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An n o scol a sti co 2 0 1 2 - 2 0 1 3

L' I M PE G N O A FAVO RE D E I G I O VAN I C O N TI N U A Anche se il clima non è propriamente tardo primaverile, siamo giunti ancora una volta al termine dell‘anno scolastico. Nel momento in cui si tirano le somme del lavoro fatto nel corso dell’anno, alla soddisfazione per le tante cose belle realizzate e per i traguardi raggiunti. Nella speranza di non tralasciare nulla, ricordo l’attività di Alternanza Scuola Lavoro che ha visto impegnati i ragazzi di quarta durante il mese di giugno sotto la supervisione del Prof. Galetto e di Terrestri Maurizio; l’assegnazione, per il terzo anno consecutivo, del primo premio del concorso, organizzato dai Maestri del Lavoro, a Bonomi Alberto; le Assemblee di Istituto organizzate dalle Prof.sse Boggiani e Bozzolan con il prezioso supporto tecnico di Mauro Toso; la partecipazione al progetto Comenius con il viaggio in Polonia di Bonomi Alberto; le attività di orientamento e di scuola Sp ecia le p ro getto C o nv ivenza 2 0 1 3 D o p o l'esp er ienza p ilota dell'a n n o p recedente il p ro getto d i C o nv ivenza sco la stica ha otten uto il r ico n oscim ento ufficila le della R eg io n e Ven eto . Sco p r i i detta g li dell'esp er ienza da lla vo ce de i suo i p rota go n isti a pa g . 15

aperta; la convivenza scolastica, la partecipazione alle gare nazionali di operatore elettrico e meccanico con i lusinghieri risultati ottenuti dagli alunni Bonomi Aberto e Malatesta Kevin; la partecipazione alle gare provinciali di atletica leggera con la medaglia d’oro nel salto in alto vinta da Nico Kevin sotto la guida del prof. Rossin; le visite guidate

ed i viaggi di istruzione organizzati dal prof. Bellato. Una sfida per il futuro Accanto a questo, il mio pensiero va anche ai tanti, troppi alunni, che non hanno saputo cogliere l’opportunità loro offerta e si sono persi per strada. Per vari motivi questi ragazzi non hanno trovato in sè motivazioni sufficienti a superare le difficoltà ed a mettersi a

C ' è ch i v a . . . c' è ch i v i e n e . . .

i raccon ti d ei d i pl om ati d el l o scorso an n o e d ei n u ovi stu d en ti d el l e cl assi pri m e. . . .

PRO G E TTO CO M E N I U S

l ' E n z o B a ri g u a rd a a l l ' E u ro p a . . .


O fferta fo r m ativa 2

studiare con impegno. È quel fenomeno complesso che va sotto il nome di dispersione scolastica, cioè il prematuro allontanamento dal percorso formativo con conseguenze negative non solo per quel che riguarda la formazione professionale ma anche per lo sviluppo della persona nel suo insieme. Sono compresi anche i fenomeni delle ripetenze, delle frequenze irregolari e dei ritardi rispetto all’età scolare. Tutto ciò evidenzia certamente sia il disagio dei giovani/studenti all’interno del sistema educativo e sia l’incapacità del sistema stesso di conciliare i propri standard formativi con le condizioni personali degli alunni. La Strategia di Lisbona  aveva posto, come uno dei cinque obiettivi europei da raggiungere entro il 2010 nel campo dell'istruzione e della formazione, la riduzione al 10 per cento della quota di giovani che lasciano la scuola senza essere in possesso di un adeguato titolo di studio. L'Italia non ha raggiunto tale obiettivo: la quota di giovani (18-24 anni) che ha abbandonato gli studi senza conseguire un titolo di scuola media superiore è pari al 18,8% contro una media europea che

si attesta al 14,1%. L'incidenza degli abbandoni è maggiore per la componente maschile rispetto a quella femminile. Peggio di noi solo il Portogallo e la Spagna. Il fenomeno della dispersione scolastica è un problema sociale articolato e complesso perché è sempre frutto di un’interazione di molteplici fattori. Diverse infatti sono le variabili chiamate in causa: la famiglia in quanto le condizioni sociali ed economiche incidono notevolmente sul percorso scolastico; la scuola in quanto luogo che oggi, troppo spesso, sperimenta la distanza con la cultura dei giovani, il tutto con ripercussioni negative sulla comunicazione scuola-giovani; la società che veicola come valori dominanti il successo, il denaro, che finiscono con il condizionare gli obiettivi che i giovani si prefiggono di raggiungere. La dispersione scolastica può essere vista quindi come lo specchio del funzionamento, buono o cattivo, di famiglia, scuola e società. L’uscita precoce dal sistema dell’istruzione espone i giovani ad rischio più alto di coinvolgimento in comportamenti devianti oltre che alla non occupazione con conseguenze negative sul benessere dell’intera società.

Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato “Enzo Bari” Viale Stazione, 45 ~ 45021 Badia Polesine (RO) Tel. 0425-51320 - Fax.0425-594400 www.ipsiaenzobari.it E-mail: info@ipsiaenzobari.it seguici anche su facebook IPSIA ENZO BARI pagina ufficiale

È sconfortante osservare che, a 50 anni di distanza dalla famosa “Lettera a una professoressa” di Don Milani, in cui si denunciava che il “principale difetto della scuola italiana sono i ragazzi che ancora disperde”, la sfida di avere una scuola capace di “dare di più a chi ha di meno” non è stata ancora vinta. È questa, però, il traguardo principale che il nostro paese deve raggiungere: avere un sistema di istruzione dell’obbligo capace di combattere le disuguaglianze e di garantire il successo a tutti gli studenti. L’obiettivo dovrebbe essere quello di azzerare la dispersione, di “rimuovere gli ostacoli” che limitano di fatto “l’uguaglianza dei cittadini,” che “impediscono il pieno sviluppo della persona” (art. 3 della Costituzione).  L’Unione Europea ha indicato, nei FSE del 2014/2020, come prioritaria per il nostro paese la lotta contro la dispersione scolastica. Anche nel documento dei saggi nominati dal Presidente Napolitano si sottolinea la necessità di “definire urgentemente un programma speciale per ridurre l’abbandono scolastico specialmente nelle grandi città”.  Il problema però è come combattere la dispersione scolastica per garantire una effettiva uguaglianza formativa. Qui si tratta di mettere in atto una strategia capace di rimuovere le principali cause della dispersione in un arco di tempo breve. Questo è possibile?  Oggi, se vogliamo avere un sistema competitivo capace di rilanciare la crescita del paese, c’è bisogno di un sistema di istruzione unitario, che tenga insieme istruzione, formazione e lavoro che sia in grado di allargare le opportunità di apprendimento dello studente.  L’attuale impianto organizzativo della secondaria


superiore, invece, canalizza precocemente a soli 14 anni il percorso formativo e di vita dello studente, senza che egli abbia possibilità di ritorno o penalizzando con una perdita di anni, di formazione e di esperienze un eventuale cambio di indirizzo. Tutto questo è decisamente in contrasto con quanto affermato nell’art. 2 della Legge Delega n. 53 del 2003, in cui si dice che “a tutti gli studenti deve essere assicurato il diretto all’istruzione e alla formazione per almeno 12 anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica entro il 18° anno di età”.  A tutt’oggi a molti studenti questo diritto

