono così a creare tre stanze, ognuna delle quali collabora con il suo padiglione di pertinenza. Il terrapieno permette la percorribilità perimetrale sul suo fronte a sud ed è il supporto degli interventi architettonici che si innestano su di esso: un padiglione per la produzione artistica, un padiglione per la ristorazione e un rimessaggio per la rimessa canoe. Il punto di partenza della composizione dei padiglioni è stata la figura che il muro disegna nel terrapieno. All’interno degli scavi che il nastro ha formato si sono inserite tre scatole identiche di forma quadrata che si scoprono completamente diverse grazie alla sinergia ottenuta tra il muro e il padiglione. Dalla compenetrazione dei due elementi si è determinata una spazialità in continuo cambiamento, in un ritmo variabile di compressioni e dilatazioni dello spazio accentuato dalla presenza del blocco servizi. La scatola viene ad essere una pelle di vetro che permette allo spazio interno di trovare una certa continuità con l’esterno. I padiglioni sono sequenziali e allineati al percorso principale dal quale sono previsti gli ingressi. Le corti risultano in continuità col percorso di accesso e permettono la salita alla sommità del terrapieno grazie a delle rampe anch’esse sostenute dal muro. La fruibilità degli spazi interni è stata studiata anche in base al possibile utilizzo degli spazi aperti ad essi adiacenti. In sintesi il progetto muove da una sovrapposizione di tre gesti: l’imposizione di un terrapieno, lo scavo del terreno ad opera del muro e l’inserimento di tre scatole che interagiscono col muro. Le scatole risultano più basse del nastro in modo da poterne vedere la copertura una volta saliti sul terrapieno pensato in erba calpestabile. I solai dei tre padiglioni contengono una vasca d’acqua che rievoca il carattere del luogo sul quale sono state appoggiate. Dall’ apice del terrapieno è possibile tornare al percorso principale anche scendendo da due rampe anch’esse in erba calpestabile. All’interno dei padiglioni il volume dei servizi non tocca mai ne il muro ne il solaio. Gli ingressi sono spazi definiti da una parete di cristallo che prende spessore e diventa arredo. Questa lastra di cristallo taglia il muro in calcestruzzo nel momento in cui incontrandolo sembra piegarsi per diventare anch’esso un nastro. L’accesso all’area è esclusivamente pedonale; è stato possibile infatti prevedere un accesso automobilistico solo fino all’argine del canale da dove parte un ponte che collega il parco di San Giuliano all’isola progettata. Naturalmente si è previsto l’accesso via acqua ai mezzi di servizio, di rifornimento e di emergenza.

11


PLANIVOLUMETRICO

12


LA SCALA ARCHITETTONICA

PIANTA quota +2,00 m

13

Padiglione per la produzione artistica


Padiglione per la ristorazione

PIANTA quota +2,00 m

14


Padiglione per la rimessa canoe

PIANTA quota +2,00 m

15


sezione AA’

sezione DD’

sezione gg’

16


Partito architettonico

17


18


LA LUCE Il ponte diventa passerella che delimita il bordo meridionale dell’isola e che collega i tre padiglioni linearmente. Il bordo settentrionale invece rimane un argine naturalizzato, rigido e determinato per poter riproporre la continuità tra le sponde del canale. Il terrapieno è pensato come una nicchia che racchiude in se il connubio tra l’architettura ed il paesaggio. L’architettura in questo caso appartiene al luogo e dialoga con la situazione esistente ed in particolare con il forte Manin esaltandone il valore.

