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Parodiamo GIORNATA MEMORIA 2014 Aprile 2014 Anno 13 Numero 4

IL TRENO

Sommario:

Alberto Sed

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Fosse Ardeatine

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Conclusione

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Il giorno 2 Aprile 2014 si è svolta nell’Aula Magna dell’IPIA PARODI DELFINO, la Giornata della Memoria che quest’anno ha avuto come tema il TRENO . A tal proposito è stato realizzato dalla classe 5° Tim un binario che ha fatto da scenografia a tutto lo spettacolo. Sì, è stato proprio uno spettacolo con danze, esecuzioni musicali dal vivo e canzoni. Ma andiamo con ordine: è iniziato alle ore 10.00 con la lettura da parte di docenti e alunni di brani riguardanti la deportazione e il trasporto delle future vittime. L’alunna Emanuela Parisse ha interpretato Anna Frank ed altri della classe 5° A tcb hanno letto ed interpretato altri brani. Omar Verducci e Fiacco Valerio hanno magistralmente eseguito danze rispettivamente hip-hop e jumping per spiegare la disperazione di chi viene con violenza portato via, strappato dalla propria vita. Fiacchi Matteo ( fisarmonica) , Ciafardini Francesco e Furfaro Gabriele ( voci soliste) hanno eseguito il brano “Mamma” ; Macali Fabio ( tromba) e Liberati Simone ( bombardino) hanno accompagnato tutta la prima parte con musiche eseguite dal vivo. Le grandi rivelazioni di quest’anno sono stati Fiacchi Matteo alla fisarmonica ( ha eseguito varie volte il brano “ La vita è bella”) e Furfaro Gabriele come voce solista, nuovi acquisti della band d’istituto.

Ma la punta di diamante della giornata è stata la partecipazione di Alberto Sed, un sopravvissuto di Auschwitz , che ha portato la sua testimonianza forte e commovente raccontando ciò che ha vissuto all’interno del campo e dei traumi conseguenti che ancora oggi porta con sé . Una delle cose che c’ha colpito di più è stata la sua leggerezza nell’esporre i fatti vissuti, la sua semplicità e la sua voglia di comunicare, di parlare !!!! Insieme a lui abbiamo proseguito ripercorrendo le tappe più importanti della Shoah ( lavoro della classe 2° A PIA ) e del suo proseguire purtroppo in tempi recenti, attraverso i lavori svolti dalle classi 5° B TIE, 5° A TIM, 1° B MAT, 3°D MAT su Negazionismo, Campi nel mondo, Lampedusa e Diversità. La fotografia e i filmati sono stati curati da Anna Masotti e Stazzi Simone ( ex alunno ); al mixer e alla consolle Antonini Federico, Gambelli Simone, Turriziani Matteo; alle luci Conti Gabriele e Baldi Giacomo; al servizio d’ ordine la classe 5° A TCB. Ospiti oltre ad Alberto Sed: prof.ssa Liliana Di Ruscio ( coordinamento CDEC ), Lorenzon ( giornale CINQUE ), prof.ssa Luisella ( co-organizzatrice ). Sperando di non aver dimenticato nessuno si ringraziano tutti coloro che hanno partecipato attivamente e reso possibile la realizzazione di questa giornata, organizzata con cura e precisione. La Redazione


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Anno 13,

Numero 4

ALBERTO SED Alberto

Sed, che nel 1944 ad Auschwitz divenne A-5491. Solo un numero, in cambio di un’identità e un’umanità violate, fatte a pezzi, cancellate. Alberto fu catturato in un magazzino in cui la famiglia si era nascosta. Dopo un breve periodo nel centro di raccolta di Fossoli, fu messo a forza su un treno piombato e condotto a Birkenau, il campo peggiore del comprensorio di Auschwitz. La madre e la piccola Emma, di nove anni, furono uccise il giorno stesso dell’arrivo perché la prima selezione le giudicò inabili al lavoro e le destinò al gas. Gli altri superarono la prova, ma qualche mese più tardi Angelica fu sbranata dai cani, aizzati contro di lei dalle SS per un sadico divertimento. Alberto, che oggi ha ottant’anni, è sopravvissuto a numerose selezioni, alle torture e agli stenti, alle “marce della morte” e al bombardamento del campo di Dora, dove era stato portato e dove fu infine liberato. Nel lager dovette adattarsi a lavori faticosi e a mansioni terribili, come sistemare i bambini che arrivavano al campo sui carretti che li portavano al crematorio. A volte le SS ordinavano ai prigionieri di lanciare i bambini in aria, per fare il tiro a segno. Per avere più cibo, Sed accettò di fare il pugile: per gli incontri, che avvenivano la domenica e che costituivano un momento di svago per gli aguzzini, riceveva in premio qualche buccia di patate o di mele. È stato catturato insieme alla madre e alle sorelle Angelica, Fatina ed Emma. Dopo il transito da Fossoli, la famiglia è giunta ad Auschwitz su un carro bestiame. Emma e la madre, giudicate inabili al lavoro nella selezione condotta all'arrivo, sono finite subito nella camera a gas. Angelica, un mese prima della fine della guerra, è stata sbranata dai cani per il divertimento delle SS. Solo Fatina è tornata, segnata da ferite profonde: ha assistito alla fine terribile di Angelica ed è stata sottoposta agli esperimenti del dottor Mengele. Alberto è sopravvissuto a varie selezioni, alla fame, alle torture, all'inverno, alle marce della morte. Ha partecipato per un pezzo di pane ad incontri di pugilato fra prigionieri organizzati la domenica per un pubblico di SS con le loro donne. Dopo essere scampato a un bombardamento, è stato liberato a Dora nell'aprile 1945. Tornato a Roma, superate le difficoltà di reinserimento, ha iniziato a lavorare nel commercio dei metalli e si è sposato. Ha tre figlie, sette nipoti e tre pronipoti. La Redazione