viene negato. L’obiettivo, invece, deve essere quello di allargare e di far aumentare le opportunità delle scelte formative.  Quindi la sfida più importante per il nostro paese è quella di puntare a costruire un sistema di istruzione e di formazione capace di garantire a tutti gli studenti reali opportunità formative, fornendo a tutti la possibilità di acquisire una solida e unitaria cultura generale di base per poter esercitare il diritto fondamentale di cittadinanza attiva e responsabile.  In attesa di un riordino generale del sistema di istruzione, cosa possiamo fare noi nella

nostra piccola realtà? Ecco una sfida che non possiamo continuare ad ignorare e che dovrà vederci impegnati nei prossimi anni. Nel ringraziare ancora una volta tutto il personale della scuola per il lavoro svolto e per l’impegno profuso, auguro a tutti un buon fine anno scolastico; un augurio particolare rivolgo agli studenti in uscita del quinto anno affinché, nonostante la crisi economica, possano trovare subito una occupazione nel mondo del lavoro. Vittorino Legnaro, docente vicario

stato una delle esperienze scolastiche noi italiani dato che un "eroe" per gli più belle effettuate in questi 5 anni di ebrei è Giorgio Perlasca che durante la scuola. Abbiamo conosciuto nuove guerra salvò migliaia di ebrei. persone e reincontrato altre conosciute Luca Peretto, 5A nei precedenti viaggi. Uno dei luoghi più belli che abbiamo visitato è la sinagoga Il viaggio d' istruzione a Budapest è ebraica, molto significativa anche per Dal 25 al 29 febbraio gli studenti delle classi quinte dell'Istituto insieme ai loro colleghi degli Istituti IPSAA di Trecenta e ISA di Castelmassa hanno partecipato al viaggio di istruzione a Budapest.

V ia g g i d'istr uz io n e

Il viaggio di istruzione a Budapest 25 - 29 febbario 2013

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Visita guidata alla Mitutoyo di Milano il breve resoconto di un partecipante

V is ite g u idate

Nella giornata di venerdì 10 maggio le classi terze, quarte e quinte del nostro Istituto hanno partecipato alla visita guidata presso la sede italiana della multinazionale Mitutoyo, azienda leader nel settore della produzione di strumenti di misura. Nell'azienda, situata nel centro di Milano, abbiamo partecipato ad una interessante lezione sulle tolleranze geometriche, dimensionali e sugli infiniti campi di applicazione degli strumenti che producono. Gli studenti hanno inoltre avuto la possibilità di fare molte domande agli esperti che hanno saputo rispondere in modo chiaro e completo. Successivamente abbiamo fatto una visita all'interno dell'azienda dove abbiamo avuto la possibilità di vedere alcune macchine molto costose in funzione e moltissimi strumenti di misura.

Fabio Altafini, 4D

Visita guidata alla centrale idroelettrica di Soverzene la breve relazione di una partecipante

Il giorno 20 marzo noi delle classi 4^A, 5^A e 5^D ci siamo recati a Soverzene (BL)  per visitare la centrale idroelettrica situata ai piedi della montagna. Lì abbiamo potuto vedere in funzione i vari macchinari,

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Per finire, abbiamo visitato il centro di Milano.

tra cui le gigantesche turbine che fanno funzionare la centrale. Finita questa visita, e dopo aver pranzato, siamo andati a vedere la famosa diga del Vajont  dalla quale, il 9 ottobre 1963 a causa di una

gigantesca frana, l’acqua esondò spazzando via alcuni paesi sottostanti assieme a molte vite umane. Il racconto di questa storia ascoltato davanti a questa diga è stato interessante  e allo stesso tempo triste. Nel pomeriggio abbiamo visitato anche Longarone uno dei paesi distrutti. Questa  interessante  visita ci ha permesso di capire come funziona una centrale idroelettrica, ma anche la strage che può causare l'errore umano unito alla furia della natura. Fabrizio Brunello, 4A Foto. in alto: alcuni studenti durante la lezione tenuta in azienda; in basso il gruppo di studenti all'ingresso della centrale


Si è svolta, come ormai consuetudine annuale, l’attività di Orientamento che ha visto coinvolti un nutrito gruppo di insegnanti e di studenti, impegnati nella promozione e nella valorizzazione dell’Offerta Formativa dell’Enzo Bari. Oggi, più di ieri, è necessario far conoscere le nuove competenze e le nuove tecnologie che la questa scuola mette a disposizione dei giovani per affrontare le scelte e le sempre incalzanti sfide del futuro. L’Offerta Formativa dell’istituto badiese si snoda oggi in un percorso quinquennale al termine del quale si consegue il diploma in Manutenzione e Assistenza Tecnica. E’ stata proprio questa figura di diplomato ad essere posta al centro di tutta l’attività di Orientamento di quest’anno, attività che si è svolta prevalentemente nei mesi di novembre, dicembre e gennaio, interessando tutte le scuole medie del territorio altopolesano, della bassa padovana e del basso veronese. L’obiettivo primario è stato quello di illustrare questa nuova figura professionale in grado di acquisire competenze tecnico – professionali nei settori produttivi generali quali: l’elettrotecnica, l’elettronica, la meccanica, la termotecnica, declinandole secondo le esigenze espresse dal territorio. Tutti gli Istituti Comprensivi altopolesani appartenenti alla rete hanno organizzato, con modalità e tempi diversi, dei "mini censer", nei quali si è allestita una piccola isola informativa per gli studenti e per i genitori delle classi terze. Alcune scuole medie, fuori dalla rete, appartenenti ai territori del basso veronese e della bassa padovana, hanno organizzato degli incontri con gli studenti delle classi terze, ai quali ha partecipato il Referente dell’Orientamento insieme ad alcuni studenti dell’Istituto che

hanno illustrato l’Offerta Formativa, testimoniando la loro esperienza scolastica e le loro aspirazioni future. L’Istituto Enzo Bari, nell’ambito della scuola in mostra (Open Day), è rimasto aperto per tre sabati e due domeniche pomeriggio, il 15 e 16 dicembre, il 12 e 13 gennaio e il 16 febbraio, per fare visitare agli studenti e ai genitori i laboratori e le aule dove si svolgono le attività didattiche quotidiane e le diverse esercitazioni pratiche e le esperienze laboratoriali. La scuola è stata presente, come ormai di consueto, con una propria isola informativa al MAAC (Mostra Mercato Altopolesano Castelmassa) in occasione della 193° fiera di San Martino. L’Orientamento in uscita ha visto la presenza al CUR di Rovigo che accoglie alcuni corsi delle Università di Ferrara e di Padova con i ragazzi del quinto anno di entrambe le sezioni TIE e TIM. Hanno seguito, nella mattinata del 1 febbraio nell’ambito dell’University Day, alcune lezioni dimostrative, su argomenti specifici d’interesse comune, tenute da alcuni docenti delle Università stesse. Sergio Magon, docente