19


20


LA STRUTTURA

21


22


Infrastruttura Infrastruttura come come opportunità opportunità __ UN UN IPOTESI IPOTESI DI DI RIQUALIFICAZIONE RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA DELL’AREA DI DI OSTKREUZ OSTKREUZ AA BERLINO BERLINO

CONTESTO Il progetto di tesi indaga un’area in trasformazione presso la stazione ferroviaria di Ostkreuz, intersezione tra l’anello ferroviario (Ringbahn) e la linea ferroviaria sopraelevata (Stadtbahn) che attraversa la città in direzione est-ovest. Questo sistema infrastrutturale ferroviario, che costituisce una importante arteria di traffico sia locale che regionale, è attualmente interessato dai lavori di risistemazione della stazione ferroviaria, il cui termine è previsto nel 2016. Il sistema ferroviario, fondamentale collegamento a scala territoriale, a livello locale si presenta come limite tra parti di città contigue: a livello strada il tracciato della Stadtbahn, divide l’area da nord a sud, mentre il tratto sopraelevato del Ring costituisce una cesura da est-ovest. L’area progetto è, di fatto, costituita da quattro differenti e indipendenti parti di città: la zona industriale/ artigianale a sud-ovest, un’area in trasformazione dalle caratteristiche spaziali molto dilatate, priva di un tessuto edilizio riconoscibile; l’area a sud-est (an der Mole), oggetto di concorso, margine residuale e semplicemente intervallo fisico-spaziale tra la ferrovia e i nuovi insediamenti residenziali monofunzionali del Rummelburger Bucht, ex area industriale risanata che si affaccia sull’acqua senza però curarne in alcun modo la relazione; l’area a nord-ovest, proprio in corrispondenza della stazione, dove trova la sua conclusione il quartiere di Friedrichshein, connotato da un tessuto edilizio denso che ripropone la forma del classico isolato berlinese anche per quanto riguarda la molteplicità di destinazioni d’uso. E ancora, a nord-est il distretto di Lichtenberg, in quel punto, luogo della commistione di apparati edilizi post-riunificazione a destinazione terziaria, costituito da grandi edifici prefabbricati della città socialista e del vecchio tessuto edilizio residenziale. L’area possiede inoltre due importanti elementi paesaggistici: l’insenatura del Rummelsburger See, che attualmente presenta solo un utilizzo spontaneo come ampia pista di pattinaggio, quando l’intera superficie gela, e più a sud, nel distretto di Treptower, l’estesa massa verde del Treptower park bloccata, della ferrovia, nel suo possibile sviluppo verso nord. Il collegamento pedonale e ciclabile tra le diverse parti urbane è oggi affidato ad un sistema di scale ed ascensori, di accesso alle banchine ferroviarie, e al ponte pedonale edificato nei primi anni del secolo scorso. L’area di progetto è dunque una zona marginale della città, al limite tra il centro e la periferia che presenta caratteri urbanistici e spaziali molto eterogenei. La ferrovia risulta essere l’unico elemento comune a questi ambiti urbani; la sua giacitura genera spazi residuali privi di significative connessioni reciproche.

23


24


IL TEMA E LE STRATEGIE L’intervento propone una riflessione, all’interno dell’ambito urbano descritto, sul ruolo dell’infrastruttura e sull’opportunità che da limite questa diventi occasione per risignificare quartieri e spazi residuali, interclusi.

Relazione est ovest In primo luogo, data la quota di imposta della ferrovia nord-sud, in questo punto sopraelevata di +7,8m, è stato possibile stabilire una relazione funzionale e spaziale tra la penisola del Rummelsburger Bucht e l’area industriale più ad ovest. Tale possibilità ha consentito anche di attribuire, in termini morfologici, un ruolo più preciso all’area compresa tra il bacino della Spree e la Markgrafendamm. A tal fine si è deciso di incidere l’infrastruttura aprendo un cono visuale e fisico di collegamento ciclo-pedonale che ha comportato la modifica della viabilità su Kynaststrasse. Allo stesso tempo la volontà di rendere la zona occidentale dell’area parte del sistema e rendere possibili i collegamenti trasversali, ha determinato l’apertura di tre sottopassi, sotto l’infrastruttura, che mettono in comunicazione il bacino della Spree e l’intera area industriale in trasformazione a Ovest. Ambito di intervento. L’ambito di intervento è, quindi, compreso tra il nuovo tracciato della Kynaststrasse e il tracciato della Stadtbahn. Quest’ambito è stato inteso come il luogo in cui il progetto avrebbe potuto cambiare il ruolo dell’infrastruttura e della porzione insoluta di territorio che occupa, ristabilendo i collegamenti morfologici e fisici dotandoli di una loro qualità spaziale sia in direzione est-ovest che nord-sud; in quest’ultimo caso prevedendo la costruzione di una passeggiata in quota che da Friedrichshein collega al Treptower park consentendo il superamento delle fasce di binari.