Incontro con Alberto Sed Sopravvissuto al campo di concentramento di Auschwitz. E’ stato veramente emozionante, sentire dalla sua voce la testimonianza di quell’orrore e capire i traumi che ha lasciato in lui, che ha avuto e ha tanta voglia di comunicare, raccontare,anche con poca voce a noi giovani. Toccante è stato il racconto del bambino prima preso in braccio e poi lanciato in aria per essere infilzato … Alberto Sed non ha mai preso in braccio i suoi figli o nipoti !!!


Anno 13 , Numero 4

QUALCHE FRASE DELLA GIORNATA Dove siamo? “Auschwitz” per me non significava niente… Cos’era Auschwitz? Non sapevo niente…

“Ogni giorno, ogni notte sognavo che tutto sarebbe cambiato! “ (Pan Filipowicz) I bambini, esseri delicati, sensibili e vulnerabili… soffrivano più degli altri e… morivano prima di tutti !

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FOSSE ARDEATINE E inoltre non dobbiamo assolutamente dimenticare ciò che è accaduto la notte tra il 23/24 Marzo:

Le Fosse Ardeatine, 70 anni dopo. 23/03/1944: 23/03/2014 Sono passati ben 70 anni dall’attentato in via Rasella a Roma. Un gruppo di partigiani, con una bomba, strategicamente nascosta tra l’immondizia su un carrettino, fanno perdere la vita a 33 tedeschi che facevano parte del gruppo di occupazione romana. Quel giovedì di 70 anni fa è stato uno dei giorni più drammatici della storia italiana, che ancora oggi fa discutere! Secondo noi pensare alla città di Roma occupata dai tedeschi , sostenuti da tanti italiani che, di certo, non amavano la loro patria, non è sopportabile! La conseguenza di questo attentato ebbe una reazione terribile! Il comando tedesco ordinò una rappresaglia che doveva comportare all’inizio l’uccisione di 50 italiani per ogni tedesco morto. In seguito fu stabilito di uccidere 10 italiani per ogni tedesco morto. Nessuno ebbe pietà, né il questore romano Caruso, né Kappler a cui si era rivolto il console tedesco invocando pietà. Nella località romana di periferia, ora chiamata “Fosse Ardeatine” , furono trucidate 335 persone, dopo un rastrellamento indiscriminato di civili. Il versamento di sangue innocente comportò la conseguenza della libertà e della democrazia, fondamento della nostra Carta Costituzionale. Noi giovani, soprattutto, non dobbiamo dimenticarlo!!! Classe 2° pc e prof.ssa Palombi Maria

“Chi nega Auschwitz è quello che è pronto a rifarlo” (Primo Levi)


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NEGAZIONISMO ? NO, GRAZIE ! Un solo appello...gridato e urlato a piena voce...Informatevi...e lo rivolgo ai ragazzi e alle ragazze...PER FAVORE!!! studiate la Storia...a tutti i docenti di questa materia. Facciamo in modo che sappiano, rendiamo questa disciplina viva, interessante e piacevole, perchè questo è la Storia! Mettiamoci l'anima, la passione, facciamo vibrare e sentire la nostra voce! Affinchè non si ripeta più questa vergogna! Affinchè i ragazzi non possano, oggi, proclamarsi con tanta fierezza e facilità "fascisti" o peggio ancora "nazisti". L'unico modo, il più serio, il più responsabile, per combattere il negazionismo è...FARE STORIA! La Memoria si tutela al meglio, ma soprattutto si difende nel modo migliore, privilegiando le armi della CULTURA e dell'ISTRUZIONE. É un impegno che deve coinvolgere tutti i cittadini, perchè si tratta di difendere un patrimonio che appartiene all'intera società! Ogni cittadino che ha cara la LIBERTA' e la dignità della società in cui vive deve fare la propria parte.

Anno 13,

Numero 4

“Noi

siamo un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’ oblio dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, per le sue conversioni. Ma Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com’è. In cui tutto scorre per non passare davvero. Se l’Italia avesse cura della sua storia, della sua memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi invincibili, imparerebbe che i vizi di questo paese – speciale nel vivere alla grande ma con pezze al culo – sono ciclici, se ripetono incarnati da uomini l’identità, allergia alla coerenza, a una tensione morale. (Pier Paolo Pasolini , “Scritti Corsari “)

DISEGNARE SVASTICHE SIGNIFICA RIPROPORRE SEGNI DI MORTE E DI DISTRUZIONE Non abbiamo il diritto di dimenticare. MAI SILENZIO!

Giornalino aprile 2014  
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