Le attività di Orientamento

Orientamento Scolastico un aiuto ai giovani per scegliere il proprio futuro

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L'Alternanza Scuola-Lavoro

un opportunità di crescita umana e professionale

L 'A lter n a n za Scuo la - L a vo ro

Consolidata oramai da qualche anno, l’alternanza scuola lavoro, l’ASL, come viene di solito distinta, è vista sempre con grande interesse ed attrazione da parte dei giovani, perché completa e migliora l’azione educativa della scuola, valorizzando competenze trasversali, integrando capacità ed abilità, indispensabili per una maggiore sicurezza, senso critico e responsabilità. Un momento nel quale i giovani affrontano il mondo del lavoro, facendosi   conoscere e muovendosi in uno spazio diverso e con modalità differenti da quelle scolastiche. Sicuramente costituisce uno stimolo ed una opportunità di successo individuale non trascurabile, e ciò spiega l’entusiasmo e la serietà con le quali    i ragazzi affrontano questa esperienza. Un confronto nel quale ciascuno si può orientare nel comprendere meglio i diversi ambiti di un’attività professionale, indirizzando le proprie scelte lavorative. Semplicemente l’ASL è un modo di insegnare e di apprendere che favorisce e potenzia la maturazione dei ragazzi attraverso l’incontro-scambio con un realtà produttiva. Interessati a questa attività sono gli studenti delle classi quarte nel periodo compreso fra metà giugno e fine luglio, generalmente quattro settimane. Il prof. Flavio Galetto (Referente ASL), unitamente alcuni collaboratori, pianifica l’attività e il tutoraggio. La visita aziendale effettuata nel periodo di permanenza degli studenti è di fondamentale importanza, non solo per seguire i ragazzi in questa importante fase, ma per migliorare e incentivare il rapporto di collaborazione fra la scuola e l’azienda. Grazie a questa

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particolare attenzione e sensibilità rivolta, nel corso degli anni, alle diverse realtà produttive dell’altopolesine, l’Istituto Enzo Bari ha potuto migliorare l’Offerta Formativa, che oggi è in grado di soddisfare le attese e i bisogni dei giovani, costituendo una risorsa importante ed irrinunciabile, un punto di riferimento per la cittadinanza badiese e per l’intero territorio.

sicuramente servita, un’esperienza formativa da non abbandonare. Luca Roncoletta, 5A

La mia esperienza durante gli stage dello scorso anno è stata molto positiva perchè ho avuto l'occasione di poter mettere in pratica l'insegnamento ricevuto duranti i precedenti anni scolastici. Nonostante Sergio Magon, docente avessi una discreta preparazione di base ho appreso molti “trucchetti” del mestiere; durante questi stage ho capito l'importanza del rispetto degli orari, del posto del lavoro e del cliente rispettando scadenze, anche a volte molto esigenti per le mie abitudini. Questa esperienza è stata molto utile e ogni alunno dovrebbe, prima di finire la sua carriera scolastica, poterla vivere. Soufiane Rachid, 5A

Alla fine dell’anno scolastico 2011/2012, noi ragazzi che ora frequentiamo la 5A, abbiamo affrontato l’esperienza dell'ASL, l'alternanza scuola lavoro. L’esperienza ha avuto una durata di un mese ed è iniziata il lunedì dopo la fine delle lezioni. Ovviamente bisognava cercare una ditta nel settore elettrico: nel mio caso è stata un’esperienza che ha avuto ottimi risultati, ho imparato come funzionano i rapporti con i clienti, nuovi metodi di lavoro e cosa significa la fatica e quanto è “brutto” andare a casa stanchi. La soddisfazione alla fine è tanta quando il datore di lavoro ti fa un complimento oppure, meglio ancora, quando ti da la “mancia”. L’esperienza è

Anche quest’anno agli studenti di quarta è stata offerta l’opportunità di fare gli stage estivi presso varie aziende del nostro settore. La mia esperienza è stata fatta presso l’Inox Tech di Lendinara, azienda specializzata


stato quello di manutentore meccanico, cioè riparare le macchine che si rompevano. Manuel Pasello, 5D

cui mi è servito aiuto. Nell'insieme però mi è piaciuta l'azienda e tornerei con lo stesso spirito di iniziativa e di collaborazione.

L'ultimo stage che ho fatto l'ho svolto presso l azienda MBF spa a Zimella di Verona. Quest'industria produce macchine per l'imbottigliamento del vino e rappresenta un ampia gamma di industrie mondiali. L'esperienza lavorativa che ho avuto la possibilità di fare e stata molto importante perché ho capito molte dinamiche lavorative che a scuola non si riescono a immaginare. Nel reparto dove ero io si assemblavano i componenti per finire la macchina e non è stato facile in quanto la mia difficoltà stava nello spostare grandi gruppi meccanici in

Concorso Vado Sicuro 2013 gli elaborati prodotti dagli alunni delle classi prime e seconde La crescita umana e professionale dei nostri studenti passa anche attraverso la presa di coscienza del valore del rispetto delle regole, anche in strada. In quest'ottica il Concorso Vado Sicuro costituisce un'opportunità formidabile che le Istituzioni e la scuola offrono agli studenti.

Simone Sperandio, 5D

L 'A lter n a n za Scuo la - L a vo ro

nella realizzazione di tubi. La mia opinione sugli stage estivi è molto positiva: in questo tirocinio ho messo alla prova le mie conoscenze e ne ho acquisite di nuove. Il mio ruolo all’interno dell’azienda è

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Finestre-Storie di rifugiati Incotro degli studenti con un rifugiato politico africano

M u lticu ltu ra l ità

Sabato 19 Febbraio 2013 gli alunni delle classi quarte e quinte hanno incontrato l'Associazione Popoli Insieme di Padova che si occupa dell'accoglienza e dell'integrazione dei rifugiati politici nel nostro paese. Durante l'incontro il nostro ospite, il rifugiato politico, si è dimostrato subito disponibile a raccontare la propria storia: ha iniziato con una breve presentazione multimediale del suo luogo di origine, il Congo, mostrandoci precisamente dove abitava e descrivendoci i componenti della sua famiglia la madre, il padre e le due sorelle. Subito dopo ha iniziato a raccontare la sua triste storia. Quando lui era appena diventato maggiorenne il dittatore che salì al potere, anti-somalo, ordinò di dividere il paese in due parti: i somali da una parte e il resto dall'altra. Sua madre era di provenienza somala, l'etnia opposta alla sua e al resto della famiglia così, per sopravvivere, decisero di rinchiudersi in casa senza più uscire. Un giorno però passarono dei militari con una camionetta e si fermarono proprio di fonte alla sua abitazione: erano ubriachi ed entrarono nella sua casa senza curarsi di nulla. Egli cercò di difendere la madre essendo l'unico uomo di famiglia presente in casa, ma non ci riuscì: la uccisero con un colpo di pistola alla testa e, successivamente, visto le sue reazioni legarono le sue caviglie e i suoi polsi e violentarono le sue sorelle di fronte ai suoi occhi. Alla fine lo

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buttarono nella camionetta insieme a tutte le persone somale uccise precedentemente alla madre. Gli legarono un fazzoletto sulla faccia per non fargli vedere dove stavano andando e quando gli tolsero il fazzoletto si ritrovò in una stanza con molti altri uomini che avevano avuto una storia simile alla sua. Dopo molti mesi un militare lo prelevò dicendogli che lo avrebbe portato via, ma egli non doveva fare domande e non doveva parlare. Trascorse molti mesi rinchiuso in una stanza della casa di questo misterioso signore lo stesso uomo che, trascorso questo periodo, lo condusse all'aeroporto. Qui fu affidato ad un'altro uomo di cui non conobbe mai l'identità e che non potè mai ringraziare. Dopo esser sceso dall'aereo e raggiunto il centro di Roma si ritrovò solo nella stazione Termini: si trovava in un paese straniero in cui non

conosceva nessuno, nemmeno la lingua. Dopo qualche giorno incontrò un suo connazionale che lo aiutò moltissimo: si prese cura di lui e gli diede le informazioni necessarie per chiedere l'asilo politico. Dopo diversi accertamenti e diversi anni riuscì a stabilirsi regolarmente in italia. Ora ha una moglie, un lavoro e dei figli. Questa testimonianza ha fatto molto riflettere noi ragazzi, in quanto ci ha aiutato a capire che, in molti paesi, ancora oggi esistono dittature e molte persone vengono sfruttate e maltrattate. Inoltre abbiamo compreso che quanto vediamo nei film realmente accade nella vita di tutti i giorni e non sono solo storie inventate. Abbiamo provato la tristezza per la vita che ha trascorso nel periodo che era in Congo, ma anche stupore per il coraggio e per la forza di cercare di avere una vita migliore e raccontare ciò che gli è accaduto. Alberto Bonomi, 4A