25


IL SISTEMA DEL VERDE L’operazione sopra descritta ha consentito di confermare e rafforzare il ruolo degli spazi aperti, che da sud costeggiano la ferrovia e il bacino della Spree, attraverso la costruzione di un parco urbano e di un percorso ciclo pedonale che lo costeggia, consentendo al contempo il superamento dell’asse ferroviario est-ovest. Nel parco, la piantumazione delle masse vegetali e la morfologia dell’intero basamento che informa l’area di progetto, vogliono essere una risposta alle esigenze funzionali di collegamento ciclo pedonale all’interno del sistema verde. Inoltre il parco ristabilisce un nuovo rapporto con l’acqua relazionandosi ad essa in modo del tutto differente da quanto avviene nei restanti tratti delle sponde cittadine della Spree: qui non un fronte duro e artificiale, ma sponde naturali lungo le quali la vegetazione si dispone secondo un gradiente di intensificazione della massa, delle diverse specie piantumate. Il collegamento in direzione nord-sud è garantito dalle masse verdi, dalla libertà di movimento lungo la superficie di spostamento e dalla passerella ciclopedonale sopraelevata.

26


LA SCALA ARCHITETTONICA E QUELLA PAESAGGISTICA Il progetto si articola secondo due registri, quello afferente alla scala architettonica, delle relazioni più prossime alla scala umana, e quello afferente alla scala paesaggistica della grande distanza e percezione. Tre sono gli elementi che dialogano alle differenti scale: il basamento, le“lame” e l’infrastruttura/parco. Alla piastra, che contiene il parcheggio multipiano, è attribuito il ruolo di gestire le relazioni urbane più prossime. Il difficile rapporto con la zona artigianale a ovest consente l’utilizzo di un fronte cieco, alto 4,5m, scalfito solo dalla grande rampa di accesso alla copertura/ parco pubblico. Il fronte, della piastra, trova una sua diversa ragione ad una quota più alta (+9,5 m): i sei edifici “lama”, orientati secondo l’asse est-ovest, si confrontano con le ragioni della scala paesaggistica e accompagnano lo sguardo verso l’orizzonte mostrando al contempo il parco, l’acqua, i nuovi quartieri- al di là della ferrovia.

