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Massimo Bottura chef pluristellato dell’Osteria Francescana di Modena in una scena della serie “The chef table”

zione, sono solo l’olfatto, il gusto e la vista. Puro culto dell’artigianalità al servizio del sakè. Il filmato di Erik Shirai è una sorta di Grande Fratello che mostra le vicende di una dozzina di dipendenti che lasciano le loro famiglie, da ottobre ad aprile, per andare a vivere insieme nel laboratorio, lavorando dalle cinque del mattino fino a notte tarda alla ricerca della qualità estrema. 94 minuti davvero coinvolgenti e affascinanti anche per la maniera in cui sono girati: le riprese interne e le storie degli operai fanno da controcanto a fantastiche esterne nell’inverno giapponese, una fotografia malinconica degna delle migliori xilografie di Hokusai. Questa, oltre che una meravigliosa opera cinematografica, vuole essere anche una denuncia dell’attuale deriva giapponese che sta omologando cultura e tradizioni, rischiando di farle rapidamente scomparire. Dopo tanto bere sintonizziamoci ora sul food. In questo caso la produzione più ambiziosa del catalogo è senza dubbio “The Chef’s Table”, una serie di due stagioni, per 94

ble”, una serie di due stagioni, per

un totale di 12 puntate. Ogni episodio racconta la storia, le ricette e la filosofia in cucina, di uno chef di fama internazionale. Parliamo di gente del calibro di Massimo Bottura (Osteria Francescana, Modena, Italia), Dan Barber (Blue Hill Restaurant, Stone Barns e New York, USA), Francis Mallmann (El Restaurante Patagonia, Buenos Aires, Argentina), Niki Nakayama (N/Naka Restaurant, Los Angeles, USA), Ben Shewry (Attica, Melbourne, Australia) e Magnus Nilsson (Fäviken, Järpen, Svezia). Ricercato ed esteticamente curatissimo, su alcune puntate perde forse un po’ di ritmo, non tanto per colpa della regia, quanto per la personalità dei protagonisti, che attirano tutta la scena su di sé. Assolutamente da non perdere è la puntata dedicata al “nostro” Massimo Bottura, impegnato nella preparazione di un classico modenese: il “tortellino”. Solo un ultimo consiglio: non guardateli a frigorifero vuoto. Dopo viene fame. ■ 64

I Piaceri della Vite - Numero I - Febbraio 2017  

Dagli organizzatori di Wine Day nasce "i PIACERI DELLA VITE"... Protagonista di copertina è questa volta Daniele Cernilli, alias "Doctor Win...

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