Prosegue anche quest'anno la preziosa collaborazione dell'Istituto con il Centro Servizi per il Volontariato (CSV) di Rovigo che ha portato alla realizzazione della seconda edizione del Social Day che quest'anno si è tenuta presso la sala Soffiantini dell'Abbazia della Vangadizza. Nell'occasione gli studenti delle classi 2A, 4A e 4D hanno avuto l'opportunità di prendere coscienza del vasto mondo del volontariato e dei suoi risvolti nella vita quotidiana di tutti, anche dalla viva voce di un loro compagno di classe, Michele, che ha deciso, dopo l'incontro dello scorso anno di cominciare un piccolo, ma significativo servizio come volontario in un'associazione del suo paese. Ecco, per intero, le sue parole: "Buongiorno a tutti mi chiamo Michele Arzenton ho 16 anni e vengo dall'IPSIA Enzo Bari di Badia Polesine. Oggi vorrei spiegarvi un pò della mia esperienza estiva come volontario alla Blu Soccorso, un'associazione della Protezione Civile di Lusia, ma partiamo subito dal perchè ho voluto fare quest'esperienza. A me piace molto aiutare le persone e non avendo ancora 18 anni o un occasione per provare sulla mia pelle il vero significato di volontariato, aiuto i miei amici. Ci trovo molta soddisfazione nel farlo e non ne ricavo un arricchimento monetario, ma ben sì il più importante... quello personale, perchè anche solo vedere il sorriso di una persona è una gioia immensa, trovi un emozione introvabile che pian piano ti piace sempre di più costringendoti a riprovarla. Col passare del tempo ho trovato l'occasione perfetta per

coltivare questa passione, l'incontro con il CSV di Rovigo dell'anno scorso. Con l'incontro ho potuto capirne di più, di come funzionava, di com'era strutturata, di com'era divisa e così la colsi al volo e provai le 20 ore di stage. Andai nella sede di Rovigo dove mi cercarono un posto che si adattasse a me, sia come distanza, ma soprattutto come specializzazione. C'erano un sacco di proposte , c'era solo l'imbarazzo della scelta, in questo caso però scelsi la Protezione Civile, un ruolo che mi piaceva da molto tempo. Una volta cercato incominciai il periodo e all'inizio mi sentii un pò spaesato, come tutti del resto, ma poi mi divertii molto: portammo gli anziani alle visite mediche per poi subito riportarli a casa, vecchietti anche simpaticissimi, andammo alle fiere, sagre e manifestazioni sportive con le ambulanze per assicurarci che nessuno si facesse male, per fortuna si fecero solo qualche graffietto. A 18 anni sicuramente ci andrò ancora, sicuramente anche quest'anno,

provando uno stage diverso. Per concludere vorrei dire che in questa esperienza non mi sono annoiato un'istante e che il volontariato non è solo per le persone in pensione. La mia esperienza ne è la prova." Michele Arzenton, 2A

G iova n i scuo la e vo lo nta r iato

Giovani Scuola e Volontariato un anno di collaborazione con il CSV di Rovigo

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Il nostro Istituto impegnato nel progetto COMENIUS l'esperienza degli scambi culturali all'estero raccontata dai partecipanti

P ro g etto C o m en ius

Il comenius è un progetto che coinvolge le tre sedi del nostro Istituto: IPSIA di Badia Polesine, Liceo Artistico di Castelmassa e IPSAA di Trecenta. Nella nostra scuola questo progetto ha coinvolto la classe 4A e consiste, essenzialmente, in uno scambio tra studenti dei nostri istituti con studenti provenienti da Istituti esteri, in particolare dalla Spagna, Lettonia, Polonia e Grecia. Il “comenius” è iniziato nel mese di settembre e le intere classi sono state coinvolte nell’approfondimento di tematiche riguardanti i diritti umani e la realizzazione di elaboratati. Inoltre i ragazzi che hanno dato disponibilità hanno ospitato gli studenti stranieri venuti qui in Italia dal 18 al 22 febbraio 2013, gli stessi che saranno ospitati dalle famiglie straniere. Ho partecipato a questo progetto, ospitando nel mese di febbraio un ragazzo greco di nome Nikos. Dall’otto al dodici di aprile sono stato ospite di una famiglia polacca , questa abita a Czaplinek, un paese al nord della Polonia. La mia partner era una ragazza di 17 anni di nome Klaudia. Lei

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e i suoi genitori sono stati molto ospitali con me e hanno cercato in tutti i modi di farmi sentire a mio agio, come se fossi a casa mia. Nell'arco della settimana ho conosciuto Klaudia e gli altri ragazzi stranieri e ho instaurato con loro una bella amicizia. Abbiamo visitato dei paesi caratteristici vicino a Czaplinek e abbiamo scoperto le magnifiche meraviglie che nasconde la Polonia. Questa esperienza è stata molto bella perché mi ha permesso di conoscere

un paese e una cultura nuova. Nonostante la lingua e le abitudini diverse questo progetto mi ha fatto capire che tutti i giovani condividono gli stessi problemi, le stesse speranze, gli stessi sogni. Grazie al Comenius ho conosciuto persone nuove e sono riuscito ad avere un rapporto di amicizia con ragazzi di una nazionalità diversa. Grazie a internet, poi, siamo rimasti in contatto e questo mi ha fatto capire che il Comenius è solo un punto di partenza per intraprendere un rapporto di amicizia che può durare anni e forse anche tutta la vita. Con questa esperienza sono riuscito ad approfondire e consolidare la mia conoscenza della lingua inglese: per far capire ai miei amici stranieri quello che volevo dire ho dovuto sforzarmi di utilizzare termini adatti e di non lasciare niente al caso se volevo essere compreso. Ho avuto inoltre la fortuna di


Alberto Bonomi, 4A

Il valore della diversità... Il viaggio all'estero ha costituito un momento formativo di straordinario valore per studenti ed insegnanti. L'incontro e lo scontro con culture, cibi e tempi diversi porta con sé la conoscenza dell'altro, la relativizzazione di sé e la costruzione di uno sguardo più aperto e più disponibile al dialogo. La prima tappa del lungo viaggio per raggiungere Czaplinek è stata la città di Berlino: la metropoli, punto di incontro con i partner spagnoli. Questo ha rappresentato il primo impatto con il mondo nordeuropeo. La calorosa accoglienza del popolo polacco si è dimostrata sin dal primo incontro dei nostri studenti con i rispettivi partner e le relative famiglie: la bella lezione che i nostri ragazzi

hanno imparato è il vero spirito di questo progetto, ovvero la condivisione di ciò che si è e di ciò che si ha. Il primo giorno ha visto coinvolti i sedici studenti delle cinque nazioni in numerose attività e giochi di conoscenza e condivisione delle esperienze e dei temi precedentemente affrontati. Il vero scambio però non si esaurisce solo nelle parole ma anche, o forse primariamente, a tavola: il buffet internazionale allestito da tutte le nazioni ne è solo un esempio. L'esperienza è divenuta totalizzante sia

per gli alunni, che hanno condiviso con gli altri partner anche momenti di svago e di gioco extrascolastici, sia per i docenti accompagnatori impegnati in attività di approfondimento e programmazione. La buona riuscita dell'esperienza è testimoniata non solo dalla verifica finale, ma anche dagli sguardi commossi e dagli occhi lucidi di tutti i partecipanti il venerdì mattina prima della partenza, nonché dalle relazioni instaurate e mantenute. Marco Menabò, docente

Progetto Comenius

assaggiare piatti tipici della Polonia e devo dire che sono favolosi. Durante il soggiorno in Polonia abbiamo trattato temi riguardanti i diritti umani: la finalità del progetto è la sensibilizzazione sulla mancanza di tolleranza verso la diversità nelle società che porta all'esclusione sociale e alla violazione dei diritti umani delle persone con idee, credenza, stile di vita, sesso, età e anche l’aspetto fisico diverso. Sono stato davvero molto contento di aver fatto questa esperienza perché mi ha aiutato a crescere e a diventare una persona più matura, facendomi capire che tutti possiamo essere amici di tutti l'importante è saper accettare la diversità. Diversità solo apparenti perché in realtà siamo tutti uguali.