27


Planivolumetrico

28


IL PROGETTO Tre elementi informano il progetto: il basamento, gli edifici che vi si poggiano, “lame”, l’infrastruttura/parco. IL BASAMENTO Si tratta di una grande piastra con generose corti centrali, che mette in gioco tutti gli elementi del progetto: il parco, l’infrastruttura e le “lame”. Il basamento è il dispositivo architettonico che, nel suo assumere funzioni e configurazioni spaziali diverse, permette al pedone e al ciclista di attraversare nelle differenti direzioni l’area di progetto. I cambi di quota permettono la percezione del paesaggio circostante e dei suoi punti di merito da posizioni differenti e consentono una fruizione molteplice dello spazio. Dalla Markgrafendamm, nei punti di accesso che interrompono il fronte, il basamento si modella per portare i pedoni ad una quota maggiore rispetto alla strada e condurli nello spazio più introspettivo delle corti variandone il rapporto percettivo con gli edifici e la ferrovia. A separare questo ambito più interno dalla strada è il medesimo dispositivo che si articola nel parcheggio e in una lunga rampa. Quest’ultima, passeggiata architettonica, conduce al tetto giardino e mette in collegamento le corti interne, con l’intero sistema e con gli edifici che su di esso poggiano affacciandovi delle piccole funzioni ricreative. La quota che il basamento assume in questo punto, + 8,3 m, consente la vista oltre la ferrovia. Dallo spazio più intimo e compresso delle corti è il basamento che, passando dalla quota + 4,5m alla quota 0 conduce al di sotto del Ring secondo tre modalità differenti di ingresso al parco. Gli ingressi al parco, l’ingresso principale al parco e all’intero sistema lungo il Rummelsburger See avviene per mezzo di una scalinata e di una rampa. Dallo spazio sopraelevato di +1,5m rispetto alla quota stradale, si accede al complesso dei due auditorium, agli spazi espositivi ed al sistema dei quattro edifici adibiti a studentato. La decisione di rendere il piano terra di questi ultimi completamente permeabile fa sì che questo diventi anche il primo accesso trasversale alle corti interne evitando qualunque cesura spaziale all’interno dell’intero complesso. Questo principale accesso al parco, sotto la ferrovia, illuminato zenitalmente, è posto a nord, in prossimità della torre piezometrica esistente. La torre entra a sistema identificando l’accesso da, dalla Markgrafendamm, di fronte all’entrata meridionale alla nuova stazione di Ostkreuz. L’importanza della torre in quanto elemento fortemente riconoscibile nel paesaggio ha portato alla decisione di staccare dalla passerella e dall’infrastruttura l’edificio di testa. Un secondo sottopasso pedonale, accoglie lungo il suo sviluppo meridionale la sala fitness dello studentato. Infine il terzo passaggio, più a sud, collega le corti al polo sportivo sull’acqua. L’INFRASTRUTTURA CICLOPEDONALE E IL PARCO Il basamento e il parco lungo il lago sono progettati nella loro articolazione spaziale in quanto superfici di relazione tra le parti (e parte della relazione essi stessi). Salvo pochi percorsi lineari, il movimento in tutta l’area di progetto prevede una fruizione libera da parte di pedoni e ciclisti su una superficie e non lungo un percorso prestabilito. Un’ovvia eccezione è costituita dalla passerella ciclo pedonale che corre parallelamente all’infrastruttura ferroviaria ad una quota più elevata. Essa collega la stazione di Ostkreuz al Treptower park e assumendo il ruolo di infrastruttura buca al suo passaggio gli edifici di progetto. La rendono elemento di collegamento strategico la connessione delle due estremità e il collegamento tra tutte le aree attraverso i suoi punti di discesa. Collocandosi ad un livello sopraelevato consente ai suoi fruitori un punto di vista privilegiato sull’intero paesaggio circostante, sull’infrastruttura ferroviaria e sull’elemento treno che esercita la sua dominanza sull’area. Il polo sportivo sull’acqua, qui vi sono un piccolo edificio per alloggiare le canoe, un molo per l’attracco delle imbarcazioni turistiche e una serie di vasche che provvedono alla fitodepurazione dell’acqua della Spree rendendola balneabile. LE “LAME” Uno studentato per circa duecento studenti, un complesso con una sala conferenze, un auditorium con spazi espositivi e uffici sono le destinazioni d’uso previste per i sei edifici che insistono sul basamento. L’altezza di 22 m per una larghezza di 18 m, consente di ottenere una proporzione prospettica che produce un andamento ritmico dei corpi di fabbrica che ben si adatta alla percezione paesaggistica. L’eccezionalità è costituita dall’edificio di testa che, collocandosi in un punto critico, ha caratteristiche diverse: ruota il proprio orientamento, al fine di non negare l’importanza dell’elemento verticale, la torre piezometrica per quanto riguarda la figurazione, a differenza degli altri, esso non è permeabile al piano terra se non nella parte anteriore. Una rampa consente l’accesso agli auditorium che sono dotati di una struttura autonoma: essi sono attaccati all’edificio ma di fatto è riconoscibile l’indipendenza strutturale dei due corpi e altrettanto evidente è l’intenzione di commistione spaziale tra di essi. Le due sale costituiscono anche una deformazione e la liberazione nello spazio del basamento.

29


Sezione AA’

30


ATTACCO A TERRA

31


32


Planimetria quota +3,00 m

33


34


Planimetria quota +7,20 m

35


36


IL SISTEMA DEL VERDE

37


38


LO STUDENTATO

39


Ogni studente, alloggiato in una camera singola, ha in comune con un altro studente la cucina e il bagno. La disposizione degli alloggi e la profondità delle logge tiene conto della diversità di esposizione a nord e a sud. Gli spazi comuni, ballatoi e zone studio, sono illuminati da lucernari. In ogni edificio il tetto è a giardino con aule studio, vasche d’acqua e spazi aperti comuni.