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C l a sse 1 A

C l a sse 1 B

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C l a ssi 3 A e 3 B

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C l a ssi


4A e 4D

C l a sse 2 B

C l a ssi 5 A e 5 D

Annuario 2013

C l a sse 2 A

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Entrate ed uscite...

C'è chi va e c'è chi viene... i racconti di chi ha già concluso e quelli di chi ha appena cominciato...

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Prima di iniziare questa scuola mi sono lasciato trascinare dalle dicerie di molte persone che dicevano che la scuola era facilissima o che bastasse essere presenti alle lezioni (fisicamente) per essere promossi all'anno successivo e che si potesse fare quello che si voleva... Ora che l'anno scolastico è quasi finito posso dire che io l'anno scorso ho frequentato un liceo scientifico, e gli argomenti spiegati al liceo sono gli stessi anche quest'anno; la differenza è stata in diversi fattori, come per esempio la disponibilità dei professori nel spiegare un argomento molte volte e in maniera chiara (spiegando un argomento i professori non tralasciano particolari e non dicono “succede questo perchè deve succedere, ma spiegano in maniera da coinvolgere la classe e rendere la lezione il più “leggera” possibile). In parole povere l'Ipsia E.Bari è un Istituto che prepara i propri studenti nella maniera migliore per affrontare il mondo del lavoro e le dicerie che si dicono della scuola sono dovute ad alunni che vengono solo per interrompere la lezione o addirittura fare veri e propri atti vandalici. Molti professori e studenti si impegnano ogni giorno per isolare prima e allontare poi questi studenti. Quest'anno la mia classe non ha partecipato a gite scolastiche per lo scarso numero di alunni che hanno aderito, ma alla seconda assemblea di istituto la scuola ha assistito ad un video in cui si mostrava la gita di una classe quarta che è andata a Berlino per uno scambio culturale. La gita è molto piaciuta all'Istituto e perciò verrà riproposta. Concludo dicendo che l'E. Bari è un validissimo Istituto e che le voci che girano su di esso non sono affatto vere. Marco Zorzan, 1B Il primo impatto che ho avuto con l’Istituto “Enzo Bari” è stato positivo: infatti già dai primi mesi dell’anno scolastico ho potuto vedere che il mio profitto era cambiato rispetto al precedente anno e questo grazie un po’ al mio maggiore impegno e un po’ per l’insegnamento dei professori. Questo è stato confermato dagli incontri scuola-famiglia avvenuti durante l’anno che hanno fatto felici me, la mia famiglia e anche i miei professori. La scuola mi ha offerto possibilità sia dal punto di vista pratico (grazie alle prove di laboratorio dove possiamo imparare attraverso le esperienze concetti di elettricità, chimica, fisica, tecnologia ed informatica) sia teorico.

A questo posso aggiungere una perfetta armonia tra professori e studenti che mi ha portato alla fine anno ad essere contento per la scelta fatta dieci mesi fa. Andrea Baron, 1A Ciao, mi chiamo Mirko e sono uno studente che ha terminato

gli studi presso l’I.P.S.I.A. “E. Bari” lo scorso anno. Mi sono diplomato come Tecnico delle Industrie Elettriche: appena finiti gli esami, non trovando occupazione lavorativa a causa della crisi, decisi di frequentare il corso d’Ingegneria Elettronica ed Informatica presso l’università di Ferrara. Cambiai idea ben presto e decisi di lasciare questa strada, dato che non ero mai stato del tutto convinto. Questa brevissima esperienza mi ha tolto, una volta per tutte, il dubbio di cosa volesse dire frequentare l’Università. Credo non avrò ripensamenti in futuro. Durante il periodo universitario ho ricevuto la chiamata dalla Calzedonia in cui ho lavorato, come carrellista, per quattro mesi. Una volta terminato questo contratto ho avuto la fortuna di essere contattato dall’azienda che mi ospitò durante gli stage del quarto anno, la quale mi ha proposto un’opportunità di lavoro che ho subito accettato. Lavoro ancora lì. In quest’ultimo caso la scuola è stata di fondamentale importanza, per questo motivo vi consiglio di non prendere alla leggera l’esperienza degli stage, non si sa mai cosa può riservare il futuro… Mirko Bovetto, ex studente


Sempre più spesso sentiamo il peso di quella che sociologi ed educatori chiamano "crisi educativa", lo scoraggiamento per la mancanza di risorse, di collaborazione con i vari enti formativi, la resistenza di giovani e famiglie rischiano poi di condurre ad un triste ripiegamento su di sé. Quanti si occupano di educazione, a tutti i livelli e gradi, sanno però che la miglior risposta è di non restare a guardare, ma cominciare a camminare con i ritmi e le cadenze di ciascuno: è questo che il nostro Istituto ha cominciato a fare da alcuni anni! L'esperienza di convivenza scolasica svoltasi nel precedente anno scolastico, con i risultati ampiamente positivi registrati, hanno dato nuovo entusiasmo e voglia di mettersi in gioco che hanno portato ad accettare la sfida impegnativa del bando regionale. Grazie alla preziosa

collaborazione degli Assessorati alle Politiche Giovanili e all'Istruzione del Comune di Badia Polesine, la Cassa di Risparmio del Veneto di Badia Polesine, il CSV di Rovigo, l'Associazione Agesci ed Amici degli Scout di Canda, il progeto Convivenza

2013 ha visto riconosciuto un prezioso contributo economico regionale per la realizzazione. Riconoscimento significativo nell'ottica di un'approvazione a livello regionale dello sforzo educativo che l'Istituto pone in essere ogni anno sul territorio.