+ 22,00 m

+ 29,50 m

+ 15,50 m

+ 11,90 m

+ 8,30 m

+ 6,00 m

+ 1,50 m

40


LO STUDENTATO

41


La scelta di alloggiare in quel punto uno studentato è una risposta critica alla previsione di piano che prevede per l’area ‘an der Mole’un ulteriore sviluppo residenziale. Vista l’eccessiva monofunzionalità dell’insediamento del Rummelsburger Bucht è parso più appropriato lasciare quest’area a parco e a destinazione sportivo-ricreativa spostando la parte più costruita a est della ferrovia. Si è optato per lo studentato affinchè, grazie alle attività ad esso connesse e agli spostamenti anche serali degli studenti, possano ulteriormente cambiare e allungarsi i tempi di fruizione dell’area ora ristretta alle ore diurne. damm. Infine gli edifici si modificano e si adattano al passaggio dell’infrastruttura ciclopedonale offrendo nei punti di incontro dei piccoli spazi di sosta.

42


PRINCIPI ARCHITETTONICI Il principio fondante il nostro progetto è determinato dal rapporto tra struttura e forma, la tettonica diventa anche l’elemento ordinatore degli spazi costruiti. La struttura assume così nel progetto un ruolo essenziale e la volontà di convergenza di struttura e figura spiega l’esigenza di ricorrere ad un’architettura non leggera ma prestante dal punto di vista architettonico con elementi strutturali forti, evidenti nelle mere entità strutturali, come i pilastri che sostengono gli edifici e la passerella, e negli elementi funzionali che assurgono anche alla funzione strutturale. In tal modo il piano terra dell’intero complesso è liberato. Scale, ascensori e piccole funzioni lì alloggiate sono sempre anche elementi della tettonica a sostegno degli edifici sovrastanti. Tale scelta consente di ripartire con il sistema strutturale alla quota + 8,3 m adattandolo al di sopra del possente vassoio del solaio alle necessità di un sistema seriale più ordinato che meglio risponde alle esigenze funzionali delle destinazioni d’uso sovrastanti (studentato e uffici). Il progetto inoltre si articola secondo due registri: il registro della scala paesaggistica e quello della scala umana. Nel primo prevale l’aspetto seriale del complesso evidente nell’omogeneità dei sei corpi di fabbrica e nelle loro facciate est ed ovest. Il fronte occidentale, per ribadire la necessità di conferire un carattere all’area e per coerenza con il basamento, è costituito da facciate cieche in calcestruzzo che riprendono la tipica Brandschutzwand berlinese – parete cieca – invertendone volontariamente la consueta posizione rispetto all’infrastruttura ferroviaria. Gli edifici, nel loro essere elementi quasi seriali, vogliono essere letti e porsi come un unico manufatto, percezione questa accentuata dal passaggio a bordo del vagone ferroviario. Nel secondo registro, invece, è il susseguirsi continuo di eventi e spazi diversi nei movimenti, nelle soste e nei passaggi di quota. Al di sotto degli edifici omogenei tra loro, l’attacco a terra di ognuno di essi presenta disposizioni e condizioni spaziali eterogenee attraverso le quali il pedone si muove. A tale attenzione è da riferirsi anche la quota d’imposta degli edifici, la loro distanza e dimensione permettono sempre di traguardare il cielo.

43


44


THANK YOU FOR TIME


TO BE CONTINUE

EUNITNOC EB OT

IRENE DI PIETRO


ORTFOLIO

IRENE DI PIETRO 12|04|1981 MESSINA | ITALIA VIA SIORA ANDRIANA DEL VESCOVO 34 31100 TREVISO | VENETO irenedipietro1@yahoo.it +39 347 9900687

T TETIHCR

OILOFTRO

ORTEIP ID ENERI


Irene Di Pietro