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Convivenza Scolastica 2013 il rilancio di un'esperienza e il riconoscimento regionale

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A San Salvaro con gli studenti dell'Enzo Bari

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Un’esperienza indimenticabile quella vissuta dagli studenti, una trentina, delle classi quarte e quinte che hanno vissuto una settimana, dall'11 al 16 marzo 2013, nell’Ostello per la Gioventù di San Salvaro di Urbana nel padovano. Un progetto messo in piedi, già dall’anno scorso, dagli insegnanti: Cristina Camozza, Fatima Caberletti, Marco Menabò e Flavio Galetto, dal titolo accattivante: a casa come a scuola, che fa intendere subito come l’attenzione e la partecipazione alle speranze giovanili sono gli ingredienti principali dell’esperienza. Un progetto ben impostato, definito negli obiettivi, chiaro nei compiti a ciascuno assegnati, preciso nei tempi che scandivano la giornata. Tutti si sono sentiti coinvolti nelle attività, anche quelle meno divertenti, ma necessarie alla vita comunitaria. Tutti si sono sentiti utili, ciascuno per l’altro. Una voglia pazza di stare insieme, di condividere insieme momenti diversi della giornata. Alla mattina frequenza regolare nell’Istituto, poi rientro in Ostello. Ampi spazi dedicati alla discussione, al

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confronto, alla preparazione scolastica, al gioco, al silenzio, al lavoro. Momenti di riflessione sullo stare insieme, circostanza questa, che sembra difficile e tormentata ai giorni nostri, molte volte addirittura impossibile. Questi quattro giorni hanno sottratto questi ragazzi a quel bombardamento dell’ industria culturale che considera sempre di più l’apparire, piuttosto che l’essere, dove i giovani sono spesso inascoltati e lasciati soli. Questa iniziativa ha tentato di rispondere, centrando l’obiettivo, a questo modo di fare della nostra società e quindi anche della scuola, incapace di interpellare le coscienze giovanili, insufficiente di procurare speranze, inadatta a capire i comportamenti dei ragazzi, sempre più sprezzanti verso un mondo incolore, opaco e senza risorse. L’esperienza di San Salvaro mi ha visto coinvolto a tempo pieno in questo percorso di vita insieme, uno spazio comunitario, intenso, sostenuto da un dialogo paritario che ha mostrato sempre affetto e generosità. Ruoli diversi che hanno saputo

riconoscersi ed integrarsi con dinamicità, disponibilità e umiltà. Alla fine gli apprezzamenti non sono mancati, in particolare da parte dei ragazzi che si sono mostrati entusiasti dell’esperienza vissuta. Una settimana nella quale riflettere sulle modalità di fare scuola, sul vivere la vita scolastica con serenità e partecipazione, superando le paure e le debolezze, affrontando le difficoltà di vivere spesso in ambiti ostili, refrattari ad ogni comprensione. Giorni belli nei quali far scoprire e riscoprire ai ragazzi, ma anche a me stesso, la gioia di vivere insieme, in amicizia reciproca. Un tempo da portare sempre con sé, nel proprio zaino quotidiano nel quale attingere l’incitamento e la forza per superare gli inevitabili momenti di difficoltà e di tristezza. Sergio Magon, docente Foto. in alto: le attività giornaliere; in basso: momento di studio di gruppo; nella pagina seguente in alto il Dirigente Scolastico e gli Assessori durante l'incontro con i ragazzi; in basso: il gruppo di docenti promotori


Il valore di un'esperienza dal forte coinvolgimento personale, come è noto, si offre a molteplici interpretazioni, più o meno positive da parte dei partecipanti, più o meno scettiche da parte degli osservatori esterni. Un'esperienza come quella della Convivenza scolastica non può sottrarsi alla medesima logica ed in tal senso, in fase di progettazzione, è stato tenuto conto una duplice modalità di validazione: una prima a carattere soggettivo, ovvero le condivisioni dirette dai partecipanti, ed una seconda a carattere prettamente

oggettivo. La validazione soggettiva al di là dei ringraziamenti degli studenti e delle loro famiglie si è basata su una divertente attività di condivisione di gruppo a cui hano partecipato sia gli alunni che i docenti coinvolti attivamente nel progetto durante l'ultima serata. I risultati ampiamenti gratificanti sono visibili nei corridoi della scuola affinché tutti possano prenderne visione. La parte più impegnativa e pregievole nella stesura del progetto è però la procedura di validazione oggettiva che il

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La verifica e la validazione del progetto

team di insegnanti ha precedentemente predisposto alla luce dell'esperienza professionale maturata nel corso degli anni. Ciò che tale procedura si prefigge di misurare è l'effettivo progresso di alcuni ambiti fondamentali della crescita umana, relazionale e scolastica degli studenti coinvolti. Attraverso una duplice somministrazione (previa e postuma l'esperienza) a tutti gli alunni delle classi interessate si è proceduto alla misurazione dei livelli di autostima in molteplici ambiti del vissuto personale quali la competenza, la dimensione emozionale, corporea, ecc... La seconda misurazione ha interessato invece l'ambiente relazionale scolastico nel quale gli alunni trascorrono gran parte della loro vita. La realizzazione di sociogrammi e grafici evidenzia, in modo esatto, le principali dinamiche relazionali e le conflittualità tra i membri della classe. Il terzo ambito infine prevede la misurazione del rendimento scolastico di ogni singolo studente, prima e dopo l'esperienza. Complessivamente, dai primi dati elaborati, il quadro che emerge è ancora una volta positivo, anche per tutti quegli studenti che hanno deciso di non aderire al progetto. Il motivo è presto spiegato se si considera l'influsso sul gruppo classe di un ambiente vitale più sereno e positivo. Certamente c'è la consapevolezza che un'esperienza temporalmente limitata non risolva tutte le spigolosità personali, tuttavia essa costituisce un prezioso punto di partenza di una più lunga progressione personale. Non solo i risultati positivi dei test, ma anche quelli negativi spesso attestano l'efficacia di un intervento, perchè l'educatore fallisce quando lascia il giovane esattamente dove lo ha trovato. Marco Menabò, docente

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Le testimonianze dei partecipanti...

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Sono Davide Chiarion, un alunno della classe 4D ed ho partecipato alla settimana di Convivenza. Abbiamo passato una settimana dove alla mattina si andava a scuola normalmente, poi si tornava all’Ostello di San Salvaro, si mangiava e al pomeriggio si cercava di studiare. Alla sera, dopo aver mangiato, si stava in compagnia, magari guardando un film, giocando a tombola, semplicemente parlando o giocando a ping-pong. La settimana è servita per conoscersi meglio, fra compagni di classe e non, (erano coinvolte le due quarte e le due quinte) per instaurare un rapporto più “amichevole” con i professori e per capire caratterialmente come siamo fatti, vedendo se siamo disposti a metterci in gioco o no, e se sappiamo dialogare civilmente con le persone che ci stanno attorno e che magari hanno idee diverse dalle nostre! E’ stata un’esperienza davvero bella, utile a crescere e ricca di emozioni. Speriamo vivamente che si possa ripetere l’anno prossimo. Un grazie enorme va a tutti coloro che hanno reso possibile ciò, soprattutto ai nostri professori.

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Davide Chiarion, 4D

Mi chiamo Luca Dian, frequento la classe 4°D-TIM ed ho partecipato al progetto di convivenza insieme alla mia classe. Credo che questo progetto mi sia servito molto per crescere a livello personale e per fare nuove amicizie. Mi è servito anche per imparare ad essere più autonomo e ad aiutarsi reciprocamente nel momento del bisogno. I professori ci hanno divisi in 5 gruppi, ogni gruppo aveva delle mansioni diverse ogni giorno. Durante le giornate, il mattino lo si trascorreva a scuola, poi con un pullman si tornava tutti insieme all'ostello, si pranzava e al pomeriggio ci si dedicava allo studio, con momenti di svago e di gioco. Poi si andava a fare la doccia e il gruppo di cucina, aveva il compito di andare a cucinare insieme a qualche professore il menù della cena. Dopo c'erano altri gruppi che entravano in azione: "piatti e pentole", che avevano il compito di sparecchiare la tavola e pulire le pentole, e infine il gruppo "bagni" che aveva il compito di pulire tutti i bagni. Luca Dian, 4D Durante l’ anno scolastico 2012/2013, più precisamente nel mese di marzo, ho partecipato insieme alla mia classe al

progetto convivenza e devo dire che il risultato è stato un esperienza unica ed indimenticabile. Questo tipo di progetto,sinceramente, all’ inizio non mi aveva convinto del tutto, ma dopo aver passato una settimana nell’Ostello di San Salvaro, insieme a delle persone fantastiche (prof. compresi), sarei disposto a ripetere l’ esperienza anche domani mattina, dato che la ritengo un’opportunità imperdibile per crescere caratterialmente e per imparare a convivere e ad interagire con le altre persone. Spero si possa ripetere questa esperienza anche l’anno prossimo, in modo da dare anche ad altre persone l’opportunità di poter partecipare a questa esperienza meravigliosa.


Quest'anno la scuola ha promosso un progetto, chiamato Convivenza, a cui hanno partecipato le due classi quarte e quinte. Questo progetto vedeva le quattro classi impegnate a vivere insieme per una settimana in un ostello, a pochi chilometri da Badia Polesine. Per una settimana tutti si sono dati da fare e ognuno aveva il proprio compito, chi cucinava, chi puliva le stanze e chi preparava la tavola. Per me questo progetto è stato molto utile perchè ha fatto capire che a vivere insieme è bello anche se a volte non sempre è facile. E' stato molto divertente perchè abbiamo potuto conoscere meglio i

componenti di altre classi e fare amicizie che prima potevano essere impensabili. Spero che questo progetto possa essere ripetuto l'anno prossimo, e non solo per le classi quarte o quinte, ma anche per altre classi. Mauro Fulca, 4A Dal 11 fino al 16 marzo, le classi quarte e quinte dell'Istituto hanno partecipato al progetto scolastico “A casa come a scuola”. Questo progetto consiste nell'imparare a vivere insieme ad altri, socializzare con loro ed aiutarsi. Grazie a questa esperienza molto formativa non

ci siamo solo divertiti, ma ci siamo anche dati da fare dividendoci in gruppi per svolgere le faccende domestiche e per preparare i pasti. La convivenza è stata bellissima ed è sicuramente da riproporre anche perchè ci insegna a vivere seguendo le regole come ci si aspetta in una società civile. Il ringraziamento va dato anche a chi ha sostenuto il progetto e ai professori che ci anno aiutato rendendosi disponibili. Luca Trivellato, 4A Foto. Alcuni comunitaria.

momenti

della

vita

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Nicolò Ragazzi, 4D

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Gara Nazionale degli Operatori Meccanici Kevin Malatesta ci racconta la sua esperienza dal 15 al 17 aprile a Bergamo

Quest'anno ho avuto la grande fortuna di partecipare alla gara nazionale per operatori elettrici che si è svolta presso l'Istituto “Cravetta Marconi” di Savigliano in provincia di Cuneo. Il primo giorno siamo stati accolti con una breve presentazione di benvenuto, dopodiché abbiamo sistemato il nostro materiale in preparazione della prova del giorno successivo. Il secondo giorno abbiamo iniziato la prima prova che consisteva nel programmare una automazione al PLC, usando al meglio le nostre conoscenze, avevamo a disposizione 5 ore per concludere il lavoro e devo dire che sono stato soddisfatto del mio risultato. Successivamente siamo stati divisi in due gruppi: un gruppo ha fatto una breve visita per il paese, mentre un gruppo

Ho svolto la gara nazionale di Operatore Meccanico presso l'Istituto "Ambiveri" di Presezzo (BG) accompagnato dal prof. Flavio Galetto. Alla partenza c'era un pò di tensione per la paura di non riuscire a svolgere bene le prove e deludere i professori che mi avevano preparato con tanta pazienza ed impegno nelle settimane precedenti. Nella seconda mattinata ho svolto la prima prova di AutoCad, mentre nel pomeriggio dello stesso giorno ho realizzato una programmazione per il tornio CNC, la mia prova più positiva. Al termine delle prove studenti ed insegnanti sono stati condotti nella Bergamo alta per una visita alla città ed una cena comunitaria: una serata tranquilla e piacevole per conoscersi

Gare nazionali

Gara Nazionale degli Operatori Elettrici Alberto Bonomi ci racconta la sua esperienza dal 22 al 24 Aprile a Savigliano

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assisteva, uno alla volta, alla correzione del proprio lavoro. Successivamente ci siamo scambiati. Il terzo giorno abbiamo affrontato la seconda e ultima prova: la teoria. Era composta da 80 domande a risposta multipla con svariati argomenti riguardanti il mio settore, ma non ero preparato in tutto, perché alcuni quesiti non rientravano nel programma svolto negli anni precedenti. Finita quest'ultima prova ci siamo riuniti per un saluto finale prima di ritornare a casa. Questa esperienza è stata molto utile perchè ho avuto la possibilità, utilizzando tutte le mie capacità, di confrontarmi con altri studenti provenienti da istituti di tutta Italia. Ringrazio il professore Sergio Magon che mi ha permesso di svolgere questa grande esperienza, accompagnandomi e preparandomi al meglio. Alberto Bonomi, 4A

meglio e scambiarsi le prime impressioni sulle prove effettuate. Il terzo giorno ho svolto la terza ed ultima prova, una prova di cultura generale in ambito meccanico durata un paio d'ore. Al termine la consegna degli attestati di partecipazione a tutti e i ringraziamenti agli studenti e ai loro insegnanti. Salutare tutte quelle persone con le quali avevo legato in quei giorni è stato difficile, ma si affronta tutto a testa alta e con un sorriso. Qualche settimana dopo le gare il prof. Galetto mi ha comunicato che mi sono posizionato al quinto posto: sicuramente un ottimo risultato, di cui sono fiero. Volevo ringraziare il prof. Galetto e il prof. Terrestri che mi hanno preparato con grande impegno e serietà, ringrazio anche la prof.ssa Camozza che mi ha sostenuto ed incitato prima delle gare. Ringrazio anche la DIrigente e tutti i docenti per questa grande opportunità che mi hanno dato. Kevin Malatesta, 4D


Le Assemblee di Istituto e le politiche giovanili un momento di formazione ed approfondimento della realtà a misura di studente

Generalmente, nella nostra scuola, sono due professori (a cui noi siamo molto grati) che collaborano con studenti rappresentanti d'istituto, nell'organizzazione delle assemblee (cosa non facile) per quanto riguarda gli argomenti, il giorno da stabilire e il luogo. Attività culturali dell' anno in corso

L'assemblea studentesca nella scuola superiore, è stata introdotta con la riforma degli anni '70, per favorire la partecipazione democratica degli studenti alla vita e ai problemi della scuola, favorendo una maturazione sociale e culturale nei ragazzi. La Circolare Ministeriale del 1979 conferma il diritto agli studenti della scuola secondaria superiore di riunirsi in assemblea, in cui però devono essere rispettate le elementari regole che la disciplinano. LE ASSEMBLEE DEL NOSTRO ISTITUTO L'assemblea d'Istituto è per noi studenti un momento di confronto e di discussione, un valido strumento per l'approfondimento dei problemi. Essa permette agli studenti di prendere coscienza delle problematiche presenti nella scuola e quelle sociali, di discuterne con compagni e professori. Può avere un tema, ma può essere anche un momento

di svago con la presentazione delle future gite, la visione di un film, o di video riguardanti esperienze svolte dagli studenti. Come si svolge Le assemblee del nostro Istituto sono sempre molto frequentate e per mancanza di spazi vengono svolte nella Sala Teatro Cinema Politeama di Badia Polesine o in altri luoghi per occasioni speciali.

Progetto Comenius Educazione alla legalità(visita alla sede dell'associazione antimafia LIBERA). Visione di film (per discussioni) Video di attività studentesche (visione di immagini riguardanti l'esperienza "A casa come a scuola" svolta dalle classi quarte e quinte). Edoardo Corradini, 4A Foto: due foto con aluni momenti delle assemblee di Istituto svolte durante l'anno scolastico

Politiche giovanili e Assemblee di istituto

La preparazione preventiva

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Luca Panzan (1B) e la sua passione per il motocross Enrico Turcato (1B) intervista il suo compagno di classe... C OSA TI HA SPINTO FARE MOTOCROSS? Mio papà ha sempre praticato questa disciplina ed io ho cominciato a seguirlo fin dalla tenera età: vedendolo correre la voglia di guidare una di quelle moto cresceva dentro di me. A 5 anni ho provato la mia prima mini moto, costruita da mio padre (50cc), in un circuito e mi sono innamorato subito. C OSA PROVI QUANDO SEI IN MOTO ?

Interviste...

Scarico tutta l'adrenalina accumulata durante la settimana, provo un qualcosa difficile da spiegare: è come se tutto quello che c'è intorno a me sparisse, ci siamo solo io, la mia moto e gli avversari: l'unico pensiero in quel momento è tagliare il traguardo per primo. L A MOTO E LO STUDIO VANNO D 'ACCORDO ?

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La maggior parte delle volte riesco a combinare lo studio con la moto ma nel weekend il tempo per studiare è poco... Devo prepararmi alle gare e queste richiedono una notevole concentrazione e molto tempo. C OSA

DICI HAI RAGAZZI CHE VOGLIONO

AVVICINARSI

COMPETIZIONI ?

AL

MONDO

I NCIDENTI... Nel 2010 durante una gara a livello regionale, mentre affiancavo un pilota in volo, ho toccato la ruota posteriore e al momento dell'atterraggio sono stato schiacciato da un pilota, fortunatamente non ho avuto alcuna lesione grave anche se la paura è stata molta! Nel 2012 a Montagnana in piena accelerazione ho accidentalmente urtato un paletto, la caviglia si è girata senza poi tornare in sede. Non ho toccato una moto

per 4 mesi (3 mesi in stampelle e 1 di riabilitazione). E I TRAGUARDI RAGGIUNTI... Nel 2009 nel campionato veneto, categoria mini 65, mi sono classificato quarto pur avendo saltato tre gare per un infortunio; nel 2012 mi sono classificato terzo in categoria mini 85. Quest'anno sono passato in categoria 125cc nel campionato triveneto: spero di classificarmi tra i migliori.

DELLE

Per ottenere risultati occorre impegnare molto tempo e molto sudore. La differenza sostanziale non è data dalla moto, ma dall'abilità del pilota. Molti ragazzi pensano che sia uno sport divertente e semplice, ma è notevolmente rischioso e duro!

Foto: in alto Marco al termine di una faticosa e vissuta gara. In basso, più riconoscibile, motocicletta nelle gare.

la utilizzata


"Mens sana in corpore sano"... la preparazione atletica e i risultati delle gare

provinciali nella specialità del salto in lungo, toccando i 5,48 mt. Per quanto riguarda la specialità dei 1000 metri, El Hassan Amkachou di 1A è arrivato terzo, conquistando la medaglia di bronzo. Nel calcio a cinque invece siamo arrivati secondi, conquistando così la medaglia d'argento. materiale nuovi sono state acquistate porte da calcetto, un set completo per il salto in alto, palloni da pallavolo e molte altre attrezzature. Fabio Altafini, 4D

Quest'anno aria di rinnovamento anche per la nostra palestra! A questo ci ha pensato il professore di Scienze sportive Carlo Rossin che ha provveduto a riorganizzare completamente la sala attrezzi della nostra palestra eliminando le vecchie attrezzature, rimpiazzandole con materiale nuovo e all'avanguardia. Ora abbiamo una palestra più completa e ben fornita. Tra i

I g iova n i del l'E n zo B a r i e lo sp o rt

Come ogni anno i nostri ragazzi hanno partecipato ai giochi sportivi studenteschi presso il campo di atletica leggera di Rovigo. I Risultati migliori sono stati raggiunti nella categoria allievi da Kevin Nico della classe 1B, che ha vinto i campionati

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A ricordo del terremoto in Emilia... Proprio in questo periodo ricorre l’anniversario del terremoto avvenuto in Emilia la notte tra il 19 e 20 maggio 2012. Nonostante fosse la fine dell’anno scolastico il nostro Istituto è riuscito a raccogliere proprio negli ultimi giorni di scuola del 2012 materiale didattico per i bambini di San Felice sul Panaro .Questa specifica richiesta ci è giunta da un ex studente dell’Enzo Bari ,Simone Balzani, che attualmente ricopre il ruolo di incaricato alla protezione civile dell’AGESCI (Associazione Scout ) di Rovigo. Il materiale raccolto è stato il seguente:

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-1 scatolone di peluches; -1 scatolone contenente tre palloni; -1 scatolone con quaderni e album da disegno; -2 scatoloni con giochi vari; -1 scatolone con materiale di cancelleria (penne, matite …); -1 scatolone con colori vari; -1 scatolone con 2 paia di scarpe nuove. A nome della popolazione di San Felice sul Panaro la protezione Civile ha inviato un ringraziamento a tutti gli studenti e a tutto il personale della scuola per la sensibilità dimostrata.

C O N C O R SO VA D O S IC U R O Anche quest’anno le classi prime e seconde hanno partecipato al concorso “Vado Sicuro”sulla sicurezza stradale indetto dalla provincia di Rovigo. Si tratta di un progetto di sensibilizzazione che si basa sul concetto di “sicurezza partecipata”cioè sul principio che la sicurezza non è determinata solo da restrizioni, sanzioni, controlli, seppure estremamente importanti, ma anche dalla partecipazione di tutti i cittadini, dalla condivisione dei valori, dalla volontà di tutti di essere parte attiva a favore delle regole necessarie per una convivenza civile. I ragazzi quest’anno dovevano produrre un messaggio con foto/immagine da postare direttamente sui social network. Novità di questa edizione: “coinvolgere le famiglie”. Quindi se è vero (ed è vero) che il tutto è più della somma delle singole parti. Tutti i contributivi di Vado Sicuro saranno utilizzati per un’azione di viral marketing capillare e invasiva. R eda z io n e: A n drea B a ro n (1 A ), M a rco Z o rza n (1 B ), E n r ico Tu rcato (1 B ), M ichele A rzento n (2 A ), Fa b io A ltafin i (4 D ), L uca D ia n (4 D ), Kev in M a latesta (4 D ), D av ide C h ia r io n (4 D ), N ico lò R a ga zz i (4 D ), A l b erto B o n o m i (4 A ), L uca Tr ivellato (4 A ), M a u ro Fu lca (4 A ), Fa b r iz io B r u n ello (4 A ), E doa rdo C o r ra d in i (4 A ), M a n uel Pa sello (5 D ) Sim o n e Sp era n d io (5 D ), L uca R o n co letta (5 A ) So ufia n e R a ch id (5 A ), L uca P eretto ( 5 A ) .

C o o rd in ato re: M a rco M en a b ò Si r in g ra z ia n o in o ltre p er la co lla b o ra z io n e: V itto r in o L eg n a ro , Serg io M a go n , Fatim a C a b er letti, G iusep p in a B ozzo la n , Fa b io B ellato , C a r lo R oss in , M a u ro Toso .

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